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mercoledì 17 dicembre 2008

Omosessualità: Come gestire le nostre risposte istintive

Anita e Frank Worthen
parlano alla radio



COME GESTIRE LE NOSTRE RISPOSTE ISTINTIVE 
tratto dal libro "THIS WAY OUT" di Frank Worthen

Spesso mi viene chiesto: “Come devo gestire le mie risposte istintive nei confronti di altri uomini?
Molte persone non hanno capacità di controllo in questa area, non riescono ad ottenere alcun successo e sembrano completamente incapaci di opporre resistenza. Rispondono visivamente a tutti gli uomini attraenti che incontrano: “Che cosa faccio dei miei occhi? È una domanda che mi viene posta quasi tutti i giorni.
Le nostre risposte non cambiano da un giorno all’altro. Esse sono il risultato di anni, se non di intere vite di condizionamenti. Non è facile creare nuove risposte; non è facile, ad esempio, distogliere immediatamente lo sguardo dall’uomo che ci attrae, ma è possibile, se desideriamo davvero cambiare.

Per costruire nuove risposte dobbiamo essere consapevoli delle vecchie. Molte volte seguiamo vecchi schemi senza rendercene conto. Coloro che ne hanno la possibilità potrebbero chiedere ai propri amici di fargli notare i propri successi e fallimenti. Spesso, infatti, i nostri amici si accorgono più facilmente di noi del nostro “sguardo vagante”. Un’immediata decisione impedisce alla tentazione di radicarsi nella nostra mente. Al contrario, qualsiasi azione ritardata da parte nostra regala a Satana l’appiglio che cerca. Nel momento in cui ci rendiamo conto che Satana ci sta tentando, seguiamo il consiglio biblico:
“e le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri (2 Timoteo 2:22).

L’agonia della tentazione sta nell’indecisione. Desideriamo qualcosa ma non possiamo averla. Se costruiamo un modello di comportamento caratterizzato dall’indecisione, vivremo nel tormento che tale ambivalenza genera.

Jake ha confessato al nostro gruppo che per lui era una vera agonia passare davanti al suo locale gay preferito. Ogni volta era tentato di entrare, rallentava il passo, poi decideva di allontanarsi. Dopo alcune centinaia di metri, si voltava, tornava indietro e veniva di nuovo preso dal dubbio.

Anche se non cedeva e non entrava mai in quel locale, quel suo atteggiamento lo scoraggiava e gli impediva di conoscere le ricompense che si ottengono quando si conduce una vita cristiana vittoriosa. Jake era indeciso. Se avesse, invece, preso decisioni immediate, secondo la volontà di Dio, e non secondo la sua carne, non avrebbe vissuto ogni volta quel tormento e non sarebbe stato afflitto da sensi di colpa e di autocondanna.

Quando veniamo tentati, è importante fermarci e porci le seguenti domande:
Che cosa sto facendo?
Dove mi condurrà la mia decisione?
Cosa voglio veramente?

Se faremo ciò, diminuiremo le probabilità di prendere decisioni poco sagge e impulsive, di cui ci rammaricheremo più tardi. Ci renderemo conto che non desideriamo mettere a repentaglio tutto ciò che Dio ha fatto per noi, in cambio di qualche rapporto sessuale.

Molte persone non tentano di stabilire contatti; esse sono impegnate in semplici paragoni. Desiderano essere come le persone attraenti che vedono. Tutti gli esseri umani si confrontano con gli altri per stabilire il proprio valore. Quando quest’insicurezza viene superata e svanisce, con essa svaniscono anche le tentazioni. Ciò che resta è poco più di un’abitudine, una risposta condizionata che ha perduto il proprio significato. Questa area di insicurezza è semplicemente uno strumento di Satana che gli utilizza per seminare scoraggiamento e negatività. I Proverbi ci dicono di guardare dritti innanzi a noi e di non sbandare da una parte all’altra, ed è un ottimo consiglio:
“I tuoi occhi guardino diritto
e le tue pupille mirino diritto davanti a te.

Bada alla strada dove metti il piede
e tutte le tue vie siano ben rassodate.

Non deviare né a destra né a sinistra,
tieni lontano il piede dal male”
(proverbi 4:25-27)

Man mano che rinunciamo all’abitudine di osservare gli uomini che ci attraggono, la sua importanza diminuirà, il desiderio si affievolirà gradualmente fino a sparire definitivamente. Ciò che “nutriamo”, cresce. Ciò che “affamiamo”, appassisce e muore.