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giovedì 26 aprile 2012

Forum: Uscire dall'omosessualità -Commenti da 2801 a 3000

FORUM: Uscire dall'omosessualità

Commenti da 2801 a 3000


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Anonimo ha detto...
Ciao a tutti!!
Finalmente ho trovato un sito e forum interessante...
E' bello confrontarsi e consigliarsi.

Dio vi benedica a tutti!!

truelovefree@gmail.com
Pippo84 ha detto...
Ciao a tutti ragazzi!!
Anche io sono un ragazzo cristiano, è da una paio di anni che sto facendo un cammino. E' dura.
Ma Dio è fedele e potente.
Bisogna affrontare ogni cosa e pregare nel modo giusto...
Io personalmente sto facendo un cammino di perdono profondo, guarigione dalle ferite di rigetto e abbandono e liberazione da ogni demone che mi circonda e o da eventuali legami.
è importante avere relazioni sane e ricevere amoree sano. Anche se per questo è difficile trovare amici veri o persone disponibili.
Ho iniziato a scrivere in questo forum perchè desidero confrontarmi e parlarne con qualcuno.

Ragazzi uniamoci nella preghiera.
Avrei desiderio di scrivermi con qualcuno, chi lo desidera può farlo al seguente indirizzo:
pippofreedom84@gmail.com
Anonimo ha detto...
27 marzo

Dopo molti mesi che non scrivevo, rieccomi qui!
Ho passato un periodo pessimo in cui non riuscivo più a vedere un futuro di nessun tipo. Sono così in conflitto con la mia parte maschile che è difficile trarre serenità da questo stato d'essere. Ho rimesso in discussione tutto di me riconsiderando perfino il cambio di sesso, l'unico modo per liberarmi da quel maschile così debole ed instabile trasmessomi da mio padre.
Ho conosciuto un uomo con lo scopo di riprendere contatto col mondo omosessuale, ma non sono riuscito a lasciare a casa il vero me stesso, che da 2 anni a questa parte è diventato conscio dei propri bisogni reali. Lui è un uomo bello, sensibile e profondo con un passato da eterosessuale, alle prime esperienze gay e forse più confuso di me su come indirizzare la propria vita. C'è stata un'intesa incredibile che mai avevo sperimentato prima di allora: gli ho parlato di me, senza maschere e lo stesso ha fatto lui. Ad un tratto mi resi conto che l'attrazione lasciava il posto alla condivisione: stavo condividendo me stesso con un uomo ai cui occhi sentivo di essere visto come un ragazzo e non come un gay da approcciare. Sono stato attraversato da un'ondata di emozioni: sono passato dal sentirmi l'amante di un uomo, ad un bambino accanto al padre, ad un ragazzo in compagnia di un amico. Ho capito che era il senso d'interazione con un maschile positivo che stavo cercando e non la fusione sessuale. Alla fine siamo andati a casa sua e per sfuggire all'imbarazzo ho ceduto alle sue avances: anche se per me è sempre bello condividere momenti di dolcezza con un uomo, sentivo che non era quello che avrei davvero voluto! Nei giorni seguenti ho condiviso anche questa presa di coscienza con lui passando delle giornate profonde e divertenti allo stesso tempo passando dalla corsa al parco, alla spesa al negozio e alla cena al ristorante. Non so cosa succederà in futuro, ma spero tanto che la nostra conoscenza possa regalare ad entrambi nuove emozioni. Per me è davvero difficile conoscere persone con cui condividere se stessi, ho sempre l'impressione di essere visto dagli altri come un fantoccio senz'anima e, anche quando ci entro in contatto, è difficile che senta di voler bene a qualcuno.
anonimo 27 aprile ha detto...
per anonimo 27 marzo
ma dove e' finito il percorso che ti stava portando alla scoperta del piacere di essere maschio, nel letto di un uomo che molto maschio non e'? forse avresti fatto bene a non scrivere piu'in questo forum, hai portato solo una gran confusione ;a chi e'veramente motivato a uscire dall'omosessualita' delle tue gioie condivise con il tuo compagno di turno non gliene puo' fregar di meno.buona fortuna
terence ha detto...
Caro Anonimo 27 marzo volevo chiederti,se è possibile saperlo, cosa ti ha risposto il tuo amico quando gli hai detto che cercavi un'amicizia più che il sesso. Perchè dovevi "sfuggire all'imbarazzo" in questo modo (col sesso?) Imbarazzato di essere una persona che vuole esser voluta bene così com'è da un altro, cosa c'è di sbagliato? Se uno invece fa sesso non risponde alla propria esigenza affettiva. Se poi l'altra persona è anche lei confusa è giusto chiarirsi e farsi aiutare a vivere in modo vero (anche se doloroso, senza cercare scappatoie) le proprie vere esigenze. Io sto cercando di vivere così, io voglio capire se sono degno di esser voluto bene per quello che sono, così come sono, per nient'altro che questo, non per quello che posso dare all'altro. Tu non sei fantoccio, non permettere innanzitutto a te stesso di farti considerare tale, un oggetto altrui.
terence ha detto...
@ anonimo 27 aprile
Parlo a nome mio e mio solo . A me interessa cosa sta vivendo anonimo 27 marzo perchè mi interessa confrontarmi con il cammino di un altro uomo. Quello che ha fatto anonimo 27 marzo è stato quello che è stato, l'importante è quello che ha imparato. Certo io dovrò giudicare se per me è giusto o sbagliato fare in quel modo e provare in base a questo ad imitare o evitare i suoi errori! Se qualcuno mi dovesse "confondere" come dici tu anonimo 27 aprile è solo perchè evidentemente ancora il mio cammino non ha delle basi solide e allora può essere utile chi distrugge la mia casa se è costruita sulla sabbia, può essere utile a ricominciare e cercare e mendicando, trovare un terreno più solido di quello attuale!
A me, caro anonimo 27 aprile, è molto utile chi mi racconta soprattutto i suoi errori, facendo così mi aiuta, mi conferma, faccio tesoro dei suoi tentativi anche se fallimentari.Anche i più grandi fanno le loro caz...te, ma ne fanno tesoro, la grandezza loro sta nel ricominciare e nel non mollare, imparando dai propri errori e nel provare a migliorare. Il grande Michael Jordan (il famosissimo giocatore di pallacanestro) ha detto: "Avrò segnato 11 canestri vincenti sulla sirena, e 17 a meno di 10 secondi dalla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di 9000 tiri, perse 300 partite e 36 volte ho sbagliato il tiro decisivo. Nella vita ho fallito molte volte, per questo alla fine ho vinto tutto."
Più volte in questo blog della gente, io compreso, ha manifestato se stesso, così come ognuno è e il sapere di essere ascoltato ed accettato (non approvato) con il proprio fardello, il sapere di far parte di una cordata in cui ognuno fa un cammino e così facendo aiuta gli altri, questo, è già un gran conforto ed un confronto per me e immagino anche per molti altri. Ora andiamo a me (fruitore come te e con i tuoi stessi diritti di questo blog) , se qualcuno mi avesse detto, stai zitto, fai solo casino, confondi gli altri e induci gli altri a sbagliare, come pensi che mi sarei sentito? Te lo dico io: Una m...a, ancora di più della delusione o della disperazione sperimentata per gli errori commessi! Costui mi avrebbe annichilito e questo non mi avrebbe aiutato. Così non aiuti anonimo 27 marzo e neanche me! Parlaci di te piuttosto, se vuoi, di quello che che hai capito, delle esperienze che hai fatto e, ancor di più degli errori che fai! A me questo interessa e mi aiuta: capire la tua esperienza. D'altra parte non mi pare che anonimo 27 marzo stesse dicendo che era contento di quello che aveva sperimentato, anzi, se leggi bene, manifestava un disagio e in fondo stava chiedendo aiuto (un grande!). Quindi perchè tanta acredine? Vorresti confrontarti solo con chi ti dice quello che vuoi sentirti dire? Dove vivi o dove pretendi di vivere o pretendi che gli altri vivano, in una campana di vetro? Perchè dici che così gli altri si confondono perchè sei tu confuso o perchè qualcun altro ti ha detto così o perchè pensi che sia così? Da cosa nasce la tua preoccupazione? E soprattutto perchè tanta acredine?
Anonimo ha detto...
27 marzo

Io credo sia importante condividere sempre il proprio sé autentico: dalle gioie ai dolori, alla confusione... e dato che su questo forum ho sempre avuto l'opportunità di donare me stesso senza maschere ho voluto scrivere anche di questo periodo.
Purtroppo non sono perfetto e sto cercando ancora una strada per la mia vita, conscio del fatto che non ne esiste una completamente lineare. La mia testimonianza probabilmente non è un successo e non potrà quindi essere posta a fondamento della veridicità della credenza "Si può cambiare", ma quantomeno trasmette la vera realtà di un ragazzo in scoperta di sé.

Il percorso che ho intrapreso mi ha fatto comprendere molte cose di me, ma ben diverso è ritagliarsi/guadagnarsi uno spazio nella società che possa farmi sperimentare nel nuovo sentire. Già perché non basta la volontà, ma è un insieme di fattori imprescindibili in rapporto continuo tra il sé e l'ambiente.
Tra questi mi sono reso conto che gli uomini adulti hanno una forma di competizione verso i giovani maschi di cui non si parla mai, ma che per me è una realtà oggettiva. Se per altri miei coetanei è uno stimolo a fare meglio, io la vivo come un giudizio negativo, un transfert con il padre castrante. A scuola o al lavoro spesso gli uomini non si pongono in sintonia con i maschi (a parte con i figli), ma tendono sempre a svalutarli o a porsi come giudici: sentimento molto più raro nel rapporto tra donne e ragazze. Negli uomini gay vedo quella via di mezzo che non mi fa sentire tenuto sotto controllo da un "capo-branco", in lotta per difendere il suo territorio.

X Terence: c'è stata solo un'intesa di dolcezza fisica, non sessuale. Io stesso mi sono reso conto che avrei preferito rimanere in dialogo con lui, ho accettato probabilmente per fargli piacere, come se dovessi ripagarlo per avermi dato attenzioni e quello fosse l'unico modo possibile per me. In passato quando ponevo i miei dubbi dall'altra parte mi sentivo dire di chiarirmi le idee, mentre lui mi ha risposto che avrebbe piacere a restare mio amico e io gli credo dato che abbiamo condiviso la nostra interiorità con emozioni pure.
Tuttavia credo che ciò di cui ho più bisogno in questo periodo sia di concentrarmi su me stesso e trovare un impiego sociale, al di là dello studio, in cui possa mettere le mie energie, che mi faccia sentire vivo e creatore della mia vita.
Anonimo ha detto...
Per 27 marzo

Solo gli uomini forti sanno parlare delle propie debolezze.
Forza 27 marzo, non mollare, siamo tutti con te.
carlo ha detto...
Ciao 27 marzo!!!!!!!! penso che avresti voluto fare amicizia con quest uomo e non farci sesso!!!! cerca di elaborare e sempre meglio le tue fragilità!!!!!!! relaziona con altri ragazzi spara a raffica di tanti argomenti, prendi in giro te stesso se ti senti goffo in determinate situazioni!!!!!!penso devi fare chiarezza su quello che vuoi!! con gli amici non si fa l'amore, comincia ad amare te stesso, se vuoi puoi cambiare pagina ma ci vuole coraggio perchè è dura. Quando mi scontravo con le mie fragilità facevo sesso con uomini più grandi che mi sfruttavano soltanto, quando avevano voglia mi chiamavano!!altri si innamoravano di me,uno addirittura voleva portarmi in viaggi e cene,ma il mio conscio voleva sempre altro solo che non lo ascoltavo,i rapporti con le mie ex ragazze erano soffocati dalle mie insicurezze!!! era la ricerca di un PADRE e basta!!!! che tristezza!!!!!! adesso mi sento molto più libero quella madre castrante a poco a poco l'ho abbandonata!!!!!!! Pensati e sfoggia il meglio di ciò che vuoi!!!!
fr max ha detto...
Per 27 maggio
Carissimo grazie per la profondità e la sincerità di aver condiviso questo passaggio delicato del tuo cammino.
Non è facile gestire una situazione come quella che hai descritto.
Continuo però a ripeterti e a metterti di fronte forse a uno dei problemi che ho sempre percepito forte in te: un profondo narcisismo infantile e la fatica a investirti profondamente in amicizie maschili serie.
Avrai sicuramente fatto un buon lavoro introspettivo...ma come stai sperimentando, non basta !
Ci vuole il mettersi in gioco fino in fondo!
Ti abbraccio forte e ti benedico.
C sono.
P. Max
Anonimo ha detto...
27 marzo

E' bello ricevere sostegno, anche se le risposte potrà darmele solo la vita. Non credo più alla perfezione totale, al di fuori della quale si è peccatori. Ho bisogno di vivermi al di là di tutto: limiti o caratteristiche che siano quelle che plasmano il mio essere ed agire. Non voglio più porre come missione della mia vita il raggiungere un ideale di persona che reputo ottima. Probabilmente non mi risolverò mai e forse nemmeno è lo scopo di questa mia vita.
Non posso più permettermi di porre resistenza/giudicare negativa l'energia del mio Io. Il corpo ha un limite e io ho imparato a leggerne i messaggi fin troppo bene per non dargli retta. Il problema è che con questo percorso, volente o meno, si arriva ad odiare una parte di sé, si cerca di cambiare una struttura inconscia strutturata nell'infanzia e oggi non so più quanto sia sano, naturale e fruttuoso ciò. Si vive nell'idea di come si vorrebbe/dovrebbe essere, non ci si ama mai profondamente nel momento in cui si vive.

Questo è ciò che sento.
terence ha detto...
Caro Anonimo 27 Marzo,
sarebbe bello (ma non necessario) intanto se dicessi il tuo nome (o uno pseudonimo se preferisci), ai miei occhi saresti di più una persona a cui pensare... Volevo dirti: perchè devi fare resistenza all'energia del tuo io? Il problema è che devi capire da dove nasce e quale fine ha quest'energia. Se io ho fame e mi ingozzo a patatine, riempio il vuoto ma poi avrò un'indigestione e starò male. Di cosa hai fame? Tu mi dirai che non lo sai ed io ti rispondo : fatti aiutare a scoprirlo piano piano. Siamo insieme per scoprirlo piano piano. Anche io, che da quel che capisco penso di essere un pò più grande di te, ho le tue stesse identiche "energie", non ne ho di meno di te, forse la differenza, acquisita con gli avvenimenti che mi sono accaduti, è che percepisco che non sono più da solo con le mie esigenze, che queste esigenze sono positive perchè sono desiderio di esser voluto bene ( e che c'è di male?), che non desidero surrogati, che sono consapevole di esser voluto bene dal Padreterno soprattutto e che quindi non andrà a finire male la mia vita. Io non so a quale percorso ti riferisca,che ti sta portando a negare di sentire il corpo, il mio vuole invece portarmi proprio a sentirlo e rispettarlo con lo sport e a non usarlo con la masturbazione ad esempio. So cosa vuoi dire tu con " leggere i messaggi del corpo", lo capisco credimi (certe pulsioni, certe attrazioni)...: ma se ne capissimo invece le esigenze più profonde, quello per cui le pulsioni sono state fatte in origine come uomo e come donna, forse non ci lasceremmo attrarre da certi miraggi. I miraggi ci sono e sono inevitabili : l'attrazione ad esempio per un bell'uomo, le pulsioni, l'idealizzazione, poi il dolore lancinante perchè scopriamo che qualcosa non va bene. Poi il tormento: cos'è che non va? Ma se ad esempio quando ci capita questa attrazione cercassimo aiuto, condivisione, qualcuno che come ad esempio Ulisse con le sirene, ci leghi per il nostro bene all'albero maestro, probabilmente eviteremmo il naufragio ed alla fine ci scopriremmo vincitori. Non nel senso di aver vinto le nostre passioni, ma nel senso di esserci avvicinati di più alla nostra meta, la vittoria non è il narcisismo di chi dice "sono bravo, sono stato capace di ", ma di chi scopre dei territori nuovi ed inesplorati, il terreno della virilità ad esempio, quello della coscienza della propria dignità e del prorpio valore, quello di chi sacrificando qualcosa ha guadagnato un pò di più se stesso, la propria "natura". Non si tratta di cambiare con le proprie forze una "struttura inconscia", ma della gioia e della soddisfazione che si ha quando si scopre e si ama umilmente la realtà. Quando tu tratti te stesso e le cose così come sono state fatte, provi una serenità ed una soddisfazione unica, perchè le cose sembrano ringraziarti. Mi viene in mente questo esempio: quando innaffi le piante assetate in estate, d'improvviso esse emanano un profumo unico. Il tuo sacrificio per le piante(innaffiare con la calura d'estate), viene gratuitamente ripagato dal loro essere rigogliose e profumate. Il tuo lavoro di essere te stesso, viene piano piano ripagato dal volto umano e virile che lentamente stai assumendo (se non ti lasci andare). E' fruttuoso no? Sì.
Ciao carissimo, coraggio che i frutti piano piano si vedranno.
Anonimo ha detto...
Per FR MAX
Ciao, non so di che cosa ti occupi e quale sia la tua storia.
Mi sarebbe molto di aiuto conocerla, magari se le cose ti stanno andando bene in questo cammino. Io ci combatto da sempre. Ora a quarant'anni sono sposato ma certe tentazioni non sono mai andate via e io mi dispero sempre per questo.
fr max ha detto...
Per anonimo 10 maggio.
Ciao carissimo.
Pace a te.
Mi chiedi notizie su di me. Se leggi il Blog è vai molto molto molto indietro a piu di tre anni fa troverai i miei primi interventi in questo spazio.
Sento questo blog ormai mio affettivamente.
Ricordo quando mi ci sono imbattuto era scarno e con pochi commenti ....e da allora quante storie son passate, quanto è cresciuto. Che bello.
Comunque in breve sono un religioso francescano. Vivo ad Assisi e mi sono imbattuto in questo spazio per motivi didattici.
Ho fatto uno studio e una tesi sulla Terapia Riparativa del Dott Nicolosi sul mondo dell'egodistonia omosessuale maschile.
Questo studio è stata l'occasione per aprirmi un mondo pastorale ed umano sconosciuto e che non si è più chiuso nella mia esperienza.
Ho incontrato e accolto tantissimi ragazzi e le loro storie che ci hanno fatto crescere insieme !
Non conoscevo il mondo egodistonico prima di allora , per cui tutto è arrivato come una novità.
So solo che mi son sentito il dovere e il desiderio di accompagnare chiunque volesse comprendere e gustarsi fino in fondo come creatura veramente libera. accettata e amata.
Sono sacerdote novello da quasi un anno e sono felice e credo nel cammino proposto da Nicolosi integrato da un sano cammino di fede|
Quando riesco cerco di essere un sostegno e una consolazione per coloro che Dio mi mette accanto e mi fa incontrare, anche qui!!!.
Il mio desiderio: vedere gioire chi non ci riesce!
In sintesi, ci sono per tutti !
Un abbraccio benedicente
P, Max
marco ha detto...
ciao a tutti,
come state?
oggi voglio scrivere di quanto io sia felice, ieri sera ho passato una stupenda serata con i miei due migliori amici, quelli che conosco dall'infanzia (solo uno dei due sa di me). Stare con loro mi fa sentire bene, la loro amicizia mi costruisce, mi riempie, e sono veramente grato di poter passare del tempo con loro. Qualche anno fa il mio modo di relazionarmi con l'universo maschile era schizzofrenico, da una parte disprezzavo il cameratismo e gli uomini rozzi e/o eccessivamente virili, dall'altra ne ero terribilmente attratto sessualmente. Ora sono felice, ora guardo negli occhi i miei amici e mi specchio in loro, io sono come loro, anch'io sono un uomo, e possiamo fare insieme cose da uomini. ieri sera ci siamo cucinati un pollo alla griglia, abbiamo bevuto qualche birra e come al solito ci siamo insultati scherzosamente! tutte cose che avevo sempre detestato, per invidia probabilmente, e perchè io non ero come loro, io ero un "bravo ragazzo". Odiavo il mondo maschile e non riuscivo a sentirmi parte di esso, così la mia natura, che non poteva essere repressa, si fece strada attraverso gli impulsi sessuali bramando quello che desideravo di più : l'appartenenza al mondo maschile, il mio vero io voleva diventare quello per cui era stato creato, il genere maschile appunto. Adesso che sono parte di esso, in modo positivo, sento finalmente che tutto è a posto! Ho ancora qualche sporadico desiderio, e qualche sogno, ma l'importante è non alimentare questa brace, che probabilmente resterà assopita per sempre, ma che io posso scegliere di non accendere. Vi esorto a costruire delle amicizie maschili vere sane e positive, sono l'ultima nostra speranza per poter restaurare le nostre ferite, io ce l'ho fatta. Il percorso è stato duro e ancora qualche volta devo combattere, ma ho perdonato mio padre, cosa importantissima, e la vita mi ha regalato altri modelli di uomo che mi hanno permesso di connettermi con il mio genere.
Adesso sto bene, ed è ora probabilmente che chieda alla mia ragazza di sposarmi, non posso tenerla ancora sulle spine ;) Desidero tanto una famiglia e dei figli, spero di essere per loro un buon padre.

a presto

marco
Anonimo ha detto...
Ciao a tutti.
Scrivo in pratica per la prima volta. Ho 40 anni e purtroppo da sempre combatto con l'attrazione per le persone del mio stesso sesso.In terapia da anni (in tutto quasi 20), sono sposato e amo tanto mia moglie. Ne sono attratto, ma sono attratto anche da altro. Ormai conosco le cause: una scarsa autoaffermazione di me dal punto di vista sessuale. Pochi rinforzi da piccolo sotto questo punto di vista.I miei genitori vissuti come asessuati, mai a parlare di qualcosa lontanamente legato al sesso, mai visto un atteggiamento intimo (anche una carezza) fra loro. Oggi come sempre sono attratto, più che da ciò che vedo, dalla sensazione di avere davanti qualcuno che è disinvolto, disinibito, che vive con tranquillità (ancor di più è l'attrazione se ostenta)la sua sessualità e il suo corpo. Non sono arrivato a grandi cose, ma strusciamenti, cose fugaci, ahimè anche in bagni pubblici. Che vergogna. Mi detesto e sto male per questo. Naturalmente anche l'umore c'entra: quando è giù tutto si ingigantisce; se sto bene mi sembrano pensieri assurdi e il desiderio di certe cose quasi (quasi) scompare. Purtroppo la sessualità con mia moglie non è continuativa, anche perchè lei non è esattamente una "vogliosa", pur essendo molto bella. Sto male, soprattutto perchè ci sono fasi (come questa) in cui mi faccio forza e cerco di tenere lontane certe pulsioni; ma d'improvviso ci ricado (vedo video porno gay, faccio telefonate erotiche, ecc.). Ho davvero paura che non ne uscirò mai.
Grazie a tutti
fr max ha detto...
Per L'anonimo del 17 maggio.
Ciao carissimo.
PAce a te.
Grazie per aver trovato il coraggio di aprirti a questo spazio dove hai gia trovato sostegno e vicinanza.
Quando si ha una famiglia è ancora più duro doversi misurare con fatiche e sensi di colpa che emergono e rendono ancora più pesante quello che vivi. Ma caro anonimo vorrei incoraggiarti a non desistere dal desidero di pensare e credere che la tua vita , un Progetto meraviglioso, possa dispiegarsi nel modo più pieno possibile.
Hai una persona accanto con la quale poter scoprire la bellezza della vocazione matrimoniale. Cerca di approfondirla e gustarla sempre più magari frequentando cammini di condivisione che oggi molte famiglie intraprendono magari anche di tipo Cristiano con a possibilità di crescere insieme nella gioia!
Poi rispetto a te personalmente ti invito a trovare delle relazioni maschili significative che siano in grado di farti sperimentare la bellezza di essere uomo tra gli uomini. Relazioni che possano ridare slancio alla tua stima e possano farti sperimentare che tu sei uomo come tutti !
Riconciliati col tuo passato magari trovando un sacerdote che ti aiuti a perdonare e a perdonarti e a scoprire L'Amore di un Padre che non ti ha mai abbandonato ne lasciato solo: Dio.
Io ci sono e se vuoi conta sul mio sostegno.
Ti lascio la mia mail (byronmp@libero.it)
Ti abbraccio e tifo
per te.
P: Max

PS: un grande abbraccio a Marco che con la sua testimonianza dice come tanti che è possibile sperimentare una Libertà nuova e una identità più solida se ci si crede e ci si affida !!!
E' ora caro MArco della fatidica Dichiarazione....alla tua bella! Mi raccomando le sane tradizioni del corteggiamento ...ormai in disuso ma efficaciiii ahaahaaa !!!!!
Sono fiero di te.

P: MAx
Anonimo ha detto...
Grazie frmax.
Mi farebbe piacere legegre la testimonianza di qualcuno che ha fatto un cammino simile al mio.
Il mio psicoterapeuta, che ormai posso solo sentire al teleofno di tanto in tanto, continua ad affermare che la mia vera natura è eterosessuale e che mi sono solo bloccato alla fase naricisistica. Ma è dura lottare con i fantasmi che ho io stesso creato. Anche stamani nei mezzi pubblici: noto questo e quello e ilpensiero corre...
Grazie a chi vorrà aiutarmi...
terence ha detto...
ciao papà Anonimo, pensa che ti possa essere utile e di compagnia vera la lettura di questi 2 libri: Poli "Cuore di papà- il modo maschile di educare. Ed. San Paolo " e poi Marchesini "Quello che gli uomini non dicono Ed. Sugarco". Entrambi aiutano a risvegliare dentro di noi la voce dell'Ideale, quell'immagine che è dentro di noi nascosta da tanti errori ed imperfezioni e che occorre riscoprire e riconquistare. Ciao. Un abbraccio.
Anonimo ha detto...
"Il mio corpo, la mia psiche e la mia anima mi gridano che devo smettere di sentire l’omosex come una malattia, ma come una strada per scoprirmi: uno degli infiniti percorsi per comprendere la propria anima. Non importa se sono maschio, femmina o altro: l’importante è essere in armonia con la propria energia. L’essermi identificato col principio femminile di mia madre non è una malattia, ma una particolare essenza d’essere che la Vita plasmerà per mezzo delle mie scelte"

Queste frasi di anonimo 27 marzo unitamente a quanto scrive dopo sulla sua nuova relazione omosex fanno capire molto bene che le bislacche teorie energetiche a cui da anni fa riferimento sul forum ( antitetiche al cristianesimo) non possono che dare frutti cattivi. Quel che e' peggio e' che permettono di legittimare, di giustificare l' abbandono della lotta e il cedere agli impulsi. Il mio consiglio rimane quello che scrissi tanto tempo fa ( quando purtroppo il suo blog personale era in prima pagina e in bella vista su questo blog): state alla larga da queste teorie che vengono dal profondo della terra ( per usare un eufemismo..)

Buona giornata a tutti
marco ha detto...
per anonimo 27 marzo,
premetto che rispetto la tua storia, quello che stai vivenedo, e tutto il tuo percorso. Mi sento però di farti una domanda diretta; vedi : il peccato di cui tu parli, non sono tanto le nostre azioni, il nostro "disobbedire" a delle regole, il vero peccato è, e sarà, rendersi conto di quanto potevamo essere e non siamo stati. immaginati tra 20-30 o 40 anni... ti mancherà di più non aver vissuto una relazione erotica con un uomo, o aver investito nell'uomo che sei e diventare magari tu stesso un giorno un padre per altri uomini o donne? secondo me se non distogli lo sguardo dal presente non riuscirai mai a dare un senso e lottare contro i tuoi impulsi, siano essi sessuali o affettivi... Poi come ho già premesso, ogni storia è a se e solo tu sai! Questa energia di cui tu parli ti sembra tanto naturale perchè, come per tanti di noi, è iniziata già in giovane età e quindi praticamente la sentiamo "da sempre"... ma questo è sufficiente per farci scommettere la vita? se viviamo sul nostro passato siamo delle persone schiave della storia, invece quello che di bello Cristo ci dice è che noi possiamo essere i padroni della nostra storia, possiamo spezzare le catene della nostra oppressione e dispiegare le vele verso l'orizzonte di pienezza per cui siamo stati creati... seguire la nostra energia è come dare il via libera alle nostre pulsioni in fondo non trovi? io continuo a sostenere la verità che ho vissuto nella mia vita : noi non possiamo prendere in modo sessuale o affettivo quello che ci manca, lo possiamo prendere solo in modo vero, cioè connettendoci con il mondo maschile tramite un rapporto di sana amicizia maschile, in cui non ci sentiamo "altro" ma "parte" di quel bellissimo mondo che tanto desideriamo... ciao... ti sono comunque vicino, è difficile, e ci vuole tanto coraggio ( e telo dico non perchè io sia un leone... è come se me lo dicessi anche a me).
a presto
marco
Francesco ha detto...
Marco ciao! Senti potrei chiederti la tua mail e farti più domande sul cammino per la completa guarigione, che io ho iniziato, ma molto spesso ci sono ostacoli che sembrano insormontabili e battute d'arresto. Grazie!!
marco ha detto...
eccolo : marco.86.forum@gmail.com
Anonimo ha detto...
proverei a cambiare ma è difficile aiutoooooooooooooooooooo! a volte provo con le donne ma neanche un minimo di erezione!!!!!!!!!! con gli uomini riesco
Anonimo ha detto...
27 marzo

Io credo che si possa crescere soltanto comprendendo se stessi ed imparando ad amarsi. Questo non vuol dire non voler crescere o migliorare, ma permettersi di sperimentarsi, senza il giudizio distruttivo di sé. Chi parla di inferno, demonio e altre brutalità medievali credo che vivrà sempre nella repressione delle proprie ombre interiori, seppur contestualizzate.
Ogni storia è a sé. Io non cerco sesso dagli uomini, ma l'affetto di un padre. Nel mio futuro non mi vedo con un uomo e concordo che l'omosessualità non è una strada perfetta per integrare questo tipo di rapporto. Per quella che è la mia esperienza, ho notato che in questa società per un ragazzo senza padre è l'unico modo oggettivo e reale per entrare in contatto col mondo maschile: né psicoterapeuti né preti o altre figure mi avrebbero potuto dare ciò che ho ricevuto da un rapporto emotivo con un uomo, anche omosessuale. Più di ogni altra persona ho bisogno della realtà, della soggettività ma concretezza delle emozioni. Ho conosciuto uomini con una profondità incredibile, a dimostrazione che non tutti gli omosex sono sessuomani, psicopatici... Anzi spesso hanno una grande capacità di ascolto ed interazione emotiva, data dalla parte femminile. Mi sono accorto di avere tanti pregiudizi: consideravo gli omosex come uomini di serie B, mentre hanno solo che alcune caratteristiche diverse, le stesse che rendono la loro mascolinità più "assimilabile" al mio Io, rispetto a quella di un eterosex. Un tempo mi percepivo come transessuale, poi omosessuale, mentre ho capito che l'identità che più mi appartiene non è definibile in un modello riconosciuto, ma ha tratti infantili-adolescenziali, femminili e maschili insieme. La cosa che più mi gratifica e, che in sé già è un'identità, è pormi come indagatore e sperimentatore di queste mie caratteristiche, senza giudicarle come sbagliate, da cambiare. Sarà la vita a far emergere maggiormente l’uno o l’altro aspetto.
Spesso ho ricevuto su questo forum il consiglio di relazionare con altri maschi ETERO per creare il senso d'appartenenza al genere, ma il messaggio che arriva alla mia psiche, volente o meno, è che devo mirare a diventare come loro ed adattarmi al loro modo d'interagire. Credo che la strada più adatta sia di trovare persone con cui poter fare esperienze e condividere la propria interiorità attuale e via dicendo nel tempo, con lo sforzo non si va da nessuna parte! Ciò che più mi giova e mi fa crescere in un rapporto è la sintonia emotiva che mi permette di donarmi in modo puro, senza maschere e non che dall'altra parte ci siano maschi eterosessuali.
Questo è comunque solo il modo di percepire che la vita mi ha dato e, nonostante tutti i suoi difetti, lo reputo più utile di scrivere solo per puntare il dito, senza condividere nulla di sé.
Anonimo ha detto...
27 marzo

L'energia di cui parlavo non era quella sessuale, ma l'energia del corpo in relazione alla percezione dell'Io alla vita. L'energia degli occhi per guardare, del naso per respirare, dei muscoli per camminare...
alcatraz ha detto...
ciao, sono Anonimo del 17 maggio, ma da ora provo a darmi un nick così sarà più facile.
Ho davvero bisogno di un consiglio o di qualche parola di conforto da chi è piùà avanti di me in questo percorso.
Grazie a tutti.
fr max ha detto...
Per Alcratraz.

