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giovedì 7 maggio 2009

Omosessualità: Desessualizzare i bisogni più profondi

Desessualizzare i Bisogni più Profondi

Scritto da Alan Medinger



Venti anni fa Dio mi ha liberato dall’omosessualità. La mia guarigione - un'immediata liberazione da fantasie e compulsioni sessuali - è stata certamente un miracolo. Di solito non ne parlo con le persone che si rivolgono a noi per la prima volta, per la semplice ragione che questo è il tipo di guarigione che tutti vorrebbero ricevere ma che pochi sperimentano. Incoraggiare persone a cercare questo tipo di miracolo quando in realtà, nel loro caso, il cammino per uscire dall’omosessualità potrebbe essere lungo e difficile, non farebbe altro che generare disillusione.

Al tempo della mia guarigione credevo di essere stato "completamente guarito" dalla mia omosessualità. Dopo tutto, non ho più voluto avere rapporti sessuali con uomini, desideravo mia moglie fisicamente e non lottavo più con pensieri lussuriosi. Nel corso degli anni, però, mi sono reso conto che avevo bisogno di molto di più della guarigione e del cambiamento che avevo vissuto quella sera del 1974. L'omosessualità é molto più del sesso ed altre significative parti di me avevano bisogno di essere guarite e cambiate.

Nel corso degli anni ho chiesto a me stesso e al Signore "Che cosa ha fatto Dio esattamente quando mi ha liberato dalla mia omosessualità?" E' una domanda importante perché il più delle volte un miracolo è un evento istantaneo di qualcosa che può accadere in maniera più naturale in un periodo di tempo molto più lungo. Ad esempio, occasionalmente il corpo si libera del cancro tramite un processo chiamato "remissione spontanea"; ciò non avviene istantaneamente ma richiede del tempo. Diverse persone hanno pregato per mia suocera dopo che il cancro osseo si era diffuso in più di metà del suo corpo e in poche settimane il cancro é sparito completamente. Mia moglie, io e un amico abbiamo pregato per la debilitante depressione di mio padre, uno stato in cui aveva vissuto per quasi 40 anni, ed egli é stato istantaneamente guarito. Nel corso del tempo, ciò sarebbe accaduto comunque, ma attraverso la preghiera di liberazione Dio ha compiuto questa guarigione in un istante.

Credo che Dio quella sera del 1974 abbia spezzato il collegamento tra i miei profondi bisogni insoddisfatti e il sesso. I bisogni non sono scomparsi, come ho avuto modo di scoprire negli anni seguenti, ma essi non erano più sessualizzati. Ciò che Dio ha operato in me in maniera repentina, credo che sia stato soltanto una parte della guarigione che avviene  in modo graduale nella maggior parte degli uomini e delle donne che lottano con l'omosessualità (e con altri disturbi sessuali).

Dopo la guarigione ho desiderato ancora intensamente un uomo che si prendesse cura di me. Mi sentivo ancora come un bambino alla ricerca di un padre. Il senso che avevo della mia virilità era talmente poco sviluppato che desideravo un uomo forte, sicuro di sé, con il quale potermi connettere e dal quale poter attingere forza. Ma non era sessuale; il pensiero del sesso con un uomo era diventato talvolta disgustoso, a volte stupido.

Lentamente, con il passare degli anni, quelle straordinarie esigenze sono scomparse fino al punto che non credo che il mio bisogno di rapporti con gli uomini potrebbe in futuro essere più normale di quanto lo é oggi. In realtà oggi considero il mio lungo, lento movimento verso il cambiamento così straordinario come l'improvviso miracolo del 1974.

Nel 1974 i miei bisogni erano ancora lì ed erano molto intensi ma non erano più sessuali. Ciò che é accaduto improvvisamente nella mia vita può, a mio avviso, accadere a voi nel corso del tempo. Inoltre, credo che l'interruzione del collegamento tra il sesso e i nostri intimi bisogni sia una parte essenziale della guarigione per la maggior parte degli uomini e delle donne che lottano con l'omosessualità.


