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giovedì 27 dicembre 2007

Omosessualità: riallacciare i rapporti con la famiglia



RIALLACCIARE I RAPPORTI 
CON LA FAMIGLIA:  
IL DONO DEL PERDONO






Rientrare a casa per Natale può essere una benedizione limitata. L'attesa della gioia che potete vivere celebrando la nascita di Cristo con la vostra famiglia può entrare in conflitto con dei problemi non risolti tra voi e la vostra famiglia, in particolare con i vostri genitori. E' sufficiente in genere graffiare la superficie perché quelle questioni non risolte appaiano. Eppoi esse affiorano nel momento in cui meno ve lo aspettate, forse durante una conversazione. Il dolore che provate nel cuore durante queste conversazioni familiari atterra la gioia della festa.

Ma ad un livello più profondo, le questioni in sospeso minano la vostra integrità personale. Il risentimento e l'amarezza legate alle ferite inflitte tra i membri della famiglia e l'attesa spesso irrealistica che vi spinge a credere che la famiglia dovrebbe essere diversa, frammentano il cuore stesso del vostro essere. Tutto ciò vi amputa della vostra eredità di essere umano e soffoca la gioia che potrebbe esistere con coloro dai quali avete ricevuto la vostra eredità. Aver veramente chiarezza di ciò che la vostra famiglia è stata, e ciò che è nel presente, è un passaggio fondamentale verso l'integrità personale. 


- Identificare le pecche che ci separano gli uni dagli altri

Prima che possiate riconciliarvi con la vostra famiglia, dovete innanzitutto discernere ciò che è stato spezzato. Per alcuni, è il più difficile di tutti i passi. In quanto cristiani, abbiamo spesso ereditato certi "valori" che ci spingono a negare che gli altri abbiano potuto ferirci, in particolare i membri della nostra famiglia.


Abbiamo la tendenza a concentrarci talmente sul modo in cui abbiamo peccato personalmente che omettiamo di riconoscere e di discernere come gli altri abbiano potuto peccare contro di noi. E quando pensiamo ai membri della nostra famiglia, possiamo in qualche modo dare "un colpo di spugna" sulle ingiustizie ricevute, razionalizzandole e dichiarando: "hanno fatto tutto ciò che hanno potuto." Da un lato, è vero; dall'altro, questa affermazione non aiuta per nulla "il bambino ferito interiore", che continua a rodere il freno quand'è in famiglia e ad averla con i suoi membri per le ferite che gli sono inflitte.


E' spesso difficile identificare le pecche perché certe ferite passate non ricadono necessariamente nella categoria di "peccato altrui". Molte ferite di cui avete fatto esperienza nelle vostre relazioni con la vostra famiglia, in particolare con i vostri genitori, non sono state viziosamente e deliberatamente inflitte da loro. Le ferite possono riferirsi a un periodo prolungato di negligenza affettiva, ad una mancanza di accettazione e d'incoraggiamento da parte dei vostri genitori, o ancora alla vostra percezione di un peccato di un membro della vostra famiglia verso un altro, in un modo che vi ha direttamente influenzato(a) (per esempio, degli abusi nella vita coniugale dei vostri genitori).


Ciò che voglio dire con tutti questi esempi, è che i vostri genitori e fratelli e sorelle sono stati imperfetti nel modo in cui vi hanno trattato(a) e che vi hanno talvolta involontariamente ferito(a). E' importante che nominiate queste ferite, se volete esserne liberi. Chiedete al Signore di aiutarvi in questa esplorazione personale; fate pure ricorso, se necessario, all'assistenza di un amico o di un consigliere nel quale avete fiducia. Fate ciò nella speranza che il bambino interiore ferito e smarrito cessi presto di essere il vostro punto di riferimento principale nelle vostre relazioni con la vostra famiglia. 
Il fatto di nominare le ferite che hanno segnato il vostro bambino interiore è il primo passo per liberare questo bambino e permettergli di riprendersi in voi e di amare di cuore la vostra famiglia.



- Affrontare il peso e le conseguenze della ferita

Datevi del tempo e dello spazio per provare ciò che vuol dire non essere perfettamente amato(a) da un genitore, un fratello o una sorella.  
Non allontanatevi troppo rapidamente dal dolore che accompagna le ferrite che avete identificato. Parlatene a Dio. Parlate della vostra ferita a Dio e a un amico degno di fiducia; picchiate un cuscino per cominciare a liberarvi della collera nascosta dentro di voi, di questa collera originata dal fatto che non avete ottenuto ciò di cui avevate disperatamente bisogno e che vostro padre o vostra madre non vi hanno dato. A volte, occorrerà fare il lutto dell'amore e della stima che non avete potuto ricevere a causa di una rottura nella relazione con un membro della vostra famiglia.

