mercoledì 14 novembre 2007

Omosessualità_ La tentazione: scelta o costrizione?

IV parte - IMPARARE A CAMMINARE


capitolo 15 - La tentazione: scelta o costrizione?

La lotta contro i desideri omosessuali è segnata da tentazioni di ordine sessuale ed emotivo. Oggetti di desiderio verso i quali sembriamo essere naturalmente attratti sembrano emergere da ogni parte e ingenerano sentimenti di odio di sé e dubbi sulla nostra capacità di cambiare. Perché a me? Perché tutto questo lottare? E, cosa più importante, dove si trova il sollievo?

E' confortante rendersi conto che la tentazione ha anche segnato la vita di grandi personaggi biblici, da Abramo fino all'apostolo Paolo. Ognuno di loro ha avuto un corpo soggetto alla passione; ognuno è stato diretto da una fonte più elevata che ha cercato di canalizzare questa passione in maniera positiva. Infine, ognuno di loro è vissuto in mezzo a degli uomini e a delle donne la cui passione era diventata un idolo, il che esigeva delle scelte morali difficili e la necessità di appoggiarsi alla vera Fonte di ogni forza.
L'esempio di Giuseppe in Genesi 39,7-23

Come Giuseppe, anche noi possiamo far fronte a delle occasioni apparentemente insormontabili nell'ambito dei nostri desideri. Un'analisi di ciò che compone infatti la tentazione chiarirà questo dilemma e ci aiuterà ad essere più competenti quando si tratta di affrontare la tentazione prima che ci conduca al peccato.


/ I. Gli agenti della tentazione: il mondo, la carne e il diavolo

"Ciascuno piuttosto è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce; poi la concupiscenza concepisce e genera il peccato, e il peccato, quand'è consumato, produce la morte" (Giacomo 1,14-15).

A) La sessualità e la carne: dei benefici potenziali impigliati in contraddizioni
1. Come abbiamo già visto, la nostra sessualità è un dono di Dio, una parte integrante di ciò che siamo e che è destinata ad essere una forza potente e dinamica quando cerchiamo di conoscere ed essere conosciuti dagli altri. Ma a causa della caduta, la nostra sessualità è soggetta alla deformazione e può ritorcersi contro di noi. Quando le nostre pulsioni sessuali/emozionali sfuggono al nostro controllo, o quando non sono canalizzate correttamente, esse sfociano in ciò che il Nuovo Testamento chiama "la carne". Invece di dare la vita, una sessualità carnale la prende; invece di darci potenza, una sessualità carnale ci può portare alla rovina, con la sua forza divorante.

2. La tentazione comporta dei desideri interiori. Fate attenzione a non addossare tutto a Satana e al mondo. Se né l'uno né l'altro ci offrissero qualcosa che desideriamo, non avrebbero il potere di tentarci. Uno studio di tutti i passaggi dei vangeli che fanno accenno alla tentazione indica in modo eclatante che i desideri interiori sono il fattore-chiave nella tentazione (Matteo 15,15-20). (1)

3. La carne opera come un agente di asservimento (2Pietro 2,18-19), di controllo (1Corinzi 6,12) e di compulsione sessuale (Romani 1,27).
"Con discorsi gonfiati e vani, adescano mediante le licenziose passioni della carne coloro che si erano appena allontanati da quelli che vivono nell'errore. Promettono loro libertà, ma essi stessi sono schiavi della corruzione. Perché uno è schiavo di ciò che l'ha vinto" (2Pietro 2,18-19).
"Tutto mi è lecito, ma non tutto giova. Tutto mi è lecito, ma io non mi lascerò dominare da nulla" (1Corinzi 6,12).

4. La "carne" descritta in Giacomo 1,15-15 è la parola greca epithumias, che ha una connotazione di desiderio, di voglia ardente. La parola non comporta la nozione di peccato, a meno che non sia deliberatamente voluto o concepito, nel qual caso il desiderio diventa impellente e cerca di realizzarsi. E' ciò che viene descritto da Cristo in Matteo 5,28 quando parla delle intenzioni concupiscenti del cuore. In breve, si può essere tentati in un campo particolare senza per questo nutrire una concupiscenza malsana.

