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domenica 16 ottobre 2011

Forum Uscire dall'omosessualità: commenti da 2601 a 2800


FORUM: Uscire dall'omosessualità

Commenti da 2601 a 2800

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 Human ha detto...
Per Corso

Adesso leggo un tuo nuovo commento sul forum: hai 20 anni. Dio mio, quanto sei giovane... Ne hai di motivazioni da scoprire e tutta la vita davanti a te per camminare. Non demordere, vai avanti, coraggio. Magari avessi capito anch'io alla tua età la mia condizione, a quest'ora avrei fatti molti più passi avanti, molto di più. Dai che ce la fai. Intanto sei un grande se non hai ceduto a nessuna tentazione. Bravo. Continua così e scoprirai una profonda libertà dentro di te. Anche questa è una motivazione: riscopriti libero. ama e gusta la libertà, queslla libertà che la vita gay ha solo distrutto, rendendoti schiavo del piacere di un sesso bestiale, e non umano. Scendi dentro di te, rivedi la tua vita, cura la stima di te, il tuo complesso di inferiorità, perdona ai tuoi, e soprattutto vivi una vita riccca di senso. Te lo auguro di tutto cuore, sei troppo giovane per morire e rinchiuderti nel sepolcro dell'omosessualità.
Prego per la tua liberazione. Quanto prima.
Anonimo ha detto...
Caro Corso, io ho 24 anni, volevo incoraggiarti per quanto posso ad intraprendere questo cammino. Perchè farlo, con quale motivazione. Ti parlo di me. Anzitutto perchè senza sarebbe un inferno. Io ho passato anni brutti, di buio, in cui ho vissuto male gli anni più belli della prima giovinezza in un blocco emotivo, vedendomi sempre come un bambino, incapace di stare con gli altri per la vergogns di me, senza un amico, uno vero. Scoprire questo percorso è stato liberante, ed è liberante giorno per giorno. Impari ad apprezzarti, ad amare la vita, a vedere la bellezza che ci circonda, ad assaporare le cose più belle che prima tra le quattro mura di casa non vedevo. Vedi la questione della motivazione è fondamentale perchè questa serve ogni giorno per cominciare la giornata. Quando la mattina suona la sveglia, adesso per me è una gioia, è come se dovessi nascere nuovamente dalla pancia del letto, partorito al mondo, e voglio questo inizio nel modo più luminoso che ci sia: sapendo che anche dalla lotta o dal dolore, in questo giorno potrò fare qualcosa di molto buono e di molto bello. Le motivazioni a volerle elencare sono moltissime, ma la cosa che mi porto dietro e che mi sento di dirti è che è liberante. Man mano, anche approfondendo meglio la conoscenza di se, capisci che l'altra via è una finzione, pura finzione. E' una scorciatoria che non funziona. E' una fuga da te stesso, una maschera che non sei tu ma una caricatura del vero "tu". Certo è che devi scegliere in libertà, perchè quando stai al buio, poi, cominciar a vedere la luce può far male agli occhi. La scelta consta di un SI che comporta anche dei no, che tuttavia fanno crescere. Difficile esprimersi se non con delle frasi sconfusionate. Ti auguro di vero cuore ogni bene, davvero. ciao.
Corso ha detto...
Vi ringrazio per tutte le risposte che mi avete dato. Confesso che provo un grande senso di sollievo nel leggere i vostri interventi: non siamo così pochi, come certe persone dicono.
Sono consapevole che sarà una battaglia molto lunga e faticosa. Purtroppo devo cambiare la mia stessa persona, con tutte le sue debolezze e il suo infantilismo. Mi viene un sorriso amaro sulle labbra...proprio io, ragazzo diligente e scrupoloso nel rispettare ogni responsabilità (scuola, famiglia, amici), ora mi scopro molto più immaturo di quanto pensassi.
Sarà una battaglia dura, dicevo, perchè intorno vedo solo il deserto che avanza e dubbi, sempre più dubbi. L'incertezza più grande è sempre quella: "Tu sei nato così, tu SEI così, mica puoi cambiarti". Un pensiero sostenuto dal ricordo di tante episodi della mia infanzia e dell'adolescenza. Questa, tuttavia, non è una buona ragione per non diventare una persona migliore, o quanto meno provarci.E' per questo che vorrei rivolgermi a uno specialista del settore che sappia tirar fuori da me ogni nefandezza.
Ad ogni modo comincio quasi ad essere contento che questo mio lato sia emerso: voglio dire, sono successe molte cose che non riuscivo a spiegare durante gli anni del liceo. Non sono un esperto, ma credo che le mie pulsioni fossero "represse" (mi piacevano le ragazze: non si contano le cotte). Ora che tutto è a galla, posso affrontare il mio avversario in modo onesto e non subdolo.
Ora come ora, quando chiamo a casa, non voglio più parlare con mia madre. Quando è possibile, desidero parlare con mio padre, anche solo per sentire la sua voce. Ancora lo sento lontano, ma ora più che mai sento il bisogno del suo affetto.
Grazie ancora a tutti.
Corso
Anonimo ha detto...
fr Max
mio figlio di 19 anni mi ha detto di essere gay e io da quel giorno sono una mamma disperata. cerco di parlare con lui, ma lui mi dice di lasciarlo libero che deve essere lui a capire. noi siamo credenti e lui dice di chiedere a Dio di fargli trovare la strada giusta. io prego che Gesu' lo faccia cambiare ti chiedo di pregare tanto per lui.
fr max ha detto...
Per la mamma del 17 ottobre.
Carissima mammaPAce a te.
Grazie per aver scritto su questo spazio.
Vorrei regalarti una consolazione che spero possa darti forza.
Tuo figlio ti ha fatto entrare in uno spazio molto delicato e difficile di se che dice un bisogno di comunicare. Questo è gia tanto per una mamma !
Che fare?
Lascialo libero come lui ti chiede, d'altronde se non lo facessi quella libertà se la prenderebbe ugualmente.
Accoglierlo e stargli vicino non significa assecondare, dunque fagli presente che c'è una libertà e una pienezza più grande che è chiamato a gustare ma che vuole il suo assenso.
Un abbraccio e forza
P. Max
Anonimo ha detto...
grazie Fr Max delle tue parole sono la mamma del ragazzo di 19 anni. Lo so che devo lasciarlo libero di scoprire la sua strada e' quello che mi sta chiedendo, mi dice che deve riuscirci da solo,ma la mia paura e' che possa imbattersi in una strada brutta senza via di uscita, e per questo lo assillo, lui dice di avere la testa sulle spalle, ma la mia paura sono gli altri. Prego tanto la Madonna che possa convertirlo che possa fargli cambiare idea, ma forse non la prego abbastanza, perche' Lei non mi ascolta. premetto che lui me l'ha detto apppena si e' reso conto e aveva solo 17 anni, e mi ha detto che per ora e' cosi ma crede nei cambiamenti. ricordalo nelle tue preghiere e grazie di cuore le tue parole mi danno conforto.
Anonimo ha detto...
X mamma 17 ottobre

Se vuoi scrivermi ti lascio la mia e-mail.
corri.lola@hotmail.com
Insieme possiamo aiutarci. Prego per voi.
Mamma 30 Maggio
Anonimo ha detto...
27 marzo

Per tutti i lettori del blog che prendono Nicolosi come un pazzo omofobo, ieri c'è stata l'ennesima conferma delle sue teorie che tutti possono verificare personalmente.
In un reality show è entrata una ragazza molto femminile che ho colto subito poter essere omosessuale per una serie di atteggiamenti che non so spiegare, ma che appartengono anche a me: oggi è uscita la notizia della sua omosessualità. Sono andato a leggerne la scheda: "La sua infanzia è stata segnata dall'assenza del padre, prima a causa di un lavoro fuori città, successivamente, per il divorzio dalla madre e, infine, per il matrimonio con un'altra donna."
L'assenza del padre o il sentirlo come negativo porta nelle femmine alla ricerca della propria parte maschile-razionale in un'altra sè-donna e alla costruzione di un'identità puramente femminile o con tratti maschili in conflitto.

Ho scritto questo messaggio perchè non sopporto come la psicologia, la scienza della psiche, cerca di contrastare e ridicolizzare qualcosa che è sotto gli occhi di tutti (probabilmente) con lo scopo di diminuire l'omofobia. Credo che la gente impararebbe a rispettare maggiormente tutte le "diversità" se istruita alla verità rispetto ad una finta comprensione "socialmente" (???) corretta. Credo anche che la psicologia dovrebbe sentire questo come un dovere e una missione di fronte a tutti quei ragazzi, ragazze, uomini e donne che spesso hanno cercato una risposta ad un lato del proprio carattere, al di là dell'orientamento sessuale e delle scelte che ognuno fa nella propria vita e che nessuno ha il diritto di giudicare.
Anonimo ha detto...
X tutti i genitori che si affacciano a questo blog:

CHI AMA DI PIÚ E PIÚ A LUNGO VINCERÁ.
Saremo noi famiglia o la comunitá gay?
Papá e mamme: é tutta una questione d´amore!

Ma il trionfo finale é di chi ci stá piú a cuore: i nostri figli
Mamma 30 Maggio
Francesco ha detto...
Carissimi! Dopo aver parlato con fr. Max ieri, è come se quella chiamata mi avesse rotto gli argini, avesse sdoganato dal profondo le briglie della rabbia repressa, tant'è che mi faceva male il fegato e oggi pomeriggio ho deciso di scrivere su un foglio word tutto quello che mi passava per la mente, il mio sfogo. E' stato liberante! Ora vado a ringraziare Dio nostro Padre e la Beata Vergine Maria per questa grazia! E' vero che siamo pieni di rabbia, amara!
Ps. Voi come avete scelto il vostro Direttore Spirituale?
Corso ha detto...
A Francesco.
Io vorrei affrontare la cosa con uno psicologo, perchè ho provato a chiedere aiuto al parroco della mia parrocchia e lui mi ha candidamente risposto che, secondo il suo giudizio, l'omosessualità è un qualcosa di assolutamente normale.
Corso
fr max ha detto...
Per Corso.

Ciao carissimo, Pace ate.
Chiedi pure aiuto ad uno psicologo ma ti pregherei di non categorizzare la Chiesa nella valutazione del tuo parroco.
Una cosa è la valutazione dell'atto in se, altro e il comportamento.
La persona con pulsioni omosessuali va accolta sempre e questo è indubbio.
Sulla normalità invece starei attento.
E ringraziando Dio la posizione della Chiesa e di tantissimi Padri spirituali, confessori etc non è dalla parte del tuo parroco ma della persona.
Non perdere corso la fiducia nella Chiesa e nei suoi ministri!
TI BENENDICO
P. MAX
Filippo ha detto...
Ciao a tutti i componenti del Forum.
Sono un nuovo arrivato, che ahimè condivide, come molti di voi, pulsioni omoerotiche; sono un uomo ed ho 45 anni. Leggendo le vostre testimonianze, sono stato colpito da quella di Human, del 16 ottobre 2011.
Si, Human, mi ha toccato il tuo modo di raccontare l'esperienza che hai fatto della Misericordia di Dio, ed il cambiamento che questa sta portando nella tua vita.
Come dici anche tu, è troppo importante la nostra vita per non prendercene cura, ricercando ogni giorno la Volontà che Lui ha su ognuno di noi.

Parli anche di battaglia contro queste pulsioni omoerotiche indesiderate, e soprattutto del fatto che ora le senti molto meno. Mi farebbe tanto piacere comprendere con che armi le stai vincendo. Una, la più importante, la conosco: la preghiera!

Per me non è ancora così, e di questo ci sto soffrendo molto.
Vorrei arrivare ad avere relazioni maschili sane e condurre una vita normale, come tutti. Poter avere alcuni amici (veri), con i quali condividere le esperienze di ogni giorno (mangiare una pizza, guardare un film, fare una passeggiata, fare sport, essere ascoltato ed ascoltare, quando ho bisogno di condividere un problema o prendere decisioni importanti, ecc.)

Grazie per la tua bella testimonianza, che mi fa credere che da questo disagio si può uscire.

Gesù benedica te, gli sforzi che stai compiendo, affinché possa essere quel capolavoro che Lui vuole che tu sia.

E lo stesso augurio lo faccio anche a me e a tutti voi, a quegli uomini che desiderano uscire da questa condizione.
fr max ha detto...
Per Filippo.
Ciao carissimo,
grazie della tua testimonianza.
Non sei un uomo arrivato ma in cammino.
Non sentirti ormai al capolinea.
Sei una persona matura ma che puo' ancora dare e ricevere.
Le armi per la conquista di una identità maschile solida sono tante: imparare a rispettarti, a volerti bene, ad amare la tua storia e a accoglierla in pienezza.
Dare un nome alle tue ferite.
Condividere cio' che hai nel cuore che sarà di certo tanto prezioso anche per gli altri.
Evita pornografia in internet, chat, masturbazione e sesso occasionale .
Fai gesti d'amore per la tua vita.
Poche cosette preziose per iniziare!!!
Ti benedico.
P. Max
Spero ha detto...
ragazzi è dal 16 ottobre che il forum è fermo.. cosa succede nessuno a più voglia di dire niente??
ZM ha detto...
Il forum non è fermo dal 16 ottobre ma qualcosa è successo... se si clicca su uno degli ultimi commenti nella home page non appaiono quelli, cioè gli ultimi, ma la pagina dei "penultimi", gli utimissimi post si deve andare a cercarseli cliccando su "recenti", in fondo, cosa non proprio immediata, probabilmente è cambiato un settaggio, andrebbe ripristinata la funzionalità originaria, un caro saluto a tutti
Human ha detto...
Per Filippo

Benvenuto tra noi, Filippo!
Come te anch'io provo il disagio profondo della sofferenza dell'attrazione dello stesso sesso.
Come dice giustamente Fra Max (grazie di cuore!) mi sento in cammino anch' io. E sento di esserlo per tutta la vita. é da maggio scorso che ho preso con ferma decisione il mio cammino di conversione per una pienezza di umanità che l'omosessualità degradava. Pur avendo avuto rarissimamente rapporti con qualcuno, ero fortemente dipendente dalla pornografia e masturbazione. Notti intere passate davanti ad un pc, come un vero e proprio imbecille, lasciandomi frustrare, fino a quando ho capito che più andavo avanti, più morivo dentro di me.
Stavo male, malissimo, svegliandomi di colpo la notte, con una paura immensa e forti sensi di colpa.
O si cambia o mi perdo per sempre. Sentivo che il Buon Dio mi aveva creato non per una sessualità bestiale, ma per un progetto da realizzare.
Da poche settimane ho ripristinato internet nella mia camera, dopo che ne avevo reciso il cavo. Era l'unico modo iniziale per uscirene fuori. Mi dava sicurezza interiore. Ora mi sento molto più libero e dico di no alla pornografia. Dormo molto meglio la notte, anche se le mie paure affiorano. Ma le so affrontare meglio, con più capacità critica, più coraggio, dando loro un senso.
Anche le mie pulsioni riaffiorano, e le so governare.
Caro Filippo, non esiste la bacchetta magica che di colpo cancella quello che per anni abbiamo provato. Ma educando le nostre pulsioni, queste a poco a poco perdono la loro forza emotiva. Io le sento più controllabili, meno invadenti. Spero che tu capisca quello che voglio dire.
Sì, è vero, ci sono momenti in cui queste pulsioni si fanno forti. Però penso che se le dovessi assecondare, dopo ci starei male e butterei tutto all'aria il cammino percorso finora. In più mi chiedo che cosa voglio veramnete quando provo queste attrazioni, che cosa ho vissuto prima del loro sorgere, quali le situazioni che creano il clima favovrevole al loro affiorare? Forse ho vissuto un momento di bassa autostima? Senso d'inferiorità? Se fosse così allora mi dico che non è la masturbazione o pornografia a risolvere il problema.
Caro Filippo, credo sia fondamentalissima la preghiera, ma non solo. Per me è valida anche una forte motivazione, l'amore alla mia vita, unica e irripetibile, il fatto che tutto abbia un senso sotto la Croce del Cristo e che è bello vivere alla luce di quei valori che solo Gesù Cristo ci ha rivelato.

HAi ragione, Filippo, quando dici "di questo ci sto soffrendo molto". E come ti capisco! E' in fondo il prezzo da pagare perchè la tua vita abbia senso; perchè la tua vita non sia inutile; perchè tu possa gustare il sapore della bellezza della tua esistenza; perchè tu possa crescere. Personalmente ti garantisco che è una sofferenza che da pace, da coraggio, ci purifica, ci eleva alla dignità di uomini, ci ripaga grandemente, ti mette le ali, ti fa toccare l'Infinitodi Dio. Solo attraverso di essa possiamo scoprire che il nostro essere è a immagine del Dio Creatore. E che non possiamo permetterci di sciupare e rovinare quel capolavoro che siamo: uomini, a somiglianza di colui che ci ha voluti per sè.
Se questa è la meta della tua esistenza, allora caro FIlippo NE VALE LA PENA SOFFRIRE; vale la pena dire di no all'omosessualità, e ai suoi connessi. Altro che vita gay; altro che piacere sessuale gay che prima ti accarezza e poi ti uccide.

Grazie Filippo, della tua preghiera. Ti sono vicino anch'io e pregherò anche per te.
Tu non sai quanto coraggio mi dai, insieme a tutti gli amici del forum con le testimonianze. Mi fanno stare bene, midanno forza per amarmi di più. Per combattere di più. Non mi fanno sentire solo.
Grazie a te e a tutti voi. Vi affido al Signore della vita e della resurrezione.
Human
carlo ha detto...
Ciao ragazzi!!!!!! e benvenuto Filippo, continuala la tua crescita e vivi anzi cerca di vivere del bello della vita!!!!non è semplicissimo te lo dico io che ormai sono più di due anni dall inizio di vita vera!!!! io ero una povera vittima di me stesso ingabbiato in un sesso che non riuscivo a riconoscere mio!!!! avevo bisogno quasi continuo ad avere rapporti con uomini spesso più anziani di me che mi hanno solo umiliato!!!! quando ritornavo solo ero pieno di angoscia!!!ogni tanto purtroppo ricado è difficile non ricadere ogni tanto dopo anni di solitudine!!!!ieri proprio mi è successo e non potete sapere quanto sono stato malissimo!!!!! l istinto supera la ragione è terribile!!!!!!!! prego Dio che non lo faccia più capitare!!! ora sono padre di me stesso!!!!!!!! non ho avuto una madre che mi ha protetto e un padre che mi faceva sentire capace!!!! il percorso è lungo ma sono felice di come lo affronto!!!!! baci e pregate per me e io per voi!!!!!!!!!!
fr max ha detto...
Per Carlo .
Coraggio carissimo fratello mio.
LA tua dignità vale più del tuo peccato e delle tue caduta.
LA tua vita vale il Sangue di Cristo...pensa che valore immenso.
Non lasciarti scoraggiare dalla caduta.
Forte e certo che la misericordia di DIo Padre è più grande ...rimettiti in cammino.... Ti sta gia aspettando a braccia aperte per far festa con te !!!

Ti abbraccio forte
P. MAx
fr max ha detto...
Per Human.

Grazie per la bellissima testimonianza di coraggio e speranza che accende il tuo cuore e lo riscalda.
Non essere di quelli che tornano al vomito della vita e se pure ci tornassi per ricaduta, ricordati della bellezza del gusto della libertà e vai avanti.
Sono fiero di te.
Ogni bene.
P. MAx
Anonimo ha detto...
Vorrei darvi la mia personale interpretazione "Sull´innato e immutabile", sul "Cosí si nasce"
sul "Accettati come sei":

TERRORISMO SOCIALE.

Cosí lo definisco io! Anche se puó sembrarvi brutale, ogni individuo ha il diritto di sapere che esiste un´alternativa, un´uscita, una possibilitá. Nessuno discute su coloro che sono felici vivendo l´omosessualitá, ma tutti devono sapere che esiste un cammino diverso.
Questa ,a mio avviso, si chiama LIBERTÁ. La libertá di scegliere.
Mamma 30 Maggio
MarcoItaly ha detto...
Ciao a tutti, è da tanto che non scrivo nel blog. Questo perchè è un periodo che mi sento, come dire, bloccato. E' una sensazione strana, ormai ho aperto gli occhi sulla mia situazione (non posso più dire come una volta "sono gay", ora ho visto che ci sono troppe cose che non tornano, non è cosi semplice) ma al contempo non riesco ad andare avanti, a fare un vero e proprio cammino. Ero riuscito ad entrare in un gruppo di amici coetanei ma da essi mi sono pian piano allontanato di nuovo, mi dava angoscia uscire con loro, anche se ero pienamente accettato dal gruppo. Ho anche abbandonato òa religione, non sono riuscito a ad aprirmi veramente fino in fondo alla fede, mi sento bloccato anche li... però, come volevasi dimostrare, ho ripreso come prima a vedere la pornografia e a masturbarmi... vorrei riprendere seriamente un cammino verso la vera libertà, ma ho paura di fallire di nuovo...

sono contento di vedere che altre persone si affacciano a questo cammino, segno che dietro la facciata si cela sempre qualcosa di più profondo.
fr max ha detto...
Per MArcoitaly.

Carissimo.
E' sempre una gioia avere tue nuove.
Sapere che ci sei, che in fondo stai cercando e che non resti sulle tue vecchie posizioni.
Allora le mie braccia son sempre aperte.
Quando vuoi fai il passo che da sempre la Verità attende da te perchè ama anche la tua libertà.
Lasciati sedurre e buttati.
Io ci sono (byronmp@libero.it)

Ti voglio un gran bene.
P. MAx
Filippo ha detto...
Grazie fr Max, per le tue parole.
Non solo non sono un uomo arrivato, ma è solo da due anni che ho scoperto che dalla omosessualità si può uscire.
Prima ero "prigioniero" della menzogna che viene coltivata da gran parte della società: "se sei omosessuale non puoi cambiare", quasi fosse una lebbra che ti porti addosso e che ti consuma poco per volta, fino a darti la morte.
Ho compreso da poco, che non mi voglio bene, che forse non ho ancora accettato il fatto, di provare attrazione per persone del mio stesso sesso.
In questo forum, voglio provare a condividere quello che ho nel cuore, come dici tu.
Ti chiedo la cortesia di ricordarmi, quando celebrerai il sacrificio dell'altare.
Il mio desiderio più grande, è quello di realizzare la volontà, che Dio ha su di me. Ho compreso che se con l'aiuto della Grazia e la mia buona volontà, arriverò a questo, sarò felice (per quello che si può essere qui sulla terra).
Gesù benedica te e il tuo ministero sacerdotale.
Filippo
Filippo ha detto...
Grazie Human, per quello che mi hai scritto.
Come ho detto a fr Max, pur avendo quarantacinque anni, ho scoperto da poco la possibilità che si può uscire dall'omosessualità.
Non meravigliarti!
Il buon Dio ha permesso che fin da giovane avessi problemi di salute, così certe tappe della vita sono state ritardate, se non addirittura saltate.
Dopo alcune esperienze sessuali giovanili, dall'età di venticinque/ventisei anni non ho più avuto rapporti con uomini, nè tantomeno mi sono masturbato.
Ti spiego il motivo.
Nel 1992 ho fatto esperienza dell'amore di Gesù; ho ricevuto davvero una grande grazia.
Da quel momento la mia vita ha subito un cambiamento. Non avevo fatto nulla per meritare un favore così grande, ma il Signore Gesù ha voluto "far sovrabbondare la Grazia, dove aveva abbondato il peccato".
Ho potuto vivere sulla mia pelle, quanto la Parola di Dio è Verità, attraverso le parole dell'apostolo S. Paolo.
Così per la bellezza di diciotto anni, la pulsione omoerotica mi ha lasciato relativamente tranquillo.
Ero preso dall'amore di Gesù; Lui mi aveva sedotto ed io mi ero lasciato sedurre.
Da quell'anno benedetto, faccio parte di un Movimento ecclesiale, nel quale ho trovato nutrimento alla mia fede e al mio bisogno di affetto...e tanti fratelli e sorelle da amare e servire.
Sono due anni, invece, che mi ritrovo a combattere con queste pulsioni; non ho rapporti sessuali con uomini, ma sono caduto nella pornografia in internet e a volte mi masturbo.
Ho provato anch'io a privarmi di internet, spaccando la sim della mia chiavetta, ma ho visto che non risolvevo il problema.
Cosa che non avevo mai fatto: ho affittato un dvd porno.
Purtroppo conosco bene quello che mi racconti, su questa determinata situazione.
Ho parlato di tutto questo allo psico-terapeuta che mi segue, e contrariamente a quello che credevo mi dicesse, mi ha comunicato il suo dispiacere per il fatto che non avevo più internet.
Mi ha dato anche una spiegazione, però; mi ha fatto capire che il lavoro che sta compiendo con me, non mi deve portare a "resistere" alla pulsione, ma a non sentirla più. Così ho ripristinato internet.
Sto leggendo dei testi molto interessanti sull'argomento; se vorrai te li indicherò. Da quello che ho potuto comprendere, il disagio dell'omosessualità è un sintomo di un malessere più profondo, che sta alla base. Esempio: la febbre è un sintomo di una patologia che l'ha scatenata.
Quel malessere potrebbe rappresentare la nostra difficoltà a relazionarci con figure maschili.
Facciamo bene a chiederci perché, ci sono volte in cui la pulsione si fa più forte.
Noi abbiamo eretto un muro, per difenderci dalla sofferenza che la figura maschile vicina a noi (il padre o altri)ci aveva inflitto, ma noi siamo maschi e abbiamo bisogno di recuperare la nostra vera identità.
Per quello, che in svariati modi, cerchiamo una relazione con il mondo degli uomini, di cui noi vogliamo far parte.
E' nel recuperare la relazione con figure maschili sane, che smetteremo di ricorrere a comportamenti che ci fanno stare male.

Sono daccordo con quello che scrivi; vale la pena di soffrire quando questa sofferenza ci porta verso la Verità che è anche libertà in noi stessi.
Grazie Human per la sincerità nel farmi partecipe della tua storia.
Tu puoi immaginare quanto mi fa piacere sapere che, se anche non ci conosciamo, condividiamo pensieri così intimi e come questo ci aiuti a non sentire la solitudine, che questo disagio crea.
Non perdiamo la speranza in un futuro migliore, soprattutto quando lo scoraggiamento si fa sentire.
Quando la crisi d'identità è più forte, rivolgiamoci al Padre dicendoGli che la nostra identità nel Suo Figlio Gesù è sicura.
Ricordiamoci, insieme ai giovani del forum, nella preghiera.Ciao Human e a presto.
Filippo
MarcoItaly ha detto...
Per FR MAX.

Devo trovare il coraggio, la forza per fare quel passo che mi permetta seriamente di intraprendere un cammino verso la Libertà vera... al momento mi sento solamente bloccato,è una sensazione che non riesco a spiegare, non so se qualcuno di voi ha vissuto questa fase: mi rendo conto perfettamente (e questo soprattutto grazie a te) che l'omosessualità non è la mia condizione ma è soltanto una "rappresentazione" meno dolorosa di ciò che vorrei veramente. Quando guardo un video porno in realtà mi sono accorto che non voglio avere una relazione sessuale come nel video, il mio bisogno è quello di avere delle amicizie vere, profonde, con altri coetanei e il sesso è solo un modo con il quale potrei superare questa paura e avere un contatto (sbagliato) con un altro ragazzo. Fortunatamente questo contatto non è avvenuto nella realtà ma soltano guardando dei video.

Mi manca un passo fondamentale, passare da questa consapevolezza al cambiamento, dalle "parole" ai "fatti" ma è proprio qui che mi sento bloccato.
fr max ha detto...
Per Marcoitaly

Caro Marco per fare il passo occorre iniziare.
La paura è la maestra che inibisce ogni azione.
Per questo ti consiglio di iniziarti ad aprire con una persona, scegli tu chi ma inizia.
Poi pian piano arriveranno le altre relazioni.
Noi avevamo iniziato ricordi?
Non fermarti.
Acquisendo fiducia prendi sempre più familiarità con un mondo che sembra misterioso, lontano difficile e al contempo attraente come quello maschile: il tuo mondo.
Ci credo che il tuo bisogno non è l'intimità sessuale ma in questo momento lei sembra l'unico modo per restare attaccato al mondo maschile.
Le amicizie e in generale le relazioni per riempire e dare gioia alla tua vita devono crescere, occorre investire, dedicarci tempo.
Io credo però che a te serva in primis coltivare e sentirti capace di vivere una relazione maschile, poi possiamo pensare al resto.
Ti invito a farti vivo, anche questo passo è importane.
Le braccia dell'amore paterno sono aperte.
Ti abbraccio forte e ho fiducia in te!
P. Max
Spero ha detto...
adesso ho capito come aggiornare, comunque io questo appetito sovrumano della masturbazione credo ormai di averlo passato, anche perché ho internet in camera e sono da solo ma è da oltre 3 mesi che non faccio niente, adesso sto tentando di fare quello che prima non avrei mai fatto con gli altri, e continuo con la preghiera che è l'unica arma che può sostenermi!! a volte è dura andare avanti, ma penso che per guarire devi guardare avanti, devi farti forza sei un uomo quindi fatti forza anche questa è una prova che devi superare!!
Filippo ha detto...
Ciao Carlo, grazie per le parole di incoraggiamento che mi hai usato. Anch'io ho avuto dei genitori che non mi hanno aiutato nel processo di identificazione sessuale, ma, sai ognuno dà quel che ha. Non gliene faccio una colpa. Anzi, scegliamo di perdonare...sempre!!!; forse anche loro soffrono per non essere stati amati, quando ne avevano più bisogno.
Sappi che Gesù ti ama, nonostante i tuoi peccati, perché Lui distingue tra il peccato ed il peccatore. E tu sei degno di amore, di stima..., Dio ha cura di te, credilo. Ai Suoi occhi sei prezioso, perché riconosce in te un figlio, frutto del Suo amore.
Carlo, sentiti amato da Dio; vedrai se ti affiderai a Lui, ti aiuterà a venir fuori dalla situazione che stai vivendo,...davvero!!
Si, ricordiamoci nella preghiera. Ciao.
Filippo
carlo ha detto...
Caro Filippo!!!! grazie tantissimo purtroppo è un periodo un po di bassi!!!!! mi capita quando contatto la solitudine è terribile!!!!! adesso va meglio!!!!! sicuramente ho perdonato i miei genitori da tempo!!!!! sono ancora una persona troppo fragile!!!!! ma con grosso lavoro cerco di mettercela tutta ad uscire dal peccato, anche se purtroppo spesso mi capita che quel vizziato bambino mai cresciuto che è ancora presente spesse volte in me mi fa agire come non vorrei!!!!!!!!! è come anestetizzare un dolore antico che neanche io ho capito bene di cosa si tratti!!!!!! solitudine, abbandono, tristezza!!!!!!!!! ho voglia di dare un senso alla mia vita e da oggi lavorerò spero ancora di più!!!!!!!!!! bacio tutti voi
Human ha detto...
A Filippo

Carissimo,

la tua esperienza di fede è a dir poco intensa e coinvolgente. Mi hai dato tantissimo, credimi, Filippo, con la tua testimonianza di fede in Gesù, l'unico liberatore. Quella Grazia che ti ha toccato in profondità, voglia riversarsi anche su di me e su tuti noi, per aiutarci a comprendere il mistero a cui siamo chiamati.
Non c'è bellezza se non in Gesù Cristo; non c'è verità se non nella sua Croce. Non c'è vita se non nel suo Spirito, quello Spirito che ci santifica e ci libera dalle catene della nostra schiavitù. "Ero preso dall'amore di Gesù;Lui mi aveva sedotto e io mi ero lasciato sedurre": come sento mie queste parole che hai scritto, Filippo. Mi fai stare bene, mi fai gioire dentro di me. Mi fai sentire uomo in Lui. Grazie di cuore. Hai scritto a CArlo: "Dio ha cura di te... seiprezioso ai suoi occhi...". é la miglior cura alla mia bassa autostima, al mio complesso di inferiorità, al ricordo dei miei abusi sessuali, che mi hanno spinto verso la sofferenza dell'attrazione verso lo stesso sesso. Queste parole accrescono in me il senso della mia dignità umana, mi spingono a scoprire sempre di più il valore della mia vita. E non sarà certo tutta la pornografia gay o la masturbazione frustrante a colmare questi vuoti.
Non so come e quante volte renderti grazie, Filippo.

Non ti perdere di coraggio se sei ricaduto nella pornografia. Ho letto da qualche parte che la cosa fondamentale non è sbagliare, ma avere la capacità di sapersi rialzare dopo l'errore. E lottare.
Mi parlavi dei testi che sti leggendo. Prova ad indicarne qualcuno. Vediamo se li ho già letti o meno. Ok?Coltiva sempre più la tua fede. E condividila. Mi farà bene.
Prego ogni giorno per te e tutti i carissimi amici del forum.
Dio ti benedica.

Human
human ha detto...
A SPERO

CArissimo,

è bello ed incoraggiante quanto tu dici ..."devi farti forza...sei un uomo... e devi andare avanti". Mi accende un sorriso di incoraggiamento sulle labbra e mi carica... credimi. Se cela fai tu, perchè non potrei farcela anch'io?
Grazie di tutto, Spero.