Cominciate a nominare i tratti di carattere che considerate come spiacevoli o decisamente ributtanti nel membro della famiglia che vi ha ferito(a). Potreste essere sorpresi di constatare che il non-perdono che continuate a serbare riguardo a colui o colei che vi ha ferito(a), in particolare se si tratta di un genitore, può predisporvi a sviluppare le stesse caratteristiche che detestate tanto in lui o in lei. 

Steve Finn, pioniere nell'applicazione del perdono all'interno di una terapia cristiana, ha scritto:
"Abbiamo la tendenza a diventare esattamente come colui o colei al quale serbiamo rancore. Siamo come condannati a vivere un giorno quello che non riusciamo a perdonare nell'altro. La fragilità del non poter perdonare qualcun altro indica che abbiamo la stessa debolezza in noi. Se non ci perdoniamo gli uni gli altri, lo stesso aspetto che giudichiamo nell'altro diventerà nella nostra propria vita un aspetto nel quale la grazia di Dio sarà inibita."


Quando ci distacchiamo da un genitore a causa di una ferita passata, possiamo in questo modo perpetuare in noi le stesse caratteristiche negative presenti in coloro che hanno contribuito a ferirci. Come spiega chiaramente Steve Finn, il non-perdono crea in noi lo stesso acciecamento che colpisce colui o colei al quale non perdoniamo.
Ci leghiamo alle loro fratture, incapaci di far loro grazia del loro peccato e la loro mancanza d'amore, incapaci di far grazia a noi stessi. Alla fine, rifiutiamo noi stessi, poichè non possiamo rifiutare un membro della famiglia, in particolare un padre o una madre, senza distaccarci da una parte vitale di noi stessi.

"Odiare un genitore è, in fin dei conti, odiare se stessi."

E' soltanto quando abbiamo nominato le ferite e gli orribili tratti di carattere dell'offensore, e che gli abbiamo perdonato, che possiamo avere la libertà di riconciliarci con lui o con lei, come pure con noi stessi.



- Perdonare all'offensore
La fase seguente comprende la necessità di applicare la grazia di Gesù all'offesa e all'offensore attraverso il perdono. Nello stesso modo con cui siamo stati liberati dal nostro peccato personale ricevendo il sacrificio purificatore di Gesù sul calvario, siamo liberi dai peccati interpersonali applicando la sua opera purificatrice a colui o colei che ha peccato contro di noi (Matteo 18,23-33). Ad un livello più fondamentale, questo genere di perdono esige che rinunciamo al nostro diritto di attaccarci al ruolo divino di giudice rispetto all'0ffensore e a tutti i sentimenti di vendetta e di amarezza ancora profondamente radicati in noi.
L'opera che Gesù ha compiuto sulla croce per tutti i peccatori, compreso colui o colei che ha peccato contro di voi, diventa piuttosto il luogo dove potete deporre quel fardello che costituisce la vostra mancanza di perdono. 


Lasciate che Gesù prenda il posto che gli spetta di diritto, quello di Signore e Redentore dell'offesa e dell'offensore. Egli leva dalle vostre spalle il giogo pesante e distruttore del vostro "diritto" naturale a rendere i colpi. Lo sostituisce con la sua croce, che comincia a compiere la sua opera nelle fenditure e fessure delle vostre relazioni frantumate, e a donarvi una grazia, una forza e un'obiettività nuove riguardo al vostro offensore.
Invece di conoscere soltanto il dolore e la rabbia verso di lui(lei), cominciate a vederlo(a) innanzitutto attraverso ciò che Gesù ha fatto per lui(lei). E' la croce, e non l'offesa, che diventa il più grande simbolo che detterà la vostra reazione davanti all'offensore. Il bambino spezzato in voi - che barcolla ancora con la sua reazione al peccato dell'altro - si radica e si fonda nella grazia di Gesù verso l'offensore. Il perdono libera il bambino interiore perché emerga dalla sua immaturità e dalla sua posizione soggettiva; il bambino è libero di tenersi in piedi e di cominciare ad amare il membro della famiglia in modo appropriato.


