mercoledì 1 luglio 2009

Testimonianze di ex omosessuali- Kristin Johnson: Ecco cosa ho trovato ad attendermi



ECCO COSA HO TROVATO AD ATTENDERMI

di Kristin Johnson 

(Direttore Esecutivo di OnebyOne)


Tesimonianza pubblicata su  



Sono cristiana da quando avevo 5 anni e sono figlia e nipote di ministri presbiteriani, tuttavia ho lottato con l'attrazione per persone del mio stesso sesso. Ho avuto anche relazioni "malsane" con uomini.

Anche se al liceo uscivo con i ragazzi mi sentivo ambivalente nei loro confronti. Ero molto socievole e attiva. Dedicavo il mio tempo alla musica, al teatro, a fare la ragazza 'pon-pon' e ad altre attività. Ma dietro questa vita attiva e "normale" dentro di me lottato con la mia sessualità e con l'immagine che avevo di me stessa.

Al college ebbi una relazione non fisica ma emotivamente dipendente con la mia compagna di stanza che durò più di quattro anni. Ero terrificata del sentimento di amore romantico che provavo per lei e cercavo di convincermi che il nostro rapporto fosse semplicemente una profonda amicizia. A causa del mio attaccamento a lei non mi sentivo motivata ad uscire con i ragazzi né desideravo il matrimonio.

Dopo il college, tuttavia, ebbi rapporti sessuali con uomo mentre mi trovavo all'estero. Mi sentivo sollevata per il fatto di trovarmi tra le braccia di un uomo anziché di una donna. Ma la perdita della mia verginità, la mia crescente promiscuità e l'occasionale abuso di alcool iniziò a farsi sentire. La mia relazione con quest'uomo terminò con un aborto spontaneo.

Alla fine, verso i 30 anni, ho messo in pratica i miei sentimenti omosessuali ed ho avuto un rapporto fisico ed emotivo con una donna. All'inizio mi sentivo euforica ma, nello stesso tempo, era come se dentro di me infuriasse una guerra. Cercavo di riconciliare l'essere cristiana con il fatto di vivere un rapporto omosessuale.

Mentre pregavo lottavo con Dio. Gli facevo domande e lo imploravo. Cercavo di trovare la pace leggendo libri che descrivevano persone cristiane che avevano riconciliato la propria fede con l'omosessualità. Ho anche provato a frequentare una chiesa che accoglieva queste vedute. Tuttavia la mia ansia aumentava poiché Dio mi mostrava, mentre leggevo le Scritture, che il suo progetto per la mia sessualità era scritto a chiare lettere nella Genesi e nelle parole di Gesù.

Sebbene comprendessi il significato delle Scritture, i miei sentimenti e i miei bisogni avevano il sopravvento su ciò che sapevo essere vero. Per me, dire "no" a quella relazione era come se qualcuno mi dicesse "Kristin, non meriti di essere amata così. Non sarai mai amata come sono amati gli altri". Questi pensieri producevano in me fortissimi sentimenti di rabbia e di paura. Ogni volta che sentivo che il Signore mi stava mostrando chiaramente che dovevo terminare la relazione con questa donna scoppiavo a piangere incontrollabilmente ed ero arrabbiata con Lui per la sua apparente crudeltà nel volermi privare di quei momenti di intimità.

E tuttavia, nonostante la mia resistenza e la mia paura, alla fine mi ritrovavo in ginocchio a terminare la preghiera che avevo iniziato: "Gesù, ti amo, non so cosa fare... ma sia fatta la tua volontà."

Dio ha risposto alla mia preghiera ma le sue risposte non sono state facili da seguire. Il rapporto omosessuale terminò improvvisamente. Dovevo letteralmente "trascinarmi via" dai luoghi e dalle persone che rappresentavano un rischio di ricaduta. Ho dovuto anche gestire la mia rabbia verso Dio per la mia situazione. Non è stato facile. Ero sola. Ero tentata. Le difficoltà continuavano ad insinuarsi nella mia vita ed era duro essere single nonostante avessi pregato e supplicato di sposarmi finalmente ed avere dei figli. Mi sentivo sola e trovavo difficilissimo continuare a frequentare la chiesa.

Ma in questo isolamento e sofferenza la mia paura più grande, quella di non sperimentare mai più una relazione intima e colma di passione, non si è realizzata. Accadde una cosa straordinaria. Scoprii che Gesù era la migliore fonte di amore che avessi mai conosciuto.

È stato l'intenso e rivelatore amore di Cristo che mi ha condotta all'obbedienza, ed è stata la mia obbedienza a Cristo che mi ha condotta alla guarigione sessuale e alla completezza.

Sebbene avessi sempre amato Dio, non avevo mai totalmente creduto che Egli desiderava intensamente prendersi cura di me e soddisfare tutti i miei bisogni. Ancora adesso a volte devo fermarmi un momento e lasciare che Dio mi rammenti questa verità: che Egli è buono, che avrà cura di me e che mi ama più di quanto io possa comprendere.

Il mondo voleva farmi credere che avrei trovato la mia identità abbracciando l'omosessualità, abbracciando una "sana" attività sessuale" oppure abbracciando "l'uomo giusto". Ma la mia identità e il mio valore li ho trovati (e lì trovo) abbracciando ed obbedendo al mio Creatore, mio Signore e Salvatore. Poiché sono figlia ed erede del Dio vivente.

Il mio più grande timore, quando confessavo il peccato e mi allontanavo da esso, era il pensiero che Dio non avesse preparato nulla per me ad attendermi dall'altra parte. Quanto mi sbagliavo. Adesso sono una testimone vivente delle Scritture che attestano che Dio è in grado di fare incommensurabilmente di più di quanto noi possiamo chiedere o immaginare, grazie al suo potere che "opera" dentro di noi. A lui sia tutta alla gloria nella Chiesa ed in Cristo Gesù attraverso tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.

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 Kristin Johnson, M. Div., è il Direttore Esecutivo di OnebyOne. OnebyOne è stata costituita nel gennaio del 1995 da pastori presbiteriani e da leaders laici di ogni angolo degli Stati uniti, preoccupati della mancanza di una tale ministero all'interno della PCUSA*. La loro missione è quella di educare e di fornire alla chiesa gli strumenti necessari per amministrare la grazia trasformatrice del Signore Gesù Cristo a tutti coloro che sono in conflitto con la propria sessualità.
Potrete trovare ulteriori informazioni sull'organizzazione visitando il sito www.oneby1.org. OnebyOne è un'organizzazione Non-Profit.

*The Presbyterian Church (U.S.A.)


Traduzione di Patrizia B.