sabato 16 luglio 2011

Forum: Uscire dall'omosessualità - Commmenti da 2401 a 2600

FORUM: Uscire dall'omosessualità

Leggi gli altri Commenti         

 Commenti da 2401 a 2600


1 – 200 di 525   Nuovi›   Più recenti»
fr max ha detto...
Per Anonimo del 7 luglio.
Ciao carissimo e grazie per la fiducia.
Dalle tue parole traspare una ferma volontà di metterti in cammino; ed è questa che deve crescere....la motivazione !
Non so se per te sia il caso di andare da uno specialista.
Il primo passo è aprire il cuore e lasciarsi guidare!!
Poi si valuterà se è il caso di un supporto specifico.
Alcune dritte pratiche.
Occorre limitare al max la pornografia e i siti gay.
E poi trovare qualcuno con cui iniziare a sentirsi a casa e non fuori dalla porta.
Ti abbraccio e attendo tue nuove.
Se vuoi scrivimi in privato ( byronmp@libero.it )
Ti benedico
P. Max
Paride ha detto...
1. Mi ha colpito quello che ha scritto ultimamente un ragazzo di 24 anni sul forum, non trovo più il suo post. Aveva l'impressione, scriveva, che si stava (e mi ci metto anch'io) perdendo qualcosa di importante della vita a causa di questo problema. Penso che avesse ragione.
2. Potrei continuare ad approfondire, e non mi va, gli argomenti che trattiamo qui in questo forum, leggere altri libri, ma ho l'impressione che per me sia arrivato il momento di fare chiarezza. Credo che una parte di me remi contro, una parte di me non ha ancora rinunciato all'idea che io possa in qualche modo ricavare piacere erotico da una relazione sessuale con una persona del mio stesso sesso (che per altro non ho mai avuto nella realtà, ma nell'immaginazione sì). Quest'anno ho visto una ragazza che mi è piaciuta, cioè una di quelle poche volte, rare direi, in cui una donna mi lascia senza fiato! Sono tornato più volte, e di proposito!, in quell'ufficio pubblico dove lavora ma non ho mai avuto il coraggio di chiederle di prendere un caffè o roba simile. C'è una parte di me che mi AUTO-SQUALIFICA, che mi dice: ok,va bene, questa è roba per i grandi, questa è roba per gli adulti, TU SEI FUORI... (ragazzi ho quasi quarant'anni...) ma sai, ma anche per scherzo, ma anche solo per provare a scherzare con lei... NO NO NO! Perché? Perché non sentivo di volerlo fino in fondo, non ero molto motivato. Poi vado a casa, gli ormoni girano come con il caldo di questi giorni, e me ne vado in tilt con la testa con le tentazioni più assurde! E che p...!
Anonimo ha detto...
SALVE SONO SEMPRE FRANCESCO IL RAGAZZO DI 28 ANNI CHE HA SCRITTO LA SUA STORIA METTENDO IN RISALTO I PUNTI PIU SALIENTI.
OLTRE A SUBIRE MOLESTIE FISICHE DA PARTE DI MIO BABBO E VIOLENZE PSICOLOGICHE DA MIO ZIO E DA MIO PADRE, LA VIOLENZA SESSUALE SUBITA è IL FATTO CHE MIO BABBO SI VANTA SEMPRE DI AVERLO GROSSO E SOLO LUI POTEVA SODDISFARE UNA DONNA. LO DICEVA SUL LETTONE QUANDO STAVO IO DA BAMBINO CON MIO MAMMA E MIO BABBO E LO DICEVA ANCHE NEL CORSO DELLA GIORNATA PER DIRE CHE POI LUI SOLTANTO ERA UN UOMO. PENSATE CHE IO HO IL COMPLESSO DEL PENE PICCOLO. POI QUANDO MI ABBRACCIAVA INSOMMA ME LO FACEVA SENTIRE O SE MI DOVEVA TOCCARE FISICAMENTE MAI UN GIOCO TRA PADRE E BIMBO MA SEMPRE E SOLO IL SEDERE. INSOMMA NON EPISODI COSTRUTTIVI.
MIA MADRE COMUNQUE HA ANCHE LE SUE COLPE. COMUNQUE IL LORO MATRIMONIO è BASATO SOLO SUL SESSO E SULLE CORNA E NON HAI MAI PENSATO A CRESCERE I FIGLI.
MI SENTO PEGGIO DEGLI ORFANI. PERCHè GLI ORFANI SONO CRESCIUTE DALLE SUORE CHE DANNO AMORE E AFFETTO. IO SOLO VIOLENZE E POI HO DOVUTO BADATE A LORO
SONO SCHIFATO DA TUTTO QUESTO E MI AUGURO CHE QUESTO BRUTTO SOGNO PRIMA O POI SVANISCA.
FRANCESCO
Anonimo ha detto...
Per 27 marzo, Marcoitaly, Carlo e tutti i ragazzi e uomini di questo blog : cari amici miei, per favore accompagnatemi una volta in piú... per favore... so che la presenza delle madri in questo blog puó essere imbarazzante,e chiedo scusa a coloro che sentono la nostra presenza come un´invasione, ma infondo l´omosessualita é qualcosa che involucra la famiglia... il "sistema della famiglia" questo non puó essere ingnorato....!

Vorrei farvi una domanda, sperando non essere indiscreta, ma per me é molto importante:

Qual´é stata la vostra relazione cibo-corpo, fisico-corpo,mente e corpo? Quale sarebbe stato il "click" per accettare voi stessi?
Se vi chiedessi questo: "Qual´é la cosa che piú anelate sentirvi dire dal vostro papá?" Quale sarebbe la vostra risposta?
Al vedere la vostra mamma serena, quale satebbe la vostra reazione?
Come dovrebbe essere la vostra mamma per farvi sentire sereni?
Cosa significa la parola "maturitá" per voi? Credete che la "maturitá" sia parte importante del vostro percorso? Come possiamo noi genitori dare un impulso alla vostra maturitá?
Cosa significa "maturare" per voi?
Se dicessi a mio figlio: "Sai, non mi vergogno affatto della tua omosessualitá, ti amo per come sei, credo solo che tu abbia un problema che puó essere risolto," se la vostra mamma vi dicesse questo, quale sarebbe la vostra reazione?
Ragazzi: solo stó cercando di capire, di comprendere, e attraverso questa comprensione di aiutare. Dove aiutare? Come aiutare? La parola "aaginia", significa "lotta" in greco, lo ha fatto Gesú nell´Orto degli Olivi (scusate se per questioni di "confusione linguistica",sbaglio la parola: Ulivi... Olivi...), so che Lui mi accompagna in questa "agonia",ma per favore...accompagnatemi anche voi! Vi supplico! Se si accetta la presenza (di un "Neo-psicologo" nel blog,scusa Eracle: non escludo la validitá della tua intervenzione: Per essere chiara: come non accettare la presenza di noi mamme ,che solo vogliamo aiutare i nostri figli, e accettare colui che infondo il "problema" non lo vive in "carne propia?: non certo come noi genitori. Mi spiego?. Certo Eracle, hai testimoniato i tuoi conflitti con tua madre, ma questo non ti ha reso omosessuale: Noi , noi genitori viviamo l´omossessualitá sulla nostra pelle: piú di te, molto piú intensamente di te!!! Io, in questo blog, ho donato le mie sensazioni, emozioni, le mie cose piú intime; lo hai fatto tu per caso Eracle? In te non ho vissuto l´intensitá mia ,quella che nasce da un cuore di mamma che mette a nudo i propi sentimenti le propie esperienze dolorose, la tua per me é stata solo un´infarinatura, e scusa se lo dico. Nonstante ció, mi sento scacciata dal vostro spazio. Perché?, mi domando. Caro ERACLE, NON É STATO FACILE esprimere i miei errori, ,in questo blog, ma l´ho fatto,
Lo chiedo a tutti voi, in coscenza! Chiedono, a noi mamme, cortesemente, di uscire dal blog: GRAZIE. fuori dai piedi!. Solo faccio presente a tutti voi, che coloro che entrano a questo BLOG, E MI RIFERISCO AI GENITORI vogliono aiutare i nostri figli, solo questo. Ma ci escludete da tutto questo. Mi dispice immensamente : questi sono i miei sentimenti ed ho desiderato esprimerli a tutti voi.
Come dicevano i nostri avi latini: Manus manum lavat. una mano lava l´altra. chi aiuta , riceve aiuto.
Questo é il mio sentire ed era molti importante per me esprimerlo con voi tutti. Vi ringrazio per ascoltarmi.
Mamma 30 maggio. io almeno non uso l´anonimato!!


Mi domando perché escluderci? Mi rattrista tutto questo: SIAMO PARTE di una catena di aiuto, non domenticatelo!!!

grazie per prendere in considerazione questa, piccola, grande pqarte del puzzle che si chiama aiuto.
Paride ha detto...
Alla Madre del 17 luglio. Signora, abbiamo una decina credo di riferimenti tra i diversi siti, libri da studiare, psicologi consigliati da NARTH Italia da interrogare; il lavoro richiede tempo, anni magari. La barca è la stessa, forse, ma non le problematiche. Credo che nel suo caso sia più utile un confronto con altri genitori. Al suo posto proverei a cercare contatti tramite una delle diverse associazioni, se sono nel suo territorio, o altrimenti aprendo anche un blog.
hotel rimini offerte ha detto...
Credo che questi temi rientrino molto più facilmente nella categoria della dipendenza affettiva, non necessariamente di tipo lesbico. Le dinamiche della separazione e della dipendenza morbosa da altri sono tipiche ad esempio delle persone (spesso donne) cresciute in famiglie disfunzionali o alcoliste, ma non è una prerogativa di queste famiglie il fatto di essere omosessuali o di diventarlo!
39 maggio ha detto...
Chiedo scusa a Eracle e a tutto il blog per le stupidaggini dette.
Ho avuto una spece di "cortocircuito sentimentale", é stato un momento un po cosí...
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 Marzo

X mamma 30 maggio
Ho già risposto alle domande che hai posto, ciò che invece tengo a dirti è che la tua presenza per me è stata fondamentale perchè grazie alla tua storia ho capito in profondità mia madre, essendole tu molto simile.

Entrambe avete subito una perdita pesante da giovanissime che ha creato in voi un vuoto emotivo, manifestatosi poi nel rapporto col figlio più piccolo quando la relazione matrimoniale iniziava a vacillare. Mia madre a 7 anni ha perso il padre e tu da ragazza la madre. Per mia madre è stata una perdita devastante anche perchè suo padre era la sua gioia di vivere non avendo un grande rapporto con la madre, donna fredda con credenze arretrate e negative. Basta solo dire che mia madre subito dopo ha sviluppato la leucemia per far comprendere quanto devastante è stato per lei quel trauma. Oggi è una donna bella, serena, ma immatura sotto molti punti di vista: il padre ha il compito di sviluppare nella figlia la parte razionale-maschile.

Le tue parole sono state per me un'illuminazione: “Ho strangolato mio figlio con un laccio "d'amore" che amore non era: era possessione, sono stata come un’edera che si é aggrappata a lui per non sentirsi sola.”
Ho riportate qui le riflessioni nate dalle tue parole: http://corpopsicheanima.blogfree.net/?t=3546374

Questo blog esiste per tutti! Inoltre la presenza di genitori può far comprendere ai ragazzi i motivi che hanno sviluppato certe dinamiche familiari ed accellerare quindi le tappe del perdono autentico.
Anonimo ha detto...
io penso che le mammi qua non dovrebbero proprio commentare.
comunque io sono completamento distrutto della mia vita, subita da violenze verbali, sessuali e fisiche rubata e condizionata dagli altri.
non c è la faccio più.
francesco
Luchino90 ha detto...
Ciao, ragazzi. Mi sono imbattuto in questo blog per caso. Ho 21 anni e la mia situazione è in bilico. Per farla breve.... Negli ultimi due anni ho subito alcune batoste sia in campo amoroso (schernito dalle ragazze perchè ritenuto non bello) sia in campo accademico (iscriversi ad una facoltà contro voglia perchè non si è passati a Medicina al primo colpo) che mi hanno portato ad incupirmi e a rinchiudermi in me stesso e, nello stesso tempo, a scoprire un nuovo lato di me dal punto di vista sessuale. Iniziavo a provare attrazione fisica per gli uomini. Fin qui, tuttavia, niente di pratico. Contattavo uomini su internet, ma alla fine, quando volevano un incontro, ci rinunciavo. Settembre 2011: passai il test. Pensavo che la mia vita sarebbe stata in salita, eppure ho sofferto il distacco da casa e da mia madre soprattutto, in quanto non mi ero mai allontanato. Fu così che il primo semestre non andò molto bene e presi addirittura un 24, sul quale mi fissai a lungo. Tornato a casa per la pausa, mi ritrovai a chattare con un ragazzo di un paese vicino al mio e, coraggiosamente, lo incontrai. E, tra una cosa e l'altra, facemmo sesso. Non potete immaginare i sensi di colpa successivi. Ripromisi a me stesso che non sarebbe successo di nuovo, eppure, ad aprile, successe, ma con persone diverse. Da allora non è successo più nulla, però mi vedo condannato all'inferno senza via di scampo. Al che, ho tentato di astenermi dalla masturbazione per fare penitenza a Dio, ma dopo neanche una settimana, ci sono ricascato. Sono andato a confessarmi, ma senza dire ciò, classificandoli solo come "atti impuri" (il paese è piccolo. Se si sapesse sarebbe una vergogna per i miei). Recentemente, però, una mia amica mi ha insegnato una preghiera da recitare col Rosario e c'è da dire che mi sentivo bene, amato da Dio addirittura. Eppure, ci sono ricascato nella masturbazione e ho paura di ricascare nel sesso. A me non piace, ma credo che la causa di tutto sia stata la mia paura di essere rifiutato dalle ragazze.
Vorrei un aiuto. Vorrei rientrare nelle grazie di Dio e ritornare ad essere solo uno studente brillante privo di queste disgustose perversioni. Voglio essere normale e vorrei anch'io entrare nel Regno dei Cielo ed essere perdonato da Dio. Voglio sentire il calore del Suo Amore che mi invade il cuore fino a riempirlo e a farmi librare con la mente sino a Lui. Grazie a chiunque sarà in grado di confortarmi e sostenermi!
Anonimo ha detto...
Ragazzi sono sempre francesco e sono triste. triste perchè ogni giorno che passa sento l'esigenza di uomo che mi possa difendere e abbracciare. sono cose che non ho mai avuto da bambino.cioè io ultimamente per strada rimango sbalordito quando un padre abbraccia il proprio figlio oppure come l'altra volta, un padre che tenendo in braccio il proprio neonato, lo baciò sulle labbra. io rimango proprio così perso.
cosa ho sbagliato per non avere questo è una domanda che mi pongo sempre.
francesco
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo

X Luchino90

Negli altri uomini probabilmente cerchi quella parte di te (l'essere vincente) che vuoi risvegliare perchè senti di aver perso a causa delle modificazioni dell'ambiente esterno-interno (rifiuto dalle ragazze-non sono un maschio amabile / fallimento nella sfera lavorativa-svalutazione x incapacità di raggiungere i propri obiettivi).

Finchè ti vedi come un peccatore non fai altro che alimentare la parte che senti estranea: è molto difficile che l'ambiente esterno cambi se prima non è evoluto quello interno. I preti che credono di aiutare puntando il dito, scacciando il demonio e facendo sentire il poveretto in colpa hanno le stesse credenze negative di mia nonna per cui valuta bene con chi aprirti e a chi donare il tuo cuore. Devi per prima cosa accettare che in questo momento provi attrazione per gli altri uomini, amare e comprendere a fondo il messaggio che stai ricevendo dalla tua anima, senza giudicarti, ma osservandoti dall'esterno! Solo così puoi diventare in un futuro ciò che senti di essere grazie alle scelte che il tuo rinnovato modo di credere ti farà prendere.

Dalle tue parole è evidente che sei troppo esigente con te stesso! non sempre si può essere al meglio, ma è proprio quando sbagliamo o dobbiamo affrontare una sfida che tiriamo fuori capacità che neanche sapevamo d'avere e d'un colpo ci scopriamo persone più mature.
Anonimo ha detto...
e chi desidera l'abbraccio di un uomo che non ha mai avuto e lo vuole, che deve fare?
francesco
fr max ha detto...
Per Francesco.
Carissimo,
L'abbraccio di un uomo non è un desiderio sbagliato.
Parla del tuo desiderio di sentirti accolto e in intimità profonda con chi è come te, un uomo appunto.
Pertanto non è sbagliato il bisogno in sè quanto piùttosto la via per giungervi...una via in cui possono essere presenti dei sassi che ostacolano il percorso: paure, vergogne, insicurezze, false intimità!
Cerca di dare un nome preciso al bisogno che abita il desiderio di questa ricerca d' intimità con gli uomini.
Questa ricerca ti porterà indietro nelle tue relazioni primordiali....Condividile!
Lasciati accompagnare in questo viaggio.
Il mio abbraccio ti giunga nella mia vicinanza e nella mia paterna benedizione.
A presto.
P. Max
30 maggio ha detto...
X 27 Marzo:
Grazie, amico mio.
Tu sarai un grande psicologo, uno che non si baserá solamente sulla Tavola di Kensey, ma sulle mille sfumature dell´essere umano, quelle che ci danno forma e identitá.
Ex-Gay ha detto...
Sono su facebook dove racconto brevemente di me.

(https://www.facebook.com/profile.php?id=100002668174856)
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo

Non so che professione farò in futuro!
Per ora sono solo un ragazzo di 20 anni che cerca di capirsi e capire, che ha scelto di non aderire a nessuna associazione come di non seguire ciò che l'inconscio collettivo afferma essere vero. Vorrei che le mie credenze fossero il più possibile frutto di scelte individuali, pronte a mutare e crescere. Se solo le persone riuscissero a non identificarsi con le loro credenze il mondo evolverebbe più velocemente e non si dovrebbe passare attraverso la scala di Schopenhauer in cui la novità viene dapprima derisa, poi opposta ed infine accettata come ovvia.

Mamma 30 maggio: il condividere la tua storia qui sul blog non può che essere d'aiuto! Nel periodo in cui ho compreso che la possessione di mia madre non era il mio bene ma l'origine di difficoltà relazionali nel mondo ero passato dall'amore platonico per tutte le donne al provare rabbia verso di loro. Ma questa era soltanto una tappa della mia crescita, che mi ha portato a ristabilire un equilibrio tra la figura maschile e quella femminile. Se ci sono ragazzi che si trovano alla fase di distacco materno e che quindi sentono la tua presenza come un'intrusione della loro madre (transfert) non devi sentirti in colpa, anzi puoi essere per loro la molla che fa passare all'equilibrio tra i due sessi. Non sei più quell'"edera che si è attaccata al figlio per non sentirsi sola", ma una donna forte che ha saputo mettersi così in discussione da far comprendere ad altri ragazzi la profondità dell'agire della propria madre.
Anonimo ha detto...
per frate max da francesco.
caro frate max
il problema dell'abbraccio e dell'affetto di uomo sono cose che mi sono sempre mancate. io non ho mai avuto da bambino un padre.sono sempre stato il bambino messo alla porta.
quando tornava mio babbo da lavoro, mi ricordo che doveva riposare, poi si vestiva e andava da sua madre e cioè mia nonna materna. con lui ma un abbraccio, fare giochi da maschi, guardare la tv o praticare uno sport assieme.
se ci metteva vicino a te a fare qualcosa o ti umiliava perchè tu eri incapace oppure ti picchiava.
io sto andando da uno psicoterapeuta e racconto tutti gli episodi che mi ricordo. quando li raccanto li racconto superficialemnte ma ricordo il perchè di un castigo o di una punizione e il luogo dove avveniva. per lo psicoterapeuta tutto questo non può essere frutto di un ricordo ma di avvenimenti reali. poi quando li dico ho tanta vergogna per me stesso
mio padre ha guadagnato un sacco di soldi lavorando e li ha dati tutti alla sua famiglia di origine e dopo averli ricevuti questi soldi, mio padre ha ricevuto un calcio nel sedere.
secondo te caro frate max, un bambino cosa può desiderare?
io non ho avuto nulla, da bambino pensa un pò dormivo in divano letto all'entrata di casa mia, perchè i miei genitori non ci hanno voluto comprare una cameretta. non ho neppure una foto, un bel nulla.
caro frate max le violenze subite da bambino fanno così male che tu non puoi immaginare.
poi non voglio esprimermi sulle persone che mi hanno versato un sacco di cattiverie.
su mia madre poi. io di lei non ho una buona considerazione
ricordo da bambino che quando vedevo il wrestling o la lotta libera e vedevo quegli uomini forzuti oppure sfogliavo un giornate di cultura fisica o quelle riviste maschili, me li toglieva da mano perchè dicevano che erano cose da gay.invece mettermi un abito da carnevale o i ferri per la tela per lei erano normali
pensa che genitori che ho avuto.
fr max ha detto...
Per Francesco.
Grazie carissimo di quello che mi consegni...un dolore grande e profondo che porto nel mio cuore e offro per te nelle mie preghiere.
Ti consiglio solo di continuare così...continua a tirare fuori tutto il dolore che hai provato condividendolo...è la strada della guarigione.
Il bambino che continua a strillare in te e a dimenarsi ha bisogno di essere consolato.
mi chiedi cosa puo' desiderare un bambino..credo quello che desiderano tutti: una mamma e un papà che lo amino!
Riappropriati della parte di te da cui hai tentato di distaccarti e vai avanti consapevole che ora non sei più un bambino e puoi rispondere in modo nuovo alle sfide della vita.
Ti abbraccio forte e ci sono.
p. Max
Anonimo ha detto...
per frate max da parte di francesco
caro frate max sono sempre più profondamente perduto nel mio dolore. a 28 anni sento di non aver vissuto una vita mia ma di aver sempre fatto da tappabuco per difendere me e la mia famiglia dagli abusi di un padre e di uno zio che non hanno fatte schifezze per non dire altro. io c è l ho anche con mia madre che nel momento in cui si doveva ribellare al marito non ha fatto nulla ma ha scaricato i problemi su di me, cosa che ancora fa, c è lho con una sorella di 35 anni che invece di fare la femmina, fa a sua volta la bambina e la devo accudire.
sono stanco di vivere così. io vorrei essere gay non per il sesso tra maschi ma perchè ho un forte desiderio di essere accetato tra i maschi. un abbraccio, una carezza, mai nulla di questo.
ho solo ricevuto schiaffi, pestato a sangue e con le scarpe da mio padre.
quando mio zio invece mi molestava per strada, la gente invece di difendermi, mi rideva addosso.
ed ero solo un bambino di 8, 10 anni.
sono anche convinto che la fame del mondo non si combatte perchè la gente fa finta di non vederla
io sono disperato e vorrei tentare il suicidio, solo che non ho il coraggio.
francesco
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo

Francesco, i tuoi genitori probabilmente da bambini hanno ricevuto ancora meno di quello che sono riusciti a dare a te. Tutti vorrebbero vivere nell'abbondanza, e nella serenità, ma se ciò non è accaduto nella tua famiglia è perchè non era possibile per tua mamma e tuo papà creare questo determinato clima. Un'infanzia felice non è migliore di una segnata da traumi, ma è semplicemente diversa: si verranno certamente a creare 2 personalità differenti, la prima potrà agire subito nel mondo mentre la seconda dovrà indagarlo, decodificarlo per riuscire a sperimentarsi appieno. Ci sono aspetti positivi e negativi sia nell'una tipica delle persone equlibrate, ben inserite nella società che nell'altra tipica degli artisti, delle grandi personalità rivoluzionarie.
Non credi che se la tua anima ha deciso di incarnarsi in questa particolare vita c'è un motivo? i tuoi genitori erano perfetti per le lezioni che dovevi apprendere: non serve a nulla continuare a incolpare il proprio padre assente, la propria madre possesiva! Bisogna iniziare a prendersi le proprie responsabilità: i genitori ci permettono solo di diventare quello che già siamo ad un livello più profondo (animico), creano la nostra personalità, ma non la nostra anima. Puoi solo che ringraziarli perchè se non ti avessero amato (come dimostra il fatto che sei nato) non avresti la possibilità di sperimentarti nel mondo fisico.
Anonimo ha detto...
sono sempre francesco

mi spieghi cosa c è di positivo dopo aver ricevuto violenze fisiche, sessuali e morali da un padre e a 8 anni dire non voglio essere come mio padre e non potrò sposarmi perchè devo difendere mia madre.
tu pensi che tutto questo non mi abbiamo segnato
mi sento una merda di uomo e per di più una merda di checca perchè nel mondo gay non mi trovo appieno. è un mondo dove c è solo sesso.
è possibile che oggi piango se vedo un padre con un figlio
è possibile che era nato fortunato perchè avevo un padre che guadagnava bene e invece di far crescere i figli li maltrattava e spendeva i soldi in puttane?
qual è la mia vita di uscita se non ho mai avuto un insegnamento da un uomo e ho fatto da balia a una madre
è stato peggio di essere orfani
perchè gli orfani con la scusa che non hanno genitori vengono amati, accuditi. io proprio nulla
mi dite qual è la mia via di uscita
io non la trovo
frate max dice che bisogna pregare. io provo sconforto nella preghiera, non mi riempie.
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo

Un padre che picchia i suoi figli e va a prostitute è un uomo profondamente in crisi con gli altri, ma soprattutto con se stesso. Ora è normale che provi odio verso di lui, ma forse più in là smetterai di vederlo come cattivo ed inizierai a vederne la bellezza. Tuo padre non è peggiore rispetto ad un affettuoso ed accogliente padre di famiglia, è semplicemente diverso: ha incontrato situazioni che l'hanno allontanato dall'amore per sè prima di tutto e conseguenzialmente per gli altri. Ciò non significa che tu devi continuare a vivere in un clima che ora giustamente consideri negativo, fai le tue scelte! Sappi che i tuoi genitori hanno fatto il massimo che sono riusciti a fare: tu non sei una loro vittima, ma un essere che aveva bisogno di quel clima seppur nocivo per trovare la sua strada, per indagarsi nel mondo. E' importante smettere di accusare e prendersi le proprie responsabilità, io l'ho fatto attraverso lo studio di alcune religioni: ognuno deve scegliere le proprie credenze, adotta quelle che senti vere e che ti danno energia e positività.
Ultimamente riesco a vedere un mondo dietro le persone violente, sofferenti, scontrose: vado oltre la maschera e vedo un'anima pronta a tutto pur di ricevere un briciolo d'amore. Spesso per strada mi soffermo su una di queste persone e mi capita di emozionarmi quando vedo trapelare dalla loro maschera, dal loro corpo un gesto che tradisce la loro reale essenza.

