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martedì 6 novembre 2007

Uscire dall'omosessualità: Collaborare con il processo di guarigione


IV parte:
IMPARARE A CAMMINARE

Collaborare 
con il processo di guarigione




       Uno dei passaggi del Nuovo Testamento più portatori di speranza si trova nella prima lettera ai Corinzi (6,11). 

"... E tali eravate alcuni di voi ...", scrive l'apostolo Paolo dopo aver steso la lista di coloro che avevano trasgredito gli intendimenti di Dio, omosessuali compresi. Egli prosegue: "... ma siete stati giustificati", o resi giusti davanti a Dio da Gesù, il che significa un cambio di status. Non siamo più considerati come dei miserabili peccatori, ma come dei santi potenziali.

E tuttavia, in noi stessi, sentiamo il combattimento tra le due situazioni e dobbiamo far fronte in maniera realistica a questa tensione tra ciò che esiste nelle nostre vite e ciò che sarà. E' importante notare che la nostra sessualità è una trama complessa di desideri e di atteggiamenti, modellati dal nostro ambiente e messi in pratica da una volontà mal diretta. Inutile dirlo, questa trama non si distrugge istantaneamente. Paolo scrive a questo proposito: "Siete stati santificati", o, per essere più precisi nella traduzione, "venite progressivamente santificati". 

La santificazione è un processo attraverso il quale la potenza del peccato è spezzata e veniamo serbati per Dio, cosa che ci permette di entrare nell'integrità che Gesù promette. Il nostro status di giusti davanti a Dio diventa quindi, attraverso la santificazione, una realtà permanente.

Quando consideriamo la salvezza, la pensiamo spesso come una nostra scelta iniziale di seguire Gesù. Raramente vediamo la nostra salvezza come un processo che comporta numerose scelte e una serie di liberazioni (Filippesi 2,12; 1Pietro 1,9). La santificazione è al tempo stesso un evento iniziale e un itinerario contrassegnati dalla nostra volontà di ricevere Gesù e di imparare a camminare nella sua potenza.


Questa potenza ci permette di essere santi o di separarci sempre più dal nostro peccato e di essere sempre più coscienti di ciò che siamo realmente in Cristo.
In greco, la parola che sta alla radice di santificazione è hagios, che significa santità. L'agente che ci rende capaci di camminare nella santità è lo Spirito Santo - Dio con noi. Egli ci purifica, ci riconforta e ci dona la potenza (1Pietro 1,2).

/ I. La santificazione - il processo di guarigione

A) Resi capaci:

1. Di cosa?

2. "Se sono una nuova creatura, perché la paura e l'incertezza?"

3. La nostra nuova posizione davanti a Dio diventa una realtà sperimentata.

4. Utilizzate l'appendice 8 "Autovalutarsi e crescere" come un mezzo di avanzamento giorno per giorno, nella certezza che Cristo vi ha donato la libertà.


B) Le nostre attese: l'"adesso" e il "non ancora"

1. Realiste: viviamo in un periodo intermedio. Gesù è venuto, ma fino al suo ritorno, le nostre vite sulla terra saranno limitate dal carattere decaduto del nostro io e dell'io di coloro che ci circondano. Non saremo completamente liberi finché non lo vedremo faccia a faccia.


2. Illimitate: tuttavia sperimentiamo la sua incredibile gloria e la sua potenza di guarigione sin d'ora. Egli ci incontra e noi siamo cambiati. La nostra lotta si eleva a un livello superiore. Tuttavia l'era della caduta non è ancora passata. Possiamo aspettarci delle grandi vittorie, ed anche dei combattimenti.


C) Accettare il processo

1. Possiamo vedere questo processo come un itinerario dinamico nel corso del quale diventeremo ciò che siamo realmente.

2. Non c'è nessuna scusa per il peccato.


3. La vera crescita ci dà la capacità di far fronte alla caduta e all'incertezza, nel contesto del nostro cammino verso la guarigione. La questione è: cadute o insuccessi ci allontanano da Dio o ci spingono ad abbandonarci alla sua grazia e alla misericordia del suo popolo?


4. In che modo guarigione e processo camminano mano nella mano? Ci troviamo in un viaggio d'obbedienza segnato da degli incontri con la mano guaritrice di Dio. Camminiamo verso una riconoscenza più profonda della sua volontà per noi. Il nostro cammino è a volte animato dall'estasi della sua presenza e a volte semplicemente dalla nostra volontà di obbedirgli, con assenza di ogni passione spirituale.


/ II. L'onestà che conduce all'obbedienza
A) Onestà nella santificazione

I nostri legami più grandi sono mantenuti in vita dal silenzio e dalle nostre illusioni personali. Viceversa, un onesto resoconto del nostro peccato e dei nostri bisogni davanti al Signore e gli altri è fondamentale per la nostra guarigione.



1. Ciò comporta un'apertura permanente ai nuovi ambiti di peccato e di bisogni interiori che Gesù fa emergere nelle nostre vite. Quello che a un dato momento non era neanche considerato un problema legato all'omosessualità, può in un altro momento esser rivelato come una sua radice importante.
"Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell'intimo mi insegni la sapienza" (Salmi 51,8).


2. L'omosessualità è spesso legata a una paura e a un inganno dalle molte sfacettature.


3. La demonizzazione va di pari passo con quegli ambiti passati sotto silenzio. Satana, il padre della menzogna, gioca con la nostra tendenza all'inganno.


-a. Satana perverte il bene (e cioè la sessualità) e cerca di rimando di tentarci tramite essa.


