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sabato 31 ottobre 2009

Testimonianze di ex omosessuali: Testimonianza di Chiara


Testimonianza di Chiara

Postata sul forum di questo blog 
il 28 dicembre 2007
 




Chiara ha detto...

Secondo me le persone che non sono riuscite ad uscire dall'omosessualità non ce l'hanno fatta perché non hanno mai preso una DECISIONE DEFINITIVA: hanno tentennato e non erano abbastanza motivate.

Se si é veramente decisi e la volontà non vacilla allora si é anche disposti ad affrontare enormi sacrifici per arrivare alla méta. Io ci ho messo quasi 20 anni per liberarmi dell'omosessualità. Ho iniziato a scoprire la forza che viene dalla preghiera tanti anni fa. Grazie ad essa ritrovavo equilibrio e un certo grado di serenità ma continuavo ad avere rapporti omosessuali perché credevo di non poterne farne a meno: In realtà non VOLEVO farne a meno. Insomma, tentennavo e continuavo a tenere il piede su due staffe.

Gradualmente però, senza che me ne rendessi conto, la preghiera e le mie "chiacchierate" con Dio mi hanno cambiata: diventavo più stabile, matura e serena e, contemporaneamente, i desideri omosessuali si facevano meno intensi.

Ma la svolta c'é stata quando ho DECISO di rinunciare definitivamente ai rapporti omosessuali. Si tratta di SCEGLIERE e non é per niente facile. Non é facile scegliere di ricorrere alla preghiera e chiedere a Dio di calmare i tuoi impulsi quando tutto quello che desideri dalla vita in quel momento é cedere a quegli impulsi.

Eppure é proprio in quei momenti che é importante SCEGLIERE di pregare, non importa dove ti trovi, va bene qualsiasi posto. Io ho pregato soprattutto con le preghiere che mi hanno insegnato da bambina, come il Padre Nostro, l'Ave Maria, l'Atto di dolore... non c'é bisogno di seguire un corso per imparare a pregare.

Ogni volta che sentivo il desiderio intenso di avere dei rapporti dovevo trovare la forza di pregare e parlare con Dio per placare quel desiderio. RINUNCIARE a una persona in carne ed ossa, soprattutto se nei sei innamorata, é DIFFICILISSIMO.

Nel mio caso ho trovato una forte motivazione nelle persone che amo e che hanno bisogno di me. Volevo essere per loro una persona stabile, equilibrata e capace di dare amore, amore vero e disinteressato.
Vi auguro di trovare la forza di scegliere e di non mollare mai!
venerdì, 28 dicembre, 2007

domenica 18 ottobre 2009

Uscire dall'omosessualità: Decidere di affrontare il dolore

Decidere di affrontare il dolore
Scritto da Alan Medinger


Tranne che per i casi eccezionali in cui Dio opera davvero un miracolo, quasi tutto ciò che deve accadere nella nostra lotta per il superamento dell’omosessualità comporterà del dolore. Il pentimento, il perdono e la crescita personale - che, con la guarigione operata dal Signore, sono gli elementi che permettono di superare l’omosessualità – comportano tutti vari gradi di sofferenza. La riluttanza ad affrontare questa sofferenza costituisce la barriera che impedisce a molti di sperimentare il cambiamento tanto desiderato.

L'omosessualità ha preso forma a causa della nostra risposta al dolore - il più delle volte il dolore del rifiuto, dell’abuso o della scarsa autostima. I modelli di comportamento e di pensiero che hanno portato alla nostra omosessualità sono stati modelli di auto-protezione da questi dolori. Dopo aver sperimentato il dolore nei primi anni di vita, siamo diventati determinati a non metterci mai più nella posizione in cui le esperienze dolorose potrebbero ripetersi. Le nostre risposte possono essere dovute o ad esperienze passate davvero terribili, oppure possono riflettere il fatto che, per un motivo o per un altro, abbiamo una personalità che ha una propensione elevata ad evitare il dolore. In entrambi i casi, senza alcuna volontà di affrontare il dolore, la guarigione non progredirà molto.

Da cosa scaturiscono queste sofferenze così minacciose che la necessità di evitarle diventa un fattore dominante nella nostra vita. Ho individuato sette tra i fattori più comuni:

Umiliazione -- Se provo a fare quello che gli altri uomini (donne) fanno, fallirò e sarò umiliato, e ciò sarà insopportabile.

