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sabato 29 maggio 2010

OMOSESSUALITA' E SPERANZA - di Gerard Van Den Aardweg


CONVERSIONE RELIGIOSA

Tratto dal libro
OMOSESSUALITA’ E SPERANZA
 di Gerard Van Den Aardweg




Alcune persone attestano un profondo cambiamento intervenuto nella loro inclinazione omosessuale a seguito di una conversione religiosa. In generale, fino a quando un’indagine critica permette di escludere qualsiasi dubbio, è meglio rimanere scettici riguardo queste storie, a causa della possibile insorgenza di un autoinganno nella personalità nevrotica, che potrebbe indurla a credere ciò che desidera ardentemente credere. Ho esaminato parecchie persone che sostenevano di essere state "guarite" da una conversione religiosa, ma che in realtà non lo erano. In effetti, esse respingevano e disapprovavano così veementemente i loro interessi omosessuali, oppure interpretavano inconsciamente il ruolo dell’ "omosessuale cambiato" aggrappandosi a tal punto alla religione ritrovata, che la loro nevrosi si era semplicemente spostata da un tipo di ossessione ad un’altra.

Generalmente, queste persone non rispondevano a domande pratiche circa la loro attuale vita erotica o circa l'esatta natura dei loro sentimenti sessuali ed iniziavano invece un sermone, come per persuadere gli altri - e se stessi – di essere davvero cambiati. Questo tipo di auto-inganno non è, in realtà, il dubbio privilegio soltanto di coloro che, per cambiare, hanno tentato la via religiosa. E’ necessario fare attenzione all’auto-inganno anche nel corso di qualsiasi processo psicoterapeutico; il cliente a volte desidera essere normale in maniera troppo compulsiva, e sulla base di ciò, cerca di autoconvincersi di essere già cambiato. L’omosessuale religioso può inoltre provare un piacere egoistico per il fatto di appartenere ad un gruppo religioso o addirittura di esserne un membro importante ("il convertito" o "il predicatore").

Tuttavia, conosco diverse persone il cui cambiamento, determinato da un’attiva vita religiosa, ho potuto verificare di persona dopo ripetute conversazioni, durante le quali ho avuto modo di analizzare attentamente i loro sentimenti e atteggiamenti. Esse parlavano tranquillamente e senza inibizioni dei propri comportamenti ed emozioni, non cercavano di eludere risposte dirette a domande dirette, e non manifestavano alcuna voglia esagerata di convincermi. Penso che questi casi siano forse più numerosi di quanto si presuma, perché molte di queste persone preferiscono rimanere anonime e non essere pubblici esempi di "omosessuali convertiti e curati". Per alcuni di questi casi ho avuto l’assoluta certezza che qualsiasi, sia pur minimo, impulso omosessuale fosse scomparso da molti anni e che i loro sentimenti fossero eterosessualizzati.

Inoltre, queste persone si erano liberati di parecchie turbe emotive, da molte preoccupazioni e depressioni, ed erano diventate molto meno egocentriche nel loro modo di pensare e di sentire. Caratteristicamente, riuscivano a parlare del proprio passato con umorismo. Tutti hanno sottolineato l'importanza della volontà - "Come omosessuale, puoi lamentarti, desiderare di cambiare, ecc.", mi ha detto uno di loro, "ma in realtà ti sembra troppo bello per desiderare veramente di sbarazzartene. La tua volontà è debole, questo è il grande problema". Intervistate alcuni anni dopo, e nel caso di due di loro, molti anni dopo la modifica del loro orientamento sessuale, tutte queste persone hanno detto che il loro completo cambiamento emotivo era stato graduale e che, in alcune situazioni, gli accadeva di provare ancora alcuni sentimenti di inferiorità, sebbene non ne fossero seriamente turbati, vivendoli come intrusioni di poca importanza nel loro senso di benessere.


Dalle mie conversazioni con persone omosessuali cambiate “religiosamente” ho avuto la conferma generale che è stato per loro estremamente importante trovare la fede, la certezza nella vita, un profondo significato nella loro vita personale e che questa scoperta le ha fatte sentire felici, dando loro un grande ristoro e una fonte di emozioni gioiose. Questo ha fatto veder loro il proprio problema omosessuale come una cosa secondaria, spogliandolo dell’estrema importanza che aveva precedentemente avuto nella loro coscienza: hanno smesso di esserne ansiosi e di compiangersi per esso. Si erano resi conto che la cosa importante era cercare di fare la volontà di Dio e non la propria: il processo di “de-egocentrizzazione” era stato avviato. “Lamentandomi, non servivo Dio”, mi disse una donna ex lesbica. “Cercavo di fare ciò che pensavo lui volesse da me, e questo era già tutto un programma. Questa è stata certamente la cosa che gradualmente ma radicalmente ha cambiato la mia vita”. Possiamo comprendere l’effetto salutare di tale mutamento di atteggiamento. La persona nevrotica, essendo una “Io-persona”, che pensa principalmente a se stessa, sottomette la sua volontà alla volontà di Dio, cioè a traguardi che sono al di là di sé stessa, liberandosi così di sé stessa. Durante tale processo, la persona indubbiamente scopre quanto il suo orientamento era stato in passato concentrato sul proprio Io (il suo infantile “Io”, diremo). Il riorientamento a partire da questo “Io” é spesso difficile e doloroso poiché presuppone la meditazione, la preghiera e lo studio della Bibbia per apprendere “la volontà di Dio” che è il nuovo scopo della vita.

Nel corso di questo processo, gli intensi desideri o ossessioni omosessuali scompaiono dalla coscienza della persona, e nascono nuovi interessi eterosessuali, senza che la persona sia troppo concentrata su questo problema. Il reale cambiamento è sentito come qualcosa di molto nucleare nella personalità, ed i cambiamenti negli interessi sessuali sono sentiti come la conseguenza più o meno naturale del cambiamento fondamentale nella personalità. Ne consegue che in tali casi non si può parlare di “sublimazione” dell’omosessualità, che essenzialmente non è altro che una distrazione dell’attenzione, una spiegazione che sembra esserre più adeguata per i casi di “nevrosi religiosa” cui ho accennato sopra.

Traduzione dal testo originale in lingua inglese “Homosexuality and Hope”