giovedì 11 febbraio 2010

Orientamento sessuale e vulnerabilità psichiatrica

ORIENTAMENTO SESSUALE E
VULNERABILITA’ PSICHIATRICA
Uno studio sul neuroticismo e sullo psicoticismo

Zietsch, B. P, Verweij, KJH, Bailey, JM, Wright, MJ, & Martin, NG (2009).


- di James E. Phelan, LCSW, BCD
NARTH comitato scientifico consultivo



Il Journal of Human Sexuality di NARTH (2009), ha esplorato le numerose prove a sostegno di una maggiore nevrosi tra le persone omosessualmente orientate. Lo studio di Zietsch et al. è importante in quanto aggiunge lo psicoticismo così come il nevroticismo (nel senso particolare attribuito ad entrambi i termini dal EPQ-R e da altri) alla lista sorprendentemente lunga di malattie sperimentate da persone orientate verso l’omosessualità in misura significativamente maggiore rispetto agli eterosessuali. 


Zietsch, Verweij, Bailey, Wright, e Martin (2009), si dichiarano appartenenti al Dipartimento di Epidemiologia genetica del Queensland Institute of Medical Research in Australia, anche se J. M. Bailey, non estraneo allo studio dell’orientamento sessuale e della genetica, è in realtà della Northwestern University negli Stati Uniti. Gli autori rilevano che dagli studi sull’argomento risulta che omosessuali e bisessuali sono mediamente più a rischio degli eterosessuali per quanto concerne i problemi psichiatrici.


Lo studio in esame è stato effettuato nel tentativo di scoprire quali meccanismi (ad esempio "lo stress di appartenere ad una minoranza della popolazione", fattori ambientali, e/o fattori genetici) potrebbero essere responsabili della più elevata vulnerabilità psichiatrica nei non-eterosessuali. Dall’esame dei documenti esistenti sull’argomento sembravano emergere alcune prove a sostegno della tesi di uno stress legato all’appartenenza ad una “minoranza”, tuttavia tale tesi è stata indebolita dal fatto che la relazione tra orientamento sessuale e salute mentale è forte anche nei paesi socialmente liberali come i Paesi Bassi.


Al fine di verificare quale/i meccanismo/i potrebbero contribuire alla vulnerabilità psichiatrica dei non eterosessuali sono stati utilizzati gli strumenti standard di misurazione del neuroticismo e dello psicoticismo. I ricercatori hanno utilizzato un classico modello gemello in cui la varianza e la covarianza dei tratti è stata suddivisa in cause genetiche e in cause ambientali. I ricercatori hanno messo a confronto eterosessuali e non eteressuali esaminando un campione (di nazionalità australiana) di gemelli identici (monozigotici – MZ) e non identici (dizigotici – DZ), per un totale di 4.904 persone. Erano gli stessi soggetti reclutati nel 1992 e utilizzati in precedenza in uno studio di Bailey, Dunne, e Martin (2000) (BP Zietsch, comunicazione personale, 23 luglio 2009).

I ricercatori hanno scoperto che i punteggi relativi al Neuroticismo e allo Psicoticismo (il Questionario di Eysenck sulla Personalità [EPQ-R]) erano significativamente più elevati nei non eterosessuali rispetto agli eterosessuali; ciò indica una maggiore vulnerabilità, rispettivamente, ai disturbi nevrotici e psicotici. In secondo luogo, i ricercatori sostengono che le analisi effettuate con il campione geneticamente informativo hanno rivelato significative correlazioni genetiche (ad esempio, età, sesso, zigosità) tra orientamento sessuale e Neuroticismo/Psicoticismo; le corrispondenti correlazioni ambientali non sono state altrettanto significative. Ciò ha suggerito agli autori che alcune delle variazioni genetiche alla base dell'orientamento sessuale coinvolgono anche i livelli di Neuroticismo e di Psicoticismo. La scarsa correlazione genetica con l'orientamento sessuale tra coppie di sesso opposto ha suggerito che "fattori diversi possono influenzare l'orientamento sessuale nei maschi e nelle femmine".


Zietsch, et al., sostengono che sia improbabile che un fattore ambientale, come l'abuso sessuale nell'infanzia, determini l'elevato rischio psichiatrico nei non-eterosessuali predisponendo queste persone sia alla non eterosessualità sia ad una elevata vulnerabilità psichiatrica. Tuttavia, fattori non genetici sconosciuti (ambientali), non condivisi tra coppie di gemelli, ivi compresi errori di misurazione, rappresentavano oltre il 50% della varianza nell’orientamento sessuale.

