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giovedì 22 gennaio 2015

L’omosessualismo, la natura, i gemelli: non esiste il DNA gay

L’omosessualismo, la natura, i gemelli: 
non esiste il DNA gay 



Chi promuove l’omosessualismo (e l’ideologia gender) fa di tutto per sdoganare l’idea che l’omosessaulità sia “naturale”. 



Gay si nasce o si diventa? La fatidica domanda, riguardo l’esistenza di un presunto gene gay innato, ogni tanto ritorna, sebbene il quesito abbia, da tempo, ricevuto ampie e inequivocabili risposte. Recentemente la questione è stata portata nuovamente alla ribalta da una organizzazione di ex gay, americana, chiamata PFOX, la quale ha promosso a Richmond, capitale dello Stato della Virginia, una ampia campagna pubblicitaria per far conoscere i reali dati scientifici riguardo l’omosessualità.


In particolare, tali dati riportano diversi casi di gemelli omozigoti, quindi perfettamente identici, che tuttavia differiscono per tendenze sessuali. Esistono almeno otto importanti studi scientifici condotti su gemelli identici in Australia, Stati Uniti, e in Scandinavia, durante gli ultimi due decenni che mostrano come gli omosessuali non sono nati omosessuali.



 Il dott. Neil Whitehead, che dopo avere prestato servizio per 24 anni come ricercatore scientifico per il governo della Nuova Zelanda, e aver lavorato alle Nazioni Unite e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, oggi ricopre il ruolo di consulente per alcune università giapponesi, sottolinea il ruolo irrilevante della genetica nella scelta dell’orientamento sessuale, affermando: «al meglio la genetica è un fattore secondario».


I gemelli monozigoti derivano da una singola cellula uovo fecondata, ciò significa che essi sono nutriti in condizioni prenatali uguali e condividono il medesimo patrimonio genetico.

Da qui consegue che, se l’omosessualità fosse una tendenza innata, stabilita dai geni, ci si aspetterebbe che tale attrazione fosse sempre identica nei gemelli monozigoti. Come nota infatti il dott. Whitehead: «dal momento che hanno DNA identici, dovrebbero identici al 100%». 


Tale ipotesi è però smentita dalla realtà dei fatti che attestano che «se un gemello identico ha attrazione per lo stesso sesso la possibilità che il co-gemello abbia la stessa attrazione è solo di circa il 11% per gli uomini e del 14% per le donne». Il dott. Whitehead conclude dunque escludendo categoricamente che l’omosessualità possa dipendere da fattori genetici: «nessuno nasce gay. (…) Le cose predominanti che creano l’omosessualità in un gemello identico e non negli altri devono essere fattori post-parto».

Secondo lo specialista l’attrazione per lo stesso sesso (SSA) è determinata da «fattori non condivisi», cose che accadono ad un gemello, ma non l’altro, o da una differente reazione personale ad un specifico evento da parte di uno solo dei gemelli. 


Pornografia, abusi sessuali, particolare ambiente familiare o scolastico sono tutti elementi che possono influenzare in modo diverso l’uno rispetto all’altro. Un gemello potrebbe non essere in grado di interagire socialmente come l’altro gemello, provocandosi una sensazione di solitudine, che potrebbe poi portare alla necessità di essere accettato da un gruppo di persone, e in alcuni casi, tale gruppo diventano le comunità LGBT. Secondo il dott. Whitehead infatti, «queste risposte individuali e idiosincratiche a eventi casuali e ai fattori ambientali comuni predominano».


Il primo studio approfondito su gemelli monozigoti è stato condotto in Australia nel 1991, seguito da un altro grande studio americano nel 1997. Oggi, lo strumento principale per la ricerca biomedica, secondo lo specialista, sono i registri nazionali sui gemelli: «i registri dei gemelli sono la base dei moderni studi sui gemelli. Ora sono molto grandi, ed esistono in molti paesi. Al momento è in progettazione un gigantesco registro europeo del quale faranno parte 600.000 membri, ma uno dei più grandi attualmente in uso si trova in Australia, con più di 25.000 gemelli registrati».


