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martedì 29 novembre 2011

Omosessualità? Alla luce dei fatti...

Omosessualità?
Alla luce dei fatti, dei tempi e dei bisogni negati



pubblicato su Facebook
da Alida Vismara (una madre)


"...Storie di grande dolore da parte di ragazzi che non vengono accettati e storie di grande dolore di genitori che non riescono a farsene una ragione. E’ un argomento veramente delicato, dove un genitore deve far emergere tutta la sua maturità, ma anche di più, tutto l’amore e la comprensione che ha per il figlio/a scavando anche nelle riserve, ma non basta, deve comprendere cosa sente quel figlio in quel momento, le ragioni che lo muovono, cosa può trovare davanti alla strada che sceglie di percorrere, quali altre alternative ci sono.."

"...vi sembra forse giusto forzare chi non vuole essere omosessuale ad accettarsi? Dev’essere lui a decidere cosa vuole forzare non noi ad imporlo. Solo lui può sapere quello che è più importante per se stesso. Chiedete consiglio a chi è disposto ad aiutarvi ma non permettete a nessuno di dirvi di no che la strada che volete provare non esiste..." 

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 Il contenitore della vita è la famiglia. Uomo e donna, maschile e femminile.
Dato incontestabile da tutti. Mamma e papà creano il bambino.
Tutti i genitori vogliono la felicità per loro stessi e per i loro figli. Tutti i figli vogliono essere felici.
Ci sono delle leggi scritte nel cuore di ogni uomo che parlano di felicità. L’amore inteso come bene assoluto è a capo di ogni felicità. Così come il figlio ama i genitori, anche i genitori
dovrebbero amare il figlio. Crescere felici e diventare a loro volta uomini e donne felici.

La famiglia è la cellula della società. Tante famiglie sane fanno una società sana.
Perciò la famiglia va difesa ancora prima del singolo individuo. Va difesa nel suo contesto culturale e sociale. Tutte le battaglie, i diritti, le leggi dovrebbero prima di tutto andare a suo favore e niente e nessuna legge dovrebbe mai andare a favore del singolo e a ledere l’unione della famiglia. Ma la battaglia più grande per tenere unita questa famiglia deve essere svolta al suo interno mamma e papà si impegnano e faranno il tutto per tutto per far sì che la loro famiglia sia felice. In questa battaglia c’è l’arricchimento umano più grande per tutti. Genitori, figli, società. La ricerca dell’amore comunque vada e qualsiasi cosa succeda al suo interno, tra marito e moglie e tra figli e genitori deve diventare la sfida del futuro. Tutto il resto è già stato conquistato e forse siamo anche andati oltre. Tutto all’interno di una famiglia deve stare in equilibrio insegnando i giusti valori e l’accoglienza.

Questi due termini sono inscindibili l’uno dall’altro. La malattia principale della famiglia oggi è proprio il pensiero che nell’accoglienza ci sia una fusione del bene e del male, cioè non c’è differenza tra bene e male, tutto è uguale. Mentre nell’insegnamento dei valori si tralascia il valore più grande, cioè prima di tutto l’accoglienza anche verso le persone che hanno un diverso punto di vista dei valori e delle loro priorità. 
L’unico modo per insegnare questi valori e quest’accoglienza nella pratica e non solo in teoria sarà, nonostante tutte le difficoltà che la vita presenterà a queste famiglie, nessuna ne sarà risparmiata, riuscire a restare uniti, mettere l’amore prima di ogni principio e ogni ragione.

L’origine di tutti i mali e tutte le guerre è proprio la confusione che si è creata tra valori e accoglienza: Se il voler definire il bene e il male mi fa escludere o calcolare inferiore un’altra persona solo perchè ha altre idee rispetto le mie, sono oltre il male e se allora per rimediare a questo errore non insegno più al figlio la differenza tra bene e male, lui vivrà nella confusione più assoluta e non riuscirà più a capire cosa c’è che non funziona nella sua vita.

Prima di tutto allora bisogna aiutare e difendere le famiglie.

