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341 commenti:

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fr Max ha detto...

Carissimi,
PAce a voi.
E ' sempre con gioia che mi avvicino a questo spazio dove un tempo facevano capolino poche persone e che oggi vedo crescere, fermentare e camminare.
I miei impegni pastorali mi hanno impedito di dare il tempo che questo spazio merita e che io vorrei dargli se potessi.
Comunque cerco di leggere quando posso i commenti e di farmi strumento per chi avesse bisogno di parlare, di condividere e iniziare o consolidare un cammino di fede.
MI sono ripromesso di essere sempre più presente come un tempo in questo spazio per poter accompagnare ed essere presente.
Vi assicuro la mia preghiera incessante per i credenti ma anche per chi è ancora lontano da quell'incontro trasformante e significante che Gesù dona a ciascuno.
Vi abbraccio tutti con un ringraziamento particolare al caro amministratore che nel silenzio continua a gestire con preziosa accortezza e competenza questo spazio.
Un abbraccio a tutti
Fr Max

13 agosto, 2013

A. 27 marzo ha detto...

Come possono gli psicologi non rendersi conto di come il dolore dei ragazzi omosessuali venga da un'incapacità della società di accoglierli nella loro reale e ferita essenza. La famiglia ha avuto le sue difficoltà, ma lo Stato ha il dovere nel suo apparato educativo di dare sostegno e forza anche e soprattutto ai soggetti più deboli. Ricordiamo come spesso siano state proprio le ferite rielaborate a portare ad un'evoluzione complessiva. Oggi dilaga solo indifferenza e finto buonismo che alle coscienze fa più male degli insulti. Abbiamo bisogno di uomini e donne, di padri e madri, non di una scienza immatura, che non va al cuore di nulla.
I ragazzi gay cercano più di qualunque cosa un padre che s'interessi a loro, un docente che sappia raggiungerli, non uno psicologo che spaccia ideologie nelle scuole. O siamo illuminati noi su questo blog o la scienza è diventata proprio cieca. Lauree in scienze dell'educazione, della formazione, in scienze e tecniche psicologiche e non sappiamo riconoscere nemmeno le basi per lo sviluppo di un pensiero maturo? Se il risultato di Ordini, Albi, Associazioni è questo per me è evidente la necessità di un completo cambio di paradigma.

Mi fido ha detto...

Vorrei dire a tutti noi che cerchiamo di astenerci dalla masturbazione e dalla pornografia che anche dopo un periodo consistente in cui riusciamo ad astenerci con successo, non possiamo abbassare la guardia, è nel momento in cui si comincia a pensare di avere ormai sotto controllo il vizio che si diventa vulnerabili..lo dico per esperienza personale e perchè anche a me succede in questo mio cammino di cambiamento: ho imparato che è importante procedere giorno per giorno, rinnovando ogni giorno il proposito. Non pensiamo a quanti giorni siamo riusciti a resistere o quanti ancora rusciremo a vincere la tentazione di lasciarci andare, la sensazione di combattere contro qualcosa più grande di noi potrebbe scoraggiarci. Personalmente ciò che mi aiuta a rialzarmi dopo ogni caduta è sapere che Gesù sta sempre con le braccia aperte per accoliermi, in qualunque modo io mi presenti a lui, a lui va bene così come sono, non giudica, ama me con le mie debolezze e le mie cadute, aspetta solo che io abbia misericordia di me stesso come lui ne ha per me in ogni momento, aspetta me che attraverso i suoi occhi e il suo cuore riesco ad amarmi anche quando cado. Anche a chi non è cattolico ora dico che i periodi in cui riesco a liberarmi dal giogo della masturbazione e della pornografia sono quelli in cui sento di vivere la mia vita, sono i giorni in cui mi sento pieno di energia, in cui mi accorgo degli altri, di chi mi sta intorno, in cui mi dono, in cui sorrido, in cui faccio progetti, sono i periodi in cui sento di valere qualcosa, di avere coraggio, di essere uomo. È allora che sento più vivo il desiderio di avere una moglie da proteggere e con cui costruire una famiglia. Per quanto mi riguarda penso che liberarsi della pornografia e della masturbazione sia fondamentale per un cammino in cui prendere coscienza del mio essere uomo. Quando cedo alla tentazione, mi chiedo se ha senso rinunciare alla felicità di una vita intera per il godimento e il piacere di un momento. Cosa siamo disposti a perdere per una pienezza e una felicità che possa essere per tutta la vita? Mi impegno a portare nella preghiera tutte le nostre lotte e le nostre cadute, ringraziando Dio per tutte le volte in cui riusciamo ad essere liberi di fare la scelta giusta di fronte alla tentazione e tutte le volte in cui, nonostante l'aver ceduto, riscopriamo la misericordia di Dio che ci aspetta sempre e che piange di gioia quando torniamo da lui afflitti, ma fiduciosi di un perdono che già ci ha concesso. Ringrazio tutti per le vostre condivisioni, ringrazio chi ci offre questo spazio e Fr Max che si fa carico delle nostre situazioni, per le sue parole di incoraggiamento e e le sue preghiere.

F anonimo ha detto...

Salve a tutti!
Da molto non scrivo, ma leggo sempre. Volevo condividere con voi un litigio di ieri tra mio padre e mia madre. Premetto che ho iniziato questo cammino nel 2011 e ad oggi sto sicuramente molto meglio, ma mi devo impegnare per approfondire e arrivare alla radice dei miei problemi.
Ieri mio padre si è lamentato con mia madre per aver messo uno smalto colorato cosa che al momento delle nozze si era ripromessa di non fare, cosa scoperta solo ieri, cosa secondo me assurda. E allora da scherzoso che era si è trasformato poi col solito modo o fai così o sei out nel dire "guarda che tronco" tra il serio e il meno serio, comunque se l'era presa per questa storia. Da cosa nasce cosa e la solita litigata forte, con piagnisteo di mia madre, anzi pianto proprio iniziando dal fatto che nessuno la rispetta, che nessuno la vuole, ecc ecc.
In me, alle solite, è scattato il meccanismo di difesa di mia madre nei confronti di mio padre e l'odio che uno cova da dentro per i modi burberi e bruti che in genere accompagnano queste esternazioni sue. Però avevo paura, paura di dar ragione a mia madre perché darle ragione voleva dire che stavo cadendo nei vecchi schemi, ma diamine ditemi voi se per una cazzata del genere si deve scatenare un finimondo?!?
Così ho cercato di consolarla, non volendo proprio sentirla piangere, ma cercando di rimare equidistante dicendo che tutto quello che possiamo fare io e mio fratello è dare una maggiore mano in casa, perché è vero che non lo facciamo, ma altre questioni bisogna che le risolva lei e suo marito, non noi.

Parte 1

fr Max ha detto...

Per Mi Fido ..

Grazie per la bella testimonianza di come occorre perseverare nel dire di no a certe abitudini che alimentano circoli viziosi negativi e immaturi.
Ci vuol tempo e soprattutto nella preghiera la volontà di saper porre un netto freno a certe dipendenze che si combattono e come.
Non mollare e tieni duro.
E' questa capacità di saper stare nella prova che ti rende un uomo maturo.
Cammino con te

Per l'anonimo del 26 agosto.

Carissimo situazioni come le tue sono molto frequenti nell'ordinario familiare.
E' opportuno ricordare sempre la distinzione del ruolo genitoriale da quello coniugale.
Pertanto è opportuno anche in casa cercare sempre di evitare di entrare nei conflitti conuigali tra marito e moglie, mettendo la giusta distanza che un figlio dovrebbe avere.
Non la mettono loro ? La metti tu!
Come? Cose molto pertiche.
Quando sai di trovarti invischiato in queste situazioni, prendi la distanza dovuta esternando che non sono cose che riguardano te ma la loro vita; qualora ciò non fosse possibile, prendi una distanza fisica, ovvero vai via, allontanati da loro dichiarando anche con la tua scelta di on voler entrare in quel conflitto.

Un abbraccio fraterno

Fr Max

A. 27 marzo ha detto...

Una volta stabilito un rapporto sano con mia madre e mio padre, mi sono reso conto che le persone che entravano in casa riconducevano tutte all'equilibrio precedente. La nonna riversava un carico di dolore e malattie su mamma dissociandola da se stessa e in più occasioni mi criticava per la mia magrezza e rideva sulla mia effemminatezza, supponendo apertamente che fossi gay. La fidanzata di mio fratello si inserì come protagonista e fulcro nei vari pranzi e cene, ricreando quel conflitto tra super-donna e maschio cattivo/incapace portando mamma a schierarsi dalla sua e papà ad investirsi del ruolo della vittima. Quando ho compreso queste dinamiche è sorta in me un'assertività mai sperimentata, facevo valere il mio punto di vista e riportavo le discussioni su una strada d'equilibrio. E' incredibile che ho dovuto esprimere aggressività e alzare la voce semplicemente per essere rispettato in casa mia da persone esterne. La fidanzata di mio fratello aveva l'arroganza di zittire i miei e cercare un "confronto" con me in cui prepotentemente affermava idee senza alcun fondamento se non per sè.
Accogliere il vero coming out è molto più difficile che accettare l'altro come gay, presuppone un ascolto profondo e una disponibilità a mettersi in discussione, parlare col cuore per trovare un equilibrio che giovi a tutti. Io sono stato letteralmente aggredito da mia madre, da mio fratello, da mia nonna e perfino da un componente acquisito per la famiglia. L'unico che mi ha accolto all'inizio è stato mio padre, che guarda caso condivideva con me quel clima ostile. Gli altri erano come belve a cui gli si sta rubando un osso. Mio fratello non accettava nemmeno che io parlassi delle sofferenze che avevo vissuto in famiglia e a scuola, mi ha urlato addosso per giorni, mi ha minacciato e portato ad un episodio di epilessia. Altro che l'accoglienza di cui parla Richard Cohen, il sistema famigliare dopo 20 anni, per quanto disfunzionale, era collaudato e non era disposto a cambiare. Dato che non mi sono smosso dalla mia posizione è stato costretto a cambiare, ma la maggior parte voleva che io restassi quel ragazzino vergognoso, gay.
Uno zio materno, che per anni aveva deciso di non avere più niente a che fare con la sua famiglia d'origine, nelle rare volte che faceva visita portava i due figli (miei cugini) che prendevano a deridermi in quanto gay, frocio, effemminato. Pensiamo a quanto è assurdo/masochistico chiedere di essere accettati, i ragazzi con pulsioni omosessuali dovrebbero chiedere spiegazioni e collaborazione da parte della famiglia e di chi gli ruota attorno, non chiedere di essere sopportati.

F anonimo ha detto...

Ringrazio fra Max per la sua risposta! Comunque avevo inviato anche una seconda parte del commento, ora la rimetto:

Sta di fatto che ho dormito poco per la rabbia verso mio padre e quello che è successo, mentre tristezza verso mia madre. Anche se ho cercato di ragionare molto e sono arrivato alla conclusione che:
- mia madre vorrebbe più aiuto in casa cosa che non le diamo, lei già ansiosa ed esagerata di suo, acutizza il tutto perché frustrata dal lavoro che non vuole, dalla solitudine di amici che non ha (e che non vuole avere) non evade neanche quindi come invece tutti gli altri, dalla collaborazione che vorrebbe principalmente dal marito insieme a coccole o comunque più affetto e presenza e quindi si scarica lamentandosi sempre e ovunque, soprattutto con me e poi anche con mio fratello, cercando sostegno e appiglio che io, anche quando ha ragione, cerco di non darle per paura dei meccanismi madre-figlio triadici;
- mio padre, orfano del padre da subito, spedito in un orfanotrofio, con il culto per la madre e la sua famiglia, un padre che è anche scappato di casa, emigrato e tradito sua moglie, non ha mai avuto un padre vero e lindo e onesto dal quale prendere spunto ed esempio, si ritira nel suo lavoro e nelle sue cose ma di fatto è immaturo ed egoista, pensa a sè, son sicuro che comunque mi vuole bene (almeno lo penso da ora, prima no), ma incapace di dimostrarlo e di essere presente, timido e tallonato dalla moglie che non gliene fa passare una perché insoddisfatta e volente attenzioni che lui non dà, per incapacità proprio caratteriale e per il suo vissuto. Non si apre, dà preferenza agli altri ai suoi parenti e a quelli con cui lavora, in famiglia è poco presente e quando c'è vuole un pò sempre aver ragione, tant'è che fin da piccolo dovevo star attento a come parlavo: con mamma parlavo liberamente, con papà persino la più piccola parola mi poteva esser ritorta contro ed esser foriera di discussioni, litigate e cose varie, come di fatto è stato... persino per i tg, lui anti-berlusconiano io un pò meno, mi è arrivato a dire in un eccesso che lui "non mi voleva" facendomi piangere. Il giorno dopo mi ha chiesto scusa però quasi indirettamente, non guardandomi negli occhi perché si vergognava.
Ora quello che vi chiedo è come fare a stare equidistante da queste cose? Da questi litigi? Se mio padre ha torto non devo per forza giustificarlo, ma come posso trovare un'altra figura maschile positiva ed ispiratrice?
Una cosa che ho letto nei libri di Nicolosi è l'incapacità per un egodistonico di vedere che la sua famiglia è anormale: beh io sono stato con mio fratello a casa di un mio amico, si può dire il migliore, visto che ho solo lui e pochi altri, e la sua famiglia è tutta diversa, si aiutano e si fanno cose che per noi sono impensabili, persino ancora si chiamano "amore". Anche mio padre fa gli auguri a mia madre per l'anniversario, ecc ecc, ma boh, lì è trasparente. Non so se mi sono spiegato.
Grazie per l'attenzione!

Mi fido ha detto...

Grazie per le tue parole di coraggio e incitamento, continuo a impegnarmi per fare del mio meglio sapendo del tuo sostegno in questo cammino. Dio ti benedica

A. 27 marzo ha detto...

Riesco sempre più a parlare con i miei genitori in modo profondo e autentico. All'inizio mia madre si sente attaccata e mi aggredisce, ad un certo punto afferma che sono molto più avnti di lei e in un altro contesto che tutto ciò che dico lei l'ha sempre detto, senza studiare libri su libri. Oggi le ho fatto notare che non sta aiutando suo figlio a spiccare il volo, ma anzi ciò che mi arriva è una sua forte volontà di svalutarmi e legarmi alla terra, alla madre, a sè. Inizia sempre la comunicazione con "si, però", "certo, ma", "ovviamente, comunque". Apparentemente mi dà ragione al 100%, ma in realtà tenta di sabotare continuamente l'evoluzione famigliare e sociale che esprimo, insita dentro di me. Ho sgamato questo meccanismo ed è andata su tutte le furie, ma mentre mi urlava addosso sentivo di amarla come mai prima d'ora, 23 anni per ritrovare mia madre! Le ho detto che ero davvero felice del confronto che avevamo avuto e lei da iraconda è passata ad essere serena, è scesa in cortile a sradicare le erbacce. Poco prima aveva detto che continuavamo a rivangare le stesse cose, esprimeva il desiderio di smettere di "litigare", che avevamo già arrivati alle radici e che ora si poteva tornare a vivere sereni. Contemporaneamente raccoglieva dei piccoli pomodorini, che ho sentito come piccole perle rosse, parti di cuore che negli scontri-incontri recuperavamo. Mia madre ha un inconscio così creatore che è uno spettacolo solo osservarla, mentre plasma nel mondo la sua interiorità. Tempo fa mentre riversavo tutto la rabbia e l'odio verso la famiglia, conclusi che era tutta una merda, tutto compromesso e lurido. Lei era disperata per le mie affermazioni e poco dopo corse a pulire lo sgabuzzino in cantina più lurido della casa, mai riordinato in 20 anni. Poi lavava e mi mostrava dei giochi di quando ero piccolo, come per far riemergere in me anche i ricordi belli. Cerca di trovare le soluzioni nel mondo fisico, teme troppo l'indagine interiore, ne è dissociata da una vita, dalla morte del padre. Le ho rivelato l'energia del suo agire mettendole una mano sulla spalla e lei ha sorriso, per la prima volta non ha preso le mie parole come un attacco volto solo a distruggere, ma come uno slancio entusiastico per prendere contatto la nostra Vita.

Anonimo ha detto...

Ciao, è possibile avere il link del post pubblicato il 26 Agosto (link al video di una conferenza) che non riesco più a trovare? grazie!

Amministratore ha detto...

Il link è stato ripubblicato sulla Homepage del blog. Si tratta di una serie di VIDEO conferenze di Joyce Meyer perfettamente doppiate da un'interprete di lingua italiana: http://tv.joycemeyer.org/?Italian
Buona visione!

Mi fido ha detto...

Grazie, avevo iniziato a guardare il primo..l'ho trovato molto interessante e utile. In effetti lei e la doppiatrice sono molto efficaci. Abbiamo sempre possibilità di scelta di fronte alla prova, è impressionante vedere come a volte basti fermarsi un attimo di fronte alla tentazione per riuscire a recuperare i convincimenti alla base del nostro cammino, i propositi e i desideri profondi che stanno alla base della scelta di cambiare, di abbandonare un'attrazione che non sentiamo appartenere al nostro riscoprirci uomini.

MIchele ha detto...

Salve a tutti
Ho un amico con cui qualche tempo fa ero riuscito ad aprirmi abbastanza ma mai fino a raccontargli dell'abuso subito nell'infanzia. Poi abbiamo avuto meno occasioni di parlare e le mie chiacchierate "introspettive" con lui sono diventare quasi nulle e ridotte ai classici problemi di tutti i giorni. Ora mi rendo conto che forse il parlare con qualcuno di "concreto" nella mia vita dell'abuso subito mi potrebbe dare giovamento nella mia autoterapia permettendomi di condividere questa cosa che ho sempre e solo tenuto dentro di me (a parte parlarne una volta con uno psicologo e con voi tramite messaggi) ma ho paura che da questo si arrivi a parlare delle tendenze omosessuali e scopra che io ho queste tendenze (purtroppo anche da lui mi sento attratto ma succede con quasi tutte le persone, putroppo, con cui cerco di stringere un pò i rapporti)e che si allontani da me o cambi atteggiamento nei miei confronti (per esempio non si vada più a giocare a calcetto insieme, non mi faccia più restare a dormire a casa sua etc). Consigli?

A. 27 marzo ha detto...

Il movimento gay ha il merito di aver tirato fuori una questione che altrimenti la "società per bene" avrebbe lasciato nell'ombra. Purtroppo quella stessa società non ha compreso il reale contenuto di quella lotta. Ha saputo solo approvare passivamente, dopo che il movimento era riuscito ad avere successo in molti campi e quindi si era conquistato rispetto.
E' un po' come il ragazzo che fa coming out, il padre lo accetta come gay, afferma di volergli bene così com'è. Il ragazzo sente rabbia verso il padre, ritorna da lui e gli dice: "in realtà non volevo che mi convalidassi nella condizione omosessuale, ma che mi accogliessi come tuo figlio maschio, che mi portassi nel mondo degli uomini." Il ragazzo rappresenta il movimento gay che lotta per essere riconosciuto, ma che in realtà nel cuore vorrebbe solo essere amato come parte della stessa sostanza ferita, senza nessuna etichetta.
Per quella che è la mia esperienza a dichiararsi gay oggi sono per lo più ragazzi in cerca di un'identità, gli uomini adulti non s'identificano quasi mai con le loro pulsioni omosessuali, ma anzi le considerano delle emozioni, spesso immature. Anni fa quando iniziai il mio percorso d'introspezione rimasi sorpreso nel constatare che più della metà, in un contesto privato e di condivisione emozionale, rivelava di conoscere le motivazioni legate alla propria condizione, delineandone perfettamente le dinamiche famigliari. E' come se il vero sè spingesse per uscire, obbligando l'essere in un processo riflessivo di recupero del nucleo.
Il movimento LGBT si scioglierà nel momento in cui si sarà superata la divisione tra le persone, ci saremo resi conto di essere tutti parte della stessa Vita. Fratelli in cui si riflette tutta la gamma dei colori in parti diverse, si vedranno gli altri come portatori di aspetti già dentro di sè, non come qualcosa di diverso da temere, ma mezzi per conoscersi sempre più profondamente. Le persone omosessuali sono contenitori di ferite presenti in tutta la società, non relegate in pochi soggetti, chiudere gli occhi e far finta che non esista, oltre ad essere superficiale e vigliacco, significa non cogliere i messaggi dell'anima per la costruzione di un'umanità migliore.

Anonimo ha detto...

X Michele
Ciao Michele!Ho letto il tuo post. Volevo solo dirti che è bello che tu condivida la tua storia con noi tramite questo blog. Ecco io non sono bravo ad esprimermi scrivendo!Ma voglio dirti di avere coraggio ad affrontare questa tua condizione e di non avere paura di nulla.Non avere paura dei tuoi pensieri e pulsioni omosessuali. Vedi queste per il momento ci sono,ma tu non considerarle,lottale con l'indifferenza.è difficile!lo so, ma l'importante è non acconsentirle e vedrai come queste pulsioni presto caleranno e giorno dopo giorno fiorirà il vero uomo che sei. Non avere fretta di parlare di queste tue sofferenze con questo tuo amico. Il momento giusto sarà quando arriverà il momento giusto!Caro Michele prova come prima cosa a perdonare te stesso,trova pace in questo tuo cuore ferito è importantissimo!Prova a perdonare il male che ti è stato fatto!questo è il passo veramente difficile!ma non temere e non avere risentimenti!
Caro Michele permettimi di darti un ultimo pensiero e scusami se in qualche modo "offendo" la tua sensibilità perché non è mia intenzione.C'è Qualcuno in questo mondo che Ti ama al di sopra della tua comprensione!Che ascolta ogni tuo grido,che asciuga ogni tua lacrima,che bacia continuamente le tue guance,costui si chiama Gesù.sfoga su di lui i tuoi pensieri,pregalo con amore perché egli non ti deluderà mai!ricordalo perché ti ama infinitamente!
Sono con te
un abbraccio.

A. 27 marzo ha detto...

Oggi sono andato a trovare mio padre mentre lavora per la costruzione di un impianto idroelettrico, c'era anche un altro signore e lui mi ha presentato come suo figlio, ho letto nei suoi occhi l'orgoglio di essere mio padre. Mi ha mostrato il lavoro che aveva già fatto, mi ha spiegato come funziona l'accumulo di energia, come stava colorando per rendere il tutto più gradevole. E' stata una cosa da niente, ma mi sono reso conto che dentro di me stava nascendo qualcosa, è come se il nucleo d'identità si fosse illuminato, oltre che costituito. Era tutto estremamente fluido e spontaneo, autentico. E' stato chiaro il collegamento, mi sono reso conto di come negli amanti cercassi proprio quella fase di accoglienza nel mondo dei maschi. Attraverso l'omosessualità ne avevo solo l'illusione e vivevo continuamente il senso di abbandono e fallimento, la presa di coscienza dell'impossibilità di confrontarsi da uomo a uomo nella vita reale coincideva con la pulsione a scoparsi. A forza di compiere atti di verità mi ritrovo a vivere nella realtà, che diventa sempre meno dolorosa e sempre più colma di gioia vera. Aprirsi a se stessi equivale ad aprirsi agli altri e al mondo. Coraggio non è fare coming out e vestire un'identità gay, coraggio è andare a fondo della propria anima, dare la possibilità di emergere anche alle parti in ombra perchè è da quelle che ci possiamo davvero conoscere.

A. 27 marzo ha detto...

E poi scopri che la famiglia era solo un riflesso della società. E poi scopri che la società era solo la volontà del sistema. E poi scopri che quella che credevi la tua identità era solo un'accozzaglia di meccanismi di riparazione e compensazione. La cosa bizzarra è che ciò che credevi di essere era, guarda caso, funzionale a tutto l'apparato circostante, alle lobby di potere, meno che a te stesso. L'ascolto della coscienza era stato sostituito a quello del soldo: dal potere alla sopravvivenza. E ti puoi ritrovare castrato, schiavo degli ormoni, ad alimentare un mercato pazzo, disumano, atroce. E ti rendi conto che tua madre era troppo occupata per occuparsi di te, che l'omosessualità era una ricerca di quell'intima connessione, superata dall'emancipazione femminile, il cui lusso ora è di poter essere madre. E poi ti accorgi che le battaglie sociali avevano all'origine tutt'altro che il miglioramento delle condizioni di vita, che hanno addirittura portato alla distruzione del nucleo famigliare, all'opposto di quelli che erano gli obiettivi apparenti. E poi ti accorgi che dietro la bandiera arcobaleno, l'elogio delle differenze, c'è in realtà un piattume annichilente, arrivato perfino a negare le evidenze della biologia per sostituirle con una percezione soggettiva, sintomo di libertà o di ulteriore perdita del fondamento e della relativa forza dell'essere umano? In un mondo in cui ci si prostituisce per trovare un lavoro che possa permettere di pagare l'affitto e il cibo, è chiaro come chi tiene le redini stia sottilmente orientando alla costruzione di una massa persa, vuota e quindi manipolabile.

fr Max ha detto...