Nel 2002 la coppia di sociologi americani Peter Bearman e Hannah Brueckner ha pubblicato uno studio che ha coinvolto 5.552 coppie di gemelli degli Stati Uniti, mettendo in evidenza come l’attrazione per persone dello stesso sesso tra gemelli identici era comune solo al 7,7% per i maschi e al 5,3% per le femmine. La stessa ricerca ha preso in esame anche il cambiamento di orientamento sessuale durante il corso della vita, osservando come la maggior parte di questi cambiamenti, avvenuti per via “naturale” piuttosto che terapeutica, sono indirizzati verso una esclusiva eterosessualità, con il 3% della popolazione eterosessuale che afferma di essere stata in passato anche bisessuale o omosessuale.


Alla fine tali dati hanno fatto emergere un dato curioso per il quale il numero delle persone che hanno cambiato il loro orientamento sessuale verso una totale eterosessualità risulta più alto dell’attuale numero di bisessuali e omosessuali messi insieme. In altre parole, conclude Whitehead, «gli ex gay superano per numero gli attuali gay».


Ancora una volta la realtà sbatte la porta in faccia all’ideologia. La forsennata ed tendenziosa ricerca degli attivisti LGBTQ riguardo l’esistenza di un agognato gene gay, che attesterebbe la normalità dell’omosessualità si deve, infatti, bruscamente arrestare davanti agli inoppugnabili dati concreti che certificano chiaramente come l’omosessualità non ha nulla di genetico e naturale. 

Più che di “gene gay” sarebbe corretto parlare di “virus gay”; se nessuno nasce infatti con il gene dell’omosessualità tutti, e in particolare le giovani generazioni, sono a rischio contaminazione dell’ideologia del gender imposta come diktat etico dal mainstream culturale dominante.

Lupo Glori

giovedì 1 gennaio 2015

QUALE TIPO DI DONNA SPOSA UN UOMO OMOSESSUALE? - BLOG "SI PUO' CAMBIARE"


 QUALE TIPO DI DONNA SPOSA UN UOMO OMOSESSUALE?

Tratto dal libro Craving for love
di Briar Whitehead


Una donna che sposa un uomo omosessuale ha spesso una scarsa stima di sè. Può sposarlo per uno dei seguenti motivi:

1) Non si sente sicura nella propria identità sessuale
In vari gradi può provare un sentimento di vergogna e di insicurezza come donna, è poco esigente e discriminante  riguardo alla mascolinità del suo partner, facilmente soddisfatta dell'uomo che le mostra interesse. Lei è l'ideale per l'uomo omosessuale che non vuole una donna che dia troppa importanza al sesso.

2) Può semplicemente essere una donna emotivamente dipendente, che si aggrappa ad una fonte di amore.
Jeff, un ex omosessuale, era sposato con Daphne.  "Voleva il mio amore e la mia approvazione a tal punto che avrebbe fato qualsiasi cosa per tenermi con sè," dice Jeff. "Era come un tappetino, potevo anche tradirla con la sua benedizione".
Volevo soltanto accontentarlo", dice Daphne. La nostra cerchia sociale era costituita da gay ed io lo accettavo perchè sentivo che il suo amore per me era sufficiente.

3) E' attratta da uomini insicuri nella propria mascolinità.
Per reazione ad un rapporto con un padre duro, una donna può essere attratta dalla gentilezza e sensibilità degli uomini omosessuali, senza rendersi conto che tale gentilezza e sensibilità sono spesso  sintomo di una scarsa mascolinità, passività, e di un lato femminile eccessivamente sviluppato.

4) E' codipendente
E' il tipo di donna che deve sentirsi necessaria per poter credere di essere amata. Può sposare un uomo omosessuale sapendo che è gay, credendo di poterlo aiutare; può essere convinta che il suo amore ed il rapporto sessuale lo cambieranno. Un leader ex-gay mi ha detto di aver perso il conto del numero di "donne di 80 kili sposate con uomini bellissimi". L'uomo omosessuale pensa: "non si aspetterà molto da me". Lei invece pensa: "Se riesco sistemare questo piccolo problema di omosessualità, avrò accanto a me un bel pezzo d'uomo. 

Se la donna codipendente sposa inconsapevolmente un uomo che ha sempre nascosto la propria omosessualità,  può aver risposto ai segnali di ricerca di aiuto di lui: forse alla sua passività, insicurezza, immaturità emotiva, timidezza, malumore, isolamento. Gli uomini omosessuali, d'altro canto, spesso rispondono alle "soccorritrici": i tipi forti e capaci che non hanno bisogno di una persona che li guidi ma piuttosto preferiscono "fare da madri".