Non è impedendo ad un omosessuale di sposarsi che si difende la famiglia, ma piuttosto impedendolo ad un eterosessuale immaturo e egoista che si sposa senza sapere cosa ci sia dietro la parola amore, accoglienza dell’altro e per il quale il bene e il male non esistono al di fuori di un’interpretazione che possa soddisfare i suoi fini. Una persona che si sposa così, creerà grandi sofferenze più o meno visibili che creeranno a loro volta grandi sofferenze. Sono questi uomini e donne i primi “malati” da curare.

I secondi invece sono tutti quelli che mettono una loro idea prima della persona e si dividono tra:
Eterosessuali e omosessuali.

Gli uni: Nego che tu sei nato così e perciò non hai diritto a niente se non alla possibilità che tu ti faccia curare. Non tenendo calcolo che se anche non è nato così e ce la mettesse tutta per voler trovare l’identità sessuale che la natura fisica gli ha dato, magari non ha la forza per riuscirci. Senza per questo etichettarlo come essere inferiore.

Gli altri: Nego che tu abbia avuto problemi nella tua crescita. Sei nato omosessuale e perciò tolgono la possibilità di fare qualsiasi tentativo che una persona voglia fare per cambiare. Senza tenere conto che se anche fosse vero che è nato così, la possibilità di cambiare esiste visto che ci sono già tantissime testimonianze che lo dimostrano. Senza per questo etichettarlo come frustrato che finge.

Perciò non è il fatto che uno sia nato o non nato così il punto di patenza di come una persona vuole impostare la sua vita per sentirsi felice. Tantomeno tocca gli altri obbligarlo a prendere una direzione. Obbligarlo ad accettarsi od obbligarlo a combattere. Diamogli piuttosto il maggior numero di informazioni, esperienze di vita, pareri; poi sia lui a decidere quale strada prendere. In poche parole che sia omosessuale o eterosessuale diamogli quello di cui tutti hanno bisogno. Tempo per riflettere.

Le parole tradimento, egoismo, bugia, ambiguità, mancanza di rispetto, sfruttamento, promiscuità, volgarità, ubriachezza, droga, autocommiserazione, presunzione, cattiveria ecc... sono parole riconosciute da tutti come sinonimo di qualche cosa di sbagliato, qualche cosa che non porta certo alla felicità, ma al contrario ci porterà a soffrire. E’ solo una di queste parole, cioè “ presunzione” a farci credere che per noi non sarà così. Che noi possiamo fare e disfare come vogliamo e ne usciremo vittoriosi.

Le cose sbagliate sono sbagliate per tutti, che tu sia eterosessuale o omosessuale o bisex o extraterrestre. Siamo tutti alla ricerca di affettività e comprensione. Il sentirci importanti per qualcuno che ci accetta e ci ama con i nostri difetti, il sentirci rispettati. L’atto sessuale è complementare a questo.

Se una persona cerca solo l’atto sessuale, ha un disordine nelle sue priorità e questo disordine come tutte le cose sbagliate porterà ad un’insoddisfazione nella sua vita che cercherà di riempire ancora con un altro atto sessuale creandosi così una dipendenza.

Giovani ribellatevi a questa società che vi ha raccontato un mucchio di bugie. Imparate a vivere le amicizie vere, che sono la cosa più bella e divertente che si possa sperimentare in gioventù. Inseguite i vostri sogni e il vostro cuore. Scappate da quegli adulti che provano solo invidia verso di voi e vogliono rubarvi la vostra gioventù e la vostra freschezza proponendovi in cambio sesso senza amore, rubandovi così anche tutti i vostri sogni.

Voi non volete diventare come loro, volete qualche cosa di più dalla vostra vita. Vi riempiono di pornografia da tutte le parti, immagini, filmati e poi vi chiedete come mai a 13 anni vi sentite attratti dal vostro stesso sesso. Ma senza andare a vedere i traumi dell’infanzia, provate a pensare a quando eravate ancora più piccoli 6, 7 o 8 anni. Una bambina che vede il pene in erezione non può che provare spavento e un ragazzino che vede una vagina in primo piano, cosa vuoi che provi se non schifo. Quando il tuo corpo comincia a svilupparsi e senti i primi desideri sessuali, ma la tua mente non è ancora matura tu rivedi quelle immagini così come le vedresti da piccolo e allora è naturale che rivolgi l’attenzione verso quello che per te è più famigliare e comprendi meglio, cioè il tuo stesso sesso.

