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sabato 27 agosto 2011

IL MIO AMICO EX GAY - di Benoit Denizet, giornalista e amico di Michael Glatze

Glatze con il suo compagno
IL MIO AMICO EX-GAY


di Benoit Denizet    
giornalista gay dichiarato e amico di     
    Michael Glatze    

 Articolo pubblicato nel 
      New York Time Magazine il 19/06/2011     




Tradotto in lingua italiana da 


Pubblicato da Ex Gay su facebook il 22 luglio 2011


Un Sabato pomeriggio dello scorso inverno, guidavo verso nord sulla Route 85 attraverso le colline ondulate del sud-est del Wyoming. Ero diretto verso una cittadina a nord di Cheyenne per incontrare un vecchio amico e collega di nome Michael Glatze. Lavoravamo insieme, 12 anni fa, alla “XY”, una rivista d’interesse nazionale di San Francisco per giovani gay, quando anche noi eravamo giovani gay.

Quando arrivò alla “XY” Michael sembrava aver letto ogni libro gay che sia mai stato scritto. Mentre io ero impegnato a cercarmi un fidanzato, lui era impegnato a meditare sulle teoria “queer” - cioè l'idea che le identità sessuali e di genere sono culturalmente costruite piuttosto che biologicamente fissate, marciando alle manifestazioni per i diritti dei gay e sollecitando i giovani a festeggiare (non solo accettare) la loro attrazione omosessuale. Michael  si è  dedicato ad aiutare i giovani gay, ed era particolarmente colpito dalle lettere che la rivista riceveva regolarmente da parte di adolescenti rifiutati dalle loro religiose famiglie. “I cristiani fondamentalisti dovrebbero bruciare all’inferno!” mi disse una volta, sbattendo il pugno sul tavolo. Non avevo mai incontrato nessuno così sicuro di se stesso.

Molti giovani gay lo ammiravano. Lui e il suo fidanzato di allora, Ben, che lavorava con Michael nella rivista, erano una bella coppia - ma il fascino da loro esercitato era ancora più profondo. Durante i fine settimana andavamo insieme ai rave, e potevo vedere come i ragazzi gay erano attratti da quella coppia. Michael e Ben non sembravano oppressi (dalla vergogna, dall’insicurezza) e perseguivano quello che lo scrittore Paul Monette  definiva l’esperienza unicamente gay di "gioia deflagrante". Ma a differenza di alcuni nostri amici che hanno viaggiato sul treno di "deflagrante gioia" fino ai centri di riabilitazione, Michael e Ben raramente sembravano perdere il controllo. C'era un equilibrio - una saggezza - nella loro ricerca di una intensa, autentica  esperienza. Insieme sembravano aver compreso come essere giovani, gay e felici.

Ripensavo a quei tempi, mentre mi spingevo con la mia auto a noleggio nella cittadina dello Wyoming, dove Michael vive. Un sacco di cose erano accadute nell'ultimo decennio, dall’ultima volta che ci eravamo visti: lui e Ben avevano fondato una nuova rivista gay (Young Gay America, o YGA), avevano girato il paese per realizzare un documentario sugli adolescenti gay, e Michael era diventato rapidamente la voce principale dei giovani gay, fino al giorno in cui, nel luglio del 2007, annunciò di non essere più gay.

"All’omosessualità sono arrivato facilmente, perché ero già debole", ha scritto in apertura di un articolo per il sito web di estrema destra, WorldNetDaily.com. Dopodiché rinunciò al suo lavoro alle riviste  “XY” e “Y.G.A”"L'omosessualità, proposta a giovani menti, è per sua stessa natura pornografica", asserì. In un secondo articolo sul WorldNetDaily una settimana dopo, dichiarò di  “provare repulsione al pensiero dell'omosessualità" e che era "intenzionato a fare tutto il possibile per combatterla."  

