sabato 13 ottobre 2007

Riconciliazione e liberazione

III parte
capitolo 10

RICONCILIAZIONE E LIBERAZIONE
Ricevere il perdono di Dio



Possiamo prendere coscienza del nostro peccato in vari modi. Alcuni hanno tentato di compensare la loro insicurezza personale adottando un atteggiamento seduttore o narcisistico, altri hanno cercato di fondersi con colui o colei che sembrava "completare" la loro identità di genere.

Molti tra noi cercano l'amore e si ritrovano legati e schiavi dei bisogni emozionali ed erotici propri e di quelli del loro partner. E' evidente che tutto ciò denota un bisogno di redenzione. Ma come? Il vero amore, quello che Cristo ci esprime, getta una sfida a tutte le nostre contraffazioni. E' nel suo perdono che incontriamo la sua dimensione più potente: la misericordia. L'irruzione della misericordia nelle nostre vite non solo scaccia i falsi dèi, ma spezza pure la maledizione del perfezionismo.

Il fatto di essere perdonati ci libera dalla necessità di conquistare la nostra propria salvezza. Possiamo a nostra volta imporre tranquillamente il silenzio al fariseo in noi e cominciare anche ad accettare in noi quegli elementi malati che ci fanno male e non sono confermati. Possiamo cominciare ad essere riconciliati con quelle parti di noi stessi che avevamo precedentemente considerato come "territorio nemico". Gesù promette che "se il Figlio ci rende liberi, noi saremo veramente liberi" (Giovanni 8,36). Quando facciamo entrare la sua misericordia negli angoli del nostro essere che ne hanno bisogno, cominciamo ad entrare in questa libertà.


/ I. Qualche principio per ricevere il perdono (Luca 7,6-50)

A) Riconoscere il peccato
Dobbiamo:
1. Riconoscere gli effetti distruttori del peccato (Salmi 32,1-4).

2. Riconoscere il peccato nei nostri atteggiamenti identificando l'erotismo e le deformazioni che caratterizzano la nostra intimità con le persone dello stesso sesso, come la concupiscenza e l'idolatria, che provengono da un'identità di genere mal confermata.

3. Distinguere il nostro peccato dai nostri bisogni reali: il peccato va per la propria strada. I nostri bisogni affettivi ci conducono per prima cosa verso il Padre (Romani 14,23). Diffidate della falsa colpa! Ma, se necessario, siate pieni(e) di una reale convinzione di peccato.

4. Riconoscere la grandissima occasione che possono essere le nostre fratture interiori (Salmi 51,17 e la reazione della donna peccatrice in Luca 7). Quest'ultimo esempio ci mostra come il peccato può, quand'è riconosciuto e portato a Gesù, aprire una porta che ci permette di adorare Gesù e di meglio abbandonarci a lui.

B) La confessione dei peccati
La confessione, indipendentemente dalla forma che riveste, consiste nel nominare i campi nei quali abbiamo fallito e ad accettare l'opera di Cristo sulla croce che ci purifica dal nostro peccato. Dobbiamo confessare il nostro peccato:

1. Davanti a Dio (1Giovanni 1,9).

2. Davanti agli uomini (Giacomo 5,16). Il solo mezzo di troncare con la seduzione del peccato sessuale consiste nell'esporre le nostre tenebre interiori a dei credenti attenti e degni di fiducia. Come dice Giacomo, è il passo necessario che precede l'integrità:
"Un uomo che confessa il suo peccato in presenza di un fratello (o una sorella) sa che non è più solo di fronte a se stesso; egli fa l'esperienza della presenza di Dio nella realtà dell'altra persona. Fintanto che resto solo nella confessione dei miei peccati, tutto resta nell'oscurità, ma alla presenza di un fratello, il peccato dev'essere messo alla luce." (1)

3. La confessione è un mezzo per farci dipendere da Cristo. Il peccato che è riconosciuto ha bisogno di un Salvatore (vedi la donna peccatrice in Luca 7,36-50).

C) Accettare il perdono di Cristo
1. L'amore di Dio si esprime nel fatto che perdona e accetta noi peccatori. La grazia di Dio è liberamente donata, immeritata, gratuita; non possiamo rimborsarla (Romani 5,6-10; Romani 3,23-25; Isaia 1,18).

2. Il perdono è ricevuto per la fede, e non sulla base di nostre prestazioni personali. Il passaggio di Luca 7,50 mostra che una certezza viene generata grazie a ciò che sappiamo essere la verità, e non a causa di ciò che ci dettano i nostri sentimenti (Salmi 32,5-11).

3. Il favore immeritato di Dio verso di noi nonostante il nostro peccato diviene la base dell'accettazione di noi stessi. E' il suo amore che è la vera sorgente di libertà, e non la nostra capacità, della quale facciamo prova lottando contro l'omosessualità (criterio ben vacillante, effettivamente).

4. Confessione, perdono, accettazione vanno tenendosi per mano con il pentimento. Il pentimento è una risposta all'amore di Dio, quale egli lo esprime nel suo perdono.


