martedì 6 aprile 2010

Uscire dall'Omosessualità: Forum dedicato alle donne

 OTTOBRE 2017 

F O R U M dedicato alle DONNE

(attivo dal 6 aprile 2010)
 
Se desiderate lasciare un commento o una testimonianza potete farlo cliccando in fondo alla pagina su  
"Posta un Commento"

  Il vostro messaggio potrebbe essere di aiuto ad altre persone  

In questo BLOG é presente dal 2007 anche un altro Forum al quale, fin dall'inizio, hanno partecipato quasi esclusivamente uomini. Forse la prevalente partecipazione maschile ha fatto si che le donne abbiano preferito non partecipare. Per questo motivo nasce oggi un nuovo Forum, naturalmente anche questo aperto a tutti, ma principalmente dedicato alle donne.

185 commenti:

Anonimo ha detto...

donne ci siete?? come mai nessuna testimonianza nel reparto femminile?? Ho 29 anni e sono uscita dal mio tunel a 26 quando ormai davo per scontato che niente sarebbe mai cambiato! non è vero si può!! quando sono stata la prima volta con il mio fidanzato non so dirvi che cosa ho provato una gioia infinita che è servita a ripagare 1o anni di sofferenza all'interno di quella che credevo la mia vera natura. non so come sia accaduto credo che Dio mi abbia aiutato anche sè io non gli avevo chiesto nulla. Mi ha fatto incontrare donne in gamba e straordinarie che hanno coperto quel ruolo di "madre" che mi era mancato e che io cercavo in maniera ossessiva nella altre donne! Certo la strada è lunga! qualche volta ancora oggi dopo 4 anni provo un senso di disagio nei confronti del sesso maschile e quasi come una paura ... e di fatti generalmente tendo ad avvicinarmi a ragazzi più giovani di come sè io fosse rimasta indietro nel tempo e l'incontro con un uomo più giovane mi togliesse da quell'imbarazzo sessuale dato dalla mia non esperienza sentimentale etero!
Capita anche a voi??
scrivetemi pure in privato
ladislao9@tiscali.it

fr max ha detto...

Ciao carissima amica del forum femminile,
Pace a te.
Gioisco del coraggio che ti ha spinto a lanciare una voce in questo nuovo forum femminile a cui ancora tante altre donne fan fatica ad avvicinarsi.
Ti sosterrò nella mia preghiera.
Volevo solo confermarti che le modalità per approcciarti al sesso maschile sono ovviamente le più diversificate.
L'attrazione verso i ragazzi più giovani sicuramente rivela un bisogno,una ricerca e una conferma che forse dicono ancora del tuo bisogno di entrare nella profondità del tuo vissuto e della tua storia. E allora non posso che sostenerti in questo viaggio.
Se posso esserti d'aiuto carissima non hai che da tendere le mani. Se hai bisogno di una voce più intima puoi scrivermi sualla amil (byronmp@libero.it).
Un abbraccio e tanta forza!!!
Fr MAx

ilaria ha detto...

Ciao Fr Max,
pace e bene a te fratello!! Si perché fr sta per fratello immagino e leggendo i post nella sessione con prevalenza maschile ho capito che sei un fratello in cristo!! Oh signore che imbarazzo!! Perdonami! Non volevo parlare di approcci con uomini … non è da me in fondo! Volevo solo condividere un certo disagio nei confronti dei mie coetanei generalmente tendo a confrontarmi meglio con i più giovani magari anche di pochissimo o con uomini maturi. La cosa credo che sia palese con i più giovani mi sento sicura perché più grande e ricca di esperienza e con quelli maturi posso permettermi di essere infantile. Ho “perduto” così tanti anni nella mia vita che ormai non so più quanti ne ho salvo quelli che ho per l’anagrafe!
Grazie per avermi postato la tua mail personale, ma sé non ti dispiace preferisco scrivere (salvo eccezioni) nel forum così magari qualche altro può trarne spunto.
Sei anche tu un ex omosessuale? Oppure offri il tuo sostegno soltanto? Sé non ti va non rispondermi capisco che la cosa sia complicata. Sono stata in convento per due anni e so che un simile passato può essere difficile da digerire. Sono e rimango una ex omosessuale che ha avuto una vita disordinata e alla fine il prezzo almeno in certi ambienti si paga.

Ma questo lo dico per tutte le ragazze che passeranno in questo forum anche sé il prezzo è alto ne vale la pena!
Ex omosessuali io so che è molto difficile riprendersi la propria vita far capire a gli altri che noi siamo diventati uomini e donne diversi anche sé ciò che era impossibile grazie a Dio è diventato possibile. il cambiamento lascerà inevitabilmente una voragine dentro di noi destinati come siamo a morire e nascere due volte. Senza vera identità vagheremo per un po’ in cerca di amici che ci lasciano perché non siamo etero altri perché non siamo più omosessuali! Ma sé dietro abbiamo un passato che vogliamo dimenticare e un presente incerto davanti a noi però abbiamo la vita, la vera vita quella che abbiamo sempre sognato.
Essere finalmente Uomini e Donne, senza più veli ne paure sentirci completi e finalmente complementari.
Un forte abbraccio a tutti e a tutte …

fr max ha detto...

Ciao Ilaria.
PAce a te.
Grazie per la tua risposta.
Continua a scrivere e vedrai che pian piano anche questa solitudine mediatica verrà sfondata dallo Spirito di comunione.
Il Fr sta per frate in quanto sono un frate francescano felice del dono della vocazione ricevuta e che mi ha aperto alla vera gioia.
Vivo ad Assisi e ho 38 anni.
Il mio incontro con questo blog nasce da un lavoro sull'accompagnamento terapeutico del Dott Nicolosi sul quale qualche mese fa ho discusso la mia tesi in Teologia.
La mia presenza in questo bolg vuole essere quella di un fratello che condivide e lascia aperto il suo cuore al tuo e al cuore di chi tende le proprie mani per sperimentare di non essere da solo.

Qualunque tenebra non sarà mai una notte eterna!

Cara Ilaria mi fa piacere che nel tuo cammino di ricerca della Verità ci sia stata un esperienza religiosa.
Se Non ti spiace sarei felice se la condividessi con me e con quanti leggono questo blog.
Esperienze di questo tipo lasciano dei segni profondi.

Per il resto continuo a restare aperto alle tue sollecitazioni e al tuo bisogno.
Prego e spero che altre ragazze possano raccogliere il tuo desiderio di condividere quanto hanno vissuto e quanto vivino.
Se ti fa piacere e ti aiuta RACCONTATI:..........c'è più gioia nel dare che nel ricevere!
Ti abbraccio fraternamente in Colui che ha permesso questo incontro: Gesù Cristo.
Fr MAx

Elena ha detto...

Ciao Ilaria,
desidero ringraziarti per la tua testimonianza che mi ha colpita moltissimo. Hai fatto una serie di considerazioni che hanno colto talmente nel segno che voglio citarne alcune. Anch’io “ho perduto così tanti anni nella mia vita che ormai non so più quanti ne ho salvo quelli che ho per l’anagrafe!” E’ vero, se osservo la mia vita dal punto di vista della “gente comune” e faccio un bilancio di ciò che ho realizzato fin qui, non posso che constatare una grande “voragine” alle mie spalle. Per essere coerente con ciò che sentivo, per anni ho “vagato in cerca di amici che ci lasciano perché non siamo etero altri perché non siamo più omosessuali”, non ho costruito una famiglia, non ho avuto dei figli. Avrei potuto fare come molte delle mie conoscenti le quali, pur non sentendosi attratte dall’altro sesso, sono state con un uomo, giusto il tempo di procreare e poi lo hanno lasciato (non le biasimo, anzi le capisco), ma avevo incontrato Dio e Lui e la mia coscienza mi hanno impedito di farlo. Insomma, non ho realizzato nulla di ciò che una donna di solito desidera. Se però osservo la mia vita con uno sguardo diverso, più profondo, mi accorgo di aver realizzato moltissimo: ho raggiunto lentamente un equilibrio e una serenità che non avevo mai avuto; ho conosciuto Dio che, anche quando non ne ero consapevole, mi ha sempre indicato la strada da seguire; ho imparato ad amare, a comprendere e rispettare il prossimo, a donare un po’ di serenità a chi mi sta accanto; ho una vita interiore ricca e autentica, e per tutto ciò non posso che ringraziare Dio che per anni è stato il mio solo grande conforto. Certo, mi sarebbe piaciuto vivere una vita serena e cotruirmi una famiglia ma evidentemente non era quello il mio destino e non voglio piangere sul latte versato perché come dici tu, Ilaria, “anche sé il prezzo è alto ne vale la pena!”
Termino con una citazione di Ebner: Finché l’uomo è sul cammino di Dio ha una “storia”.
Elena

ilaria ha detto...

Cara Elena,
Grazie per essere passata di qua’ e aver lasciato un segno. Ringrazio anche tutte le ragazze che non sentendosela di scrivere direttamente sul blog mi hanno contattata in maniera privata. Prego per voi.

Elena, che dirti, mi commuovi. Ogni volta che mi confronto con un fratello e una sorella mi stupisco di come tutti noi, veniamo da un'unica matrice, quella divina. Siamo tutti figli dell’altissimo così diversi in apparenza ma così simili nella sofferenza e nei sentimenti. L’umano non finirà mai di stupirmi! Trovare la via la verità e la vita credo che ripaghi da tutte le sofferenze, la fede vale più dell’oro. A che giova all’uomo, sé guadagna il mondo intero e perde la sua anima? La venuta di Cristo ci ha liberato non dalla sofferenza, ma dal male di soffrire inutilmente. Tu nella tua vita hai fatto una scelta e sei stata coerente e generosa verso il prossimo. Non è bene fingere di amare qualcuno e crescere dei figli nella menzogna. Il signore ricostruirà anche per te nuove vie in momenti e luoghi la dove non immaginavi nemmeno e aperta allo spirito santo sarai “madre ” di una moltitudine di figli spirituali.

Grazie per la citazione mi è servita da incoraggiamento per tutte le volte che pensando alla mia “storia” non riesco a vedere un filo logico continuo. Ma per fortuna lui vede in modo diverso da noi: “I mie pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie”.

Continua a raccontarmi di te sé vuoi, servirà a me e ad altre utenti “nascoste” per confrontarci e percorrere insieme il cammino verso la nostra identità perduta.

Un forte abbraccio in Cristo Gesù

Anonimo ha detto...

Ciao, da un pò di tempo che mi sono imbatutta su questo blog che finalmente non tratta del tema dell’ omossessualità, con la faciloneria e il finto buonismo dei salotti televisivi. Questa parte della mia vita praticamente è sconosciuta a tutti...Ma capisco come sia importante anche se in forma anonima raccontare la propria storia adesso, quando il mondo ci vuole convincere che si nasce omosessuali e si muore omosessuali...E io sentivo tutto il peso di questo dogma del mondo "emancipato" da Dio, come una sentenza di MORTE, morte dell'anima infelicità assicurata e ingiustizia inflittami da un Dio crudele che prima mi avrebbe creata così, e poi obbligata a seguire una legge che andava contro ciò che consideravo la mia vera natura...con la triste conseguenza di sentirmi perciò respinta da Lui perchè sbagliata. ricordo che spesso quasi tra le lacrime chiedevo a mia madre, se Dio volesse che io fossi infelice per tutta la vita, lei non sapeva cosa rispondermi perchè non capiva la mia domanda e io continuavo a rimanere chiusa nel silenzio e nella vergogna. Io non ero mai passata ai fatti, e continuavo a fingere con le mie amiche e con me stessa che quello che stavo cercando era una fidanzato ma i miei timidi approcci verso l’altro sesso mi lasciavano solo l’amarezza e la delusione di provare per un lui poco più di niente, convincendomi sempre più che per me non c'era spazio per l'amore fino a quando non avessi messo in pratica la mia attrazione verso le donne. Tra le due scelte optai per la solitudine, mi rifugiai allora nella fantasia e nella droga in realtà sprofondando sempre più nella disperazione e così combattuta ormai avevo preso una decisione: se qualcuna si fosse fatta avanti io non mi sarei tirata indietro. Ma prima di ciò avvenne per me il mio primo incontro con Gesù e Maria, non che prima non avessi mai sentito parlare di loro ma il mio rapporto con loro era conflittuale, loro erano perfetti e io una miserabile creatura degna dell'inferno per ciò me ne tenevo alla larga. Quando un giorno come al solito drogata e immersa nelle mie fantasie improvvisamente mi sentii investita da un oceano di amore di pace e di gioia indescrivibile e la chiara percezione che Gesù e Maria mi amavano immensamente Ma mi convinsi immediatamente dopo che non poteva che essere una mia suggestione dovuta all’effetto della droga. Quest'esperienza tuttavia mi segnò profondamente e da allora posso dire che iniziò il mio cammino di guargione del cuore...

Anonimo ha detto...

Su questo cammino intanto non poteva non irrompere la tentazione, erano trascorsi solo due tre mesi mesi infatti da quando io avevo APERTO il mio cuore a Dio, il Vangelo per me era una fonte inesaurubile di Bellezza quella belezza che il mio cuore cercava ardentemente, che io cominciai per un puro caso a frequentare una ragazza, la conoscevo già da prima in realtà senza provare nessun interesse, quando un giorno mi accorsi di quanto era bella e brillante, e di come io mi sentissi sicura e persino più attraente, insieme a lei, e poi finalmente non mi sentivo più sola, nel frattempo avevo ripreso tutte le mie vecchie abitudine di prima e più di prima. Diventai ben presto succube di lei che non aveva che da fare uno schiocco delle dita perchè io mi precipitassi ai suoi piedi,. Lei continuava a fare la sua vita con un fidanzato fisso e con me che pendevo dalle sue labbra, sebbene io non le avessi mai confessato nulla probabilmente lei aveva capito i miei sentimenti la qual cosa suppongo che la intrigasse, non so se abbia consapevolmente voluto ferirmi quando le sue parole mi lasciavano chiaramente intendere che ricambiava i miei sentimenti, io facevo finta di nulla ma la sua insistenza ormai si era fatta imbarazzante anche di fronte al suo ragazzo che “stranamente” mi odiava.
Capitò però un FATTO TERRIBILE che mi riportò a meditare seriamente sul mistero della morte e sul giudizio di Dio…Ero sconvolta sentivo chiaramente che Dio mi chiedeva di rompere con questa ragazza ma io non ce la facevo non ancora…Intanto la sua insistenza era diventata ossessione con sentimenti violenti di odio/amore, compresi allora che tra le due io ero la più forte e l’unica che poteva chiudere.
Se non avessi avuto la forza di una Grazia potente di Cristo non ci sarei mai riuscita e posso solo immaginare che incubo terribile sarebbe ora la mia vita, in quel periodo mai come prima ho sentito la Sua presenza, il Suo sostegno e il Suo consiglio, Egli mi mostrò chiaramente che voler bene a una persona significa volere il suo bene, e certamente io non ero per lei il suo bene, era infatti tutto sbagliato: i suoi sentimenti per me la portavano a soffrire e questo non era bene mentre io mi trovai a dover definitivamente romprere con qualcossa che senza più ombra di dubbio sapevo essere un PECCATO che mi allontana dall’unico Bene della mia vita, l’Unico che poteva salvarmi e darmi quella FELICITà che da sempre cercavo: l’ Amore di Dio, il VERO GRANDE AMORE DELLA VITA.
Non dico che è stato facile a qualcuno potrà sembrare esagerato se lo paragono a un esorcismo, è stata infatti una vera e propria liberazione per me che da allora non ho mai più provato emozioni così violente e soprattutto da allora ho smesso di mettere in atto quei meccanismi che mi portavano in maniera anche incoscia a cercare di piacere a una donna. Con il passare del tempo poi ho acquistato gradualmente consapevolezza delle mia identità, delle mie fragilità, a entrare in contatto con il mio io profondo e autentico, in un certo senso è proprio come una rinascita o riprendere la vita dal momento in cui si era interrotta ovvero da quando si era verificata quella ferita che mi faceva vedere gli uomini come “nemici”, il mio percorso non si è ancora concluso, sono passati sei anni da allora ma sono serena e guardo il futuro senza quel terrore di prima di rimanere sola, perché sola non mi sento mai, e nemmeno mi sento frustrata rispetto alle mie coetanee se sono rimasta un po’ indietro, è tutto una scoperta per me come ad esempio provare attrazione verso un uomo, ritrovarmi a pensare a un ragazzo ed essere felice senza motivo! proprio come una adolescente innamorata anche se ho 31 anni ormai e la gente mi chiama signora. Il mio unico rimpianto è del tempo perduto in un dolore assurdo; ora capisco la verità su di me: io sono sempre stata eterosessuale perché questo è il progetto di Dio su di me, Lui non mi ha creata omosessuale, mi ha creata donna ed è una gioia scoprire la mia identità giorno dopo giorno insieme a Lui.
Pace a tutti!
PS.CHIAMATEMI A.

Elena ha detto...

Per A.
Ciao A. e grazie per la tua testimonianza. Anche tu hai incontrato Dio proprio quando eri in preda alla disperazione più nera: depressa, stordita dalla droga e decisa a cedere e a mettere in pratica i tuoi sentimenti di attrazione verso le donne.
Credo che non sia un caso che l’incontro con Dio e la sua Grazia avvenga proprio quando ci sembra di non avere più una via d’uscita. A me è successo quando Lei se ne è andata. Ero così disperata e depressa che non avevo neanche più la forza di parlare; nulla aveva più senso e sapore. E’ stato allora che ho incontrato Dio e ho ricominciato a sperare, anche se continuavo a soffrire moltissimo per la mancanza di lei.
Ma tornando a te, volevo dirti che ammiro il coraggio che hai dimostrato quando hai trovato la forza di uscire dal rapporto “malsano” con la tua amica. E’ vero, senza l’aiuto di Dio non ce l’avresti fatta, ma la decisione è stata tua, soltanto tua. E per prendere certe decisioni ci vuole coraggio e forza di carattere. Quello che a me è mancato e che mi ha portato a ricadere tante volte e a prolungare inutilmente la mia sofferenza. Continua su questa strada… ma non c’è bisogno che te lo dica io, vero?
P.S.
A. ti dispiacerebbe personalizzare i tuoi messaggi con un nome? Nella sezione “avvisi” a destra nella homepage ci sono le indicazioni su come fare.

Per Ilaria.
Ciao Ilaria, grazie per le tua risposta, questa volta sei stata tu a commuovermi. Si sente dai tuoi messaggi che sei una ragazza piena di energia, ed immagino che non sia stato facile per te tenerla a freno sia quando avevi ancora rapporti omosessuali sia dopo, quando hai intrapreso il tuo cammino verso una vita diversa. Ma questa stessa energia che forse a volte ha complicato la tua vita, mi sembra che tu riesca, quando è il caso, ad incanalarla in maniera speciale per farne dono agli altri. Ho notato che quando vuoi, diventi una potente miscela di saggezza, intuizione e pacatezza. Credo che i tuoi messaggi, se vorrai continuare a scrivere in questo forum, saranno un prezioso aiuto per tutte, anche grazie alla tua preparazione “religiosa” che traspare dalle tue parole.

Un caro saluto ad entrambe
Elena

Agnese ha detto...

Grazie Elena,
sai ritengo che il mio cammino non si sia ancora concluso, non perchè provi ancora questo tipo di attrazione che tanto per intenderci se prima era una montagna ora è un sassolino, ma mi porto dietro ancora tante mie insicurezze, queste sì molto fastidiose...Sono contenta però di aver potuto raccontare la mia testimonianza su questo blog, oggi se provi a dire che sei un ex omosessuale non solo non sei creduto ma vieni anche schernito sopratutto se c'è di mezzo Dio, e quindi io non ci ho neanche provato temo che anche certi religiosi facciano fatica a capire forse è dovuto alla poca esperienza, inoltre parlare dietro lo schermo di un pc mi viene molto più facile sopratutto per me che faccio fatica parlare dei miei sentimenti, perchè non l'ho mai fatto prima...
C' è una cosa che mi lascia perplessa: io mi struggevo il cuore per questi sentimenti che sentivo profondamente sbagliati, vivendo un conflitto fortissimo, tant'è che per esempio la mia amica per vendicarsi aveva messo in giro la voce che io ero lesbica ciò aveva fatto sì che io fossi stigmatizzata come la lesbica appunto nel giro di amicizie composto da persone che non risplendono certamente per condotta morale e che amano ritenersi molto aperti. può darsi che mi sbaglio ma credo che quelli che vogliono apparrire più tolleranti, pontificando e puntando il dito contro gli "ottusi" bigotti cristiani che "vietano" l'amore libero nel perseguitare i poveri gay, sono in realtà più intolleranti e omofobi di tutti.
Anche per riuscire a perdonare la mia convalescenza è stata lunga, non nascondo che la mia sofferenza è stata aggravata dal giudizio e dalle chiacchiere oltre che dal sentirmi tradita da questa mia amica che resta per me ancora un mistero almeno nel suo comportamento. Il problema è che ci dimentichiamo che del male che facciamo al nostro prossimo dobbiamo rispondere e prima o poi farci i conti e non necessariamente nell'aldilà ma già in questa vita. Per questo anche ho maturato la mia scelta sentivo che facevo del male e non volevo assolutamente ciò! Chi sente un attrazione per una persona dello stesso sesso dovrebbe capire prima di tutto che danni può procurare all'altro in questo modo. Non so se sono riuscita spiegarmi comunque grazie dell'attenzione.
e pace tutti

ilaria ha detto...

Ciao donne!

Agnese, ben arrivata.

Il tuo modo di raccontarti è stato così scorrevole che leggerti è un vero piacere. La tua è una vera e propria testimonianza di fede che ci mostra a chiare lettere come il figlio di Dio è venuto a chiamarci. Puntando il dito su di noi come in un quadro caravaggesco ha catturato la nostra attenzione mentre eravamo al “banco delle imposte”, intente a raccattare dalla vita quanto di più superfluo ci fosse.
“tu, vieni e seguimi”!

Non posso far altro che riconoscere il Tuo coraggio e il tuo senso di bene per il prossimo che hanno prevalso in tutta la tua vicenda. Ti ammiro. Si! Perché io invece nella mia vita sono sempre stata una divoratrice. Affamata usavo gli altri per soddisfare i mie sudici bisogni trascinando il prossimo all’interno del buio della mia esistenza.
Rispetto al male da me compiuto però il Signore non mi ha chiesto indietro nulla.
“Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo!”
(Eb 10, 6-7).

Il giudizio altrui è una delle tante conseguenze disastrose dell’omosessualità.
Di questo non so dirti tanto. Ogn’uno fa le proprie esperienze e secondo queste tira le somme.
Io ero tesserata arcigay i locali per omosessuali erano il mio mondo. Spesso sono frequentati da etero che vanno la per curiosità, o forse per sentirsi “alternativi”.
Mi è capitato all’uscita (e non di rado) di sentirli schernire alcuni ragazzi per il modo in cui sculettavano.
Le lesbiche poi sono facilmente prese di mira con insulti verbali che recitano frasi del tipo “vieni che ti faccio sentire donna”.
Credo che il problema risieda nella mente degli uomini (o meglio di alcuni) convinti che l’atto sessuale abbia il potere di “convertire” la donna.
Per il resto io ho avuto molti amici sia uomini che donne, eterosessuali e omosessuali con la quale ho stretto normalissimi rapporti di autentica amicizia.

Prima di discutere sul credere o meno a una ex-lesbica forse dovremo chiederci sé la società prima ci ha riconosciute come tali.
Sento che nell’aria c’è ancora quel luogo comune che crede l’omosessualità femminile un’emulazione di quella maschile. Questo in parte è dovuto alle lesbiche stesse che conducono in genere una vita sessuale promiscua.

Un omosessuale per essere creduto deve avere un “certificato” che lo qualifica come tale. Un passato condizionato da scelte omosessuali e un passaggio futuro e definitivo che lo possa catalogare come ex.

Io mi sono riconosciuta precocemente come omosessuale, a 14 anni vivevo già nel "ghetto" gay,
a 16 ho intrapreso le prime relazioni omosessuali.
Durante il mio percorso di lesbica ho avuto rapporti esclusivamente con donne conducevo una “vita gay” dichiarata.
Tutti conoscevano i miei gusti sessuali, famiglia, parenti e amici.
Dimostrare di essere una ex in casi simili al mio diventa impresa ardua.

So che il discorso è piuttosto riduttivo e nelle donne tutto si complica. Noi infatti, non abbiamo una sessualità così accentuata e condizionante. Non tutte le donne che si dichiarano lesbiche hanno poi dato sfogo alle loro pulsioni, e spesso hanno curato le loro mancanze traendo beneficio da relazioni “amichevoli” strette con altre donne.
Per questo forse l’omosessualità femminile resta ancora marginale rispetto a innumerevoli studi che si sono invece compiuti sul genere gay maschile.

Agnese, t’abbraccio e ti saluto ricordandoti che anch’io sono in cammino e assieme a noi tutto il creato, che sottomesso alla caducità del tempo geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto. (Rom 8, 22)
Ti ricordo che le incertezze e le paure fanno parte del nostro essere umano, anche Gesù infatti arrivata “l’ora” cominciò a provare tristezza e angoscia.
La suprema grandezza del Cristianesimo viene dal fatto che esso non cerca un rimedio soprannaturale contro la sofferenza, ma un uso soprannaturale della sofferenza.

ilaria ha detto...

@Elena

Sono fortemente lusingata dalle tue parole. Sei davvero gentile ma credimi non merito tutto questo.
Su una cosa però mi riconosco, la forza. È stata quasi indomabile anche per me, ti assicuro che molto raramente lo incanalata in maniera speciale!!
Elena, attendo la tua testimonianza il racconto della tua vita, le gioie e i dolori che ti hanno accompagnata.
A presto.

Per chi volesse sentirmi in maniera privata scrivetemi pure senza indugio a ladislao9@tiscali.it ne sarò felicissima.

Agnese ha detto...

Ciao Ilaria, ti ringrazio per la risposta, mi hai dato molti spunti di riflessioni e vedo con piacere che anche tu stai percorrendo un cammino di conversione. Certamente tu più di me puoi dare una testimonianza forte del cambiamento che non è un delirio di poveri frustrati che indottrinati dalla Chiesa pretendono di rinnegare la propria natura di omosessuali.
Io non ho mai messo piede in un locale per gay, nemmeno per gioco, sono quella che agl’occhi di tanti passerebbe per la bigotta di turno e come ti dicevo la frustrato che ha consegnato la propria vita nelle mani di uomini in neri ( i preti). Ma in realtà quello che c’è ora nel mio cuore e quello che c’era prima, lo sappiamo solo noi e nessuno psichiatra o sociologo, o premio nobel può sentenziare il contrario. Tu sei la prova vivente come tantissime altri uomini e donne, che si può cambiare! Mi piacerebbe sapere ad esempio come l’hanno presa i tuoi amici di un tempo, se hanno compreso la tua scelta, se ti ammirano, se qualcuno ha deciso di seguirti o invece ti ha fortemente criticato…
Prima vivevo in una piccola cittadina molto borghese e come spesso avviene molto ipocrita, e queste cose facevano scalpore soprattutto per una donna, in effetti siamo molto più abituati all’idea dell’omosessualità maschile rispetto a quella femminile, quest’ultima genera normalmente una curiosità morbosa tra la gente che immagina probabilmente amplessi tra donne conturbanti! Ignorando che spesso non è la fisicità ciò che crea attrazione tra due donne bensì la complicità, la gelosia, il continuo tira e molla, il possesso. Vedi, anche se io non ho mai avuto la tessera dell’arcigay e nessuno a parte Dio ha mai conosciuto questa parte di me, conosco bene ciò che si aggira nella mente di una donna che è attratta da altre donne.E’ vero ciò che dici anch’io in più di un’occasione mi sono attaccata eccessivamente a un’amica, cercando di compensare qualcos’altro finendo inevitabilmente male del resto perché le mie pretese erano altissime volendo avere l’esclusività nella vita di chi aveva catturato la mia attenzione.
Ringrazio Dio che ciò non si è mai più verificato dal momento in cui è avvenuto l’episodio di cui ho parlato. Ma la battaglia vera si è verificata subito dopo, tenermi questo dolore tutto dentro era insopportabile, soprattutto per la rabbia devastante che ho riversato su me stessa, pensando che sarebbe stato impossibile uscirne…Tutto è stato molto graduale, non si esce dall’omosessualità dalla sera alla mattina, anche se a Dio niente è impossibile, ma quando si tratta di malattie dell’anima ci vuole tempo, pazienza, e preghiera. La sofferenza però è la via da percorrere non ce ne sono altre: è come un fuoco che ti divora dentro e brucia la sterpaglia secca, in modo che non resti più nulla dell’uomo vecchio, non importa quanto tempo ci vorrà, vale la pena lasciarsi bruciare da quest’amore perché si sperimenta la pace di Dio quella affannosamente cercata dal mondo altrove…senza mai trovarla.
Ora mi sembra così strano parlare su questo blog, non nascondo che se avessi conosciuto una come te Ilaria quando ancora eri orgogliosamente gay, ti avrei in cuor mio giudicata, ora vivo in una città dove sono tantissime le coppie gay, lesbiche che vengono qui in vacanza e non posso fare a meno di guardarli come se fossero degli extraterrestri, se mi guardo intorno mi sento l’unica che crede che non ci sia niente di normale in due uomini o due donne che si baciano! Qualcuno dirà che questa si chiama omofobia, e che il problema è mio, ma come spiegare a chi ha perduto il senso del peccato che non si tratta di odiare delle persone ma di condannare l’azione che questi commettono che vanno contro la dignità dell’uomo, e questo vale per tutti i peccati.
Un abbraccio pace a tutti!

ilaria ha detto...

X Agnese

Prima di rispondere al tuo messaggio avrei bisogno (se puoi) di avere da te alcune delucidazioni su alcuni tuoi passaggi che mi hanno incuriosito.
Non credo di aver capito che cosa ha animato il tuo cuore nei confronti di quella ragazza di cui parli.
Perdonami sé sono diretta ma vorrei sapere sé l’hai mai desiderata in maniera intima. Sé spesso ti sei trovata a immaginarla magari senza vestiti o guardandola hai desiderato “averla” “possederla” anche in maniera fisica.
Quando hai deciso di troncare l’amicizia con lei ti ha causato dolore la sua assenza o l’aver scoperto di essere omosessuale?
Prima e dopo questo evento devastante della tua vita hai mai desiderato altre donne?
Oggi desideri sessualmente gli uomini?
Perdona il mio bombardamento!

Non sono mai stata una “gay orgogliosa” per me era normale non era ne pregio ne difetto, sé ci fossimo conosciute, magari saremo diventate amiche!
Che cos’è che ti fa vedere gli omosessuali come extraterrestri?
Io nonostante tutto gli vedo ancora come una parte di me.
Non riesco a giudicarli sé lo facessi non avrei più il tempo per amarli e questo non voglio che accada.

ilaria

Agnese ha detto...

Ciao Ilaria, penso di dovermi scusare perché do per scontato troppe cose come ad esempio il pregiudizio secondo il quale i membri dell’arcigay o di altre associazioni di gay, lesbiche siano necessariamente attivisti convinti dediti alla propaganda dello stile di vita gay come cosa buona e giusta e che e perciò sentono come un dovere fare proselitismo con la dichiarazione di orgoglio omosessuale, ma che soprattutto siano nemici mortali della Chiesa cattolica fra i più dissacranti e offensivi nei confronti delle Persone di Gesù e Maria, come si è verificato in più di un occasione che non starò qui a citare. Quest’ultima cosa mi procura uno sdegno immenso per questo motivo sono portata a vederli come, ho detto, degli extraterrestri. Ma quest’aspetto sono certa non riguardi tutti quelli che pubblicamente decidono di vivere l’attrazione verso persone dello stesso sesso. Da fuori però quello che si vede è il gay pride che certo non fa una gran bella pubblicità alla comunità gay.
Come ti dicevo non mi hanno mai attirata queste realtà, il mio orientamento sessuale lo sentivo come qualcosa di molto personale, sicuramente non lo avrei mai detto ad amici, conoscenti e parenti soprattutto, perché infatti dare a quest’ultimi un dolore inutile che non avrebbero mai accettato? Per tanto l’unica soluzione per me era quella di andare via dalla piccola borghese cittadina dove vivevo, ricominciare altrove mettendo una distanza tra me e tutti quelli che avrei potuto deludere e vivere finalmente la mia vita. Vedi abbiamo sensibilità diverse, anch’io penso che in realtà se ti avessi conosciuta quando avevi ancora relazioni con donne saremo diventate amiche, ma subito il primo istinto sarebbe stato quello di giudicarti (a torto generalizzando) per i motivi che ho sopra detto.
Inoltre sì non sono mai riuscita a vedere una relazione omosessuale come qualcosa di naturale e assistere all’effusioni tra due donni e due uomini mi procura un senso di disagio, il motivo di ciò penso che abbia le sue radici nel subconscio, posso solo dire che mi sembra una cosa strana…
Tu penserai che è una contraddizione questo se detto da una che si dichiara ex omosessuale ebbene questo disagio era ciò che mi frenava da l’avere rapporti e anche nelle mie fantasie non c’erano donne che conoscevo ma persone che inventavo (ritenevo un ingiustizia coinvolgere inconsapevoli persone in carne e d ossa). Quando poi ho conosciuto questa ragazza di cui ho parlato, subito all’inizio mi accontentavo di un legame di amicizia esclusivo, poi man mano che lei si dimostrava con me più interessata (al punto di dire che ero il grande amore della sua vita) si formava in me anche il desiderio sessuale…Se vuoi sapere se la sua assenza mi abbia fatto soffrire ebbene sì terribilmente al punto che credevo che non mi sarei mai più ripresa, poi ho cominciato ad odiarla e ad amarla contemporaneamente! Poi ho capito che ce l’avevo con me stessa, poi finalmente ho travato un po’ di pace…E’ difficile da spiegare adesso a distanza di anni…Credo che il vero miracolo sia stato quello di aver capito ciò che ho detto all’inizio: ho capito cosa significare amare disinteressatamente e cioè volere il bene di una persona, e non la sua rovina per assecondare passioni sfrenate e comunque momentanee…Di nuovo ti chiedo scusa se posso aver detto qualcosa che può aver urtato!
A presto

ilaria ha detto...

Cara Agnese,
non darti colpe.
Non mi hai offesa perché io so che nel tuo cuore non c’era questa intenzione.

Perché consideri dei fratelli nemici di Cristo?
Non giudicare e condannare nessuno ma avverti tutti come fratelli perché Uno solo è il “nemico”. Perché filtrare il moscerino del prossimo quando noi siamo stati in grado di ingoiare un cammello? «Perché guardare la pagliuzza che è nell’occhio dei fratelli, senza accorgersi della trave che è nel nostro?» (Luca 6,41).
Senza rinunciare a giudicare, è impossibile veder chiaro per portare altri sulla buona strada. «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca?» (Luca 6,39)

Sé vogliamo vivere in Cristo dobbiamo essere animati da suoi stessi sentimenti e ciascuno di noi consideri con tutta umiltà gli altri superiori a sé stesso perché chi giudica il suo prossimo si eleva a maestro, e usurpa, di fatto, il posto di Dio. (Filippesi 2,3).
Chi giudica si serve degli errori altrui per rassicurarsi delle proprie qualità.
I mille errori che trovi negli altri non provano forse che tu vali di più?
Il giudizio lusinga l’amor proprio e la sua severità forse, non fa altro che nascondere le insicurezze e la paura di essere giudicata a tua volta.

