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domenica 10 febbraio 2008

Omosessualità: Il nostro VERO IO eterosessuale



IL NOSTRO VERO IO ETEROSESSUALE


(Una sana eterosessualità)


Eterosessualità? A un certo momento della mia vita, la sola prospettiva di relazioni con il sesso opposto mi appariva come una camminata sulla luna, un'avventura su un terreno totalmente estraneo, qualcosa di molto, molto lontano. 

Adesso, mi sveglio ogni mattino a fianco di una donna che fa veramente parte di me e di tre bambini che riflettono gioiosamente la mutua unione di Annette e mia. La mia vita è permeata di creatività e di ricchezza emozionale; attribuisco una gran parte di queste benedizioni alla generosità che Dio mi ha manifestato attraverso la mediazione di mia moglie e della mia famiglia. Al contrario, i rapporti omosessuali mi sembrano essere ormai una camminata sulla luna: senza centro di gravità, stranieri e privi di ogni carattere naturale.

Il mio emergere nell'eterosessualità mi ha liberato e permesso di radicarmi su dei fondamenti solidi e di abbeverarmi abbondantemente alla fonte delle migliori intenzioni di Dio per me e le mie relazioni. I benefici emozionali, fisici e spirituali dell'omosessualità mi sembrano ora rientrare nel campo dell'abuso, se li oppongo ai benefici meravigliosamente molteplici che ho scoperto nell'eterosessualità.

E questa è sempre stata l'intenzione di Dio. Egli creò l'umanità affinché gli uomini e le donne lo riflettessero e lo rivelassero nella loro mascolinità e femminilità (Genesi 1,26-27; 2,18-25). In altre parole, il Creatore ci ha affidato il temibile e meraviglioso privilegio di riflettere la sua pienezza in sane relazioni eterosessuali! Questo vuol dire che Dio desidera che noi, sue creature, prendiamo coscienza del nostro vero potenziale eterosessuale.

Non soltanto l'eterosessualità esprime la pienezza divina, ma risveglia pure una parte addormentata di noi stessi; abbiamo così la libertà di nominare questo desiderio (ispirato da Dio) di alleviare la nostra solitudine con delle relazioni eterosessuali e di realizzarle. Invece di vederci errare nel deserto di intense relazioni cicliche con delle persone dello stesso sesso, Dio vuole che cresciamo e che ci riprendiamo il nostro vero io eterosessuale per avere la libertà di entrare in relazioni eterosessuali mature e appassionanti!

In quanto partecipanti della creazione eterosessuale di Dio, abbiamo ricevuto la chiamata di vivere il nostro vero io eterosessuale. Ma questa capacità di comunicare in modo eterosessuale in maniera sana e solida non è qualcosa che possediamo alla nascita. Dio chiama Adamo ed Eva a diventare uno in un'alleanza eterosessuale; questa chiamata è una chiamata di adulti. Quindi, noi cresciamo verso l'identità eterosessuale alla quale siamo tutti chiamati. In altre parole, il Creatore ci dona nella sua grazia il potere di rivelarlo attraverso relazioni eterosessuali, ma questa rivelazione relazionale fa parte di uno sviluppo; vi accediamo un passo per volta.

Questo assomiglia molto all'apparente paradosso della vita cristiana: da una parte Cristo ci definisce in quanto nuove creature - liberate dal peccato e consapevoli della sua presenza - e d'altra parte la riconoscenza e l'integrazione quotidiana di questa posizione è un processo lento e talvolta sconcertante. E' lo stesso con il nostro io eterosessuale: possediamo la capacità di avere delle relazioni eterosessuali, realtà di cui dobbiamo appropriarci malgrado i nostri sentimenti contrari. Allo stesso tempo, dobbiamo ammettere onestamente che la pratica della nostra vera identità eterosessuale è un processo che affrontiamo man mano che cerchiamo di emergere verso ciò che Dio ha sempre voluto per noi.

