venerdì 3 ottobre 2008

Omosessualità: testimonianza di un adolescente

LA MIA TESTIMONIANZA AL MONDO
di un ragazzo ex-gay

Pubblicata sul sito
PFOX


I miei genitori sono cristiani praticanti e ho tre fratelli più piccoli di me.

Fin dall’infanzia avevo ricevuto insegnamenti sull’esistenza di Dio, ma ero pronto ad affrontare il mondo nel modo giusto? Pensavo di si. Poi è accaduto ciò che nessun teenager vorrebbe che accadesse. I miei genitori stavano per divorziare. All’inizio ho pensato che tutto sarebbe tornato come prima ma mi sbagliavo. In realtà ogni cosa stava iniziando ad andare a rotoli e la mia vita stava per essere completamente sconvolta.

Mi sentivo ferito emotivamente e avevo un gran bisogno di attenzioni. Con il divorzio in corso, la mia famiglia non aveva più tempo per me o almeno era quello che pensavo. Mio padre non si era mai sforzato di costruire un rapporto con me ma io lo amavo lo stesso, lo rispettavo e credevo in lui. Poi, a causa del divorzio, avevo cessato di credere in lui e di rispettarlo. Iniziai ad incolpare Dio dei problemi dei miei genitori e di aver consentito a mio Padre di allontanarsi da Lui. Anch’io voltai le spalle a Dio e me ne andai, proprio come aveva fatto mio Padre. Avevo deciso di prendere la vita nelle mie mani. Assumere il controllo della mia vita mi fece sentire bene per un po’ ma quando mi trovavo in difficoltà perdevo il controllo.

Avevo bisogno di attenzione, di amore, di accettazione e, più di ogni altra cosa, di riempire un vuoto nella mia vita. Per trovare tutto questo scelsi di rivolgermi agli uomini. Scoprii che in una relazione con un uomo trovavo tutto ciò di cui avevo bisogno. All’età di 15 anni scelsi di avere relazioni sessuali con gli uomini. Mi entusiasmava tutto. Ho avuto rapporti con una decina di uomini, ho iniziato a bere alcol, ho sperimentato droghe e visitato siti porno su internet. Trovavo gratificazione in tutte queste cose. Era il mio modo di vivere. Erano le relazioni con gli uomini a fornirmi la mia identità.

A 16 anni mi innamorai di un ragazzo di nome David che ho conosciuto durante una cerimonia in chiesa. Mia madre e una sua amica cantavano nel coro della nostra chiesa. Il coro stava registrando un brano e mi era stato chiesto di dare una mano durante la registrazione, occupandomi del cibo e di altre commissioni. L’amica di mia madre portò con se David. Iniziò così la nostra amicizia e circa un mese dopo è iniziata la nostra relazione. E’ stato fantastico e sembrava che nulla ci avrebbe potuto separare. Ma David pose bruscamente fine al rapporto, senza alcun avvertimento e senza nessun motivo apparente. Distrutto ed emotivamente svuotato, cercai qualcosa per riempire il vuoto che si era appena creato nella mia vita. Lo cercai nella pornografia, con le sue gratificazioni di breve durata e per un po’ funzionò ma con il tempo divenne un’abitudine noiosa. Ciononostante continuai a farlo.

A 17 anni sentivo che nulla poteva fermarmi, mi sentivo all’apice del mondo. Ero un “uomo” e potevo fare quello che volevo. Potevo prendere le mie decisioni senza l’aiuto di nessuno. Mi sentivo speciale. Da un paio di anni mio zio mi parlava di questo festival chiamato “Burning Man”. Non sapevo di che cosa si trattasse, mio zio mi aveva detto soltanto che riguardava l’arte. Alla fine decisi di andarci e non mi sarei lasciato fermare da nessuno neanche dei miei genitori. A loro dissi che sarei andato a fare una vacanza presso una stazione termale.


Sono partito pensando che nessuno avrebbe mai saputo nulla. Il festival sembrava tranquillo ed io mi sentivo libero. Potevo fare le mie scelte e fare qualsiasi cosa volessi, tanto nessuno ci faceva caso. Potevo bere, prendere droghe, fumare, fare sesso, ed essere accettato. Al festival ho bevuto molto, ho preso una droga chiamata ecstasy, ho iniziato a fumare sigarette e ho avuto rapporti sessuali non protetti per la prima volta. Pensavo che tutto ciò fosse okay ma mi sentivo lo stesso in colpa, perché? Sapevo che ciò che avevo fatto era sbagliato e che prima o poi avrei ne avrei sofferto le conseguenze. I miei genitori alla fine scoprirono tutto. Non so esprimervi come mi sono sentito quando finalmente mi sono aperto con loro e con altre persone che mi conoscevano.


Mia madre mi suggerì di andare da un nuovo terapeuta per ex-gay di cui aveva sentito parlare. Nei due mesi che seguirono “provai” questo terapeuta e alla fine decisi di restare per ottenere qualche sorta di aiuto. Era molto in gamba e lo è ancora oggi. Riuscii ad aprirmi con lui e a parlargli dei sentimenti che provavo per il divorzio dei miei genitori, del festival, della mia crisi di identità sessuale e del mio rapporto con Cristo.


Tutto iniziò da lì. Grazie a un ragazzo di nome Dustin che frequentava la mia stessa chiesa, e grazie a Dio che lo ha reso possibile, mi recai in un campeggio invernale con il gruppo della mia chiesa. Temevo di dover subire prediche per tutto il tempo e il fatto di non conoscere nessuno peggiorava le cose. Intimamente avevo paura di qualcosa che mi era stato fatto conoscere fin dalla nascita; presto, infatti, mi accorsi che non ero intimorito dal gruppo di giovani della Chiesa, ma da Dio. Mi ero nascosto da lui per così tanto tempo che non riuscivo a sopportare di avere intorno a me delle persone che desideravano proclamarlo e adorarlo. E dovevo trascorrere l’intero weekend con loro! Entro il secondo giorno di campeggio mi resi conto che avevo un bisogno disperato di Dio nella mia vita e che quello era il momento giusto. Chiesi a Dio di incontrarmi lì, faccia a faccia. Lo fece e da allora la mia vita non è stata più la stessa. Mi sentii immediatamente ricolmo di una gioia che soltanto Dio può dare. Mi sentivo completo ed integro per la prima volta nella mia vita.

Da allora ho donato a Dio la mia vita ed il completo controllo su di essa. Non è stato sempre facile restargli fedele a causa delle infinite pressioni del mondo, ma finalmente avevo trovato la mia vera identità.

Finalmente avevo trovato l’amore, l’accettazione, l’attenzione e la realizzazione che avevo sempre disperatamente desiderato. Posso dire onestamente “sia fatta la tua volontà, non la mia”. Ho ancora 17 anni. Alcune persone che hanno sentito parlare di me mi chiedono del mio passato e di come vivevo. Io rispondo semplicemente che Dio mi ha liberato dai miei peccati e che adesso Lui è la mia Roccia e il mio Redentore. Ora sono, attraverso la Grazia e la Pietà di Dio, un credente che si pente veramente di ciò che ha fatto. La gente, dopo queste affermazioni, di solito mi fa una grande quantità di domande e molto penso che Dio si serva spesso del mio passato come strumento grandioso di testimonianza.


Ogni volta che le cose si fanno difficili penso a ciò che Dio ci ha detto “Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri” (Proverbi 3:5,6). Ricordo anche che la fede non rende tutto facile ma lo rende possibile!

Vostro fratello in Cristo,

Charles