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sabato 24 novembre 2012

Uscire dall'omosessualità _ Testimonianza: "TRE ANNI"

"TRE ANNI"


Testimonianza di Alberto Gonzaga


Vedi anche 
 "DUE ANNI!"
la prima testimonianza di
 Alberto Gonzaga 
pubblicata nell'ottobre del 2011 




Mi chiamo Alberto e sono una persona con attrazione per lo stesso sesso, oggi ricorrono tre anni dal principio di questo mio nuovo percorso fuori dalla pratica omosessuale e se l'esperienza trasformante di Dio (risveglio spirituale) che, in questo momento sto vivendo, mi spinge al nascondimento ed al silenzio, desidero tuttavia condividere e celebrare, con una breve riflessione interiore, questo risultato insieme a voi, che mi siete stati vicini nelle difficoltà e potete comprendere il significato di questa lotta spirituale.

Rispose Gesù: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.” Gv 9,3

Col tempo si è fatto strada in me il convincimento che ciò che sto vivendo –la mia attrazione per lo stesso sesso- non sia un male da combattere, bensì una condizione esistenziale da interpretare come tempo di prova e occasione straordinaria di grazia, un giorno alla volta.

Abbraccio senza riserve ciò che la Chiesa m’insegna circa la mia inclinazione come “oggettivamente disordinata”, mi occorre –tuttavia- restituire “SENSO” a quest’accadimento che ha caratterizzato in modo cosi significativo il mio percorso esistenziale e tutt’oggi incide nel mio rapporto con Dio.

Negli ultimi mesi ho avuto la grazia di riuscire a praticare, nella misura della mia infermità, la castità del cuore. Se da principio si è trattato di una forma, per certi versi repressiva, con l’andare dei giorni la mente –finalmente rischiarata- ne ha cominciato ha cogliere la natura positiva e complessa. La castità come dono di Dio, dono prezioso che va custodito con cura, prudenza e riserbo. Ma anche dono gioioso, finalmente integrale e senza riserve, almeno nell’intenzione, di me stesso a Dio e -ho quasi timore a dirlo- sacrificio. 

Solo nell’ammissione completa della mia impotenza difronte all’omosessualità, all’accettazione del doloroso fallimento delle mie “strategie” umane ho trovato la forza per non disperare ed invece umiliarmi per chiedere aiuto a quel Dio che mi si manifesta concretamente negli sguardi e nelle parole di coloro che condividono con me questo percorso, solo per oggi. In quegli occhi vedo rispecchiata tutta la mia insufficienza difronte a Dio e tutta la mia mancanza di significato e valore senza Dio.

Le battaglie non sono finite, ogni giorno scopro aspetti nuovi della mia personalità, nuovi limiti e difetti emergono con più evidenza. Un percorso estremamente dinamico che mi costringe a rimettermi continuamente in discussione, a cambiare prospettiva ed atteggiamento nei confronti di me stesso e degli altri.

Medito frequentemente un passo di san Paolo: “Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza". Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.” 2Cor 12,7-10

È solo ammettendo il perdurare della mia debolezza, la continua presenza di questa “spina”, che cerco di non opporre un ostacolo alla cooperazione con lo Spirito in me, un’azione “bella” in se stessa (meglio nella sua conformità alla volontà di Dio) che rinuncia al risultato, abbandonando l’esito nelle mani di Dio. Un po’ come un pianista che esegua la partitura scritta da un altro, ecco mi sento come una comparsa che si affida alle scelte del regista, senza pretendere di sapere più del necessario.

La “spina” rappresenta anche le sofferenze che mi trovo a vivere quotidianamente e che cerco di unire al sacrificio della croce del Signore. La dissociazione dal corpo e dalla mente ha scavato solchi profondi nella mia anima ed il contrasto tra essere e dovere può rivelarsi straziante, finché non mi arrendo completamente, accettando di fare di me un sacrificio vivente.

Ancora una volta la “spina” è quell’inclinazione omosessuale di cui non ho colpa, non sono responsabile e di cui non debbo provare vergogna, non è malattia ma sintomo, non oggetto di pubblica dichiarazione ed occasione di scandalo ma materia di confessione privata, non materia di negazione ma di ammissione difronte a me stesso, mai motivo di vanto quanto piuttosto un monito costante per il mio orgoglio. Una “spina” che riemerge periodicamente, trasformandosi in occasione di resa a quel Dio che è morto per me sulla croce.

Ho trovato scritto che “Il bene non fa rumore e il rumore non fa bene. Abbiamo bisogno di silenzio per ritrovare noi stessi e Dio. Dobbiamo rieducarci al silenzio, all’ascolto, alla riflessione. Parlando non s’impara niente, ascoltando si può imparare tutto”, in quest’ultimo anno di recupero credo di aver fatto ancora tanto rumore ma ho anche incominciato ad apprezzare nel silenzio la voce degli amici, i miei “guaritori feriti” che abbraccio con tutto il mio cuore e a cui dedico questo giorno di festa.

