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domenica 17 febbraio 2008

Omosessualità: Aggrapparsi a Cristo e alla sua Chiesa


V parte IMPARARE AD AMARE


Capitolo 17


Aggrapparsi a Cristo
 e alla sua Chiesa


Al centro stesso del problema, si può affermare che la liberazione dall'omosessualità comporta una relazione con Cristo. Il suo amore - nella sua potenza e misericordia - ci libera affinché possiamo vivere conformemente ai suoi disegni per noi. Ma le realtà teologiche senza applicazione pratica hanno poco senso. Dio ci ha dato dei mezzi per sostituire la nostra vecchia mentalità, dei mezzi che ci comunicano Cristo e ci permettono di essere suoi strumenti per gli altri. Innanzitutto, parleremo delle Scritture e della preghiera, dei mezzi di meditazione che ci forniscono un modo di conoscere personalmente Gesù. Un'utilizzazione fedele di questi mezzi è di valore inestimabile quando cerchiamo di guarire dalle nostre ferite sessuali ed entrare nell'amore di Dio.

L'amore deve anche comportare una comunione interna alla Chiesa. I cristiani compongono il corpo di Cristo - se vogliamo conoscerlo, dobbiamo conoscerli. Una relazione verticale con Cristo diventa statica e bi-dimensionale se non possiamo tradurre concretamente il suo amore per noi. E il nostro amore gli uni per gli altri è la prova che Dio dimora in noi (vedi Giovanni 4,7-11). 
Noi siamo delle persone complete con dei bisogni fisici, spirituali, emozionali e sociali. E' perché Dio riconosce questa realtà (e ci ama) che ci ha dato la Chiesa: per provvedere ai nostri bisogni. Attraverso la comunione fraterna, possiamo imparare a ricevere l'amore di Dio sotto una forma umana ed anche a donarlo. Questi due aspetti rappresentano certamente una via da intraprendere, ma portano entrambi a una coscienza più completa dei doni unici che Dio ci ha dato. Dio desidera far crescere questi doni in noi e darci le occasioni di esprimerli affinché "la nostra gioia sia piena" (Giovanni 3,29; 15,11).


/ I. Il ministero della Parola d'amore (Matteo 22,36-40)
A) Gesù: la Parola, o l'essenza, di Dio (Giovanni 1,1-18)
L'amore di Dio incarnato in Cristo (1Giovanni 4,10).

B) Le Scritture testimoniano della Parola vivente e della storia della salvezza che circonda questa Parola. La Bibbia emerge come un testamento per il popolo di Dio, mostrando chi Dio è, cosa ha fatto e chi siamo alla luce della sua persona.
1. Abbiamo bisogno di un punto di riferimento oggettivo (2Timoteo 3,16).
2. ...e di un resoconto ispirato che, per la potenza dello Spirito Santo, ci comunichi la Parola d'amore vivente.
C) La preghiera è la nostra risposta alla Parola vivente.

D) La Chiesa è il veicolo umano di questa Parola nella misura in cui mettiamo in pratica la realtà della Parola gli uni per gli altri e per il mondo. Lo scopo della nostra fede è di crescere nel suo amore e di amarci gli uni gli altri (1Corinzi 12,12-26).


/ II. La Scrittura: un agente dinamico della Parola d'amore


A) Caratteristica fondamentale della Scrittura: rivelare la realtà dell'amore di Dio

1. Le Scritture illuminano le profondità del nostro cuore (Ebrei 4,12; Giovanni 1,7 - logos).

2. Ci permettono di essere purificati ad un livello più profondo (Giovanni 15,3; Salmi 107,20). Il versetto 9 del Salmo 119 fa allusione alla necessità di una memorizzazione della Parola - stringere la Parola di Dio sui nostri cuori.

3. Le Scritture possono proteggerci. Agiscono come:
-a. uno scudo (Proverbi 30,5);
-b. una spada (Efesini 6,17 - rhema).
Notate l'esempio di Gesù in Luca 4,1-3. Ha resistito a Satana citando le Scritture.

B) Crescere attraverso lo studio della Bibbia

1. Avere fame (Matteo 5,6).
Pregate per avere fame della Parola e prendete coscienza della sua necessità per la vostra crescita (1Pietro 2,2).


2. Preparatevi e mangiate (fate un pasto consistente).

3. Digerite il vostro nutrimento meditando dei passaggi biblici che si riferiscono alla vostra situazione; può essere proficuo impararli a memoria.

4. Utilizzate il vostro nutrimento; senza esercizio, si ingrassa. Le Scritture prendono le dimensioni vitali previste da Dio quando le mettiamo in pratica.


/ III. La preghiera: la nostra risposta alla Parola d'amore

A) Il modello che Cristo ci ha lasciato è la preghiera del Signore (Matteo 6,9-13)

1. Volgersi verso l'esterno: cominciamo con l'esaltare Dio.
-a. "Padre nostro": egli è potente e personale.
-b. "Sia santificato il tuo nome": egli è distinto da noi in un rapporto Creatore-creature create.
-c. "Venga il tuo regno": "che la tua azione qui sulla terra cominci con la mia vita!"
-d. "Sia fatta la tua volontà": "che la tua volontà perfetta sia fatta mia!"