Michele
CORAGGIO !!!!
Non mollare e non lasciarti vincere dalla paura della chiusura e del giudizio.
Accogli i timori attuali come il passaggio obbligato verso una crescente familiarità che pian piano la tua storia ti chiede.
Confida sempre nel Signore della vita che è Sovrano su ogni paura e continua a dare, ad ascoltare, ad accogliere l'atro con tutti i tuoi limiti!
L'alba nuova è arrivata!
Ti benedico
Fr MAx

A. 27 marzo ha detto...

Per me non ha alcun senso sapere se l'omosessualità è innata o meno. Alla nascita la vita è già iniziata da 9 mesi, il neonato ha già vissuto tutto il contesto che si troverà ad occupare. Che le ferite arrivino successivamente o siano già presenti nel grembo materno che differenza fa? La neuropsicologia ha già sottolineato come il feto, arriva perfino a conoscere il padre attraverso l'interazione che quest'ultimo ha con la madre. Per cui molto probabilmente il bambino vive già quel clima conflittuale portatore del sintomo dell'omosessualità. E quindi? Questo dimostra che quella è la sua natura più profonda? O che lui stesso nasce per portare la Luce nell'ombra di quel contesto? E' il progetto d'Amore attraverso cui la famiglia può ritrovarsi!

A. 27 marzo ha detto...

Per ritrovarsi davvero non è possibile indagare solo le dinamiche interiori, della famiglia e della società. Quello che sento è che è in atto una vera e propria selezione dell'umanità da parte dell'elite che regge gli equilibri del mondo. E' da anni che studio tanti temi credendo che fosse semplicemente il sistema economico ad impedire per esempio la nuova medicina di Hamer o nuovi modelli d'istruzione. La verità è che non vogliono che la coscienza delle persone evolva, ci vogliono massa, separati tra di noi e separati anche nel dialogo interiore che ci porta ad interiorizzare personalmente la realtà. Non è una crisi è un sistema!!! Queste le parole che gli Spagnoli hanno utilizzato durante una manifestazione. L'omosessualità è proprio la rottura del legame col proprio nucleo, l'eliminazione delle evidenze della natura, l'inno ad una percezione guidata, senza verità. George Orwell in 1984 ben aveva compreso come si sarebbe evoluto il mondo. Non hanno un bel progetto per l'umanità. Ed ecco l'inno ai matrimoni e alle adozioni gay: l'amore è amore! Agendo attraverso la finanza la selezione è molto più mirata rispetto ad agire con i bombardamenti: sopravvivono solo quelli adatti al loro sistema. La Grecia e Cipro sono fallite, la stanno seguendo Spagna, Portogallo e Italia attraverso una crisi costruita attraverso il signoraggio bancario da chi ci vuole merce, mercato degli Usa come dal trattato della 2^ guerra mondiale. Gli imprenditori si suicidano, la figura del padre scompare così come le famiglie e c'è posto per una nuova umanità al loro servizio, che sfacciatamente stanno già incentivando. Si tratta di ritrovare la pienezza della Vita che ci è stata tolta e sabotata continuamente da un sistema perverso, che ci vuole numeri della BCE. Agiscono attraverso le crisi e le lotte ai vari temi sociali sulla popolazione, andando a modificarne i rapporti, da quello della madre col suo bambino a quello dell'insegnante con i suoi allievi a quello del medico con i suoi pazienti. E non riusciamo mai a raggiungere l'anima della Vita: non siamo rimbambiti o sfigati, il sistema ci vuole esattamente così!!! Non dobbiamo essere più bravi, fare più sacrifici e abbassare la testa, dobbiamo ribellarci, riprenderci la sovranità nazionale e iniziare a costruire un'Italia delle persone, integrando tutte quelle scoperte sabotate dal sistema, che ci renderebbero liberi e più forti.

A. 27 marzo ha detto...

Ho cambiato il link al mio blog, pensando si vedesse anche con l'altro, ma non è così.
oltresistema.blogspot.it

Scusate!

Mi fido ha detto...

Ciao a tutti, vi scrivo perché è appena passato un anno da quando ho scoperto questo blog e vorrei condividere con voi ciò che in questo anno è cambiato nella mia vita.
Era un giorno di settembre quando dopo l’ennesimo pomeriggio passato tra siti porno gay e masturbazione ho lasciato che il vuoto e la disperazione mi assalissero, senza metterli a tacere come ogni volta. Decisi di dar voce a quello sconforto e a quell’afflizione che cominciavano a segnare la vita che conducevo tra un sito porno e l’altro, in balia di attrazioni omosessuali. Sentii come questo mondo non mi apparteneva, come veniva a scontrarsi con desideri più profondi che invece erano in grado di rasserenarmi e di riempirmi il cuore, a partire dal condividere la vita con una donna e dall’essere padre. Decisi allora di cercare su internet qualche preghiera che potesse esprimere questo malessere e che mi aiutasse innanzi tutto a combattere questi vizi che portavano a chiudermi al mondo, a pensare solo a me, ad essere superficiale nei rapporti, a trattare male le persone che mi stavano vicino. Trovai questa preghiera:
PREGHIERA PER ABBANDONARE UN VIZIO
A Dio, allo Spirito Santo e agli Angeli,
so che qualsiasi vizio nasce dall’intenso desiderio di
ottenere l’amore divino.
Vi prego, aiutatemi a percepire il Vostro amore.
Vi chiedo di eliminare ogni idea, schema,
sensazione e pensiero in grado di scatenare
le mie bramosie.
Guidatemi verso persone, situazioni ed esperienze in grado
di sostenere il mio desiderio di vivere libero/a da qualsiasi
dipendenza.
A Voi rimetto tutti i miei desideri, e chiedo a tutti gli angeli
di circondarmi con la luce della salute e della pace.
Aiutatemi ora e sempre. Amen (segue)

Mi fido ha detto...

....A questo punto, continuando la mia ricerca mi sono imbattuto in questo blog. Mi sono reso conto che sentire queste attrazioni come NON PROPRIE AL MIO ESSERE UOMO, come LIMITANTI rispetto ai miei DESIDERI PIÙ PROFONDI e quindi come INDESIDERATE era una condizione vissuta da molti altre persone. Vorrei sottolineare come il desiderio di cambiare si sia manifestato in me prima di conoscere che altre persone avvertivano la mia stessa esigenza. Il desiderio di rapportami in modo sano con uomini, il desiderio di essere uomo, marito e padre è emerso in me come una VERITÀ SPONTANEA E BELLA, CHE MI APPARTENEVA E CHE ASPETTAVA SOLO DI ESSERE ACCOLTA.
Da quel giorno ho passato notti intere a leggere gli articoli e i commenti del blog, ritrovandomi in molte situazioni, storie, meccanismi, desideri e battaglie. Ho cominciato a riflettere su di me e sulla mia storia, cercando di capire le cause di questa attrazione non desiderata. In realtà nella mia vita ho sempre cercato di capire le cause di questa attrazione e indagandomi avevo già trovato risposte poi confermate. In passato ho cercato di capire la causa di questa attrazione: ogni volta arrivavo a dirmi che in realtà in un altro uomo cercavo più che altro affetto, accettazione, stima, un abbraccio. Tutte cose che sentivo che nella mia vita erano mancate.
Queste conclusioni a cui in 23 anni della mia vita ero arrivato sono state confermate dai libri che dopo quel settembre del 2012 ho deciso di leggere: “Identità di genere” di Nicolosi e “Una strada per il domani” di Aardweg Gerard. Questi due libri mi hanno permesso di rileggere in modo critico la mia storia confermando come il sentirmi lontano dagli altri uomini e la conseguente attrazione per ciò che volevo ma che non riuscivo ad essere (un vero uomo) mi portavano ad erotizzare la figura maschile, a desiderarla. Il sentirmi lontano dagli uomini è sempre dipeso da un rapporto molto superficiale con mio padre, quasi voglia passare emotivamente inosservato e allo stesso tempo essere presente solo con la sua severità e le sue regole. Le regole estreme, i divieti imposti, la mancanza di fiducia e di stima in me, la mancanza di complicità, il non aver mai parlato di cose da uomini con lui, il non essere abbracciato, l’essere considerato come un peso economico mi ha portato a sentirmi non accettato, non amabile, diverso. Questo ha avuto ripercussioni a livello di amicizie maschili, ho sempre trovato più facilità nel diventare amico di ragazzi un po’ emarginati per qualche motivo. Sono sempre stato fuori dal gruppo, sentendomi inadeguato a fare ciò che i ragazzi della mia età facevano. A scuola ero il secchione, all’ora di educazione fisica il nulla: non è che ero solo una frana a giocare a pallone, proprio non ci giocavo e nemmeno venivo considerato assieme a qualcun altro nel fare le squadre. In ogni caso, non voglio fare una lista di cose e stare qui a lamentarmi, vorrei solo sottolineare che questi due libri hanno confermato ciò che avevo capito attraverso un’analisi di me già fatta in passato. Vorrei consigliarvi di leggere in particolare “Una strada per il domani” di Aardweg Gerard perché aiuta molto nell’autoanalisi e dà ottimi consigli pratici...(segue)

Mi fido ha detto...

..A questo punto vorrei parlare di ciò che è avvenuto in questo anno di cammino tra vittorie e sconfitte:
- Premetto che la mia attrazione dello stresso stesso in questi 24 anni si è concretizzata in visite a siti porno gay e relativa masturbazione, ma non ho mai avuto rapporti sessuali con altri uomini. In questo anno sono riuscito ad astenermi per lunghi periodi di tempo dalla pornografia e dalla masturbazione e vi assicuro che sono stati periodi di grande crescita come uomo. È in questi periodi che riesco a stare meglio con me stesso, ad avere energia, ad accettare i miei limiti e la mia storia, riesco ad affrontare meglio i problemi, riesco a essere più presente nelle relazioni con gli altri, riesco ad accettare i limiti degli altri e quindi ad amare le persone che ho vicino, ad avere attenzione per loro. È nel momento in cui riesco a sentirmi forte nelle mie debolezze storiche, concedetemi l’espressione, che sento di avere le palle. Nonostante tutto, nei periodi stress è facile ricadere nel vizio che tanto mi gratifica al momento, ma che poi mi lascia vuoto come in quel lontano pomeriggio di settembre di un anno fa. Sono cristiano, quindi in questi casi a salvarmi e a riportarmi sul mio cammino è la costanza nella preghiera e l’accoglienza della misericordia di Dio che mi ama anche quando cado. In ogni caso, è importante saper riconoscere il momento in cui cominciamo ad avvertire il desiderio di navigare in internet per cercare gratificazione. Spesso capita che si comincia a cercare un’immagine, apparentemente in modo innocuo e semplicemente per curiosità, per poi ritrovarsi a navigare nei soliti siti.
-Per quanto riguarda il rapporto con le donne. In questi 24 anni non mi sono mai innamorato di altri uomini, diciamo che possono esserci state infatuazioni e fissazioni, ma mi sono ritrovato più che altro a provare attrazioni, anche forti, per uomini, o meglio modelli di uomo. Innamoramenti veri ci sono stati invece con ragazze. Tre sono stati i più grandi, uno durato anche diverso tempo. Sono uscito con qualche ragazza, ma non sono mai riuscito ad avere una storia con ragazze di cui ero innamorato, di solito perché già coinvolte in altre storie. In ogni caso, so cosa significa innamorarsi di una ragazza, ed è questo quello che voglio, avere una vita insieme, instaurare un rapporto di complicità fondato sull’accoglienza di una reciproca diversità, un rapporto di scoperta e finalizzato a costruire una famiglia insieme. È per questo che considero le mie attrazioni omosessuali indesiderate: vorrebbero farmi cedere a piaceri momentanei e rinunciare a una pienezza e ad un compimento che è per tutta la vita e che sento che mi appartiene.
-La riflessione fatta in questo anno mi ha portato a riconoscere errori fatti dai miei genitori che hanno contribuito a determinare questa mia condizione. La consapevolezza che hanno cercato in ogni caso di darmi quello che potevano, che anche loro hanno i loro limiti, le loro storie e le loro sofferenze mi sta portando verso l’accettazione, anche se per il perdono totale e gratuito ancora sono in cammino. Non posso cambiare le loro storie o pensare di sanare le loro ferite o fargli superare i loro limiti, come non posso recuperare un affetto che non mi è stato dato o che mi è stato dato in modo sbagliato. Vorrei cominciare quindi a mettermi in gioco per primo con loro, dimostrando per primo l’affetto. Mi rendo conto che nel momento in cui lo faccio, anche con un semplice gesto, gli occhi di mio padre si illuminano, non mi respinge. Questo significa che ho solo davanti un uomo che ha paura, che forse è stato ferito e da cui non posso pretendere un affetto che non sa darmi. Per recuperare un rapporto con lui devo essere io a fare il primo passo, anche se di fronte ai suoi soliti atteggiamenti non sempre è facile. ..(segue)

Mi fido ha detto...

..
-Mi sono inserito in un gruppo di amici maschi all’università con cui sono stato molto bene soprattutto nel primo periodo, anche se con il tempo si è manifestato qualche vecchio meccanismo di vergogna. In ogni caso il rapporto con loro si è fermato alla superficie e alla giornata o alla serata passata insieme a fare qualcosa piuttosto che a vivere e condividere parti più profondi di noi stessi. Spesso mi rendo conto che devo mettere una maschera con loro, come d’altronde fanno anche loro, e far vedere che andiamo al massimo, che siamo forti e i migliori. Si tratta sicuramente di un atteggiamento tipico di noi maschi, anche se credo di uomini ancora non maturi. Tutti abbiamo delle debolezze e siamo uomini nel momento in cui le accettiamo, abbiamo rapporti veri nel momento in cui le mostriamo e le condividiamo con gli altri. Mi sto rendendo conto che dovrei approfondire altre amicizie maschili che mi danno la possibilità di aprirmi di più nella verità, in cui scoprire il fianco, in cui non devo sempre essere al massimo, facendo finta di essere sempre al top e pronto a fare tutto.
-Molti credono che questo desiderio di cambiare sia repressione, una repressione che trova radici nell’omofobia della nostra società. Per quanto mi riguarda voglio solo uscire da una condizione che è in grado di gratificarmi al momento, ma che non è in grado di rendermi felice. E posso dire questo perché ho vissuto ogni giorno questa insoddisfazione, questa limitazione, questa costrizione di una condizione che fa da padrone alla mia vita e che impedisce di dar voce a desideri molto più profondi che sento nel cuore. Molti omosessuali dicono di seguire il proprio cuore e i propri desideri nella libertà, ebbene io da ragazzo con tali tendenze sento che nel momento in cui ascolto il mio cuore e i miei desideri più profondi non sento di volermi unire ad un uomo, ma di cercare l’amore e la complicità di una donna, di seguire un progetto insieme, sento un desiderio di paternità. Ovviamente, rispetto e mi metto alla pari chi trova felicità e pienezza nella sua condizione di omosessuale.
-Per quanto riguarda invece la mi cristianità. È da un anno che trovo la forza di confessare la masturbazione e quindi un utilizzo del mio corpo come mero strumento di piacere, anche se non ho mai parlato esplicitamente di pornografia né delle mie tendenze omosessuali. Forse non è ancora arrivato il momento giusto per farlo, o forse non ho ancora incontrato la persona giusta con cui confidarmi. Per ora mi limito a parlare di questo con Dio come padre e Gesù come amico, e ovviamente con voi. È fondamentale per me incontrare la misericordia di Dio, un Dio che non mi giudica e che vorrebbe che anche io come Lui bene-dicessi la mia storia e i miei limiti. Forse proprio questa battaglia è necessaria e in grado di rafforzare il desiderio che Dio mi ha dato di avere una moglie ed una famiglia, forse senza tutto questo non avrei mai avvertito questi desideri. È bello sentire di avere e voler dare quell’amore paterno che non mi è stato dato, sento di voler dare ad un figlio complicità, comprensione e fiducia, invitandolo ad avere fiducia nel mondo e negli altri, a non avere paura di darsi, a non risparmiarsi nelle relazioni. ...(segue)

Mi fido ha detto...

...
Ringrazio tutti voi che scrivete su questo blog, chi condivide la propria vita, le proprie vittorie e il proprio sconforto, ringrazio A. 27 marzo che da molto tempo scrive in questo blog, dandomi molti spunti di riflessione e motivazione per andare avanti, ringrazio l’amministratore che da tanti anni offre questo spazio in grado di cambiare la vita a molti di noi e Fra Max per la sua guida, i suoi consigli ed il suo sostegno, che da cristiano avverto come fondamentale.
Infine da cristiano vorrei ringraziare Dio per non avermi lasciato vagare da solo senza una meta, per avermi fatto percepire il grande valore di una vita non buttata a caso, vissuta secondo un progetto, non secondo ciò che capita. Continuo ad affidarmi e a fidarmi, cercando di fare mia un po’ della sua misericordia.
Papa Francesco parla sempre di misericordia, di un Dio che come padre è sempre pronto ad accoglierci con le braccia aperte, se decidiamo di andargli incontro. Per la festa di San Francesco, il 4 ottobre, Francesco verrà a visitare la mia terra, sarò lì ad ascoltarlo e cercherò di trarre il massimo dalle parole che vorrà donarci e che trovo ogni volta così importanti per la mia vita e il mio cammino.
Vi ringrazio per l’ascolto, vi assicuro che fare ogni tanto il punto della situazione serve a renderci conto dei grandi passi che facciamo, di cui spesso non siamo consapevoli. Condividere il proprio cammino aiuta ad affrontarlo con maggior serietà e convinzione. Vi abbraccio tutti

Anonimo ha detto...

Ciao, è da molto che leggo questo blog e devo dire che mi rispecchio in molte delle storie che vengono pubblicate.Soffro di omosessualità almeno da quando sono entrato nella preadolescenza, ora ho 23 anni.Indagando su di me ho scoperto che due sono i motivi che mi hanno portato all'omosessualità: la mancanza di un rapporto con i miei coetanei e un rapporto negativo con mio padre.Non so quale delle due sia più grave,ma con mio padre non mi sono mai trovato bene, neanche da piccolo.La cosa che mi dà più fastidio di lui è che sembra insensibile alla mia sofferenza, è un po' rude, non lascia spazio ai sentimenti.Mai un abbraccio, un bacio, niente.Rimproveri da lui ne ho ricevuti fin troppi, ma le volte che mi ha lodato o mi ha sostenuto io faccio fatica a ricordarle.E poi non mi piace il modo in cui vive la religione...questa sera a cena ho parlato delle mie cadute nella pornografia, e lui anzichè provare non dico compassione ma almeno comprensione (penso di averne diritto come tutti) è uscito con la frase : ''se il tuo occhio è motivo di scandalo, cavalo....è meglio per te....'' del Vangelo. Ci tengo a precisare, io sono cristiano, e quelle frasi che dice sono giustissime...però non mi piace il modo in cui le dice, alzando la voce ,e soprattutto le dice non manifestando empatia verso di me. Penso che ci sia proprio un problema di comunicazione tra me e lui, magari lui alza la voce involontariamente , per farsi capire, ma io lo interpreto come un tentativo di prevaricazione...Non so. Per ora la vedo dura costruire un buon rapporto, e ci sono varie cose che devo perdonare. Anche con Dio ho dei problemi di relazione, mi sento lontano da lui, come se lui non mi ascoltasse per via dei miei peccati...sento vuoto nella mia anima, e proprio questo vuoto che cerco di colmare con la pornografia.Pregate per me.

robbie17 ha detto...

La scorsa settimana però ho detto:"BASTA! BASTA con questo vizio e con questa omosessualità!". È da un bel po' di tempo che ho pensato di andare da qualche psicologo per guarire, ho letto su internet di un iniziativa cattolica di nome Courage per aiutare le persone omosessuali prima di tutto a vivere in castità e poi a guarire con fede (ci sono delle testimonianze bellissime) e subito dopo ho scoperto questo blog; tuttavia per ora ho letto soltanto e non ho concretizzato niente, anche perché ho paura che i miei genitori scoprano la mia omosessualità.

Dicevo ... ho detto BASTA! e infatti è una settimana che le tentazioni non si presentano più.

Ora però mi sento veramente strano e triste, come se avessi qualche ferita nell'anima (e secondo me ce l'ho) che mi è ritornata a fare male.

Ho sentito un certo desiderio a ritornare alla situazione problematica che ho vissuto fino a poco tempo fa.
Non so perché: ho pensato che la causa siano il fatto di aver associato all'omosessualità una sorta di mancanza e la paura che con la fine (un giorno ci sarà, ne sono sicuro) della mia omosessualità io possa perdere quel qualcosa che mi manca. Cosa? Un amico? Un'identità che non ho sviluppato da bambino? Non saprei proprio.

Resta il fatto che attualmente sono molto confuso, insicuro, frustrato, non mi va bene niente, mi pesa tornare a scuola, sono stressato. Questi giorni ho anche pianto. Certo ho dei momenti più tranquilli, ma poi mi sento di nuovo male.
Purtroppo ora non riesco ad esprimere bene come mi sento.

Io stesso mi do torto perché so che non dovrei essere così inquieto.
Non so, davvero.

Tuttavia, nonostante ciò, mi pare che la speranza è davvero l'ultima a morire.

Purtroppo sono contraddittorio: se da una parte ho imparato cosa dovrei fare per migliorare il mio rapporto con Dio (pregare, confessarmi, fare la Comunione, fidarmi sempre di Lui) e credo nel messaggio cristiano, dall'altra mi abbatto e non ho fede in Dio come dovrei.

Caro @Anonimo, comunque sia, nonostante il mio comportamento contraddittorio, dico a te e agli altri che la fede mai deve essere persa. Ho imparato questo.
Comunque sia prego e pregate anche voi: se perdiamo la speranza e la fiducia in Dio allora sì che potremmo dirci sconfitti.
Dobbiamo essere forti e coraggiosi e SOPRATTUTTO fare lo sforzo di affidarci a Gesù.

Caro @Anonimo non ti scoraggiare pregherò per te e per tutti quanti e penso anche che tutti dobbiamo pregare per i nostri fratelli e sorelle che hanno questo problema (chi più gravemente chi meno gravemente) e anche per quelli di loro che non ancora vogliono uscirne.

@Anonimo e tutti voi altri, vi saluto e vi do un abbraccio.

Sapete, scrivendo e riflettendo mi sono calmato rispetto a qualche ora fa. :)
Penso che continuerò a leggere e a scrivere su questo blog.
Purtroppo non posso sintetizzare tutto ciò che vorrei dire in un solo post.

Ciao a tutti e mai perdere la speranza! :)

P.S.: Ovviamente se avete qualche consiglio e/o commento per me mi farebbe piacere.

Raffaele ha detto...

Ad un certo punto mi sono reso conto che le dinamiche interne alla mia famiglia erano il riflesso di quelle della società, che a sua volta erano il risultato di scelte economiche e politiche fatte al vertice. Quando sincronicamente ho visto i governi di tutto il mondo occidentale inserire ai primi posti dei loro programmi i matrimoni e le adozioni omosessuali ho capito che la questione non riguardava solo una piccola parte della popolazione, ma che era in atto un vero e proprio mutamento antropologico. Avendo già letto decine di libri sul maschile e sull’omosessualità mi sono reso conto che i suicidi di massa degli imprenditori, la demonizzazione dell’aspetto maschile considerato responsabile del male del mondo, della violenza, dello stalking, del femminicidio erano tutti parte di un campo proiettato sulla popolazione: stava avvenendo una vera e propria selezione dell’umanità. E tutto era contro la famiglia e quindi contro la persona. Invece d’investire per il miglioramento delle condizioni, si andava confermando tutte le degenerazioni emergenti: la lotta per il divorzio e per l’aborto erano considerate l’apice della civiltà, non campagne in favore dell’amore e della vita: non si chiedeva allo Stato di investire nel Bene, ma nel liberalizzare il Male. Dal 1970 non è cambiato nulla, anzi si è sempre più scesi nel baratro.

Problema->reazione->soluzione: è questo il meccanismo per selezionare l'umanità. Oggi più che mai il sistema ha schiacciato l'acceleratore su questo processo. Il problema inserito è la dilagante crisi economica, frutto di speculazioni finanziarie per eliminare la sovranità nazionale in favore dell'Unione Europea, un governo centrale. La reazione è l'impoverimento della popolazione, un attacco alla figura del padre-imprenditore che arriva a suicidarsi, agli equilibri della famiglia che si disgrega e la modificazione dei legami fondamentali (madre-figlio) con relativo aumento dell'omosessualità e di altre condizioni ferite. La soluzione è la legittimazione di quelle condizioni emerse all'interno di questo campo: largo ai matrimoni e alle adozioni gay in tutto il mondo. Studiando Nicolosi ho compreso come le persone omosessuali non hanno potuto sviluppare un nucleo dell'identità, hanno reciso il legame con il vero sé connesso alle leggi della natura e quindi sono molto più manipolabili e funzionali al sistema (guarda caso!). Ci sono già partiti che danno la precedenza ai diritti di questi ultimi rispetto alla famiglia naturale. L'obiettivo è quello di eliminare la famiglia, d’introdurre in massa i metodi di fecondazione artificiale così da poter gestire le nascite e creare un sistema sempre più compatto di soldatini. Questo progetto non è voluto dalle maschere della politica quali Obama, Merkel, Hollande (veri e propri traditori del popolo), ma dalla rete che ci sta sotto, da un élite che c'impedisce d'impegnarci davvero per il bene comune e che costantemente plasma le nostre identità per i loro fini come fossimo topi da laboratorio.

