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sabato 2 gennaio 2010

Omosessualità/ Un Cuore Grato: un antidoto alle tentazioni - di Alan Medinger


Un Cuore Grato: un antidoto alle tentazioni

Scritto da Alan Medinger


Vi siete mai chiesti perché le vostre lotte con la concupiscenza sembrano ripetersi ciclicamente? Per qualche ragione lottate con forza contro le vostre tentazioni per un certo numero di giorni o settimane e poi, senza una ragione apparente, la lotta si placa. Quindi, attraversate un periodo relativamente sereno, ma poi, quasi inevitabilmente, le potenti tentazioni ritornano e la lotta ricomincia daccapo.
Quando praticavo l’omosessualità – prima di diventare Cristiano - mi ponevo diverse domande al riguardo. Ricordo anche di aver pensato che forse questa ciclicità aveva qualcosa a che fare con le fasi lunari. A volte sembrava così regolare. Sapevo che questo non accadeva solo a me perché ne avevo sentito parlare da altre persone, e lo avevo anche letto da qualche parte.

Per quanto riguarda le donne, un tale acuito desiderio sessuale potrebbe avere una correlazione con il loro ciclo mensile. Esistono alcune prove di ciò, anche se questa probabilmente non è una risposta esaustiva. Ma per quanto riguarda gli uomini? Non abbiamo nulla che corrisponda ad un ciclo mestruale. La cosa che più gli si avvicina potrebbe essere un accumulo di sperma che crea un desiderio fisico di rilascio. Ma, se così fosse, allora la masturbazione sarebbe la soluzione per alleviare l’intensa pressione; invece sembra verificarsi il contrario. Cedete alla masturbazione oggi e aumenteranno le probabilità di masturbarsi domani. In effetti, per molti uomini questa intensa lotta può andare avanti per giorni, anche settimane. "Liberarsi dalla pressione” non muta la ciclicità.

Allora a che cosa possiamo correlare questi cicli? Che cosa accade dentro (o fuori) di noi che ci fa passare attraverso periodi di lotta intensa con la lussuria? E se ne scopriamo il motivo, c'è qualcosa che possiamo fare per rendere le lotte meno intense o la loro comparsa meno frequente?

Probabilmente non esiste un'unica risposta a queste domande, ma esaminando le mie personali lotte con la lussuria ho scoperto una correlazione che credo possa avere alcune applicazioni piuttosto ampie. Molto brevemente, la mia lotta con la lussuria sembra intensificarsi quando ho un cuore ingrato. Certo ci vorrà qualche spiegazione.


Consentitemi di iniziare commentando la natura fondamentale della lussuria. La lussuria non è come il desiderio sessuale. Mentre siamo propensi a sentire il desiderio sessuale in qualsiasi momento, la lussuria nasce quando decidiamo di prendere il nostro desiderio sessuale e di applicarlo a fantasie, ricordi o immagini specifiche.

Credo che quasi sempre, nell’istante in cui abbiamo un pensiero sessuale, possiamo scegliere se indulgere in tale pensiero oppore rifiutarlo. Questo è il punto critico per quanto riguarda la lussuria. A volte diciamo: "Perseguiro questo piacere soltanto un pochino”. Naturalmente ci si autoinganna. Se invitiamo la lussuria ad entrare essa diventa un ospite da cui è molto difficile sbarazzarsi. Altre volte diciamo: "No, non ho intenzione di farlo", e il desiderio si dissolve senza alcuna vera e propria lotta. Il fatto che si sia in grado di rispondere in modi così totalmente opposti indica che qualcosa di diverso accade dentro di noi nelle due situazioni.

Ciò che voglio dire è che la nostra battaglia con la lussuria dipende in larga misura da come reagiamo quando iniziamo a sentirci tentati, e che qualcosa dentro di noi ci induce a fornire quella prima risposta. Credo che in quel momento avere un cuore grato o ingrato possa fare la differnza.

Nel ministero, così come nella mia vita, ho notato che immediatamente prima di cedere alla lussuria si insinuano due atteggiamenti, due voci, per così dire. Una dice: "Mi merito qualcosa." L'altra dice: "Non merito di soffrire così". I nomi delle due voci sono “Orgoglio e Autocommiserazione”. Esse sono l'antitesi di un cuore riconoscente. L’orgoglio e l’autocommiserazione sono le comuni risposte alla bassa autostima, una condizione considerata da molti come una delle radici più comuni dell’omosessualità - soprattutto maschile.

L’orgoglio è esaltazione dell’Io. L'orgoglio mi dice che merito cose buone. L'orgoglio mi dice che mi sono guadagnato cose buone. L'orgoglio mi dice che io soltanto posso giudicare ciò che è bene per me.