“L'omosessuale casto è un "guaritore ferito", la cui vita parla in modo molto più incisivo di moralisti come me, che dicono che l'omosessuale può essere casto e può essere felice solo nella castità. L'omosessuale casto dimostra agli altri fratelli in lotta che anch'essi possono vivere allo stesso modo. Ciò non significa che l'omosessuale casto sia privo di tentazioni legate alla sua condizione, ma che ha imparato a gestirle, con la Grazia di Dio.”
p. John F. Harvey, OSFS (fondatore di COURAGE www.couragerc.org)

sabato 13 ottobre 2012

COME AGISCE IL COMPLESSO OMOSESSUALE - Tratto da "Omosessualità e Speranza"




COME AGISCE 
IL COMPLESSO OMOSESSUALE


tratto dal libro 
Omosessualità e Speranza
di Gerard Van Der Aardweg
                                                           


Quando si cerca di mettere a nudo la vera natura dell’amore omosessuale si incontra spesso un’indignata resistenza. “Perché non mi si consente di diventare felice così come sono?” E’ questa la drammatica esclamazione facilmente prevedibile.

Parecchie persone con tendenze omosessuali non sono affatto disposte a privarsi dei propri sentimenti illusori, come gli alcolisti o i tossicodipendenti non vogliono privarsi dei propri stimolanti.

Dall’esperienza clinica e dalla letteratura esistente sull’argomento si possono delineare alcune caratteristiche generali delle modalità con cui si esplica il complesso omosessuale, sia negli uomini sia nelle donne.

1.     La ricerca di un amante è ripetitiva. Benché le donne con inclinazioni omosessuali abbiano in media relazioni di maggiore durata rispetto agli uomini, in nessun caso le loro relazioni durano più di qualche anno. La dipendenza nevrotica dalle sensazioni di brame insoddisfatte – in altre parole, la lamentela nevrotica – le tiene sotto i suoi artigli e le costringe a correre dietro a sempre nuove illusioni.

2.     Il desiderio omosessuale è transitorio e superficiale. I desideri omosessuali e i desideri di calore e di compasssione ad essi associati possono venire percepiti come la cosa più bella e più profonda nella vita di una persona. Già questo è un autoinganno. I sentimenti omosessuali, a volte esaltati come “puro amore” e come amore più profondo di quello tra marito e moglie, in realtà non hanno nulla a che vedere con il vero amore. Si tratta di amori incentrati su sé stessi. Questo “amore” è un chiedere, persino un supplicare amore e attenzione.

         E' un fatto evidenziato dal modo in cui abitualmente finiscono le relazioni omosessuali. Il partner serve a soddisfare le necessità di un io infantile, ma non è realmente amato nel suo essere. Come risultato, si può vivere aggrappati al partner e allo stesso tempo provare in realtà una profonda indifferenza per lui. E’ significativo che queste persone possano parlare delle loro passate relazioni senza alcuna emozione, come bambini che hanno buttato via un giocattolo al quale non sono più interessati.

3.     Le persone con inclinazioni omosessuali, così come altre persone nevrotiche, soffrono di autocompassione compulsiva. Non tutte esprimono la propria autocompassione e la tendenza all’autocommiserazione con parole drammatiche e lamenti verbali. Quando però si arriva a conoscerle un po’ meglio, diventa quasi sempre chiaramente percepibile un sottofondo di autocompassione. 

      Tendono a pensare in termini di problemi e timori; alcune sono evidentemente iperemotive, altre sono più del tipo lamentoso e piagnucoloso; altre sono ipercritiche nei confronti di sè stesse e degli altri; alcune si lagnano regolarmente di malesseri fisici (che drammatizzano), altre soffrono di depressioni, passano con cadenze regolari attraverso “crisi nervose” o si lamentano della solitudine, della propria apatia, delle proprie difficoltà nei rapporti umani, ecc.
La vera allegria e l’autentica gioia sono esattamente l’opposto di questo dolente stato. E’ vero che alcuni omosessuali recitano la parte del burlone, del faceto, ma a un più attento esame dietro questa recita si può riconoscere il bambino depresso che si compiange. Questo può essere un modo puerile di attirare l’attenzione e l’ammirazione sull’io infantile. Vi è sempre una soggiacente agitazione.

4.     Le persone con inclinazioni omosessuali hanno una sorta di fame di attenzione, che può essere incanalata in diversi modi. Possono aggrapparsi agli altri per assorbire la loro attenzione. Possono inconsapevolmente presentarsi come vittime e fare appello ai sentimenti di compassione degli altri per averne aiuto e protezione.
Alcune possono imporsi nel loro ambiente, altre lo tiranneggiano come talvolta fanno appunto i bambini. Anzitutto, esse cercano l’attenzione di un certo partner desiderato, ma questa richiesta di attenzione può generalizzarsi e diventare il modo prevalente di mettersi in relazione con gli altri.

5.     Un’altra caratteristica universale del nevrotico è l’essere incentrato su se stesso. Ciò implica che i suoi sentimenti e pensieri girino in gran parte attorno all'io, e si diventa incapaci di un vero interesse e di un vero amore per gli altri. «Mio marito consuma gli altri», mi ha detto una volta la moglie di un uomo sposato omosessuale, «ma è incapace di dare amore: non sa che cosa sia». Quanto più il complesso omosessuale è predominante nella vita emotiva di una persona, tanto più questa descrizione gli si adatta.


6.     Il «bambino che si commisera» nell'adulto mantiene la vita emotiva di questi a un livello di immaturità anche in altri settori, oltre a quello sessuale. L'infantilismo emotivo delle persone che hanno un complesso omosessuale fanno sì che esse si comportino e pensino come bambini, e in particolare che reprimano la normale crescita emotiva, in una misura che dipende dalla forza del complesso.

