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giovedì 1 novembre 2007

Proclamare la nostra nuova identità

III parte - RICONCILIAZIONE E LIBERAZIONE




Capitolo 12
Proclamare la nostra nuova identità

La terza tappa importante nella guarigione interiore consiste nell'accogliere la nostra nuova identità in Cristo. (1) Occore perciò che possiamo identificare i messaggi che, nel corso degli anni, sono diventati ingannevoli per l'immagine che abbiamo avuto di noi stessi, ma essenziali alla sua esistenza. In quanto omosessuali, abbiamo sofferto di un'identità erronea.

I diktat dell'ambiente, dei nostri coetanei e del nostro peccato personale hanno modellato un'immagine di noi stessi che è molto distante dallo splendore divino che Dio voleva che noi riflettiamo. E' per questo che ci consideriamo spesso più come peccatori che santi, più come schiavi che uomini liberi in unione con il nostro Signore risorto. L'esempio più convincente mi sembra essere il modo in cui definiamo la nostra identità: "Sono un vecchio omosessuale", oppure "Sono un cristiano gay", "Sono diverso da loro (la chiesa); non capiscono!". Abbiamo dimenticato la descrizione che Gesù ha fatto di Pietro quando l'ha paragonato ad una roccia? Cristo leggeva attraverso la vanità del suo aspetto, spesso rozzo, e vedeva una persona in atto di diventare un gioiello dei piani di Dio. Progredendo, non dimentichiamo il sigillo che Dio pone sul nostro stato di nuove creature. Cogliamo tutto ciò che ci dice per confermarci nel nostro essere e nel nostro divenire.

/ Qualche revisione importante
A) L'intenzione di Dio per noi

1. Siamo stati creati uomini e donne a sua immagine e somiglianza. L'intenzione di Dio per noi è che prendiamo coscienza della nostra vera identità eterosessuale (Genesi 1,26-27).
2. "Ed era cosa molto buona." Dio si rallegra dela sua creazione eterosessuale (Genesi 1,31).
3. Alla luce del favore divino che si stendeva su di loro, Adamo ed Eva erano "nudi, e non ne provavano vergogna" (Genesi 2,25).

B) L'immagine spezzata
1. In Genesi 3,1-6 vediamo che l'uomo aspira ad essere come Dio; questa tendenza dell'uomo ad affermare la sua propria volontà e a cercare di soddisfare i suoi bisogni personali al di fuori di Dio viene presentata in questo passo come una maledizione.
2. Di conseguenza, Adamo ed Eva hanno vissuto il terrore, la paura e la colpa dovuti alla loro separazione da Dio e al senso di alienazione dell'uno verso l'altra (Genesi 3,7).
3. Questa immagine deformata ha un carattere universale. L'immagine è incrinata in ciascuno di noi e prende svariate forme, compresa l'omosessualità.


C) La ricerca d'identità
1. L'io decaduto non può conoscere se stesso: in altre parole, la creatura non può veramente scoprire se stessa attraverso un'altra creatura o un'altra cosa.
2. L'omosessualità non è che una delle numerose espressioni della ricerca d'identità al di fuori del Creatore (Romani 1,18-32).
3. La vera conoscenza di sé ci viene dal di fuori di noi stessi, quando il Creatore ci dice chi siamo. Bisogna perciò che siamo aperti a una nuova definizione dell'io. Il Creatore ci deve "nominare", noi sue creature, conformemente alla sua intenzione originale, l'eterosessualità. 

/II. Accettando un'identità omosessuale, confermiamo la nostra immagine spezzata
Dopo aver considerato le radici dell'omosessualità, vogliamo ora esplorare in quale modo i semi della confusione sessuale hanno fatto progressi per diventare ciò che abbiamo più tardi accettato come identità omosessuale. Scopriamo un notevole abisso tra ciò che esisteva all'inizio e ciò che è progressivamente emerso da una una lunga e sottile serie d'influenze e di scelte.