5. L'apostolo Paolo, modello per i santi, scrive:
"Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio" (Romani 7,18-19).

B) Satana: il nemico esteriore della nostra carne
1. Satana utilizza le nostre debolezze con una precisione da esperto per quanto riguarda la scelta del momento e dell'esecuzione. E' un tentatore, conformemente a quello che leggiamo in Matteo 4,3 e in 1Tessalonicesi 3,5.

2. E' alla ricerca senza tregua di chi poter attirare a lui, o almeno di chi poter intimidire (1Pietro 5,8 - "un leone ruggente").
"Satana è come un re deposto che continua tuttavia a dar ordini ai suoi sudditi; è come un ladro che ha rubato tutto ciò che possiede e cerca di convincere che ciò gli è sempre appartenuto. E' come un soldato senza autorità che non cessa di reclutare dei mercenari per sferrare una lotta che è già persa." (2)

3. E' il padre della menzogna e cercherà sempre di pervertire ciò che è intrinsecamente buono (l'intimità con lo stesso sesso, i desideri eterosessuali) per ridurlo in una forma di schiavitù.

4. Cerca di distruggere (Giovanni 10,10), in particolare i fedeli (Luca 22,31-32).
"Simone, Simone, ecco Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli."

5. Pratica al contempo un'oppressione sotto forma generale e sotto tutte le forme personali di attaccamento o di dipendenza. La possessione è molto rara. Tuttavia i demoni possono opprimerci negli ambiti in cui abbiamo ripetutamente ceduto alla tentazione.

C) Il mondo: ci offre tante occasioni di peccare!
1. Il mondo ci offre sempre maggiori occasioni di nutrire delle illusioni erotiche, emozionali e sentimentali attraverso i media, nelle strade e gli incontri. La nostra carne è affascinata dal mondo e Satana si dà a questo tipo di alleanza.

2. Lo stato del nostro cuore dipende da dove posiamo i nostri sguardi (Matteo 6,22-23). Il nostro sguardo si annebbia facilmente per le sozzure che contempliamo?
"La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!"

3. L'evidente attrazione che hanno ancora per noi dei vecchi luoghi e compagni(e) deve spronarci a chiederci se la nostra intenzione di riflettere Cristo è pervertita dalle potenti tentazioni che ci circondano.

/ II. Sviluppare una passione per Cristo: canalizzare i nostri desideri in modo costruttivo verso relazioni sane


A) Il rifiuto dei desideri concupiscenti e dei fattori spirituali e ambientali che li nutrono è limitato finché non cerchiamo attivamente una relazione con Cristo e delle relazioni rigenerate con il suo popolo.
C.S. Lewis scrive in "The Weight of Glory" ("Il peso della gloria"):
"Il Nuovo Testamento ha molto da dire sulla necessità di rinnegare se stessi, ma non come uno scopo in sé. Ci viene chiesto di rinnegare noi stessi e di prendere la nostra croce per poter veramente seguire Cristo; e quasi ogni descrizione di ciò che scopriremo alla fine se obbediamo contiene un richiamo ai nostri desideri. Infatti, se consideriamo le promesse spudorate del mondo e la natura sbalorditiva delle ricompense che ci vengono promesse nei vangeli, sembra che Nostro Signore trovi i nostri desideri troppo timorosi e non troppo forti. Siamo delle creature dal cuore diviso, che si accontentano beatamente di alcool, di sesso e di ambizioni personali, mentre una gioia infinita ci viene offerta; un po' come un bambino ignorante che vuole continuare a fare dei castelli di fango nella sua baracca perché non riesce ad immaginare quel che significa un invito sulla spiaggia del mare. Ci accontentiamo presto di così poco!" (3)
"La purezza, ha scritto François Mauriac, è la condizione per accedere ad un amore più elevato, a un bene superiore a tutti gli altri: Dio stesso." (4)


Così la soluzione consiste nel ricercare dei desideri più elevati e non di attendere che i desideri della carne scompaiano come per incanto. Se è vero che possiamo tutti attestare che l'esperienza del peccato e dell'immoralità è piena di fascino, di piaceri e di attrattive, sarebbe falso pretendere che il peccato contiene dei germi disgustosi che conducono irresistibilmente all'avversione. Non ci inganniamo, il peccato ha le sue proprie gratificazioni obbliganti. (5)

1. Il fatto di riconoscere le nostre debolezze permette alla forza di Dio di manifestarsi (1Corinzi 12,9-10; Romani 5,6).