Cari ragazzi è inutile a questo punto che andate a gridare a internet: - Aiuto, non voglio essere omosessuale, voglio una famiglia e dei figli....- Poi continuate a navigare nella pornografia omosessuale e a masturbarvi davanti ad essa. Ma vi siete contati quanti siete? Pensate forse che ci sia il virus dell’omosessualità?

Non è nemmeno cambiando immagini che risolvete il problema, anzi, rischiate di creare delle forzature che vi bloccheranno ancora di più.

Lasciate il tempo al tempo, dev’essere il cuore a dirvi se siete omosessuali o eterosessuali e se quello che vi dice il cuore a voi non piace non siete obbligati ad accettarlo finchè vi siete dati tutte le risposte del caso analizzate nella più completa libertà.

Quando proprio ne sentite la necessità, rivolgete la masturbazione come forma d’amore verso voi stessi, senza pensare a niente di più che la sensazione che ne deriva.

Lasciate perdere le immagini e i filmati, sono indirizzati a poveri adulti chiusi nei loro problemi, che non sono stati capaci di crescere e di avere una vita affettiva loro. Quelli sono gli unici veri frustrati.

Voi siate più furbi di questi adulti, non cadete nei trabocchetti che vi tendono, la loro è tutta invidia, continuate a seguire i vostri sogni, perchè i sogni non si avverano solo quando si smette di seguirli. Aspettate la persona giusta e il momento giusto e la situazione giusta, passassero anche dieci anni. Che fretta c’è. La vostra prima volta non deve essere una forzatura, ma deve essere magica, come nelle favole.


Dopo questa introduzione. Per meglio dare un aiuto a tutte le persone che non sanno come muoversi prenderemo degli esempi tratti direttamente dai siti internet, o da racconti veri, usando nomi diversi. Sarà un lavoro basato sulle più svariate esperienze. Dietro ogni racconto si nascondono delle verità che cercheremo assieme di far emergere. In modo che alla fine ognuno riuscirà a vedere un po’ più chiaramente il tutto, se stesso e cosa vuole dalla sua vita.
Intanto una verità l’abbiamo già fatta emergere e la voglio nuovamente sottolineare.
Se c’è qualche cosa che deve essere nel cuore di tutti , nell’interesse di tutti e protetta da tutti, la priorità va data alla famiglia. Bene prezioso da cui tutti noi veniamo.

Se c’è qualcuno che va considerato “malato” e va guarito, sicuramente il primo è l’eterosessuale che si mette a creare una famiglia senza esserne psicologicamente attrezzato rovinando il bene più prezioso e lasciandosi dietro ferite più o meno profonde che possono condizionare tutta una vita.

Poi gli altri “malati” sono i fanatici di tutti i generi sia etero che omo che vogliono condizionare le nostre scelte impedendoci di essere liberi e di raggiungere quello per noi è importante. Sia da una parte, sia dall’altra. Che poi effettivamente quello che per noi è importante oggi non è detto che lo sia ancora domani, magari proprio con il fatto di riuscire a raggiungerlo ci accorgiamo che non è bello come lo abbiamo pensato e idealizzato e così nessuno ancora ci impedirà di fare la strada al contrario, raggiungere l’altra meta. Vediamo di smascherarli e abbatterli tutti.

Comunque proprio perchè tutti sappiamo che queste strade sono difficili da raggiungere e impegnative e anche il doverle percorrere al contrario può essere dopo ancora più difficile. Racconteremo tante storie vere e cercheremo di vederci tutti gli aspetti e insidie che si nascondono così che prima di incamminarci da una parte o dall’altra attraverso il vissuto di tante altre persone possiamo proteggerci dall’evitare tanti errori.


Racconti di vita.

Storia trovata in un sito internet dove gli omosessuali raccontano del “Coming Out “ cioè il dichiararsi alla famiglia.

