lunedì 12 novembre 2007

Una sana eterosessualità

V parte - IMPARARE AD AMARE

capitolo 19
Una sana eterosessualità



Come abbiamo visto nelle lezioni precedenti, nessuna creatura, sia omosessuale che eterosessuale, può essere il nostro punto di riferimento primario. La vera libertà nelle relazioni comincia nel momento in cui accettiamo il Creatore e ci radichiamo nell'amore, nell'identità e nei disegni che egli ci offre.
Su questo fondamento possiamo scoprire come Dio provvede ai nostri bisogni per mezzo delle sue creature. In quest'ambito, il potenziale di una relazione nata tra un uomo e una donna gioca un ruolo centrale. L'attaccamento eterosessuale resta il quadro primario all'interno del quale i nostri bisogni sessuali, emozionali, fisici e sociali devono essere colmati. E' un dono, e non un comandamento. Simili relazioni sono anche una minaccia nella misura in cui fanno appello a delle motivazioni, desideri e comportamenti che ci sono apparentemente stranieri.


In breve, la prospettiva di relazioni eterosessuali può far appello alla fede, che è "fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono" (Ebrei 11,1). Dio vuole incontrarci nella nostra fede. Quando cominciamo a discernere i nostri modi di fare illusori e poco soddisfacenti del passato, come pure la realtà del nostro nuovo status di creature ad immagine di Dio, possiamo aprirci alla ricerca di nuove forme di relazioni. L'intenzione di Dio è che non siamo asserviti a nessuno, compreso nessun membro del sesso opposto. Per molti di noi questa libertà troverà la sua espressione più ricca all'interno di relazioni eterosessuali.


/ I. Una visione biblica dell'eterosessualità, del matrimonio e del celibato

A) Il racconto della creazione1. L'uomo è creato ad immagine di Dio, maschio e femmina (Genesi 1,26-28).

2. Dio provvede una soluzione alla solitudine dell'uomo (Genesi 2,18). Il cameratismo ha la priorità sulla procreazione.

3. La donna è tratta dal corpo dell'uomo (Genesi 2,21-23). Etero (differente) si oppone ad omo (stesso). "Se questa creatura fosse stata soltanto come lui, una ripetizione, ... la sua solitudine non sarebbe stata eliminata, perché una tale creatura non l'avrebbe messo a confronto in quanto altra, ed egli si sarebbe semplicemente riconosciuto come se stesso in lei" (Karl Barth).
Se vuole conoscere se stesso, l'uomo deve conoscere il suo alter-ego del sesso opposto.

4. Il matrimonio celebra il fatto che Dio provvede ai bisogni sessuali ed emozionali dell'essere umano. Riflette l'innocenza e la purezza (Genesi 2,24-25). Immaginate una relazione sessuale prevista da Dio che sia libera da ogni colpa e serva a mettere in risalto la vera identità dei due partner.

5. Alleanza in opposizione a contratto: Dio è il catalizzatore dell'unione "una sola carne". E' la sua fedeltà che fa dell'impegno coniugale una possibilità.

B) Cosa dice il Nuovo Testamento1. Cristo conferma il valore del matrimonio nel mezzo dei dibattiti farisaici sul divorzio (Matteo 19,3-6).

2. Il matrimonio è tenuto in grande stima. "Il matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo sia senza macchia" (Ebrei 13,4).

3. Il matrimonio è anche una protezione contro l'immoralità. L'apostolo Paolo si fa anche avvocato della reciprocità nei rapporti coniugali, affermando che ogni coniuge ha uguale accesso al corpo dell'altro (1Corinzi 7,1-9).

/ II. Una visione biblica del celibato
Sia Gesù che Paolo definiscono il celibato, e l'astinenza che ne deriva, come una chiamata specifica di Dio che comporta un servizio totale per il suo regno.

A) Matteo 19,10-121. Il celibato è una chiamata fatta ad alcuni.