A) Gay a cinque anni?
Non confondete un bisogno d'affetto, di stima e di accettazione da parte delle persone dello stesso sesso con delle intenzioni erotiche.
1. I bisogni legittimi d'affetto e di stima da parte del genitore dello stesso sesso che non sono stati colmati
2. ... sono spesso consolidati dai segnali dolorosi e confusi che ci rinvia il genitore del sesso opposto.
3. Reagiamo diventando vulnerabili al distacco difensivo davanti a uno o all'altro genitore.
4. Ogni abuso vissuto nel nostro proprio genere, e cioè ogni abuso sessuale, ed ogni rifiuto dei compagni dello stesso sesso o del sesso opposto non fanno che aggravare le cose.
5. Tutti questi fattori spingono la persona in causa a voler completarsi - inizialmente a un livello emozionale, poi sul piano erotico - attraverso un'unione con qualcuno dello stesso sesso.

B) Soprannomi ed etichette date dai coetanei e i genitori
1. Il dubbio che proviamo riguardo la nostra identità e la confusione che l'accompagna devono essere compresi alla luce delle etichette che gli altri ci hanno dato.

2. I nostri bisogni e i nostri desideri si sono chiarificati sotto l'etichetta di "omosessuali", cosa che di rimando ci ha incoraggiati ad agire in conformità a ciò che avevamo percepito come possibile nostra "vera identità". Le nostre società contemporanee considerano un crimine il rifiuto di mettere in pratica ciò che siamo tenuti ad essere.

3. L'etichetta "gay" comincia allora a definire più della preferenza sessuale - essa può determinare dove uno va o come uno percepisce se stesso. Disgraziatamente, le nostre opzioni nella vita possono allora progressivamente limitarsi alle opzioni omosessuali. Il modo in cui etichettiamo noi stessi ha un grande impatto sul senso del nostro valore personale e sulle azioni che ne derivano.

4. Parlando dell'accettazione del falso io sotto il mascheramento della "libertà", Leanne Payne dice:
"Nasciamo sprovvisti di tutto. Nel momento in cui ne siamo pienamente coscienti, scopriamo la solitudine. Nati nella solitudine, facciamo il massimo per integrarci ad un gruppo, per essere il tipo di persona che gli altri vorrebbero. Desiderando ardentemente essere riconosciuti ed amati, facciamo dei compromessi, portiamo una o più maschere, facciamo anche delle cose di cui abbiamo orrore con l'intento di integrarci. Per riprendere le metafore di Lewis, siamo completamente rivolti verso la creatura, tentando di ritrovare in lei la nostra identità. Lentamente e irresistibilmente, questo falso io chiude la sua dura ma fragile conchiglia attorno a noi, e la nostra solitudine permane più che mai." (2)

C) Identità = sessualità: un punto di riferimento veramente deformato
1. Definire se stessi in termini di omosessualità dev'essere considerato come un atteggiamento insensato, dal punto di vista clinico. Leanne Payne scrive:
"Non esistono, per essere esatti, persone omosessuali. Ci sono delle persone che hanno bisogno di essere guarite da vecchi rifiuti e carenze, di essere liberate da un amore di sé dislocato e dalle azioni che ne sono risultate e, parallelamente a questo, di conoscere il loro vero io in Cristo." (3)
2. Definirsi in termini di omosessualità può essere anche riduttivo. Questo procedimento permette a un aspetto della vita di una persona di caratterizzare il tutto.
"Al di fuori di ogni implicazione morale del comportamento omosessuale, vi è qualcosa di falso e di malsano nel fatto di definire se stessi unicamente sulla base della propria sessualità." (4)
3. L'identità è sempre più erotizzata dallo stile di vita gay.