"Riassumendo", dice Willa, la moglie codipendente di un uomo omosessuale:
sposa un uomo gay perchè lui la farà soffrire, perchè lui non può assolutamente soddisfarla. Per  lei l'amore condizionato è amore; è così che ha imparato a sopravvivere per tutta la sua vita.  Una donna codipendente si sposa pensando: "Se lo amerò abbastanza, anche lui mi amerà"; che se c'è qualcosa di sbagliato, questo qualcosa è dentro di lei. E' lo stesso tipo di messaggio che ha raccolto nella propria famiglia di origine.               
E' facile per  questo tipo di donna credere al suo partner quando lui le dice che è a causa del suo peso e del  suo aspetto se lui non prova attrazione sessuale per lei.

Secondo Annette Comiskey, moglie di un ex-omosessuale, Andy Comiskey, molte mogli di ex-omosessuali provengono da famiglie in cui c'era un problema di alcolismo e hanno  alle spalle una storia di abusi o traumi. Spesso hanno un problema fisico. I loro bisogni inconsci non soddisfatti sono così grandi che molte di loro, oltre ad essere dipendenti dalle relazioni, sono anche dipendenti da droghe, cibo, lavoro o shopping. 

Queste donne giungono a credere che se il loro matrimonio è "orribile" è perchè esse sono "orribili". Se non sono codipendenti all'inizio del rapporto, presto lo diventeranno. Divenire una "salvatrice" è l'antidoto ad una scarsa autostima", dice Annette. "E' un pò come credere che non si meriti niente di meglio, è cercare di redimere se stessa prendendosi la responsabilità di ogni cosa, cercando da sola di salvare sia il matrimonio sia l'uomo.

 Traduzione di Patrizia Battisti

venerdì 19 dicembre 2014

Fattori che contribuiscono alla confusione dei generi

II parte
capitolo 7


 CAPIRE L'OMOSESSUALITA'

Fattori che contribuiscono alla confusione dei generi

La settimana scorsa abbiamo affrontato l'importanza dell'identità di genere nello sviluppo sessuale. La sicurezza che proviamo riguardo al nostro genere maschile o femminile sembra avere un profondo effetto sulla nostra capacità ad avere delle buone relazioni eterosessuali. Uno studio approfondito, compiuto nel 1981 (1), ha permesso di concludere, alla luce di ogni specie di parametri, che la confusione riguardo all'appartenenza sessuale era una costante tra gli(le) omosessuali. A causa di tutta una serie di fattori che risalgono all'infanzia, l'omosessuale adulto si ricorda di aver avuto la sensazione, sin dall'infanzia, d'essere stato differente dai suoi compagni dello stesso sesso. Questa confusione a livello del genere è accompagnata più tardi nella vita da un'attrazione erotica per lo stesso sesso.

Questo studio ha delle implicazioni teologiche pari a quelle sessuali. La Genesi al versetto 1,27 afferma che Dio ha creato l'umanità perché rifletta la sua immagine sotto due forme differenti: maschio e femmina. Fatto che implica la necessità per ogni creatura umana di essere confermata in modo chiaro della sua identità sessuale. Quando abbiamo riconosciuto la nostra identità maschile o femminile, possiamo cercare nel sesso opposto la controparte necessaria. Secondo il testo della Genesi, questa capacità di entrare in relazione con il sesso opposto in termini di "faccia-a-faccia" o di "un altro" di cui abbiamo bisogno, riflette l'intenzione creatrice di Dio. Ma il fatto di conoscere la verità nella nostra mente non ci rende di per sé liberi.

Dobbiamo prima considerare alcuni fattori che hanno contribuito alla confusione che proviamo riguardo al nostro genere e a tutte le vulnerabilità che essa ha causato sul piano sessuale.

 

I. Il ruolo dei genitori

Non si deve minimizzare l'influenza potente che i genitori esercitano sulla capacità del bambino ad acquistare la sua identità (maschile o femminile). Il papà e la mamma sono i primi modelli di ciò che sono un uomo e una donna; la loro influenza è preponderante e permette di determinare quali caratteristiche proprie al nostro sesso interiorizzeremo.



