sabato 5 aprile 2008

Dieci principi per aiutare gli omosessuali



Dieci principi
per aiutare gli omosessuali


Tratto dall'opuscolo
La guarigione per gli omosessuali

  di Brick Bradford


                 Circa quattro anni fa mi fece visita nel mio studio un giovane che chiamerò con il nome fittizio di Jeff. Jeff, sua moglie e i loro tre figli erano stati ospiti in casa mia in diverse occasioni ed io sapevo che Jeff era un cristiano profondamente convinto.

“Che cosa ti porta a Rochester?” Gli dissi mentre ci stringevamo la mano. “Sei qui per affari o per piacere questa volta?”
“Ebbene… forse dovrei dire per affari”, Jeff appariva insicuro, poi disse tutto d’un fiato, “senti, Bill, so che avrei dovuto chiamarti prima. Intendo dire, so che sei molto indaffarato e tutto il resto- ma ho un problema e devo parlarne con qualcuno adesso altrimenti impazzisco!”

L'angoscia di Jeff era così evidente che diedi immediatamente istruzioni alla mia segretaria di non passarmi le telefonate e di annullare i miei appuntamenti del mattino. Dopo averlo fatto sedere sulla poltrona vicino alla mia scrivania gli dedicai tutta la mia attenzione. Ciò che aveva da dirmi fu per me uno shock e un dolore al tempo stesso.

 
“Bill, sono omosessuale. Ho lottato contro questa cosa per anni e adesso credo di essere sul punto di perdere la battaglia. So ciò che la Bibbia dice riguardo l’omosessualità e so ciò che la Chiesa insegna. Trascorro ore ed ore in ginocchio confessando il mio peccato e promettendo al Signore di cambiare – ma semplicemente non riesco a trovare la forza di fermarmi. Che cosa farò, Bill? Che cosa mi accadrà? Che cosa accadrà a Sue e ai ragazzi?”
 
I suoi occhi si stavano riempendo di lacrime, e anche i miei. Volevo bene a quest’uomo come a un fratello e potevo sentire la sua sofferenza; ma mi chiedevo seriamente se esistesse un modo in questa terra per aiutarlo.

Gli studi che avevo compiuto fino ad allora non mi erano di aiuto nell’area dell’omosessualità. Gli scienziati del comportamento sembravano assolutamente convinti che questo problema così complicato e profondamente radicato fosse impervio a tutti i metodi terapeutici conosciuti. Il miglior consiglio che potevano offrire a coloro che avevano a che fare con persone omosessuali era, “aiutateli ad accettare se stessi per come sono e smettetela di sentirvi in colpa per il loro orientamento sessuale”. Ma Jeff era Cristiano, e anch’io. Non potevo dirgli, “continua peccare e non preoccuparti.”

Jeff riassunse il suo dilemma quando disse, “la parola di Dio dice che l’omosessualità è sbagliata, ed io lo credo. Dice anche che Gesù ha il potere di liberare gli uomini e di curarli. Credo anche questo. Non voglio essere schiavo di desideri omosessuali; desidero essere liberato. La questione è, come? Come posso appropriarmi del potere di guarigione di Gesù? Gesù libera tutte le persone che si sentono prigioniere - oppure ha abbandonato le persone come me?”


Se non fosse stato Jeff avrei potuto indirizzarlo verso qualcun altro - qualcuno con più esperienza nel trattare con gli omosessuali. Ma Jeff – ebbene, Jeff era troppo vicino, troppo speciale. Semplicemente non potevo dirgli che non avrei almeno tentato di aiutarlo.

Quello fu l’inizio del mio ministero di aiuto agli omosessuali. Jeff ed io decidemmo di vedere per conto nostro se le Promesse delle Scritture valgono anche per la persona omosessuale. Non avevo alcun piano o “metodo" quando abbiamo iniziato – soltanto una fede incrollabile nella parola di Dio e una forte convinzione che lo Spirito Santo c’è stato dato proprio per questo genere di situazioni impossibili.