Sono vicino a te e atutti gli altri nella preghiera.
Human
human ha detto...
Un cancro al fegato sta uccidendo mio padre. Sarà per la sua malattia, sarà per recuperare un rapporto con lui, secondo quanto suggerito dal Narth, ho provato a riaccostarmi a lui superando la vergogna di rendergli manifesti i miei sentimenti di amore e filiali. E sento in me sorgere sensazioni che non avevo mai provato prima d'ora. Sento di amarlo con tutto il mio cuore. Mi manca mio padre, mi manca moltissimo, mentre sono consapevole che questo cancro me lo sta portando via. Abito distante da lui, in un'altra nazione; e non so se sia normale alla mai età di 41 anni provare questi sentimenti, ma ho nostalgia di lui. Quelle volte che lo saluto a casa, quando vado e quando riparto, lo abbraccio forte,a lungo, lo bacio. Tutto ciò che non ho mai fatto e provato precedentemente. Quando chiamo i miei al cellulare, chiedo subito a mia madre di passarmi lui. Sono convinto che anche lui si sia accorto di questo mio cambiamento, di questo passaggio: da un distacco emotivo, ad un lasciare andare i miei sentimenti verso di lui. Mio padre è stato un uomo assente in famiglia, sempre fuori al alvoro, emotivamente poco espressivo con noi figli. Ho sempre avuto difficoltà a parlare con lui dei miei sentimenti, del mio mondo interiore, della mia intimità. Mai o quasi mai ho espresso nei suoi confronti affetto. Ho sempre sentito in me un blocco, una vergogna mista a paura di essere respinto. Fino a qualche tempo fa, quando con i gesti più che con le parole gli ho dimostrato che lui è mio padre. Che gli voglio bene, un bene infinito. Qualcosa si è scilolto in me. é come se quella paura, quella vergogna si fossero sciolte. Un pò merito anche delle indicazioni di mia madre: mi ha esortato a chiamarlo più spesso, perchè lui gioisce come un bambino quando sente la mia voce e si sente pensato da me.

Una volta per telefono gli ho detto: ti voglio bene. Sentivo in me un blocco incredibile alle mascelle, un crampo allo stomaco..., mi sono dovuto fare violenza per ripetergli questa frase che sembrava non avesse capito.
Quando ho riflettuto su questo evento ho compreso meglio quanto diceva Nicolosi: il distacco difensivo che il bambino attua con il padre. Lo allontana per difendersi, perchè non possa più soffrire di nuovo la delusione avuta con il padre.
Adesso mi viene più spontaneo manifestargli i miei sentimenti con gli abbracci, con piccoli dialoghi. Lui mi risonde bene, allo stesso modo... Ho capito che anche lui mi ama, e che da piccolo un pò fesso lo sono stato a staccarmi emotivamente da lui, anche se era spesso assente.
Rendo Grazie a Dio che anche se avanti con gli anni, ho potuto fare quest'esperienza che auguro di fare a tutti.
Dio vi benedica tutti; vi porto con me nella mia preghiera quotidiana.
Human
Giovanni ha detto...
Leggo sempre il forum, anche se non intervengo spesso, ma in questo momento sento di poter condividere con Carlo la mia situazione, perchè è esattamente quello che mi sta capitando. Vi chiedo un ricordo nella preghiera. Un saluto a tutti.
fr max ha detto...
Per Giovanni e Carlo

Coraggio fratelli. Gli alti e bassi sono purtroppo pesi a volte faticosi da portare... ma non siete soli.
La presenza di tutti noi qui del blog e il ricordo costante nella preghiera apre nuovi spazi all'azione dello Spirito che agisce con forza sempre nuova.
Ha bisogno però tutto questo di un cuore e una volontà sempre più ferma e decisa di camminare verso la libertà.
Continuare a benedire la propria vulnerabilità come luogo di forza nella potenza della grazia richiede un percorso di accoglienza di se stessi e delle proprie ferite fin nel profondo.
Vi abbraccio forte.
P. Max
carlo ha detto...
Giò!!!!! rialziamoci, un bacio nella preghiera e nella volontà di Dio!!!! che sicuramente ci vuole persone felici!!!!!!!!!!! un abbraccio
Spero ha detto...
Io penso, e Fratello Max magari può confermalo, che dobbiamo essere uomini, dobbiamo affrontare tutte le situazioni, non avere imbarazzo per niente, dire quello che pensiamo senza pensarci troppo su, essere più istintivi, buttarsi, non pensare a come potrebbero reagire gli altri se tu fai qualcosa, e sopratutto non piangere, siamo uomini dobbiamo affrontare le situazioni col petto, almeno io penso questo, c'è da creare in noi lo stato di sicurezza e di forza così che possiamo riottenere la nostra mascolinità con la preghiera, chiedendo a Dio di ridonarci la mascolinità che abbiamo perso!!! Io sto cercando di fare tutto quello che ho paura di fare, e prego ogni giorno perché il Signore mi ridoni la mia mascolinità quando sarò pronto a riceverla!
carlo ha detto...
Ma quanto è vero il testo della canzone "sulla Porta" di Federico Salvatore, riascoltandola mi ritorna tutta l angoscia dei rapporti con mia madre!!!!, anche mia madre ha sempre giocato a fare la vittima indifesa, e spesso buttava sale sulle mie ferite!!!! madri immature di figli fragili che si prendono cura di loro!!!!!!! Consiglio di ascoltarla!!!!!!!!!!!!abbraccio
giovanni ha detto...
Per Fra Max: non capisco il senso di questa frase: Continuare a benedire la propria vulnerabilità come luogo di forza nella potenza della grazia richiede un percorso di accoglienza di se stessi e delle proprie ferite fin nel profondo.
Potresti aiutarmi a capire con qualche esempio? Grazie
fr max ha detto...
Per Giovanni.

Ciao carissimo .
Benedire la propria vulnerabilità significa non avere paura della propria fragilità, qualunque essa sia, in quanto è proprio quello il luogo che puo' diventare lo spazio vitale per trovare e portare energia e novità nella propria vita. In soldoni i luoghi fragili sono spazi di cui non bisogna avere paura perchè quei luoghi ti fanno riconoscere creatura e come tale bisognosa e non bastante a se stessa. In questo modo quegli spazi che lontani dalla guarigione sembrano essere solo luoghi di morte, possono invece, educati, diventare spazio di vita e speranza nuova per te e per coloro che incontrerai nel cammino, imparando ad accettarli e ad amarli.
Un camino di guarigione delle ferite del cuore chiede una capacità di dare un nome alle cose e senza paura imparare a benedire la propria storia come spazio e luogo di crescita nonostante le e e le ingiustizie subite.
Ovviamente questa impostazione non è lontana da un discorso di fede che verrebbe amplificata da molti elementi.
Un esempio: il tossicodipendente quando sceglierà di accogliere un cammino di riconciliazione con la propria storia e con se stesso, sarà in grado di essere nel tempo una persona che sa benedire la sua vita, sa accoglierla in pienezza e senza rifiutare nulla di ogni parte di essa, sarà in grado di essere una persona rinata e luce di speranza per chi incontrerà sul proprio cammino, in particolare per coloro che hanno vissuto la sua stessa ferità...
In termini Cristiani significa in soldoni ancora FAR DIVENTARE LE PROPRIE FERITE.... FERITOIE ...DI VITA E SPERANZA PER CHI SI INCONTRA!!!
Ci sono ancora per qualunque chiarimento.
Ti benedico.
Lasciati amare a ama la tua povertà.
P. MAx
Filippo ha detto...
Ciao Human, scusami se rispondo solo ora. Mi ha fatto molto piacere leggere quello che mi hai scritto, dell'incoraggiamento che mi dai.
Auguro anche a te di poter fare esperienza dell'amore di Gesù, di poterLo incontrare nell'intimo del tuo cuore. Non ci si sente più soli; o meglio, anche se ci sono momenti nei quali possiamo sentire la solitudine, con la fede crediamo che Lui è vicino a noi e se viviamo nella Sua Grazia, Lui vive in noi.
Quanto mi serve il sapere che Gesù è vicino a me e mi ama, sempre, anche dopo aver commesso il peccato. Che la Sua misericordia non viene meno a causa del mio peccato, ma che le Sue braccia sono spalancate per accogliermi e perdonarmi. Perchè Lui è Padre, e Padre infinitamente buono.
Questo pensiero mi mette al riparo dal giudicarmi, dal non amarmi, dal farmi ulteriormente del male, perché so di essere amato nonostante la mia miseria, le brutture che vedo in me, il mio peccato, quello che vorrei essere e non sono.
Gesù mi ha amato per primo, quando ancora vivevo lontano da Lui, offendendolo con il peccato; perchè dovrei credere che non mi amerà più, dopo che mi ha risollevato dal fango nel quale mi trovavo? E' Lui che mi è venuto a cercare, che ha avuto pietà di me; ed ora che mi sforzo nel seguirLo dovrebbe smettere di amarmi? Non lo credo!
Credo invece che Gesù ha cura di me, che per Lui sono importante; se un Dio si è "scomodato" nel venirmi a cercare là dove mi ero perso.
Tu mi parli della tua bassa autostima; non pensiamo a sufficienza a questo mistero: Dio che è felicità in Se stesso, sembra, per assurdo, non poter godere di questa felicità se non insieme alla Sua creatura; insieme a me, insieme a te, insieme ad ogni uomo che Lo accoglie, che Lo cerca, che Gli chiede aiuto.
Human, di quanto aumenterebbe la nostra bassa autostima, il nostro complesso di inferiorità, se pensassimo a tutto questo. E se pensassimo che Gesù fa tutto ciò per amore, solo per amore.

Sono contento che quello che ho scritto a te e a Carlo ti abbia fatto bene, ma non sono io quello che devi ringraziare.
E' Gesù che hai scorto nascosto dietro le mie parole, solo Lui può dare la gioia di cui il nostro cuore ha bisogno.
Insieme ringraziamoLo, perché vuole arrivare al cuore di ogni Suo figlio, attraverso un altro cuore affinché possiamo essere uno in Lui.

I testi che sto leggendo sono: "Una strada per il domani: guida all'(auto)terapia dell'omosessualità", di Gerard van den Aardweg; "Omosessualità maschile: un nuovo approccio", di Joseph Nicolosi; "Omosessualità: una guida per i genitori", di J. Nicolosi e Linda Ames Nicolosi; "Quello che gli uomini non dicono: manuale di sopravvivenza per uomini in crisi", di Roberto Marchesini.

Sono io, invece, che ringrazio te e i giovani del forum, perchè mi date forza e coraggio nel resistere a certe cattive abitudini, puoi immaginare a cosa mi riferisco, Davvero Human, mi date tanta forza con le vostre testimonianze.

Ho letto di tuo padre, ma di questo ti scriverò un'altra volta. Ora è molto tardi ed è meglio che vada a letto.
Ricordiamoci nella preghiera, insieme ai giovani del forum.
Ciao e a presto.

Filippo
Anonimo ha detto...
Ciao a tutti ragazzi!Mi chiamo Emilio ed era molto tempo che non scrivevo sul blog.Quando scrissi per la prima volta su questo blog,piu di un anno fa, ero disperato! credetemi!è stupendo leggere tutte queste nuove testimonianze di ragazzi che con grande forza stanno combattendo per uscire da QUESTO INFERNO che si chiama omosessualità. Ho 22 anni e dall età di 15 anni piu o meno che ho scoperto di essere gay.quanto ho sofferto!quanto ho pianto!Non ho mai avuto rapporti omosessuali perche sto cercando di frenare il piu possibile questo desiderio che mi ossessiona,giorno e notte!se mi lasciassi andare neanche io so quello che potrei fare!sto cercando di tenermi lontano dalla masturbazione e dalla pornografia gay!A volte mi sembra di impazzire!credo in Dio e penso che solo grazie al suo aiuto non sono ancora caduto nel fare sesso con un uomo..questa mia omosessualita mi impedisce di relazionarmi con le donne e mi porta ad evitarle..come vorrei sentirmi un UOMO vero!come vorrei un giorno sentire i miei figli chiamarmi: "Papà"!come vorrei amare mia moglie piu di me stesso e codividere con lei tutta la mia vita!quest anno avevo deciso di accettare la mia omosessualità di dirlo alla mia famiglia e alle persone che avevo vicino..ma per fortuna ciò non è avvenuto!nel mio cuore, Dio credo proprio che mi ha avvertito dicendomi:"stai cadendo in un abisso!combatti!perchè quella che tu pensi non è la felicità!non è l essere liberi!". Sto iniziando a pregare e sembra che le cose vadano un po meglio..vi abbraccio tutti e che Dio vi benedica.
fr max ha detto...
Per l'anonimo del 21 novembre.
Carissimo grazie.
Se questo spazio è riuscito a dare luce al buio del tuo cuore, possiamo davvero dire che un piccolo miracolo si è realizzato.
Ma anche la tua testimonianza di forza e tenacia nel voler camminare e dare un nome alle tue ferite per poter essere un uomo libero, non può che renderti onore.
Che belli i sogni che ti porti nel cuore; una donna, una famiglia, sentirti chiamato papà....che meraviglia!
Sono veramente fiero di te.
Continua così, ,magari chiamando sempre più per nome il Padre che hai nei cieli, come faceva teneramente Gesù nelle gelide notti d'inverno col tenero ABBA'.
Sono con te.
Scrivimi se hai bisogno in privato.
Ti ascoltero' volentieri (byronmp@libero.it)
A presto
P. MAx
Anonimo ha detto...
Ciao Fr max,sono Emilio il ragazzo che ha scritto il 21 novembre. Grazie per la risposta! come è bello sentirsi ascoltati e compresi!sensazioni che poche volte ho sentito nella vita!per qualsiasi cosa ti scriverò in privato fr max!grazie ancora!...Desidero tantissimo distruggere questo male che mi stringe in una morsa pazzesca e far capire a tutti che dall'omosessualità si può uscire!e Gesù è la chiave che veramente ci permette di aprire quella porta attraverso la quale si entra nella vita..lo sto capendo lentamente ma Egli mi sta guidadando a piccoli passi,mi dà coraggio e in Lui sento la forza che mi permette di andare avanti e di non cedere a questa maledetta tentazione..spesso ho pensato: perchè Dio mi hai punito con questo tormento?che ho fatto di così sbagliato da soffrire così intensamente?ora invece mi rispondo dicendo che aver sofferto mi è servito..se non fosse successo tutto questo sarei stato un ragazzo che di valori e princìpi ne avrebbe avuti ben pochi!Non voglio dire che adesso sono un ragazzo perfetto(anzi..) ma sicuramente ho rivalutato tantissimo la mia breve vita e i miei pensieri.Dio ha visto la fossa che mi stavo scavando con le mie stesse mani!..verso i 18 anni andai da uno psicologo all'insaputa dei miei perchè non riuscivo più a reggere quelle pulsioni..passai più di un anno tra pensieri che si accavalavano e mi soffocavano!in questo periodo non ho mai chiesto aiuto a Dio, anzi un po ce l'avevo con lui!non abbassai l'orgoglio e sentivo che da solo ce l'avrei potuta fare..come mi sbagliavo!infatti quando decisi che avrei fatto tutto da solo proprio in quel periodo ci mancò poco che lasciai quasi la presa!mi sentivo perso,mi sentivo che ormai dovevo accettare la mia "natura",non c'era scampo,non avevo la speranza di poter diventare un vero uomo!odiavo la parola speranza perchè vedevo che tutto andava male!Un giorno navigando su internet entrai in un sito dove si parlava delle apparizioni della Vergine Maria a Medjugorje..lessi tutti i messaggi della Madre di Gesù..da quella sera la parola SPERANZA che odiavo tanto è diventata un pilastro che mi sorregge l'anima!Ho iniziato a pregare e ho cominciato ad andare a messa..capii che se avessi voluto chiedere una grazia da Dio avrei dovuto lottare contro questa feroce bestia dal nome:omosessualità. Quello che voglio far capire alle persone che leggeranno questo commento è che credere in Dio non è come credere in babbo natale..credere in Dio è credere ad un padre che ci ama profondamente e che vuole salvarci tutti dalla sofferenza di questo mondo ma soprattutto non vuole vederci che un giorno noi stessi a causa delle nostre passioni, dei nostri desideri,del nostro orgoglio ci condanneremo alla morte eterna dell'anima!Io personalmente posso dire che se Dio non fosse esistito adesso non oso pensare chi sarei diventato o che avrei fatto di me stesso e del mio corpo.Ho capito che essere omosessuali significa essere persone che hanno bisogno di affetto!di un abbraccio!di un amico con cui parlare! Ne parlo con certezza perchè sento queste cose..non sono stato mai abbracciato veramente da un uomo..nemmeno da mio padre!è per questo forse che è nata in me l'omosessualità..perchè vado alla ricerca di quell'affetto maschile che mi è mancato..anche gli eterosessuali sentono quell'affetto nei confronti di un amico dello stesso sesso, solo che tra due eterosessuali quest'affetto si trasforma in una forte amicizia o in profondo rispetto oppure sempre in un'intensa amicizia che sfocia in una specie di fratellanza!negli omosessuali questo affetto viene degenerato,infangato e distrutto dal sesso!..voglio finire nel dire che l'OMOSESSUALITA è UN INGANNO TREMENDO CHE TI FA CREDERE DI STARE BENE MA INVECE TI CORRODE E TI STRINGE FRA LE SUE SPIRE ILLUDENDOTI DEL FATTO CHE POTRAI LIBERARTI..NON è COSI PERCHE DALL'OMOSESSUALITA SI ESCE E TUTTO DIPENDE DALLO SFORZO DELLA NOSTRA VOLONTA! un saluto e un abbraccio a tutti!
fr max ha detto...
Per Emilio.
Ciao carissimo e grazie a te.
Dio non ti ha punito.
Tu non hai fatto nulla di sbagliato per meritar tutto questo.
L'omosessualità non è una bestia feroce.
Con questo non sto legittimando quello che vivi ma vorrei solo che imparassi innanzitutto ad accoglierti per conoscerti e crescere, come credo che tu stia già facendo.
Vorrei solo confermartelo.
SEi sulla strada giusta.
Ci sono.
DIo benedica i tuoi passi di uomo maturo !
P. Max
Filippo ha detto...
Ciao Human, ho letto con partecipazione quello che hai scritto sul rapporto, che hai ora, con tuo padre. In parte ho rivisto me stesso, il mio comportamento nei confronti del mio, quando anche lui si trovava nella malattia. Sono pochi anni che è mancato; allora abitavo ancora in famiglia e ho avuto la possibilità di seguirlo, portandolo alle diverse visite mediche, di aver avuto cura di lui, anche fisicamente. Mio padre non era assente corporalmente come il tuo, anche lui era emotivamente poco espressivo con noi figli, ed anche io ho sempre avuto difficoltà, per non dire timore, nel parlare con lui dei miei sentimenti, di tutto quello che un figlio può dire ad un padre. Mi è mancato tanto e mi ha fatto stare male il non avergli potuto parlare delle gioie e dei dolori, delle ansie, dei sogni, dei progetti che fanno parte di un figlio che cresce.
Lui calmava la sua ansia esistenziale, dovuta a traumi e ferite emotive (aveva perso il papà all'età di 13 anni in un incidente), facendo uso di alcool. Non era violento fisicamente, ma con le parole.
Non pensare che ti dica tutto questo perchè lo voglio giudicare; affatto. Nel tempo trascorso con lui durante la malattia ho avuto modo di fargli capire che non ce l'avevo con lui, che anzi ero contento che mi desse la possibilità di aiutarlo.
Quando ho compreso la sua sofferenza interiore mi è stato più facile perdonarlo per il male che mi aveva fatto. La sua dipartita è avvenuta in un momento nel quale ci eravamo rappacificati; e di questo ringrazio il Signore.
Tu dici: "..non so se sia normale alla mia età di 41 anni provare questi sentimenti" (per tuo padre). Esiste forse un'età nella quale si è liberi di non sentire più amore per i propri genitori? Credo invece che sia una grazia quella di sentire ciò che provi tu per il tuo papà. E' bello e commovente quello che esperimenti con lui; non privartene, lascia che il tuo cuore gli manifesti quello che sente per lui. Domani non lo potrai più fare. Forse l'amore che ora riceve da te lo rappacificherà dei sensi di colpa, se li ha, riguardo alla trascuratezza che ha avuto con voi e comunque scalderà il suo cuore, in questo momento difficile della sua esistenza. Un giorno penserai a tutto ciò con serenità, perché avrai fatto tutto quello che potevi, avendogli dimostrato l'amore del tuo cuore...e ne sarai contento.
Ti saluto e ti auguro tutto il bene che Gesù ha in serbo per te.
Grazie del ricordo nella preghiera. Preghiamo per tutti i giovani del forum e per coloro che ne faranno parte.
Ti abbraccio; ti sono vicino spiritualmente.
Filippo
carlo ha detto...
Mi chiamo Agrado perchè per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la mia vita gradevole agli altri...Oltre che gradevole sono molto autentica.Guardate che corpo... tutto su misura. Occhi a mandorla 80 mila. Naso 200, buttateli tutti perchè l anno dopo me l hanno ridotto così con un altra bastonata. Tette 2, perchè non sono mica un mostro, però le ho già super ammortizzate. Silicone: naso, fianchi, culo, e fronte e zigomi. Limatura della mandibola 75 mila. Depilazione definitiva con laser, perchè le donne vengono come gli uomini dalle scimmie, sino a 4 sedute, però se balli il flamenco ce ne vogliono di più, è chiaro. Quello che stavo dicendo è che costa molto essere autentica, signora mia e in questo non bisogna essere tirchie, PERHé UNA PIù AUTENTICA è QUANTO PIù SOMIGLIA ALL IDEA CHE HA SOGNATO DI SE STESSA. P: ALMODOVAR
Filippo ha detto...
Caro Emilio, ho letto la tua testimonianza del 21 e 22 novenbre scorsi; hai solo 22 anni, ma quanto ho da imparare da te.
Ti stimo per la tua forte volontà, per la lotta che stai portando avanti contro questa pulsione omoerotica. Non mi vergogno nel dirti che vorrei avere la tua fermezza. Non credere di non essere un uomo; "leggo" nelle tue parole tanta virilità, che forse neanche certi eterosessuali hanno.
Ti comprendo quando parli di disperazione; in passato anch'io ho vissuto momenti così e si sta male da morire. Allora, prima ancora di avere la tua età, pur credendo in Dio non lo "percepivo" vicino a me, partecipe della mia vita. E questo aumentava la mia sofferenza, perché mi sentivo solo nell'universo. Non esagero! Non mi sentivo amato dai miei genitori, troppo presi a litigare. Vagavo per la mia città in cerca di qualcuno che mi volesse bene. Non avevo una persona di riferimento. Diverse volte, la sera, passeggiavo vicino alla spiaggia e mi fermavo a fissare il cielo e pensavo se lassù ci fosse stato qualcuno che mi vedesse, che vedesse la mia sofferenza. Che anni bui!!! Mi sembrava di avere la morte nel cuore.
Una volta fatto esperienza dell'amore di Gesù, della Sua vicinanza ho riletto tutti quei fatti con uno sguardo nuovo.
Quando vagavo, mendicante di amore, l'Amore mi era vicino e condivideva le mie sofferenze. Gesù ha guardato in fondo al mio cuore e ha visto che avevo un estremo bisogno di Lui. E senza che ne fossi consapevole ha esaudito la mia preghiera.
Anch'io sono arrivato a comprendere e a ringraziare il Signore di aver permesso quelle sofferenze, perché mi hanno portato ad interiorizzarmi e questo processo ha favorito il mio incontro con Dio.

E' vero, dobbiamo coltivare la speranza; anche se adesso non ci vediamo come vorremmo essere, o commettiamo azioni (parlo per me) che degradano la nostra umanità, non dobbiamo lasciarci prendere dallo scoraggiamento, (che il nemico vuole suscitare in noi), ma chiedere a Gesù che venga a liberarci, perché da soli non ce la facciamo. Almeno, per quanto mi riguarda è quello che esperimento.

Ti auguro e prego che il tuo desiderio di avere una famiglia possa presto avverarsi e ti chiedo di ricordarmi nella preghiera, affinché il Signore rafforzi la mia volontà.

Prego per te e i giovani del forum.

Un grazie anche a te, fr Max per i tuoi sapienti interventi.

Vi abbraccio.
Filippo
Anonimo ha detto...
X FILIPPO
Ciao filippo, sono Emilio.Ho letto il tuo commento solo oggi..credimi ho pianto quando l ho letto. Volevo dirti che le tue parole mi hanno toccato molto e ti ringrazio!In questi giorni mi sento un po giù..mi ero promesso che per questo mese non avrei visto per nessun motivo qualcosa di pornografico..invece come uno scemo ci sono ricascato..Come vedi la mia volontà non è così forte!secondo me non lo è per niente.Da qualche tempo mi ero posto un obiettivo e feci delle promesse a Dio..Finchè non le adempierò in un certo senso non mi "darò pace".Sento che devo riuscirci..finora ho fatto solo piccolissimi passi ma quello che mi propogo è "correre"(scusami queste parole ma è per farti capire il concetto).Dai tuoi commenti ho capito che TU sei un uomo forte,che dentro hai un "vulcano" di positività.Il fatto che sei su questo blog mi dice che naturalmente stai lottando contro questo problema,non ti stai arrendendo e fidati che molte persone alla tua età hanno radicato cosi tante cose cattive nei loro cuori che non riescono(oppure ormai non vogliono) venirne a capo!questa la reputo una cosa magnifica per te!Tu come me hai sofferto, tu stesso me lo ribadisci..hai compreso la soffereza l hai accettata e hai formato quell'uomo magnifico che è in te..a differenza tua io ancora non imparo ad accettare del tutto questa sofferenza..spero di riuscirci presto.Hai detto di ricordarci nella preghiera..lo farò;per te e per tutti i ragazzi del blog.
Un forte abbraccio a te e a tutti!
PS Buon Natale
Emilio
Filippo ha detto...
Caro Emilio,mi fa piacere sapere che il mio commento ti ha fatto bene. Non preoccuparti troppo delle tue cadute; è vero che non dobbiamo cercare nella pornografia la soluzione al nostro problema. Parlo della pulsione omoerotica, ma si avanza poco per volta. Cerchiamo di portare pazienza con noi stessi, di amarci. Non voglio dire che non dobbiamo lottare contro queste cattive abitudini; tutt'altro. Gesù conosce molto bene i nostri limiti e sa cosa ci spinge a non tenere puro lo sguardo e quello che ne consegue.
Ci siamo mai chiesti perché ricorriamo alla pornografia?
Io ho compreso che ricorro alla pornografia, perché è un surrogato di una relazione di sana amicizia con un uomo. E' questo che cerchiamo; vogliamo entrare in relazione con il mondo dei maschi, quel mondo che non conosciamo, ma del quale vogliamo far parte. Perché noi siamo maschi e non femmine. Quando eravamo bambini avremmo dovuto essere accompagnati nel mondo dei maschi da nostro padre, ma qualcosa è andato storto. Noi ci siamo tirati indietro, perché forse siamo stati feriti, ma quel mondo ci appartiene, è "scritto" dentro di noi e ne andiamo alla ricerca.
Vediamo nelle occasioni che la vita ci dà, delle opportunità per coltivare delle relazioni sane con maschi etero. Forse ce ne sarà qualcuno che attirerà la nostra attenzione; studiamo il suo modo di fare, di atteggiarsi i discorsi che fanno tra loro; il modo di relazionarsi con altri maschi etero per assomigliare loro.
Non è vero che la tua volontà non è forte; è solo ferita e ha preso delle abitudini che poco alla volta deve abbandonare. La tua volontà è come la mia; non credere che io sia un uomo forte. T'ingannerei.
Il demonio vuole farci perdere la pace, perché sa che così è più facile cadere. Quando cadiamo, chiediamo perdono al Signore, ma non perdiamo la pace; offriamoGli la nostra miseria, il nulla che siamo e confidiamo in Lui.
Non pensare di vincere queste tentazioni da solo, ma attingi forza da Colui che è la Forza: Gesù.
Con la preghiera, i sacramenti, la Parola di Dio, chiediamo al Signore che ci doni, ogni giorno, il Suo Spirito, affinché sia Lui a vincere in noi.
Non credere che abbia accettato di sentire pulsioni omoerotiche; anch'io mi sto accettando così come sono.
La sofferenza che questa condizione procura offriamola a Gesù; sarà la nostra via di santità. Quante persone soffrono per cause diverse; noi abbiamo questa. Non lasciamo andare le sofferenze che ogni giono porta con sè; offriamole a Gesù, per le mani di Maria, come merce preziosa, ma chiediamoGli anche di guarirci.
Ricordiamoci nella preghiera insieme ai giovani del blog.
Ti abbraccio.
Filippo
Anonimo ha detto...
X filippo
ciao filippo sono emilio..sono cosi vere e confortevoli le parole che dici..non aggiungo niente a quello che hai scritto, condivido pienamente tutto.
Ti abbraccio forte.
Saluto tutti!
Emilio
Anonimo ha detto...
Perché su Wikipedia (voce "Teoria riparativa") leggo che queste teorie non sono accettate dalla comunità scientifica? Perché queste "cure" non sono istituzionalizzate da decenni, se è vero che l'omosessualità è una malattia? Queste sono le domande che ho in mente, vi sarei grato se qualcuno rispondesse
manuel ha detto...
Ciao a tutti. io sono manuel. Manuel lo dico è un nome fittizio.ho già raccontato la mia storia sul forum. Adesso sono seguito da uno psicoterapeuta ad indirizzo freudiano e ci vado una volta a settimana. E' uscito una cosa non bellissima in me. Ho interiorizzato i comportamenti di mia madre. Faccio, mi comporto, dico le cose che dice mia madre. Sono triste per questo perchè ho scoperto che la mia infanzia non è stata bella. Ho ricordi della mia infanzia non belli. Ricordo che a 3 anni mio padre per me era un perfetto estraneo:chi è per me quell'uomo? Ricordo che se volevo vedere gli sport di forza, i muscoli grossi dei maschioni e avevo 3 anni, venivo posto in una posizione di vergogna. Come se io facessi una cosa immorale. Ragazzi oggi dico che non sono omosessuale, ma peggio, dico di essere una donna.
Vorrei stare in mezzo ai maschi ma mi sento un pesce fuor d'acqua. Non esco da otto mesi perchè la gente mi prende in giro. Mi chiama femminuccia. I miei genitori litigano in continuazione e io non posso far nulla.
Ho letto una pubblicazione in lingua inglese di un noto psichiatra. Ragazzi non sapete come mi sono ritrovato appieno in quello che ha scritto. Io voglio dire una cosa. Non è un caso che tutte le persone omossessuali hanno alle spalle la stessa storia, le stesse problematiche ecc. Allora perchè le associazioni di psicoterapia fanno orecchie da mercanti e non ti aiutano? Capisco anche che inserire l omosessualità e le altre patologie come disturbo, sarebbe la fine del mondo gay, perchè per loro è normale vivere cosi. Se io dico a uno psicologo che mi sento donna, per lui è normale, capite, dicono accettati cosi. Invece io non mi accetto cosi. Vorrei fare le cose da maschi ma una forza immensa in me me lo proibisce. Ho paura.
Sapete di cosa ho paura. Ho paura che se sto in mezzo agli uomini, gli altri dicono vuoi stare in mezzo agli uomini perchè ci vuoi scopare. Invece no è cosi. Una carezza. un gesto di affetto, questo avrei voluto. Invece soffro in silenzio e non sto assolutamente bene. Ciao e scusate per lo sfogo
Vorrei contattare marco dagli usa: nessuno di voi l ha riuscito a contattare?
Anonimo ha detto...
X l'anonimo del 16 dicembre
Ecco volevo iniziare nel dirti che alla tua domanda non è cosi semplice rispondere. Comincio nel dire che l'omosessualità non è una vera e propria malattia e quindi come tale non esiste una cura vera e propria per toglierla.spiegandomi meglio con un esempio voglio dire che l'omosessualità non è come il morbillo che dopo aver preso l'antibiotico è passato tutto.Ma questo penso che tu lo sappia.Quello che penso è che la comunità scientifica non riconosce questa "teoria riparativa"in quanto la "guarigione" non è dimostrabile in modo empirico,o con valide basi scientifiche.L' omosessualità non è una malattia come posso dire...fisica ma sicuramente è una "malattia" dell'anima. è una sofferenaza un male che hanno dentro di sè gli omosessuali.Prima pensavo che con l'aiuto di uno psicologo potevo farcela.Posso dirti che ci sono andato ho fatto diverse sedute, a casa facevo degli "esercizi mentali" per abbattere questa innaturale attrazione verso gli uomini..ma non è che abbiano fatto molto..Sono arrivto a pensare che la scienza e la medicina nel "mio caso" non avrebbero potuto farmi uscire definitivamente da questa condizione.Mi sentivo strano,un malessere che non passa mai.. dentro stavo marcendo per questa cosa e non riuscivo a capire dove sbattere la testa..ho "scavato" dentro di me sviscerando tutto il male che avevo e ho capito che dall'omosessualita dovevo stare molto lontano perchè a lungo andare, credimi, uccide!Dentro di te tu sai qual è la cosa giusta da fare..è difficile adempiere alle cose giuste ma non è impossibile,anzi!se hai altre domande o dubbi spero di poter risponderti ancora..lo faranno sicuramente anche gli altri ragazzi del blog che sono eccezionali.
un saluto a te e a tutti.
Anonimo ha detto...
27 marzo