Gesù conosce solo l’accoglienza.
Il suo cuore non è vittima delle motivazioni più nascoste come il nostro.
I nostri pensieri non sono i pensieri di Dio, le sue vie sovrastano le nostre quanto il cielo la terra e chissà quante sorprese avremo al suo cospetto! Proprio quelle persone al quale noi non avremo dato una minima attenzione o fiducia ci passeranno avanti nel regno dei cieli. (Mt 21,28-32)

Per questo l’apostolo Paolo ci raccomanda di non giudicare nessuno, finchè venga il signore (1 Corinzi 4,5)

L’amore conosce solo una strada non ci sono tanti modi di amare ma uno e soltanto, così come la sensibilità umana è sempre la stessa.
Infatti ciò che fa la differenza nelle scelte non è la sensibilità ma i punti di vista.
Pensi che nascondersi dietro un dito sia la soluzione giusta per proteggere chi ti ama?
Al massimo scappando hai solo protetto te stessa da l’ansia di una possibile delusione che era in fondo solo tua.
Non è forse vero che quanto più amo il mio prossimo tanto più lo rendo partecipe della mia vita?
Senza contare che raccontarsi è un gesto umile che può essere in alcuni casi salvifico.
Pensa a quanti omosessuali dichiarandosi recuperano il rapporto perduto con la propria famiglia, e così facendo, hanno riavuto “indietro” la loro vita.

ilaria ha detto...

Questa è comunque la mia storia.

A me le cose andarono in maniera differente.

Non fui io a dirlo alla mia famiglia. Lo scoprirono da soli.
Io semplicemente non negai l’evidenza o meglio non fu possibile farlo, dato che mi trovarono a letto con una donna molto più grande di me, con la quale avevo iniziato una relazione che durò tre anni.
Parenti e amici lo vennero a sapere di conseguenza.

A quel tempo avevo diciassette anni.
Seguì per me un anno d’inferno.

I miei non mi volevano a tavola con loro, mio padre mi picchiava mi rinchiudeva in camera, mi fu preso tutto anche la dignità.
Mi ricordo che un giorno mia madre si spogliò davanti a me dicendomi che sé mi piacevano le donne allora desideravo anche lei.
Era invece l’opposto, lei non mi piaceva affatto.

Compiuti i diciotto anni mi buttarono fuori di casa dicendomi che “una come me” non era più gradita.

Da allora sono cresciuta da sola come vagabonda e non c’è bisogno che ti posti qua il racconto drammatico di una vita vissuta da una luogo a un altro, spesa tra omosessualità, droga, alcool, solitudine.

Non credevo in Dio ma la voglia di cambiare il desiderio di riscatto mi aiutarono ad andare avanti. Volevo una vita migliore ma non ho mai pensato di uscire dall’omosessualità, le donne mi piacevano, non volevo rinunciarci.

Attraverso il sesso con loro mi sembrava di “completarmi”, tutto il mio essere ambiguo ne traeva vantaggio.
Potevo permettermi in alternanza di essere uomo e donna allo stesso tempo.
Mi piaceva possedere brutalmente una donna quanto lasciarmi andare come una “femminuccia” ai suoi giochi.
Ma una volta che i piaceri finivano la mia anima si consumava nell’angoscia, mi sentivo sporca, violenta, cattiva.

Grazie a dei buoni consigli decisi di iscrivermi all’università. Questa scelta servì a rendere la mia vita stabile almeno in senso fisico, anche sè per il resto continuava a essere quella di sempre.
Mi pagai gli studi con le mie sole forze, lavorando la notte in locali da ballo.

Durante l’ultimo anno universitario strinsi un forte legame con una delle mie docenti.
Mi ricordo che era una donna bellissima e a me piaceva molto stare in sua compagnia.
La sua eterosessualità così schietta, il suo carattere forte, sicuro e disarmante, non permisero mai da parte mia un approccio di tipo sessuale.

Fu per me come una tenera madre mi ricordo che mi regalava catenine e orecchini e costringendomi a mettermeli, mi esaltava convincendomi che ero una ragazza bellissima.
Assieme a lei imparai a sentirmi “donna” e scopri la bellezza di esserlo.
Fu come tornare indietro nel tempo e precorrere tutto d’un fiato le tappe mancanti di una vita.

...

ilaria ha detto...

...
Durante una sera d’estate mentre stavo al bar, lei mi presentò un ragazzo, sicura che mi sarebbe piaciuto. Diventammo subito amici.

Dolce, sensibile, accogliente e discreto accettò di me ogni lato oscuro senza mai farmi domande.
Fu molto paziente nei mie confronti contando che spesso gli davo appuntamento per poi chiamarlo all’ultimo minuto liquidandolo con una scusa.
In realtà volevo solo uscire con le mie amiche per locali gay.

Una sera però scelsi lui.
Mi ricordo ancora la sua faccia buffa quando mi vide sotto la porta, gli occhi gli brillavano e questo mi fece sentire importante.
Sul divano di casa sua mi tenne stretta a sé tutta la sera.
Fu la prima volta che permisi a un uomo di starmi così vicino.
In passato chi ci era riuscito lo aveva ottenuto solo con la forza facendomi provare un senso di disgusto profondo.
Non mi attirava sessualmente ma mi lasciai comunque andare a un gesto “anomalo”.
Con la mano sfiorai il suo petto e mi stupì del fatto che non trovandoci un seno, come di consuetudine, mi piacque comunque. Di lui mi piaceva tutto, tutto ciò che lo caratterizzava come uomo.
Il suo petto, le sue larghe spalle, la barba incolta del suo viso.
Ricordo che tra le sue braccia tremavo in un misto di sensazioni che andavano dalla gioia alla paura più ceca.
Pensavo che avrei dovuto dirli tutto, raccontarli la mia vita, ma come?
Avrebbe mai accettato un passato così ingombrante?
Mi venne in mente il rifiuto dei mie genitori, la loro voce che mi diceva “vattene” risuonava nella mia testa.
Ero ancora troppo fragile, così egoisticamente scelsi io per lui, lo lasciai senza dirli nulla e partii all’estero.

Persi lui ma trovai Dio.

Nel chiasso di una metropoli dove nessuno parlava la mia lingua trovai il silenzio che parla di Dio.
Capii che tutto appartiene a lui e a lui torna.
Vivere in un luogo dove nessuno conosceva la mia storia, la castità e la solitudine mi aiutarono a ricostruire il mio “io” frammentato e perduto.
Là mi sentivo una come tante. Adoravo questa sensazione.

Tuttavia mi capitò ancora di trovarmi in situazioni sessualmente disordinate e frustranti.
Per tutelarmi da questo decisi di chiudere tutti rapporti con il mondo gay per un po’ di tempo. Recuperata la mia stabilità le vecchie amicizie tornarono a prendere posto nella mia vita.
Non ho con loro la pretesa di convincerli, faccio solo quanto Dio fece con me. Ascolto i loro racconti, le loro storie che si ripetono all’infinito e non trovano uscita.
Senza mai forzare troppo con ironia provo a farli ragionare sui passaggi assurdi di quella sessualità altalenante fatta di piaceri a sorsi.
Io so quanto è dura sottrarsi a quei “piaceri”anche se oggi di fronte a donne,particolarmente attraenti, riesco a controllare a pieno le mie pulsioni.
E come sé mi avessero svelato il trucco di un “gioco” di prestigio, l’attrazione per quel “gioco” c’è ancora ma il suo fascino è svanito per sempre.

L’omosessualità rimane comunque una parte importante del mio essere dal quale ne deriva tutto quello che sono.
Quindici anni di vita in fondo non si possono buttare via tanto meno nascondere.
Cambiare si può, cercare di dimenticare invece è stato per me assolutamente infruttuoso!

Oggi sono una persona felice.
Alla mia laurea c’erano anche i miei genitori che mi guardavano con orgoglio.
Sé un tempo provavo vergogna per quella parte di me ora invece mi sento in armonia con il mondo, con la mia biografia, con l'itinerario che Dio mi ha assegnato.

Agnese ha detto...

Cara Ilaria, mi ha colpito la tua storia, 15 anni scritti in poche righe, non dev’essere stato facile ma ho provato a immedesimarmi, in qualche passaggio mi sono ritrovata quando parli della grande metropoli dove ti sei trovata completamente sola se ho capito bene questa è stato per te la penultima tappa di una cammino che avevi già iniziato forse senza nemmeno accorgertene e che ancora oggi continui a percorrere seguendo appunto un itinerario che Dio ha tracciato per te. Il gioco di prestigio di cui parli è un inganno e un’illusione questo lo hai capito, è una Grazia invece ciò che hai ricevuto, qualcuno ha pregato per te e tu non lo sai perché come hai ammesso non hai nemmeno chiesto a Dio di cambiare. E’ un mistero come la forza della preghiera ci lega tutti a un filo invisibile. E veramente ci rende fratelli in Cristo, come potrei infatti io con la mia umanità ferita vedere come fratello chi sta completamente all’opposto da me se non fosse, Cristo a mettermi i suoi sentimenti nel mio cuore che certo non possono convivere con “altro” che da Lui non viene, ma Dio non violenta nessuno: Dio affascina, il mondo seduce, e non importa se ci seduce in un modo o nell’altro quel che ci lascia…beh lo sappiamo, vuoto, solitudine, rabbia. Ora come hai colto mi lascio sedurre dall’inganno del giudizio ma non sono inconsapevole che io sono una miseria forse più e peggio di chi sto giudicando, e che questo certamente non fa conoscere la Sua grande Misericordia la stessa che sperimento GRATUITAMENTE OGNI GIORNO! M a il mio umano scalpita e si fa sentire. Ti parlavo della rabbia che nutro quando vedo i cortei dei gay oppure altre manifestazioni specialmente quando diventano blasfeme. Ricordo nel 2005 ero a Roma era estate dovevo prendere un treno alle 5, avevo tempo è decisi di gironzolare un po’, poco distante dalla stazione Termini c’era la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, ero appena uscita da là quando mi accorsi che alla chetichella proprio nell’area antistante si radunavano strane persone: uomini vestite da donne, donne che si tenevano per mano…Mi sorpresi dell’età: erano giovanissimi. Mi trovai nel bel mezzo del gay pride di Roma…Quando mi sono allontanata non stavo giudicando, (in fondo mi ero accorta che vestivo da alternativa come loro!) ma l’amarezza mi stringeva il cuore per un altro motivo, lo stesso del resto che mi fa sospirare di tristezza, quando sento dire da qualcuno che è ateo, oppure credente anche se è solo una scusa per esorcizzare la morte, a tutti più o meno fa piacere pensare che la vita non finisce qui, che poi ci si reincarni, oppure si viene rapiti dagli alieni poco importa. Dio resta comunque lontano, “qualcosa del tipo se c’è meglio, comunque non mi interessa”. Questa stessa amarezza che si fa poi acuta quando sono a contatto ravvicinato con le persone di cui parlo, è dovuta alla consapevolezza che“l’Amore non è amato”. Per questo ti assicuro che le tue parole e il tuo racconto, MI HANNO MESSO DI BUON UMORE PER TUTTO IL GIORNO! Io non sono il tipo di persona che va a caccia del “meraviglioso” del miracolo strepitoso, ma se c’è qualcosa che veramente mi attira è proprio questo: sentire racconti di conversione perché questi davvero mi danno la certezza della presenza di Dio nella nostra vita, che si cala nelle nostre miserie, che non si schifa di noi anche quando siamo obbrobrio ai nostri genitori.

Agnese ha detto...

Cara Ilaria che dire la tua storia è senz’altro diversa dalla mia io non ho mai avuto rapporti sessuali reali con una donna e adesso non mi sfiora nemmeno l’idea, e quando ripenso a quel passato mi vedo davvero un'altra persona, un’ altra donna, anche se non riesco a perdonarmi alcune cose, questo è orgoglio sì come se adesso non sbagliassi più! ma il mio passato l’ho consegnato a Dio come hai fatto tu. Dimenticare no, non si può, anzi è bene che ce ne ricordiamo ogni tanto così non smetteremo di lodare il Signore per il grande dono che ci ha fatto e di restare umili.
L’importante è riuscire a trovare la chiave di lettura giusta del nostro passato: io ricordo che nella mia adolescenza mi è mancata moltissimo la presenza di un’amica, il mio carattere timido e introverso non mi è stato di aiuto, questo desiderio inespresso col tempo è diventato una montagna, che insieme a tutte le mie insicurezze nei confronti degli uomini ha fatto esplodere una bomba detto molto banalmente.
Sono contenta di averti conosciuta e spero che questi post siano un messaggio forte per tutti quelli che ignorano cosa si celi dietro l’omosessualità: quale dolore, quale solitudine, quale inganno, ma che credono ciecamente alla propaganda martellante ad opera dei media e dei poteri forti. Non ti sei chiesta come mai in quei “bei” dibattiti televisivi che ogni tanto fanno vedere o su qualche giornale o rivista che giustamente fa i titoloni in prima pagina contro l’omofobia, non danno voce alle centinaia, migliaia e Dio solo sa quanti, di persone come me, come te che non si piegano alla logica del vizio e vogliono cambiare vita e sono riusciti a cambiare vita?! Perché questo silenzio! E’ incomprensibili, figuriamoci poi se a farsi paladini dello stile di vita gay sono convinti eterosessuali ma cosa ne sanno loro?

Comunque ti ringrazio per avermi fatta partecipe della tua vita raccontandomela e per avermi resa felice per oggi e per molti altri giorni, ripensando a te loderò Dio per i suoi grandi prodigi e per il Suo grande Amore!

ilaria ha detto...

@ Agnese,

Cara, perdonami!
Sono sempre alle prese con il tempo tiranno.
Sono di partenza per un viaggio, mi limiterò quindi a rispondere solo in parte al tuo commento, denso di spunti interessanti.
Intanto specifico che quindici anni raccontati nei post sono davvero delle briciole.
Ho cercato di semplificare il più possibile mettendo in luce i tre capitoli principali della mia vita.
Purtroppo ho tralasciato dettagli importanti, come ad esempio che la docente che si prese cura di me, oltre che una donna di profonda cultura, era sposata con un ex-omosessuale, quindi, conosceva bene i “suoi polli”.

Non so chi abbia potuto pregare per me, mi piace pensare a un disegno provvidenziale.
Da bambina in casa non ho mai visto un vangelo o un crocefisso, ed io ho aperto la bibbia per la prima volta, poco più di due anni fa.

Non so come si possa conciliare il binomio fede-omosessualità, per me è stato assolutamente impossibile, anche sé ho sulla saccoccia l’esperienza di amici omosessuali credenti e praticanti.
Io probabilmente sé mi fossi messa a pregare da omosessuale avrei chiesto a Dio “più donne” con cui divertirmi sotto le lenzuola!! ;-)

Agnese, sono contenta che la mia testimonianza ti abbia risollevato lo spirito, e ti invito con questo a vedere in quelle “strane persone” una parte di me, quella redenta.
Tra te e loro ci deve essere lo stesso sentimento che animò il dialogo tra Gesù e la Samaritana. Non guardarli più quindi per quello che sono ora, ma per quello che potranno essere, sé accoglieranno il dono di Dio.
Tu sé vuoi, puoi farti portatrice di fiumi d’acqua viva.

Sé ti viene ancora difficile, pensa alla mia vita, al mio corpo logorato da rapporti sterili, capace di farsi scivolare via i vestiti di dosso alla prima occasione.
Umiliato, pieno di piercing, nei capezzoli, nei genitali, messi la per provare “dolore punitivo” a ogni rapporto sessuale.
Io, che poco più che ventenne mi divertito a portare a letto le “ragazzine” che dicevano di essere eterosessuali.
Nessuna di loro e più uscita dall’omosessualità.
Ho trasgredito tutti i precetti, e ho insegnato ad altre a fare altrettanto, sarò considerata minimo nel regno dei cieli. (Mt 5,17-19)

Pensami! e quando credi di aver toccato il fondo con la tua fantasia, scendi ancora più in basso.

In queste condizioni, dimmi, chi potrà essere salvato? Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio. (Lc 18, 27)

Ogni cosa a suo tempo, c’è un progetto di salvezza per ogn’uno di noi, e io ne sono testimone.

Ma ti prego, non tramonti mai il sole sopra la tua ira, e non dare occasioni al diavolo.
Scompaia da te ogni asprezza, sdegno e ira. (ef 4, 26-27)

Vedrai che un Giorno il vignaiolo passerà anche da “quelle parti”, e trovandoli oziosi gli dirà:
“Andate anche voi a lavorare nella mia vigna”.
(Matteo 20,1-16)

A presto! Un Abbraccio “sorello” in Cristo Gesù

Ps. Ma, in che maniera “alternativa” ti vesti? Mi hai incuriosita. LOL ^_^

Anonimo ha detto...

X TUTTI COLORO CHE SCRIVONO IN QUESTO BLOG
DA MAMMA 30 MAGGIO
Ecco io vorrei porre una domanda a tutti voi, magari vi sembrerá stupida, ma per me é molto importante sapere:
quando fate il "coming out" in famiglia cosa vi spinge a farlo?
Cosa v´aspettate dai vostri genitori? Di fronte al dolore dei genitori, come reagite?
Importa davvero la loro opinione in merito?
Raccontatemi la vostra esperienza.
Vi mando un bacio e vi vogio bene

Agnese ha detto...

Ciao Ilaria non ti preoccupare se non hai il tempo di rispondermi,
io sono contenta di aver aperto questo dialogo con te, la mia speranza è che se qualcuno ci leggerà si convinca di poter uscire da questa spirale di solitudine e di vizio, per questo ti invito a chiarirmi, se hai voglia naturalmente, qual è stata la molla che ti ha dato la volontà di “risorgere”. Oltre alle persone meravigliose che hai incontrato, che cosa è successo dentro di te e come Dio ti ha “catturata”.

Io guardandomi intorno quando vedo degli omosessuali che siano coppie o gruppi, (forse starai pensando come faccio a capirlo, beh è come se l’avessero marchiato sul viso, è uno sguardo o un atteggiamento…) tutto mi sembrano fuorchè “gay” cioè FELICI! Anzi alcuni mi sembrano davvero disperati e non poche volte per questo motivo ho provato pena.
Penso di capire il motivo di tanta sofferenza: a rincorrere compulsivamente rapporti che si consumano in fretta, mentre ci si vede invecchiare sempre più soli con l’illusione che prima o poi si incontrerà “il grande amore gay”. Affamati di uno sguardo, un po’ di attenzione, fosse anche di un’estraneo per strada, cercano la conferma di piacere, di essere interessanti.

Per quello che mia hai detto non posso fare altro che lodare la Misericordia di Dio un abisso senza fine!

Quando poi penso che molti hanno una visione così distorta di Lui: immaginandoLo come uno che non aspetta altro che di puntarti il dito contro e di dirti “ti ho beccato lurido peccatore, e adesso ti mando all’inferno”.
Io stesa avevo un’idea simile: Dio non mi attirava, mi terrorizzava!

E’ difficile convincere del contrario un omosessuale, molti lo vedono come un nemico o un tiranno, altri cercano di tenere il piedi in due scarpe, altri ancora preferiscono essere coerenti e tagliano i ponti. Fatto è che il rapporto resta sempre molto conflittuale.

Io non credo che si possa uscire dall’omosessualità SOLO con la psicoterapia, ci vuole una motivazione forte un impulso interiore, che alla radice estirpi il “cancro”, uso questi termini perché l’omosessualità non è un semplice modello comportamentale o una tendenza ma qualcosa di più profondo che investe la persona completamente nella sua totalità (corpo-mente-spirito).
Una volta parlando con uno psichiatra del fatto che sono convinta che una persona possa uscire dall’omosessualità andando a estirpare alla radice le cause che l’hanno provocata, quindi destrutturandosi per poi ricostruirsi, mi ha risposto che è impossibile perché nessuno è così potente.
Ma noi sappiamo che “ciò che è impossibile agl’uomini è possibile a Dio”. Per questo ritengo che dietro ogni cambiamento ci sia la Grazia anche se non l’abbiamo immediatamente percepita.
A presto un abbraccio

Anonimo ha detto...

Per tutti i ragazzi e ragazze che scrivono in questo blog

Da mamma 30 maggio

Cari ragazzi, voglio proporre a tutti voi l´inizio di una catena di preghiera del rosario. La Madonna fece 15 promesse a coloro che recitano il rosario tutti i giorni. Basta recitare il mistero corrispondente al giorno della settimana. Il rosario, se recitato in gruppo aiuta a ricevere grandissime grazie dalla Madonna.
Siamo gia in 3. Fr. Max, e due mamme. Unitevi alla nostra preghiera alle 2:30 PM. (io ho 7 -ore di differenza da voi perció abbiamo scelto questo orario, ma sono aperta alle vostre proposte.)
Cosa chiediamo? Che lo spirito Santo vi illumini, che finisca la vostra schiavitú e quella dei nostri figli. Che illumini e guidi coloro che gia hanno intrapreso il cammino e che illumini coloro che ancora non vedono la "Luce". Abbiate fede e unitevi a noi. Fr. Max puo specificare quali sono le grazie promesse dalla madonna.
Vi voglio bene
Attendo risposta

fr max ha detto...

Pregare è un dono prezioso.
La preghiera fa uscire dall'egoismo e ti fa riconoscere che non sei ne il Dio della tua vita nel il solo essere creato attorno a cui ruota tutto il mondo.
La preghiera ti aiuta a riconoscerti una creatura che non si da la vita ma l'ha ricevuta da un donatore.
LA preghiera allarga il cuore perchè fa spazio all'altro, ai suoi bisogni, portandoti fuori da te.
la preghiera è il linguaggio dell'amore con cui amante e amato si guardano negli occhi, senza bisogno di tante parole e si capiscono.
Pregare è il modo per fare spazio tra te e l'altro e ritrovare così uno spazio comune dove incontrarsi.
Pregando nasce la comunione ovvero uno spazio che riflette l'essenza delll'uomo: l'essere per!
Un abbraccio e una preghiera per tutti.
Fr MAx

MAMMA 2 MAGGIO ha detto...

PER TUTTI

Sono mamma 2 maggio,
e sono unita a te, cara mamma 30 maggio e a fr Max, nella preghiera per i nostri figli, per tutti i ragazzi e ragazze che scrivono in questo blog e per tutti quelli che si trovano a dover combattere ogni giorno questa dura battaglia e a dover provare tanto dolore e sofferenza.
Che La Vergine Maria, Madre di tutti noi, possa intercedere con il Padre affinchè vengano spezzate le catene che vi tengono prigionieri e possiate camminare tutti nella Luce di Cristo.
Vi abbraccio e vi voglio bene.
Grazie fr. Max delle belle parole che dedichi alle mamme, continua a sostenerci con la preghiera.

ilaria ha detto...

Ciao a tutti

Mi unisco anch’io alla vostra preghiera cercherò di fare il possibile per le 2:30 pm, in caso contrario sarete tutti nelle mie preghiere qualche ora più tardi.

@mamma 30 maggio

Mi piacerebbe dare una risposta alla tua domanda, ma per me la situazione andò in modo differente. Nella mia vicenda infatti fu la mia famiglia a scegliere per me il “coming out” , anche sé ammetto che avevo già in progetto di farlo di li a poco, magari in maniera meno brusca.
Di casa infatti, mi buttarono fuori loro appena compiuti i 18 anni e da allora non sono mai più tornata sé non per brevi soggiorni.
La mia omosessualità gli sconvolse a tal punto che preferirono “perdermi” piuttosto che accettarmi com’ero.

Da loro mi sarei aspettata più comprensione, certo non salti di gioia, questo no, ma un “ti voglio bene lo stesso” forse mi avrebbe aiutato.
Di fronte al loro dolore io reagì in maniera egoistica.
Dentro di me non riuscivo a motivare il loro atteggiamento così duro e freddo nei miei confronti, le loro lacrime mi sembrarono non solo inutili ma addirittura cattive.
Un modo come un altro per farmi sentire in colpa.
Mi pare quindi che sia facile dedurre che la loro opinione in merito al mio essere lesbica per me non aveva alcun valore.
Alla fine con l’omosessualità siamo noi che dobbiamo farci i conti, lottare per evolverci, sé è questo quello che desideriamo.

@ Agnese
ti scriverò presto

Un forte abbraccio a tutti

Anonimo ha detto...

Ilaria cara,
grazie per unirti a noi nella preghiera.
Che il Signore sia con te e ti dia la forza di spezzare le catene.
Ti voglio bene
Mamma 30 maggio

Teresa ha detto...

Ciao a tutte voi, sono Teresa. Vi ringrazio per le vostre testimonianze, che possono essere di conforto a chi come me ha avuto problemi nella propria identità sessuale. Fortunatamente il Signore ha fatto in modo che questo problema non si radicasse fortemente ed i rapporti omosessuali non diventassero la prassi della mia vita, poiché identificandoli con una grave colpa, non mi concedevo quasi neppure il vezzo di fantasticarli. Questo mi ha permesso di non erotizzare la donna e di tenere un po' a bada l'attrazione che comunque rimaneva una realtà sempre in agguato, Crescendo con questo segreto inconfessato ho cercato di salvaguardarmi recuperando sempre più la femminilità che avevo represso, perchè mi rendevo conto che la mascolinità mi caratterizzava fortissimamente. Io non volevo o non potevo essere omosessuale, sarei andata contro tutto ciò in cui credevo e che mi era stato insegnato. (provengo da una famiglia religiosa e di vecchio stampo) Sicuramente la volontà mi ha aiutata tanto tanto a non alimentare ciò che comunque era presente in me fin da piccola - così per rendere l'idea posso dire che per tutta la mia infanzia il mio più gran dolore era quello di non essere nata maschio!!!! - e a rinforzare invece l'eterosessualità che era naturalmente latente in me. Leggere della terapia ripartiva mi ha fatto fare passi importanti in questo, ma comunque ora mi ritrovo sì, a non aver desideri omosessuali, avendo compreso l'origine di quelle attrazioni, ma tuttavia persiste una quasi incapacità a coinvolgermi profondamente per un uomo. Ho avuto storie con ragazzi, ma non ho ancora all'età di 33 anni provato chiaramente amore per un uomo. Il desiderio per loro non manca di certo, anzi! Ma tutto si ferma all'attrazione (che può essere anche forte) e ad un affetto sincero, ma pur sempre amicale o almeno così l'interpreto io. Se ora provo a mettermi in gioco è più per una volontà di amare, di sentirmi sempre più donna che per un effettivo coinvolgimento. E questo non basta; cristianamente parlando non motiva neppure il fatto di avere rapporti sessuali. E allora mi domando spesso: Perchè il mio cuore non viene mai rapito? E' possibile che ci sia sempre qualcosa che manchi? Che non sia mai il Lui che attendo trepidante?
Forse non ho un giudizio oggettivo sull'amore?
Vorrei amare, essere amata ed invece non lo faccio o non riesco.... Perchè?

ilaria ha detto...

Cara Agnese

L’infelicità credo che faccia parte della nostra condizione umana ed è un’esperienza che ci accomuna.
Nei post precedenti ti ho ricordato come anche Gesù vero Dio vero uomo, arrivata “l’ora” cominciò a provare tristezza e angoscia.
«La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me».(Mt 26,37-38).
Momenti d’ispirazione divina si alternano ad attimi di tristezza e solitudine.
Gesù vuole provare su di sè tutte le sofferenze che affiggono la nostra carne, perché attraverso di lui, sia esaltato tutto il tuo essere!

Non credo che la sofferenza sia un’esclusiva dell’omosessuale.
Non ne farei per tanto un discorso classista.

Guardati intorno e dimmi: quanti eterosessuali vedi che vanno in cerca d’avventure sterili?
Quanti invecchiano aspettando l’amore “giusto” che ovviamente non arriva mai?
Quante donne eterosessuali vanno in giro con moderne scollature da capogiro nella speranza di catturare lo sguardo dei passanti? Quanti chiudono i rapporti con Dio perché incapaci di fare a meno del sesso?

Credi forse di poter “raddrizzare” la loro visione?
Non potrai mai convincere nessuno, perché Dio non è un racconto composto da parole.
Dio è amore e possiamo conoscerlo, apprezzarlo e capirlo facendo esperienza della sua misericordia giorno per giorno.
La verità deve abbagliare gradualmente altrimenti saremo tutti cechi!

Non dare più sfogo alle proprie pulsioni omosessuali non è di fatto la via sicura per la felicità, così come credere in Dio non salva dalla croce.
Non si tratta perciò di un bivio, anche piuttosto irreale, che suddivide gioia (eterosessualità) e dolore (omosessualità) ma di una scelta, tra me e qualcos’altro che non sono io.
Il viaggio transitorio che ci accompagna verso il nuovo “io” ha inizio attraverso un innegabile e straziante solitudine, morale e fisica.
Non cerchiamo però in questo cammino di soffrire di meno ma semplicemente proviamo a non lasciarci sconvolgere da questa sofferenza.
Senza voler “trovare” per forza e subito altrimenti finiremo per essere dipendenti “dall’oggetto” dei nostri sforzi.
Anche se l'uomo esteriore (cioè il corpo) si va disfacendo, l'uomo interiore (cioè l'anima) si rinnova di giorno in giorno (2Cor 4, 16). Perciò, come ci raccomanda l’apostolo Pietro, esultiamo di gioia indicibile e gloriosa mentre conseguiamo la mèta, la salvezza dell’anima. (1pt 1,8-10).

Per cambiare non basta solo volerlo e desiderarlo.
Chi pensa di potercela fare da solo e simile a uno stolto che costruisce la sua casa sulla sabbia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande! (Mt 7,27).
Se il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città, invano la veglia il custode. (salmo 126)

Le modalità e i tempi non spetta a noi deciderli, e poiché anch’io come te, ritengo che ci sia Dio dietro ogni cosa, posso benissimo lasciarmi andare al pensiero, che da sola, la psicoterapia, fatta con dedizione e amore per il prossimo, possa essere un vero e proprio prolungamento del “braccio” divino.

...

ilaria ha detto...

...
Di me, che dirti.
In effetti non sono sé sia possibile decostruire e ricostruire qualcuno e anche sé lo fosse, non lo vedo utile, o almeno, non trovo che questo sia avvenuto in me.

Ciò che importa e che il vecchio sia ripreso su un piano nuovo e formi con esso una nuova realtà.

Le mie mani sono sempre le stesse, ma oggi toccano e fanno cose molto differenti!
«Mi sono tolta la “veste”; come indossarla ancora?
Mi sono “lavata”; come sporcarmi ancora?».(Ct 5,3)

Agnese, tu mi chiedi come Dio mi ha catturata.
Io ti rispondo che devo aver aperto per “sbaglio” la porta del mio cuore.

Quando una stanza è molto buia basta anche una piccola fessura perché un lieve spiraglio di luce squarci le tenebre più fitte.

Il metaforico spiraglio di luce si è concretizzato nella realtà, con una bibbia, dimenticata sul tavolo della cucina da un mio amico, un’omosessuale credente.
Poiché non avevo mai tenuto in mano una bibbia e non sapevo neppure che cosa ci fosse scritto, aprì una pagina a caso e lessi un pezzo del cantico dei cantici.

“Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio”. (Ct 8,6-7)

Mi fu tolto in quell’istante il cuore di pietra e mi fu dato un cuore di carne.
Uno spirito nuovo capace di amare.(Ez 36,26)

Capì che tutto quello che io avevo provavo fino al quel momento era stato solo un pallido riflesso dell’amore.
Mi ero soltanto illusa.

Oggi rileggo il cantico dei cantici ogni volta che l’attrazione per una donna bussa ancora alla mia porta. Ogni volta, che il "nemico" cerca con l’inganno di convincermi che, “quella cosa” è ancora possibile.

Sospiro tra le pagine, mentre imprimo nel mia mente che la passione, tra un uomo e una donna, “è una fiamma del signore”.(Ct 8,6)

Dio ha creato l’uno per l’altra; “Il mio diletto è per me e io per lui”.(Ct 2, 16)
So che lui non può essersi sbagliato, perché Dio vide quanto aveva fatto, ed era cosa molto buona! (Gen 1,31).

Ed ecco, all’improvviso l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato. (Ct 2, 11-12)

Agnese dolcissima, ti chiedo il favore di pubblicare (sé ti è possibile) nel tuo prossimo post la tua mail, non è per me ma per qualcun altro, ma ora non posso dirti di più, ti chiedo solo un pò di fiducia.


@ Teresa
Ciao, Ben arrivata!
Grazie a te per aver avuto il coraggio di scrivere sul Forum!
Teresa, che bel nome!
Ho avuto una relazione durata 5 anni con una ragazza che si chiamava così. Vabbè, sorvolo …

Risponderò alle tue domande prossimamente, per quanto il mio essere limitato sarà in grado di concedermi.
Anche sé penso, che tu abbia molte più cose in comune con Agnese. Diciamo che io rispetto a voi sono stata un po’ più “selvaggia”. ^_^

Ciao a tutte, un abbraccio in Cristo Gesù.

Teresa ha detto...

Ciao Ilaria
grazie mille per avermi accolta così celermente con la tua risposta. Sono contenta che il Signore ad un certo punto della tua vita ti abbia abbracciata e piano piano mostrato tutta la bellezza e la verità del suo progetto sull'amore umano. Sì, credo che tu abbia ragione. Per quello che ho letto sicuramente la mia storia è più simile a quella di Agnese, che saluto con affetto, perchè conosco il dolore di tenersi dentro una verità così scandalosa. Mamma mia non ci posso neppure pensare alla disperazione che si prova a sentirsi sporche per una cosa che non si vuole, ma c'è, è lì.... ti caratterizza e ti segue come la tua ombra! Ma comunque tornando a te, anche se sei stata più tremenda di noi - forse perchè avevi solo meno remore morali/religiose - penso che oramai tu ci abbia quasi raggiunte. No?

Ti abbraccio, ti ringrazio ancora e attendo i tuoi consigli ed eventuali domande.

Ah.... toglimi un dubbio, ma nel tuo cammino tu ti sei fatta seguire da uno psicologo?

Baci Teresa

P.S. Un bacio anche a te Agnese, che tra l'altro è un nome che mi piace moltissimo. Lo metterei a mia figlia.... se mai il Signore mi farà la grazia....

Agnese ha detto...

@Teresa
Teresa se posso permettermi di rispondere alle tue domande circa il fatto che non riesci a trovare quella profondità e quel coinvolgimento che cerchi nel rapporto con un uomo, non posso dirti che un giorno sarà così ma nemmeno il contrario. E’ difficile per tutti innamorarsi di qualcuno, sembrerò cinica, ma credo che siano pochissime le coppie veramente innamorate a cui si possa applicare il bellissimo Cantico dei Cantici. L’amore tra un uomo e una donna è nel progetto di Dio così come viene descritto ma il nostro cuore inquinato e ferito deve molto lavorare per arrivarci, niente comunque è impossibile a Dio. Il tuo desiderio è comprensibile umanamente ma lo sforzo che dobbiamo fare è quello di andare oltre la visione umana. Per sentirti donna in pienezza non è necessario avere un uomo accanto a te, devi prima avere questa consapevolezza e questa certezza della tua femminilità anche se non ti accompagni a un uomo.

Spesso ho sentito parlare alcuni sacerdoti della relazione d’amore tra una coppia legata nel Sacramento del matrimonio come la più alta forma di realizzazione umana, e il celibato di per sé è un’eccezione comprensibile solo nella misura in cui manifesta la bellezza della relazione di coppia, faceva un esempio questo sacerdote - che non è l’unico evidentemente a pensarla così - che il celibato è quel prato necessario a rendere visibile il fiore che c’è in mezzo.
Mi sono sentita anche dire che il celibato senza consacrazione è una situazione innaturale all’essere umano (non sapeva com’ero prima! : ) ). Più volte mi sono buttata tra le braccia di un uomo senza provare niente per lui, se non una semplice attrazione fisica (PS Ilaria, come vedi sono stata anch’io a modo mio selvaggia). Certo chissà adesso avrei anche potuto trovarmi ad essere la signora di qualcuno…con una fede al dito e un bel matrimonio FINTO in Chiesa. E oggi mi troverei a posto davanti al mondo e anche alla Chiesa. Ma Dio aveva un altro progetto per me e in un certo qual modo la mia “confusione” e la mia attenzione verso una donna mi hanno evitato di fare scelte azzardate con troppa superficialità, presa com’ero dal mio problema.

Il matrimonio non è uno scherzo, come ho detto sopra è un Sacramento ci si lega a una persona davanti a Dio nel bene e nel male per tutta la vita, conoscendomi avrei divorziato in pochissimo tempo oppure se fosse durata sarei andata a convivere, dando un dolore alla mia famiglia solo di poco inferiore che se gli avessi detto: “cara mamma, caro papà mi sono innamorata di una donna…”.

