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domenica 4 aprile 2010

Uscita dall'omosessualità: Testimonianza di Francesca postata nel Forum il 28 marzo 2010

Testimonianza di Francesca

Postata nel forum di questo blog il 28 marzo 2010


Francesca ha detto...

Per l’anonimo del 27 marzo

Ciao,
credo di sapere come ti senti anche se sono una donna e la mia storia è stata, per alcuni aspetti, diversa dalla tua. Io, come te, non mi riconoscevo nel mio genere sessuale, da piccola sembravo un maschietto (o un “maschiaccio” come mi diceva sprezzantemente mia madre), preferivo giocare con i ragazzi e fare giochi “da maschio”; non essendo per niente femminile mi sentivo molto diversa dalle ragazzine. 

Avevo una predilezione per il calcio, le pistole, le fionde, le figurine dei calciatori; a volte mi azzuffavo con i miei coetanei: ero “una dura”. Naturalmente preferivo portare i capelli corti (e mio padre mi accontentava portandomi regolarmente dal barbiere insieme a mio fratello). Desideravo talmente essere un ragazzo che a volte provavo a fare le pipì stando in piedi e mi passavo il rasoio di mio padre sul viso con la speranza che prima o poi sarebbe affiorato qualche pelo.Tutto questo fino agli 11 anni. Poi è arrivata la pubertà e le cose non sono migliorate… ANZI! Le difficoltà che ho avuto nel periodo dell’adolescenza ed anche in seguito, te le puoi immaginare, quindi non sto qui a raccontartele. Quello che invece tengo a dirti è che è possibile cambiare. A me è successo.

E’ stato un processo lentissimo, faticoso, estenuante; non trovo neanche le parole per descrivere la sofferenza sorda che si prova. Ma nella sofferenza ciò che mi ha sorretto e sospinta in avanti nel mio cammino è stata la speranza e la quasi convinzione di farcela. Dico “quasi convinzione” perché il dubbio mi ha scoraggiata tante volte. Ciò che mi ha incoraggiata sono stati soprattutto i segni del cambiamento. Notavo delle differenze nel modo di muovermi, di comportarmi, di interagire con gli altri. Erano piccoli segni ma non potevano che significare una cosa. Stavo diventando più femminile ma, nello stesso tempo, mettendomi così profondamente in discussione, mi sentivo anche più fragile, più esposta, non ero più così coraggiosa, così maschiaccio: avevo paura.



Qualcosa si era rotto e non poteva più tornare come prima. Doveva essere ricostruito e diventare piano piano qualcosa di diverso, di autentico, dalle fondamenta sicure, questa volta. Dalla corazza che inconsapevolmente mi ero costruita trapelava una fragilità che neanche sapevo esistesse in me; a volte la mia voce si faceva piccola come quella di una bambina ed ho capito che era da lì che dovevo ripartire. Da quella bambina che c’era ancora in me e di cui non conoscevo neanche l’esistenza. Quella bambina era la parte più autentica, la femmina, ma doveva crescere e diventare adulta. Adesso che quella mia parte, il mio Io autentico è cresciuto (ci sono voluti tanti anni) finalmente sono serena. Non sono più spaventata, smarrita, amareggiata.

Ho perdonato tante persone che in passato mi hanno ferita,  ma soprattutto ho perdonato i miei genitori che, incredibilmente, sono cambiati vedendo cambiare me. Ora nella mia famiglia c’è amore. Mi piace (e lo scrivo con orgoglio) fare “cose da donna. Le persone che mi hanno conosciuta tanti anni fa stentano a credere ai loro occhi. Il mio abbigliamento e le mie movenze, persino i lineamenti del mio volto sono cambiati, ora sono molto più delicati. Prima avevo lineamenti così duri che quando le mie amiche provavano a truccarmi sembravo un travestito. Adesso mi piace truccarmi (incredibile!!), prima era un qualcosa che non mi apparteneva, che mi faceva sentire ancora più diversa dalle altre donne.


Spero tanto che quanto ho scritto ti induca a riflettere. Ti prego, non scegliere di “diventare donna”, non lo sarai mai veramente, diventeresti soltanto una caricatura . Fai la scelta giusta, anche se purtroppo il cammino non sara facile. Comunque non voglio scoraggiarti; ognuno ha la sua storia, siamo talmente complesse come persone che non è assolutamente detto che il tuo cammino dovrà essere per forza duro e lungo come il mio. 
La scelta di cambiare è la più difficile ma è l’unica che porta alla gioia e alla serenità. Perché non si tratta soltanto di diventare etero ma si tratta di crescere psicologicamente, di diventare una persona adulta, equilibrata, capace di dare e ricevere amore.

Il desiderio di diventare etero è stato “IL MOTIVO” che mi ha spinta a cercare il cambiamento. Sinceramente, di “crescere” non mi importava nulla a quel tempo, e non ne comprendevo neanche il significato. Oggi so quanto sia importante. Oggi so che la differenza tra omosessualità e transessualità in realtà non esiste. Alla base vi è una crisi di identità. Nel transessuale il distacco daIla sua parte più autentica, dal suo vero Io, è soltanto più profondo e marcato che nell’omosessuale.

Ti sono vicina e ti saluto con affetto
Francesca
domenica, 28 marzo, 2010