Manuel, la tua storia sembra la fotocopia della mia. Anch'io mi sono identificato con mia madre (nella fase finale del complesso d'Edipo) ed ho quindi sviluppato la disforia di genere: mi sentivo una femmina avendo come unico modello positivo di vita quello materno (padre assente e depresso). Scoprirlo, anche grazie a questo forum, mi ha aiutato a nascere, a sviluppare un mio punto di vista sulle cose differente da quello materno. Per i bambini maschi senza una figura paterna la madre diventa il centro del mondo, l'amore assoluto e la propria identità rimane in potenziale, non sboccia: si sviluppa la parte femminile-infantile.
Da quando ho compreso i meccanismi familiari che hanno accompagnato la mia crescita psicofisica ho attraversato molti stati d'animo e tipi di rapporti con i miei genitori. Oggi accetto le loro caratteristiche positive e negative che siano perchè è da queste che evidentemente devo imparare, se la mia anima è con loro. So che molti non condividono, ma l'omosessualità mi ha aiutato a conoscere il mondo maschile per quanto possa esserne un'esaltazione: mi ha fatto comprendere la bellezza dell'essere maschio. Per me è stata l'unica possibilità concreta di entrare in contatto con la mia parte maschile attraverso la comprensione e l'affetto di uomini che ho vissuto come transfert paterni. Molti altri ragazzi hanno trovato altre strade per crescere probabilmente più positive come terapeuti, guide o semplici uomini che hanno funto da casa accogliente per la costruzione della propria mascolinità.
Ti auguro di trovare presto pace e felicità, ti abbraccio. Oggi non riesci a vederlo, ma un futuro di goia esiste anche per te e sarà la vita a darti le chiavi per raggiungerlo :-)
Anonimo ha detto...
X "manuel"
Ciao manuel,ho letto il tuo commento e volevo semplicemente dirti di non aver paura di fare la cosa giusta.non pensare agli altri che ti criticano o ti offendono non vale la pena! Devi solo sentirti fiero quando dici che non vuoi sentirti donna e che non vuoi accettarti donna.Coltiva questo desiderio di essere uomo perchè è quello che sei!questa forza che ti opprime e ti ostacola nel fare le "cose da maschi" non ascoltarla,perchè tu sei maschio! sii tu ad opprimerla!e non lasciarti trascinare dalle offese che ti arrivano,sono persone che non sanno che tu stai soffrendo quindi lascia fare e continua la tua vera strada,impegnati nelle cose che ti possono solo aiutare ad uscire da questa condizione!è combattendo per qlcs di giusto che si ottengono le cose migliori.se in qualche giorno ti senti più sconfortato cerca di sopportare e vedrai ti sentirai meglio. Te lo dico perchè ci sono passato e lo vivo tuttora.Permettimi di consigliarti solo una cosa: la preghiera.non sottovalutarla.
un saluto e un abbraccio.
Anonimo ha detto...
X 27 Marzo

Quando parli di "tranfert-paterni" ti riferisci a persone adulte o anche a persone piu´grandi di te ma giovani comunque?
Mi viene da pensare che a volte una persona giovane ma saggia che ti stia vicino, possa curare sia le ferite omosociali che supplire la figura paterna distante. Vorrei tanto conoscere la tua opinione in merito.
Ti abbraccio
30 Maggio
manuel ha detto...
Caro anonimo ti dico che quando faccio le cose da uomini mi sento un pesce fuor d'acqua. Ricordo che ero bambino avevo 6 anni e vedevo il pugilato, la lotta libera, il wrestling e dicevo ma quanto sono belli quegli uomini. Li vedevo grossi e vincenti. Dicevo volevo da grande fare quelle cose. Mia madre mi diceva questo mio figlio è femminuccia che si vede gli uomini forti e mio padre li definiva semplicemente pagliacci forse perchè lui non era muscoloso e forte come quegli uomini. Si vantava solo di avere il cazzo grosso e che lui era il maschione. Oggi per dirti se mi faccio una foto nuda per mostrare i muscoli come fanno i bodybuilder mi trattengo. Se compro una rivista maschile come menshealt, riviste di fitness, le nascondo sempre per i soliti motivi.
Poi devo essere sincero, io sono nato anche in un quartiere popolare dove vive l'arroganza tra gli uomini. Per farvi un esempio un ragazzo venne usciso perchè per sbaglio potette vedere la donna di un ragazzo figlio di un boss.
Capite che per me il mondo maschile è un mondo prepotente dove anche tra ragazzi c è solo invidia a chi è piu meglio. Non c è fratellanza.
Ho letto in questo blog la storia di marco dagli usa. Per molti aspetti la trovo simile alla mia.
Leggo articoli scientifici scritti da psichiatri e mi trovo concordamente con loro. Non riesco a capire perchè ad oggi si faccia orecchie da mercante. La tv tratta questo disturbo molto alla spicciola. Ho in casa nostra una persona malata di demenza senile. In tv quando si parla di temi importanti, si parla sempre sommariamente. Ecco perchè cambio canale.
Ciao
Anonimo ha detto...
27 marzo

30 maggio, ho avuto anche amici-amanti più o meno della mia età e l'omosessualità in quel caso era più un'amicizia affettuosa, non c'era l'eros vero e proprio. Non mi sentivo completo, non integravo nulla nella mia identità. E' un cercare il senso d'appartenenza al mondo maschile, aspetto che in me non era importante dato che non volevo veramente farne parte. Mentre con alcuni uomini adulti (più o meno dell'età di mio padre) mi sono percepito come maschio, la mia psiche li ha sentiti come modelli di mascolinità bella: è come se la mia parte maschile crescesse attraverso il loro esempio. Loro vedevano in me se stessi in un periodo della vita difficile (come di fatto ho appreso dai loro racconti) e sentivano il bisogno di "aiutarmi/si". Per la prima volta non era difficile essere maschio, ma sentivo di amarmi profondamente. Credo che il mio sia un caso estremo nel senso che la maggior parte dei ragazzi senza padre trova spontaneamente un sostituto all'esterno, senza terapie o introspezioni: all'interno della famiglia ci sono altri uomini (nonni e zii) che coscientemente o meno si sentono in dovere di adottarli affettivamente.

Probabilmente una persona giovane ma saggia che stia vicino a ragazzi con storie simili alla mia potrebbe fare molto, ma nessun ragazzo ha interesse a coinvolgere alla mascolinità, ognuno giustamente pensa a sè: a scuola deriderlo è un modo per fare ancora più gruppo. Credo che solo persone all'interno della famiglia possano essere idonee al ruolo di transfert paterno, altre esterne non sarebbero spinte da un motivo reale e profiquo emotivamente. Inoltre io non avrei mai accettato l'aiuto di un ragazzo come me vedendolo come un estraneo: nel mondo femminile ci si sente protetti ed è assurdo pensare che qualcuno se ne stacchi per una strada che sente pericolosa ed estranea. Bisogna fare i conti con le vere dinamiche della società, che sono ben lontane da quelle ideali.
fr max ha detto...
Per MAnuel.

Ciao carissimo.
Ben venuto in questo spazio dove non devi sentirti solo ne lontano dall'ascolto.

Nella tua storia....un Dono !

Probabilmente adesso farai fatica a capire queste mie parole ma spero un giorno potrai confermarmi quanto ti ho scritto.
In questa tua vita fatta di assurde incongruenze, di vuoti, di squilibri, si soprusi ....c'è un Dono che ti è stato fatto...un Dono che ha bisogno di essere compreso, accolto e amato.
E' questo dono è la tua storia, fatta di quei volti, di quel padre, di quella madre, di quell'ambiente dove sei vissuto e che parlano di te e di quello che tu sei oggi.
C'è un cammino da fare che si chiama...riconciliarsi cono la propria storia e col proprio passato e con coloro che l'hanno abitato.
Altra indicazione...non puoi farlo da solo; ha bisogno di uno specchio che ti aiuti a guardarti in profondità e soprattutto ti accompagni a vedere anche la BELLEZZA che è in te.
POi ci sono delle urgenze pratiche da mettere in atto.
Passare dal Mistero alla Chiarezza.
Il mondo maschile apparentemente distante e nebbioso deve essere conosciuto da te...allora inizialo a frequentare nel concreto (amicizie confronti, sport etc)
Tutto questo ha un imperativo : SCOPRITI UN DONO CHE VA VERSO UNA META...E CHE E' SU QUESTO MONDO NON PER CASO Nè PER ERRORE....MA PER AMORE !
Questo Natale sia per te l'occasione per lasciar nascere questa speranza nuova che ti dice che nulla è a caso e tutto è un occasione preziosa per ricostruire!
Se vuoi parlami in privato scrivimi pure, sarò felice di ascoltarti (byronmp@libero.it)
Ti benedico.
P. MAx
human ha detto...
Il Natale è ormai alle porte. Non posso non meditare sul mistero del Dio che diventa uomo come noi. Il solo pensiero che il Figlio di Dio si sia fatto così vicino a me tale da prendere su di sè la mia storia, il mio dolore, le mie violenze, le mie paure, la mia fragilità mi fa capire di quale immenso mistero io sono rivestito. Non rimpiango più un passato che sarebbe potuto essere diverso, migliore, senza attrazione per lo stesso sesso. Mi amo così come sono. Con la mia storia fragile, scomoda, ma che è la mia, irripetibile. Se un Dio si è abbassato così tanto da farmi essere come lui, per sola gratuità d'amore, questo significa che la mia vita, per quanto dolorosa sia stata, frantumata, ha un valore immenso. S'illumina di una luce di Mistero che mi innalza e mi trascende fino ad essere in Dio vero uomo, da lui amato e progettato.
Sì, alla luce del Cristo Bambino sento solidificarsi il senso del mio esistere, la mia autostima innalzarsi, i miei complessi di inferiorità sbiadirsi, perchè il Figlio di Dio si è sporcato le mani della mia stessa umanità. E mi ama per quello che sono. Sento che avvicinandosi il Natale, nel mistero della Luce di questa Santa notte, anche la mia omosessualità ha un senso, anche il male ricevuto riceve luce, sento per me rivolto l'invito a "non temere, non avere paura", perchè il Signore della storia, della mia storia è con me , al mio fianco, e questo mi da fiducia, senso, gioia, mi fa colgliere come unità in me. E la mia omosessualità perde forza, svanisce.
Quella stima che non ho avuto durante la mia infanzia, l'acquisto adesso perchè la mia storia diventa rivelatrice di un progetto d'amore che Dio ha condiviso con me.
Proprio qualche tempo fa Fra Max spiegava che amare la propria fragilità significa far diventare le proprie ferite feritoie, ossia spazi di vita. E' nella mia debolezza che io trovo la forza di essere creatura nuova. Dio con l'incarnazione del suo Figlio irrompe nella mia vita, soprattutto nelle mie ferite, nel mio dolore, negli spazi più bui della mia esistenza. é qui che la mia debolezza diventa forza. Non so se avete mai visto le icone della natività russe. IL Dio bambino è sempre riposto in grotte nere, buie. Questa è la logica del nostro Dio: nascere nelle nostre fragilità, essere presente li' dove io sono vulnerabile. Dio viene a me nella mia debolezza, nella mia creaturalità.
Questo mi ha insegnato ad amarmi di più, a valorizzarmi di più, ad assumere con amore la mia storia, a riconciliarmi con le mie ferite, perchè è li' che Dio mi viene incontro. Non piango più su di me, non mi commisero più. MA benedico Dio che mi ha creato, ha disegnato un progetto d'amore e di speranza per me, e che tutto, ma prorpio tuto ha senso nella mia storia. Anche quella grotta buia che mi ha fatto sempre paura e che mi porto in me. E' bello vivere nella consapevolezza di essere liberi da una sessualità schiavizzante, che serve come surrogato a tutto quello che ci portiamo dentro.
Auguri di Santo Natale: lasciamo che Dio ami e trasformi le nostre ferite in spazi di vita e di risorsa per un orizzonte di senso che si allarga verso il cielo.
Human
Anonimo ha detto...
X 27 marzo
Grazie amico mio.Come sempre...grazie

30 Maggio
Dubbioso ha detto...
Non so davvero più che pesci pigliare, né a chi chiedere consiglio per questa situazione che inizia a farmi soffrire.
Ho 19 anni e ho iniziato l'università trasferendomi in un'altra città. Alla fine dell'estate ho svolto degli esami per poter entrare nel collegio cittadino in cui tuttora risiedo e lì ho conosciuto un ragazzo. C. si è presentato sorridendo, una stretta di mano, si è parlato del più e del meno assieme ad altri lì presenti... fin qui nulla di straordinario, si incontrano talmente tante persone in quei frangenti! Devo dire che quel ragazzo mi aveva lasciato una bella impressione nell'animo, un non so che di lieto e gioioso. Ci ritroviamo più o meno per caso in un'altra città per altri esami, si parla più che altro di scuola eccetera, quando inizio a vedere nei suoi occhi, nel modo in cui sorrideva o parlava un barlume, una luce diversa da tutte le altre. Tornando a casa in treno, mi accorsi che C. continuava ad aleggiare nei miei pensieri... il suo volto, il suo sorriso, ma soprattutto quella luce nello sguardo! Iniziai a stare male fisicamente, a perdere l'appetito, a sentire un peso nel cuore, ma senza capire il perché. Non poteva essere la tensione dell'esame, ero pressoché sicuro di avere il posto, ma cosa allora? Eppure quel ragazzo continuava a essere presente nella mia mente e ogni volta che pensavo a lui venivo colto da un senso di profondo languore. Che mi fossi invaghito di C.? Inizialmente non volli crederci, perché, sebbene non avessi nessun pregiudizio nei confronti dell'omosessualità, avevo sempre creduto di essere eterosessuale, sebbene nessuna ragazza – tra quelle che conoscevo, chi per un motivo chi per un altro – mi attraesse in qualche modo dal lato fisico, dal lato affettivo o da quello intellettuale. Comunque pensavo di essere stato solo tremendamente sfortunato e di non aver trovato la ragazza giusta, almeno lo pensai fino a quando non incontrai C. – e fu allora che iniziai a nutrire dei dubbi.
Probabilmente sono stato uno stupido a gioire quando scoprii che sia io che C. eravamo stati ammessi nel collegio – quanto sarebbe resistito il mio stomaco alla costante presenza di C., a vivere quotidianamente al suo fianco in attesa di non so che cosa ? E infatti è stato così. Ogni benedetto giorno lo vedevo e nei suoi occhi non smetteva di ardere quello sguardo indefinibile, una via di mezzo tra il dolce, il puro, il gioioso – e il lascivo. Dovetti abituarmi al mio cuore che iniziava a palpitare più forte ogniqualvolta comparisse e dominarmi per non posare troppo spesso lo sguardo su di lui e non balbettare come uno sciocco se dovevo rivolgergli la parola - o lui a me.
C. non si può definire un ragazzo particolarmente bello (al più carino, e io rispetto a lui non sono certamente più brutto) o brillante, semmai solare e simpatico con una propensione all'attenzione nei confronti degli altri... eppure anche quelle caratteristiche che in altri mi risultano odiose (il bere, i "discorsi da uomini sulle donne", le frecciate velenose), applicate a lui mi risultano più che tollerabili.
Cercai di reagire a questa situazione cercando di passare più tempo possibile con gli altri miei amici (ho legato particolarmente con tre ragazzi e due ragazze del mio anno), guardare assieme a loro i film di Bergman, giocare a biliardo o chiacchierare amabilmente davanti a un caffé – eppure non è servito a nulla cercare di frequentare C. il meno possibile, continua a essere una presenza fissa nel mio cuore... e nei miei sogni...

Ora sono a casa in vacanza e so che non lo vedrò per altri dieci giorni, ma già sento nostalgia del suo volto e della sua presenza.
MarcoItaly ha detto...
Per Dubbioso

Ciao, io ho 23 anni e leggendo quello che scrivi mi sono ritrovato in quanto ho provato anche io sentimenti simili per un mio compagno di classe delle superiori. All'inizio pensavo che mi fossi innamorato di questo ragazzo, non ti dico quanto pensavo a lui durante il giorno. Poi con il passare del tempo ho scoperto che in realtà mi ero "innamorato" della sua positività, del suo essere accettato da tutta la classe, di essere (almeno estenamente) sicuro di se. Ero attratto, cioè, da tutte quelle caratteristiche di lui che sentivo mancare o essere estremamente carenti dentro di me. Adesso, ripensandoci, non era amore quello che provavo, ma semplicemente cercavo in lui ciò che sentivo carente in me.

P.S.: un saluto a tutti. (e a FR MAX in particolare).
fr max ha detto...
Per Dubbioso.

Carissimo grazie per la tua presenza e per aver aperto il tuo cuore.
Sei molto giovane e alla tua età è possibile che tu stia cercando un modello di identificazione maschile che forse in base alla tua storia senti debole o confuso.
Sta sereno e cerca di andare oltre tutto questo e di guardare il tuo reale bisogno , ciò che realmente desideri e cosa cerchi in questa relazione.
Alla tua età è facile mitizzare alcune persone.
Cerca di aprire il tuo cuore e di parlarne meglio.
Io da parte mia ci sono anche se vuoi scrivermi (byronm@libero.it).
Ti ringrazio fin d'ora e sta sereno.
Un abbraccio a te.
Un saluto speciale a Marcoitaly che è sempre nel mio cuore.
A presto
P. MAx
Anonimo ha detto...
Il sito e' molto bello.
Vorrei portare la mia esperienza. Ho represso la mia omosessualita' sino a 35 anni, poi su suggerimento di un psicologo sono andato a vivere x conto mio e l'ho vissuta, anzi mi ha anche invitato a viverla. Non ne ho fatto una abbuffata e via via la cosa e' scemata come incontri. Non come ricerca erotica di immagini via internet. Ho anche notato una maggiore attenzione x le donne, ma da un punto di vista fisico sento attrazione ancora per gli uomini. Insomma mi sento in un guado. A 41 anni, emotivamente solo, davanti a me i limiti di rapporti gay, e l'incapacita' di sentire desiderio per una donna. Insomma sempre a meta' strada. Anche se ora le donne mi cercano io nn so' che fare ne' che dire
desolante. E cmq sfiancato
Mark Stronger ha detto...
Per Manuel.

Sono Marco dagli USA. Era da tempo che non leggevo questo forum ma una persona cara a cui voglio molto bene mi ha detto che mi cercavi. Puoi contattarmi al seguente indirizzo:
iamthenewmark@gmail.com

Ti volevo anche dire di non demoralizzarti. Anche io avevo internalizzato mia madre. Poi l'ho demolita andandomene da lei ed identificandomi con altri uomini. Non c'e' mai stato niente di male nel fatto che a te piacesse guardare il pugilato o gli sport con gli uomini muscolosi. Direi anzi che e' del tutto normale per un bambino fare questo. Significa che ti volevi identificare con quegli uomini. Sarebbe stato strano se tu avessi guardato Novella 2000. Purtroppo i tuoi genitori hanno preferito distorcere il tuo normale desiderio di identificazione maschile e farlo apparire come un desiderio omosessuale.

Ricordo che quando ero adolescente, alcuni miei compagni di scuola (al 100% eterosessuali) avevano in camera posters di Magnum PI (non so se lo conosci, era un telefilm degli anni 80, ebbene si' faccio parte di un'altra generazione) con la camicia sbottonata, i muscoli di fuori, il petto villoso, etc. e dicevano: "Guarda che uomo, voglio essere come lui un giorno." Ci penso spesso a quelle frasi, che dimostrano come un ragazzo possa ammirare un altro uomo senza sentire desideri omosessuali, confidente nel fatto che i suoi genitori e amici lo incoraggeranno invece di prenderlo in giro.

A presto, scrivimi,
Marco

P.S. Se altri vorranno scrivermi, ne saro' felice.
Manuel ha detto...
Volevo ringraziare due persone di questo forum. Non vi dico i nomi per non metterle in imbarazzo.
Buon anno a tutti.
Spero che queste persone continuino ad essere pazienti con me.
Mark Stronger ha detto...
L'omosessualita' non e' genetica. Se fosse genetica, ogni coppia di gemelli identici (che hanno lo stesso DNA) condividerebbe lo stesso orientamento sessuale. L'esistenza di gemelli identici con orientamento sessuale differente dimostra senza possibilita' di contraddizione che l'omosessualita' non e' genetica. Cio' significa che e' acquisita dall'ambiente e dalla famiglia, come ho sempre sostenuto in questo forum. Cio' ci da' molte speranze perche' tutto cio' che l'ambiente ci ha fatto lo possiamo disfare. Guardate quest'immagine: http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2012/01/10/foto/due_parole_sui_gemelli-771486/8/
fr max ha detto...
Carissimi pace a voi.
E' da un po' di giorni che vedo questo spazio dominato dal silenzio.
Il silenzio è un tempo prezioso nella vita di ciascuno perchè aiuta a meditare e a dare meglio un nome alle cose!
Troppo silenzio rischia di diventare paura, noia, indifferenza, autosufficienza!
Nemici del cuore !
In questi momenti di silenzio il canto del cuore mi riporta al passato, a tutti i volti che son passati in questo spazio in questi anni ..... quanti....quanti!!
Quante lacrime ho raccolto dentro e fuori questo spazio ma anche quante speranze che non si sono spente che hanno continuato a lottare nel cammino della vita!!
Quanto è grande il mio orgoglio già solo per l'impegno che sò e son certo ciascuno ha messo per uscire dalle schiavitù delle dipendenze e delle pulsioni indesiderate.
Altrettanto profondo il mio invito a restare uniti nel camminare restando attenti al bisogno di ciascuno.
La Verità vi farà liberi!
Un abbraccio e una benedizione a tutti (byronmp@libero.it)

P. Max
manuel ha detto...
caro frate max tu dici che bisogna essere liberi e che bisogna esternare i nostri sentimenti: ma cosa devo dire io che ogni giorno devo pensare a una madre dove devo fare il suo schiavetto, a una sorella che sembra una bambina e a una malata di demenza senile. Cosa devo dire oggi che parlo sempre al femminile e che dico che voglio un uomo che mi ami, che voglio essere abbracciata da un uomo e parlo sempre al femminile? Devo pensare solo al suicidio perchè quella è la mia alternativa. Cosa devo fare se sto in terapia ed escono sempre ricordi brutti e non belli da quanto avevo 4 anni?
human ha detto...
Per Manuel

Non perdere coraggio, amico, e sopratutto la speranza di una vita ricca di senso e di luce. Per quanto difficile sia, e dolorosa, hai scelto la via della vita, della risurrezione. Abbi fiducia in te. La tua lotta ne vale la pena. Non sarà certo il suicidio a risolvere i tuoi problemi. La vita, anche se nei ricordi brutti, ha sempre un senso, nonostante le ferite conserva sempre la sua bellezza. Non importa se riuscirai o meno a risolvere i tuoi problemi, l'importante è lottare per una sessualità integrata, umana. Manuel è bello vivere nella verità di noi stessi, quella veritò che come ha detto fra Max ti rende libero. Sii forte dice un salmo, e spera nel Signore.
Prego per te.
Human
human ha detto...
Per Manuel

Non perdere coraggio, amico, e sopratutto la speranza di una vita ricca di senso e di luce. Per quanto difficile sia, e dolorosa, hai scelto la via della vita, della risurrezione. Abbi fiducia in te. La tua lotta ne vale la pena. Non sarà certo il suicidio a risolvere i tuoi problemi. La vita, anche se nei ricordi brutti, ha sempre un senso, nonostante le ferite conserva sempre la sua bellezza. Non importa se riuscirai o meno a risolvere i tuoi problemi, l'importante è lottare per una sessualità integrata, umana. Manuel è bello vivere nella verità di noi stessi, quella veritò che come ha detto fra Max ti rende libero. Sii forte dice un salmo, e spera nel Signore.
Prego per te.
Human
fr max ha detto...
Per Manuel.
Cosa devi dire carissimo?
Devi dire CHE TUTTO QUELLO CHE HAI VISSUTO NON E' L'ULTIMA PAROLA SULLA TUA VITA!
La nostra storia puo' essere segnata da ferite, assurdità e incomprensioni, ma appunto è segnata ma non determinata.
Tu non sei solo quello che ti è accaduto ma anche una persona che può scoprire la propria libertà.
E' un cammino di riscoperta ma non mollare.
Prego per te e ti abbraccio fortissimo.
P. MAx
manuel ha detto...
Volevo fare l uomo fin da bambino invece mi hanno fatto vergognare di esserlo. ora vorrei essere una donna ma non posso esserlo. sono a metà. e bastava poco per essere uomo. avrei voluto da bambino l'abbraccio di un uomo e la stima di mio padre. volevo essere confermato come uomo da mio padre. e invece ho avuto un padre abusante e distante, gli amici della mia città che mi hanno preso e mi prendono in giro e una mamma che mi diceva che capelli ricci come una donna, che seno come una donna, nascondi il pisellino. Si dice che si nasce omosessuali ma io penso che è tutto un fattore ambientale. se io muoio e mi suicidio non soffro più: la verità non la so neppure io.
fr max ha detto...
Per Manuel.
Carissimo, hai sofferto, sei stato deriso, umiliato e scoraggiato nella tua identità di maschio.
Molti saranno stati spietati e ingiusti con te e questo è molto doloroso da accogliere.
MA NON SEI LA VITTIMA DI QUESTO MONDO.
Oggi hai la possibilità di riprendere in mano la tua vita.
riscoprire il valore di uomo, di Figlio di Dio, di sposo e Padre che sono tratti scritti nel cuore di ciascuno nessuno escluso.
Lasciati accompagnare!
Dio ti benedice.
P. Max
Anonimo ha detto...
27 marzo

Più ferite si hanno più la potenzialità di crescita è elevata. Un tempo anch'io provavo rabbia per quei coetanei che si prendevano gioco di me solo perchè avevo caratteristiche femminili. Ora che, proprio grazie a quegli atteggiamenti, ho avuto la possibilità di conoscermi ed amarmi fino all'anima, non cambierei la mia vita con quella di nessuno. Oggi mi sento molto fortunato perchè quegli stessi coetanei, che un tempo invidiavo per la capacità di crearsi facilmente una vita, non hanno avuto la mia stessa opportunità di conoscersi, ma procedono con gli schemi dell'infanzia fin che riescono. Indagarsi quando già si è adulti credo sarà molto più difficile perchè ormai le credenze si sono strutturate. Inoltre le relazioni che si creano dopo introspezione interiore hanno una luce di veridicità incredibile, niente a che vedere con quegli "incastri mal riusciti di personalità", che tanto invidiavo a scuola.
Manuel ha detto...
Sono sempre Manuel. io ho 30 anni, ormai potrei dire che la mia vita è distrutta. Si vi dico che è distrutta perchè per 30 anni sono stato a stretto contatto con mia mamma e mia sorella. Mio padre sbatte la porta e se ne va. ho 30 anni ma mi sono bloccato all' età di 3 anni perchè a 3 anni toccare un maschio per mio padre e mia madre era cosa da ricchioni. Oggi in un centro commerciale, famiglie con bambini, coppie tutte felice e allegre. io ero l'unico infelice. Vedevo le donne abbracciate dai loro uomini. Io quegli uomini cerco protezione. Protezione che un padre non mi ha dato.Ogni giorno davanti alla televisione a vedere le partite e a masturbarsi il pene. Questo è stato mio padre. Un modello che non ho seguito e ho assorbito mia madre. Una che mi ha detto di nascondere il pisellino e che bella femminuccia che ho.
Meglio nascere orfano
manuel ha detto...
La colpa è solo mia. a 3 anni dovevo reagire. 0ggi ne ho 30 ed ho tutti contro. tutti mi hanno considerato una donna.
Anonimo ha detto...
27 marzo

Il rapporto con mio padre non è e credo non sarà mai entusiasmante, ma ora più che mai sento di rispettarlo molto come persona e uomo. Il giorno del suo compleanno gli ho fatto gli auguri in modo veramente sentito tanto che ho voluto anche abbracciarlo e lui mi ha detto: "bravo!" per poi emozionarsi: dietro quella corazza anaffettiva c'è un cuore tenero.
Anonimo ha detto...
Ogni tanto mi capita di venire qui e di leggere i vostri commenti,che devo dire non di rado mi aprono gli occhi su problemi e speranze a cui io non avrei mai pensato.Proprio oggi stavo facendo una riflessione, e cioè finora non avevo mai pensato a quanto male causa la televisione a chi già vive una fase instabile con se stesso.Penso alle fiction, dove spesso e volentieri gli uomini sono presentati come dei prepotenti, dei tiranni o peggio ancora degli stupratori o assassini...e purtroppo le persone assassinate, stuprate o maltrattate sono perlopiù donne.....in queste condizioni,mi chiedevo, come fa un bambino o anche un ragazzo (fino a 12-13 anni diciamo)
a vivere serenamente col proprio sesso se gli mancano eroi maschili positivi da imitare e sovrabbondano invece quelli negativi? ci vorrebbero invece più personaggi maschili positivi, che non usano il proprio potere e forza per far del male agli altri ma al contrario li utilizzano a servizio degli altri....che ne dite?
Anonimo ha detto...
27 marzo

Eh già! Sempre più la mascolinità è sinonimo di violenza, corruzione, instabilità e altre caratteristiche negative. Ci sono molti esempi di donne belle e forti, le stesse che anche incosciamente si pongono sempre verso l'uomo come un qualcosa da svalutare, quasi ridicolizzare. In tv l'uomo sembra essere visto solo in qualità di corteggiatore della donna, altrimenti perde qualsiasi consistenza. In più quante leggi e pubblicità dipingono gli uomini come stupratori o padri violenti: il messaggio volente o meno che arriva ai bambini è che maschio è brutto e cattivo.