Mi fido ha detto...

Dio è sempre pronto ad ascoltarti, fidati di lui..parla con lui, a fine giornata parlagli dei tuoi problemi come parlassi con un amico e un padre a cui vai bene così come sei, che ti conosce, conosce la tua storia, le tue ferite, lui ti capisce, lui non alza la voce e ha infinita misericordia di te..lui vuole salvarti.. rimani in ascolto nel silenzio e nella preghiera. Dio è tuo papà, lui ti sta aspettando. Forse il sentirti non ascoltato da lui in realtà deriva dal fatto di avere poca misericordia di te stesso, prova a volerti bene anche nel peccato, chiedi a tuo Padre di darti un briciolo della misericordia che lui ha per te..

Anonimo ha detto...

Ciao, sicuramente combattere un qualunque vizio che alimenta le attrazioni omosessuali è fondamentale per intraprendere un cammino di cambiamento. Anche a me capita di vivere periodi di assenza di tentazioni come quello che stai vivendo, penso che siano momenti di grazia in cui possiamo sperimentare la bellezza di vivere liberi dal giogo del vizio, ci vengono concessi per desiderare questa condizione di libertà quando le tentazioni si ripresentano, servono per darci uno stimolo, uno scopo per quando poi ci ritroviamo a combattere la tentazione che torna a farsi viva. Se sei in un periodo di confusione e all'inizio di quello che pensi che sia un cammino da intraprendere potresti cominciare a schiarirti un po' le idee..comincia a leggere la tua vita, capisci da cosa nascono queste attrazioni, da quali ferite, da quali relazioni. Comincia a capire come ti ha segnato il rapporto con tua madre e tuo padre, o con chi altro ti ha cresciuto, con i tuoi amici, maschi e femmine, i tuoi fratelli se ne hai. Avere consapevolezza della propria storia aiuta a capire su cosa dobbiamo lavorare, su cosa dobbiamo chiedere a Dio di aiutarci, di visitarci, di toccarci. Poi penso che sia importante capire perchè consideri queste attrazioni come indesiderate, cosa è che ti spinge a voler andargli oltre.. Trovare una sincera e ferma motivazione è fodamentale per affrontare cadute e periodi di difficoltà. Ciò che dici sulla preghiera, l'abbandonarsi e il fidarsi di Dio è una testimonianza molto forte, è, per un cristiano, il punto di partenza di tutto. Grazie per questa testimonianza.

Mamma 30 maggio ha detto...

Per 27 Marzo

E...l' acquilotto spicco' il volo, sapete perche'...?

Mamma 30 Maggio

Mi fido ha detto...

Vorrei precisare che con il commento del 6 ottobre mi riferisco al post di anonimo 29 settembre, mentre con il post del 7 ottobre mi riferisco al commento di robbie 17 del 2 ottobre. Scusate la poca chiarezza!

Anonimo ha detto...

Sono l'anonimo del 29 settembre.Ho riletto il mio post di quel giorno e forse mi rendo conto di aver giudicato troppo male mio padre...come se fosse lui la causa della mia omosessualità. In realtà le cose sono un po' più complicate, ci sono varie cose che sono andate storte nel mio percorso fino ad oggi.Ora mio padre sicuramente non è perfetto, ma con tutti i suoi limiti è sempre mio padre e gli voglio bene.Ieri purtroppo sono ricaduto un'altra volta nella pornografia, e spero sia l'ultima.Non so cosa mi succede: il più delle volte io non vado su internet con lo scopo di vedere cose brutte...ho notato che succede dopo un po' che navigo, quando l'umore scende, e cado.Con questo non mi giustifico, so bene che ciò che faccio è disonesto...e anzi spero un giorno di trovare la forza di confessare i miei peccati a un sacerdote, ma non voglio che sia una semplice confessione, voglio dire veramente tutto, anche le cose più nascoste e più peccaminose. Oggi ho letto su Internet la testimonianza di Fabienne Guerrero, si intitolava ''Fabienne Guerrero ha evitato l'inferno''...praticamente racconta la sua conversione e spiega nel dettaglio che era caduta in tutti e 10 i comandamenti,era una vera peccatrice e in più si dedicava allo spiritismo, alla new age, alla magia,a pratiche occulte...il Signore l'ha liberata da tutto questo e le ha dato la forza di testimoniare la sua liberazione.Mi ha messo un po' di coraggio, forse il Signore che ha liberato lei da grande peccatrice che era può liberare anche me.Speriamo.Grazie a tutti, in particolare a Mi fido per le sue parole.

robbie 17 ha detto...

Caro Anonimo del 29 settembre ti posso capire. Anch'io ho cadute frequenti e temo di non essere in buona sintonia con mio padre ma non certo per colpa sua che mi vuple un bene pazzo e chissà che ci cosa farebbe per me e la nostra famiglia. Temo di non saper accettare i suoi difetti e vedere bene i suoi pregi. Su questo ci devo lavorare.
Comunque sia ti dico che non devi solo sperare che Gesù ti dia una mano, devi averne la certezza. Non avere paura, abbi fiducia, prega e affidati a Lui (anche per intercessione della Madonna che ci vuole bene a tutti). Vedrai che tutto andrà bene.
Fidati tanto di Dio e non te ne pentirai.
Spero tu possa accettare questo mio consiglio.
Ciao.

robbie 17 ha detto...

Purtroppo ho avuto delle ricadute (solita storia: pornografia). Ho pensato un po' a questa situazione. Credo proprio di avere qualche fragilità dentro di me, qualche insicurezza (effettivamente alle medie ero timido, soffrivo di balbuzie e non riuscivo a relazionarmi con gli altri o meglio ... non ero così timido da non parlare con nessuno e non sono mai stato un tipo scontroso -apparte in alcuni periodi brevi-, ma è stato difficile per me instaurare un'amicizia e per amicizia intendo quella vera e non una come le altre).

Anonimo ha detto...

Caro Robbie17, grazie per le tue parole..sono l'anonimo 29 settembre.Non scoraggiarti per le ricadute ma guarda avanti.Bisogna riuscire a vedere la luce in fondo al tunnel.Raccontando la tua timidezza alle medie mi hai fatto pensare: sai che anche io sono timido? Adesso sono riuscito a fare quasi un rapporto di compromesso con la mia timidezza, ma alle medie anche io ero timidissimo e vulnerabile. Per farti capire la mia prof. di italiano aveva detto a mio padre durante un colloquio che aveva paura di non riuscire a tirarmi fuori da quel guscio che mi ero costruito.Alle superiori le cose sono un po' migliorate ma ho incontrato problemi di bullismo con alcuni ragazzi. Ho sofferto molto perchè non riuscivo a difendermi.Quanto avrei voluto stringere amicizie con qualche ragazzo, purtroppo non ci sono riuscito molto.Ho ancora rabbia per quegli anni.

robbie 17 ha detto...

Ciao Anonimo del 29 settembre. Ho letto ciò che mi hai scritto e ti dico che mi dispiace per i tuoi problemi col bullismo. Io non ho mai incontrato problemi di questo tipo ma posso immaginare come ti sia sentito. Bhe ... magari un giorno troverai un amico. Comunque ho sempre sentito che il nostro migliore amico è Gesù e di Lui possiamo sempre fidarci.
Ti auguro buona fortuna per il tuo cammino anzi no ... che la Grazia del Signore ti aiuti nel tuo cammino (penso che così vada meglio perchè non è opportuno parlare di fortuna in questo caso). Abbi fede SEMPRE e non ti scoraggiare MAI.
Ciao. :-)

Raffaele ha detto...

Leggendo Hallman ho trovato un punto che a mio avviso può essere considerato il manifesto del percorso per uscire dall'omosessualità, ossia per ricominciare a crescere.

"Ed è il momento che tu cominci a tirare giù questi muri – E’ il momento che tu cominci a ritrovare il contatto con il tuo cuore, la tua vera identità – E’ il momento che tu senta di nuovo i tuoi bisogni, i tuoi desideri – Ed è il momento in cui tu ti guardi allo specchio e cominci a vedere la tua vera identità, chi sei veramente."

robbie 17 ha detto...

Questi giorni, dopo alcune ricadute, ho riflettuto e sono giunto ad alcune conclusioni che secondo me sono valide.
La pornografia è un affaraccio (ma va'!) e come tale non mi sembra per niente giusto godere vedendo filmati che ledono la dignità di tutti quelli che sono coinvolti (attori, registi, chi li vede ecc.).
Mi pare invece una cosa giusta, contemporaneamente ad un impegno costante per sradicare questo vizio in noi, pregare per queste persone; chissà: magari lì c'è qualcuno che fa quel lavoro solo per disperazione, non sa come guadagnare soldi eccetera; chissà quante brutte storie ci sono; poveri fratelli e sorelle!
È una bellissima cosa pregare Dio per queste persone, affinché possano tornare sulla retta via, fosse anche solo in punto di morte.

Ok, magari ho detto cose scontate, ma secondo me sono giuste.
Ripeto: secondo me è molto importante pregare per questi poveri fratelli e sorelle nostri e amarli proprio perché sono fratelli e sorelle; certo ... non li conosciamo ma già pregare Dio affinché li aiuti a cambiare strada mi sembra un bel gesto d'amore per loro e magari anche per Dio.

Ciao. :)

Mi fido ha detto...

RAFFAELE, grazie per la tua condivisione, penso che ritrovare il contatto con il proprio cuore, il proprio essere uomini, la propria identità e i desideri più semplici che da tutto questo emergono sia fondamentale, sia ragione e stimolo per chi percorre questo cammino.

A ROBBIE 17,penso che quello che dici non sia scontato.. pensando alle storie di noi che scriviamo e/o leggiamo questo blog, mi rendo conto come dietro a questa condizione che viviamo ci sono tanti drammi, storie di emarginazione, di abbandono, di violenza e di abusi. Molto probabilmente le persone di cui parli hanno vissuto storie analoghe, sono segnate da queste stesse sofferenze e storie drammatiche. Per di più molti contraggono malattie che portano alla morte e i casi di suicidio sono molti. Per questo, penso che sia giusto ricordare nelle preghiere anche loro che stanno al di là dello schermo del computer e che condividono molto spesso l'apparente, illusoria e momentanea gratificazione di chi guarda. Grazie, ciao a voi che scrivete e/ascoltate!

Raffaele ha detto...

Ho letto un commento ad un articolo: i padri di figli omosessuali sono dei traditori e bugiardi. Da una prospettiva superficiale è vero. Usano il figlio per regolare il rapporto coniugale con la moglie, investono il figlio del ruolo del bravo bambino che deve far felice la madre, invece di liberarlo nel mondo, di dargli una struttura con cui iniziare la Vita. Questo è ciò che è avvenuto nella mia famiglia, come in moltissime famiglie di ragazzi omosessuali che ho conosciuto. Detto ciò che, pur nella crudezza, è la verità dei fatti, a mio avviso non bisogna dare alcuna colpa a quei padri, che come ogni persona hanno fatto ciò che sono riusciti, ciò che anche loro hanno ricevuto, incontrato nel loro percorso di Vita, messo in atto meccanismi di sopravvivenza del branco. Il vero traditore e bugiardo è chi invece di sorreggere questi uomini e far rifiorire in loro quell’autentico istinto paterno che ogni uomo porta nel cuore, li schiacciano e si pongono come educatori attraverso perverse teorie del genere. Questi padri traditori e bugiardi sono uomini feriti, italiani che arrivano al suicidio perchè si sentono delle nullità, sentono di non valere niente agli occhi del figlio. I veri traditori sono quelli al governo, non chi ha assorbito nella propria identità e nella propria famiglia i soprusi del vertice, a vedere distrutta l’azienda del proprio padre e vedere nel proprio figlio il vuoto di un futuro che non è riuscito a proteggere. I veri traditori sono coloro che per creare un nuovo ordine mondiale sono disposti a distruggere intere economie nazionali nonchè intere culture. Sono quelli che investono affinchè l’omosessualità e la transessualità possano essere condizioni sempre più numerose, in quanto perfettamente funzionali con il loro progetto, nonostante siano evidenti sintomi del malessere dell’umanità.
E’ necessario andare all’origine dei temi sociali per evitare di farci la guerra tra di noi, tra quelle persone che hanno come primo valore il bene comune, il desiderio di costruire una civiltà in cui gli individui sono connessi tra loro nel cuore della propria interiorità.

robbie17 ha detto...

Sono preoccupato per ciò che ho scritto il 21 ottobre.
Più che altro ho paura di aver causato sensi di colpa a qualcuno che ha ricadute nella pornografia o qualcosa di simile.
Ho scritto ciò che mi pareva giusto, ma ... non so ... spero di non aver fatto stare male qualcuno di voi che leggete e/o scrivete.
Non saprei, davvero.

Ciao.

anonimo 29 settembre ha detto...

caro robbie17, secondo me non hai scritto niente di sbagliato.Purtroppo è vero che la pornografia è un mondo in apparenza facile e ''bello'', ma dietro non si sa quello che provano gli attori e le attrici che hanno atti sessuali fra loro.Certo, c'è anche chi non è costretto a fare quella vita, ma sceglie di sua iniziativa di fare filmati e poi pubblicarli , ma anche queste persone hanno bisogno delle nostre preghiere.Penso che uscire dalla pornografia non sia facile, perchè in qualche modo ci sono dei bisogni dentro di noi che debbono essere soddisfatti, per esempio il bisogno di sentirsi amati o approvati dagli altri ragazzi, dai nostri padri o da altre figure maschili.Anche gli attori che fanno video di sesso hanno probabilmente questi stessi bisogni, ma sbagliano il modo di rispondere a essi...Il sesso è la via più facile ma non porta a quella pienezza che vogliamo e ogni volta che cado mi convinco sempre di più che ciò è vero.

robbie17 ha detto...

@Anonimo del 29 settembre, sì sì, sono d'accordo sia con te che con quello che io ho scritto precedentemente, tuttavia avevo (ho?) paura che ciò che ho scritto potesse suscitare sensi di colpa agli altri.

Ciao.

Anonimo ha detto...

Cari ragazzi, volevo esprimere la mia gioia nel vedere quanti siamo nel camminare su questa strada che porta al cambiamento e la pienezza!Tutti sappiamo di quanto essa sia difficile ma con l'impegno si vince! Ragazzi saremo i futuri UOMINI di questo 21° secolo.Sono sicuro che ci sposeremo e che saremo dei PADRI e dei MARITI!Le donne vogliono la nostra sicurezza, il nostro temperamento,i nostri baci,i nostri abbracci,la nostra sicurezza,il nostro raschiare della barba, i bambini cercano i loro padri e il loro amore. L'omosessualità ci impedisce di amare!l'omosessualita distrugge la nostra virilità!La nostra mascolinità la dobbiamo difendere con le unghie e con i denti!
Ragazzi ricordiamoci sempre nelle PREGHIERE!Preghiamo l'uno per l'altro!preghiamo per tutti i ragazzi omosessuali!per tutti quelli che si trovano nello scoraggiamento!PREGHIAMO RAGAZZI!!Dio ci ha fatto "sale delle terra"!!!e allora saliamolo questo mondo!Che le nostre preghiere siano come terremoti per tutti i nostri fratelli!terremoti di amore!solo amore!Preghiamo e restiamo fiduciosi!Perchè Dio ascolta!!Ragazzi forza lo dico ancora: PREGHIAMO CON GIOIA E CON IL CUORE APERTO!!Questo significa GODERE!Siamo nati per Godere!!!La vita è fatta per GODERE tutto questo amore che Dio ci dà!!La vita è difficile!a volte dolorosa!!ma è BELLA!
Amici e fratelli miei vi voglio bene!!e che Dio ci Benedica!!ciao! :)

robbie17 ha detto...

Rieccoci qua ... al solito punto. Mi chiedo: perché, perché, perché ho scelto di dare ascolto alla tentazione? Cosa cappero (eufemismo usato per educazione) ci guadagno a vedere video porno e a masturbarmi? Bho!
Nei primi mesi di conversione anche se cadevo almeno non guardavo film di sesso, adesso c'è anche questo, che non fa altro che aggiungermi altra malizia e, purtroppo, ne ho già molta!
Forse qualcosa è andato storto quando ho iniziato a convertirmi e a cambiare strada.
Chissà.

Temo di essere caduto in questa fossa proprio per malizia. In fondo la mia è una bella famiglia e molto buona, non ho subito abusi di alcun tipo, insomma: non ho patito cose brutte che avrebbero potuto condurmi all'omosessualità.
Ergo: è solo per malizia che sono piombato giù; effettivamente già ai primi tempi in cui iniziai a masturbarmi provavo attrazioni omosessuali.

Anche se i miei primi tre-quattro anni di vita sono stati davvero "avventurosi".
Procediamo in ordine: sono nato in una località turistica Venezuela (dove, purtroppo, se davanti la spiaggia ci sono locali e hotel a mo' di Copacabana, appena passata la strada ci si ritrova in mezzo alle favelas o quasi), dopo poche settimane, privato della mia madre biologica, sono stato portato in Italia (non so perché e da chi), dopo vicissitudini che non vi racconto ma che hanno avuto come sfondo il commercio di bambini, mi hanno portato in una casa famiglia per bimbi orfani (in quel posto guai a te se ti azzardi a far del male ai bimbi, lì sono amati alla follia) e finalmente a due anni mi hanno adottato LEGALMENTE e ora mi ritrovo in questa bella famiglia dove mi hanno sempre voluto bene, prima ho detto "madre biologica" perché alla fin fine è la donna che mi ha adottato che sento come mia vera mamma, stessa cosa per il mio papà.

Mi chiedo se qualcosa del mio passato possa avere influito su di me.
Effettivamente, come ho detto in un altro commento, sono sempre stato timido, chiuso e permaloso, magari questo ha avuto il suo peso.

Ho anche problemi a sentire e a credere all'Amore di Dio (e questo non credere è abbastanza stupido da parte mia, proprio per la storia che vi ho raccontato).

Tutte le volte che cado mi rendo conto di avere ammutolito la mia coscienza e la mia ragione a favore degli istinti del momento.
Perché faccio così? Chissà cosa sbaglio.
Forse dovrei essere più cattivo e severo con me. Ho pensato di fare questo più volte ma non l'ho mai concretizzato.

Bho ...

Anonimo ha detto...

X robbie 17
Ciao!!perché dici che devi essere più severo e cattivo con te stesso?
Devi imparare ad amarti e ad essere più buono con te stesso.Solo così le pulsioni omosessuali e la libidine caleranno!Amati amico mio!Ama il tuo corpo,la tua mente,la tua anima con sincerità! senza inganni,senza indugi!Ama il tuo essere Uomo!Ama la tua umanità!quando fai ciò sentirai come la lussuria distrugge tutto di te!Dio ti insegna tutte queste cose! Cerca di avere fiducia di Lui!Sei unico e speciale in questo mondo!non esistono altri uguali a te!sei qualcosa di perfetto e meraviglioso!anche se cadi,rialzati!Pensa..se una perla la getti nel lateme essa diventa letame o rimane una perla?Rimane una perla!!da lavare è vero!ma non perde il suo valore!Forza!
Un saluto a tutti!

Mi fido ha detto...

Vorrei ringraziare Anonimo 29 ottobre e Anonimo 3 novembre per le vostre parole vere e forti. Vorrei ringraziare anche Robbie 17 perchè mi dà occasione per rimettermi in discussione dopo qualche giorno in cui ho ceduto alle prove che ho incontrato. Per questo, vorrei farti sentire la mia solidarietà nella lotta in questo circolo vizioso, sappi che non sei solo!Molti di noi vivono questo stesso meccanismo che nei momenti di caduta porta, oltre che rabbia e sconforto, a porci le stesse tue domande. Questo però fa parte del gioco, d'altronde siamo in cammino, e camminare significa essere su una strada e non essere arrivati ad una meta. Abbi fede e spera nel Signore, lui conosce i nostri tempi e sa quali esperienze, anche apparentemente amare e sconfortanti, dobbiamo vivere per uscire da tutto ciò.. Bisogna saper riconoscere il punto in cui la nostra mente decide di cedere alla tentazione. Mi rendo conto che a volte oltrepassato quel momento niente può farmi cambiare idea, la mente ha già deciso e dopo pochi minuti mi ritrovo a navigare tra i soliti siti. Altre volte, invece, mi rendo conto che riesco a smorzare sul nascere il desiderio, che a volte scaturisce anche dal vedere una semplice pubblicità o una persona in giro per strada in grado di scatenare il desiderio. Riesco a fermarlo nel momento in cui do voce ad una preghiera di invocazione alla Spirito Santo, per ottenere l'autocontrollo, che è un suo dono. Inoltre, riesco a fermarmi quando richiamo alla mente ciò che già so e per cui sto combattendo: so che mi sto per concedere un momento di godimento solo temporaneo, qualcosa di momentaneo, di piacevole per quel momento, ma dannoso per i desideri più profondi che ho e che con la preghiera e la lettura della Parola riscopro ogni volta, cioè di vivere il mio essere uomo, di trovare una donna con cui costruire il futuro insieme, una donna da proteggere e con cui, se Dio vorrà, crescere dei figli. Ti consiglio di partire dal rileggere la tua vita, chiedendo sempre a Dio di illuminarti. Chiediti: perchè ho queste attrazioni (e i conseguenti vizi)? quali mancanze o ferite hanno dato e danno origine a questa forma di compensazione? desidero queste attrazioni? perchè non le desidero? cos'è che nella mia vita può darmi un godimento PIENO e che sia PER SEMPRE? Cerca di riflettere su questo nel silenzio, in dialogo con Dio, nella lettura della Parola e nell'adorazione. In questo modo potrai dare un nome a ciò per cui stai combattendo, sarà ciò che ti darà forza nella prova, ciò per cui dirai di no. Questo è ciò che fino ad ora ho vissuto sulla mia pelle e che mi sta facendo camminare in avanti. Una strada che ancora non ho percorso è quella del confronto con un sacerdote con cui potermi aprire e che possa guidarmi,penso che prima o poi troverò la persona e lo spirito giusto per farlo. In ogni caso, quando mi capita di ricadere nel tuo stesso vizio cerco di non fermarmi allo sconforto e alla tristezza, cerco di andare oltre, di riassumere subito un atteggiamento positivo e propositivo. Diventa ogni volta occasione per richiedere a Dio la sua grazia, la grazia di percepire il suo amore, la grazia di riversare questo amore verso me stesso per provare misericordia verso me stesso e ripartire. Al di là di tutti i nostri sforzi è solo la grazi di Dio che può salvarci, affidiamoci a lui e abbiamo fiducia. Buon cammino!

Raffaele ha detto...

Indagare sempre più in profondità per raggiungere l'origine della propria sofferenza. Indagare alle dinamiche famigliari è come indossare i paraocchi e voler ammirare un paesaggio a tutto tondo. Dalla propria coscienza emergono sempre nuove domande che permettono di rendersi conto della limitatezza della propria visione. Io credo che l'opera degli psicologi sia oggi quella di vendere dei paraocchi di ferro, fissi intorno al capo, ma anche la psicologia "rivoluzionaria" come la cosiddetta terapia riparativa si ferma alla superficie. Cos'è la famiglia se non il riflesso dell'equilibrio sociale? Cos'è l'equilibrio sociale se non il riflesso delle decisioni del governo? Se quella che viene chiamata democrazia è in realtà una dittatura silenziosa guidata da uomini appartenenti a vere e proprie sette segrete (club Bilderberg: Monti e Letta per L'Italia) con lo scopo di privare della sovranità nazionale i singoli Stati ed imporre le leggi di una finanza manipolata? Ecco da dove viene la nostra omosessualità! Ho esposto questa tesi anche ad un Don che organizza nella mia città le conferenza sulla questione omosessuale e ne ho avuto la conferma. Solo indagando da questa prospettiva potremo ritrovarci come uomini liberi.
Queste personalità, dittatori silenziosi, non solo decidono gli equilibri socio-economici delle nazioni, ma grazie allo strumento dei media manipolano la nostra interiorizzazione della realtà, soprattutto attraverso il settore musicale e i tg. Vi siete chiesti come mai con una sincronia perfetta Obama, Merkel, Hollande (i tre vertici dell'Occidente) abbiano messo ai primi posti dei loro governi il matrimonio e le adozioni gay? La dilagante omosessualità è il risultato delle loro azioni ed è una condizione perfettamente in linea con il progetto che vorrebbero realizzare per l'umanità: persone con un nucleo dell'identità fragile e quindi facilmente indirizzabili, possibilità di controllare le nascite, relativa diminuzione della popolazione mondiale e quindi possibilità di controllo totale.

robbie17 ha detto...

Ciao.
Dite che devo amarmi. Ma come? Come?

Mi fido ha detto...

