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venerdì 18 marzo 2011

Forum: Uscire dall'omosessualità - Commenti da 1801 a 2000

FORUM: Uscire dall'omosessualità 
 - commenti da 1801 a 2000

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Commenti da 1801 a 2000
 carlo ha detto...
Fratellino 27 marzo il tuo fratellone ti asppetta fatti dare stò numero benedetto, da Frate Max e vedrai come è bello conoscersi e magari una volta andare insieme ad Assisi a trovare Frate Max e respirare l aria del buon Santo!!!! hai trovato un fratello, ti voglio bene fratellino sono orgoglioso della tua crescita!!!
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo Carlo anch'io credo che il parlare al telefono sarebbe un rapporto più personale e profiquo, ma mi è molto scomodo dato che vivo con i miei e mio fratello.
mamma 19 marzo ha detto...
E' da tempo che seguo questo blog, ci capitai per caso circa un anno fa uando mio figlio, 20 anni, mi scrisse una lettera dicendomi di essere omosessuale. Da allora la mia vita è cambiata radicalmente, il dolore e lo sconforto hanno preso il sopravvento e tutto il resto mi sembra molto relativo. Ho letto tutte le vostre testimonianze, ho pianto per voi e ho pregato e continuerò a pregare il Buon Dio ogni giorno per voi. Mi sono emozionata per le tutte le vostre testimonianze che mi hanno aperto il cuore e mi hanno fatto conoscere un mondo fino a poco tempo fa sconosciuto e che non avrei mai creduto di conoscere così da vicino. Ho preferito stare in disprte, leggendo i vstri commenti ma senza intervenire, perchè è così bello leggervi e così interessante. Ma ora, visto che anche altre mamme si sono aggiunte a questo forum o preso forza e voglio esprimervi tutta la mia gratitudine per l'aiuto che inconsapevolmente mi avete dato in questo periodo, per dirvi che siete delle persone speciali e dei ragazzi fantastici e che Fra Max è veramente un grande. Ho deciso di scrivere anche per dire all'ultima mamma che si è aggiunta al forum cioè mamma 15 marzo che nche se non la conosco già l'ammiro perchè si è introdotta in questo forum senza parlare della sua sofferenza, che penso che sicuramente avrà, ma parlando del suo ragazzo e come poter risolvere il suo problema. Io purtroppo non sono così forte e questa situazione mi ha annientato. Complimenti mamma! E voglio anche ringraziare Uno come voi, anche se le belle parole scritte non erano per me, ne ho fatto comunque tesoro, io recito il Rosario ogni giorno e spero tanto che il Signore voglia darmi una piccola speranza per mio figlio. Vi voglio un mondo di bene che il Signore possa illuminare la vostra strada e darvi tanta pace e sernità. Vi abbraccio con tanto affetto.
Mamma 30 maggio ha detto...
X anonimo 16 marzo Anch´io, come te ,inciampo a volte, mi sbuccio le ginocchia e piango. Ma quando trovo chi mi da la mano per rialzarmi e mi dice "coraggio! avanti!" mi asciugo le lacrime, mi soffio il naso, respiro profondo e ricomincio. Grazie per incoraggiarmi, ne avevo bisogno! Per favore mettimi nelle tue preghiere. Ti abbraccio forte forte.
Mamma 15 marzo 2011 ha detto...
Cara mamma del 19 marzo. I complimenti non li devi fare a me ma alla mamma 30 maggio. Io ho preso coraggio da lei e tu hai trovato uno sprono da me. E' un effetto domino. Come le testimonianze di tutti coloro che intervengono in questo blog, che per me è un toccasana. La sofferenza delle mamme è indicibile, perchè hanno cercato di rendere i loro figli felici e si accorgono che, al contrario, sono volti verso la sofferenza. Senti... non dobbiamo parlare di noi mamme...sono i ragazzi che dobbiamo ascoltare per cercare di capire il più possibile. Mi riconosco in te quando dici che "il resto mi sembra relativo" e che questa situazione mi ha annientata". Anche per me è così. Ma non è della nostra vita che dobbiamo occuparci ma di quella dei ragazzi. Non lo abbandonare. Solo tu non lo tradirai mai. E' difficile anche parlare con il proprio figlio ma lo devi fare. Ci dobbiamo aiutare tutti, gli uni con gli altri. A mio figlio, l'altro giorno ho comunicato l'esistenza di questo blog. Mi ha detto che su intenet si trova tutto quello che si vuole trovare e credere, dall'esistenza degli ufo alla negazione dell'Olocausto. Mi ha detto che è in pace con se stesso e che è sereno e non capisce come mai io continui una battaglia persa. Mi ha "consigliato" di asciugarmi le lacrime e di guardare la bellezza della realtà. Capisci...la "bellezza" della realtà. Ma dove la vede lui la bellezza? Ho capito che la mia corsa non è neanche ai blocchi di partenza. Mio figlio non vuole neanche provare a gareggiare per conquistarsi la sua serenità. Non so come convincerlo a collegarsi a questo blog e sto rileggendo tutte le testimonianze per indicargli quelle che meglio si adattano a lui. Non ho molte carte a disposizione e non devo sprecare nessuna. Ci devo riuscire. Lui deve leggere queste testimonianze. Deve rendersi conto quanta sofferenza comporti la sua scelta sessuale o la sua "arrendevolezza" sessuale. E anche tu lo devi fare. Comincia... provandoci. Cosa vuoi che succeda di brutto? Peggio di così non può essere no?. E allora abbiamo tutto da guadagnare (per usare una parola poco adatta) Parti da questo blog. Anche io recito il Rosario tutti i giorni. Vedrai, il Padre non è mai sordo alle richieste dei suoi figli. E noi chiediamo la salvezza dei nostri ragazzi. Ti abbraccio insieme a tutti gli altri.
mamma 15 marzo 2011 ha detto...
Ancora due cose. Vedi, cara mamma del 19 Marzo...dopo la e.mail di mio figlio ero annichilita. Mi sembrava tutto inutile. Ma leggendo il tuo post hon ritrovato nuovo coraggio. Capisci quanta forza hanno le parole dettate dal cuore? Io prego spesso anche l'Angelo Custode. E chiedo al mio di spronare quello di mio figlio. Per Fr. Max. Nella mia e.mail a mio figlio ho dato il Suo indirizzo di posta elettronica e l'ho sfidato a non fossilizzarsi nelle sue convinzioni. Chissà magari potrebbe scriverLe. La prego...se dovesse farlo....lo "agganci" come solo Lei è in grado di fare. Grazie.
Mamma 30 Maggio ha detto...
X mamma 19 marzo Il mio indirizzo di posta elettronica é: corri.lola@hotmail.com, scrivimi se vuoi. Ho materiale interessante da mandarti. Non sei sola mamma
mamma 19 marzo ha detto...
Cara mamma 15 marzo, mio figlio dice esattamente òe parole di tuo figlio. Mi dice che è una cosa normale e che lui è tranquillo e felice così. Mi parla di genetica, che lui così ci è nato e che non si può fare niente per cambiare. Gli ho parlato dell'esistenza di questo blog ma mi sono sentita rispondere di smetterla di parlare con persone che mi stanno solo facendo il lavaggio del cervello per farmi credere cose che non sono assolutamente così. E' irremovibile. Continuiamo a pregare chissà che il Signore non voglia darci un'opportunità. Ti abbraccio con affetto
carlo ha detto...
caro 27 marzo viviti una sana amicizia tra due persone sulla strada della piena eterosessualità, supera il fatto dei condizionamenti familiari, basta vivere di nascosto!!! sei una persona che ormai vive il suo essere alla luce del sole!!!! se vuoi chiamami!!!! comunque ti voglio bene fratellino!!!
carlo ha detto...
Un altra cosa fratellino caro, noto e sono veramente orgoglioso per i passi da gigante che stai facendo, ora però ti dico basta, ho parecchi anni più di te devi viverti per la bella persona che hai deciso di essere non isolarti, presto devi conoscere ragazze e vedrai che cosa bella è l'essere femminile "la donna", prima le sfuggivo sempre perchè l'amore possessivo per mia madre inconsciamente mi aveva trasmesso devi essere solo mio!!!! adesso ti giuro è come se vivessi l'adolescenza che un tempo mi avevano castrato, fatti una bella camminata e fatti sentire caro mio fratellino, e basta di vivere nel film horror dove la mostruosa e distorta mente di un tempo ci faceva vivere, la vita è ora ed è la vera
Mamma 19 marzo ha detto...
Per tutti Se volte scrivermi in privato il mio indirizzo di posta elettronica è: grazy.08@live.com ciao
Anonimo ha detto...
le mamme in questo forum si devono mettere da parte..!vi prego!!
mamma19 marzo ha detto...
Scusate, ho sbagliato indirizzo email. Quello esatto è : grazi.08@libero.it per chiunque voglia scrivermi.
mamma 30 maggio ha detto...
Ci sono due cose impossibili da cambiare: L´universo e la stipiditá umana. Albert Einstein
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo Oggi per caso ho letto uno studio sull'omosessualità del medico tedesco Hamer ed è stato veramente interessante. Ha studiato l'omosessualità nei branchi di lupi. In ogni branco solo un lupo può sviluppare appieno la mascolinità mentre gli altri vengono castrati, sottomessi dall'autorità del capobranco. Anche fisicamente rimangono grandi come le femmine e l'attività ormonale non è regolare. Ci sono 2 tipologie di lupi sottomessi che si fanno compagnia a vicenda e giocano con le femmine (come nell'uomo). La cosa interessante è che quando il capobranco muore uno di questi lupacchiotti prende il ruolo di capo e si trasforma in un magnifico esemplare, si fa padrone del territorio e sviluppa appieno le sue potenzialità maschili. Hamer afferma che negli animali l'omosessualità è funzionale all'ambiente perchè nei branchi solo uno può fecondare le femmine e prendere decisioni. Mentre nell'uomo è provocata da disturbi nelle varie fasi di crescita. I lupacchiotti ricordano molto quegli omosessuali la cui mascolinità è soppressa dall'autorità o violenza di un padre-padrone, che vede i figli maschi come una minaccia alla propria autorevolezza e non come cuccioli a cui insegnare attraverso emozioni comuni. Se qualcuno trova sul web questo studio, potrebbe mettere il link? così lo metto anche nel mio blog, thanks!
30 maggio ha detto...
Il dubbio é ricerca, non perplessitá. J. Pestalozzi Un cammino non ha bisogno di un "Dove?" basta un "Verso dove?" Jean Jaures
Anonimo ha detto...
voi, il mio mondo nascosto... voi, il mio unico appiglio... Noi, Vogliamo la Vita; La Normalità!
fr max ha detto...
Per l'anonimo del 27 marzo: Ciao carissimo, interessante lo studio sui lupi di cui parli. Comunque con profondo affetto fratello caro continuo a invitarti a non disseminare la tua attenzione nello studio delle cause sull'omosessualità. Prova e continua a guardare e a leggere la tua vita e soprattutto a CONDIVIDERE quello che hai dentro, ciò che ti fa paura, quello che vorresti realizzare e costruire in una relazione maschile. Razionalizzare solo non basta! Lasciati abitare dall'altro. Prova a lasciarti andare un po'! Ci son tante persone disposte a parlare e a condividere, senza giudicarti. Se solo penso a tutti i solleciti che Carlo ti sta facendo. Prova un po' in questa direzione. Ti abbraccio forte!! Fr MAx Per l'anonimo del 26 marzo. Ciao carissimo poeta. Pace a te Apri quel mondo da troppo al buio.... Aggrappati alla vita che ha ancora tanto da darti.... se ti aprirai a lei ! Tu sei normale! Sei un Figlio amato! Fr Max
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo Max hai perfettamente ragione, ma è davvero difficile, in più i fallimenti mi distruggono invece di fortificarmi. Ti ho mandato un email.
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo Grazie mille x il video della conferenza di Nicolosi. Ho compreso più in profondità la visione nicolosiana. Oggi è il 27 marzo: compio un anno da quando ho scoperto la verità! p.s: aspetto gli auguri :-)
fr max ha detto...
Per l'anonimo del 27 marzo. Carissimo un anno di cammino. Lacrime, lotte, dolore...ma credo anche tanta speranza e perchè no un pizzico di Libertà, non credi? I miei auguri sono la gioia di sentirti in cammino verso la Verità di te. Continua così....all'insegna del Dono e del Condivedere. Senza paura...! Dio benedica i tuoi passi, come fà, e che tu possa cogliere la necessità e la Bellezza della sua presenza nella tua vita. Fr MAx
Mamma 19 marzo ha detto...
per 27 marzo Spero che un giorno, non tanto tardi, mio figlio incontri nella sua vita un ragazzo come te che gli faccia aprire gli occhi e comprendere le bellezze della vita. Sei veramente un grande! Che Dio ti benedica Auguri
carlo ha detto...
27 marzo Auguriiiiiii!!!! vita nuova nel tuo essere persona, il mio regalo è quello della mia amicizia che ti ho donato, quando vuoi chiamami ti ho mandato il mio telefono, la mail la usiamo a lavoro, quindi ti aspetto e spero tu sia felice della mia vera amicizia, è ora di parlare e continuare sempre meglio nella verità!!!!
ALEX ha detto...
Voglio ringarziare tutti i ragazzi che hanno lasciato un commento, da molti anni sono in cammino per ritrovare l'identità che mi è stata rubata. Ora ho 29 anni e come ognuno di voi ne ho passate veramente tante, questo bolg mi ha aiutato tante volte a non sentirmi fuori dal mondo. La nostra strada è molto dura e il prezzo da pagare è alto,perchè dobbiamo affrontare non molti ostacoli,ma una grande Gioia ci aspetta. Dobbiamo essere CORAGGIOSI! e tenere sempre bene in mente che le nostre paure sono menzogne che non ci permettono di essere Liberi! Coraggio ragazzi Dio è con noi.
Stef ha detto...
E' doloroso rendersi conto di aver cercato amore tante tante volte, tra le braccia di un uomo e rendersi conto che stavo usando l'altro per riempire il mio vuoto.... Affrontare gli abusi dell'infanzia, la solitudine e i fallimenti dell'adolescenza fa male e ti senti distruggere e cresce una rabbia che logora, ma scendendo all'Inferno nel più profondo del mio dolore ho scoperto che non ero e non sono solo! L'Infinito è con me, Dio è ed era con me, sempre. Non è un cammino facile e a volte mi domando che senso abbia nel piano di Dio farmi fare questa strada, ma Dio mi ha dato una speranza che prima non avevo, il mondo uccide la verità, la speranza, la felicità e non posso tacerlo!
fr max ha detto...
Per Alex e Stef. Carissimi, un abbraccio e un grazie per il vostro contributo di speranza a questo camminare insieme. Grazie anche perchè date una piccola luce a chi non riesce a vederla. Nessuna esenzione da fatica e dolore che è legato alla nostra esistenza. Essere uomini costa un prezzo a volte faticoso: la volontà di guardarsi dentro e fare delle scelte. :::S'impara ad essere uomini, stando con uomini che lo siano davvero..... Guardate e state con Gesù, Vero Dio e Vero Uomo..!! Vi Benedico fr MAx
30 maggio ha detto...
Dio non si ripete: per ognuno di noi ha una pedagogia differente
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo Ho compreso grazie a Aardweg che le dinamiche familiari (madre possessiva - padre assente) preparano all'omosessualità, ma la vera causa è l'interazione con l'ambiente esterno. Ricordo che alle elementari inizialmente cercavo il confronto con gli altri maschietti, ma poi sentendomi inferiore mi ritiravo. L'inferiorità era dovuta all'assenza emotiva di una figura maschile (padre depresso) e ad una madre che bloccava la mia crescita per suoi bisogni affettivi. Questo tipo di famiglia prepara all'omosessualità, ma la vera causa sta quando un bambino, cresciuto in questo spazio disfunzionale, si approccia al mondo e viene escluso dal gruppo dei pari. Sembra un'osservazione irrilevante, ma per me ha significato molto: più che sul recupero dei rapporti familiari è bene concentrarsi sullo sviluppo di amicizie maschili.
fr max ha detto...
Per anonimo del 27 marzo. Ciao fratello caro. Si hai detto bene! Le amicizie maschili! Coinvolgiti! Abbandonati! Tendi le mani! Lasciati abbracciare! Ti benedico Fr MAx
marcoItaly ha detto...
E' da tempo che non scrivo sul blog. In questi mesi sono riuscito a riallacciare i rapporti con dei miei amici delle superiori e uscendo con loro ho conosciuto anche altri due ragazzi con i quali sono uscito altre volte. Eppure nonostante ora sia riuscito ad avere delle amicizie sane maschili la cosa mi annoia ed esco sempre meno con loro... eppure mi sento accettato da loro, ad alcuni ho anche detto del percorso che sto facendo ma nonostante tutto questo ho come perso l'interesse, mi annoia uscire. Non so, non ho mai creduto nell'amicizia, probabilmente a causa degli anni passati da solo senza amici durante i quali mi sono sentito rifiutato e forse oggi risento ancora di questo. In questo momento mi sento annoiato se esco con loro e sto preferendo il rimanere a casa piuttosto che uscire con loro, ma questa volta non per paura. Non so più che fare, non ci ho mai capito niente dell'amicizia.
carlo ha detto...
Caro fratellino, ho capito anche io le dinamiche familiari e i periodi in cui sei lontano dal vero essere, gli scudi protettivi fanno in modo di farti restare solo con te stesso, ma nel momento in cui ti rendi conto di questo devi agire, e cambiare i vecchi meccanismi, hai trovato me che puoi considerarmi un tuo amico, hai il mio numero di telefono fatti sentire, batti le barriere inutili, adesso che stai agendo nel modo giusto non devi preoccuparti ne più nasconderti, il mondo vuole sorriderti!!!!basta la troppa introspettività sei già un uomo!!!!
carlo ha detto...
Personalmente frequento amicizie maschili, è bello parlare con loro di tante cose, ma il mio cambiamento e risveglio l ho avuto conoscendo la donna da un lato diverso baciandola, con carezze, e vivendo la vera sessualità con lei, solo così penso si possa realmente essere maschi,le amicizie maschili sono diverse da come vivevamo in passato le amicizie femminili,in quanto con le donne volevamo sentirci come loro, questo era il nostro blocco, adesso mi manca il coraggio di vivermi una storia vera emotivamente coinvolta con una donna ci stò lavorando e voglio prendere coraggio a farlo realmente!!!!! ringrazio Dio
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo Carlo ma ti è arrivato il mio sms? 2 giorni fa ho provato a chiamarti ma il tuo telefono era morto...
carlo ha detto...
Non mi è arrivato niente, hai chiamato sul 34594.....? fattelo dare da frate Max, forse ti avrà dato un 33345...che mi è servito come passaggio alla tim!!!! ti aspetto il mio numero è solo per te che oramai conosco da tempo!!!! chiamami e fallo presto, se è spento e perchè sono a lavoro!!!!!
Paride ha detto...
Scusami Carlo, ma secondo te bisogna aspettare che ci si innamori di una donna, o bisogna forzare un po' le cose, quando conosciamo una bella donna? Io quando vedo una che mi piace provo troppa emozione e se parlo combino dei guai incredibili. Ma poi penso che non era in realta' la tipa per me e che stavo solo forzando le cose. Cosa ne pensi?
carlo ha detto...
Paride se una donna mi interessa emotivamente in quanto mi interessa come parla ed è una persona carina divento anche io un pasticcione, anche se prima mi bloccavo o gli diventavo amico come una cara amica,sulla correzione di questa mia imbranataggine ci sto lavorando tantissimo, e in questo le sane amicizie maschili servono, ma se una donna esprime sensualità e il gioco di sguardi mi fa capire qualcosa cerco di conoscerla, più come trasporto sessuale, ci sono ragazze stupende in giro che amano viversi rapporti diversi anche solo sessuali, e questo mi ha fatto capire che la donna è la cosa più bella dell'universo e che è una fortuna essere uomini,ho tanta voglia di conoscere quella della mia vita ma forse sto anche se in ritardo ancora crescendo.
30 maggio ha detto...
Quando il dolore si blocca, diventa devastazione. Tocca a noi farlo maturare in qualcosa di diverso: forza, lotta, comprensione,coraggio.Anche il dolore "si puo cambiare".
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo Mio padre torna a casa dal lavoro sempre più depresso, ha come un velo in faccia: i suoi occhi sembrano vagare nel vuoto anche quando mi guarda. Ho finalmente compreso appieno il disturbo nervoso agli occhi di cui soffriva mio fratello da piccolo: era un non riuscire ad entrare realmente in contatto visivo col padre! Io non ne ho sofferto perchè non volevo proprio entrarci in contatto avendo all'interno della famiglia il ruolo di "paggetto" di mamma. Ora che ho riconquistato la mia vera identità, sento che il vedere la mia unica figura maschile ridotta in quello stato mi fa male, a volte tendo a tornare a rifiutare la mia mascolinità perchè inconsciamente la collego a lui. Avendo compreso questi meccanismi riesco a guardarmi dall'esterno e superarli, ma non è facile farlo tutti i giorni.
carlo ha detto...
Gli occhi che vedi sono solo quelli di tuo Padre, ogni persona ha occhi diversi, appena sentirai la tua felicità e libertà gli occhi tristi ti sembreranno felici!!!! Un abbraccio
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo Carlo sono occhi piccoli, chiusi alla vita, lenti e velati di tristezza! Gli stessi di 20 anni fa, che hanno portato ad una dissociazione emotiva padre-figlio. Sto molto meglio quando sono solo con mia madre, mantengo spontaneamente un'identità maschile, propositiva e felice. Con mio fratello ho un bel rapporto, non siamo mai stati così vicini emotivamente: parliamo del più e del meno e ci capiamo al volo. Forse sto facendo un passo indietro nel mio percorso, ma devo ammettere a me stesso quello che provo, ciò che mi fa stare bene.
fr max ha detto...
La meta di un uomo adulto non deve essere quella di cambiare le persone ma CRESCERE nella capacità di accoglierle per quelle che sono, anche quanto cio' è stato ed è causa di dolore: questo rende l'uomo maturo, ovvero gli permette d' incontrare l'altro per quello che è e non per quello di cui si ha bisogno e che si aspetta. E' un cammino, è un andare avanti. Troppo spesso l'umanità ferita porta con se un grosso carico di aspettative verso l'altro....dovrebbe essere così, far così, dirmi questo...etc! Le aspettative sono il veleno dell'uomo maturo e il nutrimento del uomo infantile!! Un abbraccio Fr Max
carlo ha detto...
Questo capita anche a me di notare solo adesso, anche se non è mai troppo tardi di aver notato l'introversione di mio padre il non voler esprimersi e il parlare poco in famiglia perchè schiacciato dalla personalità di mia madre, persona fragile con uno scudo di personalità (di falsa forza), ma l ho perdonato, da ciò cerco di essere un uomo diverso ma anche molto simile a lui, è un gran lavoratore, darebbe tutto per noi figli anche se si esprime poco.Bisogna imparare dai nostri genitori sempre, adesso però bisona aprirsi all' amicizia e al mondo, se vuoi puoi sempre chiamarmi!!!!!