2. Ci sono due generi di eunuchi: quelli che lo sono a causa del proprio corpo e quelli che lo sono per loro propria volontà.

B) La prospettiva di Paolo (1Corinzi 7)Avendo affrontato il problema della licenza sessuale al capitolo 6 della prima lettera ai Corinzi, l'apostolo Paolo rifiuta l'ascetismo, ossia un insegnamento eccessivo della Chiesa primitiva che considerava il corpo e le sue funzioni (tra cui la sessualità) come fondamentalmente cattive (macchiate di peccato) e che si doveva quindi negare ad ogni costo quando si voleva vivere una vita "santa".

1. Al versetto 7, Paolo espone il suo desiderio personale che altri possano seguire il suo esempio, quello del celibato.

2. Al versetto 9, indica gli svantaggi del celibato. Paolo riconosce che la maggior parte della gente è incapace di rimanere casta e raccomanda quindi il matrimonio.

3. Ai versetti 12-13, Paolo fa una differenza tra "raccomandazione" e "comandamento".

4. Ai versetti 32-40, menziona i vantaggi e le sfide del celibato.

C) Possiamo essere chiamati al celibato per un periodo della nostra vita. Dio vuole utilizzare questo tempo per fortificare la nostra identità sessuale e la nostra vita spirituale e darci più fiducia nel nostro proprio genere. Può anche aver bisogno di guarire e di togliere gli ostacoli del passato che ci impediscono di cercare delle relazioni con il sesso opposto. Durante questo periodo, ci chiarificherà le sue intenzioni. Tenete a mente che il fatto di rassegnarsi al celibato non ha nulla a che fare con il dono del celibato. Dobbiamo restare aperti ai due casi e non permettere alle nostre ferite e ai nostri peccati passati di chiudere la porta a una prospettiva di relazioni eterosessuali che condurrebbero al matrimonio.

/ III. Considerazioni pratiche per entrare nelle relazioni eterosessuali

A) Qualche considerazione psicologica - i fattori che si nascondono dietro l'avversione verso il sesso opposto (rivedete, per favore, i capitoli 7 e 13)

1. Noi interiorizziamo la "mamma" e il "papà"; ognuno di loro modella e definisce il sentire interiore della nostra mascolinità e della nostra femminilità.

2. In seguito a relazioni spezzate con i genitori, possiamo interiorizzare un'avversione ai simboli che rappresentano e comunicano il nostro proprio sesso.

3. Come pure a quelli che rappresentano e comunicano il sesso opposto.

B) Ostacoli comuni: superiamo le nostre difficoltà con l'aiuto di Gesù nella sua Chiesa1. Un blocco è spesso dovuto a delle relazioni squilibrate con i genitori ed altre figure importanti della nostra vita (per esempio, una madre dominatrice, un padre violento, ecc.). Ogni liberazione in questo campo comporta la necessità di riconoscere la nostra rabbia, la nostra ostilità e il nostro dolore e di affrontarli. Ci sentiamo spesso più a nostro agio in un ruolo di vittima e rifiutiamo di investirci dell'autorità che Dio ci ha donato per spezzare i legami di certe relazioni-chiave.
In questo processo, è vitale poterci liberare dalla nostra collera ed essere guariti dalle ferite passate; questi due fattori possono inoltre fortificare la nostra determinazione e la nostra volontà. Dobbiamo perdonare a coloro che sono stati causa di distruzione, rimettendo anche a Gesù i giuramenti interiori che abbiamo fatto nella nostra confusione passata (per esempio: "Non sarò mai vulnerabile nei confronti di un uomo" oppure "Non lascerò mai che una donna mi controlli così"). Il processo di guarigione interiore comincia allora a scaricare le nostre relazioni dal fardello che le impaccia.

