giovedì 10 dicembre 2009

Omosessualità: Quando la rabbia affiora...


QUANDO LA RABBIA AFFIORA...

Alcuni utilissimi consigli
postati nel forum 






MarcoItaly ha detto...
 
Ciao a tutti...
sto continuando a leggere il libro del Dr. Nicolosi e più vado avanti più si tendono ad accumulare due sentimenti diversi: calma e rabbia.
La calma deriva dal fatto di sapere che c'è una uscita, che si può uscire e finalmente sentiti realizzati. A questo sentimento di calma tende a volte ad aggiungersi un pò di angoscia quando si cade nelle tentazioni o quando ci si accorge della difficoltà a percorrere la strada.

Rabbia soprattutto verso i miei genitori... durante la lettura mi saltano alla mente episodi dell'infanzia dove effettivamente trovo che non mi è mai stata valorizzata la mia mascolinità, sono sempre stato il "bravo bambino" di casa. Eppure non posso dare tutte le colpe ai miei genitori, so benissimo che non è colpa loro (cioè non l'hanno certo fatto consciamente, mi hanno sempre voluto bene) eppure provo questo sentimento di amore-odio che si traduce a volte in rabbia.
Spero di riuscire a crescere e superare questa rabbia. Anche a voi capitano questi sentimenti ambivalenti?
mercoledì, 09 dicembre, 2009


Adeodato ha detto...
Per MarcoItaly: anche io leggendo i libri di Nicolosi o van den Aardweg ho provato i tuoi stessi sentimenti. A volte invece di essere più tranquillo mi sono regalato notti insonni. Penso e spero che la rabbia che si prova sia curativa. Infatti il fatto stessa che emerga vuol dire che è gia presente senza che noi ce ne rendiamo conto indirizzando i nostri comportamenti. 

Quando invece la proviamo esplicitamente è come se la estraessimo la guardassimo in faccia e la affrontassimo. E' come combattere con un nemico in pieno campo di battaglia invece che fuggire come un topolino in gabbia sotto un attacco aereo.

Sul come affrontarla non so darti consigli posso solo dirti di non darle sfogo ma neanche di soffocarla: prova a parlarci, a capire le sue ragioni e stai attento a non ricadere nel vittimismo e nell'autocommiserazione. I genitori vanno perdonati (soprattutto psicologicamente) ma nel vero senso della parola dopo un processo lungo e doloroso, bisogna cercare di evitare quel finto perdono superbo che in fondo è un ennesima sottile forma di vendetta. Dobbiamo far pace con il mondo ed in primo luogo con loro.

Un altro punto difficile è la lotta per la virilità che è una vera conquista. Stiamo attenti a non ricadere in quella finta ricerca di stereotipo maschile ma sviluppiamo le vere qualità maschili ovvero il coraggio, la fermezza e la sicurezza in se stessi. Dobbiamo farlo in una lunga e paziente lotta giorno per giorno senza grandi entusiasmi destinati a spegnersi ma con piccole e profonde soddisfazioni.
i
n terzo luogo, superiamo le nostre paure, le conosciamo bene ma non vogliamo riconoscerle: avviciniamoci a quegli uomini che ci sembrano più inaccessibili (consci anche di un possibile rifiuto) facciamoci conoscere per quello che siamo. Mettiamo da parte la superbia, il narcisismo, la rabbia diffusa verso il mondo ed i brutti ricordi. non perdiamoci in un'analisi minuziosa e angosciante del passato, lanciamoci nel futuro con in mente ben chiaro ciò che vogliamo essere. Non scoraggiamoci nelle ricadute ma virilmente rialziamoci e combattiamoci. ricordiamoci che il nostro domani forse ci farà più saggi, più completi, più esperti e forse anche migliori padri e mariti.

Coltiviamo la purezza, prima che per motivi religiosi, per renderci forti nell'affrontare la nostra lotta e non distrarre la nostra mente con tutto ciò che ne consegue: senso di colpa, angoscia, accensione dei soliti desideri nevrotici. Se vogliamo avvicinarci ad una donna evitiamo di usarla come un oggetto per il nostro cambiamento. Facciamolo solo quando veramente e profondamente ci sentiamo trasformati: rischieremmo di vivere la frustrazione del non successo o peggio ancora di cadere in un autoconvincimento fasullo. Pensiamo prima di tutto a noi ed alla nostra identità senza farci troppe domande sul futuro e vivendo la fiducia su noi stessi e sulle nostre possibilità.

mercoledì, 09 dicembre, 2009