/ III. Il Padre restaura l'immagine spezzata per mezzo dell'Incarnazione
A) Gesù ha abbattuto il bastione del peccato
1. Gesù è diventato peccato per noi affinché potessimo entrare in un'unione nuova ed intima con il Padre (2Corinzi 5,21).
2. Ci identifichiamo con Cristo nella sua morte e nella sua vita (Romani 6,3-9).
3. Gesù ha spezzato il potere del peccato. Essendo stati schiavi del peccato, ora siamo liberati per servire il nostro Padre ed essere "guidati" da ciò che siamo realmente in quanto suoi figli e figlie amatissimi (Romani 6,16-18).
4. La base della nostra identità è una relazione d'amore con il Padre e non un ambito particolare di peccato (Romani 6,21-22).
B) Gesù ci dona un nuovo punto di riferimento: 2Corinzi 5,17
1. Paolo ha risposto all'errore dei nuovi cristiani che facevano allusione a se stessi alla luce del loro passato. Perché? Cristo cerca di essere ciò che li completa. Dov'è la potenza - nel passato, o nell'opera redentrice di Cristo oggi? (1Corinzi 6,9-11; Colossesi 2,9-10).
2. L'errore dei Galati: distinguere i cristiani in base alla loro origine, per esempio i Giudei dai Greci (Galati 3,28).
3. La vera questione è quella della nuova creatura (Galati 6,14-16).
4. La liberazione dall'omosessualità e l'accesso all'eterosessualità è uno degli effetti del nostro stato di nuove creature. E' alla volontà originale del Padre che guardiamo per determinare ciò che compone la nostra nuova identità. 

/ IV. Camminare in quanto nuove creature
A) Il pentimento: staccarci dalla nostra vecchia identità
1. Ci impegnamo in quel processo volontario che consiste nel dire la verità a noi stessi di fronte ai messaggi ingannatori (Luca 9,23-25).
2. Questo processo implica che rinunciamo all'identità omosessuale, che è inesatta alla luce della nostra nuova identità trovata in Cristo. Egli ci chiama ad identificarci a lui; è precisamente in questo che consiste la potenza di Dio per trasformarci.
3. Perché questo è così difficile? Togliere la vecchia foglia di fico ci lascia nudi, ci colloca in un territorio poco familiare. Fare di Cristo il nostro punto di riferimento centrale necessita di una comunione con altri cristiani. Questa comunione è totalmente diversa da quella che manteniamo con coloro che si riuniscono sulla base della loro omosessualità.

B) Il ruolo della fede nel processo del rinnovamento
1. Ne vediamo l'esempio nella via di Abramo. "Quanto Dio ha promesso, è anche capace di portarlo a compimento" (Romani 4,18-21).
2. Noi siamo i legittimi eredi del Padre ed abbiamo quindi diritto all'intimità con lui e possiamo rivendicare la nostra filiazione.

-a. Il fatto che siamo stati liberati dalla legge ci dà la grazia d'essere al sicuro in Dio. Dobbiamo camminare nello Spirito d'adozione che ci comunica la realtà del nostro nuovo status in lui (Galati 4,1-9; Romani 8,15).
-b. Dobbiamo applicare fedelmente le verità legate alla nostra nuova identità e tramite ciò "essere trasformati attraverso il rinnovamento della nostra mente" (Romani 12,1-2). Vedi anche l'appendice "La nostra identità in Cristo".
-c. Tramite la fede possiamo accettare l'opera redentrice di Dio nelle nostre vite, perché egli è "più grande dei nostri cuori" e di tutte le accuse che il cuore porta contro il nostro nuovo status (1Giovanni 3,19-21).
-d. Liberandoci da parole menzognere che ci definiscono, lo Spirito Santo le sostituisce con la verità e ci rivela chi siamo (Giovanni 14,26).

C) La scoperta del vero io non può essere fondata che in Cristo.
Essa esclude tutte le vecchie etichette come quella di omosessuale, e abbisogna di un reale attaccamento alla nostra identità cristiana, a tutte le sue possibilità, compresa l'eterosessualità. Gesù chiama alla vita l'io creato da Dio e lo libera nel suo divenire.