Il Sesso come elemento rafforzativo

Prima di tutto, perché sessualizziamo le nostre esigenze o la soluzione alle nostre esigenze? Credo che ciò accada perché il sesso è una delle esperienze più coinvolgenti per la maggior parte delle persone; qualunque cosa venga toccata dal sesso, diventa più viva. Proprio come il sale accresce il sapore del cibo, il sesso accresce il potere di qualsiasi esperienza. Vi sentite soli e stanchi? Qualsiasi soluzione troverete vi sembrerà molto più soddisfacente nell'immediato se associata ad un elemento sessuale.

Il sesso intensifica i sentimenti. È interessante notare come la parola "estasi" venga usata per descrivere sia esperienze religiose sia sessuali.

Utilizziamo il sesso perché i nostri bisogni sono fondamentalmente relazionali e il sesso è un esperienza relazionale. Alcune persone usano alimenti o farmaci come un mezzo per smorzare il dolore che scaturisce da bisogni insoddisfatti, ma tali rimedi sono molto meno soddisfacenti rispetto alle vicarie relazioni che il sesso o la fantasia sessuale offre a coloro le cui necessità sono in primo luogo relazionali.

Il sesso é potente a causa delle sue qualità simboliche che ruotano attorno al contatto, al controllo e alla valorizzazione. Vi è un enorme potere simbolico nell'unirsi con un'altra persona, quando entra nel mio corpo o io nel suo. Essere tra le braccia di un altro offre una sensazione di sicurezza, di nutrimento, di desiderabilità. Il sesso mi può dare la sensazione di valere anche se sono soltanto utilizzato da un'altra persona.

Per un uomo o una donna con desideri omosessuali alcuni dei bisogni più profondi possono essere soddisfatti temporaneamente attraverso il sesso.

Ti senti solo? Il sesso ti mette in contatto con un'altra persona. Ti annoi? Il sesso è eccitante. Senti di non avere alcun valore? In un rapporto sessuale (reale o immaginato) qualcuno mi vuole. Scarso senso di identità sessuale? Posso mettermi in contatto con la mascolinità o la femminilità di cui ho un intenso bisogno; qualcuno mi vuole perché sono uomo o perché sono donna.

I collegamenti sono potenti e nel corso del tempo, attraverso anni di contatti sessuali o fantasie masturbatorie, diventano sempre più forti. I nostri bisogni e l'espressione sessuale con la quale soddisfiamo tali bisogni diventano come incollati da un super-colla o da una saldatura.


Come spezzare il collegamento

In questo caso, come facciamo a spezzare il collegamento tra i nostri bisogni e il sesso? E' difficile ma può accadere a chiunque di noi. In primo luogo, dobbiamo riconoscere che tale collegamento esiste. Gran parte delle persone che si presentano nel mio studio per la prima volta, persino alcune delle più promiscue, sono già consapevoli del collegamento. Dicono: "Lo sa, non ero alla ricerca del sesso ma di qualcuno che mi amasse".

In secondo luogo, abbiamo bisogno di pregare ogni giorno affiché questo collegamento venga spezzato. Questa preghiera quotidiana non solo manterrà viva in noi la consapevolezza dell'esistenza del legame, ma se non saremo in grado di spezzarlo con le nostre forze, la preghiera potrà "permettere" a Dio di fornirci il solvente che inizierà a dissolvere tale legame.

In terzo luogo, abbiamo bisogno di determinare, con un nostro atto di volontà o anche attraverso la preghiera, quali sono le reali esigenze e poi cercare di trovare modi legittimi di soddisfarle. Esse possono essere diverse per ciascuno di noi. Non dovremmo concentrarci su un bisogno solo perché è stereotipicamente presente in una persona omosessuale.

Identificare un bisogno e quindi cercare di trovare modi legittimi per soddisfarlo è di fondamentale importanza. Se, per esempio, vi sentite soli, in genere ciò non è a causa di circostanze legate all'ambiente che vi circonda, ma probabilmente le cause vanno ricercate dentro di voi o nel vostro modo di relazionarvi con le persone. Dire: "Esci e stringi qualche amicizia" è un consiglio di scarso valore; trivializza i vostri problemi e le vostre necessità. Imparare a relazionarsi in maniera vivificante e non-sessuale richiede un enorme sforzo. Tuttavia può essere una chiave importante per la vostra guarigione.