/ II. Le trappole che ostacolano l'accettazione di sé e il perdono. Qualche considerazione sullo sviluppo personale

A) Chi ha il controllo della situazione?

1. Chi è il nostro "bambino interiore"? Il bambino indisciplinato o il genitore critico?

2. Il bambino indisciplinato si ribella contro Dio. Per una miriade di ragioni, sceglie di ricercare i suoi desideri carnali e si separa, di conseguenza, da Dio. Il perdono può perdere il suo impatto perché il bambino indisciplinato in noi aggira il Padre celeste e sceglie di soddisfarsi con altri mezzi. E questa parte tipicamente infantile di noi stessi non ha né la pazienza né la capacità necessaria per mettere da parte la ricerca del piacere immediato e ricercare piuttosto i benefici che derivano da un'intimità con il Padre.

3. Il genitore critico è quella voce condizionale e critica in noi che ci ricorda costantemente che "non siamo abbastanza buoni". Generalmente l'interpretiamo come una santa convinzione che viene da Dio, mentre si tratta in realtà dei nostri propri criteri per essere accettati; questi criteri possono provenire dalla relazione che abbiamo avuto con i nostri genitori durante l'infanzia. Se ascoltiamo il genitore critico, abbiamo la sensazione che l'amore di Dio è condizionale e che vuole che rispondiamo alle sue esigenze con le nostre proprie forze.

B) I sintomi del perfezionismo (2): dove regna il perfezionismo il bambino interiore è represso.
1. Tirannia del dovere: le nostre vite sono governate da una serie di comandamenti interiori che non riusciamo mai ad applicare in un modo che ci soddisfa.

2. La deprecazione di sé: ci assilliamo e ci svalutiamo perché non siamo all'altezza, o perché ciò che facciamo non va abbastanza bene.

3. Angoscia: il risultato è un senso di dolore in noi che può essere vago o violento.

4. Legalismo: misuriamo la nostra fede e quella degli altri tramite criteri esterni di pietà (per esempio: non bere, non fumare) e perdiamo di vista il nostro cuore e quello degli altri.

5. La rabbia: proviamo del risentimento davanti alle incessanti esigenze che ci vengono imposte. Ci arrabbiamo con Dio, con noi stessi, con gli altri, ma non possiamo andare da nessuna parte con la nostra collera, perché la giudichiamo inaccettabile.

6. La negazione della nostra "parte oscura", con la paura che non venga messa allo scoperto. (3)

C) L'adulto in quanto liberatore

1. Spesso restiamo fissati ad un certo livello di sofferenza e siamo incapaci di doppiare il capo per andare più lontano. Il genitore critico entra in gioco e cerca di far tacere il bambino che è nella disperazione ed è talvolta compulsivo. Credo che Dio abbia previsto e desideri che noi comunichiamo la sua grazia e il suo amore a questo bambino ferito, e non che lo giudichiamo. Egli vuole pure che gli diamo comprensione e amore affinché la sua crescita possa continuare al di là del punto di sofferenza. Procedendo così, diventiamo "completi" nella nostra capacità di accettare sia le parti mature di noi stessi che quelle che hanno bisogno di grazia ed incoraggiamento per svilupparsi.

2. Come possiamo mettere da parte le cose puerili senza accettare in primo luogo ciò che ne è stato fatto dell'infanzia (1Corinzi 13,11)?
"Lasciate che i bambini vengano a me..." (Matteo 18,1-5)

3. Quando affrontiamo il nostro bambino interiore, lo liberiamo per permettergli di crescere. Ciò ci permette pure di risollevarci davanti al Signore come adulti che possono prendersi cura del loro bambino interiore senza essere dominati da lui e senza reprimerlo.


/ III. Appropriarsi del perdono di Dio

A) Fate una lista degli ambiti di peccato nel quali continuate a lottare. Fate anche la lista dei peccati commessi nel passato che non avete mai confessato e di cui non siete stati liberati(e).

B) Inoltre, fate una lista delle parti o degli aspetti di voi stessi che non potete accettare e dei quali siete quindi separati(e). Se sono separato(a) di parti essenziali di me stesso(a), impedisco il Signore di guarirmi e di confermare le parti della mia personalità che hanno bisogno di esserlo. Può trattarsi, tra le tante, di:

1. Il mio tipo di corpo: "Il mio aspetto non è abbastanza maschile o femminile".
2. Il mio genere: difficoltà ad accettarsi in quanto uomo o donna.
3. Le tendenze omosessuali (ossia i sentimenti omosessuali).
4. Problemi che ritornano continuamente, quali l'incapacità di aver fiducia o di amare.
5. Ogni altro aspetto di voi stessi che fate fatica ad accettare.
E' necessario che possiamo identificare le parti spezzate in noi e che impariamo a perdonarci in questi ambiti.