A) L'importanza del genitore dello stesso sesso

 
Questa può essere l'influenza più importante tra tutte riguardo l'identità del proprio genere e proviene da questa relazione. Attraverso il genitore dello stesso sesso scopriamo (o non scopriamo) una fonte importante d'identificazione e d'intimità che incorporiamo come facente parte del nostro genere, maschile o femminile. Come riferisce G. Reker in una sua analisi (2), la natura di questa relazione è importante.
Quando si tratta di stabilire la nostra identità sessuale, una relazione positiva ed incoraggiante con il genitore dello stesso sesso si rivela essere decisamente costruttiva e determinante.

1. Delle rotture nella relazione con il genitore dello stesso sesso (per esempio, abuso da parte del genitore, richiami personali che feriscono, distacco emozionale, morte, malattia, negligenza, ecc.) possono causare un blocco nel processo d'identificazione e di conseguenza rischiano di perturbare nel bambino lo sviluppo di un'identità sessuale sicura e solida. (3)

2. Il distacco difensivo: il bambino reagisce a queste rotture in modo difensivo, distaccandosi (dal genitore). Il bisogno legittimo d'affetto da parte del genitore dello stesso sesso viene quindi represso e il bambino sente al contempo un immenso bisogno d'amore e parimenti diffidenza o disprezzo verso questa fonte di amore, a causa delle relazioni dolorose e lesive o deficienti vissute con il genitore dello stesso sesso. (4)
* Importanza della reazione del bambino riguardo al suo genitore. Ciò che viene interpretato dal bambino può corrispondere o non corrispondere alla realtà del trattamento applicato o inflitto dal genitore al bambino.

3. Questo distacco rischia di handicappare il bambino nella sua capacità di integrare le caratteristiche del genitore dello stesso sesso, e ciò può estendersi a tutti i membri dello stesso sesso. Dei giuramenti del tipo "Non sarò mai come lui(lei/loro)" vanno a rafforzare la reazione del bambino a tal punto che egli prova un'avversione ad identificarsi con lo stesso sesso, cosa che inficia pure la sua capacità di comunicare con gli altri in quanto membro a pieno titolo del loro sesso. Quando la paura e l'insicurezza marcano intensamente la relazione genitore-bambino, il genitore diventa per il bambino un simbolo di conflitto del quale egli vuole evitare ad ogni costo le caratteristiche nella sua propria persona e in quella degli altri.

4. I bisogni affettivi soffocati per lo stesso sesso e una crisi d'identità di genere non risolta si esprimono generalmente in modo erotico nell'adolescenza.

B) L'importanza del genitore del sesso opposto

 
Questo genitore gioca un ruolo capitale rafforzando (o non rafforzando) l'identità sessuale del bambino nella misura in cui incontra il bambino come membro del sesso opposto; questa relazione influenzerà il bambino nel suo futuro modo di comunicare con il sesso opposto. Il genitore del sesso opposto è tenuto a comunicarci la nostra appartenenza, ed anche il nostro valore, in quanto persona del sesso opposto.

1. Esempio riguardante l'uomo.
La madre dominatrice: una relazione generalmente intensa ed incestuosa sul piano emozionale. Provoca nell'uomo la paura delle donne, una vera confusione riguardo ai generi, il perfezionismo e il disprezzo. Il giovane si stacca dalla madre, rottura che riproduce nei confronti di tutte le donne. La madre è interiorizzata come qualcuno al quale non si può dar fiducia e che è falso; il distacco dalla madre è quindi vissuto lungo il percorso dello sviluppo come una rottura e non come una separazione sana che conduce all'età adulta. Il risultato è una dipendenza e un'idealizzazione dell'uomo che sono entrambe contro natura.

2. Esempio riguardante la donna.
Padre abusivo e instabile: crea nella ragazza la paura di una violazione della sua persona. Si constata un blocco affettivo nelle sue future relazioni con gli uomini come pure un disprezzo costante delle donne che si compiacciono nel loro ruolo di vittime, come la madre per esempio. La minaccia del padre mantiene la ragazza irrigidita in un'assenza malsana di separazione dalla madre. Siccome la madre è quasi sempre quella che ha comunicato l'amore, la ragazza resta attaccata a questo amore materno con dei legami spesso nevrotici e inappropriati per il suo sviluppo e non dispone di nessun ponte per stabilire una relazione con il maschile.