2. Volgersi verso l'interno: dopo aver esaltato Dio, cerchiamo la sua presenza nel nostro cuore.
-a. "Il pane quotidiano": dimmi chi sono alla luce di ciò che tu hai fatto.
-b. "Rimetti a noi i nostri debiti..."
-c. "... come noi li rimettiamo ai nostri debitori." Essere disposti a ricevere il perdono e a perdonare costantemente agli altri è una chiave per la nostra salute spirituale.


3. La preghiera di liberazione: "Signore, permettimi di camminare nella libertà!"
-a. "E non ci indurre in tentazione": "Fammi vigilante, Signore, di fronte alle mie debolezze e di fronte a tutti i modi in cui mento a me stesso."
-b. "Ma liberaci dal male": "Lega l'oppressore, Padre."
-c. "Perché tuo è il regno, tua la potenza e la gloria...": Amen!

C) Una grazia liberatrice: come mettere in pratica il "Padre nostro" nelle nostre vite

1. L'adorazione e la riconoscenza. Entrate nella presenza di Dio riconoscendo la sua azione e lodandolo per chi è e per cosa ha fatto per voi. Dei canti d'adorazione possono essere utili (Efesini 6,18-20). Distogliere gli sguardi da se stessi e volgerli verso il Padre è una chiave per stabilire questo torrente di grazia che può toccarci nei nostri bisogni più profondi.


2. Far fronte ai nostri bisogni (i nostri ed anche quelli degli altri). Chiedete al Signore di rivelarvi ciò che è più urgente in quest'ambito. "Signore, cosa succede nel mio cuore?" Non lo si può sempre discernere all'inizio - date al Signore il tempo e lo spazio necessari perché vi riveli lo stato del vostro cuore.
-a. Ruolo vitale dell'ascolto e della visualizzazione.
-b. Perdonare a se stessi.
-c. Perdonare agli altri.
-d. Intercedere per se stessi e per gli altri.


3. Pregare per ricevere la forza e la grazia di affrontare le sfide della vita come pure la nostre proprie fragilità.
-a. "Signore, non permettere che diventi la preda delle mie proprie debolezze..."
-b. "Dimmi chi sei, chi sono, perché possa vivere in conformità."
-c. Necessità costante di chiedere a Dio di rassicurarci su ciò che siamo, affinché siamo armati per opporci alle nostre debolezze e ai nostri difetti, che tentano di definirci.
-d. Tutti questi passi si fanno sotto l'egida del suo regno, della sua potenza, della sua gloria. La sua grazia è sufficiente.

4. Il tempo della grazia. Ci battiamo contro le piaghe dell'attivismo stabilendo delle occasioni precise di passare del tempo nella preghiera e nello studio della Parola. Il nostro radicamento nella grazia si produce nei momenti passati faccia a faccia con Dio, momenti in cui egli comunica con noi attraverso la sua Parola e in cui conversiamo con lui e l'ascoltiamo nella preghiera.
-a. Occorre avere un po' di disciplina e di coerenza in questo campo.
-b. Prendete ciò come un'occasione di scoprire la grazia e non come uno sforzo per appagare Dio.
-c. Sottomettetegli la vostra volontà affinché la sua vita possa prendere più spazio nella vostra.

/ IV. La Chiesa: la Sposa di Cristo - un vero riflesso d'amore

L'amore di cui facciamo personalmente esperienza nella nostra relazione con Cristo può essere bloccato quando cerchiamo delle relazioni interpersonali. Un buon numero tra noi entrano in una relazione con Gesù sentendosi ancora timidi, mal equipaggiati e potenzialmente amari riguardo alla prospettiva di avere delle relazioni all'interno della Chiesa. Le esperienze passate sono state dolorose e provvedono a darci una debole motivazione quando si tratta di comunicare con delle persone dello stesso sesso e/o del sesso opposto inquadrate nella categoria "etero". Ma non dimentichiamo il tema biblico universale che spinge ogni cristiano a fare dell'amore il suo scopo ultimo, qualsiasi possa essere la sua storia, il suo ambiente o il suo passato. Non possiamo rispondere per gli altri; possiamo tuttavia affermare il nostro impegno verso questo scopo. Dio ce ne dà i mezzi.

A) Ogni cristiamo è uno strumento d'amore all'interno della Chiesa

1. Il nostro scopo è l'amore (1Giovanni 13,31).
"Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" (Giovanni 13,35).
La nostra definizione e le nostre attese d'amore si modificheranno lungo il percorso.
2. La Chiesa ha bisogno di ognuno, se vuole esprimere la pienezza e la profondità dell'amore di Dio.
3. L'amore di Dio diventa una realtà di guarigione quando cerchiamo di amarci gli uni gli altri. Gesù ci guarisce attraverso il suo popolo.