Per robbie17. Da tempo sto cercando di dare una risposta alla tua stessa domanda..che significa amare me stesso? Come farlo? Letto il tuo post, ho provato a fare questo ragionamento..mi chiedo: che significa amare una persona a cui tengo? Significa che mi piace così com'è, anche con i difetti che conosco bene, anche quando fa qualcosa di sbagliato.. Sono pronto a rimproverarla, a litigarci ma subito dopo torna tutto come prima, me ne sono dimenticato, torno a scherzarci. È una persona a cui dedico tempo, che ascolto, per cui mi sacrifico, per cui sono disposto a rinunciare a qualcosa, è una persona per cui mi dispiace se fa qualcosa di sbagliato, se si butta via, se si lascia andare,o gli succede qualcosa di brutto, una persona che vorrei vedere felice, per cui tengo al suo presente e al suo futuro, che mi dispiace se è triste, che mi fa star male se abbandona la sua integrità, se mi delude e che allo stesso tempo non voglio deludere, per cui sono disposto a fare qualunque cosa per tirarla fuori da qualsiasi situazione, CHE FAREI DI TUTTO PER SALVARLA. Questo è quello che mi è venuto in mente.Ora provo a rigirare le domande a me stesso e a chiedermi: mi piaccio così come sono, con i miei difetti e quando sbaglio? Sono pronto a rimproverarmi quando c'è bisogno per poi tornare subito a guardarmi benevolmente, con il sorriso, sono pronto a ripartire e a darmi un'altra possibilità?ho misericordia di me? Mi perdono? Dedico tempo a me stesso, mi ascolto? Ascolto i miei desideri profondi?..segue

Mi fido ha detto...

... Sono disposto a sacrificarmi e a rinunciare a ciò che so che non potrà rendermi felice per sempre?Mi dispiace se sbaglio o se mi capita qlc di brutto?O sto lì a commiserarmi? Guardo e mi lascio andare? Sto fermo ad aspettare o cerco di aiutarmi? Cerco di reagire?Sono contento di vedermi felice? Tengo al mio presente e al mio futuro?mi dispiace se sono triste?o convivo bene con la tristezza? Sto bene nell'autcommiserarazione? Mi dispiace quando anbandono la mia integrità? O rimango impassibile?Mi dispiace quando mi deludo? Cerco di non deludermi? Sono disposto a fare qualsiasi cosa per tirarmi fuori da una brutta situazione? Cosa sarei disposto a fare per salvarmi?a cosa rinuncerei?cosa farei o non farei per salvare il mio futuro, ciò a cui tengo? Ecco ogni volta che mi abbandono al caso, che non combatto, che lascio la mia vita nella mediocrità e nell'autocommiserazione, ogni volta che non cerco di migliorarmi, non mi amo.
Prova a vedere cosa significa per te amare le persone a cui tieni, quali atteggiamenti hai o vorresti avere con loro, le cose che fai o saresti dispsto a fare per loro, quali rinunce o sacrifici sopporteresti.Poi chiediti se tutti questi atteggiamenti li hai nei tuoi confronti. Ho provato a farlo in questo momento con questo post e ho trovato molti spunti di riflessione. Grazie per avermene dato l'occasione!

robbie17 ha detto...

Se c'è una cosa che mi dispiace è di non aver fatto in questi cinque anni della mia vita (12 - 17) ciò che avrebbe fatto un mio coetaneo: giocare con gli amici, sport (in cui sono sempre stato negato ma sicuramente non sarebbe andata così se mi fossi comportato diversamente), scherzi, risate e magari anche una ragazza con cui andare al cinema, alla pizzeria, a passeggiare semplicemente ... insomma cose da adolescenti.
Però mi chiedo: sarebbe stato davvero TUTTO così bello e innocente, considerando i tempi e le mode che corrono oggi?
Comunque sia mi dispiace aver perso anni preziosi per giocare, scherzare e ... divertirmi (finora mai mi sono davvero divertito, per esempio mai sono tornato a casa stanco, stremato ma allegro per aver giocato una bella e sana partitella a calcetto con gli amici).

Tuttavia ... mi sembra di vedere un lato positivo in questa faccenda: le vostre storie, i vostri cammini di cambiamento mi fanno riflettere, inoltre, semmai mi deciderò a intraprendere SERIAMENTE questo percorso, potrò fare chiarezza su di me e vivere più in pace, non so come spiegarlo.
Comunque ripeto: mi dispiace non aver sfruttato questi anni di giovinezza, magari per certi versi ancora infanzia (bhe sapete la giovinezza in cui sto entrando cioè da 18 a 23-24 anni abbondanti è ben diversa).

Non saprei. Non saprei davvero.

robbie17 ha detto...

Ok ... dopo queste settimane di depressione (in un certo senso) in cui non facevo niente per migliorarmi e mi lamentavo della mia condizione, ho deciso che è ora di reagire.
Magari la mia tendenza omosessuale sarà pure dovuta a malizia (questo è ciò che ho pensato spesso), ma ciò non mi impedisce di cambiare via. No?

Devo percorrere seriamente questo cammino di conversione iniziato un anno fa.
Devo imparare cos'è la castità.
Pregate per me.

Ciao. :)

PS: cercate su internet "A te quindicenne e ai tuoi genitori" di padre Giorgio Hoornaert SJ. È un libro sulla castità rivolto ai giovani.
Spero possa aiutarvi.

Anonimo ha detto...

x robbie17 e per tutti
Che cos è la castità?
Una virtù così bella che per ottenerla costa sacrificio e impegno!
Un modo per viverla è di stare sempre nella gioia! sempre nell'allegria! anche nei momenti di sconforto!
oh cari miei compagni di viaggio, come è dolce il sapore di questa virtù! Ti fa esplodere di vita!Coraggio!anche se si cade si riparte!
La preghiera non manchi!
un abbraccio a tutti! :)

robbie17 ha detto...

Per l'Anonimo del 22 novembre.
Ciao. Mi spieghi perché uno dei modi per vivere la castità è essere gioiosi?

Stay strong ha detto...

Ciao ragazzi, da qualche giorno mi sono imbattuto in questo forum e capire che non sono solo mi offre tanto conforto e mi dà speranza.
Come ognuno di voi combatto contro le mie pulsioni omosessuali indesiderate,ho sempre sognato di trovarmi a capo di una famiglia composta da marito, moglie e figli, ma fino a poco tempo fa credevo non fosse possibile perchè convinto di dover accettare per forza lo stile di vita gay un giorno, ma menomale che ho trovato informazioni riguardanti ex gay e tutto il resto che mi hanno aiutato a capire le origini di questa mia omosessualità, infatti è qui che entra in scena il copione comune a molti di noi, cioè quello di essere cresciuto in una famiglia dove un padre è assente o quantomeno poco presente e una madre è ossessiva e protettiva.
Il rapporto con mio padre purtroppo è stato compromesso da vari elementi, prima di tutto era ed è fuori quasi tutto il giorno per lavoro, quindi io passavo molto più tempo con mia madre, poi mamma scoprì che la tradiva con la nostra vicina di casa e questo compromise l'equilibrio della nostra famiglia quando avevo all'incirca 7 anni, litigavano in continuazione, giorno e notte sentivo porte sbattere, parolacce e urla. tutto questo continuò fino ai miei 13 anni, non si sono mai lasciati, ma sei anni di litigi non sono pochi e di conseguenza io cominciai a nutrire una mancanza di fiducia e fratellanza, forse anche un pò di odio nei confronti di mio padre, veder soffrire mia madre mi fece pensare che tutti gli uomini forse erano come lui, e magari io cominciai ad allontanarmi da lui, e dalla figura maschile in generale. All'età di 14 anni tornò il sereno nella mia famiglia, almeno così pensavo fino a quando una notte sentii mio padre parlare al telefono con la sua amante, ancora lei!! non dissi nulla a mia madre, cominciai a soffrire io al posto suo, volevo preservare l'unità familiare, ma nello stesso tempo mi sentivo in colpa, una parte di me si sentiva complice di mio padre, pensai di affrontarlo, ma avevo paura della reazione di quest'uomo che viveva con noi, ma che conoscevo davvero poco.

Stay strong ha detto...

parte 2- Altri fenomeni che avranno caratterizzato questo mio orientamento sono stati i rapporti che mio padre aveva coi miei cugini, sembrava un altro quando parlava con loro, avevano un sacco di argomenti di cui discutere, mentre io non riuscivo mai a trovare un punto di incontro, se provavo ad inserirmi nei loro discorsi mi zittiva perchè ovviamente ero un damerino e non potevo capire un bel niente di motori, cominciai ad invidiare i miei cugini e la mia autostima e sicurezza (componente fondamentale in un uomo) cominciò a calare notevolmente, finchè mi sentii inferiore a tutti gli altri ragazzi. Al di fuori dell'ambiente familiare c'era la scuola, e anche lì avevo problemi ad inserirmi nel gruppo dei pari, la mia diversità era troppo evidente, troppo delicato, pauroso, timido, sensibile e (come non faticavano a ricordarmi tutti i santi giorni)effemminato, poi arrivò il liceo, nonostante tutti questi fenomeni e queste pulsioni, nei miei sogni mi vedevo sempre come un padre di famiglia e mentre provavo attrazione fisica per i ragazzi, mi innamoravo delle ragazze, cercai di nascondere un pochino la mia femminilità assumendo atteggiamenti più maschili, ma non sempre funzionava, chi era troppo attento se ne accorgeva e senza scrupoli me lo faceva notare, come se non lo sapessi già, tutto ciò mi faceva stare male, un altra batosta alla mia mascolinità arrivò coi primi rifiuti delle ragazze, mi sentivo sempre meno virile e inferiore agli altri. Anche alcuni miei cugini mi prendevano in giro, al mio passaggio mimavano atti sessuali o se sedevano accanto a me a tavola mi accarezzavano chiedendomi se mi piaceva, ero più piccolo di loro, mi mettevano paura e mi limitavo ad allontanarmi, ogni tanto mi lanciavano qualche battutina anche in presenza dei miei, che sorridevano imbarazzati facendo la parte di chi la prende sul ridere ma sapendo bene dove volevano andare a parare.continua...

Stay strong ha detto...

Parte 3- A 19 anni ebbi il mio primo rapporto sessuale con un uomo, aveva 27 anni, lo conobbi su internet e dopo uno scambio di numeri telefonici e qualche sms mi ospitò a casa sua, poche chiacchiere e subito a letto, godevo, gli parlai delle mie pulsioni indesiderate e lui mi disse che era dovuto all'influenza mediatica, perchè siamo abituati a vedere in tv, in radio e sui giornali quasi sempre coppie etero e quindi quello che provavo per le donne era solo un qualcosa di platonico. A letto mi costrinse a fare cose che non avrei voluto fare, rimasi malissimo, mi sentivo sporco, non mi sembrava giusto essere trattato in quel modo, sul suo profilo facebook trovai delle foto in cui era stato ospite di varie trasmissioni televisive, cercai su google e trovai queste comparse in noti programmi della tv nazionale durante le quali lui si batteva per diritti gay e quant'altro...parlava di diritti, ma mi trattò come la peggiore delle prostitute!! è questo il mondo gay? se si non biasimo tutti voi e me per aver scelto di non farne parte...mi astenni per un pò dal sesso finchè non arrivò un altro uomo, aveva l'età di mio padre, operaio come lui e questo mi piaceva tanto, ci sentimmo per mesi in chat, quando ci incontrammo dovevamo solo conoscerci, ma lui volle arrivare subito al dunque, decidemmo di fare sesso, eravamo nella sua auto, dopo quel giorno non l'ho più rivisto nè sentito, mi sentii ancora più sporco e usato, nel frattempo sentivo altri uomini, ce n'era uno in particolare che mi piaceva, era un militare, ci vedevamo in webcam, aveva moglie e figli, mi chiamava "figlio mio", era paterno, ma quando cominciò a parlare del trattamento che mi avrebbe riservato mi ricordai delle esperienze precedenti e chiusi prima ancora di vederci, arrivò un altro uomo, aveva 45 anni, lo ospitai a casa mia, fu più carino degli altri, ma quella volta fui io a non farmi più sentire dopo averlo usato...stavo cominciando a diventare come gli altri, stavo per entrare nello stile di vita gay che avevo conosciuto? continua...

Stay strong ha detto...

parte 4-Guardandomi allo specchio provavo solo schifo, in tutta la mia vita ho avuto si, pochi rapporti sessuali, ma tutti con persone diverse, IO non sono questo mi dissi, non lo voglio...mi astenni di nuovo.
Nel frattempo il mio rapporto con la fede si era azzerato, cercavo di trovare risposte nel neopaganesimo, una religione che mi faceva sentire accettato, libero, ma ancora non ero felice, una sera ad una festa conobbi una ragazza, mi perdevo nei suoi teneri abbracci, ricordo solo che il giorno dopo mi mancava (tanto per citare una nota canzone), adesso ci stiamo conoscendo, studia lontano da qui, ma presto tornerà da me...finalmente qualcuno mi ha fatto sentire uomo, poi è ritornata la fede, il neopaganesimo ti porta a praticare rituali, spiritismo e stregoneria senza recare danno ad altri, ma che comunque cozzano con l'insegnamento di Dio, infatti un giorno, 3 settimane fa di preciso cominciai ad avvertire qualcosa di strano, mi sentivo sollevato, era come essere avvolti in un abbraccio materno, sapevo bene di cosa si trattava, ma non riuscivo a spiegarlo, cominciai a piangere preso da spasmi, le urla richiamarono l'attenzione dei miei che si spaventarono a morte, scaricai tutto, non riuscivo a parlare, o meglio, le uniche parole che vennero fuori dalla mia bocca furono: "devo andare in chiesa", da lì ho preso a seguire di nuovo la santa messa e sto meglio, su internet leggo di esperienze di ex gay e terapie riparative che mi hanno fatto trovare risposta a molti punti che vi ho elencato sopra, l'erotismo nei confronti degli uomini comincia a calare, anche se ogni tanto viene fuori, ma resisto alle tentazioni e mi concentro sulla preghiera e focalizzo i miei interessi sulla mia ragazza, ignara di quanto mi sta dando!!...sono 3 settimane che non mi masturbo e non guardo video hard, mi sento bene, so che se voglio posso farcela, sto cercando di recuperare i rapporti con mio padre, che ancora sta con mamma e ha smesso di tradirla, è più facile di quanto sembra e riesco perfino a giustificare le sue vecchie debolezze, mi concentro sulle amicizie maschili, fra non molto un compagno di studi mi ospiterà a casa sua, e per me è come uno dei tanti check point che mi daranno il tempo necessario per raggiungere il mio traguardo e diventare l'uomo che ho sempre sognato di essere...ce la faro? consigli?

Mi fido ha detto...

Per Stay strong
Penso che ci ci sia molto da imparare piuttosto che da consigliarti! In ogni caso,per quanto riguarda pornografia e masturbazione, la mia opinione è contenuta nel post che ho pubblicato il 26 agosto 2013 che tuttora sostengo pienamente. Il rischio di ricadere è sempre in agguato e colpisce proprio nel momento in cui pensiamo di essere al sicuro. Per quanto mi riguarda, ho imparato che devo sempre essere umile con le conquiste che raggiungo e attribuire il merito alla Grazia di Dio. Mi rendo conto che nulla posso senza la sua Grazia. Spesso mi basta un niente, qualcosa che va storto, qualcosa che non va come mi aspetto, qualche delusione o problema per ritrovarmi nelle vecchie abitudini senza nemmeno rendermi conto. Questo perchè sono centrato su me stesso, sulle mie forze, sui miei stati d'animo invece che su Dio. E' importante vivere con la certezza di essere suoi figli Rimaniamo sempre suo figli e amati, il peccato e l'errore sono altro da noi. Per questo è importante lodarlo ogni giorno per la sua benevolenza e non scordarci mai di ringraziarlo ogni giorno, perchè se riusciamo a perseverare è prima di tutto per la sua Grazia.
Per quanto riguarda la tua relazione spero proprio che vada avanti se senti che sia una ragazza a cui riesci a donarti gratuitamente. In questo, parlo in base alle convinzioni da me maturate, è importante capire che la relazione con una ragazza è uno dei tanti aiuti che possiamo avere in questo cammino, proprio per scoprire la bellezza della diversità della donna. L'importante è che non diventi l'unico motivo, o meglio il motivo centrale alla base del nostro cammino. Cosa faremmo se per caso la relazione dovesse interrompersi per qualche mragione? Motivazioni più profonde è importante che ci siano come quella che dici di voler raggiungere la pienezza di essere uomini, di riconoscerci e maturare come tali. Stiamo uniti, buon cammino!

Anonimo ha detto...

Ciao. Nonostante siano molti anni che seguo le attività di Obiettivo Chaire, è la prima volta che entro in questo blog. Nel percorso dalche anno fa si parlava della zoppia di Giacobbe, che dopo aver combattuto con l'Angelo rimase zoppo tutta la vita. Lo dico perché non dobbiamo dimenticare che la lotta è costante, che le nostre ferite saranno sempre con noi, ma che ce la possiamo fare, se non abbiamo la presunzione di potercela fare da soli. Attenzione, però. La Verità nella quale dobbiamo vivere ci impone di aprirci, nei modi e nei tempi dovuti, alle persone alle quali ci leghiamo, senza nasconderci dietro l'alibi della vergogna o nella paura di perdere le persone alle quali ci leghiamo. Dobbiamo saper costruire dei rapporti nuovi, veri, non "aggrapparci" a dei legami che sarebbero, altrimenti, delle stampelle, degli alibi o dei surrogati. Siamo sempre deboli. Ma San Paolo ci dice che siamo forti proprio quando siamo deboli, e nemmeno a lui è stata tolta la spina dal fianco. Lui gli ha chiesto di saperci vivere, ricorrendo all'unico aiuto che davvero ci salva.. Ma nella Verità, nel riconoscere che solo la Luce della Fede e l'umiltà di chiederlo ci rende forti, ci dona la Grazia di potercela fare.

Anonimo ha detto...

X stay strong
Certo che ce la fai!Ricorda tu sei il padrone delle tue scelte e delle tue azioni. Questa sofferenza offrila a Dio! anche la situazione familiare,tutti i tuoi dispiaceri,tutte le tue inettitudini, dai tutto a Dio!e anche se cadi Lui sarà sempre vicino a te per dirti : Coraggio figlio mio!Io ti amo e ti amerò per sempre!Io nn ti lascerò mai!
Nelle scelte e nelle tentazioni affidati a Gesù!fidati di Lui e con Lui sorpasserai le più violente tempeste!
Coraggio!non aspettare!
un abbraccio

Anonimo ha detto...

x robbie17
sono l'anonimo del 22 novembre.Mi chiedi perché uno dei modi per vivere la castità è essere gioiosi.
Ecco la risposta è che la castità rende GIOIOSI. Chi è GIOIOSO (nel vero significato della parola)significa che fra le molte virtù è anche casto. Essere casto non significa non avere rapporti sessuali, gli sposi, dunque entrambi i coniugi, sono chiamati alla castità per esempio, questo significa che entrambi nei loro rapporti intimi devono essere aperti alla vita senza inutili lussurie,giochi erotici o quant' altro. Quando ciò avviene il sesso diventa qualcosa di Bellissimo e puro che unisce due corpi in un'unica carne, Marito e Moglie diventano La Carne per generarne una terza: un'altra vita! :)

fr Max ha detto...

Un abbraccio a tutti.

FARE DELLE SCELTE - Hermann Hesse
“Tutti noi ci troviamo spesso a dover scegliere.
Tutta la nostra vita è caratterizzata dalle scelte che abbiamo fatto e sarà segnata da quelle che faremo.
Allora, poiché dalle scelte che opereremo dipenderà il nostro futuro e la nostra felicità, sarà, forse, opportuno cominciare a porci il problema di come si debba operare una scelta. Così come quando, in montagna, ci si trova davanti ad un bivio, è necessario, per poter decidere la strada da prendere, conoscere la propria meta e alcune nozioni basilari di topografia,
allo stesso modo, nella nostra vita, prima di effettuare una scelta, dobbiamo capire ciò che vogliamo realmente, le conseguenze e i rischi con cui dovremmo misurarci.
Per capire cosa realmente vogliamo, dobbiamo fare silenzio dentro di noi. Dobbiamo imparare ad ascoltare il nostro cuore.
Purtroppo, oggi, riusciamo, difficilmente, a ritagliarci un momento per comprendere se stiamo agendo trascinati dalla rumorosa realtà, che ci circonda, o se abbiamo preservato il nostro io da questa frenesia dilagante.
Talvolta, infatti, ci troviamo ad agire non perché questo sia il nostro volere, ma per seguire degli amici, delle mode, senza aver ben riflettuto su ciò che stiamo per fare.
Perciò, attenzione a non lasciare atrofizzare la propria coscienza e a mantenere sempre vivo quel dialogo interiore che ci permette di capire se ciò che stiamo compiendo è giusto o sbagliato.
Se così opereremo le nostre scelte e se sapremo perseverare nel nostro obiettivo, nulla ci potrà impedire di raggiungere la meta.
C’è una virtù che amo molto, l’unica. Si chiama tenacia.
Delle molte virtù di cui leggiamo nei libri e di cui sentiamo parlare i maestri, non so che farmene. E d’altro canto tutte le virtù che l’uomo si è inventato potrebbero essere raccolte sotto un’unica denominazione: virtù significa obbedienza. Solo che c’è da chiedersi a chi si obbedisce. Anche la tenacia è obbedienza. Ma mentre tutte le altre virtù, tanto amate e lodate, sono obbedienza a leggi imposte da uomini, la tenacia invece non si inchina a queste leggi. Chi è tenace obbedisce infatti ad un’altra legge, una legge particolare, assolutamente sacra, la legge che ha in se stesso, il “tener fede a se stesso”.”

Dio vi benedica
Fr Max

ASM ha detto...

Caro Fra Max,
mi rivolgo a te come rappresentante della Chiesa, anche se so che sei solo un umile frate, ma sei l’unico qui che si interessa di noi invisibili…perdonami quindi se le mie frasi ti potranno suonare un po’ dure, non è niente di personale anzi…
Ma perché tu possa davvero aiutare le persone come noi è bene che tu abbia ben chiare alcune cose oltre ai documenti ufficiali su questo tema
Dapprima alcune premesse:
per quanto mi riguarda non pretenderò MAI e nemmeno lo vorrei mai, che la Chiesa si pieghi su questo argomento e riconosca le unioni omosessuali perché andrebbe contro la Parola DI Dio (Antico e Nuovo Testamento) che sull’argomento mi sembra molto chiara aldilà delle forzature che qualcuno ha tentato di fare
La Parola di Dio ci rivela anche chi è Dio e riprendendo le parole di Giovanni, dichiara molto sinteticamente che Dio è Amore…
Infine come ben saprai ogni persona ha la sua storia personale, con il proprio vissuto, le proprie ferite e la propria coscienza.
E questa è la mia storia…
Io non ho mai messo piede in un locale gay, nemmeno per sbaglio e non per finto “puritanesimo” ma perché non mi è mai interessato e non mi interessa ma di certo non mi metterò a puntare il dito su coloro che invece sono assidui frequentatori..
Non ho mai guardato film o immagini pornografiche per il semplice motivo che non ne traggo nessun piacere anzi mi procurano piuttosto un profondo fastidio interiore, un po’ come quando ci si imbatte in un grosso insetto peloso, tipo un ragno o uno scarafaggio, una blatta che so…

Perché ti dico queste cose? perché molti purtroppo pensano che il disturbo omosessuale sia qualcosa che riguardi la sfera sessuale, di conseguenza molti sono perciò anche convinti che il più grande problema degli omosessuali sia la castità, per questo anche i documenti ufficiali della Chiesa e devo dire con una certa pedanteria, non fanno che ribadire il medesimo concetto, ovvero l’assoluta immoralità dell’atto omosessuale, distinguendolo però dal comportamento omosessuale che resta in ogni caso “intrinsecamente disordinato”.
Detto questo io ti parlo da donna e certamente il problema della castità sarà più sentito per un uomo, in ogni caso sono certa e saprai anche tu, che nemmeno per gli uomini sia unicamente una questione di sessualità deviata, di ricerca di piaceri sessuali malsani, insomma di depravazione tout court…quest’ultima infatti è qualcosa che riguarda non solo gli omosessuali ma anche molti etero…
Quello della castità non è il tormento su cui si deve scontrare colui che ha pulsioni omosessuali, l’atto sessuale infatti è solo il compimento di un percorso molto più complesso e tortuoso, che attraverso la sfera psichica passa principalmente per non dire esclusivamente nella sfera affettiva per installarcisi come una pianta dalle lunghe radici, …Come credente ritengo poi possibile che la sfera spirituale venga anche coinvolta, in alcuni casi anche marcatamente, di certo, si sa il maligno attacca la fortezza là dove ci sono delle crepe o dove le mura sono più basse.. ma su questo argomento tu ne saprai molto più di me…

ASM ha detto...