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo Giorni fa non ce l'ho più fatta e ho iniziato a dire a mio padre le cose che pensavo, del tipo: sei sempre depresso! Risultato: per 2 giorni è scomparso dalla mia vista. Ha mangiato fuori casa e ha regolato i tempi (come al solito) per non incrociarmi. Gli facevo paura per la reazione emotiva che il mio comportamento aveva provocato in lui, temeva di essere ferito di nuovo. E' di una fragilità imbarazzante soprattutto in casa, mentre quando viene a trovarci un parente o incontra qualcuno si trasforma, tanto che rimango spiazzato: sembra avere un'identità scissa. Max hai ragione, ma io non ce la faccio più! Voglio un padre uomo, capace di condividere affetto.
fr max ha detto...
Per anonimo 27 marzo. Carissimo, Pace a te. Capisco il tuo bisogno di affetto. E' comprensibile vista la tua storia. Ma non si può pretendere tutto questo sopratutto quando si ha di fronte chi non ce la fa a darti quello che mendichi! Allora cosa fare? Io ti ribadisco il beneficio ad investire in altri ambiti maschili. Coltiva relazioni significative dove potrai scoprire il mondo maschile che cerchi, entrarci in contatto e così sperimentarti non un diverso ma un uno come gli altri. E se anche con tuo padre provassi a dare più che ad aspettarti delle cose? Gesti gratuiti di un amore senza prezzo per un amore senza prezzo! Ti abbraccio Fr MAx
marcoItaly ha detto...
Volevo condividere con voi un'osservazione sul percorso di crescita che abbiamo intrapreso. In tale percorso, si da un'importanza molto forte alle relazioni maschili sane con coetanei, ovvero quell'aspetto relazionale che tutti noi, per un motivo o per un altro, non abbiamo avuto da piccoli. Io dopo anni di isolamento in tal senso, mi sono deciso e ho ricucito rapporti di amicizia di vecchia data e ho anche conosciuto persone nuove, sono entrato in un gruppo. Eppure, dopo mesi, mi sono reso sempre più conto che in realtà non riesco a rapportarmi serenamente con coetanei maschi, a essere veramente me stesso, a sentirmi veramente parte del gruppo. Purtroppo non credo che si riesca, dopo anni e anni passati da solo, a sentirsi parte di un gruppo di coetanei, a crearsi delle vere amicizie maschili. Io mi trovo bene solo con persone più grandi di me. Piano piano sto abbandonando queste amicizie che con fatica ero riuscito a creare. Ma non mi sto piangendo addosso, questa volta ho attivamente cercato di cambiare, ma mi rendo conto che non è possibile recuperare gli anni persi. Non riesco a sentirmi parte di un gruppo di coetanei.
fr max ha detto...
Per Marcoitaly. Ciao carissimo. Il problema delle relazioni maschili non sta nell'interagire con un gruppo di pari (maschi) anche se puo' avere il suo valore. Il problema sono le relazioni personali. E' lì che occorre investire carissimo. Creare spazi di intimità e di relazione profonda individuale. Il gruppo spesso è una grande difesa e soprattuo un mezzo che non permette di scendere in profondità nelle cose. Invece quello che ti farebbe bene è sperimentarti in altro ovvero nelle relazioni personali. Nell'aprirti pian piano con un amico , nel condividere delle cose di te con lui, nel fare insieme delle cose (attività, hobbies, passioni). Poi la ricerca di relazioni con persone più adulte è molto meno rischiosa e compromettente di un rapporto paritario con i coetanei. Non è tanto la quantità ma LA QUALITà DELLE RELAZIONI. Non mollare e vai avanti; non tirarti indietro. Ti benedico !!! Fr MAx
marcoItaly ha detto...
Per FR MAX Inizialmente ho fatto come dici te, ovvero di relazionarmi particolamente con un amico, ma più andavo avanti e meno mi sentivo coinvolto poi nel gruppo. Non ho poi passioni e/o attività in comune con nessuno. Il problema, purtroppo, penso sia nel tempo trascorso da solo da piccolo, non credo che si possa riuscire, adesso, a ricostruire ciò che doveva essere costruito nell'adolescenza. Non riesco a trovare gioia nell'uscire con loro, lo vivo anzi quasi con tensione, come se dovessi fare una cosa e fossi "obbligato" a farla...
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo Oggi sono venuti dei parenti di mio padre e, come ogni volta, lui è cambiato in maniera sconcertante, come se volesse all'improvviso riappropriarsi di un ruolo familiare "ideale". Parlava con un tono di voce deciso, forte e chiaro accompagnato da uno sguardo determinato, abbandonando il ruolo dell'uomo depresso, introverso e dall'aspetto provato dalla vita. In queste situazioni io rimango allibito, forse perchè è proprio di quella figura finta che avrei avuto bisogno per costruire una sana identità maschile, ma che so durare solo pochi minuti alla fine della festa. La cosa che più mi ferisce è il capire che vorrebbero che anch'io recitassi il ruolo del figlio felice e realizzato grazie ad una famiglia amorevole e decisa, ma di ruoli ne ho già coperti troppi e non ho intenzione di tenerne un altro. Mi sembra di essere dentro una recita squallida, che mi distrugge profondamente perchè non riesco più a capire chi sono veramente le persone che ho accanto ogni giorno. Da piccolo succedeva la stessa cosa durante le festività e ricordo che il confronto con gli altri cugini era straziante, non riconoscevo più i miei genitori tanto cambiavano e di colpo mi trovavo fuori dalle dinamiche che mi avevano costituito. Diventavo piccolo come un pulcino, la voce si faceva flebile e rauca e non vedevo l'ora di scappare via e tornare a quella realtà disfunzionale, ma che comunque era parte di me, era la culla in cui ero cresciuto.
Anonimo ha detto...
x Marcoitaly Ciao Marco, devo dirti che anche io ho avuto questa difficoltà nell'interagire con gli altri maschi, specie della mia età. Questa è una cosa piuttosto comune come dicevi tu e deve essere un punto sul quale si deve lavorare. anche io ho sperimentato come dici tu il "non mi piace stare con loro". solo che poi dopo ho scoperto che si trattava di una cosa mia. in sostanza io stavo male con loro e non mi piaceva stare con loro (né le cose che facevano) perchè ero io ad estraniarmi da loro, in trasparenza c'era il sentimento strisciante di inferiorità e soprattutto di tristezza verso me stesso e il mio modo di essere. Dobbiamo accettarci, con serenità. Buttare il senso di tristezza che possiamo nutrire verso noi stessi, smetterla con le compensazioni e con l'autocommiserazione. Non dobbiamo avere paura di soffrire. Se io ho delle doti in meno, se magari sono meno simpatico o altro, fa niente, lo accetto e mi voglio bene per quello che sono e per quello che Dio mi ha donato. Credo quindi, avendolo vissuto su di me, che si tratta di una difesa quella di dire "non sto bene con loro". Poi certo è chiaro che una compagnia è diversa da un'altra. Io ad esempio nn mi trovo nelle discoteche e nn mi piace andarci, preferisco un bel drink in un localino tranquillo, certo che poi sul "come" passare il tempo fa la differenza con le persone con cui esci, anche qui ci vuole un po' di tempo, pazienza e apertura. Mi sono poi accorto di una cosa, che spesso quando gli altri non mi cercano è perchè sono io che mostro loro distanza e distaccamento pur desiderando l'amicizia. la mia vuole essere una riflessione su noi stessi, che dobbiamo veramente imparare ad amare, nutrendo veri interesse per gli altri, altrimenti anche l'amicizia diventa un feticcio per consolare il bambino lamentoso. Ciao!
carlo ha detto...
Oggi sono tornato a salutare i miei parents, mia mamma mi ha riempito di complimenti appena sono arrivato del tipo fumi ancora, fai schifo, mettiti i soldi da parte, mio padre sempre osservatore o a farsi i fatti suoi, cmq ho sbattuto la porta e sono andato via senza intossicarmi, per me è un grosso passo avanti anche questo!!!!! Ciao Ragazziiiii
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo Carlo, Nicolosi dice che spesso il distacco dalla famiglia è obbligato se si vuole ottenere un risultato e nel tuo caso sembra proprio che i rapporti siano davvero difficili da recuperare. Ieri ho svuotato di nuovo il sacco con mia mamma ed ora sa tutto, ma proprio tutto! Non è di certo la persona migliore con cui confidarmi visto che rientra in quelle dinamiche disfunzionali, però mi sono sentito libero. E' ormai da parecchio tempo che con lei non c'è più morbosità, ci guardiamo negli occhi e ci viviamo come 2 persone distinte. Con mio padre è molto più difficile perchè come quello di Carlo è silenzioso, osservatore, egoista, "in lotta per la sopravvivenza emotiva". A lui di fatto non interessa avere un rapporto con me perchè non riesce nemmeno a concepire la possibile sintonia padre-figlio con scambio di affetto, emozioni, fiducia... e d'altronde non avendolo mai sperimentato nella sua infanzia come fargliene una colpa? si ritiene un buon padre perchè ci ha dato la libertà, ma quella che lui chiama libertà io l'ho vissuta come un totale abbandono sia fisico che psicologico. Suo padre era molto critico e pesante con i figli per cui lui crede o meglio si autoconvince che l'avermi ignorato sia stato in un certo qual modo un gesto d'affetto, di riconoscenza dell'individualità dell'altro. Inconsciamente sa che ha abbandonato il ruolo di padre nei miei confronti e ne soffre molto perchè vede la storia ripetersi di generazione in generazione, come nelle più terribili malattie ereditarie.
carlo ha detto...
27 Marzo non è una rottura con la mia famiglia, anzi è un comportamento maturo da parte mia, che mi permette di migliorare i miei rapporti con loro e vivere meglio me stesso, la verità è questa!!!!sapere che ancora si preoccupino di me come di un adolescente è terribile, è tempo che diventi padre di me stesso sempre di più, e questo migliora anche la mia voglia a diventare padre dei miei figli futuri, sono cambiatissimo da circa due anni, la cosa che più mi attira è la donna,adesso rivedendomi quello che ero non ricordo più neanche che persona ero, ero un altro, ora sono io, e per essere libero emotivamente con una donna devo liberarmi dalla madre "ossessiva e possessiva", basta preoccuparmi per lei, l ho fatto già troppo!!!! Ora sono io, mia madre è mia madre la voglio di un bene immenso ma è mamma, papà è papà,guai a chi me li tocca!!!! io sono io l'essere con il quale dialogo già da un pò che ha ancora tanto bisogno di cure e di amore!!!!!!penso è importante capire della fortuna che si ha vivendo
Anonimo ha detto...
27 marzo Carlo, oggi più che mai sono convinto che ce la faremo ad andare oltre il passato e vivere il presente! Ciao :-)
fr max ha detto...
PAce a tutti. Quello che siamo stati non deve essere la zavorra della vita ma neppure la rimozione totale. Il popolo D'Israele dopo l'uscita dal paese d'Egitto sperimenterà la propria infedeltà al dono della libertà ...eppure cio' che lo salverà sarà sempre il non aver paura di guardarsi indietro, vedere quando era schiavo e quello che L'amore di Dio è riuscito a compiere.....SENZA DIMENTICARE. MAI DIMENTICARE CIO' CHE SI E' STATI....PERCHE' SIGNIFICA DIMENTICARE ACHE COLUI CHE TE NE HA TIRATO FUORI!!! Impara a benedire cioè a DIRE BENE della tua storia nonostante sia condita di dolori e assurde fragilità...E' con tutto questo che Dio vuol Scrivere la Meraviglia di quello che insieme a lui, tu puoi essere !! Un abbraccio Fr MAx
ROCCO ha detto...
Ciao a tutti. Dopo aver letto tutti i post che vanno dal 2007 a maggio 2010, ho pensato di scrivere il mio vissuto. Sono un 35enne pugliese. Data la mia indole da sempre espansiva e disinvolta, all' età di 4/5 anni mi misi a ballare in pubblico alla presenza di parenti. Un'amica di mia cugina (in realtà poco raccomandabile) notò atteggiamenti a suo dire femminili in me e qst' ultima riferì a mia madre. Da lì nacque il mio DRAMMA-PERSECUZIONE prottatosi fino ai 17 anni: mia madre mi controllava e sgridava + volte ogni giorno dicendomi di nn comportarmi o di nn rispondere in modi che secondo lei erano femminili. Alla fine arrivai a convincermi che evidentemente c'era qualcosa che non andava in me, x cui ero senza problemi cn i miei amici ma tranne quando ci si accusava con quell'odiosa parola: MEZZAFEMMINA. E' un' accusa ricorrente tra bambini, ma io in quei momenti mi paralizzavo, non riuscivo a rispondere con spontaeità xkè temevo k mi fossi comportato come tale in quanto di ciò mi accusava non una xsona qualunque ma mia madre. Eppure io giocavo a calcio, costruivo cn loro casette in campagna, incendiavo campagne, all'età di 8 anni scoprii da me la masturbazione e ci masturbavamo tutti insieme, insomma io mi sentivo cme loro, ma x mia madre no. Alle elementari poi si presentò a scuola xkè le avevo detto k sarebbe giunta a visitarci una dott.ssa; ebbene lei si presentò, aspettò k gli altri bimbi andassero via e le disse di controllare il mio pene xkè secondo lei era piccolo. Immaginate il mio imbarazzo, non volevo ma poi dovetti sottostare. In realtà disse k era nella norma, a tutt'ora ho qsto senso di inferiorità xò ed è stato ciò k ho cercato negli altri ragazzi. Però, solo da grande, ho capito k lei si fissa su qlsiasi cosa, lo è stata successivamente con mia nonna e mio padre. E' maniacale anke x le pulizie: a casa entriamo solo cn le pantofole x nn sporcare o rovinare il pavimento x cui una volta mi picchiò e sicccome le lacrime erano cadute sul pavimento allora mi picchiò una seconda volta. Vi racconto solo altri 2 episodi: una volta eravamo in una piazzola di sosta e instaurai amicizia cn un bimbo, alla fine risultò invece essere una bimba,al che io mi paralizzai e ricordo ancora le sue parole urlate: LO SAPEVO!!! In realtà tutti noi pensavamo fosse un bimbo. Una volta eravamo in un museo, in una sala c'erano su tutti e 4 i lati statue di uomini nudi, io volevo osservare ma temevo il giudizio di mia madre x cui diedi solo okkiate rapide, cercai d nn osservare ma fu vano xkè lei mi fece una scenata. All'età di 19 anni sto x avere il mio primo rapporto sessuale, si sa si è un pò agitati, si vuol fare bella figura, no? Entro in casa x prendere i preservativi e proprio in quell'attimo passa lei x andare in bagno e nonostante mi fossi semplicemente diretto nel mio studio, capì tutto: incominciò a dire k aveva paura, incominciò tutta agitata a mettersi le mani tra i capelli, insomma aveva paura k la mettessi incinta. Mi feci coraggio e cercai d nn aumentare il mio nervosismo e andò tutto bene....diciamo: dopo mi accorsi k si era rotto il preservativo, preso dal momento volevo fare d tutto. Da allora nn ho + avuto rapporti sessuali completi cn donne. E mio padre in tutta la mia vita k ruolo ha avuto? Lasciava mia madre nella sua opera di xsecuzione-distruzione.Non mi hai mai valorizzato, sempre denigrato, e + volte ha maledetto il giorno k sono nato, augurandomi k morissi, dicendomi k nn avrei fatto una buona fine. Questo xkè? Perchè mio fratello, ho un fratello di molti anni + grande di me, oltre ad essere bravo a scuola ed ank'io lo sn stato, era capace di aggiustare qualsiasi cosa ma io no. Per cui io sn sempre stato l'incapace, il bambino, mentre mio fratello k come lui ha mani d'oro è la xsona da adorare. Vorrei aggiungere k mia madre nn voleva 2 figli al massimo una bambina e k nn ha avuto la figura paterna xkè suo padre lasciò mia nonna k lei era ancora piccola.
Anonimo ha detto...
27 Marzo Oggi ho compreso il momento in cui le dinamiche della famiglia triadica hanno raggiunto il culmine. Avevo circa 6 anni quando le 2 zie di mio padre avevano preso l'abitudine di venire a cena da noi. Una di queste si considerava madre putativa di mio papà e non gradiva mia mamma forse perchè di famiglia umile così come il suo lavoro. Ora invece so che la rivalità verso di lei era dovuta al fatto che mio papà si era allontanato da loro, trasferendosi dopo il matrimonio. Lei era la tipica zitella arcigna, che avrebbe voluto l'adorato nipote accanto per tutta la vita. Mia mamma, percepiva l'ostilità e si sentiva a disagio in quelle interminabili cene tanto che si chiudeva in un mutismo totale e si limitava a portare i piatti a tavola, mentre mio papà era ipnotizzato tanto da non accorgersi dell'evidente malessere della moglie. Una sera una zia si lasciò andare a critiche pesanti verso mamma, che avrebbe dovuto, a detta sua, dedicarsi più alle pulizie e al marito e meno al lavoro: mamma scoppiò a piangere e si rinchiuse in camera disperata. Mio papà continuò impassibile a dialogare piacevolmente con le sue adorate zie. Sull'uscio di casa insultai pesantemente la zia che aveva fatto piangere mamma, dicendo qualcosa come "brutta strega schifosa, vattena via e non tornare mai più!", ma lei non si scompose minimamente tanto meno mio papà: fui completamente ignorato, come se non esistessi. Consolai per interi giorni mamma e da quel momento adottai come scopo inconscio il renderla felice in ogni modo possibile, soprattutto diventando uno studente modello. I miei genitori vivevano da separati in casa ed io mi schierai definitivamente dalla parte materna.
Anonimo ha detto...
27 Marzo Mio padre scappa da me! è già 4 giorni che non viene neanche a pranzo, inventando scuse su scuse. E tutto questo è nato da un suo fraintendimento a delle mie parole. Mi spiace dirlo, ma non ho più forza e voglia di ricominciare un'altra volta da capo, avvicinandomi a piccoli passi per ottenere un rapporto così fragile da distruggersi alla prima sciocchezza. Max, non ce la faccio proprio più! Voglio ripartire da me, senza di lui. E' già da un bel po' ormai che sono me stesso: la mia psiche ha compreso e accettato tutti quei ricordi dolorosi e si è ricollegata al corpo maschile, non sono più attratto da nessuna tipologia di uomo, ma rimane questa tristezza per non riuscire ad entrare in contatto con la figura creata da Dio per essere una guida, una finestra sul mondo al quale vorrei affacciarmi.
Anonimo ha detto...
27 marzo Max, non volevo dire che bisogna dimenticare, ma raggiungere una consapevolezza tale da poter "andare oltre" i limiti che il passato ha posto.
30 Maggio ha detto...
Ragazzi: c´é una vecchia canzone che é stata rispolverata da "music for change",in youtube, la potete vedere in video: si intitola "Stand by mi". Io l´ascolto e la dedico al Signore: "Stai con me, per favore, stai con me Signore!" E una coordinazione di musicisti da "strada", con un incredibile talento. Potrebbe essere il nostro inno ragazzi e genitori: "Stand by mi Signore", "Non m´abbandonare in questo cammino". Invito tutti voi ad ascoltarla e dedicarla al Creatore che mai ci abbandona. Con affetto
30Maggio ha detto...
Dimenticavo: http://www.youtube.com/watch?V=US-TVg4ExM Se qualcosa é sbagliato basta andare su "Music for change" e selezionare "Stand by mi".
Anonimo ha detto...
27 Marzo Mio padre se prima mi ignorava ora mi guarda in modo cattivo, di sfida. Oggi prima di uscire mi ha fissato negli occhi e ha chiuso la porta senza salutare. Che brutta cosa! Oltre ad essermi impeganto per ristabile un minimo di rapporto dopo 20 anni di totale rifiuto nei miei confronti (a cui non do la colpa perchè ne ho compreso i motivi e dinamiche familiari) ora mi vedo pure sfidare da lui! Per quanto credessi di voler dimenticarlo mi accorgo sempre più che la mia mascolinità è profondamente connessa alla sua figura. Non mi fido più emotivamente di lui perchè lo considero instabile, passivo, depresso, anaffettivo, negativamente misterioso, ma nello stesso tempo devo conviverci in casa: non ce la faccio più a parlare a voce bassa e con lo sguardo fuggente.
Anonimo ha detto...
@ anonimo 27 scusami se mi permetto, ma dalle tue parole emerge rabbia, livore e amarezza nei confronti di tuo padre...non sei riuscito ancora a perdonarlo e fin quando non ci sarà perdono non potrai cambiare del tutto. accettalo così come è, se lui ti guarda con sfida, tu sorridigli...
marcoItaly ha detto...
Per Anonimo del 11 aprile Credo anche io che in fondo possa essere una difesa personale; il problema è decidere se uscire con loro e magari annoiarsi o comunque non stare bene oppure starsene da solo. Una volta sceglievo sempre e comunque la seconda "opzione", ora che le ho provate entrambe non so veramente quale sia la migliore... Io non sono mai andato in discoteca, e con loro in questi mesi sono sempre andato o a casa di qualcuno di loro oppure in locali tranquilli a bere qualcosa e parlare. Non so veramente più che fare con loro... il fatto è che spesso mi sento come tagliato fuori dai loro discorsi, non mi sento in sintonia con loro.
Anonimo ha detto...
27 Marzo E' qualcosa di talmente radicato che anche dopo aver compreso tutti gli aspetti psicologici che ci stanno sotto, è difficile riporre le fondamenta per un rapporto sano. Se io ho compreso ciò che è avvenuto nella mia famiglia, lui ha ancora le ferite dal padre autoritario per cui non è mosso dall'istinto naturale di essere guida, che io accoglierei senza scudi nè rimorsi. "dalle tue parole emerge rabbia, livore e amarezza nei confronti di tuo padre". Anche se potrebbe sembrare, non intendo affatto giudicarlo e non provo nessun sentimento negativo verso lui, ma è importante vivere con oggettività. Mio fratello rinuncia a VEDERE la verità, si sforza di comunicare col padre, anche se è evidente la difficoltà d'instaurare un dialogo. Spesso cambia i suoi modi d'essere per modularli a quelli del padre: si fa piccolo (si comporta come un bambino) come se inconsciamente volesse ristabilire l'ordine dei ruoli padre-figlio. E' solo in quel momento che mio padre stabilisce un faticoso collegamento, si fa grande di consigli tanto da giudicare lo stesso atteggiamento che il figlio ha messo in atto per lui, per mantenere un'immagine paterna forte e positiva, che in realtà disprezza. Io diversamente da mio fratello non ho mai voluto vedere qualcosa di diverso dalla realtà e questo mi ha portato ad odiare anche la parte più profonda di me stesso (mascolinità). I motivi per cui mio padre è sempre stato anaffettivo, triste e disconnesso sono molti e profondamente legati tra loro: dal padre autoritario alla moglie dominante, così come il lavoro stressante e ripetitivo. Io comprendo i motivi del suo malessere, ma non posso vivere qualcosa che non esiste. Mio fratello proprio per questo motivo ha sviluppato gravi problemi nervosi agli occhi ed è questa una costante di molti fratelli maggiori di omosessuali. E' importante capire, perdonare, ma non mentire a se stessi!
fr max ha detto...
