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venerdì 11 settembre 2009

Omosessualità femminile: Il cambiamento viene da dentro



Il CAMBIAMENTO
 VIENE DA DENTRO

di Janet Boynes

pubblicato su Exodus International


Un fattore importante che mi ha spinta verso lo stile di vita lesbico é stato la violenza che ho sperimentato e di cui sono stata testimone da bambina. I miei genitori sono stati mia madre single e i quattro uomini che hanno fatto da padre ai sette figli di mia madre. Trascorrevo il mio tempo con i ragazzi ed avevo acquisito la fama di bullo.

Mi sono trasferita da Philadelphia a St. Paul per frequentare il college e ho donato la mia vita a Cristo nella chiesa di Jesus People.

Pur uscendo con gli uomini avevo ancora paura di loro. In seguito mi sono fidanzata con un bravissimo ragazzo cristiano e ci siamo iscritti ad un corso prematrimoniale presso la nostra chiesa.

Ma mi sentivo sola. Il mio fidanzato viaggiava molto, così trascorrevo molto tempo con le amiche. Una notte, una ragazza che avevo incontrato sul luogo di lavoro, ha cercato di avere un rapporto sessuale con me. Io mi sono sentita presa alla sprovvista e non ho detto di no. Ho compreso immediatamente cosa deve aver provato Eva. Un sentimento di condanna! Il giorno dopo ho cercato il mio pastore e lui mi ha detto che, ovviamente, il matrimonio doveva essere annullato.



Devastata e pentita, ho detto tutto al mio fidanzato. "No, quella non sei tu", ha protestato. "Hai soltanto fatto un errore." Ma avevo la sensazione fortissima che Dio avesse distolto lo sguardo da me perché io mi stavo allontanando da Lui. Non c’è speranza, pensavo, perciò tanto vale che mi conceda "una stagione di divertimento.”


Adesso che sono passati diversi anni so che mi sbagliavo su tutta la linea. Dio non mi ha mai abbandonata. Ha continuato a proteggermi e ad operare nella mia vita. Nello stile di vita gay non ho mai trovato le soddisfazioni che cercavo. Al contrario, sono passata da una relazione all'altra diventando totalmente confusa.

Essere gay piaceva a Dio? Avrei dovuto cambiare sesso? la mia vita da cristiana era finita per sempre? Sarei morta prima di potermi pentire e tornare dal Signore?

Dentro di me sentivo che soltanto il Signore poteva salvarmi. La Bibbia non dice che Gesù va in cerca di tutte le Sue pecorelle smarrite? A volte, quando vedevo sull'autobus delle persone che leggevano la Bibbia, desideravo correre da loro e dirgli, “Aiutatemi! Sono una cristiana che si è allontanata da Dio e non so come tornare da lui.”

Trascorsero 14 anni. Avevo un'impresa di pulizie e una casa a Maple Grove.

Ogni volta che passavo davanti alla chiesa di Maple Grove, vicino a casa mia, una voce dentro di me mi diceva che un giorno avrei frequentato quella chiesa. il presentimento era così forte che ne parlai anche con la mia ragazza ridendoci sopra. Tuttavia l'idea non mi abbandonava anche se mi drogavo, anche se tradivo la mia ragazza fissa, soffrivo di disturbi alimentari ed ero estremamente infelice. Sapevo che il Signore stava bussando alla porta del mio cuore (Apocalisse 3:20) ma non sapevo come o persino "se" avrei dovuto rispondere.

Una volta, alle tre del mattino, sono andata al supermercato e ho incontrato una donna nel parcheggio con la sua spesa. Mi disse che aveva aiutato suo figlio a trasferirsi nel Northcentral Bible College, così ho capito subito che era cristiana. Abbiamo parlato molto, dopodiché lei mi ha invitata ad andare nella sua chiesa, proprio quella di Maple Grove!

Accettai il suo invito e alcuni giorni dopo mi recai al suo corso di studi biblici. Arrivai in ritardo e trovai già sedute nove donne dall'aspetto femminile. Ero vestita come un ragazzo, con jeans, una vecchia camicia e con una fascia intorno ai miei capelli corti. Desideravo piacergli.