Ora io mi domando, perché aldilà del ribadire, da parte della Chiesa, di quanto l’omosessualità sia brutta sporca e cattiva, non c’è però nessuna reale iniziativa di aiuto (tranne poche realtà e di dubbia utilità) rivolta a chi vive con disagio questa condizione, o perché no? Rivolta a gentori di ragazzi omosessuali… ti sarai accorto frequentando questo forum, che noi non facciamo outing perché non siamo orgogliosamente omosessuali, e mi domando appunto prima che ciò avvenga, per sfinimento in certi casi, dov’è la comunità cristiana, dove sono i pastori del gregge? dov’è la carità!?!MA soprattutto fino a quando, chi si occupa di pastorale per le persone con orientamento omosessuale, nelle facoltà teologiche, nei seminari, fino a arrivare al parroco di campagna, non si dirà chiaro e tondo che NESSUNO SCEGLIE DI ESSERE OMOSESSUALE, la Chiesa non riuscira’ non solo a riportare all’ovile nessuna pecorella smarrita ma anzi ne continuerà a perdere ancora molte per strada…
Mi dispiace caro fra’ Max, ma non è questione di tenacia o di forza o di carattere, sì anche, ma è riduttivo pensare che l’orientamento omosessuale è questione solo di forza di volontà, non siamo macchine e tanto meno soldati, abbiamo un problema di affettività ferita, abbiamo dei blocchi emotivi potentissimi che ci impediscono di “innamorarci” di persone dell’altro sesso…con questo non voglio dire che non si possa cambiare, altrimenti avrei sbagliato forum, ma che certamente non se ne esce con la semplice buona volontà, e se uno pensa che questa basti, si tenga pronto a doversi presto ricredere…
In ultimo noi dobbiamo combattere contro le Potenze, i troni e le dominazioni e soprattutto quel leone ruggente che si aggira e non aspetta altro che il momento migliore per sbranarci, ma questi rischiano di avere la meglio su di noi, e non perché abbiamo ceduto o ci siamo rammolliti nella preghiera (e può capitare) ma soprattutto perché siamo stati lasciati SOLI, chiusi nel nostro armadio, insieme a tutti cocci della nostra vita fatta di silenzio e di emarginazione, ma soprattutto di incomprensione totale spesso anche da parte di chi dovrebbe saper curare le anime come il Maestro ha insegnato..e con quella famosa medicina potentissima che si chiama AMORE, sì anche noi omosessuali o ex omosessuali o omosessuali pentiti ne avremo tanto bisogno…più ancora delle preghiere di liberazione, degli esorcismi e dei sermoni..

Geremia ha detto...

Grazie ASM... ti sono vicino, e condivido in pieno il tuo vissuto, la tua battaglia e anche la tua rabbia per i momenti in cui ti sei sentito solo...
E' vero! NON E' SOLO QUESTIONE DI VOLONTA'! DICIAMOLO NOI, CON FORZA!
E' una battaglia di carne e sangue... una lotta terribile contro la propria volontà di agire nel Bene.
Io so cosa intendi...

Davvero, dobbiamo lottare insieme affinchè la Chiesa possa gridare con forza, senza paura che c'è speranza anche per noi!
Credimi, ASM, ci sono tanti sacerdoti che si fanno in quattro per noi, che dietro le quinte ci assistono... il mio padre spirituale mi è stato mandato dal cielo e fa tantissimo per me.
Credimi... ci sono anche gruppi e associazioni che assistono specificamente persone con pulsioni omosessuali. Purtroppo è vero, i fumi di Satana si sono infiltrati nella Chiesa e c'è confusione, dispersione, paura e la Chiesa talvolta non grida con forza come dovrebbe, ma chi fa c'è...
Se hai bisogno chiedi e cercherò di darti indicazioni.
Ti abbraccio in Gesù!

blukover ha detto...

Ciao a tutti!
Conosco questo blog da molto tempo, da quando nel 2008 ho deciso di intraprendere il mio cammino di cambiamento. Ho scritto diversi post, poi c'è stato un periodo in cui sono stato completamente assorbito da altre faccende della mia vita e non ho continuato a seguire la vita di questo bellissimo spazio web.
Da quando ho cominciato il mio percorso ci sono stati molti cambiamenti, per cui anche se la strada è lunga vi dico di non scoraggiarvi perchè il cambiamento è assolutamente possibile. Nel 2010 mi ero innamorato di una ragazza che purtroppo non ricambiava; nonostante il dispiacere, però, ho vissuto a testa alta quel rifiuto, che non mi ha ferito (al contrario di tutte le esperienze omosessuali, reali o virtuali). Tutt'oggi io e quella ragazza siamo buoni amici e non è poco.
Come dicevo, dopo quel rifiuto ci sono stati diversi episodi nella mia vita che mi hanno destabilizzato, e senza accorgermene mi ritrovo a fruire di nuovo di pornografia e chat gay, per fortuna senza mai desiderare incontri diretti, sapendo per esperienza che non mi avrebbero giovato. Col passare dei mesi questa cattiva abitudine si consolida: come avessi i paraocchi ogni volta che sento desiderio di provare piacere sessuale mi connetto ai soliti siti e finisco per masturbarmi. Solo negli ultimi giorni mi sono posto realmente il problema di cosa diamine stessi combinando nella mia vita, di quanto questo comportamento non mi porti a niente di buono. Per cui pochi minuti fa ho cancellato i profili che avevo creato su alcuni siti e provo ad astenermi. So che sarà dura e forse fallirò, ma se non provo fallisco di sicuro.
Ho deciso di scrivere un post per confrontarmi con voi, con la vostra esperienza soprattutto nella masturbazione, che per me sembra essere uno degli ultimi fili che mi lega al mondo omosessuale.
Vi mando un grande e caloroso abbraccio di incoraggiamento,
Blukover

Stay strong ha detto...

Caro blukover
So esattamente cosa vuol dire quello che provi, io ora ho conosciuto una ragazza, ed è grazie a quello che provo per lei che non sento più l'esigenza di ricorrere a masturbazione o pornografia, dalle quali mi astengo con successo e grazie a dio da circa due mesi.
Se riesco meglio di qualcun altro in tutto ciò è dovuto magari al fatto che per fortuna la mia vita omosessuale non è stata molto movimentata, ho avuto solo 3 rapporti tra i 19 e i 21 anni che come esperienze non sono state neppure piacevolissime.
Io ho scoperto che si può cambiare da pochissimo, mi sto impegnando tanto, la preghiera mi aiuta molto, la storia d'amore che vivo pure riesce a dare il suo bel contributo, grazie ad essa infatti mi sento più maschio, perché la mia ragazza non fa che dirmi quanto mi trova UOMO. Adesso mi trovo al punto in cui (da poco più di una settimana), l'attrazione verso gli uomini è calata notevolmente, il livello è minimo, ma non credo di riuscire ancora ad avere un rapporto completo con la mia ragazza...un po' di volontà e spero di riuscire a diventare quello che vorrei essere.
Quando stai per cadere in vecchie abitudini, ti consiglio di pensare a quello che vorrai diventare, alla famiglia che vorrai ecc...e ti domanderai "ne vale la pena?"
vedrai come sarai capace di spegnere la tentazione.

Mi fido ha detto...

Ciao a tutti, è un po' che non scrivo nel blog..ma il mio cammino va avanti! Ormai è più di un anno che ho cominciato ad affrontare il problema relativo alle attrazioni omosessuali indesiderate. In questo tempo ho indagato me stesso, la mia storia, cercando di capire da dove derivassero le mie pulsioni. Mi sono scontrato con i miei limiti, le ferite, le debolezze, le scelte sbagliate. Crescendo con la preghiera in un rapporto di verità con Dio ho più volte sperimentato che significa la Grazia di essere libero dalla schiavitù della pornografia e della masturbazione. In questi momenti di libertà gusto il mio essere uomo maturo, capace di scelte consapevoli, orgoglioso di sacrificare il godimento immediato per lavorare ad un progetto di vita, come può esserlo una famiglia. Non sono fidanzato, ma credo che lavorare ad un progetto del genere inizi da più lontano. Anche la semplice attesa di una donna nella mi vita è lavorare a questo progetto. Prepararsi ad accogliere è esso stesso cominciare a costruire. Penso che questo momento di attesa, in cui mi viene chiesto di pazientare, mi viene donato proprio per prepararmi al meglio a quello che verrà. Mi viene data la possibilità di affrontare con lucidità i miei problemi, le mie dipendenze ed i miei vizi. Ho la possibilità di ripulire la mia vita da cattive abitudini, mi viene data la possibilità di fare spazio e ordine per essere pronto a ricevere.
Per questo, dopo aver fatto il possibile da solo, cercando in Dio forza e luce, mi sono reso conto che mi serviva qualcosa in più. Mi sono reso conto che da solo più di quello che avevo fatto non riuscivo a fare. Ho capito che dovevo mettermi in gioco, dovevo scoprire il fianco e aprirmi con qualcuno che potesse aiutarmi, qualcuno attraverso cui Dio potesse raggiungermi ed operare quanto da solo non potevo. Per questo, è da un po' di settimane che mi sono rivolto ad un frate per poter essere aiutato. Ho scelto di fare il salto nel buio che da tanto tempo volevo fare senza aver trovato fino ad allora il coraggio. Il confronto è cominciato da poco e piano piano mi sto aprendo per poter scendere alla radice del problema. Si tratta di un atto di fiducia e di speranza che mi riempie di gioia! Chiediamo aiuto, perchè tutto da soli non possiamo fare! Dio ci parla e ci aiuta anche attraverso le persone che ci fa incontrare nel nostro cammino. Ognuno di noi abbia il coraggio e l'umiltà di cercare e di bussare! Vi saluto e vi abbraccio

Viaggiatore Senza Dimora ha detto...

Parte I
Ciao a tutti! Volevo condividere con voi la mia storia, sperando che possa servire da spunto di riflessione e confronto. Sono un ragazzo di poco più di 20 anni e da un po' di tempo faccio i conti con queste pulsioni omosessuali indesiderate. Sono cresciuto in una famiglia ed in un clima famigliare che potrei definire tranquillo e sereno. Tuttavia a partire dai 10 anni ho avuto un po' di problemi ad integrarmi nel mondo maschile, a sentirmi alla pari con gli altri ragazzini. Questo comunque non mi importava e continuavo a vivere tranquillamente la mia vita, nell'affetto della mia famiglia e passando più tempo con le bambine piuttosto che con i bambini. Quando poi sono entrato nella fase di adolescenza, credo che questo distacco dal mondo maschile abbia causato le mie attrazioni omosessuali. Non mi sentivo molto integrato nel mondo maschile, eppure mi sentivo lo stesso un uomo e mi piacevano le ragazzine. Timido ed estremamente sensibile ho continuato sulla mia strada, reputandomi comunque un eterosessuale per quanto avessi sporadicamente pulsioni omosessuali che talvolta realizzavo con l'atto della masturbazione. Dopo la realizzazione dell'atto ritornavo in me, pensando che per quanto mi fosse piaciuta quella fantasia non riuscivo ad immaginare la mia vita con un uomo e non mi sono mai innamorato di ragazzi. Quelle pulsioni andavano contro la mia idea di un futuro in cui mi vedevo padre di famiglia, con una moglie e dei figli. Eppure erano lì e ogni tanto riemergevano, ma continuavo ad ignorarle. Non ricordo bene di aver avuto molto accanto mio padre in quel periodo cruciale dello sviluppo sessuale. Lui è sempre stato molto affettuoso nei miei confronti, però crescendo credo si sia distaccato un po'. Non so se per colpa mia, sua o se ci sia stato un motivo particolare. Però non voglio fare di questo una colpa, ha sempre fatto del suo meglio per me.
Per alcuni anni, durante il liceo, fui innamorato di una compagna di scuola, e con lei mi fidanzai anche, nonostante la nostra storia durò poco. Ero davvero innamorato però e soffrii tanto. In quel periodo le pulsioni erano passate in secondo piano e non avevano importanza.
Il mio declino più grave, la mia caduta (le chiamo così, quei cedimenti alle pulsioni) più grave la ebbi quando a 18 anni mi affacciai al mondo della pornografia. Iniziai a vedere video eterosessuali, ma la curiosità era troppo forte e mi spinse verso quel mondo che mi ero sempre proibito di considerare: l'omosessualità. Partì quindi un circolo vizioso e cominciai a fare uso di quel tipo di pornografia. Non ero mai soddisfatto, sempre alla ricerca dei video più promiscui, più improbabili. Mi feci quindi delle domande e con grande sofferenza dovetti ammettere a me stesso di essere omosessuale. Le attrazioni che avevo avuto fino a quel momento per il sesso femminile erano state sempre lievi, per quanto la mia unica ragazza mi attraesse davvero fisicamente e avrei voluto fare l'amore con lei. In quel periodo di buio quelle attrazioni eterosessuali erano pressocchè scomparse e mi rimaneva solo di accettare la mia omosessualità. Fu una cosa difficile ed estremamente dolorosa, avrei dovuto rinunciare a quello che avevo sempre progettato, desiderato, che mi avrebbe reso felice. Ero molto credente ed ovviamente tutto ciò andava contro i principi di Dio e della Chiesa. Cercai di farmene una ragione: ero nato così, Dio mi aveva fatto così e mi avrebbe voluto bene lo stesso. Eppure non ce la facevo, una parte di me era lì a ribellarsi a quella condanna. Per me lo era, una condanna.

Viaggiatore Senza Dimora ha detto...

Parte II
Pregai a lungo e tanto perchè Dio mi liberasse, perchè mi aiutasse e mi rendesse un VERO UOMO, come Lui stesso ci ha creati. "Perchè", pensavo, "Dio non mi trasforma di nuovo in eterosessuale? Sarebbe la sua volontà, sarebbe seguire la sua via!". Non lo faceva. Non rispondeva alle mie preghiere, rimaneva muto, in silenzio. Ero completamente solo e non ero mai sceso così in basso. Quei video mi tormentavano, erano una droga. Mi chiedevo se essere omosessuale significasse proprio quello che stavo vivendo. Pensavo che avrei passato la mia vita così. Cominciai a cercare su internet modi per "guarire dall'omosessualità", quasi fosse una malattia. Lo era, la mia, una malattia. Incappai in siti improbabili e pratiche improbabili, lessi di scuole di riorientamento basate su pratiche quali mostrare foto di donne nude, impedire il contatto interumano tra uomini e cose simili. Mi sembrò una cosa assurda. Poi capitai su questo blog, grazie a Dio! Cominciai a leggere le teorie di Nicolosi e più andavo avanti più mi riconoscevo. Ero quel bambino immaturo, a disagio tra gli uomini, che non si sentiva all'altezza, la cui unica reazione possibile di fronte ad un mondo che non gli apparteneva e che desiderava era l'attrazione sessuale. Questo blog mi aveva fornito un'alternativa, mi aveva fornito una speranza, risposte sensate a quelle pulsioni indesiderate.
Cominciai il mio percorso di guarigione, era bellissimo! Avevo ritrovato di nuovo me stesso e cominciavo ad amarmi nuovamente, ad amare la vita e chi mi stava attorno. Cominciai poi l'università e mi innamorai di una collega: era di nuovo l'Amore sincero e vero, quello che avevo sperimentato in passato e che mi faceva sentire Uomo. Non fui corrisposto ed ebbi una piccola delusione. Caddi di nuovo, per pochissimo tempo, nella pratica della pornografia. Tuttavia mi rialzai ed andai avanti. Continuo ad andare avanti tutt'ora, sebbene abbia alti e bassi. Non ho sconfitto definitivamente queste attrazioni, ho dei momenti bui in cui mi perdo completamente.
Ho capito di provare attrazione verso quegli uomini sicuri di sè, spavaldi, a proprio agio con la loro sessualità e virilità, che si amano ed amano i propri amici, li trattano come fratelli, li considerano alla pari.
Questo è proprio quello che non vedo in me: virilità, amor proprio, sicurezza e sintonia col proprio corpo e con la sessualità.
Ho incontrato nel corso di questi anni degli amici fantastici, uomini, eterosessuali. Conoscono molto di me, eccetto questa mia debolezza. Essere trattati alla pari, spronati, gli abbracci sinceri e le attività svolte insieme a loro mi fanno sentire bene. Eppure a volte sento l'attrazione verso alcuni di loro, quando sono un po' giù di morale e magari fanno qualcosa che mi mette a disagio perchè è un'ostentazione della loro virilità ed io mi sento inadatto, uno schifo.
Volevo dire anche che mi sono allontanto dalla Chiesa e da Dio. Credo che in fondo qualcosa di più esista, in questa vita... Però per motivi personali voglio ritenermi una persona libera e priva di condizionamenti. Voglio sperimentare la vita e capire cosa mi fa bene e cosa mi fa male. E le attrazioni omosessuali, che Dio esista o meno, a me fanno male, non rappresentano quello che voglio essere e mi allontanano dalla mia vera essenza.

Viaggiatore Senza Dimora ha detto...

Parte III
Non giudico le persone omosessuali. Se vivono bene, fanno bene a continuare ad esserlo! Credo che la vita vada vissuta facendo ciò che fa stare bene, è una sola... Per me l'omosessualità, ed evidentemente per tutti quelli che seguono questo blog, è qualcosa di logorante, qualcosa che demolisce il corpo e lo spirito. Per cui facciamoci forza ed andiamo avanti nel nostro percorso... Riprendiamoci la nostra essenza di Uomini, Uomini Veri!
Vorrei essere un Uomo, in tutto quello che la parola significa. Vorrei poter essere a mio agio con me stesso, con gli altri uomini, per sempre. Vorrei ad esempio andare in palestra e non avere paura di fare la doccia lì, caso mai mi venga un'erezione!
Abbracciare un uomo fraternamente e sentirne l'affetto sincero è una cosa bellissima. Sono riuscito a provare questa sensazione e dà molto di più che un abbraccio impacciato, a disagio, con quel briciolo di attrazione fisica che da fastidio...
Mi rendo conto in maniera evidente, che queste attrazioni per me sono logoranti, quando mando un messaggio ad un amico e nel scrivergli "ti voglio bene" provo un'eccitazione perversa. Si può provare qualcosa di così subdolo per parole così belle? Lo stesso mi capitava con gli abbracci ed i momenti in cui c'era più intimità e confidenza. Fortunatamente mi capita sempre meno. Scrivere "ti voglio bene" sentendolo veramente col cuore e non con il disagio dell'attrazione è una sensazione molto positiva.
Spero di riuscire a sentire sempre più col cuore e meno col disagio e la vergogna. Purtroppo è una cosa non troppo semplice, è più facile abbandonarsi alla reazione di attrazione che non valutare veramente i sentimenti in quel momento. Misti al disagio e alla vergogna mi capita di provare anche odio, per le persone che mi attraggono. Odio perchè sono così sicuri di loro, così virili e naturalmente integrati nella loro natura di Uomini che provo invidia. Chissà se un giorno questo mio cammino finirà definitivamente, se incontrerò la mia Lei, se sarò felice. Porto avanti questo cammino più per me stesso che per perseguire un obiettivo. Che io mi fidanzi, mi sposi, abbia una famiglia non posso darlo per scontato. Magari non succederà mai. Però voglio vivere da Uomo, per lo meno, per me stesso! Perchè mi fa stare bene.
Spero di aver arricchito un po' la vostra vita. Buon cammino a tutti. Non sprechiamo la nostra vita, non nascondiamo dietro l'inadeguatezza, facciamoci coraggio e viviamo da Uomini.
Un abbraccio!

Viaggiatore Senza Dimora ha detto...

Eccomi di nuovo. Volevo lasciarvi il mio indirizzo email e il mio contatto di facebook, se vi va di parlare, di scambiare opinioni e punti di vista...
Email: uomo.libero.in.rinascita@hotmail.it
Facebook: mi chiamo James Wanderer, é un profilo fittizio. La foto profilo é quella con tre sassi impilati uno sopra l'altro.
Ogni sera credo di poter controllare questi account.
Un saluto a tutti!

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, finalmente sono capitato nel blog perfetto. Innanzitutto volevo ringraziarvi moltissimo e fare i complimenti al "gestore" del blog. GRAZIE. Ora veniamo a noi... Volevo chiedere un consiglio per avere chiarezza su un po' di cose... Ho 17 anni quest' anno, per precisare. Girando su internet mi sono fatto un' idea dei due filoni di pensiero sull' omosessualità, ho letto testimonianze, lettere blog e quant' altro... Il punto è che non mi sono mai riconosciuto in nessuna delle testimonianze che ho letto, nemmeno in questo blog.La maggior parte (anche se devo ammettere di aver letto non troppi post) delle persone in questa mega discussione parla di problemi con il padre, occasionali cotte con ragazze, solo "pulsioni" omosessuali... Ebbene, non so se sono riuscito a spiegarmi, ma mi sento diverso anche in questo contesto... Mi spiego: vengo da una famiglia cattolica (lo sono anch' io) con due bravissimi genitori per cui non ho nessuna preferenza (in pratica non ho una mamma iperpresente e un padre assente, assolutamente, non ho nessun tipo di problema in questo senso), non ho mai avuto "cotte serie" per una ragazza, solo una cosa del tipo: "tutti si mettono insieme, proviamoci con quella che mi sta più simpatica" (a dire la verità non ne ho avute nemmeno per gli uomini, forse una meramente erotica), non ho mai provato attrazione sessuale per una ragazza, e nemmeno forse per i ragazzi in particolare, nel senso che se devo masturbarmi mi viene e mi è sempre venuto in mente un uomo (giovane un po' meno, più adulto) muscoloso, neanche di bell' aspetto, quest' attrazione è presente in ogni momento della mia vita, non solo " a impulsi". Eppure, eppure, non immagino il resto della mia vita con un uomo. (single non se ne parla). Forse sarà un condizionamento esterno, ovvero tutti dicono e fanno così, ma io immagino la mia vita con al fianco un' amata moglie e dei figli. Magari sarà solo romanticismo, ma non me la immagino assieme ad un uomo. Notare bene, che con "non me la immagino" non significa che mi fa schifo, solo mi lascia indifferente... Un' altra cosa, non sono "disgustato" da questa mia condizione. Ovvio , non la voglio e farò di tutto perchè ritorni "normale", ma fino a poco tempo fa era una cosa che consideravo naturale... Effettivamente sto attraversando un periodo un periodo un po' triste, che però credo sia frutto del fatto che ho degli amici a cui non piace uscire (che starebbero sempre a casa mentre io sono una persona espansiva che ha bisogno di vedere gente), ma non sono sicuro di ciò. cioè, non sono sicuro che siano gli amici il vero motivo di questa mia "insofferenza", potrebbe essere questa questione della sessualità e io non me ne rendo conto....

Anonimo ha detto...

Scusate il mio modo prolisso e incasinato nell' esprimermi... E ancora, non sono mai stato "a giocare di più con le ragazze piuttosto che coi maschi alle elementari", anzi. Non sono mai stato "assieme" a nessuno, maschio o femmina che sia.
Ho un enorme bisogno di chiarezza, anche riguardo al fatto di incamminarsi, di "ripararsi": cosa bisogna fare in concreto? Conoscere ragazze? Mettersi insieme ad una di esse? (Domanda per me molto importante quella sul mettersi insieme), Negare e nascondere questa tendenza e sforzarsi di essere normali?(Schietti schietti: Smettere di masturbarsi pensando agli uomini e sforzarsi di farlo con le donne? Quando ci si sente attratti da un uomo nella vita di tutti i giorni, cercare di cancellare questa situazione e sforzarsi di trovare qualcosa di bello nel seno di una donna? Perchè è di questo che stiamo parlando...). Voglio diventare una persona che appunto, molto concretamente, non avrà paura di avere rapporti sessuali con sua moglie/fidanzata perchè sente di provare attrazione verso un uomo dalle braccia gonfie, ed è serena.
Vi prego di aiutare un povero ragazzo dalle idee confuse che cerca di non perdere tutto ciò che c' è di bello nella sua età, che ha bisogno di sentirsi parlare concretamente, di un sostegno o di una parola, vi ringrazio già tutti dall' inizio. Che Dio mi e soprattutto ci aiuti tutti... :)
Marco
P.S.: I miei genitori sanno di questa mia condizione e la accettano senza problemi, se credete sia meglio una conversazione privata questo è il mio indirizzo mail ( che spero non sia usato per inopportuni scopi):
marco.gaz97@gmail.com

bluekover ha detto...

Caro Marco,
sei molto giovane e la confusione che provi è più che comprensibile. Come tu stesso hai giustamente fatto presente, hai bisogno di chiarezza e questo è un percorso non troppo breve, che non si può liquidare velocemente.
Innanzitutto voglio dirti che il percorso che noi stiamo facendo non è quello di "reprimere" gli impulsi verso gli uomini e di "forzarli" verso le donne: questo sarebbe quanto di più sbagliato. Il cammino che noi di questo blog è soprattutto volto alla comprensione della radice delle nostre pulsioni e alla ricerca di un nuovo modo di relazionarci con noi stessi e con gli altri, di riappropriarci della nostra identità.
Tu hai evidenziato un aspetto che ci accomuna un po' tutti: il desiderio di costruire in futuro una famiglia con una moglie e dei figli e senti che una vita con un altro uomo "non farebbe per te".
Quello che con un po' di tempo ti consiglio di fare è cercare di capire cosa c'è alla radice delle tue pulsioni omosessuali (n.b. non sempre sono riconoscibili a prima vista e non sempre riguardano il rapporto con i genitori). Per mia esperienza ti dico che il desiderio omosessuale può nascere ad esempio da un senso di inadeguatezza nei confronti dei coetanei dello stesso sesso, un po' come se tu non ti sentissi all'altezza e invidiassi le loro caratteristiche più mascoline (fisicità, muscoli ecc.) Ci possono essere tantissimi aspetti da prendere in considerazione. Tieni conto che alla tua età è tutto un po' più vorticoso e che spesso le pulsioni omosessuali sono solo una parentesi prima dell'instaurarsi della sessualità adulta. Una volta che avrai capito cosa c'è di così misterioso negli uomini che ti attirano, potresti ad esempio cercare di relazionarti con loro in maniera diversa, alla ricerca di quell'amicizia profonda e sincera, che ti appaga in maniera non erotica. Pensaci: puoi provare attrazione per un amico fraterno? certo che no!
Con le ragazze.. lì non c'è da forzare la mano. Quando il bisogno di affermazione della tua mascolinità sarà appagato in maniera genuina verrà da sè. Ti consiglio in questa fase di evitare di fare il "cicisbeo" ovvero l'amico confidente perchè come diceva max pezzali "la regola dell'amico non sbaglia mai: se sei amico di una donna non ci combinerai mai niente.." Se lo vorrai, imparerai invece a corteggiarle, ad avere un atteggiamento da uomo.
Spero di esserti stato d'aiuto e che questo blog ti potrà aiutare nella ricerca della tua verità.
Un forte abbraccio!

