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domenica 19 ottobre 2008

SVILUPPO DELL'OMOSESSUALITA' FEMMINILE

NARTH
National Association for Research and
Therapy of
Homosexuality
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SVILUPPO DELL’OMOSESSUALITA’ FEMMINILE


E’ stato spesso sostenuto che l’orientamento sessuale sia una normale e innata variazione della sessualità e perciò un’immutabile aspetto dell’Io intimo o dell’identità di una persona. Ma non esiste alcuna prova definitiva che l’omosessualità femminile sia innata o abbia basi genetiche o biologiche. (1, 2, 3) Rispettatissimi scienziati concordano con le tesi che l’omosessualità sia dovuta a una combinazione di fattori biologici, sociali e psicologici.

Il Dr. Dennis McFadden, un neuroscienziato dell’Università del Texas che ha studiato il lesbismo, spiega:

“qualsiasi comportamento umano è il risultato di un complesso intreccio di genetica e ambiente. Sarebbe sbalorditivo se ciò non fosse vero anche per l’omosessualità.” (4)

In uno studio dedicato esclusivamente alle cause dell’omosessualità nelle donne, un popolare ricercatore di genetica dell’omosessualità, il Dr. Michael Bailey, della Northwestern University, e i suoi associati, ammettono che “sebbene l’orientamento sessuale, sia dell’uomo che della donna, sembri essere almeno in parte ereditato, anche l’ambiente deve avere avuto un ruolo importante nella sua origine.” (5)

Nel più recente studio di Bailey dedicato alle influenze genetiche ed ambientali sull’orientamento sessuale, egli ammette nuovamente che, pur essendo implicati fattori genetici, anche i fattori ambientali sono molto importanti. (6)

Dopo aver analizzato tutte i maggiori studi e spiegazioni biologiche dell’omosessualità, Byne and Parsons hanno proposto “un modello interattivo in cui i geni o gli ormoni non stabiliscono da soli l’orientamento sessuale, ma agiscono invece su particolari tratti della personalità, influenzando così il modo in cui un individuo si rapporta all’ambiente man mano che l’orientamento sessuale ed altre caratteristiche della personalità si sviluppano.” (7)

Perché non vengono riconosciuti i fattori psicologici?

Il Dr. Rogers H. Wright, nel suo libro “Destructive Trends in Mental Health”, afferma:
«I gruppi gay che operano nell’ambito dell’APA hanno più volte cercato di persuadere l’associazione ad adottare standard etici che impediscono ai terapeuti di offrire servizi psicoterapeutici per aiutare le persone ad uscire dall’omosessualità, sostenendo che tali sforzi non hanno successo e sono dannosi per il paziente. Gli psicologi che non condividono questa premessa vengono definiti omofobici. In questo modo viene tolto al paziente il diritto di scegliere il terapeuta e di determinare gli scopi terapeutici. Questi gruppi gay negano perfino la realtà dei dati che dimostrano che la psicoterapia può essere efficace nel mutamento delle preferenze sessuali dei pazienti che desiderano cambiare.” (8)

In realtà, un’indagine sui fattori di sviluppo correlati con l’omosessualità significherebbe la fine della carriera per molti ricercatori. Come il Dr. Jeffrey Satinover spiega:

«Il programma di ricerca viene distorto da pressioni politiche che nessun…tratto associato deve essere individuato e che l’omosessualità deve essere falsamente presentata come ereditata direttamente.” (9)

Esiste, infatti, un gran numero di ricerche che identificano molti schemi familiari, caratteriali ed evolutivi comuni connessi con l’omosessualità. Queste ricerche non sono mai stata scientificamente confutate. (10, 11)


Fluidità dell’Attrazione Omosessuale

La fluidità dell’attrazione omosessuale è stata enfatizzata in studi più recenti. La Dott.ssa Ellen Schechter del Fielding Graduate Institute ha presentato la propria ricerca alla American Psychological Association. Il suo studio qualitativo include interviste approfondite con 11 donne auto-identificatesi come lesbiche per più di 10 anni. Tutte queste donne avevano relazioni eterosessuali da più di un anno. (12)

Questi risultati sostengono la ricerca della dottoressa Dr. Lisa Diamond che è giunta alla seguente conclusione: “l’identità sessuale era tutt’altro che fissa in donne che non sono esclusivamente eterosessuali”. Dopo aver seguito 80 giovani donne non-eterosessuali (lesbiche, bisessuali e non definite) per un periodo di due anni, il Dr. Diamond ha scoperto che la metà di esse “ha riferito di molteplici cambiamenti nell’identità sessuale, e quasi un quarto ha cercato contatti sessuali con uomini.” (13)