Per Anonimo 27 marzo. Ciao caro, mi scrivi : Max, non ce la faccio proprio più! Voglio ripartire da me, senza di lui. E' questo il problema! C'è un compulsione anche in questo. I tuoi ultimi post lo sottolineano tanto da un lato l'idea di volerti distaccare da tuo padre, dall'altro quasi una maniacale osservazione di ogni suo atteggiamento . Questa distonia interiore non fa che affogarti di ansia e rabbia. Prova a guardare veramente cosa desideri dal rapporto con tuo padre e soprattutto a condividerlo con lui, al di là di quello che può pensar o volere lui. Inoltre ricorda che non è detto che la relazione di intimità con un uomo debba passare necessariamente da tuo padre. Se riuscissi a trovare un uomo con cui condividere quello che ti accade e che hai vissuto, sarebbe altrettanto valido. Hai bisogno di sperimentare che puoi fidarti di un uomo! Ti invito ancora una volta a non essere troppo analitico nel leggerti e soprattutto al fermarti a questo ! Troppa teoria serve a poco! Ancora un' altra dimensione importante : IL PERDONO. Avere misericordia per se stessi e per gli altri. Quanto fa bene!!! Ti abbraccio forte. Fr MAx per Rocco: Ciao carissimo, ben venuto. Bella pazienza a leggere tutti i post del blog:però hai fatto bene. Mi sembra di cogliere nella tua storia un forte dolore nella relazione con tua madre. Se ne vuoi parlare meglio e condividere quello che ti fa star male, siamo qui. Se ti va puoi scrivermi in privato, per parlarne meglio ( byronmp@libero.it ). Non tirarti in dietro ma forte nel desiderare la libertà .... va avanti! Ti benedico, Fr MAx
Anonimo ha detto...
27 Marzo Grazie Max, le tue parole mi ridanno la speranza che troppe volte abbandono. Sento profondamente che gli ostacoli che ho trovato e troverò sono funzionali a quello che è lo scopo della mia vita.
carlo ha detto...
Caro 39enne, si diventa sempre analiticissimi di se e delle figure di riferimento, una volta che si comincia una crescita all essere uomo, fino ad un certo periodo di vita siamo stati vittime parlo di me ma penso di potermi riferire anche alla maggior parte delle persone che come me hanno avuto e cercano di superare una omosessualità egodistonica, vittime " di una personalità fissata su di un narcisismo insano", il quale ci faceva essere solo concentrati sulla nostra falsa personalità, l altro quasi non lo conoscevamo, io ricordo che avevo una grossa vergogna di parlare dei miei genitori per come realmente li sentivo,spesso inventavo ai miei amici che erano persone come "super genitori",la mia personalità "falsa" parlava attraverso loro, io ero la voce dei miei genitori,l iperprotettività di mia madre era il mio modo di difendermi!!!!! Dopo poco però caro fratellino 27 marzo son d accordo con il gran Frate Max bisogna aprirsi all altro, ti invito come ho fatto spesso di farti sentire se vuoi, e di crearti delle altre amicizie maschili basate di sincerità, all inizio non è semplice essere subito naturali ma a piccoli passi ci si riesce, è quello che sta capitando a me,invito voi tutti a leggere l edipo trattato da Lacan e dirmi cosa ne pensate, penso ci possa far capire ancor meglio il disagio che abbiamo vissuto e che stiamo elaborando!!!! Abbraccio tutti di cuore
Anonimo ha detto...
27 Marzo Max, c'hai visto proprio bene, provo ancora tanta rabbia se non verso di lui, verso la sua figura di padre. Dopo un anno di ricerca di un rapporto ho capito che non può darmi la vera intimità maschile, la stessa che cercavo disperatamente nei rapporti con altri uomini. Adesso non riesco a guardare cosa desidero dal rapporto con mio padre perchè non mi fido più, troppa delusione e sconforto! So che sbaglio, ma sono umano e credo che certe cose siano davvero difficili da recuperare, specie se non dipendono solo da noi stessi. E' vero avevo delle aspettative, forse troppe, e vederle svanire mi ha lasciato solo rabbia generalizzata e vuoto interiore. Non so come sarà il mio futuro: non ho più sogni, mi sono illuso di poter cambiare qualcosa per cui ora è troppo tardi agire. Posso solo ripartire da me come padre di me stesso.
Anonimo ha detto...
27 marzo ma c'è qualcuno che è riuscito a risabilire i rapporti col genitore con cui aveva la rottura?
fr max ha detto...
Per anonimo 27 marzo. Dio sia lodato carissimo. Sono crollate le tua aspettative? Benissimo è già un grande passo. Le aspettative caricano la persona non solo di ansie eccessive ma soprattutto ricoprono l'altro di quello che probabilmente non è . Pensa a quando viene eccessivamente idealizzata la figura di un padre ( odi un altra persona significativa) che non esiste realmente o non corrisponde a quello che hai...! Cosa succede? Il crollo! Questo perchè tuo padre non risponde a quello che ti aspetti nella tua mente. L'esito è quello che non riesci a conoscerlo e a guardarlo per quello che è realmente! Questo parte sempre da un profondo bisogno di trovare un punto di identificazione forte che nell'età infantile è tanto presente e necessario. Quando si cresce però al di la di tutto, occorre imparare a guardare l'altro (padre compreso) per quello che è. Ricorda che il mestiere di Padre e in generale di genitore non si apprende per scienza infusa o perchè scritto nel nostro DNA. Padri si diventa! Allora come comportarsi di fronte a questi padri ostili, chiusi, autoritari, periferici, etc etc??? Cercando di COGLIERE CHE ANCHE LORO FORSE SONO STATI DEI FIGLI, FERITI A LORO VOLTA CHI SA DA CHI che non hanno saputo rispondere a pieno a quello che potevano essere le tue aspettative di bimbo. Ma ora inizi ad essere grande e a poter capire CHE DIETRO OGNI ECCESSO C'E' SEMPRE UN GRAN DOLORE!!! Allora cerca di guardare questo papà con uno sguardo diverso. Quello sguardo con cui il Padre tuo che è nei cieli ti Guarda ogni giorno, senza giudicarti. Cerca di capire che dietro quell'eccesso di silenzio o di arroganza o di indifferenza c'è sempre un grande dolore. Di fronte a tutto questo come fà a non sgorgare una lacrima di commozione? Quando ciò acccadrà inizierai ad essere un uomo: perchè INIZIERAI A NON GIUDICARE , NE A SBATTERE I PIEDI PER TERRA ....MA A CERCARE CAPIRE!!! Ti abbraccio forte. Buona feste delle Palme a te e a tutti. Fr MAx
Eracle ha detto...
X Anonimo 27 Marzo: secondo me tuo padre in questo momento è INVIDIOSO di te. Perchè si è accorto che tu sei maturato e sei riuscito ad acquistare molta della sicurezza interiore che prima ti mancava e che lui invece NON HA, pur essendo molto più grande di te! Per questo ha atteggiamenti di sfida verso di te! Lui è immaturo rispetto a te, ed è lui che non vuole crescere e questo lo dimostra con i comportamenti infantili con cui per esempio ti evita per giorni e giorni. Tu hai fatto DI TUTTO per capirlo ed aiutarlo e lui lo sa perfettamente, ma non lo apprezza ed è evidente che, almeno per il momento, non ne vuole sapere di avere un rapporto da UOMO ad UOMO con te, è una persona COMPETITIVA persino con il figlio!....Per cui fai bene a staccarti dalle aspettave che ti sei fatto su di lui, perchè per ora non è disposto a venirti incontro come tu invece fai con lui!.. Sono convinto che in tuo padre la questione non è tanto il fatto di non essere stato capito, perchè da te ha avuto tutta la comprensione di questo mondo, forse anche troppa, il fatto è che è una persona profondamente ORGOGLIOSA che non vuole riconoscere i suoi limiti.... E non si tratta di volerlo giudicare o condannare, ma semplicemente di riconoscere la realtà dei fatti! Il tuo percorso di maturazione secondo me deve proseguire, come hai accennato tu, nel farti tu stesso da padre, non hai più bisogno di lui, ci sei tu al centro della tua vita, non tuo padre, e ormai tu sei un ADULTO.
fr max ha detto...
Parlare di padri gelosi, in competizione con i propri figli può essere anche vero per alcuni aspetti ma non va al cuore del problema. Questi padri così bramati e divorati di aspettative, forse sono PERSONE FERITE. La via della comprensione è forse la strada più vicina alla maturità. Pensate a quante volte un padre ferito di fronte a un figlio che gli chiede di aiutarlo a crescere, abbia solo desiderato scappare perchè travolto dal senso d'incapacità; è allora cosa si fa in questi casi? Solo una luce: ....CERCARE DI CAPIRE!!! Un abbraccio Fr MAx
Anonimo ha detto...
27 Marzo Grazie Eracle! Sì, mio padre è un uomo molto orgoglioso, tende sempre a dare la colpa agli altri e a difendere la sua fragilità oppure a "salire in cattedra" e dispensare consigli su come è giusto comportarsi. Io dall'altra parte devo imparare ad accettare e capire il suo essere per quello che è perchè è l'uomo che Dio ha scelto per me. Più che invidioso credo che abbia paura di me, spesso quando ci troviamo di fronte per casa scherzosamente fa il gesto di "castrarmi" e questo riassume un po' tutto. Io gli ho chiesto se era diventato un "padre castrante" e lui si è innervosito molto. Ormai è da una settimana che si inventa impegni per non essere a pranzo con me. Comunque devo imparare a volergli bene per quello che è.
30 maggio ha detto...
27 marzo, mio marito é stato un papá simile al tuo e in aggiunta rigido nell´educare i propi figli: ma non ha fatto altro che seguire le orme di suo padre. Io invece, vuoi per questioni culturali o altro, ero piú light in merito. C´é sempre stata una certa discordanza di criteri in quanto all´educare i figli. Io peró ricordo la sua emozione quando sono nati i suoi ragazzi, la sua gioia. Ricordo anche quando adagiava suo figlio sulla sua grande pancia e gli accarezzava la schiena per farlo dormire. La preoccupazione quando si ammalava e, quell´omone di un metro 90 che, quando portavo i figli oltre oceano per far visita alla mia famiglia, entrava nella loro stanza, guardava le loro scarpette e si metteva a piangere dalla nostalgia. Dietro a quella corazza c´é sempre stato un cuore che si scioglieva per i figli. Quando le cose iniziarono a diventare tese e difficili, quando i rapporti fra lui e suo figlio iniziarono ad essere distanti, conflittivi, difficili, si spaventó e, nonostante la sua mole fisica, non seppe come reagire, si sentí disorientato, si sentí fragile dinanzi a una situazione che per lui era sconosciuta. Come tu stesso hai detto: siamo umani, ed é con umanitá che dovremmo volgere lo sguardo verso coloro che ci hanno feriti. Dietro ogni comportamento esiste una ragione, ma il perdono, PER DONARE, fa bene a chi lo dona e a chi lo riceve. Un abraccio
Eracle ha detto...
X Anonimo 27 Marzo: sei un grande ad aver risposto così a tuo padre!! :-D Hai centrato in pieno quando gli hai detto che è CASTRANTE per questo poi si è arrabbiato, si è sentito letto nel profondo... purtroppo l'orgoglio è davvero il PEGGIORE tra tutti i vizi, è un veleno che subdolmente distrugge l'anima dal di dentro e uccide l'amore! Devi pregare tanto per la sua anima, perchè evidentemente ha il cuore indurito! Quel gesto è solo apparentemente scherzoso, nascondeva la verità!.... A lui inconsciamente fa comodo avere un figlio "castrato" perchè avendoti avuto così sempre come maschio a confronto avrebbe potuto continuare a mantenere nascoste meglio le sue di debolezze di uomo. Adesso, vedendoti cresciuto, rafforzato e maturato, si è reso conto che non potrà più usare te, con la tua mascolinità "castrata", per trovare la conferma alla sua virilità, insicura e debole!....ed è andato in crisi! Se si sente minacciato ed ha paura di te è proprio perchè è invidioso, lui inconsciamente ha interesse nel fatto di vederti inibito nella tua identità sessuale maschile e che tu rimanessi tale.
Anonimo ha detto...
27 Marzo Bellissima l'immagine di tuo marito tenero e preoccupato per i figli. Anche mio papà era così prima che diventasse fragile; la tristezza l'ha portato ad erigere muri per proteggersi: l'amore si è trasformato in dovere, rifiuto ed infine in paura del suo stesso figlio, che stava iniziando a sviluppare quelle caratteristiche che lui aveva perso già poco dopo il matrimonio.
Anonimo ha detto...
27 Marzo X Eracle Credo che lui coscientemente sia felice nel vedermi maschio, sicuro, forte e sereno, ma inconsciamente lo infastidisca perchè come hai detto: "si è reso conto che non potrà più usare te, con la tua mascolinità "castrata", per trovare la conferma alla sua virilità". Lui all'esterno deve "lottare" con uomini molto più forti e sicuri di sè per cui, almeno in famiglia, vorrebbe esprimere le sue fragilità nascoste, senza esserne guidicato e soprattutto senza rendersene lui stesso conto, convincendosi così che la sua virilità è intatta.
carlo ha detto...
Eracle, non parlerei di invidia del Padre di 27 Marzo, forse è un padre che non vuole che il figlio cresce, in quanto la crescita di un figlio equivale alla sua perdita, il ragazzo diventa adulto e indipendente come dovrebbe essere normale che sia e, padre e madre ritornano da soli, mia madre si mostra molto protettiva e spesso è castrante, ma questo è il momento giusto per diventare persone mature è così, i genitori non cambiano siamo noi figli che dobbiamo crescere!!!!! buona Pasqua
marcoItaly ha detto...
Mah, non riesco ad essere felice... Ho un lavoro che mi piace, la mia famiglia mi supporta e mi sta accanto, ma non mi sento felice... al di fuori del lavoro non so che fare, nell'amicizia con coetanei non ho trovato niente e mi stanno tornando le paure di una volta, quelle in cui mi sento a disagio in mezzo a altri coetanei... Devo ancora trovare una dimensione nella quale sentirmi veramente bene. Spero di trovarla prima o poi.
fr max ha detto...
A tutti i ragazzi del Blog. Fratelli nel buio di ogni notte c'è sempre una luce che può brillare .... A volte è difficile vederla...e allora fidiamoci se qualche Angelo riesce ad indicarla.... Un sì può volere dire ....RICOMINCIO DA QUI ! E allora questa notte non sarà più la notte buia del silenzio e della solitudine. Una Luce brilla nella notte per indicarvi la strada e per illuminare i passi compiuti che altrimenti non vedresti !! E' la Luce che questa notte viene a mostrarti dove si può arrivare nell'Amore...Vero!! Grazie a ciascuno di voi già solo PER AVERCI PROVATO A GUARDARE QUELLA LUCE !! Quella Luce, Gesù Cristo, vi Benedica per ieri , per ora e per sempre !! Vi abbraccio e vi benedico. Una Santa Pasqua!! Fr MAx
Anonimo ha detto...
27 Marzo Ho visto la conferenza di Nicolosi e mi ha colpito una parte non presente nel libro: quando il terapeuta propone delle immagini femminili al paziente e lo assiste emotivamente. Molti di noi considerano le donne come amiche del cuore, prolungamento di quel rapporto materno mai cresciuto, mai evoluto in qualcosa di più importante. Oppure l'opposto, come qualcosa di brutto a causa di un rapporto conflittuale con la madre. Qualcuno che si è rivolto ad un terapeuta sa qualcosa di più su questo lavoro sull'immagine femminile?
Anonimo ha detto...
27 Marzo "Non son degno di te, non ti merito più" queste le parole che canticchia mio padre quando mi è vicino. Questa la risposta che tengo dentro di me: "non è vero sei mio papà e ti voglio bene!"
carlo ha detto...
Spesso durante il mio percorso di crescita le paure mi assalgono e mi fanno sentire impotente, ma non deve essere così, le tentazioni quando sono in tenzione e pieno di stress mi rendono tante difficoltà,figuratevi che chiedere delle giornate libere al lavoro per la scuola di specializzazione mi fà vivere ansia, è tutto dovuto alla paura del giudizio degli altri cosa che mi ha sempre bloccato di dire ai miei e a mio Padre in modo particolare, che ho vissuto l omosessualità e che spesso alcuni pensieri ancora mi assalgono.Anzicchè parlarne con i miei cari facevo telefonate a caso e mi masturbavo parlando a telefono.E' proprio una malattia l'omosessualità quando ti serve come scudo protettivo alle insicurezze, ora voglio essere la persona che ho mentalizzato ma è tutto poco semplice perchè il satanco bambino lagnoso si fa sentire spesso!!!!! Un bacione e frate Max consigliami come affrontare secondo te le violente ossessioni che nello stress prevalgono la ragione rendendomi una doppia personalità nella quale la principale non ha niente a che fare con l'altra anzi non la conosce neppure!!!!!!!!!!!!!!!!!?????????????
Paride ha detto...
Ciao Carlo, mi permetto di rispondere al tuo messaggio, e spero non arrivi prima di quello di p.Max! Ma prima ti volevo ringraziare per la risposta che hai dato al mio post. E' stato un pensiero positivo che tengo a mente da giorni! Vorrei dirti di non dubitare mai che andra' tutto bene e che questa spazzatura che portiamo dentro ha i giorni contati. Non possiamo dire quando, ma sappiamo per certo che e'cosi': perche' altri ci sono riusciti prima di noi e ci stanno riuscendo in questo momento, perche' lo vogliamo con tutte le nostre forze (!!!) e perche' ora non siamo piu' soli, ma ci siamo rivolti a Cristo!
Anonimo ha detto...
27 Marzo Carlo, credo che per tutti noi sia così o almeno anch'io mi ritrovo nelle tue difficoltà. La mia identità maschile è fragile o meglio è quella di un bambino che sta imparando da solo. L'identità gay mi permetteva di entare in contatto con i coetanei senza ansia perchè eliminava tutte le incapacità di essere maschio (come mio padre) e di relazionare con i maschi (simili a mio padre) autoescudendomi dall'esserlo. Ma così mi sentivo sempre più solo dentro e le amicizie che creavo erano basate sul nulla, sullo spettegolare, erano attaccamenti morbosi di autocompiacimento. Ora sento la stessa tua ansia ad affrontare anche le più piccole cose, ma la vivo da testimone, la osservo dall'esterno e arrivo a comprendere che ha una ragione d'essere. Se prima mi disperavo perchè provare disagio mi faceva sentire un perdente, un incapace , un diverso ora è uno stimolo a continuare perchè è il sintomo che qualcosa di molto profondo si sta smuovendo provocando turbamenti d'anima.
Anonimo ha detto...
Ciao a tutti.. mi sono appena iscritto al blog e forse è il posto che stavo cercando. Mi vergogno un po perchè mi sa che sto diventando omosessuale..è da sempre che ho il sospetto di essere diverso dagli altri. da sempre mia mamma mi diceva che se volevo portare a casa una ragazza potevo farlo, ma io non ne sono mai stato interessato,preferivo la compagnia dei ragazzi e per me non era mai stato un problema la cosa!pensavo fosse normale! Se non chè con l'avanzare dell'età, scaricando materiale pornografico, i corpi maschili mi attiravano di più di quelli femminili...ed è cosi che sono finito a scaricarica roba a sfondo omosessuale...e me ne vergongo molto! ho cercato in tutti i modi di scacciare questo pensiero dalla mia testa...ma puntualmente mi ritrovavo a guardare quei filmati e..non so se si può dire su qst sito..ma immaginate! Sino a poco tempo fa mi ero limitato a quello combattuto tra il desiderio e il senso di sbagliato...ma ultimamente ho provato molta attrazione verso un mio compagno di università! bello..moro..fisicato...siamo diventati amici e abbiamo iniziato a studiare assieme quando una settimana fa..mi sono ritrovato in una situazione al momento molto eccitante e mi sono lasciato trascinare (non ho fatto molto lo giuro) però ora sono di nuovo qui combattuto tra la voglia di rifarlo e quella di non farlo più! cosa devo fare? io e questo ragazzo siamo molto amici..non voglio evitare di vederlo per paura di rifare quello che vorrei fare ma che non vorrei fare.. @.@ help!
carlo ha detto...
Grazie Paride le tue parole sono preziose, fratellino 27 Marzo sai psicologi si nasce e tu lo sei, fatti sentire quando vuoi, ricorda caro 27 che chi ha provato le sofferenze e le ha superate diventa il migliore Psicologo. Come ho già altre volte detto in questi ormai quasi due anni ho fatto passi da gigante, farò di sicuro sempre meglio perchè le ricadute non si presentino più, negli ultimi tempi stò provando una cosa fondamentale "l'essere il più possibile me stesso" quando parlo con la gente, prima era soltanto un parlare di pettegolezzi e di cose senza valore.Pensate che ho anche cominciato un tipo di abbigliamento più maschile in passato neanche riuscivo a portare una camicia dentro al pantalone, compravo solo maglie e maglioni di due misure più larghe stile donna al sesto mese, adesso amo il mio vero essere uomo ma a volte le insicurezze bambine mi assalgono e le tentazioni bastarde prevalgono.Più passa il tempo e più sono attratto fisicamente dalla donna, ringrazio Dio, voi e Nicolosi. Spero un giorno vicino di bere una birra con alcuni di voi!!!! Grazie e come sempre vi voglio bene e siamo FORTI!!!!!!!!!!!
berserk ha detto...
scusatemi, mi sento solo n quello che mi è accaduto e vorrei chiedervi se c'è qualcuno di voi che fino a una certa età ha creduto di essere eterosessuale e ne era felice, dopodichè ha perso improvvisamente l'attrazione per le donne e scoperto quella per gli uomini. perchè è quelli che è successo a me. sono costantemente depresso, ci penso 24 ore su 24 e vorrei morire ma non mi levo la vita per non fare soffrire nessuno di miei cari. già dev'essere difficile essere omosessuali dalla nascita, figuratevi come dev'essere illudersi di essere eterosessuali e poi cadere nel marciume dell'omosessualità. sento che tutto questo non ha rimedio se non quello di reprimere le pulsioni e aggrapparsi a una fede (per chi ce l'ha). mi sembra di essere stato maledetto. scusate lo sfogo
fr max ha detto...
Per l'anonimo del 3 maggio. Ciao carissimo. Ben venuto!!! Son contento che in questa momento della tua vita in cui stai percependo dei cambiamenti dentro di te, scegli di chiedere aiuto e di capire cosa stia succedendo! Molto spesso si agisce solo per sentire ...andando avanti e dando ascolto al solo impulso e poi...ci si ritrova con tanta amarezza, delusione, vuoto....e isolamento. Hai solo accennato a qualcosa di te. Prova a raccontarti un po' di più nella tua storia personale, per aiutarti a focalizzarti un po' di più. Partirei però dal considerare alcune cose: il ricorso alla pornografia in internet, la pratica dell'attività omosessuale continuata (ovvero gli atti sessuali) non ti aiuterà nel tuo discernimento, ma diverrà occasione per alimentare circoli viziosi di dipendenza continua e sempre più intensa che rischiano di accrescere i tuoi stati ansiogeni (angoscia, paura, tristezza, nostalgia). Se riesci, in questo momento di confusione, evitali !!! La storia con il tuo collega universitario mi sembra di capire sia partita da un legittimo desiderio di amicizia...che si è trasformato in un attrazione compulsiva, cioè indesiderata (il tuo gioco di parole vorrei fare....non vorrei fare...., credo parli di questo !!!). E' accaduto dunque qualcosa! Io comincerei da te e dalla relazione con te stesso: -Chi sei ? -Come ti senti? -Come ti vedi? - Come ti pensi? - Come pensi ti vedano gli altri? - Cosa accetti di te e cosa non accetti di te ? Se vuoi puoi scrivermi in privato. Sarò felice di ascoltarti (byronmp@libero.it). Ti abbraccio. Non sei più solo. Fr Max
fr max ha detto...