Ciao Carissimo.
Pace a te.
Dici di aver bisogno.
Apri il tuo cuore.
Da parte mia ti garantisco la mia vicinanza nella preghiera e ti abbraccio forte.
Non sentirti solo perchè non lo sei!
Ti benedico

P. MAx
Alcatraz ha detto...
Grazie fr Max.
Come scrivevo ho 40 anni e praticamente da sempre lotto con certe pulsioni. So da che cosa provengono: dalla bassa stima che ho di me sessualmente, dalle conferme che non ho avuto, dal non aver mai visto in casa i miei genitori come sessuati, dall'aver sempre introittato profondamente il moralismo di mia madre...insomma so tutto e anche il mio psicologo ne è convinto. Lui afferma da sempre che le mie sono pulsioni legate al fatto che mi sono fermato alla fase narcisistica ma che la mia vera inclinazione è eterossesuale. E infatti sono sposato e quando sono molto calmo provo pulsioni per le donne e tengo bene a bada le altre. Ma proprio quando penso che sto per vincere la mia battaglia ricado...e ho paura.
Grazie a chi mi ha letto e vorrà condividere esperienze simili alle mie.
fr max ha detto...
Per Alcatraz.
Ciao carissimo.
Grazie per il tuo contributo.
L'aver risposto al progetto matrimoniale come Vocazione specifica delinea un percorso giò definito per la tua vita, nel senso che di base è gia chiara la tua scelta e l' orientamento della tua vita.
Si tratta pian piano di affinare, sanare e rafforzare quelle aree che dici di aver gia elaborato con la terapia.
Scoprire la bellezza della vocazione di uomo, marito e padre è importantissimo.
Se sei Cristiano cattolico praticante, ti consiglio di consolidare il tuo cammino di fede, di conoscenza e di esperienza d'incontro profondo col Signore della vita nella dimensione familiare; ci sono cammini ecclesiali molto belli e fruttuosi per le coppie e le famiglie.
Trova anche lo spazio di poterti aprire con qualcuno, un amico magari con cui poterti confrontare.
L'ottimo sarebbe una buona guida spirituale.
Resto a tua disposizione. Se vuoi puoi scrivermi in privato ( byronmp@libero.it ).
Ogni bene.

P. Max
Diventa ciò che sei ha detto...
Ciao a tutti!
Sono un ragazzo di 25 e qualche tempo fa, dopo aver toccato il fondo ed essere stato molto male, ho deciso che dovevo far qualcosa e dovevo almeno provare a cercare aiuto. I miei problemi più grossi erano un perenne stato di tristezza e di insoddisfazione, sentivo un vuoto enorme dentro, vivevo come un disperato silenzioso. Queste poche parole possono solo dare un'idea dell'infelicità che mi abitava e dalla quale ero schiacciato.
Inoltre non mi sentivo parte della realtà, odiavo stare in mezzo alle persone, tutto mi sembrava falso e inadatto ai miei desideri e spesso preferivo rifugiarmi in una realtà da me creata, che mi dava sicurezza, pace e tranquillità, cose di cui avevo un gran bisogno.
Oltre a questo forte disagio, provavo pulsioni omosessuali, con cui avevo un rapporto a dir poco ambivalente: una parte di me le rifiutava con rigore moralistico e non voleva accettarle; un'altra parte, sicuramente più umana e vera, considerava il soddisfarle come l'unica via d'uscita per avere un po' di sollievo e di piacere.
Insomma, vivevo in modo molto nevrotico e angosciato con una emotività molto conflittuale che non riuscivo a gestire.
Come dicevo, qualche tempo fa, dopo aver letto qualcosa delle teorie di Nicolosi (che legavano in modo secondo me molto convincente le pulsioni omosessuali con il disagio che vivevo), ho deciso di provare a cominciare un percorso terapeutico.
E devo dire che sono contento di aver cominciato perchè adesso, dopo circa sei mesi, posso dire di aver fatto dei progressi: mediamente sono molto più sereno, ho una maggiore fiducia in me stesso, quando si presentano delle situazioni che mi mettono in difficoltà nelle quali tendo a svalutarmi, riesco maggiormente a guardare le cose per quello che sono, senza ingigantirle inutilmente.
Per raggiungere questo, la terapia per me è stata fondamentale. La figura maschile del terapeuta, che fin da subito mi ha responsabilizzato e mi ha preso molto sul serio, mi ha trasmesso fiducia e tranquillità e, piano piano, mi ha permesso di interiorizzare questa serenità. Il percepire che lui crede in me in modo semplice e autentico mi ha aperto gli occhi: se ci crede lui, posso crederci anch'io; il fatto che lui ci creda mi dà la forza per poterci credere anche io, e quanto ho bisogno di crederci!
Adesso che mi sento un po' più forte e riesco a prendermi maggiormente cura di me stesso, voglio provare a comprendere queste pulsioni omosessuali, con le quali purtroppo ho ancora un rapporto ambivalente e doloroso.
Colgo l'occasione per dire a tutti "forza!", perchè è possibile sconfiggere la paura ed è bello impegnarsi per crescere, liberarsi ed esprimere il meglio che siamo!
fr max ha detto...
Per Diventa cio che sei.

Grazie carissimo.
Che sollievo e gioia quando senti che qualcuno gioisce dei passi fatti.
L'impegno e il coraggio di fare verità nella tua vita ti offriranno il loro premio che è la conoscenza di te, di ciò che sei e una padronanza adulta della tua umanità.
Prego per te affinchè tu possa anche scoprire la bellezza dell'essere figlio di Dio, così da poter scoprire nella Sua Paternità quella gioia e quella forza che nessuno potrà mai toglierti dal cuore.
Un abbraccio forte.

P. MAx
Alcatraz ha detto...
frmax ti ringrazio delle tue parole e della tua disponibilità. Probabilmente ti scriverò. Però temo che la sola preghiera non mi aiuterà. Sono da sempre molto religioso e timoroso, anche se non praticamente al 100%. Ma credo che Dio ci ha dato il libero arbitrio e la sua volontà è che ce la caviamo da soli. Avrei tanto bisogno di avere conforto da chi ha un percorso simile al mio dal quale è uscito vincente.
Grazie a tutti.
Alcatraz ha detto...
Ciao,
torno a scrivere nella speranza di leggere la testimonianza di qualcuno che possa aiutarmi, di qualcuno che abbia una storia analoga alla mia per darmi fiducia sul poterne uscire.
Soffro di alcune pulsioni praticamente da sempre. Di pratico sono arrivato a cose fugaci (massimo rapporti orali) in bagni pubblici, il che rende la cosa ancora più inaccettabile per me.
Secondo il mio terapeuta la mia situazione non c'entra nulla con l'omosessualità. Purtroppo non è cresciuta una certa parte di me.
Pur essendo adeguato in tutti gli altri contesti sociali, resta in me una profonda disistima dal punto di vista sessuale. Pur essendo sempre stato considerato molto bello, ho sempre introiettato tutte le considerazioni sul sesso di mia madre, che considerava troppo facili certe ragazze...insomma parlava del sesso come di una cosa sporca. Così non mi sono mai sentito adeguato. I miei genitori non si sono mai mostrati come una coppia in famiglia, per cui sono cresciuto praticamente non avendo alcun esempio di sessualità "sana" in famiglia. Semplicemente i miei familiari erano asessuati per me. E sono cresciuto con la sensazione che il sesso fosse una cosa sporca e non potevo immaginare che persone che conoscevo, che erano vicine a me potessero fare certe cose. Fino ai miei 20 anni continuavo a pensare a come sarebbe stata migliore la vita se il sesso non fosse esistito.
Poi ho iniziato un percorso terapeutico, ho conosciuto mia moglie che amo molto ma lei è una persona particolare, un pò all'antica. Niente sesso prima del matrimonio, niente petting. Del resto era la persona giusta per me...e così non posso dare libera realizzazione a tutte le mie fantasie sessuali.
Ciò che in realtà oggi mi eccita negli uomini è sapere che loro si sentono adeguati, si mostrano e si sentono sicuri della loro sessualità. Nei video sono in realtà eccitato dal vedere l'uomo sicuro di se. Così fonte di grande eccitazione sono le telefonate che faccio agli escort. Chiedere che cosa fanno e quanto prendono e sentirli parlare in modo così disinvolto di sesso per me ha un forte valore di attrazione.
Così come toccare uomini nei mezzi pubblici perchè li vedo sicuri del loro fisico costituisce uno stimolo fortissimo.
Prego da sempre, sempre, tutti i giorni che il Signor mi aiuti e mi dia forza per abbandonare tutto ciò ma le cose non cambiano molto.
Spero che qualcuno vorrà aiutarmi.
Grazie a tutti.
Emilio ha detto...
Ciao Alcatraz e ciao a tutti!
Caro "Alcatraz" sono un ragazzo di 22 anni e come te condivido queste pulsioni omosex che piu si cercano di allontanare e più si ripresentano, come se non dovessero finire mai.Caro Alcatraz ho capito che hai paura,cerchi un rimedio da qualcuno che è già passato su queste cose!stai cercando di uscirne da questo problema e questo fidati che è già un gran passo in avanti!Caro Alcatraz non voglio fare molti giri di parole per dirti che io sono cattolico..comincio nel dirti che mi fa molto piacere sapere che credi in Dio e che preghi.Tu cerchi qualcuno che ti consigli e che ti dia l'esempio che pur essendo omosessuali si può distruggere l'omosessualita e quindi vivere una vita sana e felice.Io dico tutto questo è possibile.Caro alcatraz sei TU che devi essere un esempio per noi!tu mi sei d'esempio..sai perchè?Perchè il mio desiderio più grande nella vita è sposarmi!e avere dei bambini!diventare papa!e tu lo sei!(dai post che hai scritto dici di essere sposato non so se hai dei figli,non so se leggendo forse mi è sfuggita questa cosa).Caro Alcatraz non dire che pregare serve a poco..è fondamentale!inoltre dici che Dio dà il libero arbitrio e che quindi dobbiamo cavarcela da soli.Non è proprio così..senza il suo aiuto non possiamo proprio nulla..nemmeno alzare un dito.Caro alcatraz dici che qualche volta ti capita di avere dei rapporti orali nei bagni pubblici,lascia questa abitudine perchè non ti aiuta.è come se tu stessi spegnendo un incendio ma al posto dell'acqua usassi della benzina..il fuoco non potrà solo che aumentare.Ti anticipo che non sarà facile!Inzia questo cammino di fede come ti ha anche consigliato fr max,e non avere paura!di nulla!lui su questo puo consigliarti sicuramente meglio di me.Il primo passo caro alcatraz è pregare(quello che vuoi,ti consiglio il Rosario,prova ad imparere come lo si prega) perche pregando capirai meglio cosa è giusto e cosa è da buttare via.Pregando il tuo cuore diventera ogni giorno piu luminoso e ogni volta che sbaglierai lo capirai dentro te stesso,ma che quello sbaglio ti serva a capire come evitarne un altro.Coraggio!
Un abbraccio a te e a tutti quelli del blog!
ZenM ha detto...
Ciao Alcatraz, ho letto i tuoi post e sicuramente trovo analogie con la mia situazione, io ho superato i 50, come te non ho avuto molte esperienze con uomini e non ho mai pensato di essere effettivamente omosessuale, almeno non "abbastanza" da riconoscermi del tutto in questo orientamento, anche per l'indubbia attrazione che provo verso l'altro sesso.
Come te penso di essere rimasto in uno stadio immaturo, qualcosa non si è sviluppato compiutamente, un po' per retaggi familiari, un trauma infantile ha anche sicuramente favorito un attrazione fisica verso gli uomini e un po' chissà, diversamente da te non mi sono sposato, probabilmente non ho trovato la persona giusta (credo ci voglia per persone particolari qualcuno un po' più appropriato) o forse l'avevo trovata e la cosa, molti anni fa, non è andata ostacolata dalle circostanze del momento. Che fare però di pratico? Penso si possa agire comunque anche se non si sono risolte tutte le nostre problematiche, io sono passato da diverse fasi "pericolose", esperienze reali, un paio superficiali ne avevo avute in età più giovanile (27-30 anni) poi un lungo stop e una ripresa una decina di anni dopo, FAVORITA però da tutta la frequentazione virtuale.
In quel campo c'è stato di tutto, i siti porno, moltissimo le chat, anch'io come te qualche telefonata ad escort "tanto per"... Ci sono state fasi quasi ossessive specialmente con le chat (per me), in questo senso c'è stata una vera dipendenza che poi ha un nome, "pornodipendenza" o "porno-sesso dipendenza" quando si associano comportamenti in qualche modo "pericolosi" nel reale come mettere a rischio la propria salute o rispettabilità (quando parli di toccare gli uomini nei mezzi pubblici... forse lo fai in maniera discreta ma siamo su quella linea penso). Questo è un problema che può toccare tutti, etero, gay, bsx e va anche affrontato come tale.
Io a suo tempo (e anche ora) lavoro su questo, bisogna staccare, star lontano da certe situazioni, frequentazioni virtuali, comportamenti, all'inizio la tentazione può essere - quasi - irresistibile, una vera crisi di astinenza, ma ci si può fare, ho avuto esperienza di anni liberi da questo, di recente, dal 2005 al 2008 circa, aiutato da gruppi di aiuto on-line, dalla preghiera e dal volerlo, poi in un momento di difficoltà sono ricaduto nel virtuale e in pochi incontri reali, ora sono nuovamente nella fase post "crisi di astinenza", e so che è possibile farcela, ti garantisco che è possibile, staccandoti, prendendo distanza da queste situazioni che hanno un effetto di fascinazione al di là delle nostre problematiche, non posso dirti che quelle si risolvono tutte automaticamente ma si prende uno stile di vita che ci fa stare meglio con noi stessi, la tua situazione matrimoniale penso possa esserti di aiuto e hai anche trovato uno psicoterapeuta intelligente che non mette il bollino "gay" appena uno ha certe pulsioni, ora ti saluto e torno a lavoro, a presto!
Zen M
Zen M ha detto...
PS L'articolo sulla plasmabilità del sistema nervoso è molto interessante, ci sono grandi possibilità in questo senso
Alcatraz ha detto...
Caro Zen, caro Emilio,
sicuramente non mi sono mai considerato gay. Ma molto fragile dal punto di vista della mia sessualità si.
Emilio, ti ringrazio del fatto che mi consideri un esempio. Ma io amo profondamente mia moglie e con lei sto bene. Siamo nati per stare insieme.
Io non ho mai avuto un vero rapporto con un uomo, ma piccole cose e un paio un pò più grandi; il tutto, però, è iniziato quando avevo già più di trent'anni.
Oggi sono profondamente convinto di quali siano le cause delle mie pulsioni. ciò che mi spaventa è che esserne consapevole non corrisponde per forza ad uscirne per sempre. A volte le pulsioni sono bassissime e io sto davvero bene, mi sento pienamente maschio; altre volte sono alte ed ecco ricominciare tutto.
Spero di uscirne presto.
Anonimo ha detto...
Ciao Zen M, potresti specificare meglio dove trovare l'articolo che citi nel tuo PS? Mi piacerebbe leggerlo. Grazie
Anonimo ha detto...
Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo anche se è da più di un anno che vi seguo. Leggendo le vostre testimonianze noto tantissime analogie con la mia storia: dinamiche educative sbagliate e "trascuranti" subite dai genitori fin dall'infanzia e, oggi, una profonda sofferenza nel vivere certe pulsioni. Dai tempi dell'adolescenza sto cercando di fronteggiare questi miei sentimenti e pulsioni omo che oggi, a 40 anni, ho compreso essere solo la punta di iceberg. Alla base di tutto, come si legge in molti articoli e studi, non c'è una ferita della sola sessualità, ma qualcosa di più profondo che riguarda la nostra esistenza. Il non essere stato apprezzato,desiderato e amato e, soprattutto, considerato figlio esclusivo, ma "escluso" da un padre che non ha mai accettato la mia sensiblità e la mia scarsa agilità nelle attività sportive, (e così escluso anche dai bambini del tuo stesso sesso), mi ha fatto stare ai margini del mondo maschile, vivendo prevalentemente nella solitudine...Fin da bambino ho affrontato tutto questo con dignità e normalità, nel silenzio e nel profondo del mio intimo, senza versare alcuna lacrima, senza protestare alcunchè. E poi il bisogno si è fatto sempre più impetuoso e la necessità di essere accettato, abbracciato e considerato da un "padre" (oltre che di conoscere e appartenere al mondo maschile), mi ha portato a umiliarmi cercando uomini più maturi. Così sono caduto in un vortice che ogni volta lasciava il cuore vuoto e un profondo "amaro in bocca". Quei comportamenti non andavano che a confermre quella falsa verità di mio padre - mai detta, ma palesata con i suoi atteggiamenti e assenze - che non mi vedeva/considerava/sentiva maschio.
Nonostante tutto ho cercato di reagire cercando di accogliere quel desiderio profondo che sempre ha abitato in me: uscire da questa situazione. Il cammino non è semplice, alterno momenti di benessere e libertà ad altri di profondo malessere per via delle pulsioni che si fanno sempre più insistenti, limitandoti la libertà..ma il desiderio e la speranza di vivere orizzonti di felicità mi fanno continaure nel mio progetto di emancipazione e di possibilità. In tutto questo ringrazio Dio e la Vita che mi hanno donato oggi una fantastica compagna che sento di amare con tutto me stesso, e tante persone che con discrezione condividono il mio percorso e la mia profonda sofferenza. Voglio ringraziare P.Max, con il quale sono in contatto, per la sua disponibiltà nell'ascoltarmi e per quello che sta facendo per tutti noi. Una cosa ho imparato in questi anni: il dolore se condiviso può essere veramente più leggero. Per questo oggi ho deciso di scrivere questo post. A presto, Willy
Zen M ha detto...
Ciao Alcatraz, immagino che fossi tu a fare la richiesta, l'articolo a cui mi riferivo è quello qui sulla home page del blog, tutt'ora presente, ciao!
Zen M

saluti a Willy, evidentemente è successo qualche pasticcio nell'invio del post :-)
Alcatraz ha detto...
Cari tutti,
è circa un mese che seguo questo blog ma purtroppo vedo che le testimonianze sono poche.
Non so se noi siamo una specie rara, se siamo degli illusi o i soli che cercano di capirci qualcosa.
Io ho capito da dove originano certe sensazioni. E so di che cosa avrei bisogno, cioè di rafforzare il mio IO maschile e adulto, la mia sessualità maschile che sento ancora troppo fragile. E così ecco che nei momenti di maggiore abbattimento (e purtroppo ho alcuni altri problemi familiari) il tutto riemerge.
Non che sia mai andato via del tutto. Ma ci sono momenti, giorni, settimane in cui certe sensazioni non gradite le vedo lontanissime e mi sento perfettamente maschio e adeguato anche dal punto di vista sessuale. Purtroppo resto fragile da quel punto di vista. Il fatto di avere coscienza di certe cause non è un valido e definitivo strumento per sconfiggere per sempre certe sensazioni.
Spero che qualcuno di voi ce l'abbia fatta.
Un saluto,
Franco ha detto...
Ciao a tutti.
Leggo il blog quasi giornalmente (anche se ho fatto pochissimi interventi, spesso come anonimo) e sono contento di scoprire che ultimamente si sono sono affacciati anche i non più "giovani". Credo sia importante poter condividere anche queste nostre esperienze. Franco
fr max ha detto...
Per Willy.

Ciao carissimo.
PAce a te & grazie per tutto in primis per aver scritto su questo spazio.
Il contributo della tua storia è prezioso come quello di ciascuno.
Anche se le storia di chi scrive hanno diversi elementi comuni e un filo conduttore che le accompagna, hanno la loro unicità e vanno considerate come tali.
Pertanto anche le ricette preconfezionate che potrebbero apparire come immediate e gratificanti nella risoluzione del problema, in realtà non lo solo.
Bisogna nel tempo entrare in intimità con alcuni principi che vengono esposti o condivisi.
Per intimità intendo portare questi concetti nella propria storia è sentire/osservare/verbalizzare/condividerne la risonanza ovvero cio' che fanno emergere!
Per questo anche a te Willy auguro di continuare ad andare in profondità.
In particolare rispetto alla tua storia colgo che forse il bisogno di approfondire la relazione Paterna è molto forte. Quanto sarebbe proficuo intensificare il tuo cammino di fede nella conoscenza/esperienza di Dio Padre; ti permetterebbe di smascherare le immagini distorte di Dio (proiezioni ) e aprirti a una reale e profonda relazione di fiducia/affidamento Lui.
Restano incisivi anche altri passaggi ma questo credo potrebbe essere un buon inizio.
Dio ti Benedica & Grazie ancora !!!
P. MAx
Alcatraz ha detto...
Ciao Franco, mi farebbe piacere e forse mi sarebbe di aiuto conoscere la tua storia.
Grazie
Franco ha detto...
Ciao Alcatraz,
stavo pensando che il tuo nick già dice molto sulla tua sitazione. La mia storia è molto simile alla tua, ed anche io sono allo stesso tuo punto. Ho visto la conferenza di Cohen e vi ho trovato molti utili spunti. Sarebbe bello confrontarli e condividerli. Se vuoi ti posso lasciare il mio indirizzo di posta.
Franco
ALcatraz ha detto...
ciao Franco grazie,
mi farà piacere scr4iverti.
Franco ha detto...
Ciao Alcatraz,
scrivimi pure a fragio0357@gmail.com
A presto allora.
Willy ha detto...
Ciao a tutti.
Grazie Fra Max per le tue parole e per la disponibilità a camminare al nostro fianco.
Concordo con Alcatraz quando dici che il fatto di avere coscienza di certe cause non sempre rappresenta un valido e definitivo strumento per sconfiggere per sempre certe sensazioni. Nel mio caso, infatti, è proprio così: da quasi 20 anni sto scavando dentro di me per comprendere sempre più questo orientamento alquanto indesiderato. Con l’aiuto di una psicoterapia sono giunto ad una buona consapevolezza della mia storia e dei miei blocchi, ma ciò non è sufficiente! Oggi più che mai sento il bisogno di fare esperienze per costruire un nuovo profilo del mio essere e sentirmi maschio… Ma qui è il problema. Le false verità sull'inadeguatezza del mio maschile - che vengono dal passato - mi tengono bloccato e non mi permettono di passare dal desiderio all’azione.. e così il cambiamento rimane solo nel pensiero e nelle parole che da anni pronuncio.
Penso che lo scambio in questo blog rappresenti per tutti noi una grandissima opportunità! E' certamente un punto di partenza per condividere e per fare rete, ma sarebbe bello trovare l’occasione anche per costruire nuove amicizie disinteressate che ci portino a fare nuove esperienza sul nostro maschile per cercare di “agire” il tanto desiderato cambiamento…
A presto, Willy
fr max ha detto...
Per Willy!

Ciao carissimo, l'inadeguatezza del maschile oltre ad essere accompagnato da un buon cammino di conoscenza di sè , necessità della scoperta di una fonte inesauribile di paternità che in Dio Padre trova pieno compimento.
Quello che poi diventa fondamentale è il dato esperienziale affettivo che consiste nell'affrontare il mondo delle relazioni, con tutte le paure che possono accompagnarlo, vivendo e condividendo quello che questo contatto fa emergere.
Frequentare amici, uscire, relazionarsi e ascoltarsi nelle relazioni è fondamentale !
Altro dato importante: imparare a perdonarsi per poter perdonare !
Un abbraccio forte !!!
P. MAx
fr max ha detto...
Ciao a tutti.
Il Blog in queste ultime settimane cammina molto a rilento.....come mai?
Ragazzi come va? La calura estiva domina su tutto?
Il mio fraterno ricordo giunga a tutti voi, vecchi e nuovi arrivati perchè ciascuno possa riscoprire la gioia di una libertà perduta e ritrovata con cui costruire un cammino nuovo e forte di maggiore coscienza e amore a se stessi e al prossimo.
Vi abbraccio fraternamente
P. MAx
Diventa ciò che sei (o almeno provaci) ha detto...
C'è qualcosa che parla di me in questi ragazzini, c'è qualcosa che desidero nella loro ingenuità, come se loro potessero vivere qualcosa che io non ho potuto vivere. E nel vivere questo qualcosa loro sono felici e io, invece, ho sacrificato la mia felicità; nel vederli felici capisco che ciò che ho sacrificato non doveva essere sacrificato e mi sento di aver fatto qualcosa che tutti gli altri non hanno fatto e ora mi sento come se non avessi le carte in regola. Questo è ciò che ho sacrificato: quei ragazzini possono mostrarsi deboli, possono vivere tranquilli la loro debolezza, nulla è sbagliato, nulla viene sotterrato. C'è una parte profonda di me che desidera questo, vuole raggiungere questo e non ha pace. Io non so cosa devo fare, questo desiderio ha una forza tale che è capace di assorbire tutti i miei pensieri, tutte le mie intenzioni, tutto il mio cuore: come faccio a non restare intrappolato in questo desiderio? Come faccio? Non voglio che diventi un'ossessione. Come faccio ad esprimere questa mia lamentela in modo che venga risolta? Non voglio vivere nel mondo dei desideri passati, però non voglio nemmeno vivere in un presente falso e vuoto.
Chi sono io adesso, cosa voglio? È difficile non restare intrappolati nella menzogna che quel mondo se n'è andato per sempre, che quel mondo è solo di qualcun altro e che io posso solo guardare e rimpiangere, solo guardare e disperarmi, come chi riguarda la registrazione di una gara perduta e non sa passare oltre, come chi è stato l'unico a non aver superato l'esame e guarda gli altri gioire, capendo che è rimasto irrimediabilmente indietro.
Da una parte voglio avere la possibilità di esprimere questa lamentela, dall'altra temo che, una volta espressa, questa diventi la mia ossessione, costringendomi a diventarne schiavo e a nutrirmi solamente di negatività, di tristezza e di rimpianto, arrivando a pensare di essere sporco e diverso dagli altri. Quanta angoscia.
Ma io non devo aver paura: so che nella mia vita non tutto va per il verso giusto, eppure c'è una forza qua dentro che non è mai vinta, può restare addormentata per lungo tempo ma appena può, si manifesta. E questo non è frutto di un convincimento dettato dal ridicolo tentativo di mascherare la dolorosa realtà: questa forza è presente, io non la controllo, è più vera del mio falso io, è più forte del dubbio; certo, quando ne perdo il contatto allora temo di essermi ingannato, temo che tutto sia frutto di quel ridicolo convincimento e torna il dolore; ma la realtà è che in quel momento ne ho perso il contatto, non che quella forza positiva non fosse mai esistita. Questa forza è reale, è la mia parte migliore che non può accettare il dolore perché è fatta per il bene. Su questa verità io devo appoggiarmi e guardare il passato e il presente. Troppo poco frequentemente sono a contatto con questa forza.
ALcatraz ha detto...
Salve a tutti, qualcuno saprebbe indicarmi quale terapeuta a Roma applica la terapia riparativa?Grazie
Anonimo ha detto...
Alcatraz, penso ti convenga chiedere informazioni a narth.italia@gmail.com . Può darsi che non ti rispondano subito perchè è periodo di ferie, però ti rispondono. Buona fortuna!
A. 27 marzo ha detto...
Uno dei tanti cambiamenti che ho notato nel mio essere dopo questo periodo d'introspezione è la valutazione di ciò che sono e dico. Prima non davo né voce né importanza ai miei pensieri in un dialogo con un'altra persona e, se lo facevo, era con un tono trasparente, da non voler essere preso in considerazione. Non pretendevo rispetto perché non lo davo a me stesso. Dovendo essere maschio lo ero come la percezione di mio padre: all'interno della società avevo il ruolo che mio padre aveva in famiglia, ossia ritirato, non amabile, a disagio. Replicare i comportamenti e ricevere le stesse considerazioni confermava le mie e le materne convinzioni e giudizi nella vita familiare. L'essere preso in giro non mi feriva più di tanto quando ero costretto nell'identità maschile perché era un confermare l'incapacità di mio padre come maschio, era come se stessero prendendo in giro lui. Ricordo che quando mi deridevano mentre ero nell'identità femminile e giocavo insieme ad altre bambine non solo ne ero ferito, ma reagivo e mi battevo come un leone. Solo alle elementari potei alternare le due identità di genere, poi dovetti adattarmi a quella maschile e da quel momento l'entrare in società fu una tortura: non potevo essere felice, nemmeno a metà!
Volendo o no si ereditano gli schemi della personalità e di comportamento del genitore abbinandoli al genere. La 1^ scoperta che un bambino fa è proprio la suddivisione del mondo in femmine e maschi. Credo che la formazione di una natura schizofrenica, ossia di due identità separate per genere, avvenga quando i genitori sono in conflitto e quindi il bambino non può unire le loro caratteristiche in un'unica identità, in relazione alla percezione del proprio genere, che nella disforia di genere viene perfino negata e rifiutata.

Ho notato che anche nell'omosessualità, non solo nella transessualità, c'è l'identificazione col genitore di sesso opposto, ma in molti viene negata ad un livello così profondo da non essere più recuperabile come ricordo. La differenza sta che nell'omosessualità si riesce in qualche modo a vivere nel genere che non si sente proprio (anche se non a goderlo), nella transessualità no. Nell'omosessualità si rimuove il percepirsi dell'altro sesso, anche sotterrando il proprio corpo nei muscoli.
Ho avuto un compagno estremamente maschile, ma che poi ascoltava la musica di Mina, Beyonce e di altre donne che sembravano un elogio nonché un'esasperazione della femminilità. La verità era che inconsciamente avrebbe voluto essere come loro, anche se l'identità sociale costruita era il più possibile maschile, veniva percepita nel profondo con grande infelicità. Alla base, come afferma Nicolosi, c'è sempre l'identità di genere.
carlo ha detto...
Bassa maturità, scarsa autostima, mi accorgo che anche nelle situazioni che per altri potrebbero essere le più semplici divento ansioso!!!! aspettare un amico fuori ad una piazza in una sera d'estate mi fa sentire osservato e giudicato da tutti, e questa è una sensazione di sempre e da sempre, ascoltare amici che parlano di bellezza femminile mi ritrova insicuro!!!!!!!, vorrei dire tante cose, aggiungere hai loro commenti ma mi è difficile!!!!!! che stress vivere così!!! ho vissuto una vita di angosce e privazioni da quando mia madre iperprotettiva mi impediva sempre di vivere, questo lo devi fare e questo non devi......., tuo cugino è capace e tu no,non mi è stato mai permesso di partecipare ad una gita scolastica perchè lei (mia madre andava in ansia terribile), ho frequentato amici con i quali avevo poco confronto ma nutrivo gelosia perchè non dovevano prendersi cura di una madre immatura!!!!!! mi sono riempito la pancia di schifezze perchè non avevo il coraggio di parlare con nessuno di me!!!!!!! fantasticavo e a volte ancora di uomini che sembrano sicuri e spavaldi, erotizzavo creandomi personaggi tramite telefonate anonime solo per avere una persona che ascoltasse il mio tormento anzi i miei tormenti,facevo sesso spicciolo con persone molto diverse da me per poi essere trattato solo da svuota palle. Cambiare forse si, si può ma è difficile, a volte crogiolarsi sulla omosessualità sembra consolatorio, ho capito che devo prendere la mia vita in mano almeno cominciare a farlo, devo abbandonare la vecchia famiglia e vi assicuro che abbandonare la mia madre - figlia è molto difficile!!!!
adesso ho voglia di cercarmi e rispettarmi, quello che mi sarebbe e ancora mi piacerebbe è di avere moglie e figli ma la vedo cosa difficile!!!!! le insicurezze erano tantissime e sono miltissime!!!!!!!! sono un ragazzino di terza media anche se ho quasi 40 anni!!!!!!! DATEMI consigli e pregate anche per la mia crescita!!!!!!! un abbraccio
A. 27 marzo ha detto...
Credo che spesso si dia troppa importanza al lavoro interiore d'introspezione di sè: è importantissimo e pemette di diventare coscienti della propria "programmazione parentale", dinamiche familiari in cui si è costituito il proprio Io, che prima prendeva il nome di "destino avverso" o "incapacità personale". Ma c'è tutta un'altra parte di cui si parla molto meno: l'interazione con la società, che è la seconda famiglia e che porta alla "programmazione sociale" prolungamento di quella familiare.
Se comprendere e cambiare le dinamiche familiari è già cosa complessa, per quelle sociali è cosa doppia. Non ditemi che basta forza, determinazione e fede perchè la volontà ha anch'essa bisogno di un contesto per nascere e crescere.

La cosa principale è trovare un posto nella società con persone semplici in cui sentirsi apprezzati per ciò che siamo e facciamo. E' in questo contesto che si cresce, ci si ama e si può amare, altrimenti è una lotta alla sopravvivenza senza senso. Il problema è che posti così sono sempre più rari.

p.s: carlo vieni su fb!
terence ha detto...
x 27 marzo.
qual'è il contatto facebook?
fr max ha detto...
Per 27 Marzo.

Ciao carissimo, è vero quello che dici sul ruolo del contesto sociale e dell'interazione con esso, però non perdere mai di vista che le problematiche e le immaturità che emergono in tendenze e comportamenti omodipendenti sono fortemente radicalizzate in quella che chiami programmazione parentale ovvero il riflesso di distacchi, fatiche, disagi connessi alle figure Dominanti (mamma & papà) che sono le prime forme di relazione con le quali si interagisce nel consolidamento della propria identità.
Il lavoro di introspezione aiuta solo a livello cognitivo (razionalizzazione e dare il nome) ma non è sufficiente per una piena maturazione in certe aree della nostra vita, dove a mio avviso sono necessarie altre esperienze e sguardi del cuore che aprono nuovi orizzonti al nostro cuore.
Un abbraccio forte a te.