Il Dr. Kenneth Zucker, nella sua attenta analisi dell’argomento riguardante la natura natura innata/immutabile dell’omosessualità, ha elencato una pletora di studi a sostegno della sua conclusione che “l’orientamento sessuale è più fluido che fisso.” (14)

La Dott.ssa Kristine Falco, una terapeuta affermativa gay, nel suo Psychotherapy with the Lesbian Client (Psicoterapia con la Cliente Lesbica) si oppone alla nozione che l’identità sessuale possa essere lesbica o eterosessuale, l’una o l’altra. Lei crede che l’identità sessuale sia una continuum, specialmente per le donne, e nota che “sia l’identità sia il comportamento possono fluttuare nel corso della vita di una donna.” (15)

Il concetto di fluidità sessuale, definito come la spontanea evoluzione o trasformazione delle proprie preferenze sessuali, è diverso dal concetto di mutabilità il quale coinvolge lo sforzo intenzionale diretto verso l’alterazione o il cambiamento delle proprie preferenze sessuali. Come già menzionato, molti ricercatori confermano la realtà della fluidità sessuale nella donna. Ciò non significa che qualsiasi donna può facilmente cambiare o alterare la propria attrazione verso lo stesso sesso. Ad ogni modo la ricerca conferma che il sentimento e i comportamenti sessuali non sono assolutamente immutabili. Il grado di cambiamento che una donna può sperimentare dipenderà dalla sua storia e dalle sue motivazioni.


Temperamento

Janelle Hallman, terapeuta ed insegnante, riassume i tratti più comuni emersi dai suoi studi su donne attratte dallo stesso sesso. Queste donne hanno un’intelligenza al di sopra della media, creatività, curiosità, capacità di osservazione, profonda sensibilità e senso della giustizia. Sono spesso energiche, attive e atletiche, con abilità naturali e interessi al di fuori degli stereotipi femminili. (16)
Molti di questi tratti possono far si che una ragazza si senta “diversa” dalle altre ragazze, ingenerando insicurezza riguardo la propria identità sessuale e senso di inferiorità. Infatti, “il non-conformarsi al genere femminile nell’infanzia costituisce il fattore più comunemente osservabile associato all’omosessualità” unitamente al “sentimento retrospettivo di essere diversa dalle altre ragazze”, afferma il Dr. George Rekers, professore di neuropsichiatria all’università del South Carolina School Of Medicine. (17)

Janelle Hallman sostiene che l’essere umano é il risultato dell’interazione tra le proprie uniche ed innate caratteristiche (natura) e l’ambiente circostante, ivi comprese le esperienze relazionali. Tutto ciò da origine a una varietà di percezioni, di credenze, di risposte e di interiorizzazioni, inclusa la possibilità di provare attrazione per lo stesso sesso.
Per comprendere l’attrazione della femmina per lo stesso sesso è perciò importante osservare come un ragazzina percepisce ed elabora gli effetti del suo ambiente o delle sue esperienze relazionali. Ecco perché due figli possono crescere nella stessa famiglia e tuttavia descrivere la propria famiglia e le proprie esperienze infantili in maniera differente.

«Si presume che l’orientamento sessuale venga plasmato e riplasmato sia da una cascata di scelte fatte in un contesto di circostanze mutevoli della propria vita sia dalle enormi pressioni culturali e sociali”. (18)


Madri e Padri

Rapporto con la Madre. La storia delle donne con un’attrazione per lo stesso sesso è caratterizzata da fallimenti nell’attaccamento alla propria madre e dalla conseguente disidentificazione (rifiuto della madre come modello). Ciò può derivare da:

1) un reale deficit o debolezza nella madre generato da problemi di attaccamento e di difficoltà nello sviluppo che la stessa madre ha vissuto nella propria infanzia;

2) effettiva trascuratezza da parte della madre, abusi, abbandono e trauma.

3) separazione accidentale o indipendente dalla volontà della madre come: morte, adozione, malattia oppure assenze per motivi di lavoro;

4) un distacco difensivo che può derivare dalle percezioni della figlia, da suscettibilità, da conclusioni immature e/o da convinzioni formatesi riguardo la propria madre.

5) difficoltà durante la gravidanza, durante e dopo la nascita.


