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giovedì 22 gennaio 2009

Terapia riparativa: Ascolti anche gli Ex-Gay


"Ascolti anche gli Ex-Gay"
 
Pubblicato nel sito dell'Associazione Nazionale per la Ricerca e la Terapia dell'Omosessualità (NARTH)


 


Un nostro lettore (e membro di Narth) ha inviato la seguente lettera alla trasmissione radiofonica "Love Line", in cui il Dr. Drew, psicoterapeuta, risponde alle domande degli ascoltatori. Essendo lui stesso un ex-gay, era stato infastidito dalla comprensione parziale e unilaterale dell’omosessualità da parte del Dr. Drew. Il nostro lettore rileva che le persone non devono necessariamente mettere in pratica i propri sentimenti di attrazione per lo stesso sesso in quanto tali attrazioni possono essere radicate in un deficit che non può essere sanato tramite una relazione omosessuale.

Ha scritto:

Sono stato un ascoltatore di "Love Line" per alcuni anni. Ammiro le risposte franche e dirette che lei fornisce alle persone che le telefonano per porle domande.

Tuttavia credo che il suo parere sull’omosessualità non sia del tutto esaustivo. Nel corso degli ultimi anni ho ascoltato numerosi ascoltatori omosessuali dichiarare la propria insoddisfazione e rappresentarle le proprie profonde incertezze riguardo la propria sessualità.

Ricordo una telefonata in particolare: era un adolescente omosessuale che sosteneva di essere attratto soltanto da uomini eterosessuali, non da omosessuali.
Quella telefonata mi ha indotto a scrivere questa lettera per condividere i miei sentimenti e la mia storia con lei, nella speranza che lei voglia condividerli con i suoi ascoltatori.

Quando avevo 16 anni, sono diventato sessualmente attivo con un ragazzo della mia età. Il nostro rapporto sessuale è andato avanti per due anni. Lui mi ha fatto conoscere la pornografia e la “scena” gay. Con questo, intendo dire che incontravo alti uomini anonimamente nei parchi e nei bagni pubblici per fare sesso. Quando ho iniziato l’università, a 18 anni, ho creduto che la mia attività omosessuale si sarebbe interrotta. Tuttavia le pressioni e lo stress aumentarono e i miei rapporti sessuali anche, fino a raggiungere livelli di dipendenza. A quel punto mi sono reso conto che il mio comportamento e l’attrazione omosessuale non erano solo una "fase passeggera". Ho capito che ero veramente omosessuale.

Per alcuni anni ho continuato ad avere incontri sessuali anonimi con altri uomini. Tuttavia quel modo di vivere mi provocava molte sofferenze dal punto di vista emotivo e così ho iniziato a cercare aiuto. Non volevo essere un omosessuale o continuare la mia attività sessuale con gli uomini.

Ho iniziato a lavorare con un terapeuta che mi ha insegnato a migliorare i rapporti sociali. Ho anche trovato un’organizzazione che finanziava ritiri nel fine settimana e gruppi di sostegno per uomini. Sono entrato in uno dei gruppi e ho continuato a lavorare con dei terapeuti per guarire la mia omosessualità. Nel corso di tre o quattro anni, ho vissuto una fase di transizione che ha cambiato la mia vita.


Attraverso l'uso di potenti tecniche terapeutiche, come il rimodellamento dei processi del pensiero, “reparenting”, analisi della transazione (lavoro sul bambino interiore), “core energetics” e giochi di ruolo psico-drammatici, le mie attrazioni omosessuali sono diminuite e il mio vero essere come uomo eterosessuale é emerso.
 
Attraverso la mia esperienza terapeutica ho imparato che il mio comportamento e le attrazioni omosessuali sono sintomi di un bisogno più profondo, il bisogno di ricevere amore da altri uomini in un modo non sessuale.


Abusi sessuali durante l’infanzia, un padre emotivamente distaccato, un rapporto malsano con mia madre e le mie nonne, e un sentimento di non accettazione da parte di altri ragazzi e uomini hanno causato la omosessualità.
Poiché ero stato ferito in tenera età, mi ero chiuso emotivamente per proteggere me stesso. Questo teneva fuori il dolore ma mi ha anche impedito di ricevere l’amore da parte di persone del mio stesso sesso di cui avevo disperatamente bisogno.