Analogamente, se il tuo problema è un profondo senso di mancanza di valore, posso dirti, fino a diventare blu in viso, che hai un valore inestimabile perché Gesù è morto per te, ma fino a quando non incontrerai questa realtà nel tuo cammino con il Signore, le mie parole non serviranno quasi a nulla. Trovare il nostro valore in ciò che noi siamo nel Signore, piuttosto che nell'essere sessualmente desiderabili, é possibile solo trascorrendo dei momenti speciali in tranquillità con Colui che ci da valore. Tali momenti possono essere essenziali per la nostra guarigione.

Inizialmente, quando i bisogni sono schiaccianti, spesso solo il Signore può soddisfarli. Egli può, quindi, essere il vostro primo strumento di guarigione. Poi, quando l'intensità dei bisogni diminuisce, Egli può collocarvi in un luogo ove altri cristiani, uomini e donne, possono iniziare a soddisfarli.

Avere uno scopo

Un modo per accelerare il processo che spezza il legame tra le nostre esigenze e il sesso è quello di cercare di trovare uno scopo nella vita. Gran parte dei bisogni che ci spingono al sesso - la solitudine, la noia, la sensazione di mancanza di valore - possano essere soddisfatti quando si scopre uno scopo per la nostra vita. Avere uno scopo implica vivere per gli altri o per qualche causa superiore, significa focalizzare la nostra vita su qualcosa al di fuori di noi stessi. Molte delle persone nel nostro ministero anticipano i tempi della loro guarigione prestando un servizio agli altri, come leader di gruppi o come insegnanti. La scoperta di uno scopo e il dover affrontare le inevitabili sfide che si incontrano nel cercare di realizzare questo scopo fa aumentare la nostra consapevolezza della nostra reale dipendenza da Gesù. La dipendenza dal sesso non offre nulla.

Mentre spezziamo il legame anche i vecchi modelli di risposta vengono spezzati. Le risposte immediate agli stimoli sessuali diventano meno frequenti. Il nostro modo di usare il sesso per soddisfare bisogni non sessuali ha decisamente caratteristiche di dipendenza simili a quelle generate da droghe. L'astinenza spezza le dipendenze. Talvolta le nostra dipendenze sono fisiologiche. Dopo la mia iniziale di guarigione, una cosa che mi è mancata molto è stata l'eccitazione di andare in cerca di nuovi incontri, di vagare alla ricerca di una preda, l'emozione di correre dei rischi in quello che facevo. In una certa misura ero schiavo delle mia adrenalina. Per risolvere questo problema é necessario del tempo.

Ad un certo punto della tua guarigione sarai in grado di pensare al sesso omosessuale come a qualcosa di separato dai reali bisogni che ti hanno spinto a farlo e ti renderai conto che il sesso non era ciò che realmente volevi.

Non preoccupatevi se la consapevolezza di un bisogno susciterà di nuovo nella vostra mente l'idea di una potenziale "soluzione" sessuale. Pur ricordando che una volta il sesso vi forniva un sollievo temporaneo, con il passare del tempo, diverrete consapevoli, a livelli più profondi del vostro essere, che la sessualizzazione delle vostre esigenze era un vicolo cieco.

Dio vuole guarirvi. La maggior parte delle volte non lo farà con un improvviso e drammatico miracolo; ci vorrà un pò di tempo. Tuttavia, il processo di cambiamento subirà un'accellerazione man mano che sarete in grado di scollegare le vostre reali esigenze dal sesso. Mentre ciò accade, Egli inizierà a soddisfare quei bisogni ed inizierà a mostrarvi come altre relazioni umane sono in grado di soddisfarli. Il sesso non potrà mai soddisfarli.


Copyright © 1994, Alan P. Medinger and Regeneration. Tutti i diritti riservati. Pubblicato sul web con il suo permesso.