Per Carlo.
Sei un grande.
Ricorda come eri e stavi all'inizio e nei primi post di questo blog.
Guardati ora e guarda il cammino che hai fatto e dove sei giunto.
Tieni vivo il punto di partenza e attraverso i risultati raggiunti guarda avanti e cammina lungo la strada dell'autonomia e della libertà che Gesù Cristo ha guadagnato per te.
Ti abbraccio forte.

Per Diventa ciò che sei.

Carissimo PAce a te.
Se può esserti utile cerca di guardare sempre più in avanti senza perdere di vista ciò che sei stato ma non lasciar che il lamento sia l'ultima voce sulla tua vita.
Un cuore aperto alla Speranza è un cuore che guarda avanti e cerca di focalizzare e chiarire sempre più a te stesso da dove vieni, dove sei e dove vuoi andare!
Il passato da solo ti incatena e uccide immobilizzandoti; la speranza ti apre all'oggi e ti fa guardare al Domani con una coscienza sempre più forte e rinnovata!!

Un abbraccio anche a te e a tutti la Benedizione del Signore.

P. Max
carlo ha detto...
"LA MADRE E'CUSTODE DEL FOCOLARE, IL PADRE DONA LA VIVACITA' DELLA STRADA" D.WINNICOTT
Quanto è bella questa frase e quanto è vera!!!!!!!!!! frate Max ancora grazie!!!!!
Anonimo ha detto...
Salve sono un ragazzo omosessuale, provo un po' di attrazione anche per le ragazze ma non mi interessano. Preferisco vivere con un uomo. Ho letto le vostre storie e volevo augurarvi buona fortuna, di vivere una vita felice qualunque vorrete :) Buona giornata.
Anonimo ha detto...
Per Terence
Forse il contatto di Facebook al quale si riferiva 27 marzo è "chiaralucaalessioeva". Lo trovi sulla homepage del blog.
Marco ha detto...
AIUTO!
Ciao a tutti, sono un ragazzo di 17 anni. La mia situazione è molto difficile, per me stesso in prima persona. Da qualche hanno (3/4, pur essendo io molto giovane) mi sono accorto di avere delle pulsioni, di prediligere (dal punto di vista sessuale) il genere maschile. Se devo pensare, sessualmente parlando, se preferisco avere al mio fianco una donna od un uomo, preferirei sicuramente l'uomo. Ma se penso alla mia vita, al mio futuro, mi vedo insieme ad una donna con tanti figli e con la speranza di essere un ottimo padre per loro. La mia situazione attuale è perciò pervasa di grandissima tristezza e, pur avendo io molti amici, mi sento incredibilmente solo poichè a nessuno di loro ho detto la verità su di me! Spero di trovare in questo blog qualcuno con cui sfogarmi, dato che la mia rabbia (per essere come sono) è tantissima! la tristezza per non potere fare niente anche, e il dolore altrettanto! Spero anche che qualcuno di voi possa darmi delle "dritte" sul come migliorare questa situazione, su come poter ridiventare "normale", perchè lo ero fino a pochi anni fa. Datemi degli esempi personali, ditemi che è possibile tornare ad essere felici e "normali" e ditemi come fare, vi supplico!

e possibilmente senza interpellare terapeuti, psicologi o cose simili, se i miei genitori venissero a sapere di me sarebbe la più grande delusione della loro vita e un dolore insopportabile per me! Ho bisogno di aiuto e spero possiate scusarmi per lo sfogo..
Willy ha detto...
Ciao ragazzi,
a volte mi domando per quale motivo si cada così in basso....
quando con l'espressione di certe pulsioni, prive di qualsiasi forma di rispetto e di amore, solo per rispondere ai bisogni più istintivi e morbosi, mettiamo in atto dei comportamenti che sono tutt'altro che umani!!
E' avvilente scendere nel vortice della mancanza di rispetto della propria persona, del proprio corpo e di quello altrui.
La disistima, il senso di inferiorità, il non sentirsi sufficientemente "uomo" mi portano a cercare un apparente sostegno nella masturbazione e in qualche sporadico e fugace rapporto con altri uomini....ma al termine, anzichè stare bene e vivere una sorta di "pienezza", sto molto male. E così si conferma quella "tesi" - che mi hanno fatto credere fin dall'infanzia - di non "valere proprio nulla".
Allora il disagio non c'è solo prima di compiere l'atto, ma anche dopo, mantenendo l'amaro per l'ennesima sconfitta. Questo mi porta a dire che talvolta inconsapevolmente tendiamo a mettere in atto certi comportamenti proprio perchè pensiamo di non meritarci nulla di più...o forse anche perchè dobbiamo punirci (ma di cosa?) o addirittura per adempiere a quel copione che ci è stato dato.
Io non ho nulla contro a chi vive in armonia il proprio orientamento omosex...se questo è fonte di pienezza e di realizzazione penso che sia più che lodevole e degno di profondo rispetto!
Ma per chi come me che a 40 anni sta continuando a gestire una pulsione che non sente propria, (poichè penso sia il risultato di un condizionamento dato da tante carenze, ma non scelto)penso sia più che opportuno lasciargli la possibilità di progettare speranze e orizzonti nuovi...
Per questo nonostante le cadute e le umiliazioni ho deciso di r-esistere e condividere con voi il peso di una sconfitta appena accaduta.
Sarebbe bello trovare in questo blog forme di sostegno che ci diano la possibilità di aiutarci reciprocamente nel nostro percorso.
Per Marco di 17 anni, dalla mia esperienza, nonostante le tante difficoltà, ti posso assicurare che è possibile essere felici e "normali" (come tu dici). Per questo però è necessario non rimanere soli. Leggo nel tuo post che non vorresti fare ricorso a terapeuti, psicologi etc.. posso comprendere quanto questo potrebbe "esporti" nei confronti dei tuoi genitori che capisco (e fai bene)a lasciarli fuori...Però, dalla mia esperienza, posso dirti che il confronto con alcuni psicologi avuto in quasi 20 anni, mi ha aiutato a trovare la ragione della mia sofferenza.
Un caro saluto a tutti,
Willy
Marco ha detto...
Lo so che dovrei rivolgermi ad uno psicologo/terapeuta ecc ma non posso assolutamente, il primo motivo è che sono minorenne e quindi dovrei prima dirlo ai miei genitore e la storia di dire ai miei un altro motivo per andare dallo psicologo non regge, perchè qualunque motivo li spaventerebbe molto.. e poi comunque sia mi mancano molti mesi prima di diventare maggiorenne e non penso io debba continuare a non reagire alle mie pulsioni, fino a pochi mesi fa non avevo ancora realizzato cosa mi stesse succedendo! ma ora ne sono pienamente consapevole, e voglio cambiare, forse non è troppo tardi e forse proprio perchè sono giovane posso ancora cambiare facilmente, che ne dite?cosa pensate?alcuni di voi sono riusciti a cambiare completamente? a non ricadere più nelle pulsioni, MAI?perfavore, ditemi cosa devo fare per iniziare il mio percorso, io prego già, e molto, ma mi sto accorgendo che non basta, ho bisogno di consigli concreti! pervafore!
Willy ha detto...
Marco, tutti noi abitiamo la possibilità e quindi per ognuno è possibile cambiare. Ancora lo è per chi come te è molto giovane e non ha ancora "strutturato" certi comportamenti. Quindi non demordere...se il tuo desiderio è il cambiamento,perseguilo con tutto te stesso. Questo è quanto è accaduto a me, seppur con qualche caduta nei momenti di maggiore difficoltà, sono riuscito a costruire un buon rapporto di coppia con una donna con la quale ci sono progettualità. Certo, nel mio caso a 40 anni devo tollerare anche le cadute, alcuni arresti...ma nonostante ciò non mi scoraggio ma vado avanti.
Capisco il limite dello psicologo e dei problemi che si potrebbero aprire in famiglia. In attesa che tu raggiunga la tua autonomia anche economica, non esitare a confrontarti con persone di fiducia, che possano capirti...Un sacerdote, magari. Ma con molta cautela. Potresti chiedere nella tua diocesi se ci sono sacerdoti che hanno anche competenze di accompagnamento psicologico, a volte se ne trovano.
Inoltre, continua a confrontarti su questo blog, a me è stato di grande aiut sapere di non essere il solo a vivere certe problematiche e a nutrire un forte desiderio di cambiamento. Ricorda Marco, che gnuno di noi ha una propria storia con esiti imprevedibili..dunque non guardare solo agli altri (nei loro risultati), ma ascolta i tuoi desideri e cerca di trasformare il tuo dolore in energia per poter sfidare i limiti e proseguire nel tuo cammino..
Ti sono vicino con la preghiera.
Willy
Anonimo ha detto...
Per Marco...
Ciao io sono un ragazzo di 27 anni, e anche io non ho mai accettato queste pulsioni e penso come la maggior parte di noi qua sul forum di capisce.
Io ti parlo più da un punto di vista spirituale...dobbiamo pregare nel modo giusto, non che il Signore ci tolga queste pulsioni, ma che il Signore porti alla luce le cause di queste pulsioni....e ti garantisco che lui lo fa, le porta alla luce.
Di solito non è una sola causa, può essere una ferita di abbandono nell'infanzia, mancanza d'amore, rigetto, odio, occultismo eccc
Ci sono delle ferite profonde nella nostra anima ed essendo che ci sono da tanto tempo...con tanta sofferenze spesso ci sono legati spiriti, è per quello che poi queste ferite non riusciamo a guarirle....e sembra che il Signore non le vuole guarirle, ma in realtà c'è legato un demone che ha diritto su quella ferita di tormentarti.
il mio consiglio frequenta un gruppo cristiano ma non religioso
(Gesù non è una religione) aperto al mondo dello Spirito e fai consulenza con qualcuno e amicizie buone maschili...non isolarti...
Questo che ti ho scritto è esperienza personale e studi che ho fatto..
Gesù è sempre pronto a rialzarci e a incoraggiarci per proseguire un cammino vero e autentico nella vita. Sai quante volte io vorrei mandare tutto e tutti a farsi friggere perchè è un cammino duro, ma noi abbiamo bisogno di amore vero...e solo delle relazioni sane con altri maschi e con Gesù possono soddisfare questo grido d'amore...non il sesso che ci lascia delusi e vuoi.

Se ti va di scrivermi, ti lascio la mia e-mail: pippofreedom84@gmail.com
ciao
terence ha detto...
ciao manuel non sai quanto mi dispiaccia che tu stia così, sappi che io ti voglio bene e che le cose possono cambiare quando meno ce lo aspettiamo. Un abbraccio fortissimo!
ALCATRAZ ha detto...
MANUEL, non pensare che non ci sia via d'uscita, perchè ti garantisco che c'è! Ce la puoi fare e ce la farai. Anche io combatto con le mie pulsioni non accettate a 40 anni ma non demordo. E sto comunque meglio di un tempo. Rivolgiti a uno specialista che possa aiutarti. Ce la farai. Ora è importante non permettere al morale di andare a terra, perchè questo aumenta la nostra disistima e le cose peggiorano. Pensa a queste pulsioni come uno "scherzo" della mente e intanto cerca di andare avanti per combatterle. Ce la farai, te lo assicuro! Un abbraccio.
Alcatraz
fr max ha detto...
Per Marco.
Ciao carissimo,
pace a te. La tua giovanissima età ti mette di fronte a tante paure e difficoltà che possono sembrare insormontabili, dalla famiglia a quello che provi.
C'è un mondo che ancora dentro te ha bisogno di trovare il suo ordine e la sua giusta identificazione.
Ma vorrei incoraggiarti carissimo a non demordere e a cercare di star sereno.
Alla tua età anche lo stesso mondo affettivo è in via di consolidamento.
Per non parlare del contesto culturale che non aiuta a ritrovarti in un canale che non sia fortemente fluido come tutto il mondo delle idee oggi.
Tutto questo un po' per tranquillizzarti carissimo però anche invitarti a fare dei piccoli passetto.
Innanzitutto leggi gli articoli del blog che possono darti delle delucidazioni su quello che stai vivendo.
Inoltre usa questo spazio per condividere quello che vivi e soprattutto ti invito a trovare qualcuno con cui aprirti più in profondità.
Da parte mia ti do anche la mia totale disponibilità a parlare in privato ( byronmp@libero.it) così da poter essere più libero possibile.
Alcune esperienze di fraternità , di condivisione profonda potrebbero certamente aiutarti nel trovare maggiore fiducia in te stesso ma di questo magari possiamo riparlarne.
HAi tutta la mia vicinanza carissimo e come vedo anche quella di molti del Blog.
Pregherò per te!

P Max

Diventa ciò che sei ha detto...
Carissimo Marco,
io sono un ragazzo un po' più grandicello di te (ho 25 anni) e da un po' di tempo ho cominciato seriamente a lavorare su me stesso per capire queste benedette pulsioni omosessuali.
Mi sento di dirti che sei sulla buona strada perchè, nonostante le difficoltà e i dubbi che sicuramente vivi, mi sembri molto determinato nel pensare che queste pulsioni siano un ostacolo per quello che tu vuoi veramente essere (correggimi se sbaglio).
Come ti dicevo, io è un po' che ci sto lavorando e sono parecchio fiducioso perchè finalmente sto arrivando a capire cosa si nasconde dietro queste pulsioni: il desiderio di essere accettato in maniera autentica, per quello che sono, da altri ragazzi come me, insomma il poter condividere con loro tutto me stesso senza paura. Purtroppo fin dall'adolescenza ho soffocato questo desiderio perchè mi ero convinto che certe parti di me dovessero essere nascoste e non potessero entrare in una relazione con un amico. Questo ovviamente ha comportato un grande dolore, che però è rimasto muto perchè, nella situazione in cui ero, non ero capace di esprimerlo: sono cresciuto "storto", spaccato, cercando di convincermi che la vita andasse bene lo stesso, anche con la presenza di quel vuoto.
Però quel bisogno di "unità" con gli altri e con se stessi è qualcosa di troppo vitale, resisterà per sempre. Ho intuito che il mio desiderio di avere un rapporto sessuale di un qualche tipo con altri maschi ha avuto origine da questo profondo desiderio di amicizia che è stato svilito.
Aver capito questo (anche solo intuito) ha ridotto notevolmente le pulsioni, o comunque sta minando il loro potere su di me, perchè adesso so che quello che cerco è sacrosanto e dunque voglio ottenerlo in maniera piena e non con un rapporto sessuale, che in fondo è un ripiego disperato dettato dal bisogno di trovare sollievo immediato (so che è difficile concordare su questo punto).
Quello che mi preme dirti, Marco, è che io penso che sia possibile lavorare su stessi, capire, maturare, affrontare le cose che ci fanno stare male e crescere: insomma io penso proprio che sia possibile cambiare e penso che anche tu sia chiamato a farlo, nei tuoi tempi e nei tuoi modi (perdona se questa frase può suonare un po' presuntuosa). Vedrai che sarà bellissimo e, dopo un po' di cammino, ti sembrerà anche piuttosto naturale e "semplice". Abbi fiducia!
Detto questo, molto umilmente ti consiglio di continuare a pregare ed investire nel tuo rapporto con Dio, che sicuramente è molto orgoglioso di te e poi penso che sia fondamentale, anche se non così facile, trovare una persona che ti possa dare le dritte giuste e ti possa incoraggiare per trovare dentro di te la forza per affrontare le sfide che forse non sei ancora riuscito a superare. Per me questa persona è il terapeuta, però ho letto che per te al momento non è possibile: non ti preoccupare, non è l'unica strada.
Dico una preghiera per te affinchè tu possa trovare la strada giusta.
Coraggio, ce la farai!
Anonimo ha detto...
Ciao raga ho 23anni e sono credo bsx ma + gay. mi attirano tanto i ragazzi.
non ho mai avuto amici (mi prendevano in giro).
Tuttavia le cose da alcuni mesi sono cambiate, stò uscendo di più mi sono fatto degli amici(non erotizzati,ma uno è bono !) e mi sto frequentando con una ragazza.
il problema e chè a me non piace tanto avere rapporti con le donne cioè se lei mi chiede di ehm... scusate leccargliela a me viene il vomito.
in piu mi vergogno di avere rapporti sessuali ... cioè non capisco....

Alcatraz ha detto...
Cari tutti,
seguo questo blog più o meno con continuità da qualche mese e forse qualcuno mi ha già letto. Ho 40 anni e pulsioni che mi fanno star male dall'adolescenza se non prima. Sono anche sposato ma certe cose non vanno via anche per molti problemi presenti nella mia vita. Vorrei rivolgermi a un terapeuta che si occupi di queste cose a Roma. Mi è stato detto di rivolgermi a narth ma al nome che mi hanno dato non ricevo risposta. Qualcuno ha esperienze di terapie svolte a Roma? Grazie
Emilio ha detto...
Ciao ragazzi,era un po che non visitavo il blog.Ho visto che hanno scritto nuovi ragazzi.Volevo dire di non abbattervi per nessun modo e cercate di vedere e di scoprire la vostra vera identità.Io l'ho capito con un pò di ritardo..Nel passato quando le prime pulsioni omosessuali cominciavano ad apparire soffocavo questi pensieri dicendomi che nella vita avrei dovuto fare sesso con il maggior numero possibile di donnne.cercavo in continuazione sesso ma quando mi sono capitate delle occasioni con delle donne ho indietreggiato e il desiderio di fare sesso con gli uomini mi tormentava sempre di più.Chiesi aiuto alla Madonna qualche anno fa(perchè non ce la facevo più a sopportare tutto quel dolore e quell' angoscia) in un mese di Maggio decidendomi di fare un sacrificio,un fioretto,per tutto il mese;in più pregavo ogni sera 7 pater nostro,7 ave maria e 7 gloria ogni sera.Ho continuato a fidarmi di Dio,anche se ci sono state numerose ricadute nella pornografia e nella masturbazione.Gli chiedo continuamente la forza per continuare perchè solo non posso nulla!Le lussurie,le masturbazioni,i siti pornografici mi hanno letteralmente lacerato l'anima!senza che me ne accorgessi mi stavo DISTRUGGENDO!Vi posso garantire che Dio non mi risparmia dalla sofferenza ma mi aiuta ad affrontarla!solo cosi si posssono affrontare i problemi!E quanta gioia Gesu mi lascia nel cuore,quanta speranza!!Questo mi rende felice perchè non mi sento solo ed Egli mi fa capire quando faccio qualcosa che non devo.Quello che posso dirvi è che Dio ci ama!esiste!si sente!è nel cuore che si manifesta.Solo la preghiera costante ci aiuta a capire!all'inizio si fa fatica,quasi si ritiene una cosa impossibile..ma continuando ci si accorge quanto sia bello pregare!è stupendo pregare!è straordinario..ma non bisogna pregare solo nel momento del bisogno ma sempre,tutti i giorni sarà allora che ci sentiremo in unione piu profonda con Dio.A volte ci sembra che Dio non esiste o che comunque è lui il responsabile delle nostre sofferenze ma non è cosi!Il vangelo è la chiave che apre la porta a qualcosa di bello che non si puo nemmeno immaginare!Non fermatevi,non dubitate,non scoraggiatevi di iniziare un percorso che conduce alla vita!Riflettete,chiedete aiuto e il Signore vi ascolterà e vi indicherà la strada da percorrere!
Un forte abbraccio a tutti
Emilio
LUCA1974 ha detto...
Buongiorno a tutti. E’ da qualche tempo che seguo questo blog, ma questo è il mio primo messaggio. Ho 38 anni e fin dall’adolescenza mi sono accorto delle mie pulsioni omosessuali. La frustrazione più grande per me è sempre stata (e lo è tutt’ora) quella di prendermi delle cotte profonde per i miei amici. Con il tempo, attraverso gli articoli presenti in questo blog e le letture dei libri di Nicolosi e Richard Cohen ho compreso la natura emotiva del “nostro” problema: il bisogno di cercare intimità non sessuale con altri uomini. In particolare, leggendo il libro di Richard Cohen “Riscoprirsi normali” ho capito che il mio amore omosessuale è la ricerca di un padre. Riesaminando il mio passato ed il mio presente ho compreso che mi “affeziono” particolarmente ai ragazzi che mostrano caratteristiche paterne e sanno trasmettere l’affetto, la cura e le rassicurazioni di un padre; quelle cure che sono rimaste soffocate nell’infanzia a causa di un padre che, pur con la buona volontà, era incapace di esprimerle e di una madre iperprotettiva e soffocante.
Anzitutto esprimo la mia gratitudine a Fr Max e chi gestisce e anima questo blog. Ho trovato davvero molto utili le letture, gli articoli ed i link qui contenuti: mi hanno trasmesso alcune risposte soddisfacenti al mio mondo interiore, aiutato a comprendere alcune verità che prima non vedevo e ad avere anche una panoramica del mondo omosessuale dal punto di vista sociale e politico. Nonostante ciò la mia lotta è ancora molto dura e spessissimo le mie giornate sono intrise di una profonda depressione ed apatia. Frequento una chiesa evangelica, composta da varie persone sincere ed amorevoli. Nonostante ciò ho sempre tremende difficoltà relazionali, benché abbia un paio di amicizie profonde e preziose. Le frustrazioni maggiori si manifestano quando (e succede spesso) mi affeziono troppo a qualche ragazzo. Proprio in questo periodo mi sono preso una forte “cotta” per un ragazzo che frequenta la mia stessa chiesa, sposato e con figli. Non c’è in me il desiderio di costruire una relazione omosessuale. Desidero portare rispetto sia a lui che alla sua famiglia. Però mi piacerebbe potervi costruire una sana amicizia; solo che rimango completamente bloccato per il fatto che ho paura e non voglio rivelargli i miei sentimenti. Sto soffrendo tantissimo per questa cosa. Ho capito che per me è importante riuscire ad imparare a coltivare amicizie intime non sessuali maschili e che più riesco a farlo, più diminuisce l’attrazione verso persone del mio stesso sesso. Domando: è un bene tentare di costruire un’amicizia con questo ragazzo o è meglio evitare, visto che sono così emotivamente coinvolto?
Emilio ha detto...
x Luca 1974
Ciao luca ho letto il tuo post.Come te condivido queste pulsioni omosesssuali a volte così dure da tenere a freno che senti quasi che stai dando di matto!leggendo il tuo commento vedo tanta voglia di farcela e di combattere e di uscire da queste sofferenze.Per quanto riguarda la domanda che hai posto io ti consiglierei di non dare ulteriore peso a questa storia.Dici che ti sei "innamorato" di questo ragazzo ma piu che innamorato direi piu che ti ha colpito il suo modo di essere:il fatto che sia sposato,che ama una donna,che ha una famiglia,che va in chiesa,che dona amore alle persone che ha intorno..credo che siano queste le cose che in un certo senso ti attirano.Tu mi dirai: "ma che c'è di male a stringere un'amicizia con una persona?"..assolutamente nulla nessuno ti impedisce di farlo ci mancherebbe, io penso che forse sia meglio che lasci scorrere senza fare chissachè..se ci sarà occasione di conoscerlo lo conoscerai se non ci sarà occasione non lo farai,non arroventarti il cervello con domande inutili o non esporti a situazioni che potrebbero essere anche dannose..Inoltre dici di essere un evangelista quidi significa che credi in Gesù!e allora?Qual è la paura?Domandagli la forza per affrontare queste tue sofferenze,offrigliele!Digli ciò che devi fare e anche se a te sembrerà che Egli rimane muto non scoraggiarti perche significa che sta entrando nella tua vita!Prova a trovare anche una vera amicizia con Gesù!Soprattutto con Lui!Egli ha così tante cose da dirci!
Un abbraccio forte
Emilio
fr max ha detto...
PER LUCA
Pace a te carissimo.
Come sottolineava eEmilio io non insiterei sul cosa devi fare in una relazione con un uomo.
Io ti suggerirei di continuare a frequentarlo ma nella sua dimensione di padre, all'interno della famiglia coì' da entrare in familiarità col suo mondo e riscoprire una tua familiarità in quanto uomo.
Il problema delle pulsioni omosessuali a volte è anche un problema di mancata intimità e familiarità con le persone dello stesso sesso.
TI auguro un buon cammino.
Io ci sono
Un abbraccio di pace.
P. Max

MANUEL ha detto...
Ciao a tutti sono Manuel,
è molto importante questo messaggio, è di vitale importanza per me.
Tempo fa uno del forum, che io non conosco, mi ha permesso di mettermi in contatto con markstronger.
Io innanzitutto vorrei che questa persona del forum si mettesse in contatto con me. Io non riesco più a contattare markstronger. So che non è stato bene fisicamente perchè ha avuto un problema di salute. Questa persona del forum può mettersi in contatto con me. Lascio il mio indirizzo email: decimotuscolano2@hotmail.it
Pippo ha detto...
Per Luca
Ciao, anche io sono un ragazzo evangelico e a volte mi capita anche a me di affezionarmi a un qualche ragazzo in particolare, e questo di solito mi fa soffrire! Io solitamente mi affeziono per la dolcezza e l'accoglienza che sento....
Io sto imparando a gestire le mie emozioni,consegnandole a Gesù e dicendogli che sia lui il Signore di quella emozione, che mi aiuti a gestirla nel modo più sano e corretto.
E' brutto perchè sappiamo e sentiamo che abbiamo bisogno di amicizia vera e amore vero maschile, ma poi sembra impossibile o cmq pericoloso. è un paradosso!!!
Anche io ho letto i libri di nicolosi e Richard Cohen e sono andato anche al suo incontro a milano...e quello che spiega nel suo libro è stata la conferma e un aiuto prezioso per capire e andare avanti.
Abbiamo un vuoto dentro di noi di amore e solo l'amore di Gesù e l'amicizia sua può colmarci ...chiediamogli di colmare questo vuoto affinchè nn ci attacchiamo in modo sbagliato a nessun uomo!
Secondo me Luca, chiedi al Signore cosa devi fare!! Se questo uomo sposato che frequenta la chiesa non è gay o cmq bisex nn c'è nessun pericolo e tu con l'aiuto di Gesù puoi indirizzare nel modo giusto i tuoi sentimenti. Quindi lui puo' essere uno strumento di Dio per aiutarti a guarire ma si prudente!
Poi se diventa (o se lo è già)un chiodo fisso, che ti impedisce di vivere in modo corretto o che ti porta a pensare sempre a lui o a desiderarlo (anche se tu nn vuoi una relazione omo), forse sarebbe meglio che ti stacchi un pochino e consegni a Dio il sentimento....
ti saluto!!
Pippo
pippofreedom84@gmail.com




Alberto Gonzaga ha detto...
TRE ANNI
Mi chiamo Alberto e sono una persona con attrazione per lo stesso sesso, oggi ricorrono tre anni dal principio di questo mio nuovo percorso fuori dalla pratica omosessuale e se l'esperienza trasformante di Dio (risveglio spirituale) che, in questo momento sto vivendo, mi spinge al nascondimento ed al silenzio, desidero tuttavia condividere e celebrare, con una breve riflessione interiore, questo risultato insieme a voi, che mi siete stati vicini nelle difficoltà e potete comprendere il significato di questa lotta spirituale.

Rispose Gesù: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.” Gv 9,3

Col tempo si è fatto strada in me il convincimento che ciò che sto vivendo –la mia attrazione per lo stesso sesso- non sia un male da combattere, bensì una condizione esistenziale da interpretare come tempo di prova e occasione straordinaria di grazia, un giorno alla volta.

Abbraccio senza riserve ciò che la Chiesa m’insegna circa la mia inclinazione come “oggettivamente disordinata”, mi occorre –tuttavia- restituire “SENSO” a quest’accadimento che ha caratterizzato in modo cosi significativo il mio percorso esistenziale e tutt’oggi incide nel mio rapporto con Dio.

Negli ultimi mesi ho avuto la grazia di riuscire a praticare, nella misura della mia infermità, la castità del cuore. Se da principio si è trattato di una forma, per certi versi repressiva, con l’andare dei giorni la mente –finalmente rischiarata- ne ha cominciato ha cogliere la natura positiva e complessa. La castità come dono di Dio, dono prezioso che va custodito con cura, prudenza e riserbo. Ma anche dono gioioso, finalmente integrale e senza riserve, almeno nell’intenzione, di me stesso a Dio e -ho quasi timore a dirlo- sacrificio. Solo nell’ammissione completa della mia impotenza difronte all’omosessualità, all’accettazione del doloroso fallimento delle mie “strategie” umane ho trovato la forza per non disperare ed invece umiliarmi per chiedere aiuto a quel Dio che mi si manifesta concretamente negli sguardi e nelle parole di coloro che condividono con me questo percorso, solo per oggi. In quegli occhi vedo rispecchiata tutta la mia insufficienza difronte a Dio e tutta la mia mancanza di significato e valore senza Dio.

Le battaglie non sono finite, ogni giorno scopro aspetti nuovi della mia personalità, nuovi limiti e difetti emergono con più evidenza. Un percorso estremamente dinamico che mi costringe a rimettermi continuamente in discussione, a cambiare prospettiva ed atteggiamento nei confronti di me stesso e degli altri.

Medito frequentemente un passo di san Paolo: “Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza". Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.” 1Cor 12,7-10
(CONTINUA)
Alberto Gonzaga ha detto...
TRE ANNI
Mi chiamo Alberto e sono una persona con attrazione per lo stesso sesso, oggi ricorrono tre anni dal principio di questo mio nuovo percorso fuori dalla pratica omosessuale e se l'esperienza trasformante di Dio (risveglio spirituale) che, in questo momento sto vivendo, mi spinge al nascondimento ed al silenzio, desidero tuttavia condividere e celebrare, con una breve riflessione interiore, questo risultato insieme a voi, che mi siete stati vicini nelle difficoltà e potete comprendere il significato di questa lotta spirituale.

Rispose Gesù: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.” Gv 9,3

Col tempo si è fatto strada in me il convincimento che ciò che sto vivendo –la mia attrazione per lo stesso sesso- non sia un male da combattere, bensì una condizione esistenziale da interpretare come tempo di prova e occasione straordinaria di grazia, un giorno alla volta.

Abbraccio senza riserve ciò che la Chiesa m’insegna circa la mia inclinazione come “oggettivamente disordinata”, mi occorre –tuttavia- restituire “SENSO” a quest’accadimento che ha caratterizzato in modo cosi significativo il mio percorso esistenziale e tutt’oggi incide nel mio rapporto con Dio.

Negli ultimi mesi ho avuto la grazia di riuscire a praticare, nella misura della mia infermità, la castità del cuore. Se da principio si è trattato di una forma, per certi versi repressiva, con l’andare dei giorni la mente –finalmente rischiarata- ne ha cominciato ha cogliere la natura positiva e complessa. La castità come dono di Dio, dono prezioso che va custodito con cura, prudenza e riserbo. Ma anche dono gioioso, finalmente integrale e senza riserve, almeno nell’intenzione, di me stesso a Dio e -ho quasi timore a dirlo- sacrificio. Solo nell’ammissione completa della mia impotenza difronte all’omosessualità, all’accettazione del doloroso fallimento delle mie “strategie” umane ho trovato la forza per non disperare ed invece umiliarmi per chiedere aiuto a quel Dio che mi si manifesta concretamente negli sguardi e nelle parole di coloro che condividono con me questo percorso, solo per oggi. In quegli occhi vedo rispecchiata tutta la mia insufficienza difronte a Dio e tutta la mia mancanza di significato e valore senza Dio.

Le battaglie non sono finite, ogni giorno scopro aspetti nuovi della mia personalità, nuovi limiti e difetti emergono con più evidenza. Un percorso estremamente dinamico che mi costringe a rimettermi continuamente in discussione, a cambiare prospettiva ed atteggiamento nei confronti di me stesso e degli altri.

Medito frequentemente un passo di san Paolo: “Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza". Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.” 1Cor 12,7-10
(CONTINUA)
Alberto Gonzaga ha detto...
(SECONDA PARTE)

È solo ammettendo il perdurare della mia debolezza, la continua presenza di questa “spina”, che cerco di non opporre un ostacolo alla cooperazione con lo Spirito in me, un’azione “bella” in se stessa (meglio nella sua conformità alla volontà di Dio) che rinuncia al risultato, abbandonando l’esito nelle mani di Dio. Un po’ come un pianista che esegua la partitura scritta da un altro, ecco mi sento come una comparsa che si affida alle scelte del regista, senza pretendere di sapere più del necessario.

La “spina” rappresenta anche le sofferenze che mi trovo a vivere quotidianamente e che cerco di unire al sacrificio della croce del Signore. La dissociazione dal corpo e dalla mente ha scavato solchi profondi nella mia anima ed il contrasto tra essere e dovere può rivelarsi straziante, finché non mi arrendo completamente, accettando di fare di me un sacrificio vivente.

