domenica 3 febbraio 2008

Omosessualità: La Chiesa, la Guarigione e Voi

Andy Comiskey - fondatore di Deserrt Stream
LA CHIESA, LA GUARIGIONE E VOI
Desert Stream




La guarigione della persona omosessuale non è fondamentalmente diversa dalla guarigione di qualsiasi altro peccatore. Sebbene i sintomi delle fratture interiori possano differire, la fonte della guarigione - Gesù Cristo e la sua Chiesa - resta la stessa. Ogni cristiano deve confessare la confusione nella quale si trova riguardo alla sua identità o alle sue relazioni con gli altri, e ricevere in cambio la sua nuova identità in Cristo. 

Noi tutti abbiamo bisogno di essere guariti dalle ferite del passato e dai nostri comportamenti malsani e dipendenti da queste ferite. Ogni cristiano ha bisogno di un sostegno permanente per imparare a rialzarsi e a camminare nella sua nuova identità e  per diventare un membro vitale e amorevole della famiglia di Dio. Di conseguenza, dobbiamo considerare l'itinerario dell'omosessuale verso l'integrità in base alla chiamata che ogni credente riceve nella sua vita.

Quando separiamo la guarigione dell'omosessuale dal suo più ampio contesto rinforziamo l'idea erronea e corrente che l'omosessuale è stato, è e sarà sempre, irrevocabilmente diverso dalla popolazione "etero". E' così che i vecchi pregiudizi nei confronti degli "etero" vengono  consolidati. Questa falsa empatia, che omette di esortare la persona ad accogliere e a sperimentare la sua nuova identità, non fa che atrofizzare l'anima. I sintomi più ricorrenti di questo  squilibrio sono lo scoraggiamento e la disperazione.
In effetti, non possiamo che essere scoraggiati e disperati quando  il cammino cristiano si limita ad associarci ad una categoria di persone il cui punto di riferimento è una nevrosi sessuale! Senza la presenza permanente di Cristo attraverso il suo corpo, l'omosessuale può essere incline a conformarsi sempre più al suo problema piuttosto che ad essere trasformato dalla soluzione in Cristo.

Questa soluzione passa attraverso un impegno verso Cristo sotto l'aspetto della sua Chiesa. E' qui che il problema omosessuale di un individuo può essere affrontato, non come peccato mortale, ma come una distorsione tra le tante che necessita della grazia e della verità di Cristo. E' veramente liberante abbandonare i muri della propria "differenza" e trovare in un fratello o in una sorella il riflesso del cammino che porta fuori dall'omosessualità. Per esempio, parlando con un amico che non aveva mai provato dei desideri omosessuali, ho constatato che la sua eterosessualità non gli impediva di avere dei dubbi sulle sue capacità maschili, di cadere nel narcisismo o di soffocare certi desideri eterosessuali. Ho preso coscienza che le mie vulnerabilità non erano radicate nell'omosessualità, ma in tematiche comuni all'umanità nel suo insieme. Questa presa di coscienza mi ha dato la libertà di deporre tutte le mie preoccupazioni in Gesù e di condividerle con questo fratello; l'ho fatto, non in quanto misero omosessuale ma in quanto uomo di Dio che aveva bisogno del suo aiuto.

Un altro errore che emerge quando la guarigione dell'omosessuale avviene al di fuori della Chiesa tocca la Chiesa stessa. Essa perderà la testimonianza potente della restaurazione dell'omosessuale; sarà privata della gioia di vedere che Dio desidera darsi entrando di persona nelle parti più profonde delle nostre fratture e di stabilirvi un'opera nuova. Riferendosi al desiderio di Dio di restaurare il suo popolo, i profeti hanno proclamato: "Porrò una via nel deserto e fiumi nella terra arida" (Isaia 43,19).


La restaurazione dell'omosessuale deve spingere i membri della Chiesa a cercare la potenza rigeneratrice di Dio non solo per l'omosessuale, ma anche perché alcuni temi della lotta dell'omosessuale rigiardano anche loro, cioé  i membri della chiesa che sono eterosessuali. Per esempio, una donna eterosessuale ci ha detto, dopo aver terminato il nostro programma di venti settimane, che ogni punto del programma si applicava in modo dinamico  anche a lei, che era stata schiava di relazioni eterosessuali illecite e divoranti. Un uomo mi ha spiegato l'altro giorno in chiesa che la mia apertura nei confronti del mio passato omosessuale gli aveva dato il coraggio di affrontare i legami della concupiscenza eterosessuale nella sua propria vita. Dio non cessa di rivelare che le chiavi che diamo per la redenzione sessuale sono necessarie tanto all'eterosessuale quanto all'omosessuale. Se, in quanto ministero, non ci rivolgessimo al corpo di Cristo nella sua interezza,  tutti i membri ne soffrirebberro: omosessuali ed eterosessuali.

L'omosessuale ha bisogno del corpo di Cristo tutto intero se vuole essere guarito; al contempo, il corpo di Cristo ha bisogno  della potente testimonianza di guarigione dell'omosessuale, come testimonianza profetica della profonda miseria dell'uomo e della non meno profonda guarigione che il nostro Dio gli offre. Mi rivolgo qui a coloro che sono usciti dall'omosessualità e che si trovano ancora in una posizione transitoria, come pure a coloro che hanno lavorato nei ministeri per gli omosessuali: "Sappiate che voi avete bisogno della Chiesa e la Chiesa ha bisogno di voi!" Cercare di guarire, o di essere uno strumento di guarigione per gli altri al di fuori dell'appoggio della Chiesa è come tentare di avviare la pompa di un pozzo prosciugato. I mezzi di cui abbiamo bisogno per trovare la completezza esistono in Cristo, ed egli ce li offre attraverso il suo corpo.

"Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso. Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone, senza disertare le nostre riunioni, come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma invece esortandoci a vicenda; tanto più che potete vedere come il giorno si avvicina" (Ebrei 10,23-25).