Credo che molte donne stiano prendendosi ciò che si sono viste negare in passato trasmettendo questo spirito di rivendicazione alle figlie. Si sta programmando una "gran bella" società di donne falliche e uomini castrati!
Manuel ha detto...
Io penso sia tutto relativo. Ti parlo io che a da bambino vedevo il wrestling e holk hogan, magnum pi, l uomo tigro, batman e l'uomo ragno. Tutti questi personaggi erano personaggi che per mio padre erano pagliacci. Ora un uomo che è grasso, non palestrato, se vede un maschione potrà dire che è bello. Non parliamo poi a 15 anni.Volevo essere come rocco siffredi. In casa mia era immorale. L'invidia di un uomo cosa fa fare.
Come vedi i modelli alternativi di uomini nell'infanzia ne ho avuti, eppure sono diventato quello che sono. Per mio padre tutte queste persone erano pagliacci perchè lo surclassavano di ben modo.
Uffa che palle la vita.
Voi dite che dovrei ringraziare di vivere, mah, io vorrei tanto morire.
manuel ha detto...
ragazzi sono sempre più triste. davvero non c è la faccio pìù a vivere così.
vorrei davvero farla finita.
che senso ha guardare gli altri vivere e tu morire come una candela
boh ha detto...
Buonasera a tutti. Ho scoperto questo sito da poche settimane e volevo ringraziare tutti coloro che si dedicano a portarlo avanti perché date veramente speranza a tutti. Sono stato lieto di riscontrare lo stesso linguaggio di Gesù che conosco, credo che se le persone riescano a cambiare è solo grazie a lui. Io ahimè sono sempre tentato di pensare di perdere tempo ed esperienze sessuali nel tentativo di migliorare la mia situazione affettiva, poiché mi sento sfiduciato dal mio corpo. Nonostante io abbia esperienze concrete che mi portano a dire che l'omosessualità sia cancerogena per tutti, non riesco a liberarmi dai soliti peccati e dalla pigrizia che ne deriva.. Ho avuto un esperienza sessuale da bambino con un altro bambino,il contesto in cui vivevo alle elementari mi ha allontanato dai maschietti, non ho mai giocato a calcio con i miei amici, son sempre stato preso in giro alle medie per la mia femminilità e per il mio modo di parlare.. E credo che Dio abbia permesso tutto ciò, tutta la mia sofferenza.. La cosa che mi rincresce è per i miei sentimenti (che dovrei chiamare disordini) verso gli uomini anzi verso quell'uomo. Dio ha permesso che il ragazzo di cui ero cotto se ne andasse, ed io non riesco imperterrito a liberarmi dalla dipendenza affettiva che nutrivo nei suoi confronti.. Qui in questo sito ho scoperto cose nuove, si parla di sentimenti erotizzati per sfamare la nostra parte maschile, non ho ben capito :( io ricercherei me stesso negli uomini di cui mi innamoro? Mi piacerebbe saperne di più.. Ricevere consigli.. Poiché sono troppo legato alle emozioni del cuore.. Non vedo come potrei amare una donna quAnto sentivo il bisogno di quel ragazzo.. Quando leggo il blog rimango sempre più fiducioso..
terence ha detto...
Carissimi amici,
ho 38 anni. E' una vita (da quando ero piccolino) che prego, imploro, piango, chiedo aiuto, chiedo di poter vivere una vita normale, cerco di evitare le tentazioni ed inevitabilmente ricado e sperimento uno sconforto ed una solitudine più grande. Mi dispiace dirlo, ma questo è vero come è vero che, purtroppo, a sentir parlare di Dio che pur desidero, a sentir parlare di cammino, mi viene il vomito come quando uno ha subito un trauma andando in ospedale da piccolo e poi ha paura dei dottori. Nel mio caso il trauma è stato chiedere aiuto ed essere stato lascitao fondamentalmente solo con i miei problemi a dover fingere di essere come tutti, ma vedere che altri fanno famiglia e figli ed io solo. Vi confesso che non riesco a non odiare Dio per quello che mi ha fatto, per le sofferenze che non mi ha risparmiato, per le umiliazioni che mi ha fatto subire e soprattutto perchè non mi da speranza di una vita affettivamente piena e serena. Perchè? Boh. La triste realtà è questa, mi si può dire quel che vuole ma la realtà è che Dio non muove un passo e più volte gli ho chiesto (non ho il coraggio di farlo da me, son un vigliacco o coraggioso?) di porre fine alle mie sofferenze con una bella malattia fulminante. E poi per che cosa dovrei rinunciare ai miei piccoli piaceri solitari? Cercare la riduzione delle pulsioni, la purezza dello sguardo, ecc. non è per me un ideale adeguato. L'ideale adeguato è che io possa essere felice è realizzato. Perchè mettermi dentro l'esigenza affettiva, quella di aver figli ed una famiglia come tutti e invece poi il risultato è che passerò (e sto già passando la mia maturità da solo?). Chi sta o starà con me quando mi ammalerò? E la sera quando torno a casa stanco del lavoro chi trovo ad accogliermi a braccia aperte? E la prole, il desiderio di figli chi lo potrà colmare? Il libro di Di Tolve mi ha fatto male, molto male (anche fisicamente), una spada al cuore. Potrà o vorrà Dio accompagnarmi? O forse morirò come tanti da solo? E purtroppo cari amici (compresi i preti) per tanti che conosco questa è la tragica realtà che urla a Dio: perchè questo silenzio? PARLAMI o altrimenti era meglio che non fossi mai nato! PS : scusate la franchezza. La mia è una lotta (un dialogo) senza colpi proibiti. PPS scusate se non ho letto molti post (sono tantissimi, se volete suggerirmene qualcuno...) PPPS non è un attacco personale a nessuno, ma sono stanco di buoni consigli. Comunque ringrazio chi racconta la sua esperienza. Se davvero la vita potesse avere un disegno positivo... anche all'ultimo momento, ma qualcosa di vero concreto reale, tangibile, ragionevole.
Ciao
Davide Max ha detto...
Salve a tutti. Sono gay da quando ho 18 anni.

Non ho mai avuto contatti con donne. Ma devo dire che mi rendo conto che nel mio caso l'omosessualità ha un'origine PSICOLOGICA, a differenza di chi dice che non sia così.

So di avere paura del giudizio delle donne, e leggendo varie cose di psicologia, mi sono reso conto di avere avuto parecchi traumi che, messi insieme, non mi rendono possibile non avere paura delle donne, che peraltro non mi disgustano fisicamente. Anzi, a volte ho desiderato avere contatto fisico con ragazze.

Il punto, però, è questo: se uno non ha i soldi per spararsi 20 anni di psicanalisi, che può fare? Tra l'altro non è certo che si possa cambiare, magari le sofferenze sono così radicate che non si possono rimuovere, e magari si può diventare quella via di mezzo assai peggiore per sofferenza...

Io mi rendo conto di non vivere bene la mia omosessualità, ma ho 30 anni, la vita scorre, e pur rendendomi conto di molte cose, rimangono troppe insicurezze e paure.

Scusate lo sfogo ed in bocca al lupo a tutti
Anonimo ha detto...
X TERENCE
Ciao terence, mi chiamo Emilio. Ho letto il tuo post e voglio dirti che anche io come te ho pianto e implorato Dio che mi rendesse felice nella mia vita!Le cose che tu dici come x esmpio :" ..x che cosa dovrei rinunciare ai miei piccoli piaceri solitari,cercare la riduzione delle pulsioni, la purezza dello sguardo etc" oppure dici che per porre rimedio alle tue sofferenze sarebbe meglio che Dio ti facesse morire con una malattia fulminante...ecco ti parlo veramente e ti dico che queste cose io anche l ho pensate! per cosi dire mi ci sono arroventato il cervello. Ognuno di noi nella vita soffre, chi per un motivo e chi per un altro..a noi è capitato questo, cioè l'omosessualità.A volte mi sono chiesto ma xke non posso andare con uomo?..ora mi rispondo che non sono venuto al mondo per avere rapporti sessuali con uomo!non voglio rovinarmi la vita facendo sesso con ogni ragazzo che mi capita davanti solo per il gusto di avere un piacere sessuale..perche questo è il pensiero che martella un uomo gay : il sesso e il piacere. Spesso sento in tv molti omosessuali che difendono l omosessualita dicendo che loro sono felici che finalmente stanno bene con se stessi! TUTTE STRONZATE!mi viene rabbia ascoltando queste cose perche loro dentro se stessi non sono felici si sentono vuoti!parlano con grinta e convinzione! Però nei momenti che sono soli soffrono.L omosessualita non deve essere giustificata e apprezzata perche è terribile!ti corrode!ti fa marcire!ma soprattutto fa soffrire!caro terence sai perchè piangiamo e soffriamo? perchè abbiamo chiesto aiuto a Dio e lui ce lo sta dando..tu piangi e soffri perchè Dio ti ha sussurato nel cuore che ti ama immensamente e ti ha detto che Lui vuole salvarti e stringerti al suo cuore ma non ci riesce perchè tu glielo impedisci.Lui ha già fatto il passo verso di te perchè tu lo hai chiamato e gli hai chiesto aiuto ed è venuto in tuo soccorso. Ora tocca a te fare il passo in avanti verso di Lui perche ti sta aspettando!con il PECCATO tu ti stai allontanando dal suo amore ed è per questo che soffri. il peccato è ciò che ci allontana dall amore di Dio!più pecchiamo e più ci sentiamo persi!IL PECCATO DISTRUGGE I BUONI PROPOSITI E NOI STESSI!rinunciare ai rapporti, ai siti pornografici,alla masturbazione è difficile è vero,ma ci si riesce ed è possibile riuscirci!!qualche volta è vero anche che si può ricadere..e allora che si fa?rimaniamo a terra?No!!ci rialziamo e continuiamo a camminare fino alla fine della nostra vita cercando di non ricadere e chiedendo perdono al Signore.Non dobbiamo avere timore di lasciare il peccato oppure pensare che è impossibile farcela. Caro terence rincomincia la tua, prega e molto perchè senza la preghiera le cose saranno molto ma molto più difficili. inizia andando tutte le domeniche a messa e prova a dire un Rosario al giorno..ti sembrerà dura all inizio però dopo vedrai come ti sembrerà facile e piacevole!non te ne renderai nemmeno conto!coraggio!
ti saluto terence spero di risentirti
un abbraccio e un saluto a tutti i ragazzi del blog!
Emilio
terence ha detto...
Caro Emilio,
intanto mi chiamo Alfredo (Terence è uno pseudonimo) grazie tante sinceramente per avermi risposto. Quando mando il mio messaggio nella bottiglia ho sempre la speranza che qualcuno la raccolga e possa dirmi che è possibile una novità, poter essere vero cioè uomo come è nella immagine di Chi ti ha fatto. Oggi ho lavorato tanto ma durante il giorno nei momenti di pausa in cui trovavo il tempo per respirare (fisicamente, perchè è stato un continuo)continuamente pensavo "chissà se qualcuno mi risponedrà, chissà se verrà approvato il mio commento e verrà pubblicato, chissà se potrò mai essere felice e sereno..." Provo a risponderti: dici che anche tu che hai vissuto la mia situazione e questo è per me motivo di speranza.Dici che "ognuno nella vita soffre a noi è capitato questo" su questo non sono d'accordo soprattutto perchè questo tipo di sofferenza non è qualcosa di esterno, ma incide profondamente sulla mia identità, sulla mia capacità di relazione, sulla mia possibilità di avere una compagnia ed una prole ed infatti tu non mi hai riposto quando obiettavo che la sera (anche questa ahimè !) al ritorno dal lavoro , non troverò nessuno ad accogliermi a braccia aperte o quando mi ammalerò o nelle ore e nei lunghi giorni trascorsi in silenzio e solitudine... Però oggi ho trovato la tua risposta. Grazie di cuore, sono meno solo, c'è uno che si è mosso e commosso per me, c'è uno che SA, non per sentito dire ma perchè lo ha vissuto o lo vive lui stesso, quello che sto vivendo! Grazie. Tuttavia, consentimelo, l'obiezione mi resta.
Poi tu dici e questo mi sembra un assioma non dimostrato, però grazie tantissimo della franchezza, che tu non vuoi avere rapporti sessuali con OGNI uomo. Ora io mi chiedo perchè un uomo non può amare UN altro uomo, perchè è solo questione di rapporto sessuale? Io non ho mai avuto un altro uomo, neanche tanti altri uomini, mi sono sempre rifiutato. Non credo oggi di essere più felice. Non sono felice punto e basta, sono diventato un segaiolo (perdonami il termine,ma eliminiamo le ipocrisie) incallito, una sorta di cane idrofobo. Tu dici che ciò che martella un uomo gay è il sesso ed il piacere e chi te lo ha detto? Non è vero! Io mi masturbo perchè NON vivo una relazione affettiva completa, non perchè cerco sesso e piacere. Io cerco una relazione integrale. Che ci posso fare se mi attraggono gli uomini, mica mi posso imporre di desiderare le donne. Magari potessi, sarei il primo a volere una famiglia e dei figli. Ma un Altro ha deciso che no! che devo soffrire chissà per quale motivo. Avrebbe potuto risparmiarmelo e invece no! Invece vivo un calvario quotidiano ormai da più di trent'anni che raramente mi lascia in pace e soprattutto quasi mai lieto e sereno. E qui veniamo al mio motivo di rabbia profonda con Dio. So che probabilmente le responsabilità sono degli uomini, ma lui non le ha impedite e allora come posso pensare che mi ami? Carissimo Emilio, ti parlo veramente come ad un fratello, tu mi hai risposto e per questo mi sei caro, tu dici che alcuni omosessuali parlano con grinta e convinzione ma non sono felici ma io non riesco ad arrabbiarmi, sapendo quello che vivono e che sono ne provo solo tenerezza! So che tu ce l'hai col peccato (l'omosessualità) e non con il peccatore, tu dici che l'omosessualità fa soffrire, il peccato fa soffrire. A me quello che mi fa soffrire veramente è la solitudine, non l'omosessualità, il fatto di non potere avere una relazione privilegiata con qualcuno, il fatto di non potere avere una famiglia e dei figli.
terence ha detto...
Pensi che questo sia una piccola sofferenza in un uomo di 38 anni altrimenti assolutamente nella norma? Che prospettive ho nella vita? Invecchiare nella solitudine? Non avere nessuno che un giorno mi chiamerà "papà" ti sembra poco? Perchè tutto questo? E tu vuoi dirmi che chi mi ha fatto mi ama? Tu dici che piango perchè Dio mi ama? No, piango perchè mi manca, perchè mi ha lasciato solo! O quasi perchè grazie a Lui ho comunque un cuore, un desiderio di felicità e tante cose belle che me lo ricordano. Per questo soffro, perchè sono spaccato in due, nel nucleo, nell'identità . Si può avere un male terribile eppure non vivere questa sofferenza così lacerante e straziante. Io non vedo, come dici tu, l'aiuto di Dio, proprio no. Mi dispiace non credere, quando lo vedrò te lo dirò... comunque mi ha risposto!Tu mi dici che io impedisco a Dio di entrare: è vero! Non mi fido, ho paura, forse orgoglio, rabbia, ho una ferita profonda perchè mi sono sentito abbandonato più volte da Lui e dai SUoi (qui dovrei raccontarti circa 20 anni della mia vita, ma la conclusione è che molti dei suoi, dei cristiani, di coloro che dicevano di amare Cristo, mi hanno lasciato completamente solo proprio nel momento in cui più avvertivo il bisogno di essere accompagnato. So che non puoi capire perchè non mi conosci, comunque questo mi ha ferito intimamente ed ha radicato la mia diffidenza e sfiducia in Dio e negli uomini). Ciò non toglie che la compagnia di Dio mi manca come l'acqua ad un assetato e vivo una schizofrenia tra il mio bisogno di Lui e la mia rabbia ed odio per Lui.Tu mi dici che il peccato mi sta allontanando dall'amore di Dio, ma perchè Dio non viene a salvarmi da me stesso e dalla mia cattiveria? C'è la libertà umana, ma come vorrei che in qualche modo concreto mi abbracciasse e mi riportasse a casa! Tu pensi che io sia libero? Tu pensi che io decida veramente e liberamente per il male? Dio solo lo sa, personalmente io ancora non lo so. Sapessi quante centinaia di volte ho provato a pregare, implorare, dire rosari, fare pellegrinaggi, piangere, confessarmi, chiedere la grazia. Risultato: niente purtroppo. Ancora fino ad oggi: niente. Sono qui non avendo alcuna risposta, come il primo giorno.
Tu dici che è possibile rinunciare al peccato: ti credo. Ma io non voglio appena rinunciare al peccato, io voglio essere FELICE! Voglio capire qual'è la mia strada, se a 38 anni ne ho ancora una. Stasera, almeno questa pregherò, lo faccio sempre più raramente ormai. Un saluto a tutti tutti. Grazie ancora. Alfredo
Anonimo ha detto...
Per TERENCE! scaccia via i pensieri sul suicidio, tu sei una persona speciale e bellissima nei tuoi 30 anni, solamente perché ti rendi conto della tua sete di Amore. Noi tutti su questo blog parliamo della nostra condizione omosessuale e fa soffrire tutti l'essere sfiduciati, ma non per questo bisogna snobbare Dio e bestemmiarlo. Gesù la sua croce se l'è portata fino alla morte, chissà quanto avrà sofferto per tutto quello che gli abbiamo fatto! Noi persone etero con tendenze omo abbiamo questa croce: Carenza d'Affetto, traumi, abusi, incesti... Non pregare Dio di ricevere malattie terminali, prega di donarti un'affettività sana, a 30 anni si può trovare qualcuno! Ti direi di ricercare il cammino neocatecumenale, anzi lo consiglio a tutti.. Siamo chiamati ad affrontare le nostre croci e le nostre sofferenze. Sì, magari a volte scapperà la masturbazione, siamo peccatori, com'è normale che sia, senza peccato noi saremo dei di noi stessi.. E Dio ci ama così come siamo, dobbiamo solo chiedergli scusa dei peccati e della poca fede che nutriamo nei suoi confronti, lui a suo tempo si manifesterà con una potenza incredibile, facendoti provare emozioni forti per le Donne. Fidati è possibile.
Anonimo ha detto...
Alfredo/TERENCE ma se sei schiavo della masturbazione, scusami eh, come speri di ottenere la felicità? è la masturbazione la causa del tuo malessere, della tua depressione. Nella castità si vivono le grazie e la trasfigurazione dell'anima. Prega che ti verra più facile smettere, prega x smettere.
terence ha detto...
Caro Anonimo,mi vien difficile parlare con un anonimo. Mi avete risposto in 2 anonimo (siete la stessa persona? Boh. Solo 2 cose brevi, mi si dice di comminciare il cammino neocatecumenale. Detta così la cosa mi sembra come andare al supermercato e scegliere un prodotto da banco. In una parola mi sembra forzato, innaturale.
L'altro (o lo stesso anonimo) mi dice che sono schiavo della masturbazione e mi dice di pregare. Fino ad ora (ci ho provato in maniera continuativa per almeno 7 anni), preghiera, comiunione, confessione, vita comunitaria, non hanno prodotto niente. Questa è la mi esperienza e vi chiedo di non metterla in dubbio.
GRAZIE per le risposte, per la vicinanza, la preghiera. Grazie soprattutto a chi racconta la propria esperienza, chi non si arrende, chi lotta, grazie a chi racconta il proprio cambiamento ed per questo, solo per questo, incita e vuole accompagnare gli altri a cambiare. Statemi vicino perchè ne ho veramente bisogno.
Alfredo
Anonimo ha detto...
L' uomo e' figlio del propio passato ma non il suo schiavo ed e' padre del propio avvenire.
Viktor Frankl
Anonimo ha detto...
X alfredo
Ciao sono Emilio, comunque non sono io il secondo anonimo che ti ha risposto. Caro Alfredo che dirti..sento più che rabbia nelle tue parole..vorrei essere lì con te per poterti spiegare meglio tutto quello che penso..sono stupendi i tuoi pensieri, diventare padre,sentirti chiamare papà dai tuoi figli, abbracciare tua moglie quando rientri!..perchè ti lasci trasportare così dalla sofferenza?perchè ti abbatti e distruggi tutte le tue speranze?tu dici che hai pregato,ti sei confessato,che hai ricevuto la comunione etc..e non hai risolto niente!io ti dico che tutte queste cose non le hai fatte bene!sai perchè?non le hai fatte con il cuore!tu stesso dici(a conferma di quello che sto dicendo): ".. non mi fido(di Dio), ho pauro,orgoglio forse rabbia.." e allora?lo vedi che c'è un buco che tu stesso stai facendo nella tua anima?inoltre affermi:"perchè Dio non mi salva da me stesso e dalla mia cattiveria?"..ricordati che Dio non interverrà mai contro il tuo libero arbitrio!..se tu scegli di drogarti,tu 6 libero di farlo,se tu vuoi ucciderti,tu sei libero di farlo,se vuoi essere gay,tu sei libero di farlo, Dio non ti ostacolerà mai! l'unica cosa che può fare è parlarci nell'anima e dirci che stiamo sbagliando e che lui ci aiuta a sopportare tutta la nostra sofferenza!..il tuo "nodo" è proprio quello, hai rabbia nei suoi confronti ce l'hai con Lui in un certo senso!quando imparerai ad accettare la tua sofferenza imparerai a capire tante cose!tu devi affrontare i tuoi problemi con la tua volontà.Quando ti masturbi non puoi pretendere che Dio ti aiuti a smettere!Dio non viene lì e ti leva la mano sul pisello..scusa la volgarità ma è così. Mentre ti masturbi leva la mano da lì alzati sti cavolo di pantaloni e srtigi bene la cinta!Questo lo deve fare Dio?tu non lo puoi fare?..hai fatto tante domande, hai mostrato la tua sofferenza,tanta, ma tu credi che siamo i soli a soffrire?nelle tue parole ho riletto la mia storia, i miei pensieri, le mie sofferenze...
Anonimo ha detto...
Parte 2 x alfredo
in un punto del post dici che a te non è il peccato che ti fa soffrire è la solitudine!..da dove credi che venga la solitudine e l'angoscia?tu dici che ti sei sempre rifiutato ai rapporti e questo è un bene. Io anche non ha avuto rapporti sessuali con gli uomini anche se il pensiero mi martella e vorrei lasciarmi andare..poi dici che ti masturbi perchè non hai una relazione con un uomo e che il sesso non è l'unica cosa che gli omosessuali hanno in mente!Io invece ti dico che un uomo gay è peggio di una prostituta!è ossessionato dal sesso!io lo dico perchè sono omosessuale. Oppure ho sentito storie di coppie gay che si sono sposati perchè dicevano che si amavano alla follia invece si tradivano continuamente senza poterne fare a meno!!cioè capisci?voglio dire l'amore tra 2 gay non esiste!loro,noi,abbiamo solo bisogno di affetto,di amore,quello vero!caro Alfredo hai fatto tante di quelle domande che mi ci vorrebbe un libro per risponderti!voglio concludere dicendoti: Io ti sono vicino! ricordati però che ti è più vicino Dio che ti Ama! non dire che non ti ama perche ti lascia soffrire!offrigli la tua sofferenza!abbandona la rabbia che hai!ci sto provando anche io,credimi è difficile ma con il suo aiuto piano piano ci sto riuscendo!te lo ripeto ancora una volta: il peccato uccide!il peccato provoca i tuoi dubbi,ha provocato la tua solitudine,la tua angoscia,spezza le tue speranze e ti sta trascinando in una spirale che va sempre più giù!reaggisci e prega!prega seriamente! devi pregare con il CUORE!La preghiera dovra essere gioia per te non un obbligo!devi perseverare sempre non devi smettere mai soprattutto nei momenti difficili!abbi pazienza perchè Dio agisce solo con la pazienza!ricordiamoci nella preghiera!e chiediamo aiuto al Signore!e aspettiamo! coltiva i tuoi sogni di diventare padre!prega il Signore che ti faccia incontrare una donna che tu amerai con tutto il cuore!che ti faccia riscoprire te stesso!e che Egli riunisca questa tua identità spaccata in due..devi avere fiducia!ti devi fidare!se non ti fidi è come se stessi rifiutando l'aiuto di Dio!Non arroventarti il cervello con tutte quelle domande!vivi il presente e spera per il futuro!non devi concentrarti sul futuro!devi sperare in esso!
un abbraccio
saluto tutti!
Emilio
Manuel ha detto...
Salve a tutti sono Manuel

ho gli stessi problemi vostri.
Ormai non vivo più ed ho 30 anni.
Che dire.
La mia vita è una merda totale.
Dentro mi sento una donna.
Sono cresciuta con mia madre e mia sorella. Ogni cosa che facessi da bambino da maschio mi rispondevano: manuel guardi i maschi ma sei femminuccia.
Dovevo vedere i maschi muscoli di nascosto da bambino nella vergogna perchè volevo essere forte come quegli uomini.
Quando mi iscrissi in palestra la prima volta avevo vergogna.
Perchè stare insieme a quei maschioni mi veniva fatto passare per omosessuale. E come nella mia mente gli altri mi dicessero, sei femminuccia, non devi stare in mezzo a noi.
Da bambino e da adolescente mi masturbavo pensando alle donne però non lo facevo perchè era la stessa cosa che faceva papà.
Oggi ho 30 anni, non ho amici, sto sempre chiuso in casa e mi masturbo in continuazione.
Vado da uno psicoterapeuta da 7 mesi. Non ho avuto miglioramenti, anzi peggio, si sono aperte tante ferite.
Da bambino volevo avere una famiglia, dei figli ecc.
Tutti mi hanno preso in giro: tutti, tutti, tutti, tutti,
Sono triste, grasso obeso e brutto.
In casa ho un padre che non mi pensa proprio.
E' lui il superuomo: quello che ha fatto tante cose orrende.
Lui che pensa solo al calcio e a masturbarsi il pesce guardando donne.
Vorrei ucciderlo.
Se mi immagino a 60 anni, mi immagino di essere come lui.
Il lottatore, sport maschile per eccellenza, erano pagliacci per mio padre.
Da ragazzo quando mi vestiva, mi vestiva con il viola, con il fuksia. Dicevano che erano colori maschili e se pure fosse da donna, quale è la differenza tra un uomo e una donna?
Ragazzi sono triste perchè ho avuto 30 anni di vita di merda.
Ho tentato il suicidio già 3 volte.
Non lo faccio perchè se lo faccio tutti dicono in città che sono il gay che si è ammazzato.
Non lo faccio perchè non ho il coraggio di farlo
Dico sempre che voglio un uomo che mi ami, vorrei essere protetta da un uomo. Si dico protetta perchè da bambino ho avuto schiaffi da tutte le parti. Se avevo un problema con i coetanei, non potevo dirlo ai miei perchè ero femminuccia.
Non ricordo mai un abbraccio maschile. Solo calci, dico calci da mio padre. Ogni tentativo di mascolinità ostacolato.
La colpa non la do tutta ai miei: ai miei do la colpa che non mi hanno incoraggiato a fare le cose da uomini e mettermi in vergogna.
Ci ho messo pure il mio: volere essere perfetto, ero timido e andare dalle donne quando i maschietti mi rifiutavano.
Che devo fare
Manca davvero poco che la faccio finita.
Mi sento donna e mi vedo fisicamente donna.
Manca davvero poco che la faccio finita.
Davvero poco
Davvero poco
Ogni cambiamento lo vedo forzato. Lo vedo non mio. Eppure il mondo maschile dovrebbe essere il mio vestito, il mio abito. Lo vedo un abito appeso che non mi appartiene.
Anonimo ha detto...
27 marzo

La masturbazione è un sintomo di un bisogno affettivo e sessuale che non trova soddisfazione all'esterno. Dire che è la causa delle proprie sofferenze è errato (dato che se mai ne è la conseguenza) così come costringersi a provare schifo e vergogna verso un proprio comportamento collegando la sofferenza che ne deriva a Dio. Queste sono tutte credenze negative che portano ancora più malessere. Credo che Gesù abbia insegnato ad amare i propri "difetti" come caratteristiche in evoluzione, unendoli alla volontà di crescere, ma non di certo demonizzandoli.
Ho scritto questo soprattutto per promettere a me stesso di non odiare più niente di ciò che nasce dal mio corpo, psiche e anima, ma rispettarlo ed anelare a migliorarlo.

Descrivere gli omosessuali come una mandria che fa sesso promiscuo non è reale. Io quando mi sentivo unito affettivamente ad un uomo non provavo più nemmeno attrazione per gli altri per quanto fossero belli o brutti: questo perchè ricercavo l'affetto di un padre, una guida e non il maschio che non potevo essere. Ecco perchè ogni storia è a sè!
terence ha detto...
Caro Emilio,
grazie sempre e comunque. Chi conosce il mio cuore? Neanche io. Sono cattivo? Si. La libertà che tu dici, al momento non so se sono veramente libero di decidere e di avere la volontà come dici tu. Aver fiducia? Purtroppo davvero poca e secondo me il problema, tra cui quello della masturbazione è l'evasione da un mondo che noi rifiutiamo e che ci sembra rifiutare sin da piccoli e proprio negli affetti più cari. Alcuni dicono che dall'omosessualità si può uscire. Tum suggerisci di pregare e dici (cosa che so, hai ragione )che io prego male e per questo non ottengo. Ma tu preghi bene? I discepoli, cosa che mi ha fatto riflettere, chiedono a Gesù "Signore, insegnaci a pregare". Forse che loro non avevano mai pregato? Forse che non conoscevano le preghiere. QUello che penso io è che vedendoLo pregare hanno percepito una Sua relazione speciale col Padre ed è venuta loro la voglia, il desiderio di imparare il trucco, il cuore delle domande e delle parole che Gesù rivolgeva al Padre. Caro Emilio, da solo non mi salvo, non so pregare, ho poca (pochissima fiducia) e lo stesso vale per la mia volontà un tempo ferrea, ora dopo vent'anni di lotte (fin dall'adolescenza) non sono più sicuro neanche di quella, si è infiacchita. Questa è la realtà. Ciononostante proverò ad ascoltarti, sebbene non capisca bene quando tu dici pregare col cuore. Se imploro nelle lacrime un aiuto a Dio (decine e decine di volte), cos'altro devo fare di più, francamente non saprei. Comunque tu mi sproni a ricominciare, ci riproverò anche se ormai la mia mente durante la preghiera, la messe , le omelie , senza accorgermene si disconnette . Io così come sono ora, non saprei fare altrimenti, riproverò. Statemi vicino. Alfredo
fr max ha detto...
Per boh.
Cioa carissimo Pace a te.
Oltre a sperare che cambi nik name volevo ringraziarti per la tua testimonianza e offrirti la mia vicinanza nella preghiera oltre al sostegno di questo spazio.
L'esperienza che hai vissuto con quel bambino avrà segnato la tua vita ma non la determina.
Il punto è la dipendenza affettiva di cui parli che diventa la punta di un isberg come la stessa attrazione omosessuale, indizi che richiamano altre difficoltà e immaturità che si esprimono nell'erotizzazione e nelle dipendenza affettiva.
Evidentemente la tua relazione col mondo maschile , e forse non solo, sarà stata causa di sofferenza per te e tutto questo si esprime in questa ricerca bramosa dell'altro.
Il punto è andare oltre tutto questo: cercare di scoprire i reali sentimenti ed emozioni che abitano il tuo cuore.
La tua accesa sensibilità può divenire una fonte di vita se la saprai utilizzare per camminare nella profondità di quello che senti.
Allora inizia con l'accogliere quello che vivi coscentizzando che non è l'ultima parola sulla tua vita e scegli di pensare che niente è determinato e immodificabile se il tuo cuore lo vuole.
Se vuoi scrivimi.
Ti benedico & abbraccio (byronmp@libero.it)
A presto.
P. MAx
Anonimo ha detto...
Sono Emilio
rispondo per tutti ma ora in particolare x alfredo e manuel!Non vi conosco ma sono sincero che vi voglio bene!..Siete tristi è vero, anche io lo sono, e molto! cari ragazzi la sofferenza è dura da portare sulle spalle!nessuno lo nega.Nessuno mette in dubbio le nostre storie.Caro Manuel quanta angoscia sto leggendo nelle tue parole..Ho visto però nel tuo discorso parole di speranza..quando dici..da bambino volevo avere una famiglia!da quello che dici la tua situazione in famiglia non è stata una delle piu rosee..ora tu hai un compito importante e devi portarlo a termine!x prima cosa devi riuscire a risalire da questo pozzo di sofferenze e di paure con grande forza di volontà ma soprattutto con l'aiuto di Dio.Trova i tuoi "buchi neri" dentro te stesso,"studia" i tuoi problemi e troverai sicuramente la soluzione per risolverli.Abbandona il tuo passato,devi conviverci con esso non devi dimenticarlo perchè dimenticare alcune ferite a volte non si può.Può sembrare ripetitivo ma la preghiera e l'avvicinarti al Signore ti cambierà!trasformerà la tua vita e avrai la forza di fare tutto!niente scoraggiamenti, mi raccomando!molte volte ti verrà da pensare:"no non ce la faccio, voglio smetterla"!..No manuel così no!sei padrone delle tue azioni!La vita è difficile,è dura ma non per questo possiamo negare che essa è bella!! Caro Alfredo tu mi dici: ma tu preghi bene?..ti rispondo che continuamente chiedo al Signore che mi deve guidare Lui in questo cammino Cristiano,che mi deve insegnare come pregare,come ascoltare,come amare, come essergli fedele!Gesu stesso dice che la porta e la strada x arrivare a lui è stretta e faticosa mentre è larga e facile la strada che porta alla perdizione e alla sofferenza! Però colui che si incammina per la strada giusta sarà sorretto e aiutato da Gesù stesso!è una promessa!una promessa di pace e di gioia!e Cristo non mente!Inoltre se imparerai a conoscere Dio scoprirai te stesso!Il vero "io" che è in ognuno di noi. Quando ti dico che bisogno pregare con il CUORE voglio dirti che non ci sono altre strade per pregare!pregare con il cuore significa offrire noi stessi a Dio,significa avere fiducia nella divina provvidenza,significa pentirsi dei nostri peccati e proporre al Signore di non commetterli più!con il suo santo aiuto!perchè ricordati che da soli non siamo capaci nemmeno di alzare un dito.Pregare con il cuore non significa dire 1000 Padre Nostro e 1000 Ave Maria, ne bastano anche 10 ma con il desiderio di incontrare Dio nel nostro cuore!Forza!di cosa hai paura?Di che cosa si ha paura?Scoraggiarsi è facile!è troppo facile!a cadere basta un attimo!a sentisi persi e vinti non ci vule nulla..ma lo sforzo e il sacrificio daranno la ricompensa: la felicità!il sentirsi felici e pieni!quando arriveremo a questo tutto il male dentro di noi svanirà insieme alle nostre preoccupazioni e sofferenze!Vi sono vicino amici miei pregate anche voi per me!e ci daremo sempre più forza.
un forte abbraccio
Emilio
dvaleri ha detto...
Ciao a tutti,
io non avrei molta voce in capitolo, ma ogni tanto entro e vi leggo, e mi fa male avvertire il vostro dolore.

Vi prego solo di non pensare alla morte, perché credo che ogni essere umano possa risalire la china ed uscire dallo sconforto in cui si sente. Tutti noi abbiamo un lato debole, ma sappiamo anche essere fortissimi, sappiamo tirare fuori la grinta e la voglia di fare e sappiamo reagire !
Io non sono in grado di dare consigli per uscire dall’omosessualità, ma di sicuro posso dire che ogni essere umano ha i suoi punti di forza e le sue qualità.
Non pensate troppo ai vostri difetti che spesso sono ingigantiti proprio da noi stessi: ad esempio Manuel scrive che è grasso e brutto… Sei un ragazzo giovane e devi solo reagire un pò. Se hai voglia di andare in palestra, fallo, senza tanti problemi di cosa dicono gli altri. Gli “altri” a volte sono persone che non valgono nulla, sono persone che non hanno mai voluto coltivare i valori dentro al loro cuore, sono persone che non sanno andare oltre alle critiche.
Sono meglio di te per essere così ?!? Io sono fermamente convinta di no.
E se puoi, non passare tutto il giorno in casa.
Se non hai un lavoro, cercane uno, fai qualcosa che ti impegni, e non pensare più alle cose negative.