Ancora una volta la “spina” è quell’inclinazione omosessuale di cui non ho colpa, non sono responsabile e di cui non debbo provare vergogna, non è malattia ma sintomo, non oggetto di pubblica dichiarazione ed occasione di scandalo ma materia di confessione privata, non materia di negazione ma di ammissione difronte a me stesso, mai motivo di vanto quanto piuttosto un monito costante per il mio orgoglio. Una “spina” che riemerge periodicamente, trasformandosi in occasione di resa a quel Dio che è morto per me sulla croce.

Ho trovato scritto che “Il bene non fa rumore e il rumore non fa bene. Abbiamo bisogno di silenzio per ritrovare noi stessi e Dio. Dobbiamo rieducarci al silenzio, all’ascolto, alla riflessione. Parlando non s’impara niente, ascoltando si può imparare tutto”, in quest’ultimo anno di recupero credo di aver fatto ancora tanto rumore ma ho anche incominciato ad apprezzare nel silenzio la voce degli amici, i miei “guaritori feriti” che abbraccio con tutto il mio cuore e a cui dedico questo giorno di festa.

“L'omosessuale casto è un "guaritore ferito", la cui vita parla in modo molto più incisivo di moralisti come me, che dicono che l'omosessuale può essere casto e felice solo nella castità. L'omosessuale casto dimostra agli altri fratelli in lotta che anch'essi possono vivere allo stesso modo. Ciò non significa che l'omosessuale casto sia privo di tentazioni legate alla sua condizione, ma che ha imparato a gestirle, con la Grazia di Dio.”
p. John F. Harvey, OSFS (fondatore di COURAGE www.couragerc.org)

Luca1974 ha detto...
Ciao ragazzi, vi ringrazio e ringrazio soprattutto Emilio, Fr Max e Pippo per la vostra accoglienza, sensibilità e disponibilità all’ascolto. Grazie per il vostro aiuto ed i vostri consigli, nonostante ognuno di voi abbia le sue lotte da gestire ed affrontare. Nonostante le difficoltà scorgo in voi il desiderio, la sensibilità e la maturità per aiutare gli altri. Le nostre “pulsioni” spesso sono la conseguenza di una bassa autostima, paure, senso di inferiorità verso l’universo maschile. Forse dovremmo cacciare via dal nostro cuore questi pensieri, queste menzogne. Le sofferenze non fanno mai piacere a nessuno, però limano il carattere e lo impreziosiscono di doni, ricchezze e sensibilità. Continuate il vostro cammino con Gesù. Siete preziosi, soprattutto a Lui. Vi abbraccio
Francesco ha detto...
Secondo voi è meglio fare basket con un amico che già conosco o conoscerne di nuovi facendo arti marziali? Meglio sport di squadra o individuale? Grazie!
FRANCESCOMANUEL ha detto...
SONO FRANCESCO MANUEL: SCRIVO IN MAIUSCOLO PERCHè SIGNIFICA URLARE E IO ADESSO STO URLANDO.
UNA PERSONA DEL BLOG, NON SO CHI, MI HA PERMESSO DI FARMI CONOSCERE MARCO DAGLI USA.
IO DA UN Pò CHE NON LO SENTO: SO CHE HA AVUTO DEI PROBLEMI DI SALUTE
VORREI SAPERE COME STA
SE QUESTA PERSONA LEGGE IL MIO MESSAGGIO PUò CONTATTARMI QUà VISTO CHE MI COLLEGO UNA VOLTA AL GIORNO O AL SEGUENTE INDIRIZZO EMAIL:
decimotuscolano2@hotmail.it
Francesco ha detto...
Qualcuno di voi sa come contattare Claudio, il ragazzo che ha testimoniato nella parrocchia di S. Rita a Viareggio nel 2005? Grazie!
Zen M ha detto...
Ciao Francesco, penso che tu sia lo stesso dei due post recenti e che qualcuno possa rispondere alla seconda domanda (forse se hai qualche indicazione sul gruppo di appartenenza di questo ragazzo o cose del genere), sugli sport mi sembrano entrambi validi, quello di squadra dà relazione e coordinazione ma anche le arti marziali non sono un'attività solitaria, magari provare quello che ti ispira di più al momento, ciao
Zen M
Francesco ha detto...
Grazie Zen M! Finalmente la risposta! Comunque alla fine ho scelto basket che mi faceva più paura, sia perché non l'ho mai praticato, sia perché appunto ho paura di essere giudicato. Grazie!
Mamma 30 maggio ha detto...
L' uomo in piedi, dal libro di Michel Quoist : Trionfo.


il sogno dell' uomo consiste in ottenere il sogno assoluto della sua esistenza. Ha ragione , giacche' la sua superiorita' sull' animale sta' nel poter osservarsi, osservare il mondo, giudicare e dirigere la sua vita secondo le norme del suo ideale. Pero' molti uomini, che si credono maestri nel loro agire, sono in realta' , in maggior o minor scala, schiavi del loro corpo e della loro sensibilita' . Non riescono a stabilire solidamente la gerarchia dei loro valori.

Psicologicamente pochi uomini sono " normalmente" formati. Non riescono a mantenere solidamente la gerarchia dei propi valori. Pochi uomini sono perfettamente equilibrati: o non sono stati aiutati a formarsi ( educazione) , o non sono riusciti a formare se stessi ( sforzo dell' adolescente e dell' uomo maturo) , o non ci sono riusciti mai a formare se stessi) , o non ce l' hanno fatta, non si sono date le circostanze ,o , non ci sono riusciti gli edicatori o le strutture dela vita...
Pochi uomini meritano il nome di uomini.
L' uomo dovutamente formato possiede tre scompartimenti:
Il primo , quello spirituale
Il secondo , quello della sensibilita'
Il terzo , quello fisico.
I tre " scompartimenti" si sostengono, si comunicano, reagiscono l' uno di fronte all' altro, ma la gerarchia dev' essere rispettata:
La parte fisica sta' in basso, e' la meno nobile; la parte spirituale sta' al di sopra, e' la parte piu' bella. Se non si mantiene questo ordine di valori, la formazione e' sbagliata, l' uomo sprofonda.
Alcuni uomini camminano testa in giu'. Questo non puo' essere: l' uomo non e' fatto per camminare " testa in giu' " continua....

Mamma 30 maggio ha detto...
Se non si mantiene questo ordine di valori , la formazione e' sbagliata e l' uomo sprofonda.
Certi uomini camminano testa in giu' . Questo non e' possibile, l' essere umano non e' fatto per camminare in questo modo.
Tu cammini a testa in giu' quando la parte fisica, il tuo corpo, prende il sopravvento e comanda.
Se e' il tuo corpo chi decide ed ordina e tu chi gli obbedisce, il suo peso schiaccera' tutto il resto. E' la sensualita' , in qualsiasi aspetto , sara' chi comanda. La tua sensibilita' si blocchera' , il tuo spirito si soffochera' e diventerai anemico.

Il tuo corpo ha preso le redini ed il potere completo e definitivo su di te?
Se ti analizzi lealmente ne resterai sorpreso, molto sorpreso , .scoprendo che stai camminando a testa in giu' :

Questa gola che non puoi resistere,
Quel dolce...quel bicchiere di vino,
Quella morbidezza ' corporale che al mattino resiste a farti alzare e che, se ti fa alzare , scarta ogni tuo sforzo....
Quella sensazione soffisticata e degustata e degustabile che non ha altro fine che la tua propia soddisfazzione...,
Quel piacere sessuale desiderato di " per se" ...

FORZA UOMO, METTITTI IN PIEDI !
Continua...


Mamma 30 maggio ha detto...
Questa e' una sensazione che viene assaporata e ricercata senza nessun altro fine che la soddisfazzione personale. E' un pia ere sessuale fine a se stesso.
FORZA UOMO: METTITI IN PIEDI!
Certe persone si trascinano, in esse predomina la sensibilita'.
La sensibilita' ti domina quando un affetto si converte in una passione e burla la forza della ragione, ti fa " perdere la testa" .
Se la sensibilita' domina, ti fa perdere anche lo spirito, lo rimorchia, non puo ' agire con rettitidine ne operare con liberta'.
Non sei forse irrimediabilmente schiavo della tua sensibilita' ? Forse no,, ma non ti governa per caso con molta frequenza?

Credi che questa persona abbia ragione erche' la ami con amore sensibile, che invece l' altra non ce l' ha perche' non la sopporti?
Lavori con uni dei tuoi prifessori perche' ti e' simpatico invece con quell' altro non fai nulla erche' ti sta antipatico?
Ti smarrisci piu' per uno che per l' altro , ti affidi piu' ad uno che all' altro perche' il tuo amore e' un amore sensibille. Senti " sfiga" , non sei piu' capace di nullaerche' una sgridata ti ha ferito...., un sorriso ironico ti ha aflitto, una mano ti e' stata negata...
Non hai forza di lottare perche' nessuno avverte il tuo sforzo, perche' non trova " consolazione" la tua senibilita' affamata.
Preghi oggi perche' sei " in forma" , ñerche' hai ricevuto una e-mail gradevole, perche' il tuo amico ti ha rivolto un gesto gradevole.... Perche' ti sei emozionato di fronte ad uno spettacolo di grande sofferenza...
Pero' domani non potrai pregare perche' ti sentirai " sgonfio" , perche' avrai appurato che i tuoi sforzi non hanno dato i risultati che volevi, perche' qualcuno non avra' creduto nella tua buona volonta' , o ñerche' il tuo amico ti avra' abbandonato, ingannato...

Mamma 30 maggio ha detto...
Non sei piu' in piedi UOMO : ti stai trascinando come schiavo !
L' uomo in piedi e' quello cui spirito e' intera,ente libero , domina la sensibilita' ed il corpo. Non disprezza ne l' uno ne l' alrto, giacche' ambedue sono belli e utili perche' creati da Dio, pero' li domina e li dirige. L' uomo e' il padrone e loro i servi!
Hai tuttoil diritto a datre precedenza alla tua sensibilita' o al vigore del tuo corpo; sono una forza che devi orientare , sono le tie cavalcature,; puoi strangolarti con esse, ma cerca di mantenete ferme le redini; sonoil tuo veicolo, puoi farti condurre, ma muovi bene il volante...
Se i tuoi cavalli si imbizzarriscono, , se perdi il controllo del tuo veicolo, conoscerai la disgrazia.
Mamma 30 maggio ha detto...
Alcuni uomini sorvolano, non toccano i piedi per terra. Anche tu sorvoli:
Quando i tuoi sogni
non sono reali
Quando passi il tempo concependo proggetti che mai si realizzeranno
Quando non ti adegui alle persone o alle cose
Quando non ti accetti tale e come sei, quando non accetti gli altri tali e come sono...
o l' ambiente in

cui vivono, il posto che occupano, gli eventi che li coinvolgono...
Sorvoli quando, per paura alla realta' , per mancanza di generosita' , o per orgogliosa compiacenza, ti lasci trascinare dalle tue fantasie...
Sognare la vita non e' viverla. Hai il diritto di afferrarti
un po' alla fantasia per andare avanti, pero' mai per allontanarti dalla realta'.
Continua...

Mamma 30 maggio ha detto...
Per formarti adeguatamente devi restare in piedi e ricordare spesso i vari scompartimenti dell' uomo e la loro gerarchia. Poi studiati lealmente di fronte a tale persona , tale atto, tale comportamento...chi ti ha spinto a decidere questo?
Ad agire o reagire in questo modo? Se non sei stato tu, chi ti ha spinto, comprovalo...questa e' gia' una vittoria del tuo spirito. Almeno non sarai una vittima cieca; ti libererai e recuperarai dal
peso di regista della tua vita.
L' essere umano non puo' restare in piedi da solo: il suo corpo e' troppo pesante, la sua sensibilita' toppo osata. L' uomo ha bisogno di una forza che lo attragga dall' alto, che lo sostenga e trasfiguri dal di dentro.

Se apri la tua anima a Dio, ti rinforzera' la sua Forza, e la tua sensibilita' , il tuo corpo staranno nelle Sue mani, giacche' le tue mani staranno nelle Sue.
Se non accogli Dio ti mutili, sarai un uomo incompleto, troncato, decapitato, perche' l' uomo completo , nel pensiero del Padre, e' " L' UOMO IN PIEDI"



Mamma 30 maggio ha detto...
L' acqua si converte in fonte di vita quando viene canalizzata convenientemente, si converte in vita quando si canalizza per l'irrigazzione. Tutte le potenze vitali , raccolte e dirette dal tuo spirito, possono essere messe a disposizione del tuo ideae di fede.
Se cosideri che l' albero si arrampica troppo e troppo severamente e decidi potarlo, i rami che stanno piu' in basso ne trarranno un grande bneficio attraverso un aumento di linfa che invadra" tutto l' albero. Se mutili in " alto" le potenze in " basso " si svilupperanno maggiormente.
Bisogna scegliere la
direzione verso la quals vuoi svillupparti: verso l' alto o verso il basso ? Se rifiuti Dio solo adorerai idili ( moda, tendenze politiche, ideologiche, di gender , ecc ) se non rendi culto allo spirito solo vivrai di sensazioni. Se ti rinchiudi ad ogni sentimento , sarai presa degli istinti.
Non sacrificarti!










30 maggio ha detto...
Fra le tue potenze la sensibilita' e' quella che piu' ti inquieta.
Non disprezzarla perche' e' una rcchezza straordinaria, essa ti permette:
Emozionarti davanti ad un bel spettacolo, o davanti alla sofferenza del prossimo,
Vibrare davanti ad un' opera d' arte o all' allegria di un amico,
Entrare facilmente in contatto con gli altri e comprendere profondamente le situazioni e le persone.
Ma la tua sensibilita' e la tua intelligenza devono darsi la mano, devono essere due amiche che camminano insieme per procurarsi a vicenda la profondita' e la rettitudine che non avrebbero se lavorassero da sole.

Se ti senti ferito nella sensibilita' per un rimprovero, una indelicatezza, una infedelta' , un fracasso...

Non vergognarti della tua emozione perche' non e' una vergogna
Non fare il duro negandola, perche' non e' una debolezza,
Non lasciarla da parte disprezzandola, perche' non smettera' di avere importanza.
Scopri con franchezza la piaga, cerca dove sta' la causa di essa e allora potrai curarla. La ferita che si copre e non si cura per spacconeria o falso pudore, si propaga e si infetta. Bisogna esaminarla e curarla.

Finche' il fiume non ritorna al suo letto, non e' possibile lavorare la terra inondata. Se la sensibilita' ti invade , impedira' la rflessione, il giudizio e la tua condotta. Devi mettarla al suo posto.
Ti sei emozionato per caso davanti ad un evento o una persona? Fermati: osserva con attenzione il fatto che ti concerne separando il ruolo che l' intelligenza e la sensibilita' hanno giocato in questa reazione.
Accetta con convinzione questo fatto e questa reazione, giudica e decidi infine la attitudine che devi adottare in funzione del tuo ideale e della tua fede.
La vera vita spirituale non prescinde dalla sensibilita'', bensi' la contiene integralmente e, orientata dall' intelligenza e purificata dalla grazia non sara' piu' un ostacolo per l' incontro con Dio.
" Metti le tue delizie nel Signre e Lui ti dara' tutto cio' che il tuo cuore desidera" .
30 maggio ha detto...
Diceva il mio caro , vecchio, e amato padre ai suoi 76 anni: "sai figlia mia mia: una sola cosa so: che ai miei 76 anni nulla so' ... "

Zen M ha detto...
Ciao Francesco, penso che tu abbia fatto la scelta giusta, la situazione che ti mette più alla prova e ti permette di crescere, retrospettivamente la farei anch'io (per età devo agire diversamente me nello stesso spirito), ciao!
Zen M
Alla mamma 30 maggio ... un profluvio di post... forse direi troppa grazia! :-), cercherò di leggere in un momento di calma.
Ale'83 ha detto...
Ciao a tutti,
sono un ragazzo di 29 anni e ho scoperto oggi questo forum.
Mi hanno colpito molto le testimonianze di fede di alcuni di voi (Emilio e Alberto Gonzaga), testimonianze che rafforzano la mia voglia di coltivare il dialogo con Lui. Anche se devo dire che mi sembra un monologo... ma probabilmente è questione di tempo e devo quindi chiedere allo Spirito di donarmi quella costanza di cui da solo sono sprovvisto.

Andando dritto all'argomento del blog rivolgo una domanda a coloro che sono avanti nel percorso di cambimento: oltre agli impulsi omossessuali siete da sempre stati attratti fisicamente dalle donne?
Quello che convince al 90% della mia omossesualità è la totale assenza (da sempre) di attrazione fisica verso il sesso opposto.
Grazie a chi vorrà rispondermi.
Alcatraz ha detto...
Per Ale 83.
Caro Ale queste cose sono naturalmente complesse e non è facile dare una risposta.
Credo, però, che laddove un certo percorso non è stato fatto e certi blocchi restano, sia molto difficile provare qualcosa per il sesso opposto.
Quel che posso dirti è che se provi disagio per le tue pulsioni, non mollare e il cambiamento potrà arrivare.
IN bocca al lupo.
fr MAx ha detto...
Per Ale 83.
Ciao carissimo.
L'attrazione per il sesso complementare è qualcosa di scritto nel corredo biofisico dell'uomo (guarda la stessa costituzione anatomica che ci fa pensati per un incontro che completa cio' che a ciascuno manca).
Io al di la di tutte le esperienze dolorose che possono annidarsi dietro una chiusura o una rigidità verso il mondo complementare direi di coltivare il FASCINO DELLA COMPLEMENTARIETA'.
Inizia a scrutare il mondo opposto a vedere in quante cose è diverso dal tuo, sapendo che cio' che manca ....attira !
LA mancanza di attrazione può nascere da tante cose, in primis un DISTACCO EMOTIVO da un mondo che si è scelto per tanti motivi di lasciare, di scrutare, di conoscere, di visitare per far spazio alle numerose barriere difensive che apparentemente aiutano a vivere meglio ma in realtà fanno isolare e soffrire!
Riscopri ciò per cui sei stato pensato è che la tua costituzione corporea insieme alla tua diversità psichica ti fa sperimentare rispetto a un altro mondo che chiede di essere incontrato !
Buon cammino.
Prego per te!
Fr MAx
A. 27 marzo ha detto...
L'omosessualità, a dispetto del nome, è anch'essa complementarietà. Come ogni condizione ha le sue cause, ragioni d'esistere: a volte sono ferite emozionali (come la perdita di un padre) a volte frutto di un contesto (come un clima più orientato verso il femminile). Un ragazzo con un padre assente si rifarà di più alla madre e svilupperà caratteristiche più femminili tali da farlo sentire attratto dalle complementari-maschili. Un altro che ha vissuto solo nel rapporto paterno senza sperimentare l'accoglienza del genere femminile, la cercherà in quello maschile. Dipende tutto dagli occhi con cui si guarda: per qualcuno può essere una deviazione per altri frutto dello scorrere della Vita.

Nell'eterosessualità il maschio cerca determinate caratteristiche che ha sperimentato nel rapporto materno oppure di compensare ciò che non ha avuto in quel rapporto. Un tempo anche questa dinamica sembrava assurda perché implicava che il bambino avesse una vera e propria sessualità, un eros verso il genitore.
La sessualità dell'essere umano, a differenza di quella animale che è pura pulsione di riproduzione, consta soprattutto dell'aspetto emozionale-relazionale. Ci sono persone che vivono serenamente la loro identità e orientamento omosessuale, non sentono la necessità d'indagare o sperimentare altro. Altre che sentono il bisogno di riconsiderare un rapporto o una fase della vita per essere se stesse. Per me, al di là della strada che si sceglie, è importante comprendere che non è una patologia, ma un aspetto di sè.
Anonimo ha detto...
Ciao a tutti sono nuovo, e qui sopra mi chiamero' Ismaele.
Molto in breve, sono sposato con tre figli e sono felice. A trenta anni passati mi restano, pero', ancora dei mannerismi femminei che ho involontariamente tirato su e di cui, se mi vedo immortalato in pellicola, mi vergogno. Mai avuto esperienze omosessuali, in compenso rimorchio sempre uomini, il che mi imbarazza parecchio. Ho trovato questo sito ieri e mi sono deciso a cambiare quello di me che non mi piace. Ho una storia simile ad altre qui sopra, e una violenza sessuale subita da uno zio da bambino, vissuta come un segreto e come una colpa.
Mi sono ritrovato, pur avendo avuto un padre premuroso, in molte delle vostre descrizioni e nella strano senso di non appartenenza al branco, nel fisico esile, nel senso di inadeguatezza alle tensioni fisiche o mentali. Adesso pero' sento che questi sentimenti non rispecchino quello che sono diventato e voglio omologare anche il mio aspetto e comportamento a una sicurezza interiore che sta crescendo. Attraverso l'esterno per arrivare all'interno. Non accavallare le gambe, tenere le spalle rilassate e aperte, sostenere gli sguardi... sono tutte cose che per me sono impegnative ma che sto imparando a fare. Quando mi accorgo di qualcosa, semplicemente correggo. Ho notato che con la nascita di mio figlio ho migliorato molto questo aspetto, il tono di voce, la postura, visto che chi mi conosce da prima nota la differenza. Inoltre le nuove generazioni cominciano a chiedermi consigli o a vedermi come fratello maggiore, e questo lo trovo di grande aiuto anche per me.
Anche il fisico ne sta risentendo. Devo essermi tranquillizzato e sto mettendo su qualche muscolo, mentre prima qualunque cosa mangiassi rimanevo uno stecco. Tutto e' collegato, anche gli organi vitali.
Nel mio caso ho forse subito traumaticamente la differenza di corporatura con i miei fratelli maggiori e il rapporto con il cibo.
Mai stato anoressico o bulimico ma comunque sempre magrissimo. I pasti erano un momento traumatico per me.
Avere qualcuno da difendere dello stesso sesso, amici, o figli e' cruciale. E anche litigare, dover combattere, accorgersi della propria forza fisica. I micro atteggiamenti di una vita di paure sono difficili da togliere ma sono fiducioso perche' ho scoperto quanto mi piace questo ruolo che la vita mi ha portato ad acquisire. Grazie a tutti per aver condiviso cose cosi' intime che mi hanno fatto capire bene il perche' di molte dinamiche della mia vita.
Emilio ha detto...
Ciao a tutti!spesso rivisito il blog e provo una gioia grandissima a vedere queste nuove testimonianze!coraggio!coraggio!Anche nei momenti più bui e difficili non ci si deve arrendere.Proprio qundo passiamo questi momenti di angoscia dobbiamo tenere duro!
Nel Vangelo così dice Gesù (Matteo 11,28):" Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".
E allora che cosa ci spaventa?Abbiamo Gesù al nostro fianco!
Aggiungo un'altra frase di nostro Signore(Luca 11,9-12):" Ebbene,io vi dico: chiedete e vi sarà dato,cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.Perchè chiunque chiede riceve,chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.Quale padre tra voi, se un figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?o se gli chiede un uovo gli darà uno scorpione?Se voi dunque,che non amate,sapete dare cose buone ai vosrti figli, quanto più il Padre Vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!"
Impariamo con la Preghiera a chiedere lo Spirito Santo!giorno dopo giorno,settimana dopo settimana,mese dopo mese fino alla fine della nostra vita.La preghiera è gioia!essa va anche vissuta!è intimità con Dio!è parlare con un Padre che ci ama sopra qualsiasi limite!Noi tutti siamo come un fiore!la preghiera è quell'acqua che ci annaffia giorno dopo giorno!senz'acqua il fiore appassirebbe!
Distruggiamo il male che è in noi.distruggiamo il peccato che ci fa annegare nell'angoscia e nella desolazione.
Un saluto e un abbraccio a tutti!
Emilio
Anonimo ha detto...
Salve sono un ragazzo di 20 anni che vorrebbe descrivere in breve la sua esperienza. Non so se sono omosessuale, mi hanno "visitato" due psichiatri ed uno psicoterapeuta affermando che io soffro di disturbo ossessivo compulsivo nei confronti dell'omosessualità (DOC omosex), nonostante questo, vorticando infinitamente nella mia mente mi sono riapparsi dei pensieri molto oscuri riguardo il mio passato, intorno ai 12-14 anni (durante il periodo delle scuole medie) erotizzavo nel mio corpo quasi come una presenza femminile che mi faceva sentire diverso dagli altri, sognando quasi di avere dei rapporti con i miei amici. Eppure questi miei amici li conoscevo da anni, prima che questa erotizzazione accadesse in me. Detto ciò io non sono mai stato con un uomo né ho mai fatto esperienze omosessuali, sentimentalmente non mi hanno mai attratti fino ad ora, anzi sempre in quel periodo di 12-14 anni capitava che avevo infatuazioni con donne, così come alle elentari e all'asilo. Verso le superiori questa erotizzazione nei confronti dei maschi è scomparsa, tanto che tramite computer ricordo mi legai particolarmente ad un paio di ragazze con cui avrei sognato potesse nascere qualcosa, fino a che con il finire delle superiori ho avuto esperienze con altre ragazze con cui mi sono trovato bene. Nonostante ciò in questi ultimi mesi ho subito delle crisi interiori che mi hanno portato a star male, non capendo a cosa sono dovute. Leggendo spesse volte questo blog, mi sono riscontrato in molti punti con chi è effettivamente omosessuale: pur'io con gli anni ho avuto una madre molto presente nella mia vita, e un padre non dico proprio assente, ma che mi ha dato molti meno insegnamenti. Spesso infatti riverso la colpa di questi disagi nei confronti di mia madre che nel periodo delle scuole medie era come se mi trattasse da donna. Non so se queste sono mie vorticazioni inutili oppure dietro tutto ciò si possa celare una realtà, fatto sta che di questo ne ho parlato anche con lei e con mio padre, ma loro sostengono che sia tutto frutto della mia mente "malata", e che mi hanno visto crescere negli anni sentendomi dire "è bella quella ragazza, mi piace". Nonostante ciò in questi ultimi mesi di crisi mi sento molto debole, vorrei far affiorare il mio "io" di uomo dandomi forza e coraggio per il futuro, dal punto che se il buon Dio mi ha creato maschio un senso ci sarà pure in tutto ciò.
Anche ultimamente mi sono incontrato con una ragazza che a me piace molto e ne ho avuto anche chiari responsi fisici e ormonali attraverso baci o semplici contatti fisici (non sesso).
Non vorrei rubare tempo a persone che magari hanno storie più chiare di me o a chi effettivamente "ne ha più bisogno", ma la mia domanda è semplice: nel progetto di "riparazione" di Nicolosi possono essere presenti anche tecniche per rendere più virile e maschile una persona? Se qualcuno ha anche materiale online da leggere o libri da consigliare, mi faccia sapere.
Grazie
Emilio ha detto...
X l'anonimo di 20 anni.
Ciao e benvenuto!ecco è sempre un pò difficile iniziare un discorso.Nel post scrivi:"Non vorrei rubare tempo a persone che magari hanno storie piu chiare di me o a chi effetivamente ne ha piu bisogno..".Sappi che non stai rubando niente anzi stai condividendo la tua storia che non è poco!Vedi ognuno di noi che ha lasciato commenti in un modo o nell'altro è stato ferito nel suo intimo,nella sua anima,nella sua virilità.Tu stai esprimendo un tuo disagio che è diverso dal mio ed anche il mio è diverso da alrti, se pur simile in qualcosa.Quello che è comune però è questo malessere.Dici che in quest'ultimo periodo i pensieri,le crisi interiori ti stanno rendendo debole.Cerca di non sprofondare in queste "spirali",lascia che questi pensieri scorrano,non affossarti su di essi,non tendergli le tue mani perchè ti trascinerebbero.Cerca di perdonare anche gli errori dei tuoi genitori,anche se sbagliano gravemente,questo perchè loro cercano sempre di fare la cosa giusta per noi,anche se a volte non ci riescono.Questo malessere che hai è dovuto al fatto che stai combattendo,ovvero stai cercando di non farti tramortire dalle cose negative del passato.Anche se ti senti "appesantito" e dobole non smettere di lottare.Un soldato dopo aver combattuto si sente stanco e debole ma alla fine è felice perchè sa che che ha vinto e ha avuto salva la vita.Dici bene quando affermi:"vorrei far affiorare il mio io di uomo dandomi forza e coraggio per il futuro,dal punto che se il buon Dio mi ha creato maschio un senso ci sarà pure in tutto cio".
Incomicia a far uscire il tuo vero io!un io vero però!non lasciarti mai incantare dalle false luci di questa vita.Che esca dal tuo cuore solo positività, amore,comprensione, non egoismo e cose derivanti.Chiedi al Signore che ti faccia capire tutto ciò che ti è necessario.Non dubitare di Lui,fidati di Lui!Pregalo non stancarti mai di farlo e capirai quanto ti ama!immensamente!
Emilio
Anonimo ha detto...
Ti ringrazio tantissimo Emilio. Ribadisco che non ho mai avuto esperienze con un uomo, infatti ho avuto modo di parlare con un prete che mi ha detto di stare tranquillo e che non sono omosessuale, così come mi hanno detto 2 psichiatri, dicendomi che si tratta di pura "ossessione" legata ad un disturbo ossessivo. Probabilmente il problema non sta nemmeno nell'essere gay o meno, ma si cela dietro altre cose, quel che però mi preoccupa è che ultimamente non mi sento vivere, a volte è come se non mi riconoscessi più, non riesco a prendere delle decisioni nella mia vita. Ribadisco che io sono nato uomo, e non è un caso, mi sono stancato di questa società malata e a questa laicità totale nei confronti della vita che cerca di disturbare le menti. E non si tratta di essere bigotti, si tratta semplicemente di rispettare il disegno che Dio ha dato a noi in quanto uomini, e alle donne in quanto donne. Dobbiamo diventare fortissimi e amare una donna come si deve. Riguardo la teoria di Nicolosi esistono anche libri o siti internet in cui spiega come rendersi veramente virili e sentirsi uomini nelle decisioni della vita di tutti i giorni?
fr Max ha detto...
Per Ismaele.

Ciao carissimo papà Ismaele.
Pace a te.
L'entusiasmo che sta accompagnato la nuova coscienza di te e delle tue immaturità affettive legate ai traumi che dici di aver subito, potrebbe di certo diventare una spinta importante nel fare certi passaggi.
Tutto quello che hai descritto come impegno nel voler modificare, in particolare in campo di comportamenti e modi di stare insieme agli altri, puo' andar bene soprattuto perchè sperimenti tu stesso di non essere a tuo agio.
Tuttavia vorrei invitarti ad approfondire il tuo cammino e non fermarti solo a un dato esteriore comportamentale ma di andare più a fondo nella conoscenza di te della tua personalità, e perché no della tua vocazione di uomo, marito e padre alla quale hai risposto.
Circoli d'intimità e familiarità affettiva sono molto sanati nel ricompattare alcune aree del cuore ferite e rinchiuse come in un carcere da cui non si vuole uscire!
Respirare aria pulità e ricca di speranza in ambienti sani, percorsi di fede dove puo' sperimentare la Sanazione e la bellezza dell'efficacia sacramentale, condivisione con i tuoi pari,( altri padri coetanei, e famiglie con problemi ordinari comuni a ogni famiglia) allenteranno altre tensioni e creeranno ponti di fiducia e condivisione dall'effetto sanante!
Scopri il buono e bello che sei e che è in te e che sei in grado di poter offrire e gustare!.
Per qualunque chiarimento, sfogo e condivisione ci sono. (byronmp@libero.it)
Accompagno te e la tua famiglia.
Forza

P. Max


Anonimo ha detto...
Salve ragazzi,qualche volta vi leggo... avevo lasciato un commento alcuni mesi fa. (in cui mi presentavo)
Voglio porvi una domanda a mio parere importante: Ma dopo anni di "impegno"- un pò di repressione avete concluso qualcosa ?
Mi sembra significativa come domanda poichè essendo giovane (23 anni) chiedo a voi che avete più esperienza.
Ricapitolando... C'è qualcuno che ha risolto ?
Grazie :)
MANUEL ha detto...
Ciao a tutti sono Manuel.
Scrivo qua perchè vorrei che qualcuno di voi mi aiutasse.
Vorrei augurare a tutti un buon natale e tanta felicità, che le ferite e le molestie subite da ognuno di noi fossero un brutto ricordo, un brutto sogno da dimenticare, cosa che così pultroppo non è.
Vorrei ringraziare una persona, una persona che più volte, con gentilezza ho chiesto di mettersi in contatto con me. Circa un anno fa una persona di voi mi ha messo in contatto con marco degli usa. Vorrei ringraziare questa persona e visto che marco non lo sento da molto tempo, vorrei sapere, tramite questa stessa persona, come lui sta. Lascio qui sotto il mio indirizzo email che è il seguente: francescorossiroma@hotmail.it
ciao a tutti e ancora buon natale
Paride ha detto...
Per Anonimo 23 anni

(firmati così o datti un nome, sennò è complicato seguire il filo dei tuoi post). Hai chiesto due cose diverse, se qualcuno ha concluso qualcosa oppure se ha risolto. Io ho avuto un'adolescenza distrutta dalle fantasie omosessuali e ho perso l'occasione per grandi amicizie. Ma è andata così. Poi è arrivato internet e si è aggiunta la piaga della pornografia. Quando la grazia di Dio ha cominciato a conquistarmi ho cominciato un cammino e mi sono liberato di tutta questa spazzatura. Il risultato è una pace che non ha prezzo. Ora ho più di trent'anni, e la strada non è finita, perché combatto con la mia insicurezza, e vado avanti. Ma ti posso assicurare che il disagio dell'omosessualità è superato (turbamenti, sogni-incubi, ecc,). Vero è che quando sono molto giù le tentazioni si affacciano, ma guardo in alto e svaniscono. Il mio cammino non è finito, perché quando ti liberi del brutto mantello delle fantasie omosessuali scopri che sotto ci sono le radici vere dei tuoi problemi, nel mio caso paure e insicurezza. Ma sto bene e più vado avanti più la vita diventa bella! :-) Spero di aver risposto alla tua domanda. Ciao!
Eleanor ha detto...
Salve a tutti.
Sono nuova nella sezione uomini, ma ho già postato alcuni commenti in quella delle donne.
Vi scrivo non per me, ma per un caso di una persona che conosco.
A impensierirmi è uno dei ragazzini che frequenta la classe di catechismo che gestisco (prima media). Luca (nome fittizio) ha cominciato a manifestare una serie di movenze, atteggiamenti, gusti molto ambigui, e ciò lo rende la mira prediletta dei compagni maschi, sepcialmente quelli più grandi di lui.
Per fare un esempio: Luca adora la boy band del momento, tipicamente amata dalle ragazzine della sua età, non pratica sport, ha un cattivo rapporto con i maschi, è molto affettuoso nei confronti delle femmine, pur avendo una voce grave per la sua età tende a falsettare; le posture, i gesti e tutto quello che vi ho detto prima lo portano ad avere l'etichetta di gay già ora.
Preciso: Luca ha anche qualche disturbo di apprendimento. Mancanza di concentrazione, iperattività, un QI a mio avviso non particolarmente elevato. La famiglia è molto presente, a mio avviso troppo, specialmente la mamma che tende a viziarlo tantissimo.
Con i compagni di classe io e le mie colleghe abbiamo fatto un discorso molto chiaro riguardo alle prese in giro, e pare abbia funzionato: il problema sono i ragazzi delle altre classi!