Un ragazzo di 27 anni dopo aver trovato quello che per lui è la persona giusta ha dichiarato la sua omosessualità al padre, il padre con calma, gli propone di provare prima ad andare con una ragazza e inizia a raccontare al figlio di quando era giovane che anche lui si sentiva attratto dai ragazzi, ma in una società dove l’omosessualità era tabù ha cercato di reprimere questo desiderio e quando ha incontrato la mamma e hanno avuto rapporti ha “archiviato” tutto e si sono sposati. Racconta di non essersi sentito però appagato totalmente sessualmente fino a quando a 50 anni ha conosciuto un'altra donna. Quel ragazzo che pensava di scioccare il padre è rimasto lui stesso sconcertato da quanto invece si è sentito raccontare.

Trovo questa storia un esempio bellissimo di come la mentalità di un tempo non dava alternative proprio come la mentalità di oggi. Eppure il vissuto del padre, dimostra chiaramente che c’è un’altra possibilità. Non lasciate che gli altri decidano per voi, nè la società fatta da quelli che ti discriminano, nè la società fatta da quelli che ti spingono a fare il “coming out”. Michael Jackson è nato con la pelle nera ed è morto con la pelle bianca, questo perchè l’ha voluto fortemente lui.

Se pensate che quel padre ha forzato i suoi gusti sessuali per conformarsi alla società, vi sembra forse giusto forzare chi non vuole essere omosessuale ad accettarsi? Dev’essere lui a decidere cosa vuole forzare non noi ad imporlo. Solo lui può sapere quello che è più importante per se stesso. Chiedete consiglio a chi è disposto ad aiutarvi ma non permettete a nessuno di dirvi di no che la strada che volete provare non esiste. Non da ultimo quel padre si è poi sentito appagato con un’altra donna. C’è da sperare che la storia del figlio con il suo compagno possa durare tutta la vita altrimenti il racconto del padre potrebbe metterlo in crisi e questo solo perchè oggi come ieri non si aiutano gli adolescenti a guardarsi dentro e cercare di capire Il perchè di tante cose.
La seconda storia è quella di una donna di circa 60 anni che ha ricordi molto nitidi della sua infanzia.

Racconta di essere stata una bambina molto affettuosa, che in continuazione abbracciava sua madre, la madre era sempre indaffarata e non contraccambiava questi abbracci. Ricorda chiaramente che a tre anni, mentre la mamma lavava i piatti come sempre lei le si era appiccicata dietro per abbracciarla e la mamma in quell’occasione la rimproverò dicendo: - Ma perchè sei sempre qui appiccicata a me? Vai a giocare con le tue sorelle? – A quelle parole per la prima volta nella sua vita, si rese conto di non essere una cosa sola con la mamma ma di essere un’altra persona.

Un altro ricordo che l’aveva fatta riflettere fu quello che da sempre voleva giocattoli maschili, voleva essere un ragazzo a tutti i costi, piangeva e assicura che tutto quello che c’è nei libri sul comportamento delle bambine lesbiche lei l’ha fatto, compreso cercare di fare la pipì in piedi aprendo solo la chiusura lampo dei pantaloni. Un giorno alla festa dell’Epifania, quando la mamma le chiese se voleva sempre le macchinine come regalo, avrebbe voluto cambiare regalo... ma sentì una sensazione di tristezza come se accettando un regalo femminile avrebbe deluso i suoi genitori. 
Una volta in colonia si è finta maschio e si è divertita a fare la corte alle altre bambine. Così passò tutta l’infanzia fino all’adolescenza. Come nella storia sopra, nella sua testa e nella società non esisteva alternativa . Lei come donna avrebbe dovuto trovare un ragazzo.