Se preghi rivolgendoti all'esterno stai tranquillo che le cose possono solo che peggiorare: diventa un lagnarsi al signore dalla lunga barba che sta in cielo. Affinchè la pregiera abbia valore devi interrogare la parte divina che è dentro di te, devi chiedergli a cuore aperto di darti le chiavi per comprendere e comprenderti.
Anonimo ha detto...
da francesco

tu non sei una loro vittima: scusa gli abusi li ho subito io o tu. prima di parlare a sproposito connetti il cervello.
francesco
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo

In effetti può sembrare strano quello che ho scritto, ma l'unico modo che hai per crescere è quello di smettere di accusare chi effettivamente ti ha fatto soffrire. E' quasi impossibile adesso per te vedere un lato positivo nell'aver avuto un'infanzia segnata da traumi. L'unico consiglio che ti posso dare è di cercare delle qualità in te che non avresti avuto se non fossi passato da questo tipo di clima. Ad esempio potrebbe essere che sei diventato più maturo rispetto agli altri tuoi coetanei, che tutta questa "brutta faccenda" ti stia facendo scoprire delle cose interessanti sulla vita, sulle persone? che riesci a comprendere le persone che soffrono, invece di schivarle o deriderle?
Forse in questo momento vorresti solo essere un ragazzo "normale", di quelli che giocano a calcio e il sabato escono con gli amici, ma vedrai che col tempo riuscirai ad amare anche il tuo essere fuori dal coro.
30 maggio ha detto...
X 27 Marzo

Hai ragione: non sono piú quell´"edera": mio figlio che fino a poco tempo fa reagiva all´abbraccio paterno con un "Ti odio, non toccarmi" ora abbraccia il suo papá con un amore infinito.
Si sente sai! Si percepisce, si tocca, quasi si respira...

É stato un lavoro difficile il nostro e , lo ammetto, un lavoro di grande introspezione, ho dovuto attraversare crisi emozionali grandi e dolorose, mi sono aggrappata a Dio, mi sono messa nelle sue mani misericordiose,ho pianto, sono caduta e ricaduta, mi sono odiata per gli errori, ho scrutato il mio passato, il mio presente, ho riconosciuto tanti errori inconsci ma enormi, ma ho anche imparato ad amarmi, a riconoscere che molto veniva dal mio passato, da emozioni non risolte "che ho riportato in mio figlio", "il mio bravo ragazzo", che é diventato coscente. e ...ho pregato, pregato, pregato.
Attualmente posso dire questo: "sento un profondo rispetto e empatia per la soffernza di mio figlio, lui é stata la punta dell´iceberg che ci ha fatto capire cosa vuol dire l´amore autentico, quello che non conosce barriere: Ci ha illuminati, ci ha fortificati, ci ha fatti crescere come famiglia e come essere umani.
Il mio "bambino speciale" é stata una benedizione, per me e per la famiglia. Grazie a lui ora sappiamo cosa significa l´AMORE, e gliene siamo grati.
Lui é una persona semplicemente "straordinaria, unica irripetibile".
Lui é la nostra "bomba d´amore"!
Anonimo ha detto...
27 Marzo

Ho passato un giorno stupendo in vacanza con i miei genitori. Mi sono accorto che desideravo abbracciare mio padre e l'ho fatto seppur celando il mio agire dietro il ridere e scherzare. Mi sentivo profondamente a mio agio anche quando ero da solo con lui senza mia madre. In casa è molto più difficile perchè credo che il passato sia impregnato su tutti i muri, gli stessi che sto piano piano riuscendo ad abbattere.
Paride ha detto...
Caro Francesco trovo le tue domande più che legittime. Non ho una risposta. Anche a me la preghiera ha cambiato la vita, però mi hanno insegnato a farlo. Ti consiglio di approfittare della presenza di fr.Max. Contattalo via mail, approfittane. Castità e preghiera sono le chiavi che mi hanno dato tanta pace. Non ne sono completamente fuori, però ho pace e questo (tu mi puoi capire) non ha prezzo! Se ti va scrivimi: sal79v4@gmail.com
Anonimo ha detto...
27 marzo

Voglio raccontarvi nel dettaglio e SENZA RABBIA quanto può essere difficile la vita per un bambino/ragazzino effemminato (non dico omosessuale perchè di fatto lo si diventa dopo).

Oggi ho pensato a quanto poco amore ho ricevuto dalle persone e quanto odio fin da piccolissimo la società mi ha "regalato" (lo dico sorridendo).
Dalla quarta elementare il mio essere effemminato divenne centro di discussione non solo all'interno della mia classe, ma anche nell'altra sezione. I bambini della mia classe non mi insultavano, erano solo straniti, ma essendo cresciuti insieme mi accettavano abbastanza. Fu quando iniziai a fermarmi in mensa che scoprii un odio feroce da parte dei maschi dell'altra sezione e di classi inferiori.
Ogni giorno venivo aggredito verbalmente e fisicamente. E' impressionante quanto odio ci fosse già in esseri così piccoli! E solo perchè vedevano un "corpo maschile" come il loro, preferire giocare con le bambine: era inaccettabile! quest'immagine li mandava in crisi, probabilmente si interrogavano se fosse più bello essere femmine. Io inconsciamente ero una provocazione vivente: voi mi fate schifo, mentre con le bambine mi diverto un mondo-> loro sono migliori, giacchè nessuna bambina giocava con loro! Questo era il messaggio che li portava ad accumulare un odio tale che se avessero potuto mi avrebbero fatto fuori, come di fatto stavano afcendo poco alla volta con una ricercata perfidia. Stesso odio che provavano per un bambino con gravi problemi di salute, il messaggio che provocava era: e se per qualche ragione diventassi anch'io come lui? La paura crea odio! se lo allontano insultandolo (sfogando così anche il panico che provavano nel vedere emergere in loro questi spaventosi interrogativi) non penso a queste brutte possibilità.

Era il giorno della preparazione alla comunione ed eravamo tutti in cortile ad aspettare il prete, che non giungeva più. Io ero arrivato con 4 bambine e subito alcuni bambini che nell'attesa stavano giocando a basket cercarono di tirarmi un pallone in faccia con i calci. Provai una vergogna immensa non per il loro comportamento, ma perchè le bambine scapparono e non vollero più starmi vicino.
Anonimo ha detto...
27 marzo

Altra vicenda che ho ancora impressa: erano gli ultimi giorni di scuola delle medie e mentre i maschi giocavano a calcio le femmine, io e altri pochi a pallavolo. Un ragazzo indiano rifiutato dagli altri maschi perchè di razza e odore diversi prese a deridermi. Pensai ma guarda questo, che soffre tutti i giorni le mie stesse pene prova gusto a mettersi per una volta nei loro panni ed io sono sempre quello che deve sopportare, comunque riflettei che mai e poi mai avrei voluto avere il loro comportamento verso qualcun'altro di più "fragile" (fragilità che poi si rivelerà la mia forza e la mia fortuna).

Uscito dal corso di chitarra un ragazzo che precedentemente sembrava essermi amico prese ad affibbiarmi tutti i possibili sinonimi di "omosessuale" e sembravano essere infiniti. La cosa che mi preoccupava era, oltre ad essere deriso davanti ad un'altra amica, che mia mamma mi stava aspettando in fondo alle scale e che quindi avrebbe sentito come venivo trattato nel mondo. Quando lo sentì rimproverò quel bambino fino a farlo piangere e lo obbligò a chiedermi scusa, ma ero talmento abituato che ormai non mi sentivo nemmeno più offeso.

Episodio diverso che ricordo con piacere: all'uscita da scuola tornavo a casa con 5 ragazze di cui 2 mie vicine e un giorno si avvicinò un ragazzino di un anno più piccolo e iniziò a insultarmi. Mi sentivo così forte nel mio mondo con le mie amiche che mi prese una tale rabbia da ribaltarlo dalla bici e farlo scappare con osservazioni pungenti (osservando la "ricercata perfidia" degli altri sapevo esattamente cosa dava fastidio veramente), come il sottolineare che era stato bocciato. Le volte seguenti non osò nemmeno fermarsi, ma filava dritto... Ultimamente ( a 7 anni dall'accaduto) mentre stavo andando a fare un giro in bici a torso nudo, bello some il sole è passato questo ragazzo, che tra l'altro ha una situazione familiare disastrosa (padre drogato in galera e madre al limite dell'anoressia) e mi ha salutato timidamente, a me uscì spontaneamente una risata beffarda. E d'altronde sono umano, se l'avessi incontrato prima di aver imparato il perdono autentico avrebbe rischiato anche di prendersi un bel calcio nel culo (eheheh) dato che fisicamente ed emotivamente ora poteva solo che avere timore di me!

Sono sempre stato tra i più belli a scuola a detta degli adulti e compagne anche grazie alle caratteristiche fisiche dolci date dalla mia indole (per molti potrei fare il fotomodello). Sottolineo questo aspetto non per narcisismo, ma perchè per molti invece è proprio l'aspetto diverso, considerato brutto a determinare l'esclusione dal gruppo di pari, come lo era per il bambino con gravi problemi di salute. Io invece utilizzerò la bellezza del corpo successivamente per attirare quel tipo d'uomo che nel gergo gay viene chiamato daddy, ma che in realtà scoprirò essere ancora più "bimbo" di me :-)
Anonimo ha detto...
27 marzo

Interessantissimo è il caso di un ragazzo che ho conosciuto al liceo. Era estremamente effemminato, con una voce addirittura ridicola talmente era acuta e con una grande capacità di far star bene le ragazze. Solo a metà anno scopro che ha perso il padre da bambino in un incidente ed è in simbiosi con la madre: ora è tutto chiaro! ma la cosa curiosa è che odia profondamente tutti i gay, è omofobo! In classe oltre a me c'era anche un altro ragazzo omosessuale dichiarato e divenne fin da subito il suo bersaglio, con me vedevo che avrebbe voluto lascirsi andare qualche insulto, ma già avevo imparato a farmi rispettare e non riuscì mai a soddisfare appieno la sua voglia ahahah. Un suo amico una mattina entrò in classe urlando che gli aveva confidato di essere gay. Ora posso capire a fondo cosa era successo: reprimeva a tal punto la sua omosessualità da diventare un omofobo, invece di contestualizzarla e comprenderla, odiava quella parte di sè e quinadi ne era enormemente infastidito da chi invece la viveva liberamente.
Ultimamente sono stato contattato su facebook dal compagno dichiarato per della avances, io gli ho parlato della mia storia e lui mi ha confidato che anche lui aveva provato ad uscirne atnte volte, ma che per ora era divenatto solo bisex (ahahah: rido per la grossolanità con cui trattava dell'argomento). Ma non era lui che era fiero della sua omosessualità? nel sentirmi così autentico a raccontargli di me si era aperto profondamente, donandomi la parte di sè chenon condivideva nemmeno con i suoi migliori amici.

Dalle persone esternamente alla mia famiglia (non parlo degli amici, ma dello sfondo sociale) ho sempre che ricevuto odio, rifiuto e una miriade di sentimenti negativi. Oggi accetto che le persone fanno quel che possono, non gli si può certo chiedere di avolvere da un giorno all'altro: molti sono come le cipolle ogni strato è una personalità: ne cambiano una in base alla fase di vita che stanno attraversando. Il dramma è che queste personalità non sono in relazione tra loro, sembra quasi ciò che succede nella patologia schizzofrenica, solo che in questo caso è ampiamente accettato perchè non crea danni all'individuo, ne blocca solo la crescita ;-) Una lezione che ne ho tratto per me: è inutile avere paura di esprimere il proprio pensiero agli altri se il loro stesso cambia, cresce ed evolve giorno per giorno! (senza collegamento tra passato e presente). Conseguenza: è inutile e impossibile piacere a tutti: ognuno è a un certo punto della sua crescita ed ha inevitabilmente credenze diverse. Concludo dicendo: che ognuno creda a ciò che lo fa stare bene!
Paride ha detto...
Per Anonimo 27 marzo. Vorrei darti un nome, perché te lo sei scelto troppo lungo. Hai concluso il tuo ultimo post con questa affermazione: “che ognuno creda a ciò che lo fa stare bene!”. Non è vero. Non è così. L'omosessualità dà beni passeggeri. Non durano. Riempiono un VUOTO, il vuoto che abbiamo tutti, che ho io e hai anche tu. Ma sono effimeri. Stai sempre a fare l'analisi di questo e di quello, ma sembra che tu perda il senso generale delle cose. Stai con la lente d'ingrandimento ora su questa ora su quell'altra cosa o fatto, ecc., ma si ha l'impressione che non t'accorga più della direzione che hai preso. Tutti qui abbiamo sofferto, tutti. Comincia un periodo di castità totale e assoluta, provaci! Castità del sesso (masturbazione) e castità dello sguardo. Usa gli occhi solo per guardare, non per desiderare e per voler possedere! Quando guardiamo qualcuno e lo desideriamo, lo facciamo oggetto e abbassiamo la nostra natura, e tentiamo anche il nostro prossimo. E' come se venissimo meno a un patto, a un'alleanza che sta scritta in cielo e nel cuore di ogni uomo! E' un potere che ci è stato dato. L'amore è un'altra cosa! L'AMORE E' UN'ALTRA COSA!!! Non ha a che fare con queste bassezze! E' qualcosa di più grande! Di più vivo e più grande!!! Non c'è dubbio: “daddy” sicuramente può dare piacere. Come no, perbacco! Ma a quale prezzo?
Anonimo ha detto...
27 Marzo

Le analisi che sto facendo ultimamente le faccio per piacere e per sete di conoscenza, dato che spero di fare della psicanalisi il mio lavoro in futuro: sto studiando per questo!

Io ormai sono convinto, perchè l'ho provato sulla mia pelle, che l'orientamento sessuale cambia con l'esperienza nel mondo: i metodi che hai descritto servono solo ad indagarsi, ma è l'interazione della psiche nell'ambiente che fa tutto.
“Che ognuno creda a ciò che lo fa stare bene!” Per bene non intendevo beni passeggeri, ma serenità e felicità dell'anima, che in me si manifesta con la pelle d'oca dall'emozione. Ognuno profondamente sa distinguerli.

Le analisi che sto facendo sul mio blog e qui mi servono per comprendere maggiormente la psiche umana attraverso quella che è stata la mia esperienza. Questo periodo è il più bello della mia vita, soprattutto per il rapporto con mio papà, per cui se leggete dei miei racconti del passato è solo per indagare meglio ciò che sto studiando, non per rivangare qualcosa che ancora non ha trovato posto dentro di me.
fr max ha detto...
Ciao a tutti.
Carissimi figli è così che sento ciascuno di voi.
Gli ultimi mesi sono stati tanto intensi per me.
L'ordinazione sacerdotale mi ha posto dinanzi ad una gestione dei miei tempi molto diversa, ma credetemi non c'è giorno che non offra parte delle mie fatiche (confessioni, predicazioni, colloqui) per ciascuno di voi, per quelle lacrime che diventano anche le mie ma anche per quei sorrisi e quelle piccole speranze che mi fanno gioire insieme a voi.
La mia presenza spero potrà riprendere con l'assiduità di un tempo.
Chiunque avesse bisogno di parlare e condividere può sempre farlo scrivendomi anche in privato (byronmp@libero.it) sarò onorato di rispondervi.
L'estate è un momento delicato per l'acuirsi delle pulsioni.
Siate forti nella debolezza, ovvero non abbiate paure di chiamare per nome le fragilità e confidare che non sono l'ultima parola sulla vostra vita.
Vi benedico di cuore e vi auguro ogni bene.
Ci sono !!
P. Max
Anonimo ha detto...
Ciao a tutti, potete aderire (se lo volete) alla pagina facebook collegata a questo forum "Si Può Cambiare" al link https://www.facebook.com/pages/Si-Pu%C3%B2-Cambiare/158697324207669
Un saluto a tutti

Ex Gay (https://www.facebook.com/wannabe.ex.gay)
HUMAN ha detto...
CARISSIMI AMICI,

MI FA PIACERE SCOPRIRE QUESTO SITO DOVE MI SENTO INCORAGGIATO A LOTTARE CONTRO LA SAME SEX ATTRACTION. sONO SEMPRE PIU' CONVINTO CHE L'OMOSESSUALITA' E' COME LE SABBIE MOBILI, QUANTO PIU TI MUOVI IN ESSE, TANTO PIU AFFONDI. pEGGIO ANCORA|: E' COME IL CANTO DELLE SIRENE: INIZIALMENTE ALLETTANTE, MA POI TI SCARAVENTANO NELL'ABBISSO PIU PROFONDO.
dA QUANDO HO SMESSO DA QUASI 5 MESI DI DIPENDERE DALLA PORNOGRAFIA GAY, MI SENTO PIU LIBERO, PIU UNITO, NON FRUSTRATO, SENZA SENSI DI COLPA.
sI CREDO CHE VALGA LA PENA LOTTARE PER UNA SESSUALITA PIU INTEGRATA, PIU RIPARATA, E MI SENTO PIU UOMO. vORREI RINGRAZIARE TUTTI VOI DELLE VOSTRE SPLENDIDE TESTIMONIANZE. mI INFONDONO CORAGGIO E LOTTA. gRAZIE, dIO VI BENEDICA DI CUORE.
Anonimo ha detto...
vorrei chiedervi se qualcuno di voi ha mai avuto rapporti sessuali con una ragazza e come sono stati.ci siete riusciti? che reazioni avete avuto?
Anonimo ha detto...
PER FRATE MAX DA FRANCESCO

Caro frate max vivo in un periodo di profonda debolezza come se fossi schiattato dal mondo. Io non so se questo commento verrà pubblicato ma ecco cosa mi è successo da bambino
Da bambino ho raccontato che mio padre era sempre fuori per lavoro e quando ritornava andava da sua madre materna. Però prima litigava con mia madre per questo stato di abbandono da parte sua verso di lei e verso di noi figli. Ricordo una volta che mia madre venne picchiata e io, che avevo 4 anni, intervenni per difenderla. Venni preso da mio padre e messo in un angolo e guardato da lui come se volesse dire "piccolo non sei un uomo ma una femminuccia che devi stare là e guardare e non permetterti più di intervenire". Per quanto riguarda le molestie subite, a livello sessuale, ricordo che lui quando parlava con mia madre si vantava di avere il pene grande e che solo lui era un uomo che potesse soddisfare una donna. Mi ricordo che in me scattava un senso di inferiorità. poi un abbraccio o una carezza da parte sua verso di me era rivolto alle mie parti intime.Un abbraccio era per farmi sentire il suo pene ed ecco che per questo io scappavo da lui. Se mi doveva toccare, era un toccare alle mie parti intime, precisamente le natiche. Quando poi venivo molestato verbalmente da suo fratello, mi ricordo che venivo picchiato da lui perchè per lui dicevo le bugie o secondo lui io ero la causa, cioè io davo fastidio al fratello e quindi meritavo la molestia più le sue mazzate. E' stato terribile per me.
Per strada ricordo che guardava tutte le donne col quel senso di volersele scopare. Cosa che fa tutt'oggi. A tutto ciò devo pure subire i pregiudizi delle persone.
Ragazzi ci sono tanti uomini, dicono uomoni per modo di dire, che per per pararsi il culo, dicono di essere molestati da noi gay. Un amico che non voleva fidanzarsi con una donna disse che io gli rovinavo la vita e la reputazione perchè ero morboso con lui. Cosa che non è assolutamente non vera
Comunque le mie esigenze, le mie mancanze, sono quelle di essere abbracciato e coccolato da un uomo, di voler partecipare alle attività maschili ma è come se venissi rifiutato dal mondo maschile. Il mondo omossessuale non è per me però non riesco a capire cosa mi frena a fare le cose da maschi
Oggi quando parlo con mia madre, dopo tutto ciò che ho fatto per lei e per la mia famiglia, lei non è stata proprio riconoscente. E credetemi che dai miei genitori non ho ricevuto nulla: da bambino mi vestivano da donna e non potevo fare attività maschili perchè una palestra per un dirigente che guadagnava 4.000 milioni delle vecchie lire e passa, non poteva permetterselo.
Oggi ho fantasie omossessuali ma distruttive: vorrei fare sesso orale con uomo, essere umiliato e deriso da quei forzuti ma ci sono pure delle fantasie che dove io vengo coccolato da questi giganti uomimi che mi abbracciano e mi vogliono bene.
le mie giornate sono da incubo perchè 24 ore su 24 penso solo a questo: la mattina non vorrei alzarmi perchè attendo sempre che un uomo mi abbracci sul letto.


francesco
Anonimo ha detto...
PER FRATE MAX DA FRANCESCO PARTE SECONDA

La mia adolescenza è stata segnata nel far nulla. Cioè dai 10 a oggi, 28 anni, non potevo far nulla.
Ho fatto molto per mia madre e per mia nonna materna, attualmente malata di demenza senile, ma oggi dai membri della mia famiglia non mi è stato riconosciuto.
Non avendo una cameretta mia, dormivo e dormo nella camera di mia nonna materna, che come ho già raccontato più volte vive con noi. Allora poverina ha 90 anni e soffriva di incontinenza e tutto ora lo è più il fatto che grida.
Quando oggi dico mamma però si riconscente perchè tuo figlio ha sacrificato la vita per te, mia madre dice che io non ho mai fatto nulla.Dormivo nella cameretta con la puzza di pipì e per lei era normale. Come il fatto che non dormivo la notte. Per mio padre il fatto che io non dormissi la notte è normale: tanto che tieni da fare te la mattina: all'università si ascolta e poi devi leggere un libro, niente di che. Beh vorrei ricordare che mio padre è un ignorante, diventato dirigente per scatti di anzianità, non per merito come funziona in Italia.
Quando io venivo molestato dallo zio, più volte mi volli rivolgere all'autorità giudiziaria. Mio padre più volte me l ha impedito, per mia madre era una vergogna e poi non volevano sostenermi finanziariamente.
Mi sono sempre sentito abbandonato da mio padre, sempre trattato da donna, che doveva accudire la famiglia e fare la donna.
Oggi quando dico a mia madre, nei miei scatti di ira, ti ho aiutato e non mi hai ringraziato mi risponde: quella è la porta, ora te ne puoi andare. Quando dico beh ti rammendo che sei stata conrnificata e io ti difendevo, sapete la sua risposta qual è: oggi ho sposato un uomo, meglio che mi tradisce con le donne e non con gli altri gay. Cioè felice di essere tradita e trattata male
Con il gruppo di pari, non mi trovo bene, anzi a disagio perchè mentre ora loro vogliono fidanzarsi e mettere su famiglia, io vorrei fare le cose che da bambino non ho fatto
Caro frate max, non so cosa fare, non vedo spiraglio di uscita eppure non riesco a capire perchè Dio ha voluto una vita brutta per me
è vero io voglio l attenzione degli altri uomini, un abbraccio, sentirmi alla pari con loro, ma non ci riesco. che fare quando vedi gli altri e li vedi belli e realizzati e tu un povero inetto, dedico alla tua famiglia e alla fine trattato anche male?

francesco
fr max ha detto...
Per Francesco.

Carissimo.
Innanzitutto grazie per la profondità delle tue condivisioni.
Veramente in pochi hanno il coraggio di mettersi a nudo così ma non per paura di essere scoperti, quanto per la libertà di consegnarsi nella Verità di un dolore che ancora sanguina e lascia tracce nel tuo cammino.
Credo che il primo passo per te sia quello di un cammino di guarigione dalle profonde ferite che hanno segnato la tua vita; tutto questo richiede tempo e tanta fiducia che il Miglior medico del cuore,Gesù, potrà compiere grandi cose.
Non conosco il tuo percorso di fede il quale anche dovrebbe crescere e darti la possibilità di guardare alla tua vita in uno sguardo nuovo, illuminato dalla Speranza che un alba nuova sorge all'orizzonte.
Anche la relazione con i tuoi genitori ha bisogno di un ridimensionamento e una purificazione.
Ma in tutto questo non puoi camminare da solo.
Ti consiglio vivamente di trovare un Padre spirituale che possa accompagnarti in questo cammino.
Se vuoi continua a scrivere quello che vivi e se ti va di approfondire scrivimi in privato (byronmp@libero.it).
Credimi Francesco ti sono accanto nel tuo dolore e porto tutto questo nella mia umile preghiera.
Non camminare da solo.
A presto.
P. MAx
MZ ha detto...
Buon giorno, ho trovato questo sito in questi giorni mi pare partendo dalla testimonianza di Michael Glatze, strano che non l'avessi trovato prima dal momento che ho sempre cercato informazioni e anche supporto sull'argomento.
Ho passato da non molto i 50 anni e ho più o meno sempre avuto a che fare con la SSA, termine che in effetti mi pare più appropriato di omosessualità o bisessualità.
Non mi sono mai riconosciuto in questa identità e i effetti l'ho sempre contrastata pur non avendo sviluppato una vita eterosessuale compiuta, sono rimasto un po' "nel mezzo" e penso che è probabile che in questo "mezzo" rimanga, anche se mai dire mai.
In ogni caso la vita spirituale cristiana è quello che più mi dà "fondamento" e in questo senso non ho mai avuto dubbi a considerare l'orientamento omosessuale "intrinsecamente disordinato", e pur avendo avuto qualche esperienza ,non tante considerando anche la mia età, non è stata felice nè soddisfacente.
Quindi se di base sono sereno nelle mie scelte ci sono però sollecitazioni, pulsioni che in certi momenti si fanno sentire e con le quali fare i conti.
In questo senso penso che il supporto possa essere importante da parte di qualcuno che capisce. Non me la sento di dire nemmeno se io o x ce la faccio ce la debbono fare tutti così come non è vero che se alcuni non ce la fanno non significa che il contenimento di questo aspetto non sia possibile, il cammino cristiano poi è comunque impegnativo.
Lascio un saluto a tutti e in particolare a fr Max a cui scriverò anche privatamente
Anonimo ha detto...
27 marzo

Ieri sono andato ad una festa con una ragazza appena conosciuta ed un'altra decina di ragazzi. Mai sono stato così bene in una compagnia, non perchè loro fossero diversi dai ragazzi che ho incontrato nel passato, ma perchè qualcosa di molto profondo è cambiato in me.
Quando sono tornato a casa sentivo che il clima era completamente mutato. Avevo appena varcato la porta e mia madre mi aveva già fatto una quindicina di domande, quasi senza attendere una mia risposta o comunque non ascoltandola. Non sono riuscito a capire se era preoccupazione per il suo "bimbo" che considera ancora troppo fragile per interagire con i suoi coetanei o se voleva entusiasmarmi nel raccontare: so solo che mi ha infastidito molto, soprattutto perchè i suoi occhi erano sfuggenti come se avesse paura che quella giornata all'aperto mi avesse cambiato. Anche in passato quando tornavo a casa dopo una festa (evento rarissimo) sentivo che il mio posto all'interno della famiglia non c'era più, mi sentivo come un cagnolino che ritorna dalla mamma e questa lo riannusa per capire se è il suo cucciolo o meno. Al tempo credevo che ero io che effettivamente ero cambiato e che avevo timore nel raccontarmi, oggi so che sono loro che si pongono nei miei confronti quasi come per farmi sentire in imbarazzo o comunque strano.
La cosa strana è che è mia madre a spingermi a fare nuove esperienze, ma poi sembra esserne infastidita. E' un comportamento duplice che ho riscontrato anche in un'altra storia: "Da una parte mamma soffriva molto del fatto che non ero un bambino facile e me ne stessi sempre isolato, anche al mare. Al tempo stesso, però, detestava i miei goffi tentativi di emulare gli amichetti."

