lunedì 3 marzo 2008

Omosessualità: Trasferimento di identità


Trasferimento di identità


Tratto dal libro "This way out" (Capitolo I) di Frank Worthen
Presidente di New Hope Ministries





PERCHÉ GLI OMOSESSUALI SONO COSÌ SICURI DI ESSERE NATI GAY?

Per prima cosa, l’idea che esista la possibilità di scegliere se restare o no omosessuale fa paura e costituisce una minaccia. La persona gay ha realmente investito sulla sua identità. Molte persone gay hanno lottato con i sentimenti omosessuali per anni prima di accettare l’etichetta “omosessuale” per le loro vite. Accettando questa identità essi pongono finalmente fine a questa difficile lotta e provano un senso di sollievo per aver messo fine a un periodo traumatico della loro vita. Il pensiero di ritornare a vivere nell’incertezza è visto come qualcosa di molto minaccioso che mina la loro fiducia nella propria identità.

Secondo, la maggior parte delle persone gay non riesce a ricordare un periodo in cui è non hanno provato sentimenti omosessuali. Essi credono veramente di essere nati omosessuali. Ciò che la ricerca ha dimostrato è che le scelte che facciamo nella vita hanno le loro radici nei primi anni di vita.

Si è scritto che un bambino sa già nei suoi primi sei mesi di vita se è desiderato oppure no. Dai 18 ai 36 mesi la sua identità di genere si è già formata e diventa difficile cambiarla. Per questo non sorprende che il messaggio che giunge dalla comunità gay che una persona “nasce gay” viene accettato senza discutere.

Non stiamo dicendo che le persone diventano omosessuali all’età di tre anni, no. Ma le radici dell’omosessualità e di molti altri disturbi della personalità esistono già a quell’età.


LA RADICE PIÙ PROFONDA DELL’OMOSESSUALITÀ

Da quando è iniziato il ministero LOVE IN ACTION nel 1973, abbiamo seguito molte migliaia di omosessuali e abbiamo imparato molto riguardo questa condizione. Noi crediamo che la radice più profonda dell’omosessualità sia la frattura dei legami relazionali all’interno della famiglia. Tale frattura genera una mancanza del senso di appartenenza o una mancanza di affermazione.

La sicurezza di un bambino dipende da un triplice legame: il legame della madre con il bambino, del padre con il bambino e quello troppo spesso trascurato del padre con la madre.

Qualsiasi frattura in questo triangolo genererà insicurezza nel ragazzo. È importante notare che anche se la rottura non è reale ma è soltanto percepita come tale dalla bambino, il risultato è lo stesso.

È facile vedere come il padre sia di vitale importanza nello sviluppo del figlio maschio. Il figlio ha bisogno di poter rispettare, onorare e desiderare di essere come suo padre affinché il trasferimento di identità possa aver luogo.


CHE COS’È UN TRASFERIMENTO DI IDENTITÀ?

Un bambino ha bisogni che soltanto suo padre può soddisfare, lo stesso vale per la bambina con sua madre. I bisogni di un bambino possono essere riassunti in tre parole: forza, potere e protezione. Il ruolo maschile è quello di dare inizio, il ruolo femminile è quello di rispondere. Questi devono essere i tratti predominanti sebbene vi sia sempre una naturale commistione dei ruoli.

È normale che a volte siano i maschi a rispondere e, viceversa, che le femmine prendano l’iniziativa. È di vitale importanza che il bambino sviluppi una personalità attiva piuttosto che passiva. Egli deve diventare una persona capace di rischiare. Sotto la protezione di suo padre egli si sente libero di esplorare il suo mondo e di apprendere attraverso una serie di tentativi ed errori.

La forza, il potere, la protezione di suo padre rendono ciò possibile. Egli è felice di questa relazione con il proprio padre, sapendo che il padre desidera che lui possieda queste caratteristiche in sé, in modo da potersi rendere indipendente. Questi sentimenti positivi verso il proprio padre si trasformano in amore, affermazione e un senso di appartenenza. Egli si sente sicuro nell’identità di suo padre e accetta quell’identità per se stesso.


COS’È CHE SPINGE LE PERSONE GAY AD USCIRE PER CERCARE UN PARTNER SESSUALE?

Sebbene la maggior parte di essi non ne siano consapevoli ciò che cercano non è il sesso ma è l’intimità. Essi cercano in un altro uomo gli elementi di quell’amore genitoriale che gli è stato negato. Gran parte della ricerca omosessuale riguarda la sostituzione del padre, è un tentativo di trovare quella forza, potere e protezione in una figura maschile. Infatti, una delle indicazioni che un maschio ex gay é pronto per il matrimonio si ha quando il desiderio di essere protetto è stato sostituito dal desiderio di proteggere.

Anche la bambina ha bisogno di un trasferimento di identità, ma di natura molto diversa. Il desiderio di essere protetta è normale e giusto. Dovrebbe sviluppare, attraverso suo padre, una tale fiducia negli uomini da far nascere in lei il desiderio di avere un giorno il suo speciale protettore. Deve giungere a considerare il ruolo femminile e la maternità desiderabili ed appaganti. La bambina sviluppa una saggezza piuttosto diversa da quella del maschio. Non deve considerare il ruolo femminile come degradante o umiliante. Deve ringraziare Dio di averla creata donna. “La donna che teme Dio è da lodare,” (proverbi 31:30).

Il padre è importante anche per la bambina. Nell’affermarla, nell’amarla incondizionatamente approvando la sua femminilità egli la prepara ad un sano sviluppo eterosessuale. Quando il padre esprime il suo amore per la figlia e quando la bambina é testimone di un forte legame di amore tra suo padre e sua madre, essa riesce a percepire la bontà del rapporto eterosessuale. Pertanto, il padre deve fornire stabilità e sicurezza sia al bambino sia alla bambina.


RADICI NON SESSUALI

Le radici più profonde dell’omosessualità sono pertanto non-sessuali. Il desiderio di interazione sessuale è una conseguenza di un semplice desiderio di amore, sicurezza, affermazione e semplicemente di qualcuno che dica “sei OK”.

RINUNCIA

Non tutti, ma forse la maggior parte degli omosessuali (i maschi in particolare) si sono in qualche modo “ritirati” durante la prima infanzia. Se il bambino ha avuto un padre assente o anche soltanto emotivamente assente, egli si sente vulnerabile, esposto e senza protezione di fronte al mondo. Questa tendenza a ritrarsi produce tre effetti collaterali negativi: paura, isolamento e invidia.