2. La paura e la vergogna a causa del passato: "Sono segnato(a) per sempre perché sono stato(a) gay(lesbica)". E' una delle menzogne più potenti di Satana. Restate fermamente saldi nell'ambito della morte dell'"uomo vecchio" e del perdono continuo dei peccati. Un passato omosessuale non è più indelebile di ogni altra forma di peccato e non dev'essere un blocco a nuove relazioni.

3. L'insicurezza nell'identità personale: il non sentirsi all'altezza nella nostra mascolinità o femminilità. Dobbiamo imparare ad affermare e ad accettare il nostro genere, tale qual'è stato creato, e a distinguere tra il modo in cui la società definisce gli attributi maschili e femminili e il modo in cui Dio li definisce. Se cerchiamo Dio con tutto il cuore su una base personale e interpersonale, permettiamo ad un'opera di restaurazione di prender posto nella nostra identità di genere.

4. Una mancanza di volontà può riflettersi nel nostro dialogo interiore: "Non posso farlo -o non lo farò- perché..." oppure "Sono fatto così, quindi non posso essere -o fare- questo..." Pregate per avere l'apertura e la motivazione necessarie per trarre profitto dalle occasioni che Dio vi dà d'incontrare dei membri del sesso opposto e di legarvi a loro in amicizia. Dio ci rivela ciò che ha bisogno di essere guarito nella misura in cui ci impegnamo nelle relazioni verso il sesso opposto. Tutto questo è fondato sulla realtà divina e creatrice che vuole e ci mostra che dobbiamo innanzitutto essere riconciliati con il sesso opposto se vogliamo fare veramente l'esperienza della nostra umanità.

5. Abbiamo forse degli indugi che ci incitano a temere che un membro del sesso opposto avrà delle esigenze erotiche e/o emozionali che non potremo soddisfare. Questa paura è spesso priva di ogni fondamento, ma se questo è il caso, dite la verità con amore: "Vai troppo in fretta per me", o "Sento che stai andando oltre i limiti dell'amicizia", oppure "Non sono ancora pronto(a) per questo."

6. L'amore è una scelta: dobbiamo oltrepassare la sensazione che Dio ci accollerà qualcuno che non amiamo, ma che dobbiamo accettare perché Dio è il Signore. Ricordatevi che l'amore eterosessuale è un'istituzione divinamente ispirata per gli umani e non per gli angeli. Allo stesso tempo, le vostre attese di ciò che un coniuge dovrebbe essere hanno forse bisogno di essere rimesse a Dio a causa della loro natura ingenua e piuttosto carnale. L'amore comporta il mutuo attaccamento di due persone imperfette. Aspettarsi che l'altro sia la persona ideale è un segno d'immaturità.

/ IV. All'incontro dell'amore eterosessuale

A) Qualche punto fondamentale
1. Evitate parole del tipo "frequentare" o "uscire" come pure ogni persona che cercasse di dominarvi o controllarvi.

2. Correte il rischio dell'amicizia. Si tratta di fare la conoscenza di qualcuno. Contrariamente a numerose relazioni gay che nascono con una grande carica sessuale, le relazioni pure hanno origine nella volontà di far conoscenza l'uno dell'altro, un passo alla volta. Il fondamento è spirituale, poi emozionale, e si approfondisce tramite una comunicazione crescente. Quando c'è la base di una sana amicizia ed anche il potenziale di un'intimità più profonda, tutti i sentimenti non risolti, e profondamente radicati, verso il sesso opposto sono ormai liberi di emergere nel contesto di questa relazione. I blocchi emozionali che vengono rivelati nella relazione con l'altro possono essere affrontati, a condizione di avere la pazienza necessaria, come pure un buon sostegno e dell'aiuto.

3. Lo scopo, è quello di crescere nel Signore. Ciò può esigere un lasso di tempo nel corso del quale l'amore scaturisce dall'obbedienza, piuttosto che dall'affetto. Questo produce in noi un sentimento saldo d'amore-agape, che forma la colonna vertebrale di un impegno e dà una vera sostanza ai nostri concetti dell'amore romantico. Ogni nozione idealista deve crescere per adattarsi al lavoro difficile legato a un "colpo di fulmine".