In altri termini, non possiamo negare la tendenza dell'anima che alternativamente aspira e poi resiste ad un'autentica crescita verso delle relazioni eterosessuali mature.
Il rapporto che intratteniamo con la maturità è un rapporto ambivalente di odio-amore. La vogliamo, ma ne abbiamo terribilmente paura. Vedete, da una parte siamo delle creature che portano l'immagine di Dio, dall'altra siamo limitati dalle nostre fratture.

 Il nostro emergere verso l'eterosessualità è stato ostruito dall'influenza del peccato nelle nostre vite: il peccato che gli altri ci hanno fatto subire, ma anche le nostre reazioni ed iniziative personali macchiate di peccato. Il cammino che porta all'eterosessualità è quindi un potenziale campo minato, pieno di esplosivi nascosti soggiacenti in ferite del passato e nei concetti deformati che vi hanno preso radice.

Gli uomini che hanno un'ambivalenza dinanzi al sesso opposto possono infatti avere una simile paura. Le donne hanno preso in loro delle proporzioni più grandi che mai e sono considerate come degli esseri insaziabili nei loro bisogni affettivi, che chiedono sempre di più agli uomini. Gli uomini che hanno un'ambivalenza dinanzi al sesso opposto temono di essere superati dai bisogni delle donne! Questa paura è spesso legata a delle donne importanti della loro infanzia, per esempio una madre che cerca indebitamente di appoggiarsi a suo figlio per trovare in lui un sostegno emozionale ed affettivo.

Nei due casi, gli uomini e le donne che hanno un'ambivalenza dinanzi al sesso opposto hanno interiorizzato le relazioni spezzate del loro proprio passato. Le donne portano nei loro cuori l'immagine deformata di uomini che sono esseri aggressivi e dediti al sesso, incapaci di mantenere con una donna una relazione sensibile e soddisfacente sul piano affettivo; quanto agli uomini, sono incatenati ad un'immagine della donna divorante e manipolatrice. Queste due immagini diventano la lente attraverso la quale gli individui vedono il sesso opposto e che perpetua questa deformazione nel presente, bloccando il potenziale di sane reazioni eterosessuali.

Queste immagini spezzate e interiorizzate devono essere sottomesse a Gesù. E' lui che ci libera dagli ostacoli che impediscono il cammino verso l'eterosessualità! Solo Gesù può restaurare in noi l'intenzione originale del nostro Creatore per la nostra identità sessuale; solo Gesù può portarci verso la volontà del Padre e permetterci di mettere in pratica la sua volontà per noi.

Gesù è morto per ogni deformazione e legame relazionale che ostacolano le sane reazioni eterosessuali. Vive ora come colui che dà la vita e ci offre la grazia di cui abbiamo bisogno per perdonare a coloro che, con i loro peccati e la loro ignoranza, ci hanno legato a delle false immagini del sesso opposto. Non appena abbiamo perdonato a coloro che hanno fatto di noi dei prigionieri, Gesù ci dà il potere di lasciare questa posizione misera ed immatura affinché i nostri pensieri e i nostri cuori possano essere rinnovati e riconoscere ciò che vi è di buono e di desiderabile nel sesso opposto.
Questa guarigione non può cominciare che dal momento in cui riconosciamo le parole, le immagini e le altre reazioni viscerali che abbiamo dinanzi al sesso opposto. Possiamo così prendere consapevolezza che alcune relazioni correnti scatenano talvolta una reazione sproporzionata dinanzi al sesso opposto. Un piccolo errore o una negligenza da parte dell'altro viene interpretata come un abuso o una manipolazione. Quand'è così, fermatevi e ponetevi la domanda: "Da dove proviene questo? Perché quest'uomo o questa donna provocano una tale reazione in me?" Poi scavate ancora un po' di più. Cercate l'aiuto del Signore come pure l'assistenza di un consigliere o di un amico maturo per scoprire le relazioni della vostra infanzia che sono al centro della vostra ambivalenza dinanzi al sesso opposto.