Essere fisicamente o emotivamente ferito -- Se mi trovo in una posizione di cui non ho il controllo, qualcuno mi farà del male (abuso) e ciò sarà devastante.

Rifiuto -- Non voglio avvicinarmi a nessuno, quindi nessuno potrà rifiutarmi. Non sopporto il rifiuto.

Guardare il buio che c’é dentro di noi -- Mi accorgo del timore che ho di permettere a Dio, allo Spirito Santo, di lavorare dentro di me, in certe aree interiori profonde dove vivono peccati come l'orgoglio e la rabbia.

Una vita monotona - L'unico piacere mi viene dalle mie fantasie. Non sono molto, ma come potrei vivere senza di esse?

Mediocrità -- A meno che non primeggi in qualche area non ho alcun valore, ed io non sopporto di sentirmi inutile.

Una vita casta o solitaria - Se non ho una qualche forma di intimità, non farò altro che appassire emotivamente.


Il modo di affrontare queste sofferenze non è quello di negare la loro esistenza. Rifiuto, umiliazione, solitudine e tutto il resto si verificano - frequentemente - e sono dolorosi. Ma abbiamo due scelte: o rischiare di soffrire e andare avanti con la nostra vita, o rimanere attaccati ai nostri vecchi metodi per evitare la sofferenza. Abbandonare i vecchi metodi significa abbandonare la droga che ci ha sempre tenuti incatenati. La negazione, l'isolamento, il controllo, la lussuria ci permettono di evitare il dolore, ma alla fine si trasformano da nostri protettori a nostri carcerieri. I nostri mezzi per proteggerci sono diventati la nostra schiavitù.


Come possiamo affrontare il dolore quando i metodi per evitarlo si sono radicati in noi così profondamente? Io vedo una sola soluzione. Dobbiamo essere disposti ad affrontare il nostro dolore e lasciare che Gesù ci conforti in esso. Ciò non suona come una buona notizia, non è vero? Ma non conosco nessun altro modo.

Inizialmente, dobbiamo accettare la verità, e cioè, che siamo in grado di sopportare il dolore, anche se il peggio accade. Non ci ucciderà. Non ne saremo distrutti o devastati. Sarà sgradevole, ma siamo in grado di sopportarlo.


Quindi, dobbiamo onestamente e razionalmente esaminare quali sono i costi delle nostre scelte. Evitare il dolore non è un opzione. Piuttosto, dobbiamo chiederci: "Vale la pena di sopportare il dolore per diventare veramente libero?" Non abbiamo la promessa che il Signore si porterà via il nostro dolore? Dopo tutto, anche lui è stato reso perfetto mediante la sofferenza. (Ebrei 2:10 e 5:8) Abbiamo la promessa che Gesù sarà con noi nella sofferenza, ma nessuno sa veramente cosa significa questo fino a quando non si attraversa il dolore insieme a Lui.

E' necessario, inoltre, rendersi conto che il dolore è una parte della nostra vita di Cristiani obbedienti. Il Signore odia i metodi che utilizziamo per proteggerci. Dio detesta vederci imprigionati nell’isolamento e nella paura. Obbedienza significa essere disposti a diventare l'uomo o la donna che Egli ha creato, e non diventeremo tali fino a che non saremo disposti a camminare attraverso il nostro dolore. Ma state tranquilli, la croce è il nostro segno che Gesù passerà attraverso la sofferenza con noi. "E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato." (Romani 5:3-5)

Ci sono buone notizie in questi versi. Sperimentare l'amore e il potere di Gesù nel nostro dolore e nella nostra sofferenza sarà una gioia ancora più grande della guarigione che sperimenteremo.

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Copyright © 1995, Alan P. Medinger and Regeneration. Copyright © 1995. Tutti i diritti riservati. Postato sul web con il permesso.

domenica 4 ottobre 2009

Omosessualità: Le quattro fasi della guarigione - di Doug Houck

Le quattro fasi della guarigione

di Doug Houck



La dottoressa Elizabeth Moberly, nel suo libro Homosexuality: A New Christian Ethic, definisce la condizione omosessuale come "un deficit nella capacità del bambino di relazionarsi con il genitore dello stesso sesso, [unita] alla corrispondente spinta a colmare tale deficit - per mezzo di relazioni omosessuali”. La persona omosessuale cerca di colmare un legittimo bisogno d'amore attraverso il mezzo erotico.