7.     Il fatto di essere in parte rimasto bambino riguarda anche il rapporto con i genitori. Perciò gli uomini con questo complesso hanno più spesso un certo «legame con la madre» o serbano un atteggiamento di rimprovero e ostilità verso il padre a motivo di un «legame negativo con il padre». Inversamente avviene per la donna lesbica. Il legame stabilitosi con i genitori può contenere elementi ambivalenti: qualcuna può avere un rapporto di dipendenza dalla madre e allo stesso tempo tendere ad attaccar briga con lei per scaricare la propria irritazione nei suoi confronti.


8.     L'«intimo bambino di un tempo» conserva atteggiamenti e sentimenti infantili nei confronti dell'altro sesso. L'uomo omosessuale può continuare a detestare le donne nello stesso modo in cui l'adolescente in passato le vedeva come intruse nella propria vita o come rivali che gli volessero carpire i compagni, o semplicemente come «quelle stupide ragazze» saccheggiatrici del mondo dei ragazzi.

Egli può sentirsi ancora inferiore e timoroso di fronte a loro, vergognandosi della propria scarsa virilità. Può anche continuare a vedere certe donne come figure protettrici, materne, premurose, e non come femmine adulte di esseri umani con le quali poter entrare in relazione come uomo adulto. In modo analogo, la «ragazzina che persiste nella donna lesbica» può continuare a vedere gli uomini attraverso lenti deformanti per avversione, invidia, timore o fastidio.

9.     Le persone con inclinazione omosessuale hanno difficoltà ad accettare pienamente la propria identità sessuale, la cosiddetta «identità di genere». L'uomo sente le cose maschili come non pertinenti a sé stesso; la donna lesbica si trova a disagio nelle cose femminili. È tuttavia sbagliato pensare che, nel proprio intimo, questi uomini si sentano donne o le donne lesbiche si sentano uomini.

  10.    Infine, non è superfluo rilevare che un complesso omosessuale è solo una parte della personalità totale di una persona. Una persona come un tutto è qualcosa di più della sua personalità infantile, anche se è vero che alcune persone a tendenza omosessuale possono impressionare proprio per la loro immaturità. Se guardiamo più attentamente, scopriamo che ogni uomo o donna afflitto da omosessualità ha parecchie qualità e tendenze da adulto.


Per il fatto che il nostro studio concerne la parte infantile della loro personalità, possiamo dare l'erronea impressione che si tratti di persone totalmente infantili. In realtà, lo psicoterapeuta tratta proprio con la parte adulta della personalità omosessuale e ad essa in gran parte fa riferimento; ed è proprio da questa parte che ci si può aspettare una realistica visione di sé, la buona volontà e altre energie terapeutiche. 
La parte adulta della personalità è anche la più interessante delle due: essa è viva, mentre l'aspetto infantile dell'io è più simile a un meccanismo rigido e stereotipato. Nella vita di tutti i giorni noi vediamo per lo più una mescolanza degli aspetti maturi e di quelli infantili della personalità.

La bisessualità deriva da questa struttura a doppia personalità: l'inclinazione sessuale che deriva dalla parte più adulta, quando essa si è sviluppata, si dirige all'oggetto maturo della sessualità, cioè il sesso opposto. Il «bambino che si commisera», d'altra parte, spinge la sessualità verso i suoi oggetti immaturi. Poiché una parte della personalità bisessuale elide l'altra, è evidente che l'eterosessualità di queste persone non è completamente sviluppata.

sabato 25 agosto 2012


GERARD VAN DEN AARDWEG

CHE COS'E' VERAMENTE L'A.P.A. ?
(American Psychiatric Association)
  
 Risponde Gerard Van Den Aardweg
 
Gerard Van Den Aardweg
Psicoterapeuta e docente universitario,
Autore del libro "Omosessualità e Speranza" e  "Guida all'autoterapia dell'omosessualità"


Ho letto con attenzione gli articoli di Pride e de la Repubblica, e l’interpellanza dell’Onorevole Grillini. Tanto per cominciare, l’APA in questione è quella degli psichiatri, non quella degli psicologi. 

Pride e Grillini cercano di spacciare la dichiarazione dell’APA del 2000 come l’oracolo intangibile della scienza; ma che cos’è, veramente, l’APA? L’associazione che, nel 1973, senza la minima motivazione scientifica, si è arresa all’assalto di un’aggressiva lobby gay, sostituendo la descrizione classica, scientificamente fondata, di omosessualità come “disturbo” con quella di “condizione”.
E questo nonostante che la schiacciante maggioranza degli psichiatri americani pensasse il contrario.


 Nel corso degli anni successivi questa associazione ha concretato sempre di più questo termine, di “condizione”, che di per sé non significa nulla, dandogli un contenuto sempre più conforme all’ideologia gay, facendone una situazione “normale”. 

Ci pensi un pò su: un’associazione di psichiatri proclama che una “condizione” come l’omosessualità maschile, che comporta per una quantità enorme di omosessuali praticanti una promiscuità sfrenata (centinaia di partner nel corso di una vita!), sarebbe normale e naturale! E negli ultimi anni tende addirittura a proclamare la normalità della pedofilia, e magari anche quella di disturbi come il sadomasochismo. 

Che razza di associazione è questa? Chiaramente una suddita del movimento gay, che intende realizzare riforme radicali della società; un’associazione che si comporta così è ormai un gruppo di interesse politico, non è più un’associazione di scienziati e professionisti indipendenti. 