Ricorda chiaramente la vergogna che provava dentro di lei pensando che avrebbe dovuto dimostrare ai genitori di essere una ragazza. Si trovò anche delle sue strategie. Il pene che aveva sempre desiderato, ora lo poteva avere dai ragazzi. Ora dopo tanti anni questa donna si è resa conto di quale era il suo problema. Lei viveva in simbiosi con la mamma e in quei primi tre anni deve aver capito dai genitori che avrebbero desiderato un maschio o forse era solo un’idea sua che si era fatta. Per non deluderli ha trasformato tutta la sua infanzia. Le ferite di quell’infanzia hanno pesato tanto sulla sua vita. Eppure dice d’essere contenta d’essere nata in quell’epoca. Poichè sicuramente oggi l’avrebbero condizionata a fare altre scelte. Ora ha tre figli grandi e un marito che ama. Certo che se c’era a quel tempo qualcuno che l’aiutava a capirsi, sarebbe stato meglio, ma solo a capirsi non a obbligarla poi a continuare sulla strada dell’omosessualità.

Lo spunto più interessante di questo racconto è che questa donna a differenza di tante altre storie, da bambina non si è limitata a guardarsi mentre cercava di trasformare lei e tutto quello che faceva in un maschietto. Ma mentre lo faceva ha cercato lei stessa di darsi delle risposte, di chiedersi il perchè. E’ riuscita a capire che lo faceva per non deludere i genitori. Non era nata così, ma c’era una ragione precisa perchè lei lo faceva. Una risposta inconscia a qualche cosa che lei aveva percepito.


Rapporto genitori / figli

Non sto ha raccontare una storia in particolare poichè da tutte le parti ci sono testimonianze di ragazzi e ragazze che svelano alla famiglia la loro omosessualità, con le più svariate reazioni da parte dei genitori. Da quelli che senza esitare minimamente danno il loro benestare ai figli fino a quelli che arrivano a picchiarli o escluderli dalla loro vita. Storie di grande dolore da parte di ragazzi che non vengono accettati e storie di grande dolore di genitori che non riescono a farsene una ragione.

E’ un argomento veramente delicato, dove un genitore deve far emergere tutta la sua maturità, ma anche di più, tutto l’amore e la comprensione che ha per il figlio/a scavando anche nelle riserve, ma non basta, deve comprendere cosa sente quel figlio in quel momento, le ragioni che lo muovono, cosa può trovare davanti alla strada che sceglie di percorrere, quali altre alternative ci sono. Cercare di capire se quella dichiarazione è frutto di un suo volere convinto e informato o dietro la dichiarazione si cela una richiesta d’aiuto per qualche cosa che lui non sa più gestire, che vorrebbe diverso ma non vede alternative. Il genitore in questo momento è decisivo del bene di suo figlio/a. Guardate che non sto dicendo che è decisivo per la scelta del figlio, perchè c’è una differenza diametralmente opposta nell’essere decisivi del suo bene ed essere decisivi al suo posto. 
Se dopo aver valutato il tutto il genitore capisce che quello che tu vuoi è frutto di una scelta ben ponderata sotto tutti i suoi aspetti, deve lasciarti libero di andare verso la strada che in quel momento tu vuoi percorrere. 

Se è quella dell’omosessualità, devi tu come figlio capire che il dolore di un genitore non è frutto di omofobia ma solo di una persona cosciente che la strada che prendi è una strada difficile. Devi essere cosciente che ti incontrerai prima o poi con la discriminazione, poichè per quanto si combatte per eliminarla Einstein ha detto una frase molto vera ed è la seguente: - Ci sono due cose al mondo infinite, l’universo e la stupidità umana, ma non sono ben sicuro della prima. – Devi essere inoltre ben cosciente, che mentre molti omosessuali combattevano per conquistare diritti e rispetto, ve n’erano altri che del rispetto e dei diritti se ne sono fregati e hanno costruito dietro l’immagine “specchio per allodole” dei bei fidanzatini giovani che si amano al tramonto, un mondo artefatto di locali oltre limite della legalità, festini dove l’alcool e la droga fanno da padroni ma forse lo sai già tu meglio di me di cosa sto parlando. 

Se vuoi essere felice come omosessuale, dovrai camminare in mezzo a questi due mondi, uno che ti darà spintoni da una parte e l’altro che cercherà di accalappiarti dall’altra parte, munito di tutti i tuoi più buoni propositi che non dovrai mai perdere di vista. 