Quando vi leggo, mi sembra di percepire che lo stato d’animo dell’ omosessualità assomigli in certi momenti alla depressione. Nella vita io ho vissuto momenti di depressione, e so che spesso si tende a pensare e a ripensare alle cose in cui non si riesce, e ci si paragona agli altri. E’ come una specie di palla di neve che rotolando diventa sempre più grande e pesante, nel nostro cuore. Ad un certo punto però bisogna anche bilanciare le cose, ed imporsi di spazzare via dal cervello i pensieri sempre negativi.
Tu Manuel sei un ragazzo giovane e con tutte le tue potenzialità, solo che in questo periodo la tua forza d’animo l’hai lasciata un po’ in fondo ad un tunnel, al buio, pensando e ripensando solo alle cose tristi. Devi soprattutto Volerti Bene con le maiuscole, e smetterla di pensare a ciò che sta dietro alle tue spalle. Qualcuno qui ha riportato una frase bellissima: L' uomo e' figlio del proprio passato ma non il suo schiavo ed e' padre del proprio avvenire. Viktor Frankl

Inoltre tengo a dire a tutti, anche se già scritto un po’ di tempo fa, di non vedere nei maschi eterosessuali qualità che in voi credete non ci siano, perché non è così ! Non abbiate mai un minimo tentennamento su questo.
Magari loro possono avere i capelli biondi e gli occhi azzurrissimi, ma per contro un cuore sterile e privo di sentimenti, ed essere privi di tatto soprattutto. La loro sicurezza a volte è dettata solo da tanta spavalderia e nient’ altro. Io qui, vi leggo tutti molto intelligenti e molto profondi, qualità che alcuni eterosessuali maschi non hanno, credetemi.

Io sono una ragazza, non sono omosessuale, sono etero, ma sono innamorata di un ragazzo omosessuale e ahimè siamo solo amici…
Trovo sia un ragazzo straordinario, sensibile, molto educato, rispettoso, e non spara volgarità come certi etero maschi pensano solamente a fare… Quindi è per questo che voglio sottolineare che non siete meno di loro, anzi, a confronto di certi soggetti siete molto meglio di loro. Nel cuore, nella mente, nei modi, nell’intelligenza.

All’ inizio del forum c’è scritto Il vostro messaggio potrebbe essere di aiuto ad altre persone. Io non ho voce in capitolo in merito all’ argomento, ma ci tenevo a dire che non ha senso pensare alla morte, e di avere fiducia in voi stessi, sempre.
Anonimo ha detto...
X Manuel
X Manuel

In realta' non importa se non aspettiamo nulla dalla vita, quello che conta e' cio' che la vita si aspetta da noi.

Chi ha un PERCHE' per vivere, trovera' quasi sempre un COME.

Cio' di cui abbiamo bisogno e' un cambio d' atteggiamento verso la vita, giacche' e' la vita che si aspetta qualcosa da noi.
Viktor Frankl










Viktor Frankl
terence ha detto...
Caro Emilio,
ti immagino come un cavaliere medievale dal modo in cui parli! Per me un altro sabato da solitudine e angoscia. Uscirò, vedrò la gente e le famiglie vivere, i bambini nei passeggini, i nonni in casa che accolgono i nipotini. Io reagirò, ma con dentro l'incertezza e il dubbio, con la speranza che quest'amara medicina che devo assumere finisca al più presto. Ho cominciato a pregare (non se col cuore.)
Un abbraccio a Manuel
Alfredo
fr max ha detto...
Per Alfredo.

Ciao carissimo.
Grazie per quello che in questi giorni stai condividendo in questo spazio.
LA speranza e la preghiera è che l'atavica solitudine che abita il tuo cuore possa iniziare a percepire una nuova possibilità.
Il punto centrale Alfredo è la scelta di consegnare la tua vita non più al silenzio e alla solitudine ma affidarsi.
Se pensi che la casualità non esiste (è per i mediocri il caso) allora accogli questo tempo e quello che sta accadendo come l'occasione di poter scoprire che forse non è proprio come senti o come hai percepito fin ora la tua vita.
Sento tanto profonda una rabbia nei confronti di Dio che è il segno certo che sei in ricerca di qualcuno ( non si parla con i muri!!).
Vorrei tanto raccogliere e condividere con te quello che vivi in profondità anche nei confronti di un Dio che non ti vuol punire, non ha nessun secondo fine nei tuoi confronti se non farsi incontrare da te però forse secondo criteri e tempi diversi dai tuoi.
Non mollare nello sperare che anche per te una svolta e un nuovo giorno è possibile.
IO ci sono e ci sarò!
Se ti va come anche agli altri se volete scrivetemi anche in privato. (byronmp@libero.it)
Dio ti benedica
Un Saluto fraterno anche ad Emilio e A Davide MAx che invito a non scoraggiarsi!

P. Max
Anonimo ha detto...
27 marzo

Sto leggendo il libro di John Gray "Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere" e lo trovo interessantissimo anche per chi sta facendo questo percorso.
Mi ha colpito la descrizione del comportamento di alcune donne che per ritenersi degne devono continuamente donare, senza rendersi conto che all'interno della coppia l'uomo sente di essere ritenuto come inaffidabile e incapace. Nella mia famiglia mamma si è comportata in questo modo sia col marito che con i figli, soprattutto con il più piccolo (me).
J. Gray afferma che il marito con una moglie di questo tipo si ritira dalle sfide familiari, diventando fragile ed insicuro. Questo ho notato essere anche ciò che succede ai figli che ricevono cure materne esagerate. Credo che il ruolo della madre all'interno della cosidetta famiglia triadica di Nicolosi sia fondamentale sia nel determinare l'incapacità relazionale paterna che l'arresto psicoemotivo e sessuale dell'infante.
terence ha detto...
Caro Davide Max, Caro P Max, Caro Emilio (Parsifal) e Manuel (cuor di leone),
due cose (soprattutto per Davide max) e per me:
"Beato chi trova in Te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio" . Si parla di viaggio santo e di un uomo che decide in cuor siuo di partire, sembra un viaggio lungo e difficile, dato che c'è bisogno di esser forti. Ma dove si trova la forza di viaggiare? Non in se ma in Te. Questo è il punto: è l'amore di un altro che spinge a compiere un viaggio difficile, che mette (come nel mio caso ) una enorme paura (soprattutto del fallimento perchè quasi tutto o apparentemente tutto ti è contro: per me l'età, l'orgoglio, la paura, le esperienze negative passate, le mie inclinazioni, la mia pigrizia, la mia cattiveria, la mia debolezza). Eppure se mi accadesse il miracolo di trovare in Te (presente, fisicamente presente) la mia forza, allora poteri iniziare o compiere il mio santo viaggio. Sono convinto che se amassi Te , se avessi fiducia in Te, Te non le mie immaginazioni, allora sarei un Alfredo nuovo e protagonista vero della mia vita. Tutto il resto , tutto il resto è merda (perchè passa, perchè delude). Tutto ciò che non mi parla di TE non serve. Quando mi parli, quando mi accorgo di Te allora sento la mia voce come un eco. Caro Davide Max non contrabbandiamo la nostra vita per altro, se non altro diciamocelo in faccia che non è questo che vogliamo e che lo sappiamo. Che vorremmo essere felici e non lo siamo.
Senti com'è diverso il cuore di chi ama veramente:"Signore, che io viva solo per amarti. Si sciolga il mio cuore al ricordo del tuo amore, al solo sentire nominare presepe, croce, santissimo Sacramento, arda tutto dal desiderio di fare grandi cose per te, o Gesù, che tanto hai fatto e sofferto per me" (sant'Alfonso Maria de' Liguori). Carissimi mi auguro e vi auguro di amare (Dio fa che accada!) così . Alfredo
Anonimo ha detto...
27 marzo

L'esistenza di bambini cresciuti senza padre e che in età adulta hanno costruito un'identità maschile completa fa comprendere quanto nella madre già sia presente la possibilità di crescere un cucciolo maschio o femmina.
Il maschio ha più che mai bisogno che la madre lo sostenga ed incoraggi nelle sfide della vita mostrandogli fiducia nelle sue capacità, la bambina della condivisione ed intimità femminile. Anche senza conoscere teoricamente questi aspetti le madri, nella maggior parte dei casi, agiscono spontaneamente in questo modo.
Anonimo ha detto...
27 marzo

Mio fratello di 4 anni più grande di me è fidanzato da molti anni con una ragazza e il loro rapporto è un po' lo specchio di quello dei miei genitori. Lui non si concede di prendersi i suoi spazi, ritirarsi in quella che Gray chiama "caverna" per riflettere su sè, si sente in colpa ed è sempre disponibile al coinvolgimento ed ascolto emotivo che per sua natura la donna ricerca. In questo modo rinuncia alla sua individualità e parte maschile, sfociando in crisi continue e rabbia interiore somatizzata in tosse violenta. Ciò è dovuto allo schema d'infanzia collegato alla credenza che l'uomo deve sempre essere disponibile al dialogo per non venire rifiutato e svalutato, così come era successo a suo padre.
La stessa ricerca di una partner forte e dominante è ricollegata a ciò che la madre ha rappresentato ai suoi occhi. E' così che di generazione in generazione si ripetono le stesse costellazioni familiari.

Mio fratello ha avuto nell'infanzia e nell'adolescenza un amico obeso e mitomane (tendenza a raccontare cose immaginarie come vere) e un amico omosessuale (molto simile a me). Il collegamento emozionale che li ha portati ad incontrarsi era uno stesso substrato caratteriale collegato a dinamiche familiari simili. In entrambi i suoi amici c'era una grande assenza paterna e una madre dominante: chi l'ha vissuta come un vuoto emotivo da riempire con il cibo, chi nella ricerca dell'aspetto paterno nell'amore e chi duplicandone le dinamiche.
La cosa interessante è l'analogia presente tra le mie amicizie e quelle di mio fratello. Nell'infanzia e adolescenza ero l'amico/a di tutte le ragazze più femminili, che come me avevano avuto un coinvolgimento emotivo materno profondo. Crescendo le strade con questo tipo d'amicizia si sono dolorosamente separate perchè ho dovuto iniziare a fare i conti con ciò che il mio corpo mi diceva essere. Da quel momento ho avuto rapporti molto disfunzionali e con persone emozionalmente in conflitto. Le principali furono un ragazzo obeso e una ragazza mitomane: il 1° aveva il mio stesso vuoto paterno e la 2^ aveva ancora aperta la ferita di separazione dei genitori con relativo abbandono del padre.
I rapporti d'amicizia di mio fratello sono le specchio dei miei! Ciò significa che nulla è a caso e che le persone che entrano nella nostra vita sono il frutto di ciò che siamo interiormente. Conseguenza è che nessun incontro miracoloso può cambiare la propria vita se non se ne ha tra le mani le redini.
terence ha detto...
"le persone che entrano nella nostra vita sono il frutto di ciò che siamo interiormente. Conseguenza è che nessun incontro miracoloso può cambiare la propria vita se non se ne ha tra le mani le redini." Le conslusioni di anonimo sono a mio avviso sbagliate. La prima affermazione infatti dimenticano che le persone che entrano nella nostra vita sono un dato : i miei genitori, i miei fratelli, i miei nonni, i miei professori, i miei compagni, i miei colleghi, ecc. Sono dati a me ed io a loro, mi piaccia o no. Essi sono entrati nella mia vita influenzandola, così come io la loro. Avere in mano le redini della propria vita senza la coscienza della dipendenza è un'utopia. Prova ne è la malattia, nella malattia una persona dipende da altre, così come da piccolo dipendeva dai genitori. Le conclusioni quindi secondo me sono errate perchè le premesse sono sbagliate ed eliminano la categoria dell'imprevisto e della possibilità : che un avvenimento esteriore possa cambiare in maniera radicale una persona. Come diceva Pavese: "un imprevisto è la sola speranza". La conversione di un uomo (ad esempio San Paolo) è un fatto gratuito e non è determinato da fattori antecedenti. Comunque e forse questo è il senso dell'osservazione di anonimo, nessun fatto ti può colpire se invece di guardarlo e farsene in qualche maniera influenzare,noi gli voltiamo le spalle. Io non sarei quello che sono senza degli incontri imprevisti assolutamenti diversi e non riducibili alle mie dinamiche psicologiche. Ad esempio Luca di Tolve vive ed ha vissuto un'esperienza incomprensibile (ed affascinante) per me che io non me la sarei mai potuto affascinare. Può un omosessuale cambiare e da adulto desiderare le donne? Lui afferma di si ( e si è come dice lui "felicemente sposato!"). E' stata questa una conseguenza legata all'avere in mano le redini della propria vita????????????????
Alfredo
Anonimo ha detto...
27 marzo

Naturalmente il mio pensiero scaturisce dalle mie credenze su ciò che è l'anima (scelta dei genitori), la malattia (riflette psiche) e tutto ciò che ho già scritto nel forum in passato.

Il resto del messaggio di terence non lo comprendo così come la parte finale su Luca di Tolve, il quale ha detto più volte di aver fatto un percorso per comprendere le dinamiche della sua famiglia e della sua vita per cui è logico che quando ha incontrato sua moglie avesse "le redini".
terence ha detto...
Ciao Manuel, ciao Emilio,
come state ? Vi penso sempre. Siamo compagni di cammino anche se non ci conosciamo.
Ad anonimo volevo semplicemente dire che la vita, la mia ad esempio, non è determinata appena da quello che mi è accaduto, dalla mia psicologia, ma grazie a Dio anche da fatti e persone, completamente diverse da me, che possono cambiarne completamente il corso o addirittura stravolgerlo. Tutto qua.
Un abbraccio. Fatevi sentire! Alfredo
manuel ha detto...
Manuel:
Ciao scrivo questa email così tanto ormai ho perso le speranze. Vado in psicanalisi solo per perdere tempo giusto per capire cosa è successo della mia infanzia.
Ho capito di aver invertito le cose a 3 anni e da lì un crescendo anche dovuto al fatto che io vivo in un ambiente dove i ragazzi fanno i bulli.
Sapete cosa ha fatto oggi mio padre: stasera ha organizzato una festa per un ragazzo di 23 anni che a 12 anni ha perso il padre. Ha detto che è peccato che è un ragazzo che non ha mai avuto un padre.
E io che non l ho mai avuto?
Penso che sospetta anche dei miei problemi e invece di parlarmi mi ride in faccia per far capire che l'uomo è lui.
E' uomo colui il quale non compra neppure un letto ad un figlio?
E' uomo colui il quale permette che il proprio figlio molestia verbalmente il proprio di figlio.
Mah
Mi sento donna perchè so che tutte le cose che da maschio volevo fare non me le sento più mie. ho sempre rimandato. ecco sono diventata manuela.
E per i miei genitori io sarei stato un ragazzo che avrei avuto tutto.
Io mi voglio suicidare: lo penso sempre però non ho il coraggio di farlo: non ci riesco a buttarmi dal 5 piano di casa mia. Perchè.
Maledico il padreterno che non mi ha fatto morire 6 anni fa nell'incidente stradale.
terence ha detto...
Caro Manuel,
se tu veramente avessi perso le speranze non scriveresti neanche la mail e non leggeresti i commenti del blog, di questo ne sono certo. Capisco lo scoraggiamento che è legato alla tua solitudine, lo vivo anch'io: da 10 anni vivo da solo, sono lontano da casa, quelli che sanno dei miei problemi sono pochi e ancor meno quelli che li capiscono, possono e vogliono darmi una mano. Lavorare e poi quando torno a casa non trovare nessuno, ammalarsi e non aver nessuno, essere triste e disperato e non saper con chi e come parlarne, i week end passati da solo, gli amici che hanno una vita familiare e io no, sono cose che sperimento da anni e che spesso mi scoraggiano profondamente. Io non ho un padre come il tuo, ma tu stesso sai che non tutti i padri, per fortuna sono così. Perchè non ti apri al mondo? Perchè non esci fai una passeggiata, ti guardi intorno? Magari scoprirai, come a me è capitato spessissimo di scoprire che il mondo è più bello e più grande dei miei pensieri cupi, magari incontrerai qualcuno che ti vuol veramente bene. Fregatene dei bulli, se uno è in pace con se stesso non ha bisogno di sbandierare al mondo, di ostentare la propria sicurezza e virilità. I miei amici che vivono in varie parti del mondo, che sono uomini sposati con figli e che mi vogliono veramente bene non han no bisogno di dire al mondo quanto sono maschi, altrimenti diverrebbero come macchiette, caricature di esseri umani. Ti dico un'altra cosa : io ero stanco dopo tanti anni di lontananza mi stavo trasferendo di nuovo al mio paese stanco della solitudine. Avevo ottenuto persino un lavoro ed il principale mi aspettava a braccia aperte. Era da un anno che ci provavo e finalmente ero riuscito ad ottenere il trasferimento. Tornare a casa, stare con gli amici e la famiglia, avere di nuovo gente con cui stare . Pensa! Poi avevo anche deciso di dar spazio alla mia omosessualità e di cercare un ragazzo non appena per sesso, ma uno che mi volesse bene a cui voler bene, ameno così pensavo. Così ho deciso una domenica qualche mese prima di ritornare a casa quando ancora i trovavo lonatno da casa di andare a pranzare in un locale gay friendly alla ricerca di qualcuno. Volevo vedere e chissà magari incontrare qualcuno. Arrivo alla stazione della città in cui si trovava questo locale e come sempre faccio perchè amo leggere gurado la vetrina e vedo questo titolo: "Ero gay" di Luca di Tolve. Che vuol dire "ero gay". "Ma perchè si può cambiare ?", mi sono chiesto. La lettura di questo libro mi ha sconvolto e mi sta sconvolgendo, mi ha fatto veramente male.Era una possibilità che, per vari motivi, ritenevo impossibile. Una possibilità integrale, perchè riguarda anche la fede, che è quella che io ho sempre cercato. Dio e l'uomo sono inscindibili, tanto è vero che tu sei, come me, inc...to con Dio. Da allora mi sono messo in contatto con l'associazione di Luca e sto seguendo per come posso i supoi suggerimenti. Ti dicevo che dovevo tornare dopo 10 anni a casa mia, avevo dato la notizia a tutti, predisposto i documenti, fatto le carte.
terence ha detto...
Poi un giorno per caso parlando con mia madre le dicevo:" Peccato, devo andar via proprio ora che avevo cominciato ad avere nuovi rapporti". E lei" Ma perchè devi andare via. Se vuoi sei in tempo per rimanere." Io ti giuro che non avevo preso in considerazione questa possibilità. Mi sono informato, ho chiesto consiglio a Luca e, facendo un'inversione di 360 gradi (dopo un anno che organizzavo il mio rientro), ho deciso di rimanere nel posto in cui sono per verificare la proposta di Luca, per me in una parola. Questo te lo dico per dirti che se ti apri , se cerchi, se esci da te stesso può accadere l'imprevedibile: cercavo un locale gay friendly per la prima volta ed ho incontrato quello che stavo veramente cercando. Certo, non so come andrà a finire, ma certamente mi è accaduto improvvisamente, senza che ci avessi mai lontanamente pensato, senza che lo avessi previsto, proprio nel momento in cui stavo per fare l'opposto. Coraggio!
Emilio dove sei?
Un abbraccio.
Alfredo
human ha detto...
Carissimi Manuel, Alfredo (o terence)

Leggo tanto di quel dolore nei vostri post che mi sento male anch'io, credetemi. Mi sento malissimo. Mi alzo da questa sedia con un carico, un peso al cuore cosi' lancinante che mi sento distruggere, e chiudersi lo stomaco. Mi sento impotente difronte a tanta miseria. Penso alla mia poverta'. Anche io soffro dell'attrazione verso lo stesso sesso. Ma so che nella mia vita tutto ha valore, anche la mia miseria e le mie ferite, i miei abusi, anche mia madre isterica e invadente, anche mio padre emotivamente assente, anche il mio prof delle elementari che mi ha creato un vuoto immenso di fiducia
in me... Amo la mia vita e anche la mia storia. So di valere agli occhi di Dio. E che io posso essere padre del mio futuro.
Mio Dio, ma pensare o accarezzare pensieri di suicidio... questo e' troppo per me... Vi rispetto cari amici, con tutto me stesso, ma proprio non posso condividere che la vita sia una merda.
Da quando ho scoperto che la mia vita ha un senso davanti alla Croce di Cristo, anche il male per me, indubbiamente incomprensibile, si e' trasformato in un atto di offerta a Lui. Io non comprendo le vie di Dio nella mia storia, ma a me basta che Lui le conosca per me.

CAri ragazzi vi voglio bene, e vi voglio essere vicino con tutto me stesso. Come vorrei che anche voi possiate scoprire la bellezza del vivere, nonostante il male e l'infelicta' che avvertite. Sento di non poter fare altro che affidarvi al Signore Gesu', in un atto di offerta nella mia preghiera quotidiana. Vi sono vicino.
Un grazie di cuore anche ad Emilio per la sua profondita' spirituale.
Human
Anonimo ha detto...
27 marzo

Caro Manuel, ti scrivo sperando tu possa trovare uno spiraglio nelle mie parole così come io le ho trovate in molti che hanno scritto in passato.
Scrivi che tuo padre ha organizzato una festa per un ragazzo che ha avuto la tua stessa assenza paterna e giustamente vivi questo come un'ulteriore presa in giro. Non è che tuo padre si è reso conto del ruolo che non è riusciuto a trasmetterti ed ora, per mettersi la coscienza a posto, agisce con un'altra persona perchè ha troppa paura e vergogna a cercare di ricostruire un legame con te? Se leggi la cosa in questo modo vedrai che non proverai più odio per tuo padre, ma capirai che è solo un uomo che cerca di rimediare come può a quelli che oggi ha riconosciuto (seppur ancora inconsciamente) suoi errori. Non si decide che persone essere così tuo padre non ha scelto di essere quell'uomo assente e violento, ma è ciò che ha imparato a sua volta dai suoi genitori e dalle circostanze che ha incontrato nella vita. Tu stesso hai incontrato molte difficoltà ed oggi non riesci ad essere ciò che vorresti, lo stesso per tuo padre e per ogni persona su questa Terra: da quest'ottica si può apprendere la lezione del non giudizio e trasformare così la propria vita.
fr max ha detto...
Per MAnuel.
Carissimo non crogiolarti troppo nel dire nero e male di te e di tutti.
Non aver speranza e non aprirti ad alcuna possibilità di rinascita.
Maledire colui che può essere la via d'uscita non ti aiuta.
Cercalo e lasciati incontrare del suo amore di PADRE.
Definirti Manuela non risolve nulla perchè anche da DONNA il mondo maschile resta il tasto dolente con cui così potresti costruire ben poco.
Non maledire ma benedici nonostante le fatiche e i dolori!!!
Ti abbraccio forte !!!
P. MAx
manuel ha detto...
Cari ragazzi
il punto è che io ho paura di stare in mezzo agli uomini.
il punto che vorrei fare palestra e stare anche in mezzo agli uomini.
Non ho mire di diventare un extra culturista pompato, ma farmi un bel fisico, fare palestra insieme ad un amico, e dopo andare a bere una birra, un giro in moto, ecc.
Eppure mi blocco.
Poi dico sempre voglio un uomo che mi ami.
Se io faccio palestra o altro lo devo fare di nascosto
E' vero caro frate Max, se io fossi Manuela, non risolvere il problema.
Ma che devo fare se da bambino, l'ambiente mi ha considerato donna?
fr max ha detto...
Per Manuel.
Carissimo cosa devi fare?
Di certo non entrare nella certezza che il tuo passato dice e determina che sei.
Iniziare ad aprire il cuore alla speranza e al desiderio di crescere.
Trovare un uomo che possa accompagnarti in questo viaggio nella tua interiorità e possa sostenerti nel dare la giusta lettura a quello che è accaduto e aiutarti a vederlo a 360°.
Poi occorre anche smettere di lamentarsi che le cose non cambieranno mai; non si lascia così altro spazio ai prodigi:
Cerca di trovare un ambiente che non sia quello familiare dove poter condividere delle cose fare delle cose, crescere e confrontarti con gli altri!
Ti benedico!
P :Max
Anonimo ha detto...
Salve,

la settimana scorsa avevo scritto un paio di commenti, uno in particolare indirizzato a Terence, che non sono stati pubblicati. Potrei cortesemente saperne il motivo ? Grazie
Perplesso
terence ha detto...
Caro Anonimo,
spero di poter conoscere il tuo nome. Non essere perplesso, probabilmente ci sarà stato un problema in internet nell'invio del messaggio.
Penso che se lo mandassi lo pubblicherebbero di sicuro.
Grazie
PS perchè non ti firmi?
A presto,
Alfredo (non mi chiamo Terence)
manuel ha detto...
Mi vorrei mettermi in contatto con una persona, con una donna: una mamma ex omosessuale si racconta per amore. Mi potrebbe contattare per cortesia. Avrei bisogno di parlare con lei. Grazie.
manuel
Anonimo ha detto...
27 marzo

Ieri sono uscito con un'amica, l'unica con cui riesco ad essere felice essendo profondamente me stesso, libero, riesce a comprendere il mio punto di vista ed instauriamo un convolgimento autentico, che va oltre tutte le maschere e i distacchi difensivi accumulati negli anni.
Sul treno ho incontrato un ragazzo che andava dalla sua fidanzatina e mi ci sono identificato: ho sentito il desiderio di creare anche per me quella situazione. Mi sono sentito parte dei maschi, simile ai maschi.
Un ambiente accogliente, il tempo e nuove credenze sono la terapia migliore per tutte le ferite del passato...
mamma ha detto...
per Manuel, Ciao sono la mamma alla quale volevi parlare, io sono presente in facebook Chiara Luca Alessio Eva e vorrei fare un percorso con diversi ragazzi. Un "viaggio" percorrendo diverse tappe e affrontando tanti argomenti, con il maggior numero di persone che vogliono partecipare. Per meglio spiegarmi pubblico quanto ho pubblicato già in facebook
CAMBIARE SI PUO’ - SPIRITO DEL GRUPPO - L’UNIONE FA LA FORZA

Ben arrivato in questo gruppo. Cosa devi aspettarti, niente e tutto. Puoi uscirne profondamente cambiato o deluso. Questo è un viaggio, proprio come la poesia pubblicata qui sotto, parti con l’idea di raggiungere un ideale, ma può essere che nel cammino ti accorgi che quello che pensavi fosse UN PROBLEMA DI OMOSESSUALITÀ è solo la punta di un iceberg e i problemi effettivamente sono altri. C’è una regola unica da seguire per scoprire te stesso ed è quella dell’amore e dell’unione con tutti gli altri, non dovrai mai perdere di vista questa regola se non vuoi perdere la rotta e il tuo viaggio si interrompe. Se sei qui perchè pensi di aiutare qualcuno può essere che ti accorgi che invece sei proprio tu quello che ha bisogno d’aiuto e se sei qui cercando aiuto, man mano che percorri il viaggio ti accorgerai che saranno gli altri ad avere bisogno di te, per questo devi sempre essere attento anche alle necessità e ai bisogni di tutti. Un’unica regola che racchiude in essa tutto. Non importa chi tu sia e cosa tu stai cercando, sei il ben venuto pur che tu sappia sempre e comunque seguire la rotta dell’amore dell’unione. Questo non vuol dire che durante il percorso nessuna sbaglia. Questo vuol dire che bisogna imparare ad andare oltre i nostri errori, che non saranno questi a fermarci, che se si cade ci si rialza, che si abbia il coraggio di mostrarci anche per quello che siamo tutti e nessuno escluso, imperfetti. Si parte già sapendo di essere vili, orgogliosi, presuntuosi, codardi, ipocriti e chi più ne ha più ne metta. La natura ha privato le persone di tante cose, ma stranamente nessuno si è mai lamentato d’essere stato privato dell’intelligenza. Questa la dice lunga di come ci vediamo sempre al di sopra di tutto e di tutti. In questo viaggio non è l’io e nemmeno la meta l’importante. L’importante sarà solo il viaggio e l’amore.

ITACA (Costantino Kavafis) pubblicata da Riccardo Scarpati

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
mamma ha detto...
Vi anticipo alcuni dei documenti che mi piacerebbe preparare con voi, per i nuovi arrivati.
1. Questo che ho messo sopra dello scopo del gruppo
2. Quello sulla masturbazione, perchè è meglio evitarla
3. Il rapporto sessuale uomo donna – i falzi miti e il vero rapporto
4. Genitori – figli come possono i genitori aiutare i figli ad uscire dall’omosessualità
e i figli come possono chiedere aiuto dai genitori
5. I requisiti giusti di uno psicoterapeuta perchè possa dare un aiuto efficace

poi ....... vedremo in seguito se escono ancora argomenti che potranno interessare
anche tutti i ragazzi che seguiranno.

Per ultimo solo quando avremo creato una base solida vi pubblicherò tutte le scoperte scientifiche che già esistono e che sono state il trampolino di lancio per il cambiamento del mio conoscente. Scoperte che più nessuno potrà negare e chi lo farà passerà per una persona ignorante che vuole restare nella sua ignoranza.

Tutti questi argomenti saranno trattati in linea con l’insegnamento della bibbia e in linea con tutte le nuove scoperte scientifiche. La prima non contraddice la seconda e la seconda non contraddice la prima. Alla fine vedrete che è vero e il perchè. Perciò tutto questo cammino può essere fatto da qualsiasi persona di qualsiasi credo e anche non credente. Perchè è un insieme di verità che si completano. Anche la preghiera è scientificamente provato che porta un effetto positivo. C’è perciò bisogno di tutti e della collaborazione di tutti. Io non intralcio il cammino di nessuno, se voi non avete bisogno di queste cose, ci saranno altri nel futuro che ne avranno bisogno, perciò chiedo di pensare anche a loro e collaborare in questo.

Questa è tutta la mia idea alla quale credo profondamente ma la posso realizzare solo con l'aiuto di tutti. Caro Manuel se vuoi conoscermi entra con un profilo anonimo in facebook nel gruppo di Chiara Luca Alessio Eva. Comunque l'importante per te non sarà conoscere me, ma conoscere te stesso attraverso l'unione con tutti.

Luca cap.11 vers. 52 Guai a voi, dottori della legge, che avete usurpato la chiave della scienza; non siete entrati voi e avete messo impedimento a quelli che entravano.
Anonimo ha detto...
27 marzo

Osservando con nuove credenze ho notato che intorno ai 18 anni oggi ci sono molti ragazzi effemminati che per i più svariati motivi hanno vissuto solo con la mamma, descritta come sorella ed amica. Spesso affermano, oltre al rimpianto per l'assenza del padre, di non rendersi conto di avere atteggiamenti femminili e che hanno desiderio in futuro di sposarsi con una donna ed essere padri. Io credo che queste esternazioni siano autentiche, ma che trovino ostacolo a causa dell'eccessiva immedesimazione col punto di vista materno e femminile, che porta ad una scissione tra ciò che si sente di essere e ciò che in concreto si è.
Ci si scopre omosessuali solo quando ci si rende conto che il punto di vista degli altri su noi trova conferme nel posto che stiamo andando ad occupare nel mondo (le femmine restano solo delle amiche) e in tutto quello che avevamo inconsciamente e continuamente rimosso (attrazione altalenante per lo stesso sesso).
E' con questo meccanismo che ci si scopre: si crede che le persone omosex non vogliano fare coming out, ma in realtà spesso è perchè ancora non lo sono. Si è solo in quella che viene erroneamente chiamata "fase latente" in cui l'omosex o eterosex sono 2 strade distinte: sarà l'esperienza di vita a condurre all'una o all'altra.
Andrea ha detto...
Salve, qualcuno sa dirmi perchè nell'elenco dei libri consigliati per comprendere e uscire dall'omosessualità è presente anche "L'io diviso" di Laing? Esiste una connessione tra omosessualità e disturbo schizoide e qual è? Sono molto interessato a questa cosa e spero davvero che qualcuno sappia rispondermi, almeno chi ha scelto di segnalare quel libro, perchè sono omosessuale e purtroppo presento anche una personalità schizoide che vivo come una condanna. Inoltre mi piacerebbe sapere se qualcuno tra le persone che sono uscite dall'omosessualità, oltre a risolvere il problema dell'orientamento sessuale, è guarito anche da questo disturbo e se le cose vanno di pari passo. Grazie molte, se qualcuno è in grado di rispondermi, per favore lo faccia.
Anonimo ha detto...
Si, esiste un legame tra omosessualità e disturbo schizoide. Con l’attenuarsi del disturbo schizoide si attenua anche il desiderio omosessuale ma non aspettarti che avvenga dall’oggi al domani. Ho letto l’Io diviso molti anni fa, quando purtroppo anch’io avevo questo problema; è un libro molto interessante e di facile lettura che ti aiuterà a fare maggiore chiarezza in te, io lo conservo ancora. Se vuoi parlarne mi trovi su facebook tra gli amici di chiaralucaalessioeva (il link si trova nella homepage).