Mio padre se fino al giorno prima aveva uno sguardo amorevole nei miei confronti, ora mi guardava come un cervo maschio che lo sta sfidando per il suo territorio. Anche lui prima di partire mi ha incoraggiato eppure quando la sera sono rientrato ho trovato un uomo che aveva timore di suo figlio e con addosso una finta maschera di padre di famiglia che riesce ad indossare per pochi giorni e che lo fa solo soffrire. Se mia madre aveva mutato solo l'atteggiamento nei miei confronti, mio padre aveva mutato l'intero relazionarso all'interno della famiglia tanto che anche mio fratello ne era sconvolto, non riusciva a guardarlo negli occhi perchè lo sentiva come falso persino verso se stesso (stessa dinamica che nell'infanzia lo aveva portato al problema nervoso agli occhi: voglio scappare da questo sguardo, ma non posso). Mio padre è un uomo intelligente e profondo eppure non riesce ad andare oltre le sue paure anche se le conosce. Forse ancora non sa che è solo amando i propri limiti che questi possono essere superati, finchè li si combatte rimarranno sempre.
Paride ha detto...
Francesco grazie per la condivisione dei tuoi pensieri sul forum. Scusami se mi rivolgo a te anche se non lo hai chiesto, ma sento il bisogno di scriverti. Spero che tu molto presto possa lasciare il tetto dei tuoi ed andare a vivere da un'altra parte. Sei giovane lo so che non è facile. A volte si comincia chiedendo aiuto ad un amico che vive fuori in città, affinché ti ospiti almeno per i primi tempi. Se studi puoi valutare la possibilità di perdere un anno per riprendere in un secondo momento, quando sarai meglio in carreggiata. E se i tuoi ti possono aiutare tanto meglio.
Io mi identifico molto in alcune cose che hai scritto, riguardo al “come ci si sente”. Credo che non siano gli altri maschi a rifiutare noi ma a noi è mancata quella palestra, quella confidenza con le persone del nostro stesso sesso. Per questo molte volte ci sentiamo estranei. Si può recuperare in età adulta? Sai spesso sogno di essere solo, mentre “la gente”, maschi e femmine, da qualche parte, gioca e si diverte. Io resto sempre da parte, escluso, mai partecipe. Non siamo gay. Il fatto è che abbiamo avuto tante di quelle mazzate... :-) Se non avessi avuto un'infanzia così difficile non credo che avrei così strani pensieri per la testa. Ora va meglio, ma finché non ne sarò completamente fuori continuerò a combattere.
Paride ha detto...
Per Anonimo27marzo. Ma cosa significa “Io invece utilizzerò la bellezza del corpo successivamente per attirare quel tipo d'uomo che nel gergo gay viene chiamato daddy, ma che in realtà scoprirò essere ancora più "bimbo" di me”? Cosa significa questa affermazione?
Essere pensante con la propria testa ha detto...
Finalmente un sito in cui, oltre a "interessanti" testimonianze ex-gay, si possa pubblicare la propria opinione.

Vorrei condividere la mia storia, sono curioso di vedere in quale categoria qualche "psicologo" alla Nicolosi potrebbe etichettarla...

Ho 19 anni, sono nato in una famiglia abbastanza affettuosa, "cristianamente parlando" al top con la madre angelo del focolare e il padre che va a lavorare.
Ho avuto uno stretto legame affettivo con mia madre almeno fino ai tredici anni, quando (come di norma) si cerca la propria autonomia. Mio padre, pur non essendo un campione di coccole, mi ha sempre mostrato a modo suo il suo affetto (ovvero come poteva dato che è rimasto orfano molto giovane).

Ho fatto tutto il percorso cristiano diligentemente (ho avuto un periodo nero dai 12 anni fino ai 15 in cui sono arrivato persino ad approvare l'Inquisizione e a bruciare un libro di Epicuro) fino a quando a 16 anni ho capito quanto fosse bizzarro credere nel Dio (un Superman che ogni uomo vorrebbe essere) che propinano le religioni monoteiste e da allora ho praticato una mia via spirituale totalmente autonoma.

Negli anni bui ero un censore sessuofobo e intollerante, tuttavia a 14 anni mi accorsi di essere attratto sessualmente dagli altri ragazzi. Ossia mi accorsi che il sesso femminile non mi attraeva (ritengo bello il corpo femminile fino a quando le pudenda rimangono velate – un po' come nell'arte classica), mentre quello maschile non mi dispiaceva in toto.

Ma allora i Nicolosiani potrebbero dire: eureka! Semplicemente cerchi negli altri ragazzi alcune caratteristiche che vorresti e che non hai (corpo atletico, virilità &c.).
Dato conto che ho un corpo slanciato e sufficientemente attraente (come affermano le mie compagne di classe: bello se solo mi curassi un poco dal punto di vista estetico) solo con qualche mese di palestra potrei raggiungere la stessa forma fisica ideale dell'antica grecia (ed effettivamente lo feci per un anno poi però scelsi la cultura e non mi interessai più ai miei propri muscoli...) Secondo punto: la virilità comunemente propinata mi disgusta. Ritengo la volgarità di alcuni miei compagni di classe (quelli descrivibili come più virili), la loro mancanza di raffinatezza davvero disgustosa (sto considerando per esempio le gare di flatulenze di varia origine, i discorsi di bassissimo spessore, i discorsi sul sesso che si riassumono nella frase "almeno io trombo"). Una volgarità che ho sovente trovato anche tra le ragazze... ma questa è un'altra storia.

Per riassumere: sono omosessuale, poiché potrei amare un ragazzo sia spiritualmente che fisicamente, mentre con una ragazza potrei solo innamorarmi di un'idea di lei con nessuna attrazione fisica. Cerco la raffinatezza e l'armonia – il mio sentire è fortemente legato allo spirito greco. Come il grande attore Paolo Poli ritengo il gay pride una grande carnevalata, così come il libertinismo e l'ossessione per il sesso tipici di alcuni ambienti gay, che li rendono una parodia della medesima volgarità eterosessuale. (Mi è fin venuto da ridere quando nel Marais a Parigi ho visto in una panetteria dei pani a forma di pene!) Attendo con pazienza una persona non volgare, un'anima raffinata e gentile con cui condividere assieme anche tutta la vita.

[Documentandomi sulle "cure" per l'omosessualità, le ritengo delle pratiche raccapriccianti, frutto di menti distorte in una sorta di delirio medievaleggiante. Se volessi scegliere di diventare un nevrotico bipolare che non accetta la propria personalità sceglierei pratiche meno noiose... non so, inizierei a pensare di essere un profeta, un messia o un elfo del Signore degli Anelli!]
Human ha detto...
Parte prima

Ciao Francesco.
Scusami se mi rivolgo a te. Ma la tua storia mi ha veramente colpito. In fondo mi rispecchio in qualcosa, non nel tutto pero'.
Anch'io ho subito abusi da piccolo a iniziare dall'eta' di 5 anni, da parte di ragazzi della mia citta' e poi da mio fratello maggiore. Sono andati avanti per anni.
Non ho avuto un padre come il tuo, ne' tantomeno zii come tu hai descritto il tuo.
Ancora meno una madre irriconoscente. Prima quando pensavo a tutto quello che e' successo nella mia infanzia mi chiedevo sempre il perche' prprio a me, che male avrei potuto fare all'eta' di 5 anni, quando non sapevo neppure che cosa fosse il sesso. E dove era Dio al momento dei miei abusi? Perche' lo ha permesso? Sono domande leggittime che anche tu poni. Ho avuto un padre fisicamente assente ed emotivamente chiuso; mia madre isterica, emotiva, impulsiva. Ma che a modo loro mi hanno voluto bene.
A volte ho pianto sul mio passato, come se fossi stato colpevole di chissa' che cosa. MI sentivo diminuito, abbattuto, senza valore.
Ringrazio due eventi nella mia vita che mi hanno aiutato a cambiare: la mia fede in Cristo e dei buoni padri spirituali. Mi hanno aiutato in questo senso:
1) smettila di piangere e di scervellarti su quanto accaduto. Ora da adulto la tua vita e' nelle tue mani, commiserarti non risolve il problema. Mi sono chiesto: ora, nel mio presente come posso vivere bene e dignitosamente la mia vita, in modo umano? Leggendo Van den Aardveg mi ha incoraggiato questo suo consiglio: e' ora di finirla di cercare i perche' della mia sofferenza, e' necessario scoprire un senso alla mia vita alla mia storia. Evitare di chiudersi nella commiserazione del proprio io infantile, assetato di affetto o di compensazioni. E' arrivato il momento di crescere, da affrontare e da assumenre la mia sofferenza nella mia vita. Cavolo quanto ho dovuto faticare per questo. Ma mi ha aiutato a prendere in mano la mia vita, ad amarmi io per primo. IO VALGO non per quello che mi e' accaduto ma per quello che sono: un uomo, una persona, una storia che sara' unica e irripetibile.

2) La fede mi ha dato un salto di qualita': il senso del mio esistere e' Gesu' Cristo. Lui ha dato se stesso per me. Per questo io valgo e sono qualcuno. E se ha preso un corpo come il mio, lui ha assunto la mia storia, la mia omosessualita', le mie sofferenze.
Sono sicuro che e' il Signore colui che guida la mia storia, per vie incomprensibili a me ma a lui note. E questo mi basta.
Human ha detto...
Parte 2 per Francesco

Permettimi di dirti ancora questo:
anche io sto lottando contro la mia tendenza omosessuale indesiderata, anch'io sento a volte la stessa fatica tua e degli altri. Soprattutto in questo periodo estivo; quanto e' difficle per me combattere contro la fantasia e la tentazione della pornografia gay,
ma non credi che forse tu , caro Francesco, ti stia chiudendo in una sorte di auto-commiserazione? Non vuole essere un giudizio, ne' una critica, ma abbi coraggio di non piangerti adosso. Non pensi che forse le tue atroci sofferenze potrebbero tramutarsi in una sfida di crescita interiore e umana?
Non condivido assolutamente la tua espressione che tu hai scritto in cui ti senti un "povero inetto". Credimi: mi sa tanto di commiserazione e di inferiorita', quasi a dire che tu sei degno di essere solo buttato via.
Francesco, tu vali molto di piu' di quello che pensi. Vali molto di piu' delle tue sofferenze, di tuo padre, della tua famiglia. SEI UN VALORE ASSOLUTO. La tua vita nonostante le tue sofferenze ha valore. Altrimenti non saresti neanche nato, tu che dici perche' Dio ha voluto una vita cosi brutta per me.
Tu dici che vorresti sentirti alla pari con gli altri uomini, ma non ci riesci. Questo lo sento come vero anche per me. Condivido appieno.
Ma una cosa mi ha aiutato ad affrontare gli altri uomini per essere alla loro pari: l'idea che la mia vita e' unica e che adesso, adesso e' il momento di rischiare nelle relazioni con gli altri uomini, anche se con molta paura di fallire, ma chi se ne infischia. So di aver perso molto tempo chiuso in me stesso. Quanto altro ne avrei dovuto perdere? Forse domani potrebbe essere troppo tardi.
Tu sei giovane e hai ottime possibilita' di farcela: forza, dai! Ti basta un po' di coraggio per farlo. Non avere paura di rischiare, anche se le prime volte puo darsi che fallirai, ma tutto nella vita e' rischio. Abbi fiducia, abbi fiducia in te. A me questo rischio mi ha fatto sentire piu' uomo, piu' capace di fiducia in me, mi ha aiutato a scoprire quanto e' bello vivere e che non sono le mie sofferenze dell'infanzia ad averla avuta vinta.
Le tue sofferenze hanno un senso, tutto ha senso nella nostra vita, anche se per il momento non riusciamo a capirlo. La fede nella Croce e solo la Croce ci da questo senso.

Ti sono vicino nella tua lotta.
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

X Essere pensante con la propria testa

L'omosessualità può anche derivare da un certo clima familiare non traumatico. Ad esempio una grande intesa con la madre che si protrae nel tempo può non far emergere nel ragazzo la volontà di crearsi un proprio "nido", sentendosi già emotivamente appagato in quello primario. Il ragazzo sente già di avere una donna (madre) e non vive il padre come un avversario, ma come un compagno di nido. In questo caso l'amicizia tra compagni dello stesso sesso tipica nell'età della pubertà prende connotazione amorosa-sessuale.

Se un ragazzo si sente felice ed appagato da questo non deve farsi influenzare da chi, attraverso gli occhi della propria particolare esperienza, vede la cosa in maniera diversa o negativa. Ognuno profondamente sa cosa è bene per sè nel momento presente: nessuno ha le stesse esigenze di un altro.
Essere pensante ha detto...
Per Anonimo 27 marzo

A partire dai dati che ho indicato, la tua analisi è ineccepibile e logica. (Certamente quello che ho scritto non copre tutte le componenti, tuttavia ora non è il caso di fare aggiunte, dato che questo non è un gioco...)

Comunque, ritengo il tuo approccio a riguardo molto equilibrato.
michele ha detto...
Mi hanno molto interessato e incoraggiato i post di Human, questa conclusione in particolare:
"Lui ha dato se stesso per me. Per questo io valgo e sono qualcuno. E se ha preso un corpo come il mio, lui ha assunto la mia storia, la mia omosessualita', le mie sofferenze.
Sono sicuro che e' il Signore colui che guida la mia storia, per vie incomprensibili a me ma a lui note. E questo mi basta."
Anch'io non cerco i perchè sono così, qualche perchè l'ho magari trovato, ma la sola vera risposta è in Cristo, che rimane stabile pur di fronte alle tentazioni davanti alle quali io vacillo...
Anche per me questo è il periodo più critico, questa estate non vorrei mettermi nei pasticci... per ora sta andando... barcollo ma non mollo...
Mi incoraggia che qualcuno stia combattendo questa stessa battaglia, purtroppo ci sono molti spazi dove si può scrivere di coming out ed esperienze "felici o infelici", meno male c'è questo spazio per una testimonianza di segno diverso.
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

Sto leggendo il libro di Nicolosi "Omosessualità. Una guida per i genitori" e mi ha molto colpito la frase: "la donna è, l'uomo deve diventare".

Il 1° rapporto è con la madre sia per i maschietti che per le femmine, ma poi i primi si staccano e vogliono scoprire l'universo a cui sentono di appartenere attraverso la fisiologia del proprio corpo. Negli animali assume enorme importanza la scoperta dei propri genitali, mentre per l'uomo moderno essendo coperto sono rilevanti anche i caratteri secondari (capelli, corpo, vestiti...). Spesso, soprattutto nella società occidentale moderna, i maschietti sono costretti a ribellarsi alla madre che tende a voler tenere per sè il suo "cucciolo", da cui si sente appagata emotivamente (a differenza del marito). Ho visto in una trasmissione televisiva una madre che a suo figlio secondogenito teneva i capelli lunghi come i suoi (erano praticamente uguali, perfino stessi boccoli: voleva creare una piccola sè!), lo vestiva e coccolava come una bambola. In un frammento di programma il bambino urlava di voler restare con papà mentre la madre lo portava nella sua camera (con una scusa accettabile da lei stessa) e lasciava solo il figlio maggiore col padre. Sembra una cosa assurda, ma c'è voluto l'intervento di una persona esterna e psicologicamente qualificata per mostrare alla madre il comportamento malsano che stava tenendo con quel figlio: lei non se ne accorgeva! Era completamente dissociata dal suo agire, mosso solo dai suoi desideri incosci: avere una bambina che le ricordasse la sua dolce infanzia. Magari quando il figlio a 20 anni si fosse confidato con lei dei suoi tormenti, del non sentirsi un maschio ne sarebbe rimasta sconvolta, ammettendo di non aver mai sospettato nulla.
Michele L. ha detto...
Ciao Human
mi rivolgo sopratutto a te perchè come te anche io ho subito abusi nella mia infanzia da parte di ragazzi che abitavano nel mio palazzo. Volevo sapere:
come hai affrontato la cosa?
Io penso che i miei desideri omosessuali vengano fondamentalmente da questa mia esperienza, ma non riesco a venirne a capo... grazie.Michele
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

X padri: Non permettete mai che vostro figlio vi rifiuti e si allontani da voi, fate breccia nel suo distacco difensivo e riconquistate la sua fiducia! Lui ha bisogno di Voi più di chiunque altro al mondo!
fr max ha detto...
Per l'essere pensante con la propria testa.

Carissimo grazie per il tuo contributo sul blog che fa vedere quanto ad essere raccapriccianti non siano tanto quelle che tu (..preciso tu!!!) chiami cure per l'omosessualità, quanto la convinzione che pensare con la propria testa equivale a fare ciò che si vuole...alias libertinaggio!
Mi compiaccio per la famiglia "mulino bianco" nella quale sei vissuto, nonostante l'intollernza e la sessufobia che un clima familiare come quello che descrivi e in cui sei vissuto, non dovrebbe minimamente stimolare.
Gioisco anche per la tua elevata autostima nella relazione con te stesso e con il tuo corpo atletico !
Tutto perfetto insomma !!
E allora qual'è il tuo problema?
Vivi la tua omosessualità riconciliata e armonizzata..... però lascia vivere e rispetta senza giudicare anche chi voglia fare un cammino verso una libertà diversa da quella "presunta" tua e che crede di poter trovare una gioia ben diversa dalla tua.
Nessuno vuole nevrotici bipolari ma persone libere e capaci di scegliere !!
Pace a te!
P. Max
Essere pensante ha detto...
Caro Fr Max,
grazie per la risposta (e anche per la sottilissima ironia presente nelle tue parole – davvero deliziosa, o forse sono io a essere troppo malizioso?). Comunque hai ragione a farmi la domanda: perché mai uno che non ha problemi con la propria omosessualità (a parte un piccolo problemino di omofobia da parte di padre, che ascrivo principalmente alla mancanza di cultura...) dovrebbe postare sul blog "Si può uscire dall'omosessualità"?
Principalmente per due motivi: il primo è perché i vari siti "Pensiero forte 4ever", "Kattolicus", "Fonte di fuoco vivo", "Amiamo Gesù" &c. pongono le proprie risposte come verità infusa dall'alto, senza lasciare spazio a confronti.
Il secondo è più importante ed è legato al mio modo di vedere le cose in generale. Ritengo di avere una specie di dono, ossia quello di riconoscere da lontano la "puzza" in vari ambiti culturali, ma soprattutto in quello scientifico. Ho dunque assunto come missione personale quella di mettere in guardia da sedicenti scienziati &c. Prendete per esempio Odifreddi che fa volutamente il polemico con la religione solo per avere più visibilità (dimenticando la lezione dell'epistemologia). Comunque non voglio divagare ulteriormente.
Come affermerebbe il gesuita Bartholomew Kiely [fonte: alleanzacattolica.com] sono pienamente un relativista in ambito psicologico, dato che ritengo l'omosessualità un problema solo se vissuta come un problema (e a riguardo faccio auguri di pronta "guarigione" a tutti coloro che leggono questo blog), ossia solo l'omosessualità egodistonica così come è accettato anche dagli psicologi ufficiali.
Ma chi sono i "sedicenti scienziati" da cui voglio mettere in guardia (anche solo per il fatto che si fanno pagare!)? Sono tutti coloro che danno a un quesito complesso una risposta banale e riduttiva o dogmatica o chissà altro. Sono coloro che credono nel complotto "lobby gay" che fa togliere l'omosessualità come malattia (però in molte parti del mondo l'omosessualità è un reato punibile con la pena di morte). Dal mio post precedente penso che si sia capito di chi in particolare io stia parlando.
Un ringraziamento ad Anonimo 27 marzo che ha pubblicato un pezzetto di verità infusa, corredato invece con una più pertinente descrizione (probabilmente di suo pugno, ma forse mi sbaglio).
Analizziamo dunque la frase: "la donna è, l'uomo deve diventare". Postulo il fatto che questa frase, anche nel contesto della pagina, continui ad essere una sciocchezza e postulo altresì che nel caso dell'omosessualità femminile il signor N. scriva "l'uomo è, la donna deve diventare".
Da un punto di vista prettamente evolutivo, un essere che deve formarsi (=divenire) prima della fase matura è tipicamente più complesso rispetto a un essere che ha già un corredo specifico, prendiamo per esempio i cuccioli di homo sapiens (periodo di formazione culturale: tutta la vita, formazione generale: primi 20-25 anni) rispetto a quelli di un qualunque altro animale.
Essere pensante ha detto...
Parte 2.

Se la donna è [già formata sessualmente etero – e dal punto di vista comportamentale?] mentre l'uomo deve diventarlo, ossia deve assumere in sé tutti gli stereotipi maturati in 2000 anni di cultura post-greca e assunti dal signor N. come la mascolinità naturale in sé, ciò significa due cose:
- il principio femminile è più forte di quello maschile oppure
- l'uomo è superiore alla donna dal punto di vista della formazione, perché più sensibile ad un sapere culturale, mentre la donna è legata al naturale "sapere della specie".
Dimentichiamoci in questo caso i casi patologici di madri che vestono i figli da bambina per poter avere la figlia mai avuta, che prescindono da un discorso di carattere generale. Vorrei condividere a tal proposito il ricordo di una presentazione ppt che un'amica femminista di mia madre le aveva spedito: diceva più o meno così "se noi (donne) facciamo qualcosa da uomo siamo pioniere, se un uomo fa qualcosa da donna è un finocchio!"
Perché questa frase è davvero valida? Probabilmente la risposta è dal punto di vista culturale: un esempio è quando gli stereotipi di cui sopra si sono talmente cementati nella cultura occidentale che all'insorgenza di comportamenti "culturalmente devianti" rispetto allo stereotipo sessuale si stigmatizza il soggetto, portandolo poi a interiorizzare il fatto "gli altri dicono che sono una femminuccia, ergo io devo amare sessualmente ciò che dicono una femmina deve amare". Questo è ovviamente uno solo dei casi, tuttavia non fa riflettere il fatto che sul 10% della popolazione a tendenza prevalentemente omosessuale la percentuale di persone esclusivamente omosessuali ha inferenza doppia per gli uomini (4%) rispetto che per le donne?
Dunque "la donna è, l'uomo deve diventare"? No, piuttosto "la donna può seguire meno stereotipi mentre per la massa l'uomo deve essere macho, altrimenti è frocio".

Altra sciocchezza di cui avevo letto in Internet è quella del fare pipì in piedi e non da seduto (perché il maschio FA la pipì in piedi). Personalmente scelgo il modo di fare la pipì in modo proporzionale alla pulizia del water (e con la turca sempre in piedi), allo stesso modo fanno mio padre, i miei cugini e un mio amico perfettamente etero (con cui ne avevamo parlato per caso, dato che altri miei compagni di classe CLini invece orinano sempre in piedi – e forse ora ho capito perché). Ora, qualcuno mi può spiegare perché il metodo educativo sicuro ed efficace proposto è sgridare il bambino dicendo: "ma quella è una cosa da femmine!". Se quel bambino ha una predisposizione all'omosessualità lo vedo già sulla strada dell'omofobia interiorizzata o dell'omosussualità esclusiva.
I due esempi che ho proposto mi sembrano evidenti per mettere in guardia dalle teorie del signor N.: esorto tutti coloro che vivono la propria omosessualità in modo conflittuale a non cercare facili risposte pseudo-scientifiche che traggono origine da una visione stereotipata della società (W mulino bianco!). La via per uscirne a mio avviso è molto più complessa e non si risolve con la preghierina della sera: bisogna capire se stessi con un'autoanalisi seria. Perché sono omosessuale? Perché per me è un problema? Cosa mi fa stare male e perché? Cosa devo risolvere per potere apprezzare un legame sessuale con una donna? Cosa devo fare per stare meglio ora? Cosa per il futuro? Fatevi aiutare da analisti o padri spirituali (ma soprattutto analisti) seri, che non partano né dal preconcetto che la vostra omosessualità debba essere accettata, né che sia una malattia da rimuovere. Sia nell'uno che nell'altro caso c'è la possibilità di peggirare la situazione, poiché solo con la comprensione si può superare un problema non con la repressione né la sua sublimazione.
Scusate se sono stato troppo prolisso.

[Ad a. 27 marzo: sono interessato a discussioni di carattere psicologico. La mia mail è michele-san@tiscali.it]
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

La frase si riferiva al fatto che al bambino maschio sono richieste più tappe nella crescita sessuale. Alle bambine fondamentalmente basta la presenza materna per sviluppare il proprio Io (il padre è altresì importante per lo sviluppo dell'orientamento sessuale ma non credo che la sua presenza sia fondamentale come lo è per il bambino). I maschietti invece sentono la necessità di staccarsi dalla madre già da molto piccoli per esplorare e scoprire chi sono: creare la propria identità. Tra l'altro credo sia da rintracciare in questa dinamica naturale il fatto che le femmine si completano anche fisicamente prima rispetto ai maschi (come in molte specie animali). In natura la femmina è già sviluppata una volta che raggiunge lo svezzamento, mentre il maschio deve plasmare il posto che andrà ad occupare nel mondo. Non vorrei sembrare maschilista: parlo solo a livello di costruzione dell'identità. Alle femmine è richiesto un enorme impiego di energie in altri aspetti: sviluppo e cura della prole. Ma è proprio del maschio l'idea della lotta per costruire una propria identità, un posto tra gli altri e nel mondo.
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

Da quello che scrivi è evidente che non hai mai letto neanche un libro del signor N. che non sta per Nessuno, ma per Nicolosi, psicologo clinico statunitense, uno dei primi ad occuparsi SCIENTIFICAMENTE del tema dell'omosessualità.
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

Io ero uno di quei bambini che, per l'assenza emotiva del padre e l'eccessivo coinvolgimento della madre causati da problemi all'interno della coppia, si era staccato dalla mascolinità e giocava ad essere sailor moon. Mia madre, nonostante fosse intimamente collegata al problema, mi ha confidato che al tempo era disperata e ha chiesto aiuto ovunque senza trovare una persona in grado di dirle cosa stava accadendo a suo figlio e proporle un programma adeguato (che non vuol dire tagliare il pisello al proprio figlio e traformarlo in una "bambina", come è già accaduto in altri paesi più "avanti", "culturalmente progrediti" e "non omofobi").

Consiglio ad essere pensante con la propria testa di leggere il VERO programma che Nicolosi propone per i bambini preomosessuali, frutto di anni di ricerca sul campo e che va ben oltre il fare la pipì in piedi o da seduti, ma è basato su:
- ricollegamento emotivo con una figura maschile.
- sostenere il bambino a non sentirsi inferiore nei giochi.
- reinserimento nel gruppo dei maschietti in modo graduale (iniziando ad esempio ad invitare un solo bambino a casa perchè con due tende a ritirasi).
- coinvolgere gli insegnanti che, nonostante la propaganda gay, dimostrano sempre di comprendere il problema e sono ben felici di poter fare qualcosa perchè alla fine dei conti il buon senso vince sempre.