Attraverso il corso della mia guarigione, ho avuto moltissimi contatti fisici non-sessuali con altri uomini. Questi contatti e il fatto di poter liberare il dolore emotivo che era chiuso dentro di me mi ha aiutato a guarire le mie ferite.

Adesso ho 26 anni e sono libero da impulsi omosessuali da tre anni.
Non sono più sessualmente attratto da altri uomini, e la mia precedentemente inesistente attrazione eterosessuale è emersa. La mia spinta a cercare il cambiamento sessuale era basata sul mio dolore emotivo interno, non sulle pressioni esercitate dalla società a "diventare etero."

Ho provato a vivere uno stile di vita gay, ma l’ho trovato insoddisfacente e vuoto. La guarigione non sta nella repressione delle attrazioni omosessuali, ma nel riconoscerle per quello che sono e per quello che veramente simboleggiano.
Io credo che l'omosessualità sia un sintomo (come l'alcolismo o la tossicodipendenza) di ferite più profonde. Il fatto stesso che il 90% delle coppie omosessuali non sono monogame, e che la maggior parte degli uomini gay riferiscono di aver subito abusi sessuali nell’infanzia, attestano, secondo me, in modo chiaro che l'omosessualità è di per sé un problema di sviluppo. Ci sono troppi denominatori comuni legati all’ambiente, tra gli omosessuali, per poter concludere che le cause sono casuali o biologiche.

L’ho sentita fare un collegamento, parlando con alcuni suoi ascoltatori, tra gli abusi sessuali da loro subiti e il loro successivo comportamento omosessuale. L’attrazione omosessuale simboleggia lo stimolo a connettersi con altri uomini e quindi con la mascolinità. Ma due uomini che cercano la mascolinità al di fuori di sé non possono trovarla sessualmente attraverso altri uomini. A mio giudizio, è il motivo per cui i rapporti omosessuali, in definitiva, falliscono.

In determinate occasioni, l’ho sentita discutere di come la gente non deve necessariamente mettere in pratica le proprie attrazioni. L'omosessualità è un grande esempio. Gli omosessuali cercano la propria identità di genere attraverso il contatto sessuale con lo stesso sesso. Tuttavia, non la troveranno lì. Poiché alle radici dell’omosessualità vi sono bisogni non-sessuali, l’omosessuale non può essere guarito attraverso rapporti sessuali con lo stessso sesso. Può essere guarito da un profondo legame non sessuale con persone dello stesso sesso.

In riferimento al suo ascoltatore teenager omosessuale che non si sente attratto da altri omosessuali, mi sembra chiaro che è attratto da uomini eterosessuali a causa della loro mascolinità, e che è precisamente alla mascolinità che lui ha bisogno di connettersi non sessualmente.

Il mio intento non è quello di colpire i gay. Ho molta empatia per gli uomini e le donne omosessuali. La mia speranza è che più persone si rendano conto che c'è una opzione per coloro che sono infelici della propria omosessualità e che desidaro veramente cambiare.

Mi rendo conto che è politicamente e professionalmente rischioso parlare di guarigione dall’omosessualità. Rispetto tale problema e rispetto il fatto che alcuni sostengono di essere felici. Altri, invece, non sono felici di essere gay.

Mi auguro sinceramente che leggerà questa lettera durante una delle sue trsmissioni radio. Poiché lei ha molti ascoltatori, la sua trasmissione è un grande luogo di incontro per la discussione. Molti dei vostri ascoltatori sono in età molto impressionabile e si rivolgono a voi per ottenere aiuto. Vorrei incoraggiarla ad offrire loro un’alternativa, e lasciare che indaghino su ciò che è meglio per i loro cuori.

A chi si dovrebbero rivolgere? L’Associazione Nazionale per la Ricerca e la terapia dell’Omosessualità è un’associazione professionale che crede che gli omosessuali, attraverso la terapia e altri mezzi, possano cambiare.
Possono essere contattati al numero 818-789-4440, o tramite internet al http://www.narth.com/.
Cordiali saluti
Senza firma 


 
Tradotto da Patrizia Battisti per il sito Narth