Giunto al nostro appuntamento fissato nello Wyoming, parcheggiai la mia auto a noleggio davanti a un grosso bar in stile “saloon” che si trovava di fronte alla scuola biblica dove Michael frequentava il suo primo anno. Un minuto dopo lo vidi nel mio specchietto retrovisore. Stava camminando verso il bar con in mano qualcosa. Uscii fuori dalla mia macchina e gli feci un cenno di saluto. Era come lo ricordavo – alto, magro, biondo, un bel ragazzo, giovane, sembrava un maestro nordico di sci. Ero nervoso, ma mentre si avvicinava, ho deciso di inclinarmi per un abbraccio. Michael, però, mi ha preceduto offrendomi la mano destra. "Ciao, Benoit" disse, dritto in piedi, tenendo in mano una Bibbia.

Anche se Michael aveva accettato di incontrarmi e di scrivere su di lui, era scettico riguardo le mie motivazioni. "Perché sei qui?" chiese subito dopo esserci seduti in quel caffè, che era decorato con luci di Natale e gestito da un giovane cameriere che frequentava la scuola biblica.

Era una buona domanda. Parte di me era venuta per "salvare" il mio vecchio amico dalle grinfie della destra cristiana? Sebbene non dubiti che l'attrazione sessuale possa evolvere, ero scettico riguardo l’eterosessualità di Michael – e  rifiutavo la sua tesi che "l’omosessualità ci impedisce di trovare il nostro “vero io”. Inoltre, era difficile per me credere che il "vero io" di Michael  fosse un fondamentalista cristiano che scrive sprezzantemente in merito all’essere gay. Ma qualunque fossero le mie aspirazioni per convincere Michael  a entrare tra le fila degli ex-ex-gay, esse non erano forti quanto il suo desiderio di salvarmi.

"Dio ti ama più di quanto qualsiasi persona potrà mai amarti", mi disse mentre eravamo seduti al bar. "Non riporre la tua fiducia in un uomo, nella “carne”. Questo è quello che facciamo quando siamo bloccati nell’identità gay, quando siamo bloccati in quella “tana”. Passiamo da un ragazzo all’altro, in cerca di qualcuno che ci ami e ci faccia  sentire bene, ma Dio è molto meglio di tutti gli altri uomini là fuori".

Michael, che ha 36 anni, ora si riferisce spesso alla vita gay come una sorta di tana - o gabbia. In una lettera aperta a Ricky Martin, pubblicata sul WorldNetDaily dopo che Martin si è dichiarato, ha scritto: "L'omosessualità è una gabbia in cui sei intrappolato in un ciclo infinito in cui desideri sempre di più - sessualmente – ma che in realtà non potrai mai ricevere, senti costantemente un profondo vuoto interiore e cerchi di giustificare le tue azioni contorte attraverso la politica e un linguaggio con cui si cerca di convincere gli altri che “si sta benissimo”.

Michael era stato intimamente infelice come gay? E adesso stava proiettando la sua infelicità su tutte le persone gay? Affrontai la questione più tardi quella notte nel suo piccolo appartamento fuori del campus, dove sedevamo in cucina mangiando biscotti Oreo. “Beh, non ti accorgi di quanto sia  scura una grotta finché ci sei dentro”, mi disse. "Ma no, in quel momento non mi consideravo infelice."

Michael non aveva messo in discussione il suo percorso di vita, mi disse, fino a quando non si spaventò per la sua salute nel 2004; ciò lo ha condotto a quello che lui definisce il suo "risveglio spirituale". Quell'anno, all’età di 29 anni, ha sperimentato una serie di palpitazioni cardiache e si è convinto che soffriva dello stesso difetto cardiaco congenito che ha ucciso suo padre quando Michael aveva 13 anni. (Michael perse entrambi i genitori quando erano ancora giovani. Sua madre morì di cancro al seno quando aveva 19 anni). Dopo che gli esami clinici esclusero finalmente che si trattasse della malattia che aveva contratto il padre, Michael sentì che era sfuggito alla morte e si era ritrovato a “faccia a faccia con Dio". In un intervista intervista con Giuseppe Nicolosi, un leader nel campo controverso della terapia riparativa che cerca di aiutare le persone a superare le attrazioni omosessuali indesiderate, Michael disse di sentirsi "rinato" in quel momento e che "ogni concetto che la mia mente aveva assorbito - la mia intera esistenza – era stato completamente rimesso in discussione".