E' essenziale entrare in contatto con la ferita e la collera che sono sorte a causa di un cattivo modo di trattare, di abusi paterni o di una relazione inappropriata con la madre. Chiamate le cose con il loro nome; osate provare l'emozione che non avete potuto esprimere nella vostra infanzia o nella vostra adolescenza.

Osate anche cercare il volto di Gesù e cominciate a perdonare a coloro che vi hanno lasciato un'immagine così deformata del sesso opposto. Domandate a Gesù una rivelazione chiara del modo in cui l'opera della croce si applica precisamente all'offesa e all'offensore. Poi scaricatevi su di lui dell'offesa e lasciategliene assumere il peso. Proprio come vi ha perdonato i vostri peccati, offrite il vostro perdono ai membri del sesso opposto che vi hanno sminuito nella vostra identità sessuale ed hanno tradito la vostra fiducia.

Il perdono scaccia le parole, immagini ed emozioni oscure che vi hanno comunicato un'immagine deformata del sesso opposto. Nella preghiera, domandate a Gesù di prenderle.

La sua grazia penetra il vostro cuore e fornisce un canale nel quale i foschi resti nati dalle vostre relazioni spezzate e malsane con il sesso opposto possono riversarsi. Lasciate che le acque vive del Signore vi purifichino da queste immagini deformate, serbate da tanto tempo. Ricevete anche la purificazione del vostro cuore.


Il Padre desidera preparare il vostro cuore a ricevere nuove immagini, nuove parole e desideri che vi mostrino il sesso opposto in modo positivo. Dato che avete perdonato a vostro padre o a vostra madre, permettete al Signore di rivelarvi le buone qualità che ciascuno possedeva.

Cercate anche dei modelli sani di uomini e di donne che possano fornirvi una nuova comprensione delle buone qualità del sesso opposto e delle relazioni eterosessuali in generale. La vostra volontà di cercare la comunione fraterna con delle persone al di fuori dell'"arena omosessuale" è un passo determinante in questo processo. Cominciando a percepire tutto ciò che vi è di completo nelle sane relazioni eterosessuali, potete così procurarvi una visione nuova dell'eterosessualità. Nel più profondo di noi stessi si risveglia allora quel desiderio assopito d'intimità con il sesso opposto.

Vorrei darvi ora qualche suggerimento pratico per aiutarvi ad affrontare quei nuovi desideri che emergeranno in voi:

a) Ricercare l'amicizia di persone del sesso opposto

Intendo qui un impegno ad incontrare gli altri come persone reali e desiderabili e non una chiamata al matrimonio e alla famiglia. Come potreste prendere un impegno per la vita verso qualcuno che non avete neppure imparato a stimare, ad apprezzare in quanto essere umano e membro del sesso opposto? Lasciate che i vostri sentimenti negativi emergano alla superficie ed affrontateli in modo costruttivo prima che si proiettino falsamente sulla vostra amica(o). Con pazienza e compassione, ditele(gli) la verità con amore se avete l'impressione che vi sia dell'abuso o della manipolazione nella vostra amicizia.

b) Un controllo sano nell'amicizia

Una delle più grandi sfide che affronterete in un'amicizia con il sesso opposto è la necessità di imparare il sottile equilibrio tra la perdita di controllo e il mantenere il controllo. La prima tendenza sarà quella di trincerarvi dietro il solido muro del distacco difensivo. Vi proteggete così non offrendo il vostro cuore. Ciò darà un'amicizia "sicura" ed emozionalmente sterile. La fiducia nel Signore e una fiducia crescente nella vostra amica(o) devono incitarvi ad abbandonare sufficientemente il bisogno di controllare, affinché possiate permettere alla vostra amica(o) di toccare il vostro cuore. Non appena questi muri cominciano a crollare, diventate liberi(e) di ricevere i bei doni che la vostra amica(o) del sesso opposto può offrirvi.