Di fatto, la situazione presenta analogie con quella della Germania degli anni Trenta del secolo scorso, quando praticamente tutte le organizzazioni mediche e scientifiche abbracciavano ufficialmente le teorie razziste; il che, naturalmente, di scientifico non aveva niente, ma era solo espressione della più miserabile vigliaccheria e correttezza politica.
Che questa APA, o meglio il gruppo dei gay che ne fanno parte, e che vi detta legge in fatto di omosessualità, presuma di dare lezioni su ciò che è o non è scientifico, è il colmo dell’arroganza! È chiaro che per loro è scientifico solo ciò che si aggiusta alla loro ideologia.


Quali sono le manipolazioni contenute negli articoli e nell’interpellanza?
L’APA non ha “proibito” niente, e d’altra parte non ha nemmeno il potere di farlo, ma non fa altro che “raccomandare” di astenersi “per il momento” da “tentativi di cambiare l’orientamento sessuale di individui”. Motiva la raccomandazione con due ragioni: «… Non esistono ancora studi rigorosamente scientifici che consentano di stabilire se i trattamenti ‘riparativi’ siano benefici o dannosi».
Vale a dire che non sapremmo ancora niente sui risultati di terapie “riparative”, e queste potrebbero presentare rischi per il cliente o paziente. L’APA asserisce che i resoconti disponibili di risultati del trattamento avrebbero carattere “aneddotico”, mentre non mancherebbero indizi di conseguenze sfavorevoli. 

Ma attenzione alla furbata! In realtà, di resoconti su risultati del trattamento ce ne sono, e versano su un numero molto ampio di casi, mentre è proprio su effetti sfavorevoli – psichici o di altro tipo – della terapia che non abbiamo nemmeno l’ombra di un resoconto! Soltanto affermazioni e allarmi infondati emanati proprio da fonti gay.

Insomma, qui si pretende di mettere sullo stesso livello affermazioni infondate e resoconti scientifici di ricerca. Consideri anche la sfacciataggine dell’APA: insinua che chi cerca di aiutare le persone a controllare o a superare le loro tendenze omosessuali esercita un influsso dannoso. E loro stessi, che fanno? Sconsigliano la terapia e, propugnando da anni la normalità del comportamento omosessuale, legittimano l’ondata di promiscuità omosessuale che si diffonde in tutto il mondo, provocando un danno enorme alla salute mentale e fisica degli omosessuali da loro fuorviati, che incorrono in malattie veneree, assuefazioni, AIDS, suicidi e via dicendo. 

Sull’APA pesa dal 1973 un’enorme corresponsabilità in tutto questo. Una responsabilità che ricade anche sulle organizzazioni gay, sull’Arcigay in Italia e sull’Onorevole Grillini. È ridicola la presunzione con cui si azzardano a denunciare come dannosi trattamenti e altre forme di orientamento, che invece sono intesi proprio a mitigare il danno che loro hanno contribuito ad arrecare, con il loro proselitismo gay. L’APA, comunque, non ha affermato, ma solo insinuato, che la terapia possa presentare problemi.

L’APA non afferma nemmeno che le “terapie riparative” (che io preferisco chiamare semplicemente “terapie”) siano di per sé antiscientifiche. Al contrario, l’APA «incoraggia e appoggia la ricerca (…) per confrontare meglio i rischi della (…) terapia con i risultati positivi». Se una terapia fosse “antiscientifica”, nessuno si prenderebbe la briga di farci ricerche.

Lascio per il momento da parte la questione di che intendano dire con terapia “antiscientifica”. Se prende, però, il testo dell’APA alla lettera, la conclusione logica è che, per saperne di più, quello che ci vuole è proprio fare molta più terapia. D’altra parte in tutto il mondo si fa ancora troppo poco in fatto di terapia o di orientamento, e il clima suscitato dal movimento gay e da suoi “compagni di strada” come l’APA non è sicuramente favorevole ad un trattamento sistematico dell’omosessualità. 

Per questo, le parole con cui l’APA dice di “incoraggiare ed appoggiare” la ricerca sulla terapia puzzano di ipocrisia. Di una cosa possiamo essere sicuri: nessuna ricerca o resoconto di trattamento, passato al vaglio dei pregiudizi dell’APA, ne uscirà con il marchio di “rigorosamente scientifico”. L’ideologia gay detta il dogma che lo “orientamento” omosessuale è naturale e sano; il corollario è che qualsiasi cambiamento è impossibile e “contro natura”.


Allora non ha ragione l’APA, quando afferma che non esistono «studi scientifici rigorosi sui risultati»?
Dipende da che cosa si intende per “rigoroso” e “scientifico”. Se lo si intende pensando alle scienze naturali, nessuno studio di cui disponiamo soddisfa ai requisiti: non esistono, per esempio, strumenti obiettivi e di uso sicuro per “misurare” l’omosessualità. Lascio qui da parte il metodo fisiologico proposto da alcuni, che peraltro non è esente da complicazioni.

Non si può fare una campionatura rappresentativa; e, soprattutto, una ricerca che coinvolga i diversi metodi di trattamento che si praticano, richiederebbe una quantità enorme di ricercatori, tempo e denaro, oltre ad un buon numero di terapeuti che (almeno per il momento) non abbiamo.