-a. E' un processo che comporta la necessità di mantenere delle aspettative realiste.
-b. Resta la tensione necessaria tra eros, o amore-bisogno, e agape, o amore-disinteressato.
-c. Il sostegno comunitario gioca un ruolo vitale.

B) Una comunicazione onesta
1. Se una relazione diventa esclusiva, credo che sia importante parlare onestamente della realtà del passato e del processo di cambiamento del presente. Una relazione solida è fondata su ciò che noi siamo, senza maschere. Questa franchezza può aprire le porte a un sostegno indispensabile e ad una comunicazione più profonda. A un livello più personale, l'onestà sul vostro trascorso vi dà la libertà di affrontare la realtà della vostra sessualità imperfetta all'interno della relazione, senza che siate definiti(e) da essa. Se la persona amata nega o rifiuta questo fatto, sarà necessario lavorare ad una comprensione delle cose perché la relazione diventi più sana.

2. Comunicazione reciproca: l'omosessualità non è il solo problema della vostra relazione. Dev'esserci un sano equilibrio tra i bisogni comunicati e quelli che non lo sono, quando un coniuge condivide i suoi problemi. Quando una relazione è costituita da un'"aiutante" e da un aiutato(a), bisogna sapere che l'aiutante ha altrettanto bisogno di guarigione che l'oggetto della sua misericordia. Entrambi hanno bisogno di restaurazione in Cristo.

C) Complementarietà dei generi

Come una sana eterosessualità
1. ... chiama alla vita l'identità di genere unica di ciascun partner;
2. ... delimita chiaramente l'identità di genere unica di ciascun partner;
3. ... consolida l'identità di genere unica di ciascun partner.

La presenza amante di un membro sano del sesso opposto risveglia e conferma in noi un'espressione adulta e matura del nostro proprio genere. Questa realtà non può essere scoperta che in una relazione eterosessuale. E' fatta per essere sperimentata, e non semplicemente discussa.

D) Intimità sessuale
1. Aver chiuso la porta alle attività omosessuali: è necessario aver fatto prova di una certa coerenza nella padronanza di sé prima del matrimonio. Non è una fede al dito che chiuderà l'opzione di atti omosessuali, se non avete la padronanza di voi stessi.

2. Il desiderio sessuale proviene da fonti e motivazioni diverse.

Eccone alcune:
-a. Ricerca della guarigione personale prima e durante la relazione in corso.

-b. Solide capacità di comunicazione che porranno i fondamenti emozionali e spirituali necessari per risolvere i conflitti e gestire i desideri potenziali verso persone dello stesso sesso. Non dimenticate che il fatto di diventare una sola carne comporta un'unione di due persone complete e non soltanto di parti genitali.
"Fare l'amore" in un contesto appropriato comporta tutto il processo della comunicazione. E' qui che l'atto sessuale nel matrimonio si differenzia da ogni atto sessuale in un altro contesto. Per il cristiano, l'atto sessuale non è solo un atto fisico; è un evento. Il suo significato più profondo si scopre all'interno della relazione coniugale. Siamo degli amanti competenti se siamo capaci di comunicare con il nostro partner nella totalità della nostra personalità. Privare o escludere il nostro partner di una parte qualsiasi di noi stessi significa diminuire la nostra relazione sessuale. (1)

-c. Desiderio di mostrare affetto prima del matrimonio: è necessario scoprire una compatibilità fisica prima di entrare in un'unione "una sola carne".
Con questo non voglio dire qui un'intimità genitale, ma il desiderio sano di un contatto fisico più stretto, che potrà farsi nel contesto del matrimonio. Una reazione indifferente o di avversione all'altro non verrà miracolosamente guarita nella luna di miele.