Janes Wanderer ha detto...

Cerco Anonimo 27 marzo, avrei bisogno di parlare con lui. Se continui a leggere il blog per favore contattami, vorrei confrontarmi con te. Vorrei anche parlare con persone che hanno intrapreso questo percorso e, come me, non sono religiose. Se ci siete battete un colpo, grazie!
Sono James Wanderer su facebook, email uomo.libero.in.rinascita@hotmail.it
Scusate per l'insistenza.
Buon cammino a tutti!

paolo 1974 ha detto...

Fin da piccolo sono stato un bambino particolarmente sensibile. Papa' non e'stato proprio quell'uomo carismatico di cui avevo bisogno. Forse perche' non ne era capace (magari nemmeno lui l'aveva ricevuto) non e' riuscito a trasmettermi quel senso profondo di rassicurazione e protezione che, nel mio intimo, ricercavo. Questo senso di insicurezza si e' successivamente esteso a tutto il mondo maschile. Desideravo tanto appartenere al mondo degli uomini, ma avevo paura, cosi' paura di rimanere ferito ed umiliato da ritirarmi. Osservavo da lontano, come attraverso una finestra, i miei compagni che giocavano a calcio, ma avevo paura di giocare con loro; ho smesso di confrontarmi con gli amichetti piu' aggressivi ricercando, piano piano, la compagnia di quelli piu' tranquilli e secchioni, proprio come me; evitavo le risse, andavo bene a scuola, stavo sempre attento a non sudare e a non sporcarmi i pantaloni. Ero proprio un bravo bambino, ma mi sentivo solo. Un po' debole e gracile, ho iniziato a pensare che il mondo maschile non fosse adatto a me. Non ho le caratteristiche per farne parte: io non sono forte e coraggioso come gli altri, sussurravo nel mio cuore. Con questo complesso di inferiorita' mi sono rifugiato nel mio mondo, ascoltando e collezionando la mia musica. Alcune esperienze di rifiuto da parte qualche coetaneo e di un insegnante di italiano mi hanno portato, per difendermi, a chiudermi ancora di piu' nel guscio dell'isolamento. Chiudendomi, avevo imparato a proteggermi, cosi' nessuno avrebbe piu' potuto ferirmi. Ritirarmi: era l'unica cosa che avevo imparato a fare nella vita. Ma questa chiusura e queste paure verso il mondo maschile mi hanno impedito di ricevere da tutti gli altri uomini quell'affetto di cui ho sempre avuto un disperato bisogno e che papa', nonostante la sua buona volonta', non e' riuscito a trasmettermi. Anche la mamma, con le sue ansie quotidiane, ha contribuito ad alimentare le mie paure, a mettere in crisi il mio rapporto con il mondo maschile, con la mia identita', con la mia natura stessa di uomo. Non mi ha lasciato andare, voleva che restassi sempre il suo bambino. E' stato allora che, a 17 anni, alienato emotivamente dal mondo degli uomini, tutto quell'affetto maschile da me tanto desiderato, ma rimasto insoddisfatto,si e' erotizzato, trasformandosi nella ricerca del compagno che mi facesse sentire speciale.Come normalmente accade, infatti, tutto cio' che viene percepito come diverso, lontano, estraneo, si connota sessualmente. E' stato allora che ho scoperto di essere omosessuale. E' stato allora che, per la prima volta, mi sono innamorato di Fabrizio, il mio piu' caro amico dell'eta' dell'adolescenza. Non conoscevo minimamente tutte le tappe che avevano deviato la mia identita' sessuale. All'epoca ero rimasto confuso e molto spaventato dai miei sentimenti: li detestavo, volevo buttarli tutti via. Ma non ci riuscivo. Ma almeno oggi capisco che quegli stati d'animo non sono poi cosi' malvagi, perche' affondano le loro radici in un desiderio sano e naturale, quello di ogni bambino che cerca il suo papa'.

Ramo d'ulivo ha detto...

Carissimi amici, non potete immaginare quanto io stia ringraziando Dio per questo Forum. Sono un ex anch’io o quantomeno sulla strada di guarigione e forse anche a buon punto. Per caso vi ho conosciuto. Mi sembrava che fossi l’unico o uno dei pochi a fare questo percorso, invece siete e siamo un esercito! Oh mamma mia, quante meraviglie ci riserva la vita e soprattutto Dio. Siete splenditi! Di un’umanità non comune, dai vostri interventi traspaiono tanta pazienza, serenità, dominio di sé. Bravissimi! E si dice che l’omosessualità fa male! Se alla fine rende così l’animo delle persone, è una scuola di perfezione. Grazie!!! Sto leggendo un bel po’ d’interventi e non mi stancherei mai, ci vuole un po’ di tempo e pian piano spero di farlo. Mi rivedo quasi in tutti voi, è o è stato il nostro mondo, dobbiamo essere orgogliosi di farvi parte o di esservi appartenuti. Grazie. Anch’io vorrei mettere in comune con voi la mia esperienza; appena posso, comincio. Lo farò sicuramente al più presto e a puntate, perché è lunga e anche ho poco tempo a disposizione. Intanto vi giunge un saluto.

Ramo d'ulivo ha detto...

che avrebbe condiviso la sua esperienza ed eccomi qua con la prima parte. Ho 45 anni suonati e sono celibe, primogenito di tre fratelli, un padre padrone e una mamma super possessiva; questo era il mio ambiente familiare da bambino. Omosessuale si può dire che lo sia sempre stato e sicuramente per due motivi: il comportamento dei genitori nei miei confronti e la mia debolezza di carattere che non mi permetteva di affrontarli come bisognava; mentre i miei fratelli, cresciuti nello stesso ambiente, ma con carattere diverso dal mio, sono due bei maschioni.
Da piccolo mi piaceva vestirmi da femminuccia e dicevo apertamente che volevo nascere femmina. Al sentire ciò, i grandi sorridevano, ma non capivo il perché, erano gli anni della scuola materna. A un compagnetto vicino di casa, proponevo di giocare a marito e moglie (la moglie logicamente la facevo io) con lo scopo di baciarlo sulle labbra, come vedevo fare in televisione o ai fidanzati del quartiere. Quanto mi piaceva fare ciò! Al compagno invece no, fin quando non arrivò a dirmi che così non voleva giocarvi più. Allora, giocando da solo, baciavo il muro, immaginando di farlo con un uomo più grande di me. Questo gioco mi piaceva tantissimo e lo continuai anche alle elementari e sperando di tradurlo nella realtà un giorno. Negli anni delle elementari non mi vestii più in quel modo e non dissi più quella cosa, e ciò per vergogna, perché sentivo parlare i miei compagni e capivo che non era cosa normale.
In quinta elementare successe un fatto. Una sera con i compagni del quartiere si giocava a nascondino, in una campagna ai margini del quartiere. In un attimo ci ritrovammo a convergere tutti insieme in un punto dove c’erano due di noi che facevano sesso. Il più grande (di terza media) sodomizzava l’altro (di quinta). Erano l’uno sopra l’altro ed io non capivo minimamente ciò che stava avvenendo. Chiesi a un altro e mi disse che X stava inculando Y e che si faceva così. Non so cosa provavo interiormente, o emozione o altro, vedevo che quello di sotto soffriva e quello sdraiato di sopra godeva, noi commentavamo. A un certo punto quello di sopra si alzò ed io gli vidi il pene: lungo, grosso e col pelo, al contrario del mio; d'altronde lui era di terza media ed io di quinta. Era la prima volta che vedevo il pene di un’altra persona e per giunta di quelle dimensioni. Da quel giorno in poi, cominciammo a prendere in giro il nostro compagno (quello di quinta), non risparmiandoci di dirgli frocio. Anch’io glielo dissi, immaginate, e ne sono tutt’oggi pentito.
Dopo quell’episodio, nei miei pensieri erotici, oltre al bacio ci fu il rapporto anale (io il passivo logicamente), ma dicevo a me stesso che non l’avrei mai fatto, altrimenti sarei stato preso in giro come il mio compagno. Nel periodo delle medie, infatti, altri compagni del quartiere m’invitarono a partecipare a un ritrovo che facevano la sera in un posto, dove si sodomizzavano vicendevolmente. Io avevo una voglia matta di parteciparvi, ma dissi che non volevo. In un’altra occasione, uno di loro più grande di me mi disse che se avevo vergogna dinanzi a tutti potevo andare da solo con lui e subito. Immaginate il mio desiderio, ma rifiutai. (Continua)

Ramo d'ulivo ha detto...

Ogni anno, per le elezioni politiche, nelle scuole dove c’erano i seggi elettorali venivano i militari per la sorveglianza (ora non vengono più). A me bambino, quei diciottenni sembravano dei giganti. Si comportavano amorevolmente con noi, ci regalavano biscotti e marmellata, ma tutti ogni anno ci ripetevano la stessa domanda: hai una sorella? Hai una sorella? Immagino quei poverini, come sentissero le pulsioni sessuali a quell’età. Per me si faceva più chiaro che per avere un uomo bisognava essere donna o comunque come una donna. Era un mio forte e fondamentale bisogno: avere un uomo buono tutto per me, al posto del mio papà, che era cattivo. Finite le elezioni, quando i militari andavano via, piangevo e soffrivo tantissimo.
Alle superiori m’integrai anche abbastanza bene tra il gruppo dei maschi, superandomi un po’ evidentemente; si scherzava, si studiava insieme, si usciva ecc., io, però nascondevo la forte attrazione che avevo per molti di loro. Ce n’era uno di statura bassa, ma con un bel fisico e che a detta degli altri era anche super dotato sessualmente. Anch’io me ne ero accorto guardandolo in costume al mare. Si diceva anche che aveva un’abitudine: sfogarsi con gli uomini in assenza di donne. Passammo insieme la visita militare e nella pensione dove pernottammo una notte, feci in modo di non capitare nella camera con lui, nonostante ne avessi tanto desiderio.
La masturbazione l’ho cominciata mentre ero al secondo anno delle superiori. Ne sentivo parlare, ma non so cos’era. La scoprii in seguito a un’eiaculazione spontanea durante la lettura di una rivista pornografica e pensai che poteva essere ciò di cui i miei compagni spesso parlavano. Misi in azione la mano come vedevo fare loro quando scherzavano e cominciai la pratica che dura fino ad oggi.
Prima d’iniziare l’Università, durante le vacanze estive, ebbi modo di conoscere un giovane, ospite e collega universitario di mio cugino. Me ne innamorai pazzamente! Negli anni delle superiori avevo preso due cotte per due ragazze, ma questa in confronto a quelle era superiore. Oltre ad essere simpatico fisicamente, era soprattutto di carattere molto mite, sembrava l’amico che attendevo da sempre. In quei giorni facemmo delle lunghe chiacchierate e nacque come un’amicizia. Iniziata l’Università, anche se eravamo in facoltà diverse, ci incontravamo spesso sul pullman e a casa di mio cugino. Quando gli parlavo, mi veniva un forte imbarazzo, dovevo nascondere in ogni modo ciò che provavo per lui. Poi separarmene ogni volta era un martirio! Dopo anni di sofferenza, superai il problema tagliando completamente con lui ogni rapporto. Credetemi, mi sentii rinascere! (Continua)

Ramo d'ulivo ha detto...

Veniamo al periodo universitario. Il primo anno, tra i colleghi con cui prendemmo casa in affitto, ce n’era uno per il quale ho preso un’altra cotta. Non vedevo in lui nessuna corrispondenza verso di me e ne soffrivo maledettamente. Cominciai a rassegnarmi dopo quell’anno, quando lui cambiò casa e facoltà. Durante l’università e dopo, fino cioè a qualche anno fa, di questi amori non corrisposti ne ho avuti tantissimi e quanto ho sofferto solo Dio lo sa.
Vi parlo dei primi rapporti sessuali. Nella casa in affitto suddetta, un anno vi fu un giovane, di bell’aspetto e desiderato da molte ragazze, era però un po’ effeminato. Da subito mostrò delle attenzioni per me, io ricambiavo e s’instaurò un legame affettivo molto forte. Non tardammo ad avere un rapporto sessuale (il primo in assoluto per me) e poi anche altri, dove io purtroppo dovevo fare la parte attiva, ma sapevo adattarmi. Mi stancai molto presto di questa relazione o meglio desideravo forse averne anche altre contemporaneamente. Di fatto il rapporto entrò in crisi. Prima mi distaccai io da lui, e godevo però al pensare che lui fosse ancora legato a me. Quando però si distaccò anche lui, solo Dio sa quanto e per quanto tempo soffrii, fino a sentirmi anche male fisicamente.
Per stare meglio dovetti cambiare casa. Nella nuova vi trovai un giovane, mio coetaneo, con cui instaurammo subito confidenza e dialogo. Mi sembrava mandato da Dio, ma si dimostrò tutt’altro. Quando gli confidai delle mie tendenze, cominciò a mettermi le mani addosso. Approfittava dell’assenza degli altri a casa e nonostante non volessi, quando ero giù di morale, cedevo facilmente. Non nascondo che mi meravigliavo, perché era un etero. Si vede forse che dinanzi alla “carne” spesso non si guarda se sia di uomo o di donna; quando si è affamati, si mangia ciò che c’è e non si fanno storie.
L’ultima esperienza di questo tipo l’ho fatta pochi anni fa con un collega di lavoro. E’ similare alla penultima che ho descritto e perciò non ve ne parlo. (Continua)

Ramo d'ulivo ha detto...

Nei primi anni di università lessi sulla terapia dello psicologo olandese Van Den Aardweg Gerard, terapia per superare l’omosessualità. Si aprì una finestra di speranza nella mia vita e cominciai la lotta. Con l’aiuto di uno psicoterapeuta all’inizio, e da solo in seguito, studiavo le cause che originavano ogni pulsione e pensiero omosessuale e mi superavo meglio che potevo. Cercavo di abbandonare ogni mio atteggiamento infantile e sceglievo quello maturo. Passi avanti ne registravo, ma l’errore che ha ritardato la guarigione penso sia stato questo: rifiutavo il sesso, ma andavo ugualmente alla ricerca di una persona in grado di sostituire mio padre, credendo fosse cosa legittima. Pensavo che la nuova e positiva presenza potesse risolvere il problema; mi sarei cioè saziato dell’affetto mancato e avrei ripreso fiducia e stima in me stesso. Invece aveva ragione un secondo terapeuta contattato, questo mi diceva che la crescita, la guarigione e la pace interiore sarebbero arrivate in seguito a una completa autonomia. Dapprima rimasi scettico, quando ho visto, però, che veramente e già da qualche tempo non facevo più passi avanti, ho voluto tentare questa strada suggerita ed in realtà è stata quella giusta. In pratica ho chiuso con tutte le amicizie e agganci che avevo fatto nascere per questo fine. Credetemi, ho sentito subito sbloccare la situazione e arrivare la pace. Di giorno in giorno ho visto anche diminuire la masturbazione e i pensieri omosessuali, arrivavano spontaneamente invece quelli etero. Mi sembrava un miracolo! Non ero ancora completamente libero, ma dopo circa 20 anni, l’ultimo varco era stato ormai aperto, l’ultimo tratto della via d’uscita. Il primo terapeuta m’indirizzava verso la ricerca di un’amicizia femminile e a limite anche di una maschile sana e matura. La prova l’avevo fatta, compresa anche quella con una ragazza (di questa non è ho parlato), ma senza alcun risultato. L’indirizzo del secondo, invece, si è dimostrato più efficace: il distacco (autonomia) da tutti, perfino dai genitori. Oh, che strada magnifica! Senza messo in conto mi distaccavo anche dalla mia mamma, che ho scoperto, aveva una non poca responsabilità per il mio problema. Vedendo il mio distacco, mamma e papà si sono via via ammansiti e adeguati. Il mio atteggiamento nei loro confronti penso che non l’abbiano vissuto come un grosso problema, mentre da parte mia ne raccoglievo un grande guadagno. Come aggiusta le cose Dio! (Continua)

Ramo d'ulivo ha detto...

Il distacco da tutti fa sentire la persona una con se stessa (unificata), predispone a un rapporto privilegiato con Dio, lega (sembra un paradosso!) ai fratelli con relazioni pure, genuine e misurate. In questo modo le relazioni con gli altri diminuiscono forse di numero, ma quelle che restano, o che nascono, crescono spaventosamente in qualità. Non voglio dire che non bisogna avere amici, ma di non cercarli da noi stessi. Pensate che se Dio ne veda il bisogno non ne mandi quanti ce ne occorrono? Non facciamo da noi, lasciamo fare a Dio. Io, da quando ho lasciato tutti i vecchi (pseudo)amici, ho visto arrivare nuove presenze, che al momento sembrano mandate da Dio. Si vedrà pian piano.
Riprendo l’argomento della masturbazione. Da qualche anno quella ossessiva, quella cioè che nasce dai disagi interiori, è quasi scomparsa. E’ rimasta quella, diciamo, sporadica e per lo più legata al tempo del risveglio della natura (primavera). Questa è serena, l’atto dura poco (al contrario di quella), l’oggetto dei miei pensieri sono solo donne ed è bellissimo! Dopo l’orgasmo mi sento bene con me stesso, felice, come natura vuole. Quel tipo invece mi faceva stare malissimo, sia durante sia dopo. A volte faccio la prova a cominciare l’atto pensando di proposito a un uomo, magari a uno dei tanti miei ex “amanti” (io questa volta attivo, anche per rivincita!), e non riesco ad andare avanti, credetemi; penso invece a una donna ed è bellissimo! Può darsi che scomparirà anche questo tipo di masturbazione, ma ho i miei dubbi. Per troppo tempo ho sofferto, questo tipo è segno di risurrezione, almeno al momento!
Il racconto dettagliato della mia esperienza è servito prima di tutto a me, perché ho fatto maggiore chiarezza sulle mie vicissitudini. Forse ho aiutato anche qualcuno di voi. Vi ringrazio per l’attenzione. Più avanti vorrei confrontarmi con voi su due cose che ho in mente. Per oggi mi fermo qui. Vi mando un caro saluto.

Luigi ha detto...

Salve, da qualche tempo seguo questo blog. Anch'io vorrei cambiare e ne ho tutte le intenzioni. Scrivo per un motivo particolare. Sono schiavo di un fastidiosissimo tic nervoso. Secondo voi ha relazione con la mia omosessualità? Avete qualche consiglio da darmi? Ringrazio già da ora chi sarà in grado di aiutarmi.

Bluekover ha detto...

Ciao Luigi,
il Tic è una cosa nervosa, un collegamento con l'omosessualità è una cosa molto difficile. Comunque ci sono delle tecniche per toglierlo. Per prima cosa, evita di sforzarti di non farlo: più cerchi di controllarlo più ti viene. Poi prova così: ogni volta che ti viene di farlo, fallo cinque volte! in più, cinque volte al giorno, fallo cinque volte! Vedrai che alla fine arriverai a saturazione!
A presto!

Luigi ha detto...

Ciao Bluekover, grazie per il consiglio. Ci proverò.

Bluekover ha detto...

Di nulla Luigi! Fammi sapere come va!

Luigi ha detto...

Per Bluekover. Ok.

Mi fido ha detto...

Ciao a tutti! Vorrei condividere con voi un cambiamento che è avvenuto nella mia vita da qualche mese, ossia da quando ho cominciato a mettermi in cammino insieme ad un frate a cui ho confidato le mie difficoltà nel vivere la mia affettività in modo equilibrato, libero dal giogo innanzi tutto della pornografia e della masturbazione con cui ero solito coltivare le pulsioni omosessuali. L'essere in cammino, l'essermi messo in gioco con Dio attraverso la guida del frate, e quindi della Chiesa, mi sta aiutando a progredire in questo cammino, mettendo ogni giorno al centro della mia vita ciò per cui sto lottando. Questo ha portato a fortificarmi nella tentazione e mentre prima l'eccezione era passare dei periodi libero dai soliti vizi, ora è il vizio a costituire l'eccezione,vivendo invece nella quotidianità la Grazia della libertà dal giogo che prima mi soffocava.
Libero da questi vizi ho la possibilità di affrontare con più lucidità e consapevolezza le ferite e i meccanismi che generano in me le pulsioni che mi impediscono di vivere con pienezza il mio essere uomo. Quindi mettetevi in cerca di persone e realtà che possano aiutarvi nella vostra lotta, essere in relazione con qualcuno che vi capisce e vi consiglia aiuta a non perdere di vista la scelta di crescita che abbiamo fatto. Se credete di potervi fidare di qualcuno che ritenete possa aiutarvi, fatelo senza pensarci due volte e per chi crede,pregate che il Signore vi faccia incontrare nel vostro cammino persone in grado di aiutarvi. Il giorno STESSO in cui nella disperazione ho pregato il Signore perchè venisse in mio aiuto attraverso qualcuno, ho conosciuto proprio il frate che un anno dopo è diventato punto di riferimento e guida in questo cammino, scoprendo che quella preghiera era stata ascoltata da Dio e che quell'anno di attesa era servito a prepararmi ad accogliere questo cammino. Dio Padre vuole con tutto il cuore che le nostre pulsioni diventino occasione di crescita, di miglioramento per vivere una vita piena. Quindi, chiedete da figli aiuto a Lui e Lui troverà il modo di aiutarvi, nel rispetto dei tempi ognuno. Con me è stato così. Un abbraccio fraterno a tutti

Ramo d'ulivo ha detto...

Ragazzi, anche da parte mia un cambiamento! Fino a qualche tempo fa, quando mi trovavo dinanzi a un uomo di bell’aspetto ecc., tremavo come una foglia e desideravo somigliargli, per non dire che avrei voluto scomparire e diventare, non come lui, ma diventare lui! Ora quando ne incontro di bellissimi, mi viene di guardarli dall’alto in basso e di dire: peccato che non sia come me!

Ramo d'ulivo ha detto...

Questa settimana scorsa è morto un mio collega di lavoro, improvvisamente e d’infarto, 48 anni, lascia moglie e due figli. Era un bell’uomo ed è stato tante volte presente nelle mie fantasie erotiche. Pur lavorando per la stessa ditta, ci trovavamo in settori diversi, perciò la collaborazione era minima e quindi anche il dispiacere è stato minimo, devo essere sincero. Andando a rendere omaggio alla salma, ridevo su di me e dentro di me. Facevo queste seguenti considerazioni. Quante volte ho pensato che il corpo di quest’uomo avesse potuto risolvere i miei problemi ed ecco ora che fine ha fatto e che fine farà (mandava già cattivo odore)! Agganciato a lui (come ad altri) sarei stato più uomo, più virile ecc. Ed ecco invece quale sarebbe stato il risultato! A un tratto sarei rimasto solo e in mezzo alla strada. Ragazzi, si muore!!!

Anonimo ha detto...

@ramo d'ulivo e quindi ?
puoi essere più chiaro ?
vivere la vita così come viene ? anche da omosessuale ? quando saremo in punto di morte che ricordi avremo ? di non aver mai fatto nulla, di non aver provato mai l'amore ?!, io dopo tanta sofferenza, sono andato dalla psichiatra e psicoterapeuta, l'orientamento non si può cambiare, eterosessuali al 100% non sarete mai, provate a farvi aiutare da gente con conoscenze mediche, con tutto rispetto per frati ecc,
saluti

Ramo d'ulivo ha detto...

Intendevo dire che l'altro non ti può mai far diventare più uomo. Solo tu lo puoi diventare, sviluppando la tua virilità nascosta e rimasta "handicappata", più che altro per cause esterne a te omosessuale.

Ramo d'ulivo ha detto...