- Un'accettazione che guarisce 
Avendo identificato l'offesa e l'offensore, avendo perdonato loro, siete ormai liberi di accettare semplicemente questo membro della famiglia così com'è. Cominciate ad avere una prospettiva nuova e ispirata della grazia; questa grazia che vi solleva dal vostro peccato e dalla vostra mancanza d'amore è la stessa che Gesù offre all'offensore. Scoprite che l'offensore non ha il monopolio del peccato e della debolezza: potete infatti rivaleggiare con lui in questo campo. Riconoscendo ciò, cogliete semplicemente un'altra occasione di applicare a voi stessi l'opera di guarigione di Gesù sulla croce, proprio come l'avete fatto per l'offensore. La vostra relazione è allora sottomessa all'autorità di Gesù. Anche se questa autorità non è espressa verbalmente e se non esiste che da parte vostra - cosa che è inevitabilmente il caso quando il membro della famiglia è non-credente - cominciate ad accettare questa persona sulla base della grazia che Gesù vi offre.

Un'altra meravigliosa presa di coscienza si produce in tal caso. Scoprite che il membro della vostra famiglia con il quale avete avuto dei problemi fino allora, ha anche delle grandi qualità! Essendo stati recisi i legami nei quali vi teneva il vostro non-perdono, siete ormai libero di accettare ciò che è veramente buono in lui(lei). Per la prima volta, cominciate a ricevere delle cose buone da parte sua.

Con vostra sorpresa, e forse lentamente, scoprite che alcune qualità che possiede sono anche le vostre: un'eredità ispirata da Dio che vuole che abbiate. Appropriarvi dell'eredità che avete ricevuto dalla vostra famiglia è un elemento centrale per la vostra propria integrità in quanto essere umano.
Siccome non siete più una parte separata dal tutto, potete ora identificarvi a questa vita dalla quale siete nato(a) ed integrarla completamente in voi stessi. L'integrità personale ne è la conseguenza. Il bambino in voi si riunisce così di tutto cuore a voi imparando ad amare e ad essere amato nel seno della vostra propria famiglia.
Che la vostra permanenza a casa per le vacanze sia riempita della grazia e della presenza guaritrice di Dio! 


- Ritorno a casa: perdonare ai propri genitori ed accettarli. 
Il processo che mi ha portato a ritovare l'unità con i miei genitori e la loro amicizia è stato un lavoro lungo e continuo. Sono cresciuto restando in un certo modo distaccato da mio padre e da mia madre; non ero veramente connesso a loro, sebbene mi avessero nutrito e si fossero presi cura di me lungo la mia infanzia. Durante i miei anni di liceo, mi sono chiuso ad ogni forma di amore da parte loro e mi sono spesso sentito incompreso. Giunto alla ventina, non mi è stato difficile raccogliere tutte le mie cose nella nostra casa innevata e fredda del Midwest e di prendere la via del sole californiano. I molti chilometri che ci separavano corrispondevano ora alla nostra separazione affettiva.

In California, ho cercato di placare il mio isolamento emozionale accettando uno stile di vita risolutamente omosessuale. Ciò non ha fatto che aumentare il distacco che provavo dinanzi ai miei genitori, perché tenevo il segreto riguardo ai miei peccati sessuali. Dopo aver diverse volte tentato di trovare l'amore e la sicurezza affettiva attraverso relazioni omosessuali, mi sono ritrovato in uno stato di totale sconfitta spirituale ed emozionale ed ho chiesto aiuto a Desert Stream.


Tre anni fa Dio ha grandemente utilizzato il programma Living Waters per aiutarmi a riconciliarmi con lui come pure con i miei genitori. Nel corso delle prime sessioni del programma Dio mi ha rivelato una delle radici del distacco che caratterizzava la mia relazione con i miei genitori e il rifiuto della mia propria identità sessuale.

Ho chiesto a Dio di perdonarmi per l'odio che avevo serbato verso i miei genitori per tutti quegli anni ed ho pregato per poterli perdonare; ho potuto anche essere liberato da un legame di amarezza provocato da questo trauma. Ho continuato a crescere e a pregare per le mie relazioni con i miei genitori. Dio ha risposto alle mie preghiere e mi ha rivelato altri ambiti della mia vita che avevano bisogno di guarigione. 
Dopo diversi viaggi a casa, ho scoperto che malgrado i cambiamenti che Dio aveva compiuto nella mia vita, mi era molto facile ritornare alle abitudini di un tempo e alle mie vecchie relazioni con i miei genitori. Non vedevano la mia crescita, i miei cambiamenti? Perché non erano  cambiati e non erano cresciuti? Ritornavo ogni volta in California frustrato, perché le mie permanenze a casa non erano ciò che mi ero aspettato. Dio mi chiese allora di rinunciare alle mie attese, di permettere ai miei genitori di essere se stessi, così com'erano, senza cambiare. Di nuovo, ho confessato il mio peccato e ridato i miei genitori al Signore.