Non si può contare sull’apparizione a breve termine di studi del genere; ci dobbiamo accontentare di quello che in pratica possiamo conseguire. Se siamo realisti e onesti, però, vedremo che non è di questo che, adesso, abbiamo più bisogno.

Di fatto, l’argomento dell’assenza di “studi scientifici” è una manovra intesa a scoraggiare la terapia. Per giunta è un argomento sbagliato. Il fatto che non sia possibile realizzare studi di rigore sugli effetti della terapia del tipo di quello delle scienze naturali, non significa che i resoconti presenti nella bibliografia specializzata siano antiscientifici. “Scientifico” significa il più possibile aperto alla realtà, utilizzando i metodi di cui si dispone nelle circostanze concrete.

Prima che si costruissero i moderni telescopi, le osservazioni astronomiche avevano una portata minore, ma questo non vuol dire che con telescopi più rudimentali non si fosse in grado di studiare in certa misura la realtà. Se l’APA imponesse gli stessi requisiti “rigorosamente scientifici” agli studi sui risultati di tutte le psicoterapie di nevrosi, depressioni, psicosi, disturbi emotivi o del comportamento, oppure a qualsiasi metodo farmacologico, si dovrebbe porre fine a tutte le forme di trattamento.

Di studi del genere, infatti, non se ne trovano in nessun campo della psicoterapia e della psichiatria. A questo punto l’APA farebbe meglio a consigliare ai suoi membri di cambiare mestiere. Ce ne sono, invece, di studi scientificamente accettabili sugli effetti: studi che non sono più imperfetti della stragrande maggioranza di quelli sugli effetti dei trattamenti nel campo della psicologia, della psichiatria e della medicina.

Antiscientifico, anzi, è proprio l’atteggiamento di chi le terapie le sconsiglia. Sarebbe la fine del progresso scientifico, dato che quasi tutte le conoscenze e le ipotesi attendibili sull’omosessualità di cui disponiamo derivano proprio dalla pratica psicoterapeutica.

Dobbiamo concludere che quegli studi scientificamente accettabili l’APA non li conosceva?

Nella loro dichiarazione del 2000 riportano in bibliografia soltanto una o due pubblicazioni con dati pertinenti a risultati terapeutici, basati su gruppi abbastanza ampi. Poi, però, non ne tengono conto. Per il resto la loro bibliografia contiene resoconti personali – questi sì “aneddotici”! – di persone che hanno fatto qualche tentativo per cambiare, ma poi hanno rinunciato; ed è proprio a questi che il documento dell’APA presta la maggiore attenzione. È un atteggiamento parziale, ad uso dell’ideologia gay.

lunedì 13 agosto 2012

Radical homosexual activists rant at public hearing in Mass. State House for bill to ban counseling on homosexuality for youth

Part of horrible national push in state legislatures
POSTED: August 12, 2013
The radical homosexual movement's national campaign to ban therapists from counseling youth to deal with homosexual and transgender issues came to the Massachusetts State House. On July 16, some of the most radical elements of the homosexual movement converged at a public hearing to push their bill filed here.

Homosexual activists and their allies piled into the hearing room.
And it wasn't pretty. What we saw was similar to the scripted scene in other states around the country. It was a showcase of misrepresentation, lies, twisted logic, and lots of angry emotional rhetoric. Luckily, some ex-gays -- and MassResistance -- were there to provide a good dose of truth.

Using vulnerable kids to support a false ideology

Homosexuality is very often a result of emotional wounds from either early sexual trauma (such as sexual molestation, exposure to pornography, etc.) or serious issues with one or both parents. Young people who have serious emotional problems can be drawn into homosexuality by others. Skilled mental health professionals can often successfully help people with same-sex attraction work out their issues and heal their psychological wounds.
If youth can be helped when they are starting down the road to same-sex behavior, it can save them years of pain, depression, and worse.
But the homosexual movement wants to make it illegal to defuse any child's "gay" or transgender self-proclaimed "identity." They are is obsessed with the false concept of being "born that way." And the existence of a growing number of ex-gays -- people who have been healed from their same-sex addictions -- greatly angers them.
Important VIDEO: This very moving video describes the need for reparative therapy for youth. From 2012 NARTH conference.
Also see Voices-of-Change.org

A national campaign in state legislatures

So the latest effort is a well-funded and well-organized campaign using no-holds-barred tactics to pass state laws across the country to ban such "reparative therapy" for children -- even if they and/or their parents want it!
Last year a ban became law in California. It recently passed the New Jersey legislature and it is awaiting a signature by the Governor. Both bans were the result of similar well-organized and well-funded lobbying efforts. Pro-family therapists are currently suing California in federal court over the law and have announced they will also do so in New Jersey if it is signed by the Governor. The bill is also being pushed in the Pennsylvania legislature, and will likely to be introduced in others around the country. All of the bills have approximately the same text.

Groundwork laid years ago

This national move in legislatures is their latest tactic. It follows years of successful high-pressure lobbying efforts in various national mental health organizations to force publication of statements critical of reparative therapy.
Like the original 1973 American Psychiatric Association statement supporting homosexuality, these "conclusions" were invariably arrived at very unscientifically and in a climate of intense political pressure and intimidation. For example, in 2009 the American Psychological Association (APA) published a statement against reparative therapy.
Recently, a former president of the APA, Dr. Nicholas Cummings, stated publicly that the organization had been "totally hijacked" by gay and lesbian rights activists and that he has personally seen "hundreds of people change" from homosexuality to heterosexuality.