C) L'impatto della vita coniugale dei genitori

 
I genitori agiscono e comunicano in un sistema eterosessuale che può sia incoraggiare, sia scoraggiare, il nostro desiderio di seguire il loro esempio quando consideriamo la prospettiva del matrimonio per noi stessi.

1. Abusi evidenti nella vita coniugale dei genitori: uno dei due coniugi sembra essere vittima dell'altro? Con quale dei due ci identifichiamo? Considerate che il conflitto coniugale è sistemico, ossia co-funzionale per i coniugi, non semplicemente un motivo di causa-effetto. Questa obiettività è vitale, se si vuole avere la visione globale di un matrimonio spezzato composto da due parti spezzate.

2. I pericoli di una relazione triangolare: mettersi dalla parte di un genitore contro l'altro.

 
3. I giuramenti segreti: quando ci si è promesso di non assomigliare mai a uno o all'altro genitore. Questi giuramenti possono aver chiuso definitivamente la porta alla prospettiva del matrimonio.
"Il modo in cui il bambino stabilisce delle relazioni con il suo gruppo familiare determina in grande misura i suoi atteggiamenti nella sua vita di adulto. E' questo il terreno nel quale sviluppa i suoi atteggiamenti e modi di fare davanti ad una cooperazione o una competizione, davanti alla percezione di se stesso e del suo corpo, e davanti ad ogni sottomissione o dominio. E' in questo contesto che nutre le sue speranze, le sue paure e i suoi sentimenti nei confronti della sessualità. Se le prime esperienze sono macchiate dalla paura di perdere l'affetto o la considerazione degli altri, la sessualità diventa allora una minaccia più che una promessa." (5)
 


 II. Altri fattori che possono scatenare una confusione dei generi 

A) Esperienze sessuali precoci. Una distorsione della percezione dei generi può essere dovuta a un erotismo prematuro e contro natura. (Leggete l'articolo in appendice sugli abusi sessuali.)

1. Abusi eterosessuali: nelle ragazze e nelle giovani, le avances sessuali abusive da parte di uomini possono facilmente creare la paura, l'ostilità o un'avversione per gli uomini.

2. Abusi omosessuali: per i ragazzi in particolare, le avances sessuali di uomini adulti, quando sono accompagnate da segni d'affetto e di stima, provocano una mescolanza perversa di erotismo e d'intimità con qualcuno dello stesso sesso.

B) Rifiuto dei coetanei dovuto a una confusione del genere maschile/femminile per il rifiuto provato da parte del genitore dello stesso sesso

 
1. Sensazione di alienazione verso i giovani della stessa età; desiderio d'avere una relazione con loro pur avendo dei sentimenti ambivalenti nei loro confronti. Il profondo desiderio di essere accettato si mescola a un'ostilità che si proietta sui compagni dello stesso sesso. Questa ostilità prende radice nella sensazione di profondo rifiuto che si è provata da parte del genitore dello stesso sesso.

2. Questo rifiuto può scatenare un'identificazione esagerata con il sesso opposto o un completo isolamento.

3. Il sentire che si è differenti e inaccettabili è rinforzato dal rifiuto dei giovani della stessa età, che appiccica su di noi un'etichetta di "omosessuale". Sensazione profonda di non essere all'altezza sul piano dell'appartenenza sessuale.

4. Notevole ansietà nelle relazioni con i compagni dello stesso sesso. L'identità sessuale diventa ancor più un punto di conflitto che una questione risolta.
* Non dimenticare il ruolo di Satana, l'accusatore.


C) Alienazione dal proprio genere (maschile/femminile)

 
1. Il fatto di sentirsi rassicurato e ben confermato nel proprio genere (maschile/femminile) conduce invariabilmente ad una flessibilità nel modo in cui si vive la propria sessualità; viceversa, il dubbio provoca rigidità e paura. Si devono fare degli sforzi sovrumani per cercare di avere un'aria "normale", cosa che lascia a detta persona poca o nessuna libertà per esprimere la sua propria personalità.

2. La confusione e il dubbio nei confronti del proprio genere conducono la persona in causa a soffocare in se stessa i tratti o le caratteristiche del sesso opposto. La pienezza dell'essere, che comprende un giusto equilibrio delle qualità maschili e femminili, è così assai turbata.

