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lunedì 26 novembre 2007

Uscire dall'omosessualità: La guarigione del bambino interiore


Appendice 4


LA GUARIGIONE
DEL BAMBINO INTERIORE
 




Stringendo tra le mie braccia Gregory, mio figlio di sei mesi, mi resi conto che stavo tenendo una piccola vita che era in parte un'estensione della mia. Si risvegliò impaurito, in lacrime, perplesso, come lo è spesso alla fine di un sonnellino. Lo riconfortai; sorrise, poi si riposò placidamente nelle mie braccia. Pensai a quell'incredibile dono e al compito di prendersi cura di questa piccola vita.




L'educazione che gli dò lo predisporrà a vedere il mondo come terribile o come accessibile? Proverà in lui la libertà di accettare il suo genere e la sua sessualità, doni di Dio? La mia sollecitudine lo agevolerà nel ricevere Gesù come suo Salvatore? Le mie riflessioni mi condussero a pensare al bambino in me, questa parte di me stesso che ha cercato dal primo giorno, e continua a cercare, l'amore e la stima degli altri. Il mio itinerario di bambino è stato segnato dalla confusione, dai miei tentativi disorientati di trovare l'amore e la mia identità nelle relazioni sessuali con uomini.




Molti di noi, che hanno un passato omosessuale, possono facilmente entrare in contatto con il bambino che é in noi. Cogliamo i suoi tentativi esitanti e tuttavia seri di scoprire chi è nella sua relazione con gli altri (l'uso che faccio del maschile è inadeguato per molte donne che leggono questo scritto; perdonatemi, lo faccio solo per ragioni pratiche). Egli può essere facilmente scoraggiato nel perseguire i suoi sforzi. E' probabilmente compulsivo. Incapace di vivere conformemente alle norme elevate che gli impone il "genitore critico" (ne parlerò più a lungo dopo), può darsi alla promiscuità o perdersi in una relazione tormentosa.



Possiamo considerare questo bambino interiore di natura "carnale" e peccatore. La nostra tendenza di "cristiani" consiste nel far tacere in modo inappropriato questo bambino, trattandolo da nemico. Gli sforzi per soffocare il bambino in noi sono votati all'insuccesso, perché questa parte di noi stessi, che non è mai cresciuta, ha dei bisogni molto legittimi per i quali Dio ha compassione e desidera colmare in modo costruttivo.

Innanzitutto, permettetemi di definire chiaramente cos'è questo bambino interiore e come i suoi bisogni non colmati possono condurre alcuni ad avere tendenze omosessuali. Il dottor Hugh Missildine, uno psichiatra infantile che ha scritto "Your Inner Child of the Past" (Il tuo bambino interiore del passato) (1) definisce questa parte di noi stessi semplicemente come il bambino che siamo stati e che continua ad esistere nella vita adulta.


Il processo di crescita che ci fa passare dallo stadio dell'infanzia a quello dell'età adulta comporta l'interiorizzazione del modo in cui i nostri genitori ci hanno trattato e hanno comunicato con noi durante l'infanzia. Tale interiorizzazione fa si che si formi più tardi dentro di noi anche "un genitore interiore", che interagisce con il nostro "bambino interiore" durante l'età adulta.


Così, non soltanto possediamo un "bambino interiore", ma dobbiamo anche affrontare il "genitore interiore". Questo genitore è in larga misura modellato dal modo in cui i nostri genitori ci hanno trattato da bambini. Così, possiamo trattare il nostro bambino interiore con rispetto o disdegno, con accettazione o con giudizio, con fermezza o con indulgenza, a seconda di come siamo stati trattati da bambini.


Quali rapporti ha il bambino interiore con i desideri omosessuali? A mio avviso, le radici dell'omosessualità affondano profondamente nella vita del bambino. Per accedere all'eterosessualità é necessario che il bambino trovi una fonte d'intimità e d'identificazione nel genitore dello stesso sesso.