Ricordati sempre che stai cercando anche tu come l’eterosessuale una persona da amare possibilmente per tutta la vita. Se però con il passare degli anni ti accorgi che qualche cosa non funziona e non ti senti più felice, non restare a piangerti addosso. Cambia vita! Nessuno ha il diritto di dirti che non lo puoi fare. E’ chiaro che chi ti potrà aiutare in quel momento della vita, saranno solo gli specialisti e le persone più in gamba visto che il percorso sarà impegnativo. Gli altri ti diranno semplicemente che non è possibile. Ma quello che è stato possibile per uno solo è possibile per tutti. Se un ex-omosessuale ora è sposato con figli è una verità che nessuno può più contrastare. Almeno il diritto di provarci anche tu te lo devono lasciare.

Se quell’ex-omosessuale si è fatto aiutare da Dio e per te Dio non esiste, vuol dire che si è fatto aiutare da qualcuno o qualcosa di concreto, che lui pensa si chiami Dio, ma forse è solo la sua volontà e volontà ce l’hai anche tu. Dipende solo quanto sei disposto a giocartela. 

Ricordati anche che prima di dichiarare pubblicamente la tua omosessualità devi essere convinto tu stesso di esserlo veramente e di volerlo veramente fare, un modo per esserne sicuri è anche quello di provare il percorso verso l’eterosessualità. Se in questo percorso ti accorgi di sentirti triste, di non essere felice, hai un motivo in più per accettarti come omosessuale. Magari semplicemente non era quello il momento giusto di provarci, devi prima entrare nel mondo omosessuale per ricucire ferite che potrai fare solo lì. Ma mai e poi mai dovrai mettere la parola fine alla tua vita. C’è una strada anche per te, cerca la via giusta, più è difficile da trovare e più ne uscirai una persona speciale, una persona che chi non è passato in mezzo alle tue sofferenze è ben lontano da sapere quanto tu vali.


Storie inserite in un contesto di fede

Parto con un monito.
Attenzione “chiese” di non fare ora come gli omosessuali che una parte di loro lotta per avere uno spazio di comprensione nella società e l’altra parte, lo spazio che offre è la fotocopia del paese dei balocchi nella storia di Pinocchio, coprendo così tutti gli sforzi dei primi. Poi danno la colpa alla chiesa e alla società omofoba se ci sono tanti suicidi negli adolescenti.

- Ma si sono resi conto di che qualità di vita stanno proponendo a questi poveri ragazzi?! -
Attenzione omossessuali state facendo esattamente come i cristiani, gli uni con i loro scandali coprono il lavoro onesto di una vita degli altri e la gente vive nella confusione.

“Chiese” cercate di smetterla di sbattere le porte in faccia alla gente, ma ora per sopperire agli errori non prendetevi iniziative arroganti come aiutare l’omosessuale a fare il Coming Out o spingerlo nell’altra direzione. Il vostro sostegno dev’essere unicamente l’accoglienza e l’amore accompagnandolo nelle decisioni da lui già prese.

Tutti gli altri non si arrabbino se la chiesa consiglia gli unici specialisti che trova per aiutare ad accompagnare un ragazzo/a in un cammino scelto da lui. Se a voi quegli specialisti non piacciono, proponetene semplicemente degli altri. Se la vostra alternativa davanti all’evidenza di troppe storie oramai di ex-omosessuali è il nulla, continuando a fingere che non esistono, non è colpa della chiesa. Come la chiesa apre le sue porte alla comprensione gli altri aprano le loro porte alle alternative per chi le cerca. Ognuno si riprenda il ruolo che doveva essere il suo da sempre.
C’è la storia di due uomini cristiani che dopo aver superato tutti i loro conflitti, ora vivono assieme già da più di 10 anni con gli alti e bassi di tutte le coppie, nel rispetto reciproco. Accettati anche nella loro parrocchia e nella comunità dove vivono.

Una semplice storia per sfatare il mito estremista che la chiesa mette alla porta tutti gli omosessuali e che devi per forza fare una scelta tra chiesa e omosessualità.