Sapevo di volere Gesù ma non avevo idea di come tornare da lui. Quelle donne mi hanno accettata così come ero. Hanno risposto alle mie domande e mi hanno aiutata in tutti i modi possibili. Quando gliel’ho chiesto, mi hanno dato indicazioni su come vestirmi e applicare il make-up.

Mi hanno spiegato cos’è la lotta spirituale e mi hanno aiutata a distruggere la roccaforte che il diavolo aveva eretto sulla mia vita.

Il cambiamento in me fu così radicale che decisi di vendere la mia casa e di trasferirmi per un anno presso una famiglia cristiana. Avevo bisogno di rimodellare il mio stile di vita vivendo una sana vita familiare e di avere qualcuno a cui dover rispondere della mia condotta. Non avrei mai potuto sopravvivere come cristiana senza quella famiglia. A poco a poco il disordine che avevo dentro di me é diventato un messaggio di salvezza. E’ stata una vera e propria lotta ma desideravo Dio più di quanto desiderassi lo stile di vita lesbico.

Sono trascorsi sei anni e sto ancora con Dio. Prego ogni giorno di non ricadere nelle vecchie abitudini. Cerco di rimanere trasparente, responsabile e di controllare i miei pensieri. Non avrei mai potuto cambiare la mia vita da sola ma adesso posso dire: "Guardate quello che il Signore ha fatto!"

So che Dio vuole che io parli di queste cose. Hollywood fa apparire lo stile di vita omosessuale così affascinante. Gli attivisti gay stanno spingendo in modo aggressivo affinché la società appoggi i loro progetti. Ma dobbiamo ricordare che Dio "si occupa di trasformazione" e desidera trasformare le nostre vite. Le donne cristiane a Maple Grove mi hanno amata ed hanno trascorso del tempo con me; ciò ha acceso il mio desiderio di crescere spiritualmente.

Troppi omosessuali e lesbiche "odiano" i cristiani e si sentono condannati. Ma è l'amore di Cristo - non la condanna - che ci spinge verso di pentimento. Dopo tutto, tutti vogliono la stessa cosa: amore e accettazione.

Quando Dio ci chiama dalle tenebre alla sua luce (I Pietro 2:9), lo fa con amore.

Dopo aver frequentato la conferenza di Exodus International sull'omosessualità la scorsa estate, mi sono sentita molto incoraggiata e sono ansiosa di lavorare con loro per raggiungere la comunità afro-americana.

Il mio messaggio e il mio cuore continueranno ad essere con coloro che lottano con l'omosessualità. Desidero aiutarli portando il messaggio alla chiesa intera, oltre le linee di demarcazione razziali. Credo davvero che ciò che Dio ha fatto nella mia vita può farlo anche nella vita di tutti coloro che glielo chiedono.

Janet Boynes ha condiviso pubblicamente la sua testimonianza con molte platee, tra cui una conferenza sulle donne a Minneapolis alla quale ha partecipato anche il senatore del Minnesota Michele Bachmann, un instancabile difensore dei valori della famiglia. 

Tradotto da Patrizia B.

giovedì 3 settembre 2009

Omosessualità femminile: Comprendere la donna lesbica



COMPRENDERE LA DONNA LESBICA

di Andria L. Sigler-Smalz,
Consulente Clinico Pastorale





Andria L. Sigler-Smalz ha fondato e dirige il “Journey Christian Ministries”. Il suo ministero si trova in Lake Elsinore, California, dove abita con il marito e il figlio. Si è specializzata, come consulente pastorale clinica, nella terapia di orientamento cristiano per le persone in difficoltà a causa del conflitto tra il loro stile di vita ed i loro valori.

Durante i suoi 14 anni di carriera Andria ha lavorato con diverse centinaia di uomini e donne che lottano con l'omosessualità e le problematiche connesse con questo stile di vita. Offre consulenze a genitori di adolescenti ad alto rischio. Si occupa inoltre di questioni relative all’abuso di sostanze stupefacenti. Tra le sue credenziali Andria conta la sua istruzione, un’ampia formazione e la propria personale esperienza di vita. E’ frequentemente relatrice in conferenze e seminari ed è stata intervistata da mass media radio-televisivi.