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Preghiera per affermare il nostro valore davanti a Dio
(fate questa preghiera individualmente; è auspicabile che faccia parte della vostra vita di preghiera perché s'iscriva nel vostro cuore)

"Signore, ti ringrazio del fatto che sono unico ai tuoi occhi, che sono infinitamente prezioso(a) per te, che tu mi ami come se non ci fosse nessun'altra persona da amare, che tu sei interessato a me. Grazie perché sono la pupilla dei tuoi occhi e il tuo amore per me è incondizionato. Grazie del fatto che tu ci tieni talmente a me che non mi lascerai né mi abbandonerai mai. Grazie perché tu capisci la mia difficoltà come nessun'altra persona può capire e che mi accompagni in questo processo di guarigione."
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C) Se le liste A) e B) sono differenti, pregate per ogni argomento delle due liste separatamente, utilizzando la preghiera qui sopra. Lo scopo è di separarvi dal giudizio e dalla condanna. La lista A) comprende i campi che dobbiamo rimettere al Signore riconoscendo che abbiamo peccato. Nella lista B), si tratta di riconciliarci con noi stessi, e cioè incominciare ad accettare gli aspetti del nostro essere dai quali siamo stati separati. Il Signore può infatti voler trasformare certi ambiti della lista B), ma prima che possa intervenire dobbiamo accettare il fatto che questi aspetti fanno parte della nostra natura decaduta e che Dio ci ama nonostante questo. Ci chiama a comunicare a noi stessi il suo amore e il suo perdono.

D) Dopo aver pregato per voi stessi conformemente al punto C), mostrate la vostra lista a qualcun altro. Permettete a un'altra persona di pregare con/per voi in questo processo di perdono.

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Le tappe del perdono
(questa preghiera può essere fatta individualmente o in un gruppo; in questo caso, si raccomanda che la persona che impartisce l'insegnamento faccia una preghiera generale utilizzando il modello seguente)

1. -- Padre celeste, scelgo deliberatamente, come atto della mia volontà, di perdonare a me stesso. Mi perdono per... (lista dei specifici peccati).

2. -- Padre, ti domando anche di perdonarmi per tutti questi peccati. Allontana da me questa iniquità. Depongo davanti a te tutte queste cose e ti domando di liberarmene.

3. -- Padre, ti domando perdono perché ho rifiutato di perdonarmi e ho conservato l'amarezza e il risentimento nel mio cuore verso me stesso. Accolgo il tuo perdono ora e ti apro il mio cuore perché tu lo purifichi.

4. -- Padre, scelgo anche di non avercela con te per aver permesso che tutte queste cose mi accadessero. Ti perdono, non perché tu ne abbia bisogno, ma perché questo è necessario per me.

5. -- Padre, se ci sono ancora dei sentimenti negativi nascosti in me, ti chiedo di purificarmene. Voglio essere aperto(a) al tuo Santo Spirito perché compia la sua opera pacificatrice in me, e mi sottometto a lui. Sostituisci le emozioni negative con il frutto del tuo Spirito (amore, gioia, pace, pazienza, ecc.).

6. -- Adesso, Padre, ti chiedo di benedirmi con la tua infinita misericordia. Permetti che io sia colmato(a) in tutti gli ambiti: corpo, anima e spirito.

(Continuate a domandare a Dio di benedirvi e di colmarvi finché questi vostri sentimenti negativi siano guariti. Ed ogni volta che proverete qualcosa di negativo verso voi stessi, utilizzate questa preghiera per benedirvi ed intercedere per voi stessi.)
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- Letture raccomandate
Rileggete i capitoli 3 e 4 di "Pursuing Sexual Wholeness" ("Verso una sessualità riconciliata"). Leggete anche l'appendice 4: "La guarigione del bambino interiore". Leggete "The Broken Image" ("L'immagine spezzata"), dalla pagina 13 alla 57.

- Domande
1) Alla pagina 14 di "The Broken Image" ("L'immagine spezzata"), Lisa descrive il suo "essere interiore". Come percepite il vostro?
2) Quali sono gli ambiti della vostra vita che hanno bisogno del perdono del Signore? Perché, secondo voi, fate tanta fatica a ricevere la sua grazia in questi ambiti?
3) Chi è che ha maggior peso nella vostra vita, il bambino indisciplinato o il genitore critico? Cercate di vedere qual'è il bisogno del bambino in voi per sottometterlo alla mano ferma, ma affettuosa, del genitore in voi.
4) Spiegate la citazione di Walter Trobisch alla pagina 50 di "The Broken Image" ("L'immagine spezzata"): "Chi non si ama è un egoista." Che cos'è che ci permette di uscire dallo stadio del narcisismo, da questa tendenza a centrarsi su se stessi? (pag.50) Rispondete alla luce dell'insegnamento di questa settimana.

- Note
(1) D. Bonhoeffer, citato in "Elogio della disciplina", di Richard Foster.
(2) "Perfectionism", articolo di D. Seamands, "Christianity Today", 10 aprile 1981.
(3) Usando l'espressione "lato oscuro", non faccio allusione al male in noi, ma a quelle parti imperfette di noi stessi che non accettiamo né integriamo. Faccio qui una distinzione tra il peccato, che dev'essere confessato e di cui ci si deve pentire, e le parti valide di noi stessi con le quali dobbiamo riconciliarci.