Sintetizzo la storia della mia cara omosessualità con i relativi sviluppi, usando un linguaggio metaforico.
Ero piccolissimo e mia madre mise in atto il suo progetto: castrarmi. Volevo indietro il mio pene, come potevo vivere senza? Chiesi a mio padre di intervenire. Questi si è comportato da bambino pauroso. Conoscendo bene mia madre ha pensato: se non castra suo figlio, castra me, perciò meglio lui. Morte sua, vita mia.
Così è cominciata la mia erranza alla ricerca di qualcuno disposto a regalarmi il suo pene. Di uno per vivere ne avevo bisogno. Giustamente nessuno poteva castrarsi e regalarmi il suo. Come si suol dire: a ognuno il suo.
Dopo tanti anni, considerando che mia madre non me lo ridava e mio padre non interveniva e gli altri uomini non potevano darmi quello loro, ho messo in moto una strategia per riaverlo: farmelo ricrescere. Non pensavo si potesse fare, invece è possibile. E così, infatti, ho fatto e le conseguenze positive sono state le seguenti: gli altri uomini sono stati lasciati in pace ed io finalmente ho finito di soffrire. Quelle negative, invece, sono state queste: mia madre ha tentato di ricastrarmi e mio padre l’ha appoggiata. A me, nel frattempo, non solo è ricresciuto un bel pene, ma ho visto anche che dalle mani dei miei genitori scivolo come un’anguilla. Né loro riescono a farmi del male né io riesco a concederglielo, per la forza tratta dal mio nuovo pene.
Benedetto pene! Quant’è importante averlo! Come ha fatto bene Dio le cose!

Anonimo ha detto...

@anonimo 3 maggio

Mi potresti dare la tua esperienza di psicoterapia? Come si lavora? Come ti trovi? Anche io vorrei usufruirne, ma ho sempre avuto parecchi timori.
Grazie

Anonimo ha detto...

@ramo d'ulivo, ok grazie così è più chiaro, non so cosa dire, la scienza è di parere diverso, non tutti gli omosessuali hanno avuto problemi con il padre/amici e madre troppo oppressiva... e gli etero che si "riscoprono" gay dopo una vita etero ?
riky martin vi sembra poco maschile ? (psicologicamente intendo) io credo ci si possa reprimere bene o condurre una doppia vita (quello che sto facendo) quando o rapporti con la mia compagna non provo niente e mì fa un po' schifo... cosa potrei fare ?

Ramo d'ulivo ha detto...

Da quello che ho capito io, l’omosessualità può nascere in periodi diversi della vita. Quando si è piccolissimi (come la mia) e generalmente questa è la più grave e ci vuole più impegno e maggior tempo per superarla. Può nascere nell’adolescenza, ed è meno grave e può superarsi con maggiore facilità. Può nascere anche nell’età giovanile (finita l’adolescenza) e forse anche da adulti. Io ho capito che più tardi nasce, più facile è superarla.
I motivi per cui nasce sono molto diversi, ma tutti in ogni caso hanno a che fare con l’autostima. Quando questa diminuisce, è più facile che scatti l’omosessualità. Quando la persona è ben “schermata”, non c’è rischio che inizi l’omosessualità. Tra poca autostima e omosessualità c’è stretta parentela. Appena scompare l’una, appare l’altra.
Secondo me tu dovresti iniziare il tuo percorso di recupero della tua mascolinità perduta o assottigliata. Diventare un uomo, insomma.

Anonimo ha detto...

Ciao ragazzi... la mia esperienza è molto simile a tante qui descritte.. un padre assente, con il quale non sono riuscito ad identificarmi né ammirare, spesso litigi in casa in cui mia madre era la "vittima" del padre cattivo, di conseguenza da proteggere e allo stesso tempo molto possessiva.. alla continua ricerca di una figura paterna e del mio essere uomo, fin da piccolo ho riscontrato attrazione per il mio stesso stesso. vedevo il mondo maschile come una selva misteriosa da guardare dietro a una finestra e mi rifugiavo nelle amicizie femminili.. avevo anche amici maschi, ma mai mi sentivo alla loro altezza.. per "paura" non giocavo a pallone e tutte le altre cose prettamente maschili. tuttavia durante l'infanzia quasi non me ne rendevo conto e minimizzavo il problema, dicendo che se mi comportavo così era giusto così. poi l'adolescenza e lì il primo innamoramento per un compagno di classe e le prime figuraccie. mi comportavo come se fosse un fidanzato, con la scusa della vera amicizia etc. etc. e quindi attacchi di gelosia e quant altro, senza riuscire a controllarmi. questo mi è ricapitato, ahimè, una seconda volta.. io non volevo, pregavo il Signore ce non ricapitasse di innamorarmi nuovamente di un uomo.. ma ecco qui, nuova delusione, nuove scenate di gelosia, nuove figuraccie, il tutto senza che riuscissi a frenarmi, a ragionare, a capire che stavo sbagliando, che non potevo pretendere da un semplice amico l'attenzione che si riserva ai fidanzati/e. Presto sono entrato a conoscenza di questo blog, delle teorie di Nicolosi, e di tutta la filosofia e le terapie a riguardo, pur tuttavia non riuscendo a mettere in pratica tutto ciò. Ci provavo, ma niente, il desiderio di uomo vinceva sempre e su tutto. Nemmeno la preghiera poteva niente. sono praticante, mi confesso, ma niente, sembra proprio che il Signore mi abbia abbandonato in balia delle mie passioni. ultimamente c'è stato qualche miglioramento, riscontrato dopo aver pregato tanto per un mio "nemico", il secondo di questi uomini descritti affinché potesse capire che ero semplicemente una persona bisognosa di aiuto e non un pazzo. ma brevi miglioramenti, sporadici. non so proprio cosa fare, se neanche la preghiera e Dio possono, chi può aiutarmi a guarire e a far pace col mio passato e con le mie ferite? tanto sconforto, mi vengono spesso in mente le parole di Gesù sulla croce "Dio mio Dio mio, perché mi hai abbandonato?" non lo so.. spero che presto possa venire in mio soccorso perchè da solo non potrò mai riuscire a superare tutto questo.

Ramo d'ulivo ha detto...

Dài, fratello, che ce la farai. Dio ti ha dato tante potenzialità, sono nascoste dentro di te, perché non le metti fuori? Continua nella lotta…

Frankygo ha detto...

Salve a tutti,
E' la prima volta che mi affaccio su questo blog, ed è la prima volta che lascio un mio commento su un blog.
Ho quasi 37 anni e sono sposato da 5 con due piccoli e dolcissimi bambini.
La mia storia è simile a tante che leggo qui. Vorrei tanto potermi confrontare con qualcuno di voi, perchè vivo un periodo di grande difficoltà. Ho già affrontato in passato la mia "omosessualità ma pur avendo affrontato un periodo di "terapia" ho poi abbandonato il percorso perchè mi sembrava di essere ad un punto morto. Adesso la problematica è riemersa più forte e ho voglia di parlare con qualcuno che stia passando le stesse cose.
La mia mail è frasulp@gmail.com.
Ciao!

Anonimo ha detto...

Ramo d'ulivo nonostante sia esposta in modo molto sintetico la mia e la tua storia sono identiche. Non è facile trovare testimonianze di questo tipo, qui si parla soprattutto di cattivi padri, perciò ti chiedo una "consulenza". Come hai fatto a sfuggire a tutto questo? Come ti sei riappropriato della mascolinità che ti era stata rubata?

Ramo d'ulivo ha detto...

Carissimo, fino a qualche anno fa, ero convinto che la causa della mia omosessualità fosse mio padre. In parte era vero, ma la vera causa, quella principale, era dietro la porta: mia madre. In verità, non avevo superato il complesso di Edipo, ero attaccato a lei e lei a me. Come accennavo, mio padre non era venuto in mio aiuto, anzi volentieri mi aveva sacrificato a lei, per salvarsi lui.
Un problema che ha ulteriormente aggravato la situazione, è stato la nascita del mio secondo fratello (io sono il primogenito). Fino all’età di tre anni ero il reuccio della casa. Quando è nato mio fratello, il mondo mi è crollato addosso. Che fine stavo per fare, visto che le attenzioni si erano spostate verso di lui? Forse anche per questo mi sono legato ancora di più a mia madre. Chi meglio della mamma poteva assicurarmi la vita, nonostante avevo un forte nemico in casa? Ancor oggi, devo essere sincero, come guardo il mio secondo fratello, non guardo l’ultimo (siamo in tre). L’uno, il mio avversario; l’altro, un fratello normale, un amico. Esternamente penso, però, che non appaia nulla; c’è un buon rapporto tra tutti e tre.
Ti porto ora un esempio, uno dei più banali, del carattere castrante di mia madre. Per motivi di lavoro, abito fuori e raggiungo i miei per un fine settimana, ogni mese. Mia madre sa bene che alcune cose da mangiare a me non piacciono o mi fanno male. Ebbene, a tavola c’è sempre qualcosa di queste, e siccome vanno bene per lei, devono andare bene anche per me. Sono costretto così a mettere da parte quelle cose e a mangiarne altre. Quando riparto, mi dà sempre qualcosa, in modo da evitare di cucinare almeno per qualche giorno. Tra le cose che mi dà c’è puntualmente ciò che non mangio e perciò, una volta arrivato, sono costretto a buttarlo.
Fino a qualche tempo fa, mi piaceva stare al telefono con lei e parlare a lungo del più e del meno. Quando ho scoperto che questo era un modo da parte mia per voler rientrare nel suo grembo, e da parte sua di continuare a castrarmi, ho tagliato netto. Ormai, quando ci sentiamo, le nostre conversazioni non durano più di un minuto. Taglio corto e chiudo il discorso. Oltretutto i miei fratelli fanno così. Prima mi meravigliavo di loro e li giudicavo come poco affezionati ai genitori. La verità era, invece, che i miei fratelli avevano con loro un rapporto normale. Ero io che tendevo a ridiventare bambino e a voler ritrovare la sicurezza nel beato grembo di mia madre. Questa, da parte sua, non cercava (e non cerca) altro e la festa era fatta. (Prima parte)

Ramo d'ulivo ha detto...

L’omosessualità che nasce in seguito al non superamento del complesso di Edipo, porta la persona a essere interiormente divisa. Da una parte si vuole rientrare nel grembo della mamma, dall’altra vi si fugge, perché il grembo soffoca. Il grembo, cioè, è culla e tomba, vita e morte. Come per legge di natura, c’è un tempo per stare in grembo e un tempo per uscirvi e non rientrare, così nello sviluppo psico-fisico della persona, c’è un tempo per essere legato alla madre e un tempo per lasciarla del tutto. Questo distacco in me non è avvenuto ed ecco la genesi, lo sviluppo e il permanere della mia omosessualità.
In conclusione ti dico, fratello carissimo, che l’omosessualità è da combattere su tutti i fronti. Combattere le cause principali come le secondarie, non arrendersi mai o, dopo che ci si è un po’ arresi, ricominciare a combattere con calma e pazienza. E’ un cammino di crescita che porta alla libertà e alla serenità.

Anonimo ha detto...

Grazie della risposta Ramo d'ulivo, a te e a chiunque sia interessato sono indirizzati i miei prossimi commenti. Sono felice di aver trovato qualcuno con una storia simile alla mia e, se non ti è di peso, ti chiederò consiglio. Ho bisogno di consiglio nella mia lotta contro questa scimmia malefica.

Anonimo ha detto...

Le analogie nella nostra storia sono molte, e ora più che mai ne sono convinto. Io invece sono figlio unico, mi sono reso conto della mia omosessualità solo a settembre, ma sembra passata una vita. Da quel giorno in poi, dopo aver letto su questo e su altri siti le tutte queste teorie, mi sono impegnato a fondo al fine di "psicanalizzarmi". Essere uno studente squattrinato e in una regione dove terapeuti riparativi non ce ne sono mi ha costretto ad arrangiarmi. È un'auto terapia se vogliamo chiamarla così, ma funziona nonostante sia dolorosissimo. Fortunatamente ho dalla mia una memoria di ferro e portare alla luce ricordi non è difficile, lo è di più unire i puntini. breve accenno alla mia storia. Una buona cultura generale e qualche libro aiutano. Mi sono reso conto di essere un maschietto all'età di 4 anni, quando mio cugino, 4 anni più vecchio, mi propose di fare un gioco un po' stano: "ciucciarsi",come diceva lui,"il pisellino". Da li niente, ricordo che un mese dopo circa iniziai ad infervorarmi per mia madre e per tutte le donne che passavano, mia cugina e mia zia. Ricordo il giorno in cui chiesi a mia madre di sposarmi e come fossi felice quando mia madre e mio padre litigavano, così da averla tutta per me. I problemi iniziarono intorno ai 5 anni, quando è avvenuto il dramma. Con oserei dire violenze fisiche e psicologiche mia madre mi ha castato, e mio padre completamente sottomesso non ha fatto nulla. Lui stesso mi ha confessato come, dopo la mia nascita, lei gli abbia "rotto meno i coglioni". Mia madre, l'ho saputo da alcuni parenti, ha avuto un pessimo rapporto con mio nonno. Lui, industriale e godereccio, era poco propenso alla vita domestica. Probabilmente è mancato a lei quest'amore pronto che solo un padre può darle e, suo malgrado, ha sviluppato un certo odio verso gli uomini, incapaci di amarla.
(Continua)

Anonimo ha detto...

Non è un mistero che il bambino, nella fase edipica, sia capace di qualsiasi astuzia e stratagemma per avere l'amore materno. Io ho iniziato ad essere ,come mi chiamava lei, un bravo bambino. Facevo tutto quello che voleva lei, la mettevo al centro dell'attenzione, lá coccolavo. Con me lei è perciò riuscita ad avere quello che le mancava. Nell'Edipo questo non crea problemi, lì crea nella seconda fase del complesso, cioè quando il bambino si identifica col padre. Ricordo come mi ribellassi a questo suo amore ormai diventato opprimente e ricordo come lei dicesse a mio padre:"È colpa tua se si comporta cosiiiiiiì...". In definitiva, ha rotto il cazzo a mio padre finché i momento di gioco tra me e lui sono drasticamente calati. "Papà giochiamo insieme" chiedevo e lui secco:"No la mamma non vuole". Non potevo sfuggirle anche io come suo padre e mio padre facevano, io da lei dipendevo e non potevo sfuggirle. Avevo smesso di dormire nel lettone, dormivo nel mio lettino. Stavo diventando un maschietto. A forza di sberle e di ignorarmi quando "disobbedivo" alle sue necessità sono tornato indietro. Non a caso non si concede da mio padre da una vita, evidentemente l'amore di cui ha bisogno è un amore infantile e casto, solo quello che un bambino può dare. Avevo bisogno delle sue attenzione e del suo affetto, era la mia ragione di vita e l'ansia della morte ha avuto il sopravvento. Ti/vi chiederete come abbia capito ciò. Non ho mai avuto un rapporto buono con mio padre che, andando avanti con gli anni, non mi ha mai appoggiato e mi ha lasciato nelle grinfie di mia madre, pur di stare in pace. Tuttavia appena lette le teorie su internet ho fatto qualche tentativo di riavvicinamento. Mi sono reso conto di quanto anche io gli sia mancato e di come, in più occasioni, abbia cercato di avvicinarmi. Io tuttavia ormai mi ero staccato da lui e non volevo più saperne. Ora anche lui è più forte e ha il coraggio di affrontarla. Comunque, tornando a noi. A 6 anni e mezzo rimisi in atto il gioco che mio cugino mi aveva insegnato. E lo rifeci tante volte con miei coetanei. Non ho mai desiderato essere una bambina ma quel l'eccitazione che prima aveva per oggetto il mio fallo la rivolsi all'esterno, con le stesse modalità con cui scoprii di averlo.
A tutto ciò si è aggiunto lo scherno e le prese in giro dei miei coetanei che non mi volevano mai far giocare con loro e che ci prendeva sempre più gusto nello schernirmi. Per tutto il periodo delle elementari ho passato perciò un periodo di bisessualità. Ero eccitato dalle bambine quanto dai bambini, alla vista del loro organo. Il problema si è manifestato alle medie quando mi reso conto che, nell'atto della masturbazione, ero più eccitato a pensare al vecchio gioco coi maschietti piuttosto che con le femminucce. Tuttavia la bissessualita permaneva, seppure con una nota più tendente all'omosessualità. Mi innamoravo delle mie coetanee. La scoperta della pornografia è stata una disfatta, e tutte le mie attenzioni si sono così rivolte verso il fallo, e non più sulla vagina. La masturbazione compulsiva era la regola. (Continua)

Anonimo ha detto...

Ho capito tutto ciò riflettendo a fondo su come mi comportassi con "gli amici platonici"(scambiavo le mie corte per amicizie platoniche) esattamente come mia madre faceva con me. Appena smettevano di mettermi al centro dell'attenzione scattavano gli stessi comportamenti che lei aveva con me: aggressioni verbali, li ignoravo ecc. qui è scoppiato l'inferno. Mi è caduto il mondo addosso. Sono stati 3 mesi difficili ma ora inizio a stare meglio. Ho riprovato tutte quelle emozioni della mia infanzia; la solitudine, la segregazione, l'umiliazione. Ho cercato di staccarmi da mia madre con le buone ma, a ogni tentativo partiva la punizione: ricatti come "ti faccio smettere di studiare, ti disdico l'appartamento ecc" volavano. Perciò ho troncato di metto il rapporto. Mi sono reso come pensassi con la sua testa e non con la mia e quando ho capito che la punizione (la perdita dell'amore) non era più dietro l'angolo ma in retaggio ormai anacronistico ho iniziato a stare meglio. Soprattutto quando ho capito di non avere più bisogno del suo amore appiccicoso. Certe cose non le facevo per mia paura, ma per paura che a lei facesse paura. Ragionando con la sua testa mi assicuravo il suo amore e le sue attenzioni. Solo rivivendo quelle emozioni e affrontando quel "trauma" solo riuscito a liberarmi di lei, contestualizzando il dolore.
Ora però mi si prospetta la sfida più grande. Affrontare gli altri, quella comunità degli ego che temo oltre ogni modo e che non mi ha mai accettato..anzi, che mi ha solo schernito. Ogni loro derisione, ogni rifiuto erano come se mi girassero il dito in una ferita d'arma da fuoco. Non faceva altro che ingrandire la ferita narcisista..era come se mi dicessero:"Tu non sei come noi".

Un'ultima cosa, sempre rivolta a te Ramo d'ulivo..mi sono chiesto se non abbiamo madri clone, anche la mia fa lo stesso scherzetto del cibo :)
Perciò ti chiedo:
- sono sulla buona strada?
- tu sei riuscito a guarire completamente?
- quanto è durato il tuo percorso?

Grazie di ascoltarmi. È bello trovare qualcuno che capisca e condivida quello che si ha in mente.

Delia ha detto...

Caro Anonimo, ho letto con piacere il tuo racconto e sono rimasta molto toccata da ciò che scrivi, non solo per la notevole capacità introspettiva con cui analizzato te e il tuo passato, ma anche per la fermezza che hai dimostrato nell'individuare i punti cruciali del tuo percorso.

Non è mai facile guardarsi dentro, soprattutto quando ci sono macigni che pesano e che soffocano l'anima.

Perciò, quando un uomo stringe i pugni e decide di farlo, anche solo contro tutti, è già un grande Uomo, che ha vinto la sfida più dura che potesse trovarsi davanti.

Anche se non sono la persona adatta a darti i consigli che tu cerchi, e non posso nemmeno capire sulla mia pelle quello che tu hai vissuto, voglio esprimerti tutta la mia stima per quello che sei riuscito a fare!

Come donna ti sono vicina e ti appoggio pienamente nel tuo faticoso lavoro di "distacco" dalla figura materna.
Hai ragione nel mostrare insofferenza verso quegli atteggiamenti che hanno controllato, mortificato
o, peggio ancora, represso la tua personalità, ed è ora che le donne (mamme e non!)capiscano che questo è il modo più sbagliato di relazionarsi con gli uomini!

Avverto con allarme e profondo dolore il danno che purtroppo tante mamme, inconsapevolmente, fanno ai loro figli, ed avendo per natura le frequenze dell'animo femminile, so anche cosa si nasconde dietro a tanti atteggiamenti "castranti" e "opprimenti" (e, credimi, sono dinamiche che non avvengono solo nella relazione madre-figlio...).

Questo è il motivo per cui sento un peso sempre più grande di riuscire un giorno, in qualche modo, ad aiutare tante donne in un percorso "riabilitativo", che permetta loro di ritrovare se stesse e di approcciarsi al genere maschile senza quelle istintive barriere di auto-difesa e auto-protezione che fanno tanto male e tanti danni attorno.

Sono convinta che c'è un male "generazionale" che uomini e donne si trasmettono a vicenda, e che ha bisogno di essere interrotto con la potenza della Verità.
In questo terribile vortice in cui tutti siamo, nello stesso tempo, vittime e carnefici, c'è bisogno di uomini e donne rigenerati, che abbiano il coraggio di gridare basta e di vincere il male con il Bene.

Non arrestarti in questo cammino che hai intrapreso, perché hai afferrato già tante cose che non erano per nulla ovvie e scontate. Magari anche tua madre ha bisogno di capire quello che ora stai realizzando, per il suo bene personale, oltre che per il tuo!

Sono con te! Un abbraccio ;)

Ramo d'ulivo ha detto...

Carissimo, grazie per avermi reso parte del tuo mondo. Grazie.
Sei decisamente sulla buona strada. Riguardo a tua madre, continua il netto distacco. Non ti curare della genesi dei suoi problemi (rapporto con suo padre ecc.), sono fatti suoi che a te non riguardano, tu pensa a te stesso. Non ti curare nemmeno di ricuperare il rapporto con tuo padre. Il ricupero verrà da sé (se avverrà), ma è fatica inutile impegnarsi in tal senso. In sintesi, non sprecare le tue energie in altro; impiegale tutte su di te, nello studio di te stesso ecc.
Scrivi che adesso ti toccherà la sfida di affrontare gli altri ecc. La cosa che ti dirò, io l’ho capita dopo tanti anni, tu però potresti capirla anche molto prima, ed è questa: non devi essere tu ad offrontare gli altri, devono essere gli altri ad affrontare te, se vogliono e se ci riusciranno! Perché tu (come tutti) sei una roccia! Gli altri dinanzi a te devono farsela addosso al solo guardarti. Perciò non sprecare energie nemmeno in tal senso. Inutili sono le scelte di inserirsi in nuove comitive, gruppi e altro, sperando di risolvere il problema col solo stare con gli altri ecc. Non perdere tempo. Ripeto, gli altri (vecchi amici, conoscenti, coetanei, adulti, comitive, gruppi, io che ti scrivo, genitori, parenti vari…) al solo avvicinarsi a te devono farsela addosso.
Mi chiedi se sono completamente guarito. Direi di sì. Certo, sto sempre in guardia perché potrebbe da un momento all’altro diminuire anche di poco la mia autostima, con le relative conseguenze. Ma ultimamente ho trovato altre strade interiori capaci di tenerla costantemente alta, e in alcuni momenti anche altissima.
Mi chiedi quant’è durato il mio percorso. Molti anni, considera che ne ho 45 e la guarigione quasi totale è iniziata circa due, tre anni fa, forse quattro, non ricordo. Prima con alti e bassi e poi via via sempre più stabile. Considera, però, che io ho fatto l’errore di andare in cerca dell’anima gemella maschile per tanti e tanti anni. Ciò ha ritardato moltissimo il mio percorso. Come ho scritto tempo fa, i segni grossi di guarigione sono arrivati quasi tutti in una volta in seguito alla rinuncia ad avere anime gemelle maschili, e quindi in seguito all’autonomia completa da tutti.
Oggi mi faccio tante risate, quando vedo gli altri farsela addosso. La parola “autonomia” è una santa parola! Io la griderei da un capo all’altro del mondo. Se tu eviterai l’errore di dipendere dagli altri, sicuramente di tempo ne guadagnerai molto, ci spero.

Anonimo ha detto...

Vi ringrazio per le vostre risposte, così incoraggianti. Mi danno davvero molta forza, moltissima.
Grazie dei consigli ramo d'ulivo. Il fatto della dipendenza dagli altri purtroppo l'ho già focalizzata. Ho invano cercato me stesso e attenzioni fuori. Ho incentrato tutta la mia vita sul cercare approvazione e qualcuno da cui ricevere attenzioni, dentro e fuori casa. Diciamo che con l'affrontare gli "altri" intendo proprio questo: fregarmene del loro pensiero, fregarmene del loro scherno, poterli affrontare in una situazione di parità e indipendenza. Appartenere ad un gruppo non mi interessa molto, è la sensazione di libertà individuale a muovere il mio lavoro, alzarmi la mattina e sentirmi integro e felice di essere me stesso. Quando da piccolo venivo schernito piangevo, ora evito di farmi prendere in giro facendo il bravo ragazzo collaborativo, sempre col sorriso, sempre sulla difensiva. E quanto diventa amaro questo sorriso!
È qui che mi blocco, non so come fare perché di loro ho paura, una paura enorme. Temo quel dolore che scaturisce dalle loro parole e che mi pietrifica, mi autoescludo dal mondo per questo terrore e non so dove sbattere la testa. È come girare con una gabbia sempre addosso che ti lascia intravedere il mondo ma non te lo fa toccare.

Ramo d'ulivo ha detto...

Carissimo, sai perché hai paura di loro? Perché li consideri ancora “qualcuno”. Vedrai che il tuo percorso di crescita t’insegnerà a sgonfiarli. Credimi, sono/siamo dei palloni gonfiati, cartucce vuote, non c’è niente, proprio niente!

Anonimo ha detto...

A Ramo d'Ulivo, volevo chiedere.. quanto pensi che la preghiera ti abbia aiutato in questo percorso di guarigione? Pensi che sia stato solo "merito tuo", o riconosci che dall'Alto, se così si può ire, qualcuno ti ha aiutato? Grazie per la risposta..