2. Dio è la nostra forza e il nostro rifugio (Salmi 31,3-5 - roccia, fortezza, difesa, liberazione; Filippesi 4,13 - "Tutto posso in colui che mi dà la forza").
"Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla" (1Corinzi 10,13).
Nella Parola di Dio siamo costantemente esortati ad "attingere forza nella grazia" (2Timoteo 2,1) e ad "essere saldi nella fede" (1Corinzi 16,13).

3. La tentazione può essere un mezzo per fortificare la nostra fiducia in Dio.In greco, peirasmos significa "prove permesse da Dio che hanno un disegno e un effetto benefici" (Giacomo 1,2-4; 1Pietro 1,6-7).
"Ogni temerarietà che non ha mai incontrato nessun pericolo, ogni prudenza che non ha mai superato nessuna difficoltà, ogni integrità che non è stata attaccata da nessuna tentazione non può essere considerata meglio dell'oro che non è stato ancora purificato e al quale, di conseguenza, non può essere attribuito nessun vero valore" (6) (Samuel Johnson).

B) Gli elementi necessari a delle sane relazioni
1. La carne: considerate le vostre tentazioni omosessuali in modo oggettivo invece di tormentarvi a causa loro. Che cosa indica la vostra attrazione per lo stesso sesso: un bisogno di intimità e d'identità o una pura concupiscenza genitale? Se è una pura concupiscenza genitale, sappiate che il sesso non farà che intensificare il bisogno sottostante; non lo colmerà mai. Cercate delle maniere sane di colmare il vostro bisogno d'intimità senza il peccato, e questo spegnerà la tentazione. Ciò comporta nuovamente la necessità di riposizionarvi nelle vostre competenze di uomo o di donna davanti al Signore. Il potere della compulsione cannibale è spezzato quando vi rialzate nel Signore, quando vivete avendo coscienza della sua presenza con voi e siete così liberi di amare.

-a. La tentazione può aumentare quando vi aprite ad una relazione d'intimità con una persona dello stesso sesso. Procedete tenendo in mente il vostro interesse e quello dell'altra persona.
-b. Una tentazione eccessiva può suggerire la presenza di uno stress nascosto, di paura o di insicurezza. Verificate se state attraversando delle particolari difficoltà nella vita, come per esempio un cambiamento di lavoro, un trasloco, ecc. Siate pazienti e misericordiosi verso voi stessi; state per passare attraverso dei sconvolgimenti maggiori!
-c. La tentazione può anche aumentare quando cominciate a sondare degli ambiti emozionali profondi della vostra vita. Può essere che dobbiate attraversare un periodo di grande vulnerabilità. Ricercate la protezione di Gesù.
-d. Per superare la tentazione, abbiamo bisogno della presenza dello Spirito Santo: "Siate ricolmi..." (Efesini 5,18) e "Camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne" (Galati 5,16).
"Non esiste mezzo migliore per vincere gli ardori del corpo che fuggirli e di prenderli in avversione con la preghiera fervente. Perché quando lo spirito umano è riempito di fervore, il corpo si raffredda." (7)

Questa disciplina che consiste a centrarci nella presenza dello Spirito Santo davanti alla tentazione è necessaria per soffocare la concupiscenza prima che essa si trasformi in peccato.