Relazioni positive con persone dello stesso sesso, in particolare con il genitore dello stesso sesso, consolidano il senso che il bambino ha del proprio valore e gli danno una percezione chiara della sua appartenenza sessuale. (3) Il bambino può dire allora in tutta certezza: "Sono un ragazzo (o una ragazza), ed è una buona cosa!" Sentirsi al sicuro nella propria appartenenza sessuale è un fattore che permette al ragazzo o alla ragazza di tendere verso le relazioni eterosessuali durante l'adolescenza, e cioè di cominciare a desiderare e a ricercare la complementarietà con il sesso opposto.


L'adolescente o il giovane adulto, il cui "bambino interiore" è smarrito, cerca nei partner adulti dello stesso sesso la stima e l'intimità emozionale che non gli sono stati dati durante la sua infanzia.





Si può dire che gli adulti che lottano contro desideri omosessuali possiedono un bambino interiore che non è stato mai sufficientemente confermato nella sua appartenenza sessuale attraverso relazioni solide e amorevoli con persone dello stesso sesso. Molti di noi possono ancora ricordare di essere stati scartati da compagni dello stesso sesso a causa di una sedicente "differenza" o di essersi sentiti rifiutati a causa dell'affetto condizionato e distaccato di un genitore del quale desideravamo ardentemente l'approvazione.


La maggioranza delle persone a cui offro una consulenza insiste sul fatto che l'atto omosessuale in quano tale non era realmente il fattore motivante nella loro ricerca omosessuale, bensì l'intimità con una persona dello stesso sesso – mette l'accento sul bisogno affettivo anziché su un bisogno erotico. 


E questi bisogni sono legittimi. Sono i tentativi illegittimi del bambino disperato che cerca di colmare i suoi bisogni in modo erotico che sono fonte di problemi. I rapporti sessuali gay deformano e oscurano i bisogni reali del bambino interiore. La sessualità abbandonata al potere di due "bambini" che cercano di completarsi l'uno con l'altro si rivela essere uno sforzo vano.


Il problema è che il nostro "genitore interiore" può rispondere al bambino interiore e alla sua vulnerabilità con sdegno e giudicandolo severamente. Il genitore denuncia i sentimenti omosessuali e la loro espressione come nemico da abbattere. Questo genitore critico può essere il risultato della nostra personale paura di avere dei desideri omosessuali, paura alimentata dal rifiuto degli altri davanti alle tendenze omosessuali. Se vediamo Dio come un essere furente e duro verso di noi a causa delle nostre lotte omosessuali, il genitore critico in noi pensa di eseguire la volontà di Dio reprimendo il bambino interiore.


Nel nome di Gesù tentiamo di uccidere il bambino interiore, perché non giungiamo ad accettare la realtà dei nostri desideri omosessuali. Riduciamo allora il bambino ad un capro espiatorio peccatore e compulsivo che dev'essere represso a forza di volontà. Non c'è allora più nessuna luce, nessuna guarigione, nessuna distinzione tra i bisogni legittimi del bambino e i mezzi illegittimi con i quali questi bisogni si esprimono. Ridurre il bambino ad un pervertito sessuale sarebbe come affermare che i suoi veri bisogni emozionali non potranno mai essere effettivamente presi in considerazione e colmati.




La tragedia è che il "genitore interiore sempre nobile" ostacola la guarigione della sua propria omosessualità e può anche rendere più dura la lotta. 
Il soffocamento dei sentimenti omosessuali non ci aiuta a sbarazzarcene. Se il bambino è rinchiuso nella sua stanza, si arrampicherà alla finestra e fuggirà dalla porta del retro nel momento in cui meno ce lo aspettiamo.
Allo stesso modo i sentimenti faranno irruzione attraverso un comportamento compulsivo, se non affrontiamo la realtà della loro presenza in maniera costruttiva.




Vedete come il senso di colpa ci incita alla rimozione, come alimenta il ciclo della tentazione e dell'attrazione e ci spinge poi verso una masturbazione compulsiva o verso la pratica omosessuale. I sentimenti o i desideri che sono negati finiscono per sommergere l'individuo, precipitando la sua caduta verso l'immoralità, cosa che porta il "genitore interiore" a pronunciare una più forte condanna. Il senso di colpa consuma l'individuo che cerca allora di dimenticare il suo umiliante insuccesso con un'altra avventura sessuale. (4)




Quali passi dobbiamo fare per rimediare al comportamento distruttore del bambino interiore e a quello del suo avversario, il "genitore interiore critico"?