Molte donne che provano attrazione per lo stesso sesso non hanno, molto probabilmente, vissuto in maniera costante e durevole momenti di amorevole sintonia con la propria madre. E’ mancata loro quell’esperienza fondamentale che consiste nell’essere oggetto della costante, impegnata ed esclusiva attenzione di un’altra persona.

La Dott.ssa Elizabeth Moberly afferma: “per un ragazzo/a molto giovane il genitore costituisce la fonte della propria esistenza, di conseguenza il ragazzo o la ragazza percepiscono che il proprio essere nel mondo possa essere in pericolo se il legame con il genitore viene interrotto.” 20
La Dott.ssa Moberly è stata la prima a proporre il modello del “distacco difensivo” dal genitore dello stesso sesso come causa dell’omosessualità, sebbene il concetto stesso di distacco difensivo non fosse nuovo.
Moberly afferma:

«…tra un’infinità di dettagli vi è un principio sottostante che emerge costantemente: l’uomo o la donna omosessuale hanno sofferto lo stesso deficit relazionale con il genitore dello stesso sesso ed esiste nell’omosessuale una corrispondente pulsione ad “aggiustare” tale deficit attraverso relazioni con persone dello stesso sesso.” (21)

Secondo Moberly il distacco dalla propria madre interrompe quel processo di identificazione sessuale e di identificazione con un modello di comportamento, che si verifica attraverso il legame. La bambina si ritrae in maniera difensiva dall’identificazione con questa fonte primaria di amore e costruisce dentro di se ciò che Moberly definisce un “impulso riparativo di ricerca di amore.” (22)

Moberly presenta la “spinta riparativa” della femmina come una ricerca inconscia di cure materne. Inoltre, Moberly osserva che il distacco difensivo può risolversi spontaneamente, che il genitore non è necessariamente colpevole del distacco e che lo stesso evento può essere traumatizzante per una bambina ma non necessariamente per un’altra. (23)

Relazione con il padre. Le donne che provano attrazione per lo stesso sesso, molto spesso, riferiscono di avere difficoltà di relazione con il padre, il quale viene descritto in termini negativi, come ad esempio: collerico, debole, freddo e indifferente, distante o malato. (24) Tuttavia, in molti casi, esse dichiarano di essere state più vicine al proprio padre che alla propria madre, e di averlo considerato come il loro migliore amico, identificandosi con lui o desiderando il suo potere e la sua libertà. Ciò può generare un rifiuto della femminilità da parte della ragazza la quale tende a comportarsi come un figlio anziché come una figlia.

Difficoltà nel Matrimonio. Nella loro analisi del lesbismo Bell e al. hanno individuato il “rapporto negativo tra i due genitori” come un possibile fattore che contribuisce alla separazione della figlia da uno dei genitori e all’omosessualità. (25)
I continui problemi matrimoniali possono far si che uno dei due genitori diventi dipendente dalla propria figlia per soddisfare i propri bisogni emotivi: ciò causa la perdita di rispetto della figlia per entrambi i genitori.


Abusi Sessuali

Nonostante l’abuso sessuale non sia la causa diretta dell’attrazione verso lo stesso sesso, alcuni studi dimostrano che l’abuso sessuale da parte del maschio a danno di lesbiche è due volte più frequente dell’abuso nei confronti di donne eterosessuali, vale a dire che il 50% di donne lesbiche hanno subito abusi sessuali. (26, 27) Se le dinamiche relazionali di una famiglia e la non-conformità con il genere sessuale sono già stabilite, l’abuso sessuale può causare il radicamento del distacco, dell’insicurezza dell’identità sessuale e della disidentificazione, che possono condurre all’attrazione per lo stesso sesso. L’abuso sessuale può essere emotivo, verbale o fisico. Una ragazza che è fatta oggetto di inappropriati commenti sessuali, cui viene negata un’adeguata privacy o il cui padre ha tendenze voyeuristiche, nonostante non sia stata toccata è stata lo stesso violata sessualmente. (28, 29)


Erotizzazione di un bisogno emotivo
Nel lavoro fatto al Wellesley College, presso lo Stone Center, è stato evidenziato quanto sia importante l’interazione dell’Io all’interno di un rapporto (Io-nella-relazione) ai fini del processo di sviluppo, di individualizzazione e di maturazione delle donne. Lo sviluppo dell’empatia e della reciprocità sono considerate fondamentali nell’esperienza delle donne e si pensa che tale sviluppo abbia origine nel rapporto tra madre e figlia. (30) Jean Baker Miller, un teorico dello sviluppo afferma: “Il senso del Sé delle donne dipende dalla loro capacità di creare e mantenere rapporti con gli altri.” (31)