Ora ti invito solo Teresa a non scoraggiarti se a 33 anni non hai trovato il grande amore, hai trovato Dio, hai trovato un equilibrio sei ancora in cammino come me del resto, quanto durerà questo cammino e dove ti porterà non lo puoi sapere possiamo immaginarlo in un modo ma sempre tendendo presente che i nostri pensieri non sono i SUOI PENSIERI. La visioni d’insieme solo Lui ce l’ha a noi non resta che fidarci!

Agnese ha detto...

Care amiche del forum, che bello poter finalmente parlare con qualcuno di questa parte della nostra vita senza incorrere nella censura dei “benpensanti” che amano apparire solidali verso i gay per una libera espressione dell’amore in tutte le sue forme. Ma qui si parla di Amore VERO quello che purtroppo non conoscono, rifiutano e a volte disprezzano.

@ Ilaria
Quello che dici Ilaria non è mai banale e resto sempre più sorpresa non solo dalla profondità della conoscenza che hai della Parola di Dio, - Parola VIVA perché poi applichi alla tua vita e alla tua storia personale e non resta così lettera morta, lontana dalla realtà. Come dici Dio non si può raccontare ma Lui si racconta nella Bibbia – ma anche dalle riflessioni che fai a proposito della Croce, non è esclusiva dell’omosessuale in quanto tale, la Croce è la realtà umana che grava soprattutto laddove c’è l’assenza di Dio. Lui non ci ha promesso di toglierci la Croce ma di farne strumento per la nostra Salvezza e per quella degli altri secondo un progetto nascosto che ci sarà chiaro in tutte le sue parti soltanto al momento opportuno, per ora si va avanti per fede ma con questa consapevolezza. Parole amare forse per chi non si rassegna a trovare il proprio paradiso in terra e a voler risolvere tutti i proprio problemi.
Cara amica, non ho nessun problema a fidarmi di te ecco la mia email: aglaya79@hotmail.com

ilaria ha detto...

@ Teresa

Carissima,

Che saranno mai 33 anni Sé per Dio mille anni sono come il giorno di ieri ch'è passato?(sl 90)
Quanta fretta!
Neppure Dio creò la terra in un solo giorno.
Dentro di te hai appena diviso le tenebre dalla luce e già vuoi arrivare al sesto giorno quando l’uomo venne creato?
Chi cammina in fretta sbaglia strada! (Prv 19, 2)

Teresa, Ci sono molti disegni nel cuore dell'uomo, ma il piano del Signore è quello che sussiste. (Prv 19, 21).
Gioisci dei contrattempi della tua vita, metti in discussione il tuo progetto, lascia che sia Dio a scrivere sulle pagine bianche della tua vita.
Che la tua ultima parola possa essere sempre: “non come voglio io, ma come tu vuoi”.(Mt 26:39)

Essere preoccupati di sé stessi rende la vita pesante, esserne disinteressati c’è la rende leggera.
Libera il tuo cuore da ogni angoscia.
Guarda gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre loro celeste li nutre.
Non vali tu molto più di loro? (Mt 6,26)
Neanche un capello del tuo capo andrà perduto! (At 27:34)

Apriti alla vita.
Disponiti ad accettarla cosi com’è. Chi forza le proprie possibilità e pretende da sé stesso quello che non è in grado di dare si rende infelice.
Dentro di te c’è un progetto speciale che può non essere quello di moglie e madre.

La felicità non è fuori, così come la conferma del tuo essere donna non viene da gli uomini con la quale ti relazioni.
Dentro di te vive l’amore divino, è quella la fonte.
Fino a quanto attingerai forza dall’esterno, berrai da fonti inquinate.
Alzati la mattina e nel rito del lavarti e del vestirti scopri la gioia del quotidiano.
Stupisciti del fatto che anche oggi vedrai il sole. È un miracolo!
San Francesco si commuoveva guardando un formicaio, tu ne saresti capace?

Amati! Solo così potrai amare il tuo prossimo.
Perché chi da a gli altri perché ha bisogno del loro affetto ben presto si sentirà vuoto.
Ed è proprio quello che ti sta succedendo.

Non uscire con un uomo solo per soddisfare le tue brame, non fargli male.
È una vita, ed è importante a gli occhi di Dio quanto la tua.
Chi vuole amare e vedere giorni felici, eviti il male e faccia il bene, cerchi la pace e la segua. (1Pt,10-11)
Sé imparerai a vedere il dono di Dio che è in un uomo forse pian piano riuscirai ad amarlo.
La carne ha desideri contrari allo spirito. (Ga 5,17)

...

ilaria ha detto...

...

Mah!
In verità, non so sé ti ho (quasi) raggiunta, perché non so a che “punto” mi trovo!
Il prima o il dopo, l’avanti, l’indietro, sono congiunture umane che non appartenendo a Dio hanno smesso d’interessarmi da tempo.
Per il momento mi basta sapere che uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato Dio non disprezza. (sl 50)

Rispondo alla tua domanda.
Con tutta franchezza ti rendo partecipe del fatto che, io, non ho mai desiderato uscire dall’omosessualità.
Per tanto non ho mai sottoposto il mio essere a “cure” psichiatriche tanto meno spirituali.

Mi sono accorta delle mie tendenze che avevo appena 8 anni, quando “m’innamorai” di una bambina. Ricordo ancora perfettamente ciò che provai.
Per me era una condizione normalissima.
Non avendo un’educazione basata sulla morale-cristiana, non mi sono mai neppure posta il problema sé tutto quello che facevo, fosse giusto o sbagliato.
Ho semplicemente seguito i miei istinti, che ovviamente, erano molto “bassi”.

In definitiva non so come aiutarti, perché io vivo un “problema” che è opposto al tuo.
Sulla sessualità tra uomo e donna poi, non ho molto da raccontarti. Però su quella tra donne moltissimo!
sé ti può interessare? ^_^ Scherzo!

Ti posso però suggerire che, la strada per innamorarsi di qualcuno deve escludere l’approccio sessuale.
Sé erotizzi troppo, rischi di puntare troppo in’alto e inevitabilmente rimarrai delusa dall’umano che troverai “sotto”.

Quando butti un sasso nell’acqua, i cerchi, inizialmente piccolissimi, si propagano dall’interno verso l’esterno aumentando di diametro. Il principio dell’amore è lo stesso.
Parti dall’anima e poi vedrai che “l’involucro” finirà per esserne travolto!


Ciao a tutti/e, un abbraccio, come sempre, in Cristo Gesù

ilaria ha detto...

@ Agnese

Cara, mi piacerebbe ritrovarmi nei tuoi complimenti, mi sembra invece di dire tante cose inutile e, nella moltitudine delle parole non manca la colpa! (prv 10,19)

Vorrei conoscere la parola di Dio così come tu credi ma, non la conosco così bene, almeno non quanto desidero.
Purtroppo ho molti altri interessi come ad esempio la poesia, principalmente l’arte in tutte le sue forme.
Dalla video art al graphic design, dall’incisione alla pittura e, adoro disegnare;
(specialmente nudi integrali femminili; scherzo!!).
E non solo, mi piace anche fare “cose quotidiane” come cucinare, ascoltare musica, passeggiare, andare in bici, chiacchierare con amici .
Insomma, sono una persona “banalmente normale”!

Parlo così con te perché so che sei una sorella in Cristo.
Sé dovessi, in questo stesso forum, rapportarmi con dei fratelli non credenti probabilmente avrei usato linguaggi differenti per giungere alle medesime cose.
Cerco di farmi tutto a tutti; Debole con i deboli, per guadagnare i deboli; Con coloro che non hanno legge divento come una che è senza legge, pur non essendo senza la legge di Dio.
Sotto la legge allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la legge pur essendo liberata da Cristo. (1Co 9,21-23)

Cara è ovvio che con te, per non scandalizzarti, evito di parlare e di scendere in dettagli che raccontano del sesso omosessuale. Sono qua in veste di sorella che cerca di trovare un punto in comune con tutti perché, di fronte a Dio non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti noi siamo uno in Cristo Gesù.
(Ga 3,28)
E, se siamo partecipi (gli uni gli altri) delle sofferenze, lo saremo anche delle consolazioni!
(2Co 1,7)

Questa mattina mentre facevo un giretto, riflettevo sul cantico dei cantici e sulla sua eventuale applicabilità.
Il cielo e la terra passeranno Agnese ma, quelle parole non passeranno! (Mc 13,31) (Mt 24,35) (Lc 21,33)
Il cantico appartiene alla sacra scrittura ed essendo parola di Dio è alla portata di ogni uomo!
Anzi! L’amore del cantico dei cantici è più vero-simile di qualsiasi romanzo d’amore abbia mai letto.
Nei vari poemi che lo compongono, non mancano, infatti, parole di sofferenza e angoscia, tanto che la sposa si definisce “malata d’amore”.

«Io dormo, ma il mio cuore veglia; Sul mio letto, durante la notte, ho cercato il mio amore; l'ho cercato, ma non l'ho trovato. Ora mi alzerò, e andrò attorno per la città, per le strade e per le piazze; cercherò il mio amore;
L'ho cercato ma non l'ho trovato. L'ho chiamato, ma non m'ha risposto. Io venni meno, per la sua scomparsa». (ct 3,1-2) (ct 5, 2.6)

E adesso dimmi, quante volte la notte hai provato questa “insonnia d’amore”?
Quante ancora, hai cercato il viso amato nelle strade nelle piazze e tra la gente della tua città?
Il cantico descrive l’incontro tra un amato e un’amata che si raggiungono si perdono, si ritrovano.
Ti sembra ancora così poco applicabile?

Certo non ti sto dicendo che la parola di Dio è cosa semplice, lui è molto esigente, ma forse, è più facile provare l’amore descritto nel cantico dei cantici che fare quello che c’è chiesto in tutto il capitolo quinto del vangelo di Matteo!
Sforziamoci di entrare per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione. (Mt 7,13)

Sorelle ho una domanda da farvi! Giacché entrambe siete molto legate alle vostre famiglie, mi potreste descrivere il vostro rapporto con loro? Grazie.

Vi saluto con l’antifona di questa domenica.

La pace di Cristo regni nei vostri cuori; La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.
(col 3,15a.16a)

Un mega abbraccio!

Agnese ha detto...

@ Ilaria,
Cara Ilaria sono felice di risentirti, credimi io non faccio complimenti senza pensarlo veramente...La Parola di Dio è straordinaria, dischiude in sè una bellezza senza fine sempre nuova, vitale non stanca mai come le parole umane...ma sopratutto possiede questa vitalità quando viene proclamata nell'esperienza della vita quotidiana fosse anche apparentemente banale. La Parola di Dio arricchisce ogni istante della nostra vita, la riempie e gli dà un senso! Io non ho una buona memoria ma ho sperimentato la potenza della Parola di Dio. Anni di Messa la domenica da brava ipocrita che cercava di mettersi la coscienza a posto con Dio dedicando quei 40-45 minuti la settimana e sempre con la testa e il cuore altrove.
La prima volta che "ho sentito" la Parola di Dio è stata nel 2007 per bocca di una persona che veramente la vive. Ero folgorata cosa aveva detto di straordinario questa persona? Solo proclamato non solo con la bocca ma anche con la vita la Parola di Dio citando passi del Nuovo e dell'Antico Testamento...Sant'Antonio da Padova diceva che chi non conosce la Sacra Scrittura si consideri pure un analfabeta! Io allora ho da poco solamente imparato a leggere malgrado la laurea e tutto il sapere inutile che ho immagazzinato negl'anni.

Anch'io sono una persona "banalmente normale" e penso anche molto più banale che normale perchè coltivo meno interessi di te ( io non so nemmeno cos'è la video art! :)), e trovo mille modi per perdere tempo...Quando vorrei fare molto di più(dimentico che anche il tempo è un dono e non è illimitato). Ma è inutile avere rimpianti sopratutto per il tempo ormai perso...Nella depressione, nella noia, nell'apatia...

Evangelizzare secondo le possibilità che abbiamo nell’ordinarietà della nostra vita, significa anche "solo" ascoltare ma non un ascolto distratto per cui mentre l'altro parla penso ai fatti miei, mentre ascolto mi vengono in mente altre cose collegate a ciò che mi sta dicendo, oppure ancora penso alla risposta che darò...Questo non è ascolto, è necessario svuotarsi completamente di sè, concentrando tutta l'attenzione sull'altro...Questa è un arma potentissima perchè chi ci è di fronte si accorge subito che c'è qualcosa di insolito...Non è facile sopratutto farlo con tutti specie con chi non conosciamo o peggio ancora con chi non ci piace perchè dice cose che non condividiamo...Una volta ho provato ad ascoltare senza guardare l'orologio, senza mettermi in competizione, e i risultati sono stati sorprendenti...Era un gruppo di giovani universitari (tutti atei) il discorso era andato sulla filosofia, e questo era il mio territorio, poi ho smesso di mettermi in mostra, e ho cominciato ad ascoltare...Ed è cambiato tutto...Questi ragazzi hanno cominciato a parlare di sè...Era quello che volevo! E mentre li ascoltavo gli volevo bene...Incredibile!!!Due di questi mi hanno detto di essere omosessuali, uno in particolare mi ha colpito: intellettualmente preparatissimo, di Sacra Scrittura ne sapeva certamente molto più lui che io, l'unica cosa che mancava alla sua fede era l'esperienza dell'amore di Dio attraverso una persona e non certo qualcuno che gli facesse catechismo!
Ascoltare con il cuore è una forma di amore per il prossimo autentico e gratuito! Per fare ciò ci vuole allenamento costante e continuo anche se l'altro ci sta dicendo che pizza vuole ordinare.

Agnese ha detto...

@ Ilaria


Non temere di scandalizzarmi chi sono io per giudicarti? Io non trovo differenze tra me e te anche se il nostro vissuto è diverso anch’io ero morta a causa delle cadute e del peccato…Ma Dio con infinito amore ci ha resuscitate per mezzo di Cristo Gesù e questo non è frutto di opere ma è dono di Dio, perché nessuno si possa gloriare!

Mi chiedi poi il mio rapporto con la famiglia: beh terribile quando nel mio cuore si affacciava prepotente il desiderio di relazionarmi a una donna…Io li vedevo come l’ostacolo alla mia felicità, come il super Io freudiano che mi sovrastava e mi opprimeva specialmente nella figura di mia madre che certamente non godeva della mia stima…la vedevo così: una figura debole, mediocre, fuori luogo, fuori dal tempo, fuori dalla mia vita soprattutto…Incredibile come la grazia di Dio ribalta tutte le cose: IO ADESSO MIA MADRE L’ADORO. E’ il mio punto di riferimento ho scoperto in lei doni stupendi, è la persona che vorrei sempre con me…Insomma sono diventata mammona! ;)
Non so nemmeno ricostruire questo processo di ribaltamento in tutte le sue fasi. Innegabile comunque il fatto che la famiglia svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo equilibrato di ogni individuo…Specie la mamma! E poi dopo aver scoperto che oltre ad avere con me la mia madre biologica, ho anche una Mamma dolcissima e bellissima come è Maria la Madre di Gesù…Beh cosa posso chiedere di più!

A presto!
Un abbraccio a tutti
PS ragazzi se avete voglia fate un salto in questo forum ;)

Anonimo ha detto...

Io ho 30 anni, e da 10 anni mi sono accorta di avere problemi di omosessualità. Io non sono mai riuscita ad accettarmi, non per motivi religiosi, ma proprio per problemi psicologici. Ho avuto un infanzia difficile, problemi con entrambi i genitori, fatti di violenza psicologica, problemi di bullismo da parte dei compagni di scuola, dalle elementari fino alle superiori. Queste brutte esperienze mi hanno fatto diventare insicura e timida, poi non ho mai trovato delle vere amiche e sono stata tanti anni sempre da sola, invidiando le altre ragazze. Tante cose e sofferenze che mi hanno fatto capire di non essere nata così

ilaria ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ilaria ha detto...

@ anonima 30enne

Ciao carissima, grazie per aver condiviso con noi una parte di te!

Non temere da oggi avrai delle amiche!
Mi scuso, ora non posso risponderti, prometto però di scriverti prestissimo.

Ciao!!

ilaria ha detto...

@ Agnese

Tesoro, il piacere di sentirti, credimi, è tutto mio! Solo che non capisco perché inviti i ragazzi nell’aria femminile, non stai bene “da sola” con me?

Ho conosciuto molti studenti di filosofia (più ragazze ovviamente) perchè nella città dove ho studiato il magistero stava esattamente di fronte alla mia facoltà, ci divideva soltanto un parchetto, fatto di piante, panchine e incontri.

Non prendertela per l’ipocrisia, fa parte delle nostre debolezze umane. Io a Dio non dedicavo neppure quei 45 minuti la domenica. Tutti noi anche sé “convertiti” viviamo una fede tiepida.
“Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo!“ (Ap 3; 15)
E non c'è distinzione!
perché tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio! Ma da lui giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù. (Ro 3; 23-24)

Sai, prima di conoscere la “via” io leggevo tantissimo ma tutt’altro. Una notte feci un sogno, (come tutte le notti del resto, solo che da quando sono a dieta la notte vedo solo polli arrosto), ero come dentro una libreria e c’erano tanto libri posti su ripiani altissimi, al centro della stanza c’era un tavolo vuoto con un libro sopra, la bibbia.
Quando mi sono avvicinata per prenderla, i libri degli scaffali hanno cominciato a cadere e rovesciarsi che per poco non mi sotterravano.
E fu come sé tutto quel sapere (oltre che schiacciarmi) cadesse davanti alla sapienza di un solo, quello sacro.
Da quel giorno lo ammetto, ho un amore esagerato per la parola!

Agnese, dici davvero bene com’è difficile svuotarsi per accogliere l’altro nel suo dono.
Proprio l’altro giorno riflettevo sull’osservazione che tu hai fatto. Ero al compleanno di un’amica e così mentre io festeggiavo i suoi 42 anni stando nei pressi della torta, lei mi raccontava alcune faccende e, lamentandosi mi diceva: non ne posso proprio più della mia vicina a ogni compleanno ne arriva sempre con regali e dolci vari, ogni settimana mi porta una casetta di frutta e io come posso ricambiare?
Li per li l’ho buttata in battuta e gli ho suggerito di regalare alla vicina un completino intimo merlettato.
Poi però mi sono detta: com’è difficile dare ma ancor più lo è ricevere!
Vedi anch’io Agnese ho fatto con te lo stesso, non ho saputo accettare i tuoi complimenti gratuiti e amorevoli senza lamentarmi!
L’amore e la comprensione che noi sappiamo dare al prossimo è direttamente proporzionale a quello che noi siamo in grado di ricevere. Il principio è sempre quello dell’apostolato:
“ Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. (Mt 10; 8) Solo un cuore che gratuitamente ha accolto l’amore di Dio sarà poi in grado di dare al suo prossimo l’ascolto di cui tu parli, anche sé quello mi sta soltanto dicendo che pizza vuole ordinare. (mi piace questo tuo esempio, grande!)

Grazie per la testimonianza che mi hai dato sul rapporto con tua madre.
Anch’io vedo lei così, solo che non capisco, anche mia sorella la vede esattamente come me, ma allora perché io omosessuale e lei no? Boh!

Per il momento non mi sogno nemmeno di diventare mammona il solo pensiero di un contatto con lei mi fa venire i brividi.
Ho un brutto rapporto con tutto quello che si associa a “mamma”. Di conseguenza anche la mia fede è del tutto Cristologica e molto poco Mariana.
Per non parlare del mio istinto materno che è pari a zero! Psicologicamente non reggerei mai una gravidanza.
Più che l’omosessualità è questo che ha fatto di me una donna a “metà”.

Un abbraccio a tutti

Ps Per quanto riguarda l’orologio, io non ne porto mai uno al polso. Così per la strada ho la scusa di fermare i passanti per chiedere l’orario.
Non fare come me però che fermo solo le donne! Capito?

ilaria ha detto...

@ anonima 30 enne

Perdonami!
Arrivo con un ritardo scandaloso!

carissima,
dalle tue parole intuisco molta sofferenza non ancora “sintetizzata” che con molta probabilità non ti hanno permesso di vedere e scrivere con lucidità alcuni passi della tua vita.

È assolutamente necessario che tu trovi la forza di buttarti alle spalle tutto il tuo passato. Comincia ad accettare i fallimenti della vita e vedrai che questi si trasformeranno in rinnovamenti, nuovi inizi.

Amati, perché fino a quando non lo farai, difficilmente sarai in grado di ricevere e vedere il bene che ti sta intorno , anche sé questo si trova a un palmo dal tuo naso!

Ciò che pensano gli altri di te non è poi così importante.
Tu vali a prescindere.
Rinuncia all’ardente desiderio di piacere a tutti ad ogni costo!
È la base per “crescere”. Altrimenti resterai una marionetta nelle mani del tuo prossimo dalla quale dipenderà la tua felicità.
In poche parole non sarai mai “libera”e tanto meno felice.

Per il resto credo che la fede ti possa davvero aiutare, e regalare quel “miracolo” che attenti con trepidazione.
Si! Perché neppure io, benché lo desideri ardentemente, posso fare più di tanto.
Ti posso offrire tutta la mia solidale amicizia ma il cammino è il tuo, e quando spegnerò il mio pc e tu avrai letto il mio messaggio rimarrai comunque “sola”, sé questa è la tua condizione interiore.

Per ora mi fermo qua, attendo tue notizie.
Raccontami tutto quello che vuoi, come ti senti, cosa sogni, cosa desideri.
Ti risponderò sicuramente!

Ti ricordo in'oltre che tu sei unica e speciale.
L’invidia è un sentimento assolutamente inutile e controproducente.
Perché mai dovresti invidiare le altre?
Sé credi di non avere in te le potenzialità per diventare una “vera donna” ti garantisco che ti sbagli!

Ciao!

Un abbraccio

ilaria

Agnese ha detto...

@ anominima 30enne
Cara amica non disperare, le tue ferite lasciale al passato. Sono la tua esperienza e la tua storia ma questa storia continua...A questa storia può essere data quella vitalità e profondità che cerchi non solo nel rapporti umani ma anche con te stessa. E da qui che devi partire da te stessa non sarà l'amore di una donna che ti aiuterà a capire chi sei...E se per questo nemmeno l'amore di un uomo. Dalle tua stessa sofferenza nascerà qualcosa di nuovo di bello, se solo sperimenti il perdono con il cuore, ti scoprirai più matura più ricca con una marcia in più...E potrai allora davvero scoprire e vivere l'amore che cerchi.
Come ti ha già detto Ilaria da sola non è facile, lasciati allora amare da Dio e anche l'impossibile diventerà possibile.
Un abbraccio a presto

Agnese ha detto...

@ Ilaria
Voglio ringraziarti ancora Ilaria per le cose belle che riesci a dire non solo a me ma anche a tutti gli altri, chi ti ha insegnato a essere così accogliente verso il prossimo?
Davvero è un bel carattere che a me manca vabè chissà mai forse avrò altre qualità!


E’ vero è indispensabile accettarsi, amarsi altrimenti non abbiamo rispetto di noi stessi senza contare che il desiderio omosessuale si presenta anche come reazione a un sentimento di frustrazione, di inadeguatezza rispetto agl’altri…Difficile da dire certo rovo assurdi che ci sia qualcuno che creda all'ereitarietà genetica, e ancor più ridicolo affermare che sia una forma alternativa di amare…

Non si può dire a un ragazzo o a una ragazza che si dichiara omosessuale che loro hanno il gene dell'omosessualità perché se è vero che l’essere umano è “programmato” per procreare e quindi manca questo desiderio di accoppiarsi con individuo dell’altro sesso, allora dobbiamo dedurne che siamo in presenza di uno “scherzo della natura”. Quindi un’affermazione di questo genere che ha l’intento di essere a favore dell’omosessualità in realtà nasconde una valenza razzista, come anche il dire all’altro “tu sei diverso” oppure “devi accettarti per quello che sei cioè gay” come se l’orientamento sessuale sia la chiave di lettura per spiegare ontologicamente l’essere umano…Quanta superficialità, qualunquismo banalità, sintomi di una visione piatta e unidimensionale dell’uomo che ne esce fuori ridimensionato dall’apice della creazione e mistero a sé stesso, quale era considerato prima di questa scristianizzazione della società, a specie del mondo animale con una capacità cranica superiore rispetto alle altre specie ma con ancora molto da imparare dalle cugine scimmie.

Per quanto riguarda l’omosessualità definita come “amore” per una persona dello stesso sesso mi domando se queste persone sanno che cos’è l’amore evidentemente no, anche se loro sono certi di sì convinti che quella forza creatrice che muove l’universo che è appunto l’Amore, sia riducibile all’esperienza di sentire “le farfalle nello stomaco” con il cuore di panna che batte forte, forte, forte….se tutti sapessero che cos’è l’amore e lo vivessero quotidianamente questo mondo sarebbe diverso.

ilaria ha detto...

@ Agnese,

Grazie per i bei complimenti con i quali mi circondi ogni volta anche sè credo che il processo d’accoglienza sia vicendevole, in fondo è pur sempre uno scambio d’amore.

Pensa, sé nessuno avesse risposto al mio primo post avrei forse avuto l’occasione d’accogliere qualcuno in questo forum?
Difficile non trovi?

Io ti accolgo perché sono stata accolta a mia volta.
Così com’è vero che amo perché mi sento amata.
Accogliendo il mio prossimo accolgo Dio e il suo amore per me.
Insomma in realtà non sto dando ma ricevendo e alla fine sé osservi bene, siete tutti vuoi del forum che mi sopportate!

Agnese, a ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo. (ef. 4,7)

Ricordi?
È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, al fine di edificare il corpo di Cristo.
(ef 4, 7. 11)

Dio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto.
L'occhio può forse dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi»? (1Co, 12,21)

Per questo non ha senso desiderare di essere qualcos’altro fuorché quello che per cui siamo stati creati.
E non solo, di fronte a questa verità, scopriamo che i sentimenti come l’invidia sono assolutamente inutili, perché io vengo onorata da tutto quello che sei tu.
Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui. (1co, 12, 26)

Amica, noi siamo già una cosa sola, solo che non sappiamo di esserlo.
E quale fortuna per me scoprire che tu hai altri doni!

Come certamente avrai notato dall’altra parte del blog abbiamo chiacchierato sull’argomento omosessualità - biologia.

Il capitolo per me può considerarsi concluso.
Sé anche dovessi scontrarmi con la scienza più caparbia, il mio cuore non ne sarebbe turbato.
Sono perfettamente in grado di essere ciò che voglio con o senza “consensi genetici”.

Che poi io sia programmata per generare vita, me lo ricordo ogni mese con tutte le sue dolorose conseguenze.
Ti garantisco comunque, che questo non mi ha mai fatto pensare guardandomi allo specchio di essere di fronte ad uno "scherzo della natura".
Né durante tutto il mio vivere da lesbica e neppure adesso anche sé dovessi non riuscire (nonostante tutti i miei sforzi) a “riprodurmi”.
Non so tu, ma io come donna mi sono sempre considerata molto più che un’incubatrice!
Il mio valore va anche oltre quel dono.
Una maternità farebbe di me una madre biologica ma non certamente una donna più completa o migliore sopratutto sé quello cui ambisco è crearmi una posizione di comoda copertura!

Personalmente poi, ho anche costatato che data la vendita proficua di pillole e preservativi e le numerose interruzioni di gravidanza, credo che anche il mondo eterosessuale presumibilmente sia vittima di quello stesso “scherzo della natura”.
Infatti, nonostante non manchi il forte desidero d’accoppiarsi con qualcuno del sesso opposto è notevolmente calante quello riproduttivo.

Posso dirti che in passato, anche per me, i rari “accoppiamenti” sessuali con uomini sono stati sterili esattamente come quelli omosessuali.

La nostra sessualità non deve solo mutare ma soprattutto CRESCERE! Infatti, sé io a 29 anni mi rapporto con un uomo come un’adolescente in preda agli ormoni più acuti col desiderio unico di divertirmi e di rifarmi sessualmente degli anni “perduti”, non è che abbia risolto molto.
Mi trovo in una condizione non tanto differente da quella di prima.
Ho soltanto cambiato “giocattolo”, ma sono la stessa donna che non era e che non è in grado di costruire.

La parola “amore” sfugge a molti. L’incapacità di questo sentimento non è per me così facilmente attribuibile ai soli individui omosessuali.

M’interessa però avere la tua opinione, potrei ancora essere di parte e rischiare di non avere una visione lucida e obiettiva sull’argomento.

Ciao sorella,
Ti voglio bene

ilaria

Agnese ha detto...

Beh non mi sorprende affatto che ci sia meno voglia di riprodursi...Quello che io volevo dire è che è appunto illogico considerare nell'essere umano solo il dato biologico, per cui l'attrazione e la riproduzione vanno sempre di pari passo come nel mondo animale. Mi fanno anche un pò sorridere le contraddizioni che emergono proprio in questo senso di certi programmi divulgativi dove ti illustrano come questa specie che si chiama uomo si comporta in tutto e per tutto al pari di ogni altra specie animale!Mi viene in mente Piero Angela che mi spiegava come scoppiava "l'amore" ed era tutto una giravolta di ormoni e feromoni che si corteggiano e si piacciono, producendo così altre sostanze chimicheorigine di determinate senzazioni e questa è la tecnica - perchè tutto è tecnica- adottatata da "madre natura" (molto new age") perchè la specie si perpetuasse...ma come spiegare allora il desiderio omosessuale? Madre natura si è sbagliata? No se prendiamo sempre come cifra di riferimento il mondo animali, infatti, dicono, che le balene sono lesbiche e i gorilla scelgono a volte partner dello stesso sesso...Quindi tutto normale e salviamo capra e cavoli: cioè da una parte si dice come vuole la società evoluta che non crede alla favola di Adamo ed Eva, e non ha bisogno di Dio, che l'uomo è solo materia (abbattendo l'ennesima frontiera del mistero cioè il mistero dell'amore - banalizzandolo oltremodo del resto) e dall'altra si fa passare l'attrazione omosessuale come del tutto "normale" prevista forse per una ragione ancora ignota sempre dala nostra cara madre natura.

Spero comprenda l'ironia tutto ciò è ridicolo ma anche deprimento perchè l'uomo di strada prende come verità di fede quello che legge su focus e quello che gli ha detto Piero Angelo...(nemmeno Alberto ancora troppo metafisico rispetto al padre). credimi è così! Quindi non siamo scherzi della natura ma un fenomeno ancora da studiare, io intanto aspetto che la balena mi riveli la risposta alla domanda delle domande "chi sono io?"

Anonimo ha detto...

@ Ilaria e Agnese
Mamma 30 maggio
Vorrei soffermarmi sulla frase di Ilaria." Non ha senso desiderare di essere qualcos´altro fuorché quello che per cui siamo stati creati."
Condivido la tua frase: una donna é stata creata per avere dei figli e non esiste amore piu grande e piu incondizionale che quello materno. Una donna puo amare un uomo, ma mai, dico mai, si potra confrontare con l´amore verso un figlio.
Dice ancora Ilaria: mi considero molto piú che una incubatrice:
Esatto! Una donna puó adottare una creatura e amarla come se l´avesse avuta per 9 mesi nel propio ventre. Ció deriva dal fatto che siamo nate per trasmettere amore materno.
Spiegherá un giorno la scienza tutto questo? Saranno gli estrogeni? SARÁ PERCHE POSSEDIAMO UN UTERO? SARA PER VIA DELLE OVAIE?
Ci spiegherá un giorno Piero Angela perché una madre soffre immensamente davavti al dolore del propio figlio? Lo attribiranno agli ormoni? o forse a una connessione chimica fra i due?

Il mistero della maternitá sta solo nelle mani di Dio, lui ci ha fatto questo dono e per tale scopo ci ha munite di tutta "l´atrezzatura" necessaria, e non parlo solo di quella fisica, ma anche di quella mentale, del cuore, ma sopratutto, di quella dell´anima.
Vi voglio bene
Mamma 30 maggio

Agnese ha detto...

Cara mamma,
ciò che dici è molto bello ma io non posso del tutto condividerlo.
Quell'amore materno di cui parli io non so cosa sia e se devo essere del tutto onesta non sono sicura nemmeno di volerlo sapere...E questo non dipende dal mio passato di ex omosessuale mi creda!
non tutti sentiamo questo mistero dela maternità come il più alto scopo della nostra esistenza di donne sebbene siamo dotate di tutta "l'attrezzatura" (mi perdoni: è proprio una brutta espressione!)necessaria a tale scopo.
In molti paesi e in molte culture davvero la donna non esiste altro che per questo scopo: generare figli ed è perciò considerata nè più nè meno che una macchina per sfornare figli, di conseguenza chi non può averli o peggio non è sposato, vale anche meno delle bestie, senza diritti e senza dignità. All'epoca di Gesù le cose stavano esattamente così, la venuta di Cristo è stata una vera e propria rivoluzione in questo senso: Lui aveva molte discepole al suo seguito e dopo Sua Madre la seconda persona alla quale si mostrò nelle sua veste di Risorto fu una donna per una giunta neanche pia visto che si trattava di Maria Maddalena...Tutta la storia della chiesa è stata attraversata da figure femmnili gigantesche che non erano nè mogli nè madri e che senza il cristianesimo sarebbero rimaste schiacciate da una mentalità che le voleva necessariamente e unicamente generatrici di figli...Generare figli non è un male ma non è nemmeno un bene per tutte, - e qui mi faccio anche un pò interprete del pensiero di ilaria quando dice "non mi sento un' incubatrice" - infatti NON TUTTE SIAMO CHIAMATE ALLA MATERNITà PER REALIZZARCI IN PIENEZZA COME DONNE...
Altrimenti davvero dovremo considerare solo il dato biologico che pure esite e che consiste per la femmina soltanto nel generare e prendersi cura dei figli...In questo senso allora l'amore di cui parla è perfettamente in linea con il dato biologico, ma proprio perchè l'essere umano è molto più complesso e misterioso non si può tutto ridurre a schemi predefiniti e generalizzati...Non tutti si riconoscono in questi schemi senza perdere nulla della propria femminilità...
Quello di essere madre che ama profondamente il suo ragazzo è la sua vocazione non c'è dubbio, ma non è di TUTTE le donne!
A presto
un abbraccio

Anonimo ha detto...

@ Agnese da mamma30 maggio
Chiedo scusa per l´espressione "atrezzatura" non era mia intenzione offendere nessuno.
Quando dico "nate per trasmettere amore materno", non parlo solo dell´amore verso i figli che la donna ha portato in grembo, ma di quello che ogni donna sa o puo trasmettere a tutti. Neppure Madre Teresa di Calcutta era madre, ma ha saputo adottare e amare tanti poveri come figli suoi. Fu la mamma dei poveri. In quanto al cristianesimo, sono assolutamente daccordo con te,perché mai avrebbe dovuto fare differenze fra donne sposate o no, fra donne con figli e senza figli, tutti siamo creature di Dio!
Quando dici che nei paesi poveri la donna é considerata ne piu ne meno che una macchina per sfornare figli, dovresti anche tener conto del contesto socio-culturale del paese. Nei paesi poveri e sopratutto nella societá contadina, dove lo stato non ti garantisce una pensione a 60´anni, o asili per anziani, avere tanti figli significa una garanzia per il futuro, il figlio eredita la terra, la lavorerá e avra cura dei genitori anziani. Avere tanti figli é sinonimo di forza di sicurezza, quella che lo Stato non ti garantisce. Le donne senza figli sono prese invece in gran considerazione, visto che in genere aiutano le altre mamme con i bambini, ed hanno un ruolo molto importante nella comunitá in molti altri aspetti. Sono sempre loro, le donne senza figli, ad aiutare nelle scuole, nelle chiese, nei parti ecc.. Dimenticavo dirti che io vivo in un paese del "terzo mondo". Un abbraccio

ilaria ha detto...

@ mamma 30 maggio

Ciao Mamma che piacere leggerti anche sul forum!
Sono contenta che siano state prese in esame alcune mie frasi, e il fatto che le abbia interpretate in maniera quasi opposta rispetto a quello che io cercavo di dire, mi ha fatto sorridere di gioia.
E’ questo il miracolo!
Significa che le parole hanno raggiunto “l’apertura ideale” così che ogni donna, senza troppa fatica, possa comunque identificarsi in esse.
Per chi è mamma come te, per chi non lo è, per chi magari lo sarà e per chi come me, non lo desidera nemmeno!