L'apostolo Paolo in 1Corinzi 13,11 descrive il bisogno di "abbandonare tutto ciò che è proprio del bambino" per crescere verso la maturità. Se vogliamo veramente abbandonare il legame dell'omosessualità, dobbiamo innanzitutto accettare la realtà dei nostri desideri omosessuali. Ricordatevi che il fatto di rifiutare di ascoltare le grida del bambino interiore non farà che aumentare l'intensità della sua voce.




Anche se i suoi bisogni d'intimità con lo stesso sesso sono sfociati verso comportamenti e desideri omosessuali, queste tendenze devono essere affrontate come una parte inevitabile di noi stessi. Missildine spiega chiaramente questo processo:
"Sebbene tu possa fare dei seri sforzi per diventare responsabile e maturo, non puoi gestire i sentimenti e le azioni del tuo bambino del passato mettendoli da parte. Fanno parte di te e devono essere accettati, prima che tu possa dedicarti ad obiettivi più maturi." (5)
Il primo passo nella guarigione del bambino interiore consiste quindi nel riconoscere il bisogno e di accettarne l'inevitabile voce, anche se ha la tendenza ad esprimersi nel peccato e con degli atti distruttivi.




Perché il "bambino interiore" sia accettato è necessario che il "genitore critico" che é dentro di noi sia sostituito da una fonte di affetto più generosa. Il solo modo che conosco per far tacere efficacemente il "genitore critico" consiste nel ricevere attraverso la fede la voce incoraggiante del nostro Padre celeste. Egli spezza il nostro perfezionismo e la nostra autocondanna, per rivelarci la sua sollecitudine paziente, onnisciente e piena d'amore. Il Salmo 130 descrive un Padre che tiene tra le braccia suo figlio con molta cura, anche quando quest'ultimo ha la tendenza a camminare tra le tenebre.




Versetto dopo versetto, si ha la descrizione di un Padre il cui volto risplende continuamente sui suoi figli; un favore così immeritato perdura anche quando ci avventuriamo in tentativi tenebrosi e contorti per trovare l'integrità attraverso pratiche omosessuali.


E la conoscenza intima che il Padre ha di tutte le cose ci assicura che comprende le nostre lotte - comprende perché siamo come siamo e come può essere a volte difficile obbedirgli. Avendo cercato di capire me stesso informandomi, esplorando il mio passato personale attraverso gli incontri con il gruppo di aiuto e attraverso la mia relazione con Cristo e con il suo popolo, posso ormai accettare di più il mio bambino interiore e rispondergli con una saggezza e una grazia crescenti.




Per rispondere alle nostre tendenze compulsive è essenziale imparare a mettere dei limiti a queste tendenze. Missildine (citato prima) scrive che "il fatto di riconoscere e di accettare i bisogni del vostro "bambino del passato" non significa in alcun modo che dovete darvi a dei comportamenti infantili ... (come la pratica omosessuale).




Dei limiti devono essere stabiliti nella propria vita, proprio come i genitori stabiliscono dei limiti da non oltrepassare per proteggere il loro bambino." (6) In altri termini, devo imparare a dire di no al comportamento omosessuale e alle situazioni in cui la tentazione è troppo difficile da sopportare. Questo significa per me: "I tuoi desideri omosessuali indicano un bisogno, ma questo bisogno non può essere colmato da fantasie o da pratiche sessuali." Non sono delle affermazioni facili da fare, e non è neanche facile attenervisi: perseverare in questo atteggiamento richiede una grazia e una forza che non possono venire che da Dio.
E tuttavia la verità resta. Il vostro bambino interiore continuerà ad essere vittima di abuso e i suoi bisogni s'intensificheranno ancor più se vi darete ad attività omosessuali. Stabilire fermamente e pazientemente dei limiti è un mezzo sicuro per creare il contesto nel quale i veri bisogni del bambino interiore possono emergere ed essere soddisfatti.