Il piacere sessuale è una buona cosa. "Io merito il piacere sessuale. Con tutto quello che ho fatto di recente me lo sono guadagnato. Davvero, io sono l’unico che ha il diritto di decidere se devo o non devo avere una certa cosa". Queste razionalizzazioni potrebbero essere la causa delle forti tentazioni che ci assalgono dopo aver sperimentato un successo significativo. Nella mia vita, se riesco a portare a termine con molto successo un progetto, una voce dentro di me a volte mi dice che merito un premio.



L'autocommiserazione è l'altra faccia dell’orgoglio. L’autocommiserazione mi dice che sono “poca cosa”. L’autocommiserazione mi dice che la vita non mi ha trattato bene. L’autocommiserazione mi dice che merito un po’ di conforto.

"Merito il diritto di avere un po’ di conforto considerando tutto ciò che devo sopportare nella vita. Non dovrei avere a che fare anche con lotte sessuali dopo tutte le difficoltà che mi tocca affrontare. Dio, semplicemente non sarebbe giusto negarmi un po’ di piacere". Questo tipo di pensiero può essere ciò che ci fa particolarmente desiderare di ritirarci nella lussuria, ogni volta che ci sentiamo arrabbiati o che siamo stati respinti. Un cuore grato, d'altra parte, sa che davvero non meritiamo nulla. Tutto ciò che abbiamo, inclusi i nostri talenti, sono doni di Dio. Non ho bisogno di farmi un regalo perché Dio mi ha già dato molto più di quello che merito. In un cuore grato non c'è spazio per l'orgoglio.

Un cuore grato non si autocommisera né ha bisogno di auto-conforto. Di fronte a problemi o momenti difficili è in grado di osservare la situazione in prospettiva. Da un cuore riconoscente deriva una visione della vita che riconosce che non abbiamo il diritto ad una vita priva di problemi. Non c’è spazio per l’autocommiserazione entro questa prospettiva.

La maggior parte di noi sembra rimbalzare avanti e indietro tra orgoglio e autocommiserazione, dandosi tutti i tipi di giustificazione per immergersi nella piscina inquinata della lussuria. Il cuore è ingannevole, e per vincere la guerra contro la concupiscenza, dobbiamo trovare alcuni modi per cambiare il nostro cuore.

Cercare di sviluppare un cuore riconoscente è qualcosa di molto più profondo della ricerca di un antidoto alla lussuria o di un nuovo modo di resistere alla tentazione. Esso richiede un grande cambiamento nel nostro cuore, un mutamento così profondo che cambierà il nostro modo di vivere. Tale cambiamento ci porterà a rispondere in modo molto diverso quando ci confronteremo con la tentazione della lussuria. Un tale cambiamento è così profondo sarà possibile sperimentarlo soltanto in una vita dedicata quotidianamente alla ricerca di un cammino più intimo con il Signore.

Gli strumenti che ci possono far guadagnare un cuore più grato sono abbastanza ovvi se ci pensiamo un pò. Eccone tre che chiunque può provare:

1. Rendete la preghiera di ringraziamento una parte centrale dei vostri momenti con Dio. Quando mi sento giù o sono irritabile a volte ringrazio Dio per ogni benedizione che mi viene in mente: lo ringrazio per ogni parte del mio corpo, per ogni mia dote, ogni rapporto con gli altri, ogni possesso, e, naturalmente, per le cose più preziose di tutte - la vita , la salvezza, Gesù stesso. Le parole di ringraziamento hanno il potere di cambiarci.

2. Ampliate le vostre intercessioni includendo preghiere per alcune delle persone più bisognose, ovunque si trovino. Ho appena ricevuto un messaggio di posta elettronica con il quale un vescovo in Ruanda chiede di pregare per la terribile sofferenza del popolo nella sua zona. Come possiamo non ottenere una prospettiva più vera della vita quando preghiamo per persone le cui sofferenze sono molto superiori alla nostra.

3. Attraverso la preghiera cercate di scoprire quali sono i vostri atteggiamenti di autocommiserazione o di orgoglio e pentitevi di essi. Nel mio caso, scoprire i miei peccati più profondi e pentirmi ha contribuito al mio cambiamento probabilmente più di qualsiasi altra cosa io abbia fatto.

Lo Spirito Santo collaborerà con voi al raggiungimento di questo scopo. Dio desidera che voi abbiate un cuore riconoscente perché vuole che ciascuno dei suoi figli e figlie conducano una vita vittoriosa. Ed Egli ci ha rivelato che il nostro sacrificio di ringraziamento gli è gradito.

Un cuore ingrato ci fa ripiegare dentro noi stessi, nel luogo dove troviamo le nostre difficoltà. Un cuore grato, invece, ci collega a Dio, la nostra fonte di tutte le cose buone.