Anche Carol Gilligan, scrittrice femminista e teorica dello sviluppo, conferma l’importanza del rapporto madre-figlia. La scrittrice descrive lo sviluppo di una donna come il «diventare un individuo-nella-relazione”, vale a dire, mantenere la connnessione con la famiglia mentre si verifica l’individualizzazione cioé mentre si cerca di raggiungere lo scopo di sviluppare i propri talenti e capacità. (32)

Secondo la terapeuta Mary Beth Patton, una donna che prova attrazione per lo stesso sesso desidera connettersi con la parte femminile di sé, che le è stata negata durante il proprio sviluppo, a causa di una inadeguata identificazione e sintonia con la propria madre. Tale desiderio spesso si trasforma in dipendenza emotiva da un’altra donna ed è generalmente una chiara caratteristica dell’omosessualità femminile. Anziché trovare la parte femminile in se stessa, la donna si rivolge a un’altra femmina che le dia quell’identità e quel senso di connessione che le mancano a causa della separazione emotiva dalla propria madre. (33)

La Psicoanalista Dott.ssa Elaine Siegel descrive nel seguente modo l’esperienza della bambina che più tardi avrà sentimenti omosessuali:
Le donne fanno fronte a questa fondamentali bisogni infantili rimasti insoddisfatti con un’eccezionale capacità di adattamento e una straordinaria varietà di manovre creative che, ciononostante, esprimono il seguente sentimento: “mia Madre non mi ha insegnato chi sono. Perciò, un’altra come me dovrà mostrarmelo. Ma l’immagine che le viene rinviata, come in uno specchio, dalla sua amante, è distorta come lo era stata prima esperienza con la propria madre; La ragazza si troverà così bloccata in un ciclo senza fine di compulsione a ripetere. (34)


In che modo la Società influenza un’Identità omosessuale

Viviamo in una società dove i ragazzi sperimentano attività sessuali proprie degli adulti mentre l’identità sessuale si sta ancora consolidando. Trovare il giusto partner o sperimentare una varietà di esperienze sessuali viene spesso presentato come la chiave per la felicità e la soluzione ai problemi quotidiani e all’insoddisfazione della vita. Ciò è vero soprattutto per molte giovani donne che provano attrazione per lo stesso sesso. Questo desiderio di trovare una risposta immediata e gratificante ad una situazione complessa e dolorosa costituisce una via di fuga dal faticoso lavoro che consiste nel comprendere ciò che può condurre alla crescita e al cambiamento.


Sommario


Le donne che provano attrazione per lo stesso sesso hanno alle loro spalle una storia di mancata identificazione con la propria madre, e quindi, con la propria femminilità. Ciò conduce a un fortissimo desiderio di connessione con il femminile, desiderio che diventa sessuale durante l’adolescenza o l’età adulta. Senza un sicuro attaccamento alla madre, la donna non riesce ad identificarsi con la madre come modello femminile, perdendo in questo modo l’opportunità di sviluppare fiducia e una sana identità sessuale. A causa di un’opinione vuota o distorta della propria identità femminile e a causa dell’incapacità di rapportarsi in maniera sana con altre ragazze, il suo sviluppo sessuale si arresta.

Ciò può ingenerare nella giovane ragazza un senso di depressione e di ansietà che può seguirla per il resto della sua vita. Non riuscendo a provare un senso di benessere, la ragazza vive in maniera irrequieta mentre cerca di trovare sicurezza e stabilità. La ragazza cercherà di soddisfare i bisogni di dipendenza che le sono stati negati quando era bambina e desidera intensamente l’unione con una persona che la ami e che si prenda cura di lei; fondamentalmente, desidera riconnettersi con se stessa. Anziché trovare la parte femminile dentro di sé, essa si rivolge a un’altra donna per ottenere quel senso di identità, di appartenenza e di connessione che non possiede.

Come tutte gli altri problemi d’identità profondamente radicati, anche l’attrazione per lo stesso sesso è difficile da superare. Il trattamento psicoterapeutico consiste nel comprendere le radici emotive dell’attrazione, nel rafforzare l’identificazione femminile, nel riscoprire il dolore per le perdite affettive dell’infanzia e nell’imparare a soddisfare il proprio bisogno di attenzioni, di affetto e di affermazione da parte di altre donne, attraverso un rapporto di dipendenza emotiva ma non erotica.