Quali sono questi bisogni e come possono essere colmati?
Come ho detto prima, il bisogno reale del bambino interiore è di ordine emozionale, e non sessuale. A causa di una carenza d'amore da parte di persone dello stesso sesso nell'infanzia, l'adulto ha ormai bisogno di relazioni sane con delle persone dello stesso sesso per ricostruire l'anello mancante nel suo sviluppo.
Il bisogno è anche profondamente spirituale, perché il bambino interiore ha bisogno di una relazione con colui che è amore - il nostro Padre celeste - che promette di prendersi intimamente cura di lui. Così, il fatto di prendersi cura del bambino interiore perché possa crescere ed uscire dal suo avvilimento con maturità comporta una relazione con Dio e con il suo popolo. E ciò esige un'iniziativa da parte nostra.




Jim, uno dei membri della nostra équipe di Desert Stream, ci confidò che prendeva cura dei bisogni del suo "bambino interiore" allacciando sane amicizie con gli altri uomini di un gruppo di studi biblici. Investendo tempo ed energia in queste relazioni Jim trovò importantissime fonti d'intimità in persone dello stesso sesso, senza provare la disperazione delle intenzioni omosessuali. In questo processo, si accorse anche che aveva molto da dare a quegli uomini. Mentre il suo bambino interiore cercava degli sfoghi costruttivi, Jim crebbe in quanto uomo adulto mediante delle relazioni con altri adulti.




Karen ha scoperto da parte sua che la sua bambina interiore poteva facilmente affezionarsi ad altre donne; la sua tendenza a stabilire rapporti di dipendenza con le sue amiche l'aveva sempre scoraggiata, fino a quando non prese coscienza che metteva le sue amiche al di sopra di Dio. Con la guarigione interiore e imparando a mettere la sua crescita nel Signore al centro delle sue relazioni, Karen poté occuparsi delle emozioni della sua "bambina interiore" senza dover innalzare la creatura al di sopra del Creatore.




Per Jim e Karen, le cure sagge e pazienti nei confronti del loro "bambino del passato" hanno liberato in essi una nuova compassione e una nuova libertà nella loro relazione con il loro Padre celeste e i suoi figli. Spero che sarà lo stesso per voi.




Dio desidera liberarvi, in particolare in quegli ambiti oscuri, profondi e turbati in cui avete bloccato l'intervento di Dio a causa della vergogna e del senso di colpa che vi infliggeva il vostro "genitore critico interiore".

Il fatto di accettare il vostro sconforto e dolore, la vostra vulnerabilità e il vostro Padre celeste, che li accetta con voi, è il solo mezzo di prendervi realmente cura del vostro bambino interiore. Poi, stabilite dei limiti nella vita del bambino interiore vietandogli ogni pratica omosessuale, perché questo vi permetterà di colmare i bisogni spirituali ed emozionali del vostro "bambino". Una volta colmati questi bisogni, il bambino sarà progressivamente obbligato ad "abbandonare tutto ciò che è proprio del bambino" e a crescere verso la pienezza della vita adulta.




Che Dio vi doni la grazia di accettare la sua grazia e la sua saggezza negli ambiti in cui ne avete più bisogno.


Note
(1) Dott. Hugh Missildine, Your Inner Child of The Past, Simon and Schuster, New York, 1963
(2) Dott. Hugh Missildine, Your Inner Child of The Past, Simon and Schuster, New York, 1963, pagg. 21-22
(3) Tesi di Elizabeth Moberly nel suo libro Homosexuality: A New Christian Ethic
(4) D. Coleman, "Some Sexual Behavior Viewed as an Addiction", New York Times, ottobre 1984
(5) Dott. Hugh Missildine, Your Inner Child of The Past, Simon and Schuster, New York, 1963, pag.35
(6) Dott. Hugh Missildine, Your Inner Child of The Past, Simon and Schuster, New York, 1963, pag.15