Durante i due o tre anni seguenti abbiamo lavorato insieme per liberare Jeff dalla sua schiavitù. Contavamo fortemente sulla Bibbia quale nostro “libro di testo”; ma i metodi che abbiamo sviluppato sono scaturiti solamente da una serie di tentativi ed errori. Alla fine sono emersi 10 principi - principi che da allora ho applicato anche con altri omosessuali.

Dopo aver lavorato sia con uomini sia con donne, sia con laici sia con ministri del culto (incluso un prete cattolico), ho imparato che Gesù cura l’omosessuale. La grazia e il potere di Dio sono le fondamenta di questa guarigione. Essa dipende dalla Sua bontà e dal Suo amore e non dalla nostra saggezza o abilità.

Ciònonostante, i principi di base qui sotto elencati sembrano applicabili in ciascun caso con il quale ho lavorato. Spero che essi possano dimostrarsi utili ad altre persone che si trovano nella posizione di consigliere di persone schiave delle spinte omosessuali.


1. Nessuna guarigione può iniziare fino a quando la persona non riconosce ed ammette di avere un problema con il suo comportamento e i suoi atteggiamenti.
Il mero riconoscimento intellettuale non è abbastanza; ci deve essere anche un riconoscimento da parte del cuore del fatto che si tratta di un peccato. L'omosessualità é sbagliata perché contraria alla volontà di Dio. L’omosessuale cristiano che viene a chiedere consiglio dovrebbe essere indirizzato verso le Scritture che sopportano questa credenza. L’omosessuale, come l’adultero, l’assassino, il bugiardo e il ladro sta peccando contro Dio. Re David riconobbe questo principio quando confessò a Dio il suo peccato di adulterio: “contro te, contro te solo ho peccato”. (Salmo 51:4). 


2. Deve esserci un’ammissione di bisogno.
L’orgoglio di un individuo subisce un forte colpo quando la persona deve esprimere verbalmente il suo bisogno di una guarigione specifica, ma l’orgoglio è parte del suo problema di base. Il cuore di Dio si apre grazie a questo grido di aiuto. È difficile che qualcuno possa essere guarito se non riconosce di avere questo bisogno.



3. La persona omosessuale deve confessare il suo peccato a Dio e a un consigliere spirituale e chiedere a Dio di essere perdonato e purificato.
Secondo le Scritture (I Giovanni 1:9; Giacomo 5.16), anche questa confessione dovrebbe essere fatta verbalmente. Il consigliere deve quindi rispondere con un’assicurazione verbale di perdono, anch’essa basata su verità bibliche (I Giovanni 1:9). Spesso a questo punto della confessione raccomando un rito della Chiesa Anglicana e Cattolico Romana, chiamato “confessione della vita.” Con questo rito il penitente cerca di confessare tutti peccati del suo passato mentre lo Spirito Santo li fa affiorare alla sua coscienza. 


4. La persona che desidera guarire dove essere incoraggiata nel chiedere a Dio di donargli uno spirito di pentimento.
Internamente, lo spirito di pentimento implica un continuo sentimento di pentimento davanti a Dio, e un umile dipendenza da Lui per una continua purificazione e guarigione. Esternamente, si manifesta in una deliberata e volontaria inversione di comportamento. (La parola pentimento significa letteralmente “andare nella direzione opposta.”)


5. Il ministero dell’esorcismo o della liberazione dovrebbe essere preso in considerazione.
Alcuni omosessuali guariti testimoniano che l’esorcismo ha avuto una parte essenziale nella loro guarigione. Per mezzo di questo ministero ho visto molte persone liberate dal potere demoniaco che si era insinuato nelle loro vite attraverso l’orgoglio e l'egoismo, la menzogna, l’inganno, l’astuzia e l’ipocrisia, che sono così tipicamente parte degli atteggiamenti e del comportamento omosessuale e identificano il regno di Satana quale origine di questa perversione. Il potente legame tra la persona e l'omosessualità fornisce ulteriore supporto a tale identificazione.
 