Ora, dopo tutto questo popò di roba, e considerando il fatto che io lo vedo per ovvie ragioni solo un giorno alla settimana (e quindi il mio intervento è limitatissimo), volevo chiedervi: come dovrei comportarmi? Io tendo a stargli vicina, a prendergli la mano, a mettergli un braccio attorno alle spalle per tentare di contenere la sua distrazione. Anche con gli altri bambini (maschi e femmine) mi comporto in maniera analoga, ma in misura molto minore, perchè so che non ce n'è bisogno.
Alla sua età cosa avreste voluto vedere in un adulto? Gli farebbe bene essere buttato nella lotta per l'affermazione di sè senza lo scudo di una donna? Avevo anche pensato di proporre alla famiglia di iscriverlo a un corso di chitarra o simili, dato che gli piace la musica; magari potrebbe trovare amici maschi che hanno i suoi stessi interessi, e sentirsi parte di un gruppo. Ma temo che un ragazzino così problematico abbia bisogno di un aiuto più sostanzioso di un corso di musica...

p.s: il post non deve essere frainteso: non è che io voglia fare il lavaggio del cervello a un bambino "perchè se è gay oddio è tremendo". E' che per esperienza personale gli anni della crescita possono essere traumatici, e renderli un po' più piacevoli a qualcun'altro non sarebbe male.
Anonimo ha detto...
Manuel
Salve a tutti sono sempre Manuel.
Vorrei augurare a tutti un buon Natale e vorrei ringraziare la persona che mi ha permesso di mettermi in contatto con Marcostronger degli Stati Uniti d'America. Se questa persona si potesse mettere in contatto con me, sarebbe il regalo più bello che possa ricevere per Natale. Un auguro anche a Marcostronger sperando che prima o poi si possa connettere sul forum e leggere questo messaggio. Lascio il mio indirizzo email che è il seguente
francescorossiroma@hotmail.it
Uno Come Voi ha detto...
Ciao e Buon Natale a tutti.

È dal luglio del 2011 che non partecipo più alle conversazioni in questo blog.
Stasera mi è venuta la curiosità di darci un'occhiata e ho letto gli ultimi due messaggi.

Volevo rispondere a Eleanor che è vuole aiutare il suo alunno di catechismo, Luca.
Purtroppo la situazione non è semplice. Se c'è la possibilità di parlare con i genitori bisognerebbe chiedere alla madre di fare un passo indietro e di mettersi proprio da parte, di essere meno presente. E bisognerebbe chiedere al padre, di prendere Luca sotto la sua ala, di cercare quante più occasioni possibili per trascorrere del tempo insieme.

Luca non si è identificato con la figura paterna... per chissà quali motivi... Ci vorrebbe una serie di colloqui per capirlo.
Ora il mondo maschile gli sembra alieno e sconosciuto. Gli serve una figura maschile che lo ami e lo riconosca come uomo.

Il mio consiglio è che padre e figlio comincino a dedicare tutti i weekend l'uno all'altro. Il papà deve condurre i giochi ovviamente, trovando interessi comuni a entrambi. Potrebbe bastare mangiare una pizza e po andare al cinema, andare a vedere qualche spettacolo, qualche mostra, fare qualche divertimento insieme. In tutto questo la mamma deve starne fuori. Deve proprio rimanere a casa da sola, per quanto questo la faccia soffrire.
E poi non deve mancare la preghiera in famiglia.

Io non posseggo una letteratura particolarmente vasta sul caso, ma ricordo bene che c'era un libro di Nicolosi che mi aveva aperto particolarmente gli occhi: si tratta di "Omosessualità, una guida per i genitori".
Mi sentirei di consigliarlo a te, educatrice, e ai genitori di Luca.

Che Dio vi assista tutti!

Uno Come Voi

Luca 1974 ha detto...
Buongiorno a tutti. Vorrei anche io rispondere alla richiesta di aiuto di Eleanor circa il bambino che vuole cercare di aiutare, Luca. Anzitutto, Eleanor, è molto bello sapere che esistono persone ancora sensibili come te. Purtroppo nell’ambito dei problemi legati all’omosessualità non è così semplice trovare un aiuto valido in quanto per la società e soprattutto per la psicologia l’omosessualità è considerata una variante naturale. Non si tratta di parlare di discrimininazione nei confronti di chi è omosessuale (purtroppo anche io vivo questo disagio). I gay vanno amati e rispettati in quanto persone, indistintamente come tutti gli altri. Ma scendiamo un po’ più in profondità, oltre il concetto di discriminazione. Qui stiamo parlando della salute psicologica di un bambino, cosa ben più importante! Il ragazzo qui sopra, “Uno come voi”, mi ha tolto le parole dalla bocca. Mi ha soltanto preceduto. Condivido in pieno tutto quello che dice. Luca, per qualche motivo, non si è identificato con il padre. Ha bisogno al suo fianco di una figura maschile sicura, decisa, ma anche tenera ed amorevole, un modello convincente di ruolo maschile che passi del tempo con lui e riesca a farlo sentire speciale ed amato. Ha bisogno di essere confermato come uomo. In tutto questo, anche il mio consiglio è che la madre si tenga un po’ in disparte. Davvero! Leggi il libro “Omosessualità, una guida per i genitori” di Joseph Nicolosi: è molto preciso, accurato, ed autorevole. Anche a me ha aperto molto gli occhi. A questo indirizzo puoi trovarne una recensione: http://www.alleanzacattolica.org/indici/ex_libris/nicolosi330_331.htm
A quest’altro indirizzo puoi acquistarlo:
http://www.ibs.it/code/9788871984698/nicolosi-joseph-nicolosi-linda/omosessualit-agrave-una-guida-per.html
Concordo anche io, in quanto credente, nel supporto della preghiera, che non mancherà da parte mia per Luca.
Potrebbe anche rivelarsi utile un supporto terapeutico adeguato (non psicologi qualsiasi). Puoi rivolgerti alla sezione italiana Narth (che tratta in maniera specifica di problematiche legate all’omosessualità). Puoi scrivere a: narth.italia@gmail.com
Un grosso abbraccio
eclipse ha detto...
Complimenti Eleanor continua cosi' un consiglio di CUORE che ti posso dare oltre a quello ottimo di Luca1974 e' quello di attivita' fisica possibilmente uno sport di squadra in modo che si possa sentire parte del gruppo all'inizio e' dura ma non deve mollare!!!!!!QUESTO E' L'ASPETTO PIU' IMPORTANTE IL RAPPORTO CON I COETANEI!!!!!!!!!

Per l'aspetto della famiglia la virilita' la puo' prendere dal padre che deve essere affettuoso ed interessarsi a lui basterebbe un abbraccio del padre per renderlo piu' sicuro la madre invece dovrebbe "soffocarlo" meno.
ciao
Eclipse
Luca 1974 ha detto...
Desidero condividere con voi un piccolo pensiero sperando che possa essere utile e di aiuto per qualcuno di voi. Vivere con pulsioni omosessuali per noi che ne soffriamo non è affatto semplice. Spesso è molto doloroso e scoraggiante. Proprio in questi giorni grazie al preziosissimo aiuto di Dio e dei miei cari fratelli in Cristo sto realizzando meglio come il nostro non sia un problema di orientamento sessuale, ma piuttosto un problema di identità, un non riuscire a riconoscerci come uomini, un non sentirci perfettamente in grado di appartenere a quel mondo, di non esserne all’altezza. Tutto questo a causa di ferite relazionali e carenze affettive sperimentate nell’infanzia e nella prima adolescenza. Tutte cose che hanno portato ognuno di noi a “chiuderci” ed allontanarci dall’universo maschile. Non mi dilungo tanto, ma consiglio vivamente a chi desidera capire di più sui problemi legati alla propria identità sessuale di leggere i seguenti libri:
- “Omosessualità maschile, un nuovo approccio” di Joseph Nicolosi
- “Omosessualità, una guida per i genitori” di Joseph Nicolosi
- “ABC per capire l’omosessualità” del gruppo Obiettivo Chaire
Nell’apposita sezione “libri” di questo forum sono indicate le coordinate per come poterli acquistare. Sono rimasto estremamente benedetto da queste letture perché mi hanno aiutato realmente a comprendere le radici delle mie pulsioni omosessuali. Sono libri veramente autorevoli, diretti e precisi sull’argomento in un mondo in cui l’informazione è ormai monopolizzata esclusivamente dall’ideologia gay. Mi sento vivamente di consigliarli a tutti. Il mio percorso è ancora in salita e spesso molto faticoso. Ma so di avere intrapreso la strada giusta. Se siete credenti fatevi aiutare dai vostri fratelli in Cristo magari più grandi e maturi di voi. Il loro supporto e la preghiera costante possono essere di enorme aiuto. Voglio poi incoraggiare Eleanor a continuare a prendersi cura del suo alunno Luca come ha fatto fino ad ora. Un caloroso abbraccio a tutti e tante benedizioni nel nome di Gesù.

Paolo ha detto...
Ciao a tutti ragazzi, giovani e meno giovani! Sento il bisogno di dare a tutti (me stesso in primis) un grande incoraggiamento per il percorso che ognuno di noi ha intrapreso. Coraggio ragazzi, spero che nessuno di noi perda mai le motivazioni forti e limpide che ci spingono a continuare a lottare. E se ci capita di perdere queste motivazioni, mi auguro che ognuno di noi sappia ritrovarle, più vere e più forti di prima, con la consapevolezza che è assolutamente legittimo e degno di grande stima lottare per migliorarsi e per far vincere il bene dentro di sè.
La nostra battaglia sia sempre contro ciò che ci impedisce di vivere in piena libertà e dignità. Mi raccomando, siamo sempre il più possibile onesti con noi stessi perché non c'è nulla da temere. Non neghiamo le nostre pulsioni omosessuali, i nostri desideri infantili, le nostre invidie, le nostre piccole e grandi immaturità: ammettiamole perché non c'è nulla da temere. Se trattiamo con disprezzo e negazione la nostra immaturità, resteremo per sempre immaturi ed incompleti. Dobbiamo crescere nella fiducia di noi stessi! Noi siamo come tutti gli altri, come tutti i ragazzi che hanno sempre e solo provato attrazione sessuale verso le donne, come tutti i ragazzi che non hanno mai sperimentato attrazione verso lo stesso sesso. Ragazzi, è così! Perchè dovrebbe essere diversamente? Non cadiamo nell'errore che commettono in troppi di sbandierare questa attrazione come una caratteristica che rende diversi e al di sopra delle regole: in quanto diversi è consentito vivere la sessualità in modo diverso rispetto alla morale tradizionale, poiché le regole valide per i "normali" non sono valide per i "diversi". Questa presunta libertà dalle regole è una magra consolazione, perchè nasce da un sentimento di inferiorità, che ci spinge a cercare di convincere gli altri che una nostra immaturità sia in realtà una bella e sana diversità. Ma, come dicevo prima, non c'è nessun problema se siamo immaturi, l'importante è battersi per migliorarsi.
Cerchiamo di essere sempre generosi, leali, liberi, semplici, sicuri, insomma... BELLI! E' il modo migliore per dimostrare a noi stessi che siamo proprio noi la persona che vorremmo essere: nessuno più di me ha le qualità per essere "l'uomo che per me è impossibile non stimare". Lo so che a volte è difficile credere che tra noi e i ragazzi che ci appaiono così forti, sicuri, liberi, ecc non ci sia una distanza incolmabile, ma quel sentimento di inferiorità così potente è soltanto un inganno! Io ne sono sicuro. Dare il meglio di noi stessi è il modo migliore per liberarci da quell'inganno!
Quindi dai, forza e coraggio! Continuiamo che siamo grandi. So che ci sono tanti altri che stanno combattendo questa battaglia e che non sono uno sfigato che si prende in giro da solo: in tanti hanno voglia di combattere la battaglia di migliorare se stessi e lo stanno facendo. E' bellissimo fare questo incoraggiamento. Grazie, vi stimo tutti.

Paolo
Anonimo ha detto...
Avrei bisogno di parlare con Marco dagli Usa. Marco io ti cerco perchè ho bisogno del tuo aiuto!
Francesco

fr MAx ha detto...
Per Paolo:
Ciao Carissimo e grazie per il tuo splendido incoraggiamento che arriva in questo spazio come una boccata d'aria !
Ci vuole sempre uno stimolo a non smettere di guardare la meta e riconoscere la Bellezza con cui ciascuno è stato pensato e desiderato per vivere la meravigliosa e articolata avventura della vita!
Grazie e buon cammino anche a te e a tutti i ragazzi di questo blog.
Siete sempre con me, uno per uno.
Vi benedico
Fr Max
Paolo ha detto...
Grazie della tua benedizione fra Max! Abbiamo tanto bisogno di persone che credano in noi e nella nostra bellezza. Abbiamo bisogno di uomini che, guardandoci, vedano l'uomo fiero e forte che ha solo bisogno di trovare un po' di coraggio per venire fuori; insomma abbiamo bisogno di persone che, credendo con limpidezza in noi, ci spingano ad essere noi stessi i più instancabili estimatori della nostra persona; è il nostro più grande desiderio quello di sentire che il mondo ha bisogno di noi, proprio di noi, e per questo possiamo stare in piedi, con fierezza, nel mondo degli uomini. Quando questa verità diventa ciò in cui crediamo fermamente, allora la vita diventa uno spettacolo pirotecnico di gioia e di bellezza! Dai ragazzi dobbiamo crederci! Mettiamo a tacere le voci che dentro di noi ci tengono nella tristezza e sprigioniamo tutta la nostra voglia di vivere, tutta la nostra passione, tutta la nostra libertà, tutto il nostro impegno, tutta la nostra voglia di amare! Se senti che è proprio questo quello che desideri quando vivi certe pulsioni omosessuali, voglio incoraggiarti a non limitarti a vivere questi desideri belli e sani soltanto quando diventano manifesti con la pulsione sessuale. Siamo maschi ed erotizziamo praticamente qualsiasi cosa (eh siamo fatti in questo modo... secondo me è bello così! :D ) però il mio invito è quello di prendere davvero sul serio questi desideri: dobbiamo imparare a cercare di dare risposta a queste nostre aspirazioni in maniera più solida e continuativa, non possiamo aspettare la pulsione sessuale per renderci conto che abbiamo voglia di vita! Quindi non neghiamo le nostre pulsioni (sarebbe drammatico) e se ci capita di soddisfarle in maniera un po' troppo superficiale non condanniamoci (tutti sbagliano) però l'importante secondo me è avere la decisione di dare a queste nostre pulsioni la dignità che si meritano. Se agiamo così, sono certo che scopriremo pian piano (ci vuole pazienza ed umiltà per queste cose) che le pulsioni omosessuali non ci allontanano dagli altri ragazzi che non le provano, ma anzi ci avvicinano a loro, perchè la nostra fame di vita è la loro stessa fame.
Spero che qualcuno di voi possa condividere queste mie parole, che sono il frutto della mia esperienza, di tanti errori e del percorso che sto portando avanti e che mi sta dando tanta gioia.
Grazie, siamo grandi.

Paolo
fr MAx ha detto...
Per Paolo:
Carissimo, Pace a te.
Sei un grande. La lettura che dai delle cose che vivi te mette certo sulla strada giusta per sperimentare la maturità e la Adultità che pian piano sentirai sempre più forte in te!
Sono fiero di come riesci a inquadrare le cose e invito tutti a fare altrettanto.
La Pulsione è una semplice occasione per dire che si ha bisogno di accogliersi più in profondità per viversi in maggiore libertà!!!
Sono a tua disposizione e di chi vuole il mio ascolto.
La mia paterna Benedizione.
Ogni bene!
P. MAx
Anonimo ha detto...
Salve a tutti. Leggevo il vostro blog intorno ai sedici anni, adesso di anni ne ho venti. Forse mi presentai anche, non ricordo sinceramente.
Mi piacerebbe conoscere qualcuno di voi, anche solo virtualmente e conoscere le vostre esperienze.
Saluti,
Adalberto.
Anonimo ha detto...
Carissimi, ho un disperato bisogno di parlare con qualcuno che sia sul mio stesso cammino. Se qualcuno abita nei pressi di Milano, mi può contattare? Vi prego.
alto.giove.1@gmail.com
A. 27 marzo ha detto...
Riscrivo dopo tanto tempo su questo blog, che ancora oggi sento come un diario in cui conoscermi sempre più a fondo. Sono stati mesi in cui ho avuto la possibilità di riconnettermi con quella parte di me stesso che avevo per l'ennesima volta abbandonato. La paura di non trovare una forma definitiva e la fretta di voler agire su tutti i piani nella società, mi hanno portato a perdermi. Questa volta però sapevo che era inutile disperarsi e che, restando in ascolto delle mie sensazioni che emergevano, mi sarei ritrovato. Ho finalmente percepito la differenza tra gli stati dell'Io che Nicolosi chiama "vero sè" e "falso sè". Vedendomi dall'esterno, ho compreso come nello stato assertivo ero vitale e centrato sul mio corpo, mentre a seguito di una sensazione di vuoto e svalutazione entravo in un "falso sè", in cui compariva l'omosessualità come compensazione. Da quella profonda presa di coscienza è iniziato a cambiare anche il modo di relazionarmi agli altri, mi sono individuato come singolo, ho reso delineati i confini del mio essere, sono diventato una guida nel percepire le mie sensazioni e volgerle alla maturità ed autenticità.
A. 27 marzo ha detto...
Nessuno mai in questo blog ha descritto la fase in cui si passa dall'attrazione omosessuale a quella eterosessuale. A me è capitato 3 giorni fa e dura tutt'ora. In passato ho attraversato fasi in cui l'attrazione per gli uomini scompariva e lasciava posto ad un interesse per il genere femminile, ma non c'era una vera e propria energia genitale che portava all'atto. Da qualche settimana sto attraversando un periodo di totale centratura in me, in cui il mio agire rispondeva solo alla domanda "cosa mi fa stare davvero bene?". Giorno dopo giorno è emersa una forza e una sicurezza che mai avevo conosciuto prima. All'interno della famiglia ho iniziato ad espormi senza limiti, parlando di me, di ciò che ogni giorno apprendevo di psicologia, tanto che i miei erano contenti nel vedermi così vitale e nello stesso tempo intontiti da questo così forte voler affermare il mio "sè autentico e dotato di genere". In questo clima il rapporto con mamma si è ribaltato: non ero più il contenitore, ma il contenuto. La percezione di lei come di una madre immensa (che nell'infanzia aveva portato all'attaccamento insicuro) è stata sostituita con quella di una madre con le sue debolezze, addirittura in certi versi da guidare. Mio padre ha iniziato ha guardarmi con occhi diversi, si è instaurata una comunicazione da uomo a uomo ed è emersa in me una grande voglia di coinvogimento affettivo. Sono portato a fare cose un po' da cucciolo, ma un cucciolo in crescita, non come fase regressiva: gli saltavo addosso mentre era sul divano e gli facevo il solletico mentre cenava, gesti apparentemente insignificanti, ma che mai avrei sognato di compiere verso quell'uomo che fino a così poco tempo fa odiavo. Lui sentiva questi gesti come affettuosi e ne era felice, mi accoglieva nelle mie esternazioni, mentre in passato mi rifiutava duramente, facendomi vergognare dei miei stessi slanci affettivi. La differenza, oltre ad un completamente rinnovato clima famigliare, era che nei gesti del passato era presente in me una forma di sfida derivante sia dalle dinamiche della coppia genitoriale che dall'impossibilità di passare ad un'identificazione col maschile a causa di un legame materno di enorme dipendenza.
Il rimanere nello stato assertivo, sintonizzato con i miei bisogni, desideri e conflitti autentici costantemente per molti giorni ha portato ad una diversa concentrazione dell'energia corporea, soprattutto nella zona genitale. E' una sensazione incredibile, è come se iniziassi per la 1^ volta a sentire davvero i miei genitali, come se si stessero creando le connessioni neurali di base per quella zona e con esse il desiderio del suo complementare, un desiderio primordiale, puro, di riflesso. Fino a quel momento ho compreso di non aver mai sentito veramente il mio pene, nell'atto o fantasia omosessuale è come se l'energia non fosse realmente nel pene, non dentro ma intorno, all'esterno del membro stesso, così come la dinamica psichica non era centrata all'Io, ma investita su una proiezione riparativa.
Anonimo ha detto...
Per anonimo del 27 marzo: grazie per la tua condivisione. :)
Mi ritrovo quasi del tutto in ciò che hai scritto. Mi piacerebbe molto scambiare quattro chiacchiere con te in un qualche programma di messaggistica istantanea. Saresti disponibile?
E, ti chiedo anche, stai seguendo una terapia o agisci da solo?
Comunque, complimenti e non mollare mai ;-))
Buona giornata,
Adalberto.

Anonimo ha detto...
PS (sempre riferito all'anonimo del 27 marzo): cosa intendi con 'vedendomi dall'esterno'?
A. 27 marzo ha detto...
Esco da un periodo in cui volevo in qualche modo incastrare l'omosessualità nella mia vita perchè mi sembrava l'unica possibilità. Probabilmente mi serviva sbattere il naso per l'ennesima volta per capire che si può VIVERE solo con il vero sè. L'omosessualità è una coperta narcisitica per riparare a tutto il dolore vissuto già nell'infanzia quando a causa del "doppio legame" ci si è staccati dalle sensazioni del proprio corpo, meccanismo di sopravvivenza per non venire scacciati emotivamente dal "branco" (famiglia).
Mi sono adattato ad una comunicazione materna distorta, in cui le parole erano contradditorie al messaggio che sentivo nel corpo. Mia madre era la stessa che da una parte aveva una relazione quotidianamente conflittuale col marito davanti ai miei occhi e dall'altra che mi diceva che tutto era bello e che non c'erano problemi. Come ha scritto un ex gay: "Mia madre mi ha insegnato ad essere presente con lei escludendo me stesso. Era meglio essere un falso qualcosa che un vero niente". Ricevevo il messaggio che se avessi osato sentire il Vero, ossia che la famiglia in realtà era a scatafascio, non sarei più stato amato. Ho fatto la scelta, se di scelta si può parlare, di non essere mai visto davvero per paura di essere rifiutato, abbandonato, buttato via. A quell'età ci sono istinti di sopravvivenza fortissimi: per me essere rifiutato da mamma corrispondeva a morire. Sono diventato il bambino più bravo, educato e carino di tutta la scuola, un ruolo per essere accettato, per sopravvivere. Ero chiuso in un doppio legame in cui non riuscivo nemmeno a provare rabbia e a sentire le mie emozioni psichiche e corporee per quello che erano: era tutto falsificato! Sono uscito da questo limbo di morte emozionale in 2^ superiore quando ho avuto una crisi così profonda da portarmi quasi al suicidio. Mamma non ha compreso e ho ricominciato a recitare nel ruolo del bravo ragazzo fino al 1^ anno di università in cui ho avuto un'altra crisi nervosa in cui sono riuscito ad esprimere per la 1^ volta rabbia verso di Lei ed il contesto, in principio distruttiva ma che mi ha portato a riconnettermi con una verità mai toccata.
A. 27 marzo ha detto...
Nel limbo non si può nè salire per affermare se stessi nè scendere per sperimentare il "lutto". Ho iniziato a sentire le cose per quello che erano, smettendo di provare vergogna e l'aspettativa di essere umiliato ovunque andassi, di sentirmi indegno di contatto umano e di avere l'impulso autoprotettivo di nascondermi. Tutto ciò derivava dall'umiliazione che ricevevo fin dall'asilo da mamma quando cercavo di vedere le cose famigliari per come erano. Quando ho rotto questa comunicazione materna, ho compreso che solo rimanendo centrato sui miei reali bisogni interiori sarei nato davvero. Mia madre non era "cattiva" o "perversa" nel creare una simile dinamica, semplicemente era un istinto per far sopravvivere il "branco" (famiglia): impedendomi di vedere il vero pensava di preservarmi dal dolore, mentre creava un abisso ancora più devastante, in cui non avevo nemmeno il diritto di nascere, di vedere le cose per quello che erano, ma per quello che lei diceva. In questo clima non ho potuto crescere strutturandomi in un vero sè, connesso col corpo e dotato di genere e l'omosessualità era l'unico modo per recuperare le componenti fondamentali del mio essere, soprattutto il genere (mascolinità). Da bambino credevo che mamma mi avrebbe rifiutato se fossi stato come papà (maschio), dato che lei lo odiava (anche se poi diceva essere tutto ok). Rielaborando, ho compreso di aver avuto paura di essere abbandonato e di morire, se il mio corpo e la mia psiche avessero iniziato ad assomigliare a mio padre e non a mia madre: era come se la tradissi, se stracciassi l'alleanza di unione simbiotica che avevo stipulato con lei. L'omosessualità era anche la ricerca inconscia di un uomo forte che potesse difendermi da questa figura materna immensa. Mio padre, oltre a non "vedermi", mi usava per placare le insoddisfazioni di mamma: nei rari casi in cui rimanevamo soli c'erano solo interminabili ore di assoluto silenzio, sintomo che tra noi non si era creato nemmeno la minima comunicazione. Mio padre non era un "mostro", semplicemente era l'unico modo che erano riusciti a trovare per "far quadrare i conti-rapporti" e far andare avanti in qualche modo "l'azienda-famiglia".

X Adalberto: l'unico consiglio che sento di poterti dare è di iniziare a condividere per tirare fuori e rielaborare il passato. Per quanto riguarda i terapeuti, io ho fatto tutto da solo, però credo possa essere molto d'aiuto farsi seguire da persone competenti. Gli unici che trattano queste tematiche sono gli psicologi del narth.
Paolo ha detto...
Grande Anonimo 27 marzo! Bello quello che hai scritto, complimenti! Stupendo leggere di come il tuo essere più centrato, assertivo, propositivo e vitale abbia sorpreso positivamente chi ti sta intorno! Grazie, mi dà forza leggere il tuo intervento! Abbiamo davvero la possibilità (e la responsabilità) di scoprire, coltivare e sostentare ogni giorno la nostra vera identità... Per quanto mi riguarda, non sono molto costante in questo, ma adesso ho le idee chiare e continuo a lottare!
Verso l'altro sesso, è qualche tempo che provo un certo interesse, spesso vissuto anche come energia sessuale. Sento le donne sempre più diverse da me psicologicamente: questa diversità mi piace e mi attrae. Però la mia identità maschile è ancora un po' fragile e dunque anche l'attrazione per le donne è altalenante. Chissà se mi innamorerò mai di una ragazza?! Vedremo...
Grazie a tutti, un abbraccio.
A. 27 marzo ha detto...
I passaggi che portano dagli impulsi omosessuali a quelli eterosessuali sono molti. All'inizio si sente un'attrazione per la complementarietà dell'organo genitale femminile, è un impulso che viene solo dalla profonda connessione col proprio corpo. Successivamente s'inizia ad osservare l'intera figura femminile come affascinante, opposta a sè, che crea interesse di esplorazione/conoscenza. Poi si passa ad un livello diverso, sperimentando un incastro anche con la psiche femminile in cui si entra in risonanza in modo diverso rispetto a quella maschile: con i maschi c'è condivisione mentre con le femmine (quelle che destano il proprio interesse) fusione.
Ho sperimentato i diversi passaggi, anche se ora sono principalmente alla 1^ fase in cui l'attrazione è data dall'essere centrato nel mio corpo maschile. Non sono ancora pronto per tutta la parte emozionale e relazionale: nel rapporto con una ragazza riesco a rimanere assertivo e comunicare col vero sè, ma ancora non ho slancio affettivo unito alla sessualità. Da quello che sento nel mio essere è solo questione di far metabolizzare a corpo e psiche l'essere costantemente in stato assertivo in ogni rapporto famigliare e sociale, eliminando la paura di essere fatti vergognare. E ora che mi stimo davvero e sto sempre più conoscendomi sia come identità singola che identità relazionale, non mi capita più di cadere nella vergogna.
Anonimo ha detto...
Grazie per aver condiviso il tuo vissuto anonimo del 27 marzo.

Non avevo chiesto consigli, ma ti ringrazio comunque.

Anche io sono convinto che il consiglio migliore da dare in questi casi sia quello di farsi seguire da un buon terapeuta.

Non metto in dubbio il fatto che si possa riuscire anche da soli. Tuttavia, essere guidati da uno specialista può ridurre notevolmente i tempi e le energie impiegate, oltre che evitare di peggiorare eventualmente la situazione.

Non mi risulta poi che gli unici a trattare questi disagi siano gli psicologi del Narth: in alcune grandi città italiane se ne occupano infatti psicoterapeuti e psicanalisti afferenti ad altre scuole e metodi. Basta sbattersi un po' a cercare.

Inoltre anche gli altri terapeuti teoricamente dovrebbero affrontare tali tematiche, dato che l'edizione attualmente in vigore dell'International Classification of Diseases stilata dall'OMS presenta il disturbo relativo all'orientamento sessuale non desiderato e conferisce all'individuo il diritto di chiedere un trattamento per correggerlo.