Per berserk Ciao Carissimo! Mi addolora davvero sentirti così angosciato! Non vedere una luce è terribile e chi nella propria vita lo ha sperimentato, in qualunque ambito, può sapere cosa significa. Non vorrei sminuire la tua angoscia ma cercare di riportarti a guardare anche il buono di quello che la tua vita è stata fin ora. E soprattutto vorrei invitarti a relativizzare il problema: TU NON SEI UNA PULSIONE OMOSESSUALE VIVENTE !!!! Sei una persona! Sei un uomo ! Questo non devi mai perderlo di vista, perchè significa perdere di vista la propria dignità, ovvero quello che ti caratterizza. Passando a quello che scrivi io direi che l'attrazione per le donne non è che si perde con uno schiocco di dita dall'oggi al domani !!! Qualcosa è accaduto e sta accadendo nella tua vita!! Inoltre non credo che tu sia stato maledetto o pensato in modo sbagliato . Si tratta di guardare più in profondità. Non fermarti alla superficie delle cose!!!! Vai più in profondità. Trova un cuore amico disposto ad accogliere quello che stai vivendo: il primo passo è LASCIARSI AIUTARE ! Io se vuoi ci sono!! Un abbraccio e continua a camminare!! Fr Max
Anonimo ha detto...
27 Marzo Non si nasce omosessuali!!! Un uomo può essere eterosessuale per 60 anni e poi in relazione all'ambiente cambiare orientamento sessuale. Purtroppo oggi si è diffusa l'idea dell'innatismo dell'omosessualità per cui chi cambia orientamento nell'età adulta crede di aver mentito a se stesso e agli altri per una vita, vedendosi come un fallito! Siamo creature in continua evoluzione e anche l'orientamento può mutare poi sta a noi decidere se accettarlo o volerne comprendere le ragioni. Diverso è per chi è partito con un orientamento omosessuale; Nicolosi fa uno studio straordinario sui bambini pre-omosessuali che nell'età dello sviluppo ormonale si scoprono attratti dallo stesso sesso, mentre se vengono cambiate le variabili all'interno della famiglia recuperano la mascolinità. Le variabili possono essere l'invadenza della madre, che non permette lo sviluppo dell'autostima e della capacità di agire nel mondo o l'assenza del padre, che non permette un'identificazione forte. Riequilibrando queste costanti familiari il bambino si scopre eterosessuale perchè recupera la percezione di sè come maschio ed è naturalmente attratto dal suo complementare.
30 maggio ha detto...
Appunti presi da una conferenza di Richard Cohen dal titolo "dipendenza sessuale": L´Universitá Americana di Pediatria afferma che non esistono cause biologiche per la SSA,nessuno nasce con SSA. L´ SSA é un impulso riparativo a certe condizioni emotive, mancanza di vincolo, necessitá di connessione, paura all´intimitá con il sesso opposto. La tua anima é ferita e ti usa per curarsi, peró il tuo corpo non é stato fatto per questo. I desideri di rapporti con persone dello stesso sesso sono messaggi della tua anima che vuole attirare l´ attenzione. Chiedi a Dio di farti capire il significato della tua attrazione. Masturbazione: il desiderio di masturbarsi avviene quando il bambino interiore inconsciamente vuole attenzione. É un veicolo per connettarti con te stesso . Ë un modo per sostituire l´intimitá (non mi fido che altre persone si prendano cura di me, allora io ho cura di me stesso) Premio: "Sono stato bravo, mi premio" (non hai nessuno con cui condividere la tua soddisfazione) Evadere o zittire un dolore emotivo. La masturbazione puo diventare dipendenza: é sufficente ma non é mai sufficente. Bisogna rompere il circolo vizioso. Soluzioni: respira profondamente fino ad ottenere calma fisica e psichica. Perdona te stesso prima o dopo esserti masturbato. Prega. Cerca una risposta: "Dio fammi capire il significato di tutto ció". Ascolta la risposta. Scrivi un diario e identifica ció che ti aggancia a questi impulsi. H= hungry (fame), hai fame,hai bisogno di qualche cosa. Di cosa? A= anger (rabbia, irritazione), sentimenti non espressi: evasione L= loneliness (solitudine), fare compagnia a se stessi T= tiredness (stanchezza, stress), masturbandomi mi rilasso, mi mi prendo una vacanza. Se leggiamo le maiusole dall´alto al basso, risulta la parola tedesca HALT: STOP Identifica le cause e prendine il coltrollo. Non isolarti: (durante il processo di sanazione é facile diventare introversi).Fai sport, aiuta qualcuno che ha bisogno Descrivi le tue fantasie nel diario: chi ti attrae, dove, come ecc. Scrivi degli appunti cercando di identificare le cause dei tuoi impulsi
Anonimo ha detto...
27 Marzo Spesso mio padre nei pochi minuti in cui ci troviamo da soli mi tratta come un neonato, neanche come un bambino. Attira la mia attenzione con suoni del tipo: papapà, cicicì, cucucù... Di solito non riuscivo a capire cosa succedeva, ma ora da testimone esterno comprendo che diventavo un bambino, cominciavo a comunicare con lui con suoni e parole scollegate: solo così si poteva entrare in contatto! Mi rendo sempre più conto che il mio problema non derivava solo da un'assenza paterna e un attaccamento morboso materno, ma da dinamiche assurde!!! Mio padre è legato a me con lo stesso rapporto di quando mi faceva addormantare o cambiava il pannolino. In effetti la rottura tra i miei genitori è avvenuta quando andavo all'asilo (4 anni) e da quel momento è stata solo mia madre ad occuparsi fisicamente ed emotivamente di me. Oggi all'ennessimo "cucucù, papapà" gli ho detto "guarda che ho 20 anni, non sono un neonato!" e lui si è chiuso in sè rimuginando per ore e staccandosi totalmente. Qualcun altro ha notato questa cosa?
Elena ha detto...
Per Anonimo 27 marzo. Certo, è successo anche a me. Quando ho iniziato il mio cammino sentivo chiaramente che dentro di me coesistevano due “persone”, quella adulta ed autentica e quella di cui dovevo liberarmi (la bambina insicura) che sentivo come una presenza estranea. In realtà (l’ho capito soltanto più tardi) non dovevo “liberarmi” della bambina ma dovevo farla diventare adulta. Quando i miei genitori mi trattavano come una bambina io reagivo con rabbia e spesso non gli rispondevo neanche: avevo l’impressione che interagendo con loro in quei momenti avrei continuato ad alimentare la bambina che ancora c’era in me. Quindi, anonimo 27 marzo, se i tuoi genitori ti trattano da bambino è perché in parte lo sei ancora. Quando riuscirai a far crescere il bambino che c’è in te anche l’atteggiamento dei tuoi genitori cambierà. Non ti aspettare che ti aiutino a diventare adulto, non è nelle loro possibilità. Devi crescere da solo, soltanto allora ti considereranno con stima e rispetto. Questo almeno è ciò che è accaduto a me. Coraggio! Devi avere tanta pazienza, il cambiamento richiede tempo perché crescere richiede tempo. Elena
Anonimo ha detto...
27 Marzo Grazie Elena, come credo tutti quelli che vengono dalla nostra dimensione familiare, i miei genitori non hanno le possibilità di aiutarmi a crescere, i loro istinti naturali sono stati piegati da un ambiente distorto. Mia mamma si porta dietro ancora il bisogno d'amore che la tragica morte del padre ha portato via con sè e mio padre ha un'identità maschile ferita da un padre autoritario e freddo. Anch'io sono convinto che sapranno volermi bene in modo corretto e sano solo quando sarò riuscito a crescere da solo.
Anonimo ha detto...
Salve a tutti. Volevo approfittare di questo spazio per esprimere quelle che sono le mie paure e i miei dubbi. Sono un ragazzo di 19 anni che ha scoperto da appena 2 mesi di essere omosessuale. Ho provato a chiedere aiuto a una psicologa del consultorio, ma la risposta che ho ricevuto è stata che l'unica cosa da fare era accettare questa situazione. Questa breve introduzione serve per presentare quelle che sono le mie incertezze. Ho letto che molti psicologi non considerano l'omosessualità come un problema, anzi esortano le persone a viverla liberamente ( l'Oms non la considera più come malattia dal 73). Su di un commento precedente, inoltre, mi pare di aver letto che circa il 70% delle persone che intraprendono questa via non giungono ad alcun risultato. Io stesso, dopo il primo periodo di sbandamento e grande sofferenza, temo di essere giunto al punto di accettare questo stato come normale. Ho paura, cioè, di aver perso quel desiderio di cambiare che, da quanto ho letto, si pone a principio del cammino da intraprendere Aggiungo che queste non voglio essere delle critiche, bensì dubbi che, immagino, siano non solo miei, ma anche di altre persone. Ho paura a rivolgermi a uno specialista, perché penso che il consiglio che mi darebbe sarebbe quello che ho già ricevuto. Cosa devo fare?
Anonimo ha detto...
Aiutatemi! Non voglio essere omosessuale! Ma da solo non ce la faccio! ho impulsi sessuali troppo forti!
Anonimo ha detto...
27 Marzo Anch'io sono un appassionato di percentuali, ma in questo campo ho capito che servono a ben poco perchè ognuno ha una storia unica ed irripetibile. Il 70% degli studenti si ritira o non conclude l'università: seguendo questo dato anche il 30% restante dovrebbe scoraggiarsi e ritirarsi, invece molti riescono a laurearsi con serenità. Non siamo dei numeri: ogni persona è un universo nel vero e proprio senso del termine, che in ogni istante crea la propria realtà attraverso la scelta. Hai spiegato alla specialista che la tua omosessualità è egodistonica e che c'è un articolo che regola questo disturbo? L'omosessualità egodistonica non può essere fatta accettare perchè il soggetto ne ricollega inconsciamente la causa, che spesso è traumatica, per cui non potrà mai accettarla completamente. Gli psicologi che agiscono in questo senso compiono un abuso di professione perchè si prendono il diritto di decidere per il paziente, che invece chiede altro!!! Gli psicologi purtroppo non sanno nulla di questo argomento, anche se molti autori (Freud, Piaget e tanti altri) che si occupano della crescita psicofisica nell'infanzia ne parlano chiaramente. Fin dalla notte dei tempi la scienza si è mescolata con il politicamente e socialmente corretto per cui l'unica soluzione è rivolgersi ad uno psicoterapeuta del Narth che ben conosce la terapia riparativa di Nicolosi. Ci sono anche tanti libri che permettono di comprendere tutti gli aspetti dell'omosessualità e riconoscere facilmente le dinamiche particolari di ciascuno.
fr max ha detto...
Per l'anonimo angosciato del 6 maggio. Ciao Carissimo. PAce a te. Cerca di star sereno nel senso di ben sperare che anche per c'è la possibilità di relazionarti in modo sano con la tua vita e con i maschi e non da schiavo. Le pulsioni egodistoniche sono inversamente proporzionali alla crescita nella stima di te, all'accettazione della tua storia (cammino di guarigione), al condividere con qualcuno quello che ti abita (creare relazioni intime con gli altri) e nell'imparare a riascoltare il tuo sentire ovvero la tua emotività (distacco difensivo). Rivolgiti al NARTH (sezione Italiana) per chiedere degli accompagnatori di fiducia e poi inizia a legger qualcosa. Dai un occhiata alla mia tesi che trovi sul Blog e che sintetizza un pò il lavoro di Nicolosi! Non seguire le percentuali ma guarda alla tua storia che è unica e scoprirai che c'è Qualcuno che in questa storia non ha mai cessato di scommettere su di te!. Sei ancora molto giovane e puoi camminare liberamente. Io ci sono se hai bisogno. Ti benedico Fr MAx
mr ha detto...
anonimo 3 maggio : Mr si forse hai ragione..mi inquadro un attimo sono un ragazzo di 24 anni e ho avuto un infanzio e una giovinezza normale...tanti amici, scuola e famiglia bene..di quello non mi posso assolutamente lamentare!però come detto non ho mai avuto rapporti con nessuna ragazza perchè completamente disinteressato! non ho nemmeno problemi di autostima..sono un ragazzo carino e molte ragazze mi stanno sempre intorno,e con qualcuna di essa mi sono obbligato a provare a starci assieme..ma nulla! interesse per loro zero!come amiche va bene..ma nessun sentimento oltre l'amicizia e nessun desiderio appunto di creare una famiglia o nessun istinto sessuale di alcun tipo. e poi sta sensazione di sentirmi diverso sempre...e in fine la scoperta di essere attratto dai ragazzi appunto! la cosa mi spaventa ora che ho capito cos'era che nn andava..e sinceramente sta cosa non mi va giù! in più ora che ne sono consapevole..ho sempre fantasie su quel mio amico di facoltà... non ci sto più a capire nulla! gli altri penso mi vedano come sempre..ma sono io che sono cambiato..non mi sento più quello di prima!di me accetto tutto tranne questa ultimà novità!
fr max ha detto...
Per l'anonimo del 3 maggio Mr Non si tratta carissimo di capire il problema o l'inceppo dove sta!!! Il punto di partenza è quello che conta. Parli di assoluta mancanza di attrazione per il sesso femminile. A volte succede che si assume verso una realtà di cui si ha timore o paura anche inconsapevole, una certa distanza. Quello che potrebbe esserci nei confronti delle donne, ovvero una distanza che metti. Ti senti distante da loro? Ne sei dominato? Non lo sappiamo; bisognerebbe entrare nella tua storia! Idem per l'attrazione per i maschi. Com'è in realtà il tuo rapporto con loro? riesci a sentirti libero e in sintonia piena quando sei insieme ai tuoi pari? Come li avverti con te? Trovi quella competizione e quella complicità che è tipica un po' delle relazioni maschili? Ti apri con loro facilmente? O li guardi a distanza sapendo che non possono capirti ? Li invidi perchè hanno tutto quello che a te manca o non ti fa problema tutto ciò che riguarda i tuoi pari? Se qualcosa emerge da tutto questo è perchè in qualche luogo del tuo cuore tendi a difenderti! E se tendi a difenderti vuol dire che hai sofferto e la sofferenza spesso implica la relazione con gli altri e i Primi altri sono sempre i primi volti che abbiamo incontrato quando siamo venuti alla luce. Ti benedico Fr Max
MIchele ha detto...
E' tanto che non scrivo ma leggo spesso i vostri commenti perchè per me sono una luce, un "ce la posso fare, non sei solo in questa lotta" come spesso mi sento (Ad esempio anche ora!).Per Fr Max...la tua scheda la sto compilando con molta calma: mi sto prendendo tempo (anche troppo!)devo trovare un pò di tempo per me ma col lavoro sto spesso impicciato e ritagliarmi del tempo tutto mio è difficile (è un mio difetto me lo dicono in molti!)! Mi sono rimpromesso che a giugno finisco tutto e ti invio ogni cosa. Grazie per la disponibilità, la pazienza e la tua preghiera (ne sono sicuro!) Col mese mariano ho cominciato un nuovo "fioretto" di completa astinenza da pornografia e masturbazione..e se riesco a portarlo a termine vorrei continuare così. Mi sento meglio anche se a volte sto "un pò giù": ho così scoperto che quello che ho tolto era un buco per colmare un vuoto che ora sto cercando di colmare con altro (tipo andare a correre ma anche con la preghiera!). Spero funzioni anche perchè devo ben capire da cosa viene questo "star giù".Vi terrò informarti. Buona lotta a tutti.Michele
Amministratore del blog ha detto...
AVVISO A causa di un problema tecnico, il provider di questo blog (Blogger Blogspot) ha bloccato per alcuni giorni l'attività del blog cancellando i post e i messaggi pubblicati da 9 al 14 maggio. E' stato possibile recuperare soltanto i seguenti due messaggi di anonimo 27 maggio (pubblicati il 9 maggio). Grazie a tutti per la partecipazione
Anonimo ha detto...
27 Marzo Grazie del video della conferenza di Nicolosi, spero riusciate a mettere anche la 2^ parte :-)
Anonimo ha detto...
27 Marzo Può sembrare un controsenso, ma sono arrivato a pensare che molti di noi da piccoli erano bambini molto maschili, più della norma (senza una figura maschile la mascolinità nel bambino esplode senza freni, se la madre non subentra con comportamenti innaturali). Questa inclinazione provocava problemi all'interno della famiglia perchè un padre fragile si sente in difficoltà, ha paura che crescendo venga desautorato e una madre apprensiva disapprova un agire maschile. Così inizia l'opera (più o meno inconscia) di modellamento secondo le esigenze del benessere familiare. Ho dedotto ciò dal gesto di "castrazione" che mio padre ancora oggi compie con tono scherzoso: invece di favorire l'emergere dell'istinto maschile nel figlio lo teme e cerca di eliminarlo. Ragazzi, oggi riesco a non essere più influenzato da queste dinamiche, ma resta comunque doloroso e triste scoprire giorno per giorno che la propria sofferenza è stata "architettata" dalle persone che avrebbero dovuto condurti a scoprire la bellezza del mondo.
Paride ha detto...
Per Anonimo 27 marzo. Mi permetto di risponderti perché ho letto diversi tuoi messaggi. Hai scritto che stai male quando scopri che “la propria sofferenza è stata "architettata" dalle persone che avrebbero dovuto condurti a scoprire la bellezza del mondo”. Ma accidenti! Ma chi è tuo padre? Un criminale? O un povero diavolo come tanti dei nostri? Ma ti pare che se qualcuno gli avesse insegnato “la bellezza del mondo” sarebbe andata così la tua sua e la storia di tanti di noi? Non potrebbe essere anche lui vittima quanto te, e forse anche di più (e per questo ne dovresti essere grato a Dio e per questo ancora dovresti avere più compassione di lui) perché comunque tu (e io) la prospettiva di una via d’uscita l’hai trovata, per migliorare la tua (la nostra) vita. Poi per il resto vabbe’… incrociamo sempre le dita e speriamo cha vada tutto bene! Scusami se mi permetto questo tono con te pur non conoscendoti.
Uno Come Voi ha detto...
1 di 5 Ciao a tutti. Volevo dire a Michele che l'idea dell'astinenza è vincente! :-) Come sanno tutti quelli che hanno letto i miei vecchi post, anch'io ho intrapreso questa via ormai da un anno. Come vi avevo raccontato, io ero completamente schiavo della pornografia su internet e della masturbazione. Non potevo proprio farne a meno e non pensavo nemmeno che fosse possibile… Eppure, durante una preghiera, quando meditavo sulla possibilità/difficoltà di digiunare a pane e acqua il mercoledì e il venerdì come chiede la Madonna di Medjugorje (ed era tra l'altro il periodo della Quaresima), si è fatto insistente il pensiero di "digiunare" dalla masturbazione. So anche di altre persone che, come me, hanno ricevuto risposte/intuizioni in questo modo tramite la preghiera. Comunque sono rimasto troppo impressionato per non obbedire a tale richiesta e così ho cominciato. A parte la prima settimana che ho ceduto :-)…, sono poi stato sempre forte e perseverante… Ora sono sempre più convinto che sia la strada giusta. Ma non tanto perché si sa di fare una cosa gradita a Dio (almeno, non solo!), ma perché avvengono dei cambiamenti profondi e importanti che influiscono sulla psiche.
Uno come voi ha detto...
2 di 5 Ragazzi, a distanza di un anno, mi rendo conto di essere diventato più forte. Vi racconto questo: io non sono mai stato uno interessato ai soldi, né alla carriera. E non ho davvero mai fatto nulla per spingere in quella direzione… Cercavo solo di fare il mio lavoro nel silenzio e nel nascondimento e di dare il meno fastidio possibile. Ero così: timido, innocuo e molto, diciamo così, … "bravo ragazzo". Ma cessando con la pornografia e la masturbazione, mi sono reso conto che al lavoro sono diventato più deciso, più sicuro, più consapevole. Me ne sono accorto dopo ripensando a determinati casi. Mi viene da espormi in prima persona con consigli e decisioni anche azzardate… Prima non ci pensavo nemmeno! E i miei colleghi e i miei capi apprezzano perché ne hanno beneficiato e mi hanno dato più responsabilità. E, benché non le abbia mai richieste e talvolta mi facciano anche un po' di paura, non mi sottraggo più ad esse. Mi sento all'altezza. Ma, ripeto, prima, questo atteggiamento non faceva parte di me! Solo guardandomi indietro ed esaminandomi nel profondo riesco a intuire cosa sia successo. Sappiamo tutti che, per quelli come noi, lo sfogo sessuale rappresenta il meccanismo di difesa che la nostra psiche ha adottato (ahimè nella fase infantile) per difenderci da ansie troppo gravi da sopportare. (Quando si è bambini la psiche è delicata quanto lo è il corpo. Certi pesi, semplicemente, sono troppo grossi da sopportare).
Uno come voi ha detto...
3 di 5 Fatto sta che adesso, praticamente ogni volta che ci troviamo in uno stato di ansia, per qualunque motivo, cominciano le fantasie e la necessità di masturbarsi o di sfogarsi con il sesso. Ma ecco la mia teoria con il senno di adesso: ogni volta che noi ci lasciamo andare a questi sfoghi, noi diciamo a noi stessi: "Non sono in grado di affrontare questa difficoltà". E così eliminiamo la tensione in questo modo. Ma ogni volta che facciamo così, impediamo alla nostra mascolinità di sedimentarsi in noi. Vedetela in questo modo: ogni volta che sentite fortissimo l'impulso sessuale, vuol dire che c'è un mattoncino della vostra mascolinità pronto per essere fissato. Se date sfogo alle fantasie omosessuali e vi masturbate, getterete via quel mattoncino. Vi sembrerà di stare meglio ma non vi rimarrà niente. Invece, se resisterete, esso diventerà la base su cui costruire una solida struttura psichica. Conservate quel mattonino e avrete risposto alla vostra crisi con: "Ce la faccio. Sono all'altezza!" Tenete solo conto che ci vogliono tanti mattoncini anche solo per avere la prima base di appoggio. Certo costa fatica, soprattutto all'inizio. Ma se questo è il prezzo da pagare per diventare uomini… così sia! C'è un'altra cosa che vi vorrei dire. È inutile che vi parli della mia conversione perché già ne siete a conoscenza. Ma per tutti gli altri che vogliono guarire da questa malattia dello spirito, mi sento di dire che NON-CE-LA-FARETE-MAI-SENZA-DIO. Le scorse settimane si parlava di percentuali, e cioè che solo il 30% di chi ha intrapreso questo percorso ce l'ha fatta. Be', io scommetto che quel 30% corrisponde esattamente a quelli che, oltre al supporto psicologico, si sono anche affidati a Dio.