I genitori non devono mai sgridare il figlio per gli atteggiamenti effemminati, ma devono entusiasmarlo a scoprire il proprio mondo maschile mostrandogli che l'idea che si erano fatti a causa delle ferite subite non corrisponde al vero.
Nel libro c'è la storia di un bambino che è a dir poco straordinaria e che mi ha portato fino alle lacrime. Will era il tipico bambino preomosessuale che gioca a travestirsi da principessa, in seguito al programma di Nicolosi ottenne risultati straordinari grazie alla sua piccola età e all'impegno costante dei genitori. Un giorno dopo essersi sentito incapace per non aver preso la pallina mentre giocava con alcuni amichetti tornò ad immergersi nel mondo fantastico dove lui interpretava una principessa. Ma qualcosa di molto profondo si era rotto e lui stesso non accettava più quello scappare da sè tanto che gli venne la febbre molto alta e appena si riprese chiese del suo papà: era un disperato e inconscio appello di essere salvato!

Sarebbe doveroso che i conduttori si occupassero anche di questa realtà e che non partissero dalle discriminazioni che i gay sono costretti a subire per trarne conclusioni scientificamente inaccettabili, come ad es. che si nasce gay. Certo è molto gratificante porsi come condottiero per i pari diritti soprattutto ora che l'omosessualità è ampliamente accettata e occupa molti spazi di successo, ma questo non giustifica il voler infangare il lavoro di uno psicologo che ha aiutato migliaia di uomini e famiglie e le cui teorie sono facilmente verificabili. Così come è successo di recente in una trasmissione molto importante in cui le persone di questo blog erano abilmente presentate come "fuori di testa" e i cui messaggi tagliati a dovere erano letti da voci, immagini e musiche più consoni ad una setta satanica. Se non si hanno le competenze per trattare di un certo argomento è molto poco professionale decidere apertamente al posto del pubblico cosa è giusto e cosa non lo è!
Paride ha detto...
Per “Essere pensante ...” . Rispondo ai 2 punti nel tuo primo post. Punto primo. Anche se hai un bel fisico, sei attratto dalle figure maschili. Ma è la virilità quella che cerchi! Quel dono bellissimo, divino direi, che nulla ha a che fare con le gare di puzzette o di rutti, o i discorsi scurrili sul sesso e sulle donne! Non bastano quattro muscoli a farci riscoprire la bellezza di essere uomini! Virilità non è l'essere “macho”! Il mondo maschile apre un mondo di valori che comprendono l'intraprendenza, il coraggio, l'incoscienza a volte per raggiungere determinati obiettivi, come quelli citati da A.27marzo alla fine del suo ultimo post. Viaggia, gira il mondo, e scoprirai infiniti modi di essere uomo! Quelli proposti dalle pubblicità occidentali, di note marche di moda e profumi, sono per gli stupidi. Punto secondo. Sono d'accordo.
Paride ha detto...
Anch'io condivido Human così come ha già espresso michele. Un grazie a tutti e due!
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

Tappa fondamentale per la strutturazione dell'identità di genere è il cosidetto "cameratismo". C'è una fase in cui i maschietti si riuniscono, fanno gruppo opposto alle femmine, spesso ne parlano come qualcosa di inferiore, più brutto e viceversa fanno le bambine. Questo comportamento è una presa d'atto di ciò che si è e porta alla formazione del proprio Io maschile o femminile.

Purtroppo questa fase non è considerata dalla maggior parte dei libri di psicologia e tanto meno è stata diffusa in nessun modo alla gente. Il risultato è che spesso i genitori e gli insegnanti, deviati dall'idea di morale ed etica comune (bravo bambino), la interpretano come una cosa negativa e puniscono tale agire col solo risultato di deviarli dal loro più profondo istinto naturale.
Anonimo ha detto...
Conclusa questa fase di scoperta delle potenzialità del proprio genere sessuale, nasce un grande interesse per ciò che è opposto e che completa nel corpo e nella psiche l'essere umano.
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

Mi sono iscritto su facebook con nick: Ventisette Marzo

Su fb c'è anche la chat per cui potremmo avere un dialogo più "umano" :-)
human ha detto...
Ciao Michele,
rispondo alla tua domanda del 22 agosto.

Vorrei innanzittutto dire che è la mia esperienza personale che descrivo, calata nella mia storia, dove accanto agli abusi sessuali si è sovrapposto il tipico schema di famiglia triadica, così come lo definisce sia il grande Nicolosi sia Van den Aardveg.
La prima cosa che ho fatto è stata quella di parlarne con qualcuno, io lo feci con il miopadre spirituale, anche seo non gli dissi che ero sofferente di same sex attraction. Me ne vergognavo troppo.

La seconda cosa che ho fatto è stata quella di uscire da un senso di disperazione che mi portava solo a commiserazione e a piangere su di me. Mi chiedevo sempre il perchè fosse successo prorpio a me e perchè tutti ce l'avessero con me. Ero in una sorta di zona grigia. Mi accorsi però che la storia non si poteva cambiare, e che dovevo reagire in qualche modo, con coraggio e fiducia in me.

La terza è stata quella di dare un senso al male ricevuto. Ero innocente a 5 anni e non capivo nulla di sesso. Ho capito con il cuore e non solo con la ragione che tutto ha un senso nella mia vita, anche il male ricevuto innocentemente. Un consiglio che mi diedero era quello di integrare nella mia struttura personale il male ricevuto. Ho la tentazione del perfezionismo, e pensavo che con una operazione tipo bisturi si potesse togliere questo tipo di male. No, invece, ho imparato ad amare la mia storia, anche con i suoi limiti. é la mia storia, di me che sono unico e irripetibile. Ho iniziato a riconciliarmi con la parte di me che vedevo brutta. Mi dissero che la vita è come un gioco a carte, le carte ti vengono date e io sarei stupido a dire, perchè miè toccata in sorte questa carta e non altre migliori. LA cosa più importante non sono la carte, ma come le gioco, come posso sfruttare al massimo tutte le mie opportunità per una vita ricca di senso. Io questo senso l'ho trovato sulla Croce di Cristo, Lui innocente per eccellenza.

LA quarta cosa che ho capito mi fu ispirata da un libro spirituale di Cantalamessa Raniero: Gesù è riuscito a trasformare il male ricevuto in bene. Sulla Croce aveva rotto il circolo vizioso che il male genera. I miei abusi , come male, potevano infondere in me energia per fare il bene. Trasformare il male ricevuto in bene per gli altri. E questo ha dato più bellezza alla mia vita.

La quinta cosa che ho capito è stata la seguente: questi abusi per quanto terribili siano stati e all'epoca non me ne accorgevo, possono essere per me una sfida di crescita. Ok, da bambino mi è capitato questo, e non sapevo oppormi, ma adesso no, adesso sono io che dirigo la mia storia, la mia vita è nelle mie mani. Ora io sono responsabile di me, e non i miei abusi.

Ultima cosa: ho imparato a ridimensionarli nella loro carica e portata emotiva. Sono stato a Taize per una settimana di preghiera e di riflessione, ho conosciuto un giovane togolese con cui ho stretto un'amicizia sincera. Mi ha raccontato cose raccapriccianti circa la sua infanzia: bambino soldato, ha ucciso, squartato, ha sepelliti vivi, ha sgozzato gente innocente. Era li, a Taize per trovare pace e riconciliazione.
Capisco chhe c'è gente che ha vissuto dolori più infelici dei miei abusi sessuali. Tutii omo ed etero sessuali siamo chiamati a questa crescita, nel dare un senso a tutto.

La mia vita vale molto di più dei miei abusi. Ho riscoperto in me tanti doni da parte del Buon Dio che mi danno gioia, più grande del male ricevuto. Sì, è vero: è bello vivere in Cristo e lottare perchè la mia vita abbia senso, anche se questo in me comporta sofferenza, combattimento contro le tentazioni.
Human ha detto...
X l'essere pensante ...

Leggendo il tuo commento credo che il primo ad essere dogmatico, sei proprio tu!
Già dal tuo pregiudizio con cui parli del Signor Nicolosi (che certo non è un Dio sceso in terra)già dice molto.
Fai bene si a pensare con la tua testa, ma lasciati confrontare con qualcosa di nuovo. E perchè no a metterti un pò in crisi. Chissà perchè lo stesso Nicolosi afferma che tutti i suoi clienti hanno mostrato, anche se in modo diverso, la stessa struttura comportamentale e psicologica. Questo allora non è vero? Chissàperchè lo dice Nicolosi e allora ecco il male, se altre fesserie lo dicono gli altri allora va bene.

Tu, con senso di ironia affermi che certo non sarà la preghierina della sera a farci uscire dal problema e poni una serie di domande giuste. Peccato! Porti acqua al mulino. Ma che credi che tutti noi su questo blog non ci siamo posti le tue domande, non stiamo cercando risposte a questi interrogativi, che adesso ecco arrivare il Deus ex machina a dirci quello che dobbiamo fare e come uscire dall'empasse? Ma fammi il piacere....

La preghiera fa molto. Non è una recita, ma ti aiuta ad entrare dentro di te, ad essere sincero davanti a DIo, e non a Superman, a trovare senso a tutto; è un partire dalla PArola di Dio, da una spiritualità bimillenaria che ti fa essere sincero con te stesso. Altro che preghierine della sera. La preghiera ti aiuta a interiorizzare le domande che tu poni, a non farne solo oggetto di riflessione razionale come fai tu, ma a saperle assimilare con l'affettività e con il cuore.

Tu alla fine dici nè repressione nè sublimazione. Ma che credi che pregare sia sublimare? oppure è un prendere te stesso, la tua vita, il tuo essere nelle tue mani davanti a Dio e scoprirti amato, desiderato, con un progetto aperto al tuo futuro?
é nella preghiera che scopro la bellezza del mio vivere e dire che io valgo davanti agli occhi di Dio, molto di piu di quello che mi si propone, e che non sono un punto casuale dell'universo destinato al nulla e che vale la pena combattere contro l'omosessualità che ci denigra. La mia vocazione come uomo è diventare come Cristo, modello di ogni essere umano.

Vorrei prorpio vedere quando troverai il tuo principe azzurro con cui condividere la tua vita. Quando durerà la tua relazione?
L'omosessualità non è il modo umano di vivere la propria esistenza.
Da quando ho smesso di vedere pornografia gay, in modo radicale, tagliando il cavo di internet, e smettendo di masturbarmi, ho riscoperto una vera unità di essere in me, mi sento più uomo, libero, libero, libero. E lo voglio gridare a tutti, con gioia immensa in me. Mi sento più coerente con la mia vita, la mia fede. Altro che sublimazione, o preghierine.
L'umanità che Cristo ci propone è realizzante, appagante, vera. Lui solo è l'uomo perfetto. Beato te se lo segui.

Per me l'omosessualità è come le sabbie mobili: più ci stai e ti muovi dentro, più affondi.

Caro mio datti da fare, sii uomo e abbi il coraggio di prendere in mano la tua vita e viverla umanamente. Sii vero con te stesso.
Ti saluto. E mi ricorderò di te e di tutti i lettori del blog "nella mia preghierina della sera".
Con affetto Human
Paride ha detto...
Grazie Human! Anch'io mi unisco alle tue preghiere e a quelle dei nostri fratelli nella fede sul forum.
Michele L. ha detto...
Ciao Human
GRAZIE, non solo per i consigli che mi dai (che sono molto preziosi) ma anche perchè nelle tue parole ho rivisto parte della mia storia, del mio vissuto. Anche io per lungo periodo non ho fatto altro che piangermi addosso, che chiedermi il perchè e maledire Dio per quello che mi era successo. Poi sono pian piano uscito da questa fase, anche se , rispetto a te, non sono mai riuscito a parlare con nessuno degli abusi subiti: me ne vergogno troppo e forse ad un qualche livello me ne sento anche colpevole (anche se anche io avrò avuto 5 anni...ma forse anche meno). Proverò a mettere in pratica questi consigli ma sopratutto a staccarmi definitivamente dal mondo delle pornografia gay..sono d'accordo con te sono sabbie mobili delle peggiori. Ti ricordo nelle mie preghiere della sera e ringrazio Dio di averti messo sulla mia strada. un saluto. Michele
Human ha detto...
Per Michele

Volevo aggiungere questo, Michele:

io non ho risolto tutti i miei problemi circa le mie tendenze omosessuali, nè ho archiviato i miei abusi sessuali nel dimenticatoio della mia storia. I l mio cammino per integrare la mia sessualità in una sessualità più umana e matura sarà per tutta la mia vita. Per cui non voglio farti credere che in me tutto sia risolto. Anche l'ordine con cui te li ho descritti questi miei passi, non sono sempre avvenuti in maniera così ordinata, Ora l'uno, ora l'altro. Si sono mescolati. Sai ci è voluto tempo per assimilare questi valori, ed è un cammino che dura per sempre.
Caro Michele ama troppo la tua vita per perderla invano, perchè il valore della tua esistenza è immensamente grande. L'ho capito col tempo anch'io per me. Magari prima era più razionale la cosa, adesso il Signore mi ha fatto fare un passo in più: capirla con il cuore.

Poi anch'io devo combattere per la mia sessualità integrante. Fino a maggio ero dipendente dalla pornografia gay e conseguente masturbazione, con frustrazioni enormi. Sapevo bene i vlori che ti ho descritto, ma non c'era l'affettività ad assimilarli. Da quando una mattina, ho deciso: ho tagliato il cavo che mi lega ad internet. Cosi ho chiuso.

Adesso ho problemi con la mia fantasia omoerotica, soprattutto nei momenti di relax, a letto. Ringrazio Frate Max che mi ha aiutato a come affrontarli. Però ti dico che mi sento piu uomo, sono veramente felice, unito nel mio io. Vedo che il senso del mio esistere si allarga come un orizzonte. E mi riscopro sempre più amato da me stesso innanzittutto, da Dio. Soprattutto riesco anche ad affrontare con coraggio anche le avversità della mia vita, a saper convivere anche con delle frustrazioni.
Ti dico coraggio. Noi ce la possiamo fare. Se ci sono riusciti altri, perchè noi no? Che cosa ci manca in confronto aad altri? Siamo forse da meno? Prova a parlarne con qualcuno degli abusi sesuali. Anch'io per esempio mi vergogno a dire a qualcuno che soffro di omosessualità. MA degli abusi, parlane. Io spero che un giorno Dio mi dia anche questo coraggio.
La pornografia gay o etero è terribile. Adesso che ne sono fuori ne ringrazio Dio. é BELLO credimi essere liberi, è stupendo, è immensamente grande e profondo dire di no a questa schiavitù. Dice la bibbia che la verità ci farà liberi. E io ringrazio Dio, LA vergine e i Santi di questa libertà, che mi voglio tenere a denti stretti. Da pochi mesi, da quando ho smesso con la pornografia, non mi masturbo più. Non ti nascondo che le tentazioni sono forti a volte. Ma che ci vuoi fare, ogni guadagno ha un prezzo. E io voglio essere disposto a pagarlo.
Coraggio anche a te! Mi ha aiutato molto la fiducia in mee nell'azione della grazia.

Ringrazio anche io Dio di averti messo sulla mia strada perchè mi dai molto coraggio e fiducia anche tu. Human
Human ha detto...
A PAride

Grazie a te, Paride, per i tuoi contributi e la tua preghiera. Mi infondono coraggio e mi aiutano a lottare. Sosteniamoci a vicenda. Grazie. Human
Anonimo ha detto...
ciao ragazzi! :) sono Francesco, ho 17 anni..sono un ragazzo cristiano.. e ringrazio dio di esserlo..sono contento per aver trovato questo blog.. mi piacerebbe parlare molto con voi in chat.. (msn, facebook, skipe)..anke perchè ognuno dobbiamo aiutarci e incoraggiarci.. sono in una fase di guarigione ank'io.. e ringrazio Dio perchè la maggior parte del lavoro lo sta facendo lui..grazie buona giornata! ciao :)
Anonimo ha detto...
ciao ragazzi! :) sono Francesco, ho 17 anni..sono un ragazzo cristiano.. e ringrazio dio di esserlo..sono contento per aver trovato questo blog.. mi piacerebbe parlare molto con voi in chat.. (msn, facebook, skipe)..anke perchè ognuno dobbiamo aiutarci e incoraggiarci.. sono in una fase di guarigione ank'io.. e ringrazio Dio perchè la maggior parte del lavoro lo sta facendo lui..grazie buona giornata! ciao :)
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

E' interessantissimo l'articolo in homepage tratto dal libro "Craving for Love" di Briar Whitehead.
Sapete se è possibile trovare il libro tradotto in italiano? Grazie
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

Mi sono accorto che quando uscivo da una lezione di canto, oltre a sentirmi in pace col mondo e ad avere la sensazione di volare su una nuvola, ero incredibilmente attratto dalle ragazze molto femminili e questa cosa mi piaceva un sacco: mi sentivo ricollegato al mio corpo che all'improvviso aveva assunto enormi potenzialità.
Ho capito che, l'aver dedicato del tempo a me stesso con un'insegnante che mi valorizzava in modo autentico, mi dava fiducia nel mio genere sessuale e nella mia reale identità: avevo la sensazione di potercela fare nel mondo senza maschere!
andreabz ha detto...
"Basta solo dire che mia madre subito dopo ha sviluppato la leucemia per far comprendere quanto devastante è stato per lei quel trauma." ( anonimo del 27 marzo).
Credimi, anonimo del 27 marzo, non ce l' ho con te. E' solo che spesso esci con queste frasi , tratte probabilmente dalla metamedicina o altre diavolerie simili, che sono innanzitutto allucinanti ( voglio sperare che non ci sia sul blog nessuna mamma che ha avuto la croce di vedere un figlio malato di tumore), oltreche' insostenibili a livello scientifico.

Te lo ripeto..cercando di superare le proprie attrazioni omosessuali tramite teorie psicologiche piu' o meno esoteriche passerai semplicemente dalla padella alla brace, senza risolvere niente.
Solo in Gesu' Cristo c' è salvezza; se non sei credente appoggiati a qualche psicologo serio e non a quei criminali che sostengono che le malattie sono frutto dei traumi psichici, INGANNANDO i malati stessi. La bibbia è ben chiara al riguardo. Nel mondo c' è il male perche' c'e' il peccato, altroche' storie sulla non colpevolizzazione, sul seguire cio' che ti fa stare be etc etc

Poi ovviamente fai come vuoi, ma la strada che stai prendendo è incompatibile con il cristianesimo e dunque è stata ispirata da colui ( dubito anche che tu creda nella sua esistenza) che spinge all' omosessualità e a ogni genere di peccato per poter avere i suoi schiavi in eterno.

Siano lodati in eterno Gesu' e Maria
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

Gli stessi medici tradizionali avevano supposto un possibile collegamento tra il trauma appena passato e la patologia sviluppata da mia amdre.
Non sono diavolerie! se ti informi sempre più studi scientifici si spingono verso un collegamento tra psiche (cervello) e corpo.

Io credo fermamente che ogni malattia abbia un trauma emotivo, sono programmi biologici di adattamento all'ambiente. Ho raccolto la spiegazione biologica-emotiva di alcune malattie qui: http://corpopsicheanima.blogfree.net/?t=2978349. Individuare l'origine del proprio disequilibrio fisico non vuol dire non curarsi, anzi oltre alle terapie mediche è affiancata una terapia emotiva. Considero la mia credenza molto più scientifica e sana rispetto al credere che la causa sia il peccato generalizzato, che colpisce a caso anche chi non ne è artefice. Il peccato della Bibbia è il non AMORE tra le persone che crea ferite di rifiuto, abbandono, ingiustizia, umiliazione e tradimento.
Detto questo, ognuno ha le sue idee che vanno rispettate.
Human ha detto...
Secondo Van den Aardveg nella lotta contro la tendenza omosessuale è fondamentale l'assimilazione dei vlori. Per cui non è sufficiente non provare attrazione omoerotiche per uscirne, ma quali vlori assumere. La Parola di Dio credo che vada in questa direzione: CI OFFRE VALORI A CUI POTERCI ISPIRARE.

In questi giorni la liturgia mi ha fdatto riflettere sulla parola corpo e sul suo valore: Paolo scrive ai >Tessalonicesi: questa è la volontà di DIo la vostra santificazione: che vi asteniate dall'impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passione e libidine; ...che nessuno offenda ed inganni in questa materia il proprio fratello....Dio non ci ha chiamati all'impudicizia, ma alla santificazione.

Credo, carissimi amici del blog, che non ci siano parole più incoraggianti per combattere contro le tendenze omosessuali di queste. La nostra santificazione ossia la pienezza della nostra vita si gioca nelle nostre scelte che avvengono non solo nello spirito o nell'anima, ma si concretizzano in un corpo. Noi siamo un tutt'uno con il corpo; praticare atti omosessuali significa uscire fuori dalla pienezza di vita e rovinare la mia vita. L'impudicizia rovina la vocazione più alta dell'uomo, la realizzazione più alta del suo progetto di vita: saper amare gratutitamente, donandosi.L'impudicizia è segno del mio narcisismo duro a morire. Ora capisco meglio anche quello che dice Nicolosi a proposito del fatto che noi omosessuali viviamo distaccati dal nostro corpo, che l'omosessualità è solo erotizzazione di rapporti maschili per compensare deficit interiori. Ecco perchè il magistero della Chiesa cattolica ci propone la via alla castità: significa educarci alla capacità di amare gratuitamente e di essere amati gratuitamente.
Se la santità per eccellenza è quella di Gesù Cristo, mio Salvatore e Liberatore, allora ne vale la pena essere come lui. Lui può vincere in noi e ci può liberare con il dono del suo Spirito. Human
stanco ha detto...
volevo solo chiedere preghiere perché non ce la faccio più, ci provo e riprovo in tutti i modi a cambiare ma sembra davvero impossibile per me. Sono credente e praticante da sempre, ho cercato di essere fedele e disponibile per Dio, mi ero messo anche su un cammino vocazionale prima di accorgermi concretamente di questi sentimenti, mi sono impegnato tanto. Non ho mai iniziato una vita attiva da omosessuale (a parte in solitudine con la pornografia, che è davvero presente). Negli ultimi dieci anni sono passato da diversi terapeuti, anche specifici del problema. Mi sono messo a fare sport, ho coltivato amicizie, ho cercato di non chiudermi su me stesso, ho lavorato, ho fatto volontariato, ho pregato. Ma non riesco a sentirmi amato, ci sono dei rari momenti in cui accade ma poi si risolvono in un innamoramento dell'amico che mi ha fatto sentire amato. Vorrei essere abbracciato, spesso. E sembra invece una condanna alla solitudine. Sono stato insieme a una ragazza per alcuni mesi, perché lei era innamorata e io ci ho provato ad esserlo, ma alla fine l'ho dovuta lasciare senza neanche spiegarle granché, e ovviamente mi sento in colpa. Mi sento davvero stanco e sfiduciato. Sembra una prigione da cui non riesco a uscire e non ho speranza. Invidio la libertà degli altri uomini, persino dei ragazzi giovani, ho un'età in cui potrei benissimo essere sposato e con qualche bimbo piccolo, invece sono in questo tunnel infinito e guardo gli altri vivere felicemente e con entusiasmo, mentre io devo sempre tenere tutto dentro, anche perché poi finisce che desidero fare "cose" con amici che ovviamente non sono affatto interessati (sono tutti attratti dalle donne, fidanzati e/o sposati) e anzi reputano che mi danneggerebbero se acconsentissero ai miei desideri. Sono davvero stanco. Scusate lo sfogo.
human ha detto...
Ho letto con profondo interesse quanto scritto da Nicolosi nel suo libro "Omosessualità maschile, un nuovo approccio" a pag. 116.
Riporta la testimonianza di un suo cliente che dice così: "I miei impulsi omosessuali si profilano più gravi quando avverto il bisogno di amicizia profonda. Cerco di concentrarmi sulla conoscenza, non sulle sensazioni. Abbiamo tutti il potere di dare nuova direzione alle nostre energie, di dare un nome ai nostri sentimenti". Per me è una frase formidabile. Nel momento della tentazione più che ascoltare le sensazioni, è necessario conoscerle. Perchè adesso provo questo? Che cosa mi sta chiedendo il mio io infantile con questa attrazione omoerotica? Di che cosa ho bisogno adesso veramente e che vorrei mascherare con il sesso? E allora provo ad attuare quello che dice Van den Aardveg: l'iperdramatizzazione dell'io, prendendomi in giro e scendendo dal mio piedistallo narcisista, mi rendo conto che riesco a scaricare la tensione emotva della fantasia omoerotica e il desiderio di pornografia.
Sì, credo che sia vero: concentrarsi non sulla sensazione per cui il principio del piacere sarebbe più forte, ma sulla conoscenza; ossia non soddisfare le esigenze infantili del falso sè, perchè ad ogni suo cedimento, ti trascina sempre più giù e diventa sempre più difficile rimontare.

Per stanco: mi ricorderò di te nella mia preghiera. Abbi fiducia, non disperare, siamo tutti nella prova come te, a iniziare da me. Ma scoraggiarsi è tragico. Sarebbe la fine. Lotta, lotta. lotta finchè ne avrai forza. Se puoi teglia il cavo di internet. Così ho fatto io e mi sono liberato della pornografia. Human
Paride ha detto...
"Stanco" mi unisco a te nella preghiera. Devi lavorare subito sulla castità, per poter prendere respiro. Se stai tra pornografia e masturbazioni continue il peso è troppo forte. Castitò del corpo e dello sguardo. Approfitta del sacramento della Confessione, è potente ed efficace. Se vivi in un paese e non ti va di dare troppe spiegazioni al confessore puoi anche elencare masturbazione, malizia dello sguardo, visione immagini spinte su internet. Non ti tenere tutto dentro affida questi pesi a Cristo e vedrai ti sentirai più leggero.
Paride ha detto...
Human sono d'accordo. Il nostro corpo è un tempio santo. Anche se a volte tutto sembra farci sentire brutti, indesiderati, non accettati dall'ambiente che ci circonda.
Abz ha detto...
Sono un ragazzo che anch'io come voi sta cercando di riscoprire la mia vera identità.
Molte volte ho urlato a Dio "che non ne potevo più"perchè lo sconforto era veramente grande.
Dovete sapere che io abito a Torre del Lago e che per chi non la sà, è uno dei maggiori centri gay di tutta Italia, quindi potete immagire a che cosa sono sottoposto ogni giorno.
Se decidessi di ritornare a una vita omosessuale sarebbe facile per me, qui tutti sono ormai abituati, i locali la politica ecc. tutto gira intorno all'accettazione del mondo gay.Negli anni passati non mi sono fatto mancare niente,avendo i locali vicini quasi ogni sera ero li.Sinceramente dopo tanti anni passati li dentro,so quanto sia difficile uscirne,c'è un prezzo da pagare che è la nostra sofferenza, però credetemi...la libertà che insieme Cristo Gesù riesci a ottere non ha prezzo.A volte c'è la curiosità di ritornare in quei locali, specialmente nei momenti di solitudine, ma il Signore mi dà la Forza per capire che non riuscirei a tornare in una vità piena di maschere.Le tentazioni ci sono e anche le cadute, ma mi rialzo cerco quell'intimo conforto nella Persona Di Gesù, perchè visto che anche Lui è Uomo perchè non dovrei trovare da Lui quello di Cui veramente Ho bisogno.
Dico a Tutti COTRAGGIO,dobbiamo essere forti!! dobbiamo esserci d'aiuto con Maturità!!
fr max ha detto...
Per Abz

Ciao carissimo.
Il Signore ti dia pace.
All'inizio di qualunque cammino è sempre faticosa distaccarsi da certe logiche schiavizzanti e mortificanti la dignità della persona. Diventa allora forte il richiamo a ripercorrere i soliti sentieri dove hai già fatto esperienza dell'ingannosa dipendenza emotiva che ne scaturisce.
E' allora pensa sempre alle catene in cui eri legato e pensalo soprattutto quando la prova diventa forte.
Anche se camminassi in una valle oscura .....non temerei alcun male perchè tu 6 con me ...dice il salmo 22!
Qulaunque valle tu possa attraversare anche dominata dall'orgoglio gay non perder mai di vista questo.
Se vuoi parlare e appprofondire meglio le cose fatti sentire in privato (byronmp@libero.it)
Sarò lieto di camminare insieme a te.
Ti benedico.
P. MAx
Human ha detto...
Human

Grazie abz della tua ottima testimonianza. Veramente mi sento incoraggiato con te a combattere. Grazie del coraggio che ci infondi. La lotta quotidiana ci da il sapore di una vita riuscita e anche le cadute, se pure ci amareggiano, come dici tu, in Cristo toviamo piena resurrezione.