;-)
Adalberto
terence ha detto...
Carissimi,
un giorno ci conosceremo e ci abbracceremo (forse nell'aldilà) e allora vedremo se gli sforzi compiuti, i passi veri o "presunti" , le preghiere che ci sembra abbiano trovato ascolto,quelle invece che non sono state esaudite, le analisi raffinate degli psicologi, le dottrine e i buoni consigli ricevuti da persone in buona fede o semplicemente moraliste sono illusione o veri passi in avanti. Verso dove? Un giorno vedremo se ne è valsa la pena, perchè è solo alla fine che si potrà dire cosa è vero o no, solo alla fine si potrà fare un bilancio. Il cammino è duro e alla volte porta a dei vicoli ciechi. Per quel che mi riguarda non giudico nessuno, quelli che si sentono a disagio e vogliono provarci e quelli che non vogliono. Penso si tratti del cammino di ognuno e di non giudicare i passi degli altri. Le uniche persone che sbagliano sono quelle che non sono disposte ad ammettere di aver sbagliato davanti al tribunale della propria coscienza: io, noi, gli psicologi, i preti e i rappresentanti di ogni religione, fede e persino gli atei. Di vita ne abbiamo una e non abbiamo scelto noi di viverla in questa condizione, di libertà, vera o presunta tale, ne abbiamo una e ognuno ha il diritto-dovere di migliorarsi secondo coscienza. Potrebbe accadere infatti che uno dopo il vostro (ormai mio "ex") tentativo di "pensare" che esista una natura (uomo-donna), dopo aver pensato che se ne può uscire, uno debba rendersi conto che ha solo sprecato energie inutilmente, spinto più o meno in buona fede da altri. Potrebbe darsi che uno sia spinto dall'esperienza, a un certo punto della propria vita, a fare il cammino inverso e a rimpiangere di aver solo perso tempo a "provare" a cambiare no? (1)
terence ha detto...
? Nel mio caso è andata così, non mi pento di averlo fatto, ma ora, a conti fatti,a 40 anni, devo dire che il risultato non è secondo l'attesa e che sono profondamente deluso dalle letture psicanalitiche, presunte scientifiche e religiose che finora ho incontrato e che ho verificato con tutto il mio essere e le mie capacità. In fondo, da quel che capisco, nessuno ha la verità in tasca su questa condizione e sono profondamente arrabbiato con chi crede di averla, se non altro per l'enorme danno che fa creando l'illusione e facendo perdere tempo con i propri "buoni consigli" ed “incoraggiamenti” a chi è più debole e non sa capire chi è e che sente che quel che desidera non è accettato dalla società e dei "buoni", “normali” e “credenti”. Mina direbbe che dai "predicatori" che ho incontrato scienziati e religiosi, in buona fede o no, colti o ignoranti, eperti e non, ho ricevuto "parole parole parole soltanto parole". Esortazioni, preghiere, consigli, libri... appunto "parole". Ringrazio coloro che in buona fede ci hanno provato, hanno provato ad aiutarmi, anche se il loro tentativo è stato infruttuoso, inutile e forse dannoso. Potrebbe invece accadere, spero che succeda a qualcuno (ma la mia impressione fondata è che si tratti solo di pochissimissimi) di scoprire la propria mascolinità e magari (questo ancora più raro) riescano a farsi una vera famiglia. E se Dio invece volesse semplicemente dirci di guardare in faccia la realtà e di essere sinceri coi nostri sentimenti? Conosco gente, poca, che non si è nascosta, che convive con altri uomini ed è certamente più felice e completa di me che ho combattuto per l'idea che avevo di me stesso. (2)
terence ha detto...
E' per questo che chiedo a me stesso: se Dio che ci ha fatti così misteriosamente e dolorosamente con questi desideri volesse semplicemente che trovassimo gente che ha il nostro stesso desiderio e che ci provassimo con loro? E' davvero impossibile? E' davvero "moralmente" sbagliato provarci e condannare il gesto di chi ci prova? Ripeto con tutta la mia onestà: ognuno combatta la battaglia che ritiene più opportuna secondo coscienza, ognuni cerchi gli alleati che ritiene più consoni. In quanto appartenente a una minoranza io mi batterò sempre per coloro che sono minoranza, persino per coloro che tra gli omosessuali sono una minoranza e che vogliono cambiare la loro condizione.Attenzione però, lo dico in base alla mia esperienza, ai profeti e alle profezie di qualsivoglia religione o scienza. Ognuno deve rispondere innanzitutto alla propria coscienza che, per chi ci crede, è la cosa più intima e sincera che ci ha dato il Padreterno.(3) Alfredo Ps: spero che questi 3 commenti che ho mandati vengano pubblicati per onestà intellettuale da chi gestisce questo blog, infatti le prime due volte che li ho mandati non sono stati pubblicati). Se così non fosse supporrei che si tratta di censura e di conseguenza disonestà intellettuale di chi lo gestisce, ma non voglio crederci e per questo invio questo commento per la terza e ultima volta)
A. 27 marzo ha detto...
Gli psicologi del narth sono gli unici che hanno gli strumenti clinici per guidare in un percorso di questo tipo. Il narth ha 20 anni di esperienza ed ha la piena conoscenza dell'argomento e delle strategie migliori per l'aiuto. Altri possono approvare la terapia riparativa, ma non l'hanno approfondita e rischiano di fare più danni che altro.
Conosco un uomo che è da 7 anni in una terapia in cui lo psicologo non si pone come guida, ma lascia ragionare il paziente, anche sul tema omosessualità e cambiamento. Lui è ancora intrappolato negli stessi schemi di 7 anni fa e in compenso ha le tasche molto più leggere.
E' importante fidarsi di chi ha le capacità per aiutare, non di chi s'improvvisa "psicologo riparativo" perchè sembra un argomento interessante ed attuale.
A. 27 marzo ha detto...
Oggi con mio padre ho parlato un po' di tutto: psicologia, università, vita. Si è creata un'intesa incredibile in cui riuscivo a rimanere assertivo ed ho provato un'immensa gioia, di condividere con un uomo me stesso. Un tempo sprofondavo nella vergogna, nell'incapacità di comunicare i miei pensieri. Ultimamente mio padre è molto più presente, anzi addirittura mi si avvicina per parlare, non finirebbe più di chiacchierare. Questo cambio di clima è stato possbile dopo che sono maturato da solo, gli ho permesso di essere padre. Comprendo sempre di più come i padri centrino fino ad un certo punto nella creazione del falso sé, staccato dal corpo e privato del genere. Noto che nella maggioranza dei casi i padri non riescano nemmeno a ricevere il proprio figlio perchè è già strutturato nel falso sé da una madre che crea fin dai primissimi anni il doppio legame, l'attaccamento insicuro. Il figlio per il padre diventa irraggiungibile e nel corso degli anni lo abbandona del tutto. Nella maggior parte dei casi la dinamica è da ricercare in un'immaturità della madre, che ha enormi bisogni emotivi insoddisfatti. Inoltre c'è da aggiungere che questa tipologia di donna crea un'unione coniugale con uomini spesso fragili e quindi è impossibile trovare uomini che riescano a strappare il figlio dal doppio legame materno perchè non hanno potere decisionale all'interno della famiglia. Seppur fragili, mi sembra che in loro ci sia tutto il potenziale paterno necessario per l'intesa col figlio maschio. E' il figlio che individuandosi nel proprio sè, oltre la madre, si può ricongiungere col padre e con tutto ciò che rappresenta.
A. 27 marzo ha detto...
Ho riletto il capitolo "I rapporti con le donne" contenuto in "Identità di genere" di J. Nicolosi. All'inizio viene trattato il rapporto materno, in cui il figlio omosessuale s'identifica con la madre e nello stesso tempo prova rancore verso di lei, un misto di ostilità e dipendenza, che porta ad una depressione parasimpatica (spento, indifferente, annoiato) verso la vita, come conseguenza di rabbia inespressa. E' stato osservato che i figli all'interno del doppio legame provano reazioni fisiche di vergogna ai segnali subliminali di disapprovazione materna. La sintonia intermittente della madre fa sentire il bambino o assimilato o abbandonato e respinto da lei. Da ragazzo inizia a compiacere tutte le donne che entrano nella sua vita e nello stesso tempo a provare timore della disapprovazione, portandolo a sentirsi svuotato in relazioni emotivamente abusanti.
Fino al liceo ero circondato da alcune ragazze nel ruolo del migliore amico, ma in realtà avevo il compito di sostenerle così come il ruolo all'interno della famiglia mi portava a sostenere mamma: avevo il compito di "aggiustare le infelici". In realtà non era un mio desiderio quello di rendere felice mamma (o le compagne), ma dovevo renderla contenta in modo che fosse contenta di me così che io potessi sentirmi contento di me stesso.
Nell'accompagnarmi all'asilo percepivo che mamma era triste, non sopportava di distaccarsi da me. Lei diceva che io non volevo andare, ma in realtà era lei che stava male per il fatto di lasciarmi lì: io soffrivo perchè percepivo lei soffrire. Quando stavo all'asilo ero disperato e la cosa sconvolgente è che non ero disperato per me stesso, ma avevo paura che le potesse succedere qualcosa, che potesse fare un incidente. Ero all'asilo dalle suore e ricordo che pregavo e pregavo in ginocchio affinchè non le succedesse niente. A livello conscio però io stesso credevo che fosse l'asilo a non piacermi, così come mamma diceva. Ero un oggetto, mamma non era in grado di vedermi come soggetto, ma solo come stimolatore di sue sensazioni. Quando sono caduto fratturandomi il mento ho notato come fosse più preoccupata per sè che per me: non era in grado di sentirmi come singolo, ma solo come sua appendice.
Ora mi è chiaro come il doppio legame materno influisce. La madre, fin dai primi anni, non si pone in empatia verso ciò che emerge dal figlio, ma lo riempie di sè stessa. Il figlio si sente solo in relazione alle sensazioni materne, è un suo riflesso e cerca di aggiustare lei per sentirsi ok lui. Il ruolo del "bravo bambino" sta proprio nel dare soddisfazione a mamma così che lui possa sentirsi bene almeno col falso sè, staccato dalle vere sensazioni del corpo e privato del genere.
Emilio ha detto...
Ciao a tutti!
Caro "terence" o meglio Alfredo è tanto che non ci risentiamo.Parlo a te ma mi voglio riferire a tutti quanti. Che cosa succede? Perchè questo generale sconforto? Ho letto delle frasi nel tuo post che da te non mi sarei assolutamente aspettato. Perchè e dico ancora perchè si butta sempre la spugna quando cominciamo a vedere che la lotta diventa sempre piu aspra? NO cari amici No!Non ci si deve mai arrendere!Soprattutto quanto c'è in ballo la nostra felicità! La felicità non è la strada più facile da prendere!Come puo un uomo essere felice rinnegando la propria natura?Nessuno sarà mai felice se accetterà una natura sbagliata!Ascoltate le testimonianze di chi è uscito da questo tormento chiamato omosessualità( luca ditolve x es) e dice:" Credevo di essere felice ma mi ingannavo e mentivo a me stesso e agli altri sulla mia felicità!non ero felice." Caro alfredo Dio a tutti ha dato una croce da sopportare nella vita..e questo perchè ci ama!ci ama!Se fosse possibile morirebbe ancora una volta sulla croce anche per una singola persona!Il segreto per vivere felici è Amare! Amare e ancora amare!Parlo anche per chi non crede o meglio non vuole credere in Dio..Amate sempre!Donne o uomini,bambini e anziani,sani e malati,atei o credenti,cattolici o musulmani chiunque voi siate Amate!Dobbiamo amare gli altri,rispettarli,sigillare le labbra alle maldicenze,alle cattive pulsioni.. dobbiamo imporci dei freni nella vita!Pensate ad un'automobile..se andassimo a comprarla senza freni..che cosa succederebbe?Cosi è anche nella nostra vita..che succederebbe se non mettessimo dei freni?..Bisogna nutrirsi delle cose vere nella vita, non quelle che a noi possono sembrare vere!le cose false ci annientano!


Chiunque sta cercando di uscire dall 'omosessualità troverà ostacoli e sofferenza! Ma non temete!!questo significa che state sulla buona strada!Come l'oro per essere purificato viene messo nel fuoco dall'orefice così anche noi per purificarci dalle nostre sporcizie abbiamo bisogno del nostro fuoco: il dolore. Ma il dolore della purificazione è dolce!ci rende liberi!ma soprattutto sentirete la felicità e la pace interiore!Io vi prego di non avere paura!perchè non c'è motivo per averne!Siate pazienti!e piano piano vi accorgerete che state cambiando.
Anche un non credente può affrontare questo viaggio ma chi crede ha il vantaggio di pregare e unirsi con Gesù!Pregate La Santissima Vergine Maria!Come è prezioso il suo aiuto!
un abbraccio a tutti!
Emilio
A. 27 marzo ha detto...
Quando ci si riconnette con quei dolori repressi nel proprio inconscio, si prova rabbia, tristezza, paura. Quante lacrime ho versato nel ritornare a contatto con quei luoghi della mia psiche, ma Dio mio finalmente riuscivo a sentirmi: erano lacrime di VERITA'! Non ero più il riflesso negli occhi di mamma, esistevo anch'io e potevo gridarlo al mondo. Potevo camminare, parlare, scrivere davvero, senza dovermi trovare dentro lo sguardo degli altri: esistevo al di là di tutto e di tutti. Quelle lacrime sono il mio documento di nascita, sono il ricongiungimento con il Vero Sé.
fr Max ha detto...
Ciao a tutti.
Con fatica a causa dei miei impegni pastorali non cesso di seguire il cammino, i pregressi, le rabbie, gli scoraggiamenti e i trionfi di ciascuno.
Le scoperte e le riflessioni di 27 marzo aiutano a comprendere quanto sia importante razionalizzare i propri vissuti per riscoprisi liberi e nuovamente uomini in gioco, capaci di prendere in mano il dono della propria vita e viversi in profondità.
I tempi bui di Terence dicono anche che stagioni di stallo o di rallentamento nel proprio cammino possono esserci. L'importante è non perdere mai di vista la meta che si vuol raggiungere. Ricordiamoci però che gli strumenti umani e la luce della fede sono fondamentali per scoprire la dimensione "persona". Tuttavia vorrei ribadire che la coscienza è un Dono scritto dentro di noi che possiamo solo scegliere di anestetizzare o di ascoltare fino in fondo; non è fatta di contenuti che scegliamo noi (la mia coscienza) ma è rispondere a una Verità profonda di Noi stessi...e la questa VERITà non viene da noi in quanto creature ma da chi ce la pone nel cuore !
Continuiamo a scorrere i sentieri della nostra esistenza, imparando ad accogliere le stagioni della vita ascoltando ciò che ci chiamano a mettere in primo piano ogni volta. C'è un fil rouge che non bisogna abbandonare o smettere di scorgere: la Speranza!
Un saluto fraterno ad Adalberto che invito a scrivermi ( byronmopçlibero.it) se vuole e a continuare a camminare!
Grazie
Dio vi benedica
Fr Max
Paolo ha detto...
x Terence:
Il tuo intervento mi ha colpito davvero molto.. Mi hai costretto a fare i conti con le mie motivazioni e a valutare se sono solide e sincere. Perché ho intrapreso questo percorso? Perché lo porto avanti? Cosa voglio ottenere? Cosa significa per me “cercare di uscire dall'omosessualità”?
Non ti nego che spesso le mie motivazioni per questo percorso sono state decisamente poco limpide e molto farisaiche: “devo cambiare perché questa cosa a Dio non va bene”, l'ennesima svalutazione di me stesso, l'ennesimo tentativo di scappare da ciò che sono. Non agivo nella libertà e utilizzavo questo percorso per non vedere tutta la verità su di me. Pensavo di dovermi negare certe cose e così ho cominciato a desiderarle sempre di più: regolarmente “cadevo”, poi mi pentivo e “tornavo sulla retta via”. È un brutto circolo vizioso, in cui non si è liberi ma sempre più schiavi.
Grazie a Dio, ho incontrato persone (fra Max e uno psicologo del NARTH) che mi hanno mostrato la verità su ciò che il percorso deve essere: nessuna rinuncia fine a se stessa, ma una riscoperta della propria unicità, per imparare a vivere libero e con la gioia nel cuore. In questo la terapia per me è stata preziosissima, perché mi ha dato tanta forza e mi ha aiutato a tornare a volermi bene e a credere in me stesso: il terapeuta è stato per me un grande alleato per smascherare tante voci che dentro di me mi tenevano legato e mi opprimevano e per incoraggiare la mia serenità e la mia voglia di combattere per il bello e il giusto nella mia vita. A questo proposito, trovo centratissima la frase che è contenuta nella prima testimonianza “Cosa significa cambiare”, nella sezione “Testimonianze di ex-omosessuali” su questo BLOG: la frase recita "L'unica cosa che necessita di cambiamento è la nostra convinzione di essere inadeguati".
Mi hai colpito tantissimo quando scrivi: “se Dio che ci ha fatti così misteriosamente e dolorosamente con questi desideri volesse semplicemente che trovassimo gente che ha il nostro stesso desiderio e che ci provassimo con loro? E' davvero impossibile? E' davvero "moralmente" sbagliato provarci e condannare il gesto di chi ci prova?”. Secondo me Dio vuole che noi soddisfiamo questi nostri desideri e questo è proprio il centro di tutto il percorso di cambiamento (davvero eh, la mia non è una frase ad effetto, ci credo davvero in quello che sto dicendo).
Provo a spiegare la mia posizione con un esempio molto recente che mi riguarda: qualche sera fa ero al ristorante con una compagnia di amici/amiche e c'erano anche persone che non conoscevo, tra cui due ragazzi in particolare. I due avevano un bel rapporto tra di loro, sembravano molto in sintonia, quasi complici. Questa cosa a me è parsa subito molto bella, anche perché i due sembravano molto sereni. Devo dire che i due ragazzi erano anche piuttosto belli e simpatici. (continua)
Paolo ha detto...
(continua) Ad un certo punto un mio amico mi dice che i due sono omosessuali e stanno insieme (io non ci avevo pensato). Devo ammettere che ci sono rimasto male, la cosa mi ha spiazzato. Mi sono detto: cavoli, io mi sto perdendo qualcosa di molto bello.. Io vorrei avere un rapporto così con un mio amico, un rapporto di intimità, in cui ci si conosce, ci si sostiene l'un l'altro, ci si dà forza a vicenda, ecc. Questo è ciò che maggiormente cerco in un rapporto omosessuale. Durante la preadolescenza e l'adolescenza, per vari motivi, non sono riuscito ad avere questo tipo di rapporto con i miei coetanei e ne ho sofferto tantissimo, sentendomi escluso e diverso. Però ho sempre continuato a desiderarlo.
Ad un certo punto della mia vita, ho cominciato a sentire che il “rapporto di coppia (omosessuale) tra due maschi” fosse un buon modo per raggiungere questo mio desiderio, per sentire di avere un amico speciale. Però in realtà il mio è solamente un desiderio di amicizia. E il desiderio è vitale, è giusto, è buono, il Signore me lo ha messo nel cuore e io, se voglio essere felice e completo, devo cercare di perseguirlo. Una volta che, con onestà, mi sono detto questo, ho capito che probabilmente la relazione omosessuale non è necessaria e, anzi, potrebbe diventare dannosa per ciò che voglio raggiungere: se il desiderio è l'amicizia, non c'è bisogno di avere una relazione esclusiva con un altro ragazzo. Però ovviamente, se voglio essere onesto con me stesso, devo assolutamente impegnarmi per riuscire ad avere delle belle relazioni sincere, leali, profonde con altri ragazzi di cui gradisco la compagnia. Altrimenti continuerò a sentirmi solo e continuerò ad invidiare la coppia di ragazzi omosessuali che, in un qualche modo, riesce a vivere questo (anche se magari devono pagare un qualche prezzo).
Spero che si sia capito quello che volevo dire.
Approfitto per incoraggiare me stesso e tutti voi, in particolare Terence in questa occasione, affinché le nostre motivazioni per questo percorso siano sempre limpide e libere, affinché lo scopo sia sempre quello di essere più gioiosi e veri.

Paolo
A. 27 marzo ha detto...
La mia famiglia sta affrontando una nuova fase e probabilmente la più dura e profonda fino ad ora. Precedentemente al mio percorso le dinamiche erano molto semplici: mia madre era la regina della casa, mio fratello sedeva vicino a mamma e conosceva suo padre attraverso la stimolazione ironica, con battutine sagaci e svalutative che papà incassava continuamente. Io ero alleato di mamma e mi ero fatto carico di tutto l'odio verso il freddo marito e l'assente padre, mio padre stava ai margini, ogni anno sempre più fragile, magro e depresso. Ad un certo punto ho capito che il mio percorso di cambiamento si sarebbe compiuto davvero quando fossi riuscito a cambiare questi schemi radicati da più di 20 anni.
Dopo aver vuotato il sacco con mamma e papà, raccontandogli dell'omosessualità e di tutti gli eventi traumatici vissuti nel mondo esterno (ed interno) alla famiglia, l'equilibrio ha preso una nuova forma, ma ancora era quello precedente solo con dinamiche assopite, smussate. Non avevo risolto nulla! Il motivo era che ero ancora pieno di rabbia verso di loro, li ho affrontati a viso uno alla volta e successivamente in coppia esponendo la verità dei fatti, urlando e facendo uscire tutta la rabbia repressa dei 20 anni in cui ero intrappolato nel ruolo del bravo bambino. Finalmente venivo visto, mi sentivo visto profondamente dalle persone più importanti della mia vita, coloro che quella vita me l'avevano donata. E' cambiato tutto! Mi sento sicuro, i pensieri tramutano in parole in modo fluido e i rapporti sono di vero scambio emozionale, i miei occhi sono cambiati: sono più grandi, aperti e illuminati come se ci fosse un'idratazione maggiore, la stessa percezione di me allo specchio è cambiata.
A. 27 marzo ha detto...
Non è stato per nulla facile! Il vecchio campo faceva ogni giorno più pressione per tornare all'equilibrio (se così si può definire) di prima. Ho capito che l'unica possibilità era di fare leva sul rapporto paterno, creando un'alleanza tra me e mio padre: i 2 che all'interno della famiglia avevano sempre ricevuto i ruoli più disfunzionali e patologici, che ci hanno portato a manifestare disturbi fisici, psichici e relazionali sempre maggiori. Mia madre ha compreso l'esigenza di un cambiamento dell'intera struttura relazionale, mentre mio fratello si è opposto in maniera aggressiva. Quel fratellone buono e scanzonato si è trasformato in un leone pronto a difendere il suo ruolo di "stupidotto" e il modo distorto d'interagire con gli altri elementi, non esprimendosi mai direttamente, ma attraverso il controllo di ciò che veniva detto. Non sopportava che il fratellino, rimasto per 20 anni nell'ombra, fosse diventato un maschio alfa tanto da dare le linee guida alla famiglia per evolvere verso l'armonia. Mi ha affrontato a viso aperto, urlandomi in faccia di tutto, cercando di svalutarmi. Non mi ha spaventato: ero diventato più forte di lui. Mio fratello si oppone al nuovo ordine di cose perchè lui ci ha costruito una vita su quello: ha una fidanzata dominante che lo manipola e abusa emotivamente (specchio del legame materno), amicizie maschili superficiali (legame paterno), che per quanto gli lascino l'amaro in bocca sente come definitorie, che lo completano. Cerca di non vedere i problemi con la fidanzata né il resto, vive di illusioni e fantasia, come tutti coloro che hanno vissuto nella famiglia triadica narcisistica. Inoltre da circa un anno manifesta tendenze omosessuali latenti, usando chiare parole a livello inconscio che fanno riferimento all'analità.

Il percorso per recuperare la propria vera identità, strutturata nel corpo e dotata di genere, è possibile e necessario per essere davvero autentici e felici, ma bisogna volerlo davvero ed essere pronti a rimettere in considerazione anche le basi della propria vita. Ci ho messo quasi 3 anni, ma oggi posso dire che ce l'ho fatta e che è come regalarsi una nuova vita, si è come adolescenti che s'iniziano a conoscere attraverso l'interazione di un Sé compiuto col mondo.
LA VERITA' E' LA COSA PIU' BELLA CHE ESISTA!!!
A. 27 marzo ha detto...
Per ora è un impegno impedire al campo di volgere di nuovo alle dinamiche passate. Ieri, per esempio, i miei genitori stavano sul divano a riposare, mio fratello si è seduto in mezzo. Ha iniziato a parlare del suo Iphone, che da mesi dice di voler dare a papà in quanto vuole prendere l'ultimo modello. (Ora so che l'Iphone da dare a papà è solo una falsità, un modo per creare dinamiche d'interazione, che mio fratello può gestire completamente). Io ero a tavola e ho potuto osservare dall'esterno il nascere e l'evolvere della situazione. Mio fratello ha iniziato a mostrare a papà le incredibili funzionalità di quel cellulare dapprima in un processo di condivisione in cui lui era l'esperto. Successivamente in un'opera di svalutazione sottile e impercettibile che papà non ha potuto nemmeno cogliere. Continuava a contraddirlo coinvolgendo anche mamma in un'opera di distruzione dell'autostima di "quell'uomo". Hanno iniziato a dire che non sarebbe stato in grado, a ridere di ciò che faceva mentre lo provava, tanto da dire che gli avrebbe dovuto dare la custodia morbida perchè se no l'avrebbe rotto, l'avrebbe di sicuro fatto scivolare dalla tasca. E' come se mio fratello per coinvolgere anche la mamma nella discussione avesse messo in atto ciò che sapeva darle soddisfazione: criticare l'incapacità del marito.
Sono intervenuto, non potevo accettare che mio padre si facesse svalutare così, anche perchè quelli erano gli stessi meccanismi che avevano portato me ha sviluppare la disforia di genere. Quando sono nato era già presente questa dinamica tra loro 3 e io sono stato privato di mio padre. Mi sono seduto vicino a papà e con tono assertivo l'ho coinvolto in una discussione sana sui miei prossimi esami universitari, sottraendolo da quella "schifezza" che lo portava a indebolirsi e ad incassare i continui affronti.
Mio fratello si è rivolto a mamma per qualche minuto in una comunicazione vuota tra 2 persone che non si sono mai davvero sentite, ma solo confrontate all'interno di ruoli, falsi sè. Si è alzato e subito dopo è tornato cercando di attirare la mia attenzione per toglierla dal rapporto con papà. In modo fermo gli ho detto di smetterla che stavo parlando di cose serie con papà. Mio fratello mette in atto delle strategie inconscie per gestire tutte le dinamiche e fare in modo che si replichino all'infinito: essendo il 1° figlio ha dovuto trovare i modi per mediare tra la figura materna e paterna e trovare una forma che permettesse la sopravvivenza del gruppo, branco, famiglia. Questi meccanismi sono appunto di sopravvivenza ed è ora che qualcuno li trasformi in qualcosa di maturo ed evoluto.
Paolo 1974 ha detto...
Anzitutto mi ripresento. Ho già scritto su questo forum fino a poco tempo fa con il nome di Luca 1974. Però preferisco firmarmi con il mio vero nome: Paolo. Voglio dire qualche cosa al mio omonimo. Paolo mi ha fatto molto molto piacere leggere il tuo intervento. Mi ha colpito il fatto che tu dica che il tuo, in un uomo, è un desiderio di amicizia. E’ proprio così: noi che affrontiamo pulsioni omosessuali, in realtà non cerchiamo il sesso, ma l’intimità; quell’intimità maschile che, per vari motivi, è mancata durante l’infanzia e l’adolescenza. E questo desiderio, come dici tu, è in se stesso buono e giusto! Il desiderio omosessuale affonda le sue radici in un desiderio emotivo naturale e legittimo: quello di ricevere affetto, conferme ed accettazione da parte di un uomo (nostro padre prima, i nostri amici coetanei maschi in seguito). Sono queste cose che aiutano a costruire, formare e completare la nostra identità maschile. Perché è proprio questo l’obiettivo finale. Ogni bambino maschio ha questi desideri ed ha bisogno che vengano soddisfatti perché si completi in lui il processo di identificazione maschile. A partire dell’adolescenza, questi desideri insoddisfatti vengono sessualizzati ed eroticizzati, ma i bisogni emotivi che stanno dietro alle pulsioni omosessuali sono assolutamente normali e legittimi. Quello che dobbiamo fare e cercare di soddisfare i nostri desideri in modo sano, non attraverso il sesso, ma attraverso amicizie maschili. A tutti noi che viviamo il dilemma dell’omosessualità in qualche modo è mancata questa intimità: cresciamo con questo deficit emotivo, con questa carenza affettiva maschile, con una carenza affettiva paterna nella stragrande maggioranza dei casi. Rispondo a Terence dicendo che però, questo desiderio di intimità non potrà mai venire soddisfatto completamente in una relazione con un altro uomo omosessuale. E questo perché tutti gli uomini con tendenze omosessuali crescono con questo deficit affettivo, cercano la stessa cosa; sono simmetrici e mai complementari. I nostri profondi bisogni (comunque legittimi) rendono ogni relazione autentica impossibile. Quando meno ce lo aspettiamo sperimenteremo delusioni nel rapporto di coppia con una persona del nostro stesso sesso. E’ scientificamente provato che le relazioni omosessuali sono di breve durata, intorno ai 2 anni circa. Chi potrà veramente aiutarci saranno amici eterosessuali, completi nella loro identità maschile. Credo anche io, come sostiene il mio omonimo, che Dio voglia guarirci ed aiutarci a realizzare i nostri desideri di intimità. Solo che vuole aiutarci ad intraprendere la vera strada per la guarigione, non percorsi illusori e di breve durata, anche se più facili da raggiungere. Volevo anche io dire ciò che penso, rendervi partecipi del mio percorso e di ciò che ho compreso. E’ anche bello scambiarsi opinioni e crescere insieme condividendo noi stessi gli uni con gli altri. Colgo l’occasione per mandare un abbraccio a tutti quanti voi.
A. 27 marzo ha detto...
Non è un qualcosa di assurdo che ci si sente per la 1^ volta maschi e senza attrazione omosessaule quando ci si dichiara gay?
Questo succede perchè si viene visti, o meglio intravisti, per la 1^ volta. Già perché, a meno che il vestito sia una tuta ermetica, nell’adolescenza compare nella coscienza dei "bravi bambini" l’attrazione per quei ragazzi così maschi, così dinamici, così veri che a un certo punto non si può che condividere. L’ombra del bravo bambino può venire accettata o i genitori possono non tollerare nemmeno quel briciolo di verità.
Hanno fatto un programma in America in cui alcune madri non accettavano che il figlio fosse gay. Mentre scorrevano le immagini, ho pensato: almeno il meccanismo per riparare all'innaturalezza, alla inautenticità famigliare glielo vogliamo lasciare o non può sviluppare nemmeno quello? Spiegassero a quelle madri che, grazie alle pulsioni omosessuali, il figlio può sopravvivere, rimanendo all'interno del ruolo del "bravo ragazzo". Giova a tutti: LA RECITA PUO' CONTINUARE!!! Devono solo accettare che il figlio sogni di fondersi con quei ragazzi così veri, che sembrano sentirsi padroni del mondo, centrati nel loro corpo e nei loro pensieri, in grado di camminare e parlare senza anticipare vergogna e senso d'inferiorità.
Sconsigliate Nicolosi perchè potrebbe trasformare il "bravo bambino" in un RAGAZZO VERO e per la famiglia sarebbe un vero guaio: non sarebbe più lui a dover giustificare l'essere gay, ma qualcun altro a spiegare i motivi per cui è stato cresciuto in un teatro e non in una casa, come tutti i compagni. Care madri americane, se non sapete più come fare a chiudere le ante degli armadi tanti scheletri avete accumulato, vi conviene scendere in piazza come sostenitrici del Gay Pride, il Narth non fa per voi XD
A. 27 marzo ha detto...
Probabilmente le madri erano deluse perchè avevano già scelto la ragazza che avrebbe sposato, il nome del 1° figlio, quante volte sarebbe dovuto andare a farle visita ecc... Prego gli psicologi di rassicurarle che l'omosessaulità è, GUARDA CASO, perfettamente compatibile con questo "dolcissimo" senso di POSSESSO e CONTROLLO che la madre sogna di poter continuare a manifestare. A meno che il figlio non esploda in qualche invalidante patologia fisica o psichica, la madre sarà soddisfatta in tutti i suoi desideri emozionali.

Una possibile conclusione di un colloquio psicodiagnostico:
PSICOLOGA: E' tutto perfettamente funzionale, signora: ha cresciuto proprio un figlio d'oro: la sosterrà per tutta la vita! Arrivederci.
MADRE: Arrivederci e grazie!
PSICOLOGA: Ah! ma c'era anche suo figlio?! Perchè non l'ha fatto entrare? No, lui vuole stare fuori eh! Sa è un po' introverso, poi non sa parlare di queste cose, si vergogna. Lui mi accompagna a fare la spesa, gli dico cosa fare e basta, faccio tutto io.
PSICOLOGA: Questi figli eh! Arrivederci signora! E tu vedi di trattare bene la mamma neh...
FIGLIO: sisi
Paolo ha detto...
Per A. 27 marzo:
Grazie per le cose che hai scritto nei giorni scorsi. Mi sembra di riuscire a percepire tanta vitalità in queste cose che scrivi, tanta voglia di gioire per questa tua nuova vita più libera e consapevole e tanta voglia di continuare a migliorarti! E' esaltante tutto questo!
Penso che tu abbia una consapevolezza e una capacità di analisi davvero speciali, complimenti! Le tue condivisioni sono molto preziose anche per me, mi aiutano a fare chiarezza. Grazie.
Ti stimo per la decisione che le tue parole dimostrano. Che bello sentire di riuscire a farsi vedere per quello che si è, sentire di riuscire a difendere la propria individualità e goderne!
Anch'io nella mia famiglia ho trovato (e trovo tuttora) degli ostacoli notevoli nel farmi riconoscere come una persona indipendente (mi riconosco in quello che tu descrivi così bene).