Cito un breve passo tratto dal libro:
“l’individuo non vive le sue azioni come altrettante espressioni di sé. Di queste azioni, che io suggerisco di chiamare il sistema del falso io, l’io non si sente partecipe, ma anzi esse sembrano false e futili; mentre l’io, chiuso in sé, considera vero solo se stesso. Così l’individuo avverte sia un senso di futilità che una mancanza di spontaneità... L’io è estremamente conscio di sé, e osserva con acuto senso critico il falso io…. Ma l’io può sentirsi in pericolo di essere invaso dal sistema del falso io, o da una sua parte (cfr. il timore di David nei confronti delle parti femminili).”

Andrea, non vivere questo disturbo come una “condanna” a vita; è un problema che si può risolvere e che tu risolverai. Cerca di stare tranquillo
Andrea ha detto...
Grazie davvero per la tua risposta, mi dà un po' di speranza. Purtroppo mi riconosco in pieno in ciò che è scritto nel passo che hai citato; forse per chi non lo ha provato possono sembrare parole senza senso, ma chi lo vive sa di cosa si sta parlando.
Sono sicuro che per arrivare a risolvere questa situazione il percorso sia lungo e molto faticoso, però mi dà un po' di fiducia il leggere che esiste questo collegamento e che è possibile uscirne. Grazie, ti chiedo di dire una breve preghiera per me, se sei credente. Io, per quello che sono capace, dirò una preghiera per te e sarà onesta. Grazie ancora.
terence ha detto...
Per Andrea ed anonimo,
scusatemi ma io vorrei capire magari con un esempio cosa vuol dire quello di cui parlate, il disturbo schizoide. Me lo potete spiegare? Vi sono vicino.
Grazie
Alfredo
Anonimo ha detto...
Per anonomo 8 febbraio

Vorrei tanto conoscere anch' io la tua esperienza con il disturbo schizzoide attraverso questo blog, (purtroppo non so bene come entrare a faceboock).
Te lo chiedo perche' ho un famigliare con disturbo schizzoide di personalita' e con problemi di omosessualita'. Nonostante questo famigliare abbia gia intrapreso un percorso psicoterapeutico, mi sarebbe di grande aiuto conoscere questo disturbo attraverso gli occhi di chi lo ha vissuto per essere ancora piu' d' aiuto a questa giovane
persona.
Ti ringrazio immensamente.
fr max ha detto...
Carissimi Ragazzi,
Pace a tutti, soprattutto ai nuovi arrivati in questo spazio.
Sono ormai quasi tre anni che conosco e scrivo in questo spazio.
Quante storie, quanti volti, quante speranze, dolori, angosce, lacrime, desideri si sono riversati in fiumi di parole e in lapidarie in
invocazioni di aiuto.
Ripenso a tutti coloro che mi hanno contattato in privato, a coloro che hanno avuto il coraggio di rompere il muro del silenzio e dare alle loro parole un volto.
Penso a tutti coloro che hanno deciso di cogliere in questo incontro il volto di un Dio che non si stanca di venirti a cercare, ovunque tu sia, iniziando così un cammino di fede.
Ma con un sospiro affannoso penso anche a coloro che non vedo più e che immagino rinchiusi ancora in gabbie d'oro!
VI PENSO TUTTI RAGAZZI !
Molti di voi sono stati la risposta al senso della mia vocazione dell'offerta di me!
HO UN SOGNO: POTERVI RIVEDERE O CONOSCERE TUTTI PER POTERVI ABBRACCIARE E DIRE CHE COMUNQUE TUTTTO....E NONOSTANTE TUTTO ....E PER UTO QUELLO CHE AVETE TENTATO....SON FIERO DI VOI !!
Vi benedico !!

Fr Max
IO ha detto...
Salve a tutti! Sono un ragazzo di 16 anni, e grazie ad una molteplicità di motivi sono riuscito a comprendere le cause delle mie pulsioni omosessuali. Della mia vita io non posso assolutamente lamentarmi, il problema è che con mio padre non ho avuto mai un legame talmente intenso da identificare la mia identità di genere. Della mia infanzia ricordo quanto soffrivo maledettamente nel momento in cui i miei genitori litigavano, e come mio padre faceva soffrire mia madre. Nonostante tutto, non si sono mai separati perché mia madre ha fatto di tutto affinché l’unione familiare non si polverizzasse. Però, io non riesco a perdonare mio padre, e sono a conoscenza del fatto che il “perdono” è il primo passo per iniziare questo percorso di guarigione interiore. Concettualmente credo di aver capito come comportarmi, ma purtroppo non riesco proprio ad identificarmi attraverso di lui, perché ormai ho creato una mia identità che è “opposta” alla sua, e per me lui rappresenta tutto ciò che è maschile. Io credo di aver avuto un’immagine negativa della sua mascolinità, e per questo credo di aver inconsciamente represso la mia, per questo ora mi sento distante emotivamente dal mio corpo e dalle persone dello mio stesso sesso. Quando vedo che rimprovera mio fratello, quando mastica le unghia e le sputa per terra, quando fa il maschilista, provo per lui un odio immenso. Io con questo non posso dire che non riuscirò mai a perdonarlo, ma sento che è proprio lui che mi ha fatto vergognare di essere un uomo. Attenzione però! Mio padre mi vuole bene e ha anche dei pregi, il problema è che quelle volte in cui ha cercato di manifestare questo affetto, io non l’ho percepito. Molto spesso, ultimamente, mi cerca e mi abbraccia, ma io subito mi allontano, perché non riesco proprio a stargli vicino, mi sento troppo ferito e provo una vergogna immensa a stargli accanto.
Ma la cosa più particolare, è che inconsciamente sto cercando un “padre” in un mio amico: purtroppo le mie amicizie con i maschi non sono mai stati un successo, ma con questo amico è stato un po’ diverso. Molto spesso mi abbraccia, mi parla di lui, una persona che non ti trascura; ma quando vedo che porta delle attenzioni pure agli altri, mi ingelosisco. Molte volte mi arrabbio con lui, specialmente quando mi fa delle battute stupide, ma io so che quella rabbia non è dovuta alla battuta, ma al fatto che spesso vedo in lui mio padre. Lui è sicurissimo della sua mascolinità, è virile e forte, e ad essere sincero è l’unica persona che mi ha fatto capire interiormente che essere “maschio” non vuol dire essere “crudele”.
Il paradosso è che io vedo in lui “un padre”, e per questo ora sento la necessità di fare con lui tutte quelle cose che avrei dovuto fare con il mio padre naturale tanto tempo fa: vorrei praticare un’attività sportiva con lui, uscire solo, diventare quasi come “un figlio”. Lui sa che sono omosessuale, mi ha accettato, e ultimamente gli ho parlato delle cause del mio orientamento.. ma non ho voglia di chiedergli di comportarsi come mio padre per colmare quel vuoto emotivo che mi fa soffrire ogni giorno..
Cosa mi consigliare di fare? Non mi parlare di Dio perché purtroppo credo poco, il mio discorso è prettamente psicologico. Grazie in anticipo.
terence ha detto...
aro IO. Cosa fai? Studi? Lavori? In questa mail parli poco di TE, di
come trascorri il tempo, delle passioni che hai, delle persone a cui
vuoi bene .E poi :per quale motivo il tuo amico ti è così vicino? Hai
provato a chiederglielo? Magari non è solo lui a dare a te, ma anche
tu a lui. Chi è veramente lui (la psicologia è solo una parte della
persona), cosa desidera veramente, cosa ama? E' importante che te ne
renda conto, che tu impari anche a vederti con gli occhi di un altro e
che impari a guardare l'altro così com'è, non idealizzandolo. Secondo
me ci vuole anche un adulto che ti accompagni sapendo bene a cosa ti
deve accompagnare, che conosca bene la strada e la meta dove arrivare.
Un abbraccio.
Alfredo
Anonimo ha detto...
27 marzo

X IO
Hai 16 anni e già hai compreso così tante cose su di te e sulle persone. Un po' ti invidio perchè io per capire le miei dinamiche familiari ci ho messo anni e ho dovuto leggermi di tutto, ciò dimostra che sei un ragazzo molto intelligente.
Anch'io ho provato lo stesso odio e lo stesso rapporto antagonistico, guardingo, a disagio con mio padre. Io però inconsciamente cercavo di sostituirlo con un altro uomo adulto, anche perchè di amici maschi non ne avevo, erano troppo diversi da me, erano il mio opposto. Poco alla volta raccontandomi e capendo sempre più cose sui miei genitori e su me, i rapporti sono migliorati e oggi non odio più nè mio padre nè la mascolinità, anzi li riconosco come parti di me.

Comunque se a 16 anni già hai questa capacità psicanalitica, non ti sarà difficile trovare una tua strada. Ciao :-)
Anonimo ha detto...
Per IO, ti consiglio di frequentare questo amico che con il quale stai bene assieme, di essere sempre sincero con lui come hai fatto finora, lui lo apprezzerà. Soprattutto di saperlo vedere sempre solo come un vero amico (questo è molto importante per te)senza aggiungere una componente sentimentale. Non diventare soffocante verso di lui e ogni volta che ti accorgi di questa gelosia, sai che sbagli e allora lavora tantissimo su te stesso per non avere alcun atteggiamento controproducente. Pensa a tutti i ragazzi che hanno letto la tua storia e che ti vogliono bene, ora loro contano su di te e vogliono sentire la prossima volta che scrivi, che li hai pensati e sei riuscito a far scappare la tua gelosia (non c'è solo quel tuo amico ora, ci siamo anche noi, dal momento che scrivi qui sei parte del nostro gruppo e noi siamo vincitori). Per quel che concerne tuo padre, dovresti iniziare ad ammirare lo sforzo che sta facendo per recuperare con te, se per il perdono è troppo presto. Lui nonostante tutti i suoi difetti ti vuole bene e nessun uomo su questa terra ti vorrà mai bene come tuo padre. Spero tu sia abbastanza maturo da sapere che l'amico perfetto non esiste, le amicizie che continuano nel tempo sono proprio quelle che si accettano nonostante i difetti e le delusioni. Ti avrei scritto le stesse cose anche se credevi in Dio. La legge di Dio è quella del bene e della felicità, non è quella del gusto di proibire le cose senza un senso. Alla prossima ciao.
Anonimo ha detto...
l'andropausa può aiutare a uscire dall'omossesualità ? E da tempo che non pulsioni omo , in questi giorni ho scoperto di avere meno desideri sessuali . Cercando su Gogle ho scoperto di avere i sintomi dell'andropausa . Puo essere che questo mi aiuta a non cadere nell'omossesualita .
grazie a Tutti
terence ha detto...
“La misericordia di Dio è grande” : lo si può constatare dai fatti che mi sono accaduti. Ho visto morire di Aids l’uno dopo l’altro i miei amici e ho scoperto di essere sieropositivo…La malattia aveva risvegliato la coscienza e le domande ineludibili:”Chi sono veramente? Quanto mi resta da vivere? Perché sono nato?”. Se guardavo al passato sperimentavo il fallimento dovuto alla mancanza di realizzazione; al futuro coglievo appieno la precarietà della situazione; al presente mi rendevo conto che i miei vagabondaggi notturni producevano la depressione. Fu un periodo di assoluta devastazione, tornando a casa dopo aver fatto sesso, provavo lo stesso smisurato senso di vuoto dell’abbandono di mio padre. Una sofferenza lancinante era la mia unica compagna: non solo per i torti subiti, ma anche per quello che ero e ciò di male mi ostinavo a fare… “perché la mia vita sta andando a rotoli a trent’anni?” Scesi in polemica con Dio, la Chiesa, la società e lo Stato, rivendicando un diritto alla misericordia senza richiesta di perdono: ero convinto che la mia grande sofferenza avrebbe cancellato ogni colpa indipendentemente dalla volontà di conversione.
Libro del Levitico 13,1-2.44-46. Il Signore aggiunse a Mosè e ad Aronne: "Quando uno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli. Quel tale è un lebbroso; è immondo e lo dovrà dichiarare immondo; la piaga è sul suo capo. Il lebbroso porterà vesti strappate e il capo scoperto, si coprirà la barba e andrà gridando: Immondo! Immondo! Sarà immondo finché avrà la piaga; è immondo, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento."
Ma non è così! Questa sofferenza da sola non può salvare: occorre la volontà di mutare atteggiamento. E’ stato Dio a fare il primo passo con me. Per uno come me, che aveva cercato la chiave della felicità nell’appagamento emotivo… è avvenuto nel deserto, nel gelo dell’anima… la Provvidenza ha fissato per me un’agenda fitta di incontri, situazioni, riflessioni che hanno rinsaldato l’unità tra anima e psiche. Se ho recuperato la mia identità di genere è perché ragione e fede si sono date la mano.
Vangelo secondo Marco 1,40-45. "Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!»."
Ricordo che, quando ho acceso la radio, stavo guidando la macchina. Giocherellai per un po’ coi tasti, ma, a un certo punto, fui inchiodato da una voce che mi parlava del “perdono di Dio”, quella di Padre Livio. Spiegava che ciò che ci fa degni del perdono non è l’immunità dal peccato, bensì il desiderio di rialzarsi dopo ogni caduta per lasciarsi accogliere tra le braccia del Padre. Mi colpì la lucidità di quell’annuncio da cui traspariva la fede in grado di trasmettermi una speranza del tutto nuova. Dovetti accostare al lato della strada per placare il trambusto interiore che mi invase. Se ciò che conta è il desiderio contrito, anche io avrei potuto ricevere il perdono, risanando le mie ferite profonde. Così è stato per Maria Maddalena e per il buon ladrone che accoglie il Regno di Dio all’ultimo istante : entrambi si pentirono facendo esperienza dell’amore di Gesù in assoluta controtendenza per chi, da sempre, era bollato da altri come peccatore. Il centro di tutto è questo: Dio ci ama immensamente, è sempre pronto a perdonarci, e solo facendone esperienza si può guarire. Quando ho avuto l’intuizione di chiedere e accettare aiuto al di fuori di me, il Signore, anche attraverso amici, medici e sacerdoti, i suoi santi e la Madonna, mi ha soccorso. Trovai l’umiltà di chiedere perdono a Dio comprendendo finalmente il delirio di onnipotenza nel quale ero caduto.
terence ha detto...
Dal Vangelo sec. Marco:” Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». Subito la lebbra scomparve ed egli guarì.”
Conversione è cambiare vita.Per me è stata così … ho dovuto sgobbare: la grazia di Dio non la si ottiene una volta per sempre. Seguì un periodo buio …andare a lavorare mi causava una fatica insostenibile… anche per la Spada dell’Hiv non riuscivo a pormi traguardi per il domani. Un giorno in cui rischiai di farla finita… per casa in preda allo sconforto notai un Rosario impolverato… mi inginocchiai a pregare… sperimentai un amore nuovo…avvertivo la liberazione nel profondo…le tenebre stavano abbandonando il mio cuore… Dopo decisi di eliminare cose che avevo ritenuto normali…la prima questione da regolare era col sesso…Lessi il libro di Nicolosi… Mi resi conto che avevo barattato con lo stordimento nei piaceri il meglio dell’esistenza. Mi impegnai nel lavoro stabilendo nuovi rapporti con i colleghi e tornando a casa prima la sera, così che i ritmi si conformassero alla regolarità di giorno e notte. Mano a mano che lo Spirito di Dio mi permeava crescevo in perseveranza non accettavo più compromessi né mi lasciavo allettare da offerte che mi avrebbero permesso di guadagnare…
Dal Vangelo sec. Marco:“E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: «Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte. “
Medjugorje… dopo il primo pellegrinaggio vissi il periodo più sereno e luminoso . Andavo a lavorare con il sorriso stampato sulla faccia. Non trattenevo per me ciò che avevo scoperto: a casa come sul lavoro parlavo a tutti di Cristo e Maria. Credo che questa grazia mi sia stata data per raccontare la mia storia e testimoniare che è possibile uscire dall’omosessualità.
Dal Vangelo sec. Giovanni 9,1-41”In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono:«Rabbi, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio». “
A mano a mano che le ferite guarirono, emersero passioni tipicamente maschili. L’attrazione verso i maschi è andata riducendosi… oggi è completamente inesistente. Si risvegliò il desiderio di incontrare una ragazza e condividere la mia vita con una donna… Era la prima volta, ma restai totalmente avvinto dal fascino del gentil sesso. A Medjugorje avevo conosciuto T. Nel momento in cui me la presentarono provai qualcosa di indescrivibile… Alla fine glielo dissi, il mio cuore cantava di gioia:”T. sei proprio bella!” Non solo mi piaceva fisicamente ma come persona. La condivisione degli stessi valori fece sì che la simpatia trovasse terreno fertile dove estendere le radici. Le dissi il desiderio di vivere con lei tutta la vita.Le raccontai ogni cosa. Trovai la forza di farle la confidenza: di essere sieropositivo ... Ma T. mi sollevò il viso:”Luca non è importante ciò che sei stato. Anch’io ti amo e ti voglio sposare”. Il giorno più bello della mia vita: T. vestita di bianco mi ha detto:”Sì”…si è compiuto il disegno per cui sono stato messo al mondo.
Amici della cerchia omosessuale presero a darmi del matto… Penso che l’impronta di Dio si stesse rendendo visibile a tutti… Un disegno più grande non lede la libertà del prossimo. Al contrario di tante persone che, avendo per metro di giudizio solo sé stesse, sentendosi paladine dei diritti umani, cancellerebbero il diritto di pensare diversamente da loro. Veniamo accusati di “omofobia”. Credo di non essere omofobo nel rivendicare il diritto di esprimere la mia opinione,maturata in adesione al vero al bello ed al buono della mia esistenza (brani dal libro di Luca e dalla Bibbia).
Alfredo
terence ha detto...
I brani che ho citati (non so come manca la prima parte del mio messaggio nei post che ho mandato) sono tratti nei commenti di sopra sono tratti dal libro "Ero Gay" di Luca Di Tolve e dalla liturgia domenicale. Per comunicarvi la speranza possibile dentro le nostre circostanze.
Alfredo
IO ha detto...
Rieccomi! Sono il ragazzo di 16 anni…grazie per tutto quello che avete scritto. Qualcuno mi ha scritto che ho parlato poco di me stesso: in effetti, c’è poco da dire. La mia vita è molto vuota, scuola-casa, e le mie semplici amicizie le ho coltivate limitatamente all’interno dell’ambiente scolastico. Sono molto a disagio, perché ho paura di non poter riuscire ad uscire da questa situazione. In ogni singolo secondo della giornata sento questa distanza dal mio corpo, questa strana paura. La mia omosessualità non credo si limiti solo al fatto di essere coinvolto da pulsioni di natura omosessuale, ma anche al modo di comportarmi, al fatto di non volere nessuna responsabilità, alla convinzione di essere incapaci a fare certe cose.. è bruttissimo portarsi sempre dietro questo senso di inferiorità e inadeguatezza.
Ogni volta è così difficile studiare, anche se poi alla fine riesco sempre a cavarmela e con il massimo dei voti, ma penso che sia tutto inutile fare questo se poi non ho questa pace interiore..
Il mio problema credo che si chiami, più correttamente, “omoaffettività” perché dietro quell’attrazione riconosco che c’è la voglia di ricevere affetto da un uomo. Sono consapevole del fatto che cerco una figura paterna. Con mio padre i rapporti, come ho già detto, son pessimi.
Purtroppo quando ero piccolo e combinavo qualcosa, invece di discutere, mi picchiava. Ma dietro quei fortissimi ceffoni, sentivo che mi trasmetteva odio. Evidentemente, aveva dei pensieri che lo stressavano così tanto da sfogarsi, appena trovava l’occasione, con me.
Io so che potrei cercare un altro “modello” attraverso il quale sviluppare una propria identità di tipo maschile: nel mio commento precedente ho parlato di un amico che mi ha fatto capire proprio questo.
Sicuramente è stato il primo “uomo” a portarmi quelle piccolissime attenzioni che mai ho ricevuto, e soprattutto quella sua virilità e sicurezza mi danno forza. Lui non mi fa vergognare di essere un uomo, a differenza di mio padre, anzi.. al contrario.
Vorrei chiedergli di aiutarmi in questo percorso, praticando con lui, che so, attività sportive.. cioè trasformare la nostra amicizia da “intellettuale” a “d’azione”.. Vorrei che lui mi vedesse come un figlio, perché io lo vedo ormai come un padre. Sicuramente è grazie a lui che le mie pulsioni omosessuali sono diminuite notevolmente,.. da quando l’ho conosciuto. Il problema è che non avrei il coraggio di dirgli “considerami come un figlio”, inoltre non vorrei che fraintenda.. io non cerco sesso negli uomini.
Grazie a tutti coloro che mi daranno dei consigli…
fr max ha detto...
Per l'anonimo del 15 febbraio.
Carrissimo figlio,
Pace a te.
LA tua tenera e giovane età sprigiona una tenerezza e un desiderio di accoglierti che mi fa immaginare il desiderio che Dio Padre ha di incontrarti e amarti come desideri.
Comunque a parte questo vorrei incoraggiarti a camminare nella crescita e nella consapevolezza di quello che sei e della bellezza che accompagna il tuo essere.
Continua a fidarti di qualcuno e non chiuderti nella solitudine ma condividila.
Una relazione profonda con un uomo potrà sicuramente essere preziosa per te.
Sai un amico potrebbe accogliere quello che gli chiedi ma anche aver timore.
Pertanto ti consiglio di trovare un mentore che possa aiutarti a crescere.
Un sacerdote o un uomo di Dio potrebbe essere l'ideale.
Comunque continua così!
Se vuoi parliamone meglio
Scrivimi (byronmp@libero.it)
Cammino con te !
P. Max
Anonimo ha detto...
Per signore che chiede sull'andropausa:
Più di recente, Schiavi (1999) ha concluso che il testosterone biodisponibile non è correlato alla funzione erettile, ma può essere correlato ad un declino della libido. Anche se l'omosessualità parte sempre come un impulso inconscio della mente, è confermato che questo bisogno psicologico poi da la sua risposta conscia nel desiderio fisico, tramutando la risposta in domanda. Perciò per maggior parte degli uomini diminuendo il desiderio, si ha la netta sensazione che anche l'omosessualità svanisca. A tale proposito ho letto una storia di un omosessuale anziano, che si era invaghito di una giovane cameriera. Pensava in cuor suo che se fosse stato più giovane l'avrebbe sposata.
Anonimo ha detto...
Per IO, il mio consiglio è di cercare di vivere la tua amicizia sempre più alla pari. Se tu vedi in questo amico il padre, ti metti in uno stato di inferiorità, tu il bambino in un certo senso e lui il padre, l'adulto. Prendi pure l'affettività che ne esce da questo rapporto d'amicizia, l'affetto ê sempre affetto sia che sia da un padre, da un fratello o da un amico, ma approfittane per sentirti sempre di più un ragazzo come lui, perchè sei effettivamente un ragazzo come lui, in uno scambio reciproco di amicizia. Se lui sta con te è perchè per altri motivi dai tuoi anche lui ha bisogno della tua amicizia. Dare per avere. Per quel che concerne uno sport da condividere, puoi chiedere se ha qualche interesse. Ma anche se non fosse così, è anche bello fare corse solitarie nei boschi. Girare con la bicicletta. O potrebbe essere un'occasione di incontro anche con altri ragazzi, fare sport di squadra. Non diventare mai troppo soffocante o dipendente da un'amicizia. Per quanto importante sia, se non dai importanza a te stesso, non c'è scambio e il rapporto che ne esce è sempre un rapporto in parte malato. La guida e la stima che ti è mancata nel padre, la puoi trovare in tante persone diverse. Un maestro di scuola, il nostro blogger, persino il consiglio di un buon libro. Non avere paura degli impulsi omosessuali che senti, non devi alimentarli, nè reprimerli, semplicemente lasciarli andare come le nuvole del cielo che passano e lasciano poi il cielo libero. Sai da cosa vengono e non li temi più. Vedrai che pian piano arriveranno sempre di meno, questo grazie anche a te che a soli 16 anni sai essere più uomo di tanti tuoi coetanei.
carlo ha detto...
Ciao a tutti veri amici e cari!!!!!! è da un pò che non scrivo, adesso mi andava di dire qualcosa, io vado meglio ma le mie insicurezze e sentirmi giudicato per cose senza senso ancora continuano, a volte mi sento inadeguato come un bambino verso persone per le quali nutro un forte senso di inferiorità!!!!!!!!! essere uomo significa essere sicuro e amarsi, credere nei propri pensieri in quello che si vuole o almeno si vorrebbe!!!!!!! sono convinto di essere diventato tanto insicuro per colpa e mi ripeto una madre protettivissima e un padre che era anche lui "poverino" vittima dell agire di mia madre. Al nuovo ragazzo che ha postato voglio dire sei giovanissimo troppo giovane per fortuna!!!!! hai ben capito quello che vuoi dalla vita mettici tutto te stesso e anche di più, va bene il tuo amico va bene come dice Max anche un prete, ma hai anche un PADRE prova ad abbracciartelo e ha parlare con lui di te!!!!! FALLO, questo penso sia la cosa giusta da fare!!!!!! se si hanno problemi parlane con la famiglia meglio ancora con PAPà che è un uomo come te!!!!!!! io gli ho chiesto un abbraccio la prima volta che avevo 37 anni ( e non puoi sapere quanto sia stato terribbile parlare di me a sconosciuti), non trovare difese tuo Padre ti ascolterà!!!!!!!!!!!! ma che poi io non parlavo neanche di me facevo solo godere a gente che non mi ha mai gratificato!!!!!!!! Ascoltami se vuoi
Anonimo ha detto...
27 marzo

Penso anch'io che la terapia migliore ce l'abbiamo accanto e non riusciamo a vederla: nostro padre!
In lui ci sono tutte le risposte che cerchiamo, se si riesce ad entrarci in contatto accettando anche i suoi difetti e debolezze si abbatte quel muro difensivo collegato al maschile e l'inadeguatezza col proprio corpo e con gli altri man mano scompare.
Anch'io, come Carlo, ho compreso che il ritirarsi di mio padre dalla mia vita emozionale era dato oltre che da una sua predisposizione caratteriale anche dall'invadenza e dominanza di mia madre all'interno della famiglia e soprattutto su di me in quanto figlio più piccolo.
Bisogna trovare il coraggio di andare oltre anni e anni di dinamiche familiari, non temere di perdere il proprio ruolo e credere che cambiare non sempre vuol dire negare e contraddire se stessi, ma spesso è sinonimo di crescita interiore.
terence ha detto...
Cari amici, devo dire che le vostre risposte sul padre mi lasciano un po’ spiazzato. Vorrei chiedervi :1) la vostra esperienza di quando vi siete aperti con vostro padre, perché posso capire le intenzioni, ma vorrei capire cosa VI è accaduto in realtà quando vi siete aperti e non per un problema appena teorico, ma perché per muovermi debbo avere delle ragioni pratiche, di vita. Presupponendo che voi sappiate quello che state dicendo, cioè che abbiate avuto le stesse difficoltà che ho io di aprirvi se non peggio (cosa di cui non ho alcun motivo di dubitare), eccovi le mie obiezioni ed il motivo per cui vi chiedo un chiarimento che vada al di là delle dichiarazioni di intento :1) Non stimo quasi per niente mio padre purtroppo. E’ vissuto per il lavoro, è sempre stato assente da casa anche quando la sua presenza era da me quasi implorata nel pianto o nella rabbia per aiutare mia madre (e me e la mia famiglia). E non mi è mancato il sostegno economico, lui è sempre stato paternalista, se c’era da sganciare grana non c’era problema, ma mai che io mi ricordi (o forse quasi) che abbia realmente voluto sapere cosa non andava o cosa vivessi. In famiglia , assieme a cena, la televisione a farci compagnia. Parlare sempre degli altri, del lavoro, di cosa non andava, quasi mai di noi. 2) Una volta da adolescente (avrò avuto 13 anni) sempre nelle lacrime gli raccontai le mie paure, il mio terrore, di essere omosessuale, la sua risposta fu di non preoccuparmi, che c’era passato anche lui, che era normale avere certi desideri ad una certa età e che mi sarebbe passato. Andai anche qualche volta da uno psicologo. Poi silenzio. Credo che una o due volte molto timidamente provò a capire se avevo ancora quei desideri qualche anno dopo,ma io, non so se per sfiducia, paura, rabbia, non gliene ho più riparlato e lui avrà pensato che tutto si sia magicamente sistemato. Ora io ho 38 anni, lui quasi 70 e mi chiedo che senso abbia spezzargli il cuore .3) Lui poi non è capace, da uomo, di tenersi le cose da sé, delega sempre a mia madre le decisioni importanti: “Parlane con tua mamma, se per lei va bene” oppure mi dice:” Io non sono d’accordo, ma se per tua mamma va bene…”. Non c’è volta in cui non gli dica qualcosa che lui non se la sappia tenere per sé e la mia fatica a sopportare due persone che evidentemente non saprebbero cosa fare può essere troppo per me in questo momento. Mi comunica ansia ogni volta che gli sottopongo le mie scelte lavorative, mi carica di preoccupazioni anche solo col tono della sua voce, non mi sento affatto sostenuto, ma caricato di un peso doppio o triplo.
terence ha detto...
ha provato negli ultimi tempi a manifestarmi qualche segno dei suoi profondi rimorsi con un paio di lettere in cui mi ha detto il suo rammarico di non essere stato presente nella mia vita di figlio. Ma io mi sono chiesto con angoscia: cosa vuole da me? Che gli dia l’assoluzione? Ma se sono costretto a portare giorno e notte le cicatrici della sua assenza o dei suoi errori? D’altra parte so che anche lui è stato abbandonato appena nato dal padre ed è cresciuto con i nonni:ma io che c’entravo? 4) A questo punto che mascolinità dovrebbe darmi? Lui non mi attrae per niente come uomo. Al momento non ha passioni oltre il lavoro. Un tempo gli piacevano le macchine (che purtroppo a me facevano schifo o meglio non me ne fregava proprio niente), ora neanche quello. Se gli togliessero il lavoro cos’altro avrebbe?
5) Non mi conosce e non mi capisce. Si mantiene sempre vago nei discorsi, mai che vada a fondo su di me, da padre. Mi fa discorsi ad esempio sul mio lavoro che sono sempre esterni alla questione. Dopo anni che sono stato lontano da casa per lavoro, che ho vissuto e sofferto la solitudine, ora che potrei tornare, mi dice con mia madre che sarebbe meglio non tornare perché al Sud si lavora male. Ma non l’ha capito che mi stavo ammalando e seriamente di solitudine e di tristezza? Evidentemente lui questa cosa non la vuole guardare. Mi dice sempre che sogna che io trovi una ragazza e mi sposi,ma non mi ha mai chiesto perché non accade questo. In questo secondo me mia madre pur non volendo lo ammettere (che io possa avere sentimenti omosessuali) “sente” di più la verità della questione.
Mi viene da dire amaramente e con vergogna che “purtroppo” è mio padre. Certo, vorrei perdonarlo, ma non per me stesso, perché pensi che ne trarrò un vantaggio, ma perché comunque gli voglio bene! Vorrei perdonarlo perché mi ha messo al mondo, perché ha cercato di volermi bene anche se non ne è stato capace e non ha capito o non ha voluto capire cosa fosse l’essenziale e cosa il superfluo, perché ha provato con dei sacrifici a farmi vivere illudendosi o volendosi illudere che il suo dovere era darmi l’esempio lavorando e basta, perché al fondo credo che lui mi voglia felice anche se non capisce un c…o di me e dei miei desideri o della mia vita. Alla fine pur se sono pieno di rabbia, chi sono io per giudicarlo?
terence ha detto...
Il fatto è che penso che al momento non sono pronto a perdonarlo, anche se probabilmente questo è il mio compito più importante, anche se vorrei perché so di non essere giusto nei suoi confronti, perché, ripeto, pur nel mio distacco difensivo nei suoi confronti, penso di volergli bene, perché probabilmente non sono meglio di lui. E’ strano perché mentre vi parlo sento solo la mia rabbia e di lui sembra fregarmene davvero poco e capisco che c’è qualcosa che non va. Ma cosa? Secondo me, vorrei dirvi infine, è vero che la figura più importante ce l’abbiamo accanto (è proprio vero!) e non la vediamo, ma esiste anche un cammino e per rendersi conto di quello che dite voi ci vuole tempo e dei mediatori che ti aiutino a questo passo, sperando che Dio ce ne dia il tempo e l’occasione e non lasci incompiuto questo desiderio. Comunque penso (e mi pare di capire che è o è stato così anche per voi) che il perdono di me e di mio padre è un (o “ l’ ”) elemento fondamentale della mia vita. Vi ringrazio comunque di avermi messo ancora una volta il sale nella ferita.
Alfredo
Alida ha detto...
Per Terence e per tutti quelli che vogliono trattare l'argomento del perdono. Noi stiamo parlando proprio di quello nalla Multichat di Chiara Luca Alesso Eva. Le cose che dici sono molto importanti anche per noi. Se volete unirvi a noi per allargare la discussione e per capire assieme il perchê del perdono e la sua importanza. Cercheremo di trovare assieme tutte le possibilità e i risvolti di questo regalo così importane. Basterebbe chiedere l'amicizia al sito Facebook qui sopra con un profilo anonimo. Più tanti siamo e meglio è. Grazie.
fr max ha detto...
Per Alfredo.
Ciao carissimo, PAce a te!
Negli ultimi post hai scritto:

....Ora io ho 38 anni, lui quasi 70 e mi chiedo che senso abbia spezzargli il cuore .3) Lui poi non è capace, da uomo, di tenersi le cose da sé, delega sempre a mia madre le decisioni importanti: “Parlane con tua mamma, se per lei va bene” oppure mi dice:” Io non sono d’accordo, ma se per tua mamma va bene…”. Non c’è volta in cui non gli dica qualcosa che lui non se la sappia tenere per sé e la mia fatica a sopportare due persone che evidentemente non saprebbero cosa fare può essere troppo per me in questo momento......
..... Mi viene da dire amaramente e con vergogna che “purtroppo” è mio padre. Certo, vorrei perdonarlo, ma non per me stesso, perché pensi che ne trarrò un vantaggio, ma perché comunque gli voglio bene! Vorrei perdonarlo perché mi ha messo al mondo, perché ha cercato di volermi bene anche se non ne è stato capace e non ha capito o non ha voluto capire cosa fosse l’essenziale e cosa il superfluo, perché ha provato con dei sacrifici a farmi vivere illudendosi o volendosi illudere che il suo dovere era darmi l’esempio lavorando e basta, perché al fondo credo che lui mi voglia felice anche se non capisce un c…o di me e dei miei desideri o della mia vita. Alla fine pur se sono pieno di rabbia, chi sono io per giudicarlo?