The bill filed in Massachusetts

In Massachusetts, they have filed Bill H154, which is similar to the ones filed in other states. It was sponsored by "out homosexual" Rep. Carl Sciortino (D-Medford) and co-sponsored by over a dozen of the usual far-left State House crowd.
The bill bans therapy by a licensed mental health professional for anyone under 18 which seeks "(A) to change behavioral expression of an individual's sexual orientation or gender identity, or (B) to eliminate or reduce sexual or romantic attractions or feelings toward individuals of the same sex."
And the bill specifically allows therapy which "provides acceptance, support, or understanding" of a young person's homosexuality or transgenderism.
From what we can tell, there are no licensed mental health professionals in Massachusetts who do this kind of therapy. But the activists are pushing this bill with enormous intensity, nevertheless.

The public hearing: Well-scripted, well-organized, emotional

On July 16, the public hearing took place before the Joint Committee of Children, Families, and Persons with Disabilities. What we saw here is likely similar to what you'll see when this gets to your state. The homosexual and transgender lobbies were there in force. Their presentation was very well-scripted and organized -- and full of anger and emotion.

The committee listens to testimony (with a reporter sitting in front). Sen. Michael Barrett, the Senate Chairman, never showed up. There was no reason given.
There were a number of people testifying on both sides. We've included below the major players.

Organized and executed. Prominent pro-gay activists watch the testimony. At right is Arline Isaacson, lesbian lobbyist and organizer of testimony for that hearing. Waiting to testify at left is Dr. Norman Spack, who runs a "gender-change" clinic for children at Boston Children's Hospital. The person sitting on the floor is the interim director of the Mass. Transgender Political Coalition.

Ex-gays testify

Two young people came and gave some very powerful testimony about their experiences leaving homosexuality through therapy.


YOUNG WOMAN (EX-LESBIAN)

Here's the testimony she gave:
I was 15 years old when I was molested by an older woman. I became confused about my identity and my sexuality and I went into great distress. . . . The school psychologist could not help me, but I realized I needed help . . . Finally at age 17 I got counseling, and five years later I have completely regained myself and my identity. I was excited about life, emotionally stable, and completely free from lesbianism -- both the activity and the desires ... I really don't know who I would be today if I had not gone through those years of counseling. Today I am here because I want other teens who share similar circumstances as I have to have the freedom to pursue counseling for themselves. They, too deserve the right to have the counseling that can make a tremendous difference in their life.

YOUNG MAN (EX-GAY)

Here's the testimony he gave:
When I was growing up my dad was very strict with me and when he got angry his discipline was severe. Being a sensitive child, I internalized this and processed it as if my father rejected me or disowned me, even though he had not. And I rejected my father. And at some point I believed that I hated my father, and in so doing rejected the primary male role model in my life.

And this arrested my emotional development. Without realizing it, I was rejecting my own masculinity ... I thought that I didn't measure up as a man, and I felt inadequate next to other men. I began seeking affirmation and acceptance from other men that I did not get from my father. I was attracted to men with qualities that they had that I believed that I lacked within myself.

I never asked for or wanted these feelings. But I didn't know how to deal with them until I received counseling which was instrumental in helping me identify the root cause of these emotions, which was deep pain from my childhood ... I stand before you today with my sexuality completely restored by the grace of God, and I couldn't be any happier pursuing a heterosexual relationship with my girlfriend who's here today ... and the hope and promise of marriage and starting a family in the near future. I wish that I had access to counseling when I was a teenager so I could address this dysfunction a lot sooner. And I believe that those who wish to be set free from this addiction should not be denied counseling as an option to them if that is their choice.
There were also other ex-gays who gave compelling testimony from a faith perspective.

Hardcore homosexual activists testify

It's rare that the most hardcore and vicious of the homosexual activists would be taking the lead at a public hearing. But in state after state, unlike in the "gay marriage" efforts, those appear to be the ones at the forefront. They're certainly the most angry at any deviation from the "born gay" narrative.
Their testimony includes some common themes:
(1) "Change" therapy. The homosexual lobby has invented the term "change therapy" which is never used by licensed professionals and is intentionally misleading, implying that the purpose is a sudden "change." The actual term is "reparative" therapy, which describes helping people gradually heal their emotional wounds.
(2) Cause of depression, etc. The activists fume that the depression, trauma, and even feelings of suicide associated with homosexual behavior are caused by reparative therapy. But in fact the opposite is true.
(3) And third, they paint a picture for legislators of absurd, cruel, and ridiculous kinds of techniques being used in reparative therapy, which is a fabrication and completely untrue.


REP. CARL SCIORTINO (D-MEDFORD)
- sponsor of the bill

Sciortino is "openly gay" and is the point man for the national homosexual and transgender lobby in the Mass. State House. He is also a homosexual activist in his own right, having disrupted a Mass at Holy Cross Cathedral in 2003 to protest the Church's position against "gay marriage."
Sciortino (left) testifying at hearing, and (at right) posing with his homosexual lover while disrupting Mass at Holy Cross Cathedral in Boston on June 1, 2003.
In his testimony, Sciortino made an emotional but factually empty claim about "abusive and heinous practices" from "another generation" that "are still happening today."
[A]fter California passed it, an intern in my office said, "Did you know that this practice is still happening, and there are people in Massachusetts who are being impacted. And I was frankly shocked ... I've heard of friends and family from a different generation who were subjected to the most abusive practices. We've heard of the most abusive and heinous practices -- by licensed professionals -- with the promise of curing them of their homosexuality ... But the reality is that these practices are still happening today

This is not therapy. This is not a legitimate clinical practice. This is child abuse. And what we are seeking to do is see that no child and no parent of a child that may turn out to be LGBT is misled by a clinician ... into believing that they can be cured.