-b. Il suo scopo, che è "rubare, uccidere e distruggere" (Giovanni 10,10), si oppone alla vita abbondante e liberatrice che è la volontà di Dio.


-c. Mentitore, Satana cerca le nostre vulnerabilità, in particolare quelle che sono avvolte dalle tenebre, per portarci verso le sue catene (vedi 1Pietro 5,8: "come leone ruggente").


-d. Può travestirsi in molti modi, ma non è mai umile (Giacomo 3,12-16). Tocca naturalmente la corda del nostro orgoglio, quella che impedisce di confessare le nostre colpe gli uni agli altri.


4. Di conseguenza, la confessione è necessaria per spezzare l'inganno del peccato. Con la confessione facciamo appello alla potenza dello Spirito Santo in un modo nuovo e dinamico, come pure alla presenza guaritrice degli altri.


B) Obbedienza = santificazione 

Avendo confessato certi ambiti che sono per noi fonte di peccato, di dubbio o di problemi, dobbiamo affrontare la scelta difficile di decidere se vogliamo o non vogliamo distoglierci da questo o quel peccato. La vera confessione è seguita dal pentimento.

1. Malgrado la forza dello Spirito Santo, conserviamo l'opzione del nutrire le cose della carne (Romani 8,13).

2. Necessità di rompere ogni alleanza con l'immoralità (1Tessalonicesi 4,3-4): è una parte vitale della santificazione. "Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dalla impudicizia."
-a. Riconoscere la potenza dei legami che ci tengono prigionieri (1Corinzi 6,12-20).
-b. E fuggirli.

3. Il pentimento è una necessità permanente a causa dei nuovi peccati che possono insorgere e dei vecchi che riappaiono.

4. Il nostro scopo è diventare conformi all'immagine di Cristo, e non al potente marchio dell'immoralità (Romani 12,1-2).


/ III. La pazienza e le attese personali nel processo di santificazione
A) La pazienza nella santificazione

1. La pazienza è al centro del carattere di Dio (1Pietro 3,9).


2. La pazienza è una necessità al centro del processo di santificazione (Romani 5,1-5).


3. La pazienza si stabilisce nelle nostre vite man mano che riceviamo la disciplina del Signore (Ebrei 12,5-11).


4. La pazienza giunge attraverso l'opera di aratura e di potatura che viene compiuta in coloro che sono chiamati a dimorare in Cristo (Giovanni 15,1-6).
Crescere verso l'integrità richiede del tempo, si potrebbe dire anche tutta una vita! 

B) Le attese nella santificazione
1. Tenete duro nella certezza che Dio vi ha investito(a) della potenza che ha resuscitato Cristo dai morti. Questa potenza è sufficiente per permetterci di superare ogni legame omosessuale.

2. Permettete a Gesù di trasformare la vecchia immagine che avete di voi stessi per passare da una posizione passiva ad una attiva tramite l'azione dello Spirito Santo in voi. Non avete più bisogno di essere una vittima!

3. Cercate dei mezzi pratici per avanzare più speditamente, come la frequenza ad una chiesa dinamica, dei cristiani ferventi e forti, la preghiera, tutto ciò che può rafforzare maggiormente l'opera dello Spirito Santo in voi.

4. Resistete fermamente all'atteggiamento distruttore e narcisistico del "povero me". Dio ci dona la misericordia e la potenza necessarie per permetterci di crescere nella misura in cui vogliamo davvero coglierle. 
In Isaia 40,28-31 leggiamo:
 
"Non lo sai forse? Non lo hai udito? Dio eterno è il Signore, creatore di tutta la terra. Egli non si affatica né si stanca, la sua intelligenza è inscrutabile. Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato. Anche i giovani faticano e si stancano, ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi."

Perciò: "Rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite e raddrizzate le vie storte per i vostri passi, perché il piede zoppicante non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire" (Ebrei 12,12-13).

La santificazione ci aiuta a prendere coscienza della natura sovrana di Dio. Egli ha intenzione di completare l'opera che ha cominciato in noi, malgrado quei momenti in cui percepiamo una quantità quasi indebita di lotte che ci assalgono e un'apparente mancanza di ricettività da parte di Dio (Filippesi 1,6). 

Ricordatevi che la sua mano è su di noi e che questo diverrà sempre più evidente man mano che perseveriamo nella fede. L'onestà, l'obbedienza, la pazienza e la perseveranza - quattro componenti-chiave della santificazione - assumeranno nuove dimensioni se ci sottomettiamo alla mano rigeneratrice di Dio.

"Questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la vostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. 



Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri" (Romani 13,11-14).

- Letture raccomandate
Rileggete il capitolo 11 di "Pursuing Sexual Wholeness" ("Verso una sessualità riconciliata"). Fate l'esercizio di autovalutazione proposto nell'appendice 8.

 
- Domande
1. Il fatto di sapere che la guarigione è un processo, vi scoraggia o vi incoraggia? Perché?

 
2. Come possono certe cadute sul cammino che porta all'integrità personale contribuire in realtà a una più grande maturità? Date degli esempi tratti dal vostro proprio vissuto.

 
3. Cosa provate riguardo alla necessità di essere onesto davanti alle vostre lotte permanenti e alle vostre tentazioni? Avete delle persone accanto a voi alle quali potete confidare i vostri dubbi e le vostre difficoltà, come pure le vostre vittorie? Come Satana utilizza la vostra tendenza a nascondere certi aspetti della vostra lotta?

 
4. Vi aspettate una guarigione più completa? Che cosa vi aspettate in realtà?