domenica 28 ottobre 2007

Presentazione del libro del dott. J. Nicolosi "Omosessualità maschile: un nuovo approccio"



Presentazione del libro del dott. J. Nicolosi
"Omosessualità maschile: un nuovo approccio"

di Chiara Atzori (infettivologa)
 
Nell'attuale panorama culturale -- nel quale l'omosessualità maschile, sdoganata dall'area dei tabù, ammicca dai cartelloni pubblicitari e dagli spot televisivi e viene gridata nei «gay-pride days» anche se nello stesso tempo è sempre più sottaciuta nella sua dimensione di frequente sofferenza individuale -- questo libro rappresenta certamente una voce fuori dal coro.


Lungi dal voler essere una provocazione fine a se stessa, o peggio ancora una sfida omofoba, vuole piuttosto tentare di colmare una lacuna. Lo stimolo a pubblicare questo saggio americano sull'omosessualità maschile infatti è nato dall'evidenza che tra i numerosi testi ormai disponibili in Italia sull'argomento scarseggiano vistosamente titoli autorevoli riferibili all'esperienza, scientificamente solida e ben documentata, maturata dalla corrente degli psicoterapeuti che applicano con successo il cosiddetto «approccio ricostitutivo» basato sulla teoria delle relazioni oggettive e su studi empirici della identità sessuale. L'analisi delle dinamiche familiari, il recupero della relazione con la figura paterna, l'autoaccettazione e la rimozione dei sensi di colpa, l'autoaffermazione e la valorizzazione dell'autostima, lo sviluppo di vincoli di amicizie non erotiche sono elementi fondamentali di questo approccio, che prevede una relazione importante con il terapeuta, la verbalizzazione e psicoterapia personale e di gruppo.

Il dr. Nicolosi è sicuramente un riferimento internazionalmente riconosciuto, e i suoi testi, così come l'applicazione ricca di successi del suo originale approccio, sono ben conosciuti in diversi paesi europei, oltre che negli Stati Uniti.

Si sente ribadire da più autorevoli voci la crisi dell'identità maschile, la crescente incertezza della definizione di «genere sessuale», ma oggi trattare di omosessualità al di fuori dello stereotipo politically correct per cui bisogna vivere e accettare serenamente il proprio «essere gay» appare più difficile di ieri.

La elevata frequenza della distonia nella percezione della propria omosessualità è poco conosciuta, tuttavia non può semplicemente venire nascosta per incrementare l'accettazione sociale delle persone che sperimentano pulsioni omosessuali, andrebbero piuttosto divulgate tutte le possibili risposte volte a risolvere questo malessere, non solo quelle considerate alla moda. 

Una malintesa accettazione del pluralismo o della libertà di orientamento sessuale e la stessa legittima lotta alla discriminazione delle persone omosessuali non può prescindere dalla conoscenza e personale elaborazione di tutte le possibili proposte alternative, né rimandare esclusivamente a un generico invito alla tolleranza e all'accettazione obbligatoria di uno «stato di fatto», pena una ghettizzazione di ritorno, ancorché di avanguardia, della persona omosessuale.


Nella mia quotidiana pratica clinica di medico infettivologo mi sono sentita rivolgere richieste di aiuto a riorientarsi da parte di pazienti che, avendo sperimentato e attualizzato pulsioni e comportamenti omosessuali, non avevano tuttavia trovato nell'outing del mondo gay (locali, circuiti associativi) risposte adeguate alla sensazione di malessere e di infelicità che persistentemente sperimentavano.


La ripetitività della tipologia di risposta a questo malessere (riassumibile nella classica frase: «Devi solo imparare ad accettare la tua "diversità"»), che li lasciava delusi e ancora inascoltati, mi ha indotto a documentarmi sulle possibilità alternative, al di là delle ovvietà. Conoscere realtà internazionali originali, come quella presentata dall'autore di questo testo, è stata una vera scoperta, estremamente interessante e formativa.
Passata la prima diffidenza legata alla paura di incappare in uno dei (purtroppo non rari!) gruppi retrogradi, razzisti, integralisti ed omofobi che popolano il mondo virtuale, l'incontro con il dr. Nicolosi (contattabile presso il sito www.narth.com) è stato illuminante. Una formazione professionale solida e lucida, accompagnata da una umanità ricca ed empatica, ha permesso all'autore di stendere questo testo che sicuramente potrà offrire spunti inediti di riflessione a chiunque vorrà documentarsi in modo scientifico, onesto e mai ideologizzato sul tema dell'omosessualità maschile. Mi auguro che tanti (non solo psicologi, medici e psicoterapeuti, ma educatori, genitori, sacerdoti e altri genuinamente interessati al tema) possano apprezzare questa edizione italiana.

Dott.ssa Chiara Atzori (Infettivologa)