Gli omosessuali che vivono una relazione e frequentano la chiesa ne rispettano anche le regole. Sanno che non possono ricevere la S. Comunione come del resto tutti i divorziati risposati. La chiesa si è schierata a favore dell’inviolabilità del matrimonio, come bene assoluto ai fini di generare la vita, e non può scendere a compromessi. Come un’animalista difende l’animale al di là di ogni situazione, così fa la chiesa. Poi saranno i singoli sacerdoti a valutare a loro discrezione e responsabilità caso per caso. Ma se sei veramente un cristiano, non devi essere tu a caricare questa responsabilità sulle loro spalle. Saranno loro tuttalpiù a venire da te.

Per i non credenti queste sono solo un mucchio di regole più o meno discutibili e appunto per questo non le devono discutere. Lo stesso rispetto che va dato alla persona in quanto individuo e non per il suo orientamento sessuale va dato anche all’individuo per le sue credenze religiose.
Poi c’è la storia di una cristiana transessuale (uomo che si sente donna e si veste da donna). Fin dall’infanzia il suo desiderio era vestirsi come le bambine, giocare come loro, essere una di loro. Una testimonianza lunghissima di sofferenze, di sensi di colpa.

Finché una notte raggomitolata sul pavimento del bagno a piangere come faceva sempre, ha capito che Dio l’amava, amava anche lei.

Le persone non credenti o fuori dalle chiese non hanno dubbi che se esistesse un Dio amerebbe questa ragazza nella sua totalità.

E’ un controsenso, ma purtroppo chi ha sempre questo tipo di dubbi, sono alcuni credenti che non hanno capito niente. Sono lontani anni luce dalla verità. Dio essendo padre, soffre per noi proprio come un genitore sà che certi cammini di vita saranno per noi più difficili. Per questo motivo ha dato i comandamenti, per proteggerci non per “sparare” su tutti coloro che non li osservano.

Se volete uscire dall’omosessualità solo perchè pensate che Dio non vi ama, siete partiti con il piede sbagliato. Ad ogni sconfitta continuereste a sentirvi non amati vi sentireste afflitti e pian piano perderete la forza di combattere.

Se volete uscire dall’omosessualità è solo perchè non avete trovato la felicità che pensavate di trovare, avete capito che per voi quel tipo di vita non interessa più. Dio vi ama completamente e totalmente ogni dove siete nella vostra vita. Se avete seguito attentamente il vangelo dice chiaramente che Lui gioisce delle vostre vittorie, dei vostri passi verso quello che per voi è più bello, vi fa sentire più felici, gioisce con voi delle vostre gioie. Ma non c’è scritto da nessuna parte che vi ama di più, perchè non sarebbe possibile amare di più di quanto già vi ama.

Così potete solo essere contenti del vostro progredire verso la meta che volete raggiungere. Quando ricadete avete la certezza che Dio comunque vi ama come se aveste già raggiunto la meta. Questo vi darà forza per rialzarvi e ripartire con più carica di prima.

Gustatevi la gioia di essere in cammino non è importante a che punto del cammino siete.


Allargare gli orizzonti

Stiamo imparando che ogni situazione va guardata a 360 grandi. Esempio pratico: gli omosessuali non sono soltanto le vittime e i bravi; tra il loro mondo di sofferenza e amore c’è anche un mondo marcio e corrotto che tende a trascinarvi tanto quanto il mondo della droga. Se voi imparate a vedere in questo modo ecco che iniziate a formare un cerchio. Questo cerchio è rappresentato nelle filosofie orientali come il cerchio dello Yin e Yang. Avete presente quel cerchio suddiviso in due colori, bianco e nero, con all’interno del bianco una pallina nera e all’interno del nero una pallina bianca. Il bianco e il nero non sono che il bene e il male presenti in ogni contesto. Comunque non è che sono fusi uno nell’altro, sono al contrario nettamente separati. Omosessuali degni di rispetto e omosessuali viziosi e dediti ad ogni male. Poi al loro interno c’è la famosa pallina dell’altro colore. Che vuole indicare che tra i “bravi” un margine di errore esiste. Come tra i “cattivi” ci possono essere gesti di generosità e di bene. Ma anche in questo caso il male che esce da un “bravo” e il bene che esce da un “cattivo” è concreto e visibile non è fuso ma ben separato proprio come la palline del simbolo.