Caratteristiche delle Relazioni Lesbiche

Riconoscendo che vi sono delle eccezioni alle comuni psicodinamiche, vorrei brevemente descrivere alcune delle caratteristiche distintive delle relazioni omosessuali femminili.

La prima, che riflette una differenza fondamentale tra uomini e donne, è che il sesso e l’attrazione sessuale non sono necessariamente componenti chiave delle relazioni lesbiche. In molti casi il sesso ha un ruolo minore e, occasionalmente, inesistente. Invece, l'attività fisica più apprezzata è la manifestazione affettiva che implica un contatto. Il sesso diventa una componente critica quando simboleggia l’intimità emotiva. La spinta propulsiva nella relazione lesbica è alimentata da deficit emotivi e affettivi vissuti durante la crescita e derivanti dal rapporto con persone dello stesso sesso; in generale, tali deficit non sono sessualizzati come lo sono nell’omosessualità maschile. Per le donne omosessuali “l’attrazione emotiva” svolge un ruolo più critico rispetto all’attrazione sessuale.

In questi rapporti sembra esserci una capacità di attaccamento particolarmente forte, tuttavia un esame più attento rivela comportamenti che indicano un fragile legame relazionale denso di paure e di angosce. L’origine dei conflitti risiede nella formazione dell’identità personale. E’ evidente, ad esempio, come il timore dell’abbandono, le lotte per il potere, il desiderio di controllo e di fusione con un'altra persona servano ad ottenere un senso di sicurezza e di significato.

Le relazioni tra donne tendono ad escludere i rapporti sociali e non è insolito per una coppia lesbica ridurre sempre più il contatto con familiari ed amici. Questo graduale “restringimento” serve a garantire il controllo e a proteggere dalla separazione e da quelle che vengono percepite come minacce al fragile legame della coppia.

Mentre le relazioni lesbiche durano generalmente più di quelle tra uomini, esse tendono ad essere caratterizzate da una maggiore intensità emotiva e sono tenute insieme con il "collante" della gelosia, con un eccesso di possessività e con vari comportamenti manipolativi. Durante il rapporto gli "alti" sono molto intensi e i momenti di conflitto, estremi. Trascorrere tantissimo tempo insieme, telefonarsi frequentemente, uno sproporzionato scambio di biglietti e regali, un inizio affrettato della convivenza e la fusione delle rispettive finanze sono solo alcuni dei modi per difendersi dal timore della separazione. In tali rapporti sono evidenti i segni dell’alterazione di un sano attaccamento – vale a dire, una eccessiva dipendenza emotiva ed una sorta di irretimento.

Non è raro per le amanti lesbiche nutrire sentimenti del tipo "non posso vivere senza di te". Una cliente una volta mi disse: "Non so come potrei vivere senza di lei. Prima che entrasse nella mia vita mi sentivo così vuota. Adesso lei è la mia vita."

Vi è spesso un elemento di disperazione nell’attrazione emotiva in queste donne. Una cliente, riconoscendo che le sue relazioni lesbiche rappresentano il suo bisogno di amore materno, mi ha spiegato: "Quando mi capita di incontrare una donna dalla quale mi sento attratta, è come se una voce proveniente da qualche parte dentro di me dicesse: 'Vuoi essere la mia mamma?' E’ un sentimento irresistibile e fortissimo, ci si sente indifese. Improvvisamente mi sento piccola. Desidero essere notata da lei, voglio essere speciale per lei; questo bisogno si impadronisce della mia mente".

Un’altra cliente mi ha parlato di come si sentiva durante i periodi di separazione dalla sua fidanzata lesbica. Mi ha detto: "Mi ricordo quella terribile sensazione – quel tormento, quella profonda ansia in fondo allo stomaco. Era la stessa sensazione che avevo da bambina ogni volta che dovevo allontanarmi da casa o nelle rare occasioni in cui dormivo fuori con le mie compagne. Le altre ragazze si divertivano un mondo ma io desideravo soltanto essere a casa mia. E 'stato sempre molto difficile lasciare la mia mamma".


