lunedì 10 marzo 2008

Omosessualità: paura, isolamento, invidia



Paura, Isolamento, Invidia



Tratto dal libro "This way out" (Capitolo I) di Frank Worthen
Presidente di
New Hope Ministries




RINUNCIA

Non tutti, ma forse la maggior parte degli omosessuali (i maschi in particolare) si sono in qualche modo “tirati indietro” durante la prima infanzia. Se il bambino ha avuto un padre assente o anche soltanto emotivamente assente, egli si sente vulnerabile, esposto e senza protezione di fronte al mondo. Questa tendenza a ritrarsi produce tre effetti collaterali negativi: paura, isolamento e invidia.


PAURA

Penso che la maggior parte di noi, che ci occupiamo di seguire e dare consigli a persone in difficoltà, sia omosessuali che eterosessuali, abbiano scoperto che dietro le fobie, dietro il comportamento eccentrico e anormale di una persona vi sia una profonda paura dell’abbandono che nasce nella prima infanzia. Sebbene questa paura possa non essere la causa primaria, è certamente una delle principali cause dei disturbi della personalità. Poiché il padre è simbolo di protezione, un padre che offende ha perciò tradito il compito datogli da Dio di proteggere la sua famiglia. Se egli è temuto allora non si può contare su di lui per difendere la famiglia contro gli attacchi dal mondo.

Anche il padre indifferente ha rinunciato al proprio ruolo e in un certo senso egli è più dannoso per lo sviluppo del bambino del padre ingiurioso. Quando il bambino constata che il proprio padre resta inerte mentre egli combatte le proprie battaglie, considerà ciò come la prova “fisica” del fatto che suo padre non lo ama. Questo padre emotivamente assente ha abbandonato il proprio figlio quanto o forse più di un padre totalmente assente. Quando un padre è completamente al di fuori della vita di un bambino c’è la possibilità che il bambino si faccia un’idea positiva del padre. Egli può fantasticare immaginando che se suo padre fosse presente si prenderebbe cura di lui e lo amerebbe. Il padre indifferente e presente non rende possibile questo genere di fantasia. Per questo motivo nascono risentimenti profondi che assumono in seguito ruoli significativi.

I padri sono spesso chiamati “le finestre sul mondo” e i ragazzi, durante la crescita, hanno bisogno della conoscenza, dell’abilità, di un modello e della protezione che solo un padre può dare. Senza tutto questo il bambino può estraniarsi dal mondo e iniziare a sprofondare nel proprio mondo fantastico, troppo timoroso per funzionare nel mondo quotidiano reale.


ISOLAMENTO

La mancanza di una figura modello dello stesso sesso crea problemi con il proprio gruppo di coetanei.
Se un bambino ha soltanto l’influenza di sua madre nella propria vita egli reagirà nei confronti del mondo nello stesso modo in cui pensa che sua madre reagirebbe.

Questi bambini si identificano con la propria madre. Assumono la sua postura i suoi manierismi, i suoi atteggiamenti, anche le sue espressioni facciali… Io lo chiamo un “modellamento psicosomatico”. Psicosomaticamente, hanno assunto a modello la propria madre (Charles Socarides M.D. in A Freedom Too Far, Adam, Margrave Books. P. 108).
Purtroppo, i suoi coetanei lo prenderanno in giro per la sua effeminatezza (la sua diversità) e lo ridicolizzeranoo, escludendolo dal loro circolo. In questo modo l’isolamento gli viene imposto con la forza.

Anche la bambina che ha sviluppato una forte identità con il padre si ritroverà a volte separata dal suo gruppo di coetanee e dai loro interessi. Spesso proverà risentimento per il loro approccio femminile alla vita e si auto-escluderà dall’interazione con esse.

Uno dei principali problemi dell’omosessualità è la mancanza di un senso di appartenenza o affermazione. Il rifiuto da parte dei coetanei può avere un ruolo importante nel confermare la diversità di un bambino e la sua inaccettabilità. I ragazzi “ diversi” spesso si trovano di fronte ad una “appartenenza negata” (restare fuori dalla cerchia di coetanei desiderando intensamente di entrarvi) e ad una “intimità negata” (non poter condividere i segreti e il cameratismo del gruppo). Forse, ancora più importante è il fatto che questo ragazzo sceglierà di proposito l’isolamento poiché l’interazione sociale gli provoca sofferenza e rifiuto.