Anche Michael era sorpreso, come tutti, dalla la sua fede improvvisa. Anche se sua madre era cristiana, i suoi genitori raramente portavano lui e sua sorella più giovane in chiesa e non cercarono mai di reprimere il suo scetticismo nelle religioni costituite, che si trasformò in disprezzo durante i suoi anni al Dartmouth. Dopo lo spavento per la sua salute, Michael iniziò a leggere libri di teologi apertamente gay come Mel White e Peter Gomes e cercò di integrare la sua sessualità con la sua spiritualità. All’inizio fu attratto da una libera interpretazione della Bibbia e si batteva contro un approccio fondamentalista del cristianesimo. Nel 2005, In un numero della rivista YGA dedicato a questioni spirituali, scrisse: "Le persone sono state educate in modo errato a credere che i pregiudizi che gli sono stati instillati dai loro pastori sono la parola di Dio…L'unica verità è l'Amore."

Ma sebbene avesse respinto la teologia anti-gay, le opinioni politiche di Michael iniziarono uno spostamento verso destra: parlava entusiasticamente di Ann Coulter, e in un articolo di copertina del Time nel 2005 sugli adolescenti gay, ha detto: "Non penso che il movimento gay capisca quanto bambini della prossima generazione vorranno essere semplicemente dei bambini normali. Le persone che lo capiscono sono la destra cristiana."  

Gli amici e colleghi di Michael non sapevano cosa fare del suo fervore religioso e delle sue tendenze politiche. E nemmeno il suo fidanzato, Ben, che era più preoccupato di salvare il loro rapporto traballante. Erano stati insieme per quasi un decennio, anche se negli ultimi anni della relazione c’era un terzo membro - un giovane incontrato ad Halifax, Nuova Scozia, dove si trasferirono nel 2001, dopo aver lasciato la “XY”. (Ben aveva la famiglia lì). I tre vivevano insieme, e Michael in un primo momento aveva tanto amato quella sistemazione che aveva iniziato a scrivere un libro al riguardo.

Ma alla fine del 2005, Michael mi ha raccontato, tutto ciò che riguardava la sua vita cominciava a farlo sentire male - il suo rapporto non convenzionale, le sue amicizie gay, anche la sua rivista dedicata a sostenere i  giovani gay. "Per un anno ho lottato per comprenderne il motivo ma continuava a sfuggirmi il più ovvio”, mi disse. “Ma poi venne fuori, chiaro come la luce. Il problema era la mia identità sessuale. Ed era davvero spaventoso. Pensavo, sul serio? E’ ridicolo. Sono un omosessuale. Lottavo cercando di capire cosa mi stesse accadendo. Mi era sempre stato detto che se avevo dei dubbi sulla normalità della mia omosessualità, dubbi che avevo avuto per un pò ma stavo cercando di sopire, era proprio perché non avevo risolto il conflitto con la mia omofobia interiorizzata. Ma questo non sembrava  più vero adesso".

Seduto nel suo ufficio alla “Y.G.A.” verso la fine dello stesso anno, Michael ha scritto tre parole sullo schermo del suo computer: Io Sono Etero. Le sentiva vere, così ne scrisse qualcuna in più: omosessualità=Morte. Io scelgo la vita.  

Poi si alzò e lasciò l'edificio.  

Presto Michael si trasferì dalla casa di Halifax che aveva condiviso con i suoi fidanzati in un appartamento in città. Disse che a breve si sarebbe unito alla Chiesa dei mormoni ma la lasciò dopo poco tempo.  