2. Satana: siamo chiamati a combattere questo nemico! Il combattimento spirituale non è mai un processo passivo. Dobbiamo usare deliberatamente il discernimento che Dio ci ha dato e le sue armi per la battaglia. Non dimenticate che Satana ci attacca in tutti gli ambiti in cui siamo deboli e vulnerabili.
Proprio come la vigilanza e l'astuzia sono le caratteristiche di un buon guerriero in questo mondo, gli stessi strumenti si applicano al soldato spirituale. "Rivestitevi dell'armatura..." (Efesini 6,10-18).
-a. Coprite le vostre reni con la cintura della verità.
-b. La corazza di giustizia.
-c. Mettete ai piedi le calzature del vangelo di pace.
-d. Prendete lo scudo della fede.
-e. L'elmo della salvezza.
-f. La spada dello Spirito: la Parola di Dio.
Dobbiamo combattere il fuoco della concupiscenza con un fuoco santo, perché "Dio è un fuoco divorante" (Ebrei 12,2).
"La potenza della Parola di Dio si stende su di voi quando vi ponete sotto la sua autorità." (8)

3. Il mondo: qui dobbiamo prendere la responsabilità delle abitudini che alimentano la tentazione e lastricano il cammino del peccato. E' di grandissima importanza che la volontà sia fortificata dallo Spirito Santo. Possiamo essere forti quando attingiamo al fuoco che purifica i nostri cuori e ravviva una passione per Dio e una vita santa. Siamo chiamati ad esercitare la nostra volontà per:
-a. Fuggire la fornicazione (1Corinzi 6,18) e le concupiscenze della giovinezza (2Timoteo 2,22).
-b. Conservare i nostri sguardi puri: per esempio, evitare totalmente la pornografia, le fantasie e certi sguardi insistenti. Giobbe aveva stipulato un'alleanza con i suoi occhi.
-c. Camminare su una via sicura: in altri termini, evitare le situazioni in cui avete la certezza che la tentazione sarà eccessiva (Ebrei 12,12-13).
-d. Fare dei piani in anticipo! Trovate delle soluzioni sostitutive che siano allo stesso tempo piacevoli e calmanti, e sviluppate delle amicizie che possano estinguere la tentazione, anche'essa alimentata dalla solitudine. Per la prossima settimana, stilate una lista di alternative piacevoli e costruttive che potreste impiegare davanti alla tentazione.

Cristo affronta in modo succinto il bisogno di prenderci le nostre responsabilità per le tentazioni mondane che ci circondano. Nel suo "discorso della montagna", Gesù cita tre esempi di vigilanza morale:
* "Se il tuo occhio ti è occasione di caduta, cavalo!" (Non guardare!) (Matteo 5,29).
* "Se la tua mano ti è occasione di caduta, tagliala!" (Non farlo!) (Matteo 5,30).
* "Se il tuo piede ti è occasione di caduta, taglialo!" (Non ci andare!) (Marco 9,45).
Quindi abbiamo una responsabilità personale, quando si tratta di controllare gli elementi del nostro mondo che contribuiscono al peccato.

Per la settimana prossima, fate un inventario degli umori, degli stati d'animo, dei sentimenti e delle situazioni che precedono generalmente le vostre tentazioni. Potremo poi estirpare i fattori scatenanti che incitano ad un comportamento di peccato. Esaminate anche le gratificazioni che ottenete dalle vostre cadute nel peccato; quale soddisfazione vi porta il peccato sessuale?

Ricordatevi inoltre che la nostra capacità di resistere alla tentazione è differente da persona a persona. Il nostro punto di partenza in quest'ambito è unico per ciascuno di noi. Numerosi studi sul controllo delle pulsioni nel bambino hanno mostrato una forte correlazione tra le differenti tecniche che i genitori utilizzano per educare i loro bambini e la capacità che ha il bambino di resistere alla tentazione. Così, grazie alle esperienze vissute nell'infanzia, alcuni tra noi sembrano meglio armati di altri per esercitare un controllo sano su se stessi.