Sono commosso da questo tuo tentativo di lottare contro un dolore che da un lato allontana ma al contempo ti da la coscienza di poter far poco.
Tuo padre è una persona di una certa età che avrà sofferto tanto a sua volta....chiedergli dei passaggi che forse non saprebbe neppure cogliere è forse troppo !
Il perdono è un percorso lungo e faticoso che nasce da noi e dall'esperienza che facciamo in noi e verso noi stessi del perdono.
Dici bene ... chi sei tu per giudicarlo'
Cosa sappiamo nel cuore del tuo papà cosa batta realmente e cosa non è mai riuscito a esprimere perchè nessuno glie l'ha insegnato ?
A VOLTE NON SI PUO' CHIEDERE TROPPO A CHI TROPPO NON HA SAPUTO DARE.... ma si può andare oltre anche l' apparenza e l'evidenza!!
E tu puoi farlo!!
Ti abbraccio forte !
P. MAX
Anonimo ha detto...
27 marzo

Io mi sono riavvicinato a mio padre per ME perché capivo che considerare l'uomo (esempio del maschile) che viveva nella mia stessa casa come brutto, incapace ed indegno faceva diventare anche me così. Tutto è partito da un atto egoistico verso ciò che credevo mi avrebbe portato a stare meglio. All'inizio ammetto che ero falso, calcolatore e manipolatore nel rapporto che creavo con lui, ma era l'unico modo per riuscire ad entrarci in contatto senza venirne ferito e deluso. Poco alla volta le cose sono diventate sempre più autentiche fino al punto di esserne davvero affezionato e riuscire a vederne gli aspetti positivi.
Ora prendo solo il buono: quando torna da lavoro negativo ed insoddisfatto sono fatti suoi, mi aiuta a capire l'importanza di un lavoro adatto a sé. Non gliene faccio più una colpa! Spero solo di avere le capacità quando toccherà a me per trovarmi un impiego che mi possa far sentire realizzato così da trasmettere ai miei figli o alle persone che avrò accanto un'immagine di padre e di uomo vincente.
fr max ha detto...
Carissimi,
lo spazio di questo Blog spero che resti un luogo privilegiato per un confronto a più ampio raggio sullo specifico dell'egodistonia omosessuale maschile.
Pertanto vi invito e sollecito a restare saldi a questo spazio ( adatto ai MASCHI in particolare) affinchè si possa crescere nella condivisione e nell'intimità!
Un abbraccio fraterno a tutti.
P. Max
Anonimo ha detto...
27 marzo

Il mio corpo, la mia psiche e la mia anima mi gridano che devo smettere di sentire l’omosex come una malattia, ma come una strada per scoprirmi: uno degli infiniti percorsi per comprendere la propria anima. Non importa se sono maschio, femmina o altro: l’importante è essere in armonia con la propria energia. L’essermi identificato col principio femminile di mia madre non è una malattia, ma una particolare essenza d’essere che la Vita plasmerà per mezzo delle mie scelte.
Attraverso questo percorso ho appreso tante cose di me: ora devo imparare ad amarle davvero conscio che è solo nell'accettazione-amore di sè che avviene la crescita.

Un abbraccio ad Alberto, Ilaria, Carlo, Max e Francesca, che in questo percorso mi hanno fatto da specchio e sostegno.
Anonimo ha detto...
X fr max
Ciao fr max sono Emilio,un saluto anche a tutti i ragazzi del blog.
Caro fr max era un po che non visitavo il blog .non credo che ricordi sono il ragazzo che scrisse il 21 novembre 2011.volevo inviarti questo post xke in quest ultimo periodo mi sto sentendo "martellare" la testa.A volte penso alla mia omosessualita e ho il desiderio di lasciarmi andare!è dura fr max spero che Dio me ne liberi al più presto! Quanti pensieri pungenti fr max!quanti!se non fosse per Dio non riuscirei a sopportarli!Mi sento nervoso,cattivo a volte quando ho rabbia prenderei a pugni chi ho difronte.Questa situazione mi ha "rallentato" nel pregare!Mi sento un verme agli occhi del Signore xke Egli conosce tutti i miei distorti e perversi pensieri!Sono rinciampato nella masturbazione fr max.Quanta voglia ho di smetterla di offendere Dio continuamente. Gesù nel cuore sento che mi dice che mi sta aspettando e che devo riuscire ad alzarmi. L'altro giorno negli Atti degli Apostoli ho letto quel brano in cui si parla del peccatore che rifiuta Dio pur conoscendo la Legge..." così il cane ritorna al suo vomito e la scrofa lavata torna a rotolarsi nel fango.." come mi sono ritrovato in queste parole caro fr max.Nonostante tutto sento un ardore che mi spinge verso Cristo e credimi Fr Max lo desidero fortemente e il pensiero di allontanarmi dalla vita Cristiana in Cristo e per Cristo mi stritola.Ho voglia di sentirmi vicino a Lui e di non lasciarlo.Vorrei essere un uomo come Lui mi vuole, ho voglia di sposarmi fr max, di avere dei figli una famiglia da amare.Solo quando penso a Gesù sento che tutto questo può realizzarsi.Invece la lussuria e quei perversi pensieri frantumano e distruggono tutto!Ricordami nelle tue preghiere fr max per favore perchè ne ho estremo bisogno io cerchero di fare lo stesso.
Un abbraccio a te e a tutti i ragazzi del blog.
Emilio
IO ha detto...
Salve, sono il ragazzo di 16 anni! Ultimamente sto cominciando a capire che provo tantissima rabbia per mio padre e per tutti i suoi simili (i ragazzi in genere). Sento dal profondo che provo odio e di questo me ne vergogno molto.. cosa mi consigliate di fare? Mi vergogno di me stesso e sto passando una fase di depressione.. non ce la faccio più.. vi prego datemi un consiglio esauriente.. vi ringrazio in anticipo..
terence ha detto...
Ciao Emilio, quanto tempo. Finalmente ti sei fatto vivo di nuovo! Grande Emilio!
Anche se hai scritto a Fr Max ti volevo raccontare questo. Quando passo il tempo a controllare le mie pulsioni inevitabilmente cado perchè è come una pentola a pressione che scoppia. Quando invece mi commuovo perchè scopro di esser voluto bene, allora le pulsioni scompaiono e si sciolgono. Quando io penso di combattere per Dio ignorando i miei impulsi proprio allora mi accorgo di spostare lo sguardo dalla realtà in cui si manifesta il progetto che Dio ha per me, alle mie forze e capacità e allora inevitabilmente cado. Ma il problema non è che cado, ma è che prima mi son dimenticato di Lui e del Suo amore ed ho pensato di farcela con le mie forze e allora mi dispero, ma il problema era prima, nel momento in cui non l'ho cercato. Se lo cerco, almeno mi sta capitando ogni giorno così, lo trovo in una parola, una frase del Vangelo, una persona, uno sguardo, una lettura, un avvenimento. Oggi ad esempio l'ho trovato in amico che non sentivo da due anni, uno di quelli da cui mi son sentito allontanato. Io gli ho telefonato e lui mi ha detto che era davvero contento di sentirmi e che la mia telefonata, ora che lui sta male, era un segno della resurrezione di Dio per lui, un segno di speranza. Chi lo avrebbe detto! Si è aperto come mai aveva fatto, ammettendo il suo momento di difficoltà. Capisci bene che quando la vita è piena, non ti viene poi di riempirti con altre cose. Volevo poi dirti che abbiamo letto il Vangelo di Matteo che mi ha colpito come mai laddove parla della chiamata di Matteo. Io mi chiedevo: qual'è il mio peccato, perchè il problema caro Emilio è che siamo talmente concentrati su noi stessi e le nostre miserie che non ci accorgiamo veramente che la miseria nostra invece di chiuderci, aspetta una RISPOSTA CHE VENGA DAL DI FUORI. E Gesù chiama Matteo. MAtteo avrà fatto una linguaccia ai farisei e avrà pensato (come noi)di essersi preso la sua rivincita. Ma poi Gesù spiega e dice: non sono venuto per i sani, ma per i malati. E lì Matteo , e anche io, ho capito un pò di più, col cuore, Matteo avrà detto commosso:" Grande Gesù, mi ha guardato come nessuno. Lui mi ha veramente guardato! Ha visto il mio dolore e anche la mia cattiveria, ma Lui è venuto proprio per me. Bellissimo ! E chi mi allontenerà più da Lui , da ora in poi?" Lì ho capito che il problema non è il peccato, ma accorgersi ogni giorno di Lui nel modo sorprendente in cui Lui decide di farsi vedere. Questo è per me il modo di uscire dalla masturbazione: non uno sforzo, ma permettere ad un altro di guardarci fino in fondo, fino a dove noi non siamo capaci.
Per il ragazzo di 16 anni. Guarda che io per guardare quello che stai cominciando a guardare tu ci ho messo il doppio della tua età, quindi sei molto più avanti di me, hai cominciato la strada. Allora non vergognarti, non si risolvono i problemi nascondendoli, così come la polvere non va via se la si mette sotto il tappeto: perchè odi tanto tuo padre? Riflettici intanto e se vuoi se ne parla. Ciao, vi voglio bene.
fr max ha detto...
Per Emilio.
Ciao carissimo.
Grazie per la fiducia e per avermi consegnato la tua rabbia e il tuo dolore. Quanto sarebbe prezioso se riuscissi anche a farlo con qualcuno, ovvero a consegnargli la tua rabbia; sarebbe un passo in più.
I pensieri pungenti, le ossessioni connesse alle fantasie sono stimolate molto da come ti posi nelle situazioni quotidiane legate alle relazioni che vivi.
Se qualcuno ti fa sperimentare una certa frustrazione alla quale non riesci a reagire, oppure senso d'inferiorità, squalifica di te stesso, ansia, vergogna, sono tutte condizioni che ti fanno entrare in uno stato rabbioso che se non riesci a elaborarlo divento terreno fertile per la comparsa di pulsioni di ogni tipo.
E' come un vaso che viene riempito fino all'orlo di materiale che oltre ad appesantirlo non lo rende capace di accogliere altro. L'unica soluzione appare allora svuotarlo.
Ma lo svuotamento rischia di essere solo apparente.
Occorre andare al cuore del tuo sentire, al problema che si nasconde dietro il problema apparente della pulsione.
Occorre fare un po' come faCeva e fa Gesù che di fronte al peccato non si ferma mai a quello che vede ma va oltre, guardando il cuore, il reale desiderio che muove le persone che incontra.
Dunque Emilio caro, CREA INTIMITA' ATTORNO A TE NELLE RELAZIONI E DENTRO TE ASCOLTANDOTI DI PIù IN QUELLO CHE SENTI, OLTRE LA SUGGESTIONE INIZIALE.
I Padri della Chiesa dicono che il primo modo per iniziare a combattere un pensiero insano e BLOCCARE LA SUGGESTIONE che è il primo passo, il primo stimolo esterno che arriva nella mente senza che noi lo chiediamo o cerchiamo.
Un pensiero a questo stadio non è peccato ma diventa la porta affinche possa diventarlo quando a questa suggestione iniziale fai seguire...l'entrarci a COLLOQUIO, , poi frequentarlo con la RIPETIZIONE ...fino a farlo diventare un pensiero insano che si radica nel cuore!
Apri il cuore Emilio e soprattutto sii più vicino al Signore in questo tempo con una vita sacramentale più intensa (confessione ed eucarestia).
Apriti alle relazioni e condividi attività con i tuoi pari!
Ci sono e scrivimi (byronmp@libero.it)

Un abbraccio a tutti
P. MAx
fr max ha detto...
Per Emilio.
Ciao carissimo.
Grazie per la fiducia e per avermi consegnato la tua rabbia e il tuo dolore. Quanto sarebbe prezioso se riuscissi anche a farlo con qualcuno, ovvero a consegnargli la tua rabbia; sarebbe un passo in più.
I pensieri pungenti, le ossessioni connesse alle fantasie sono stimolate molto da come ti posi nelle situazioni quotidiane legate alle relazioni che vivi.
Se qualcuno ti fa sperimentare una certa frustrazione alla quale non riesci a reagire, oppure senso d'inferiorità, squalifica di te stesso, ansia, vergogna, sono tutte condizioni che ti fanno entrare in uno stato rabbioso che se non riesci a elaborarlo divento terreno fertile per la comparsa di pulsioni di ogni tipo.
E' come un vaso che viene riempito fino all'orlo di materiale che oltre ad appesantirlo non lo rende capace di accogliere altro. L'unica soluzione appare allora svuotarlo.
Ma lo svuotamento rischia di essere solo apparente.
Occorre andare al cuore del tuo sentire, al problema che si nasconde dietro il problema apparente della pulsione.
Occorre fare un po' come faCeva e fa Gesù che di fronte al peccato non si ferma mai a quello che vede ma va oltre, guardando il cuore, il reale desiderio che muove le persone che incontra.
Dunque Emilio caro, CREA INTIMITA' ATTORNO A TE NELLE RELAZIONI E DENTRO TE ASCOLTANDOTI DI PIù IN QUELLO CHE SENTI, OLTRE LA SUGGESTIONE INIZIALE.
I Padri della Chiesa dicono che il primo modo per iniziare a combattere un pensiero insano e BLOCCARE LA SUGGESTIONE che è il primo passo, il primo stimolo esterno che arriva nella mente senza che noi lo chiediamo o cerchiamo.
Un pensiero a questo stadio non è peccato ma diventa la porta affinche possa diventarlo quando a questa suggestione iniziale fai seguire...l'entrarci a COLLOQUIO, , poi frequentarlo con la RIPETIZIONE ...fino a farlo diventare un pensiero insano che si radica nel cuore!
Apri il cuore Emilio e soprattutto sii più vicino al Signore in questo tempo con una vita sacramentale più intensa (confessione ed eucarestia).
Apriti alle relazioni e condividi attività con i tuoi pari!
Ci sono e scrivimi (byronmp@libero.it)

Un abbraccio a tutti
P. MAx
Emilo ha detto...
X fr Max e Alfredo
Grazie per le risposte.Condivido quello che dite.Non voglio aggiungere nient'altro..solo che vi voglio bene.
Emilio
Anonimo ha detto...
Per IO, la vergogna che provi verso il tuo odio è la risposta inconscia dell'amore che soffochi dentro di te. L'amore chiuso e nascosto ti porta a stare male. Se risponde al dolore subito con l'odio, permetti a quel dolore di continuare a farti male sotto un'altra forma e per sempre, fin quando non cambi le cose. Libera l'amore che c'è dentro di te, tu ami tuo padre anche se ti ha fatto male. Piangi del male subito, di tutte le cose che avresti voluto da lui e che non ti ha saputo dare. Guardalo nel suo limite umano, un albero di mele non potrà mai darti pere, anche se era di quelle che avevi bisogno. Amalo lo stesso per quello che è, per quel poco che a saputo darti e la vita ti darà il resto da un'altra parte. Vedrai che con il passare degli anni apprezzerai di quel padre tante piccole cose che ora non sai vedere. Amalo perchè lui ti ama anche se non sa dimostrartelo.
fr max ha detto...
Per L'Anonimo del 29 febbraio.
Grazie Carissimo per le parole preziose d'incoraggiamento che hai dato ad IO.
Questo è il piede giusto per mettersi in cammino serio per maturare buoni frutti!
Ammiro le tue parole che parlano di un tuo cammino dove forse hai o stai sperimentando quanto suggerisce.
Grazie davvero!
Dio ti benedica
P. Max
Francesco ha detto...
Salve a tutti! Rifugiatevi nel Signore Nostro Gesù Cristo che ci dà salvezza e pace, come proprio poco fa ho sperimentato! Lui può tutto: la Sua croce che adoriamo particolarmente in questo periodo è stata più dura e più terribile della nostra. Dio ce la da, perchè sa che possiamo portarla e perchè ci porta a Lui e alla Verità. Ma è vero pure che dobbiamo anche noi non essere fatalisti e aspettare gli avvenimenti ma prendere in mano la nostra vita ed offrirla ogni giorno a Dio con le nostre azioni, pensieri e sentimenti.
Vorrei sottoporvi, a proposito dei padri, che anche il mio non lo sopportavo e in alcuni momenti non lo sopporto, ma bisogna avvicinarsi e capire pian piano. Per la prima volta ho persino provato pena per lui e il suo lavoro stressante, perchè mi sono immedesimato in lui. Comunque mio padre è strano: si vede che mi vuole bene, ma mi pressa. Cioè è indifferente emotivamente è poco presente a casa per il lavoro eccetera eccetera, però fa anche il contrario: si preoccupa troppo per i suoi figli quando escono di casa. Un classico problema adolescenziale quello dell'uscire di casa la sera, che io affronto a 20 anni! Pensate un pò! In effetti è coerente con la nostra immaturità affettiva, dobbiamo passare la nostra adolescenza. Lui appena dico che devo uscire con il mio amico o le mie amiche, si irrigidisce e dice: "N'do vai! No, no! Stai a casa, stai sempre a uscì" insomma a muso duro. Una cosa che mi innervosisce e mi fa finire per rispondergli male sempre, anche perchè si pone male ed è una cosa assurda. Litigate su litigate, ma in me si è fatto come un complesso, una paura di dirgli che devo uscire la sera: ho ansia nel dirglielo, perchè so già che farà una storia infinita e che non sarà contento. Questa storia va avanti da anni. Ora ho provato a dirgli perchè, prendendolo in separata sede e lui: perchè c'è droga, alcool, poi le persone che vogliono fare a botte. Insomma mi dice che ha paura per me. Di nuovo con le buone gliel'ho detto, poi sabato con le cattive e cioè litigando, ma uscendo lo stesso. L'indomani sul tg facevano un servizio sugli incidenti dei giovani e lui: "vedi, ecco perchè faccio così". E io gli rispondo che voglio vedere i miei amici e lui scuote la testa come a dire che non è importante.... ASSURDO! Lui usciva sempre al paese suo, e mi dice che Romaè pericolosa. Ho 20 anni, mica 1! Non so che fare: ho provato di tutto, ma niente. E in più quest'ansia nel dirglielo, questa paura frutto di anni di contrarietà a questa che non è mica la luna. Non si vuole arrendere al fatto che sono grande, che me la so cavare da solo, che alla fine i giovani non sono tutti dei mostri drogati e alcolizzati, anzi non lo sono quasi affatto. E io mi sento tradito nella fiducia, nel senso non si fida di me, cosa già che gli ho detto con scarso risultato, anzi nullo, e vessato, non posso uscire quando e come mi pare con tutti i ragazzi della mia età. E' un impasse da cui non riesco ad uscire, buone o cattive non sono servite. Oppure devo usare cattive ad oltranza? Ditemi un pò voi!
fr max ha detto...
Per Francesco.
Ciao carissimo e grazie del tuo contributo.
Capisco il dolore del confronto ma la fatica di rivendicare la tua autonomia è una conquista dura ma necessaria. I genitori al di la di tutto fanno sempre fatica ad accogliere la novità naturale della crescita dei propri figli.
Da un lato devi essere paziente e comprensivo verso le loro rigidità ma anche forte nelle tue scelte.
Son quelle che devono essere sempre più consolidate, grazie alla verità su te stesso che deve essere sempre più chiara e presente a te.
Cerca di parlare con tuo padre e soprattutto di condividere delle cose con lui così da fargli sperimentare che sei in grado di prenderti cura della tua vita e che puoi stare in piedi da solo.
Sono passaggi difficili ma necessari.
Se hai bisogno di parlare scrivimi.
Ti abbraccio forte e faccio il tifo per te, partendo dal custodirti nella preghiera.
Un abbraccio
P. MAx
Francesco ha detto...
Volevo raccontarvi una cosa e spero che mi aiuterete, oltre Fr. Max, anche voi perchè per me è importante: quando un mio amico del coro conosciuto quest'anno, che però sta per diventare un religioso e ha circa 40 anni ma non sembra, è divertente, giovanile e bravo, mi ha chiesto di uscire e andare al cinema la sera, io ho avuto paura e ansia perchè dovevo stare solo con lui. Mi sono sentito e mi sento vulnerabile, se lui volesse abusare di me e farmi soffrire io non potrei chiedere aiuto a nessuno, visto che siamo soli. Poi pedofilia e cose del genere mi vengono in mente. Il problema è che: a) non ho avuto mai esperienze di abuso sessuale; b) non è la prima volta, anche con altri uomini più grandi e preti che uscivano dalle mie aspettative, magari volendomi più bene ecc ecc, io li ho etichettati così e ho avuto la stessa ansia e paura; c) non so da cosa possa derivare. O è "normale" per uno che ha pulsioni omosessuali avere comunque paura e ansia della relazione con un altro uomo più grande (relazione esclusivamente amicale) e non si fida perchè pensa che lo deluderà, lo farà soffrire oppure è una cosa solo mia di cui non riesco a trovare la radice. Io fino ai 14-15 anni volevo che mia madre dormisse con me nel letto, non volevo dormire da solo, tant'è che mi svegliavo e avevo l'ansia che qualche ladro mi prendesse, che qualcuno mi facesse del male e quindi non dormivo, non ero tranquillo. Se però mio padre o mia madre erano con me nel letto, dormivo tranquillo. Questa cosa di protraeva dalla mia infanzia ed, improvvisamente, è scomparsa ai 16 anni. Ora al di là del fatto che alla fine io non credevo più nei ladri che mi venivano a prendere, avevo comunque quest'ansia e dovevo stare sveglio e vigilare non ero tranquillo. Quest'ansia di stare solo poi si dimostrava anche quando non volevo stare da solo con mio nonno, che pure era molto più buono e permissivo di mia nonna, ma volevo uscire sempre con lei: mi veniva sempre l'ansia e paura che nonno, siccome dormiva sempre, non mi avrebbe protetto (non so da chi o da cosa) e quindi io mi sentivo ancora vulnerabile. Insomma da quello che posso capire io mi sento vulnerabile se sono solo con altri uomini più grandi che o non sanno proteggermi o penso che mi faranno del male, quindi non mi fido. La radice può essere nel comportamento troppo severo e dispotico di mio padre quando non dovevo rispondergli, quando mi umiliava di fronte a tutti e mi faceva piangere e nessuno mi difendeva, se non sporadicamente mia madre o mia nonna, ma dopo l'evento: una generale mancanza di fiducia verso gli uomini adulti che mi fanno soffrire. Tenendo presente ed è vero che queste pulsioni derivano da un'immaturità: ho 20 anni e penso affettivamente ancora come un bimbo (pedofilia, uomini adulti,...). Spero che anche qualche altro con pulsioni omosessuali o che comunque le ha passate mi sappia dare una mano! Grazie a tutti! E soprattutto a Fr. Max!
Anonimo ha detto...
Vorrei raccontare a tutti voi un aneddoto :
C' era una volta una famiglia, una di quelle vecchie famiglie composte da 12 figli. Erano i tempi della dittatura di Mussolini. Era molto comune in quell' epoca, che a tavola si mangiasse in silenzio. Nessuno doveva fiatare: era l' usanza, era l' educazione di quei tempi.
In mezzo al silenzio della cena, dove solo si ascoltava il rumore del cucchiaio contro il piatto di minestra, il figlio piu' piccolo chiese al padre: " papa" , cosa vul dire fascismo?"

Il padre alzo' lo sguardo dalla minestra e dopo un attimo rispose : " Mangia e taci!"

Ecco: racconto tutto questo per dire alla Signora Cuccarini, che i tempi del " mamgia e taci" sono finiti. Vogliamo discutere a tavola! Il " mangia e taci" e' cosa del passato. Non voglio dare sfumature politiche al mio commento, solo voglio dire che, ascoltare la controparte, ascoltare diverse opinioni su un tema, mi da sapore a liberta', la liberta' di pensare, la liberta' di scegliere. Ascoltare opinioni opposte, assaporare esperienze diverse, mi da la liberta' di scegliere. I tempi del terrorismo sociale del " mangia e taci" sono finiti.
Spiacente.
Cordialmente
Mamma 30 maggio
carlo ha detto...
Carissimi!!!!!!!!!!!!! oggi è stata una giornata no!!! che palle!!! ogni volta che sono insicuro e stanco mi capita di ritrovarmi ad essere con la vecchia mia immagine!! ho bisogno di tante preghiere da tutti voi!!!!!!! Mamma 30 Maggio un abbraccione che bello rileggerti!!!!! un bacio a tutti!!!! MA in che modo combattere definitivamente gli impulsi terribili? un abbraccio!
manuel ha detto...
Manuel
Per la persona che mi ha messo in contatto con marco usa.

Vorrei ringraziare la persona che mi ha permesso di conoscere marco dagli usa. E' da un pò che non lo sento. Vorrei capire chi è tra di voi che ha permesso la conoscenza di marco usa perchè vorrei ringraziarlo.
Questa persona mi potrebbe contattare all'indirizzo email
francescomanuel1980@hotmail.it
manuel ha detto...
salve sono manuel
vorrei ringraziare pubblicamente la persona che mi ha permesso di contattare marco usa e se si potesse mettere in contatto con me: il mio indirizzo è
francescomanuel1980@hotmail.it
grazie
Anonimo ha detto...
Carlo, mio caro amico, conta con le mie prehiere di madre. Dio non ti abbandona' mai, come non abbandona me, mamma. Forza amico mio, so che sentirai la forza della preghiera. Non sei solo: qualcuno ti da la mano nella preghiera.
La Vergine di Guadalupe disse a Juan Diego: " Tu figlio mio, il piu' piccolo dei miei figli, non temere, non ci sono forse io qui che sono tua Madre?" Non temere Carlo, la nostra Mamma ci sta vicino. Lei non ti abandonera' mai.
Che Dio ti benedica
30 Maggio






30 maggio
fr max ha detto...
Per Francesco.
Carissimo.
Grazie per aver condiviso le tue paure e insicurezze.
Continua a crescere sulla Stima di te e del valore che hai e che sei!
Scopriti sempre più amato e frutto del desiderio di un Progetto di Dio che vuole dispiegarsi.
Le tue insicurezze sono certamente legate a delle fatiche vissute nelle relazioni con le figure Dominanti ma non scoraggiarti.
Affronta le tue paure condividendole e guardando più a fondo nel tuo cuore.
Consolida anche il tuo cammino di fede crescendo nella tua identità di Figlio di Dio e di Fratello con gli altri.
Ogni bene.
Dio ti benedica.
P. MAx
fr max ha detto...
Per riflettere un po'
Per riflettere un po'!!!

Prima parte

FESTA DELLA DONNA? E' PIU' URGENTE FARE UN REGALO AGLI UOMINI!

L'uomo non è sensibile alle manifestazioni di piazza, mentre non resiste a una donna leale, accogliente, pronta a schiacciare la propria lingua e a vedere in lui la parte migliore

di Costanza Miriano

Ieri mattina appena sveglia una dei miei quattro figli, Livia, che ha 5 anni e comincia a cercare di capire qualcosa del calendario, mi ha chiesto che giorno fosse. Con uno sforzo titanico, raccogliendo le forze, ho recuperato alcune coordinate (chi sono, perché vivo, che mese è): «È l'8, giovedì. È la festa della donna». «Bene, che regalo facciamo al babbo e ai fratelli?», ha chiesto la saggia ragazza, avviandosi all'asilo.
Effettivamente, se la logica non la inganna, come succede a Natale, che è la festa di Gesù, è il festeggiato a dare qualcosa agli altri. «Regaleremo noi stesse», ho risposto, più che altro un po' terrorizzata all'idea di passare un pomeriggio a cercare qualcosa per mio marito, soggetto difficilissimo e amante della tecnologia, materia a me ostile (se entro in una stanza i computer smettono di funzionare e ho anche l'impressione che ridano di me). Bene, se alla mia bambina avessi insegnato solo questo in cinque anni mi riterrei soddisfatta. Spero che lei e la sua sorellina appartengano finalmente alla generazione di donne pacificata con gli uomini, desiderose di onorarli, piene di stima e rispetto nei loro confronti, consapevoli di avere bisogno di loro, del loro sguardo sul mondo, della loro virilità, che è essenzialmente capacità di dare la vita per la sposa, i figli, e quelli di cui si fanno carico. Sarà che hanno un padre di poche parole ma di molta sostanza, generoso e presente ma autorevole e anche autoritario all'occorrenza. Sarà che non leggono giornali né guardano televisione, e quindi non vedono nessuna discriminazione in casa o fuori. Sarà che sanno che maschi e femmine sono diversi, e questa cosa a noi tre donne di famiglia piace moltissimo. E non si dica che è così perché il nostro è un uomo eccezionale: è meraviglioso, è vero, ma per il resto è un perfetto esemplare del modello base dell'essere umano. Anche lui chiede come stai e poi esce dalla stanza nel momento in cui comincio a rispondere. Anche io, se lui mi guarda ammirato, mi giro a controllare se per caso c'è uno schermo che trasmette un dribbling di Totti o un piano sequenza di Scorsese (di solito sì, c'è). Anche lui perde liste della spesa, chiavi e ricevute, anche lui trova difficoltà a fare due cose insieme, pure se le due cose non sono guidare e scrivere al computer, ma guardare l'orologio e rispondere a domande basic (tipo che ora è)....continua
fr max ha detto...
Seconda parte...

Parlare male dei maschi è il nuovo nero, va bene su tutto, ma forse è ora di smettere: altro che 8 marzo e quote rosa, quella che sta vivendo la virilità ai nostri giorni è una crisi inedita nella storia dell'umanità. Se c'è qualcuno a essere sotto scacco sono gli uomini, indotti dalla pressione sociale e dalla ideologia unica e monocorde, quella del 'gender', a diventare più femminili, sentimentali, a indossare gli abiti del servizio e a deporre quelli dell'autorevolezza, ormai quasi sinonimo di barbarie. Sarà che autorevole viene da augeo, accresco, porto verso l'alto, e dell'Alto, invece, si è persa memoria, senso, direzione. Si parla così male dei maschi perché si dimentica che Dio ha creato l'uomo, enigma teologico per eccellenza, maschio e femmina. A sua immagine e somiglianza, maschio e femmina. La tensione tra maschile e femminile deve essere una dinamica di accrescimento reciproco, che rievoca quella di Dio, di cui è immagine. Dio Trinità: tre persone diverse e unite. Siamo diversi, e per questo non occupiamo gli stessi posti nella società, non per una congiura dei maschi. È perché diverse sono le cose che davvero ci realizzano nel profondo.
Che regalo fare, dunque, ai maschi, per cogliere il suggerimento di mia figlia Livia anche dopo l'8 marzo? Uno sguardo accogliente, leale, pieno di sincera approvazione. Propongo a tutte le donne di schiacciare la propria lingua, di solito sempre pronta a brontolare, fare battutine, sottolineare il male. Propongo che da oggi, dunque, ogni donna, rasserenata e pacificata, rimandi al suo uomo un'immagine di sé profondamente bella. L'uomo non è sensibile alle manifestazioni di piazza, mentre non resiste a una donna leale, che abbia uno sguardo pronto a vedere in lui la parte migliore.

Fonte: Avvenire, 09/03/2012

Un abbraccio fraterno.