Il bisogno di amore da parte di persone dello stesso sesso é una normale, legittima necessità di ogni persona. Alcune persone colmano questo bisogno in maniera abbastanza soddisfacente e vivono una vita normale. Altre, che tentano di ignorare tale bisogno, sperimentano sentimenti negativi nelle loro interazioni eterosessuali. Per coloro che hanno spinte omosessuali tali bisogni non possono essere né ignorati né soddisfatti.

Crediamo che il bisogno di amore da parte di persone dello stesso faccia parte dell'ordine creato da Dio. La libertà dall’omosessualità non implica l'eliminazione di questa necessità. La libertà dall’omosessualità implica un processo di soddisfacimento del bisogno d’amore.
Questo processo prevede quattro fasi distinte: a) modifica nel comportamento, b) maggiore autostima, c) approfondimento delle relazioni con persone dello stesso sesso, d) scoperta della relazione con persone di sesso opposto o complementare.


PRIMA FASE: la chiamata all’Obbedienza

Il primo passo verso il cambiamento, in ogni aspetto della vita, è quello di modificare il comportamento. I cambiamenti comportamentali produrranno una nuova percezione di chi si è. In tutta la Scrittura troviamo costantemente incitazioni ad obbedire – a prescindere dai nostri sentimenti in quel momento.


Genesi 4:6-7 ci offre l'esempio di Caino. “Il Signore disse allora a Caino: Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo”. Questa conversazione ha avuto luogo prima che Caino uccidesse Abele.

Per la persona che lotta con l'omosessualità, ciò significa troncare rapidamente e completamente tutte le associazioni con lo stile di vita omosessuale. Ciò include persone e luoghi come gli amici gay, bar e gruppi pro-gay, la Metropolitan Community Church e quelle chiese liberali che approvano la persona che compie atti omosessuali.

In questa prima fase del processo di trasformazione Dio ci chiama semplicemente all’obbedienza. In Ezechiele 33 il profeta dichiara la Parola di Dio, "Che l'empio desista dalla sua condotta e viva…Se dico all'empio: Morirai, ed egli desiste dalla sua iniquità e compie ciò che è retto e giusto… osserva le leggi della vita, senza commettere il male, egli vivrà e non morirà" (vs.11, 14,15). Quando obbediamo, riceviamo la benedizione di Dio. Obbedire ed astenersi delle attività omosessuali e da alcuni contesti sociali, è il primo necessario passo. Anche se questi primi passi possono essere traumatici, tuttavia la Parola di Dio ci chiama ad obbedire.


SECONDA FASE: Autostima che origina dalla Grazia
La seconda fase del processo di trasformazione comporta la costituzione dell’autostima. Molti clienti sono appesantiti dal senso di colpa per il loro passato. Spesso la colpa reale è amplificata da falsi sensi di colpa o da false convinzioni riguardo se se stessi. Sì, avete le vostre colpe, ma non siete imperdonabili. Sì, vi siete comportati in maniera sbagliata, ma siete ancora degni di amore, sia dell’amore di Dio sia dell’amore delle persone nella vostra comunità Cristiana.


Uno dei punti significativi di transizione nella mia vita è stato il pomeriggio in cui Ren, un pastore che sapeva che avevo ero caduto sessualmente, ha espresso comunque il suo amore per me: "Doug, ciò che hai fatto mi fa veramente male!" Forse il messaggio non è stato trasmesso con quelle parole, ma certamente è stato trasmesso attraverso il nostro rapporto. Riusciva ad accettarmi per quello che ero - peccato e tutto il resto. In tale situazione, il mio stato d’animo non è salito alle stelle ma almeno, e questo per me è stato importantissimo, non è affondato ancora più in profondità.

Questa seconda fase mi ha fatto conoscere la realtà della grazia, dell’amore e del perdono di Dio. E’ a causa dell'amore di Dio, espresso attraverso la sua grazia e il suo perdono, che chi lotta con l’omosessualità si rende conto di avere un valore intrinseco. Per chi è cresciuto nei tradizionali valori cristiani, questo è il momento di vedere come la teologia si trasforma in vita reale, in realtà personale.