I miei genitori non mi hanno mai aiutato granché (sicuramente in modo non consapevole). Soprattutto mio papà è mancato notevolmente in questo: non mi sono mai sentito incoraggiato da lui a prendere le distanze dall'eccessivo coinvolgimento emotivo di mia mamma. Per questa sua mancanza, l'ho disprezzato a lungo nel mio cuore (nonostante la facciata fosse quella del figlio rispettoso). Mi sono sentito abbandonato per tanto tempo, non mi vedevo come una persona con dei bisogni e con una identità da proteggere, ma pensavo di dover sacrificare la mia identità per far fronte ai bisogni emotivi di mia mamma (senza un reale beneficio per nessuno). Vivendo questo senso di impotenza e di abbandono, nel profondo sorgeva questo interrogativo: “Perché nessuno si rende conto che io sto male, perché nessuno fa nulla? Perché mio papà è così incapace?! Cosa sta lì a fare? È meglio che imparo a cavarmela da solo, è meglio che imparo a fare a meno del rapporto con gli altri! L'unica salvezza è fingere di stare bene, dare agli altri quello che vogliono ma non lasciarmi coinvolgere emotivamente da nessuno”.
Oggi, grazie al Signore che mi guida e mi aiuta in modo splendido, mi sto riscoprendo come persona, sto imparando di nuovo a volermi bene e, più mi conosco, più capisco che sono davvero un grande! :-)
La terapia è stata fondamentale per me in questo: mi ha aiutato a far emergere la mia parte più matura, più rassicurante, necessaria per mettere a tacere tante altre voci interiori che svalutano, che accusano, che fanno disperare.
Dopo che sono maturato un po', ho potuto guardare i miei genitori con occhi diversi: sono persone come me. Forse hanno dei debiti nei miei confronti, ma io ne ho sicuramente nei confronti loro e di tante altre persone. Siamo tutti sulla stessa barca... Questo per me non significa essere smemorato e poco prudente nei confronti dei meccanismi dannosi e delle sofferenze che questi hanno causato, ma significa sapere che non c'è bisogno di farla pagare a nessuno: i miei genitori non sono stati in grado di aiutarmi a maturare nel modo giusto (e questo è stato per me un grave handicap che mi ha condizionato pesantemente) ma ora, grazie ad altre persone e attraverso altre strade, sto raggiungendo quella maturità necessaria per stare nella vita con la schiena dritta e per essere felice. I miei genitori, che mi vogliono bene, sono contenti di questo. Io li ringrazio per le tante cose che hanno saputo donarmi (a partire dal dono della vita, ovviamente) e, dal momento che le cose stanno andando finalmente a posto, io per primo ho voglia di perdonare, ho voglia di dire “siamo a posto così, gioiamo insieme di queste mie nuove conquiste e solo cerchiamo di non ricadere negli stessi errori del passato!”.
Paolo ha detto...
Per Paolo 1974:
Intanto.. complimenti per il nome! Tanta roba! Non so com'è ma tutti i Paolo che conosco sono dei grandi.. :-)
Grazie per le tue parole, così chiare ed efficaci. Quanto è indispensabile il sostegno maschile per un ragazzo, soprattutto per un adolescente! Quanto è necessario questo incoraggiamento per far fiorire e sviluppare la propria mascolinità! È proprio un bisogno vitale, c'è poco da fare... Hai ragione: l'obiettivo è quello di formare e completare la nostra identità maschile. Questo è il nostro desiderio ed è bellissimo, piano piano, riuscirci.
Eh dici proprio bene: è bello condividere tra di noi quello che è il nostro percorso, quello che abbiamo compreso, i nostri dubbi, insomma qualcosa di importante delle nostre vite. Per me è importante confrontarmi con persone come te, come voi, che avete vissuto e vivete le difficoltà e (spero) la gioia di questo cammino bellissimo alla riscoperta delle nostre potenzialità. Trovo conferme ed incoraggiamento.
Ti saluto e ti incoraggio per le sfide di ogni giorno. Ho già capito che sei un grande!
Mi fido ha detto...
Ciao a tutti, scrivo e parlo per la prima volta con qualcuno della mia condizione, che è quella di un ragazzo con pulsioni omosessuali non desiderate. Ho conosciuto questo blog per caso, il 21 settembre 2012. Questo giorno, grazie ad una preghiera trovata sempre per caso sulla rete, ho cominciato a prendere coscienza e a dar voce ai miei desideri più profondi, quelli nascosti sotto il pesante ammasso di fantasie omosessuali, pulsioni omoerotiche incontrollate e abitudini che mi hanno portato a passare ore chiuso in una stanza a cercare piacere da solo davanti ad un computer. Ebbene, quel giorno, dopo un pomeriggio trascorso in questo modo, ho lasciato che la tristezza e lo sconforto, che ero solito reprimere dopo questi atti, mi assalissero. E' venuta fuori una rabbia fortissima verso quello che stavo facendo, verso quella condizione in cui continuamente mi venivo a trovare non appena avevo un po' di tempo libero e in cui pensavo di trovare pace e tranquillità. Mi sono cominciato a chiedere: cosa sto facendo della mia vita? dove voglio arrivare trascorrendo pomeriggi in questo modo? voglio che la mia vita sia solo questo? voglio davvero che la mia vita sia un continuo fantasticare su un modo irreale, fatto solo di piacere erotico? voglio davvero nutrirmi di fantasie omosessuali e fare in modo che la mia vita finisca in queste fantasie semplicemente perchè in grado di darmi un forte piacere fisico? oppure voglio ascoltare il richiamo ad una vita fondata sull'amore a cui sento, sotto a tutto questo pattume, di essere chiamato? Come ho fatto ad arrivare a dare ascolto a questi impulsi senza futuro, abbandonando qualcosa di autentico e bello come il desiderio di dedicare il tempo a qualcosa di costruttivo, agli altri, magari costruirmi una famiglia e se Dio vuole avere dei figli? La rabbia e lo sconforto mi hanno portato a cercare in rete una preghiera perchè venissi liberato dal vizio della masturbazione e della frequentazione di siti pornografici. Sapevo che soltanto Dio, che fino a quel momento faceva parte della mia vita solo quando mi faceva comodo, poteva essere la soluzione a tutto questo. Quel giorno ho trovato questa semplice preghiera che vorrei condividere con voi:

PREGHIERA PER ABBANDONARE UN VIZIO
A Dio, allo Spirito Santo e agli Angeli,
so che qualsiasi vizio nasce dall’intenso desiderio di
ottenere l’amore divino.
Vi prego, aiutatemi a percepire il Vostro amore.
Vi chiedo di eliminare ogni idea, schema,
sensazione e pensiero in grado di scatenare
le mie bramosie.
Guidatemi verso persone, situazioni ed esperienze in grado
di sostenere il mio desiderio di vivere libero/a da qualsiasi
dipendenza.
A Voi rimetto tutti i miei desideri, e chiedo a tutti gli angeli
di circondarmi con la luce della salute e della pace.
Aiutatemi ora e sempre. Amen (continua)
Mi fido ha detto...
(continua)
Da quel giorno ho cominciato a prendere coscienza del fatto che avevo un problema e che solo con l'aiuto di Dio sarei potuto uscirne. Mettendo nelle Sue mani il mio problema, con un totale abbandono alla Sua volontà sarei stato messo in situazioni e avrei incontrato persone in grado, anche inconsapevolmente, di aiutarmi, sarei stato ispirato nelle scelte, nelle decisioni affinchè cominciassero a seccarsi i rami malati della mia vita, a cui non volevo dare vita. Quella stessa sera di quel 21 settembre scoprii questo blog. Mi resi conto che il desiderio di superare pulsioni omosessuali perchè non rispondenti alla mia vera natura non era un desiderio assurdo o innaturale, anzi ho riconosciuto come questo desiderio potesse essere del tutto legittimo, dato dal mio essere uomo, ma che era stato sommerso da abitudini e pulsioni suscitate da eventi, persone e ferite nel corso della mia vita. In questo blog ho scoperto che non sono solo ad avere il desiderio di una vita diversa e che molti altri stanno lottando per uscire da questa condizione di schiavitù non desiderata, molti come me desiderano fare dei tagli, liberarsi dal giogo di abitudini e pulsioni omosessuali. Da quel giorno la mia vita è cambiata, perchè ho dato voce all'insoddisfazione di una vita incentrata su abitudini e pensieri omosessuali, per cominciare ad alimentare desideri schiacciati, ma belli, profondi e vivi. Non scendo almeno per ora nello specifico del cammino per ora fatto(dicendo però che ancora sono lontano dalla meta e che per il momento non ho trovato e nè cercato, una persona con cui parlare di questo mio problema e in cui magari trovare una guida e un sostegno), perchè ciò che mi preme far passare con questo post è che il desiderio di superare abitudini e pulsioni omosessuali può essere del tutto legittimo e giusto da perseguire per una uomo che lo avverte. Se si si è spinti da questo desiderio di liberazione sono convinto che sia giusto intraprendere la strada del cambiamento. Per quanto mi riguarda, penso che se Dio ha posto in me questo desiderio e desideri incompatibili con la mia condizione attuale (come il desiderio di avere una moglie e il desiderio di paternità), Lui è in grado e vuole aiutarmi perchè tutto questo diventi realtà nella mia vita, basta che io abbia il coraggio di abbandonarmi con fiducia a Lui. Non è facile, perchè significa spesso lottare contro l'orgoglio e la voglia di fare di testa mia, non poche sono le cadute e i momenti bui e di sconforto, ma ogni volta nella misericordia disarmante di Dio trovo la forza per rialzarmi e andare avanti, progredendo verso il cambiamento che sento di volere sempre più come realtà vicina e possibile. So che non si può avere tutto e subito, ma credo che nessuno come Dio sappia meglio rispettare, se gliene diamo modo, i tempi di ognuno di noi. Benedico tutti noi con le nostre storie, le nostre ferite e i nostri sforzi.

Anonimo ha detto...
Caro Marco dall'america o Marcostrong,

ti scrivo questa lettera qua perchè via email non so perchè tu non mi rispondi più.
Allora ho smesso di combattere e mi sono arreso perchè ormai non so più che cosa posso fare. Solo il suicidio o una brutta malattia può placare il mio immenso dolore che provo dentro di me.
Allora Marco ti dirò che se da bambino ero contento di essere nato uomo, oggi maledico di essere nato uomo. Troppe molestie. Quell'uomo dentro di me è morto. E' morto prima per i condizionamenti dei miei genitori ed è vero che i genitori giocano un ruolo fondamentale per la formazione dell'orientamento sessuale. Poi per i condizionamenti di mia mamma che voleva il bravo bambino tutto per sè per quietare il suo stato d'animo e l'odio che lei nutre verso il proprio marito. Ha voluto il figlio che diventasse suo marito e mi sono testimone tutte le volte che si è rivolta a me per chiedere aiuto e mi sono testimone tutte le volte che lei non voleva che stessi con un padre. Che poi è un altra figura del cavolo perchè non è mai stato un uomo lui nei comportamenti. Non mi ha insegnato come difendermi dagli attacchi della vita e come si vive. Se avessi avuto un pò di incoraggiamento da bambino adesso non starei qui. Eppure ancora oggi, alla soglia dei 30anni, quei condizionamenti che avevo da bambino permangono. Le cose da uomo proprio non le posso fare e poi se le faccio fuorisce il mio modo timido di fare, l'eccitazione del mio viso e la mia gayezza. Sono stato molestato dagli altri coetanei alle medie. A scuola ero io quello sbagliato se alle gite i miei compagni sull'autobus sputava ai passanti o prendevano in giro un disabile sulla sedia a rotelle. E i professori non facevano nulla o anzi tacevano. Ma in quale paese di merda sono nato. A volte penso che in Africa si vive meglio. Quello che sui manuali di psicinalisi c è scritto è tutto vero, però si finge tutto. Nessuno può capire le molestie che ognuno di noi ha vissuto. Io non potrò mai capire cosa un malato di cancro possa provare. Posso solo immaginare il proprio dolore. Dall'analisi è uscito un odio profondo nei confronti di mio padre. L'ho voluto bene da bambino anche se lui mi trattava da bambina. I bambini farebbero di tutto per i propri genitori. Ma quando ho capito, verso i 6 7 anni, come lui si comportava o cosa facesse, per me non è stato un punto di riferimento, un modello da seguire. E pultroppo lui, alla soglia di 65 anni, non se ne rende conto. Sto in uno stato di forte depressione, nno ho voglia di uscire ma solo di mangiare. Tutti hanno abusato di me. Caro Marcostronger o Marcousa, ti ammirò. La tua determinazione è stata tanta. Io le paure non le riesco ad affrontarle. Il mio numero di telefono è sempre lo stesso, il mio indirizzo email è stato disattivato.Comunque se ti va di chiamarmi, hai e lo spero ancora il mio numero di cellulare. Ciao Marco.


Il tuo amico Manuel


marco ha detto...
Caro anonimo che cerchi marco dall'america, percepisco il tuo dolore e la tua ansia e ti vorrei rassicurare! Ci sono tante persone che ti possono aiutare, anche più vicine, non fissarti su questo vecchio amico che ti avrà pure aiutato, ma ora forse per cause di forza maggiore, non ti può rispondere... lui non è l'unica tua speranza di felicità, rivolgiti a persone vicine, cerca nuove relazioni, esci dal tuo torpore! se hai bisogno di parlare la mia mail
forza e coraggio!!
marco.86.forum@gmail.com
Anonimo ha detto...
Per Francesco Saverio Manoel:
Sono Marco dagli USA. Ho provato a scriverti ma il tuo indirizzo email e' disattivato. Ho provato a chiamarti al cellulare e una voce dice che l'utente e' irraggiungibile. Saro' a Roma tutta la settimana prossima, ma da mercoledi' pomeriggio in poi non saro' disponibile. Possiamo incontrarci se vuoi.

Per tutti gli utenti del forum: io sono guarito completamente dall'omosessualita'. Sono sposato e ho due bambini bellissimi di 2 e 4 anni. Sono guarito con l'aiuto di uno psicanalista (da cui andavo ogni giorno!) e devo dire con l'amore di un uomo che ho considerato mio padre -- il padre che non avevo mai avuto -- e che mi ha aiutato a separarmi dalla madre castrante, fallica e soffocante che avevo. Ho pregato tanto e Gesu' mi ha aiutato. Essere un uomo e' bellissimo. Non datela vinta alla madre che non voleva vedere un uomo in voi. Non datela vinta al padre che vi ha rifiutato. Guarire e' possibile.

Con affetto,
Marco
Anonimo ha detto...
Per Marcousa,

sono Manuel, il mio numero di telefono è sempre quello ma visto che era spento non ho potuto ricevere la tua chiamata. Ho visto sul mio cellulare il messaggio della tua chiamata non risposta. Lo tengo accesso. chiamami ti aspetto


Manuel




Anonimo ha detto...
OK Manuel, ti chiamo domenica o lunedi'. Ce la fai a venire a Roma lunedi' o martedi'?
Anonimo ha detto...
Per MarcoUsa

Se tu mi chiamassi io per martedì sono disponibile. Ti ho anche mandato un messaggio sull'ultimo indirizzo email che mi hai dato.

Manuel
Giovanni ha detto...
Sono Giovanni, combatto con l'omosessualità da tantissimi anni ma senza un vero riscontro. Vivo in un contesto cristiano e questo mi mette costantemente in crisi. Da un lato vorrei superare questa condizione ed essere libero, dall'altro per quanto mi sforzi non ci riesco e mi lascio andare. Nonostante vado in chiesa regolarmente e sono impegnato nell'opera, per qualche anno ho avuto una relazione con un altro ragazzo. E adesso sto provando di nuovo a combattere questa condizione così schiacciante ma mi ritrovo fortemente depresso e periodicamente incline a mollare tutto. Vi chiedo di pregare per me, dvb.
Mi fido ha detto...
Per Giovanni, ti sono vicino con la preghiera, sappi che ci sono molti uomini nella tua stessa condizione che sanno capirti. Prego perchè il Signore ispiri i giusti pensieri, le decisioni, gli incontri e le situazioni in grado di alimentare la speranza, la fiducia e la concretezza di un cambiamento e di una vita felice ogni giorno. Metto la tua e la condizione di tutti nelle mani di Gesù,dtb
francesco manuel ha detto...
Auguri a tutti i MARCO

Francesco Manuel
A. 27 marzo ha detto...
E' da molto che non scrivo più, ma continuo a sentire questo blog come uno spazio accogliente, in cui immergersi dentro di sè.
3 anni fa ho lanciato il mio appello disperato, vedendo come unica strada percorribile la transessualità. Oggi sono cambiate tante cose nella mia vita e tutto è partito da qui, dove per la prima ho trovato la forza di conoscermi. Di mettere da parte anche solo per mezz'ora quel meccanismo di sopravvivenza che mi portava a percepirmi come una ragazza, una ballerina, una modella e riscoprirmi e ricollegarmi a quel bambino abbandonato.
Quella mezz'ora è passata a un'ora, poi a due fino a ricollegarmi completamente con il mio essere autentico. Non sono un caso particolare, alla base dell'omosessualità e del disturbo dell'identità di genere c'è proprio un processo dissociativo più o meno invadente, a seguito di situazioni famigliari di squilibrio. Come ho potuto ascoltare alla conferenza di Brescia da Walt Heyer, un ex trans, il cui delirio di cambiare sesso era stato approvato e incentivato da psicologi, psichiatri e medici chirurghi.

Solo Dio sa quanto è difficile tornare nella verità del proprio essere, a quel bambino da cui ci si era dovuti dissociare proprio per sopravvivere, perchè nei reali panni era impossibile continuare. Sono le prime emozioni in quella ritrovata identità a segnare le basi per rifarne la propria casa, l'unica possibile. Emozioni travolgenti, fondanti, di verità, senza paragone rispetto a quelle precedenti.
Nella società, oggi, c'è chi giudica e chi si fa paladino delle "variabili di comportamento", sta a noi diffondere la verità, che va oltre queste sterili ideologie affinchè le nuove generazioni non vivano più nè aggressioni nè etichettamenti, ma siano fornite degli strumenti per conoscersi profondamente.
La mia e-mail: ciaoralph@hotmail.it
Michele ha detto...
Salve a tutti
scrivo raramente su questo blog anche se seguo con periodicità i vostri commenti. Ora ho deciso di scrivere anche io, non per condividere la mia storia, che ho già fatto quanto per condividere con voi il mio cammino.
E' da quest'estate che ho finito di leggere il libro di Aardweg (molto interessante!) ma non ho ancora cominciato veramente il mio camminO. si ho provato a smettere con la pornografia, con la masturbazione ma poi, tempo 15giorni al massimo, ci sono sempre ricaduto. E' la mia volontà che non è forte mentre forte sono le tentazioni di internet e dei piaceri momentanei che da, per poi ritornare nel solito vuoto. Ora però sono stanco di fuggire, stanco di prendere la cosa alla leggera: VOGLIO CAMBIARE e LOTTARE! Per questo ho deciso di scrivere. E vi terrò informati sui progressi, cercando di essere costante con i miei intereventi. Quello che scriverete servirà a me, forse quello che scriverò io potrà aiutare qualcuno di voi. Io ci provo... e che Dio mi assista in questo percorso!
Giovanni ha detto...
Michele non è mai facile prendere la decisione di cambiare e poi mantenerla nel tempo senza tornare indietro. Credimi ho provato milioni di volte a cambiare e nonostante la buona volontà e il mio desiderio vero, ho visto poco. Ma se lasci che Dio operi nella tua vita, vedrai che tutto si muoverà nella giusta direzione. Lui può raggiungere i punti dove tu stenti ad arrivare.
Fatti coraggio!!! A presto
Anonimo ha detto...
Ciao raga, ma voi come "tirate" avanti ?
io ho spesso pensieri suicidi e frustrazione al massimo; è mesi che prendo antidepressivi.
boooo
Giovanni ha detto...
Le battaglie ci sono e i momenti di forte crisi anche (molto spesso si vuole mollare tutto)... ma il processo di cambiamento anche se parte da un atto di volontà poi prosegue camminando con Dio. Pensare di poter cambiare se stessi facilmente come se avessimo dei pulsanti da attivare o disattivare è impossibile. Non bisogna "tirare" avanti ma vincere ogni giorno e conquistare una parte in più di noi stessi, di quello che ci manca e che compensiamo in modo dannoso.
La tua frustrazione e i tuoi pensieri suicidi li capisco profondamente, perché succede anche a me di sentirmi completamente smarrito... fin quando non mi ricordo che Dio ha deciso di fare in me un'opera meravigliosa e che è Lui a portarla avanti. Prendi forza!
Mattia ha detto...
Per favore aiutatemi.
Non ce la faccio più. Mi vien da piangere. Ho 34 anni. Non ho un lavoro stabile. Ho genitori anziani e con problemi di salute.
Vorrei qualcuno che mi possa aiutare. Vorrei avere la possibilità di avere una mia famiglia. Ma non posso. Mi vien da piangere quando vedo amici con i loro figli. Quanto vorrei essere come loro, anche con tutti i problemi che una vita normale comporta. Invece mi sento solo, e ho paura di passare la vita da solo. Non so più cosa fare. Per fortuna non ho mai avuto rapporti con altri uomini. E fino a quindici, sedici anni mi innamoravo di ragazze. Poi a scuola ho subito bullismo psicologico. Sono andato in depressione. E mi sono accorto di avere un problema di omosessualità. Per fortuna non ho mai avuto rapporti con uomini. Ma qualcuno mi può aiutare? Qualcuno mi può dire da dove devo cominciare? Il tempo passa e la paura di restare e morire solo aumenta. Perché a me? Pregavo di più una volta. Ora non sono più sicuro di nulla. Grazie se anche solo mi ascoltate. Qualcuno mi risponda. Mattia
eclipse ha detto...
Ciao Michele mi ritrovo in pieno quello che dici,anch'io provo a smettere e dire definitivamente BASTA ma sono indolente e nei periodi di stress la via di fuga e' sempre la stessa pornografia ecc..
bisogna tirare fuori gli attributi ed affrontare la paura e la vergogna.
importantissimo sono le amicizie maschili ed organizzare la propria vita. Che Dio vi benedica a tutti quanti
eclipse ha detto...
per mattia ti consiglio di contattare il gruppo lot troverai un valido aiuto.

Giobbe ha detto...
Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo su questo forum, nonostante siano innumerevoli le volte che ho letto queste pagine, senza le quali la mia vita avrebbe senz'altro percorso una strada molto diversa da quella attuale. Più comoda e più facile, sicuramente, ma totalmente improduttiva, e, in definitiva, distruttiva.
Spero che la condivisione di parte del mio cammino possa rappresentare un aiuto e un sostegno per chi legge, quel sostegno che tante volte io ho cercato in passato tra queste pagine.
Sono un ragazzo 25enne del nord-Italia. All'età di 12-13 anni ho avvertito le mie prime pulsioni omosessuali, che si sono intensificate negli anni del liceo. La mia risposta a queste pulsioni è stata una chiusura emotiva sempre maggiore, che è cresciuta negli anni insieme all'utilizzo della pornografia. In pratica, mi sono sempre rifiutato di considerarmi omosessuale, tant'è che non ho mai avuto alcuna esperienza con altri uomini. L'uso della pornografia mi serviva come strumento per recuperare in qualche modo quella mascolinità che, per varie ragioni, non vedevo in me, e come una valvola di sfogo di fronte a tensioni che non sapevo come affrontare. Non mi sentivo particolarmente in colpa per questo, nè depresso. Ma non mi rendevo conto del potere autodistruttivo delle mie azioni, che, a furia di essere ripetute, avevano instaurato dentro di me un ciclo molto pericoloso. Cercavo di guarire le ferite della mia anima (che non volevo considerare tali) in questo modo, ma era come tentare di medicare una ferita con un cerotto infetto: dopo un sollievo momentaneo, le cose peggiorano. Ovviamente questo l'avrei capito solamente molto più tardi.
Durante gli anni universitari le cose hanno iniziato a cambiare. I sensi di colpa aumentavano sempre di più, i miei amici si fidanzavano e le mie illusioni su un possibile cambiamento svanivano. Tentavo di interrompere la mia dipendenza, o quantomeno di ridurla, ma senza grossi risultati. In più, la mia solitudine aumentava, anche perchè non avevo mai rivelato nulla di me ad alcuno. E' in questo periodo che sono iniziate le notti insonni e le prime ricerche su internet di una possibile via d'uscita. Avevo letto qualcosa di Nicolosi ed altri, ma, pur ritrovandomi in molte loro descrizioni, non avevo il coraggio, e forse la voglia, di intraprendere un vero cammino di cambiamento. Da un lato la speranza di cambiare era sempre presente, ma dall'altro qualcosa mi teneva aggrappato al sollievo che mi giungeva dall'attaccamento all'attrazione omosessuale.
Quello di cui però vorrei parlare, fatte queste premesse, è quanto è successo dopo. Circa un anno e mezzo fa ho deciso di dire basta, e ho scritto un'email a frate Max. Per la prima volta ho riversato la mia storia su qualcun altro, aprendo una breccia in quel muro che mi ero creato intorno. Da allora è iniziato un cammino, che prosegue tuttora. I primi mesi sono stati difficili, e resistere alla dipendenza che avevo costruito negli anni è stato veramente faticoso, tanto che talvolta mi è sembrato di impazzire. Io, dal canto mio, ero finalmente armato di una forte volontà a non cadere. Ma posso assicurare che questo non basta, se non c'è un aiuto esterno, e, soprattutto, la ricerca di una relazione filiale con Dio Padre. Ho iniziato, un po' timidamente e, a dirla tutta, con una certa diffidenza, ad accostarmi al sacramento della Confessione con sempre maggiore frequenza. E mi sono impuntato - un po' arrogantemente, forse - su una bellissima frase del Vangelo: "Qualsiasi cosa chiederete con fede nella preghiera la otterrete". Io ho spesso chiesto di essere cambiato, o quantomeno di avere la forza e gli strumenti per farlo. E, ogniqualvolta i risultati non arrivano, mi ricordo delle parole sagge di un sacerdote: "Cristo ha dato la Sua parola che qualsiasi richiesta conforme alla sua volontà verrà esaudita. Ma non ha detto quando. Ha chiesto solo di avere fede".
(segue)
Giobbe ha detto...
Ad ogni modo, oggi, guardando il percorso fatto fino ad ora, rimango sbalordito da come Dio Padre sia intervenuto nella mia vita in questi mesi, spesso senza che nemmeno me ne accorgessi. Io credo che il segreto stia nell'accoglienza di ciò che avviene nelle nostra vita, anche delle esperienze più dolorose. Capire che anche dalle cose negative si può imparare ed iniziare un percorso di vera crescita umana, ed è per questo che Dio permette il male.
Come dicevo, io ho chiesto al Signore di concedermi una fede più solida e un'occasione di cambiamento. Dopo neanche un anno e mezzo, posso dire che ormai da alcuni mesi le pulsioni omosessuali sono pressochè scomparse (anche se ho avuto un paio di momenti di forte tensione, nei quali è come se esse tentassero di riaffiorare, senza però riuscire a venire a galla). Rimangono delle ansie, di fronte alla visione di stereotipi maschili dai quali ero fortemente attratto in passato, sulle quali sto cercando di lavorare. Al momento non provo attrazione per le donne, anche se avverto che, di pari passo con il cambiamento del mio rapporto con il mondo maschile, sta mutando anche il rapporto con il mondo femminile.
Detto così sembra tutto semplice. In realtà, come molti di voi ben sanno, non lo è affatto. I momenti di sconforto e di difficoltà sono innumerevoli, e talvolta possono durare giorni. E in quei momenti ci si sente impotenti, nonostante gli sforzi di mettere in pratica nuovi meccanismi di crescita in rottura con il passato. Sono momenti nei quali razionalmente si sa benissimo che non vi è alcun motivo logico di deprimersi; eppure in quelle fasi i nostri sentimenti sembrano andare in tutt'altra direzione rispetto alla nostra volontà e alla razionalità. Credo che solo chi ci è passato possa capire veramente di cosa si tratta. E capisco benissimo tutti coloro che tra di voi parlano di frustrazione e pensieri suicidi. Al ragazzo che chiede come tirare avanti, rispondo che è fondamentale concentrarsi sugli eventi positivi, sulle piccole vittorie quotidiane da energizzare e valorizzare. So che non è facile, anche perchè la reazione più immediata è quella della vittimizzazione, e vi sono parecchi studi psicologici in materia. Ma di lì bisogna iniziare, per cercare di spezzare quei processi sintomatici delle nostre ferite più profonde, come l'autocompatimento. Ci vuole molta molta pazienza, e non bisogna avere fretta di ottenere tutto subito. Partire dal poco e crescere pian piano. E lo dico consapevole di essere un impaziente cronico. Inoltre, mi sono accorto nel tempo di come le fasi di miglioramento più intense siano sempre avvenute subito dopo un periodo di forte sconforto. Per cui, anche questi momenti, all'apparenza negativi, possono costituire una formidabile occasione di crescita.
Ogni storia personale, pur presentando analogie con quelle altrui, è una storia a sè. In molti casi, compreso il mio, è fondamentale recuperare una corretta relazionalità con il mondo maschile, per poter poi agire anche in direzione di quello femminile. Come ho scritto in precedenza, Dio Padre mi ha concesso alcuni doni incredibili per supportare il mio cammino. In primo luogo un'esperienza lavorativa a contatto con ragazzi in età di scuola media, che mi ha arricchito moltissimo, e che mi ha fortemente responsabilizzato: scoprire che loro mi vedevano come un uomo adulto, a cui chiedere consigli e prestare fiducia, e non come quel bambino immaturo che spesso tenta di soffocare l'uomo che è in me, è stato di fondamentale importanza. Poi è venuta un'esperienza lavorativa molto più faticosa, che mi ha costretto a lavorare sulla mia autostima ed ha continuato a rafforzare l'immagine di me stesso come uomo.
(segue)
Giobbe ha detto...
Nel frattempo, ho cercato sempre di più di vincere le mie timidezze verso gli altri ragazzi. Anche qui, il lavoro da fare è stato ed è tantissimo, ma i risultati, se lo si vuole veramente, arrivano. Creare relazioni intime di amicizia con altri uomini (una in particolare) mi ha aperto un mondo nuovo. Stimare gli altri, ed essere stimati, è una cosa bellissima, ed irrobustisce la consapevolezza di appartenere al mondo maschile.
Inoltre, credo che una delle cose più importanti ai fini del cambiamento sia praticare sport con altri uomini. Ho iniziato con uno sport in cui ero negato, il nuoto, frequentando un corso. So che potrà far ridere, ma una delle cose che amo di più è quando l'istruttore urla dietro a me e ai miei compagni. Pur con tutti i miei limiti, nel giro di qualche mese ho potuto scoprire di poter riuscire bene in questo sport, imparando stili, virate e tuffi. L'aspetto più bello è quando, con i miei compagni, ci scambiamo pareri sulla tecnica da adottare nei vari stili e, perchè no, quando facciamo qualche gara.
Questa è la mia testimonianza. Ho cercato di essere sincero e coinciso (ebbene sì, avrei potuto scrivere dieci volte tanto :)). Una cosa sola mi preme sottolineare. Io sono sempre stato ossessionato dalle tempistiche del cambiamento, andando a ricercare nelle testimonianze lette qua e là questo dato. So che molti si pongono questa domanda, che del resto è legittima (se non altro per sapere se si è sulla strada giusta). Dopo la fase iniziale, nella quale la novità del cammino può servire a persuadere a continuare, inizia una fase in cui la difficoltà maggiore è dovuta ai lunghi tempi necessari, una specie di traversata nel deserto. Molto spesso lo sconforto, di fronte a fallimenti del tutto comprensibili e, in un certo senso, fisiologici, spinge a mollare, in mancanza di un orizzonte temporale ben definito. Per questo ho voluto inserire quest'informazione legata alla durata, fino ad oggi, del mio cammino personale, sperando che possa rappresentare un motivo di speranza per altri. Bisogna però fare attenzione, perchè ogni storia è diversa dalle altre, e i risultati potrebbero arrivare prima, così come molto dopo. Non bisogna demordere in questo caso, ma, per chi crede, è molto importante accostarsi con frequenza ai sacramenti della Confessione e della Comunione.
Infine vorrei dire che io tuttora non so dove mi porterà questo cammino, e se mai riuscirò a realizzare il mio sogno di cambiamento e di avere una famiglia. Ma, per quanto talvolta tema di non farcela, non ho alcun ripensamento sul sentiero intrapreso. E' vero, ci sono momenti difficili, a volte anche più che in passato (del resto la consapevolezza, necessaria per guarire le ferite, ha un prezzo, anche molto doloroso). Il cambiamento comporta il rimettersi in discussione totalmente, lasciando le certezze del passato, benchè illusorie, per un cammino fatto di molti ostacoli. Questo si ripercuote anche sull'umore, in certi periodi molto instabile, e sulla capacità di concentrazione, che talvolta viene meno. Ma questo non deve spaventare, proprio perchè è sintomo che il cambiamento sta avvenendo davvero. E comunque, per nulla al mondo cambierei la mia vita attuale, permeata di tutte le difficoltà che ora ho descritto, con quella di prima. Ora posso finalmente guardarmi allo specchio, senza più vedere quel bambino immaturo, ma piuttosto un uomo, forse un po' impacciato, ma uomo.
Giovanni ha detto...
Mattia, dal profondo del cuore posso dirti che prima di iniziare qualsiasi processo per superare omosessualità o altro, devi trovare o instaurare un rapporto personale con Dio perchè è l'Unico che può darti una serenità e la felicità di vivere. Percepisco la tua sofferenza e lo sconforto, quando il tempo passa e ci si ritrova soli e senza un futuro delineato, il peso diventa davvero schiacciante. Ricordati che Dio vede il tuo cuore e Lui è capace di trasformare ogni condizione anche la più complicata.
Un abbraccio! Dio ti benedica. Siamo con te!
A. 27 marzo ha detto...
Grazie Giobbe per la tua testimonianza, mi sono rivisto in molte fasi del tuo percorso. Anch'io mi ero iscritto in piscina per socializzare, ma non aveva funzionato molto. Oggi sono a mio agio con le persone e soprattutto autentico nell'espressione dei mie stati d'animo, ho tolto la maschera "gay", ma ancora i legami sono fragili e insoddisfacenti. Anch'io un giorno sogno d'investirmi pienamente nel mondo sul piano relazionale-affettivo e professionale, costruire una famiglia ed essere padre. Ce la faremo!!!
ciaoralph@hotmail.it
Paolo ha detto...
Grazie a tutti per quello che avete scritto. Ognuno di noi è speciale. Alcuni di noi sono già a buon punto e riescono a guardarsi indietro vedendo i passi compiuti, altri ancora non sanno se ce la faranno. Voglio essere unito ad ognuno di voi. La vostra sofferenza è anche la mia sofferenza, le vostre vittorie sono anche le mie vittorie. E' dura diventare uomini, ma è stupendo.