Quando cadiamo osiamo dire a noi stessi: "Va! Ricomincia! Lascia perdere lo scoraggiamento! Rinuncia alla disperazione! Che la tua anima viva! Dove trovare questo slancio? Un tale slancio prende forza quando, nella fede, si vive intensamenyte il momento presente, l'oggi di Dio. Questo slancio non è mai acquisito una volta per tutte. In ogni momento ci vuole audacia per riprendere mille volte il cammino. I progetti che Dio ha fatto a nostro riguardo sono porgetti di pace (anche quella interiore) e non di sventura, per concederci un FUTURO PIENO DI SPERANZA. Ogni giorno vivere intensamente l'oggi suppone lasciarsi abitare da Cristo. La sua parola è chiara: oggi vorrei entrare in casa tua" (sono Parole di Fr. Roger). LAsciamo che Cristo stesso ci abiti, che Lui lotti in noi, che abiti e trasformi la nostra tendenza omosessuale. Sì, io credo che dobbiamo vivere il nostro presente dicendoci ogni mattina in preghiera: io oggi sarò casto, io oggi rinuncerò alle tentazioni omosessuali, io oggi vivrò una sessualità umanamente e cristianamente realizzata; io oggi sarò fedele a me e a Dio in Cristo. Il domani non è nostro lo rimettiamo a Lui. Il passato è nel suo perdono.

"Cristo è in Dio. é venuto sulla terra per rendere accessibile la fiducia della fede. Risorto, mette la sua dimora in noi, abita in noi mediante lo Spirito Santo: E scopriamo che l'amore di Cristo si esprime anzitutto con il suo perdono e la sua continua presenza dentro di me" (Fr. Roger). Si cari amici, anche quando cadiamo, cerchiamo da Lui il suo perdono, perdono da dare a nostra madre, invadente, isterica, onnipresente, assolutizzante, a nostro padre assente o emotivamente spento, a coloro che hanno abusato di noi trattandoci come oggetti di piacere, a tutti coloro che ci hanno fatto del male. MA soprattutto da dare a noi stessi, essendo misericordiosi con noi e le nostre fragilità.

Grazie di cuore dei vostri incoraggiamenti, acnhe a te Paride. Mi sento più forte quando leggo le vostre testimonianze, sento il peso della mia lotta e sofferenza condivisa anche da voi. Quanto è bello vivere in armonia con sè. con gli altri con Cristo. Solo in Lui tutto trova senso. Pregherò per tutti voi.

Gesù Cristo, Amore di ogni Amore, tu eri sempre con me, anche quando io venivo abusato, anche quando affondavo nella pornografia, anche quando ti cercavo lontano, e non lo sapevo. Tu eri presente in me e io ti dimenticavo. Tu eri nel cuore del mio cuore ed io ti cercavo altrove, in una sessualità degradante e bestiale. Perfino quando restavo lontano da te, tu mi aspettavi. E viene il giorno in cui posso dire: Tu, il Risorto, tu sei la mia vita; io sono di Cristo , io appartengo a Cristo. La tua vita nuova trasfigura le mie ferite sessuali, i miei abusi, le mie tentazioni, la mia omosessualità in vita nuova.

Human
carlo ha detto...
Cari!!!!! era tanto che non scrivevo sul blog!!! la mia crescita continua gli alti sono sempre maggiori dei bassi, oltre al lavoro ed a essere sempre impegnato nel sociale, cerco e ho fatto amicizie femminili differenti, il contatto mentale e fisico con una donna è cosa diversa da quello ormai rimosso che ho avuto tanto tempo fa ormai con altri uomini, la donna arricchisce la nostra mascolinità!!!! faccio fatica a pensare come io abbia potuto avere contatti con lo stesso sesso che ora pensandoci mi viene il vomito!!!! è importante, e l ho vissuto in prima persona instaurare amicizie maschili sane, quelle dove si parla di viaggi, di proggetti, di belle donne, cominciare a frequentare amici che ti aiutano a conoscere anche donne ma non come amichette, devono essere amicizie di diverso dialogo le quali ti fanno riscoprire la donna come cosa diversa da te e non come una complice!!!! Il mio riavvicinamento alla mascolinità è dovuto all aiuto di Dio sopratutto!!! a volte mi sento come un adolescente che non sa come comportarsi e questo lo dicevo anche a frate Max, ma penso sia normale quando ti precludi dei momenti di vita, parlo di me che ero insicurissimo e oggo ancora un pò insicuro.Vivere la vita e sperimentarsi al nuovo e al bello per sempre!!!!!
Anonimo ha detto...
Buongiorno a tutti....dopo parecchie incertezze mi sono deciso di uscire dal tunnel dell'omosessualità e riprendere il cammino di uomo.....sono all'inizio spaventato e confuso....non so a chi rivolgermi....i vostri messaggi sono pieni di speranza....da dove devo iniziare....chi mi può aiutare...fatevi vivi....
Anonimo ha detto...
dopo un'anno passato così voglio cambiare e questo blog mi da speranza!!grazie veramente..voglio rinascere..voglio essere di nuovo felice come una volta!!ce la posso fare ognuno di noi ce la può fare davvero!!
Human ha detto...
Human per anonimo del 31 agosto
1 parte

Ciao amico.
Innanzitutto ammiro il tuo coraggio per la decisione presa per uscire dalle sabbie mobili dell'omossessualita'. Veramente sei coraggioso, come tutti noi che abbiamo capito a falsita' della cultura gay, in tutti i suoi aspetti, nessuno escluso.
anche tu come tutti gli altri con la tua decisione mi sostieni e mi infondi coraggio. Dici bene: riprendere il mio cammino per essere uomo. L'esercizio dell'omossessualita' non ci rende uomini, ma ci degrada a bestie, perche' e' una sessualita' bestiale, non umana. Il nostro essere e' stato creato per i fini che Dio ha voluto per noi: per una pienezza di senso.

Tu chiedi da dove cominciare. Domanda leggittima, che anche io mi sono posto quando ho iniziato il mio cammino.
Ti do quei consigli che il NARTH ha dato a me e che mi hanno fatto bene.
Eccoteli:
- prima di tutto: gradualità!

- Si butti sulle amicizie maschili (eterosessuali). Perchè siano vere
amicizie, devono essere 1) libere, 2) paritarie, 3) profonde. Coltivi le occasioni di scambio (cinema, aperitivi, pizze, passeggiate), e cerchi momenti di amicizia intima. Parli (gradualmente) di sè.

- Tenti di avvicinarsi a suo padre: gli parli, lo ascolti. Gli permetta di insegnarle, condivida con lui le attività quotidiane. Se suo padre non è disponibile, per il momento las ci perdere.

- Faccia uno sport di squadra: quello che le farà meglio è quello che probabilmente la spaventa di più (calcio? Arti marziali?).

- Se ha paura di fare qualcosa, lo faccia: se fa qualcosa per paura, non lo faccia.

- Si liberi della paura del giudizio degli altri, esprima sè stesso!

- Eviti di presentare il suo problema come "omosessualità". Innanzitutto perchè probabilmente il suo problema è la paura, la timidezza, la chiusura,la bassa autostima; e secondariamente, perchè la gente non capirebbe.

- Stronchi sul nascere ogni minima tentazione di autocommiserarsi.

- Leggi i testi di Nicolosi Joseph
Human ha detto...
Human Per anonimo 31 agosto
2 parte (non so se la seconda parte e' arrivata, perche' credo che l'abbia cancellata ma te la reinvio lo stesso. Per cui scusami se mi ripeto)

Da parte mia ti do questi consigli che io ho sperimentato o che altri mi hanno suggerito:

-taglia per sempre con la pornografia Gay, masturbazione, combatti le fantasie omoerotiche, come sto facendo anche io in questo periodo. Vedrai che senso di liberta' proverai. La castita' che ti propone il magistero della Chiesa Cattolica, che e' l'unica nel panorama mondiale a dire la verita' sull'omosessualita', e' via obbligatoria. Tu hai una profonda dignita', un valore immenso che la vita gay distrugge.

- Nei momenti di forte tentazione, quando gli impulsi omoerotici diventano forti, non basta combatterli solo con la volonta', il principio del piacere sembra essere piu' forte. Concentrati non sulle sensazioni, ma sulla conoscenza di te: che cosa chiede il mio io adesso, quali bisogni vuole soddisfare adesso travestendoli con la maschera del sesso? L'omosessualita' non e' questione di sesso, ma e' il tentativo fallimentare di riparare ai nostri deficit del nostro io infantile, erotizzando i rapporti con gli uomini. Noi non siamo omosessuali: siamo eterosessuali latenti, la cui eterosessualita' e' sommersa da una montagna di paure (cfr Nicolosi).

-Io ho trovato molto giovamento dalla lettura e rilettura del libro di Gerard Van den Aardweg "Una strada per il domani" guida all'auto terapia, ed. citta nuova. Lo trovi nelle librerie Paoline. Te lo consiglio con tutto il cuore. L'autore tramite un questionario ti aiuta a scendere nella tua storia, a rivisitarla, e a capire quali radici ha la tua attrazione omoerotica. Poi ti da una miniera di consigli pratci per capire il tuo io infantile e come metterti in ascolto dii te stesso.
human ha detto...
Human per anonimo 31 agosto
parte 3


- Non basta pero mettere in pratica questi consigli, se la tua lotta non e' supportata dall'assimilazione dei valori. E' necessario crescere nelle motivazioni profonde: aumento della tua autostima, amare il tuo corpo, crescere nella tua dignita' di uomo, amore al sacrificio, affrontare la vita, le sue difficolta', superamento della paura di confronto con gli altri uomini, la capacita' di amare gratuitamente, l'umilta'... I valori sono quelli che devono guidare il mio agire.

- Consulta il sito Narth; chiedi loro se hanno uno psicologo della lor rete nei pressi della tua citta'. Puoii fare riferimento anche a Fra Max presente in questo forum. A me i suoi consigli e la sua vicinanza mi stanno aiutando;

- abbi sempre fiducia in te stesso. Questo e' per me e la mia lotta un motore propulsore. Tu ce la puoi fare. La mia vita e' cosi bella e unica che non posso perderla per le vie di morte dell'omossesualita'. Non rinascero' piu', per questo vale la pena combattere, credimi. Sarai uomo e libero. Capisco il tuo senso di confusione e di paura, che anche io ho vissuto e qualche volta mi prende. Ma io reagisco subito. LA paura ti blocca; la fiducia ti fa andare avanti.

-Infine aggrappati a Gesu' Cristo. Luii e' l'uomo vero. Beato te se lo segui, Sarai vero uomo. Lui combatte con te e non ti lascia mai solo. Ha dimenticato il nostro passato, e ci apre vie nuove per il futuro, un futuro pieno di bellezza, di senso. In Lui gusterai il senso di una vita aperta, libera, una gioia che e' distante milioni anni luce da quello che il piacere erotico omo ti da. Il nostro corpo e' tempio dello Spirito Santo e non ci appartiene. Appartiene a lui che ci ha comprati a caro prezzo: la sua Croce.Glorifica Dio nel tuo corpo: tu sei la gloria vivente di Dio. Sciupare il tuo corpo e' uccidere Dio che ti ha creato per lui. Se sei cattolico, riscopri la tua fede: confessati spesso, comunicati spesso all'Eucarestia, corpo di Cristo che eleva i nostri corpi; prega ogni giorno, perche' la fede e' un mezzo potente per farci crescere nelle motivazioni. Dove non arrivi tu, arriva Cristo.
E' necessaria la sofferenza per avviarsi sul cammino di guarigione dell'omosessualita'. MA questa sofferenza non e' vana, ne' impossibile a viversi se guarderai a Cristo, colui che hanno trafitto per noi. Abbandonati a lui e vedrai.
La vergine Maria ti accompagni nel tuo cammino. Ti sosterro' con la mia preghiera. Combattiamo la stessa battaglia, e per questo sosteniamoci a vicenda. Se ce l'hanno fatta altri, perche' non tu?

Tuo amico Human
Scusami se sono stato cosi' lungo, ma la sintesi non e' stato mai il mio forte
marcoItaly ha detto...
Anche io è un pò che non scrivo e questo anche perchè sto vivendo un periodo di profonda disillusione verso qualsivoglia percorso verso il cambiamento. E' come se avessi esaurito le risorse a mia disposizione da spendere in questo percorso. Ho "abbandonato" le amicizie che avevo trovato perchè erano solo una fonte di ansia e di noia e ho abbandonato anche la fede in quanto non sono mai riuscito a viverla veramente in modo profondo. Non riesco a stringere amicizie con coetanei, non ce la faccio, è troppo stressante; sarà un comportamento immaturo, lo ammetto, ma tant'è e, almeno al momento, non me la sento di fare di tutto per cambiare tale situazione. Ho passato troppi anni senza amici da adolescente che ora mi sembra impossibile cambiare tale situazione. Preferisco passare il mio tempo in altre attività.
dario ha detto...
Caro Human
grazie delle tue parole.....ci devo riflettere sù.....non prenderla male, ma mi piacerebbe instaurare via internet un'amicizia ....se vuoi fatti vivo
Grazie per l'aiuto ciao dario
Paride ha detto...
Caro Human, il passo della lettera ai Tessalonicesi che hai citato mi è rimasta impressa. Uno o due giorni dopo aver letto il tuo post la lettera di San Paolo era la prima lettura del giorno, l'ho letta su internet. Poi vado a confessarmi e il don mi dà come penitenza la lettura di un capitolo di quella lettera, anche se il numero 3 e non il 4, da dove hai tratto quel passo, che riporto qui di seguito: “Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dalla impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose, come già vi abbiamo detto e attestato. Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che vi dona il suo Santo Spirito”. E poi l'ho riascoltata come prima lettura in una Messa. Il confessore mi ha detto (premetto che non è a conoscenza dei miei problemi, il mio direttore spirituale è in vacanza): “Chi non ha rispetto di sé stesso non può averne neanche degli altri. Non può. Come fai tu, che non sei in grado di comprendere il rispetto verso te stesso, a dare il tuo rispetto verso gli altri?” Ora non ricordo le parole esatte, ma quello che ha detto mi ha molto colpito. Pensavo all'ultima volta che, parafrasando San Paolo, avevo usato il mio corpo come oggetto di piacere e non come Tempio Santo. Il mio corpo come qualcosa di santo. Da proteggere, preservare, in quanto dono di Dio... che lo contiene! In me! E l'altra prova è quella dello sguardo, che da libero ogni tanto si frena sul particolare di un corpo, un braccio, ecc. E lì a cercare di liberarlo e guardare altrove... E distrarmi, soprattutto, che in certi momenti è la cosa migliore. Coltivare il rispetto di se stessi, in modo più profondo e attento, e completo direi. Perché, diceva, non puoi amare con le tue idee, con il tuo cervello, ma con il cuore.
Paride ha detto...
Per Marcoitaly. Ricordo i tuoi ultimi post, riferivi appunto di questi ultimi tentativi. Spiritualità. Ho come l'impressione che tu abbia un grande bisogno di raccoglimento, nella preghiera, silenziosa magari. Coltiva la tua fede. 1) Vai in una libreria religiosa e scegli un libro, con quella copertina che ti emoziona, che ti dice qualcosa. 2) Ricavati lo spazio per stare da solo e pregare in silenzio, ogni giorno, mezz'ora almeno. Ogni giorno. In silenzio, come se Gesù fosse davanti a te, in adorazione. 3) Hai fatto un giro delle parrocchie? Hai visto se c'è un gruppo di coetanei? Perché non vai a dare un'occhiata? Alla prima riunione se non ti piace te ne vai, come ho fatto anch'io più volte, in passato. E se poi ti piace? E se magari trovi delle persone particolarmente positive e umili?
Paride ha detto...
Ciao Carlo mi è piaciuta questa: "Vivere la vita è sperimentarsi al nuovo e al bello per sempre!!!!!". Sai quest'anno mi sono trovato davanti ad una ragazza che per la prima volta mi ha fatto perdere il fiato. Mai successo così. Se in quel momento m'avesse detto "buttati dalla finestra" l'avrei fatto subito senza fiatare... Poi sono tornato a cercarla, mi piaceva sempre molto ma dentro di me sentivo che non volevo veramente, ma per davvero, stare con lei. Quindi non sentivo la spinta e la motivazione per farmi avanti. Forse non era ancora il momento, o la persona giusta.
ZM ha detto...
Ciao, sono ZM (apparso anche come Michele, del 21 Agosto, senza la L., siamo due persone diverse), ho apprezzato molto gli interventi di human e posso dire di trovarmi su una linea molto simile, anche i suggerimenti del narth mi sono parsi davvero interessanti (io non mi sono mai rivolto direttamente a queste organizzazioni), come il comportarsi, fare di proposito cose che non ci verrebbe di fare, attività sportive etc., per quest'ultime forse non ho l'età per lanciarmi in una attività molto impegnativa, o almeno mi devo muovere in modo opportuno per non stroncarmi :-), ma ci sono tanti modi e ho capito il senso, e penso di aver anche sperimentato la positività di questo aspetto.
Certo la Fede in Cristo è il pilasto e la forza che ci può cambiare davvero, ma c'è da muoversi su tutti i fronti, un saluto a tutti!

PS fr max... sollecito tranquillo... se ci sei batti un colpo (email) :-)
Anonimo ha detto...
Che bello trovare delle testimonianze così incoraggianti.Sono contento del cammino che sto facendo attraverso una buona guida spirituale e un buon psicologo, e una buona volontà da parte mia. Ho visto che fr. Max consiglia di abbondanare per prima cosa i siti porno e affini, ed è quanto c'è di più difficile e purtroppo ognitanto ci cado e poi sto male. Ci vuole tempo per migliorare ma vedo che di passi ne sto facendo!
Grazie a tutti per ciò che scrivete.
human ha detto...
A Dario

ciao, Dario

come posso farmi vivo? Come instaurare un'amicizia virtuale? Non so come fare. Dammi delle indicazioni, senza dimenticare che anch'io sono in cammino e ho bisogno di aiuto. Grazie Human
Human ha detto...
A Marcoitaly

Ciao Marco,

ho letto il tuo ultimo post e non ti nascondo che un po' di timore mi ha preso. Mi sono chiesto anch'io: e se questa fase di disillusione accadesse a me, come reagirei io? Penso, dalla mia esperienza che ogni giorno siamo chiamati a rinnovare la nostra fiducia in noi e in Cristo Crocifisso e risorto. E' vero il cammino di uscita dalla nostra schiavitu' della omosex e' duro, faticoso, lungo soprattutto e un po' impaziente sono anche io. vorrei vedere il risultato finale subito. Anche se non vediamo il giorno finale, nella nostra lotta quotidiana possiamo intravedere l'aurora della nostra liberazione. non si puo' prescindere dalla lotta quotidiana che e' il prezzo da pagare, con la sofferenza, la disillusione, il suo superamento, con i momenti di vuoto. Ma non rinunciare al cammino, mai. Vale la pena soffrire, anche se doloroso. Io sono fiducioso e questo mi aiuta. Oggi a messa ho ascoltato questa parola che mi ha aiutato a superare il timore che mi ha colto nella llettura del tuo post: Cristo ci ha liberato perche' restassimo liberi. Non lasciatevi soggiogare di nuovo dal giogo della schiavitu' (e io aggingo dell' omosex). Forza! Abbi coraggio! Rivigorisci le braccia fiacche e sostieni i tuoi piedi vacillanti nel tuo cammino - dice Isaia profeta- Il Signore aprira' per noi una strada nel deserto della nostra omosex e ne uscirai. Ma dobbiamo attraversare il deserto, il prezzo da pagare. Da qundo ho scoperto questo forum ho capito questo: la vittoria di uno di noi e' la vittoria di tutti, ilprogresso di uno di noi e' il progresso di tutti. La caduta di uno di noi e' la caduta di tutti. Vorrei che tuu sapessi che la tua disillusione o il tuo scoraggiamento non lo porti tu da solo sulle tue spalle, ma lo condividiamo insieme, nella nostra comune lotta contro lo stesso nemico. Da solo ti sentiresti schiacciato. E il Cristo con la sua Croce sostiene tutti noi.
Condivido quello che il grande Paride ha scritto: recupera le tue motivazioni profonde, riprendi la tua fede, quando tutto sembra essere perduto, ti rimane solo il Cristo che e' li' e ti attende.Ti infonde fiducia e coraggio. attingi dal silenzio e dalla preghiera.
Prego per te e tu fallo anche per me, che ne ho bisogno anch'io.
Dio ti benedica. Human
Human ha detto...
A Paride

Wow!!! Sei grande. I tuoi commenti sono formidabili. Li sento sulla mia stessa frequenza d'onda. Lo sai che mi fai crescere in fiducia sia in me che in Dio? E' come sentirmi in zona "assertiva" direbbe Nicolosi. Grazie, veramente grazie, amico mio,di questo aiuto che mi dai. Chi l'avrebbe mai detto che sarei stato aiutato cosi' da questi incoraggiamenti, da questi consigli, proprio io che non volevo mostrarmi debole agli occhi degli altri, che non volevo aiuto da nessuno, che credevo di poterne farne a meno, perche' non mi volevo sentire da meno di altri, impeccabile, nascondendomi dietro false maschere? Eppure il Signore mi ha mostrato la via dell'umilta', dura da seguire a causa del mio orgoglio e del mio volermi mostrare senza difetti, nel lasciarmi consigliare, nel vedere negli altri' cose cosi' buone da farmi stare bene.

Vivo un periodo meraviglioso, di un cammino forte. Sento che ogni giorno acquisto una dimensione di senso sempre piu ampia, che si allarga di piu'. Riesco a controllare meglio le tentazioni della fantasia omoerotica; la pornografia sembra non attirarmi piu' come una volta e non ci sto cadendo piu'da mesi, lo stesso per la masturbazione. Come sono sontento credimi. Sento che E' Dio che opera in me con la sua Grazia.
Loda Dio con me per le sue meraviglie in noi. Grazie.
Tuo amico Human
Human ha detto...
A MZ ... alias Michele senza ... L

Ciao Michele.

Condivido molto l'ultima tua asserzione, ossia: la fede in Cristo e' il pilastro, ma bisogna muoversi su tutti i fronti. In fondo come insegna la Chiesa Cattolica, la grazia senza la natura non puo far molto. Del resto noi siamo un tutt'uno, anima e corpo, due facce della stessa medaglia. Sia lo Spirito che il corpo interagiscono. Per cui non possiamo distaccare lo Spirito dal corpo. Non siamo dualisti. In fondo ha ragione Nicolosi, quando dice che chi soffre di attrazione dello stasso sesso si distacca da se stesso, dal proprio corpo.

Circa il tuo "non ho l'eta' per lanciarmi in attivita' impegnative o sportive cosi' forti"... io ho provato due sere fa a giocare a pallone con un gruppo di ragazzi,meravigliati per questo evento, stupiti e a bocca aperta quando mi hanno visto in campo per la prima volta, dopo 25 anni dalla mia ultima partita... non sapevo neppure di che forma fosse il pallone... Ho 41 anni, ma mi ha aiutato tanto. Innanzittutto credevo di essere giudicato e criticato per il mio essere una frana, macche' sono stato incoraggiato nonostante il mio fare pieta' a calcio. Ma poi l'ho preso come una sfida: mi sono lanciato correndo verso la palla e gli altri anche se con la paura di farmi e fare male, nel difendere la porta (mi hanno messo come difensore). Mi sentivo in competizione, non meno di altri anche se ero consapevole di non essere bravo. Ma chi se ne fregava del giudizio degli altri.
Ho superato, anche se con qualche sforzo i timori iniziali e ho assunto coraggio. Ho buttato fuori tutta la mia adrenalina. Ho fatto quello che da piccolo non avevo voglia di fare, che credevo noioso, che vedevo fare con gli altri maschi ma non mi sentivo identificato. Ho capito che e' fondamentale il rischio e che va vissuto. Avevo paura delle pallonte forti. Ma poi ho difeso con tutte le mie forze la porta. Ho messo fuori un po' di aggressivita', di rabbia. Lo sai che adesso ci ho porvato gusto e che per meraviglia di tutti ho proposto di nuovo di giocare questa sera? Mi sento come un adolescente che adesso vuole sempre giocare. E non per vantarmi... non sono stato mica male in difesa (sempre a giudizio degli altri).
Grazie del fatto che tu condivida i miei pensieri. Sei nelle mie preghiere.
Dio ti benedica.
Tuo amico Human
Anonimo ha detto...
A 27 marzo

All'università avevo conosciuto un ragazzo gay molto colto, che riusciva ad ottenere ottimi risultati scolastici. Faceva dei ragionamenti incredibilmente complessi tanto che per riuscire a seguirlo bisognava immedesimarsi nella sua percezione della realtà. Sul tema omosessualità affermava che era una condizione innata, genetica, paragonabile al mancinismo ed apriva tutta una questione filosofica-politica-sociale da far invidia al parlamentare più logorroico.
Un giorno stavamo guardando le foto sul computer e notai che viveva solo con madre e sorella, così gli chiesi del padre e scoprii che i suoi genitori erano separati da molti anni e che lui da allora non aveva più il minimo rapporto col lui (non lo vedeva più), ma diceva che non ne sentiva affatto il desiderio.
Dato che per giorni mi ero sopportato le sue prolisse esposizioni, volli raccontargli parte della mia storia, sottolineando l'importanza per un figlio maschio della figura paterna, descritta da molti autori come una "finestra sul mondo".
Anche se fece finta di niente fu molto infastidito tanto che nei giorni seguenti divenne schivo fino a che non riuscii più a parlarci. Era stato così impressionato dalle mie parole che per la prima volta sul suo volto la maschera col sorriso sghignazzante era stata sostituita da un'espressione pensierosa.