B) La Chiesa è uno strumento d'amore per ogni cristiano

1. L'impegno ha un prezzo; il non-impegno ci lascia indebitati.
2. Impariamo a sopportare gli altri e a dar loro l'occasione di sopportarci (Efesini 4,1-4; Galati 6,1-2).
3. Impariamo a rialzarci e ad aiutare gli altri a rialzarsi (Galati 6,5; Romani 15,1; Colossesi 3,16).
4. La sfida della diversità (1Tessalonicesi 5,14); diffidiamo dei clan e delle combriccole (Giacomo 2,1-5).
5. Una realtà evidente: siamo "piatti". Non otterrete forse quello che volete, ma questo può essere precisamente ciò di cui avete bisogno.

C) Purificati, completati dalla comunione con gli altri

La nostra nuova identità ha poco senso nell'isolamento sociale.
1. Gesù è il nostro avvocato in questo campo. Chiama alla vita la nostra vera identità e ci dà la possibilità di realizzarla all'interno della sua comunità.
2. Cristo utilizza certe relazioni autentiche internamente alla Chiesa per rivelarci i nostri bisogni, i nostri blocchi e le nostre carenze.

3. E per guarirli. Ogni vera guarigione dev'essere accompagnata da delle relazioni durature ed intime all'interno del corpo di Cristo.

4. Qualche consiglio pratico:
-a. Perdonate a coloro che vi hanno ferito o malcompreso all'interno della Chiesa.
-b. Unitevi ad una chiesa locale e cercate le occasioni di crescita.
-c. Siate costantemente ed attivamente disposti a crescere attraverso l'interazione con altri cristiani.
-d. Andate avanti e perseverate. Crescete attraverso i conflitti; non cercate di evitarli.

Tutti abbiamo un dono - la capacità di amare. Crescendo nel nostro impegno reciproco, notiamo che questa capacità riveste una dimensione unica per noi ed essenziale per gli altri. L'effetto è doppio. Innanzitutto, abbiamo la soddisfazione di vedere che la volontà di Dio si compie attraverso di noi. Secondariamente, ogni vita è al servizio di un bene più grande del bene individuale e contribuisce a rafforzarlo. Mettendoci al servizio gli uni degli altri permettiamo al Vangelo di Gesù Cristo di brillare con maggior splendore su questa terra e contribuiamo a preparare il suo ritorno.

"Nessuno può svilupparsi liberamente in questo mondo ed avere una vita realizzata senza sentirsi compreso al minimo da una persona. Nessuno può conoscersi attraverso l'introspezione, o nella solitudine del suo diario personale. E' invece nel dialogo, nell'incontro con altre persone, che ci conosciamo." (Paul Tournier)
"Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone, senza disertare le nostre riunioni, come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma invece esortandoci a vicenda; tanto più che potete vedere come il giorno si avvicina" (Ebrei 10,24-25).

- Letture raccomandate
Leggete il capitolo 12 di "Pursuing Sexual Wholeness" ("Verso una sessualità riconciliata"). Leggete pure le appendici 9 e 10 del manuale: "Uscire dal ghetto 'ex-omosessuale'" e "La Chiesa, la guarigione e voi". Rileggete anche il capitolo 6 "Ascoltare la Parola che guarisce" di "The Broken Image" ("L'immagine spezzata") di Leanne Payne.


- Domande
1. Fate fatica a credere che la Bibbia possa veramente comunicarvi la realtà e la presenza della Parola vivente? Cominciate con il Vangelo di Giovanni, leggetelo lentamente e fate l'esperienza della grazia di Dio che vi viene trasmessa dalla Scrittura. Meditate su alcuni versetti particolarmente significativi per voi.

2. La vostra esperienza cristiana è stata più fondata su dei principi e degli ideali che su una relazione con Cristo? Pregate perché questa fame di conoscere Gesù come vostro "fidanzato" o "amico" aumenti - ricevete in cambio il suo amore. Notate com'è difficile restare piatti davanti al Signore nella preghiera.

3. Prendete del tempo nei vostri momenti di raccoglimento con il Signore per attendere nella sua presenza ed ascoltarlo. Potete sentire la sua presenza? Cos'è che vi aiuta a preparare il vostro cuore a riceverlo? Quale ruolo gioca la vostra volontà nella necessità di prendere del tempo per ascoltare, pregare e ricevere qualcosa da Dio attraverso la sua Parola?

4. Sulla base di questo corso, fate la lista dei vantaggi e degli svantaggi di un impegno nella Chiesa. Ne esistono altri secondo voi? Perché si ha bisogno di voi nel corpo di Cristo, in senso lato?

5. Quali sono le vostre paure personali riguardanti il vostro impegno nella Chiesa? Se queste paure sono radicate nel rifiuto, coloro che vi hanno rifiutato sono quindi candidati al perdono. Volete perdonare loro?

6. Avete potuto gustare l'abbondante fedeltà di Dio per voi attraverso alcune relazioni nella Chiesa? La pienezza di Cristo non può essere completamente conosciuta se non attraverso delle intime relazioni umane centrate in lui. Cogliete questa realtà!