Uno come voi ha detto...
4 di 5 Ve lo dico perché mi rendo conto che molti di voi, anche quelli che sembrano i più determinati e i più accaniti psicologi, vacillano e sono lontani dalla giusta meta. Per esempio, all'anonimo del 27 marzo, dico che mi ha messo molta tristezza leggere il suo post in cui ha accusato il padre di essere un "padre castrante". E per forza, poi, lui si è ulteriormente allontanato: è stata una pugnalata al suo cuore di padre. Ma qui si vede la differenza tra possedere nozioni psicologiche e avere Dio nel cuore. Anonimo del 27 marzo, scusami, non ti voglio giudicare, ma se tu in quel momento avessi avuto "Dio nel cuore", di fronte al comportamento giocoso di tuo padre, non avresti visto un padre castrante ma un padre che cercava un punto di incontro. Ma tu hai voluto ancora punirlo… E adesso lui si è allontanato ancora di più pensando che non ci sia nulla che possa fare per riconquistare suo figlio! Mi dispiace perché si vede che ti vuole bene... Il mio consiglio è: affidatevi totalmente a Dio. Lui sa cosa fare, come guarire il cuore e lo spirito. Con me farà in un modo: mi ha chiesto questo periodo di astinenza, che io considero di purificazione, e mi ha chiesto di riavvicinarmi a mio padre con varie attività nel weekend perché sa che mio padre è ancora in buona salute nonostante l'età. Con voi farà in un altro modo, a seconda delle situazioni.
Uno come voi ha detto...
5 di 5 Se volete l'intervento di Dio, basta chiedere. Sappiate però che Lui vi aiuta se voi: - andate a Messa la domenica - vi confessate (almeno una volta al mese) - fate la Comunione in grazia (cioè dovete esservi confessati) E poi bisogna pregare ogni giorno… Un po' alla volta fate tutto. Ultima cosa: se non credete in Dio… pregate lo stesso cominciando con il chiedere la Fede. Così poi potete proseguire per la strada giusta! :-) Un abbraccio a tutti Uno Come Voi
Francesco ha detto...
Uno come voi, mi è davvero piaciuto questo tuo commento: vorrei se potessi o vorresti, parlarti anche in privato. Io sono Francesco. Ciao!
Anonimo ha detto...
27 Marzo Sono io il 1° a non dare la colpa a mio padre perchè anche lui è una vittima degli eventi, ma di fatto le persone sono il risultato di questo "dramma", che chiamano personalità ed è con questo che veniamo a contatto. Il comprendere e contestualizzare la propria e altrui sofferenza elimina la rabbia interiore, ma di fatto non ha un potere trasformativo del rapporto. Dopo più di un anno di teoria psicanalitica cerco di essere il più pratico possibile seguendo il principio del Io scelgo, Io voglio, Io sono! Ho scelto di andare oltre le ferite dell'infanzia e diventare ciò che voglio e sono. Non sono più influenzato dall'agire dei miei genitori: la mia personalità si limita ad osservare dall'esterno gli stessi schemi che si ripetono all'infinito, ma non ne viene più assorbita. I rapporti sono sicuramente migliorati, ma persistono in maniera minore le stesse dinamiche che portano all'omosessualità il figlio. Quando mio padre arriva da lavoro stravolto e depresso, mia madre cerca di stimolarlo alla vita familiare, ma la frustrazione per non riuscirci la porta ad attaccarlo e lui ad incarnare il ruolo della vittima. Ormai so che sono impotente di fronte a questo schema e non voglio più cambiarlo, lo accetto e vado oltre.
alce ha detto...
Ciao a tutti. Ho 30 anni. Mi sto accorgendo che sempre più sono omosessuale ma non voglio esserlo. Da un paio di mesi continuo a guardare gli uomini quando sono in giro, sento come se li volessi baciare. Questa sensazione non c'è più per le donne. Una volta c'era, penso. I rapporti con la mia fidanzata non sono soddisfacenti, anche se li porto al termine. Durante i rapporti con lei a volte mi passano per la mente immagini a sfondo omosessuale. Sento come se accettassi di essere omosessuale starei meglio, che quella è la mia strada. Da cinque mesi non desidero spontanemente una donna o forse non le ho mai desiderate. Immagino come sarebbe la mia vita da eterosessuale. Non trovo una via d'uscita e vedo che non c'è più nulla da fare e da oppormi. grazie. ciao a tutti.
fr max ha detto...
per Alce. Ciao e Pace a te. Grazie per aver condiviso la tua scelta di scegliere di vivere il tuo orientamento omosessuale. Sai serve anche questo! Capire come usiamo la nostra libertà! Sperimentare come è facile dar ascolto al SOLO SENTIRE! Non porsi altri interrogativi e andare avanti così! Arrendersi perchè non si trova una via d'uscita-....ma l'hai cercata? E in che modo ? Ti sei affidato a qualcuno? Io ci sono! Ti rispetto e ti accolgo... ma non condivido la tua scelta! Un abbraccio Fr MAx
Paride ha detto...
“Uno come voi” ha scritto: “Vedetela in questo modo: ogni volta che sentite fortissimo l'impulso sessuale, vuol dire che c'è un mattoncino della vostra mascolinità pronto per essere fissato. Se date sfogo alle fantasie omosessuali e vi masturbate, getterete via quel mattoncino. Vi sembrerà di stare meglio ma non vi rimarrà niente. Invece, se resisterete, esso diventerà la base su cui costruire una solida struttura psichica.” Oh! Questo pensiero è bellissimo! È chiaro, semplice ed efficace! Mi piace! Per Anonimo 27 marzo: Ok. Volevo solo aggiungere che poverino mio padre nel passato ha dovuto subire la mia mancanza di solidarietà. Adesso nel mio piccolo cerco di recuperare, nelle poche ormai occasioni che abbiamo, perché vivo lontano da casa. So che può mordere ancora (battute cattive, ecc.), può succedere, ma ora sono diventato più prudente, a volte ancora un po’ nervosetto nelle reazioni ma ci sto lavorando. Tradotto: ultimamente m’è successo che mi ha provocato con fare pedante e io mi sono arrabbiato e ho gridato ma senza offenderlo. Mi sono ripromesso di lavorare meglio sul mio self-control. Per ALCE: Se hai scritto sul forum allora forse non ti sei dato tutto per vinto. Preparati, se dici sì a questo cammino, sappi che stai per cominciare il viaggio più bello e avventuroso della tua vita!!! Leggi, informati, vedi questi bei video di Nicolosi, magari se te lo puoi permettere scrivi al Narth Italia e fatti consigliare un terapeuta in gamba. Più andrai avanti più ti sentirai vivo. Non so come stai messo ma per me è stato utile fare i bagagli e lavorare lontano da casa. Non sei l’unico a portare questa croce! Coraggio! Questo male ha i giorni contati!!!
Anonimo ha detto...
27 Marzo Un conto è vedere il proprio padre una volta alla settimana e credere di aver trovato il modo per risolvere il conflitto, soluzione che in realtà è la distanza; un'altra è viverci tutti i giorni e notare evidentemente che è ancora in opera di "castrazione", nonostante tutti i cambiamenti fatti per migliorare il rapporto.
fr max ha detto...
Per 27 MArzo. Carissimo se la presenza di tuo padre è così castrante c'è una possibilità che nessuno ti toglie. Sei maggiorenne, studi all'università ? E' Necessaria ? Non credo. Rimboccati le maniche trova un lavoro e avviati verso l'autonomia. Vai a vivere da solo o con altri ragazzi! Vuoi continuare a studiare, mantieniti da solo ! Quanti ragazzi lo fanno....ma quanti!! Non inorridire alle cose che ti dico ma non sono eresie per te! Centinaia di ragazzi hanno fatto scelte come questa e tu non hai nulla in meno per poterlo fare!! Forse è una provocazione ma credo ti faccia bene CONSIDERARE NUOVE POSSIBILITà altrimenti il rischio che sembra delinearsi sempre più in te è la lamentazione e il vittimismo. E non sei vittima di nessuno !! Un abbraccio !!! Fr Max
ALCE ha detto...
purtroppo passano i gg,ed è sempre peggio.vedo che non c'è più nulla da fare che lasciarmi andare a tali pulsioni. non potrò più stare con una donna per il resto della mia vita.
Anonimo ha detto...
27 Marzo Max è da un mese che ho maturato l'idea di trovarmi un lavoro e magari vivere da solo in modo da sviluppare un'indipendenza, altrimenti rischio di crogiolarmi in questa condizione. Purtroppo in Italia lavoro non ce nè, soprattutto per i giovani studenti: ho mandato curriculum ovunque, ma mi sono accorto che i posti di lavoro se mai li vogliono tagliare...
fr max ha detto...
Per Alce. Carissimo perchè non provi a fidarti di qualcuno e ad aprire il tuo cuore? Ti aiuterebbe di certo! Ricorda che sei prezioso e importante! Ti benedico Fr MAx
ALCE ha detto...
ho provato a a parlare con uno psicologo, ma non c'è niente da fare. è solo questione di accettarsi mi dicono.
andrea ha detto...
Messaggio per fr max. Caro frate max vorrei mettermi in contatto con lei perchè le vorrei raccontare la mia storia. preferisco non scriverla qua perchè ci sono cose molto, molto pesenti che mi sono accadute e provo molto vergogna. lei ha un contatto msn per potere comunicare, chattare? o può lasciarmi un indirizzo email io andrea
fr max ha detto...
Per Alce. Il mondo carissimo non è fatto solo da psicologi che seguono una certa tendenza terapeutica ma ce ne sono vari a cui puoi rivolgerti (scrivi al NARTH sez italiana e chiedi consiglio tecnico). Poi ci sono dei bravi sacerdoti e religiosi che possono ascoltarti e aiutarti a far luce sulla tua vita nella sua totalità e non solo rispetto all'egodistonia. Poi ci sono anch'io se avessi bisogno e per quello che posso; puoi contattarmi (byronmp@libero.it). Non è quesione di rassegnazione ma di decidere di fidarsi ! Un abbraccio. Fr Max Per Andrea. Carissimo, Pace a te. Son ben lieto di ascoltarti. Scrivimi quando vuoi (byronmp@libero.it). Non ho msn! Stai sereno ! Un abbraccio forte Fr Max
Anonimo ha detto...
27 Marzo Ragazzi, è nata in me una grande voglia di scrivere un libro sulla mia storia e su quelle che ho letto sul forum, naturalmente cambiando nomi e riferimenti. Se qualcuno volesse aiutarmi ne sarei davvero felice :-)
Uno Come Voi ha detto...
Per Alce Alce, lo sappiamo tutti che la voglia di abbandonarsi agli impulsi sessuali è fortissima. Ti sconvolge il corpo e la mente. Però non ti accorgi che questi desideri esprimono un disordine psichico? Non senti che in qualche modo sono il frutto di ferite, di tensioni, di sconfitte risalenti al passato? Dai, non cedere! Non assecondarli! Sei un uomo! Trovati una guida spirituale e un supporto psicologico, e poi comincia il tuo percorso di crescita. È molto probabile che Dio abbia scelto questa strada per riportarti da Lui. Lo fa, sai? Ed è noto che le strade che conducono a Lui sono sempre faticose e in salita. Richiedono dei sacrifici… Ma ne vale sempre la pena. RispondiGli di "Sì"! FORZA! Uno Come Voi
Paride ha detto...
Per 27 marzo. Anch’io sono stato giovane studente e sono stato in casa con i miei. E comunque ho sempre fatto di tutto per non mancare di rispetto a mio padre. Forse perché ci assomigliamo molto e quindi ne ho sempre percepito la fragilità. Ho lasciato casa dopo aver preso la laurea, e poi ci sono tornato per un anno perché ho preso una specializzazione.
Paride ha detto...
Carissimi amici del forum, oggi voglio provare a raccontarvi qualcosa di me. Ho trentasei anni, e sono single da quando era adolescente. Non ho mai avuto esperienze con persone dello stesso sesso. La mia adolescenza è stata “flagellata” dalle fantasie omosessuali e dal sesso solitario. Con internet è arrivata poi anche la piaga della pornografia. L’effetto è stato devastante. L’infanzia è stata difficile. Mio padre ogni tanto ci picchiava, con le mani o con la cinta. A volte senza sapere perché. Quando c’era, in casa era un incubo. Col tempo poi è cambiato moltissimo anche grazie a delle cure, ma soprattutto grazie a mia madre. Ormai ero già grande, avevo sedici anni circa. Penso sempre che se non fosse stato per mia madre mi sarei suicidato. Da un po’ di anni ormai, quattro forse, prego in silenzio ogni giorno, come se fossi in adorazione davanti al Santissimo, e pratico la castità. Su quest’ultimo punto sono migliorato via via con il passare del tempo. L’effetto più immediato della pratica della castità è stato la scomparsa quasi completa di fantasie sessuali negative dai miei sogni notturni. Adesso sto meglio, ma questo peso che ho dentro, questa esperienza di vita “sbagliata”, l’unica che ho, mi rende triste e stanco.
fr max ha detto...
Per Paride. Grazie fratello della tua testimonianza. Prova a lasciarti andare con qualcuno. Prova a sperimentare la misericordia e l'amore di Dio incarnati nell'esperienza concreta di una vicinanza che diventa accoglienza e non giudizio. Prova a far luce sulla tua storia e sulla tua vita con un cammino di guarigione del cuore. Fatti aiutare. Un abbraccio. Ci sono. Ti benedico. Fr MAx
Anonimo ha detto...
27 Marzo Oggi sono andato in piscina ed è stato bellissimo. Ero a contatto con altri corpi maschili senza esserne attratto: erano come me! Dopo solo un'ora di vasche nello specchiarmi ho visto un altro corpo: non era più quel corpicino esile senza un filo di muscolo, ma un corpo maschile. In realtà la differenza tra il prima e il dopo è minima, ma i miei occhi vedevano qualcosa di diverso. Lo sport è davvero un'arma incredibile per uscire dall'omosessualità: oltre a rafforzare il fisico allena la psiche, che entra in un contesto più naturale.
Julia ha detto...
Buonasera a tutti. Sono una lesbica di 28 anni.convinta di non essere malata.e orgogliosa di essere quello che sono.Negli ultimi 2 giorni mi sono letta praticamente quasi tutti i vostri post...e più leggevo più sentivo l'impulso di scrivervi. Mi sono sempre chiesta come si può pensare di guarire dall'omosessualità..quali siano le "cure" appunto...per questo vi ho letti con molto interesse. Leggendovi si evince però un grande dolore, e non solo nell'accettare quello che si è, ma proprio nel percorso che voi chiamate guarigione.Anche chi ha già intrapreso il cammino lo fa continuando a soffrire e a reprimere i propri istinti.Questo appunto vorrei chiedervi...non pensate che il solo fatto di dover reprimere per guarire (come dite voi)sia appunto sbagliato in se?? Non credete che tutti quegli psicologi che vi dicono dovete solo accettarvi forse possano avere ragione?e soprattutto...avete mai avuto una storia d amore con qualcuno del vostro stesso sesso? Non sto parlando di sesso..sto parlando di amore.di coppia.di sentirsi innamorati e amati. Credo che ci siano fra voi tanti che davvero non si accettano,(anche se penso che dire non accetto la mia omosessualità nasconda solo un malessere molto più profondo...)ma a mio modesto parere, la maggior parte di voi ha solamente paura della società. Non si può certo negare che la nostra Italia non sia in alcune città per l'appunto omofoba , ma ci sono anche tante persone che ti accettano per quello che sei... Leggo di ragazzi che hanno disgusto per il corpo femminile e il consiglio è quello di aspettare pregare e reprimere..e forzarsi anche un pò. mah....La paura che ho nel leggervi, è che si per qualche anno uno ce la possa anche fare a reprimersi...ma che prima o poi crollerà. Basti pensare a quante volte si sente dire quel prete pedofilo...quel prete omosessuale...e così via...Non pensate anche voi che le ricadute dopo un percorso così frustrante e represso appunto possano essere disastrose? Probabilmente non ho detto tutto quello che avrei voluto.ma credetemi.avrei così tante cose da dirvi e chiedervi , che così in un solo primo post mi sento un pò in difficoltà. Ci tengo a precisare..che non mi permetto di giudicare nessuno di voi...se ho scritto è solo per dare un parere in più. Di una ragazza che vive la propria omosessualità in armonia con se stessa. e perchè non penso che tutte le persone che hanno scritto qua soffrano appunto di omosessualità egodistonica (termine fra l altro non più usato in psichiatria) , bensì abbiano paura del giudizio di questo mondo. E forse sapere che si può accettare di essere omosessuali, addirittura si può essere anche felici di esserlo. Sperando di non aver ferito nessuno...chiedo scusa se in qualche passaggio sono stata poco chiara. Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione. Julia.
Anonimo ha detto...
27 Marzo Come afferma Lowen, l'omosessualità deriva dal rapporto che la madre instaura col figlio, che diventa il sostituto del marito. Quest'ultimo non può far altro che provare rabbia verso il figlio perchè lo vede "rubargli" emotivamente la moglie. Risultato: il figlio rimane imprigionato nel 1° rapporto d'amore-odio e in più non ha nemmeno un modello maschile con cui identificarsi. Tutto parte dalla madre!!!
Anonimo ha detto...
27 Marzo Ciao Julia :-) Finalmente una persona che, pur non approvando questo percorso, si espone in modo educato e civile. Come avrai potuto leggere, molti di noi e di omosessuali in generale, hanno avuto dei traumi emotivi (morte di un genitore), dinamiche disfunzionali nella famiglia, abusi sessuali nell'infanzia ecc. Questo è un dato di fatto facilmente osservabile in tv. - Ieri in una trasmissione televisiva era presente un uomo omosessuale violentato da piccolo da un prete pedofilo. - Un ex del grande fratello che vuole cambiare sesso ha raccontato dell'enorme dolore che la perdita della madre nell'infanzia ha lasciato nella sua vita (recupero della madre attraverso un'identità femminile). - Un trans ftm ha rinfacciato per mesi in tv il profondo odio che provava per la madre, che l'aveva lasciata dalla nonna rifacendosi una vita. - Un opinionista omosessuale in un'intervista televisiva ha dichiarato la tristezza per non aver potuto crescere con suo padre. - Una trans molto famosa in tv ha dichiarato di odiare suo padre, che non gli ha mai dato nulla e di essersi rifatta alcune parti del corpo perchè simili a quelle del padre. - Un ballerino gay ha perso il padre a 7 anni, un altro a 10. Potrei andare avanti all'infinito... L'origine dell'omosessualità e transessualità ad un occhio oggettivo è evidente! Mentre è soggettivo decidere se accettare l'identità che si è creata in noi o cercare di cambiarla. Io ero più o meno consapevole della causa della mia disforia di genere da sempre, però non mi interessava cambiare, anche perchè credevo non essere possibile. Ho provato la vita gay passando da un uomo all'altro, ma non mi soddisfava, anzi gli atteggiamenti (da checca) che avevo con gli uomini mi disgustavano, ma non potevo far a meno di metterli in atto. Finchè ho deciso di voler comprendere più a fondo il mio problema: mi sono ritrovato nelle teorie psicanalitiche di Freud, Jung, Nicolosi, Aergweg, Lowen... tutti dicevano le stesse cose e quelli che descrivevano erano io e la mia famiglia. Per un pò mi sono limitato a studiare la mia psiche, quella dei miei genitori e dei miei amici gay. Ad un certo punto ho capito che non sarei mai stato davvero felice e sereno se continuavo a vivere nell'odio per mio padre e nell'attaccamento morboso a mia madre ed ho deciso che dovevo crescere: non ero una parte di mia madre, ma ero un individuo singolo e tra l'altro un maschio! Da quel momento ho iniziato a capire che contribuivo a creare quel caos e quell'odio all'interno della mia famiglia, anzi ne ero il fulcro. Ho deciso di cambiare perdonando mio padre e capendo i motivi che avevano spinto mia madre ad instaurare un rapporto in simbiosi con me bloccandomi la mia crescita psicoemotiva (di fatto ero un bambino). Questa è la mia storia e devo solo che ringraziare tutti quegli psicanalisti che con le loro opere mi hanno permesso di capire chi realmente sono. Non sono una ragazza, ma un ragazzo cresciuto in un contesto familiare assurdo e che solo ora sta mettendo insieme i pezzi. Non rinnego le esperienze omosessuali avute perchè è da quelle che ho avuto la spinta a volermi comprendere. Cmq se una persona si sente appagata sentimentalmente a stare con un'altra dello stesso sesso e riesce a creare una relazione in cui poter crescere ben venga, ma questo non era il mio destino!
carlo ha detto...
Julia!!!!! tu vivi in armonia con la tua sessualità, sono felice di sentirtelo dire!!!!, penso tu sappia che la sessualità ha tante, tantissime sfumature, l egodistonica è un modo di vivere la sessualità in cui l individuo non si individua fondamentalmente ne nel sesso maschile ne in quello femminile, è la sessualità in disarmonia con il proprio essere, è la completa non accettazione di sè, è il non aver avuto, interiorizzato e quindi realizzato la propria mascolinità o femminilità dal genitore dello stesso sesso, io, ti parlo di me, non mi sono mai interessato di ciò che la gente poteva pensare o dire, ho sempre vissuto la mia sessualità un tempo omosessuale(in quanto in passato per me l eterosessualità era un impegno troppo pesante, portare avanti una storia con una ragazza significava impegnarsi ed io non me la sentivo) senza provare ne piacere ne gioia, quando la esperivo con il mio stesso sesso era solo un quasi disgusto, esisteva solo una parvenza di eccitazione a sentirmi accettato da un uomo come me, adesso non si tratta di reprimere la sessualità ma viverla nel modo che voglio!!!!.L amore eterosessuale l ho vissuto già a venti anni ma lo facevo scappare perchè non avevo le palle a coltivarlo!!!!! Cara Julia la nostra penso sia cresita al essere quello che siamo niente altro!!!!!Poi ogni persona ha penso il dovere per essere felice di coltivare e vivere semplicemente se stesso.Attraverso il mio vissuto ho capito che l egodistonia è il bambino lagnoso che prende il posto della persona!!!
maury ha detto...
ciao a tutti seguo da molto tempo questo bellissimo e interessantissimo blog,sono contento di averlo scoperto e di aver letto molte testimonianze di chi come me lotta contro l'omosessualità.io ho 21 anni mi chiamo maurizio e da quasi un anno sto cercando di mettere ordine nella mia vita,sto partecipando ad un gruppo di preghiera e sto andando in cura da uno psichiatra,la mia storia è questa,purtoppo mi è sempre mancato un padre,il suo affetto,la sua presenza,da piccolo maltrattava me mia sorella e mia madre era molto violento ed io ho sempre avuto paura d lui.andando da questo psichiatra ho veramente capito che mio padre ha inciso molto sulla mia identità sessuale,parlando con lui sono uscite fuori una marea d cose che avevo tralasciato,da piccolo ricordo anche di aver cercato di paciarlo mentre dormiva,isomma morale della favola secondo il mio psichiatra negli uomini c vedo l'affetto e la mancanza di un padre ed io mi ci rivedo molto in questa sua analisi perchè comunque non posso negare di sentire attrazzione anche verso le donne e quindi in me si è creata una sorta di bisessualità.ho passato un periodo bruttissimo di forte depressione e non riesco neanche a capire se ne sto uscendo,sto prendendo psicofarmaci e sto lottando contro vari disturbi del corpo,quali ansia generale e rabbia repressa,ho bisogno di aiuto e di qualche amico che mi conforti e che sappia darmi dei buoni consigli,spero di essere nel posto giusto,lascio il mio indirizzo msn nel caso qualcuno di buon cuore voglia darmi una mano,mau1990@live.it,grazie a tutti che dio vi benedica...mau!!
maury ha detto...
ciao a tutti seguo da molto tempo questo bellissimo e interessantissimo blog,sono contento di averlo scoperto e di aver letto molte testimonianze di chi come me lotta contro l'omosessualità.io ho 21 anni mi chiamo maurizio e da quasi un anno sto cercando di mettere ordine nella mia vita,sto partecipando ad un gruppo di preghiera e sto andando in cura da uno psichiatra,la mia storia è questa,purtoppo mi è sempre mancato un padre,il suo affetto,la sua presenza,da piccolo maltrattava me mia sorella e mia madre era molto violento ed io ho sempre avuto paura d lui.andando da questo psichiatra ho veramente capito che mio padre ha inciso molto sulla mia identità sessuale,parlando con lui sono uscite fuori una marea d cose che avevo tralasciato,da piccolo ricordo anche di aver cercato di paciarlo mentre dormiva,isomma morale della favola secondo il mio psichiatra negli uomini c vedo l'affetto e la mancanza di un padre ed io mi ci rivedo molto in questa sua analisi perchè comunque non posso negare di sentire attrazzione anche verso le donne e quindi in me si è creata una sorta di bisessualità.ho passato un periodo bruttissimo di forte depressione e non riesco neanche a capire se ne sto uscendo,sto prendendo psicofarmaci e sto lottando contro vari disturbi del corpo,quali ansia generale e rabbia repressa,ho bisogno di aiuto e di qualche amico che mi conforti e che sappia darmi dei buoni consigli,spero di essere nel posto giusto,lascio il mio indirizzo msn nel caso qualcuno di buon cuore voglia darmi una mano,mau1990@live.it,grazie a tutti che dio vi benedica...mau!!