Un altro aspetto di questa fase è quello di iniziare ad accettare voi stessi per quello che siete, anche il vostro aspetto fisico, fondamentalmente immutabile, come la forma del viso, il colore dei capelli e le dimensioni del busto. Ci sono alcune cose che si possono cambiare, come ad esempio il peso, ma è tuttavia molto importante partire dalla premessa che siete degni di amore così come siete.



Se siete stati vittime di abusi sessuali, significa rendersi conto che non siete "merce avariata" a causa di questo evento. Per guidarti nella guarigione interiore ti invitiamo a pregare con il Salmo 139:14 e lo studio delle Scritture, che ci insegnano chi siamo in Cristo.


Infine, dobbiamo anche affrontare l'annosa questione, “Chi sono io?” Abbiamo già cominciato a rispondere a questa domanda esaminando ciò che siamo in Gesù Cristo. Eppure, vi è la necessità di proseguire. Chi sono io come membro della società? Avere un quadro realistico di noi stessi é della massima importanza.


Quando ero al college mi capitava spesso di lasciare che i miei fallimenti definissero chi ero, mentre al tempo stesso, non permettevo ai miei successi di influenzarmi. Un brutto voto su una verifica di filosofia antica per me voleva dire che non avrei mai potuto scrivere nulla. Tuttavia, quando i miei professori di psicologia mi dicevano: "Mi piace il tuo stile di scrittura!" e mi davano un ottimo voto, mi rifiutavo di credere che un giorno avrei potuto scrivere qualcosa di buono.

Questa fase si occupa del potenziamento degli aspetti positivi nella vostra vita. Un numero significativo dei nostri clienti sono disoccupati o sottoccupati. Questo stato li induce a convincersi di essere un fallimento. Trattare con l'autostima, così come è determinata dalle nostre occupazioni, attività sociali e aspettative della nostra cultura è un elemento importante nel processo di guarigione. Imparare a vedere se stessi come Dio ci vede e cominciare ad accettare i complimenti delle persone nel vostro ambiente sociale contribuirà a liberarvi da diversi comportamenti e pensieri controproducenti e degradanti.


TERZA FASE: Stringere amicizie con persone dello stesso sesso

Attraverso la terza fase del processo di trasformazione, la persona in cerca di libertà dall’omosessualità deve stabilire profonde relazioni interpersonali con i membri del suo stesso sesso. Questa fase è analoga al ministero per le esigenze delle persone malnutrite. La preoccupazione principale è quella di fornire alla persona il nutrimento vitale che la manterrà in vita. E’ necessario riportare la persona in piena salute, aumentando lentamente la quantità di nutrimento. Dopo che la persona ha riacquistato completamente la salute, è importante mantenere un costante approvvigionamento di nutrimento attraverso una dieta equilibrata. Troppo nutrimento può causare obesità; troppo poco, la morte.


Per la persona in cerca di libertà dall'omosessualità, il nutrimento passa attraverso la costruzione di relazioni con persone dello stesso sesso. La condizione omosessuale, come descritta da Moberly, è questa mancanza o deficit nei rapporti con
lo stesso sesso. Non si tratta quindi di un problema di rapporto con persone di sesso opposto.


Il nutrimento è disponibile in due modi specifici. In primo luogo è necessario curare le ferite del passato. Vale a dire, la persona deve essere chiamata a perdonare i membri del suo stesso sesso che l’hanno intenzionalmente o involontariamente ferita. I sentimenti di amarezza e rabbia devono essere risolti. In secondo luogo, l'individuo deve cominciare a sperimentare l'accettazione incondizionata e l’amore da parte dei membri del suo stesso sesso. Questo può essere realizzato attraverso la creazione di amicizie con persone dello stesso sesso.


Dopo che la guarigione iniziale si è verificata e la persona è in piena salute, è importante che essa continui a colmare il bisogno di amore per persone del suo stesso sesso. Colmando questo bisogno di amore in modo non sessuale, essa non avrà bisogno di cercarlo attraverso il rapporto omoerotico.

QUARTA FASE: Accettare l’eterosessualità
La quarta fase del processo di trasformazione è la crescita, l’avvicinamento, l'accettazione e l'integrazione con il sesso opposto o complementare. Ciò può avvenire solo quando il bisogno di amore da parte di persone dello stesso sesso è stato soddisfatto e continua ad esserlo. Solo quando la persona ha accettato se stessa quale membro del proprio genere sessuale, l'attrazione verso ciò che è diverso da sé può cominciare a svilupparsi.


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