E' incredibile come le persone preferiscano filosofare sulla propria condizione, arrivando a costruirsi una vita poggiata su fondamenta di credenze assurde, pur di non dover affrontare le proprie ferite.
Paride ha detto...
Ciao Human grazie a te! Restiamo in contatto sul forum, e quando necessario anche per email.
Per metterci in contatto via mail suggerisco ad ogni interessato di aprirsi una casella di posta da usare esclusivamente per questo forum. In tal caso occorre impostare il nome visualizzato nella casella (e inviato a tutti i destinatari) come il nickname da voi scelto (nel mio caso, Paride, sal79v4@gmail.com ). Magari si potrebbe mandare a voi stessi, sulla vostra abituale casella, una prima mail di prova.
Dario ha detto...
Per Paride e Human ho attivato una nuova casella proviamo su bdario1959@gmail.com
A presto spero ciao Dario
Dario ha detto...
Per Paride e Human
non so se è partito altra mail
proviamo su
bdario1959@gmail.com
spero a presto
ciao
dario
fr max ha detto...
Per Human.

Ciao Carissimo,,
PAce a te.
Il tuo entusiasmo e la voglia di camminare sono di grande stimolo a questo Spazio.
Continua così e condividi con gli altri quello che sei , le tue paure e i tuoi desideri.
Sentiti sempre in cammino.
Io ci sono per qualunque cosa.
Un abbraccio.

Per ZM

Carissimo ,
PAce a te.
Mi dici dici battere un colpo..
cosa debbo fare?
Attendo!
fr Max
lucapalermo ha detto...
ciao a tutti!
ho 34 anni sono omosessuale (o almeno credevo di esserlo fino a qualche giorno fà...). non vi racconto la mia storia perchè sarei lunghissimo...cmq da qualche giorno ho scoperto che essere omosessuali non significa non poter diventare eterosessuali... ho avuto sempre una grande attrazione per i ragazzi, solo per loro. a parte una ragazza di cui mi ero innamorato a 14 anni non mi sembra di aver mai provato attrazione per una ragzza. però ora credo una cosa. credo che il mondo mi abbia ingannato. credo che le lobby gay abbiano messo in testa alla mia nostra società un'idea sbagliata della nostra tendenza sessuale. credo di voler diventare eterosessuale. credo di dover vincere le mie paure e le mie vergogne nello stare con uomini o ragazzi del mio stesso sesso. credo di dovermi avvicinare il piu possibile a i ragazzi eterosessuali, condividere con loro qualcosa di me, uscire, fare sport con loro. sono deciso a lottaqre per diventare solo etero. anche se tutti al mondo mi dicessero che è impossibile io ci credo e voglio crederci, lo voglio gridare che è possibile. per 34 anni sono stato convinto della mia omosessualità e sono stato convinto che fossi destinato a soffrire fino alla morte. ora quasta convinzione si è rotta. sono arrabbiato, amareggiato, desidero solo una viota fatta di dolori e gioie che non dipendano dalla mia tendenza omosessuale ma solo dai fatti della vita normale. non voglio più soffrire per la mia omosessualità. voglio cambiare. giovedì prossimo incontrerò uno psicoterapeuta di palermo che spero accetti di aiutarmi. gli dirò che devo diventare eterosessuale e che il mio obbiettivo è solo quello dovessi sputare sangue dal dolore. se mi dirà cose del tipo non è possibile o cose del genere ne cercherò un altro e poi un altro e poi un altro finchè non ne troverò uno in grazia di Dio che accetti quello che voglio: essere normale! perchè diciamocelo...essere omosessuali non è essere normali e chi lo vive sulla propria pelle lo sa.
scusate se vi ho tediato con queste accavallate frasi. ho già iniziato a cambiare...tutte le mattina quando mi sveglio mi dico: sono eterosessuale! non sapete quanto è vero... siamo tutti etero e nessuno ce l'ha mai detto.
grazie di avermi letto, alla prox
lucapalermo ha detto...
vorrei chiedervi una cosa... io ho iniziato il mio cambiamento praticamente solo da 10 giorni... potrebbe essermi d'aiuto incontrare qualcuno che è già uscito dall'omosessualità? se si, conoscete qualcuno a palermo? per me sarebe importante l'aiuto anche di qualcuno che non sia uno psicologo e che possa ascoltarmi capendo subito tutto senza dover fare spiegazioni o giustificazioni...
fatemi sapere vi prego, per me è molto importante in questo momento. grazie di cuore!
ex-gay ha detto...
Grande lucapalermo! Siamo tutti con te! E quello che dici dà una grande forza agli altri.
fr max ha detto...
Per Luca Palermo.
Luca carissimo,
PAce a te.
Grazie per aver scelto questo spazio per condividere la tua vita è ciò che ti sta accadendo.
Il tuo temperamento focoso emerge in tutti i suoi tratti nel desiderio di vedere cambiamenti immediati nella tua vita.
Il desiderio è comprensibile ma ti consiglio di esser cauto.
Hai intuito sulla tua pelle delle Verità scritte nel tuo cuore; ora si tratta di coltivarle e nutrirle e soprattutto ci vuol tempo.
NOn essere di quelli che voglion tutto e subito.
Impara a rispettare i tempi!
Occorre iniziare con ordine da come stai e quello che ha messo in discussione la tua vita.
Ti consiglio di trovar una persona fidata con cui parlare (ideale è un padre spirituale).
Sii paziente.
Se vuoi io ci sono e ti ascolto (byronmp@libero.it)
Ti benedico e cammino con te.
P: Max
ZM ha detto...
Ciao fr Max, dopo un primo scambio di email ti ho risposto una decina di giorni fa poi non ho avuto riscontro, proverò di nuovo forse non hai ricevuto o è sfuggita, ciao
ZM

Grazie human della risposta e della tua esperienza condivisa
lucapalermo ha detto...
per padre Max e ex-gay!
padre Max, stai tranquillo...so che non posso volere tutto e subito!però la gioia che ho nel cuore davvero è incontenibile...e io generalmente non sono uno focoso o eccessivamente entusiasta...ma questa scoperta che ho fatto mi ha cambiato la vita...il padre spirituale ce l'ho già!!!
ex-gay... grazie dell'incoraggiamento! ex... mi piace troppo sapere che esite un ex... anche io voglio essere un ex omo... voglio essere un uomo.
grazie di cuore a tutti. lotterò, soffrirò tanto lo so, ma lotterò e se vado giù mi rialzerò...nella mia vita l'ho sempre fatto anche per cose sbagliate perchè non dovrei farlo per una cosa così bella come diventare un uomo?
ah se lo farò... lo faccio già.
grazie ancora!
luca (etero in formazione)
Paride ha detto...
Oggi voglio scrivere un post su un problema che solo ora ho messo meglio a fuoco. Sono anni che lavoro sulla castità. Non perché ritengo sia un valore assoluto ma solo perché è stata l'unica via che mi ha permesso di superare quasi tutte le fantasie omosessuali che mi assillavano. Immediata è stata la cessazione di sogni con fantasie omosessuali. Davvero immediata, da un giorno all'altro. E poi mi ha dato molta serenità. Questa serenità e questa pace sono impagabili! E continuerò su questa via fino a quando non avrò una compagna. Oggi mi sono reso conto che le masturbazioni di quest'ultimo anno le ho avute al mattino. Nel letto, o comunque nella fase del risveglio, quando il conscio è meno vigile. E' come se, in questo cammino di castità, mi fosse rimasto un baluardo più difficile da raggiungere, ed espugnare. Perché? Se la continenza è una prova, al mattino molto probabilmente è più difficile perché fisiologicamente abbiamo una spinta maggiore. Pare che nelle ore del mattino ci siano più testosteroni “liberi” (me li immagino come soldatini con la testa grossa, tutti incazzati come Unni o Vandali) e quindi questo richiede una capacità di dominio dei sensi superiore. Immagino il sessantottino in sala replichi scandalizzato: “Ma come! Questa è repressione di stampo cattolico! Lei così facendo reprime la sua natura! Deve lasciarsi andare al piacere, ecc. ecc. bla bla bla”. Adesso posso rispondere. Vince l'esperienza, quello che conta è il risultato e cioè che io sto bene! E basta! La sessualità ha valore nel dono ad un'altra persona altrimenti , allora sì!, diventa repressione, diventa abbassamento. E' facile avere sesso. Basta andare in certe discoteche o in certi locali e ce l'hai lì, a disposizione. Ma non è quello che voglio. Per me, se al mattino o comunque al risveglio, nel letto o nel bagno, vinco io e non il mio istinto sarà già un grande risultato. Perché vorrà dire che nel mio corpo, nella mia “casa-tempio” comando io, e non i testosteroni liberi.

Per un aggiornamento sull'erezione mattutina consiglio la lettura di questo articolo: http://www.farmacoecura.it/sessualita/erezione-mattutina-cause-e-significato/
human ha detto...
Ciao Paride e Dario,

ho creato anche io un nuovo email, ed è il seguente

human70, solacruxspesnostra@libero.it.

A Fr Max
Grazie dell'incoraggiamento. Accompagnami con la tua preghiera.
human ha detto...
Ciao PAride,

il tuo indirizzo di posta non risulta valido: sal79v4@gmail.com

Non so perchè. Mi puoi scrivere sull'indirizzo che io ti ho dato? Grazie
Tuo amico Human
Human ha detto...
A Paride

Quanto è bella questa frase che hai scritto sulla castità" Questa serenità e questa pace sono impagabili". E' vero e lo sperimento dentro di me. Per quanto difficile sia a volte combattere la fantasia omoerotica, però mi sento in pace, connesso con me stesso. E quanto è positivo tutto questo. Mi fa sentire uomo, non sono i vandali o gli unni (mi ha fatto ridere l'esempio che hai descritto come immaginazione)che mi devastano, ma io ho in mano il mio essere e mi fa dire "io sono" e non il mio istinto. Mi da ancora piu pace il vincere la masturbazione. Credo che la carica sessuale si vada a poco a poco ritirando. Prima ne ero schiavo, assetato. E poi via con sensi di colpa. Ora mi sento uomo libero.

Anch'io sperimento quello che dici a proposito del mattino: io nei momenti di relax a letto sono piu tentato dalla fantasia omoerotica. Quii applico quello che diceva San Filippo Neri: non affrontare direttamente le tentazioni, ma vince colui che abbandona per primo il campo di battaglia. Il piacer sessuale per chi soffre di attrazione dello stesso sesso è forte. E combatterlo non conviene. Lo evito. Mi alzo e faccio altro. Appena mi vedo in pericolo, vado via, ma mi devo alzare dal letto.

Vorrei riportare la prima lettura che oggi ho ascoltato e meditato a messa. Vi puo aiutare tutti.
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria;
a motivo di queste cose l'ira di Dio viene su coloro che gli disobbediscono. Anche voi un tempo eravate così, quando vivevate in questi vizi. Ora invece gettate via anche voi tutte queste cose: ira, animosità, cattiveria, insulti e discorsi osceni, che escono dalla vostra bocca.
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato. Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.

L'omosex è solo idolatria e rivestimento falso del nostro vero io.
Pregho per tutti voi.
Human
Paride ha detto...
Ciao Human, ti ho mandato un messaggio di prova. Dario per favore prova a mandarmi una mail anche tu. L'indirizzo è sal79v4@gmail.com (l'username in maiuscolo è SAL79V4, ma va scritto in minuscolo). Ecco anch'io ieri o oggi pensavo a quella frase ma non la ricordavo più! “... davanti alle tentazioni vince chi scappa!” :-) Sì anche a me la lettura di oggi mi ha fatto riflettere tanto, mi è sembrato l'augurio più bello che possiamo fare per noi stessi e per gli altri certo.

Volevo dire a chi ha aperto un profilo facebook destinato agli utenti di questo forum che non riesco ad usare facebook perché non mi fido di questo social network. Scusate magari sbaglio però faccio fatica a superare questa diffidenza.
Anonimo ha detto...
Questa è la prima volta che scrivo di me pubblicamente di questo mia malattia, perché secondo me è questo,sono giovane ho 20 anni, non mi sono mai concesso un rapporto con un altro uomo, non perché me ne mancasse l'opportunità, sono in una grande metropoli, ma perché voglio cambiare, non so il perché ma non mi sento bene così, prego Dio che mi possa cambiare, curare... So per certo che se mi lasciassi andare a un altro me ne pentirei per tutta la vita, mi brucerebbe dentro, sarebbe come perdere forse l'unica opportunità di cambiare... Ultimamente mi sono affidato a Santo Giuda Taddeo, patrono delle cause impossibili, e sono certo che mi guarirà in breve tempo!! dopo questo sarò pronto a darvi la mia testimonianza da ex!! Non mollate pregate, è ovvio che tutti guariremo se lo vogliamo veramente perché Dio non vuole che soffriamo, ci ama più di ogni altra cosa, e se noi gli chiediamo il miracolo di curarci attraverso l'intercessione di qualche Santo o per il sacro cuore di Gesù, non ce lo negherà di certo se lo chiediamo con il cuore sincero e cerchiamo di migliorarci!!!
fr max ha detto...
Per L'anonimo del 10 settembre.
Carissimo.
PAce a te.
Nella misura in cui riuscirai ad aprirti ad una esperienza di condivisione piena e libera con un altro uomo, tanto più riuscirai a percorrere i primi passi per un cammino di maturazione e di crescita nella stima di te e soprattutto nella fiducia verso gli altri, in particolare gli uomini.
Ti abbraccio e ricorda che ci sono.
P: Max
Adamo Creato (ex-Gay) ha detto...
Ciao fr max volevo chiederti cosa intendi con "Nella misura in cui riuscirai ad aprirti ad una esperienza di condivisione piena e libera con un altro uomo, tanto più riuscirai a percorrere i primi passi per un cammino di maturazione e di crescita nella stima di te e soprattutto nella fiducia verso gli altri, in particolare gli uomini."
Sono ex-gay ma qualcuno su FB mi ha segnalato e quindi questo è il mio nuovo profilo FB ADAMO CREATO (https://www.facebook.com/profile.php?id=100002942135811). Leggo le vostre esperienze sempre con grande ammirazione per la grande fiducia e forza che dimostrate. Credo che sia giusto sottolineare che uscire dall'omosessualità si può uscire definitivamente ma anche che il combattimento è possibile che rimanga ma Dio (per chi crede) è fedele! Coraggio a tutti non lasciamoci rubare le piccole o grandi conquiste!
fr max ha detto...
Per Adamo Creato.
Carissimo quello che ti ho scritto ha una sintesi: INTIMITA'.
Riuscire a costruire relazioni profonde e con i tuoi pari ti può offrire la possibilità di non sentirti un estraneo di fronte a loro.
Spesso l'esperienza profonda infatti che abita la relazione con un altro uomo è la distanza, l'estraneità, la diversità, dunque la difficoltà di sentirsi in piena armonia con lui.
Il bisogno di sentirsi in relazione con lui però resta; pertanto nella profondità di noi resta continua a vivere questo bisogno profondo di quell'intima relazione che conferma e afferma chi sei.
Camminare e consolidare questo tipo di immaturità costruendo relazioni significative e non erotizzate può aiutarti a gustare una GRADUALE E PROGRESSIVA FIDUCIA nel tuo pari e a non sentirti un estraneo e un alieno da lui.
Essere intimi in modo libero !
Ti benedico.
P. Max
Anonimo ha detto...
Ciao a tutti. Mi chiamo Alessandro, ho 22 anni e sono contento di leggere di tanti ragazzi come me. Ho avuto esperienze reali solo ed esclusivamente con ragazze, ma da alcuni anni subisco il tremendo flagello delle pulsioni omoerotiche, che mi travolgono ciclicamente. Sono molto preoccupato, perchè dopo la fine di una storia molto importante con una ragazza, non voluta da me, le pulsioni omoerotiche sono aumentate e, nel frattempo, mi rendo conto di non essere riuscito più ad innamorarmi di altre ragazze, mi sono chiuso fino a diradare di molto i rapporti con gli amici, divenuti ormai pochissimi. Ci sono tante cose che vorrei raccontarvi e chiedervi, mi rendo conto che la sintesi che impone un commento su un blog ha l'obbligo di limitarmi. Intanto grazie per questa valvola di sfogo, anche se i miei timori mi portano a pensare che siano l'ennesima scusa, l'ennesima scappatoia che cerco per evitare di accettarmi per sempre. Per chi volesse scambiare il contatto msn, per favore mi faccia sapere, ho bisogno di parlare e confrontarmi, sono molto sfiduciato ultimamente. Negli anni ho comunque sviluppato alcune mie idee, un po' frutto della mia esperienza, un po' di letture scientifiche e studi personali. Non sto qui ad annoiarvi, tra tutte le idee che ho, comunque, volevo accennare al ruolo deleterio di internet. Mi chiedo perchè le lobby gay siano diventate così importanti in questi anni. La pornografia, gli incontri online, il ruolo del maschio, sempre più debole, hanno fatto convergere la virilità su un binario molto debole, portandolo a scontarsi con realtà "di ripiego". Io ho sempre avuto, da piccolo, pulsioni eterosessuali, ho sempre avuto l'attrazione per le donne. Solo dopo un'adolescenza in cui la timidezza e le paure inculcatemi mi hanno travolto, sono stato attraversato da questi pensieri. Vi prego, ho bisogno di voi, sto veramente male.

Grazie.
Alessandro
Paride ha detto...
Ciao Anonimo 10 settembre, il tuo messaggio è molto positivo. Ti va di sceglierti un nickname da usare su questo forum? Poi prima di pubblicare il tuo commento clicca sulla voce "Nome/URL" della finestrella dei post e aggiungi il tuo nickname sulla riga.
Hai già letto qualcosa sull'argomento?
fr max ha detto...
Per Alessandro.
Carissimo.
Ciao e ben venuto.
Non sentirti più solo da oggi.
Tanti pregano per te e ti sono accanto in questo pellegrinare.
Se vuoi farti sentire in privato puoi scrivermi (byronmp@libero.it)
Sarò ben lieto di starti accanto.
Ti benedico.
P. MAx
spero ha detto...
Sono l'anonimo del 10 settembre, voglio ringraziare Fr. Max e tutti per la disponibilità.. e in risposta a Paride si ho già letto qualcosa, giusto per farmi una idea e sapere che si può cambiare, quello che speravo. Io sono stato guidato da una santa donna, che non "sapendo" niente dalla mia malattia ( non so qua come la definite per ora voglio usare questo termine) mi ha detto molto di me e il perché mi era successo... come dire mi ha detto tutti i miei errori che mi hanno portato a questo, e in poche parole sono un difficile rapporto con mio padre, mia mamma che prendeva le redini, e i miei fratelli che non mi includevano sempre, e in questa situazione io ho preso come esempio diciamo paterno un mio amico( sto cercando di staccarmi da lui) innamorandomi, anche se non ho mai avuto attrazione fisica per lui... ora stò cercando di combattere tutto questo... questa è la mia storia
Adamo Creato (ex-Gay) ha detto...
@Fr Max: avevo frainteso totalmente il tuo intervento. Ora è molto più chiaro e condivido.

@Alessandro di 22 anni. Confermo ciò che ti ha scritto Fr Max. Condividiamo in molti le tue preoccupazioni e le tue sofferenze non solo quelli che scrivono ma i molti che frequentano il forum senza intervenire. Ero uno di quelli. Hai detto la paro,a magica "timidezza": ci sono legami stretti tra timidezza/vergogna e omosessualità e in questo forum trovi molti link per approfondire l'argomento (un video di nicolosi ad esempio). Un abbraccio a tutti.
Eracle ha detto...
Volevo consigliare a tutti la visione di questo video in cui luca di tolve, ex-omosessuale, fa la sua testimonianza presentando il libro sul suo cambiamento. Ciò che mi ha colpito è che lui sostiene che dietro alla tendenza omosessuale ci sia un vero e proprio distrubo diabolico.
Qui dice che mentre pregava il Rosario (che è la prima arma contro satana, a detta di tanti santi) ha sentito una profonda liberazione interiore ed ha visto degli spiriti maligni allontanarsi da lui.

http://www.youtube.com/watch?v=aycE5ttDp-g&feature=channel_video_title
Spero ha detto...
Ormai questo forum va avanti dal 2007... vorrei chiedere, anche per dare coraggio a chi come me stà lottando.. in quanti dal 2007 a oggi sono guariti? hanno lasciato qualche testimonianza? chiedo a tutti, fratello Max tu lo segui da più di tutti credo... ci sai dare qualche testimonianza? grazie e pregate per me
Adamo Creato (ex-Gay) ha detto...
@Spero del 15 settembre. Vorrei rassicurarti sul fatto che si può uscire dall'omosessualità e questa è la mia esperienza personale. Non basta: è pieno di esperienze di persone che sono uscite da questa ed altre "dipendenze". Il problema non è se altri ci sono riusciti (è fondamentale ascoltare le esperienze di chi ce l'ha fatta, questo è pacifico) ma il problema è che questo è possibile per tutti e quindi anche per te. Come sai molti vorrebbero una "pillola dell'eterosessualità" da prendere per tornare etero. Credo di poter dire che con l'omosessualità non si scherza, non è roba da poco, non è semplicemente un fastidio che non vorremmo avere. E' qualcosa che spesso coinvolge l'intera persona e ne condiziona le scelte e la visione della vita. Chi dice che uscire dall'omosessualità è una cosa semplice credo che dovrebbe parlare d'altro. Chi invece l'ha vissuta o la vive capisce profondamente tutte le dinamiche che entrano in campo, non ultimo lo scoraggiamento di non vedere dei risultati. Per questo tutti noi ci sforziamo di far circolare notizie, video, testimonianze, ricerche scientifiche, e quant'altro proprio perchè conosciamo personalmente le sofferenze di chi cerca un cambiamento. Io mi sento di poterti dire che non esiste la "formuletta magica" ma sono sereno nel dirti che Dio ti ama al di la dei tuoi sforzi, che tu sia un credente o meno, e che le tue attrazioni omosessuali hanno una causa e un senso preciso per la tua vita. Posso parlare solo per me stesso senza pretendere che la mia storia sia valida per altri ma quando Dio interviene nella tua vita non puoi fare a meno di dirlo agli altri. Per un non credente allora non c'è speranza? Sbagliato. La speranza è per tutti, ma io la mia speranza l'ho riposta in Dio e Lui non mi ha deluso!
Spero ha detto...
Per Adamo Creato, grazie della risposta, comunque anche io ho riposto la mia speranza in Dio e non passa giorno che non gli chieda di guarirmi di cambiarmi, senza di lui siamo niente, e sarò anche radicale ma mi sento di dire che senza di lui non puoi guarire, certo gli psicologi ti possono aiutare, ma è lui che ti da la spinta decisiva o tutta la spinta.. chiedo sempre preghiere
grazie a tutti
Paride ha detto...
Quanto siamo disposti a dare della nostra vita per stare bene e ri-sentirci finalmente noi stessi, uomini come un tempo? Quanto è importante per ognuno di noi raggiungere questo traguardo? A cosa siamo disposti a rinunciare?
human ha detto...
Per adamo creato

"io la mia speranza l'ho riposta in Dio e Lui non mi ha deluso"

grazie di questa espressione che mi sostiene nel mio cammino. Ed e' vero: Dio non delude, perche' se ci ha creati non l'ha fatto per caso, ne' per sbaglio. E' lui il nostro sostegno. Se Dio e' con noi chi sara' contro di noi. Quanto piu mi accosto al Signore Gesu', piu comprendo la bruttezza di tutto quello a cui la mia omosesssualita' mi ha spinto. Quante energie, temnpo, risorse sprecate dietro a film porno e masturbazione. E quanto senso del mio esistere vanificato dietro al nulla, dietro a questa cultura di morte.
Meditando sulla liturgia della santa Croce, in questi giorni, mi ha colpito un'antifona: Nel Sangue di Cristo la nostra liberta'. Non lka potevo non riferire alla mia sofferenza dell'omosessualità; Cristo con il suo Sangue sulla >Croce mi ha liberato, mi ha liberato dalla pornografia che era diventata la mia ossessione, dalla masturbazione che era la mia frustrazione principale e adesso sono sicuro dalla mia fantasia omoerotica. Che gioia, credetemi. Mi sento uomo solo guardano alla Croce di colui che ha distrutto la mia omosessualità, contemplando quell'albero che mi ha ridato la vita e mi sento in pace, restaurato in me. Sì, sono convinto che sulla Croce Gesu' Cristo mi ha liberato dalle mie schiavitu' e distruggendo se stesso ha ridato Bellezza al mio volto, al mio essere, proprio Lui il cui volto distrutto dal mio peccato, non ha piu bellezza, e' stato sfigurato dalla mia omosessualità.
Come avverto vere in me le parole di Pietro lette nel giorno della Santa Croce: voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili foste liberati dalla vostra vuota condotta... ma con il Sangue prezioso di Cristo...
la mia vuota condotta: omosesssualita' e annessi.
Ti ringrazio Signore Gesu', tu che non hai ricusato di essere uomo come me, assumendo la mia poverta', la mia omosessualità e di averla inchiodata allla tua Croce con il tuo Sangue. Rivestimi di Te, donami il tuo Spirito, perchè la mia vita, la mia condotta sia piena di Te. Donami dall'alto della tua Croce pienezza di vita, che non viva in vano, ma per Te, pienezza dell'uomo, del mio essere uomo.