Identità di Genere e Lesbismo

Ciò che è facilmente osservabile nella popolazione lesbica è un ampia varietà di caratteristiche e di modi di apparire. Così come ci sono (paradossalmente) donne eterosessuali che non si sentono "a proprio agio" nella propria femminilità, ci sono anche donne lesbiche che sono contente di essere donne ed hanno un aspetto molto femminile. Dico questo per dissipare il comune pensare che un’apparenza da "maschiaccio" o il preferire attività tradizionalmente non femminili indicano una donna lesbica.

L’identità di genere ha a che fare con il sentirsi bene con se stessa in quanto donna e con il grado di disinvoltura nell’interagire e nell’identificarsi con altre donne. Il lesbismo riguarda sia la preferenza per persone dello stesso sesso per soddisfare desideri psicologici inconsci sia la paura di una connessione intima con il sesso opposto.

Nel lesbismo la donna è "bloccata" nel suo sviluppo e quindi non in grado di procedere e raggiungere una sana eterosessualità. Il periodo e il modo in cui tale sviluppo viene ostacolato influisce sull’entità dei problemi di identità di genere che la donna sperimenta.


Atteggiamenti negativi nei confronti degli uomini

Alcune donne lesbiche sperimentano sentimenti negativi e conflitti interiori quando si relazionano con gli uomini, Ciò contribuisce alla loro incapacità di abbracciare l'eterosessualità. Alcune si identificano fortemente con il femminismo radicale. Le donne vengono considerate persone dotate e desiderabili mentre gli uomini sono visti come inferiori, fissati con il sesso e piuttosto inutili. Descrivendo la scena di un uomo e una donna abbracciati in uno stadio di baseball, una cliente lesbica mi ha detto "Era così disgustoso. Riuscivo solo a pensare: che cosa ci trova in lui, e come ha potuto lasciarsi toccare da lui!”

Non è raro per coloro che sono state coinvolte nello stile di vita lesbico per un lungo periodo di tempo sperimentare una sempre maggiore avversione verso le relazioni eterosessuali.


Considerazioni sul trattamento

Ai fini del trattamento della cliente lesbica che desidera abbracciare il processo di cambiamento è necessario valutare individualmente la persona nel suo complesso. E’ importante che il terapeuta individui la struttura della personalità della cliente. Ad esempio, il terapeuta deve essere in grado di comprendere se é in presenza di conflitti di separazione-individuazione tipici di una persona borderline oppure della fragile autostima di una narcisista, o ancora, del timore dell’attaccamento tipico di una persona schizoide? La comprensione dei principali conflitti interiori di queste donne permetterà al terapeuta di comprendere il significato del loro comportamento. Tali informazioni consentiranno di procedere utilizzando appropriati interventi per ciascuna particolare cliente.

E’ importante inoltre notare il grado di intensità dei sentimenti, i pensieri e comportamenti ossessivi compulsivi della cliente. Maggiore è la compulsività più intensa è l'ansia e/o la depressione che possono emergere quando la cliente inizia a separarsi dalla sua partner oppure quando sceglie di non "mettere in pratica" i propri sentimenti di attrazione emotiva e sessuale. Questa è spesso la parte più difficile del trattamento e assomiglia molto al trattamento adottato per le persone che lottano con la tossicodipendenza.

Il genere sessuale del terapeuta è molto importante; tuttavia, la cliente sa operare la scelta necessaria in quanto, nel processo di selezione, la sua attrazione emotiva la induce a scegliere una terapeuta donna anziché uomo. Nel corso del tempo la cliente tenterà di interagire con la terapeuta nello stesso modo in cui interagiva con le sue partner lesbiche. Per questo motivo, pur mantenendo un atteggiamento di apertura verso la cliente, la terapeuta deve tuttavia stabilire dei limiti e saper distinguere tra fornire un’assistenza adeguata e gratificare i desideri della cliente. L’utilizzo del transfert e del contro-transfert nel rapporto cliente-terapeuta si è dimostrato estremamente efficace per la guarigione.