Noi siamo donne con tutto quello che ci caratterizza e che investe il nostro essere, spirito -mente -corpo.
Il fatto che questo corpo sia predisposto alla maternità non significa che sia il solo dono di cui una donna disponga e tanto meno l’unico al quale essa deve FORZATAMENTE ASPIRARE.
Noi non siamo create solo per questo ma anche per altro, molto altro.

A ogni donna la sua chiamata, perché è Dio che ha collocato ciascun membro nel suo corpo come ha voluto.
Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra.
E se l'orecchio dicesse: «Poiché io non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo.
(1co 12; 15-17)

E sé una donna dicesse: «Poiché non sono madre, non appartengo al corpo» Non per questo non farebbe più parte del corpo!
Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo.
Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l'udito?

Ognuna di noi risponde a una vocazione ben precisa che va spesso oltre il dato biologico dal quale è costituita.
Si tratta soltanto d'abbracciare il disegno divino.
NON È DETTO CHE CI SIA CHIESTO D’AMARE IL PROSSIMO IN MANIERA MATERNA SOLO PERCHÉ SIAMO DONNE.
E’ VERO INVECE CHE IO PER GLI ALTRI POSSO ANCHE ESSERE FIGLIA, AMICA, SORELLA, COMPAGNA.
Nessuno di questi sentimenti vale meno dell’altro o risponde meno al mio essere femminile.

Per quanto riguarda l’amore di una madre per un figlio, mi astengo dal fare considerazioni biologiche, ormonali e tanto meno personali, non ne ho competenze.
Però sono certa che la sacra scrittura ci insegna invece che IL VOLERE DI DIO E L’AMORE PER LUI, DEVONO ESSERE ANTEPOSTI ANCHE AI LEGAMI DI SANGUE.
Perché «Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna». (Mt 19, 29)

L’amore di una madre per il figlio sé svincolato dall’accettazione del progetto divino, credo che sia invece uno degli amori meno incondizionati, proprio perché legato a delle attese di felicità che generalmente le madri nutrono nei confronti dei figli.
Desideri, sogni, progetti e speranze, che delle volte sono più i loro che quelli di Dio.

Per comprendere questo discorso che può inizialmente apparirci duro, basta guardare Maria, che più di tutte come madre, accetta in pienezza il disegno divino che investirà lei e la vita figlio.

Questo è l’atteggiamento d’amore incondizionato, con il quale ogni donna deve predisporre la propria maternità.
Maria, infatti, si accorgerà presto che quel piccolo non gli appartiene, quello che ha nel grembo infatti, non è un dono per sè ma per il mondo.
Per ogni uomo o donna che viene alla vita Dio ha un progetto speciale che passa anche attraverso quello che noi comunemente chiamiamo, croce.
Il perché delle cose solo Lui lo sa.

Mamma, dobbiamo riuscire ad andare al di là delle lacrime e del dolore perché ciò che Dio si aspetta da noi è questo sguardo di fede.

E sé questa fede sarà pari a un granello di senapa potremo dire ai monti di sposarsi da qui a là, ed essi si sposterebbero, e niente ci sarà impossibile! (Mt 17, 20)

Coraggio, forza!

Tua figlia adottiva,

ilaria

Ginevra ha detto...

Ciao a tutti, mi chiamo Ginevra, ho 23 anni e vivo in Emilia Romagna.
Vi scrivo perché da due anni a questa parte sto vivendo una grandissima confusione e non so con chi poterne parlare. Ho trascorso questa mia breve esistenza impegnandomi a scuola, studiando arte all’università e comportandomi sempre nel migliore dei modi, ma da quando ho incontrato una mia coetanea le cose sono cambiate. Inizialmente eravamo solo amiche, ma ho sempre ritenuto che i suoi atteggiamenti fossero troppo affettuosi e che di amichevole avessero ben poco. Infatti dopo qualche mese questa mia amica mi ha confessato di provare dei sentimenti nei miei confronti. Inizialmente decisi di non frequentarla più, di rompere il rapporto “speciale” che avevamo, ma la nostalgia ha avuto il sopravvento e ci siamo incontrate per un caffè e da quel momento mi sono sentita persa.
Mi ha fatto credere che fosse normale e comune provare amore per un’altra ragazza, che altre come noi vivevano felicemente una tale situazione. E io le ho creduto, concedendomi a lei completamente. Non potevo parlarne né con i miei genitori, per paura che non mi guardassero più nello stesso modo, né con i miei amici. Così ho iniziato ad isolarmi, a passare sempre più del tempo con lei e a dare ascolto al demonio che avevo in seno.
Il nostro rapporto, come ho scoperto in seguito, non era esclusivo: lei frequentava di nascosto altre ragazze, a volte anche ragazzi. Così, venuta a conoscenza di questo fatto, ho deciso di lasciarla e di cercare di salvarmi. Ma è faticoso ed estenuante. Non sempre riesco a reprimere gli impulsi che mi portano ad avere pensieri impuri e distruttivi per la mia anima. Vorrei tanto poter tornare ad essere quella ragazza spensierata e piena di vita di un tempo, poter uscire con le mie amiche senza domandarmi se una di loro è lesbica, se si concederebbe a me, e concentrarmi sui ragazzi, potermi sentire con loro a mio agio e protetta! Ma non so a chi rivolgermi, temo che nessuno possa aiutarmi. Non ci sono in Emilia Romagna gruppi ai quali potermi rivolgere? Vorrei poter trascorrere del tempo con persone che come me hanno vissuto una situazione simile e che ne sono usciti, per poter aggrapparmi alla loro forza e nutrirmi della loro speranza. Sarebbe così bello poter ricreare quelle belle atmosfere dei campeggi organizzati un tempo dalla mia parrocchia, con a fianco persone che sono riuscite a ripulire la loro anima.
Spero che qualcuno di voi possa darmi qualche consiglio.
Ginevra

ilaria ha detto...

Ciao Ginevra, grazie per aver condiviso con noi la tua storia.

Conosco bene la tua regione, quando avevo qualche anno in meno di te ho abitato dalle tue parti, ricordo ancora qualche parola nel tuo dialetto! ^_^
Purtroppo non ho però le informazioni che cerchi, tipo gruppi o cose simili.
Spero che arrivi qualcuno a colmare questa mia lacuna.

La tua storia non mi è nuova.
Mi sono lasciata "fregare" così anch’io come te da una ragazza quando avevo 16 anni.
Da quel momento ho iniziato a guardarmi intorno e a fare altrettanto convincendo tutte le ragazze che incontravo a venire a letto con me, con parole subdole simili a quelle che ti sono state propinate contro.
Ho fatto molto male a tante donne che spesso tra le lacrime m’imploravano di smetterla o di fermarmi.

Ma tu oggi Ginevra sei la mia salvezza, il riscatto di una vita.
Sé riuscirò a tirarti fuori da questa situazione sarai la mia corona di gloria, un diademma regale nella palma del tuo Dio. Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma tu sarai chiamata Mio compiacimento e la tua terra, Sposata, perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo. (Is 62, 3-4)

Cara Ginevra IL PRIMO passo da fare per me è quello di non iperdrammatizzare.
Via dalla tua mente ogni pensiero negativo.
Ridestati da questo sonno profondo nel quale sei caduta, chi non si sveglia non può godere a pieno della felicità racchiusa in ogni istante della sua vita.
Comincia a sorridere, perché molti credono di poter rincorrere la felicità invece se ne allontanano.

IL SECONDO è quello di smettere di pensare che nessuno ti può aiutare, con frasi del tipo: «temo che nessuno possa aiutarmi».
Sé tu sei davvero convinta che le cose stanno così perché hai scritto sul forum?
Per chiedere l’aiuto di chi, sé tanto sai che nessuno ti può aiutare?
Bene, la risposta la conosciamo entrambe!

IL TERZO è questo: TU SEI ETEROSESSUALE.
Lo so ti sembrerà il passo più difficile invece in realtà è quello più semplice.
Non è una “sbadata ruzzolata” tra le lenzuola che farà di te una lesbica, oltretutto sei stata presa con l’inganno!
Il fatto che tu ti faccia fantasie sulle tue amiche e più vizio che sentimento omosessuale e come qualsiasi altro vizio viene fuori in seguito a una mancanza.
Forse ti senti sola o magari sconvolta e allora ti attacchi a malsane fantasie.
Le donne a te non piacciono. Pensaci Ginevra, sé tu fossi stata seriamente una ragazza con tendenze lesbiche, credi che ci sarebbe stato bisogno di convincerti di questo? No!
Questa è la verità sconvolgente, ti hanno solo mentito!
Non lasciare che siano ancora una volta gli altri a scegliere per te.

...

ilaria ha detto...

...

I restanti sono consigli.

Non è assolutamente necessario parlare con i tuoi cari per una cosa così piccola.
Perché sconvolgere l’intero equilibrio di una famiglia per una questione che tanto domani non ci sarà più?
Senza contare che dirlo potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Dichiararti sarebbe come ammettere di essere quel qualcosa che TU NON SEI e lasciare che gli altri mettano sulla tua faccia la maschera di quel personaggio che non ti appartiene.
Hai commesso solo un ingenuo errore, può forse questo condizionare un’intera vita?
Non lasciare che questo accada.
Se sei caduta, ti rialzerai; se sei seduta nelle tenebre, il SIGNORE sarà la tua luce. (Mi 7;8)

Per andare avanti è necessario poi, mettere da parte ogni rimpianto perché mentre sarai intenta a piangerti addosso, il presente, ti scivolerà automaticamente di mano.

Quando io ero bambina, parlavo da bambina, pensavo da bambina, ragionavo da bambina; ma quando sono diventata donna, ho smesso le cose da bambina. (1 Co, 13,11)

Ora tu sei come un granello di senapa, esso infatti, è il più piccolo di tutti i semi ma, UNA VOLTA CRESCIUTO, È PIÙ GRANDE DEGLI ALTRI LEGUMI E DIVENTA UN ALBERO, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami. (Mt 13; 32)

Potrai ancora essere felice e spensierata ma in maniera differente da quella ragazzina che andava ai campi scuola della parrocchia e che conosceva le cose solo in parte.
Per crescere hai bisogno di tempo e solo chi sarà paziente con sé stesso sarà in grado di raccogliere i frutti della propria maturazione.

Non temere, quando sarà giunto il momento ogni valle sarà colmata, ogni monte e ogni colle saranno abbassati; i luoghi scoscesi saranno livellati, I LUOGHI ACCIDENTATI DIVENTERANNO PIANEGGIANTI! (Is 40,4)

Ciao!

Un abbraccio
Ilaria

Ps studi Arte si, ma cosa e dove?

Anonimo ha detto...

ciao sono chiara, ho postato tempo fa sull'altro blog maschile 2 commenti (15 e 20 maggio), volevo solo dire che mi sono rivista completamente nella situazione che è successa a Ginevra, ma grazie a Dio non mi è successo nulla di male ed ora sono uscita da tempo da quell'incubo irreale in cui ero caduta e che ha completamente scombussolato la mia anima facendoma anche sentire per la prima volta lontana da Dio. ho scritto per ringraziare Ilaria perchè pur non volendo ha detto anche a me quelle frasi, rispondendo a ginevra. sì io non ero e non sono come mi voleva far credere in maniera subdola ma distruttiva la mia "amica", io sono solo una ragazza che in un momento di passaggio delicato della vita, di estrema fragilità provocata anche dal fatto che i traumi che questa mia "amica" ha vissuto hanno fatto riemergere i miei, creando tra noi un rapporto di diependeza affettiva dove io ero convinta di poter aiutarla, e lei stessa mi ripeteva sempre che ero il suo angelo, invece sono andata verso l'autodistruzione, e le fantasie su di lei sono arrivate quando ha iniziato a farmi capire le sue reali intenzioni,che ha avuto il coraggio di dirmi dopo che non facendosi più viva senza motivo io la tempestavo di messaggi e telefonate in cui mi mentiva e insultava anche (che senzo di vergogna mi ha messo addosso tutto ciò), quando mi diceva che era normale certe espressioni (o gesti) sdolcinate tra amiche, che io ero fredda e dovevo aprirmi, quando mi ha obbligato di ripeterle per telefono quanto le volessi bene ecc. perchè in uno dei soui momenti neri diceva che voleva scappare dalla casa famiglia o addirittura suicidarsi...MI HA INGANNATO E FERITO MA IO L'HO PERDONATA, perchè ricordo che quando l'ho conoscita e ero la ragazza ignara di prima le mie intenzioni di aiutarla come se fossi una sorella erano sincere e il mio bene era limpido, prima, e lei è solo una ragazza ferita, abusata fin da piccola che vuole ripetere all'infinito il suo dramma ed esserne protagonista e non più vittima pur restando ugualmente vittima di se stessa... ma cmq il Signore visto che ero completamente dipendente e confusa ha fatto in modo da creare un taglio netto che per mesi mi ha fatto vivere nell'angoscia e solitudine totale, nella vergogna verso me stessa (proprio io?..ho fallito tutto) e le persone che mi avevano presa per ciò che non ero, ma neanche io lo sapevo e mi riconoscevo più ormai, persino mia madre solo leggendo dei messaggi, mi ha detto che mi ero prostituita, ma io pensavo solo di avere un amicizia speciale, unica, non una storia malata, mai l'avrei immaginato che nella vita avrei subito una cosa come questa, ma col senno di poi capisco che tutto serve per crescere e maturare come persone, anche se in quel momento mi sembrava di star vivendo quell'adolescenza che non avevo mai vissuto ma in modo esaperato e sbagliato. ma cmq ringrazio Dio per come è andata e ho capito che al centro ci deve essere solo Lui, mai porre sull'altare del nostro cuore un altro essere umano da cui dipendere, oggi voglio riscoprire il vero amore gratuito e trasparente, puro come sorgente, che dà e lascia libero senza aggrapparsi come sanguisuga, un desiderio e una consapevolezza nuova nasce anche da esperienze così atroci. GRAZIE GESù. un abbraccio a tutte

ilaria ha detto...

@ Agnese

Ciao cara.

Mi devo ancora scusare per i miei continui ritardi sul forum, perdonami ma ho avuto diversi problemi relativi alla concentrazione in questi giorni. (niente di grave femminee complicanze);-)

Grazie per esserti fatta portavoce dei mie pensieri, nemmeno io sarei stata così abile a spiegare le mie stesse parole.
Mi hai stupita!

E inoltre mi hai fatto davvero ridere quando, citando Alberto Angela, mi sono tornate in mente le continue imitazioni che faceva un mio amico quando ancora studiavo teatro.
Era bravissimo!
Sarebbe piaciuto anche a te quell'Alberto non ho dubbi!
Quindi si, al massimo potrei credere a lui, all’imitazione intendo! ^_^

In questi giorni (dato che hai acceso la mia curiosità) mi sono anche concessa (purtroppo non senza conseguenze) di fare un piccolo giretto di telefonate ad alcune mie ex “amichette” per chiedere informazioni riguardanti il lesbismo delle balene.
Nessuna ha saputo dirmi nulla per il momento.
Figuriamoci!
Interessate come sono a far virare i discorsi per altri versanti.
Mi hanno però detto che, se le balene non sanno darci la risposta che cerchiamo ci rimane comunque l’opzione del polpo Paul!
Adorabili le “mie amiche” vero? ^_^

Mah!
Non ho un’altolocata esperienza in campo documentaristico Pieroangiolesco.
Voglio comunque concedermi il vezzo di dire che, caso mai, l’omosessualità è una “naturale devianza” appartenente al mondo "umanoide".
E sè questa via è (almeno per me) la più verosimile, non capisco che bisogno ci sia di cercare l’omosessualità in "forme di vita" che di fatto si muovono a agiscono in maniera totalmente differente da noi.

Mi sembra tutto molto illogico, noi scegliamo il nostro partner in base a tante cose, carattere, affinità intellettuali, attrazione fisica ecc.
Pensi che anche le balene facciano lo stesso?
Boh!
E poi a me le balene esteticamente sembrano tutte uguali come fa la balena lesbica a distinguere un’altra balena femmina dalle altre balene maschio?
Durante i suoi approcci "poverina" potrebbe avere delle “brutte sorprese” non trovi? ^_^

Ciao!

Un forte abbraccio

ilaria ha detto...

@Chiara

Cara ben arrivata.

Non ringraziarmi di nulla.
I forum sono "luoghi" straordinari per questo, quà infatti, le storie, le domande e le risposte sono di tutti per tutti.
«La gloria che è stata data al figlio di Dio è stata riversata su noi perché tutti siano con Lui UNA COSA SOLA». (Gv 17,22)

Mi piacerebbe dedicare un pensiero anche a te ma, prima di risponderti, volevo avere un quadro generale sul tuo vissuto.
Ho cercato i tuoi commenti nella sezione maschile ma non li ho trovati!
Sei sicura che le date siano proprio 15-20 maggio?

ciao!

ilaria

Agnese ha detto...

Ciao a tutte
leggendo i post di Ginevra e di Chiara mi viene in mente come sia facile incontrare persone che ci feriscono più o meno consapevolmente servendosi degl'altri spinti da una rabbia che si portano dentro e un desiderio di rivalsa che manifestano atteaverso il desiderio di assoggettare l'altro incatenarlo a sè solo per possederlo e ci incantano chiamando questo desiderio AMORE.
Anche stavolta il vangelo ci dà un consiglio prezioso su come relazionarci con il prossimo: "siate puri come colombe e scaltrI come serpenti". la purezza di cuore e di intenzione ci permettono di avvicinarci all'altro senza filtri e doppi fini e dall'altro ci ricorda come è necessario "difenderci" perchè spesso e volentieri possiamo trovarci di fronte a persone con le quali è necessario usare cautela senza lasciarci troppo coinvolgere nei loro drammi aiutarli fin dove è possibile ma tenendo ben presente che chi ha il cuore ferito che sanguina (vuoi per un abuso, vuoi per violenze o mancanza d'amore quando erano bambini...) a sua volta ferisce in una logica perversa da cui è difficile uscirne se non con il perdono fatto con il cuore.

Solo pochi giorni fà ho avuto il piacere di conoscere una ragazza della mia età che a 13 anni fu stuprata da 5 ragazzi più grandi, l'hanno presa alle spalle mentre lei cercava di fuggire senza riuscirci...Da allora per sua stessa ammissione non è stata capace altro che di ferire il suo prossimo nutrendo nel suo cuore come unico sentimento la rabbia...Ormai adulta dopo tanti anni ha capito che per guarire definitivamente doveva PERDONARE i suoi stupratori...Una cosa a dir poco impossibile tanto che infatti ci aveva rinunciato rivolgendosi direttamente a Dio con molta franchezza con queste parole:" io non ce la faccio" ma rimanendo in preghiera le sono venute in mente le parole di Gesù sulla Croce "Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno" e ha ripensato come nella sua vita che anche lei ha ferito il suo prossimo in più modi non sapendo quello che faceva perchè a sua volta era ferita...Questo le ha permesso di pronunciare le parole di Gesù rivolte a questi individui...

Agnese ha detto...

Come unico consiglio ragazze vi dico di perdonare e di perdonarvi...Siamo tutti chi più chi meno dei malati di "cuore" abbiamo noi stesse infatti fatto del male senza rendercene conto ma qualcuno chissà sta pensando al conto che ci vorrebbe presentare...!
Io ho odiato tanto chi mi aveva umiliata servendosi di me giocando con i miei sentimenti, il risultato è che stavo il doppio più male...Poi finalmente arriva il momento di lasciarsi tutto alle spalle...guardando indietro con uno sguardo di compassione verso noi stesse e verso chi ci feriva..

Questa esperienza vi permetterà di essere prudenti per il futuro e di distinguere meglio i vostri reali sentimenti e i sentimenti che l'altro nutre verso di voi...
A presto.

@Ilaria
A me piace un sacco Alberto Angela decisamente più di suo padre...

Sai tornando a fare discorsi seri mi viene da chiederti se hai voglia di rispondermi: c'è una persona in particolare nella tua vita passata di cui credi di essere stata molto legata sentimentalmente e adesso alla luce del tuo cambiamento come vedi quel tuo rapporto?

Anto ha detto...

a Ilaria e Agnese, grazie per le vostre testimonianze e il vostro incoraggiamento su questo cammino... è sempre molto importante riaffermare che ce la possiamo fare, con l'aiuto di Dio cui nulla è impossibile, neanche far sorgere fiori dal fango. Un abbraccio a voi tutte e chiedo una preghiera alle mamme per me e per la mia ormai ex.
Pace e bene a tutti

Anonimo ha detto...

@ Anto
mamma 30 maggio

Certo Anto, ti metteró nelle mie preghiere. Forza. Affidati alla Madonna, lei ti aiuterá.

Anonimo ha detto...

Sono l'anonima dell'8 luglio.
Scavando nel mio passato, ho capito quanto il rapporto con i miei genitori abbia condizionato il mio carattere. I miei genitori a mio parere hanno molto sofferto durante la loro infanzia, in quanto sono stati ritenuti dai loro genitori figli di serie b. Infatti ho capito dai discorsi di mia madre che la sua stessa madre considerava di più i suoi fratelli rispetto a lei. Poi è sempre stata una donna debole, non è mai stata capace di farsi valere con mio padre, e ha sempre preferito tacere piuttosto che discutere. Di questo ci sono sempre andata di mezzo anch'io. Ogni decisione la prendeva mio padre e così doveva essere, e noi dovevamo sempre stare zitti. Mia madre mi sembrava infelice e si sfogava sempre su di me, come se le colpe fossero tutte le mie. Ho capito che non mi sono per niente identificata nella sua figura, in più anche se è stata molto presente nella mia vita, con me lei non è mai stata affettuosa, e io ho sempre avuto paura a parlare con lei, a parte di cose futili. Penso che il mio problema dipenda molto dal mio rapporto con lei.

Anto ha detto...

Cara mamma grazie per le preghiere ma ti affido soprattutto lei A., e anche a fra Max, perchè ritorni al Signore e non sprechi la sua vita.
Quando ho posto fine alla storia non riuscivo a fare a meno di pregare ogni giorno per lei perchè mi sentivo responsabile e volevo ancora curarmi di lei, poi ho capito che questo era solo un modo per restare ancora attaccata a lei e ho detto: Signore tu la ami molto di più di me perciò la affido a te e non me ne occupo più, so che tu la salverai! Da allora sono stata molto meglio. La affido anche alle vostre preghiere!!! :-) non so se così ho risposto alla domanda di Agnese a Ilaria! La amo sempre e sarà sempre nel mio cuore ma ora voglio il suo bene e non il mio, e il suo bene non sono io!!! Pace e bene!!

Anonimo ha detto...

@ Anto, da mamma 30 maggio
Cara Anto, io al posto tuo, pregherei per me stessa, metterei un po d´ordine nella mia propia casa,cercherei la pace interna.
Ama te stessa, solo cosí potrai amare gli altri, rispetta te stessa e cosí rispetterai gli altri, aiuta te stessa e aiuterai gli altri. I rimorsi si curano chiedendo perdono al Signore, (e Lui te lo concederá)quando ne sarai libera la tua anima metterá le ali e spezzerai le catene.
Non si puo far crescere il grano dove manca l´acqua. Innaffia la tua anima. Credo che qualche gocciolina sia gia caduta,ma la pianta per crescere ha bisogno di essere innaffiata tutti ni giorni: MA INANZITUTTOLA TUA PIANTA.
Forza Anto: you can do it!

ilaria ha detto...

@Anto

Ciao Carissima, ben arrivata!

Sono contenta che le testimonianze qui riportate possano esserti d’aiuto e tutto questo va bene, purchè tu non faccia del prossimo la fonte delle tue forze.
L’altro sulla quale noi inconsciamente “poggiamo” è in realtà una persona debole e fragile, incline all’insuccesso e alla sconfitta come noi.
Le sue “imprese” fallimentari non devono mai scandalizzarti perché anche tu non cada vittima della sua stessa pietra d’inciampo.

È sempre possibile cambiare quando lasciamo aperta in noi la prospettiva di una “scelta”. Bisogna decidersi per qualcosa, altrimenti finiremo per girovagare per troppo tempo senza una meta, non accorgendoci che proprio là davanti a noi zampilla l’opportunità di rinnovare la nostra esistenza.

Grazie per avermi ricordato che Dio silenziosamente sa e può amare meglio di me le donne che ho incrociato nella mia vita.
Comincerò anch’io a pregare per tutte le mie ex, sé inizio ora probabilmente (sè mi va bene) finirò tra un anno!! ^_^

Sé hai delle domande da farmi rimango a tua completa disposizione, e sé vuoi, puoi condividere quà sul forum la tua storia, magari in maniera più approfondita in modo che possa essere d’aiuto anche ad altre.

Un “sorello” abbraccio,

ilaria

ilaria ha detto...

@ Agnese,

Carissima,

La vita è sempre un rischio.
E ogni incontro cela sempre dei rischi.
Ma tu devi avere il coraggio di uscire da te stessa, deciderti per un qualcosa, anche sé ancora non conosci l’esito delle tue scelte.

Scegliamo senza riserve l’amore per il prossimo, perché chi non sceglie mai, CHI HA SEMPRE BISOGNO DI CAUTELARSI, costui PERDE ANCHE L’OCCASIONE DI VIVERE, e lascia così intristire la propria anima, la fa morire.
CHI RIFUGGE DA CIÒ CHE NON CONOSCE PER PAURA, NON CRESCERÀ MAI NELLA SUA FORZA INTERIORE.

Tu sei la luce del mondo;
«NON PUÒ RESTARE NASCOSTA UNA CITTÀ COLLOCATA SOPRA UN MONTE, NÉ SI ACCENDE UNA LUCERNA PER METTERLA SOTTO IL MOGGIO, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa». (Mt 5; 14-15)

Senza riserve ama il tuo prossimo anche sé le sue intenzioni non sono buone, così che possa risplendere la tua luce davanti a lui, ed esso veda le tue opere buone e si converta e renda gloria al Padre nostro che è nei cieli. (Mt 5;16)

L’altro per me, non è un nemico da abbattere, da guardare da una pavida posizione di compassionevole distanza.
No! Perchè se dovessi (ancor’oggi) camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché so che Dio è con me.
(salmo 22;4)
E se Dio è con noi, chi e cosa sarà contro di noi? (Ro 8;31)

Non aver timore di chi può uccidere il tuo corpo ma non l'anima (Mt 10;28 ), perché ecco Agnese, così dice il Signore;
«io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico;
NULLA POTRÀ FARVI DEL MALE».
(Lc 10;19)

RISPONDO ALLA TUA DOMANDA

Nel mio passato mi sono legata sentimentalmente a molte persone, alcune le ricordo altre no.

L’ultima relazione omosessuale ha cancellato tutte le precedenti e per certi versi, oggi riconosco che lei probabilmente, è stata l’unica donna che ho amato.

La ricordo con un certo affetto nostalgico e quando penso a tutto quello che c’è stato tra noi non provo alcun senso di dispregio. Guardandomi indietro infatti, non vedo una donna diversa, ma semplicemente una ragazza innamorata.

Di lei conservo nella mia memoria ogni minimo dettaglio; il colore della sua maglia quando ci siamo incontrate per la prima volta, la sua voce matura quando seriamente mi parlava, il suo buffo modo di ridere, l’esatta espressione del suo viso quando “combinavo” qualcosa che la faceva arrabbiare. ^_^

La sera se il tempo lo permetteva, io e lei prone sul letto leggevamo un libro insieme.
Mi ricordo che poiché non era madre lingua italiana era decisamente più lenta di me.
Così per il mio compleanno mi regalò un libro (di una poetessa che sapeva che io amavo particolarmente), in una bellissima versione bilingue dove sul lato sinistro stavano i versi in lingua originale inglese (per lei) e sul quello destro la versione tradotta in lingua italiana (per me).
Era una donna davvero straordinaria!

Vedi Agnese, chi pensa ai rapporti omosessuali privi d’amore e nutriti di solo sesso e trasgressione, è in realtà sulla via sbagliata e si troverà ben presto a combattere contro un “nemico” che ancora non conosce e inevitabilmente, ci ricascherà di nuovo quando quell’amore busserà ancora alla porta del suo cuore.

Per il momento è tutto,

un fortissimo abbraccio

ilaria

Anto ha detto...

Ciao Ilaria, grazie dell'accoglienza, la scelta dolorosissima l'ho già fatta come hai potuto leggere e non mi posso certo appoggiare su chi non mi conosce e non fa parte della mia quotidianità, ma leggere di voi fa sempre bene e le tue citazioni bibliche per es. hanno fatto in modo che portassi in vacanza la Sacra Bibbia al posto di kay scarpetta!!!! :-)
Vacillo: ora poco ora parecchio, ma mi tengo ancorata con la messa quotidiana e l'eucarestia: è Gesù il mio medico e la mia medicina!!
Ti auguro ogni bene e ricambio l'abbraccio sorello ;-)
ps adesso parlarne fa ancora male... un po' di pazienza... ciao!

Anonimo ha detto...

ciao Ginevra io sono romagnolo,
ho scritto in passato nell'altro forum ,
purtroppo nella ns regione non c'e' nulla cmq possiamo rimanere in contatto io sono romagnolo
scrivimi sssmmm123@libero.it
ciao
S.

Anonimo ha detto...

io penso che uscire dall'omossesualità dipende da Dio . io desidero uscirne ma se lui non mette la mano sopra il mio capo ......
lo so qualcuno mi dirà ...

Anonimo ha detto...

Cara mamma 30 maggio,
guardando la parte finale della testimonianza video pubblicata oggi ho pensato a te, al tuo grande dolore e al tuo coraggio. Ti prego, non smettere mai di sperare e di pregare per tuo figlio. Sono certa che un giorno Dio ti ricompenserà per la tua fede e per la tua perseveranza.
Un carissimo saluto

Anonimo ha detto...

X anonimo 26 agosto da mamma 30 maggio
Grazie di cuore. E anche se a volte mi sento sola contro il mondo, non molleró te lo prometto.
So che Dio mi aiuterá.
Un grande abbraccio

Anto ha detto...

Cara mamma 30 maggio, oggi festa di S. Monica ho pensato a te, il Signore esaudisca tutte le tue preghiere e i tuoi sforzi per tuo figlio e ti benedica. Tu benedici tutti noi....
Un abbraccio, coraggio!!!

Anonimo ha detto...

La Verità ci farà liberi...Gv 8,32

grazie

Anonimo ha detto...

X Anto da mamma 30 maggio

Anto cara, grazie per rivolgermi questo bel pensiero. Mando a tutti voi, attraverso la Virgencita Morena, tutte le mie benedizioni di mamma, le chiederó di prendere le vostre mani e guidarvi e di rendere questo vostro percorso meno faticoso e ricco di crescita interiore. Voi ce la farete ragazzi!
Vi voglio bene

Amministratore ha detto...

Vi chiedo, per cortesia, di personalizzare i commenti con un nickname. Procedete nel modo seguente:

Cliccate su "commenti" - si aprirà una schermata. Scrivete il vostro commento nel riquadro bianco dove c'é scritto "Lascia il tuo commento". Dopo aver scritto il commento mettete un segno di spunta su nome/URL (e non su anonimo): si apriranno due nuove caselle. A questo punto digitate nella casella contrassegnata da "Nome" il vostro nickname (ad esempio "Anonimo 27 marzo", "Mamma 30 maggio", ecc.), lasciando vuota quella contrassegnata da "URL". In questo modo il vostro messaggio inizierà ad esempio con la frase "Mamma 30 maggio ha detto..." (e non con "Anonimo ha detto...") e sarete immediatamente riconoscibili.
Infine cliccate su "pubblica commento".

Grazie a tutti per la partecipazione

Anto ha detto...

Eccomi a dire la mia x restituire il bene ricevuto.Grazie a Ilaria e Agnese. 4 anni di convivenza serena ma il Signore è stato più forte. Io da sempre nella Chiesa in primo piano e molto impegnata lei no mi seguiva solo per farmi piacere. Non riuscivo più a vivere una doppia identità e la Parola non mi dava tregua: "Abbiamo abbandonato il Signore fonte di acqua viva e ci siamo abbeverati a cisterne avvelenate". La amavo ma mi sentivo dissociata tra la vita dello spirito e la carne, il bisogno di affetto e di avere qualcuno affianco, rimproveravo al Signore che davo tutto per gli altri e volevo trattenere qualcosa per me. Ma non avevo pace e alla fine ha vinto Lui!! Se si è fatta esperienza di DIo e del suo amore non si può mettere a tacere la coscienza. La Verità è dentro di noi e si fa strada e senti la voce di Dio che piange come un bambino e che ti dice torna da me!!!

ilaria ha detto...

@ Anto

Grazie per il pensiero.
L’amore è sempre gratuito, credimi, non mi devi nulla; ma sono felice di leggerti ancora sul forum.

Carissima, quante cose si fanno per amore.
Specie quando si è ancora giovani. Come siamo brave noi a colorare, plasmare, incidere nel nostro animo più profondo, cose, pensieri, gesti, azioni, pur di compiacere l’altro in tutto.

Perché stupirsi?
Amare non è forse questo?

Fondersi con l’altro sublima l’amore.
Cedere una parte di sé stessi, perdere un po’ del nostro tempo, dei nostri egoistici interessi, per abbracciare e ritrovare insieme al prossimo la quiete armonia.

In fondo l’atteggiamento Cristiano non è poi così lontano da questo.
Cerchiamo di fare il bene per compiacere Dio e non di certo per salvarci!
Sappiamo bene infatti di essere stati comprati a caro prezzo!
Non facciamoci più quindi schiavi degli “uomini”! (1 Co 6,20)

La carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché alla fine abbiamo fatto semplicemente quello che volevamo! (Ga 5,17)

A noi la scelta mia cara Anto, ricordandoci che: «nessuno può servire due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro».
(Mt 6,24)

Un forte abbraccio,

ilaria

Anto ha detto...

Grazie Ilaria e ricambio l'abbraccio, sono molto ammirata della facilità con la quale citi la Parola... vorrei saper fare altrettanto!!
In questi giorni mi sto rendendo conto di come la scelta vada ripetuta quotidianamente, pensavo di aver fatto già tutto rompendo la relazione...invece... ora sto cercando di capire perchè è nata... non ho avuto altre esperienze nè mai frequentato ambienti omosex eppure è avvenuto tutto in modo molto naturale... ho un carattere forte perchè mi sono dovuta crescere da sola i miei avevano problemi molto più grandi da fronteggiare, Gesù è sempre stato tutto per me, mi ha salvato la vita!!!!
ps: io ho conosciuto due gemelle di cui una lesbica e so che non è raro che succeda!! assenza della madre scarsa considerazione del padre e facile ripiegamento su l'altra se stessa...
Pax

Anonimo ha detto...

Sono disperata, vorrei uscirne anche io , ma non credo tanto che sia possibile, non so come fare .
Scrivetemi : farfa5@live.it

Cla ha detto...

Credo di essere omosessuale e la cosa di certo non mi fa stare bene , la vivo con molto disagio ,ansia e paura.
Ho avuto anche delle esperienze con uomini ,tra cui anche un fidanzato per diversi anni che credo di aver amato ma sentivo che qualcosa non andava, e adesso anche sforzandomi non riesco a stabilire un contatto ,una relazione con un uomo, sono bloccata.

Fin da piccola sentivo una certa attrazione per le donne ,non so se questa è la mia vera natura che devo rassegnarmi ad accettare oppure è qualcosa che si può "risolvere".

Il mio dubbio nasce dal fatto che in tutte le donne che ho conosciuto ( me compresa) c'è un denominatore comune ; un rapporto difficile con la famiglia,in particolare con la madre, traumi , storie di violenza.

Io non ho mai avuto un bel rapporto con mia madre che soffre di depressione , fin da piccola non l'ho mai sentita vicina e sono cresciuta chiudendomi in me stessa ,ergendo un muro fra me e gli altri.