P. Max
IO ha detto...
Salve a tutti! Rieccomi, sono il ragazzo di 16 anni. Ultimamente ho notato una piccola affinità: da sempre ho creduto che la maggior parte dei coetanei che mi circondano (a scuola, e anche fuori) hanno un legame con me perché in fondo “gli servo”. Fino a quando penserò che tale affermazione è vera, resterò intrappolato in quella particolare solitudine che mi soffoca ogniqualvolta che mi chiudo in me stesso. Il pensiero che in fondo mi vogliano bene (sperando che non sia un’illusione) mi rende molto sereno, e contemporaneamente mi vengono dei sensi di colpa per tutte quelle convinzioni di autocommiserazione pensate precedentemente.

Io sono un ragazzo molto orgoglioso, quando vedo che qualcuno a malapena mi saluta e poi mi contatta solo per interesso suo, ci resto davvero male. Reciprocamente, quando noto che qualcuno si avvicina e mi parla delle sue faccende, parlandomi solo per il piacere di parlare e non per scopi di “lucro”, allora divento molto sereno.

Molto spesso mi chiudo nella mia stanza e penso un po’ al futuro: l’idea un giorno di essere laureato, sistemato bene a livello lavorativo, solo per conto mio mi rende triste!
La mia paura è quella di ritrovarmi completamente solo. In questa parte della mia vita mi sento troppo solo, e cado spesso in una sorta di autocommiserazione che mi uccide dentro. Anche quando sono fuori e vedo che nessuno mi dà quelle piccole attenzioni che generalmente si danno tra amici mi sento male, e sono invidioso per tutti quelli che, invece, le ricevono. In questo caso divento molto nervoso, e pure molto freddo nei confronti di tutti. Questi ultimi, penso che vedendomi in quello stato non hanno neanche la volontà di avvicinarsi e parlarmi, perché mi vedono “arrabbiato”, quando invece, al contrario, io vorrei che loro si avvicinassero e mi parlassero.. la mia autocommiserazione è controproducente!

Quando sono solo per conto mio piango, il mio è un pianto disperato. Proprio in quei momenti sento un grandissimo vuoto, e mi rendo conto proprio in quegli istanti della gravità della situazione.
Inoltre, mi sento terribilmente solo nel mondo, e mi convinco sempre di più del fatto che agli altri (dove per altri intendo coetanei) non importi niente, che io non valga nulla in fondo per loro, che gli altri non mi vogliano bene davvero.

Mi fa davvero rabbia sapere concettualmente le motivazioni che mi hanno portato ad essere coinvolto da pulsioni omosessuali e, praticamente, non saper fare nulla perché ormai “abituato a questo stile di vita”, molto monotono e passivo. Studio e basta. Ditemi cosa ne pensate di questo problema.. Vi ringrazio anticipatamente.
ilaria ha detto...
In risposta all'articolo Pubblicato su Avvenire, 09/03/2012


A me questa donna fa molta tenerezza, assomiglia a mia madre e probabilmente anche lei ha una figlia lesbica, ^_^ come me!

Che dire, il mondo è pieno di madri che insegnano alle figlie che per amare un uomo bisogna prima imparare a odiare se stesse e il proprio genere, perché quello stesso mondo in fondo (e loro lo sanno bene) è pieno di “uomini”, che odiano le Donne.
marco ha detto...
ciao anonimo di 16 anni, sei un ragazzo molto intelligente, stai già capendo cose molto profonde e complesse di te e di come funzionano certi meccanismi. ti sono vicino nel tuo percorso di crescita, perchè ci sono passato anch'io e so cosa vuol dire. A volte la nostra intelligenza ci fa sentire migliori e speciali, un gradino più in alto, e questo non aiuta nella relazione alla pari che dovremmo avere con i nostri coetanei, se ti posso dare un consiglio : scendi dal piedistallo, smettila di piangere e esci dalla tua tana. lo so, è difficile, ma non così tanto come ti sembra. esci, esci da te stesso, e vivi delle relazioni vere! adesso questa solitudine ti uccide, ma ci sarà un giorno in cui starai bene con te stesso e quello sarà il luogo in cui ti sentirai a casa, imparerai a badare a te stesso, a prenderti cura di te, ad essere e a fare l'adulto, la solitudine sarà la fonte della tua serenità, ma prima devi uscire da li... devi connetterti con il mondo, con la vita, con il mondo maschile, con quello che desideri così ardentemente da averlo confuso con il sesso... fai pulizia dentro di te di pornografia e pensieri impuri e buttati nelle relazioni vere... sport, camminare, uscite con gli amici... vedrai che pian piano anche tu ti potrai sentire parte di quel mondo che ti manca tanto! forza e coraggio! io ci sono passato, ne vale la pena!
marco
Anonimo ha detto...
Per io,
Capisco il tuo modo di sentirti solo, la tua paura del futuro. Quando instauri con un genitore un rapporto di sofferenza, un amore sofferto crea nella persona un attaccamento ancora più grande, coinvolgente, mai sazio. Vorresti riempire quel vuoto con un’amicizia grande e profonda ma troverai gli amici solo quando imparerai a non pretendere troppo da loro e ad accettarli anche con i loro difetti, proprio quelli che ora ti impediscono di avvicinarti a loro. L’idea di trovarti un domani solo, in una casa che non rappresenta più la tua famiglia, ma l’incognita del futuro è per te come dire addio in un certo senso alla speranza di saziarti di quell’amore che per tanti anni hai cercato.
Non è solo un salto nel buio, ma mentre salti spegni definitivamente la luce anche sul tuo passato. E’ l’insieme di queste due cose che ti terrorizza tanto.
Ma tutto questo è solo la tua sensazione, dovuta al tuo vissuto. Quello che ti riserva la vita da oggi a domani può essere tutto diverso. Il vuoto che lasci alle tue spalle può essere riempito sempre e comunque, saranno i tuoi genitori ad avere bisogno di te e ti accorgerai con stupore che il tuo dare riempirà il tuo cuore allo stesso modo di tutto il ricevere che hai aspettato per anni. Impara anche ad accettare dagli “amici” quel poco che danno, senza pretese. Uno ti va bene perchè è simpatico e ti fa ridere... ma è completamente inaffidabile. Ridi solo delle sue battute e poi lascialo perdere. L’altro ti va bene perchè è intelligente scolasticamente, confrontati con lui sulle cose scolastiche. L’altro è uno sportivo che sai va sempre a correre... chiedigli se puoi andarci anche tu. Non esiste l’amico perfetto, esistono alcuni amici che possono andare bene in alcune circostanze. Più acquisterai sicurezza in te stesso e più capirai che è molto meglio non avere troppi amici. Non sentirti nemmeno troppo solo, se tu sapessi quante migliaia e migliaia di persone ci sono al mondo come te. Già solo questo pensiero dovrebbe farti sentire in un enorme compagnia. Mentre tu piangi ci sono bambini segregati e rinchiusi in prigioni, ci sono ragazzi come te negli ospedali che nessuno va a trovare, rinchiusi nei manicomi . Siamo in 6 miliardi di “soli”, tutti si sentono soli, tutti vorrebbero essere capiti... gente che fruga nei rifiuti tutto il giorno cercando cibo, persone che muoiono nelle strade, senza un’età e senza un nome. Eppure nemmeno loro sono soli. Siamo in tanti, uniti nella sofferenza, nella gioia, nella vita. Volere è potere caro ragazzo, in tutto per tutto. Non avere paura , se sei fiducioso vedrai come cambierà tutto. Niente è impossibile
fr max ha detto...
Per IO.
Ciao carissimo.
Pace a te e grazie di quello che hai consegnato a questo spazio.
Nonostante molte cose le vivi già, posso immaginare la fatica di condividerle con gli altri ma ti consiglio di continuare sulla strada della consegna.
Alla tua età è molto facile chiudersi in un guscio dove poche cose sembrano darti la sicurezza che poi non ti fanno andare avanti.
Alla tua età è molto facile confondere i propri sentimenti e le proprie emozioni. TUTTO SEMBRA IN GRANDE SUBBUGLIO.
Da un lato dovresti cercare di pazientare un pochino, però allo stesso tempo cercare di dare anche un nome ai bisogni più profondi che albergano il tuo cuore.
L'amicizia alla tua età è una delle cose più importanti.
Quante cose si fantasticano con gli amici!
Credo che se riuscirai a trovare qualcuno con cui aprirti sarà una cosa che ti darà molti benefici.
Alla tua età non mi etichetterei: omosessuale ...etc
Sei molto giovane è in questo tempo l'identità va cercando il suo consolidamento.
Io ti consiglio di circondarti di ambienti che ti permettano di coltivare amicizie sane, di respirare valori profondi così da vivere con gioia il tuo tempo. Soprattutto cerca di essere paziente con tutte le PIPPE..che ogni tanto ti fai nella testa.
Gelosie, permalosità, ostilità verso i coetanei e altre cose simili sono indizi di una insicurezza di fondo che forse ti muove nel relazionarti con gli altri, che in fondo hanno le tue stesse paure.
Consegnati !!!
Ti abbraccio forte e prego per te!
Se vuoi scrivimi ( byronmp@libero.it )
Credo in te !
Forza!
Un abbraccio

P. Max
Anonimo ha detto...
Salve!Ho 22 anni ed è da un po' di tempo che "frequento" questo blog.
Mi sono state molto utili alcune testimonianze, perché è da una vita che combatto contro l'omosessualità. Negli ultimi mesi sono cambiate tantissime cose, anche grazie agli spunti di riflessione offertimi da questo blog. I miei desideri omosessuali sono quasi completamente spariti. Il problema, però, è che attualmente non sono attratto da niente...ahahah!A parte gli scherzi, se qualcuno di voi si è trovato in questa fase, può dirmi come è riuscito a favorire l'attrazione verso le donne??
Anonimo ha detto...
Per anonimo di 22 anni. E' chiaro che al momento non provi attrazione verso la sessualità femminile. Potrei dirti: L'appetito vien mangiando. Ma visto che non è di cibo che stiamo parlando, ma di una persona, una donna, una vita, se partiresti trattando questa vita come un'esperimento per vedere fin dove puoi arrivare. Ti posso assicurare che se non subito, più avanti, il tutto ti si ritorcerebbe ancora contro e non faresti comunque tanta strada. Il problema dell'attrazione sessuale verso una donna al punto dove sei arrivato tu, non te lo devi nemmeno porre. Non esiste. Esiste il trovare una donna che ti possa coinvolgere emotivamente, una donna con la quale ti accorgi che il tuo cuore batte in modo diverso. Questo è il tuo punto di partenza per arrivare ovunque, nella sincerità, sia verso te stesso che verso di lei.
Spero ha detto...
per anonimo del 5 aprile, mi potresti dire come hai fatto ad arrivare a questo punto?? quali sono questi spunti che ti hanno fatto arrivare fino li??
Anonimo ha detto...
Salve, qualcuno può rispondere sinceramente alla mia domanda? Ho letto di persone cambiate e con una vita normale, ma mi chiedo tale normalità da cosa è data, dal fatto che si ha una vita eterosessuale o dal fatto che non si hanno più impulsi o desideri omosessuali. Mi spiego meglio, il fatto che non si ha rapporti omosessuali o non si guardi gli uomini è frutto di una lotta e scelta o davvero tali desideri non ci sono più? Perchè a mio parere uno può vivere una vita normale ma deve continuare a lottare con i propri impulsi. Io sono credente, ho fatto una reale esperienza con Dio, sono sposato ho una figlia stupenda che è la mia vita, ma putroppo mi trovo ancora a combattere con l'omosessualità. Sono sincero nonostante la mia scelta di vita eterosessuale, io trovo che il corpo maschile sia molto bello ed ho ancora il desiderio (che non coltivo ovviamente) di poter stringere tra le mie braccia un uomo danto sfogo a certe fantasie. Putroppo mi ritrovo spesso a chattare con uomini per poi mostrarmi in cam. Non vado oltre ma ciò basta per distrugermi intimamente e stare male. Mi sono detto più volte BASTA, ma poi punto e a capo. Credo che tale situazione non la risolverò mai!!!!
Grazie dell'attenzione
Giacomo
Anonimo ha detto...
Risposta per Spero e per anonimo sposato,
Quali sono gli spunti che hanno fatto cambiare l’anonimo del 5 aprile? Sicuramente gli stessi che hai letto tu, con un’unica differenza, che lui li ha letti sotto un’ottica sicuramente diversa dalla tua. Non sono gli eventi a determinare la reazione, ma semplicemente come una persona si pone davanti agli eventi.
Un conoscente che in adolescenza ha avuto attrazione omosessuale, si è sposato e a 50 anni ha divorziato e si è risposato con un’altra donna proprio perchè si sentiva meglio appagato sessualmente. Mentre ci sono uomini che come te si sposano e passano la vita a sognare e idealizzare “l’omosessuale” che è il loro. Alcuni sono quelli che poi divorziano e iniziano una vita da omosessuali. Aspettiamo quando hanno 80 anni e poi sentiamo se sapranno dirci sinceramente se era meglio la vita da sposati o se è stata meglio la vita tanto idealizzata da omosessuale? Il segreto è nella nostra mente. Ma fin che coltivi certe fantasie, chatti e fai il belloccio in cam, non puoi certo sperare di cambiare e che le tue pulsioni spariscano. Ci sono altri uomini che sanno esattamente quali sono i pensieri e le dinamiche che possono scatenare le pulsione e semplicemente le evitano. Vi consiglio di iniziare a leggervi libri come The Secret, o The Key . Conosco persone cambiate anche grazie a quei libri.
Anonimo ha detto...
Per Giacomo.

Ciao carissimo.
Innanzitutto credo che tu debba guardare con orgoglio e fierezza il fatto di aver risposto al Progetto di Dio nella tua vita attraverso la via del matrimonio e di aver raccolto i frutti di questa chiamata nel dono dell'accoglienza vita.
In a moglie una figlia, frutti dell'amore che non vanno mai dimenticati o dati per scontato nel tempo. Esse sono la testimonianza della realizzazione di un Progetto che è più grande di noi.
In questo cammino possono esserci delle fatiche che rischiano di rovinar tutto se sono estremizzate. L'idealizzazione della figura maschile diventa certamente una fatica nel cammino ma non il limite, l'ostacolo a realizzare il progetto che Sei tu e che sei chiamato a vivere. E' necessario crescere nella Stima di te come uomo, padre, marito. Tutto sta nel crescere nella stima di te e nel consolidare il progetto a cui stai rispondendo come quello reale e veritiero che Dio ha pensato per te!
Limitati negli strumenti mediatici che altro non fanno che stimolare un erotizzazione che deve divenire condivisione, stima, amore a se e per Dio.
Ti benedico e resto in tuo ascolto.
Anonimo ha detto...
Caro anonimo che hai ripsposto a Spero e a sposato (che dovrei essere io immagino, anche se bastava che leggessi la firma, Giacomo).... In realtà comunque non hai riposto affatto, almeno a me. IO VI STO CHIEDENDO SE SI PUO' ARRIVARE AL PUNTO CHE NON DSIDERI PIU' I MASCHI, ANZI TI FANNO SENSO, COME SUCCEDE A UN NORMALE ETEROSESSUALE. Tutto qui! Poi quello che devo e non devo fare lo so da me è inutile che fai il maestrino.... Qui c'è poco da fare i saputelli. Poi se non ci sei passoto lascia fare... Non ripondere nemmeno!
Grazie
Giacomo
marco ha detto...
Per Giacomo,
secondo me sarebbe meglio che tu trovassi il coraggio di parlare a tua moglie di queste tue cadute, non ti sembra di mancarle di rispetto? in fin dei conti le hai promesso fedeltà...
parlo per esperienza, la vita virtuale non esiste, e ti lascia con l'amaro in bocca, oltre ai grandi sensi di colpa che sicuramente avrai. dici che ogni volta ti riproponi di non farlo ma continui a cadere... il primo passo per non cadere più è la sincerità verso tua moglie, anche se è rischiosa. mi permetto di ricordarti, sempre per esperienza personale che l'amore eterosessuale è l'unico nel quale noi uomini possiamo riposare in pace, l'altro "amore" è una finzione, non esiste... e quello virtuale esiste ancora meno! a te non piacciono i corpi degli uomini perchè sono belli, tu vuoi sono provare piacere, riflettici! cosa cerchi quando accendi quella webcam? ti viene l'acquolina in bocca solo perchè pregusti una cosa che sai che non puoi avere e che tra l'altro non esiste!! non tradire tua moglie e tua figlia, non puoi continuare a fargli questo, cosa penserebbero di te se lo sapessero? non chiuderti in te stesso, ti stai perdendo tante cose belle in cambio di cosa? spero di non essere stato troppo duro, ma sappi che queste cose le dico a te e a me contemporaneamente per ricordarmi che scivolare è un attimo, ma bisogno tendere a qualcosa di più grande! non chiuderti... resta collegato con la realtà vera! anche a me tempo fa è successo di cadere nel tuo stesso errore, e ho trovato il coraggio di parlarne con la mia ragazza e chiedere aiuto. vedi le cose continuano ad andare bene con tua moglie solo perchè lei non lo sa... ma quando scoprirà che ti sei spogliato davanti a uno sconosciuto e magari il giorno dopo sei stato con lei cosa penserà ? la stai tradendo... e anche se lo fai di nascosto questo HA delle ripercussioni nella vita reale. Lascia perdere la pornografia e il sesso virtuale, sono un veleno. torna nella realtà e nella verità.
ti sono vicino
marco
fr max ha detto...
Per Giacomo.
Carissimo pace a te. Se ti riferisci all'anonimo del 18 aprile sono il Fr Max e non so perchè ma il post non si inviava col mio account.
Che la mia risposta non ti abbia soddisfatto mi spiace; d'altronde questo non credo sia uno spazio distributivo di risposte soltanto ma un luogo di condivisione e ascolto.
Nessuno credo si assurga Al ruolo di Saputello, partendo dal sottoscritto!
Se sai quello che devi o no devi fare da te...non credo sia un buon punto di partenza e non parlo da maestrina ma da una persona che forse guarda un po' più avanti di te !
L'umiltà di riconoscersi bisognosi di aiuto e ascolto è sempre un buon punto di partenza!
Inoltre giusto per la cronaca non è detto che per essere di sostegno a qualcuno devi esserci passato...è veramente troppo riduttiva come giustificazione!
Non rispondere nemmeno ....è un espressione terribile caro giacomo: dice assoluta mancanza di confronto e dialogo.
Se quello che viene detto non ti serve, sii paziente !
Troppa rabbia impedisce di ascoltare!
Per concludere arrivare a provare schifo per gli uomini significa ancora non aver molto chiaro che l'omosesualità non è un problema di sessualità ma anche di stima e amore a se stessi (oltre ad altri fattori).
Un abbraccio
P. MAx
marco ha detto...
Per Giacomo,
in risposta alla tua domanda esplicita se si può arrivare a non desiderare i maschi, ti posso rispondere di si... vorrei precisare che non è una cosa che avviene da un momento all'altro, sopratutto se continui ad alimentarla volontariamente, se tu recuperi quei valori profondi e reali che ti danno la sicurezza che invece cerchi nel sesso vedrai che non sentirai più impulsi... con la volontà della ragione e dei valori, ti posso confermare per esperienza personale che non ti interesseranno più i maschi, perchè comincerai a vederli come simili e non come lontani, godrai della loro presenza come fratelli e non come amanti, che è una presenza costruttiva e fondante. quindi la risposta è si. si può arrivare ad un punto in cui non desideri più il sesso con gli uomini. vedi il problema è secondo me che noi abbiamo IDEALIZZATO il sesso con gli uomini, proprio grazie, o per colpa, di internet e pornografia in cui vedi il sesso ma non lo senti nella sua totalità come lo facessi. quindi abbiamo una percezione della cosa che non è reale, è un'idea. Se internet non esistesse e tu fossi "costretto" a praticare, forse ti renderesti conto personalmente della realtà del sesso tra uomini, forse potresti renderti conto che non è amore, ma possessione, forse potresti renderti conto che stai facendo del male ad un altra persona, oppure avresti la possibilità di provare l'umiliazione nel sentirsi violato, la ripugnanza del contatto con i peli e il seme di un altro, cose che ti farebbero rendere conto della grande cazzata che stai facendo! invece il sesso virtuale alimenta in te il desiderio di un sesso che non potrai mai appagare perchè non esiste!!!! in più sia tu che il tuo partner cercate nell'altro un qualcosa da possedere, una fonte di mascolinità da cui abbeverarsi, ma tutti e due capirete che non avete di fronte un vero uomo perchè i veri uomini non fanno sesso tra loro e allora andrete alla ricerca di un'altra fantasia, di un'altra bugia.
SMETTI PER SEMPRE CON LA PORNOGRAFIA, riconoscine la grande pericolosità, e avrai fatto già metà dell'opera.

marco
terence ha detto...
CAro Giacomo, anch'io ti sono vicino come Marco e gli altri. Ti ammiro per il coraggio che hai avuto di mettere a nudo le tue ferite, questo è il primo passo per superarle. E' vero che uno, come chiedi tu, vorrebbe sapere quando finirà questo calvario e questa umiliazione, quando guarirà questa ferita. Eppure io mi sto rendendo conto che è proprio la nostra debolezza che invece di essere custodita gelosamente come qualcosa che è impossibile salvare, va consegnata a Gesù perchè Lui ci trasformi come e quando lo vuole Lui. Lui ti chiede di consegnargliela adesso e in ogni momento, ti chiede di lasciare le tue certezze, le tue sicurezze e di farti guardare da Lui e di guardare all'amore che Lui ti da solo perchè ti ama da quando sei stato concepito, poi battezzato e poi accompagnato da una moglie e benedetto da tua figlia fino ad oggi. "Chiunque ha questa speranza si purifica come Egli è puro". Carissimo Giacomo, ti auguro che si rinnovi per te e la tua famiglia quella "reale esperienza di Dio " che hai già fatto. Con affetto
Anonimo ha detto...
Grazie Marco ho gradito davvero il tuo intervento. Hai perfettamente ragione su tutto. Infatti a volte si pensa che la chat in quanto virtuale non sia tradimento, ma sono daccordissimo con te è allo stesso modo tradimento. Putroppo non me la sento di parlarne a mia moglie, in quanto anche se mi capisse non può aiutarmi. Tempo fa gli ho parlato del mio problema con la pornografia (ovviamente non specificando che era di tipo omosessuale) lei mi ha capito ma ciò non mi ha aiutato a smettere. Putroppo tale battaglia e solo mia ma sto leggendo e facendo in modo di vincere ogni debolezza. Grazie perciò delle tue parole, indubbiamente mi hanno scosso. Comunque ribadisco che ancora nessuno ha risposto alla mia domanda... Si possono vincere definitavente tali impulsi o dovrò lottare tutta la vita? C'è qualcuno che ha vinto in tal senso?
Grazie
Giacomo
ZM ha detto...
Ciao Giacomo e tutti, per rispondere prima alla tua domanda posso dirti che a me certi pensieri non sono mai spariti del tutto ma ci convivo meglio se non li alimento, se non metto "benzina" con il porno e con le chat peggio ancora se con la cam.
Queste cose le considero oltre tutto un problema a se, vere e proprie dipendenze... insomma vanno combattute comunque, per me le sessioni in chat sono davvero devastanti, succede raramente ormai, vorrei poter dire che non succederà più, sicuramente mi impegnerò in tal senso, cmq davvero l'attaccamento al porno penso che necessiti uno sforzo mirato, oltre tutto ne soffrono molti di vario orientamento sessuale, ciao a tutti
ZM
Anonimo ha detto...
per Fr. Max
io trovo che tu non abbia il giusto distacco emotivo, hai risposto a tono a giacomo ed è evidente il tuo risentimento... come dici tu stesso ti ritieni una persona che guarda più avanti degli altri, e così facendo anche tu non ti metti sul piano del confronto e del dialogo. comunque anche secondo me parli in modo poco concreto e concordo sul fatto che molto spesso sembra che tu faccia la "lezione". credo nella tua buona fede e nella tua missione di evangelizzazione, ma a mio avviso anche tu devi affinare l'umiltà del farsi prossimo.
Anonimo ha detto...
Per Giacomo,
Mi scuso che non ho visto il tuo nome.L'uomo di 50 anni che ha divorziato di pulsioni omosessuali non ne aveva più sebbene le abbia avuto in gioventù in più ho conosciuto un'altra persona che in adolescenza credeva di essere omosessuale e in seguito dopo aver conosciuto la moglie, tutto è passato, le pulsioni appartengono solo al quel periodo. Le pulsioni e i desideri non appartengono solo agli omosessuali, anch'io pur avendo una moglie, mi piacciono corpi diversi femminili. Sarebbe eccitante per me quanto per voi ricorrere alla pornografia ma anch'io come voi resisto e cerco di tener fede al mio impegno matrimoniale. Non bisogna credere che l'attrazione omosessuale sia più giustificabile che l'attrazione eterosessuale. Ogni uomo sposato si trova prima o poi nella vita a dover dire di no'. Le occasioni non mancano a nessuno e il desiderio e l'emozione di provare altri corpi se pur femminili, ma sempre diversi, possono essere molto pressanti anche per noi. Penso anch'io che se anche non venissi scoperto, le cose sbagliate portano sempre uno strascico negativo e si intrometterebbero lo stesso nel rapporto con mia moglie. Se si vuole essere felici bisogna essere corretti anche quando non ci vede nessuno. Ognuno ha le sue fatiche che ci permettono di sfidare noi stessi, sentirci forti e vincitori. Questa è la sfida per tutti, per il nostro bene e per quello della nostra famiglia.
fr max ha detto...
Peer l'anonimo del 19 aprile.
Carissimo anonimo..non ho alcun risentimento, credimi!
Perchè dovrei averne e verso chi?
Ho solo sottolineato delle cose che a mio avviso e inutile chiedersi come quella se un egodistonico arriva a non provare ribrezzo per un altro uomo.
Ripeto il problema è un altro: viversi in quella profondità dalla quella ci si è staccati.
Sembro teorico perchè questo spazio deve forrnire dei criteri molto generali di condivisione che poi le persone applicano e soggettivizzano.
Non credo di mettermi a fare lezione nei post che lascio, ma tento di lanciare una speranza nuova a chi non l'ha ma non è facile per il mio.
Comunque grazie!
Un abbraccio
P. Max
EMILIO ha detto...
Ciao a tutti ragazzi..era un po che non rivedevo il blog.Ho visto molti nuovi interventi come per esempio quello di GIACOMO. Caro Giacomo ti domandi se per tutta la vita dovrai combattere queste pulsioni.Me lo domando pure io.Ce lo domandiamo tutti.Dici di essere un credente,che hai fiducia in Dio..ti pare poco?Molti uomini non credono in Dio e sono nella tua stessa situazione..ti rendi conto che grande dono hai tu nel credere in Gesù Cristo?se credi in Gesù perchè hai paura di lottare?Gesù ha lottato e sofferto più di qualsiasi altro uomo che sia mai esistito.ha lottato per tutta la sua vita..prima di chiederti se riuscirai ad opprimere completamente le tue pulsioni prova a chiederti : sto combattendo nel modo giusto?Sto chiedendo nel modo giusto l'aiuto del Signore?Gli tengo stretta la mano nella sua?cosa importa se questa lotta durerà per un giorno ,per un anno,per dieci anni o per tutta la vita?Ricordati però che solo Gesù ti dà la forza necessaria per distruggere tutte le tue negatività..esiste un modo per iniziare: la preghiera. inizia col Pregare almeno un quarto d ora (anche di piu se vuoi naturalmente) la mattina e un quarto d'ora la sera.Sarebbe perfetto anche con tua moglie e tua figlia se non è troppo piccolina.Recitare il Rosario della Santissima Vergine Maria ti aiuterebbe moltissimo. Come riuscirai a sentirti un vero uomo con il Santo Rosario.Risplenderesti agli occhi di Dio più di una stella.il tuo cuore splenderebbe insieme a quello della tua famiglia!Coltiva il vero Amore per il Signore,per tua moglie per tua figlia..prega impara a pregare e chiedi a Dio che ti aiutasse a farlo.La domenica prendi tua moglie,prendi tua figlia e vai alla Messa.Confessati,fa una buona confessione!chiunque sia il prete..dì i tuoi peccati e soprattutto digli delle tue pulsioni e digli le cose che non avresti dovuto fare..quelle cose lì insomma!e non avere paura di confessargli tutto per quello che gli dirai è come se lo stessi dicendo a Gesù!Caro Giacomo tieni presente che arriveranno anche momenti in cui avrai delle forti tentazioni!di qualsiasi tipo!dovrai lottare con fatica e te lo dico..non sarà facile.Solo se ti rifuggerai nel Cuore Di Gesù eviterai la tentazione altrimenti cederai.Se cadrai "rialzati" e chiedi perdono a Gesù che ti sosterrà sempre!ricordarelo.. sempre!Coraggio!
Emilio
PS saluto tutti e un saluto particolare ad Alfredo e Fr Max
terence ha detto...
Carissimo Emilio, per quel che ho potuto vedere su questo blog, è stupefacente la coscienza ed il coraggio che hai in di fronte alle tue (nostre) difficoltà in considerazione della tua età . Molti avrebbero già rinunciato. Questo è segno del fatto che siamo di un Altro, altrimenti non seniremmo dentro una voce che ci stimola, ci fa percepire la sete, l'amaro e che ci fa entrare in risonanza e giorie quando troviamo tracce della risposta. Tu stesso ci hai più volte detto Chi ti dà la forza e che Lui ti dia la forza si vede dalla tua baldanza, incurante delle debolezze, con cui segui le tracce dell'ideale (proprio come Parsifal). Sei un lottatore per l'ideale ed è bello saperti compagno di strada. Faccio il tifo per te e per tutti coloro che invece di giustificare la propria debolezza si lasciano aiutare a guardare l'immagine ideale scritta nel loro cuore. Non so dove o chi l'ha scritto ma una volta ho letto una frase che diceva" Se vuoi conoscere ciò che sei, non guardare quello che sei stato, ma l'immagine che Dio aveva nel crearti."(ABBA EVAGRIO IL MONACO). Ciao.
fr max ha detto...
Esatto Terence
come scrivi tu per conto di Evagrio, siamo chiamati a non dimenticare mai l'immagine, il pensiero di Dio sulla nostra vita...un pensiero di benevolenza e amorevole benedizione.
Questo vale molto più di quello che si è stati o di quello che si puo' aver commesso.
Ognuno è una splendida benedizione davanti e nel cuore di Dio!
Un abbraccio forte a tutti.
P. MAx
Anonimo ha detto...
Vi ringrazio ragazzi per l'incoraggamento. Certo che continuo a lottare, ci mancherebbe. Volevo dirvi che cmq non sono di fede cattolica ma evangelica, perciò non credo nella confessione (perchè la Bibbia non lo dice) non credo in Maria (perchè la Bibbia non lo dice) non credo nel rosario e nelle preghiere recitate (perchè la Bibbia non lo dice), mi rivolgo spontaneamente a Dio dicendogli tutto ciò che ho nel cuore, confesso a Lui le mie colpe ed Egli mi fa sentire il Suo perdono. Ho sperimentato la nuova nascita in Cristo Dio ha cambiato la mia vita in molti aspetti, ma rimane quest'ultimo. Credo che Dio non mi voglia liberare completamente affinchè attraverso questa mia debolezza sia manifestata la Sua Gloria. Devo dire che attraverso questo problema sono riuscito ad essere molto più sensibile e comprensivo verso ogni vizio o dipendenza degli altri, qualunque essa sia. Spero un giorno di potervi scrivere di aver VINTO LA GUERRA, per adesso cerco di vincere la battaglia di ogni giorno.
Un abbraccio, Dio vi benedica!
Giacomo
Emilio ha detto...
Ciao Alfredo..ti ringrazio per le tue parole.Parli di Parsifal, ma per quello che ricordo lui era un cavaliere puro e fedele..immagine che quasi per nulla corrisponde alla mia.è bello saper che siamo come un gruppo sulla stessa barca in un mare in tempesta e che ci teniamo stretti tutti insieme per non cadere in mare.Ma è ancora più bello sapere che se resistiamo e ci manterremo forti questa tempesta finirà e splendera il sole per sempre.A volte può sembrare assurdo affidarsi a Dio ma è ancora più assurdo non fidarsi!Le cose del mondo passano e la felicità non si trova in esse!tutti lo abbiamo sperimentato!è tortusa e sassosa la via del Signore..ma è stupenda,meravigliosa,indescrivibile.Gesù non ha mai abbandonato nessuno sul cammino della vita..non riusciamo a vedere Gesù,né ascoltarlo,nè toccarlo ma Lui c'è.Questa è una grande battaglia per un uomo!ovvero fidarsi della presenza di Dio e del suo Amore.
L'invito che Dio ci sta mandando è che per capire noi stessi è necessaria la preghiera.La preghiera è fondamentale per iniziare un cammino giusto.La preghiera non è una favoletta,o un passa tempo,o una filastrocca.Non possiamo evitare di pregare.la preghiera deve essere continua e persistente con la voglia di ardare di amore per Gesù ogni giorno di più.La preghiera detta con il cuore arriva agli orecchi del Signore ed Egli non rimane inerme di fronte alle nostre richieste,ci mette alla prova per testare la nostra fede. Chi "supera" queste prove il suo nome sarà scritto per sempre nel Suo fulgidissimo Cuore.
Un abraccio a te e a tutti.