INVIDIA

È naturale che il bambino che ha provato il dolore del rifiuto inizi ad invidiare chi viene accettato. Comincia un processo che, se portato alla sua conclusione, condurrà a ciò che i gay chiamano il loro “orientamento”. Iniziando con una semplice comparazione tra sé e gli altri, il ragazzo arriverà alla decisione e alla ammissione di non essere uguale ai propri coetanei.

Egli giungerà alla conclusione di non essere in grado di soddisfare gli standards del proprio gruppo di coetanei. Inizia un ritiro dalla competizione rinunciando a prendere delle iniziative con i propri amici e restando sempre indietro. Alla fine rinuncerà del tutto ammettendo la propria inadeguatezza.

Tutto ciò genera ammirazione per coloro che in un certo senso sono “migliori”. Possono essere più belle, più muscolosi o più intelligenti e una quantità di altre cose. Essi provano ammirazione prevalentemente per coloro che non hanno paura di prendere l’iniziativa, per coloro che hanno il coraggio e la forza di mantenere il proprio valore contro gli attacchi degli altri. A un certo punto questa ammirazione si tramuta in invidia e in un forte desiderio di possedere. Di solito c’é una persona in particolare che è oggetto di questa invidia e ammirazione. Desidera fortemente che questa persona diventi il suo “migliore amico” o la sua “migliore amica”. Fantastica di essere solo con lui/lei e di poter rapportarsi intimamente con lui/lei.

Durante la puberta, con l’emergere del desiderio sessuale, questo desiderio semplicemente si fissa su ciò che era già stato il centro d’interesse della vita del bambino, su ciò che era oggetto della sua ammirazione e invidia. In questo modo, l’invidia viene erotizzata. In molte vite, questo processo non raggiunge questa conclusione. Ma, per la persona omosessuale, il desiderio per qualcuno dello stesso sesso sembra del tutto naturale in quanto è iniziato come desiderio non sessuale. Decenni più tardi la persona omosessuale può ancora essere alla ricerca di un sostituto di questo “primo amore”.


SOMMARIO

Pensiamo che il modello dell’omosessualità si sviluppi nel lungo periodo che va dalla primissima infanzia all’adolescenza. Per questo motivo può sembrare innata o costituzionale. Durante la pubertà, la persona diventa consapevole che questo interesse per persone dello stesso sesso non è normale e che i suoi coetanei iniziano ad avere interessi eterosessuali.

Spesso subentra il panico quando si accorgono che non si tratta soltanto di una fase transitoria ma che potrebbe durare per tutta la vita. Questa rivelazione è talvolta seguita da ciò che potrebbe essere descritto come un processo del dolore. E’ un fase caratterizzata da incredulità e diniego che può essere seguita da un periodo di quasi totale isolamento, pianto e depressione. E’ a questo punto che molte persone che non sono mai state “religiose” si rivolgono alla religione in ricerca di un cambiamento immediato nella loro vita.

All’età di sedici anni, ricordo di aver chiesto a Dio, piangendo, di prendere la mia vita oppure di cambiarmi. Dio mi ha cambiato ma i suoi tempi erano molto diversi dai miei. Lo ha fatto dopo tre decenni. Non è stato il cambiamento istantaneo che desideravo, ma la trasformazione è iniziata allora.

Poiché la maggior parte delle persone non cambia istantaneamente, spesso prova una profonda rabbia e amarezza. L’interesse personale deventa il proprio scopo e la persona decide di trarre il massimo da questa situazione infelice. L’auto-commiserazione spingerà alcuni a tentare il suicidio.

Coloro che sono stati Cristiani si trovano di fronte a una decisione molto difficile. Mettere in pratica i propri desideri oppure no? Questo conflitto può durare molti anni. Le persone che scelgono di avere rapporti omosessuali provano spesso sensi di colpa e rimorso per le proprie azioni perché sanno che le Scritture si oppongono chiaramente a questo comportamento.

Alcuni tenteranno di giustificare il proprio stile di vita alterando l’interpretazione prevalente dei passi della Bibbia che riguardano l’omosessualità. Ma nel loro intimo non riescono a liberarsi della tormentosa sensazione di essere nel peccato.