Un giorno che pregavo con il mio consigliere spirituale, Dio gli ha dato una visione dei miei genitori; si trovavano su un lato di una radura, in mezzo ai boschi, ed io dall'altro lato. Pregando, mi sono visto avanzare verso il centro della radura. I miei genitori mi hanno incontrato là, nel mezzo. Dio mi ha mostrato con questa visione che ero altrettanto responsabile del distacco continuo nella mia relazione con loro. 

Se accettavo di fare un passo, i miei genitori mi avrebbero incontrato nel mezzo. Era la parte più rischiosa, perché vedevo, e vedo ancora, a che punto sono responsabile di aprirmi e di mantenere la comunicazione con i miei, senza imporre loro le mie attese. Non posso aspettare che diventino i genitori che voglio che siano. Ma posso parlare loro della mia vita e dell'opera che Dio fa in me. Ho allora cominciato a parlar loro dei cambiamenti della mia vita, buoni e cattivi; faccio loro sapere chi sono realmente, e la visione del Signore è vera. Hanno reagito molto meglio di quanto potevo immaginare. So che Dio non ha ancora terminato con me, ma una vera guarigione e una vera riconciliazione hanno molte più possibilità di avverarsi, perché adesso amo mio padre e mia madre.


- Le mani della Grazia: Ricevere la Grazia di perdonare

La prima volta che ho sentito il canto "Perdonami" di Reba Rambo e Donny McGuire, ho avuto l'impressione di uscire da una prigione. Torrenti d'emozioni sono sgorgati in me. Erano delle emozioni che non mi ero mai permesso di provare da anni: sofferenza, sentimenti di odio, di rabbia, di solitudine, di rifiuto. Come potevo perdonare, porgendo "mani di grazia", come questo cantico mi invitava a fare?

Avevo negato le mie emozioni per talmente tanto tempo che ero terrorizzato all'idea di affrontare la realtà del mio dolore e di perdonare a coloro che me l'avevano fatta subire. Non cessavo di dire a me stesso: "Non devo perdonare a nessuno - non c'è mai stato niente di male nelle mie relazioni - non sono mai stato arrabbiato con nessuno." 
Dio ha dovuto attendere a lungo prima di mostrarmi che i miei sentimenti erano legittimi. Grazie alla perseveranza di Dio, ho potuto iniziare a prendere la via del perdono.

Abbiamo cominciato con mio padre. Mi è stato estremamente doloroso guardarlo onestamente, perché l'avevo molto idealizzato. Non poteva far nulla di male. Quando ho preso coscienza di ciò che avevo provato veramente al momento del divorzio dei miei genitori, sono entrato in contatto con la mia rabbia contro mio padre. Avevo bisogno di affrontare questa rabbia prima di poter perdonare a mio padre.

Ero arrivato a credere che le mie relazioni erano confuse e caotiche a causa della partenza di mio padre. Mi ero soltanto concentrato sul perdono che dovevo dargli. E' soltanto l'anno scorso che ho cominciato a pensare all'influenza di mia madre nella mia vita e al fatto che avevo forse bisogno di perdonare anche lei! Mi ero sempre detto che lei aveva raccolto i pezzi che mio padre aveva lasciato... e che aveva fatto del suo meglio. Dei sentimenti di rabbia hanno cominciato ad emergere in me. La statua di "supermamma" che avevo eretta stava crollando.
  
Questa presa di coscienza mi toccava nel più profondo del mio essere, ma Dio operava in me con tenerezza e dolcezza. Più procedevo in questo itinerario di perdono, più mi mostrava come mi amava. Quando guardavo al mio passato, più il dolore che esigeva il perdono diventava intenso, e più Dio mi rivelava l'incredibile profondità del suo amore per me. Questo amore ha contribuito a fare della nostra relazione una relazione di fiducia. 


Sono ancora in un processo di perdono nei confronti di mia madre. Il semplice fatto di vedere a che punto le avevo dato uno status di totale immunità ha trasformato i miei contatti quotidiani con lei. Ora so perché c'è stata tanta rabbia in me che non potevo spiegare. Semplici cose, come parlarle al telefono o passare del tempo con lei, mi provocavano un impeto di rabbia. Quando il Signore mi mostra qual'è la prossima fase, ho l'impressione di non poter fare un passo di più. Provo della collera: "E se lei mi chiama quando sto affrontando i miei problemi?" La paura dura adesso meno tempo, perché ho imparato a dare più fiducia al Signore. 

Con la grazia di Dio e la preghiera dei miei amici, potrò, un giorno, manifestare a mia madre i sentimenti che non ho mai potuto esprimerle prima. Egli mi dà la capacità di perdonare e di porgere le "mani di grazia" che mi hanno offerto il perdono.