Più passa il tempo e più sono terrorizzata dall'idea di vivere una vita infelice , nell'ombra, ho dei momenti di pesante depressione , mi sento sempre fuori luogo,inadeguata.
scrivetemi ,farfa5@live.it
Cla

Anonimo ha detto...

si puo' cancellare un proprio commento postato qua ? come?
grazie

Ginevra ha detto...

Care amiche, non so se vi ricordate di me, avevo scritto questa estate e le vostre parole mi hanno dato speranza per qualche tempo, ma i dubbi e le incertezze sono tornate nuovamente, facendosi sempre più forti: non posso fare a meno di provare attrazione nei confronti del mio stesso sesso. E in questi giorni mi domando costantemente: se provo amore per una ragazza dolcissima, che non ha nulla di deplorevole, come può essere questo mio sentimento sbagliato? Come può il Signore ritenere un amore puro “sbagliato”? Perché porre le basi per la nascita di esso? Perché plasmarmi a sua immagine e somiglianza per poi etichettarmi come “difettosa”? (mi sono lasciata alle spalle quella ragazza che non aveva nulla da offrirmi, ma ne ho incontrata un’altra, che è ricca di valori, intelligenti e acculturata)
Ho parlato di questa situazione con una mia carissima amica della parrocchia, ma il risultato è stato disastroso: cercavo conforto e ho trovato solo biasimo. Come è possibile? Perché chiudere la porta in faccia a una persona che chiede aiuto, lei che è una persona con forti e radicati valori cristiani come i nostri?
Inoltre, mi pare di fare un torto ai miei genitori non raccontandogli la verità: se mi amano per quel che sono, in quanto sangue del loro sangue, non dovrebbero starmi accanto in un momento di difficoltà? Dire bugie non è peccato? Perché credo che l’omissione di una verità equivalga a una menzogna; e quando i miei genitori mi domandano cosa mi affligge in questo periodo quel che rispondo loro non è altro che una bugia: non ho niente, sto bene!
Un abbraccio a tutte e grazie in anticipo per l’aiuto!
Ginevra

farfa5 ha detto...

Cara Ginevra,
ti capisco,anche io come te in un grande momento di sconforto mi sono messa alla disperata ricerca di una risposta,di una speranza....qui in rete e sono capitata su questo forum.
All'inizio leggendo le testimonianze mi sono sentita un pò sollevata..."allora posso farcela anche io" ho pensato, così ho postato qua qualche commento e preso anche qualche contatto tramite mail.
All'inizio un paio di persone mi hanno risposto,ma quando ho chiesto loro quale sia la strada da percorrere, a chi e come chiedere aiuto.....beh non ho più sentito nessuno.
Allora la mia domanda è sempre la stessa: è possibile uscire dall'omosessualità e vivere una serena e gratificante vita da eterossessuale?
Il mio dubbio è che ci siano delle persone che non facciano altro che limitarsi a non avere rapporti omossesuali , ma non sono comunque felici,solo reprimono la loro natura!
Possibile che l'unico metodo sia pregare? Aggrapparsi alla fede?
E chi non condivide questo pensiero? Chi non è credente? Non è forse anche lui una persona umana come tutti gli altri o deve essere condannato per sempre?
Un abbraccio

Anonimo ha detto...

Anonimo 27 marzo

E' ormai da 10 mesi che sono su questo blog, leggo articoli, seguo conferenze e studio libri.
Per me è evidente che l'omosessualità è una carenza emotiva avuta nell'infanzia col genitore dello stesso sesso. Questo vale per la maggior parte dei casi, ma c'è un 20% la cui omosessualità ha altri motivi, quali trauma verso genitore sesso opposto oppure senso d'inferiorità con individui dello stesso sesso dato dalle più svariate motivazioni di vita...
Ora una volta capito che cos'è l'omosessualità sta a noi decidere se accettarla o iniziare un percorso che dia le chiavi per superarla, un percorso che riguarda molti aspetti della vita. Ci sono invece terapeuti (come Nicolosi) che riescono a far superare al paziente le ferite attraverso un transfert affettivo, ossia prendendo il ruolo del genitore verso cui c'è il blocco e facendo rivivere determinati fatti, senza reprimerli, ma fornendo le vere interpretazioni che portano alla loro soluzione (Es: un padre che spiega i motivi per cui non ha potuto occuparsi di lui permette al figlio(paziente) di comprendere, perdonare ed andare oltre).

Io sono davvero cresciuto tantissimo, ho letteralmente recuperato la mia identità maschile, ma a volte ritornano le stesse fragilità/paure che mi portavano a crearmi un'identità femminile, con cui mi sentivo molto più forte avendo un solo modello materno.
Ci vuole tanta forza, ma una volta conosciuta la verità che sta sotto questa tematica, non si può più tornare indietro. E' difficile recuperare la propria mascolinità a 20 anni, entrare nel mondo ed accorgersi che si è poco più che bambini mentre i coetanei hanno mille esperienze di vita. Ecco io sono questo: un bambino! ci vorrebbe un ambiente favorevole che permetta di "recuperare il tempo perso", anche se io non lo considero perso perchè oggi mi amo profondamente, anche se ancora non riesco a fare ciò che vorrei all'esterno. Anche all'università non riesco a tenere un impegno costante perchè mi sento perso, ho bisogno di tempo da dedicare a me, a fare cose che mi piacciono, che mi gratificano, che vanno ad arricchire la mia vera identità per troppo soffocata, che ha bisogno di essere coccolata, amata, protetta come si fa con un fuoco che sta per accendersi.

Joana ha detto...

Mi chiamo Joana. Ho 22 anni. Sono Argentina e vivo in Italia da 4 anni. Prima di tutto vorrei scusarmi per il mio Italiano non molto corretto. Però, mi sforzerò per farmi capire. Sono nuovain questo sito. Vorrei dire che dopo 21 anni di credere che non avrei mai potuto superare la mia omosessualità, di credere che non c'era speranza, e di vivere un vero tormento ogni giorno della mia vita...ho iniziato una terapia. Sono rinata!!, non ci posso credere!!. Lo so che ancora tanto da fare, ma per me e come un sospiro di sollievo. E pensare che io non avevo neanche in mente il motivo per il quale mi succedeva tutto questo: la mancaza di mia madre. Anche sei lei c'era, allo stesso tempo non c'era. Non ho mai potuto sentire il suo amore, non ho mai avuto una vera mamma. Mi sono sempre considerata una spazzatura, un'inutile che non serve a niente. Incapace di fare qualsiasi cosa...e poi sentire dalle labbra di mia madre che sono nata solo per creare problemi, sentire da lei che non sarei mai dovuta nascere, che sono stata solo uno sbaglio....Grazie a Dio, grazie a Lui la mia vita da adesso in poi inizia a cambiare...e gia cambiata!!...So che ci vorrà tempo, e sforzo...c'e la metterò tutta...perche omosessuali non si nasce, e la bugia piu grande che io abbia mai ascoltato... avevo tanta voglia di condivere con tutti voi questo....e poi, leggere le vostre esprienze mi ha fatto davvero tanto bene e mi da il coraggio e la forza di andare avanti....VOI TUTTI SIETE UN ESEMPIO PER ME....grazie...

Farfa5 ha detto...

ma come si fa ad uscirne? questo ancora mi chiedo e nessuno mi da una risposta!
come si inizia ,cosa bisogna fare....io non ce la faccio!!!!

Joana ha detto...

Ciao Farfa5. Mi chiamo Joana. Io ho appena iniziato questo lungo percorso. Non sai quanto ti capisco. Anch'io pensavo di non farcela, invece non e cosi. E difficile, ma non impossibile. Ci vuole tanta determinazione, tanta pazienza e buona volontà. Io sto seguendo una terapia psicologica. Ci vuole senza dubbio un sostegno psicologico. Ma non qualsiasi psicologo, sai, non tutti si prendono l'impegno di aiutarci, ma alcuni si lo fanno. Io sto andando da uno psicologo breavissimo, che mi sta aiutando molto. Se vuoi posso anche darti il suo numero di telefono. Lui lavora a Bologna e Firenze. Pensa, io vivo a Torino e mi faccio ogni 10 giorni 8 ore di viaggio(andata e ritorno) per andare da lui. Ma ne vale la pena. Posso dirti che dipende moltissimo da noi. Dal essere veramente determinati e decisi di uscire. Puoi farcela!!!, davvero...poi ci sono anche libri di autoterapia che possono aiutarti molto, che li trovi anche su questo blog. Mi raccomando!!!, Forza che non è impossibile..

Farfa5 ha detto...

Ciao Joana ,grazie per la tua risposta :) ...almeno qualcuno che mi risponde!
Possiamo sentirci per e-mail se ti va?
La mia è farfa5@live.it
Attendo tue notizie
grazie

Farfa5 ha detto...

Io non voglio privarmi di una parte di me e reprimermi a vita....no....voglio poter superare questa condizione....pensare di potermi innamorare veramente di un uomo e desiderare e costruire una famiglia e sentirmi appagata da questo.
Sto cercando aiuto perchè da sola non so da che parte andare ,quale strada intraprendere.
Ho letto sul forum maschile che qualcuno ha fatto un contatto msn al quale gli altri si collegano per poi poterne parlare tutti insieme,confrontarsi e scambiarsi le loro esperienze.
Perchè non lo facciamo anche noi?
Saluti

Joana ha detto...

Ciao, sono Joana. Non se faccio bene a scrivere questo. Ma ogni giorno diventa piu difficile. E vero che sto andando dello psicologo, ma dipende tutto da me. Giuro che mi sforzo ogni giorno, c'e la metto tutta, ma cosi difficile, questi sentimenti sono piu forti di me. Entro in disperazione...la mia vita fa semplicemente shifo....

Eracle ha detto...

volevo darvi un consiglio. insieme all'aiuto psicologico di un esperto associate la preghiera, soprattutto il Rosario intero ogni giorno. E' una preghiera potentissima, molte persone omosessuali sono uscite da questa condizione grazie a questa devozione.

http://www.blulight.it/santo_rosario_mp3/santo_rosario_mp3.html

Anto ha detto...

A Joana e Farfa5
Coraggio, sorelline, coraggio, non mollate! E' vero il cammino è duro e la fatica tanta... ma Gesù è lì con noi che soffre e lotta con noi e ci sostiene con la sua forza e con la sua voce... credetelo sempre, non siamo sole!! Dio è con noi... cercatelo nella preghiera ma soprattutto, nell'Eucarestia, partecipando alla Santa Messa la più potente e la più forte di tutte le preghiere... Joana tu non fai schifo il Signore ti ama, per Lui sei una perla preziosa, scopri con quale sguardo di amore Egli ti segue e ti aspetta... Non isolatevi... frequentate movimenti o gruppi parrocchiali per costruire sane e sincere amicizie, rivolgetevi ad un sacerdte o frate. Farfa5 sai... è difficile cercare aiuto tra di noi perchè poi è facile ripiegarsi l'una sull'altra siamo ancora fragili e ci vuole tanta prudenza.Contate sulla mia povera preghiera per voi un abbraccio :-)
Anto

Anonimo ha detto...

Salve Io apprezzato questo duro lavoro qui si sta facendo un grande lavoro molto potente!:)
scusa mio cattivo italiano
addio

Anonimo ha detto...

Sono stupita dall'esistenza di questo blog....non ho ancora il coraggio di parlare di me...so solo che sono disperatamente incasinata.
ringrazio ilaria spero tu scriva ancora nel blog è tanto tempo che non compari
by Piera

ilaria ha detto...

Ciao Piera,

Non sono sparita, o meglio, diciamo che in questi mesi ci ho provato a “sparire” a rendermi magari un po meno visibile (snellendomi), ma lo specchio questa mattina mi ha rivelato che mi “vedo” ancora e, in PIENA forma!!! ^_^
Perciò eccomi!!

Un forte abbraccio,

Ilaria

Anonimo ha detto...

da Piera = D.
Per Ilaria,
per il blog,
per chi come me ha tante domande
per chi come me cerca tante risposte
per chi vorrebbe imparare ad amare davvero

cambiare si può mi ripeto questi giorni, ma l'affermazione scivola subito in una domanda: cambiare si può? si può per una persona che ha avuto una relazione (omosessuale) affettiva forte a diciassette anni? che ha tradito il ragazzo per l'amore dato a una donna, che ha tradito la donna ferendola per ritornare col ragazzo; e tutto questo per paura, per confusione.cambiare si può per una persona che è stata scaricata dal ragazzo proprio quando credeva di aver sconfitto il "mostro" dell'omosessualità?
Cambiare si può per una persona che dai 18 fino ai 25 anni ha creduto di aver superato la fase di presunta omosessualità per ripiombare poi in un baratro, in un innamoramento folle e totale per un'altra donna. un innamoramento radicale, sincero, profondo? un innamoramento per cui sarebbe disposta ad andare contro tutto contro tutti?
cambiare si può per una persona che vede la sua ragione andare da una parte e il suo sentimento dall'altra? cambiare si può quando una persona pensa di essere mutilata, diversa, anche agli occhi di Dio?
cambiare si può quando la prima immagine di un contatto maschile che si affaccia sulla soglia della memoria è quella di un abuso subito dall'età dei sei anni?
Spesso penso che si possa cambiare, perchè amo la vita e soprattutto il suo ricominciare sempre, ogni giorno, ma spesso penso anche che sia difficile cambiare perchè ci sono troppe cose che sfuggono al nostro dominio. cose che non puoi prevedere, cose che non puoi controllare, sentimenti che ti nascono nel cuore, nelle mani, negli occhi che vorresti reprimere e invece a torto riemergono più forti, più puri. Il mio "amore" è la causa del malessere della persona che "amo" e che mi "ama". questo mi ha costretto a fermarmi e a chiedermi: cambiare si può?
Cara Ilaria ho l'intuizione che tu abbia trovato un pò di pace...non chiedo la ricetta....ma un aiutino :-)

Anonimo ha detto...

Piera = D.
scrive:
forse sono l'ultima persona che dovrei parlare visto che spesso spessissimo come potete leggere dai miei post mi viene lo sconforto. Però una cosa ci tengo a dirla, anche leggendo alcuni post in cui prevale la disperazione. Io non sono la mia vagina, non sono il pensiero impuro che a volte mi trovo a fare; se io fossi solo questo mi sarei già fatta fuori. Pensate a Gesù con la Maddalena non le ha chiesto quante volte aveva trombato la sera prima o che pensieri impuri aveva fatto, ma l'ha guardata per il suo cuore. Non l'ha guardata come un ginecologo per vedere se era tutto ok, l ha guardata nel cuore e l'ha amata. Questo è uno dei brani che più adoro. O pensate a quando la prostituta lava i piedi di Gesù con le sue lacrime e li asciuga con i suoi capelli, il fariseo seduto vicino a Gesù la stava guardando per il suo peccato, pensava "è una puttana come può farsi toccare da lei?" . Gesù invece va oltre non la guarda per quello che aveva fatto ma per il suo amore, per il suo cuore " a chi tanto ha amato tanto sarà perdonato" (Ilaria correggi le citazioni :-)). Il primo passo secondo me è imparare a guardarci con gli occhi di Gesù. Se l'unica cosa che vediamo guardandoci è che ci attira una donna siamo fritte!. questo è un aspetto che và installato nella totalità della nostra persona.
Io non sono gay o etero sono un gran bisogno di felicità, di amore, di verità.

Farfa5 ha detto...

Salve a tutti
Leggo questo forum da tanto anche io animata dal desiderio di "cambiare",di trovare un pò di pace,serenità.
La verità è che non ho raggiunto grandi risultati. Anche se ho avuto in passato relazioni con uomini adesso non riesco, anche impegnandomi a farlo,anche se mi piace l'idea della famiglia,dei figli,costruire qualcosa....non riesco.
Sento sempre e comunque il desiderio di una donna nella mia vita. Che si fa adesso? Non lo so più!

Anonimo ha detto...

Per parecchi anni sono stata convinta di essere lesbica o al massimo bisex per gli intransigenti visto che da piccola qualche ragazzo mi era piaciuto. La mia storia più importante è stata con una ragazza con cui ero fidanzata in casa. Due anni di relazione bellissima, non mi mancava nulla, però a un certo punto qualcosa è cominciato a non quadrare in me, andavo in crisi e non ne capivo il motivo.
Avevo una comitiva gay, amici gay, locali gay, io stavo bene socialmente, avevo appoggi di tutti i tipi e a un certo punto ho cominciato a sentire qualcosa che si ribellava dentro di me:
Non sopportavo più avere rapporti sessuali con una ragazza (per giunta era la mia ragazza) per me e ripeto PER ME QUELLO NON ERA FARE L'AMORE, ho cominciato a vedere nel rapporto sessuale stesso l'incompletezza, due donne che si sfregano e baciano...che senso ha? il deficit e poi...io ero la femmina e lei era il "Maschio"...lei mascolina e io femminile... ma cosa eravamo? Una brutta copia di una coppia etero ... ho cominciato a guardarmi attorno e a guardare bene tutti quelli che frequentavano i locali in cui entravo io: uomini che si comportavano come donne e donne che si comportavano come uomini, ma cosa era il carnevale? So che quello che scrivo io non puo piacere ma è stata la mia voce interna che me lo diceva nessuno cercava di farmi cambiare idea e io sono sempre stata così, schietta e sincera. Non ci vedevo più un senso...una lesbica mascolina era per me un'aberrazione, una mortificazione della donna e l'uomo....semplicemente non c'era e così come non c'è vita tra donna e donna e uomo e uomo non c'è equilibrio ... e l'equilibrio è importante ...
Voglio concludere dicendo che non sono particolarmente credente, non recito rosari e difficilmente entro in chiesa ma sono profondamente convinta che l'omosessualità non sia un bene.
E' per davvero una deviazione, una personalità incompiuta, ne sono fermamente convinta.
Io non posso convincere nessuno perchè non devo convincere nessuno ma se vuoi uscire dall'omosessualità puoi davvero farlo. Se vuoi puoi.Ma non usare i sentimenti di un'altro, non illuderlo, metti sempre al corrente di chi tu sia. ciao LIBERA

Anonimo ha detto...

A. 27 marzo

Anche per me è stato così!
Ad un certo punto ho iniziato a vedere la cosa per quella che era veramente.

"Cosa eravamo? una brutta copia di una coppia etero. Ho cominciato a guardarmi attorno e a guardare bene tutti quelli che frequentavano i locali: uomini che si comportavano come donne e donne che si comportavano come uomini".

Non so di preciso cos'è che ha fatto scattare la molla, ma mi sono chiesto perchè rifiutassi così profondamente me stesso, quel maschietto che a volte riaffiorava, ma che era troppo fragile per stare tra gli altri. Dato che consideravo il mio compagno un "padre" ed essendo lui molto più grande di me gli ho posto spesso questi interrogativi, ma era solo profondamente turbato da ciò e rispondeva: "bisogna viversi senza domande!"

Anche se non mi ha dato quello di cui avevo realmente bisogno e mi ha staccato dalla verità, ricordo ancora con piacere la sua dolcezza: seppur sessualizzate, erano le prime attenzioni che ricevevo da parte di un uomo. Ora non tornerei più indietro e non troverei più soddisfazione in abbracci sessualizzati, ma è stata comunque una parte della mia vita.

marcoItaly ha detto...

Anche io è un pò che non scrivo e questo anche perchè sto vivendo un periodo di profonda disillusione verso qualsivoglia percorso verso il cambiamento. E' come se avessi esaurito le risorse a mia disposizione da spendere in questo percorso. Ho "abbandonato" le amicizie che avevo trovato perchè erano solo una fonte di ansia e di noia e ho abbandonato anche la fede in quanto non sono mai riuscito a viverla veramente in modo profondo. Non riesco a stringere amicizie con coetanei, non ce la faccio, è troppo stressante; sarà un comportamento immaturo, lo ammetto, ma tant'è e, almeno al momento, non me la sento di fare di tutto per cambiare tale situazione. Ho passato troppi anni senza amici da adolescente che ora mi sembra impossibile cambiare tale situazione. Preferisco passare il mio tempo in altre attività.

ilaria ha detto...

Ciao carissima Libera, ti do il mio ben venuto nel forum femminile.

Ho letto il tuo commento di recente, ti rispondo con un pò di ritardo e colgo l’occasione per scusarmi invece con le altre ragazze alle quali non ho ancora risposto via forum ma rinnovo ora la mia disponibilità (per loro e per tutti) anche in privato all'indirizzo mail: ladislao9@tiscali.it.

Grazie per aver postato la tua testimonianza e mi chiedo ora, rileggendolo più volte, se tutto quello che scrivi venga davvero fuori dal cuore di una donna.
La tua descrizione così calcolatrice e fredda mi lascia intuire che forse qualcosa dentro di te sia stato dimenticato o volutamente tralasciato.
Così come quando ci si accinge a partire troppo in fretta per una nuova mèta lasciandosi alle spalle del disordine con qualche “oggetto” che, anziché essere messo nel “bagaglio” è rimasto là, nel disordine, abbandonato, dimenticato.

Se l'omosessualità fosse solo e soltanto legata al piacere fisico e a quanto ci si senta soddisfatte da quest'ultimo credo che molti rapporti al femminile non avrebbero ragione d'esistere!
E non solo, neanche lo stesso forum sul quale stiamo scrivendo, le teorie della Janelle Hallman, le testimonianze delle altre ragazze, la mia, avrebbero ragione di esistere!
Perché se fosse vero quello che tu affermi, prima o poi, il mio corpo e quello di tutte le altre andrebbe in automatico in cerca di qualcosa che possa compiacerlo, soddisfarlo, col perfetto incastro.
E se quel perfetto incastro non fosse poi alla fine abbastanza soddisfacente come invece si credeva?
Tu, che cosa penserai?
Che anche quello non è fare l'amore?

Carissima, forse presa d'assalto dalla novità del tuo nuovo modo di sentire ti sei dimenticata come “là” ci sei arrivata.
Che cosa vuol dire essere omosessuali specie per noi donne?
Vuol dire cercare un rapporto empatico, osmotico, materno in certi casi anche (quasi) totalmente privo di sesso.
Tutt'altro direi che quell'aberrante e poco soddisfacente “strofinio” che tu sopra descrivi.

Questo è ciò che viene fuori in questi rapporti: un bisogno incredibile di sentire questo attaccamento, questo calore.
Non si tratta di sesso per le donne (Janelle Hallman).

Ma che cosa sono allora due donne che si “sfregano”?
Io, oggi, da donna a donna, spero di essere riuscita a spiegartelo.


Ciao,

ilaria

Sara ha detto...

Sono delusa e mi stupisco che ancora nessuna donna savia abbia trovato il tempo di scrivere in questo forum.
Sono donna e sono lesbica. Non frequento locali gay, gente gay, forum gay o quant'altro, non mi comporto in maniera mascolina e non amo donne mascoline. Sono una donna che ama altre donne e non ho mai provato vergogna o turbamento per il mio orientamento. Leggere frasi OSCENE del tipo "eravamo la brutta copia di una coppia etero" mi fa sorgere il dubbio che la vostra malattia non sia l'omosessualità (che già Freud e la maggior parte della comunità scientifica non consideravano tale già alla fine del 1800), bensì ciò che vi porta ad odiare gli omosessuali ed il vostro stesso orientamento sessuale. Concordo nell'affermare che non si nasca omosessuali, ma come un qualsiasi attributo non innato della vostra personalità, non può e non deve essere considerato malattia. Spiegatemi: cosa c'è di sbagliato ad amare incondizionatamente un altro essere umano a prescindere dal sesso? C'è forse una classifica? Visto che la maggior parte di voi è credente, spiegatemi perchè non si può amare una persona dello stesso sesso tanto da desiderare di costruirci una vita e una famiglia, perchè è un amore di seconda categoria? Esiste un amore sbagliato? Parlate della vostra omosessualità come una parte oscura di voi, un periodo buio, un buco nero nella vostra vicenda biografica, ma non spiegate il perchè. Io sinceramente non vedo il problema: prima eravate innamorate di donne, poi avete incontrato uomini che vi piacevano e li avete amati alla stessa maniera. Mi sembra logico e naturale. Magari un giorno incontrete ancora donne da amare, cosa farete? Negherete a voi e a loro l'amore perchè vi siete convinte che in ciò risieda il demonio? Forse la malattia non è nell'essere omosessuali, ma nel provarne vergogna e disagio tanto da appigliarsi a disegni divini e tentazioni demoniache pur di giustificare la repressione dei vostri desideri più innocenti e naturali. In quanto anche voi avete provato attrazione sessuale per donne, capirete che non centrano la volontà, dio, la morale, è solo una reazione fisiologica che potete assecondare o meno, nella stessa maniera che usereste di fronte ad un uomo che vi attrae. Non siamo animali, è ovvio che non tutte le pulsioni vadano assecondate per il semplice motivo che sono insorte, ma non per questo vanno condannate: siamo in grado di gestirle, siamo liberi di scegliere. Voi parlate di Dio e a volta pretendete di parlare per bocca di Dio, ma l'oggetto del vostro contendere è sempre e solo il corpo, il sesso, la fisiologia. Pensate all'amore, a prescindere da tutto e vedrete che le differenze di sesso, l'orientamento, l'identificazione con quello che alla fine è uno status sociale, saranno solo dei particolari. L'amore è una questione privata e nessuno può giudicarlo o condannarlo, per quanto possa essere sato etichettato "deviato".

Anonimo ha detto...

Ciao è molto che non scrivo in questo blog, ma lo visito spesso perchè ritengo che cisiano molti spunti di riflessione interessanti compreso il tuo commento lasciato qui...
Mi permetto di dirti a partire dalla mia esperienza che forse il disagio che viene espresso da parte di uomini e donne che dicono di voler cambiare il proprio orientamento non dipende SOLO da un condizionamento culturale e religioso, non nego che anche questo ha avuto il suo peso nel mio caso tanto da farmi sentire "sbagliata" se non peggio "malata" ma non è tutto c'è dell'altro puoi credermi: è un desiderio profondo di VERITA' e di pace che evidentemente non trovavo che mi ha indotta a intraprendere un percorso di discernimento, e ho capito a un certo punto della mia vita che non avrei trovato, accompagnandomi a un'altra donna, la felicità, con tutto il bene o l'amore sincero che potevo provare per lei....dentro di me mi sentivo incompleta , sentivo che quella voragine d'amore che mi mancava e che mi era mancata fin da piccola non poteva essere colmata da nessuno, seguendo un'illusione che mi laciava invece ancora più confusa e con un grande senso di smarrimento, permettevo che i miei sentimenti prendessero infatti il sopravvento a scapito dal mio vero IO CHE VENIVA SEMPRE PIU' RICACCIATO IN FONDO E MESSO A TACERE - così compresi che i sentimenti sono importanti nella vita di ogni persona ma non possono diventare l'auriga della nostra esistenza la quale in questo modo non prenderà mai nessuna direzione verso nessuna meta, e si finisce quindi per essere dei vagabondi infelici alla ricerca di non si sa bene cosa...Ho capito perciò che i miei sentimenti per quanto potessi considerarli puliti genuini e quant'altro, provenivano da un cuore FERITO e bisognoso di richieste incommensurabilmente più vaste e profonde di ciò che poteva offririmi la relazione con una donna...I conti non tornavano! Malgrado assecondassi le mie pulsioni IO NON ERO FELICE...perchè?!? E questo è il puntodi inizio di ogni percorso di cambiamento , ci vuole molta umiltà per accettarlo e ungrande sforzo e lavoro interiore che non tutti hanno voglia di intraprendere, sai è molto più semplice continuare a raccontarsi bugie che va bene così e che stiamo bene con noi stessi e che i nostri sentimentimenti sicuramente appaganti in quei pochi brevi istanti di apparente felicità ci permettano di condurre una vita sufficientemente accettabile. BENE A UN CERTO IO HO GUARDATO IN FONDO A QUELLA VORAGINE COSI' BEN COPERTA E HO deciso di farci un giro e vedere che cosa c'era in fondo e toh guarda in fondo ci ho visto una ragazza che cercava disperatamente di colmare la propria insicurezza attraverso un'altra donna dalla quale ricevere quell'amore e quella stima che non riusciva atrovare in sè medesima!

Amministratore ha detto...

ATTENZIONE! Per personalizzare il tuo commento con il nome che desideri (anziché il solito "ANONIMO")non é richiesto l'accesso all'account di google. Ecco la procedura:

Clicca "posta un commento" in fondo alla pagina del forum e si aprirà una schermata. Scrivi il tuo commento nel riquadro bianco dove c'é scritto "Lascia il tuo commento". Dopo aver scritto il commento metti un segno di spunta su nome/URL (e non su anonimo): si apriranno due nuove caselle. A questo punto digita nella casella contrassegnata da "Nome" il tuo nickname (ad esempio "Michele"), lasciando vuota quella contrassegnata da "URL". In questo modo il tuo messaggio inizierà ad esempio con la frase "Ilaria ha detto" (e non con "Anonimo ha detto...").
Infine clicca su "pubblica commento".
Grazie

francesca ha detto...

ho trovato questo blog..per puro caso..sono una donna di 21 anni..troppo giovane voi direte ma desiderosa di esprimere le mie idee..io sono atea..quindi non credo in un dio...ma "rinnegare" quello che si è..è come provare uno schifo per se stessi..sono etero..e vedo coppie gay e lesbiche e mi dico "oh come vorrei essere come loro" perchè hanno qualcosa che noi "etero" non abbiamo..la capacità di non giudicare di amare incondizionatamente qualsiasi sia esso sesso colore paese nazione ..un amore LIBERO ..e allora perchè viene così discriminato? non capisco..l'essere gay lesbiche trans..lo considerate come una malattia???..lo chiamate "tunnel" ..ma non è affatto una cosa brutta..dite che avete "perso" anni..mentre stavate solo..vivendo voi stessi e ringraziate "dio" come se vi avesse dato i "super poteri" invece avete distrutto quello che di bello potevate costruire ..con la persona che amavate..sia esso maschio o femmina ...c'è gente che è morta ..ragazzi che si sono suicidate per l'ignoranza e l'odio della gente verso gli omosessuali ..dov'è questo fatidico "dio"??

fr max ha detto...

Per Francesca.

Carissima grazie per l'ennesima conferma di quanto sia difficile accogliere una "voce che grida nel deserto"...ovvero la voce di coloro che non sono dalla parte di un pensare che pretende ti essere l'unico valido e indiscusso modo di vivere un orientamento omosessuale.
Quanto è difficile cara Francesca entrare nei panni degli altri, rispettare le loro scelte, ascoltare fino in fondo il dolore di non volere qualcosa eppure desiderarla...LA SPACCATURA !!!!.
Prego perchè tu non possa mai provare quello che provano tanti ragazzi che camminano ogni giorno tra fatiche, dolori e speranze in un futuro più libero....deve essere terribile !!
Non puoi capire, non posso capire, ma si puo' imparare ad ascoltare cara Francesca...provaci e lascia dietro di te il resto.
Prego Dio che possa dare a te il super potere di ascoltare e rispettare le scelte degli altri senza partire dai tuoi di parametri.
Grazie per aver provato a offrire la tua voce !!!
...quanto mi fa sorridere il "Ringraziare Dio" da parte di un Atea !!! ^_^
Dio ti perseguiti col suo amore!
Un abbraccio.
P. MAx

Anonimo ha detto...

Cara Francesca!!!!! sei giovanissima!!!! non penso tu abbia chiaro di chi scrive su questo blog!!!!! siamo tante persone che hanno sofferto tanto, siamo stati non capiti dai nostri cari!!!! e siamo stati offesi e messi da parte da tante persone maschi come noi, non eravamo capaci di relazionarci con loro e con le ragazze eravamo spesso messi da parte perchè in alcuni discorsi si diceva lo ricordo vagamente " sono fatti da donne, vai via femminuccia!" Siamo stati egodistonici, non eravamo ne carne ne pesce, nessuano ci aveva reso chiaro di cosa potesse essere la mascolinità!!!!!!!!Adesso l ho capito, è la libertà è l essere come sono io!!!!! penso i nostri discorsi non ti appartengono, sono soltanto di gente come noi!!!!!! Ciaoooooooooooo

Anonimo ha detto...

X Francesca

Ciao Francesca,io sono "etero" come te, ma non amo piú fare queste distinzioni, se devo definirmi, dico: "sono un essere umano" e come tale possiedo il "libero arbtrio" e come essere umano che sono, ho imparato a non giudicare. Parte di questo amore incondizionale lo rivolgo a tutti i ragazzi e ragazze che scrivono nel blog. Loro meritano tutto il mio rispetto ed amore incondizionale, cosí come lo merita ogni essere umano: ed anche noi "etreo" insensibili se vuoi!!!
Il "soggettivismo" che dimostrano le tue parole mi povoca una grande tenerezza, non é sarcasmo, no davvero: credo solo che guardare l´essere umano chiuso nella capsula dell´"Io" non ci porta da nessuna parte. Esistono i pronomi personali: io, tu, lui, noi, essi. Non possiamo prescindere da questo nella vita Francesca. La vita é fatta di "pronomi personali" e dobbiamo considrearli uno ad uno.
Non posso dire "lui" senza pensare al "noi".
Ti abbraccio forte forte e ti ringrazio.

Anonimo ha detto...

27 marzo

Credo che l'ultimo video di Nicolosi in homepage sia il miglior documento per capire che cos'è l'omosessualità e perchè alcuni ad un certo punto sentano il desiderio di voler cambiare.

Francesca, io ho avuto nell'infanzia un padre emotivamente assente, distaccato e spesso infastidito dalla mia presenza. In un bambino maschio un padre con queste caratteristiche non permette l'integrazione della propria naturale mascolinità, anzi subentra un rigetto per tutto ciò che è ricollegato al padre. Questa è la mia storia, ma puoi verificare tu stessa quanto sia diffusa questa dinamica tra gli omosessuali. Purtroppo quello che ci costruiamo (identità gay) a seguito di una ferita (rifiuto paterno) non porta vera serenità e felicità perchè viene da un abbandono-vuoto, la stessa sensazione che molti provano dopo il rapporto sessuale con un altro uomo come ricollegamento all'antica/primaria ferita.

Io vedo l'omosessualità come la ricerca di una soluzione per riempire quel vuoto lasciato in molti casi da un padre assente a cui si collega quello dei coetanei maschi. Non la vedo più come una malattia, ma anzi il mezzo che la natura offre per "curare" la ferita. Anche se oggi nella maggior parte dei casi diventa solo una ricerca disperata.

p ha detto...

Eccomi!!! si, eccomi e mi associo a FARFAL E SARA
PERCHE? semplicemente perche' è inaccettabule che si parli di amore Vero, limitato tra un uomo e una donna!! non sapete cos'è l'amore se vi esprimete così, limitato alla procreazione poi. ripeto, non sapete cos'è l'amore, quindi? Cos'è per voi l'amore? DIO? per me dio è l' universo.
Ho letto tutti i post, tutti, ma quando finalmente sono arrivata a farfal e poi sarahj, mi sono detta, finalmente.
Finalmente QUALCUNO CON UNA VISIONE VATA E MOLTO, MOLTO, MOLTO, PIU' AMPIA E PER QUESTO PIU' CORRETTA, non per dare ragione al mondo pmosessuale, ma finalmente qualcuno che ha usato la parola Amore, pienamente.

Allora, mi chiamo p e mi rendo conto che siamo tutti qui per fare un viaggio di crescita spirituale, QUESTO E' DFAVVERO MOLTO MOLTO IMPORTANTE!!
la novità è che , NON ESISTONO VITTIME, chiaro, ognuno di noi a volte impiega molto tempo per fare il proprio percorso e se sarà latricato. che sia!!
DOVEVA ANDARE COSI' !! Questo percorso prevede la destinazione basta sulla crescita e l'evoluzione, questo comporta l'accettazione in sè del diverso, di ciò non conosciamo, che non capiamo, che NON accettiamo.
per finire, DIO, CHE TANTO PIACE tirare in ballo è dentro ognuno di noi, e se non hai pace, la soluzione è ancora dentro di te, usa pure dio oppure un amico oppure dei libri, sappi pero' che sono i TUOI pensieri generati, da te e che incontrerai sulla strada tramutati in persone che ti faranno capire meglio, IL RUOLO A CUI SEI DESTINATO/A.
Se in questo viaggio dovrai affrontare l'esperienza omosessuale, CHE SIA!! ha un senso, capite!! la repressione di un sentimento o il rifiuto, femminilita' o di un uomo, non ti aiuteranno.
Ma ricordate che solo l'evoluzione (esperienze) faranno di te alla fine del tuo viaggio un individuo sereno!!
per finire, CHE SIA....donna o uomo che sia, AMATI E AMA DAVVERO

fr max ha detto...