WAYNE BESEN


Besen is a national homosexual activist who focuses on attacking and demonizing ex-gays and religious groups that help minister to homosexuals.
Wayne Besen (left) testifying before committee, and (at right) in April 2009 terrorizing the Park Street Church in downtown Boston with a megaphone while a religious service on healing homosexuality was going on inside. [MassResistance photos]
Besen's testimony was a classic example of intellectual dishonesty using flawed logic and emotion. Similar to Sciortino, he starts out by listing bizarre "experiments" over half a century ago and attempts to make it appear that today's licensed therapists are doing that today. And he adds that these therapists are doing it to three-year-old children! This is all completely absurd, of course:
From the 1930s to the 1970s gay people were guinea pigs to cruel psychological experiments that intended to change their sexual orientation. They were subjected to hypnosis, sex hormones, lobotomies, therapeutic castrations, sex therapy with prostitutes, shock treatment, and aversion therapies. None of these horrific experiments worked. . .

Today's heirs to abusive and ineffective therapies are committing consumer fraud, compounded by the tragic and inexcusable fraud they are practicing this psychological voodoo on children as young as three years old. That's right, three years old. Let's be clear; we are not debating a legitimate form of therapy. By design, the goal of so-called reparative therapy is to hijack medical language and use it to stigmatize LGBT people for ideological, not medical reasons . . .
Of course, he gave no concrete examples. Besen doesn't stop there. He went on to suggest to the legislators that some therapists even use exorcisms to treat patients:
And Exhibit A of why this is important -- the last people who were up here -- and I have a video of this -- they actually do exorcisms to quote out of people's mouths [sic] or other orifices where they claim ungodly events occur. And so this is exactly what they call therapy.
This is outrageously misleading. Besen was referring to Joanne Highly of Life Ministry who had testified earlier. But Joanne Highly is not a therapist. In fact she testified that she doesn't agree with reparative therapy. The so-called "exorcism video" is 48 seconds taken from a 1993 PBS documentary, and appears to be taken completely out of context.


DON GORTON

Gorton is a Boston-based homosexual activist with a history of participating in attacks on people with traditional religious values, including a the infamous Park Street Church disruption in 2009.
Don Gorton (left) testifying before committee, and (at right) holding pseudo-Christian sign as part of group terrorizing a Tea Party event on the Boston Common on April 15, 2012. [MassResistance photos]
Gorton started out his testimony with a rambling gay "history" of how homosexuality became accepted as normal by the medical profession through "groundbreaking" work by psychologists in 1973 and thus anyone claiming that homosexuality is abnormal is now "discredited."
Gorton went on to give the legislators his description of reparative therapy:
Ex-gays use a template based on three stages to anthologize homosexuality. The formative state of childhood and teenage years; the exploratory phase; and the recovery phase in which they claim to become straight, although finding people who authentically went from gay to straight is near impossible.

The ex-gay movement stands beyond the fringes of behavioral science and their psychological theories are discredited. The practitioners of the dark arts continue to superimpose their template of pathology on the lives of vulnerable and impressionable youth forced into this circumstance by their parents. No choice.

This harsh condemnation of same-sex attraction and vilification of the LGBT community [sic]. The browbeating not grounded in science attached with feelings of low self-esteem place youth at grave risk. I implore this committee to take action to stop this abuse now.

TOM LANG

Lang has a long history of terrorizing and intimidating churches, pro-family gatherings, parents, and others. In 2005 he founded "KnowThyNeighbor", a vicious homosexual group that posted the names of the signers of the Marriage Amendment on the Internet and encouraged people to harass them.
Lang (at left) testifying, and (at right) holding sign as part of group screaming at a pro-family Marriage Amendment rally in 2006: ""You're nothing but bigots; Christ would be ashamed of all of you." "We won, go home, get over it." [MassResistance photos]
Lang's testimony was emotional, and well-delivered -- and completely illogical.
Lang talked about Greg Kimball, a local homosexual "22-year-old boy" who called up a national on-air advice talk-show aired on Boston Kiss-108 FM radio, a popular station for young people, in April 2010.
Greg Kimball called in to speak with a specialist about some relationship issues he was having. As soon as Greg identified that he was gay, this specialist told him that they receive a lot of calls like this; homosexuality was not normal, that Greg was broken and needed to be cured; homosexuality was as bad as adultery, theft, or murder. And he was referred to the only ones that could help, Exodus International and Focus on the Family.
Lang went on to say that when he heard this from Kimball, he got together a number of LGBT groups and orchestrated a pressure campaign against Kiss-108's parent company, ClearChannel. Interestingly, the pressure campaign was not successful.
[The] show, which is still aired on KISS-108, still refers activist youth who identify as LGBT to Live Hope ministries and Focus on the Family, both of which promote conversion therapy.

Yes, right here in Massachusetts, through a beloved radio station, under parents' noses, children as young as 13, for years were being referred to the nation's leading conversion therapy organizations, and most likely still are. We cannot know how many LGBT youth were directed down this path or how many suffered harm.

