mercoledì 25 marzo 2009

Luca era gay di Povia - La Storia di un Ex-Omosessuale nel Mondo della Pop Music - di Roberto Marchesini

La Storia di un Ex-Omosessuale nel Mondo della Pop Music

di Roberto Marchesini
Rappresentante Internazionale di NARTH - NARTH Italia


Traduzione del testo pubblicato in inglese sul sito
NARTH


La manifestazione italiana "Festival di San Remo", il più importante evento musicale nel mio paese, visto in televisione da milioni di italiani, è diventata quest’anno l’improbabile piattaforma per una potente testimonianza ex-omosessuale. Il cantante Giuseppe Povia, vincitore del festival nel 2006, ha presentato una canzone dal titolo "Luca Era Gay" - - CLICCATE QUI PER VEDERE IL VIDEO. Il titolo della sua canzone, suggerendo che alcuni omosessuali possono diventare eterosessuali, è stato sufficiente a destabilizzare il movimento omosessuale italiano. Attivisti gay hanno minacciato di bloccare il festival e l’europarlamentare Vittorio Agnoletto ha chiesto una risoluzione europea per impedire a Povia di eseguire il suo brano. Povia stesso ha ricevuto minacce di morte. L’associazione gay "EveryOne" ha denunciato Povia alla Procura della Repubblica per presunta "omofobia". Non essendo questi sforzi rivelatisi sufficienti, gli attivisti gay hanno chiesto agli organizzatori del Festival di "controbilanciare" Povia con una canzone di un artista gay, dedicata alla "perfezione dell’amore omosessuale". Anche questa iniziativa è fallita.

Infine, il 17 febbraio, Povia ha cantato la sua canzone in prima serata. "Luca era gay" racconta la trasformazione di un omosessuale di nome Luca. Senza l'aiuto di psicologi e psichiatri egli scava dentro di sé per comprendere le radici delle sue attrazioni omosessuali. Un padre distante ed emotivamente distaccato e una madre soffocante, egli dice, lo hanno reso confuso riguardo la sua identità sessuale: "cercavo negli uomini chi era mio padre, andavo con gli uomini per non tradire mia madre". La canzone allude anche ad una superficialità nei rapporti omosessuali: "tra amore e inganni spesso ci tradivamo". La canzone termina con questo versetto: "questa è la mia storia, solo la mia storia. Nessuna malattia. Nessuna guarigione. Caro papà, ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato. Mamma, ti penso spesso, ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso, ma adesso sono padre e sono innamorato dell’unica donna che io abbia mai amato". La musica, un morbido rap con toni drammatici, sostiene un testo diretto ed onesto che non giudica mai le persone omosessualmente orientate, per le proprie scelte di vita personali.

Prima dell’esecuzione della canzone, il comico Roberto Benigni ha presentato uno spettacolo di una ventina di minuti in cui ha condannato Povia, dicendo che l'omosessualità non è un peccato e che gli omosessuali sono stati storicamente perseguitati "perché amano qualcuno". Ha poi letto un estratto dal "De Profundis" di Oscar Wilde.

Dopo la canzone di Povia, contrariamente alla consuetudine, il conduttore ha dato il microfono a Franco Grillini, ex parlamentare ed ex presidente di ARCIgay, la principale associazione gay in Italia. Grillini ha detto di aver ricevuto un messaggio dal cellulare di un amico (anche se tutti i cellulari dovevano essere spenti durante il festival...), il quale aveva pianto dopo aver ascoltato Benigni leggere il "De Profundis", perché gli aveva ricordato il suo partner morto di AIDS. Grillini ha concluso dicendo che Povia deve imparare che cos'é l'amore omosessuale.

Poi è accaduto l'imprevedibile: le persone presenti nel teatro hanno iniziato a fischiare Grillini (in Italia fischiare è un’espressione di disapprovazione). La simpatia della folla era per Povia, non per l'attivista gay.

La canzone di Povia è andata in finale e sabato sera il cantante si è aggiudicato il secondo posto al Festival di Sanremo mentre, fuori dal teatro, gli attivisti gay hanno continuato a protestare contro di lui. Povia stesso ha detto: "Anch'io ho avuto una fase gay - è durata sette mesi, poi l’ho superata".

La popolarità di "Luca Era Gay" ha dato coraggio e dignità alla comunità di ex-omosessuali in Italia che, fino ad ora, era stata totalmente intimidita dagli attivisti gay. La profondità delle intuizioni di vita reale contenute nel testo, relative all’esperienza dell’ex omosessuale, è innegabile.