Grazie Giobbe per la tua testimonianza, così semplice e così vera. Mi è piaciuto tantissimo quando hai detto che il momento che ti piace di più dell'allenamento è quando l'allenatore vi urla dietro. E il piacere che provi nel confrontarti con i compagni sulla tecnica. :)
Amministratore ha detto...
Ciao Giobbe, abbiamo pubblicato la tua testimonianza sul blog "Si può cambiare". Grazie e continua a seguirci!

http://omosessualitaeidentita.blogspot.it/2013/05/forum-uscire-dallomosessualita.html
A. 27 marzo ha detto...
La scena dell'allenatore che urla rappresenta benissimo la funzione paterna di autorevolezza, guida, contenimento positivo dell'istinto del giovane maschio. La felicità di Giobbe nel sentirsi seguito, parte dei maschi, di essere individuo e non più identificato con la norma, con gli occhi della mamma e delle maestre, come lo era il "bravo bambino". Esistere non per le regole, ma attraverso le regole di un uomo adulto, una guida che conduce alla conquista di un posto nel mondo, nella società.
Io odiavo quel tipo di regole che mi rendevano individuo, che mi portavano a confrontarmi con me stesso, avevo bisogno di rimanere invischiato in giochi di ruolo, del tipo di studiare per la professoressa, in cui io non ero mai soggetto. Ma oggetto per rendere felice l'altro, come ero stato nel legame con mamma. Molte madri di omosessuali, sembra che dicano al figlio: affinchè tu sopravviva dobbiamo prima di tutto far sopravvivere me, impariamo insieme a regolare i miei stati d'animo. E' questo programma di annullamento di sè per sostenere l'altra (donna madre-regina) che tanto piace alle dive della tv, che lottano per la causa gay. Spero che presto tutti gli omosessuali si rendano conto della fregatura e di chi gli vuole veramente bene, così da investire parole e mezzi sempre più nella verità.
Mattia ha detto...
Grazie Giovanni le tue parole sono preziosissime, sono di grande conforto! A Eclipse: seguirò il tuo consiglio.
Meno male che ci siete tutti voi. Meno male che c'è questo forum.

Per caso qualcuno conosce terapeuti della zona di Brescia?

Mattia
A. 27 marzo ha detto...
Mi viene da pensare che Brescia sia la culla per questa nuova consapevolezza, questa nuova strada di comprensione dell'omosessualità e dei vari problemi d'identità e sessualità.
Se riuscissimo a trovarci e condividere insieme questo percorso faccia a faccia sarebbe utilissimo.
X Mattia
I terapeuti del narth più vicino si trovano a Milano, puoi scrivere all'indirizzo che c'è in homepage e ti daranno i contatti. Se ti va di conoscere qualcuno che sta facendo questo percorso o semplicemente qualcuno con cui parlare liberamente, io sono di Brescia e ne sarei felice :-)
ciaoralph@hotmail.it
fr Max ha detto...
Ciao a tutti.
E' sempre una gioia quando posso leggere le vostre storie dove desiderio, volontà, responsabilità cercano di diventare il nuovo baricentro per scoprire la bellezza che è in ciascuno di voi e le molteplici possibilità dell' essere creature nuove, in una libertà nuova.

A Giobbe che conosco e stimo tantissimo come persona rinnovo il mio orgoglio per i passi fatti e l'invito a continuare ad accogliere le nuove sfide del quotidiano.
Sei cresciuto, lo sento e credo che sarai n grande uomo.

A MAttia il mio affettuoso abbraccio fraterno e la mia comprensione per il momento delicato che sta vivendo a livello personale e familiare.
I tuoi desideri di una famiglia sono legittimi e realizzabili se sceglierai di iniziare un cammino di profonda conoscenza di te e delle tue ferite così da poter lasciare che l'amore di Dio PAdre possa curarle come solo Lui sa fare. Resto in tuo ascolto !

Giovanni carissimo, non smettere di mollare anche quando lo scoraggiamento cresce. Scegli di aprire il cuore a qualcuno che possa farti sperimentare la bellezza che è in te. Costruisci ponti relazionali, amicali e scegli di aprirti alla libertà !

Per tutti resto a vostra disposizione oltre a portarvi nella mia piccola preghiera.
Io ci sono
byronmp@libero.it

Vi benedico
Fr MAx

A. 27 marzo ha detto...
Finito il liceo è come se tutte quell'energia bloccata dall'edu-castrazione scolastica volesse esplodere in una forma subito, non era più disposta a cedere ad altri compromessi. I geni del gorilla repressi per anni volevano solo saltare su quel banco da scriba sottomesso e dare sfogo all'istinto, alla verità del proprio essere, all'ascolto biologico del proprio corpo.
Mattia ha detto...
Grazie Frate Max. Le tue parole mi danno coraggio, soprattutto una: realizzabili! Mi dai speranza, meno male che ci sei!

Grazie A. 27 marzo. Sì, ti aggiungo nei contatti.
Perdonatemi se non ho risposto prima ma ultimamente sono stato molto occupato.

Mattia
Pierluigi ha detto...
Ciao a tutti,mi chiamo Pierluigi.Sono capitato in questo forum mentre cercavo il l'autore di un libro "Omosessualità e speranza".Anch'io mi ritrovo a combattere con questo problema.Sto facendo delle terapie psicologiche e anche degli allenamenti personali per abituare l'occhio al corpo femminile.Nella mia vita ho avuto una sola storia omosessuale durata più o meno 4 mesi dopodichè grazie all'intervento di Dio si è conclusa.Ed ora,come dicevo sto cercando di ritrovare la mia mascolinità (perchè c'è ve lo assicuro)partendo dal fatto che se mi guardo allo specchio ho tutti i connotati di un uomo e quindi non è possibile sentirsi donna o provare sentimenti da donna!!equivarrebbe e dire che Dio ha sbagliato qualcosa,ma Dio non sbaglia!!quindi ci sono solo delle ferite da curare in modo sano.Ho visto,leggendo alcune testimonianze che le ferite sono più o meno le stesse.Abusi,bassa stima di se,non accettare il proprio corpo e via dicendo.Anche io mi ritrovo con queste ferite,e grazie a Dio ho trovato degli aiuti per poterle curare.Comunque mi ha fatto piacere imbattermi in questo forum,se qualcuno volesse inviarmi qualche mail il mio indirizzo è pierlux.adc@gmail.com
Mattia ha detto...
Ho scritto al carissimo Frate Max. Comincio a rompere il muro, a fare una breccia per la libertà e l'amore. Chiedo a tutti di sostenermi in questo cammino, e farò lo stesso con tutti voi.

In questo periodo di grande sconforto per me, dove il mio desiderio, il mio sogno di poter creare una famiglia in futuro, da amare con tutto me stesso una moglie e dei figli, cozza terribilmente con le mie pulsioni, ho deciso di intraprendere la strada della liberazione. Per ora ho eliminato tutta la pornografia da circa tre settimane, non voglio più aver niente a che fare con quell'orrore. Che altro devo fare? Datemi dei consigli, chi è già avanti col "lavoro" su se stesso. Ve ne sarò eternamente grato!
GRAZIE DI ESISTERE!

Mattia


carlo ha detto...
Caro Mattia, il percorso è lungo e carico di alti e bassi. Stringi amicizie maschili sincere e raccontati con umiltà a persone fidate. Guarda l'uomo come tuo simile e comincia ad apprezzare alla bellezza femminile perchè diversa da te. Loda e urla il tuo scontento a Dio, lui ti capirà. Per me non è stato importante andare e tutte le domeniche a messa, ma di importante ci sono state delle conoscenze, che Dio mi ha donato. Apriti con un padre spirituale per prove ed errori troverai quello giusto. Comincia ad unirti alla donna con la tua mascolinità e non come un suo pari. Saluti a tutti e a Frate Max.
A. 27 marzo ha detto...
I ragazzi gay si proiettano sull’identità di ragazze ribelli, con i capelli colorati e piercing ovunque, simbolo della libertà dai genitori, vittime spesso di divorzi e delle stesse dinamiche conflittuali. Questa identificazione permette di sentirsi forti, pronti con la stessa replicante sensualità a conquistare, usare e vomitare infiniti partner, infinite rappresentazioni paterne. La cosiddetta scienza (la medicina, la psicologia e la chirurgia) oggi incoraggia questi ragazzi feriti a concretizzare questa proiezione, diventando vere e proprie caricature del sesso femminile, pseudo-donne falliche, transgender che lottano per i loro diritti, anelando ad impedire la libertà di pensiero ed espressione a chi solo s’interroga e raggiunge la dolorosa verità, ormai troppo repressa per credere di rimetterla a fondamenta del nucleo della propria identità. Nonostante questa permetterebbe di comprendere il dolore delle nuove generazioni e poter dare loro un aiuto effettivo, che li raggiungerebbe al cuore del disagio, prima di rinchiudersi in schemi tanto protettivi quanto annichilenti.
Credo che ormai la scienza sia così profondamente compromessa, che solo una piccola branca rivoluzionaria di questa unita alla religione possa ricreare un luogo di verità all’interno della struttura sociale. Io stesso per un periodo, dopo aver già conosciuto la verità, mi sono fatto fregare dalle menzogne relativiste di questa società in declino. Purtroppo quando non c’è più nessun contenitore in cui sentirsi accolti e riconosciuti diventa difficile restare centrati nella propria essenza, nell’autenticità del proprio essere. Per chi è stato ferito constatare che la società sta andando in tutt’altra direzione, che vengono proposte addirittura “leggi tappa-bocca”, violando perfino i diritti base di libertà di pensiero ed espressione dà una sensazione di non valere niente, che il proprio vissuto e la relativa difficile e liberatoria interpretazione vengano calpestati. Rimane la certezza che la Verità vincerà su tutto con la forza dell’amore, resta da capire fino a quanto bisognerà cadere prima d’iniziare a riemergere.
A. 27 marzo ha detto...
Mi rendo sempre più conto come solo la Chiesa non si sia fatta serva delle ferite dell'uomo nella storia. La scienza e la politica stanno passivamente accompagnando l'uomo nella sua decadenza. La famiglia si digrega sempre più? Instauriamo il divorzio! Emerge l'impossibilità di accogliere figli indesiderati? Legalizziamo l'aborto! Si diffonde la condizione omosessuale? Incoraggiamo il coming out e legalizziamo matrimoni e adozioni gay. E' tutto semplicissimo, no?!
Solo la Chiesa ha compreso che un clima sociale conflittuale emergente era un sintomo da accogliere, portatore di un messaggio per l'evoluzione, non un bisogno da soddisfare velocemente. La scienza affiancata dalla teconologia ha trattato le persone come macchine prive d'anima, a tratti incoraggiando e indirizzando verso un consumismo materiale quanto psichico. Così come la politica non ha radici, si è fatta trasportare e modificare dalle difficoltà della vita, perdendo la propria struttura.
Il disastro avvenuto col tema "omosessualità" è solo lo specchio più evidente di un sistema in collasso, folle, completamente vittima di se stesso, in cui la spinta al potere ha sostituito la ragione.
Molte peggio sta succedendo in medicina in cui l'evoluzione nell'interpretazione biologica dei disturbi fisici viene continuamente sabotata in un sistema che si è fatto schiavo dell'industria farmaceutica. Dottori, Magnifici Rettori, Illuminati non sono altro che venduti del soldo, del prestigio e del potere. Colpevoli della dissociazione corpo-psiche, principali responsabili dello smarrimento dell'uomo. Privato dell'unità, non è più in grado di decodificare la realtà attraverso le sensazioni psicofisiche, ma è irretito in una gabbia mentale, in cui la verità può essere costruita a piacimento dal sistema stesso.

Fino a pochi mesi fa credevo che semplicemente il mondo non riuscisse a vedere la Verità, lodavo Dio per avermi fatto questo dono immenso. Poi ho scoperto che l'oggettività delle cose non interessava a nessuno, erano tutti molto più "avanti" di me, ora la verità veniva creata, non era un qualcosa di già esistente da ricercare, ma una moda da seguire, un vestito ideologico da provare, imposto alla massa da un sistema globale di controllo politico, economico, sociale, tecnologico, scientifico attraverso i media. Ero un bambino innocente in un mondo di squali pazzi!
Io che ho sempre criticato la Chiesa per il suo atteggiamento di chiusura, mi sono reso conto che è l'unica istituzione che ha mantenuto la struttura originale in cui può essere concepita la Verità. L'odio che ho provato verso la Chiesa nascondeva il sapere che quello era l'unico posto in cui poter attingere un'acqua veramente ristoratrice! Me ne sono reso conto constatando che ogni libro e ogni sito da cui mi sono sentito attratto e che mi ha dato risposte profonde erano pubblicati o sostenuti dall'ambiente ecclesiastico.
Anonimo ha detto...
seguo da quasi cinque anni questo blog e devo dire che mi ha aiutato tantissimo... vorrei segnalarvi una lettura interessante in cui mi sono imbattuto e nella quale mi rispecchio molto http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/192759-confusione_identita_sessuale_ed_eccessivo_legame_famiglia.html
buona fortuna a tutti (me compreso) in questo percorso di rinascita e riscoperta di se stessi!
un amico
Michele ha detto...
Salve a tutti
come promesso vi tengo aggiornato sul mio lavoro (fa parte della mia terapia personale!)
Allora è quasi un mese che non pratico ne la masturbazione ne tanto meno la pornografia e devo dire che pensavo inizialmente di non farcela invece mi sento tranquillo! Solo una volta in questi giorni ho sentito "l'impulso" ma più che altro perchè stavo un pò giù e volevo una via di fuga facile ma sono riuscito a dire "no" ed è stato fantastico!Lo so che questo è solo l'inizio, so che ci saranno giorni bui che mi aspettano all'orizzonte ma per ora mi sembra di riuscire a tenere lontano la parte più brutta di me. Intanto riprendo il lavoro interrotto su me stesso e le mie relazioni. Spero che il Signore continui a darmi la forza e la volontà che sento in questi giorni! Buona vita a tutti e a risentirci molto presto.
A. 27 marzo ha detto...
La mia famiglia sta prendendo forme sempre più mature da quando riesco a percepire le sensazioni psichiche nel corpo, da quando si è costituito in me un nucleo con dei confini solidi, in cui riesco a connettermi e gestire l'interiorizzazione psicofisica della realtà.
Quando ho avuto la possibilità di farmi delle domande sulla mia condizione omosessuale/transessuale i legami famigliari erano ben strutturati in triangoli affettivi costanti. Il triangolo mamma-papà-fratello vedeva mio fratello protagonista con un legame materno fondante e con un padre che entrava nella diade come figura ridicola, da svalutare per rinsaldare e dare sostanza al proprio rapporto. Nel triangolo mamma-papà-io le dinamiche erano simili, ma molto più marcate: la svalutazione verso papà aveva tratti d'odio, di distruzione di quell'uomo. Mamma mi teneva in una morsa escludendomi dal contatto paterno e alimentando la rabbia e la dissociazione dal maschile, nonchè dall'autenticità del mio essere. Il triangolo papà-fratello-io non è mai esistito, l'assenza di mamma non rendeva nemmeno pensabile una simile dinamica. Ma il triangolo che più mi ha interessato analizzare è quello mamma-fratello-io, mi sono reso conto della dannosità per me di quella configurazione una sera in cui riuscii a percepire l'enorme vergnogna in cui cadevo quando ero con loro. Il rapporto tra mamma e mio fratello è vuoto, non si sono mai raggiunti nell'interiorità, mi fu sempre più chiaro come per celare alle coscienze il limite del loro legame, proiettassero su di me la loro incomunicabilità, inducendomi con tratti sadici alla vergogna.
Le diadi erano tutte molto superficiali, io vivevo solo quella con mamma in cui sprofondavo dentro di lei, perdendomi e coincidendo con le sue proiezioni su di me: mi ritrovavo nel ruolo della "bambina dolcissima", ecco cos'è la disforia di genere fin dall'infanzia. Quelle con papà e fratello erano rarissime e fonte di disagio per entrambe le parti per cui fortemente evitate. La configurazione completa (a 4) era un disastro in cui mio fratello fuggiva, percepndola come dannosa, gli bastava la sua configurazione, in cui era centro e assorbiva gli sforzi dei genitori verso il primogenito, la cui indipendenza e realizzazione sociale era lo scopo della famiglia. Per me era molto diverso, inconsciamente ogni mio accenno all'uscita dalla famiglia era declassato, l'immagine di loro soli li terrorizzava, sarebbe crollato tutto! Anche mio padre, trattato come uno straccio vecchio, faceva di tutto affinchè almeno una configurazione triadica rimanesse a dare struttura al tutto.

Come già ho scritto, finito il liceo sono andato in crisi o meglio ho iniziato a sentirmi veramente, mi sono liberato da una vera e propria prigione in cui non stavo imparando nulla nè dal punto di vista personale nè intellettuale, ma stavo solo perdendomi sempre più. E' grazie a quell'acquisizione di libertà, di spazio e tempo psichico che si è messo in moto in me un processo di restaurazione spontanea. E' come se preso a calci per 20 anni, le ferite di quei colpi iniziassero a guarire, seppur nel dolore del processo di riparazione dei tessuti.
La prima diversa emozione che provai fu di profonda rabbia verso mia madre: distrussi i suoi trucchi calpestandoli mentre urlavo come un gorilla, oggi mi rendo conto di come quella scena ben rappresentasse la rivolta verso la sua invadenza nelle fondamenta del mio essere, nel genere sessuale maschile: con quei trucchi da piccolo ero portato in un processo dissociativo a truccarmi e credermi mamma. In questo contesto rivoluzionario il mio fratellone ha cercato di ricreare gli equilibri a lui favorevoli, ma dopo un debole confronto, ha scelto di prendersi un'altra abitazione, condannando la nuova energia. E qui comincia il bello perchè la configurazione mamma-papà-io divenne la primaria.
A. 27 marzo ha detto...
All'inizio si venne a creare lo stesso equilibrio presente in mamma-papà-fratello, ma io ero sempre più connesso con il nucleo del mio essere (grazie alla continua introspezione nel blog) e iniziai a comprendere l'assurdità di svalutare mio padre, mi chiesi perchè stessi facendo quello. Sentivo gli altri ragazzi parlare del padre come del loro modello d'identità, dei suoi successi professionali, della nuova macchina... e io lo denigravo, mi chiesi soprattutto perchè lui si lasciava trattare così dalla moglie e dai figli. Emerse il desiderio di far riemergere mio padre, in fondo aveva avuto il merito di farmi conoscere la Nuova Medicina Germanica del dottor Hamer, una delle mie prime chiavi di lettura del mondo interiore, con cui avevo superato l'ipocondria, causata da medici schiavi del sistema, che invece di riconnettermi all'unità corpo-psiche m'inserivano in un mercato del farmaco, in cui i pazienti sono pezzi di carne su cui lucrare. Ho iniziato a chiedergli consigli su libri da studiare, mia madre era sconvolta. Ha iniziato a sentirsi apprezzato per la prima volta nella famiglia e sono emersi in lui aspetti di coinvolgimento che non credevo esistere. Mamma batteva i piedi, sentiva la trama pensata per la famiglia spezzarsi, non era più il centro assoluto, anzi era tagliata fuori da una diade che si faceva ogni giorno più forte. Ed è in questo contesto che ho iniziato a sentirmi veramente integro e ha sperimentare per la prima volta l'attrazione eterosessuale.
Mamma, comprendendo che non si sarebbe più tornati indietro, ha smesso di fare opposizione e piano piano si è inserita in quello che è diventato un nuovo branco, davvero unito come la natura esige per poter vivere sani e felici. Nel momento in cui mamma si è reinserita io mi sono perso di nuovo, stare accanto a mio padre e riversare su di lei la rabbia repressa mi permetteva di difendere il mio nucleo, pur alimentando negatività. Da quel momento sono entrato in un ruolo annichilente in cui sentivo il dovere di creare armonia tra i miei genitori, ma abbattendo quei confini che mi avevano permesso di centrarmi nella mia vita. Mio padre prese ad usarmi, in quella che lui inconsciamente ha definito "fase in cui porto l'acqua al mio mulino": esigeva da me che creassi un clima sereno, altrimenti si azava e se ne andava, creando in me un senso di fallimento. Scoperta la trappola ho mandato a quel paese tutti, ho letteralmente resettato, non rispondevo più nemmeno a "la vuoi una pesca?": ogni collegamento mi riportava in quella falsità, una normalità da torte di mele, che mi stava divorando l'anima. Papà nell'apice del suo meccanismo di egocentrismo se n'è andato in vacanza 3 volte con un suo zio zitello. Dopo aver smascherato apertamente quel suo comportamento, lui stesso comprese che non funzionava e che stava alimentando di nuovo il mio odio e distacco difensivo. In tutto questo mamma, nonostante avesse scolpito in testa l'esempio di sua madre vedova-tuttofare, iniziò a comprendere l'importanza del marito per l'intera famiglia e sembra nutrire nei suoi confronti quantomeno rispetto e desiderio di collaborazione.

Per quanto ho imparato molto nell'attraversare tutte quest fase, spero di non doverne attraversare di nuove e che questo fantastico periodo possa essere l'inizio e la base per una vita matura e sempre più felice per la mia famiglia.
MIchele ha detto...
Salve a tutti
voglio condividere con voi questo mio problema sperando di avere da voi anche consigli e confronti.
Questi giorni sono stati di grande riflessione per me e sto continuando a studiare il mio comportamento e i miei atteggiamenti cercando di capire dove sia il complesso di inferiorità di genere per poterlo meglio evidenziare e combattere. Ed ho osservato (e la cosa mi ha profondamente turbato!) che quando sto con una ragazza (anche quando mi si siede sulle ginocchia o ci sto ballando o insomma quando ci sono contatti) non "si muove" nulla mentre mi basta anche sentire il profumo di un mio amico(o peggio,ed è stato questo che mi ha profondamente turbato, mi è successo quando mi ha abbracciato un ragazzino di 11 anni che stavo consolando!)che mi ritrovo con un principio di erezione.
Perchè mi succede questo? (per chi non sapesse la mia storia da piccolino, avrò avuto meno di 5 anni, ho subito ripetuti abusi sessuali da parte di alcuni ragazzi che abitavano nel mio palazzo ma più che un abuso (do a questa cosa questo nome solo da alcuni anni quando ho scoperto che tale è da considerare!) l'ho sempre vissuti come giochi, di cui non capivo il senso certamente, ma mai l' ho vissuti come trauma (anche se effettivamente poi questo evento mi ha traumatizzato visto che ha segnato tutte le mie amicizie ed i miei rapporti con il mondo maschile con cui ho cercato,e forse cerco ancora, di ritrovare le stesse cose, e lo stesso piacere, che avevo vissuto da bambino)).
l'aver condiviso la cosa mi ha fatto sicuramente bene (sono tre giorni che sono in ansia per questa cosa anche se mi conosco e so che non toccherei MAI per nessun motivo un bambino visto quale trauma e cosa ha prodotto quello che ho subito da piccolo io...una vita di doppiezza,tristezza ed il sentirsi in ogni istante un diverso,che non augurerei al mio peggior nemico!PS oddio, non è che questo è un'altra parte di vittimismo che non avevo ancora trovato?ora ci rifletto su!)
Grazie per l'ascolto e per qualsiasi consiglio vogliate darmi per aiutarmi in questo cammino
A. 27 marzo ha detto...
E' davvero bello vedere la nascita di un movimento come "Manif Pour Tous", che già dal nome trasmette il suo fine: il bene per tutti. S'inserisce in un contesto molto delicato, ma per la prima volta si sta andando oltre le etichette, per ritrovarsi come comunità votata al rispetto per tutti. Le persone omosessuali non sono abituate ad un simile confronto, siamo tutti nati in un periodo in cui regna il giudizio e la separazione dagli altri. E' un ripartire dalle basi della vita, ritrovarsi ognuno con le proprie ferite, ma con la ferma consapevolezza che si sarà riconosciuti come figli di Dio. Le ferite non saranno costrette nell'ombra, ma condivise per evolvere come individui e comunità. E' un piccolo seme destinato a dare ottimi frutti.
C'è un grande scoglio che impedisce ai più di connettersi con l'anima del movimento, l'impossibilità di lasciarsi vedere, di mostrare quel pezzo di vita che è in sè, ma che più in profondità è lo specchio di ognuno, una gradualità di luce indispensabile per rendere completo l'intero spettro. C'è anche una parte che alle persone omosessuali appare come l'ennesimo giudizio di non essere degni d'amore: il riconoscere che l'omosessualità è il tentativo di riparare la perdita della propria integrità. Sentire che non ha nulla a che fare con la sessualità, ma con l'affettività e che in un contesto emozionalmente evoluto non è più necessario difendersi, ma ci si può donare anche negli elementi più remoti della coscienza.
Dall'altro lato è necessario prendere una posizione chiara: le persone non vogliono più essere assistite e convalidate in ogni forma d'essere emergente nella popolazione, vogliono riprendere la strada che riconduce al Sè, alla gioia piena, accogliere i sintomi per ritrovarsi, non per convalidarsi, attraverso ideologie su misura, in forme sempre più lontane dal progetto naturale, autentico. E' solo permettendosi di accedere alla verità, seppur dolorosa, che l'umanità smarrita potrà ritrovare la strada per la realizzazione, la vera rivoluzione sarà concedersi di raggiungere il cuore, il nucleo del proprio essere.
A. 27 marzo ha detto...
La condizione omosessuale e transessuale origina, in ultima analisi, dalla disgregazione del concetto di comunità come persone che si sono vicine e si sostengono. La famiglia che si struttura nella forma "triadica narcisistica" lo fa perchè profondamente separata dalla comunità, sola e irraggiungibile nella parte più profonda di sè, costretta nell'ombra. I figli di questi contesti, privati della spontanea autenticità, si trovano a confrontarsi con quella stessa forma di comunità che sta alla base della scissione della propria famiglia, confermando l'impossibilità di essere raggiunti al nucleo, al cuore dell'essere. E' tutto un circolo di conflitti, se non se ne riuscirà a cogliere il messaggio porterà alla distruzione prima del concetto di famiglia e poi di società per ritrovarsi persi in se stessi, annichiliti.
Non è un caso che il desiderio della comunità gay di essere riconosciuta in un'identità a sè e nello stesso tempo uguale sia coinciso con lo sfaldamento della sacralità, inviolabilità del concetto di famiglia. I gay vengono usati come capro espiatorio perchè la loro condizione è fortemente legata, è inconsciamente portatrice dell'evidente fallimento del sistema famigliare. Ed ecco che in alcuni Paesi il termnine "mamma" viene sostituito con "genitore A o 1", papà con "genitore B o 2" per non ferire gli omosessuali o più correttamente per ribaltare, non senza retrogusto sadico, quella "istituzione fondamentale" che per sempre più persone è sinonimo di costrizione?! La verità è che la direzione verso cui si sta andando non è richiesta direttamente dal movimento gay, ma è un clima comune, in una società in cui la famiglia non funziona più e crea sempre più ferite. Ne è conferma l'atteggiamento di passiva accondiscendenza se non di totale approvazione della maggior parte delle persone eterosessuali.
E' più che mai necessario investire sulla famiglia, riconnetterla al tutto di cui fa parte, se non si vuole che sprofondi fino ad essere completamente sfaldata. Il futuro verso cui si sta andando non è un'evoluzione, ma un continuo impoverimento dei rapporti umani e della stessa sostanza della vita, un po' come quando tagli qualcosa per ridefinirla e ti aggorgi che non è rimasto più niente, poi tornare indietro è impossibile.
Le ferite che hanno portato alcuni allo sviluppo di una condizione omosessuale o transessuale sono presenti in tutta la popolazione, non sono circoscritte ad una parte definita ed isolata, come molti vogliono continuare a credere. Non c'è più tempo per far finta di niente, giudicare o reprimere, sta diventando sempre più evidente che riguarda tutti e che è necessario iniziare a considerare seriamente la propria interiorità, perchè va a creare la politica, l'economia e tutte le istituzioni che determinano la qualità del Paese, il benessere fisico, psichico e materiale dei suoi abitanti.
A. 27 marzo ha detto...
Dopo l'ultima crisi in cui ho rotto senza volerlo l'ennesimo specchio, sono riuscito a trovare lo spicchio di vetro giusto in cui riflettermi. C'è in me il disperato bisogno di osservare la mia immagine per ritrovarmi in me stesso ed è incredibile come in questi sfoghi di rabbia finisco sempre con rompere uno specchio. E' un rompere il narcisismo, il creare la propria identità attraverso lo sguardo degli altri, mandare a pezzi quel riflesso che non mi parla di me, ma che sento solo come un ruolo, un sacco vuoto. Fino a poco tempo fa non riuscivo nemmeno a vedermi, a concepirmi non solo negli specchi, ma anche nei sogni. Era lo spaventoso abisso del vuoto interiore, dell'essere dissociato dal sè autentico.
Oltre a questo aspetto della realtà fisica a cui sono riuscito a comprendere il significato psichico, dopo l'ultima crisi, i miei genitori si sono profondamente connessi con la propria interiorità. Papà ha condiviso l'intuizione che il dolore provato come uomo era connesso alla svalutazione feroce che la madre e le due zie compivano quotidianamente verso suo padre. Un'odio che l'ha portato a scindere la sua identità, a creare contesti masochistici in cui una parte di sè (maschile, padre) veniva aggredita e distrutta. Ci fu chiaro come l'unirsi in matrimonio ad una donna che aveva perso il padre da bambina fosse connesso a questa sua non completa interiorizzazione della figura paterna e della sua stessa identità. Mi ha raccontato moltissime vicende della famiglia d'origine, che mi ha promesso mi riporterà per iscritto così da poterle analizzare con calma, tra cui la morte di suoi due fratelli che portavano lo stesso nome dei nonni paterni con cui la parte di sua madre aveva pessimi rapporti per motivi economici. E' stato chiaro come nulla in questa vita accade per caso. Il mio disturbo dell'identità di genere era l'interiorizzazione di quest'odio della nonna paterna (e delle zie) verso il marito inglobato in mio papà. Il culmine del dig era raggiunto quando mamma per punirmi non mi dava due sculaccioni o mi urlava dietro, ma mi diceva: "sei proprio come tuo padre!" In quei momenti di forte tensione e rigenerazione veniva posto a fondamento che l'essere come mio padre era una cosa orribile, da schifare e rifiutare.
Oggi mamma si è per la prima volta nella vita tolta un pezzo di quello scudo che tanto sembrava inscindibile. Ha dato considerazione ai suoi sfoghi verso la madre, in cui l'accusava di essere un'egoista, che aveva sempre e solo pensato a sè, sempre malata e che di lei non si era mai interessata. Un dolore enorme di non essere stata riconosciuta e amata come figlia. Il clima di shock dopo la morte del marito ha portato nonna a creare delle dipendenze fortissime con i figli, soprattutto con mamma, la figlia femmina. Mamma non ha maturato una sua indipendenza, non ha creato un'esistenza personale, ma è sempre stata legata al dolore della madre, amplificandolo perfino con altre anziane del paese. E'stata separata da sè stessa, dal nucleo del suo essere, sconnessa dall'interiorità, blindata alle emozioni pure, senza filtro. Lei è stata una madre, apparentemente l'opposto della sua, sembrava sprizzare gioia da tutti i pori, essere capace di una straordinaria espressione dei sentimenti, mentre quel retrogusto amaro che ho sempre provato oggi so che manifestava la freddezza, la crudità, l'incapacità di empatia autentica. E' stata una madre trincerata in uno scudo, che la separava da sè e dalla realtà e mi portava a perdermi, a dissociarmi nelle componenti più basilari dell'essere per adeguarmi ad una trama mentale. Mentre mio padre è stato un uomo scisso in se stesso, intento in una lotta masochistica e schizofrenica con le componenti maschili-paterne in sè.
Oggi nella mia famiglia si è posto un mattone di verità e liberazione, che ho sentito come miracoloso, liberatorio e guaritore dei conflitti più remoti dell'albero genialogico.
Anonimo ha detto...
RAGAZZI SIAMO UNA FAMIGLIA! Unita più che mai, anche se abbiamo queste pulsioni impareremo a tenerle a freno! Impareremo a non cedervi e a riscoprire il nosso essere maschi, attivi sessualmente e bisognosi di coccole femmionili. Quando avrò tempo vi racconto la mia storia! Ciao a tutti 


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