Le questioni da cui scaturiscono i problemi di identità di genere della cliente dovrebbero essere comprese dalla terapeuta prima di iniziare la discussione su di esse. Comprendere il significato dei comportamenti della cliente può aiutare a determinare se e quando questo argomento sarà affrontato. Per esempio, quando era bambina, la cliente adottava un atteggiamento di “distacco difensivo” nei confronti di sua madre per proteggersi da un ulteriore (reale o percepito) rifiuto? Esistono alcune influenze culturali? La cliente si difende dalle advance degli uomini a causa di abusi sessuali subiti in passato?

Altri interventi essenziali includono il sostegno spirituale, il monitoraggio della depressione, offrire consigli pratici per accrescere la sua capacità di relazionarsi e incoraggiare la cliente a coltivare amicizie che la sostengano, in appoggio alla terapia.

La durata del trattamento è generalmente a lungo termine e molti traggono il maggior beneficio da due o tre sedute a settimana. Il terapeuta che viaggia frequentemente, che sa in anticipo che non sarà in grado di continuare il rapporto terapeutico (vale a dire, che prevede di trasferirsi o abbandonare l’attività) o che sta vivendo una crisi personale, deve riflettere attentamente prima di accettare un cliente. L’affidabilità e la costanza del terapeuta sono elementi importanti nel trattamento delle donne omosessuali.


Prognosi

Come in qualsiasi tipo di trattamento il successo dipende da molti fattori. Alcuni dei fattori sono sotto il diretto controllo della cliente - come la sua determinazione e motivazione al cambiamento, la regolare presenza alle sessioni e la sua collaborazione al trattamento. Altri importanti fattori che possono determinare il grado di successo concernono le caratteristiche del terapeuta. Il terapeuta dovrebbe essere in grado di stabilire una connessione pur mantenendo una ben delineata differenziazione, avere competenze ed esperienza o perlomeno le necessarie qualifiche. Altre considerazioni per la prognosi includono l'età, la storia, il tipo di personalità ed il livello globale di funzionamento della cliente.

Nel mio lavoro con le donne ho scoperto che si tratta di un processo lento e faticoso. Tuttavia la fatica offre anche ricompense. E 'sempre un privilegio assistere una cliente nel cammino per divenire una persona più sana e spesso mi sento ispirata dalla determinazione delle miei clienti.

Poiché la lotta lesbica è un sintomo del dolore e dei conflitti interni di una donna, raggiungere la capacità di sani rapporti con persone dello stesso sesso e del sesso opposto è una manifestazione di guarigione e di crescita interiore. Molte donne lesbiche che desiderano il cambiamento riescono a realizzare pienamente i loro obiettivi. E anche coloro che non hanno ancora realizzato i loro obiettivi continuano a crescere e a cambiare attraverso la terapia, sperimentando una maggiore auto-comprensione e senso di integrità personale.

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Recentemente mi è stato chiesto di fare la recensione di uno strumento di valutazione utilizzato per misurare il grado di cambiamento in individui che si erano serviti della psicoterapia per transitare dall’omosessualità all’eterosessualità.

Nella prima bozza del modulo di valutazione le domande erano rivolte principalmente ai maschi omosessuali. Se a questi formulari avessero risposto delle donne esse avrebbero totalizzato un quoziente di cambiamento più elevato rispetto a quello effettivamente raggiunto. Le domande erano basate sulla presunzione che l'omosessualità maschile e femminile siano sostanzialmente identiche e riguardino semplicemente l’attrazione fisica e sessuale per lo stesso sesso.

Mentre possono esserci analogie eziologiche nell’omosessualità maschile e femminile, vi sono particolari differenze nella natura di questi problemi e nelle loro manifestazioni esteriori. La stessa comunità gay riconosce queste differenze. Per questo motivo molte donne preferiscono essere chiamate "lesbiche" piuttosto che "gay" o omosessuali e la popolare organizzazione di servizio pubblico si chiama "Centro Gay e Lesbiche".

 

Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2008
Pubblicato su NARTH

Traduzione di Patrizia B.