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domenica 28 ottobre 2007

Alla ricerca della propria identità sessuale - J. Nicolosi


ALLA RICERCADELLA PROPRIA IDENTITÀ SESSUALE
Tratto dal libro di J. Nicolosi
"Omosessualità maschile: un nuovo approccio"

La mascolinità nell'uomo non è semplicemente una condizione naturale... è piuttosto una conquista.
Robert Stoller

Non riesco a pensare a un bisogno nell'infanzia forte come il bisogno di protezione del padre.
Sigmund Freud


Capitolo 1
OMOSESSUALI NON-GAY: CHI SONO?

Da alcuni anni si sente molto parlare di omosessualità e della scelta di «uscire allo scoperto» e condurre uno stile di vita gay. «Uscire allo scoperto» significa gettarsi alle spalle ogni sorta di timore e inganno e intraprendere finalmente la via della libertà e dell'integrità personale.

Tuttavia, alcuni omosessuali non cercano la propria realizzazione in un'identità gay. Questi uomini hanno optato per una crescita personale in tutt'altra direzione. Il termine omosessuale indica un aspetto della loro condizione psicologica, mentre il termine gay descrive un'identità sociopolitica contemporanea e uno stile di vita che questi individui non condividono. Io li chiamo omosessuali non-gay.

L'omosessuale non-gay è un uomo che vive un conflitto fra il suo sistema di valori e le sue tendenze sessuali, perché fondamentalmente egli s'identifica con lo schema di vita eterosessuale. L'omosessuale non-gay sente che il suo progresso personale è continuamente intralciato dall'attrazione che prova per gli individui del suo stesso sesso.

Prima della nascita del Movimento di Liberazione Gay, la letteratura psichiatrica considerava l'omosessuale unicamente dal punto di vista della sua «condizione medica». Il Movimento di Liberazione Gay ha sollecitato nuove ricerche, spesso condotte da ricercatori omosessuali, allo scopo di fare luce sugli aspetti personali e relazionali dell'esperienza gay. Grazie a questi studi, oggi gli uomini possono decidere se condurre uno stile di vita gay o se intraprendere un cammino di crescita oltre l'omosessualità. È mia speranza poter aiutare questi uomini a percorrere quest'ultima strada verso l'integrità personale.

Un giovane di sedici anni è venuto un giorno nel mio studio, turbato per avere scoperto di essere omosessuale. Per prima cosa gli spiegai che si trovava di fronte a una duplice scelta: aderire alla Terapia affermativa gay o tentare di superare l'omosessualità. Proseguii illustrando i casi dei pazienti in terapia con me. In un primo momento egli sembrò perplesso, perché influenzato dall'opinione corrente secondo cui se sei omosessuale l'unica risposta onesta è vivere apertamente la propria identità gay. Per questo fu sorpreso di scoprire che molti uomini scelgono una via diversa.

Coloro che si rivolgono alla terapia ricostituiva non imputano la propria infelicità al marchio che impone loro la società. Molti di loro hanno esplorato lo stile di vita gay, compiendo un percorso che si è trasformato in una «via negativa» (in italiano nel testo), e ne sono usciti delusi per ciò che hanno visto. La loro definizione dell'io è profondamente legata alla vita familiare tradizionale, per questo rifiutano di rinunciare alla propria identità sociale eterosessuale. Invece di dichiarare guerra all'ordine naturale della società, essi decidono di impugnare le armi di una battaglia interiore.
Ecco le parole di un paziente di ventitré anni:
Ho provato questi sentimenti e questi impulsi, ma l'idea soltanto di essere gay mi sembra ridicola... è uno stile di vita così strano, ai margini della società... è un mondo al quale non potrei appartenere.


Un altro giovane ha detto:
Non ho mai creduto di avere tendenze omosessuali semplicemente perché ero «nato così». Lo ritengo un insulto alla mia dignità, e un enorme danno al mio desiderio di crescita, sentirmi dire che non ho speranza di cambiare.

Un altro ancora:Per me condividere lo stile di vita omosessuale è stato come vivere una menzogna. È stata un'esperienza dolorosa che mi ha disorientato, una forza distruttiva nella mia vita. Solo quando ho veramente cominciato a riflettere su ciò che sta dietro all'omosessualità ho iniziato a trovare pace e autoaccettazione.

È necessario che società e psicologia comprendano chi è veramente l'omosessuale non-gay. Attualmente la società osserva questo gruppo di individui con una certa derisione, mentre la psicologia li considera fuorviati e capaci solo di odio verso se stessi. L'identità dell'omosessuale non-gay è intrappolata nelle ideologie correnti. Il mondo normale lo evita, il mondo gay lo considera estraneo.

La professione psichiatrica deve assumersi gran parte di responsabilità nell'abbandono degli omosessuali non-gay: nello sforzo di sostenere la liberazione dei gay, ha dimenticato questo gruppo di individui. Se non consideriamo più l'omosessualità un problema, automaticamente mettiamo in dubbio la validità della loro lotta. Lo stesso omosessuale non-gay ha contribuito a quest'abbandono sociale; difficilmente lo incontreremo in cortei o raduni per l'affermazione della propria identità. Egli preferisce risolvere i suoi conflitti in silenzio e con discrezione. Come sono paradossalmente conservatori gli uomini che combattono questa battaglia controculturale! Oggigiorno, persino i pedofili e le prostitute non temono di mettere in piazza le proprie storie!

È un peccato che l'omosessuale non-gay debba essere considerato quello che in realtà non è. Secondo un'opinione diffusa, egli rimane nascosto per paura o ignoranza, ma con un po' di tempo e un'adeguata formazione anch'egli potrebbe trovare la via della sua liberazione. Tuttavia, non essere gay è una scelta più consapevole riguardo alla propria identità che non quella di essere gay. Questo isolamento può rappresentare un luogo di crescita e di autocomprensione molto dinamico, un luogo destinato a cambiare. Per l'omosessuale non-gay, l'isolamento rappresenta una scelta e una sfida, un luogo di fratellanza, fede e crescita -- un luogo interiore che può anche condurre alla trascendenza.

Negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi verso il riconoscimento degli omosessuali nella società, e sarebbe più che ovvio estendere la stessa comprensione all'omosessuale non-gay. Egli ha operato una valida scelta filosofica ed esistenziale, è qualcuno che, nella pienezza della propria identità, non vuole aderire alla condizione di omosessuale, ma cerca di superarla.