Anonimo ha detto...
27 Marzo Ho letto 2 pagine del libro di Lowen che sono divenatte una bibbia per me. Ho compreso anche il motivo per cui mi sento male/in colpa quando racconto cosa ho fatto all'esterno delle famiglia a mia madre. Lei inzia a fare decine di domande tanto che sembra quasi un interrogatorio: inconsciamente sta ancora controllando la mia crescita psicoemotiva. Devo iniziare a tenermi qualcosa solo per me e a non dire ogni passo che faccio a mia madre.
Anonimo ha detto...
27 Marzo Su youtube ho visto parecchi video di psicanalisti e psichiatri italiani affermare che l'omosessualità è semplicemente un gusto diverso: c'è chi preferisce il gelato alla panna e chi al cioccolato. Ora va bene tutto, ma non riesco a comprendere come questi signori possano essere così ciechi. Qualcuno può spiegarmelo??? Io, che sono solo un ragazzo di 20 anni e non un affermato e rispettabile laureato in psichiatria con mille specializzazioni, ho verificato le ipotesi già alle superiori quando in classe, oltre a me, c'era un altro ragazzo omosessuale, che aveva perso il padre in un incidente stradale quando era in prima elementare. Basta poco per capire che non possono essere tutte concidenze, eppure la comunità scientifica liquida la cosa con una metafora sui gusti del gelato. Senza parole...
Paride ha detto...
Per Julia. Conosco persone omosessuali, e tutta questa gaiezza non la vedo. Sono persone come me, non credo che chi scrive su questo forum sia più “sofferente” delle persone che praticano l’omosessualità.
ALCE ha detto...
Per anonimo 27 marzo: è possibile parlare con te in pvt, vorrei chiederti alcune cose.
Uno Come Voi ha detto...
1 di 3 Per il messaggio di Paride del 21 maggio. Paride, sei in gamba! C'è tanta gente, con il tuo vissuto, che ha trasformato le proprie ferite in cattiveria, voglia di vendicarsi, di fare del male agli altri, in odio e indifferenza verso il prossimo. Tu, come molti di noi, ti trovi ad affrontare un'esistenza di solitudine, di tristezza, di depressione, di senso di vuoto, e sapresti anche chi incolpare per tutto questo. Eppure hai imparato a reggere questo peso con una dignità degna di un vero figlio di Dio. È la tua croce e si vede che la stai portando bene. Forse hai anche già perdonato tuo padre… Se continui così, il Regno dei Cieli è tuo. :-) Sai, ci sono alcune regole sulla sofferenza che ho imparato in quest'ultimo anno di crescita e che vorrei provare a spiegare in questa occasione. Secondo me possono servire anche ad altri. Vediamo se riesco ad esprimermi con chiarezza e lucidità… REGOLA n. 1 Dio non causa la sofferenza agli uomini. Anche quando si parla di prove che Dio sottopone a ciascun uomo, in realtà non è Lui a crearle direttamente. Lui decide di permetterle. La sofferenza, che va dalle malattie alle catastrofi naturali, dalle violenze all'ingiustizia, è causata dal Male che l'uomo ha fatto entrare nel proprio mondo e dentro di sé con il peccato originale. Quello che Dio si limita a fare è di permettere che queste sofferenze accadano… perché ha deciso di lasciare all'uomo piena libertà, quindi anche di farsi del male da solo, appunto. Paride, se prendiamo come esempio il tuo caso, deve essere chiaro che non è Dio che ha voluto o spinto tuo padre a maltrattarti. Però lo ha permesso perché ha lasciato tuo padre libero di farlo. Dio sa anche che (probabilmente) tuo padre è il frutto di altri mali risalenti alla sua infanzia eppure, nonostante questo, gli chiederà conto delle sue responsabilità nei tuoi confronti. (Tu dovresti pregare per lui per aiutarlo a salvarsi perché gli vuoi bene e lo hai perdonato). :-) Il giudizio finale cmq spetta solo ed esclusivamente a Dio, che sa!
Uno Come Voi ha detto...
2 di 3 REGOLA n. 2 Dio non permette che veniamo sottoposti a prove più grandi di quelle che possiamo sopportare. Avevo letto da qualche parte che se Dio lasciasse Satana libero di agire, saremmo già stati distrutti da tempo. Satana agisce per distruggerci, Dio gli permette solo alcune cose. Egli permette che alcuni mali ci colpiscano, non per distruggerci, ma perché essi in qualche modo ci purificano e noi ne possiamo ricavare del bene. Ci tiene d'occhio uno per uno anche se a noi sembra di essere completamente abbandonati agli eventi. Dio conosce ogni singola sofferenza di ciascuno di noi e ce le dosa a seconda delle persone e delle circostanze. Qui non chiedetemi perché alcuni soffrano più di altri, o perché certe disgrazie capitino a bambini innocenti e non a briganti senza scrupoli… è il mistero dell'Iniquità. Questo è fuori dalla nostra comprensione. Sappiamo solo che tutti devono portare una croce e che ad alcuni viene chiesto più che ad altri. Alla fine tutti sono sottoposti al giudizio finale e devono rendere conto di ciò che hanno ricevuto e di ciò che hanno dato. REGOLA n. 3 La sofferenza ha una funzione purificatrice. Riguardo a questo, be', se c'è qualcuno a cui non piace soffrire, quello sono io. Né fisicamente, né emotivamente. E tuttavia mi rendo conto che se non avessi vissuto l'infanzia difficile che ho vissuto (con i miei disturbi dell'apprendimento, i miei conflitti con i miei genitori, ecc.) e che mi ha fatto omosessuale, debole, insicuro, depresso, inadeguato, impaurito, … probabilmente non mi sarei mai avvicinato a Dio nel modo in cui ho fatto. Ve lo confesso perché nel mio profondo ho sempre riscontrato, soprattutto nella mia fanciullezza, tracce di narcisismo, superbia, egoismo, voglia di prevaricare sugli altri. :-) Credo che se non avessi ricevuto le batoste che ho ricevuto, (e che però mi avevano portato davvero ad una profonda depressione fino al desiderio di togliermi la vita) oggi probabilmente sarei il tipico figlio di papà che pensa solo a divertirsi, che ha tutto ma che è vuoto dentro, che frequenta le discoteche e che passa da una ragazza all'altra… Sì, sì … sarei stato macho, figo, magari anche invidiato e ammirato… ma così non mi sarei salvato. Di fronte a questa prospettiva, sapete che vi dico? Meglio aver sofferto. Se la croce è l'unico mezzo per salvarsi, per mortificare il proprio egoismo innato, ben venga. E quanti altri di noi hanno incontrato Dio perché si sono fatti piccoli proprio dopo aver raggiunto il baratro con la depressione, la malattia, magari anche la droga, in poche parole la sofferenza? Tanti! (Ci tengo a precisare, però, che adesso che ho ritrovato Dio e che vivo da "buon cristiano", sono finalmente sereno e in pace. Ogni tanto Satana cerca ancora di tentarmi ma sono decisamente diventato forte). :-)
Uno Come Voi ha detto...
3 di 3 REGOLA n. 4 La sofferenza di ciascun uomo non va persa ma viene usata da Dio per salvare altre anime. Io questo aspetto l'ho scoperto solo recentemente. Prima non lo sapevo. E sono sicuro che molti di voi non lo sappiano. Nella storia della Chiesa ci sono veggenti che hanno vissuto grandi sofferenze fisiche causate dalle stigmate o da altre ferite. Durante le apparizioni veniva loro rivelato che quelle forti sofferenze avrebbero salvato molte anime. Eppure veniva ben chiarito che Dio non ha bisogno della sofferenza dell'uomo ma la usa per salvare altri uomini. E poi ho trovato questo aneddoto in un libricino su Medjugorje di padre Livio in cui una volta, la veggente Vicka, di fronte ad una madre che si lamentava delle sofferenze fisiche che la figlioletta, sempre malata, continuava a patire, le avesse risposto: "Taci, tu non sai quante anime si possono salvare". (La Madonna è nostra Madre, pag. 252). Notate che Vicka è sempre colpita da numerosissime malattie. Lei non chiede mai la guarigione per sè e accetta tutto e offre la sua sofferenza a Dio perché la utilizzi per fare del bene ad altri. È lì che ho finalmente compreso cosa significa l'espressione "offrire la propria sofferenza a Dio". Vista dentro questa prospettiva, ogni vita, per quanto possa sembrare inutile se non addirittura un peso per gli altri (vedi l'esempio di chi è anziano o paralizzato a letto) ha davvero motivo di essere vissuta fino alla fine. Notate come questa visione si contrapponga a quella atea dei nostri tempi in cui viene celebrata l'eutanasia e il diritto di poter morire "con dignità". Paride, ti abbraccio. E anche tutti gli altri che soffrono! Uno Come Voi
Paride ha detto...
Per “Uno come Voi”. Ciao! E grazie del messaggio! Sì, mi riconosco in quello che hai detto, e ti ringrazio per gli incoraggiamenti. Forse più che depresso mi sento stanco. Spero che Dio abbia pietà di me. Io sto cercando di seguirlo, di lasciarmi andare ai suoi suggerimenti, e questo cambia le cose, mi mette in crisi, abbastanza spesso. Condivido gli aspetti della sofferenza che hai sottolineato, e di questi quello che mi risulta più nuovo è il terzo, quello cioè che fa riferimento alla possibilità di salvezza generata dal superamento del peccato. Sì, forse senza questo problema le cose sarebbero andate peggio. È probabile. A volte penso che avrei preferito l’alcool, o la droga, perché così avrei potuto condividere più’ facilmente il problema e ne avrei provato meno vergogna. Se vogliamo guardare il lato positivo, alla fine di questa brutta storia non ci troveremo il fegato spappolato o tante connessioni neuronali fuori uso! Sai cosa mi consola? La mia follia. Ora mi sento pronto a tutto. Grazie ancora! Vorrei aggiungere una cosa. La solitudine è in me, ma l’esperienza del gruppo, nel mio caso cristiana, mi è indispensabile per crescere. A tutti i lupi solitari del forum vorrei dire: fate esperienza di gruppo, meglio se cristiana. Se in una parrocchia state male cercate quella che fa per voi dove vi trovate bene, dove magari c’è quel parroco di cui apprezzi l’omelia. Abbandonate la vita solitaria. Un abbraccio.
Giovanni ha detto...
Già, sono d'accordo con te Paride, la solitudine ci ammazza!
fr max ha detto...
Per Paride e tutti. L ' Isolamento (non la solitudine) carissimo come hai già precisato tu è molto dannoso nella vita di una persona. Noi esseri umani siamo creature di Comunione che portiamo scritto nel nostro cuore il bisogno di sentirci amati; dunque un bisogno che parla di un esperienza che ci trascende, cioè va oltre noi stessi e ci fa andare (quantomeno questo è il desiderio) incontro agli altri. Quando questo bisogno esistenziale viene inibito per qualche motivo ( ferite di varia natura) la reazione immediata è quella di prendere le difese/distanze pensando di bastare a noi stessi: ed è qui la fregatura perchè....NOI NON BASTIAMO A NOI STESSI !! Dunque l'isolamento dagli altri e dal mondo diventa la falsa medicina che non fa che avvelenare la nostra vita perchè innesca un circolo vizioso che allontana da quello che invece continuamente si cerca : l'altro, la comprensione, l'accoglienza....LA COMUNIONE !! Allora bisogna cercare di recuperare questo desiderio di comunione e condivisione scritto nel cuore di ciascuno e Provare a non fuggirlo attraverso l'isolamento nel quale ....il desiderio dell'altro diventa ancora più inquietante e seducente (e dunque erotizzante)!!. Un abbraccio a tutti. Fr Max
Anonimo ha detto...
per anonimo 27 marzo. Non riesco a connettermi con il tuo blog, la pagina sembra essere sparita. Cosa é successo? Spero si tratti soltanto di una breve interruzione.
carlo ha detto...
Penso un pò tutti abbiamo trascorso una fettona di vita bugiarda!!! Consiglio a tutti e lo stò facendo anche io, di raccontarci sempre meglio, di sicuro tutti abbiamo amici, fratelli, o genitori che hanno voglia di sentirci per quello che realmente siamo!!!! abbiamo trascorso una vita intera a parlare senza dire nulla, erano solo parole per parlare di altro,è quello che penso, e per questo ne parlo in generale nessuno voleva parlare di se perchè la vergogna ci mangiava vivi!!!!!!Dal mio percorso ho capito che l intimità con una persona amica, il bisogno di dire chi eravamo e chi adesso siamo, è fondamentale al cambiamento, altrimenti resteremo le persone senza essere, e il nostro fantasma del passato romperà sempre le palle, la vergogna non dona coraggio e noi dobbiamo ucciderla perchè il coraggio anche quello di avvicinarci ad una ragazza che potrebbe interessarci è fondamentale, la vergogna è dovuta al non essere sicuri, alla disistima, ma cazzo siamo persone piene di sentimeno e intelligenti diamoci da fare
marcoItaly ha detto...
E'da un pò che non scrivo più ma ho deciso di farlo in quanto sono in un periodo un pò particolare e ultimanente nel forum si parla di solitudine. Fin da piccolo ricordo di essere sempre stato da solo, non appartenevo a nessun gruppo di coetanei, passavo le giornale in casa oppure andando a farmi dei giri in bicicletta e sono state molto poche le volte in cui ho giocato ad esempio a pallone con coetanei, ero sempre visto come un elemento debole della classe e venivo snobbato dal gruppo e successivamente questo ha portato ad auto-escludermi certe volte. Da quello che mi ricordo non l'ho mai vissuta male questa situazione, non mi dispiaceva stare da solo. Da quando ho inziato questo percorso, però, conscio di dover fare dei cambiamenti, ho ricucito i rapporti che avevo con dei miei ex compagni delle superiori e ho conosciuto altri coetanei... Eppure, piano piano, tutto questo mi è venuto a noia (non trovo un'espressione che meglio descriva ciò), le uscite il sabato sera, andare al cinema, andare in un bar a fare due chiacchiere, ecc, non mi fanno star bene come pensavo; e piano piano ho di nuovo abbandonato questo gruppo di coetanei nel quale ero comunque totalmente accettato. Ora sto male e non so se per il fatto di essermi di nuovo isolato o per aver perso del tempo a tentare di di cucire delle amicizie con coetanei... non so più che pensare.
fr max ha detto...
Per Marcoitaly. Ciao carissimo pace a te. Io al fare le cose che hai raccontato per vivere le relazioni non solo mi annoierei ma cadrei in depressione. Il Problema è scegliere di ENTRARE IN PROFONDITA' E INTIMITA' nelle cose e con gli altri. Cinema, bar...fare due chiacchiere sono ACQUA FRESCA carissimo, ovvero direttamente proporzionali;più sono superficiali le relazioni e le occasioni per viverle più cresce il senso di solitudine. Questo è il problema. Basterebbero anche poche persone con le quali iniziare a condividere e a farsi accogliere e conoscere per quello che si è in profondità e senza paura...e qualcosina son sicuro inizierebbe a cambiare. Ti abbraccio forte. Fr Max
Paride ha detto...
Per Carlo. Sono d’accordo con te. Conviviamo con questa idea (almeno per quel che mi riguarda) di essere dei mostri “dentro”. Ricordo che a una certa età questa cosa è entrata di me (la vergogna, ma somiglia più alla coscienza sporca di un serial killer) e s’è alzato un muro tra me e i miei cari, i miei parenti, ecc. Il problema è che non ci riesco a parlarne con gli amici. Una volta l’ho accennato ad un amica, ma non poteva aiutarmi più di tanto. Ma tu ne hai già parlato con qualcuno? Se sì con chi e com’è andata? Per Anonimo 27 Marzo. Mi ha sorpreso scoprire che tu hai vent’anni. Caspita! Alla tua età un livello tale di conoscenze e consapevolezza me lo sognavo, ma pure a trenta! :) Caro p. Max, condivido! Purtroppo arrivo molto tardi con l’età a comprendere il senso di queste parole… comunque meglio tardi che mai! :-) E approfitto del tema per aggiungere alcune aspetti della mio cammino che ritengo importanti, e significativi. E penso anche a Marco Italy. Riprendendo a “stare tra la gente”, a convivere con altre persone, a fare l’esperienza di gruppo, sento come una fatica, un disagio interiore nel mio restare con gli altri un po’ di più del solito. Ad esempio durante una chiacchierata, o fermandomi a mangiare qualcosa, o dopo una lunga chiacchierata. Insomma, queste nuove esperienze di condivisione, di “a tu per tu”, mi mettono lentamente in crisi, sento una parte di me che vorrebbe scappare via in una direzione opposta a quella del mio prossimo o dei miei prossimi. Il dolore vicino al petto è quasi fisico. All’inizio mi spaventavo, ora mi dico che devo avere pazienza. Quindi a tutte le persone un po’ ammuffite come me dico: attenzione, il processo non è indolore, ma paga. E paga in abbondanza. Tornano i colori. Un po’ per volta. E poi c’è un’altra cosa che tenevo a condividere, almeno con quei tre o quattro che mi hanno risposto e che ringrazio. In questo cammino di liberazione, ci sono state due operazioni di distacco importanti. Una è stata quella dall’attaccamento alla figura di mia madre, e la seconda, ancora in corso, è da un omino che è in me e che si presenta come un “lagnone” assurdo, un piagnone impressionante! Ora, rispetto a prima, vivo il rapporto con mia madre in modo molto diverso. Mi manca quel rapporto esclusivo con lei, perché da lei mi sentivo capito. Ma con il passare del tempo mia madre poverina non poteva stare al passo di tutti i miei cambiamenti e delle mie evoluzioni, e quindi ho cominciato a ricercare già a partire dai 13-14 anni delle figure adulte di riferimento, esterne alla famiglia. Oggi vedere mia madre e sentirla così lontana nella comprensione dei miei problemi mi fa ancora un po’ male, eppure so che è meglio così. È un po’ come in me ci fosse stato un piccolo lutto (non mi fraintendete). Adesso il nostro rapporto è più alla pari. Ma il distacco più duro, quello che mi sta comportando più fatica è con quel “lagnone assurdo” che vi dicevo prima. C’è una parte di me che è davvero insopportabile. È un piangere continuo, è una parte di me che mi dice sempre che devo star male perché ho un sacco di problemi, perché sono malato di sesso, perché sono anche fisicamente non palestrato, perché perche perché… perché il mio passato è stato questo ecc. ecc. È come se mi ricordasse un “dovere di star male”, un “obbligo al lutto”, perché me lo merito, perché ho sofferto tanto. È come se s’aspettasse sempre qualcuno che (mi) dicesse: “Ok , poverino! Quanto hai sofferto! Quante ferite! Manco la Madonna Addolorata! Povero ragazzo! Quanto mi dispiace! Eh sì… hai proprio sofferto tanto! Ti compatiamo e siamo tanto tanto dispiaciuti per te!!!” . Questo atteggiamento emerge anche nelle foto. Il viso pallido, l’espressione da vittima , comunque non riesco a nascondere una certa (in)sofferenza. Non riesco a fingere davanti all’obbiettivo. Scusate se mi sono dilungato tanto spero di non avervi annoiato con queste osservazioni, ma ci tenevo a scriverle e comunicarle a voi.
fr max ha detto...
Per Paride. Ciao e grazie carissimo. Quello che condividi non annoia , anzi è molto utile a chi legge e a te. Se solo riuscissi a parlarne con qualcuno....faccia a faccia! Un abbraccio Fr MAx
carlo ha detto...
Caro Paride, e mi rivolgo a tutti voi, adesso parlo di me, con le persone a me più care!! una vita da escluso per mia colpa dovuta alla vergogna non potrebbe essere risanata senza qualcuno che ti ascolta, adesso è tempo di farmi sentire, per poter anche io rendermi conto delle mie grosse ricchezze che per tanto tempo ho messo a tacere, messo a tacere perchè da bambino avevo paura di farmi ascoltare, vivevo di grosse frustrazioni, con una madre fragile e un padre quasi assente, vivevo in un mondo immaginario. Adesso parlo di me con il mio analista, parlo di me con alcuni miei amici, con i miei confessori,con Gesù parlare mi serve ad elaborare gli anni persi e riviverli adesso. Certo ne parlo poco alla volta, prima era una maschera continua.Sono fiero di me e dei miei progressi sulla sicurezza di me stesso come persona UNICA, l omosessualità è solo un ricordo che in periodi di stress si ripresenta ma si scaccia via. Quanto sono attratto dalle donne neache avrei potuto immaginarlo soltanto circa due anni fa!!!!!! è come se stessi rivivendo una seconda adolescenza, quella che non ho mai vissuto a quell età ed è stupendo riscoprirmi sempre più uomo, ora ho tanta voglia di famiglia e di serenità che in un certo senzo comincio ad assaporare!!!! la crescita è dura, ma bisogna viverla, altrimenti la vita non ha senzo
ALCE ha detto...
