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sabato 29 settembre 2007

Sono il Dr. Joseph Nicolosi, presidente di NARTH


Sono il Dr. Joseph Nicolosi, presidente del NARTH

Traduzione dell'articolo "I'm Dr. Joseph Nicolosi, president of NARTH" pubblicato nel sito NARTH



Vorrei dirvi perché mi impegno per sostenere ciò in cui credo.


Viviamo in una cultura dove la tolleranza, la diversità, e il diritto ad autodefinirsi sono tenuti in alta considerazione. Attualmente, le persone che desiderano vivere la loro vita come "gay" sono liberi di farlo. È un loro diritto.


Ma c’è un’altra minoranza sessuale di cui vorrei parlarvi.


Si tratta di uomini e donne che—nonostante provino sentimenti omosessuali –credono che l’umanità sia stata creata per essere eterosessuale.


L’omosessualità non potrà mai definire "ciò che queste persone sono veramente."


I maggiori gruppi di professionisti –l’Associazione Psicologica Americana e l’Associazione Psichiatrica Americana – (le "APA) –hanno abbandonato queste persone. Oggi gli attivisti gay parlano in nome delle APA di argomenti relativi all’omosessualità.


In contrasto, gli "ex-gay" – La minoranza sessuale cui ho fatto cenno— vengono semplicemente dimenticati.


Poiché hanno dato ascolto soltanto agli attivisti gay, non agli ex-gay, le APA hanno promosso il mito che certe persone "nascono omosessuali". Hanno anche incoraggiato la credenza che se avete attrazioni omosessuali, allora "gay" è semplicemente "ciò che siete"— e che rivendicare un altro stile di vita o un’altra identità equivale a tradire la propria "vera natura".


Le APA hanno anche abbandonato la consueta convinzione che i bambini hanno bisogno SIA di una madre SIA di un padre.


Inoltre, hanno incoraggiato il mito che l’omosessualità sia esattamente come l’eterosessualità, eccetto per il sesso del partner.


Tutte queste idee sono … soltanto miti.


Come potrebbe essere vero? Vi invito a leggere il materiale postato su questo sito web.


In tutti i nostri scritti ci siamo impegnati molto per essere scientificamente precisi, ed anche per essere imparziali e rispettosi nel rappresentare le idee di chi non è d’accordo con noi. Poiché in un dibattito rispettoso "la tolleranza, la diversità e l’inclusione" costituiscono le linee guida fondamentali.


Per questo mi impegno per sostenere ciò in cui credo.