Tutto ciò non scusa in nessun caso il peccato; è un semplice invito ad essere sensibili ai nostri fratelli e sorelle più deboli. Dato che ognuno di noi può testimoniare dei propri conflitti personali davanti alla tentazione (con vari gradi di vittoria), cerchiamo di essere degli strumenti di grazia e di riconciliazione per coloro che vacillano, compresi noi stessi. Teniamo a mente i seguenti versetti:
"Quindi chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere!" (1Corinzi 10,12).
"Perché se il giusto cade sette volte, egli si rialza" (Proverbi 24,16).
"Se cade (il giusto), non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano" (Salmi 37,24).
Leggete anche: 1Samuele 12,14-16.
C) Ritorniamo a Giuseppe* Si era preparato alla tentazione mantenendo una buona relazione con Dio.
* Non è stato consumato dalla colpa di essere stato tentato. Ha considerato la tentazione per quello che era e ha reagito come occorreva.
* Ha perseverato nella sua posizione davanti alla tentazione finché quest'atteggiamento non fu più né saggio né possibile.
* Ha valutato il costo che avrebbe comportato il peccato sessuale.

La tentazione di Giuseppe, ed anche le nostre, mostrano chiaramente che la tentazione non è sinonimo di peccato. Dio non ha mai promesso che durante la nostra vita sulla terra la nostra carne sarebbe stata resa perfetta. Satana sarebbe deposto e il mondo reso puro. Egli ci promette invece la libertà di scegliere correttamente. Invocare Cristo di fronte alla tentazione e trovare la liberazione: è questa la base di ogni libertà morale responsabile.

Far prova di maturità di fronte alla tentazione ci permette di trattare noi stessi con grazia e cominciare ad accettare l'eterosessualità che emerge come una parte dinamica del nostro essere, come un dono di Dio. Non dimentichiamo che la nostra sessualità è, a livello fondamentale, un dono di Dio. Dirle di sì e imparare a dire di no alle sue espressioni pervertite, ci permette di apprezzare ed assaporare sempre di più questa nostra sessualità dataci da Dio e di integrarci ad essa.
"Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!" (Romani 7,24-25).


- Letture raccomandateRileggete il capitolo 9 di "Pursuing Sexual Wholeness" ("Verso una sessualità riconciliata"). Leggete anche "How to Say No to a Stubborn Habit" ("Come dire di no ad un'abitudine radicata") di Erwin Lutzer, alle pagine 44-85 (non dimenticate neanche le domande alla fine di ogni capitolo).

- Domande1. Il desiderio sessuale è sempre macchiato da concupiscenza e da peccato? Potete essere tentati e non peccare? Spiegatelo.
2. In che misura la tentazione può avere un effetto positivo nella vostra relazione con Dio?
3. Fate fatica ad essere oggettivi di fronte ai vostri sentimenti omosessuali? Questa settimana, quando sarete tentati, cercate di distinguere il vostro bisogno d'intimità con lo stesso sesso differenziandolo da una pura concupiscenza genitale. Notate gli atteggiamenti, gli avvenimenti e le emozioni che accompagnano una tentazione eccessiva nella vostra vita. Non dimenticate neanche di praticare la presenza di Dio di fronte alla tentazione. Non possiamo soddisfare correttamente i nostri bisogni d'intimità con lo stesso sesso se non quando ci rialziamo in Cristo.
4. Considerate il concetto dell'armatura di Dio in Efesini 6,10-18. Pregate ogni giorno domandando a Dio di coprirvi di ogni elemento di questa armatura e di proteggervi fedelmente di fronte alla tentazione.
5. Davanti alla tentazione, lodate Dio per la vostra sessualità che è un dono divino e per la capacità che vi ha dato di viverla (quando vi abbandonate a lui) senza che cadiate nel peccato.

- Note
(1) Samuel Southard, "The Varieties of Temptations in the Gospels", 21 maggio 1984.
(2) Edwin Lutzer, "How to Say No to a Stubborn Habit", pag.126
(3) C.S. Lewis, "The Weight of Glory", pagg.1-2
(4) "The War Within - An Anatomy of Lust", in "Leadership", 1982, pag.42
(5) Citazione di Charles Durham, "Temptation"
(6) Samuel Johnson, "Temptation"
(7) Citazione di Charles Durham, "Temptation"
(8) Edwin Lutzer, "How to Say No to a Stubborn Habit", pag.127