Per tutti voi .... (trovata in internet)

Lo chiamiamo "PAPA'

Quell' Uomo che non vediamo quasi mai in casa.
Quell' Uomo che ti dice sempre 'Si'.

Quell' Uomo che ti fa Piangere ma dopo poco riesce subito a farti Sorridere.

Quell' Uomo che è perennemente Geloso della sua 'Piccola'.
Quell' Uomo che : 'Tua figlia sta ...crescendo' non lo vorrebbe mai sentire.

Quell' Uomo che se avesse in tasca un Milione di Euro, li spenderebbe tutti per te!

Quell' Uomo che da piccini ci portava sulle spalle, nonostante non ce la facesse!

Quell' Uomo che forse a volte non lo dimostra, non ti abbraccia, non ti bacia.
Ma in fondo, basta solo guardarlo negli occhi e vedere che sorride ogni volta che lo facciamo noi.
Che ogni nostro abbraccio, lo fa sciogliere, ed ogni nostra lacrima gli farà passare ogni rabbbia che porta dentro.

Nella vita tutti diventeranno Padri, ma pochi sapranno Esserlo.
Essere padre credo significhi darti una spinta sull'altalena, ma poi saremo noi a trovare la forza di spingerci da soli.

Lo feriremo, sempre.
Quando lui ci chiederà una cosa, e noi non la faremo. Quando lo deluderemo per la scuola, per il nostro comportamento.

Quando lo feriremo per le parole che a volte per rabbia, diciamo senza pensarle davvero!

Lo feriremo, pur non volendo. Ma lui sarà li, sempre affianco a noi.

Non ci volterà MAI le spalle, non camminerà davanti a noi, ne dietro.

Camminerà sempre e solo accanto a noi, per Guardarci, Proteggerci, e sopratutto AMARCI.

Un Padre.
Un Uomo che Ti amerà SEMPRE!


Un abbraccio fr MAx

anna ha detto...

anna
per joana qual è lo psicologo che ti stai rivolgendo che sta a bologna o a firenze.
puoi indicarmelo'

Anonimo ha detto...

Due settimane fa l'ho detto ai miei. O meglio. Sono scesa in lacrime dal solaio di casa mia, dove mi ero chiusa con laccio emostatico, vodka e lamette da rasoio, con un braccio sanguinante (poca roba, non vi preoccupate). Mia madre mi ha abbracciata fortissimo e mi ha detto che andava tutto bene.
Quella notte mi sono rifugiata da un don che segue il gruppo universitario della mia città: gli ho detto tutto, mi ha ascoltata, mi ha capito e mi ha dato un posto dove dormire, almeno per quella notte, perchè a casa mia c'erano ancora tutti i pensieri che ho accumulato negli anni. La sera stessa mi è arrivato un messaggio da mio papà, che mi ribadiva che sono una figlia stupenda, che mi amano, e che devo farmi forza.

Tra poco inizierò il mio percorso, quantomeno per capire chi sono e quale è la strada da seguire. Non c'entra Dio, non c'entrano gli altri: c'entro solo io, che non accetto non accetto non accetto di essere lesbica.
Quando lo sconforta monta su, penso: ho venti anni, non ho mai amato nessuno, scopato con nessuno. A trenta-quaranta vedrò i miei amici sposati, magari con figli, una casa, i conti a fine mese e la spesa da fare (come cantano gli Zero Assoluto), felici, magari no. Ma io sarò sola. Sola come un cane. Sono figlia unica, non ho parenti stretti se non i miei, che sono i genitori migliori del mondo.

Non so nemmeno cosa voglio fare, scrivendo tutta sta roba. Ma mi sento così vuota. Quando in strada passono delle belle donne abbasso gli occhi a terra; la notte mi sveglio con un desiderio maschile che mi fa impazzire. D'altro lato quando penso al sesso ho una paura e un non so nemmeno come definirlo quasi infantili.
Ci sono momenti in cui preferiri essere neutra come il pane.

Si può imparare a venti anni a essere donna e a amare un uomo? C'è chi dice no, c'è chi dice sì. Io vorrei solo svanire a venti anni, quando l'amicizia è ancora tutto quello che importa e di cui si ha bisogno.

Fatemi un grosso in bocca al lupo.

Clodia

fr max ha detto...

Per Clodia.
Ciao carissima.
Solo grazie per la consegna del tuo dolore e l'invito a camminare nella scoperta e nella conoscenza di te ....dove sai che seppur sola .. non sei sola!
Non conosco la tua storia ma diventa mia nella preghiera che non resta inascoltata nel cuore di chi ti conosce fino in fondo!.
Ti abbraccio forte

P. Max

Anonimo ha detto...

27 marzo

X Clodia
Anch'io ho 20 anni e anch'io mi chiudo in mansarda con il fagotto pieno di tutti i pensieri, che poi finisco col non riuscire più a gestire. Da quello che scrivi i tuoi genitori ti amano e sono così emotivamente intelligenti che sanno che ciò di cui più hai bisogno è di comprensione e sostegno, non del giudizio. Anch'io ho dei genitori dai quali sento di essere amato incondizionatamente: anche se mio padre non mi ha potuto dare il coinvolgimento maschile, sento che mi vuole bene e vuole il meglio per me. A volte lo do per scontato e gli rinfaccio solo le cose negative, grazie per avermene fatto rendere conto.
In bocca al lupo :-)

Anonimo ha detto...

Per fr Max:
Grazie per sostegno, grazie per l'abbraccio, per la preghiera. Insomma, non so proprio cosa altro dire, se non... grazie.

Per Anonimo 27 marzo:
In bocca al lupo anche a te.
Un modo per sfuggire al macigno dei pensieri che si accumulano c'è: uscire, stare con gli amici e con chi ci vuole bene, parlare d'altro, leggere. Fare quello che piace. Un modo per riempire di rumore la giornata? Forse, un po'. L'importante è che poi arrivi il momento di fare chiarezza; io sto ancora aspettando che mi chiamino dal Consultorio per fissare un appuntamento, ma va bene così.
Cerchiamo di essere felici.
Un bacio.

Clodia

Anonimo ha detto...

Ciao Clodia, vieni con noi su facebook! Il link è nella homepage del blog. Ci troverai ragazzi e ragazze che stanno vivendo il tuo stesso problema, potrai parlare con loro della tua situazione e magari ricevere anche qualche consiglio. Sono certa che ti aiuterà a sentirsi meno sola nel cammino. Ti sono vicina

Clodia ha detto...

Sono già passati due mesi da quando ho scritto il mio "testamento", qualche post più in alto.

Nel frattempo mi hanno chiamata dal Consultorio: domani sarò al mio quinto (quarto? non ricordo) incontro. Mi sento un po' meglio; almeno c'è qualcuno, un esperto, che mi ascolta e prova a fare un po' di chiarezza assieme a me.
Nel frattempo mi sembra di essere in convalescenza. Di stare aspettando che qualcosa caschi dal cielo e cambi la mia vita; non so, magari un cono di luce, o cori angelici, o la persona della mia vita. Il mio psicologo mi ha chiaramente detto che le risposte non cadono dal cielo, e io -in fondo- concordo.
Mi accorgo che sto facendo il riccio: esco di meno, mi apro di meno (la scusa degli esami è sempre buona durante la sessione estiva), perchè non ho più le cose sotto controllo. Sono vulnerabile, e anche se durante i colloqui cerco di essere il più sincera e razionale possibile (o forse proprio per questo), quando torno a casa mi sembra di avere lasciato a uno sconosciuto la possibilità di ficcare il cacciavite nella ferita che fa più male.
Nonostante tutto questo casino sento che qualcosina sta cambiando; ancora non so in quale direzione. Fa male, lo so. Però, a tutti e tutte voi che siete là fuori al buio, e vi sembra che il mondo dentro di voi imploda: parlatene. Cercate un eperto, se ne avete il coraggio un amico, un parente. Io sono dovuta arrivare all'autolesionismo per aprirmi, ma non è necessario, non è un bene tenersi tutto dentro e arrovellarsi ancora ancora e ancora fino a non riuscire a contenere più dentro il macigno dei pensieri.

Piango un sacco in questo periodo. Penso che vada bene così: ho anni di schifo bile attrazione risentimento invidia da buttare fuori.

Un abbraccio

Clodia

fr max ha detto...

Per Clodia.
Pace a te. Cammino insieme a te in questo tempo delicato della tua vita e ti sostengo nella preghiera perchè tu possa riscoprire la bellezza di ciò che sei e che sei chiamato ad essere.
Un abbraccio
P. MAx

Clodia ha detto...

Nel gruppo che frequento (esclusivamente etero) si stanno formando coppie. Coppie ovunque: a volte penso davvero di odiare la felicità degli altri. So che non è giusto, ma è così.

Ho paura di rimanere sola. Ho paura della vita. Non so se è stato così anche per altri\e.

Io ho sempre avuto paura degli altri, del loro giudizio, dello schifo che ero e dello schifo che mi facevano loro durante l'età dell'adolescenza. Ho vissuto un periodo "nero" durante la scuola media (che poi si è arrampicato come un tossico anche negli anni delle superiori) per cui non mi sentivo nè carne nè pesce, esclusa e autoesclusa dal gruppo degli splendidi; non volevo farne parte, e loro non volevano rendermi partecipe del loro mondo alieno. Ho desiderato di essere qualsiasi altra persona, ma non me stessa.

Non lo so. A volte mi sembra solo di raccontarmi delle balle; che tutto questo sia solo un ritardare l'inevitabile, un continuare a negare ciò che sono e che non potrò mai cambiare. Quanto devo aspettare per poter essere felice anche io? Non voglio apettare, mentre i miei amici si innamorano, si prendono e si mollano; ma ho una paura da matti.
Vorrei solo essere una qualunque.
Clodia

P.s.: Scusate se mi sfogo sempre con roba triste.
E, lo so, posto nella sezione donne, ma visto che qui è deserto non mi dispiacerebbe sentire il parere di qualcuno degli uomini.

Elena ha detto...

Per Clodia.
Conosco bene il tuo dolore. Anch'io a vent'anni avevo voglia di morire, proprio quando per molte mie coetanee la vita era ricca di promesse e di possibilità. Adesso, dopo molti anni, non rinuncerei alla vita per nulla al mondo. Vorrei tanto che il velo nero del tuo dolore si sollevasse per un attimo e ti lasciasse scorgere quanto sei unica e preziosa e che dono grande è la vita. Ti sono vicina. Elena

Clodia ha detto...

Oh, ma allora qualcuno c'è! Meno male.

Elena, io non ho mai desiderato a, livello conscio, l'amore o il sesso: ho sempre negato e negato qualsiasi slancio perchè dentro sentivo che c'era qualcosa che non andava (pur non sapendo identificare quel "qualcosa"). Ho vissuto un'adolescenza di merda, pur con una famiglia e un ambiente normali. Normale l'ambiente scolastico, appunto: quello in cui una come me non si poteva ritrovare, perchè tutti mi sembravano così alieni (io, fino all'età di 15 anni, avrei solo voluto sbucciarmi le ginocchia sugli alberi o giocare a nascondino, non certo andare in giro a baciare ragazzi\e).
Ho imparato tardi cosa significa amicizia, e tutt'ora arranco un po', sicuramente "merito" della mai insicurezza; però è un sentimento caldo, confortante. Mi piace. Personalmente vedo nell'omosessualità un modo per confondere quello che è un rapporto stupendo, completamente disinteressato. Giusto. So che molti omo vivono felici la loro vita, e certo non ho intenzione di guastare la loro felicità. Però io non ce la faccio.

E' dura. E' dura vedere gli altri che crescono, e tu che resti lì, piantata nella terra del neutro. Non voglio una vita solitaria; non voglio "accontentarmi" di un Dio. Io vorrei il calore di un uomo a cui poter confessare tutto il peggio del peggio e poi farmi forte per lui, per noi.
Viviamo una vita sola. Ho pensato tante volte che sarebbe meglio non viverne nessuna; ma ormai ci tocca ballare.

Ho scritto ancora una volta roba tristissima, scusami. Però... non so se si capisce... io non voglio aspettare ancora, non voglio accontentarmi. Non pretendo che le cose cambino dall'oggi al domani; sono disposta a tutto per scovare un po' di felicità. Ma una felicità come la voglio io, completa, piena.

Scusate per la confusione, ma mi è venuto fuori tutto di botto.

Clodia

Clodia ha detto...

X Elena

Nella fretta mia sono dimenticata di ringraziarti :).
A sprazzi riesco a essere serena; quando i pensieri non si incancreniscono su quell'unica idea martellante.

Ancora grazie.

stella ha detto...

Grazie di questo spazio. Sto cercando uno psicologo con indirizzo "nicolosiano", se così posso chiamarlo, comunque uno che non faccia di tutto per convincermi che sono o no omosessuale come è accaduto finora, piuttosto uno che segua i MIEI passi, i MIEI tempi,le mie richieste di aiuto per fare chiarezza in me con rispetto delle miie convinzioni.
Sembra che a Firenze non ne esistano, ma andrei (quasi) ovunque in Italia pur di avere risposte.
Anch'io in fondo, al di là delle pulsioni, quel che cerco non è far l'amore (non mi unirebbe di più alla persona (etero) che amo totalmente con rispetto e che mi vuole "un bene infinito), ma trovare amore, pieno, incondizionato da parte di una donna ed esprimerle il mio, forse perché quando ero bambina mia madre mi staccò dal suo seno e, seguendo una cultura sessuofoba, non volle più contatti fisici: infinite volte l'ho "persa"...
Ci saranno tanti modi per dire ciò che sento per lei (alcuni li ho provati) ma in fin dei conti ciò che più desidero sarebbe dormire abbracciate, tenendola appoggiata sul mio cuore! Vorrei tanto crescere con lei attraverso un'esperienza simile (so di avere atteggiamenti infantili), accogliere il suo mondo e viverle "accanto" condividendo il resto della nosta vita ma sono bloccata dall'insicurezza e dalla gelosia verso le sue grandi amicizie. Grazie per ciò che potrete dirmi.:-)

Elena ha detto...

X Clodia
Ciao Clodia, ciò che hai scritto si comprende benissimo, tra l'altro scrivi molto bene.
Sai, molte delle cose che racconti mi ricordano come ero io, molti anni fa. Ricordo il compleanno dei miei 14 anni, ero molto triste, mi sentivo "vecchia". Già, troppo vecchia per poter continuare a giocare come avevo sempre fatto fino ad allora, scorticandomi le gambe, libera come il vento. Ora da me ci si aspettava altro: le prime uscite con i ragazzi, i primi baci... No, non ero pronta. Solo più tardi naturalmente ne ho compreso il perchè: LE TAPPE DEL MIO SVILUPPO NON SI ERANO CONCLUSE. Mi sentivo come una bambina, non ancora "svezzata". E così ho affrontato la mia vita, con un'identità a metà, come se una parte di me mancasse. Ho vissuto in bilico, senza fondamenta solide, e quindi con grande fatica. Fingere di essere una ragazza come tutte le altre è molto dura quando dentro di te senti una voragine - una voragine incolmabile che non si può riempire (non da soli) ma si può solo coprire....con una maschera.

Come te, desideravo una vita piena, autentica, un amore grande, vero...
Carissima Clodia, tutto ciò che posso fare per te è comprenderti, o al massimo darti qualche consiglio... ma non credo che possa servire a molto. Ciò di cui hai più bisogno, secondo me, è l'amicizia di persone che possano capirti senza giudicarti, che ti stiano vicine accompagnandoti nel tuo cammino. Per questo ti consiglio di crearti un profilo su Facebook e chiedere l'amicizia a "Chiaralucaalessioeva" (il link è sulla Homepage del blog). Entrerai in contatto con alcuni amici ed amiche che vivono le tue stesse difficoltà. Conoscerai ragazzi e ragazze che saranno felici di condividere con te la loro storia. La solitudine non solo non aiuta ma rende ancora più tristi, soprattutto alla tua età),e ciò che è peggio è che non permette il confronto e la condivisione - indispensabili per CRESCERE. Ti renderai conto che in compagnia la lotta è meno dura. Anch'io sono su Face tra questi amici. Ti aspetto.

Per Stella
Naturalmente l'invito è rivolto anche a te, Stella. Comprendo il tuo fortissimo bisogno di attenzioni da parte di una donna che stimi ed ammiri. Forse non lo sai ma le qualità che ammiri in lei sono già dentro di te, solo che sono rimaste soffocate perchè nessuna donna finora si è curata di farle emergere.
Sarebbe bello se la donna etero di cui parli potesse accoglierti in tutti i sensi, e quindi anche fisicamente tra le sue braccia, e donarti tutto l'amore disinteressato e l'affermazione di cui hai bisogno. Fai attenzione però, non vorrei che fraintendesse le tue intenzioni. L'ideale sarebbe prima affrontare l'argomento "omosessualità" in maniera generica. Assicurati che sia informata sull'argomento. Su come nasce e come si sviluppa il desiderio omosessuale, un desiderio che nasce dal bisogno profondo di accettazione e di affermazione (non sessuale) mai colmato, da parte di una donna. Se non lo sa, magari spiegaglielo tu - sul blog ci sono molte informazioni al riguardo. Vedrai che se davvero ti vuole tanto bene, capirà e ti aiuterà a superare le tue insicurezze.
Ti aspetto su Facebook

Anonimo ha detto...

Ciao! complimenti a chi ha aperto questo spazio. Qualcuno sa darmi indicazioni di un/una brava terapeuta a riguardo? Grazie Anna (treviso-venezia)

Anonimo ha detto...

Ciao Anna, prova a chiedere al NARTH ITALIA (narth.italia@gmail.com) specificando la città in cui vivi.

Anonimo ha detto...

Grazie

Anonimo ha detto...

Salve, non so se sono fuori luogo nel vostro blog, perchè io sono atea totalmente e non ho nessun credo religioso pur rispettando la religione altrui.
Ho vissuto da omosessuale motlissimi anni della mia vita, solo alcuni anni fa ho iniziato a rendermi conto che non stavo vivendo una "mia natura" ma stavo fuggendo da cose tremende del mio passato. Dopo alcuni mesi di analisi il mio analista mi ha chiesto di analizzare il mio modo di amare e le aspettative e da quel ragionamento mi sono accorta che la fuga che mi stavo creando era causata da una molestia subita da bambina. Per questo vedevo negli uomini un pericolo e li evitavo. Pian piano ho ripreso fiduca e guarendo la fobia sono spariti sia i sentimenti per la ragazza che stavo frequentando sia tutti i desideri riguardanti donne.
Non si tratta di un miracolo ma di un processo naturale di superamento di una situazione.
So cosa dite quando parlate del pregiudizio, tutte le persone che frequentavo mi hanno esclusa perchè dicono che non si può "guarire" dall'omosessualità perchè non è una malattia. Bè, chiamatela come volete ma io a 32 anni ne sono del tutto fuori.
come mai??? Mi spiace essere qui come anonima, ma ho qualcuno che amo da tutelare.
Vi chiedo di lasciarmi voce anche se non sono una credente, magari altri atei non possono seguire un percorso religioso per uscire da uno stato mentale che non li rende felici. magari la mia esperienza può somigliare a quella di altri. sicuramente, leggendo voi, ho ritrovato molti pezzi della mia storia.

Clodia ha detto...

Per Anonimo 15 Dicembre.

Non sai quanto quello che hai scritto mi renda felice! Si può dire che io sia agnostica ma praticante cattolica, quindi anche io sono alla ricerca di un percorso più "razionale", meno spiritualizzato.
Ho 20 anni (quasi 21), divorata dai dubbi. Se guardo al futuro lo vedo nero: da una parte le mie pulsioni mi dicono di buttarmi tra le braccia delle donne, dall'altra sento che c'è qualcosa di profondamente sbagliato: pregiudizi, educazione, tutto quello che volete contribuiscono rendere negativa l'immagine dell'omosessualità. Ma in fondo a tutto questo, e decisamente più importante, c'è il fatto che io mi sento se non donna, sicuramente madre. Ovvero, a 20 anni manco ci penso ad avere un figlio (e con chi poi?), ma non so... sento che il mio futuro è quello, e che la mia vita non sarebbe realizzata, senza.

Scusa, ho parlato solo di me, mentre invece volevo chiedere a te di raccontare un altro po' della tua storia, dato che qui tutto quello che iene scritto può essere utile; se vuoi e se ti fa piacere. Per esempio: cos'è che ti ha fatto capire che non stavi vivendo la tua "vera natura"? Ora come ti appaiono gli uomini?

Anonimo ha detto...

Cara Clodia, Care tutte,
io non ho avuto il vincolo religioso riguardo la mia sessualità. La mia sensazione riguardo l'anomalia della situazione omosessuale era dettata soprattuto dal fatto che mi accorgevo che ogni volta in una relazione si creava una finzione: una delle due prendeva il ruolo maschile come per sostituire qualcosa di mancante. Inoltre avevo sempre questa sensazione di inesattezza, di inadeguatezza, che diveniva rabbia, aggressività.
C'è stato anche un altro fatto. Osservando non solo le mie relazioni ma anche quelle altrui notavo sempre che si trattava di persone con traumi sessuali, cdhi per violenze chi per mancanze (genitori defunti o anomali ecc) sempre. Guardacaso, non tutte le persone con traumi sono gay ma tutti i gay che ho conosciuto sono con traumi o trascorsi strani. Almeno questa e' la mia esperienza.
Prima verso gli uomini provavo una specie di inquietudine, ma dopo aver lavorato in analisi sul mio trauma, pian piano questa inquietudine è sparita. Ora resta un lieve imbarazzo perchè so di essere inesperta e ho ancora paura ad affrontare una relazione importante ma sto facendo il mio percorso. Anzi, in questo chiedo a chi prima di me ha vissuto l'esperienza, se hanno superato alla fine il muro dovuto alla inesperienze. Qualcuna parlava di relazioni con uomini più giovani di loro, vorrei chiedere a loro se man mano sono riuscite ad affrontare relazioni piu' adulte.
Non giudico nessuno, ma so che ora mi sento molto meglio e le inquietudini che prima vivevo ora sono un ricordo lontano. Verso le donne non ho nessuna attrazzione, si è normalizzata la situazione da se' man mano che risolvevo il mio trauma. Certo, ho perso meta' dei miei amici e amiche perchè hanno giudicato che la mia decisione e' una forma di repressione. Quello che posso dire io e' che la repressione nel mio caso era prima, spegnendo le mie emozioni verso uomini per paura di essere ferita di nuovo. Ora non ho più paura e mi e' sembrato di cominciare a respirare per la prima volta!

Anonimo ha detto...

Vorrei anche aggiungere una cosa. Ringrazio di cuore per aver pubblicato il mio commento anche se sono atea. Dimostra un grande rispetto per le idee e i sentimenti del prossimo. Grazie ancora.

Clodia ha detto...

Ho alcuni amici omosessuali, e tutti, tutti hanno avuto traumi più o meno grandi: uno è stato abbandonato dai genitori tossici, cresciuto in casa di una zia; un'altra è nata da una scopata e via, pienamente consapevole del fatto di essere stata un "incidente di percorso".
Personalmente non ho avuto traumi "forti"; soltanto una continua, logorante sfiducia nei riguardi del prossimo, specialmente se maschio. Aggiungiamo a questo il fatto che per tutta la mia vita sono sempre riuscita a trovare qualche motivo per flagellarmi col senso di colpa (nei confronti dei miei genitori, di Dio, ecc) e con un gigantesco complesso di inferiorità.
Un caso clinico interessante, senza dubbio :P

Certe volte, quando ho atteggiamenti particolarmente "mascolini", mi sembra di avere dentro un qualcosa di cattivo e marcio. Difficile da spiegare. Come se stessi facendo a gara con qualcuno, non so se mi spiego. Come se volessi affermare ai maschi che mi circondano: io sono meglio di voi, anche se sono una donna posso essere più intelligente, forte, simpatica di voi.
Capisco che c'è un groviglio di cose irrisolte da sciogliere.

Mi dispiace per il fatto che ti abbiano allontanata.
Per quanto riguarda gli uomini non so dirti: se li prendessi più giovani di me sconfinerei nella pederastia xD! (scherzo, eh!)
Magari provare a farti nuove amicizie (maschili e femminili) e poi vedere come va, senza programmare nulla.

Grazie per averci raccontato la tua esperienza. Non posso fare altro che invitarti a scrivere ancora se avrai altro da aggiungere; mi hai ridato un po' di fiducia!

joy cloud ha detto...

ciao a tutti,
vi chiedo AIUTO ...sto crollando. non so da dove cominciare. navigo tra la rassegnazione e la disperazione.
non sono omosessuale, nel senso che non ho pulsioni sessuali. ..ok. magari mi sono repressa per motivi culturali o religiosi, non so,
ma non ho mai provato attrazione fisica per una donna, solo struggente attaccamento e coinvolgimento emotivo.
+ che omosessuale, se si può dire, .. sono omosentimentale.
..però vorrei tanto avere una vita normale, potermi costruire una famiglia e innamorarmi di un uomo.
ci ho provato con tutte le mie forze ma purtroppo non ci riesco :'-( .
sono ben consapevole che il mio è un problema di identità incompleta, infatti per me trovare questo blog e questo forum è stata una gioia immensa e anche la conferma di ciò che ho sempre pensato sulle vere cause dell'omosessualità.
In altre parole so bene che idealmente quello che mi completerebbe sarebbe quello che mi sempre mancato , cioè l'amore di mia madre e un modello femminile in cui identificarmi ( avendo avuto una madre molto fredda e assente)
ma pur essendone consapevole, non riesco ad andare oltre.
ho anche fatto psicoterapia (non riparativa, perchè non ne conoscevo l'esistenza, non so neanche se in sicilia, dove abito c'è qcn che la faccia) ma non è servita a molto.
vi prego datemi qc consiglio ...mi sento cosi sola e incompresa. .. così non potrò mai costruire nulla.
...il tempo passa e io ho paura di ritrovarmi da sola tutta la vita. e ho già un'eta purtroppo ..
sono anni che tento di fare funzionare le relazioni con gli uomini.
Provo una qc forma di attrazione per loro, ma non mi riesce a battere il cuore completamente... c'è sempre qcs che mi blocca,
che non mi piace, o che mi fa sentire sola o incompleta e non riesco a mentire a me stessa e a loro, mi sembrerebbe di prenderli in giro,.. dunque alla fine, come è giusto, ...mi allontano.
vi prego datemi dei consigli per riuscire ad uscire da questo incubo e iniziare una vita vera, risolta, fatta di emozioni vere e di amore autentico e maturo. vi prego ditemi che anche per me è possibile.
credo veramente di essere un caso disperato.un abbraccio a tutti.

Emilio ha detto...

Ciao joy
benvenuta e grazie per aver condiviso un po della tua vita in questo blog.Leggo nel tuo commento molta angoscia. Sai la mia storia è un po diversa dalla tua ma quello che sicuramente condivido con te è la sofferenza. A volte capitano quei momenti in cui vedi tutto completamente nero un senso di pesantezza di paura di profonda angoscia. Volevo dirti di stare serena e di continuare questa lotta anche se ti sembra impossibile. Quello che capisco è che stai cercando un equilibrio,una pace interiore,serenità e tranquillità nel tuo cuore..Ti posso assicurare che per ritrovare te stessa Cristo è la chiave che ti aiuterà a rinascere.Scusami se in qualche modo sto invadendo una tua libertà di pensiero,non è assolutamente mia intenzione.Scoprilo perchè Lui ti sta aspettando con ansia e soprattutto ti ama di un amore infinito!Ascolta nel tuo cuore quante volte il Signore ti dice di amarti!Inizia a pregare, questo è il modo più semplice per parlargli.Non ti dico frasi costruite, te le dico perchè le vivo.Sii forte perchè sei sulla buona strada!Quando una persona cerca la felicità a volte le cose si complicano perchè entrano in ballo pensieri,idee che ci confondono e che ci fanno credere cose sbagliate.Prima di cercare un uomo nella tua vita cerca prima te stessa, cerca prima la tua vera serenità, non avere paura di lottare per gli ideali giusti, devi avere sempre fiducia nelle cose buone!sempre!anche quando le cose vanno male. Non avere paura neanche di Dio, cercalo e vedi come egli visiterà il tuo cuore. Egli però non ti forzerà dovrai essere tu a dargli il permesso di entrare nel tuo cuore.La chiave che apre la porta del cuore a Dio è la preghiera,quanto è bella!come ti riempie!Coraggio e non indietreggiare perchè qui si parla della tua vita, della tua felicità.
un forte abbraccio!
Emilio

elisa ha detto...

ciao,grazie infinite di aver condiviso le vostre esperienze,mi si è aperto un mondo!!!!!io ho 33 anni tre figli,sposata,sono una donna di Chiesa,profondamente legata al Suo Amore...ma una vita in battaglia contro una parte di me che ama le donne...a vent'anni ho avuto un piccolo approccio con un'altra mia coetanea e sono fuggita spaventata da quello che ho provato..con gli uomini non sono mai riuscita a raggiungere in pieno la gioia,solo con mio marito,soltanto però quando desideravamo dei figli...ora il mio rapporto con lui è in serio pericolo...sono lontana,assente,continuo a pensare la mia amica,catechista come me...ma capite cosa sto dicendo?????me ne sono innamorata,gliel'ho detto,l'ho detto anche ai sacerdoti della mia parrocchia disperata perchè non mi sentivo degno di portare avanti un ruolo così importante nella formazione dei bimbi...per Grazia di Dio loro mi hanno accolta con comprensione e amore!vado avanti il meglio che posso...voglio sentirmi degna cristiana,voglio essere una brava mamma e una brava moglie...adesso che so di questo blog non mi sento più sola con più coraggio riuscirò a guardarmi dentro e a stare ogni giorno nella Sua Volontà...grazie di cuore a tutte

joy cloud ha detto...

ciao Emilio, grazie per il tuo bellissimo messaggio.
In questo periodo sto proprio provando a fare quello che tu suggerisci. Avvicinarmi a Dio, pregare, trovare attraverso di Lui la forza e devo dire che la fede mi sostiene molto nel mio cammino, anche se a volte mi scoraggio. ..spero attraverso la preghiera che di schiarire un pò le nubi che sono intorno a me. grazie ancora, il tuo messaggio mi è stato di aiuto, di incoraggiamento e mi ha fatto sentire meno sola. un abbraccio. joy

Anonimo ha detto...

Carissime,
come vi capisco...è difficilissimo il percorso che abbiamo intrapreso ma ne vale la pena...forse sarebbe davevro importante che un ex gay ed una ex lesbica condividessero questo percorso anche per superarlo insieme...che ne dite?

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti lancio un grido aiutami sono una ragazza di 17 anni e sono infelice e tormentata vi prego fatemi conoscere un gruppo religioso a Torino la mia

xsalvo@gmail.com

Myriam ha detto...

Sono una donna, sto vivendo una profonda depressione o meglio un combattimento interiore estenuante da ormai un anno a questa parte...mi sono resa conto di essere innamorata di una mia amica...sono sola a affrontare questa silenziosa battaglia perché non ho mai rivelato a nessuno quale strazio sia per me aver preso questa consapevolezza...sto supplicando Dio di liberarmene perché io non voglio non desidero e non ho mai desiderato amare una donna, ma è successo! Non voglio nemmeno rovinare una bella amicizia, ma proprio ieri di nuovo alle prese con questo dolore, le stavo per dare una lettera sulla quale le dicevo tutta la verità e il motivo per cui avevo deciso di non rivederla più, ma non ce l'ho fatta a dargliela! Lei non credo abbia capito, se invece mi sbagliassi e lei in qualche modo lo avesse capito, sarebbe per me ancora peggio, perché vorrebbe dire che allora non le importa nulla di quanto stia male...In ogni caso non so proprio cosa fare...Vi prego qualcuno mi dia un consiglio utile per uscirne...abito in una città piccola non credo che qui ci siano psicologi che conoscano la terapia riparativa, inoltre ho una situazione lavorativa molto precaria a malapena riesco ad andare avanti...non potrei permettermi anche di pagare uno psicologo...gli amici poi non credo che nessuno di loro possa comprendere e di certo non si aspetterebbero questo da me! Mi basterebbe una parola di conforto o un consiglio per chi ci è passato grazie!
M.

Anonimo ha detto...

Salve. Mi chiamo M. Da 8 mesi ho una relazione con una donna, una grande e sincera amica che conosco da 20 anni. Entrambi abbiamo avuto tantissime sofferenze nella nostra vita e dopo tante storie etero ci siamo rese conto, involontariamente, improvvisamente, di provare un sentimento, l'una per l'altra, che va oltre la semplice amicizia. Ci amiamo. Mai in vita nostra ci siamo sentite così amate. Capiamo che questa storia è difficile, non giusta. Entrambi siamo attivamente impegnate nella nostra parrocchia. La nostra storia non si basa sui rapporti sessuali, anche se questi purtroppo, a causa della nostra debolezza, ci sono stati. Io ho 32 anni e lei 41. Soffriamo moltissimo all'idea di doverci separare, se ci penso io sto davvero male, non posso credere che una lunga amicizia, vera e sincera come la nostra, possa finire così, perchè è sbagliato ciò che stiamo sentendo. Vorremmo avere la maturità per vivere serenamente questa storia e la forza e la fede per non cadere più nella tentazione fisica. Ci siamo riuscite alcune volte, altre no. Abbiamo un padre spirituale che ci segue e una psicologa. In passato abbiamo avuto un'esperienza omosessuale entrambi, che si basava solo sul sesso, cercavamo entrambi calore, comprensione ma anche un modo per non sentire il dolore provocato dall'abbandono dai nostri rispettivi ex fidanzati (entrambi abbiamo avuto una storia durata 7 anni con i nostri ex fidanzati)...non posso pensare che io debba per forza lasciarla o allontanarmi da lei...scusate se mi sono dilungata.

myriam ha detto...

Ciao a tutti sono nuovamente Myriam, perdonatemi se uso questo blog per sfogarmi...la verità è che tenersi tutto dentro non è facile, e io non ho rivelato a nessuno quanto sto vivendo...come ho detto precedentemente in questo momento non ho i mezzi economici per pagarmi uno psicologo, e non ho nemmeno avuto mai il coraggio di parlare di questo problema con un padre spirituale...io non ho detto a nessuno nemmeno alla mia amica di provare nei suoi confronti sentimenti più forti dell'amicizia, in realtà non so nemmeno io che cosa provo per lei, a volte rabbia, a volte affetto, a volte desidero ardentemente che lei capisca cosa sto passando... ho 33 anni e non pensavo che mi sarei trovata ad affrontare una situazione del genere! ho già abbastanza problemi che non era necessario che se ne aggiungessero altri...penso tuttavia che questo problema fosse latente in me e che è esploso in un momento di particolare difficoltà di vita! Il fatto è che forse a me basterebbe avere un'amica sincera che mi stia vicino in questo momento, che non sia lasciata sola ad affrontare le mie paure, le mie angosce ecc...io nel mio futuro non mi ci vedo accompagnata a una donna, anche se nemmeno desidero avere una famiglia...Ho sempre pensato che la mia vita l'avrei trascorsa da sola, coltivando i miei interessi,i viaggi, i libri e sopratutto la mia vita interiore, il rapporto con Dio...Ma adesso non so più cosa voglio: so solo che non voglio più sentirmi sola...Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere!