Per Carlo: vorrei scambiare alcune parole con te se è possibile su msn. grazie
marcoItaly ha detto...
Per FR MAX e per Paride Grazie per le risposte. In effetti il rapporto che ho è per lo più superficiale e questo credo sia dovuto alla sostanziale diffidenza che ho verso i miei coetanei, cresciuta negli anni. Quello che dice Paride è verissimo, certe volte non vedi l'ora di fuggire via, ti senti quasi in trappola. Eppure con alcuni coetanei ero anche riuscito ad aprirmi di più, a raccontare qualche cosa di me più in profondità, a quelli che conosco di più. Eppure in questi mesi sembra quasi non essere cambiato nulla, nel rapporto con coetanei maschi avverto sempre e comunque una tensione di fondo difficile da evitare, che mi porta spesso a preferire di evitare di uscire con loro.
fr max ha detto...
Per Marcoltaly Carissimo...è proprio la tensione di cui parli il punto. Non è così noioso allora stare con gli altri. Il problema è forse guardare in faccia alle difficoltà e alle tensioni che spesso vogliamo fuggire. Prendere in mano la propria vita significa anche cominciare a vivere certe fatiche e ad affrontarle, oltre a coglierne le cause primordiali. Le tensioni di fondo se non si accolgono ...si fuggono! E' le relazioni saranno sempre un mondo da guardare dietro la finestra...ovvero a Distanza! Una cosa che teniamo distante da noi è una cosa nella quale non ci coinvolgiamo fino in fondo !! Ti abbraccio e continuo a sperare di sentirti ! Fr Max
carlo ha detto...
Ciao Alce, non uso msn, magari continuiamo a scriverci sul blog e poi magari potremmo scambiarci i numeri di telefono!!!! Un saluto a tutti!!!!!
30 maggio ha detto...
Da una confarenza di Richard Cohen. Esercizio del bambino interiore. Va fatto possibilmente con una musica rilassante di fondo, lentamente, fra un passo e l´altro deve passare mezzo minuto- un minuto. Chiudi gli occhi, rilassati, inala dal naso ed esala dalla bocca. Metti le braccia sulle gambe i piedi ben saldi per terra, siediti dritto ed immagina che c´é un filo che sale dalla tua schiena, dala tua nuca e va verso il cielo. Respira profondamente e immagina che una luce dorata scende dal cielo inondando la tua testa, la tua nuca rilassando la tua schiena. Respira naturalmente mentre questa luce dorata continua a scendere per la schiena, petto, addome. La luce scende lungo le tue gambe, ginocchia, fino ad arrivare ai piedi, alle dita dei piedi...solo rilassati. Immagina adesso che i tuoi piedi hanno radici che si piantano nella terra connettandoti con lei. Un filo ti tira da terra verso il cielo, ora sei connesso sia alla terra che al cielo... faremo un viaggio adesso, un viaggio incredibile per conoscere il bambino-a che solevi essere. Non esiste il passato, ne errori, non c´é bene ne male. Se funziona geniale! Se non funziona va bene lo stesso! In questo stato rilassato, immagina un luogo bellissimo, puó essere un luogo immaginario o un luogo dove solevi andare da piccolo-a, puó essere all´aperto o all´interno di una stanza, di un castello meraviglioso, puó essere un lago, un fiume, come e dove vuoi tu. Adesso guarda questo posto, annusalo, sentilo... adesso mi piacerebbe che tu immagini che qualcuno cammina da lontano, lui-lei si avvicina piano piano: questo é il piccolo bimbo che solevi essere a qualunque etá. Lui-lei si avvicina sempre di piú, sempre di piú. Se il bambino-a é troppo ferito o non puó camminare o é troppo piccolo per camminare non fa nulla. Immagina ora che questo bimbo-a che solevi essere sta davanti a te guardandoti negli occhi ed ascolta quello che deve dirti adesso, in questo istante. Se non riesci ad immaginare il tuo bambino-a, immagina una foto tua da bambino, osserva questa foto e immagina come ti sentivi, cosa pensavi a quell´etá. Adesso ascolta quello che ha da dirti, di cosa ha bisogno quel bambino. Se vuoi puoi abbracciare quel bambino-a, lascia che senta il tuo cuore e la tua mente. In questa scena condividi con il tuo bambino-a quello che vorresti dire in questo momento, assicurati di affermarlo e di dirgli le parole che ti sarebbero piaciute che ascoltasse, digli anche ció che Dio sente per te, per lui: tutte le emozioni, i sentimenti sono benvenuti in questo istante. Se vuoi permetti che Gesú e la Madonna si avvicinino a questo luogo e sorreggano ambedue fra le loro braccia. Ascolta, ama e ricevi. É ora di cominciare ad amare quel piccolo bimbo-a che solevi essere da oggi e per il resto della tua vita. Questa é una rinascita in Gesú e Maria, loro saranno sempre presenti per sorreggerti fra le loro braccia e farti sapere quanto grandi e meravigliosi sono. Ora vorrei chiederti di cominciare a concludere con il tuo bimbo-a interiore, puoi dirgli ti voglio bene e sono qui per te e cominceró ad ascoltarti, a partire da questo momento saró un buon padre-madre per te. Adesso immagina che questo bambino stá entrando in te, state diventando uno solo, e diventa sempre piú piccolo, sempre piú piccolo fino a riuscire ad entrare nel tuo cuore, immagina che Gesú e la Madonna anche stanno entrando nel tuo cuore e vivranno in te. Senti la connessione con la terra e con il cielo, senti la forza dell´amore che sta fuori e dentro di te e puoi ripetere questo ogni volta che ne avrai bisogno. Ora ritorneremo alla stanza in cui siamo. Respira profondamente inalando la luce dorata di sanazione ed esala per tre volte. Ora inala ed esala al tuo ritmo. Se puoi e vuoi condividi quanto hai sentito e provato con qualcuno.
marcoItaly ha detto...
In questi giorni mi sono ritrovato a fare alcune considerazioni: ho più di 20 anni e in questo arco di tempo non ho praticamente mai avuto amici coetanei, fatto salvo alcune brevi parentesi. Mi ricordo da piccolo che andavo a fare dei giri in bici da solo, passavo parecchio tempo da solo (la maggior parte), dove da solo intendo senza coetanei (eccezion fatta per le ore passate a scuola). In questo contesto sono cresciuto facendoci l'abitudine con questa assenza di amici, certe volte ci stavo veramente male, ma nel complesso ho costruito diciamo una "corazza" che nel tempo ha sempre di più accentuato la sfiducia e il senso di inferiorità che si prova verso i coetanei maschi. Ora, quello che mi domando è questo: è veramente necessario instaurare delle amicizie con coetanei maschi? E' cosi vitale come si dice in questo percorso? Perchè più ci penso e maggiori sono i dubbi a riguardo.
anonimo 6 gennaio ha detto...
Per Paride. é da qualche mese che non scrivo più su questo blog, ma ho continuato a seguire tutti gli interventi. Volevo soltanto dire a Paride che il suo ultimo intervento non mi ha affatto annoiato, anzi mi è stato d'aiuto e mi ha colpito perchè mi sono pienamente ritrovato. Anche a me che ho soltanto un anno in meno di te, caro Paride, capita la medesima cosa nelle relazioni: un forte disagio, a volte percepito con il tuo stesso dolore al centro del petto e un desiderio di fuga. Avevo sempre attribuito tutto questo alla mia timidezza e ipersensibilità, ma ultimamente ho capito derivare da quello che chiamano distacco difensivo, da una forte paura di ricevere nuove delusioni, nuove ferite. Poi, un'altra cosa che ci accomuna è l'autocommiserazione, quell'omino piagnucoloso di cui parli. In me la sua presenza, senza che me ne accorgessi, è diventata particolarmente ingobrante e soffocante. Purtroppo ha saputo ben bene sedurmi con il suo sinistro struggente conforto. Ora, anch'io faccio molta fatica a prenderne le distanze... Grazie quindi ancora per il tuo intervento e continua a scrivere così che possiamo sostenerci e aiutarci a vicenda. Un caro saluto.
Anonimo ha detto...
Sconsiglio caldamente di mettere in pratica quanto proposto da Mamma30maggio. E' una roba dannosa, che si rifa alla new age ( anche se ovviamente non lo dicono e nominano anche Gesu' e Maria) e al panteismo. Ve lo dico con cognizione di causa. Mamma30maggio, affidiamoci ai sacramenti, al rosario e all' invocazione dello Spirito Santo. E' questo che guarisce le ferite, non scorciatoie pseudomistiche che aprono porte invisibili ad un occulto di cui francamente non sentiamo il bisogno. Coraggio! La pace sia con te
30 maggio ha detto...
per anonimo 6 giugno Certo, hai ragione, c´é un no so che di New Age in quello che propone Cohen, ma ti invito anche a fare attenzione al "fondamentalismo". Ogni estremo puó essere dannoso, non credi? Meglio dare la sfumatura adeguata a tutte le cose. A volte é piú produttivo accoglere che satanizzare.
Anonimo ha detto...
Qualcuno conosce uno psicologo a Torino che segua questo tipo di terapia? vorrei guarire... grazie Massimiliano
Anonimo ha detto...
27 Marzo Ho letto il libro di Lowen "Amore e orgasmo" ed è una miniera di informazioni sulla sessualità e molto altro. Mi ha colpito molto la grande importanza che dà alla fase dell'allattamento. Afferma che la fase orale è la fondameta su cui poggia la personalità dell'individuo e ne ricollega il grande aumento di nevrosi nella popolazione. L'allattamento al seno è la prima fonte di piacere per i cuccioli di qualsiasi specie: si riconnettono al corpo della madre di cui sono stati parte per 9 mesi. In alcuni casi il piacere è deviato dalla madre: il figlio diventa uno strumento con sfondo "sessuale", è usato come una fonte per scacciare tristezza o delusione. I segni che caratterizzano questo tipo di rapporto sono l'allattamento fino a tarda età (più di 3 anni) o il rifiuto di allattamento al seno per meglio "controllare". Nel libro è descritta la figura omosessuale di Leonardo, figlio illegittimo di un padrone e di una serva che, rimasta sola, coltivò grandi ambizioni. Amava profondamente la madre tanto da riuscire a soddisfare i suoi desideri di fama e riscatto sociale, ma racconta di un sogno in cui era vista come un grande corvo nero che gli infilava la coda in bocca. Lo stesso sorriso enigmatico della Giocoda, secondo Lowen, nasconde la doppia morsa che lo legava alla madre: il suo scopo era di renderla felice, ma inconsciamnete sapeva che in quel modo stava rinnegando se stesso. Solo poco tempo fa per caso ho scoperto di non essere stato allattato al seno da mia mamma. Quando le ho chiesto il motivo, mi ha risposto che i medici in quel periodo consigliavano così. Mia madre, essendo un'infermiera, ha subito tutte quelle dannose innovazioni di quando la medicina agiva inconstrata, senza nessuna nozione psicologica. A livello psicanalitico credo che in alcuni medici, forti dei risultati ottenuti, si era venuto a creare un atteggiamento di sfida: interpretando in modo errato i traguardi raggiunti testavano se effettivamente erano più forti della natura. Oggi si stanno poco a poco ricredendo, ma il rischio di fanatismi verso la propria scienza è ancora alto in ogni settore, non solo nella medicina! Personalmente non credo che il discorso sull'allattamento sia decisivo nella strutturazione dell'identità, ma sia il primo segnale di un rapporto malsano tra madre e figlio.
Anonimo ha detto...
27 Marzo X Anonimo 1 giugno Avevo sbagliato a selezionare le restrizioni per quello non si riusciva più ad entrare nel blog. Ora dovrebbe essere a posto :-)
fr max ha detto...
Carissimi fratelli. Pace a voi. Continuo a sensibilizzare la vostra attenzione non tanto al lavoro psicoanalitico (che tra l'altro andrebbe fatto con qualcuno e non con le autoletture fai da te a mio avviso molto rischiose) quanto alla RICERCA DI SPAZI DI CONDIVISIONE dove possiate abbattere il grande muro " dell'esotismo " che spesso si annida dietro le pulsioni ovvero un guardare l'altro maschio come un mistero affascinante irragiungibile e invidiabile per riscoprirlo invece come un proprio pari. Cercare di combattere le paure e le ansie dello stare di fronte all'altro attraverso piccoli passi di condivisione che aiutano a creare terreni comuni e spazi d'incontro; cosa che ne le relazioni superficiali ne i rapporti occasionali tantomeno l'isolamento mediatico (Chat,mail etc) possono offrire. Un abbraccio fraterno. Colgo l'occasione per chiedere a tutti un ricordo nella preghiera. Tra meno di 20 giorni sarò ordinato sacerdote e la vostra vicinanza è molto preziosa per me. Da Padre vi chiedo di starmi tutti vicini. Un abbraccio . Fr MAx
marcoItaly ha detto...
Dato che nessuno ha risposto alla mia domanda/provocazione provo a riproporla: considerando le vostre storie, il vostro percorso, ecc, ritenete assolutamente indispensabile, vitale, l'instaurare amicizie maschili con coetanei? So che è un "caposaldo" delle teorie riparative, infatti è quasi una provocazione questa domanda, ma io me la sono posta e, per quanto mi riguarda, credo che in fin dei conti non sia proprio cosi indispensabile. Voi che ne pensate?
fr max ha detto...
Per Marcoltaly Forse desideri sentirti dire che le amicizie e le relazioni maschili profonde non sono importanti nella vita di una persona in particolare di un ragazzo che vive pulsioni omosessuali?? Ho la sensazione che tu vada alla ricerca disperata di sentirti confermare in questo! Ok !!! Allora restiamo sulla linea della tua provocazione! NON SONO NECESSARIE LE RELAZIONI, DUNQUE NON INVESTIRE PIU' IN ESSE ! Resta nel tuo isolamento ! Sicuramente secondo la tua linea adesso avendo conferma della loro non necessità dovresti star meglio. Te lo auguro davvero! Un Abbraccio fr MAx
marcoItaly ha detto...
Per FR MAX Mi dispiace per la risposta dura che mi hai dato, forse hai ragione che cerco solo conferme, è che mi sembra di tornare indietro in questo percorso, le amicizie che ho stretto con coetanei sono fonte di ansia e stress, non mi fanno sentire bene. E' per questo che sono un bel pò disilluso sull'importanza di queste amicizie... Mi dispiace che te la sei presa.
Anonimo ha detto...
27 marzo Mi è rimasta impressa una scena in cui mia nonna mi disse che se fossi stata una femmina avrei potuto fare la velina con le gambe che avevo; mia mamma sorrise soddisfatta. credo che la mia identità fosse il frutto di tutte queste immagini in cui veniva apprezzata solo la mia parte femminile-passiva. Ci sono giorni in cui sono libero e sereno ed emerge totalmente la mia mascolinità. E' proprio in quei momenti che mio padre compie inconsciamente i gesti del "padre castrante"; se glielo faccio notare dice che lo fa per scherzare. Ieri abbiamo passato una buona giornata insieme, ad un certo punto ho detto qualcosa che lui ha vissuto come un attacco e la risposta è stato un gesto alle mie parti basse dicendo: "questa volta solo un colpettino". E' come se la castrazione fosse modulata in base al grado di aggressività-mascolinità che ho nei suoi confronti. Ora non sono più dentro queste dinamiche assurde che mi portavano alla transessualità, ma ho capito quanto era forte la morsa in cui mi trovavo: da una parte una madre che cercava un'amica, orgogliosa di quando venivo scambiato per una femmina e dall'altra un padre che si sentiva aggredito/messo alla prova quando esprimevo il mio essere maschio. Sottolineo che non sto giudicando i miei genitori perchè comprendo che, come ogni persona, avevano i loro bisogni e le loro ferite. Ora avendoli compresi non provo più rabbia verso di loro, ma cerco il modo più adeguato per crescere insieme.
fr max ha detto...
Per Marcoltaly. Carissimo....non me la sono presa affatto era solo come dicevi tu una provocazione che vedo ha colto in pieno. Mi spiace smentirti ma fin quando fuggirai dagli altri perchè ti stressano o ti mandano in ansia continuerai vivere in modo infantile le relazioni. Prova a fidarti di un uomo! Ti abbraccio forte e ti voglio sempre un gran bene e lo sai!! Fr Max
Paolo ha detto...
Caro fra Max, mi chiamo Paolo e ho 19 anni. Anzitutto ti (uso il “tu” perché ti vedo un po' come il nostro padre spirituale) porgo i miei più sinceri auguri e un ricordo nella preghiera per la tua prossima ordinazione sacerdotale ;-) Parlando invece dell'argomento “omosessualità”, mi chiedo... molto spesso tu hai detto che l'ansia debba essere superata condividendo delle relazioni sincere, profonde con persone dello stesso sesso. Ti parlo del mio caso: com'è possibile che io riesca a instaurare legami simili, quando la paura e l'ansia delle pulsioni sessuali o dei desideri contorti mi attanagliano la mente? Sono passato recentemente dal realizzare questo problema (continuerò a reputarlo tale, una distorsione mentale, perché se così non fosse non staremmo qui a parlarne), al ritrovarmi con pulsioni indesiderate verso tutti i miei amici, cosa che mi ha portato sempre più all'autoesclusione. A questo bisogna aggiungere che ho una relazione che dura da un 8 mesi con una ragazza (non ero consapevole di essere omosessuale fino a qualche mese fa, quindi il mio è stato un cambiamento repentino... immaginate che gran botta!), la quale in tutto questo marasma è l'unica che riesce a darmi inconsapevoli sprazzi di serenità e normalità (lei del mio stato non sa nulla). Leggendo i vari post ho notato più volte anche il senso di vergogna tra di voi, cosa comune anche al sottoscritto, se non aggravato dalla responsabilità nei confronti della mia ragazza, verso la quale nutro pur sempre qualcosa. Mi viene da pensare a volte: ok, non volendo la mia psiche ha preso un percorso errato per situazioni varie (padre assentissimo, credetemi! Avrò vissuto una situazione in cui i genitori si separano, stiamo lì; mamma matriarca e dittatrice, unico modello a cui mi sono ispirato), ma la volontà, la volontà di vivere serenamente una vita da eterosessuale con la mia ragazza, di costruire una famiglia con princìpi cattolici, non conta niente? Perché niente prende in considerazione la mia volontà? Ci sarebbe molto altro da scrivere e spero che le mie domande e le mie considerazioni siano di aiuto per molti! Ciò che più mi interessa e che tutt'ora è il problema fondamentale è quello già citato: su 10 amici (numero immaginario) sono passato ad autoconvincermi di avere desideri o di essermi innamorato di loro (ovviamente uno dopo l'altro nel tempo). Cosa assurda! Ma ogni volta che accade una cosa simile è come un dito che gira nella piaga. Come devo gestire tutto questo? Fin quanto posso reggere questa situazione? Il senso di vergogna e di schifo verso questi desideri e convinzioni che a volte nascono nei confronti di amici che conosco da secoli mi fa davvero “schifo” appunto! Voglio dire basta! Da diversi mesi a questa parte mi sembra di aver aperto il vaso di Pandora e da lì siano usciti tutti i mali accumulati finora. Non so come chiuderlo. Aspetto vostre risposte e porgo a ciascuno di voi un sentito grazie per quello che avete scritto, perché ognuno di voi è di grande aiuto per l'altro, ne sono certo! Scusate per il discorso troppo lungo, ma una storia lunga è difficile da scrivere in due battute.. PS: Ahimè non posso permettermi terapie, perché non ho disponibilità economiche sufficienti per queste e perché sono distanti dalla mia città =)
fr max ha detto...
Per Paolo. Ciao carissimo. PAce a te. Grazie per la tua docilità nell'aprire il tuo cuore a questo spazio dove ciascuno a sua modo cerca di mettersi in ascolto! Come gestire questo vaso di Pandora che dici si è aperto? Innanzitutto ringrazia il Signore che il tuo isolamento si sia sbloccato e che tu abbia aperto uno spiraglio di speranza. LA VOLONTA' CONTA e tanto in queste situazioni. Percepire la distonia ovvero il conflitto con le tue pulsioni, ha bisogno di una volontà decisa a cercare di mantenere fede a certe scelte che potrebbero solo peggiorare le cose se assecondate (es rapporti sessuali, chat, pornografia in internet, etc..). Le pulsioni che vivi anche se son scoppiate all'improvviso sicuramente sono il risultato di una serie di movimenti consci e inconsci di paure, ansie e distanze da certe situazioni dolorose che nel tempo ne hanno maturato la comparsa. Per questo non angosciarti troppo. Se c'è una cosa che potrebbe farti bene sarebbe trovar qualcuno magari un religioso, un prete che possa accogliere da Padre il tuo dolore e camminare insieme a te. Comincia col dare un nome alle cose che vivi, cercando di cogliere in profondità il bisogno reale che si nasconde dietro le tue pulsioni. Sei ancora molto giovane e hai tanto davanti a te. Se vuoi puoi scrivermi in privato così ne parliamo meglio ok ( byronmp@libero.it ). Sta sereno, non sei più solo! Un abbraccio fraterno Fr Max
Paride ha detto...
Ciao Carlo, avevo letto la tua risposta, ma riesco a risponderti solo adesso. Perché per scrivere qui ho bisogno di un po’ di raccoglimento. L’anno scorso ho fatto alcune sedute da uno psicologo, ma ora non me lo posso permettere. Certo vale il discorso che bisogna parlarne, ma solo con persone di fiducia. Io non mi fido molto dei “comuni mortali”, comunque sollecitato da te e da fr.Max ne ho parlato con un mio amico sacerdote. A pensare ad un laico non mi viene in mente nessuno. Certo ne ho sempre accennato ai miei confessori ma non è la stessa cosa, il tempo è molto più ridotto. Non riesco a pensare a un amico maschio a cui parlarne. Sto pensando ad un’amica molto in gamba, un po’ più grande di me. Intanto grazie e ti farò sapere come va. Ciao Marco, forse non è che sia necessario avere amici maschi, ma è necessario avere amici, maschi e femmine. Però quello che può dare un amico maschio non può darlo un’amica e viceversa. Quindi se mettiamo un muro tra noi e i nostri fratelli maschi, ci mettiamo nella condizione di non poter ricevere e di non poter dare come vorremmo, secondo un’aspirazione più profonda del nostro cuore. Come puoi (possiamo) essere ricettivo e sensibile ai problemi di un uomo, se mentre lo ascolti sei emozionato per qualcosa che ti ha colpito del suo aspetto fisico? Si pongono limiti all’amicizia e quindi al “potenziale di condivisione”, alla possibilità di condividere qualcosa con l’altro, a qualcosa di bellissimo, godurioso e impagabile! Sono contento perché sia tu che “anonimo 6 gennaio” , che ringrazio tantissimo per il messaggio, mi avete dato la conferma di quella “tensione di fondo”, di “un forte disagio”, a volte un “dolore al centro del petto e un desiderio di fuga”. Infatti quando l’ho letto la prima cosa che ho pensato è stato: evviva non sono matto! C’è qualcun altro che prova i miei stessi sentimenti! ”. Anonimo 6 gennaio lo attribuisce a un “distacco difensivo”, ad “una forte paura di ricevere nuove delusioni, nuove ferite”, e questo è molto interessante. L’altro giorno pensavo a quello che invece potrebbe essere l’altro aspetto della stessa medaglia. Parlavo con alcuni ragazzi più giovani di me, e li ascoltavo e cercavo di lasciarmi andare nell’ascolto, perché dopo circa un minuto con loro sentivo già quella sensazione che abbiamo condiviso (avevo infatti già letto i vostri messaggi e vi ho pensato), cioè quella di un desiderio di troncare la discussione, di fuggire, per un misto di sentimenti che va da quello di inadeguatezza a quello di fuggire via per timore di legarsi, a quello di non sentirsi all’altezza della situazione, a quello di non sentirsi “degno” dell’altro, ecc. Ma mi sono fatto forza, mi sono lasciato andare a questo dolore sul petto, e soprattutto a NON parlare per coprire la voce dell’altro ma ad ascoltare e a lasciar parlare. E ho cominciato a sentire quella spinta sul cuore come qualcosa di piacevole, come qualcosa che non dovevo fuggire (la sensazione era forte). E poi, quando sono uscito da quella stanza, ho pensato che forse quelle parole che avevo lasciato entrare mi facevano “male” perché forse mi stavano “allargando” il cuore, e forse era questo quello che temevo e temo più di tutto nell’incontro con l’altro. Per Anonimo del 7 giugno che cercava uno psicologo consiglio di scrivere al NARTH Italia (cerca su internet) e loro ti daranno le indicazioni giuste. Caro fr.Max unisco le mie preghiere per la tua ordinazione a quelle degli altri del forum! Quel giorno saremo particolarmente uniti con la preghiera. Un abbraccio!