Recito ogni giorno il Santo Rosarioper tutti voi.
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo

Grazie x il video in homepage! Spiega l'omosessualità in modo chiaro e preciso: 30 e lode ;-)
Spero ha detto...
Human posso avere un tuo contatto per parlarti.. vorrei sapere anche la tua storia..
carlo ha detto...
Amici del blog, oggi è il mio compleanno i vostri auguri mi fanno tanto bene!!!!! le cose vanno molto meglio ma appena contatto stress, è come se ripiombasse la mia antica personalità e masturbazione a go go!!!! è la poca considerazione di sè che rende omosessuali, niente da fare!!!!! bisogna combatterla e creare la personalità sana!!!! le istintività e le compulsioni nei casi di stress superano la ragione!!!! prego per voi e siatemi vicini nei momenti di bassa fiducia come questi!!!!! bacio tutti!!!!
Anonimo ha detto...
27 Marzo

Auguri Carlo, è da tanto che non ti sento più... su facebook siamo già in molti e ci si sente molto più vicini e uniti! Ti aspetto lì :-)
Un abbraccio!
Spero ha detto...
Io ringrazio di questo forum, e sarebbe bello se i commenti uscissero prima.. comunque volevo fare luce su qualche fatto, volevo essere chiarito.. quando mi sono presentato la prima volta fr. Max mi ha incoraggiato a fare amicizie con ragazzi per per non sentirsi estraneo davanti a loro, il che è che io non mi sento estraneo davanti a loro, ho molti amici ragazzi, piuttosto pensavo fosse meglio cercare di fare nuove amicizie con ragazze, che prima o poi mi innamoro di una grazie a Dio e il problema è risolto.forse sono le mie amicizie coltivate male.. su questo punto non sono completamente d'accordo con fr. Max..poi volevo chiedere a Carlo se lui è un "ex" è riuscito a guarire o cosa, anche un pò la sua storia, perchè se ogni volta che sei sotto stress si ricade nel problema penso che non sia una completa guarigione.. comunque potrei avere questi contatti facebook o altri contatti così da sentire qualcuno qualche storia che mi può aiutare??
grazie di tutto
carlo ha detto...
A spero!!!!!!!! la mia storia è padre troppo buono ma assente non ho mai avuto dialogo da figlio a padre con lui, mamma è sempre stata una insicura un po depressa e iperprotettiva, a papà non potevo dire le cose in quanto per colpa di un rapporto con poca conoscenza paterna non sapevo come avvicinarmi con sincerità!!!!! con mia madre spesso mi creavo storie felici per tirarla su!!!! ho avuto tante ragazze tra i 18 e 21 anni ma storie veloci' avevo grossi blocchi in loro vedevo castrazioni non mi lasciavo andare!!!! da allora passavo tante ore durante il giorno con la masturbazione, immaginavo di essere posseduto in tutti modi e volevo essere l oggetto di desiderio al maschio, al mio maschio mancante, ho fatto sesso con uomini quasi sempre più grandi di me, gente che mi usava soltanto. Poi un giorno sono rinvenuto a me stesso e alla mia mascolinità,ho conosciuto i libri di nicolosi, il blog, padri spirituali fantastici, e adesso grazie a Dio, alla castità, alla preghiera alle frequentazioni maschili sempre più vere, grazie a tutto ciò sono sempre più attratto dalle donne amo la complementarietà uomo donna!!! a volte mi capita un po di stress e invidio il maschio che è in me e stà per emergere del tutto!!!! e quindi mi è capitato di pensieri omosessuali fugaci ma terribili, che cerco di contenere sempre meglio!!!!! sono e lo sento sulla via della personalità maschile completa, ma le insicurezze di tanto in tanto emergono!!!!!
Spero ha detto...
Carlo, prima di tutto ti ringrazio per la tua testimonianza, sono felice per te, te lo dico con anche un pò di invidia, perchè ormai sembra che tu ne sia quasi uscito finalmente. Posso sapere quanti anni hai?
Anonimo ha detto...
Per Spero
Per avere contatti iscriviti a facebook e chiedi l'amicizia di chiaralucaalessioeva, il link é sulla homepage del blog - loro ti suggeriranno alcuni amici
carlo ha detto...
Domenica ne ho compiuti 39!!!! nel pieno della giovinezza!!!!!! un bacione!!!!
Anonimo ha detto...
Giueppino.
Ciao a tutti, sono regolarmente sposato e ho due figli, però ogni tanto non resisto e vado in alcune piazzole che conosco dove sono soliti fermarsi alcuni camionisti. Diciamo che mi succede una due volte al mese o anche meno, e poi mi pento. E preciso che amo moltissimo le donne. Che posso fare? elpmi
fr max ha detto...
Per Spero.

Carissimo piacere di rincontrarti.
Da ormai un po' di anni scrivo su questo spazio.
Ho avuto uno scambio epistolare con quasi tutti i ragazzi che vi son passati.
Ho avuto anche la grazia di conoscere a voce e di persona molti di loro.
Alcuni di loro hanno iniziato un cammino e sono accompagnati spiritualmente da me.
Non ho parole per esprimere la gratitudine che quegli incontri hanno rappresentato anche per il sottoscritto.
Abbiamo condiviso lacrime e sorrisi....che Gioia.
Quello che posso dirti carissimo è che tanti, tanti stanno camminando e si stanno veramente impegnando a crescere in una relazione più libera e matura con se stessi e con gli altri.
E i frutti si vedono!!
Tutto questo parla già di una vittoria.
I percorsi di maturazione e guarigione dalle ferite affettive sono lunghi e richiedono tanta pazienza e speranza che in sè sono già i germi della vittoria sulle schiavitù e sulle dipendenze.
Pensa a quanto radicati nel tempo siano certi comportamenti schiavizzanti e invece con quanta velocità si vorrebbe che scomparissero.
L'obiettivo per una sana crescita nella stima di sè non è non provare più certe pulsioni o certi pensieri ma saperli guardare, dargli un nome, gestire e riconoscere cio' che dietro di loro in realtà si nasconde: il reale bisogno !
Dunque il mio Grazie a Dio per avermi fatto incontrare ciascuno di voi e il grazie per la testimonianza a chi ogni giorno tra cadute e sconfitte da grande uomo si rialza dal proprio limite e si rimette in cammino, certo che quello non è l'ultima parole sulla propria vita!
Quanto sono orgoglioso di voi, proprio come un padre quando vede il proprio figliolo mettersi in piedi dopo le prime cadute e rialzarsi e riprendere il cammino.
Vi benedico tutti.
Anche a te Spero.
Poi chiariscimi su cosa non sei d'accordo con me perchè non l'ho capito.
P. Max
human ha detto...
per fr.Max

Mio Dio, quanto ti benedico.
E' vera, caro Frate la tua affermazione: L'obiettivo per una sana crescita nella stima di sè non è non provare più certe pulsioni o certi pensieri ma saperli guardare, dargli un nome, gestire e riconoscere cio' che dietro di loro in realtà si nasconde: il reale bisogno !
Scoprire il reale bisogno che si camuffa dietro l'erotizzazione compulsiva, non assecondando quello che provo nelle mie tentazioni, ossia il piacere, ma tramite ragione mi chiedo che cosa vuole il mio io infantile, che cosa il sesso vuole coprire o curare in modo sbagliato.
Quale bisogno in me chiede di essere saziato, che cosa ho vissuto precedentemente a questa tentazione che mi riporta al mio bisogno.

Prorpio alcune settimane fa, mentre meditavo il passo evangelico
della guarigione della suocera di Pietro, mi ero fermato su un'immagine che mi ha copito: Gesu' si china sulla donna, la prende per mano e le sue febbri scompaiono. Mi ero chiesto quali sono le mie febbri che vorrei che scomparissero con il tocco del Signore Gesu', quali sono le radici della mia omosessualita' e quindi i miei bisogni che chiedono di esssere alleviati dal piacere sessuale insano, non umano. Ho scoperto che la mia omosessualita' dipende dal bisogno di autostima, da un complesso di inferiorità causatomi da piccolo per i confronti che facevano tra me e mio fratello, dal mio sentirmi pocoo fiducioso in me, da una mancanza di fiducia in me dovuta al mio professore delle elementari; dal senso della vergogna che ho avuto per lungo tempo di me; dalla sottovalutazione nei miei confronti delle maestre d'asilo; dalla mia rabbia inespressa per non essermi potuto difendere dagli abusi subiti ainiziare dai 5 anni;
dal senso di essere approvato, amato per carenze affettive di mio padre dagli altri dicendo loro sempre di si, anche quando vorrei dire di no (complesso dlla compiacenza. Questi sono i miei bisogni, che erotizzati per lenire il loro dolore, mi hanno caustao l'attrazione dello stesso sesso.

Ringrazio Dio, come tramite la sua Parola e la meditazione mi ha sempre piu chiarito la mia situazione.
Idntificati i bisogni, l'aver rotto con la masturbazione e la pornogrfia, anche la fantasia erotica sta perdendo mordente e carica erotica in me. Anzi, mi sento molto piu affermato nella fiducia di me, mi amo di piu, riesco ad affrontare da uomo le situazioni che prima mi creavano piu insicurezza. anche le situazioni di stress e di confronto con altri uomini e ragazzi le vedo piu'come una sfida che come causa di desiderio omoerotico.
Sento che la mia omosessualità e' come se andasse riducendosi e contraendosi, dove mi e' piu facile autocontrollarmi, educare i miei impulsi erotici. dove la castita' la sento possibile e umanizzante.
Ringrazio Dio di quanto sta operando in me. benedetto il suo nome ora e sempre.
Human
Spero ha detto...
Grazie della risposta fr Max, la prima volta che ho scritto su questo forum tu mi dissi che bisognava coltivare amicizie maschili, per ritrovare se stessi, per vincere questa malattia. Io ho molti amici maschi, quasi tutti, magari coltivo male le mie amicizie, comunque io pensavo che era meglio trovare più amicizie femmine per cercare di innamorarsi di una, e sconfiggere questa malattia. cosa ne pensi?

Ps posso avere la tua email? o un tuo contatto?

Un saluto con affetto
Alberto ha detto...
Ciao, mi chiamo Alberto sono una PERSONA con pulsioni omosessuali, da due anni ho intrapreso un percorso di ridefinizione della mia personalità, da allora non ho più rapporti sessuali con altri ragazzi e sono FELICE!
"CAMBIARE le proprie abitudini non è facile. L'abitudine e la routine possiedono una propria forza d'inerzia, che ci spinge avanti nel continuare a fare ciò che stavamo già facendo.Il cambiamento richiede un lavoro di PREPARAZIONE. E' necessario rendersi conto di aver PERSO IL CONTROLLO, di esser diventati animali abitudinari e di essersi lasciati dominare da tali abitudini. Per cambiare dobbiamo accettare un AIUTO ESTERNO. Infine, per cambiare abitudini c'é bisogno di cambiamenti in ALTRI ASPETTI della propria personalità." (A. Twerski: Sveglia, Charlie Brown! p. 65)
Con questa nota voglio ricapitolare, innanzitutto per me stesso, questi ultimi due anni. Dopo un inizio brillante e pieno di speranze, alcuni elementi che ritenevo secondari, come la mia scarsa morigeratezza nella vita notturna, l'alcool che tornava prepotentemente ad assumere un posto troppo importante nella mia vita, una vita spirituale inconstante e l'immortificazione dei miei difetti di carattere (a cominciare da un radicato orgoglio) mi hanno lentamente riportato indietro fino a sfiorare la ricaduta, evitata solo grazie alla preghiera ed all'aiuto esterno.Quest'esperienza "drammatica" mi ha costretto a riconsiderare la strada percorsa fino a quel momento e gli errori evidentemente compiuti. Innanzitutto NESSUNO SI SALVA DA SOLO. Avevo ed ho bisogno di una comunità, di un gruppo di supporto: in Italia non esiste nulla di specifico come Courage International allora mi sono rivolto al CodA (un gruppo di autoaiuto per le dipendenze emotive basato sui 12 passi di Alcolisti Anonimi, presente nel nostro paese) e li ho trovato persone in cui potermi "specchiare", un gruppo di emotivamente pari. Un altro aspetto fondamentale è stato quello di raggiungere una "sobrietà" complessiva: ho smesso di bere e fumare, frequento regolarmente i sacramenti. Astenersi dal sesso con altri uomini non mi è bastato, le mie pulsioni sono solo un aspetto della mia personalità infantile e narcisista, è questa che deve cambiare radicalmente, stò provando a maturare, a crescere, a liberarmi dei tanti difetti del mio carattere.Un grazie particolare a tutti coloro ragazzi e ragazze, etero, omo, bisex, credenti e non che mi hanno dimostrato il loro affetto e mi hanno aiutato in questa fase così difficile della mia vita.Insieme possiamo farcela: CORAGGIO!
human ha detto...
Ciao Alberto,

mi potresti dare piu indicazioni su questo gruppo di sostegno da te descritto nella tua testimonianza, del CodA. Dove sono le sue sedi, come contattarlo? Te ne sarei grato.
Human
Anonimo ha detto...
Ho bisogno di aiuto dai vostri racconti ho capito che l'unico modo è chiedere aiuto ditemi come non voglio appoggiarmi alla mia famiglia gli ho dato già tante altre preoccupazioni, io ho avuto esperienze omosessuali per tanto tempo con amichetti dai 6 ai 9 anni e poi un vero rapporto quando avevo 17 anni sono stato anche con una donna piu volte ma per farlo avevo bisogno di alcolici oggi ho 23 anni e non voglio piu' placare l'anima masturbandomi voglio cambiare sentirmi diverso sono nato in una famiglia evangelica e forse proprio questo veder tutti perfetti e sentirmi inappropriato mi ha portato a diventare quello che sono anche se non sò..... non riesco a capire quando è nata questa attrazione aimè già a 5 anni giocavamo perchè lo chiamavamo cosi con un vicino di casa a strusiarci vi prego aiutatemi non sò come muovermi stò finalmente cercando aiuto da quando ho deciso 10 giorni fà di tagliare con la vita disordinata seppur io lavori e nel contempo sia riuscito a laurearmi in ingegneria usavo droga e alcool non ce la faccio piu sono un ragazzo carino molto uomo esteriormente le donne mi cercano e io devo cercare sempre scuse per evitarle aiutatemiiiiiiiiiiii mi sto odiando mi sono sempre odiato mi sento inferiore a tutti ed ho sempre paura di esser tranquillo convito possa succedermi qualcosa , forse ho sbagliato a scrivere in questo blog sarò stato inopportuno ma se qualcuno può aiutarmi mi dica come cambiare da dove cominciare vi ringrazio
fr max ha detto...
Per Anonimo del 22 settembre.

Ciao carissimo PAce a e.
Il tuo tendere le mani e chiedere aiuto come può restare inascoltato.
Chi ti ama fino in fondo e conosce il tuo cuore, non può che incoraggiarti ad andare avanti.
La perfezione non è un tratto a cui dover ambire ne col quale doversi misurare.
Non colpevolizziamo il tuoi genitori che possono avertelo inculcato (tutti commettono errori) ma guardiamo a quello che tu poi essere e diventare grazie ai doni e alle cose belle che ti caratterizzano.
Cerca di aprirti e di condividere i tuoi sentimenti.
Se vuoi io ci sono ad ascoltarti e a starti vicino.
Non sei solo.
Un abbraccio
P. Max
fr max ha detto...
Per Human.

Carissimo,
Credo che tu stia sulla strada giusta.
Non fermarti al dato sensibile esteriore ma andare a fondo, approfondire i tuoi reali bisogni.
Il cammino di crescita di un cuore ferito è lungo ma possibile e anche bello perchè ti rende protagonista di una storia che seppur apparentemente segnata dal dolore, non è l'ultima parola sulla tua vita.
Ricorri alla Parola di Dio come stai già facendo e falla sempre più tua scoprendo in essa la forza per il tuo cammino.
Cammino con te !
P. Max

Per Spero.

Carissimo.
Ora ho capito.
Le amicizie maschili per una persona che vive pulsioni omosessuali sono un problema nella misura in cui non sono connotate dall'intimità.
Potrai essere anche l'uomo più comunicativo di questo mondo ed essere l'uomo più socievole ma non è questo che dice chi se veramente.
L'uomo si caratterizza per la sua capacità di andare a fondo nelle cose e non averne paura o vergogna.
Fin quando i maschi in fondo resteranno per te degli estrai ovvero delle persone che senti molto diverse da te quasi misteriose o comunque un mondo a sè, saranno sempre un Mistero e come tale attraente eroticamente.
Per questo ti dicevo di investire in una maggiore qualità delle relazioni maschile che femminili.
Ti abbraccio e scrivimi quando vuoi (byronmp@libero.it)

P. Max
Spero ha detto...
Vi volevo chiedere questo, la prima volta che avete capito la vostra malattia, la prima volta che avete detto sono omosessuale, a cosa avete pensato?? e quando avete capito la vera gravità del problema cosa avete pensato?
Paride ha detto...
Io non ricordo di aver mai detto a me stesso, tutto in una volta, "sono omosessuale". Perché vedevo questo problema come una deviazione che prima o poi si sarebbe messo a posto da sola, con la crescita e col passare del tempo. Ma quando poi mi sono reso conto che tutto non era così semplice e nei momenti di maggiore consapevolezza, allora sì stavo malissimo, piangevo e pregavo Dio che mi liberasse da questa condanna. Non l'ho mai accettato, perché ho sempre visto questa piaga come un processo che mi stava distruggendo la vita, a cominciare dalla possibilità di continuare ad avere relazioni sane e pacifiche con le persone a me più care, familiari, parenti e amici. Tutt'ad un tratto ho perso quella intimità che avevo con loro.
Anonimo ha detto...
sono una mamma disperata da quando mia figlia di 24 mi ha rivelato la sua omosessualita' NON SONO SICURA DI POTERLA AIUTARE e in questi giorni sto cercando di capire come attraverso siti xo' vorrei un aiuto non vorrei sbagliare indirizo di scelta SICCOME SONO UNA PERSONA MOLTO RELIGIOSA MI SONO FERMATA AL VOSTRO.
come posso fare per mettermi in contatto con padre FR xke' ho bisogno di delucidazioni in merito. vi prego aiutatemi
Spero ha detto...
Puoi provare a contattarlo con la posta elettronica.. guarda sopra di qualche commento 3 o4 e c'è il suo indirizzo di posta.. comunque la preghiera è la migliore soluzione, ti da una pace interiore e una forza di andare avanti inimmaginabile-
fr max ha detto...
Per la mamma del 26 settembre.

Signora cara..
Non so se sono io la persona che cerchi!
Qualora fossi io ti lascio il mio indirizzo mail byronmp@libero.it

Cerca di star serena e ricorda che il primo modo per stare vicina a tua figlia e non giudicarla e pregare per lei affinchè La grazia di Dio possa illuminarla sul bisogno di fare un cammino di fede profondo nella propria vita.
Ti benedico
P. Max
carlo ha detto...
Belli!!!! cerchiamo di organizzare una bella ma reale stretta di mano in qualche posto!!!! esiste qualcuno di napoli o dintorni!!!!??????????? magari un caffè insieme
mamma 15 marzo ha detto...
per la mamma disperata.

anche io sono una mamma e se vuoi puoi scrivermi in privato
grazi.08@libero.it
so che è difficile ma non lasciarti prendere dalla disperazione.
Io ci sono se vuoi.
Spero ha detto...
Vi riposto il mio commento perchè vorrei sapere le vostre esperienze..
Vi volevo chiedere questo, la prima volta che avete capito la vostra malattia, la prima volta che avete detto sono omosessuale, a cosa avete pensato?? e quando avete capito la vera gravità del problema cosa avete pensato?
ZM ha detto...
Ciao Spero, vedo che hai ripostato la tua domanda (evidentemente per te è importante) e non hai ricevuto risposta, forse perchè le persone non sanno bene come rispondere, sono un po' spiazzate, magari non hanno mai avuto un momento come quello che tu descrivi o non se lo ricordano, anch'io mi posso mettere in questa categoria. Forse sarebbe più importante che tu scrivessi di questo visto che per te è stato un momento significativo.
Per me appunto non c'è stato un momento del genere, forse un sentore non so in età piuttosto giovanile in cui vedevo questa duplice attrazione (per i due sessi), ma non mi è facile ricordare, c'è stata per così dire come una frattura nel percorso di vita (non legata a questo) e dopo un assestamento le cose si sono immediatamente poste in maniera diversa, ho avuto la sensazione di avere armi per combattere questa "malattia" come tu la definisci, cioè che no fosse un destino ineluttabile, quindi questo momento di "sconforto" non c'è stato, poi certo il percorso non è stato, e non è, sempre facile ma la sensazione iniziale era corretta.
Non so se ho risposto alla tua domanda ma ho cercato di farlo come possibile :-), probabilmente altri ci hanno pensato e come me non hanno trovato semplice farlo, è stato comunque uno spunto di riflessione, un caro saluto
ZM
Anonimo ha detto...
Ciao Spero, io ho intuito di avere tendenze omosessuali in 1° superiore. Fin da prima mi ricordo che avevo un particolare interesse per i ragazzi, c'era qualcosa in loro che mi attraeva, ne ero incuriosito, affascinato perchè mi sentivo diverso da loro (era un sentimento di inferiorità che diventava un sentimento di mancanza: hanno qualcosa che io non ho, ma quanto è bello questo qualcosa! quanto sono meglio di me!).
Poi crescendo, questa "tensione" è diventata sempre più erotica fino a che, in 1° superiore, mi sono detto: "Hey aspetta, ma io sono attratto sessualmente dai ragazzi e non dalle ragazze!". E chiaramente, avendo sentito parlare di questa condizione, sapevo che c'era una definizione ben precisa: omosessuale. Tra l'altro, io non avevo mai provato un'attrazione fisica per una ragazza, le mie prime attrazioni sono state sempre e solo verso i ragazzi.
Quando ne ho preso coscienza, i miei sentimenti verso questa "scoperta" erano ambivalenti: da un parte ero abbastanza deluso, perchè questa era come un'ulteriore conferma della mia diversità (inferiorità?) da quelli che comunque desideravo avere come amici e me ne sentivo sempre più distante e separato; e poi ero anche spaventato e arrabbiato perchè questo cancellava le mie possibilità di avere il futuro "normale" che mi immaginavo (sposarsi, avere una famiglia, ecc..) e quindi pensavo: "Cavolo ma che sfiga! Proprio a me deve capitare!". Dall'altra parte devo confessare che ero un po' sollevato: c'era una definizione "scientifica" per la mia condizione e questo mi dava sicurezza; inoltre mi permetteva di pensare: "Ok, io sono così, gli altri mi devono accettare così, non devo fare nessuno sforzo per crescere e maturare! Ho il diritto di restare così come sono!"; e pensandoci adesso, la definizione "omosessuale" l'ho accettata ben volentieri al tempo, per evitare il conflitto profondo che c'era dentro di me, cioè il desiderare di sentirmi come gli altri maschi e allo stesso tempo sentirmi sempre inferiore nei loro confronti, sempre non alla loro altezza: nei momenti in cui sentivo la delusione per questa mia sconfitta come maschio, ecco era già lì pronta la soluzione del dire "sono omosessuale, non posso farci niente, non è colpa mia, nessuno si deve permettere di dirmi che mi devo sforzare e devo crescere perchè sarebbe veramente da insensibile, intollerante, omofobo, ecc...".
Chiaramente, affinchè qualcuno possa dire ad un omosessuale che deve fare qualcosa per cambiare, questo qualcuno deve conoscere le ferite che stanno dietro a questa condizione e deve essere pronto ad accogliere e comprendere il dolore della persona con tanta serietà e delicatezza, però vabbè questa è un'altra storia.
Nel tuo caso, invece, come è andata?
Anonimo ha detto...
Anonimo 27 marzo

Alcuni giorni fa ho parlato molto apertamente con la mia famiglia, che vedendo dei cambiamente nel modo di relazionarmi chiedeva delle spiegazioni. Alla fine sono stati loro a dovermene dare e sono uscite cose veramente assurde, specchio di una società sempre più marcia. Mi hanno raccontato che fino ai 2 anni si è occupato di me solo mio padre perchè mia madre lavorava praticamente 12 ore al giorno, anche di notte. Cambiati i disumani ritmi lavorativi, imposti per altro ad una donna che aveva appena partorito, mia madre volle riappropriarsi del suo ruolo insieme a mia nonna criticando l'agire del marito (il matrimonio era fallito). Lui ha confessato di essersi sentito desautorato dal ruolo che fino a quel momento aveva avuto e di essersi messo in competizione con le 2 donne: "guardiamo quanto siete brave voi?!" e da quel momento ha ammesso di non essersi più interessato a me. C'era una competizione: ero il fulcro di una sfida, in cui mio padre sembrava avere più interesse al mio insuccesso, che ad realizzazione nella vita.

Ancora oggi mio padre è più interessato/felice quando fallisco rispetto a quando raggiungo un obiettivo e da qui la mia disperata ricerca di un uomo-padre che mi apprezzi e sostenga nelle sfide della vita. Conosco alcuni ragazzi che si struggevano per cercare l'attenzione del padre, io invece me ne sono sempre fregato col risultato che oggi io sono attratto dagli uomini adulti e loro soffrono di obesità, come disperata ricerca di essere visti.
Paride ha detto...
Aggiungo al mio post (che era una risposta a Spero) che anch'io ho preso consapevolezza di questi problemi a 14-15 anni circa, o meglio nel passaggio dalla terza media al primo anno di scuola superiore. Uscivo da una brutta infanzia, e vivevo una pessima adolescenza. La masturbazione era un luogo di rifugio da dolori molto grandi che non volevo affrontare. Quindi le prime volte non mi facevo molte domande. Cercavo una via di fuga e basta.
Paride ha detto...
Ma vi rendete conto di quanta fatica che alcuni di noi (me compreso) fanno per non andare a vedere porcherie su internet? O nella nostra immaginazione? Ora è da un bel po' di mesi che tengo bene, ma davanti alle tentazioni si può lottare tanto? Uffa! Sembra proprio che senza ste schifezze non riusciamo ad andare avanti! Da una parte sono anche i nostri ormoni che chiedono uno spazio, una valvola di sfogo, probabilmente, Ma ancor di più il nostro vissuto sepolto e inquieto, le nostre ferite che chiedono di essere viste, riconosciute e curate.
fr max ha detto...
Per PAride.