Solo e bisognoso di un lavoro, Michael fece una scelta paradossale per un ex-gay: accettò un lavoro di editing a San Francisco. Sua sorella viveva lì. Michael sperava di poter frequentare la comunità di una Chiesa cristiana ma subito dopo il suo arrivo decise di visitare il Castro – quartiere gay di San Francisco, dove la “XY” aveva avuto sede – per  vedere “cosa avrei provato”.  Avrebbe provato desiderio? Repulsione? Rabbia? "Ho finito per non provare nulla di tutto questo," Michael mi ha detto, "ma ho sentito l’umanità delle persone che popolano quel quartiere. Ho iniziato a dubitare di quello che avevo scritto in quegli articoli. Ho pensato: Beh, forse niente di tutto questo è vero. Forse mi sbaglio".  

Incerto su cosa fare, in lacrime Michael chiamò Ben. "Mi disse che gli dispiaceva, e che voleva fare marcia indietro", ricorda Ben. "Gli dissi, ‘OK, ti aiuterò a redigere un comunicato’. Ha detto che mi avrebbe richiamato il giorno dopo, ma non l’ho più sentito".  

Michael  attribuì quella telefonata a un momento di debolezza. "Non stavo leggendo la Bibbia e mi sentivo molto solo, ma non era come se la mia attrazione omosessuale fosse tornata",  mi spiegò la mattina del mio secondo giorno in Wyoming, mentre eravamo seduti su una panca bianca imbottita in una piccola chiesa nei pressi della scuola biblica. Erano presenti circa due dozzine di suoi compagni studenti della scuola biblica, e prima e dopo il servizio ho visto Michael comportarsi in modo sciolto ed amichevole con loro.  

Mentre tornavamo a casa sua, Michael mi disse che il suo desiderio per gli uomini era diminuito in frequenza ed intensità quasi immediatamente dopo aver scritto le parole "Io Sono Etero" sullo schermo del suo computer alla "YGA". Quando sentiva un'attrazione erotica verso un altro uomo, mi disse, “cercava di analizzarla”, una tecnica che aveva appreso presso una comunità buddista, dove si era recato per un breve periodo di lavoro, dopo aver lasciato San Francisco. (Michael mi ha raccontato che dopo aver praticato regolarmente la meditazione per un paio d'anni gli fu chiesto di lasciare quella comunità perché "parlava troppo della Bibbia.").
“Osservavo la mia omosessualità invece di metterla in pratica, e ho cominciato a vederla come un aspetto del mio malessere, non come mia identità ", mi disse. "Quanto più lo facevo, meno sentivo il desiderio", proseguì, aggiungendo che non si era mai sottoposto a nessuna terapia riparativa o partecipato ad una pastorale per ex-gay.  

In un articolo sul WorldNetDaily, Michael ha scritto quali, secondo lui, erano le ragioni che lo avevano portato ad assumere, erroneamente, un’identità gay: "Quando avevo circa 13 anni ho deciso che dovevo essere gay perché non ero in grado di gestire la mia mascolinità". Biasimava il padre per questo, il che è coerente con la narrativa riguardante gli ex-gay, ovvero che spesso l'attrazione maschile per persone dello stesso sesso è il risultato di un deficit di virilità, in genere causato da una spaccatura nel legame padre-figlio.  

Michael mi ha detto che oggi non ha più desideri sessuali verso persone del suo stesso sesso, un'affermazione che ho trovato difficile da credere. Molti ex-gay ammettono di lottare contro l'attrazione per persone dello stesso sesso anche anni dopo aver rifiutato l’identità gay, ed alcuni leader di alto profilo del movimento ex-gay hanno sono stati umiliati pubblicamente per le loro "ricadute", un termine peso a prestito dalla linguaggio di recupero delle tossicodipendenze. Ai tempi in cui lavoravamo alla rivista "XY", Michael mi diceva di non provare attrazione sessuale per le donne. Adesso aveva imparato l'eterosessualità?  