I rapporti sessuali all'interno del matrimonio liberano una parte gioiosa di noi stessi e offrono all'altro un reale appagamento. Quando un ex-omosessuale è stato sufficientemente preparato a questo, può trovare nel matrimonio un potenziale nuovo e dinamico per la sua sessualità.

E) Fattori che contribuiscono a dei matrimoni riusciti di ex-omosessuali
1. Un impegno verso Dio, che li accompagna nel loro desiderio di essere una sola carne, e che li sostiene come unità, anche quando hanno l'impressione che sia impossibile.
2. La necessità che i due partner si amino.
3. La necessità che i due partner desiderino che la relazione riesca.
4. La necessità che i due parner abbiano risolto il problema della colpa e del risentimento riguardo all'omosessualità del coniuge.
5. L'importanza che il coniuge abbia un senso del proprio valore al di fuori della relazione coniugale.
6. Una buona relazione sessuale.
7. L'importanza che entrambi siano pronti ad affrontare e a gestire le lotte del coniuge contro i desideri omosessuali. (2)

Esistono numerosi fattori che contribuiscono a rendere le relazioni buone. E' vitale che ci sia la volontà di superare ciò che è passato. Questo si applica a tutti, compresi quelli che provengono da un trascorso omosessuale, perché in Cristo tutti sono chiamati ad amare con l'innocenza e la nuova visione che egli ci dona. Un pioniere del movimento ex-gay, Robbi Kenney, ha scritto: "Gli ex-gay hanno più di chiunque altro il potenziale di avere le relazioni d'amore più dinamiche con il sesso opposto. Perché? Perché se hanno imparato ad abbandonare a Dio la loro sessualità e le loro emozioni, diventano più sensibili ai bisogni del loro coniuge, più consapevoli della complicità umana fondata sulla purezza e sull'onore, e governata dall'amore e non dai bisogni egoisti." (3)

E' l'opzione che Dio ha previsto per noi. E' veramente causa di festa.
"Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta" (Matteo 6,33).

- Letture raccomandateLeggete il capitolo 10 di "Pursuing Sexual Wholeness" ("Verso una sessualità riconciliata"). Leggete anche l'appendice 12.

- Domande
1. Cosa sentite in relazione al vostro proprio potenziale per l'eterosessualità? Siete rassegnati a una vita di celibato o vi aspettate qualcosa di nuovo? Riflettete sul fatto molto concreto che la vostra vera umanità richiede una riconciliazione con il sesso opposto.

2. In che modo i vostri genitori, in quanto individui e in quanto coppia, hanno influenzato la vostra percezione del sesso opposto e del matrimonio in generale? Rileggete il paragrafo II/B/1 attentamente e esaminate gli ambiti che necessitano del vostro perdono e i voti interiori che hanno bisogno di essere spezzati.

3. In cosa consistono le vostre paure quando si tratta di legarvi d'amicizia con il sesso opposto? Vi trovate attualmente in un contesto in cui questo genere d'interazione si produce?

4. Perché la crescita nel Signore è vitale ad una relazione eterosessuale? In che misura l'impegno verso Cristo può costituire la colonna vertebrale di una relazione sentimentale?

5. Considerate la possibilità della guarigione dell'identità sessuale tramite delle relazioni eterosessuali. In che modo il sesso opposto potrebbe aiutarvi a realizzare meglio chi siete realmente in quanto individuo maschio o femmina?

6. Considerate i rapporti sessuali come sono definiti nel sottoparagrafo II/D/2/b. Immaginate la libertà che c'è nel conoscere l'altro(a) e ad essere conosciuti da lui(lei) con una tale intensità nella vostra mente, nella vostra anima e nel vostro corpo. Cogliete la visione della pienezza eterosessuale.

- Note
(1) Dennis Guernsey, "Thoroughly Married", pag.28
(2) Studio fatto nel 1982 da Coleman, "The Married Homosexual Man", Michael Ross, pagg.127-129
(3) Robbi Kenney, "Heterosexuality: the Answer to Homosexuality?"