Bisogna tuttavia restare realisti e sapere che lei(lui) può avere un sacco pieno di un "misto" di regali. Questa realtà, associata al fatto che una parte della vostra difficoltà a comunicare con il sesso opposto è legata al sentimento estremo di non poter controllare le cose (a causa, per esempio, di un abuso sessuale o di una manipolazione emozionale da parte di un genitore), esige che impariate a stabilire dei confini appropriati nella vostra amicizia.


Per esempio, quando la vostra amica(o) comincia a chiedere un livello d'intimità e d'impegno per il quale non vi sentite pronti(e), usate il controllo che vi spetta spiegando che non siete ancora pronti(e). Abbandonare il controllo, ma anche saperlo utilizzare quando necessario, è d'importanza vitale per il mantenimento della relazione.


c) Un sostegno necessario


Assicuratevi che la relazione sia centrata sul Padre e vissuta con il sostegno e la luce della Chiesa. Se la vostra amicizia con la persona del sesso opposto deve svilupparsi e diventare una relazione più sentimentale, occorre che il vostro centro sia più grande che questa nuova passione. Dovete, nello stesso tempo individualmente e in quanto coppia, cercare innanzitutto il Padre.

Avrete anche bisogno del sostegno e dei consigli di fratelli e sorelle nella fede. L'intrepido nuovo mondo delle relazioni eterosessuali necessita degli incoraggiamenti e dell'obiettività di amici sicuri. Le paure che vi ispira la vostra relazione potranno essere superate grazie agli avveduti consigli di coloro che vi aiuteranno a vedere chiaramente ed obiettivamente la realtà, come pure dalla vostra propria capacità di fare i passi che occorrono.


d) La necessità di essere onesto

E' altresì importante essere franchi con la vostra amica(o) quanto al vostro passato e alle vostre lotte presenti. Abbiamo la tendenza a mettere l'accento sul passato e a mettere tra parentesi le lotte presenti, dando così alla nostra amica(o) un'impressione irrealista: "Sono guarito(a), non c'è nessun problema." Vogliamo apparire guariti e perdiamo di conseguenza il sostegno e gli incoraggiamenti del nostro partner che ci aiuterebbero tuttavia a combattere i conflitti omosessuali che sussistono. La vera intimità non può esistere che tra due esseri che si aprono l'uno all'altra e si incontrano senza maschera.


Questa messa a nudo implica al contempo la necessità di essere libero di parlare delle proprie tentazioni omosessuali, l'entrata progressiva in una sana e completa eterosessualità e la possibilità di gestire con il proprio partner le amicizie con delle persone dello stesso sesso. Senza questa onestà, una parte del vostro io resta chiusa ed impedisce così l'intimità tra il vostro partner e voi. Invece, il fatto di confessare onestamente le vostre lotte omosessuali può in realtà condurre ad un'autentica intimità! Una tale onestà dev'essere vissuta prima del matrimonio. Può richiedere un aiuto esterno, ma deve diventare parte integrante della relazione. Se i partner non sono coscienti del bisogno di affrontare insieme in maniera realista certi aspetti della lotta omosessuale, entreranno nella vita coniugale con un'accresciuta vulnerabilità all'inganno ed una capacità all'intimità minacciata di continuo.


e) Gustate la differenza!

Che ogni spiegazione sulla guarigione, la necessità di stabilire dei confini nelle vostre amicizie e di essere onesti non vi impedisca di gioire della presenza di questa persona formidabile davanti a voi! Sono costantemente meravigliato dalla differenza tra Annette ed io. Lei è ispirata dalla sua femminilità; e sa anche chiamare alla vita una mascolinità ispirata in me.

Siamo impegnati in un'unione creativa che sa trovare il meglio nell'altro e fare di noi un tutto. Non franintendete: abbiamo anche i nostri problemi! Ma invece di un'unione omosessuale in cui il desiderio di completarsi non può essere mai appagato, Annette ed io scopriamo una pienezza nella nostra relazione che coinvolge tutto ciò che siamo in quanto uomo e donna. Ci rallegriamo insieme dell'immenso privilegio che Dio ci ha dato di riflettere la sua immagine in un'unione eterosessuale sana. Che Dio vi doni la stessa grazia!