sabato 29 dicembre 2007

Omosessualità- Intervista a Lucetta Scaraffia




IDENTITÁ E GENERE
 Intervista a Lucetta Scaraffia


Agenzia FIDES – 24/11/2007



LUCETTA SCARAFFIA E': 
 - Professore Associato di Storia Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma
 - Vice-Presidente dell’Associazione Scienza e Vita
 - Membro del Comitato Italiano di Bioetica


Può spiegare in che modo la teoria del "gender" tende a trasformare radicalmente - come Lei ha affermato - la cultura occidentale? 
Perché per la prima volta una tradizione culturale sostiene che l’umanità è un insieme di individui indifferenziati, invece di accettare la realtà, cioè che è costituita da due identità sessuali diverse, e proprio per questo fertili. Non c’è mai stata nessuna civiltà che ha negato questa evidenza, e negarla significa costruire una società sulla menzogna, significa dire che non c’è bisogno di questa differenza per procreare, e quindi per prolungare nel tempo un gruppo umano.

  • E' d'accordo con chi ritiene che il termine "genere", adottato in maniera indiscriminata nei documenti delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea, sia adoperato come una leva per scardinare l'idea tradizionale di famiglia e l'identità sessuale definita?
Sono d’accordo. Anche se spesso chi usa il termine “gender” lo fa senza sapere l’ideologia ad esso sottesa, ma solo perché pensa che è più elegante di differenza sessuale. Adottando la teoria del “gender” si diffonde l’idea che non ci siano due identità sessuali ma una situazione di indeterminatezza, cosicché ciascuno può decidere a quale sesso appartenere. L’idea è che l’identità sessuale sia completamente svincolata dalla realtà biologica del corpo, ma debba corrispondere solo al desiderio individuale.

  • Perché la questione di "nascere sessuati" ha grande rilevanza nel "pensiero della differenza"? Che cos'è il "pensiero della differenza"? 
Il pensiero della differenza è quello che contraddistingue una corrente femminista che – invece di cercare di uniformare le donne al modello maschile – chiede che venga valorizzata la loro differenza. Il contrario del “gender”, quindi.

  • Dale O'Leary afferma che la ragion d'essere della teoria del "gender" è essenzialmente sul piano politico, per la sua utilizzabilità ai fini della totale normalizzazione della sessualità omosessuale. E' d'accordo? 

    Non del tutto. La teoria del “gender” è nata come funzionale al movimento femminista: se non c’è differenza sessuale, se non ci sono diversità fra gli esseri umani, tutti sono uguali, quindi non ci sono ragioni per negare alle donne l’emancipazione. E’ stato come se, invece di chiedere uguali diritti nella diversità si volesse negare la diversità per fondare l’uguaglianza dei diritti. Dopo le donne, certo, sono venuti gli omosessuali, che avevano il problema di una identità svalorizzata da cui liberarsi. E, attraverso il “gender”, ci sono riusciti.
     
    MONDO AL CONTRARIO
    Se la teoria del "gender" introduce un cambiamento così profondo, perchè, a Suo avviso, se ne parla così poco, almeno rispetto alla sua finalità, nel dibattito politico e culturale?

    Perché molti non sanno, non sono consapevoli, del pericolo che comporta. Ma anche perché combattere la teoria del gender significa essere considerati ignoranti, fuori dal mondo, ottusi conservatori, e molti non hanno voglia di pagare questo prezzo per dire la verità.

    Esiste, a suo avviso, la possibilità di arginare gli effetti che appaiono così devastanti della teoria del gender?



    Dicendo la verità, spiegando sempre cosa significa, e denunciando la menzogna che è nascosta dietro alle richieste degli omosessuali di sposarsi, avere figli, ecc.  Non si tratta di matrimonio, perché il matrimonio c’è solo per le coppie di sesso diverso – le uniche potenzialmente fertili - e non ci sono figli di due persone dello stesso sesso: al massimo, di una delle due. L’idea di famiglia che viene imposta a questi bambini è sbagliata, è falsa. E vivere nella falsità li danneggia, inibisce il loro sviluppo psichico dalla prima infanzia.
     

    (Dossier a cura di D.Q. – Agenzia Fides 24/11/2007)