(Traduzione di Patrizia Battisti)

 Endnotes (1) Byne, W. & Parsons, B. (1993). Human sexual orientation: The biologic theories reappraised. Archives of General Psychiatry, 50, 228-239.

(2) Satinover, J. (1996). The gay gene? The Journal of Human Sexuality, 1, 3-10.

(3) Whitehead, N. & Whitehead, B. (1999). My genes made me do it! Lafayette, IL: Huntington House Publishers.

(4) McFadden, D. (1998, August 9). Scientists challenge notion that homosexuality’s a matter of choice. The Charlotte Observer.

(5) Bailey, J., Pillard, R., Neale, M., Agyei, Y. (1993). Heritable factors influence sexual orientation in women. Archive of General Psychiatry, 50, 217-223, p. 222.

(6) Bailey, J., Dunne, M., Martin, N. (2000). Genetic and environmental influences on sexual orientation and its correlates in an Australian twin sample. Journal of Personality and Social Psychology, 78(3), 524-535, p. 534.

(7) Byne & Parsons (1993, pp. 236-237).

(8) Wright, R. (2005). Destructive Trends in Mental Health. New York: Routledge.

(9) Satinover, J. (1996, pp.3-10).

(10) Yarhouse, M. (1998). When clients seek treatment for same-sex attraction: Ethical issues in the «right to chose» debate. Psychotherapy, 35(2), 248-259.

(11) Goldberg, S. (1994). When wish replaces thought: Why so much of what you believe is false. Buffalo, New York: Prometheus Books.

(12) Greer, M. (2004). Labels may oversimplify women’s sexual identity, experiences. Monitor on Psychology, 35(9), 28.

(13) Diamond, L. (2000). Sexual identity, attractions, and behavior among young sexual minority women over a 2-year period. Developmental Psychology, 36(2), 241-250.

(14) Zucker, K. (2003). The politics and science of «reparative therapy.» Archives of Sexual Behavior, 32(5), 399-402.

(15) Falco, K., (1991). Psychotherapy with lesbian clients: Theory into practice. New York: Brunner/Mazel, Inc., p. 93.

(16) Hallman, J. (2004). Techniques used in treating women with SSA. Collected Papers from the NARTH Annual Conference, NARTH, Encino, CA.

(17) Rekers, George (1995). Handbook of child and adolescent sexual problems. NY: Lexington Books, p. 300.

(18) Byne & Parsons, (1993, p. 237)

(19) Hallman, J. (2004). The first phase of therapy with SSA women: Securing the foundation by «creating a holding environment.» Collected Papers from the NARTH Annual Conference, NARTH, Encino, CA.

(20) Moberly, E. (1983a). Homosexuality: A new Christian ethic. Cambridge: James Clarke & Co.

(21) Moberly, E. (1983b). Psychogenesis. The early development of gender identity. London: Routledge & Kegan Paul Limited.

(22) Moberly, E. (1983b).

(23) Moberly, E. (1983b).

(24) Bell, A., Weinberg, M. & Hammersmith, S. (1981). Sexual preference: Its development in men and women. Blomington, IN: Indiana University Press.

(25) Bell, Weinberg, & Hammersmith, (1981)

(26) Balsam, K.F., Rothblum, E.D. & Beauchaine, T.P. (2005). Victimization over the life span: A comparison of lesbian, gay, bisexual, and heterosexual siblings. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 73(3), 477-487.

(27) Hughes, T.L., Haas, A.P., Razzano, L., Cassidy, R., & Matthews. A. (2000). Comparing lesbians and heterosexual women’s mental health: Results from a multi-site women’s health survey. Journal of Gay and Lesbian Social Services, 11 (1), 57-76

(28) Peters, D. & Cantrell, P. (1991). Factors distinguishing samples of lesbian and heterosexual women. Journal of Homosexuality, 21, 1-15.

(29) Howard, J. (1991). Out of Egypt. East Sussex, UK: Monarch.

(30) Jordan, J., Kaplan, A., Miller, J., Stiver, I., & Surrey, J. (1991). Women’s growth in connection: Writing from the stone center. New York: The Guilford Press.

(31) Miller, J. (1976). Toward a new psychology of women. Boston: Beacon Press.

(32) Gilligan, C. (1982). In a different voice. Cambridge: Harvard University Press.

(33) Patton, M.B. (2003). Enmeshment and women dealing with same sex attraction. Collected Papers from the NARTH Annual Conference, NARTH, Encino, CA.

(34) Siegel, E. (1988). Female homosexuality: Choice without volition. New Jersey: The Analytic Press.