Così andrebbero guardate tutte le cose, nella loro completezza . Un cerchio che sempre si divide in due e al loro interno altri due. Questo vale per la chiesa e questo vale anche per i tempi passati e i tempi presenti. Non vuole assolutamente dire che nella nostra vita in ogni cosa faremo saremo sempre allo stesso livello di bene o di male. Quando noi impariamo a separare il bene dal male allora cominciamo a imparare a difenderci da tutti quelli che ci vogliono accecare volendoci far vedere quello che a loro fa comodo. Possiamo iniziare a muoverci in tutti i cerchi, ma sempre cercandone la parte bianca, del bene.

Questo libro è un cerchio completo, con tanti pro e contro, non sarebbe giusto disfare il cerchio prendendo solo quello che ci fa comodo per buttarlo in faccia alla parte “nemica” . E’ un insieme di pro e contro che sono ben evidenziati e divisi. Tante storie che tutte formano a loro volta dei cerchi al loro interno. Lette nel contesto di tutto dovrebbe servire solo e unicamente per dare ad ognuno una più ampia visione della realtà. Non è la mia realtà perchè non sono io a parlare, ma sono le storie che stanno parlando. Io mi sono permessa solo di scegliere ogni storia in modo che possa mandarvi il più gran numero di informazioni possibili.

Non solo nel vedere le cose si possono dividere in due con dentro altri due. Ma anche nel sentire le sensazioni sia emotive che tattili. Con la mano destra prendete il braccio a sinistra e iniziate a stringere variando di intensità. Provate ora ad ascoltate solo la sensazione della mano destra come se il braccio sinistro non fosse il vostro. Sentite la vostra mano che afferra qualche cosa, mentre lo stringe piano e forte. Poi quando ci siete riusciti fate il contrario. Ascoltate solo cosa sentite nel braccio sinistra. Come se la mano destra non fosse più vostra. Dovreste riuscire a sentire la stessa sensazione come se qualcun’altro vi sta stringendo.

Da un’unica azione voi potete scindere quello che volete sentire e essere. Voi diventate nello stesso tempo quello che fa l’azione guidandone il movimento sentendone anche l’effetto tattile del farla. Oppure potete diventare anche quello che riceve l’azione dall’altro e ascoltarne la sensazione tattile e emotiva.

Un altro esempio di scambio di sensazioni lo possiamo capire con il regalo. Quando compero un regalo per una persona, sento la mia gioia nel comperarlo. Ma nel momento in cui io do il regalo all’altro sono concentrato ad ascoltare tutte le sensazioni che lui prova nel riceverlo e le riproietto su me.

L’atto d’amore tra uomo e donna è la fusione di tutte e 4 le sensazioni, sia tattili che emotive. In quel momento puoi esser quello che vuoi, donna o uomo, e puoi sentire quello che sente lui o quello che senti tu. Dipende solo da te cosa vuoi sentire. Tante persone continuano solo ad ascoltare quello che sente l’altro provando piacere solo nell’essere usate. Mentre altri ascoltano solo quello che sentono loro, egoisti e sfruttatori. Il saper comandare e giocare sull’abbinamento di queste sensazioni sia tattili che emotive risolverebbe tanti problemi. Tu uomo in amore potresti ascoltare lei donna che riceve il regalo del tuo corpo maschile. Proveresti di riflesso il piacere nel vedere lei eccitata dalla tua virilità. Questo scambio di sensazioni nell’immedesimarsi nell’altro può avere tutti gli abbinamenti che ti servono.

Se però mi dici che quello che ti attrae nell’altro/a non è un fattore sessuale ma psicologico.... allora hai già detto tutto tu. Se vuoi porvi rimedio è chiaro che devi andare a cercare i fattori scatenanti di questa attrazione psicologica. Ammesso e concesso che la società inizi finalmente a svegliarsi e non ti neghi gli specialisti di cui avresti bisogno.

Tutto questo sempre nel rispetto di quello che uno vuole o riesce.
L'amore va al di là dell'attrazione sessuale. Questo vale anche per un omosessuale. Se noi all'amore non mettessimo resistenze, ameremmo anche il nostro nemico.