Sì, insistette, aggiungendo che era uscito con due donne dopo il suo coming out come ex-gay (prima di iscriversi alla scuola biblica). Michael non mi ha voluto rivelare molto sulla natura sessuale di quei rapporti, dicendo solo che non erano stati "particolarmente pii." "C'è stata una parte di me che era come un adolescente eccitato", mi disse. "Qualunque cosa Dio abbia in serbo per me in futuro spero riguardi fidanzamento e matrimonio".

Ho chiesto a Michael se avesse sentito la notizia che Ben si era da poco sposato in Canada. Lui sbatté le palpebre due volte, e il suo corpo si irrigidì leggermente. "No, non lo sapevo", disse. "Con un uomo o una donna?"  

"Con un uomo. Speravi che avrebbe sposato una donna? "
"Devi capire una cosa", disse, sporgendosi in avanti sulla sedia. "Non vedo più la gente come gay adesso. Non vedo te come gay. Non vedo lui come gay. Dio ci crea eterosessuali. Possiamo avere altre idee nella nostra testa su ciò che siamo, ed io l'ho fatto sicuramente, ma questo non significa che sono la verità ".  

Una settimana prima del mio viaggio in Wyoming, mi sono recato ad Halifax per trascorrere un weekend con Ben. Speravo che potesse aiutarmi a completare il puzzle di Michael Glatze.  

"Dovresti leggere le sue poesie," mi disse Ben, cercando in una libreria del suo studio. Finalmente trovò quello che cercava - una piccola cartellina gialla dal titolo "Shelves", che conteneva le poesie della tesi di laurea di Michael al Dartmouth. Seduti a gambe incrociate sul pavimento in legno, con vecchie riviste di "XY" e "YGA" sparse intorno a noi, Ben lesse ad alta voce molte poesie di Michael che esploravano l'identità sessuale. Michael ha scritto in una di queste "Le persone faticano a trovare una casa tra le etichette", e in un'altra poesia sperava in un giorno in cui "gli uomini che amano le donne sventolano una bandiera per poter essere identificati."  

Tutto sembrava ricordarmi molto il Michael che conoscevo alla "XY", un giovane che era affascinato dalla teoria “queer” - cioè l'idea che le identità sessuali e di genere sono culturalmente costruite piuttosto che biologicamente fissate - e che sognava un mondo senza etichette "etero" o " gay ", che egli riteneva restrittive e progettate per "differenziare e perseguitare ", come ha sostenuto in un numero della "XY" del 1998. Anche se allora ammise che era importante "rimanere unificati sotto un unico ombrello politico Gay" fino a quando l'uguaglianza per gay e lesbiche fosse stata raggiunta, Michael preferiva etichettare se stesso come "queer".  

Mentre Ben ed io ricordavamo i vecchi tempi, non potevo fare a meno di chiedermi se la nuova filosofia di Michael potesse essere, in un certo senso, una logica estensione di quello in cui lui credeva allora, e cioè che "gay" è una categoria limitante e che le identità sessuali possono cambiare. Ben annuì. "Un attivista radicale queer e un fondamentalista cristiano, non sono poi così diversi come potrebbe sembrare", mi disse, aggiungendo che essi sono ideologi che possono trascurare le sfumature e rivendicare il monopolio sulla verità.  