Gli autori suggeriscono che questi fattori non genetici sconosciuti (ambientali) possono includere effetti prenatali, esperienze idiosincratiche, disparità di trattamento dei genitori, interazioni con i fratelli o influenze esterne alla famiglia (ad esempio, insegnanti e coetanei).
Suggeriscono, inoltre, che qualunque siano gli specifici fattori ambientali, essi non sembrano sovrapporsi molto, a livello di popolazione, con i fattori ambientali che sono alla base dei livelli di Neuroticismo o Psicoticismo, essendo stata riscontrata una correlazione ambientale molto bassa. Gli stessi autori ammettono che ciò non esclude la possibilità che, nei singoli casi, un influsso ambientale durante lo sviluppo potrebbe portare ad un orientamento non-eterosessuale e alla vulnerabilità psichiatrica.


Gli autori, non essendo stati in grado di dare una risposta definitiva alla domanda se l'omosessualità sia o no geneticamente determinata, hanno fatto un appello affinché ulteriori ricerche vengano condotte, e hanno dichiarato che se c'è una correlazione biologica tra orientamento sessuale e vulnerabilità psichiatrica, potrebbe essere più chiaramente osservata nella ricerca cerebrale basata sulle immagini.

Gli autori affermano con chiarezza:

“La scoperta, sulla base dei dati a nostra disposizione, di correlazioni genetiche tra orientamento sessuale e vulnerabilità psichiatrica dovrebbe essere interpretata con cautela, in quanto essa non richiede l’intervento di fattori pleiotropici. Potrebbero intervenire anche altre relazioni di causalità. È probabile che vi siano diversi fattori che contribuiscono al rischio psichiatrico elevato nei non eterosessuali, e i fattori genetici potrebbero esssere uno di questi fattori”.
Certamente bisogna muoversi con molta “Cautela”. Un'altra parola chiave utilizzata dagli autori è "Probabile", ma in realtà la loro stima della "probabilità" non è definitiva. Anche le correlazioni che sono state scoperte (non conformità di genere ad esempio) non giustificano una base genetica nella sua totalità, in quanto in alcuni casi sono stati osservati anche fattori ambientali (Zucker e Bradley, 1995).

Se i fattori ambientali meno comuni hanno rappresentato più del 50%, ed i fattori genetici hanno costituito una percentuale minore, questo di per sé dimostra che il contributo genetico non é del 100% e che quindi non è possibile rispondere con un "definitivo sì" alla domanda "Le persone nascono gay? " I fattori erratici, non comuni (vale a dire, idiosincratici) sono predominanti, e questo dato è significativo.

Si deve inoltre rilevare che l'accertamento di elevato psicoticismo fatto in modo così standard è quasi unico nella letteratura moderna. Anche se storicamente alcuni elementi di psicoticismo sono stati associati con diverse sottopopolazioni di persone orientate verso l’omosessualità, gli studi precedenti non sono stati rigorosi quanto quelli attuali. Mentre nei precedenti studi è più frequente trovare riferimenti ad aspetti nevrotici di persone orientate verso l’omosessualità, il presente studio utilizza un campione più ampio di popolazione ed è metodologicamente più accurato.


Il Journal of Human Sexuality di NARTH (2009), ha esplorato le numerose prove a sostegno di una maggiore nevrosi tra le persone omosessualmente orientate. Lo studio di Zietsch et al. è importante in quanto aggiunge lo psicoticismo così come il nevroticismo (nel senso particolare attribuito ad entrambi i termini dal EPQ-R e da altri) alla lista sorprendentemente lunga di malattie sperimentate da persone orientate verso l’omosessualità in misura significativamente maggiore rispetto agli eterosessuali.

Riferimenti
Bailey, J. M., Dunne, M. P., & Martin, N. (2000). Genetic and environmental influences on sexual orientation and its correlates in an Australian twin sample. Journal of Personality and Social Psychology, 78(3), 524-536.

National Association for Research and Therapy of Homosexuality (NARTH) Scientific Advisory Committee (2009). What research shows: NARTH's response to the American Psychological Association's (APA) claims on homosexuality. Journal of Human Sexuality, 1, 1-128.

Zietsch, B. P, Verweij, K. J. H., Bailey, J. M., Wright, M. J., & Martin, N. G. (2009). Sexual orientation and psychiatric vulnerability: A twin study of neuroticism and psychoticism. Archives of Sexual Behavior, (published online: 09 July 2009, Springer Publications)

Zucker, K. J., & Bradley, S. J. (1995). Gender identity disorder and psychosexual problems in children and adolescents. New York: The Guilford Press.

Archives of Sexual Behavior
(pubblicato on-line: 09 luglio 2009, Springer Publications)
Aggiornamento: 21 ottobre 2009

Pubblicato nel sito NARTH