6. Il consigliere deve continuare ad offrire la promessa che il cambiamento è possibile.
Dio non è mai limitato e niente è troppo difficile per Lui. Nello stesso tempo, all’omosessuale deve essere ripetutamente rammentato che qualsiasi cambiamento deve iniziare con un atto della sua volontà. In dozzine di scelte giornaliere, egli deve esercitare la sua volontà per contrastare i desideri della carne e per restare nella volontà di Dio. Come tutti peccatori, l’omosessuale deve continuamente implorare la grazia di Dio affinché lo aiuti a scegliere la volontà di Dio.

7. La persona omosessuale deve accettare di sottoporsi a un programma di disciplina che Dio può utilizzare per realizzare il cambiamento desiderato.
(Secondo Ebrei 12, la disciplina è uno degli strumenti principali utilizzati da Dio per cambiarci).

Questa disciplina è talvolta drastica. Qualsiasi cosa che possa nutrire gli atteggiamenti e i comportamenti omosessuali dovrebbe essere rimossa dalla vita della persona. Ciò include attività sociali e culturali, relazioni con amici e conoscenti, letture, programmi radiofonici e televisivi. Specialmente durante il periodo iniziale della terapia e del cambiamento, è desiderabile che l’omosessuale mantenga uno stretto contatto con il suo consigliere o con un altro membro del Corpo di Cristo che possa aiutare a proteggerlo contro la tentazione.

8. Ci deve essere totale onestà tra la persona omosessuale e la persona che lo aiuta.
Nessun inganno, segreto o nascondimento può essere tollerato. 


9. La persona omosessuale che si pente dovrebbe entrare a far parte di una comunità Cristiana, se non ne fa già parte.
Non c’è bisogno che egli riveli alla comunità il suo comportamento e il suo stile di vita passato.
10. Il consigliere deve essere paziente.
Non deve sorprendersi per le “ricadute,” ma non deve neanche tollerare scuse o alibi. Deve sempre trattenersi dall’esprimere comprensione o pietà.



In base alla mia esperienza, sono convinto che alla base di tutti gli atteggiamenti e i comportamenti omosessuali vi sia l'egoismo, l’orgoglio e l’immaturità. Orgoglio ed egoismo allontanano ogni figlio di Dio dal proprio Padre e dagli altri. L’omosessuale deve riconoscere il bisogno di un cambiamento totale nella sua vita e deve desiderare di eliminare le cause che sono alla radice del suo comportamento.


Ho imparato, inoltre, che in generale non esiste una cura istantanea dell’omosessualità. Come l’alcolizzato o il goloso, l’omosessuale deve ogni giorno uccidere le azioni della carne. La guarigione accade un giorno alla volta.



Negli ultimi quattro anni Jeff si è astenuto da relazioni omosessuali e mi ha riferito che adesso le tentazioni sono estremamente infrequenti. Inoltre, lui e sua moglie vivono un’eccellente relazione matrimoniale. La pace che Jeff ha adesso, l’ha ottenuta nel modo più duro, attraverso la disciplina e la dipendenza da Gesù Cristo.

Dei 21 omosessuali che si sono rivolti a me, 10 hanno rifiutato il percorso da me delineato perché considerato troppo difficile. Gli undici che lo hanno seguito si sono liberati dalla schiavitù dell’omosessualità. 

Non esiste una facile via d’uscita dall’omosessualità: la strada verso la vittoria è stretta e passa attraverso la croce. Ma coloro che scelgono di percorrere questa strada possono essere rassicurati da un Compagno Che gli donerà la forza necessaria per il viaggio e che li libererà. Il Nostro Signore non ha mai smesso di proclamare la liberazione per i prigionieri e per gli oppressi.

 Traduzione di Patrizia B.