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Preghiera per ricevere la nostra nuova identità
(potete pregare individualmente o in un gruppo alla fine della sessione)

"Padre celeste, veniamo ora davanti a te e vogliamo deporre ai piedi di tuo Figlio, Gesù il Crocifisso, ogni parola, ogni etichetta, soprannome, o ogni altro mezzo con i quali siamo ci siamo definiti contrariamente a ciò che siamo realmente in Cristo. Ti preghiamo di rivelarci queste cose personalmente. Mentre tu le riveli, noi le deponiamo davanti a te, una per una. Padre, noi vogliamo in modo del tutto particolare deporre davanti a te l'etichetta di omosessuale. Prendiamo autorità contro questa menzogna, questa etichetta che ci ha definiti per troppo tempo. Invochiamo la purificazione del sangue di Gesù su questa menzogna e su tutte le altre che abbiamo accettato. Accogliamo pienamente nei nostri cuori la realtà della tua opera in noi, la certezza che tu, Gesù, hai pagato per queste menzogne e le hai riparate con la tua crocifissione.

Ora, con l'autorità della risurrezione, riceviamo le vere parole che tu ci hai donato, Padre. Riceviamo questa realtà benedetta nei nostri cuori, la certezza che siamo tuoi figli e tue figlie e che ci hai liberato perché possiamo accettare la nostra vera identità eterosessuale. Donaci delle parole di verità che ci ridefiniscano. Noi diamo a te solo, nostro Creatore, il totale diritto di definirci. Tu ci hai fatto, dacci ora un nome."
"Se il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi" (Giovanni 8,32-36).

- - - - - - - - - -La vera libertà implica il fatto che abbiamo la possibilità di vivere l'identità prevista per noi. Essa esige che ci sbarazziamo della nostra vecchia immagine di noi stessi - realtà terrificante nella misura in cui è legata a una certa forma di nudità. Per molti tra noi, il falso io, come la foglia di fico che Adamo ed Eva hanno utilizzato per nascondersi dalla paura e dalla vergogna, è nato da un tentativo malsano di procurarci una fonte d'intimità e di identificazione con lo stesso sesso. 

Gesù vuole aiutarci a colmare i nostri bisogni nella verità. Ci chiede di rinunciare ai nostri vecchi metodi (e cioè al falso io) e di presentarci nudi davanti a lui affinché la sua giustizia sia ciò che ci riveste. Nel corso di questo processo, noi scopriamo che il nostro vero io non è affatto omosessuale. Siamo stati creati per essere in relazione con il nostro Creatore, e tramite lui, per conoscere chi siamo realmente. Ciò che ci dona è sufficiente per darci la vittoria sull'omosessualità e rivelarci l'espressione ispirata dell'umanità che è unica per ognuno di noi.

"Non pensate più alle cose passate, non preoccupatevi di ciò che sta dietro di voi. Perché sto per fare una cosa nuova: la si vede già apparire, la riconoscerete presto. Sì, aprirò una strada nel deserto, in quei luoghi aridi farò scorrere dei fiumi" (Isaia 43,18-19).
(Questo versetto ha dato il nome a Desert Stream.)

- Letture raccomandateLeggete "La nostra identità in Cristo", appendice 6. Leggete anche il capitolo 6 di "The Broken Image" ("L'immagine spezzata").
- Domande
1. Perché abbiamo bisogno del nostro Creatore per conosere il nostro vero io? Quali falsi messaggi avete accettato su di voi ignorando le intenzioni del Creatore? (Rileggete il corso e il capitolo 5 di "The Broken Image").
2. Su quale base potete dire con certezza che la vostra identità non è omosessuale?
3. Perché è così difficile abbandonare l'identità omosessuale? Ci sono ancora nella vostra vita degli aspetti di questa identità con i quali continuate a definire voi stessi e che non avete ancora abbandonato?
4. Meditate su Romani 4,18-21. Quale comparazione esiste tra la promessa di Abramo e la vostra situazione sessuale? Qual'è il ruolo della fede nella vostra redenzione sessuale?

- Note(1) Leanne Payne, "The Broken Image", pag.44
(2) Leanne Payne, "The Broken Image", pag.125
(3) Leanne Payne, "The Broken Image", pag.57
(4) Tratto da un articolo di Melvin D. Hugen, "Gay is not A Noun"