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti!
Volevo condividere con voi la mia testimonianza che spero possa essere utile per continuare il percorso con maggior fiducia.
io avuto un passato da omosessuale legato al femminismo "radical chic" quello snob da circolo culturale, per intenderci.
Il tipo di omosessualità che ho vissuto era molto ideologico, direi intellettuale.
Riguado l'omosessualità femminile si dice molto poco, ancor meno si argomentano i differenti modelli, riproponendo al massimo la solita dicotomia butch e femme.
Totalmente assente invece una prospettiva legata alla parte della cultura, intesa come sistemi di valori.
Valori mutuati da un femminismo radicale camuffato da parole come"dignità, parità, libertà" che tradotte vogliono dire uccisione del proprio potenziale femminile.
Dopo questo mio vagare ebbra nel mondo omosessuale, dopo un percorso di connessione con me stessa e di integrità, finalmente ecco la vera libertà!
Via da quella vita infernale che mi aveva illusa!via da quell'omosessualità che stava uccidendo il mio essere donna. Ero infelice, vuota, persa, consumata.
Tutto è partito da una domanda: cosa cerco in una donna?
Da lì, le risposte e grazie ad un percorso con il gruppo lot, ho recuperato la mia identità, ricomponendo i vari frammenti di me.
Oggi Sono libera di vivere me stessa come donna nella pienezza di un rapporto con un uomo che tra poco diventerà mio marito.
Volevo testimoniare e condividere questa realtà: niente ideologie, niente supposizioni. Solo vita vera, un fatto quindi concreto volto a dimostrare che riprendere in mano se stessi si può!
Miriam

Federica Frasconi ha detto...

Il nome mio nella futura lista Nuovi malati

La mia è una semplice domanda.... E chi sceglie di ascoltare le proprie tendenze del cuore è un malato per voi? Un adolescente ad alto rischio? Io condivido che ci sono casi in cui possa tutto dipendere da problemi infantili ma se uno crescendo anche avesse le vie per uscirne sente che per lui o lei è il modo migliore per amare e decide di vivere cosi per voi chi sono? I dottori legati alla Chiesa sono molto abili a farti sentire fuori posto, tanta fratellanza e accoglienza ma c'è chi è più avanti di loro in questo campo nonostante ancora attenda la laurea! Baci

A. 27 marzo ha detto...

Il cuore, l'amore e le emozioni sono tutte componenti stupende dell'essere umano. Se nell'adolescenza le si vive senza porsi domande, lasciandosi travolgere, si arriva ad un punto in cui si introduce anche l'aspetto intellettivo per cercare di conoscersi in modo un po' più evoluto. Soprattutto nell'omosessualità questa fase arriva presto, davanti all'evidenza che ogni legame che si crea è profondamente immaturo. Dopo essersi scagliati per qualche anno contro il caso, gli altri e la sfortuna di non trovare la persona giusta, s'inizia un processo d'introspezione, ci si connette con la propria interiorità. I registi rappresentano perfettamente questa fase che i protagonisti omosessuali si trovano ad affrontare. Scoprono l'omosessualità come la ricerca di sè stessi, smettono d'inseguire la fantasia e si riconnettono con una vita che si rendono conto di non aver avuto mai tra le mani. E da lì parte il viaggio al cuore, al nucleo dell'essere. E' un percorso di grande arricchimento, in cui ovviamente si prova anche dolore, ci si scontra con quelle parti rimaste nell'ombra per decenni. Io ringrazio il movimento LGBT perchè ha lottato per il riconoscimento di questa realtà, che altrimenti sarebbe rimasta un aspetto nascosto, però ora è tempo di un'altra fase. Dopo essersi riconnessi con la società, è tempo di riconnettersi a se stessi.

Anch'io studio psicologia e anch'io attendo la laurea. Ti lascio il link del mio blog, se ti va di dargli un'occhiata: http://oltreomosessualita.blogspot.it/

Anonimo ha detto...

Donne non si nasce, lo si diventa.
L'Arte di essere donna, è un esperienza molto appagante, molto più che cercare di unirsi ad un'altra donna.
Ti porta a maturare e quindi a sentirti completa e integra
E' molto bello per una donna essere amata da un uomo, solo lui ti pone a livelli che un'altra donna non può fare.
Vivere insieme ad un uomo ti fà crescere, ti fa sentire bella e ricercata....
la vera attrazione nasce solo quando c'è un rapporto tra uomo e donna .
Non si tratta di essere o non essere religiosi , basta solo guardare la natura più attentamente e si noterà che tutto nasce da un perfetto equilibrio tra principio maschile e quello femminile.
Convivo con un uomo da molti anni e questa è la mia esperienza, quando la comprendi non torni più indietro.
Silvia

A. 27 marzo ha detto...

Io credo che le donne siano importantissime per i ragazzi e le ragazze che sentono l'omosessualità come un sintomo attraverso cui ritrovarsi e conoscersi. Le persone omosessuali e transessuali spesso non sono mai entrate in contatto con una donna, un essere umano di sesso femminile maturo. Non hanno mai riposato in quella culla che dona radicamento e forza, in cui la Vita viene concepita, protetta e liberata nel mondo. Negli ambienti gay si aggirano femmine fashion o dive, ma non c'è la presenza di una Madre. E anche le donne con un'identità compiuta sanno al massimo difendere i gay dalla violenza, ma senza mai raggiungerli davvero in una comunicazione assertiva.

All'asilo piangevo per ore e ore, appena mamma mi lasciava per andare a lavoro. Oggi so che il contatto con mia madre non era costitutivo, non mi sentivo sicuro, non riusciva a trasmettermi sensazioni positive. Tra noi si era instaurato un attaccamento insicuro/drammatico in cui io assorbivo tutta la sua paura del mondo, la tensione verso il nucleo famigliare e lavorativo. Così quando mi staccavo dalle sue braccia per me equivaleva a rischiare la vita, impazzivo, mi sentivo come un cucciolo abbandonato in mezzo alla selva.
Un giorno la cuoca dell'asilo, vedendomi per l'ennesima volta piangere disperato, si avvicinò, mi prese con decisione in braccio e mi portò con sè. Mi colpì la fermezza con cui mi prese. Era una donna in carne e con grandi seni, un inno alla maternità, mentre mia madre era magrissima, dalla corporatura nervosa e senza seno. Ricordo che provai subito un grande piacere a stringerla, mi sentii incredibilmente al sicuro. Quando all'università studio l'attaccamento materno verso il bambino, mi viene in mente quel ricordo. In un mondo senza madri, mi sembrava di aver trovato un'isola felice in cui iniziare a creare un mio nucleo, a sentirmi forte per esplorare l'ambiente esterno. Nelle suore invece non c'era il minimo istinto materno, mi lasciavano piangere per ore, senza che il mio pianto smuovesse in loro quella minima pulsione per difendere la Vita di un piccolo del branco. Solo la suora più vecchia, di oltre 90 anni, mi chiamava da lei per darmi un bacio e una caramella, probabilmente intenerita dal bambino più fragile.

Anche il materno è in grande difficoltà in un periodo in cui la donna mira alla carriera, non ha tempo di connettersi agli istinti più profondi del suo essere corporeo e psichico. Io avevo disperatamente bisogno di una madre, di essere stretto da una donna in carne e con grandi seni, che mi facesse sentire la vita come bella e sicura. Da mia madre non venni nemmeno allattato al seno, ebbe una mastite subito dopo il parto, mi affidò alla nonna perchè doveva lavorare spesso anche di notte. Tra noi c'era un legame fortissimo, ma non c'era traccia di madre, era un'amica con cui fare la spesa e spettegolare, non una tana in cui svilupparmi nell'armonia psico-corporea.

Anonimo ha detto...

Ciao Miriam.
Sono un ex militare. Una delle cose più difficili da spiegare ai civili, persino ai parenti stessi, è lo "spirito di corpo": qualcosa che è più forte di una grande amicizia, al punto da far ritenere naturale il mettere a repentaglio la propria pelle per salvare un commilitone in difficoltà, anche se fosse un emerito sconosciuto o uno con cui fino a poco prima si litigava. Certe volte mi sembrava di vivere lo stesso forte legame che c'è tra i veri monaci.
Sfogliando questa pagina ho pensato che chi ha motivazioni religiose può affrontare molto meglio il problema. Gran parte della fatica sta infatti nel rendersi conto che molto di ciò che ci sembra "sporco" (come gesti, come sensazioni, come sentimenti) in realtà non lo è, ma è solo "disordinato". Provare un grande affetto per qualcuno del nostro stesso sesso non è innaturale. Lasciare che quell'affetto si trasformi in desiderio di "possesso", è disordinato. Avvertire un'attrazione fisica non è automaticamente "sporco". Lasciarsi trascinare e addirittura dominare da quell'attrazione significa piegare il cuore e la testa al disordine. Gran parte degli scrupoli derivano dall'assecondare le "tentazioni", anche solo mentalmente. Gran parte di quel percepire "sporca" la propria anima deriva dall'aver dato troppo seguito a un pensiero momentaneo, a un sentimento momentaneo, ad un'attrazione momentanea.
Il diabetico non può mangiare dolci, ma ogni volta che passa davanti ad una pasticceria è tentato. Per questo per vincere la tentazione di entrare deve usare la testa. Il breve piacere di un dolce lo fa star male: deve usare la testa, deve disciplinare gli istinti, perché l'istinto vede il piacere ma non le conseguenze. Non è mai troppo tardi per ricominciare una vita sana.
Ti parlo così perché la disciplina militare esige di lavorare su se stessi continuamente. Di forgiare il corpo - e ancor più l'anima - per essere pronti nel momento della difficoltà. Significa respingere le "tentazioni": non con la furia, ma con la costanza, non con la foga, ma col cervello, non con le decisioni eroiche ma con la continua determinazione. Sono sicuro che con un adeguato impegno (adeguato a ciò che sei tu, a ciò che hai dentro, a ciò che hai vissuto e che vivi) quello che tu temevi essere un legame "omosessuale" verrebbe ripulito dagli istinti e dal possesso e verrebbe ricondotto ad essere una grande e incrollabile amicizia. Cioè quello che in origine stava per diventare veramente. Penso che molti legami omosessuali siano in realtà grandi amicizie che hanno deragliato. Come il caso di due mie amiche. Legatissime, amicissime, finché una delle due lascia prevalere una cosa che con l'amicizia non c'entra, con l'affetto non c'entra, con la naturalezza non c'entra. Cioè quell'istinto di possesso.

(segue)

Anonimo ha detto...

(segue)

Purtroppo, una volta "sporcato" un rapporto di grande amicizia, quasi sempre non resta altro da fare che troncarlo, perché da entrambi i lati non si riesce più a considerarlo tale, hai sempre la paura o il desiderio che succeda di nuovo (l'umana debolezza è imprevedibile), c'è sempre il fatto che ogni più remoto pensieruccio strano sia la porta aperta a nuovi guai. Un legame di affetto forte,solido, duraturo, viene spesso chiamato ingiustamente innamoramento, omosessualità. Non è vero: finché quel legame non viene "sporcato", non è vero. Si può vivere una vita intera un grande, grandissimo affetto, senza "sporcarlo". Sposarsi o fare attività sessuali "da etero",tante volte serve solo a fingere che la "sporcizia" non ci sia più.
Da soli è difficile andare avanti. Occorre sempre un aiuto esterno, che sia la terapia riparativa, che sia uno psicologo, che sia un direttore spirituale... è necessario perché troppe volte non sappiamo esprimere ciò che abbiamo nel cuore, anzi, abbiamo una confusione che non siamo in grado di spazzare via, non sappiamo cosa vogliamo, e nella confusione vincono sempre le debolezze. Quell'inquietudine, quella sensazione che qualcosa non va, quella sensazione di "sporco", sono non soltanto sintomi, ma sono il terreno fertile per aumentare la confusione e per incentivare le debolezze.
Per vincere quella pericolosa e imprevedibile bestia che abbiamo dentro è sufficiente affamarla. "Disciplinarsi" sembra una brutta parola, per chi non è mai stato militare. Ma è ciò che nei momenti difficili ti fa rimanere in piedi. "Disciplinarsi" non significa azzerare l'affetto ma solo domare l'istinto. Non significa la sparizione delle tentazioni, ma solo lo scansarle. Non significa vincere la debolezza, ma solo evitare di darle occasione di avanzare. La mente è più difficile da educare del corpo, ma è più importante l'avere una grande costanza che l'avere una grande forza. Il primo nemico non è fuori ma dentro: è la paura di non farcela, paura che galoppa ogni volta che ci si "sporca". E quella paura tende a far spazzar via il buono (la sincera amicizia, l'ordinato affetto) nella speranza di togliere un po' del cattivo. E così si finisce a etichettare omosessualità anche ciò che non lo è.
Mi rendo conto di aver usato troppe parole per dire sempre la stessa cosa, e ne domando scusa.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti, ho 34 anni e da troppo tempo che combatto contro questo disagio, io ho molto chiaro il mio problema e il motivo di questa spaccatura tra la mente e il cuore...vorrei tanto innamorarmi di un uomo, ma ormai mi sto rassegnando, sebbene sappia che niente è impossibile a Dio...io credo che questa croce me la dovrò portare senza per altro poter contare sul sostegno morale di nessuno...chi non c'è passato non può capire...qualche settimana fà ho deciso di dirlo, di spiegare il perchè fossi così gelosa e possessiva, e l'ho spiegato alla diretta interessata,oltre che al mio padre spirituale...questo attaccamento io non l'ho cercato, e non l'ho voluto, e allo stesso tempo però non riesco a farne a meno...faccio dipendere il mio benessere da lei, non vorrei altro che stare con lei, viverle accanto...ma questo non solo non è accettabile per lei, ma non è nemmeno giusto nei miei confronti, IO VOGLIO ESSERE LIBERA...se almeno ci fosse qualcuno che mi dicesse qual'è il senso di tutto questo dolore...Questa mia amica, non ha capito niente, addirittura mi accusa che io mi sia CONSAPEVOLMENTE voluta servire di lei come fosse il mio terapeuta (le ho postato infatti i due articoli della Hallemann, in cui spiega i motivi dietro a questo attaccamento e come ci si può aiutare una persona che abbia una tale dipendenza emotiva) l'ha presa malissimo, si è sentita usata, è convinta che in qualche modo, mi domando come, io abbia preordinato tutto ciò, per poter "guarire" trovando atttraverso la nostra amicizia il mezzo per colmare quei buchi affettivi che mi porto dietro...e certamente è così, solo manca un particolare non di poco conto, IO NON L'HO DESIDERATO QUESTA DIPENDEZA, IO NON HO MAI DESIDERATO SENTIRMI PERSA PER LEI...Ho cercato invece disperatamente un senso a tutto questo, un senso in quello che sto vivendo. ma temo di sapere il vero motivo della sua rabbia: è da troppo tempo che ci facciamo del male, senza dirci davvero fino a che punto, per me c'è voluto meno tempo ad ammettere che il mio comportamento aveva superato i confini dell'amicizia...lei invece si è barricata dietro le sue certezze, le sue convinzioni, le sue idee, per mantenere un equilibrio, e dall'altra per non perdermi... Lei ha una voglia pazzesca di innamorarsi naturalmente di un uomo, e mi domando allora perchè questo non sia ancora successo...se io ho i miei motivi, mi domando quali siamo invece i suoi di motivi, il perchè lei non ci riesca, tanto più che è assolutamente quello che dice di desiderare dal più profondo del cuore...è molto difficile da spiegare, ma se io fossi davvero totalmente, e assolutamente certa che le sono completamente indifferente, mi sarei allontanata da sola, e quasi spontaneamente non proverei più quest'attaccamento nei suoi confornti...ma invece io lo sento, malgrado tutto, e non perchè lo voglia sentire, o voglia vedere qualcosa che è solo nella mia mente...non sono così stupida da non accorgermi che non gliene importa nulla di me,a me sembra tanto che questo è ciò di cui lei stessa si voglia convincere, e probabilmente anche ciò che le hanno detto le persone alle quali si è rivolta per un "consiglio"...ma se è così perchè non me lo dice chiaro tondo...la verità è che lei si sente fin troppo coinvolta, e ha troppa paura di questo, e io mi sento in colpa, cosa dovrei fare? allontanarmi, forse sì, ed è per questo che penso che certe persone sono destinate a rimanere sole...in ogni caso non credo che tutte le persone siano disposte a guardarsi dentro sin nel profondo per vedere di sè stesse anche quelle cose che non ci piacciono e che ci fanno soffrire, farlo comporta una profonda umiltà, e una buona dose di coraggio ma io preferisco fare luce fino in fondo anche negli angoli più bui e nascosti piuttosto che vivere nella menzogna davanti a Dio e davanti agli uomini...

Amministratore ha detto...

Scusaci per il ritardo con cui abbiamo pubblicato il tuo post, si sono verificati dei problemi tecnici. Grazie per il tuo commento. Un carissimo saluto!

ASM ha detto...

Grazie all'amministratore per aver postato il mio commento..in effetti l'altro giorno ho lasciato sopratutto uno sfogo, ma non è cambiato nulla di quello che penso! Viviamo stritolati da condizionamenti fortissimi che ci spingono in direzioni opposte: da una parte la società, l'ambiente familiare, gli amici ecc..che ci vorrebbero in un certo modo e dall'altra i condizionamenti del nostro cuore con le sue ferite e i suoi bisogni che a volte sembrano urlarci addosso tanto sono invasivi. La verità è che "noi" omosessuali egodistonici, omosentimentali, o nevrotici o qualunque altra definizione si voglia, siamo alle prese con UN PIU'CHE LEGITTIMO BISOGNO che è quello di sentirci accolti, amati, compresi, abbracciati da un amore trasparente, autentico, disinteressato.. abbiamo quindi sviluppato con il tempo antenne paraboliche che ci permettono immediatamente di sintonizzarci con chi ci manifesta anche solo una briciola di ciò che ho detto sopra che in altre parole non è nient'altro che AMORE. Nella nostra vita infatti, è quello che più è mancato sia nelle nostre relazioni con uomini sia con donne, abbiamo preso tante cantonate, delusioni, scottature, ferite anche molto profonde che se incontriamo qualcosa che assomigli anche solo vagamente all'amore, ne abbiamo paura, non sappiamo cos'è, siamo colti completamente alla sprovvista! ma questo vale un pò per tutti non solo per le persone che combattono con l'omosessualità, certamente per quest'ultimi è ancora più difficile, perchè devono confrontarsi con la diffidenza e l'incomprensione un pò di tutti..e non è il finto buonismo della legge anti omofobia da una parte o la frequentazione di qualche seminario dove poco ci manca che ti praticano un esorcismo, a permetterci di risolvere quella frattura tra mente e cuore..ma è l'amore, e quell'abbraccio dell'anima che "guarisce" anche le ferite più profonde, più di anni e anni di psicoterapia o seminari o esorcismo vari..basterebbe così poco, eppure sembra per molti, troppi assolutamente improponibile non solo darlo ma anche riceverlo..spesso anche negli ambienti ecclesiali dove questa parola dovrebbe essere conosciuta nel suo significato più profondo, (amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato)rimane invece solo un suono ripetuto ininterrottamente ma che nei fatti si manifesta solo in bei discorsi, e così anche le "opere di carità" sono soltanto quelle più in superficie a essere valorizzate (magari perchè sono le più visibili). E così da buoni cristiani "facciamo" anche tante belle cose, abbiamo una vita molto attiva nella comunità, partecipiamo a assemblee, dibattiti, ritiri, esercizi spirituali, convinti di essere nella giusta direzione..ma non ci siamo mai veramente messi in discussione per guardarci dentro e vedere cosa si agita dentro il nostro cuore, se siamo veramente uomini o donne in grado di dare quell'amore cui siamo chiamati, rischiamo di vivere alla superficie del nostro cuore, e anche tutto quello che ci capita o che viviamo rischia di avere poco senso..Continuo a ribadire che sono profondamente convinta che invece alcune crisi, difficoltà sofferenze interiori sono l'apri strada che ci permette di vivere in pienezza il nostro pellegrinaggio" e non dovremo averne paura ma solo imparare a essere un pò più umili e a lasciare prima di tutto che sia l'Amore degli amori a riempirci di sè!

Amministratore ha detto...

Grazie ASM per i bei commenti. Abbiamo anche una pagina su facebook, ci farebbe piacere avere la tua amicizia.
https://www.facebook.com/chiaraluca.alessioeva

fra Max ha detto...


Buon cammino a tutte:

FARE DELLE SCELTE - Hermann Hesse
“Tutti noi ci troviamo spesso a dover scegliere.
Tutta la nostra vita è caratterizzata dalle scelte che abbiamo fatto e sarà segnata da quelle che faremo.
Allora, poiché dalle scelte che opereremo dipenderà il nostro futuro e la nostra felicità, sarà, forse, opportuno cominciare a porci il problema di come si debba operare una scelta. Così come quando, in montagna, ci si trova davanti ad un bivio, è necessario, per poter decidere la strada da prendere, conoscere la propria meta e alcune nozioni basilari di topografia,
allo stesso modo, nella nostra vita, prima di effettuare una scelta, dobbiamo capire ciò che vogliamo realmente, le conseguenze e i rischi con cui dovremmo misurarci.
Per capire cosa realmente vogliamo, dobbiamo fare silenzio dentro di noi. Dobbiamo imparare ad ascoltare il nostro cuore.
Purtroppo, oggi, riusciamo, difficilmente, a ritagliarci un momento per comprendere se stiamo agendo trascinati dalla rumorosa realtà, che ci circonda, o se abbiamo preservato il nostro io da questa frenesia dilagante.
Talvolta, infatti, ci troviamo ad agire non perché questo sia il nostro volere, ma per seguire degli amici, delle mode, senza aver ben riflettuto su ciò che stiamo per fare.
Perciò, attenzione a non lasciare atrofizzare la propria coscienza e a mantenere sempre vivo quel dialogo interiore che ci permette di capire se ciò che stiamo compiendo è giusto o sbagliato.
Se così opereremo le nostre scelte e se sapremo perseverare nel nostro obiettivo, nulla ci potrà impedire di raggiungere la meta.
C’è una virtù che amo molto, l’unica. Si chiama tenacia.
Delle molte virtù di cui leggiamo nei libri e di cui sentiamo parlare i maestri, non so che farmene. E d’altro canto tutte le virtù che l’uomo si è inventato potrebbero essere raccolte sotto un’unica denominazione: virtù significa obbedienza. Solo che c’è da chiedersi a chi si obbedisce. Anche la tenacia è obbedienza. Ma mentre tutte le altre virtù, tanto amate e lodate, sono obbedienza a leggi imposte da uomini, la tenacia invece non si inchina a queste leggi. Chi è tenace obbedisce infatti ad un’altra legge, una legge particolare, assolutamente sacra, la legge che ha in se stesso, il “tener fede a se stesso”.”

Fr MAx
(byronmp@libero.it)

Delia ha detto...

Siamo tutti eterosessuali, donne e uomini, creati per trovare nell'altro sesso il proprio naturale completamento e il proprio pieno appagamento. Se ci sono eventi della vita che "ostacolano" questo percorso spontaneo della crescita di ogni individuo, non resta che capirne l'origine, afferrare la Verità e gridare forte a DIO, DATORE DELLA VITA, che ci renda, nella Sua grazia, ciò che ci è stato strappato via.
Sono con voi, donne! Le ferite dell'anima hanno bisogno di essere ascoltate e curate, non lasciate la presa!!

Anonimo ha detto...

ciao a tutte/i ,
sono una ragazza di 30 anni che ama profondamente un ragazzo da tanti anni e con il quale convivo da 6 .
Ho sempre avuto un attrazione fisica verso le donne ma con il passare degli anni è andata diminuendo da sola...
Vorrei fare una domanda soprattutto a chi come me sta vivendo una relazione di coppia eterossessuale.
Ci sono dei periodi che mi sento proprio giù di morale e mi sorgono pensieri negativi proprio perchè a livello sessuale non riesco ad essere completa ! Questo crea in me sensi di colpa e paure relative al fatto che non dovrei forzare la cosa, mi sento sbagliata ...
Qualcuno ha passato questa esperienza ?
vorrei non dare peso a questi pensieri che tante volte mi tormentano ma non ci riesco ...
grazie

Delia ha detto...

Ciao Anonima,
puoi spiegarmi meglio cosa intendi quando dici di non riuscire ad "essere completa" a livello sessuale? Che tu ricordi, da quando hai iniziato a sentire attrazione fisica verso le donne? Raccontarsi aiuta a capire meglio se stessi e gli altri, quindi se puoi (e vuoi) fammi capire cosa accade dentro di te...A volte per le donne è molto più complicato riuscire a "sciogliere i nodi" perché la componente emotiva è una realtà davvero molto complessa...

Anonimo ha detto...

grazie Delia per la tua risposta...
l'attrazione verso le donne dai miei ricordi ho cominciato a provarla verso gli 8 anni .
Oltre all'attrazione fisica mi innamoravo di donne più grandi di me.
Secondo me è una conseguenza del fatto che mi sono sempre sentita un maschio.
Questa cosa non l'ho mai accettata e mi ha fatto soffrire molto ma con la crescita ho cercato in tutti i modi di essere e sentirmi una donna , diciamo che ce l'ho fatta, con un pò di fatica !
Preciso anche che non sono mai stata con una donna, per vari motivi, quello principale è perchè non l'ho mai considerato una cosa normale.
Ora mi sento una bella ragazza , l'attrazione fisica è diminuita molto e l'innamoramento è sparito (ci tengo a separare le due cose).
Ho conosciuto in questi anni un ragazzo stupendo che amo molto...dal punto di vista sessuale però sento che sono ancora bloccata, arrivo ad eccitarmi con lui ma non così tanto da raggiungere diciamo il massimo piacere!
forse in fondo non mi sento ancora a mio agio con il mio corpo...
spero di essermi spiegata bene ...grazie per l'ascolto e aiuto

Delia ha detto...

Hai detto una cosa fondamentale: è importante separare l'attrazione fisica dall'innamoramento!
Semplicemente perché, sebbene normalmente ci si innamora di una persona e -automaticamente- ci si sente attratti da lei, in chi soffre per la mancanza di una piena conferma di identità, questi sono due fattori che non si legano per niente! Se tu sei riuscita a riconoscere che le pulsioni sessuali che provi verso le donne non hanno niente a che vedere con l'amore che tu provi per il tuo ragazzo (e che non potresti mai provare per una donna) hai compiuto un primo, grandissimo passo verso la guarigione delle tue ferite interiori!!
Non mi piace definirla "omosessualità", proprio perché non è affatto un problema relativo alla sessualità, ma alle ferite dell'anima che chiede aiuto per essere guarita..
Essere donna è una cosa meravigliosa, e lo è ancora di più quando ci si sente naturalmente e pienamente attratte da un uomo, con i sentimenti e con il corpo...E questa è una cosa raggiungibile da tutte!!
Se qualcuna ha incontrato ostacoli durante il proprio cammino e ha dovuto affrontare salite più ripide rispetto ad altre, si tratta solo di fare un lavoro maggiore sulla propria interiorità, per capire e sanare ciò che è andato "storto".
Nelle tue parole noto una consapevolezza di alcune cose che non so se è frutto di una tua capacità di auto-analisi o di aiuti che hai ricevuto dall'esterno. Intanto, aver capito che la tua confusione è causa del fatto di esserti sempre sentita un maschio è un altro grande passo in avanti. Come tutte le bambine avevi semplicemente bisogno anche tu di essere confermata, apprezzata e valorizzata nella tua femminilità e di vedere, negli occhi degli altri, la bellezza del tuo essere donna.
Se ti sei sentita un maschio vuol dire che, per qualche ragione, non hai avuto questa elementare (e vitale!)conferma, non certo perché avevi qualcosa di diverso o in meno rispetto alle altre!! Sono molto interessata a conoscere la tua storia e quella di altre donne, perché credo che la solidarietà e la complicità tra di noi siano un ingrediente essenziale per il benessere della nostra anima!
Ti va di parlarmi del tuo rapporto con tuo padre e con tua madre? La maggior parte delle volte è lì che troviamo molte risposte alle nostre eterne domande irrisolte...
Un abbraccio!!!!

Anonimo ha detto...

Grazie Delia per il tuo interesse !
scrivi in modo molto profondo...sei una psicologa ? hai avuto anche tu problemi con l'omosessualità ?
Certo, ti parlo volentieri dei miei genitori , anche secondo me hanno influiti molto sulla mia persona.
In pratica erano sempre a lavoro e quando ci incontravamo alla sera per mangiare tutti insieme erano sempre arrabbiati, tristi o seri !
Mio padre da piccola mi picchiava e mi sgridava molto , sono rimasta traumatizzata da lui e dai suoi modi di fare abbastanza aggressivi. Ancora oggi se ci parliamo non riesco a guardarlo dritto negli occhi. Anche se l'ho perdonato.
Mia madre sempre di corsa tra lavoro e pulizie di casa (era fissata) non ci parlavamo mai. E proprio per fare presto anche con me mi ha sempre tagliato i capelli corti corti per fare prima ad asciugarli.
Sembravo un maschio anche perchè i vestiti che indossavo non mi aiutavano proprio.
Praticamente fino all'età di 11 anni mi sono sentita dire da tutti che sembravo un maschio e di conseguenza i miei modi di fare erano abbastanza maschili.
Mi avevano completamente deviata.
I miei genitori li ho perdonati quando ho notato i loro limiti.
Il mio carattere però mi ha salvata in tutto questo perchè ero sempre allegra e simpatica e quindi ho avuto al mio fianco in tutti questi anni tante amiche e amici, loro mi hanno fatta crescere.
Non ho ricevuto nessun aiuto esterno, a parte il mio ragazzo, è la prima volta che parlo con qualcuno di queste cose personali e ne sono felice .
Ho letto però tanti libri sulla spiritualità e crescita interiore che mi hanno aiutata molto.
Questo blog mi ha aiutato ad approfondire tutto quello che ho letto in modo superficiale sull'omosessualità.
E' molto importante questo blog per tutti.
Grazie ancora per l'ascolto e un abbraccio a tutti voi.

Delia ha detto...

Cara Anonima, grazie a te per la tua condivisione!!

No, non sono una psicologa, e non ho avuto problemi di omosessualità, ma per strade che alla mente umana appaiono a volte incomprensibili il Signore mi ha calata in questa realtà e mi ha guidata ad approfondire e a toccare con mano il dramma di chi vive in questa prigione…Perché? Perché ho amato tantissimo un uomo che aveva un’anima ferita come la tua! E’ stata la forza di questo amore a darmi la motivazione più profonda per cercare di capire, di stargli vicino nel modo giusto, di scoprire insieme a lui quali erano i suoi reali bisogni e di non arrendermi, mai! Così la sua lotta per la liberazione è diventata anche la mia, ho letto tantissimi libri sull’argomento, ho cercato, scavato, ascoltato esperienze di altri, soprattutto ho pregato disperatamente, ed è nella dimensione della fede che Dio mi ha rivelato le cose più importanti.

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” disse Gesù, e mai come ora queste parole hanno avuto per me il suono e il profumo della vita. La verità è l’unica cosa che può liberare dalle catene delle false convinzioni che paralizzano la nostra mente e impediscono i nostri cambiamenti. La menzogna è credere che omosessuali si nasca, che sia una sorta di terza (??) alternativa ai due orientamenti “classici” toccata a pochi (S)fortunati. Chi vuole credere questo si condanna ad una vita di frustrazione, di sofferenza, di atroce senso di ingiustizia, perché, per quanto la società ci spinga sempre più verso la tolleranza e l’accettazione, anche gli omosessuali più “convinti” portano dentro di sé un vuoto che non riusciranno mai a colmare.

La verità è che tutti SIAMO eterosessuali e che il nostro pieno (POSSIBILE) completamento è nell’altro sesso.

Tutto ciò che ho capito nella mia personale ricerca mi ha portata poi ad estendere anche al mondo femminile il mio desiderio di “illuminare” e “incoraggiare”, perché ascoltare una donna fa del bene anche a me stessa, e poterla aiutare in qualche modo è prendermi cura anche delle mie parti irrisolte.

Leggo la tua storia, seguo tutto il percorso della tua infanzia, immagino l’aggressività di tuo padre che ha “violato” la fragilità del tuo animo e l’estremo attivismo di tua madre che non ha valorizzato la tua femminilità, sento la lama tagliente delle voci “esterne” che ti dicono che assomigli ad un maschio…E ti sono profondamente vicina. Ti ammiro perché hai perdonato, hai compreso, hai cercato di sorridere al mondo con il tuo carattere allegro. Sei una grande donna!! Ed è bello scoprire che ci assomigliamo un po’ tutte, nel sentire,nel vivere, nel vedere le cose con le nostre fragilità e le nostre paure. Avevamo bisogno solo che qualcuno se ne prendesse cura, che si rassicurasse, che ci facesse sentire donne amate…Tante cose potrei raccontarti di me e scopriresti che sono incredibilmente simili alle tue. Non ho mai avuto impulsi sessuali verso il mio stesso sesso, e di questo ringrazio Dio. Il mio corpo ha sempre “risposto” in maniera spontanea e naturale agli input maschili (a volte anche indipendentemente dalla mia testa!), ma ciò non toglie che ho tanti vuoti su cui lavorare e tante debolezze di cui occuparmi. La mia, la nostra sfida deve essere quella di non mollare, fino a che non saremo finalmente persone RISOLTE e appagate, in pace con la parte più profonda e nascosta di noi stesse.

Un caro saluto Anonima!! E se hai domande o altre cose da condividere, non esitare!!!

Anonimo ha detto...

Cara Delia , mi fa piacere parlare con te, scrivi molto bene e sei molto matura, e mi fa piacere conoscere persone che di fronte al problema dell'omosessualità non scappano e non prendono paura ma lo sanno affrontare in modo intelligente.
Come la vostra storia anche il mio compagno mi ha aiutata molto a vedere questi miei blocchi da altri punti di vista e soprattutto di guardarli con occhi più amorevoli e in modo più rilassato!
E grazie a lui che ho capito che l'amore vero tra un uomo e una donna va oltre anche il sesso. Purtroppo tante persone sono convinte che l'amore sia il sesso, secondo me non c'è niente di più sbagliato.
Quando ho cominciato a vedere che dal punto di vista psicologico ero uguale a tutte le altre donne , l'interesse verso di loro è diminuito molto fino a scomparire.
Ora come ti dicevo è rimasta un pò di attrazione fisica verso quel tipo di donna perfetta che fanno apparire in tv da molti anni ormai.
E' per questo che sto cercando ogni giorno e da molti anni di curare il mio corpo, di apportare più grazia e bellezza nei miei movimenti insomma sto cercando di rafforzare il femminile che c'è in me.
E' un lavoro che mi da molta soddisfazione e stima in me stessa.
Come diceva un grande maestro spirituale , l'unico vero lavoro che dobbiamo fare nella nostra vita è quello di migliorare noi stessi cercando di arrivare alla perfezione dell'essere e quindi a Dio.
un abbraccio e grazie !

Delia ha detto...

Anche a me fa piacere parlare con te!
Sai,le persone che scappano di fronte alle ferite degli altri in realtà hanno molto più bisogno di loro di ricevere aiuto!
Si scappa quando si ha paura, e la paura è sempre indice di un disagio e di una debolezza interiore.
Il vero significato del termine “omofobia” (che forse pochi sanno) è “paura del simile” e, a ben pensarci, non è qualcosa di molto lontano da chi è “attratto” dal proprio simile. La cosa buffa è proprio questa: perché mai la vicinanza con chi è uguale a me dovrebbe costituire un problema, al punto da suscitare o la mia attrazione o la mia fuga?

La verità è che tutti hanno un disperato bisogno del proprio simile; lo spirito di gruppo, il cameratismo (che dicono sia più forte negli uomini, ma non è proprio così!), la complicità e la fusione con il proprio genere sono ossigeno per la nostra anima, perché Dio stesso ci ha creati per “funzionare” come anelli di una stessa catena, e non come isole autosufficienti!
La verità, purtroppo, è anche che viviamo in un’epoca di grande confusione emotiva, che ci ha privato delle più elementari certezze necessarie per restare in equilibrio e che, di conseguenza, ci ha fatto perdere la bussola proprio nelle relazioni con gli altri..

Mi ha fatto tanta tenerezza il modo in cui hai parlato della tua attuale situazione e dell’impegno che stai mettendo nel curare il tuo corpo e la tua mente..
IO LO SO che quella che tu chiami “attrazione fisica verso quel tipo di donna perfetta che appare in tv” non è altro che il richiamo di uno stereotipo formatosi nella tua testa quando eri molto piccola! E i richiami sono tanto più forti quanto più sono legati all’infanzia e al suo mondo.