Paride ha detto...
Caro Paolo benedetto lo “schifo” che provi! Provare schifo per questi sentimenti “fisici” trovo che sia sano anzi di più, l’importante però è che tu riesca a vedere oltre queste “vibrazioni” e a riconoscervi il tuo bisogno di ricevere affetto, coccole, di essere compreso, accolto. Bisogno umanissimo, deluso nella tua vita chissà dove. Non dimenticare, questi sono sentimenti umani, umanissimi. E a volte purtroppo cerchiamo di riempire questo vuoto con le cose sbagliate. Personalmente a volte ci riesco a riconoscere questi miei bisogni nascosti, a volte no. Però ultimamente va meglio. Quanto al perché ti succede questo non ti torturare. È andata così. Ma la tua volontà, vedrai, avrà la meglio. Tanto più che credi e allora sai che con Gesù si vince! Si, davanti a questa montagna di problemi, sì, sei tu il più forte! Non avere dubbi.
Anonimo ha detto...
27 marzo Per Lowen anche la più fine comprensione psicanalitica non basta da sola, ma deve essere abbinata ad esercizi fisici: i conflitti infantili spesso fissano nel corpo emozioni represse. Ho seguito il suo consiglio e da ieri faccio palestra un'ora al giorno. Sul mio corpo estremamente esile i risultati sono immediati così come affiora maggiore dinamicità mentale.
anonimo 6 gennaio ha detto...
Per Paride. Caro Paride, anche ciò che scrivi tu è molto interessante. Hai descritto una tua ultima esperienza interpretando quel dolore che conosciamo come l'allargarsi del tuo cuore... In effetti, facilmente chi porta questa croce è particolarmente esposto ad atteggiamenti narcisistici e al ripiegamento su se stesso, ma è comunque sempre salutare uscire dal proprio egocentrismo, anche se ci si deve fare un po' violenza. L'isolamento non è affatto positivo perchè, per esperienza, so favorire atteggiamenti a lungo andare autodistruttivi. Fai bene a parlare della tua interiorità con persone discrete e di fiducia perchè siamo particolarmente sensibili e un consiglio sbagliato, un rifiuto, una delusione possono avere effetti devastanti, però penso sia una grazia grande la possibilità di avere anche un solo amico vicino con cui confidarsi faccia a faccia. Grazie per avermi dato la possibilità di lenire un poco il mio senso di solitudine. Un caro saluto.
Anonimo ha detto...
27 Marzo Ho letto su un famoso sito di medicina una discussione di un ragazzo che chiedeva un aiuto in relazione alla terapia riparativa di Nicolosi. Hanno risposto circa 5 tra psicologi, psichiatri e psicoterapeuti e tutti gli hanno detto che è da 30 anni che l'omosessualità non è più cosiderata una malattia: è uno stile di vita, una scelta uguale all'eterosessualità! Io non ho risposto perchè ormai ho capito che non ha senso, ma resta comunque grave che uno psicoterapeuta reputi l'omosessualità come l'eterosessualità una scelta! Mi chiedo come si possa aver studiato 10 anni, avere lauree e specializzazioni e non riuscire nemmeno a ragionare attraverso le nozioni psicologiche di base. Senza parole...
carlo ha detto...
Ciao Paride, parlare con una persona amica un poco alla volta, ma solo di quello che ti pesa di più, meglio con un uomo in quanto una persona del tuo stesso sesso. A me ma ti parlo del mio percorso è servito un diario dove da quando ho cominciato il percorso annoto le cose che mi succedono e le riflessioni, poi le corse le passeggiate sul lungo mare, aprirmi per quanto sento di farlo con amici di vecchia data e cercare negli ambienti dove lavoro è un ambiente balneare amicizie e chiacchierate con persone del mio stesso sesso bagnini,ragazzi che lavorano al bar. Questo rafforza il mio essere!!!! La prima cosa che mi ha riportato a me stesso è stato Gesù e le confessioni con padri spirituali per me importantissimi. Il percorso è una crescita continua, sicuramente il blocco narcisistico dell omosessualità aveva bloccato tutto il mio divenire.BISOGNA VIVERE GIORNO DOPO GIORNO IN COERENZA CON IL PROPRIO ESSERE E SENZA PIU VERGOGNA!!!!! DATTI DA FARE E SEI GIA VINCITORE!!! SALUTONI A FRATE MAX MIO PROSSIMO CONFESSORE!!!!!!!!!
Anonimo ha detto...
Un grande saluto a tutti!! Passavo da queste parti per leggere qualcosina e mi è venuta voglia di scrivere un pò....non ci conosciamo eppure non siamo poi cosi distanti tra di noi. Qualcosa ci accomunna! Direi la nostra sofferenza! Ognuno con la sua storia! Io più di ogni altra cosa volevo parlarvi della mia nuova valigia...che si chiama Fede! Probabilmente è difficile parlare di Dio in questo periodo, ma nella sofferenza lui è molto più vicino a noi, è in attesa del tuo Grido, ed io prego affinchè ognuno di noi possa un giorno Gridare a Dio affinchè venga in suo aiuto. Io ho scoperto un Dio che fà Verità nella nostra vita, un Dio che risolleva,consola,guarisce e soprattutto che RISPONDE. Non poniamoci dei limiti...CHIEDETE e vi sarà dato in abbondanza. Dio non tradisce! Chiedete e mettete il vostro cuore in ascolto...sono uno come voi ma ho scoperto che TUTTO POSSO IN COLUI CHE MI Dà LA FORZA! Non c'è prova o sofferenza che non possiamo superare se con Umiltà profonda chiediamo a Dio la Forza...Dio fà nuove tutte le cose! La mia sofferenza non sà più di sofferenza ma profuma un pò di un dono che mi ha permesso di conoscere me stesso e di incontrare Dio. Dio ti cerca ogni giorno, ogni istante, ma non può nulla se non gli dedichi anche un solo respiro...LASCIATI AMARE! Un abbraccio a tutti
Paride ha detto...
Grazie per i messaggi! Per Anonimo 6 gennaio e Carlo: vi dicevo che ne avevo accennato ad un amico sacerdote ma da allora non ho avuto più altre occasioni. Spero di rivederlo presto e di poterne parlare ancora con lui! Anch’io ho scritto molto su diversi diari. Punto molto sulle nuove amicizie. Mi aiutano molto e mi mettono in crisi, nel senso positivo. Per Anonimo 27 marzo: lo so e' assurdo! Ma io dico che questa ignoranza ha i giorni contati! :-) Vorrei aggiungere due righe a quello che avevo già scritto e che avevo messo da parte e non ancora pubblicato sul forum. Siamo d'accordo su un punto, forse: chi come me è stato lupo solitario per così tanti anni, si è disabituato alle relazioni sociali e ora deve ricominciare da qualche gradino prima di chi invece si è tenuto "in esercizio sociale". Quindi probabilmente non ci dobbiamo spaventare se a volte ci sembra di non dire "la cosa giusta", oppure di non riuscire ad esprimere o a dire bene quello che pensiamo. E' un po' la guida maldestra di chi riprende a guidare dopo tanti anni. In questo momento dobbiamo avere pazienza, perseveranza nel bene e nella castità, fortezza, per sopportare i pesi e le prove su noi che ci sentiamo così fragili in un periodo di cambiamento della nostra vita. Sì perché abbiamo una cosa importante in comune, noi che ci ritroviamo su questo forum, come già ha scritto Anonimo 14 giugno (vi prego datevi un nome cliccando su “nome url”!): noi vogliamo cambiare, lo status quo delle cose non ci piace, non ci garba. In fondo questi problemi ci sono caduti addosso per il nostro passato, la nostra infanzia e adolescenza, in un certo senso non li abbiamo scelti . Adesso più consapevoli, abbiamo gustato cose più buone della vita e diciamo NO ad una vita falsa e ambigua, NO alle relazioni non disinteressate. Perché l'amicizia ha una condizione: essere disinteressata, completamente. Soprattutto l'amicizia maschile.
fr max ha detto...
Fratelli del forum. Pace a voi. Si avvicina il tempo più prezioso della mia vita...Tra due giorni verrò ordinato Presbitero. Un servizio per la chiesa e una conformazione a Cristo sempre più profonda. Chiedo a ciascuno di voi di starmi vicino...è tanto tanto grande questo Dono. Benedico il Signore per il dono di ciascuno di voi che siete entrati nella mia vita e dandomi accesso alla vostra interiorità più sofferta. Una sola Parola e preghiera: Grazie! Fr MAx
Emmanuele ha detto...
Dove si possono trovare degli psicologi che praticano la terapia riparativa? Perchè, ovunque mi giro, non trovo nessuno...
Anonimo ha detto...
Intervista di Luca Calvani, vincitore dell'Isola dei famosi 4: Ho amato tanti uomini. A partire da mio padre, profondamente. Sono figlio di un matriarcato: mia mamma, le zie, la nonna, mia sorella maggiore. Ho un lato femminile molto forte ed è capitato fossi curioso. Mi è capitato di guardare uomini e di interrogarmi. È una questione di odore. Alcuni mi hanno affascinato. Certi legami trascendono. Io posso avere provato esperienze insolite, essere stato a letto con chi mi pare, ma ogni cosa che ho fatto l’ho fatta per amore. Soprattutto, oggi ho scelto Francesca! Sono cresciuto circondato dal pettegolezzo di essere gay. I bambini sanno essere crudeli. Anche oggi uno mi ha chiesto l’autografo e mi fa ‘Lo so che sei frocio, ma sai, non è per me’. Da ragazzo ero bellina, sembravo una femmina. Ero solitario. Non giocavo a calcio, e se nasci in una città come Prato e a 7 anni non giochi a calcio, tanto vale non avere le gambe. Luca ha poi raccontato che la madre lo incoraggiava spesso ad attività maschili e a seguire il padre nei suoi viaggi di lavoro. Lei rappresentava il suo filtro col mondo. Da una parte soffriva molto del fatto che non fosse un bambino facile e se ne stesse sempre isolato anche al mare. Al tempo stesso, però, detestava i suoi goffi tentativi di emulare gli amichetti. Mentre il padre, che il ragazzo ha perso quando aveva 26 anni, lo ha incitato ad essere se stesso e a seguire la sua strada.
Anonimo ha detto...
Per Emmanuele per trovare uno psicologo che possa aiutarti manda una mail a narth.italia@gmail.com
Paolo ha detto...
Salve a tutti, sono ancora io! Voglio esprimere una mia esperienza personale che molto spesso mi capita di vivere. Quando siete preda di momenti emozionali forti, come ansia, o combattete contro voi stessi perché nella mente affiorano dei brutti pensieri, non demordete. Non perdete la speranza. E' quello che ripeto a me stesso più volte. Quando si è dentro il ciclone sembrano non esserci vie di uscita e la cosa più facile che viene da dire è "adattiamoci" a quello che la mente passa. Non è assolutamente la cosa da fare. Questa a volte, per vari motivi, può essere ingannevole. Allora su cosa fondo questa mia certezza? Su Gesù. Quando sono in difficoltà mi chiedo: sarebbe gradito al mio Signore? In base alla risposta che dò a me stesso, agisco di conseguenza. Credetemi, è dura anche per me, a volte, credere a quanto ho scritto, perché quando si è dentro quel ciclone si fa fatica a sperare e a distinguere la realtà dalla menzogna, il giusto dall'ingiusto. Lo dico sempre che senza Dio e senza la fede in Lui saremmo come pecore disperse (non parlo di "perdita" solo nel nostro caso, ma un po' in tutte le varie situazioni della vita) ed è così! Non dobbiamo demordere, non dobbiamo lasciarci vincere da questi stati. Quando saremo fuori, anche solo per un paio di momenti o giorni, ripenseremo a quanto falsa si mostrava quella emozione o quello stato d'essere. Non molto tempo fa lessi uno scritto del Beato Giovanni Paolo II, il quale diceva pressapoco che la dignità dell'uomo la si conquista anche divenendo padrone e dominando quelli che sono i suoi impulsi e suoi desideri sfrenati che ci permettono di allontanarci da Dio. Siamo forti nella fede, amici! PS: Fra Max ti rinnovo i miei più sinceri auguri per la tua ordinazione e questa sera avrai un ricordo nella mia preghiera! Continua a sostenerci!
Emmanuele ha detto...
Chiedo scusa per il disturbo, ma non riesco a mandare alcuna mail all'indirizzo che mi è stato suggerito. Per caso c'è un errore? Volevo inoltre approfittare di questo secondo intervento per esprimere tutto il mio sostegno nei vostri confronti per l'opera che state portando avanti. Complimenti!
Anonimo ha detto...
Ciao Emmanuele, ti confermo che l'indirizzo del Narth Italia é narth.italia@gmail.com Riprova e vedrai che ti risponderanno.
Anonimo ha detto...
a ps mio nome è francesco
Anonimo ha detto...
Avere dei genitori a volta non è la cosa più bella della vita specie se si deve avere dei genitori e una famiglia come la mia. Mio padre svolgeva un lavoro e dico svolgeva, perchè adesso è in pensione, che lo portava sempre via di casa e quando tornava a casa non stava mai con me nè con mia madre nè con i miei fratelli. Essendo mammone e aveva un amore profondo maniacale con la sua famiglia di origine, ci ha abbandonato. Vi dico che ci ha abbandonato non solo moralmente perchè non si accudiva noi come famiglia ma anche psicologicamente perchè io e mia madre e mia sorella venivamo molestati dal fratello di mio padre e lui pur sapendolo non ha fatto mai nulla. A me come figlio mi ha trattato sempre come una femminuccia, mi diceva di essere incapace a far tutto oltre poi a farmi vestire da femminuccia con gli abiti di mia sorella perchè doveva far economia per pagare le sue puttane. Ho sempre dovuto fare il capofamiglia, ma nel mio piccolo, non portando i soldi a casa, ma essendo un punto di riferimento per mia madre. Infatti dovevamo pur far fronte alle molestie che ricevamo. A scuola erano schermato dagli amici, un pò perchè mi vedevano più capace di loro (quando hai una situazione non bella a casa da ragazzo già sei un uomo formato psicologicamente e non puòi fare le stronzate che fanno gli altri) un pò perchè sai ti davano del figlio di papà perchè tuo padre guadagnava tanto però non sapevano che tuo padre non ti dava soldi per divertirti il fine settimana, ti trattava male e ti molestava con tuo zio a te e alla tua famiglia. Oggi sto all università. Metà percorso universitario a 28 anni per vari problemi di salute oltre a quelli raccontati. Quelle poche persone che mi conoscono realmente mi ammirano perchè sono una persona di forte principi morali; la maggior parte delle persone mi prende in giro perchè mi danno del gay. Quando poi ho avuto avance da tipi sposati con figli e mogli o da altri ragazzi che scopano con donne per nascondersi e si vantano di essere supermaschi. Sono seguito da uno psicoterapeuta ad indirizzo freudiano. Con lui oltre che a parlare, gli scrivo tante lettere perchè a volte quello che mi ha fatto mio padre non riesco a raccontarlo. Ho chiesto al mio psicoterapeuta se tutto quello che racconto sia frutto di mia solo fantasia; gli episodi che ricordo, le violenze. e lui mi risponde di no perchè tutto quello che ricordo e che gli descrivo è dettagliato e non contrastante e non può essere frutto di una fantasia. Ho fantasie omosessuali perchè secondo lui cerco l affetto di un padre e mi è stato negato un mondo maschile. Per lui è possibile cambiare. ho provato anche con degli uomini ma non mi è piaciuto. Mi sono trovato un salame in bocca che se nella mia fantasia può sembrare eccitante nella realtà poi non lo è. Per lui la mia attrazione per i maschi forti e dotati è per colmare le mie mancanze, le ho sessualizzate mentalmente per avere mio padre visto che mio padre va solo da zoccole e puttane. Non so come va avanti la terapia.perchè ho avuto la fortuna di conservarmi qualcosa di soldi per rivolgermi da uno psicoterapeuta che crede nella psicoterapia. è anche una psicoterapeuta della crescita evolutiva e mi ha detto più volte che sono una persona che nella vita posso dare tanto. io mi sento invece sempre triste, piango se vedo altri bambini allegri perchè sono cose che non ho mai avuto. Neppure un amico sincero ho avuto. ho avuto amici invidiosi di una polo firmata, dei 30 presi all università, che ti chiamavano per essere aiutati agli esami ma nel momento che si doveva far gruppo con i maschi mi escludevano.ero troppo ingombrante per loro perchè come ho già detto noi che non abbiamo avuto un infanzia, abbiamo una marcia in più nella vita che non sappiamo utilizzare perchè il passato fa male, fa troppo male alcuni episodi che abbiamo ricevuto. Non so come va a finire la mia storia, so solo che se un giorno avrò una posizione e non avrò una mia famiglia con dei bambini, vorrò realizzare un progetto per i bambini che sono stati abbandonati o molestati.
Anonimo ha detto...
27 Marzo La psicoterapia è un'arma incredibile per comprendersi, ma non ha un valore realmente trasformativo. Solo l'esperienza nel mondo può colmare i vuoti e le ferite del passato. In questo mio percorso ho sviluppato una capacità analitica incredibile e non solo riguardante problemi d'identità e orientamento, ma se rimane solo a livello interiore serve a ben poco. Per andare oltre bisogna concretizzare la parte più profonda di sè anche all'esterno. Il 1° passo è accettare se stessi, gli altri e per quanto possa sembrare assurdo non voler cambiare nulla di sè, ma essere consapevoli di poter crescere. A differenza di qualche mese fa non credo che l'omosessualità sia una malattia, spesso è un bisogno d'affetto e comprensione venuti a mancare nella più tenera infanzia e di riflesso nell'adolescenza. Sta a ciascuno decidere se in questo particolare momento della propria vita viverla o meno, restando consapevoli che siamo sempre un cantiere aperto, che cambia, cresce ed evolve ogni giorno. Mi sento di consigliare a tutti i ragazzi del forum di non essere troppo duri con se stessi. Ho compreso che volevo cambiare troppo in fretta, tutto e subito, senza in realtà fare nulla di concreto nel mondo. Il mio corpo, migliore amico sulla Terra, mi ha mandato segnali evidenti (conflitto sessuale) che, pur percorredno la strada giusta, stavo camminando in modo sbagliato.
Chicco ha detto...
Carissimi amici (mi sento di chiamarvi tali visto i tratti che ci accomunano!),ho seguito spesso i vs. commenti, sfoghi, richieste virtuali. L'ho fatto senza però mai intervenire direttamente, pur essendo stati sempre tutti nelle mie preghiere. Ho iniziato un percorso di conoscenza di me/liberazione più di 2 anni fa. E' costato impegno,sacrificio, pianti; è stato supportato da persone straordinarie attraverso la psicoterapia, la fede, l'autovalutazione quotidiana,la sperimentazione di nuove esperienze. Solo ora ho scelto di portare la mia testimonianza,non per "avarizia" nel condividere, ma perchè ho preferito attendere il consolidarsi degli effetti salvifici del mio percorso. Ebbene,è tanto doloroso e difficile scavare nella propria mente e nel proprio cuore, è stata ancora più tosta ripulirli e rigenerarli,ma...il premio si è rivelato straordinario!!! Mi rendo quindi disponibile al confronto e, nel mio piccolo, al supporto di chi avesse bisogno. Un saluto e ringraziamento speciale va a FrMax. Vi abbraccio col cuore e vi lascio un brevissimo video : http://www.youtube.com/watch?v=oJZM4gLOgB8 Chicco
fr max ha detto...
Per l'anonimo del 6 luglio. Grazie carissimo per la profonda libertà con la quale hai consegnato tanto dolore della tua vita. E' bellissimo e preziosissimo riconoscere le ferite della propria vita e sperare che nel tempo esse possano divenite le feritoie per una speranza nuova da offrire a chi non ce l'ha. E' stata dura carissimo e probabilmente lo sarà ancora ma oggi non è più come ieri. Spazi nuovi abitano e colorano il tuo cuore e tra questi c'è anche la mia presenza fraterna che ti offro e ti garantisco. grazie di cuore. Che Dio benedica ogni tuo passo e possa consolare la tua vita come solo lui sa e può fare. Ti abbraccio P. Max
Anonimo ha detto...
Per anonimo 27 marzo Ti stimo molto per ciò che scrivi sia nel forum sia nel tuo blog CPA; penso che tu sia dotato di una capacità di introspezione e di analisi non comuni. Alcune delle tue "riflessioni" mi hanno particolarmente colpita, tanto che le ho pubblicate su facebook. Sono iscritta a facebook come “patrizia battisti” e faccio parte del gruppo di amici di “Si può cambiare”. Ti reputo un un ragazzo davvero straordinario e credo che contribuirai molto alla "causa” degli ex gay. A presto, spero, su face. Per anonimo 7 luglio Grazie davvero per la tua testimonianza, si sente che hai sofferto molto e che ancora oggi tieni chiuso dentro di te un enorme dolore. Se posso darti un consiglio... smettila di pensare al passato e alle ferite ricevute, le ferite sono lente a guarire ma non serve a nulla rimuginarci sopra. Datti subito da fare per realizzare il tuo progetto di aiutare i bambini abbandonati, non devi aspettare chissà quando, concretizza i sogni dell'uomo adulto che é in te, della tua parte più generosa, altruista, MATURA. Di certo fare qualcosa per gli altri ti aiuterà molto nel tuo cammino verso l'eterosessualità. Diventare etero per gli ex-gay significa anche diventare adulti, consapevoli e pronti ad accogliere tutte le responsabilità (ma anche le gioie!) che la maturità comporta. Forza!