Carissimo questo vissuto, queste ferite...lasciale libere di venir fuori per quelle che sono.
Liberati con qualcuno che ti faccia sentire a tuo agio.
LAscia che il potere sanate della condivisione ti faccia sentire accolto e amato per quello che sei .
Ti abbraccio con affetto e carità !
P. MAx
Anonimo ha detto...
Caro Paride,
io se resisto 15 giorni è già molto e so di farmi molto del male con quelle schifezze, non dovrei assolutamente concedermi, in più, a volte, bevo per "sostenenere" il disagio psicologico che quelle comportano.
Grazie per tutto ciò che scrivi, che scrivete: per me è di grandissimo aiuto per non sprofondare nella disperazione. Prega per me. Ciao.
Anonimo ha detto...
Ciao a tutti, sono mamma Francy, scusate se è da molto che non vi scrivo ma in tutto questo tempo ho lavorato tantissimo per trovare un aiuto disponibile a tutti: genitori e ragazzi. Oggi con la mia diocesi di Bari, aiutati dal vescovo sono riuscita ad aprire un punto di ascolto per tutti coloro che vogliono essere ascoltati con amore.Questo nasce dalla mia esperienza vissuta di genitore, anche io e mio marito abbiamo un figlio omosessuale e noi non abbiamo chiuso l'orecchio e il cuore a lui ma con forza e coraggio ci siamo messi in cammino per lui e se Dio vuole anche con lui. Tutti i genitori che sentono il bisogno anche solo di parlarne con qualcuno, di essere ascoltati o essere aiutati noi ci siamo. La mail che potete utilizzare è: volanuvola@libero.it - a breve vi lascerò anche un contatto telefonico. Vi abbraccio tutti con amore!!!!
La pace
Paride ha detto...
Caro Anonimo 4 Marzo, teniamo duro! :-)
Caro don Max grazie! E ti rispondo in privato.
Per i genitori: spero che qualcuno apri un forum internet tutto per voi. Mi sembra di capire che uno spazio simile su internet non c'è. Approfitto per ringraziare il proprietario di questo blog! Non ci sono parole per ringraziarti abbastanza per il lavoro e per il tempo che dedichi a noi e alla nostra causa.
Amministratore ha detto...
Grazie infinite, Paride, per le tue parole, ma anche per il preziosissimo contributo che stai dando al Forum.
Un carissimo saluto
carlo ha detto...
Paride!!!!!! all inizio con fatica ma poi piano piano con decisione sempre più cosciente e logica, abbandoniamo la spazzatura che ci ha fatto vivere anni ed anni di solitudine vera e propria!!!!!! per me non è semplice ma noto che giorno dopo giorno tra vari esami di realtà e voglia di vita vera cerco di arricchire me stesso da ciò che ho perso per tanti anni,ho capito ma l ho capito solo dopo avere toccato il fondo della poca cura per me stesso, di cominciare ad amarmi ed affrontare la vita per quello che sono, non per la bambinetta fragile che tante persone volevano fossi!!!!! basta rabbia e pornografia preferisco una corsa, una amicizia un poco più sana, una adorazione in chiesa, un viaggio, fare del bene al prossimo!!!!! io sono così non sono il vecchio pigro tristissimo di un tempo che si masturbava anche 5 volte al giorno e aveva rapporti con gente che neanche lo salutavano dopo!!!!!!!!! in casa poi tutti pensavano che ero l essere felice e perfetto, madre depressa e padre assente!!!!! è bello vivere!!!! se tu vuoi caro Paride, Padre Max ha il mio numero di tel fatti sentire!!!! AMMINISTRATORE grazie anche da parte mia!!!!!!!!!
Paride ha detto...
Grazie a te! :-)

Carissimi tutti, volevo dirvi che mi sento come una pentola a pressione ambulante. Sul fuoco, è chiaro, e mi sorprendo a volte che la gente per strada non ne senta il fischio! fiiiiiiiiiiiiiiih!!!!
fr max ha detto...
Per PAride.
Carissimo, benissimo...l'auroironia fa sempre bene per allentare ansie e stress !
Senza esagerare !
Un abbraccio e forza.
P MAx
Paride ha detto...
Ciao Carlo grazie, sono d'accordo con te! dammi il tuo indirizzo mail, scrivimi a sal79v4@gmail.com

Grazie don Max leggo ora il tuo messaggio! :-)
Adamo Creato (ex-Gay) ha detto...
Un saluto a tutti gli amici del forum. Questo forum è letto spesso anche dai genitori di ragazzi e ragazze "omosessuali". Volevo informarli che AGAPO (Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali www.agapo.net) è sempre disponibile ad accogliere richieste d'aiuto. Esistono un gruppo d'aiuto AGAPO che fa degli incontri a Milano. Mi ha contattato il Presidente dell'Associazione perchè esiste un piccolissimo gruppo anche a Roma ed ho già preso accordi con il responsabile di questo gruppo per vederci Domenica prossima per discutere un po su cosa possiamo fare su Roma. Saprò darvi qualche notizia in più dopo l'incontro.
Un abbraccio a tutti
Adamo Creato (ex-Gay) ha detto...
Ho letto qui sopra delle testimonianze incredibili, forse chi le scrive neanche si rende conto dell'importanza che esse hanno per chi le legge. Siete tutti dei validi protagonisti, soprattutto coloro che manifestano le loro difficoltà. La parola chiave è qualle che ha pronunciato Alberto: CORAGGIO! Coraggio perchè il cammino che abbiamo intrapreso è quello giusto! Non c'è cosa migliore che tu possa fare per te, per la tua vita e per le persone care (in secondo luogo)che affrontare faccia a faccia la paura di cambiare. La paura è la nostra nemica: "vorrei cambiare ma ho paura di dover abbandonare quelle cose che placano temporaneamente il mio dolore". Chi ha o ha avuto esperienze omosessuali sa benissimo il potere incredibile che hanno le attrazioni, i pensieri, le elucubrazioni. Come possiamo avere paura di cose che non possiamo controllare? Non possiamo controllare i pensieri, è impossibile, è una guerra persa e non ci porterebbe da nessuna parte. Anzi, vedendo che quei pensieri persistono potremmo scoraggiarci dicendo che "non cambierò mai, i ragazzi mi piacciono troppo". Ok non negartelo! I ragazzi ti piacciono, i pensieri e le pulsioni sono reali e condizionano realmente la tua vita. Ma c'è un "Io" dentro di noi che è perfettamente collegato con il nostro genere. E' un "Io" reale ed eterosessuale che è rimasto li dentro di noi ma non è cresciuto insieme a noi. Dobbiamo assolutamente andare ad incontrarlo: questo è il cammino che dobbiamo fare, andare ad incontrarlo e riprendere la strada insieme. Questo percorso, credo di poter dire, è fondamentale. Nel momento in cui arriviamo al nostro "Io" reale inizia la crescita e quindi i "risultati". Mentre andiamo verso il nostro "Io" eterosessuale, però, non siamo ancora cambiati, dobbiamo farcene una ragione, dobbiamo accettare con pazienza ed umiltà che non siamo ancora cambiati ed è "normale" provare le solite pulsioni ed avere i soliti pensieri. Cosa succede se non abbiamo pazienza con noi stessi? Che ci scoraggiamo: "lo vedi? è inutile che ti illudi! Sei gay e lo sarai per sempre! ma no lo vedi che invece di migliorare peggiori?". Questi sono i pensieri che ci vengono, che si aggingono agli altri. Questo è il vero pericolo di chi sta affrontando un cammino di reidentificazione. Allora possiamo dire che il cammino che stiamo facendo non è in salita, non è un cammino "ascetico" per migliorare ogni giorno di più. Il cammino è in discesa verso il profondo di noi stessi e man mano che ci avviciniamo scopriamo sempre di più il nostro dolore. Possiamo dire che la distanza che ci separa dal nostro "Io eterosessuale" è la misura della nostra alienazione: è necessario prima di tutto scendere verso questo dolore e solo dopo questo percorso di disalienazione che ci porta alla conoscenza piena di noi stessi, solo dopo può iniziare il cammino in salita, di rinascita e di crescita del nostro vero "Io". Quindi ragazzi coraggio! Non facciamoci fregare dagli insuccessi, anche se ci provocano dolore, ma rialziamoci e ricominciamo ogni volta. Ogni mattina guardati allo specchio e pronuncia la frase: "IO SONO ETERO". Dilla con convinzione perchè è la realtà, non vergognarti di dirtelo. IO SONO ETERO, neanche te stesso puoi negartelo. Momentaneamente hai pulsioni omosessuali, ok, ma SEI ETERO.
Un abbraccio a tutti.
carlo ha detto...
Paride!!!! preferisco sempre parlare, è un rapporto più vero scrivere si, ma la parola avvicina di più alla persona e ad un rapporto vero,poi la mail la uso anche a lavoro e quindi possono leggerla anche altri e sinceramente mi darebbe fastidio!!!! fatti dare il mio tel da Padre Max così possiamo parlare e mi farebbe molto piacere!!!! un abbraccio a tutti!!!!!
Anonimo ha detto...
Per Mamma Francy

Congratulazioni a voi genitori coraggiosi e alla Diocesi di Bari per questo Apostolato.
Che Dio guidi e benedica il vostro lavoro.
Mi auguro, che il vostro sia un esempio per molte altre Diocesi e che il vostro messaggio d´amore ed accoglienza arrivi a tanti genitori e tanti ragazzi.
Grazie
fr max ha detto...
Per Francesco Rossi.

Carissimo Sei un grande e ammiro tantissimo la grinta con cui esprimi le tua motivazioni a voler camminare liberamente nella tua vita.
Sono davvero fiero di te.
Continua così
Ti benedico.
P. MAx
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

Il pranzo della domenica x me ormai è un incubo. Mio fratello almeno in questa occasione vuole avere un contatto col padre ed inizia a parlare rivolgendosi solo a lui. Dal canto suo mio padre prende forza da questo interesse ed inizia un qualcosa che io percepisco come una sfida nei miei confronti. Mio fratello in quest'opera di coinvolgimento paterno tratta argomenti tutt'altro che da adulti, ma ha cmq l'illusione di essere grande e di stare tenendo un discorso tra "uomini-maschi": capisco più di tutti questa sua necessità. Mia madre cerca di mediare in ogni modo possibile spostando l'attenzione anche su di me e la nonna con grande dispendio di energie.
E' da un paio di settimane che mi sento di troppo, mio padre ormai esprime liberamente piacere quando non ci sono o me ne vado: si sente libero ed io non so per quale recondita legge psicanalitica provo ancora grande dolore per questo! Da un lato non ho più voglia di cercare di reinserirmi per l'ennesima volta in questa famiglia che non sento più mia: mi appare tutto così assurdamente ripetitivo. Dall'altro noto che loro stanno molto meglio senza di me e non posso fargliene una colpa: io sono il risultato di anni e anni di litigi tra mamma e papà, di un padre depresso da un lavoro opprimente e di una madre angosciata dal vuoto emotivo della solitudine. Ora le cose sono un po' cambiate per cui io resto solo un peso dannoso, un ricordo di quel triste e lungo tempo da cui forse con questo tipo di società è umanamente impossibile staccarsi.
Molti mi consiglieranno di andare a vivere da solo, costruirmi una nuova vita... ma ci vuole forza, determinazione e coraggio, caratteristiche che io ora non ho, già perchè anche queste sono cose che s'imparano. Non so gestirmi nella società: molti compagni trovano forza nelle relazioni d'amicizia o d'amore e crescono in queste, per me è solo un obbligo, non riesco a connettermi con la gioia di stare insieme. Non mi sento più inferiore, ma troppo diverso per condividere qualcosa.
Paride ha detto...
Ciao Anonimo 27 Marzo, non so se tu studi perché ti devi laureare. A un giovane che si deve laureare faccio fatica a consigliare "vai via di casa" perché penso che vivere da soli + sostenere le spese + pagare le tasse universitarie risulti molto pesante, anche se ho un paio di amici che lo fanno. Io confesso farei molta fatica. A meno che tu non vada via di casa potendo contare su un aiuto economico dei tuoi. In questo caso potresti lavorare di meno e dedicare più tempo allo studio. Ma se non studi allora buttati vai pure tranquillo! Ti garantisco che il piacere che si prova quando ti stacchi da casa non ha prezzo! Io voglio bene ai miei cari non mi fraintendere! Però mi rendevo conto che io ero un peso per loro e viceversa.
Paride ha detto...
Ciao Adamo grazie! Il tuo pensiero è molto positivo e mi sta aiutando molto. Penso in particolare all'idea di un uomo vecchio che convive con quello nuovo. Sì l'immagine è cristiana però tu l'hai adattata al caso nostro! Grazie!
Spero ha detto...
Caro anonimo del 9 ottobre, io mi sono staccato dalla famiglia ci stò provando, mi sembra la soluzione migliore come mi hanno consigliato, magari la tua situazione è diversa dalla mia, io non mi sono sentito un peso, ma comunque casa mia non era il posto per crescere più adatto a me.. forza, determinazione e coraggio non sapevo cosa erano, ma mi sono buttato!!prova alla fine puoi sempre tornare ma ti accorgerai che tornando è tempo perso!!!
Adamo Creato (ex-Gay) ha detto...
Ciao ragazzi. Ieri (domenica) abbiamo fatto un incontro con un piccolo gruppo di ragazzi (tutti maschi) a Roma. Erano presenti un esperto di terapia riparativa (referente per l'italia di NARTH e collegato con AGAPO che conosce molto bene Fr. Max del quale ha enorme stima)un sacerdote molto in gamba anche lui molto esperto e con un approccio umano fantastico. Abbiamo messo in comune le nostre esperienze per conoscerci un po e parlato anche di "cosa fare" insieme. Abbiamo fissato il prossimo appuntamento, sempre a Roma, per domenica 20 Novembre. Purtroppo era la prima data utile al netto degli impegni di tutti. Se qualcuno fosse interessato a partecipare può contattarmi. Un forte abbraccio a tutti.
fr max ha detto...
Per Adamo Creato.

Ciao carissimo.
Ottima iniziativa quella avuta per Roma.
Scrivimi se puoi nei dettagli meglio il tutto, com'è andata e anche sulla prossimo incontro. Attendo,(byronmp@libero.it)
Ti benedico.
P. MAx
carlo ha detto...
Caro Adamo,vorrei altre informazioni dell incontro, e sapere dove avviene, avrei piacere a parteciparci anche io, è sempre importante almeno parlo di me conoscere persone con storie simili e incoraggiarsi verso la vita reale!!!!!!Un abbraccio
Adamo Creato (ex-Gay) ha detto...
Ok Fr Max ti ho inviato una email con i dettagli. Un abbraccio e prega per me.
Spero ha detto...
guardando qua e la gli altri forum che parlavano dell'omosessualità ho notato una cosa, che solitamente quelli come noi che vogliono cambiare li prendono come folli, ma questo si sapeva già, ma la cosa che mi sorprende più di tutti e che pochi provano a rispondere a questi, e nessuno fa presente che si diventa omosessuali per il distacco con il padre, la mamma troppo apprensiva ecc.. non vengono mai sottolineate le cause e il perchè.
Adamo Creato (ex-Gay) ha detto...
@ CARLO

Carlo contattami privatamente così ti dò il numero del sacerdote che si occupa dell'organizzazione dell'incontro. Puoi parlare con lui apertamente e con estrema fiducia.
Puoi contattarmi all'indirizzo email
info@nuovacreatura.it

Un abbraccio
Anonimo ha detto...
A. 27 marzo

L'ambivalenza sta nel ritenere che una donna eterosessuale che cambia molti partner è spesso perchè ha perso o ha avuto un legame assente col padre (non negativo, se no sarebbe lesbica) mentre in un maschio che si riscontrano le stesse caratteristiche ed eventi è perchè è nato così. Al Grande fratello è stato ritratto un profilo psicologico da far invidia a Freud per quanto riguarda una ragazza che nell'arco di pochi mesi era passata a 5 uomini diversi. Il discusso comportamento era ricollegato da lei stessa, dal padre e dall'intero programma al difficile rapporto paterno. Mentre il concorrente che aveva perso la madre nell'infanzia (dolore ancora presente) ed ora voleva cambiare sesso per essere donna era nato così.
La verità è che nell'eterosessualità è ammesso fare indagini profonde mentre nell'omosessualità apparirebbe come un voler curare un disturbo e allora parte la sfilza di stupidaggini socialmente corrette senza capo nè coda.
carlo ha detto...
Adamo!!!! fatti dare il mio numero di telefono da frate Max!!!! come già detto a Paride le mail mie le leggono anche a lavoro potrebbe capitare, in quanto per mia scelta a casa voglio vivere senza computer, già dove lavoro lo uso troppo e quindi preferisco molto più felicemente una bella chiacchierata!!!!!!!!!!!! abbraccio
human ha detto...
A tutti coloro che hanno subito abusi nell'infanzia. A coloro che vogliono dare un senso al loro passato, doloroso e tragico.
A coloro che pensano che la loro vita sia inutile solo perchè nel loro passato hanno vissuto un'infanzia poco felice.

Prima parte

Vorrei condividere con voi alcune riflessioni che ho assimilato nella lettura di un libro di psicologia di Cencini. A me hanno dato un aiuto profondo nel cogliere il senso del mistero nella mia vita. Lo spero anche per voi.

Penso e ripenso alla mia infanzia: agli abusi subiti, al rapporto isterico di mia madre nei miei confronti, a mio padre assente nella mia vita, alla violenza fisica e verbale del mio insegnante delle elementari, a tutti quei complessi di inferiorità e mancanza di stima di me che sono la radice della mia attrazione verso lo stesso sesso. Ma sono convinto sempre di più che il mio passato, così doloroso, carico di eventi negativi che hanno lasciato una profonda traccia emotiva negativa, come una ferita aperta, pronta a sanguinare, è lì a raccontare che Dio ha disegnato me sua creatura sulle palme delle sue mani. So che in queste situazioni negative del mio passato è nascosta una presenza misteriosa divina, e "se anche tua madre ti dimenticasse, io -il Signore -non ti dimenticherò mai". So che l'esperienza della mia debolezza può diventare esperienza di Dio, del Dio ricco di misericordia. Anche i miei abusi. Sono chiamato a riappropriarmi sempre di più della mia vita e del mio passato, a rinforzare il senso del mio io. Se la mia vita è stata fatta a pezzi, a brandelli, sono chiamato ad apprendere l'arte di ricucire i pezzi, e di scorgere la bellezza e l'armonia dei brandelli. é grande sapienza non gettare via alcun brandello dell'esistenza, neppure i miei abusi e i dolorosi ricordi dei miei rapporti con i miei, ma saperli comporre e ricomporre continuamente in un disegno nuovo quanto mi è stato dato di vivere. Rifiutare una parte della mia storia, di quanto mi è accaduto, significa rifiutare una parte di me; accogliendola nel suo senso più profondo, invece, accedo all'unità del prorpio io.
Anche queste esperienze negative della mia storia diventano sempre più lo spazio esistenziale dell'incontro con Dio e con me stesso. Mettere insieme i pezzi della mia storia significa cogliere e dare un senso, un significato che riesce a tenere insieme anche le contraddizioni, le assimetrie della vita, dando coerenza e unitarietà al tutto, rafforzando la mia identità.
Il ricordo di questi eventi che sono accaduti nel mio passato non è per me una semplice registrazione dei fatti, ma significa organizzarli attorno ad una verità capace di dare loro un significato Se questa verità è poi Gesù Cristo, allora la vita passata assume un altro significato e i singoli avvenimenti diventano frammenti di un disegno misterioso ma che mi sta diventando sempre più chiaro.
E se io come individuo non posso essere responsabile di quanto accaduto nel mio passato, io però ora sono del tutto responsabile dell'atteggiamento che al presente assumo di fronte ad esso. Fare memoria riconoscendo l'agire di Dio nella mia vita è un modo di esercitare questa responsabilità.
Mi ha colpito questa frase di Barsotti: la mia vita è sacramento di Dio. Anche il mio passato. Anche i miei abusi.
Human ha detto...
Parte seconda

La sfida che sono chiamato a vivere è l'assunzione e l'integrazione della mia vita, del mio passato con le sue componenti positive e negative; riconciliarmi con quanto mi ha fatto male, nel tentativo di scoprire il significato unico e irirpetibile della mia storia. Si tratta di un significato che è nascosto in ogni evento, a volte chiaro e subito leggibile, altre volte più difficle da cogliere, altre volte ancora da attribuire in modo libero e responsabile a eventi negativi. Certo non è un'operazione facile, ma si tratta di capire cche il senso del mio io è nascosto nella mia storia, e che questa storia piuttosto che un dato da subire fatto di episodi ormai incancellabili o da accetttare, essa è MISTERO da scrutare e scoprire. Sì, credo che sia questo scoprire le tracce di un mistero nel mio passato, nei singoli eventi legati tra loro, a farmi sentire persona, un'unità. Leggere nel proprio passato la presenza di Dio, significa educarcmi a cogliere l'appello della verità-bellezza-bontà della vita. Verità-bellezza-bontà che neppure l'evento più drammatico, più vrgognoso più distuttivo, più tragico può mai oscurare o annientare. Ecco perchè vale la pena vivere e combattere contro l'omosessualità.Questà annienta la verità della mia vita, offusca la bellezza della mia esistenza, distrugge la bontà del mio essere.

Come vorrrei che ciascuno di noi potesse dire, assimilare, meditare queste parole: la vita è stata buona con me, mi ha accolto, voluto bene, curato, perdonato, e dato molto di più di quanto avrei potuto pretendere, molto al di là dei miei meriti...E allora, se il solo fatto di esistere è segno che una volontà buona mi ha preferito alla non esistenza, posso correre il rischio di non pensare troppo a me stesso; se sono già stato amato, non ho bisogno di andare a trovare e conquistare segni di affetto; se ho già ricevuto tanto , posso e devo preoccuparmi di dare; se la vita è stata buona posso sperare che continuerà ad esserlo. Mi posso fidare...
Qualunque sia stato il mio passato, devo poter arrivare a possedere in modo definitivo la certezza del bene ricevuto, di un bene più forte di ogni male e di ogni limite pure presente nel vissuto umano. é da questa certezza che arriva la fiducia, quella fiducia che è la base umana per poter vedere il mio futuro con uno sguardo più sereno; la fiducia in Dio , nella sua paternità e maternità; fiucia nella vita, nel mio futuro, negli altri, in me stessi... Fiducia come abbandono e consegna di me, come superamento di paure e diffidenze, come coraggio di rischiare e di chiedermi il massimo. Grazie alla fiducia, e a partire da essa, che ho potuto cominciare il cammino di un cambiamento dall'omosessualità all'eterosessualità, dalla morte alla vita, dalle luce alle tenebre.
Se, diversamente, non scatta la fiducia, la nostra vita non decolla mai, ma si accartoccia su di se, chiudendosi progressivamente a ogni apertura e superamento. Tanto meno vi potrà essere cammino formativo di maturazione per uscire fuori dal nostro io narcisista, cammino di guarigione che per sua natura è basato sulla fiducia.

Vi porto con me nella mia preghiera quotidiana e vi affido a MAria di Nazareth

Human
fr max ha detto...
Per Human.

Grazie carissimo per aver condiviso con noi quanto ai riportato che sintetizzerei con la capacità di riuscire a cogliere che nella propria vita NULLA E' SPRECATO O INUTILE.
Tutto può essere l'occasione per scoprire le TRACCE DI UN DIO CHE NON LASCIA DA SOLO NESSUNO a meno che non lo voglia la persona stessa.

Scrivi:
....Dio, significa educarmi a cogliere l'appello della verità-bellezza-bontà della vita. Verità-bellezza-bontà che neppure l'evento più drammatico, più vergognoso più distuttivo, più tragico può mai oscurare o annientare. Ecco perchè vale la pena vivere e combattere contro l'omosessualità.Questà annienta la verità della mia vita, offusca la bellezza della mia esistenza, distrugge la bontà del mio essere......

E la verità della tua vita è il Dono di quello che tu sei e di quello che sei chiamato ad Essere: un Prodigio di Dio!
LA cosa più bella che Dio poteva pensare Sei Tu e tutti coloro che si riconoscono tali : figli di un Padre.
Ti benedico!
P. Max
Spero ha detto...
Vi chiedo di pregare per me che sto attraversando un momento difficile... sento che manca qualcosa...
Adamo Creato (ex-Gay) ha detto...
@Carlo

ho scritto a Fr Max ma non ha ancora avuto il tempo di rispondermi. Come puoi immaginare non credo che sia sicuro postare pubblicamente i numeri di telefono e se tu non hai una e-mail da poter condividere non so proprio come fare.
Ciao a presto
Un abbraccio a tutti i ragazzi
carlo ha detto...
Adamo!!!!! Frate Max ti darà presto il mio numero di telefono!!!!! intanto ti ringrazio già in anticipo!!!!!!!!! Spero!!!! prego per te come tutti!!!!!!!!!! continua la tua vita per come sei!!!!!!!!!! un abbraccio
Corso ha detto...
Salve a tutti, vi scrivo per chiedervi un consiglio. La mia situazione si rispecchia molto fedelmente in tutto quello che ho letto su questo sito: mancanza di stima nei miei confronti, senso di inferiorità rispetto agli altri uomini, presenza di una madre iperansiosa e sempre presente, padre distaccato e più lontano ( da questo punto di vista, però, la situazione è certamente meno grave rispetto a tutti coloro che hanno subito abusi e soprusi vari) e, soprattutto, il fatto che le pulsioni omosessuali siano una sorta di rivincita sul mondo, un qualcosa tramite la quale recuperare il mio status di inferiorità.
Ciononostante, non riesco a trovare la forza per cambiare. Quello che voglio dire è che ogni qualvolta cerco di farmi forza e affrontare la situazione, mi sento mancare la motivazione. Sia chiaro: ho preso coscienza della mia situazione in maniera chiara da circa sei mesi e non ho mai ceduto alle tentazioni di qualunque tipo.
Qual è stata per voi la motivazione determinante che vi ha portato a cambiare, o quantomeno, a intraprendere un percorso di cambiamento?
Anonimo ha detto...
per adamo creato ho lasciato un messagigo su fb ti ho tra gli amici....sono interessato all'incontro del 20...nn sapevo quello precedente si vede che nn era il mio momento...hehehe vorrei pero'esserci a quello del 20 mi daresti i dettagli dell'incontro? grazie1000
Spero ha detto...
Ciao Corso, ho iniziato anche io questo percorso, l'ho iniziato per me, non voglio essere da ''solo'' senza famiglia, senza qualcuno che ti ama, senza aver mai provato questo sentimento, io sento che qualcosa non va, che ho qualcosa dentro che non va, non voglio restare così tutta la vita così, io ho avuto una forte esperienza, una santa donna mi ha aiutato molto e mi continua ad aiutare ad andare avanti, a volte è difficile, devi sapere trovare stimoli.. ti volevo chiedere, quanti anni hai e perché anche tu hai iniziato questo percorso??
Corso ha detto...
Ho venti anni e hai centrato appieno il mio problema: trovare una motivazione che mi sostenga. Però ancora non ho iniziato nessun percorso, nel senso che non mi sono rivolto a nessun psicanalista (non me lo potrei permettere) o qualcosa del genere...
Human ha detto...
Per Corso

Ciao Amico.

Tu chiedi cosa ci ha spinto ad iniziare il cambiamento, la motivazione vera, quella profonda, quella che ti senti mancare quando devi affrontare una situazione.

Hai ragione quando dici che qualcosa senti che non va in te, nella vita da omosessuale; che comunque sia l'omosessualità non è normale. Ciò che a me ha dato la spinta a dare una svolta alla mia vita nel mese di maggio, quello scorso, è stato il fatto, innanzitutto, di avvertire una stanchezza, un non senso nella mia vita. Si, carissimo amico, la vita omosessuale distrugge il vero senso dell'esistere, dissipa il centro della nostra esistenza. Mi sono chiesto se ne valesse la pena: essere così, vivere una vita nascosta, alla ricerca di un futile piacere. Ho avvertito che la mia vita mi sfuggiva dalle mani; mi sono sentito precipitare giorno per giorno in un abisso senza fine, condannato ad un'eternità senza significato; mi sentivo incoerente, non degno di essere uomo.
Fino a quando Dio ha avuto pietà di me.
Ho capito che è bello vivere nella verità, che se anche dovessi soffrire per lottare e controllare le mie pulsioni omoerotiche, questo si che ne vale la pena. E oggi sono contento, felice. Sono svaniti i miei sensi di colpa, mi guardo dentro nelle mie motivazioni che anche tu hai elencato (mancanza di stima di sè, inferiorità, etc)e mi comprendo come uomo libero. Sono io che guido la mia vita e riscopro ogni giorno un senso nuovo.Non mi masturbo più, non vedo più film porno gay, la stessa battaglia contro la fantasia omoerotica sta iniziando a portare buoni frutti: non sento più la stessa carica emozionale o quella energia erotica dei pensieri omosessuali che nutrivo prima.


La mia vera motivazione del cambiamento è questa: la mia vita è unica, sola, irrepetibile, preziosa, sogno realizzato di Dio... NON VOGLIO SCIUPARLA; PER NIENTE AL MONDO. Non vivrò una seconda vita. Per cui voglio viverla bene, secondo il progetto di Dio. Adesso, senza rimandare a dopo o a domani.

é quello che auguro a te e a tutti gli amici del Forum. Prego ogni giorno per voi: che siate sempre vincitori nella lotta.
Grazie a voi tutti delle vostre testimonianze. Mi danno coraggio e fiducia. Dio vi benedica di cuore.