Ogni bimbo ha dentro di sé una naturale predisposizione a cercare modelli e a imitarli, è un processo inevitabile, perché si devono creare le strutture su cui poter poi costruire autonomamente la propria identità. Se questi modelli vengono a mancare e se il tentativo di imitazione viene frustrato o interrotto, lo stereotipo si cementifica, si ingigantisce, diventa qualcosa di “sacro” cui indirizzare tutta la propria devozione, perché il bambino non ha la forza né la capacità di reggersi sulle proprie gambe e proseguire da solo.

Così anche tu hai “sacralizzato” dentro di te l’icona di una donna perfetta, bellissima, vincente: l’attrazione che senti è semplicemente il desiderio profondo di essere come lei!

Ma la vera liberazione è questa: tu lo sei già!!

Non è certo una questione di bellezza fisica, anche se in apparenza così sembra: tu non sapresti che fartene di una donna bella, se in lei non vedessi anche l’essenza della “femminilità” che tanto ricerchi! Perciò fai bene a prenderti cura di te, ad imparare ad amarti, ad apprezzarti, a migliorare e potenziare i tuoi lati più palesemente femminili, ma non dimenticare mai che la tua vera vittoria è interiore e sta nel realizzare che tu sei pienamente donna già ORA, esattamente così come sei, senza bisogno di modificare alcuna parte di te!!!

Sei stata molto fortunata ad avere accanto un uomo che comprendesse e ti aiutasse a scoprire la tua reale bellezza, non è affatto una cosa facile e scontata! E’ vero, l’amore va oltre il sesso, e su questo non si discute, ma io sono certa che il progetto di Dio per te è aiutarti a realizzare la tua pienezza anche nell’unione sessuale con un uomo.
Il tuo percorso non è finito qui. C’è qualcosa di gran lunga migliore che deve arrivare e riempirti fino a farti traboccare! Dio non è avaro e le sue benedizioni vanno ben al di là del sufficiente e del necessario!!!!

Delia ha detto...

Ho qualche domanda da farti, per una maggiore comprensione mia (mi permetto perché siamo in forma anonima e non sento ti violare la tua privacy!):
-Attualmente cosa ti colpisce principalmente di una donna e cosa di un uomo (sia a livello fisico che caratteriale)?
-Cosa ti ha spinto a iniziare una storia con il tuo attuale compagno e in cosa consiste, oggi, la tua attrazione verso di lui? Nel senso: senti di essere sinceramente attratta da lui e dalla sua virilità in sé o è un’attrazione che provi per la sua capacità di farti sentire bene con te stessa?

Grazie fin da ora per i chiarimenti che mi dai e che mi sono molto utili!! Un abbraccio!

Anonimo ha detto...

Ciao Delia , scrivi delle cose tanto giuste e particolari e concordo con te su tutto!
Potresti aiutare un sacco di persone , le tue parole sono piene di energia !
Rispondo volentieri alle tue domande e grazie che me le fai , aiuta anche a me capirmi meglio.
Allora attualmente di una donna mi attrae il corpo provocante che vedi alla tv , per esempio, le donne che incontro tutti i giorni , amiche e no,non ne sono attratta perchè sono molto simili a me nel modo di porsi e vestirsi, dal punto di vista del carattere diciamo che mi piace la parte silenziosa e tranquilla.
In un uomo fisicamente guardo la sua altezza, la sua robustezza, ovviamente deve essere nella normalità (non da palestra), del carattere invece mi piace la stabilità, il senso di sicurezza che hanno in più.
Con il mio compagno inizialmente c'era amicizia, ma poi lui è diventato sempre più amorevole nei miei confronti fino a farmi innamorare.
Mi sono innamorata dei suoi modi gentili, della sua allegria, è un uomo molto equilibrato e centrato mi da tanta sicurezza e accoglienza.
tutte queste qualità non le avevo mai conosciute in un uomo.
L'attrazione fisica verso di lui è arrivata più tardi e fisicamente mi attrae il suo lato selvaggio, per esempio si tiene la barba un pò lunga , non sta mai davanti allo specchio per pettinarsi e mi piace per la sua semplicità e naturalità. Poi la sua altezza e il suo corpo asciutto fanno tutto il resto .
Spero di aver risposto in modo completo , altrimenti chiedimi pure.
Vorrei anch'io farti la stessa domanda:
Cosa ti attrae in un uomo sia fisicamente che caratterialmente?
e se posso, stai ancora insieme al ragazzo di cui mi hai accennato nelle mail precedenti ?
grazie, a presto

Delia ha detto...

Ti rispondo con piacere, perché credo che la condivisione delle proprie esperienze sia una preziosa opportunità di crescita e di auto-analisi reciproca! ;) ;)
Inizio dall’ultima domanda, perché è un punto essenziale per capire il mio percorso. La nostra è una storia decisamente fuori dall’ordinario, che non potrebbe essere compresa se non la si inserisce in un quadro più grande che ha disegnato il Signore per noi. In realtà non siamo mai stati insieme. Ci siamo conosciuti molti anni fa ed è stata da subito un’amicizia autentica, nata in maniera molto spontanea e cresciuta inaspettatamente nel tempo. Io ero assolutamente ignara di quello che lui si portava dentro e questo è stato un grande bene per entrambi, perché lui ha avuto la certezza che tutto quello che io gli “comunicavo” era oggettivo e libero da qualsiasi sorta di “pregiudizio”, ed io ho potuto conoscere il suo vero volto, senza lasciarmi influenzare da una realtà a cui allora non ero per niente preparata e che non avrei saputo né gestire né comprendere fino in fondo. Il Signore ci ha protetti. E ha preparato gradualmente i nostri cuori. Nel tempo tra noi si è creato un affiatamento e una sintonia che non riuscirei mai a descrivere a parole, le nostre menti e i nostri caratteri si sono incontrati e si sono “fusi” in maniera perfetta e incredibilmente naturale, che ancora oggi mi ricorda la bellezza unica della complementarietà che si crea tra un uomo e una donna e che non può essere trovata in nessun altro tipo di rapporto. Abbiamo pian piano conquistato la fiducia l’uno dell’altra e abbiamo lentamente “scoperto” le nostre anime, fino a rivelare la parte più profonda e segreta di noi. Ricordo come se fosse ieri il giorno in cui lui mi ha raccontato di sé e della sua lotta, ricordo i pensieri e le sensazioni, ma più di tutto ricordo la mia “incredulità”, perché mai e poi mai avrei immaginato che lui potesse avere un dolore così grande alle spalle. Fu in quel preciso istante che io realizzai quanto avessi amato da sempre la sua virilità e il suo essere uomo, quanto avevessero fatto presa su di me la sua forza, la sua stabilità, la sua energia invincibile e tenace, i suoi modi sicuri e la sua visione matura e consapevole della vita. Io vedevo e amavo in lui proprio quello che lui sentiva vacillare dentro di sé! La vita, a volte, è proprio inspiegabile…Non ho mollato un solo attimo la mia lotta per vedere finalmente la sua liberazione, perché ho sempre creduto in lui e nella sua indole combattiva e, da allora, l’ho fatto ancora di più! Ma proprio per questo non abbiamo mai iniziato una storia tra di noi, non sarebbe stato giusto per entrambi. Né lui né io avremmo mai accettato di vivere “a metà” un legame così importante… e tale sarebbe stato, finché lui non avesse sanato le sue ferite e recuperato pienamente la sua naturale attrazione per le donne.

Delia ha detto...

Mi ha lacerata dentro il pensiero che un bene così immenso non potesse avere il naturale epilogo che normalmente ha in tutte le coppie, a volte lo abbracciavo forte fino a perdere il fiato e chiedevo a Dio perché in quell’abbraccio dovesse esserci un’invisibile “lastra di vetro” che non permetteva il contatto più vero e profondo che può esistere tra un uomo e una donna…Lui non mi “sentiva” come io sentivo lui!

Ho pianto tanto, ho gridato, ho chiesto mille volte il perché, ci sono stati giorni di buio e di angoscia.
Poi il Signore ha iniziato lentamente a spiegarci e a rivelarci la Verità.
E la Verità ha illuminato le nostre menti e riscaldato i nostri cuori.

Pur comprendendo tante cose di questo dramma che hai vissuto anche tu e che ma avrei nemmeno immaginato, nessuno dei giorni trascorsi in questi ultimi anni è stato facile, ci sono stati tanti momenti di dolore folle, perché il mio cuore lo amava, ma la mia mente sapeva di non poter ignorare la realtà dei fatti.

Oggi la nostra “amicizia” (potrei mai chiamarla così?? Eppure non posso fare diversamente!) continua più forte di prima, ci sono volte in cui penso che non potrei mai innamorarmi di nessun altro uomo, perché quello che ho visto in lui mi rende insignificanti tutti gli altri e l’affinità che si è creata con lui mi riesce davvero difficile immaginarla con qualcun altro…
Ma so anche che non sempre le cose vanno nella maniera per noi più “ovvia” e “scontata”.

Oggi lui non ha ancora chiuso i conti con il suo passato e guarito tutte le sue ferite, e io sono consapevole che questa è la sua priorità in assoluto.
Lo deve innanzitutto a se stesso. Il Signore potrebbe inoltre aver previsto anche un’altra donna al suo fianco, che non sia io. Ma la cosa che io desidero più al mondo è la sua felicità e la sua guarigione totale, perciò nulla per me è più importante di questo, nemmeno poter essere la sua donna.
Siamo in un’attesa silenziosa e fiduciosa, perché sappiamo che ciò che nostro Padre ha pensato per le nostre vite è il MEGLIO per noi, di gran lunga superiore a qualsiasi nostro desiderio “umano”.

Delia ha detto...

Bene… credo di essermi dilungata davvero troppo (scusami!!). Risponderò brevemente alla tua prima domanda, che richiede di sicuro molto meno tempo. Ho le idee abbastanza chiare su ciò che più mi attrae di un uomo: fisicamente mi piacciono tanto le spalle larghe e le mani grandi (e non trascurate), credo perché richiamano il mio desiderio forte di quella protezione che non ho mai avuto e di un “porto” sicuro in cui poter riposare. Anche per questo mi hanno sempre colpito gli uomi ni di “salda” costituzione, e non mi hanno mai ispirato i tipi esili e poco “resistenti”. Mi piace la barba, anche se leggermente incolta, ed ho sempre avuto un debole per i capelli rasati! Anche a me piacciono gli uomini nella loro versione più naturale e senza troppi “artifici estetici”, perché credo che la loro vera bellezza stia proprio nella semplicità che possono permettersi sempre, a differenza di noi donne! Per il resto non ho particolari preferenze, perché mi viene di concentrarmi molto più sulle caratteristiche interiori, che ritengo essenziali.

In un uomo mi colpisce sicuramente la stabilità e la capacità di conduzione, che al giorno d’oggi sono diventate qualità sempre più rare. Amo quella marcia in più che hanno nel mantenere il sangue freddo di fronte alle situazioni più critiche, perché mi dà quella sicurezza che a me spesso manca. Ricerco sempre gli uomini leali, trasparenti, pronti al dialogo e a mettersi in discussione, quelli che non hanno paura della verità e non nascondono le loro debolezze dietro fastidiosissime maschere. Perché TUTTI abbiamo dei punti deboli, e preferisco di gran lunga un uomo che prenda coscienza dei suoi e sia capace di dominarli, piuttosto che uno che finga di non averli e scelga di vivere in superficie pur di non affrontarli.

Ti abbraccio forte, Anonima, e nella tua prossima risposta, se ti va, parlami un po’ di te e del tuo carattere, di ciò che ti piace del tuo modo di essere e di ciò che meno sopporti…così ti conosco un po’ meglio! ;)

Anonimo ha detto...

Cara Delia, la vostra scelta è stata molto saggia e sembra molto difficile se non lacerante separarsi da un amore tanto grande.
Io capisco il vostro amore intenso perchè è quello che provo io per il mio compagno, solo che la nostra storia si è svolta diversamente.
Lui per vari anni non sapeva niente delle mie ferite, non gli avevo detto nulla perchè mi sentivo talmente bene insieme e perfetta che tutto il resto era passato in secondo piano.
Sono cresciuta con l'idea che ero come tutte le altre donne e che il sesso non avesse molta importanza.
A causa anche di un'ignoranza generale sulla sessualità femminile ho sempre pensato e mi hanno sempre fatta pensare che doveva essere solo l'uomo a provare piacere nell'atto e non tanto la donna.
Quindi non ho mai parlato apertamente di questi miei problemi con il mio compagno perchè pensavo fosse tutto normale.
Dopo che siamo andati a convivere e dopo una mia maggiore maturazione e consapevolezza ho deciso un giorno di raccontargli tutto , accettando anche il fatto che giustamente mi avrebbe potuta lasciare.
Ma non l'ha fatto , mi ha ascoltata , e alla fine mi ha detto che per lui il sesso non era un grosso problema , mi amava ancora tanto e le cose si sarebbero risolte con pazienza e serenità se anch'io lo volevo.
Da allora ho cominciato a guardare il nostro rapporto con occhi diversi, mi vedevo più Donna e non più come una bambina e da queste piccole comprensioni i nostri rapporti più intimi sono migliorati .
Ora sento che ho bisogno di unirmi a lui anche fisicamente e ne sono molto felice .
Sento comunque che devo ancora imparare quest'arte di amare, devo rilassarmi di più, sentirmi più sicura nel mio corpo, ho bisogno ancora di tanta esperienza come tante altre donne immagino .
Infine io penso che non bisogna darsi l'etichetta di omosessuale perchè è una parola molto forte ed è difficile togliere dalla mente.
Semplicemente vedersi come persone normalissime che hanno bisogno di maturare un pò di più.
Vorrei chiederti se il tuo amico si sta facendo aiutare da qualcuno in particolare....
Grazie , un abbraccio!

Delia ha detto...

Sono perfettamente d’accordo con te: l’etichetta di “omosessuale” è un macigno che si pianta nella mente e la paralizza, oltre che un concetto del tutto fuorviante rispetto a quello che realmente vivono queste persone. Nessuno ha il diritto di assegnare etichette che semplificano e banalizzano, specie se riferite a problemi di ben altra portata e natura, perciò bisogna necessariamente iniziare a fare chiarezza già nel nostro linguaggio!

Il tuo racconto conferma l’idea che mi ero fatta sul diverso modo di vivere questo disordine emotivo che esiste tra gli uomini e le donne. Effettivamente tu sei riuscita a “resistere” per vari anni senza comunicare nulla al tuo ragazzo, e questo credo sia certamente dovuto, come hai detto tu stessa, sia ad un’ignoranza comune sulla sessualità femminile (un problema che dovrebbe essere risolto per tutte!), sia ad una minore pulsione sessuale che generalmente le donne hanno rispetto agli uomini, cosa che rende più facile “mascherare” o “ignorare” gli impulsi, persino con se stesse.

A questo riguardo vorrei farti una domanda: in precedenza hai detto di non essere mai stata con una donna, quindi questo significa che hai vissuto la tua “attrazione” in maniera esclusivamente “interiore” ed “emotiva”…mi dici esattamente cosa provavi quando sentivi di essere “presa” da una donna?
Sai, credo di aver avuto un’amica in passato che si era legata a me in maniera sbagliata, aveva instaurato una dipendenza quasi assoluta ed aveva per me un’ammirazione cieca e decisamente eccessiva. Ero davvero oppressa dal nostro rapporto, perché lei mi riservava una dedizione totale e pretendeva che facessi lo stesso anche io, poi ho iniziato a pensare che qualcosa non andasse quando mi sono resa conto che non parlava mai di un suo interesse verso i ragazzi e si infastidiva palesemente quando lo facevo io. Lei tuttavia non ha mai rivelato ufficialmente niente di sé, e quando voci esterne hanno insinuato qualcosa sulle sue dubbie tendenze, ci è rimasta anche molto male, pur non facendo nulla per smentirle. Eravamo entrambe ventenni, io non avevo proprio gli strumenti per poterla aiutare nel modo giusto, e la nostra amicizia è finita perché per me era diventato impossibile viverla in quel modo…E’ stato necessario un taglio netto anche e soprattutto per il suo bene, ma lei ha continuato a stringere amicizie solo ed esclusivamente con donne e nessun uomo ha fatto mai parte della sua vita.

Quello che mi sono sempre chiesta (e che non ho potuto ovviamente chiedere a lei) è: possibile che una donna possa vivere un rapporto del genere senza riconoscere il proprio disordine emotivo e senza provare “sensazioni” che dovrebbero quanto meno “metterla in allarme” dentro di sé? Io credo che lei, pur non avendo mai avuto relazioni sentimentali con delle donne, abbia dovuto per forza provare qualcosa che non corrispondeva alla “norma” e che non sia possibile che abbia vissuto tutto in una totale serenità emotiva…me lo confermi? O è veramente possibile per una donna restare “infatuata” di un’altra donna senza arrivare a provare attrazione di tipo sessuale?

Delia ha detto...

Ti ringrazio fin da ora del tuo chiarimento, che resta una questione che ho sempre voluto capire meglio, ma non ho mai avuto modo di confrontarmi con chi potesse spiegarmelo!!

Per quanto riguarda il mio amico, il suo percorso di guarigione è iniziato con una ricerca personale e una sua forza d’animo incredibile nel mettere in discussione tutto quello che aveva creduto e fatto fino a quel momento.
Il sostegno del Signore, nel quale entrambi crediamo fermamente, è stato fondamentale, anche perché è stato Lui a mettergli davanti le occasioni e le persone giuste che lo hanno aiutato e incoraggiato di volta in volta.
Attualmente non ha nessun aiuto “professionale”, ma ha compreso l’importanza di non vivere la sua difficoltà in maniera nascosta e privata, perché questo non fa che amplificare la sua percezione del problema e non facilita la riconquista della sua stabilità emotiva e relazionale.
Ha perciò trovato pochi uomini, più adulti di lui, con cui è riuscito a scoprirsi interamente e che, pur nei loro limiti personali (ma chi non ne ha?), sono un valido punto d’appoggio nei momenti di maggiore sconforto. Un’altra tappa fondamentale è stato il recupero delle relazioni con i suoi coetanei, da cui in passato si era completamente estraniato, e questo ha portato un notevole beneficio che gli ha fatto fare importanti passi in avanti. Tutto questo non è stato per niente facile o immediato, anzi, molte volte gli è costato sacrificio, rinuncia, abbattimento dei suoi istinti di auto-difesa dal mondo esterno…ma lui è un grande uomo, con un’elevata capacità di auto-analisi e di auto-disciplina, ed è riuscito a conquistare traguardi che normalmente si raggiungono in molto più tempo e solo con una guida competente e specializzata al proprio fianco.

D’altra parte, i percorsi sono assolutamente individuali e condizionati dal proprio vissuto, perciò non è possibile seguire alcuna sorta di “ricetta” per ottenere la guarigione.
In ogni caso, per quello che ho imparato anche io attraverso di lui e in tutte le mie letture, ti consiglio vivamente di non restare “isolata”, perché questo non ti aiuta a liberarti totalmente dalle tue paure e dai tuoi dubbi.

Trova una, due persone fidate e mature, del tuo stesso sesso, con cui puoi aprire incondizionatamente il tuo cuore e che abbiano una capacità di comprensione (non importa se siano preparate o già capaci di assisterti in maniera specifica nel tuo problema).
Non è detto che sia necessario uno psico-terapeuta, anzi, spesso è molto più benefico il tocco sano e il calore umano di una donna che ti sappia far sentire integrata e ti trasmetta pienamente la sua sicurezza di identità.

La tua unica preoccupazione deve essere quella di trovare donne centrate e con un proprio equilibrio emotivo, per non rischiare che il vostro rapporto sia guastato da altri fattori che, invece di aiutarti, ti confondono ancora di più (e purtroppo anche questo spesso avviene, credimi!).

Coltiva poi sane amicizie con le tue coetanee, condividi un hobby, una passione, il tempo libero, un interesse o un progetto, non ritenere queste cose di poco conto, perché non lo sono affatto! Nella condivisione della quotidianità si sperimenta in maniera naturale e incredibilmente appagante la fusione con il proprio genere e si realizza quella pienezza interiore che resta un bisogno fondamentale e ineliminabile, che erroneamente molti, purtroppo, credono di poter trovare solo nell’unione sessuale.

Assicurati di avere almeno una donna a cui poterti rivolgere e sfogare nei momenti di maggiore debolezza, perché questo è un respiro vitale per la tua anima ferita!
Ti abbraccio forte, cara amica, e ti auguro di riempire ogni singolo vuoto che senti dentro di te. A presto!

Anonimo ha detto...

Cara Delia ,
io parlo della mia personale esperienza e delle mie personalissime sensazioni che provavo allora.
Le tendenze omosessuali infatti variano anche di intensità da persona a persona , io riuscivo a controllarle bene .
Come ti accennavo fortunatamente non ho mai provato interesse o attrazione verso le mie coetanee, certo alcune le ritenevo belle ma non ne ero attratta.
Ho avuto tante amicizie femminili e ne ho tutt'ora e ho sempre avuto con loro un normale rapporto d'amicizia, le trattavo naturalmente come delle sorelle soprattutto nelle amicizie più profonde.
I miei impulsi sessuali e i miei innamoramenti si dirigevano invece sulle donne più grandi di me , di 10 o 20 anni di più, erano per lo più insegnati/maestre di scuola.
Quindi diciamo che anche se avessi voluto per me era impossibile provarci.
Ovviamente mi sfogavo con la masturbazione e tutto ciò l'ho sempre vissuto in modo comunque sereno, anche se non ritenevo normale questo tipo di sensazioni.
In modo più dettagliato , arrivavano questi impulsi più o meno forti o queste attrazioni, li lasciavo entrare senza pensarci , mi invadevano completamente e dopo un pò se ne andavano...certo ogni tanto poteva esserci anche un pò di tristezza, ma anche quella se ne andava subito.
La mia fortuna è stata che ho sempre avuto tante sane amicizie, soprattutto femminili ma anche maschili e mi sono sempre divertita molto insieme a loro.
Davo molta importanza allo star bene in questo senso .
Secondo me il problema di quella ragazza nella storia che mi hai raccontato, non era tanto il fatto che avesse tendenze omosessuali ma che avesse problemi di possesività e gelosia.
Ne ho conosciute anch'io tante così e in effetti era fastidioso.
Tante persone soffrono anche di questi disturbi e dovrebbero risolverli.
Per quanto riguarda il tuo consiglio che mi hai dato di allacciare rapporti di confidenza con donne equilibrate e mature ti rispondo che hai ragione, potrei averne bisogno ma nel mio ambiente non ne conosco neanche una.
Purtroppo siamo circondati sempre più da persone superficiali o che magari non sono in grado di ascoltarti come vorresti.
Magari potrei provare con una psico-terapeuta.
Comunque ho notato che dalle donne ho più bisogno di imitarle e sentirmi pienamente come loro , che sfogari o consolarmi.
Infine , grazie che mi stai dando questa opportunità di raccontarmi con le tue domande e curiosità, e sarebbe bello che entrassero altre donne in questo blog con cui condividere, affrontare e approfondire questo tema,
un abbraccio a presto !

Anonimo ha detto...

Sara ha detto..
Ciao amiche e amici, sono nuova in questo blog e non ho capito bene se posso dire quello che penso riguardo alla mia situazione o se devo rispondere a qualcuno. Beh io scrivo di un mio problema e spero che siate voi a rispondermi perchè davvero a volte non so proprio con chi parlarne.. Ammetto che ho paura a scrivere questo post, paura che qualcuno mi scopra principalemente, ma ormai sono qui e mi butto :)
Sono sempre stata una ragazza a cui sono interessati sempre e solo i maschi, ho avuto diversi fidanzati e con loro sono stata davvero bene. Si beh, questo fino a qualche mese fa. Vado in seconda superiore e in classe sono mooolto amica di una mia compagna. La reputo la mia migliore amica e a lei direi tutto. O quasi.. Da qualche mese come dicevo ho cominiato a capire di provare qualcosa di più di una semplice amicizia per Alessandra (la mia amica), all'inizio non sapevo bene cosa fosse, poi ho capito che stava diventando amore. Non sono mai riuscita a spiegarmi come questa idea e questo sentimento siano nati. Ma non posso più negarlo, è cosi. Questa situazione mi faceva stare davvero male, avevo paura di dirlo a qualcuno e di essere giudicata, a lei non dicevo niente per paura di perderla. Piangevo ogni sera e per un certo periodo mi tagliavo anche.. Per fortuna ora sto meglio, molto meglio, sono riuscita a dire tutto alla mia amica che, con mia grande sorpresa, ha reagito come meglio pensavo. Mi ha ascoltata, ha cercato di capirmi, di mettersi nei miei panni e mi ha aiutata. Beh voi vi chiederete dove sta il problema. Il problema è che adesso con lei sono molto piu amica di prima, le ho detto che ora sto molto meglio e lei ha pensato che quindi mi fosse passato quel sentimento. Sembrava felice all'idea che mi fosse passata questa strana cotta e cosi le ho detto di si, mi era passata. La verità è che non mi è passata affatto, la amo ancora e non riesco a dimenticarmela. Ora sto meglio perche almeno so che rimarra per sempre la mia migliore amica, tuttavia sto cominciando a dubitare di me. Non ho piu un ragazzo da tre mesi.. Ma non perche non interesso a nessuno, ma perche ogni volta che sto con un maschio penso a lei. Sto cominciando a pensare che forse sono omosessuale perche spesso mi attraggono altre ragazze, non so più che pensare, capire chi sono e cosa voglio..
Scusate ma dovevo dirlo a qualcuno.. Ciao a tutti e grazie in anticipo per le risposte <3

Anonimo ha detto...

Ciao Sara, sono Giovanni. Ho letto quanto hai scritto e comprendo la sofferenza che puoi provare in questa situazione.
L'unico consiglio che posso darti è di non iniziare ad etichettarti come omosessuale. E' uno degli errori più grandi che si commette. Io sto uscendo fuori da attrazioni e relazioni con uomini e grazie a Dio sono realtà ormai lontane dalla mia vita.
Mi sono pentito di ogni legame sentimentale che ho stretto con altri, nel tentativo di non sentire più quel bisogno affettivo e d'amore... ma inutilmente.
Sicuramente questa ragazza con la quale hai legato, ha un forte potere attrattivo per te perchè colma un tuo bisogno interiore legato alla sfera femminile. Le ferite e le storie che ci portano a relazioni o attrazioni verso lo stesso sesso sono tante e per ognuno diverse.
Leggere quanto altre donne hanno scritto può aiutarti a scoprire le traccie che conducono al tuo bisogno attuale. E sicuramente qui troverai tante espressioni di donne che ogni giorno si mettono in discussione e scelgono di vivere una vita piena.

Anonimo ha detto...

ciao Sara , anche da parte mia ti consiglio di trattare la tua amica e tutte le ragazze che conoscerai in futuro come tue sorelle , se puoi non andare oltre ma migliora solamente la tua amicizia con loro e falla diventare profonda e sincera.
Secondo me è normale alla tua età avere delle ammirazioni verso le tue coetanee, ma vedrai che con la crescita e la maturazione scompariranno sempre se sei consapevole delle tue scelte .
ciao,
Stella (per identificarmi)

Peppa ha detto...

Ciao a tutte
Vedo che è da un po' che nessuno scrive, sperò però che qualcuno possa leggere il mio commento e magari dirmi cosa ne pensa. Sono una ragazza di 21 anni ed è dalle medie che ho tendenze omosessuali le quali si sono acuite quando al liceo ho provato a stare con dei ragazzi e ho visto che il rapporto fisico con loro (anche solo il bacio) mi dava fastidio, mentre baci a stampo con amiche mi eccitavano moltissimo. Ho passato anni a odiare me stessa, desiderando spesso la morte, mi sono chiesta perchè Dio mi avesse dato questa croce e se mi amasse davvero. Ho iniziato ad imparare volermi bene solo quando mi sono aperta ad un prete che stimavo e lui mi ha guardato e voluto bene da subito, senza neanche conoscermi, senza giudicarmi. Questo è successo l'ultimo anno di liceo ed è ormai quattro anni che cerco di capire cosa voglio veramente e come amare davvero le donne da cui sono attratta. In questo sono accompagnata sempre da quel primo prete e da altre amiche a cui mi sono aperta col tempo e che ogni giorno ringrazio per l'amore che mi hanno dato e tuttora mi danno incondizionatamente. Inoltre tutto questo è accompagnato da un percorso psicologico fatto di alti e bassi, di psicologi validi e non,.. Premesso che non ho mai avuto un rapporto sessuale con un'altra donna e neanche una vera e propria relazione sentimentale, continuo però ancora ad innamorarmi di ragazze, spesso mie care amiche e non di uomini. Non sono mai andata a fondo dell'innamoramento perchè era una cosa che in fondo non accettavo e avevo anche paura di scoprirmi davanti a chi probabilmente mi avrebbe allontanato una volta saputa la cosa. Sto facendo un bel percorso, anche se faticoso ma non riesco ancora a liberarmi da certi pensieri e ho dei rimpianti legati al non aver avuto il coraggio di vivere certi sentimenti le prime volte che si sono presentati. Da una parte desidero profondamente cambiare e non ridurre più le mie amiche al desiderio sessuale ma dall'altra è come se in fondo desiderassi provare a stare con una donna per verificare davvero se non mi corrisponde quell'amore lì. Questa seconda cosa non l'ho mai fatta per varie ragioni e sicuramente uno degli ostacoli più grossi è che sono circondata da persone molto credenti, tutte eterosessuali e anche i molti ambienti e gruppi di amicizie che ho sono di questo stampo per cui conoscere persone che potessero ricambiare i miei sentimenti non mi è mai stato possibile. È possibile che per essere sicura di voler cambiare tendenze debba provare a stare fisicamente con una donna??
In ogni caso ringrazio di cuore tutti coloro che scrivono su questo blog perchè le vostre testimonianze mi stanno aiutando quotidianamente.

Anonimo ha detto...

Per Peppa:
ciao ...io penso che non è l'atto fisico in sè che può svelarti se ti trovi bene o meno, se lo fai con qualcuno con cui non c'è sentimento non penso che cambi qualcosa no? Forse dovresti frequentare qualche locale gay..ecco non ti voglio spingere sulla strada sbagliata ma da come scrivi sembra che tu abbia bisogno di sperimentare di più e che finchè non lo fai , non ti riuscirai a chiarire. Io sono messa male in questo senso, quindi prendi le mie parole per quello che sono, anche io sto cercando la mia via e non è per niente facile per chi ha questa "croce"......

Peppa ha detto...

Cosa intendi con "sono messa male in questo senso"?

Anonimo ha detto...

Intendo dire che anche io non so se "essere omosessuali" è giusto o no, non mi basta sapere che la maggioranza lo "accetta". M'interrogo nel mio intimo, mi chiedo per quale ragione a 36 anni non mi sono mai innamorata di nessuno, perchè questa fatidica donna non arriva, mi chiedo semplicemente se sto cercando qualcosa che non esiste. Ho avuto alcune esperienze ma sono stata rifiutata molte volte e molte altre volte ho detto "no" io, intendo dire che non mi sentivo attratta da quelle specifiche persone. Così ho scelto la solitudne, ho scelto la pazienza, ma ora guardandomi indietro mi chiedo che senso abbia avuto la mia vita visto che non ho amato mai nessuno. Eppure ho un mondo intero da dare, sarei la perfetta amante. Quindi questa mia condizione di donna sola alla fin fine mi fa porre la domanda ovvia: la croce che ho sulle spalle che senso ha? Non essere niente fino in fondo, nè uomo, nè donna, ma solo un'anima sofferente che si trascina invisibile nel mondo e prega ogni giorno che Dio la illumini. Offrire tutte le mie pene a lui, semmai vale qualcosa..se mai a qualcosa serve...spero di sì, perchè a parte questo, davvero non ho altro senso in questa vita. Ecco, perchè sono messa male. Qualcuna di voi ha la soluzione?

Camilla Ugolini ha detto...

ciao ho 14 anni e sono fidanzata con un ragazzo da quasi un anno.
prima che mi annamorassi di lui ho avuto altre storielle con dei ragazzi.
quando ero single mi era passato per la mente di chiedere ad una mia amica di fare qualcosa.
come esperienza.
ma non l ho piu fatto.
mi sono sempre eccitata davanti scene di porno femminili.
ma nonostante tutto questo non mi sono mai e dico mai fatta problemi o posta la domanda :potrei nom essere etero!?
tant è vero che mi sono fidanzata e continuavo a eccitarmi o a masturbarmi davanti a determinate scene.
amavo il mio ragazzo alla follia.
io e lui ci diciamo proprio tutto.
infatti un giorno gli dissi che volevo chiedere una cosa a una mia amica o che mi eccitavo e cose varie davanti a scene porno femminili.
lui fece un esclamazione del tipo:oddio sei b sex e abbiamo riso appunto perche non lo prendevamo nemmeno in considerazione.
infatti prima di partire per le vacanze ci siamo salutati e ho pianto anche.
i giorni seguenti quando ero in vacanza ho visto un reality che non diceva niente di che solo che mi sono messa a pensare alla bsessualità.
e ho pianto perche non so piu cosa sono.
una volta tornata dalla vacanza appena ho visto il mio ragazzo mi ha battuto forte il cuore.
ma poi l ho guardato ed è come se fosse diverso.
e ho notato che non c è piu quella scintilla.
non so se è perche adesso è un periodo in cui ho paura.
oppure perche magari sto veramente diventando lesbica e quindi non posso piu stare bene con un uomo ed è per questo che è come se non fossi piu innamorata
ma questo non centra perche altrimenti tutte le coppie che si lasciano perche non sono piu innamorate, sono gay o lesbiche?
non credo proprio.
resta il fatto che sono una ragazza che ha un brutto rapporto con la mamma e ho i genitori separati
e sono molto insicura e mi faccio mille problemi che magari nemmeno esistono.
quando vedo una ragazza adesso è come se mi eccito perche collego tutto.
ma magari se ho un secondo in cui sono tranquilla e la guardo, non ci penso nemmeno.
oppure ho guardato la foto di una ragazza e ci stavo facendo come dei test per vedere se mi innamoravo e insomma è come se mi batteva forte il cuore o robba del genere.
ma non mi preoccupo per questo perche lo so che sono una ragazza che si autosuggestiona.
e quindi quelle cose non sono vere.
pero perfavore aiutatemi

voglio tornare quella di prima.
non mangio piu.
non faccio piu niente per questa ansia di questi giorni.
anche una mia amica c è passata e ha detto che è un periodo che dira tre mesi massimo e che dopo tutto si aggiusta.
ho letto anche su internet e ho visto che è normale eccitarsi su determinate cose.
e che una parte b sessuale c è di sicuro ma che magari non è l orientamento dominante.
perche b sex significa volere storie da entrambi i sessi

invece io mi sono sempre e solo eccitata davanti a determinate scene e non mi piacciono le donne.
sono stata sempre con i maschi.
quindi perfavore aiutatemi.
voglio tornare ad amare il mio ragazzo come prima e a non farmi mille problemi per tutto questo.
mi sono sempre eccitata davanti a queste scene ma non hanno mai influito nella mia relazione.
aiutatemi perfavore.

Anonimo ha detto...

Cara Camilla,
Il problema non è chi/cosa ti eccita perchè l'eccitazione è momentanea ed effimera e si può avere davanti o per cose/persone diverse, la vera questione è chi vuoi amare e cosa vuol dire amare. Non ridurre l'amore all'eccitazione perchè se fosse così non saremmo per nulla diversi dagli animali. Per esperienza personale poi ti dico che più continuerai a vedere/immaginare porno o simil-porno femminili e più aumenterai l'eccitamento per quelle cose. Chiediti ogni giorno che cosa desideri e vuoi veramente e come poter amare sul serio il tuo ragazzo piuttosto vedrai che col tempo ti si chiarificherà tutto.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, sono confusa, mi servrebbe l'aiuto di qualcuno....
per favore, vorrei raccontare...
la mia mail: galya_b_94@mail.ru

Mery 32 ha detto...

Caro frate mia figlia di 13 anni e convinta di essere lesbica nn so come comportarmi e cosa fare X aiutarla la prego preghi X me è se può mi dia un consiglio grazie