Ben continuò. "Per me, Michael è vittima di questa società folle in cui viviamo, dove cresciamo con tutti questi messaggi contrastanti e pressanti sulla sessualità e la religione, e dove ci si divide in questi campi in cui siamo sempre dalla parte giusta e l'altra parte è sempre sbagliata. Alcune persone sono sensibili a queste dinamiche, e penso che Michael sia una di queste. "  

Sebbene Ben abbia ammesso che gli scritti anti-gay di Michael sono uno schiaffo in faccia a tutti quei ragazzi gay che lo ammiravano, ha preferito ricordare il Michael ventunenne che incontrò in un caffè di San Francisco. "Ha dedicato un decennio della sua vita ad aiutare i giovani gay, e il suo lavoro ha salvato molte vite", mi disse. "Ciò che egli afferma di credere oggi non toglie nulla a ciò che fece. "Come la maggior parte dei vecchi amici gay di Michael, Ben insiste che non è arrabbiato con lui. "Sono preoccupato per lui", mi disse.  

Al termine della mia visita in Wyoming ho accompagnato Michael dal suo appartamento alla scuola biblica. Aveva gli esami il giorno dopo ed era in ritardo al gruppo di studio. A un incrocio gli ho chiesto se avrei dovuto svoltare a sinistra o andare diritto. "Straight", mi ha detto, indicando la via. (La parola "straight" in inglese significa anche "Etero" oltre che "Dritto". Ndt).

"E’ strano sentirti dire questo (usare la parola "straight". Ndt), poiché ai tempi della "XY" insistevi sempre sul fatto che dovevamo dire 'avanti ', quando guidavamo", gli ricordai. "Tu correggevi ogni persona gay che usava 'dritto' quando guidava."  

"Dicevo tante stupidaggini a quei tempi", disse Michael con una risatina.  

"Ti rammarichi di quei tempi?" Gli ho chiesto.

"Penso che Dio ha dovuto portarmi in un sacco di posti diversi, e farmi studiare molti punti di vista e religioni diverse, prima di farmi conoscere finalmente la verità", ha detto. "La XY era solo una parte di quel viaggio."  

Michael mi guardò. "Pensi che io stia reprimendo la mia omosessualità?"  

"Non so per certo quello che sei," dissi. "Vorrei solo che non avessi scritto queste cose inesatte sulle persone gay".  

"Non sono inesatte", mi disse.

Mentre ci avvicinavamo alla scuola, gli chiesi cosa ne pensasse dei suicidi di adolescenti gay, molto pubblicizzati negli ultimi anni, e della conseguente campagna "It Gets Better" (Le cose miglioreranno), in cui persone gay di tutto il paese - e leader politici di alto profilo, tra cui il presidente Obama - hanno diffuso incoraggianti videomessaggi rivolti ai giovani gay. Egli non ha esitato. "Penso che sia stupido", mi disse Michael. "Non migliorano se sei gay".  

Non migliora se sei gay? Michael mi avrebbe dato un pugno se avessi detto questo quando lavoravamo insieme. Non l'avrei mai fatto, naturalmente, perché è una bugia. Ma è stata anche disonesta, ripensandoci,  la nostra affermazione, in un numero della "XY" del 1999, che "tutti sono più contenti" dopo il "coming out" (dichiararsi apertamente gay. Ndt). Michael aveva insistito affinchè aggiungessimo quella affermazione, ma era solo un pio desiderio, e gli ex-gay sono la prova vivente di questo.  

Mentre tornavo in albergo quella notte, mi chiedevo se avrei sentito Michael di nuovo. Potrebbe chiamarmi un giorno per dirmi che era gay, dopo tutto, e che i suoi anni da ex-gay sono stati solo un'altra tappa nella sua continua ricerca di verità? E’ possibile, ma dubito che accadrà presto. Per un ex-gay intenzionato a rimanere tale, ci sono pochi posti al mondo più sicuri di una scuola biblica nello Wyoming. Lo Stato meno popoloso del paese - in cui Matthew Shepard è stato assassinato e lasciato morire su un palo di recinzione rurale, e dove due attori cowboys si innamorarono sulla Brokeback Mountain, ma non si sono mai concessi una vita insieme - è anche uno stato senza un bar gay. Il mio vecchio amico, a quanto pare, ha scelto il luogo ideale per andare "dritto" (straight= dritto o etero. Ndt)
Di: Ex Gay