Young Greg Kimball expressed to [Boston homosexual newspaper] Bay Windows in an interview. He said, "How many gays or questioning youth have been hurt? How many cut themselves, or ran away from home, or killed themselves because of this advice? And this is not a dramatic rambling on Kimball's part. At that time I lived in his town for 13 years. During that time our community had at least four deaths -- suicide and overdose of young people who are LGBT. These kids may have been known to Greg.

We need at least to be able to assure these children that if they or their parents seek help from licensed medical and mental help professionals that they are provided with acceptance and support and would never be put in a situation which they feel that their existence is wrong or evil.
Lang's rhetoric is very emotional, but his logic has several huge holes, including: (1) none of the groups referred to are licensed reparative therapists, but instead are religious-based organizations and thus not covered under the law; (2) all the groups referred to are out of state, out of the bill's jurisdiction; and (3) Lang does not offer any evidence that the kids cutting themselves and/or committing suicide had gotten "counseling" from any these groups, or even called up the show.


MassResistance testifies

BRIAN CAMENKER of MassResistance
In his testimony, Camenker got right to the point:
This bill is a well-organized and well-funded campaign in state legislatures across the county by the gay lobby. And it's very well-scripted; as you can see, there are people brought in from out of state to testify. And a lot of what you've heard is exaggerations, and some outright lies. It's similar to the strategy that they've used in other places. This is not generated from Massachusetts; it's a national issue.

As you've also heard, homosexuality is often the result of the emotional wounds from early sexual trauma such as sexual molestation, exposure to pornography, and similar kinds of things. The term "conversion therapy" was invented by the opposition. What this really about is helping people work out their issues and heal their psychological wounds. That is the way licensed professionals look at it. As I said, the term "conversion therapy" is meant to scare legislators. It's not used by our people.
There was also various testimony about free speech, etc.

Confronting the doctor who does "transgender" procedures on kids

Camenker finished his testimony by commenting on the heinous work of Dr. Norman Spack. Spack is the infamous Children's Hospital endocrinologist who runs a "gender change" clinic for children -- including hormone and puberty-blocking treatments which change their height and can render them infertile -- in preparation for actual sex-change surgery later on.
Spack was in the room -- brought in by the homosexual lobby -- and was about to testify in support of this bill. Here's what Camenker said in his testimony regarding Spack and his program:
Massachusetts allows children to go through transgender body change, where Children's Hospital will have them take hormone drugs and other extreme medical procedures. This has been documented in the Boston Globe on the front page on several occasions. They not only change their height, but make them sterile for life. So if we want to start talking about what kids can do, the extreme kinds of things that are going on in this Commonwealth, this needs to be addressed first.
Spack answered Camenker's remarks in his testimony -- in a very untruthful way. And he added that parents should NOT have the right to decide on whether reparative therapy is right for their children. The state should simply ban therapy which "denies the validity of the patient's affirmation of their gender."
These two 14-year-old boys were identical twins before Spack's "transgender" procedures. Now the brother on the left is four inches shorter and is developing female appearing breasts resulting from puberty-blocking drugs and opposite-sex hormones. See article here.
Spack's testimony was so disturbing that we are going to present it separately, in its own upcoming email.

Hostile reaction from Committee to pro-family people.

The most disturbing part of the hearing was possibly the hostile reaction of the legislators in the panel toward the pro-family people. Of course, this is a liberal committee and the House chairman was one of the co-sponsors of the bill. And we're used to shabby treatment at public hearings.
But this took us by surprise. Two of them in particular behaved in ways that we've really never seen before in the State House!
Rep. Paul Heroux (D Attleboro) was clearly angry and kept asking aggressive and demeaning questions. For example, he asked the young ex-gay man "You said in your testimony that no one is born homosexual. Can you prove that for us?" When pro-family people defended reparative therapy, he peppered them with technical questions about how the scientific community determines what is legitimate and what isn't.
Committee member Rep. Paul Heroux was not happy with pro-family people or their testimony.
But Rep. Tricia Farley-Bouvier (D Pittsfield) was even more hostile. In 18 years we've never seen anything like this. Generally, committee members just listen to testimony, and maybe ask a question.
We've never seen a rep as rude as Rep. Tricia Farley-Bouvier. And we've seen a lot of 'em in that building!
But after one of the pro-family people finished testifying against Bill H154 from a religious perspective, Rep. Farley-Bouvier angrily lashed out at her with a strange, rambling rant:
I just want to make one more statement if you don't mind. And that is that I am a deeply religious person. Faith is central to my life. And I find the idea that we would subject minors to a therapy that would be harmful, to be ungodly, and to harm children is not OK. And it's very different to take this approach, to offer an adult a choice, is very, very different than to subject a minor to this kind of therapy. I'm making a statement now, ma'am, thank you very much.

And so, I just feel it's important to make that statement. I appreciate different people's viewpoints here. But our job as a state, our first job as a state, is to protect children from harm. Thank you very much.
For someone like this, the 2014 elections can't come soon enough.

The next step

At this point, Bill H154 is still in the committee. We don't anticipate any action on it for at least several weeks. We think that the big battle will be outside of the committee.
You can submit written testimony for bill H154 via email and also can also call and email members of the committee.
We'll keep you up to date on this.
For these radicals, this is not about helping children. Most of them don't have any children of their own. Their overwhelming concern is their political agenda. Please act with MassResistance to stop this bill.

 
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