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venerdì 18 gennaio 2008

Omosessualità: La rivelazione del vero Io


LA RIVELAZIONE DEL VERO IO


          Riconciliarsi con il proprio genere - il sentimento che si ha della propria mascolinità o femminilità in relazione con il sesso biologico - è raramente un compito facile. La società ci dà delle indicazioni confuse su ciò che un uomo o una donna debbono essere, dal conservatorismo rigido che descrive l'uomo forte e silenzioso in contrapposizione alla donna debole e volubile, fino ai partigiani dell'altro estremo che rifiutano ogni distinzione discriminatoria tra i sessi, proclamando che tutte le differenze tra i generi sono determinate dalla cultura, e devono essere quindi sostituite da una posizione più liberatrice e adatta ad entrambi i sessi.

Davanti a delle posizioni confuse e contraddittorie, è veramente utile che un individuo cerchi di consolidare con certezza il sentimento della sua femminilità nel suo rapporto col suo essere maschile?
Alcuni studi sono stati condotti sull'infanzia di omosessuali adulti e lasciano intendere che un sentimento di sicurezza relativo all'appartenenza sessuale possa essere un fattore-chiave nello sviluppo eterosessuale.

E' ciò che sembra dimostrare la confusione che la maggioranza degli omosessuali hanno percepito riguardo al loro genere nella loro infanzia.

(1) Un tema ricorrente nella ricerca effettuata su degli omosessuali è che la maggior parte di loro, nell'infanzia, non erano completamente chiarificati nella loro relazione con il proprio sesso (2).
Questo sentimento di mascolinità, o di femminilità, può diventare un motivo d'incertezza, una fonte di dubbio riguardo se stessi; inoltre, i commenti dei compagni che rinviano al bambino il messaggio che è "diverso" lo impediscono di integrare normalmente la sua identità sessuale e di fargli prendere chiaramente coscienza del suo posto nella relazione con gli altri.

L'omosessuale che cerca l'integrità personale in Cristo deve innanzitutto sentirsi più sicuro davanti al suo genere - attraverso degli insegnamenti chiari e delle vere fonti d'incoraggiamento - se vuole crescere verso l'accettazione di sé e la prospettiva di relazioni eterosessuali sane. Ciò che è essenziale in questo campo, è una relazione viva con il Creatore, colui che chiama alla vita le sue creature in quanto uomini o donne (Genesi 1,26-28; 2,18-25).

           Noi partiamo dal fatto che in Dio si trova l'equilibrio perfetto delle qualità maschili e femminili, perché egli permette a coloro che sono frammentati nella loro identità sessuale (cosa che non si limita a chi riconosce in sé dei sintomi omosessuali) di scoprire la pienezza dei loro rispettivi generi. Sentirsi sicuri nella propria mascolinità o femminilità libera anche la capacità di integrare in sé le caratteristiche attribuite al genere opposto. Per esempio, se sono sicuro nel mio essere uomo, non ho bisogno di temere in me stesso la capacità di essere vulnerabile e ricettivo davanti agli altri.

(3) Secondo me, quest'armonia e questa sicurezza nell'identità di genere dipendono molto più che da speculazioni puramente umane - esse esigono una relazione con chi ha sin dalle origini chiamato la donna ad essere distinta dall'uomo. Come Leanne Payne scrive: "Il maschile e il femminile, radicati in Dio, hanno delle dimensioni assolutamente trascendentali..." (4)

"Più operiamo in conformità alla sua immagine, più riflettiamo sia il maschile che il femminile nel giusto equilibrio e cioè a diversi gradi e secondo le attitudini che sono proprie alla nostra identità, maschile o femminile." (5)

Note
(1) Bell, Weinberg e Hammersmith, "Sexual Preference", 1981
(2) Tesi di Elizabeth Moberly in "Psychogenesis"
(3) George Rekers, "Shaping Your Child's Sexual Identity", pag.110
(4) Leanne Payne, "Crisis of the Masculinity"
(5) Leanne Payne, "Crisis of the Masculinity"