3. Ciò che deve succedere avviene: i problemi emozionali non risolti si esprimono nell'adolescenza in modo erotico.

D) Cosa si perde

 
1. Un'immagine realista e chiara del sesso opposto.

2. I bisogni legittimi d'intimità e d'identificazione con lo stesso sesso.

3. La comprensione che il violento desiderio d'intimità con qualcuno dello stesso sesso non è forzatamente erotico. Questo bisogno d'intimità risale a una carenza molto precoce d'affetto da parte di una persona dello stesso sesso.

4. La grazia di presentare i propri sentimenti al Signore e di permettergli di separare la concupiscenza che è peccato da un desiderio che è legittimo.
Una confusione dei generi conduce la persona che la sperimenta alla solitudine e alla paura, e la porta a dubitare della sua capacità di comportarsi nel modo conforme al suo proprio genere. Essa finisce per dubitare della sua capacità ad avere una buona relazione con quelli(e) del proprio sesso, mentre le persone del sesso opposto diventano un punto principale d'identificazione. Non potendo trovare il proprio posto, l'individuo rischia di avere paura della sua sessualità, del suo genere, maschile o femminile, del suo corpo, di se stesso.

Nel prossimo capitolo vedremo come abbiamo interiorizzato certe distorsioni già menzionate e come cerchiamo di riparare quei sentimenti di confusione nei confronti della nostra identità sessuale attraverso l'omosessualità.
Man mano che proseguite in questa esplorazione, non dimenticate che avete un Padre pieno d'amore. Nella sua forza e dolcezza, saggezza e fedeltà, conosce tutto il nostro passato e sa come questo passato ha inciso sul nostro presente. E' veramente un Padre che ci circonda della sua tenerezza. Egli è la fonte d'identità di cui abbiamo bisogno per giungere a vincere i problemi che bloccano il nostro accesso all'integrità personale.

- Letture raccomandate
Leggete il capitolo 8 di "Pursuing Sexual Wholeness" ("Verso una sessualità riconciliata") ed anche l'appendice 3 del manuale. Leggete anche il libro di Elizabeth Moberly, "Homosexuality: A New Christian Ethic" ("Omosessualità: una nuova etica cristiana").

- Domande
1. Secondo Elizabeth Moberly, l'omosessualità è legata alla relazione genitore-bambino. Quale dei due genitori lei considera come il più importante per lo sviluppo sessuale del bambino? Si devono fare dei rimproveri a questo genitore? (pagine 1-4)

2. Elizabeth Moberly dichiara che una relazione positiva con il genitore dello stesso sesso prepara il bambino a comunicare bene con il suo proprio genere e con i compagni dello stesso sesso. La relazione con il genitore dello stesso sesso del vostro vi ha preparato a questi due compiti? Spiegatelo.

3. Che cos'è il distacco difensivo? (leggete la spiegazione di Elizabeth Moberly) Siete distaccati dal genitore e dai compagni dello stesso vostro sesso? Perché?

4. Elizabeth Moberly scrive che è indispensabile risolvere i conflitti con il proprio genere prima di poter accogliere il sesso opposto. Secondo lei, l'omosessualità è fondata su dei problemi legati al sesso opposto o al sesso della persona in causa?

5. L'amore omosessuale è una scelta autentica o è piuttosto un tentativo per riuscire a saziare i nostri propri bisogni d'intimità e d'identificazione con qualcuno dello stesso sesso?

6. Quale influenza il genitore del sesso opposto ha giocato nel vostro sviluppo sessuale? Questa relazione ha creato in voi un fossato o un ponte quando si è trattato di scoprire che il sesso opposto è desiderabile e degno di fiducia?

7. Domandate al Signore di aiutarvi a capire bene la realtà delle cose che avete appena scoperto. In che modo le relazioni importanti della vostra vita hanno facilitato o bloccato le fonti d'intimità di cui avevate bisogno? Lasciate ora che il Signore vi riveli le aspirazioni profonde del vostro cuore e di toccarle.
- Note
(1) Bell, Weinberg e Hammersmith, "Sexual Preference"
(2) George Reker, "Shaping Your Child's Identity", pag.139
(3) Elizabeth Moberly, "Psychogenesis"
(4) George Reker, "Shaping Your Child's Identity", pag.139
(5) Vincent Gill, "Homosexuality - A Nature versus Nurture Reappraisal"