Ramo d'ulivo ha detto...

In passato, la sofferenza, specialmente quella più atroce, l’ho vissuta con Dio. I momenti più terribili li ho trascorsi appartato in qualche posto, piangendo e, se potendo, gridando continuamente verso Dio, chiedendogli di venire in mio aiuto.
Non so, forse Dio mi avrà premiato, perché quando ho cominciato a star bene, ho iniziato a vedere Dio nei piccoli e man mano nei grandi miglioramenti. Questi erano dei regali che ricevevo da lui quotidianamente. Mi stupivo e lo ringraziavo. Ho quindi tirato le somme e ho cominciato a pensare: Dio ha permesso l’omosessualità nella mia vita perché, superandola, io sperimentassi la sua forza e la sua bontà nei miei confronti.
Un tempo odiavo (e bisogna odiarla) l’omosessualità. Oggi, sicuramente perché è cosa passata, la amo come una sorella, come una vecchia amica. E’ grazie a lei che ho scoperto e conosciuto Dio. E’ stata, cioè, preziosa per la mia fede.

Anonimo ha detto...

Questo forum è la manna dal cielo!! Ringrazio ancora ramo d'ulivo, è grazie alla lettura della sua testimonianza che mi sono deciso finalmente ad intervenire e confrontarmi in questo spazio aperto. Come dicevano i latini Nomen Omen. Non è facile discutere di queste cose e ancor meno trovare qualcuno che ti ascolti e un posto dove dirle. Sapere di non essere soli nella lotta è confortante.
Per me un periodo di alti e bassi, la pulsione è calata drasticamente rispetto a prima dell'inizio questo percorso introspettivo. La masturbazione compulsiva è un brutto ricordo, segno che qualcosa si sta muovendo. Prima chiedevo cosa fosse quel vuoto che sentivo sempre dentro e che non riuscivo a colmare. Ora lo so, paradossalmente a me stesso manca me stesso, manca la mia sessualità, manca il mio essere uomo. Nasciamo per essere uomini e ci viene impedito, e rimane un grosso buco nella nostra anima. E paradossalmente sono spinto a combattere questo vuoto proprio con il comportamento in questione. La consapevolezza dell'esistenza del vuoto permette di capire che il modo in cui ci si sta cercando è quello sbagliato e cerco di non lasciarmi mai andare alla tentazione, e il bello è che ci riesco, ripromettendo mi che un giorno quello ad accitarmi sarò proprio io, e non il primo che incrocio sul viale. Tuttavia devo unire i puntini del puzzle.

Per aiutarmi a capire ho sintetizzato in qualcosa di meno astratto e più concreto la genesi dell'omosessualità secondo il
NARTH (che aiuta a ragionare); lo scrivo perché credo possa essere utile magari aiuterà coloro che non ha ben realizzato la dinamica illustrata dal dottor Nicolosi. Paragoniamo la nostra vera essenza ad un automobile. Quando nasciamo ci viene regalata l'automobile. Nostra madre ce la dona, volente o nolente. Arriva un certo punto in cui desideriamo di guidarla. Se però nostra madre non ce la lascia tirar fuori dal garage o nostro padre non ci insegna a guidarla l'auto resta lì nella rimessa, e noi è come se non ce l'avessimo, ci scordiamo di averla. Iniziamo ad adorare coloro che ce l'hanno e desideriamo essere come loro. Ma non lo siamo, in più magari ci sfottono perché non ce l'abbiamo perciò iniziamo ad odiarli e a invidiarli, (come la volpe e l'uva), a temere il loro giudizio (perché ci riporta alla realtà e alla vecchia ferita), ma desideriamo comunque intensamente essere come loro. L'automobile è la nostra sessualità, il nostro pene, quello che ci permette di essere maschietti completi. Senza macchina siamo appiedati in un mondo di automobilisti. È una sintesi della sintesi.

Tornando a me. Una cosa non capisco, non capisco come. Nel senso la scenografia è chiara, nel mio caso una madre che smorza la mia possibilità di sfogare la pulsione con i "canali ordinari", cioè facendo il maschietto, eccitandomi perciò del mio personalissimo organo. Mio padre che la asseconda pur di non ritornare lui l'oggetto della castrazione. È come un problema di matematica di cui conosci i dati e il risultato, ma non il procedimento. Se qualcuno di voi lo conosce mi sarebbe molto d'aiuto : ) grazie in anticipo e buona notte

Anonimo ha detto...

Grazie ramo d'ulivo, davvero. Dato che qui si condividono le esperienze, io intendo condividere il mio stato d'animo presente. È un periodo triste: più analizzo la mia storia, più guardo il mio passato con occhi diversi più sto male. Oggi mi sono deciso finalmente, e ho acquistato il libro del dottor Nicolosi "Identità di genere". Spero potrà aiutarmi ad arrivare dove non sono potuto arrivare da solo. Ho da poco finito di analizzare il rapporto con mia madre. È stato dolorosissimo. In primis perché ha portato alla luce ricordi che avevo letteralmente rimosso e che, al solo pensiero, ancora mi trafiggono il cuore. In secondo luogo perché ho definitivamente trovato in lei la causa principale del mio problema, non è facile realizzare che tutto ciò in cui hai creduto fino a prima era una balla, una menzogna, una distorsione della realtà. Per tanto tempo ho considerato mio padre come il responsabile della mia patologia, della mia sofferenza e della disfatta della mia famiglia. Non intendo certo farlo santo, anche lui ha le sue colpe; tuttavia avvicinandomi a lui ho scoperto come anch'egli soffrisse tanto quanto me per la situazione familiare. Mi piace usare questo paragone, siamo stati sulla stessa barca per tanto tempo, ma di spalle senza vederci, remandondoci spesso contro. Tutto sommato siamo entrambi vittime della stesse situazioni. Finalmente, dopo avergli esposto le mie sofferenze mi ha capito. Non si rende più complice di mia madre nei tentativi di castrarmi, di dominarmi. Ora facciamo squadra. Mi sono altresì reso conto di come da coloro per cui provo attrazione volessi soprattutto affetto, attenzioni, accettazione. L'erotismo è la parte"minore" del problema, nonostante sia la più evidente. Necessità affettiva ed erotica si intrecciano, ma non sono la stessa cosa. L'ho capito quando ho finalmente analizzato una costante. Ogni volta che fantasticavo su una possibile amicizia, su una possibile accettazione da parte loro nel loro mondo, vi farà sorridere, ma mi immaginavo sulle loro spalle; come i papà fanno coi bambini. Quando lui si allontanó da me per i motivi già descritti mi allontanai anche io; iniziai a cercarlo negli altri bambini, in quelli che avevano tutto quello che avrei voluto io, quello aggressivi, quelli indipendenti. Tutto ciò da quando avevo sei anni più o meno e cercavo un padre, o un fratellone come dicevo io, nei coetanei più svegli. Per i ragazzi provo una dipendenza emotiva, dipendo dalle loro attenzioni, dal loro affetto. Vanno a colmare quel buco enorme che ho nel cuore. Questa necessità si è calmata e sta pian piano scomparendo da quando ho riallacciato il rapporto con papà. Il bello è che, nonostante sia da pochi mesi che ci siamo riavvicinati, sembra che non i sia mai stata una frattura. Molte volte aveva tentato di farlo lui, ma io avevo sempre fatto spallucce. Lo vedevo come un "traditore", ero poi condizionato dall'immagine che mamma mi dava di lui, lo dipingeva come un mostro, come un egoista, come un buono a nulla, come un disgraziato e io ci credevo. Ad ogni modo, se c'è una cosa che posso consigliare a tutti coloro che partecipano a questo forum è questa: guardatevi dentro, analizzate il vostro passato. Fa male, ma le ferite vanno pulite prima di poter guarire, e per essere pulite purtroppo vanno riaperte. A volte mi chiedo dove mi porterà il mio percorso, una cosa è certa: non tornerei indietro per niente al mondo. Meglio la cruda verità che la bugia, anche se richiede meno sforzi per essere accettata. Spero solo di trovare la forza per andare avanti, che a volte manca. Buona notte.

Ramo d'ulivo ha detto...

Carissimo, grazie per i tuoi preziosi interventi del 19 e del 22. Mi sento di dirti BRAVO!!! E se fossimo di presenza, come minimo ti darei un bacio.
Vai avanti! Nel percorso in questione non bisogna andare alla garibaldina, ma alla certosina. E da ciò che scrivi e dai toni che usi, sembra che tu abbia già questo modo di operare. Questo modo di essere ti aiuterà molto.
Dici di avere i dati, di conoscere il risultato, ma chiedi del procedimento. Ti dico ciò che penso. Ogni uomo è un mondo a sé, e il procedimento di uno può essere diverso da quello di un altro. Vedo che hai tra le mani ottimi strumenti, devi solo operare. Guarda dentro di te, il tuo procedimento è molto buono. Quando ti accorgerai che qualcosa di esso non va, lo ritoccherai. E’ comunque un lavoro di molta pazienza ed è questa che sarà premiata. Ne vedrai di belle e proverai molte soddisfazioni. Ti saluto.

Francesco ha detto...

Ciao a tutti, mi chiamo Francesco e ho 36 anni.Condivido pienamente le vostre lotte e sfide e da parte mia vi è il più grande incoraggiamento a continuare e ad avere fiducia nell'aiuto di Dio. Come diceva San Paolo "tutto posso in Colui che mi dà Forza".Volevo chiedere a qualcuno del blog se il Dott.Nicolosi conduce terapie anche via Skype con italiani che parlano inglese e in caso affermativo chi di voi aveva provato.Oppure se qualcuno era stato dal dott.Ricci a Milano e come si era trovato.Intanto vi ringrazio tutti e vi abbraccio.

Anonimo ha detto...

Buonasera ragazzi. Sto leggendo il libro di Nicolosi "identità di genere". L'ho iniziato ieri sera, non ho dormito tutta la notte tanto mi ha sconvolto. Mi sono ritrovato, è scioccante poter leggere la storia della propria vita. Ha risvegliato in me un dolore fortissimo. È tuttavia stato confortante perché nel mio piccolo ho avuto la sensazione di essere sulla buona strada. Molti punto qui toccati ero riuscito a toccarli in autonomia. Perciò sento che sono sulla buona strada. La parte sul doppio legame è tosta; sono cresciuto in questo modo. Perciò se avete dubbi ed esitazioni metteteli da parte, serve molto. I 20€ meglio spesi dell'anno. Buona serata un abbraccio.

bluekover ha detto...

Ciao Francesco,
io ho avuto pareri molto positivi sul dott. Roberto Marchesini a Milano, soprattutto perchè affronta il problema in maniera efficace e concreta, senza perdersi nei meandri della psicanalisi, ormai superati.
Un caro incoraggiamento a te e a tutti,
B.

Francesco ha detto...

Grazie bluekover per avermi risposto e per il consiglio, un abbraccio a tutti!

Francesco ha detto...

Ciao a tutti,volevo chiedere se qualcuno di voi o anche a te bluekover, un contatto del dott.Roberto Marchesi. Non riesco a trovare un suo sito o una mail al quale scrviere. Vi ringrazio in anticipo e vi abbraccio nuovamente mandandovi tanto amore ed incoraggiamento!
P.s:tanto per sapermi regolare quando prende in media a seduto uno psicologo come Marchesi?grazie

Francesco ha detto...

Ciao scusate dalla fretta ho sbagliato il nome del Dottore che come molti di voi sapranno è Roberto Marchesini!Vi abbraccio ancora.

fra Max ha detto...

Per Francesco:
Ciao Carissimo, Pace a te!
Per avere notizie del dott Marchesini scrivi al NARTH Italia e ti risponderà probabilmente lui.
Un abbraccio a te e a tutti quelli del Forum.
Fr Max

cuore di aquila 74 ha detto...

Ciao Francesco. Per tutte le informazioni che cerchi rivolgiti a questo indirizzo: narth.italia@gmail.com
Il dottor Marchesini cmq riceve nella zona di Milano. Anche io, pur non conoscendolo di persona, mi sento vivamente di consigliartelo. Ho letto due suoi libri (Identità di genere e Quello che gli uomini non dicono) che, poco per volta, mi hanno aiutato a comprendere molto di me stesso. Ti abbraccio. Tante benedizioni

Francesco ha detto...

Ciao a tutti amici del blog, vorrei ringraziare Fr Max e cuore di aquila 74 per avermi risposto, grazie di cuore!Ora proverò a mandare una mail al narth italia per avere un contatto del Dott.Marchesini e che dire...se son rose fioriranno!Vi farò sapere.Intanto sto leggendo il libro di Nicolosi "Identità di genere" e lo trovo molto bello e ricco di analisi in cui è facile riconoscersi.Vi abbraccio tutti!

Ramo d'ulivo ha detto...

Un saluto a tutti voi. Avrei una domanda da fare. La riflessione che si trova sull’home page “L’amante perfetto” è intera o solo una parte? Nel caso, dove trovare tutto il resto? E’ molto bella, come anche quella precedente della mamma. Se visitano il forum, agli autori dico che li ringrazio tanto. Aspetto risposta alla domanda. Grazie.

Amministratore ha detto...

Si, fa parte di un altro articolo dal titolo "Amare lo stesso sesso" http://omosessualitaeidentita.blogspot.it/2008/01/omosessualit-una-storia-parte-vi.html

Grazie per il tuo contributo al forum e per l'interesse che dimostri per il nostro blog. Siamo anche su Facebook, il link si trova in alto a destra sulla homepage del blog. Un carissimo saluto!

Ramo d'ulivo ha detto...

Grazie tante. E' un piacere.

Anonimo ha detto...

Cari ragazzi
premetto che non sono credende ma vorrei comunque cercare di prendere le redini della mia vita. Come tutti gli omosessuali, anchio ho problemi con il controllo della masturbazione e della pornografia. Anchio mi porto delle ferite molto profonde di cui ho difficoltà a parlare... mi consigliate qualche esperto LAICO che possa aiutarmi? Scusate ma le cazzate dei preti su maria e i gesù che mi guariscono non riesco a digerirle... ma al contempo vorrei essere un altro, perchè sono integrato, non sono uno sfigato e quindi non voglio accettarmi come "omosessuale" e fingere di essere felice come fanno gli altri. Se volete consigliarmi di convertirmi perderete tempo, se potete aiutarmi postate qui chi può aiutarmi. Ciao

A. 27 marzo ha detto...

Nella transessualità e nell'omosessualità c'è il vuoto del mondo, lo smarrimento dell'anima. E ciò è stato voluto! E' un risultato che è stato ricercato ed oggi "accettato", promulgato, consigliato da un Elite che non può che essere definita satanica: massoneria, finanza internazionale, vaticano, politica venduta. Burattini che hanno venduto i loro fratelli senza rendersi conto che l'unica ricchezza e gioia poteva essere conquistata nel creare una Società che tenesse conto del bene comune. La ricchezza sta nella relazione, nel venire a contatto con l'unicità dell'altro, fregandoci tra di noi abbiamo creato una società che sta procedendo verso l'autodistruzione.
Chi ha vissuto la condizione trans o omo e ha avuto la possibilità d'indagarla fino alla fine della tana del Bianconiglio sa che il mondo in cui viviamo è un'illusione e le identità sono create con lo stampino, secondo le necessità del sistema.

L'omosessualità in natura deriva dalla gerarchizzazione dei membri maschi del branco. Sono tutti in costellazione psichica: gli attivi godono nel sottomettere i rivali di territorio o i maschi che devono restare in posizione di gregari, i passivi adorano il maschio alpha e si annullano in modo tale da dare al branco una compostezza. E' la gerarchia che l'Elite vuole anche per la società umana!!!
La mia non è un'interpretazione psicologica, ma un'analisi biologica, l'hanno dedotto dall'osservazione delle dinamiche del branco nei lupi e nei gorilla. E osservando l'uomo ho constatato essere anche per lui così. Il punto è che l'uomo è un'altra cosa, non è nè un lupo nè un gorilla!!! Nonostante la propaganda darwiniana. Le ideologie che l'elite finanzia e inserisce nei libri di testo sono funzionali ad un piano di dominio sull'uomo: così come in passato ha usato le religioni per dividere ed irretire, oggi usa lo scientismo per far credere che l'uomo non è altro che un ammasso di cellule. E' ridicolo che la religione e la scienza si fanno la guerra quando lavorano per lo stesso padrone.

Io credo che nel futuro l'elite vuole che tutti siano omosessuali e ci sta riuscendo. Basta togliere il territorio esterno ai maschi rendendo la possibilità di confrontarsi e fare impresa sempre più difficile e frustrante e per il lesbismo basta togliere la possibilità di avere un nido sicuro, di modo che l'istinto della maternità viene soffocato e la femmina è spinta all'esterno. L'uomo e la donna si incontreranno in uno spazio non proprio: le nazioni occidentali stanno sprofondando nel debito, si parla già di vendere spiagge, monumenti e intere città. Chi possiede il debito sta arrivando a spingere affinchè la proprietà privata non esista più.

A. 27 marzo ha detto...

Quando il suolo che cammineremo non sarà più nostro l'uomo non avrà più sesso. La straordinaria complementarietà dei sessi è stata usata da sempre per alimentare il divide et impera nel genere umano: attraverso il lesbismo/femminismo le donne dovevano credere che essere madri era una condizione d'inferiorità, rispetto alla carriera. Invece di uno Stato che difendesse la maternità, il rapporto tra la mamma e il bambino, quale fondamento di una sana società, si sono finanziati gli asili nidi, in cui altre donne (o peggio suore) tenevano i figli mentre la madre era obbligata a passare 8 ore in ufficio sotto una marea di burocrazia inutile.

Ognuno cercherà nell'altro sè stesso, il proprio Io idealizzato. Vogliono impostare una società narcisistica, priva di un senso profondo della Vita, votata al consumo e al divertimento/sballo quindi facilmente controllabile e manipolabile. E poi c'è tutta la questione di rendere sterile l'umanità di modo da iniziare il progetto di eugenetica, in cui i bambini saranno concepiti, selezionati e parte dell'Elite fin dalla loro nascita: è la ricerca del suddito perfetto.

Ecco di cosa è parte la questione omosessuale, iniziamo ad aprire gli occhi!!!
Per me è assurdo e addirittura dannoso che ci siano psicologi che vogliono aiutare ragazzi omosessuali fissandoli ancora più nell'analisi delle dinamiche della propria famiglia o sulle loro difficoltà d'interazione. Noi abbiamo bisogno di Verità, sete di un sapere che scardina e libera. Il patriottismo cristiano è la solita minestra di manipolazione della coscienza. Oggi nel 2014 chi non se ne accorge è perchè in malafede, vuole mantenere la sua posizione.

Ramo d'ulivo ha detto...

Carissimo,
dici: "...non voglio accettarmi come omosessuale e fingere...". Bravo! Ti trovi nella direzione giusta. Ciò è un gran vantaggio per la tua crescita. Vedi, cerca, leggi, datti da fare. Ci sono tanti aiuti in giro, datti da fare. Chi può aiutarti più di ogni altro, però, sei tu stesso, le tue forze, il tuo coraggio, la tua caparbietà. Dai toni che usi, s'intravede il tuo carattere caparbio. Con questo modo di essere andrai più velocemente verso la risoluzione dei tuoi problemi. Io do del beato a chi ha questo carattere. Perciò cerca, comincia... Ti saluto.

Anonimo ha detto...

La cosa difficile di questo cambiamento, è anche il fatto di dover combattere contro i pregiudizi che alcune persone si erano fatte sul tuo conto.. molti di noi, purtroppo, magari sono stati etichettati come gay.. e si sa che, come diceva Einstein, "è più facile distruggere un atomo che un pregiudizio"..

Ramo d'ulivo ha detto...

Perché cercare di distruggere i pregiudizi e non scegliere, invece, di ignorarli?

A. 27 marzo ha detto...

Il video in homepage è molto interessante, al di là dell'evidente aspetto biologico che caratterizza i due sessi nel corpo come nella psiche. E' proprio nelle nazioni in cui c'è più libertà che i sessi si vanno differenziando maggiormente: le persone danno espressione alle proprie inclinazioni più profonde, biologiche. Le lesbiche, i gay, i figli di ferventi femministe che hanno occupato la scienza, cercando in essa fondamento alle proprie ideologie, sono mossi da uno spirito contro la stessa libertà dell'essere. E' questo il punto fondamentale: sorgono da movimenti per la libertà espressione sessuale mentre ad un'indagine accurata sono ferventi oppositori della vera libertà. Bingo! Cosa vuole un sistema votato all'accentramento del potere se non sempre minore libertà?!

Il rischio è che l'Elite finanzi questi ultimi perchè più adatti alla conformazione sociale desiderata, ossia alla spersonalizzazione, all'allontanamento dal proprio nucleo e da un mondo di armonia. Non è questione di accuratezza negli studi, è questione di potere, di gestione/controllo delle masse nel prossimo futuro. Il sistema arriverà ad affermare le cose più assurde, contro ogni evidenza logica, non perchè le crede corrette, ma perchè le considera funzionali all'impero oligarchico.

James Wanderer ha detto...

Per l'anonimo non credente.

Il cammino di chi non é credente é forse da un lato più difficile perché manca l'idea del sostegno di un Dio che ama ed aiuta, dall'altro però é forse più autentico e meno forzato (senza sminuire il cammino e le intenzioni dei credenti) perché non sei vincolato da credenze religiose, sensi di colpa ed obblighi morali (ancora una volta mi scuso con i credenti, però una parte di voi magari é spinto più da una direttiva religiosa e morale che da un vero desiderio di cambiamento, per questo risulta difficile e in alcuni casi non porta alla desiderata "guarigione"). Potresti contattare narth italia e chiedere loro informazioni su psicologi preparati, oppure potresti trovare uno psicologo aperto di mente con cui lavorare insieme, basandovi sugli scritti di nicolosi. Compra dei libri, sicuramente ti aiuteranno ad avere una visione più precisa della situazione.

Buona fortuna!

Volevo ringraziare Ramo D'Ulivo per la sua testimonianza precisa e dettagliata, mi ha fatto molto piacere leggerla.
Non sono un vero e proprio credente, ma conta poco. É bello vedere tante persone che, come me, ricercano la propria veritá non ingoiando pillole preconfezionate da altri.

Mi piacciono la carica di A. 27 Marzo e le sue teorie! Un abbraccio, fratello.

Un saluto a tutti.

A. 27 marzo ha detto...

Cara Chiesa, la croce porta a non fuggire da sè, all'indagine per raggiungere il Regno del Padre sulla Terra. Non siamo qui a portare croci inutilmente per infiniti anni, ora sono già 2000. Qualcosa inizia a farti percepire come un gate keeper, termine tanto caro alla politica, ossia come uno strumento per collassare le coscienze sotto un peso sempre più grande di una croce che non raggiunge il suo senso d'essere.
Caro Papa, quando parla della moneta come "sterco del demonio", gradiremmo andasse un po' più in profondità della questione: la moneta ad emissione a debito così come il prestino con interessi che porta le banche delle dinastie a diventare il centro del mondo, sono condannate dallo stesso Gesù. Se non può combattere apertamente, rifletta sul senso di tenere i cristiani in un limbo perenne, di caricarli di croci sempre più grandi senza minimamente compiere passi nella direzione del Regno dei Cieli.
La verità è che le religioni sono state create per dividere, per manipolare la coscienza. Non giungono mai al nucleo di alcuna questione perchè la facciata buona è completamente ininfluente, serve ad attrarre le anime come mosche al miele per poi collassarle in emozioni di bassissima vibrazione quali vergogna, pentimento, sottomissione (in ginocchio, mio colpa mia grandissima colpa). E poi ci si chiede come mai la percentuale più alta di omosessualità sia presente nella Chiesa? In una struttura gerarchica il maschio alla base della piramide non può che essere omosessuale. La lobby gay in Vaticano nasce da qui ed funzionale al nuovo ordine mondiale, in cui un'elite illuminata dal vertice comanda sul gregge.

Io credo sempre più che il cristianesimo, come le altre religioni, sia in realtà il culto di satana, di quegli dei feroci dell'antico testamento che oggi vengono identificati con gli ufo. La pedofilia dilagante nel clero è troppo simile ai sacrifici di fanciulli che venivano compiuti dai culti precedenti per poter essere solo un caso. E' come se stessero donando energia di anti-luce, di sofferenza a creature di altre dimensioni. I simboli demoniaci nei quadri di ogni chiesa e i rituali delle messe secondo me servono ad indurre i preti a compiere determinati atti.
L'Umanità non deve liberarsi da questa gabbia che lei stessa proietta e contribuisce ad alimentare, deve crearsi, rinascere da sè e ce la farà!

Ramo d'ulivo ha detto...

Un caro saluto a te, James Wanderer.

A. 27 marzo ha detto...

E' davvero incredibile la velocità con cui è chiesto ai burattini della politica di veicolare l'omosessualizzazione della società. Il risultato da ottenere è evidentemente il superamento del concetto di famiglia, di quel branco che ha in sè stesso una forza e una capacità decisionale, che protegge gli individui. Le coppie usa e getta, disfa e ricrea, sono molto più adatte! Non potendo generare, essendo escluse dal dono della Vita, hanno un'intrinseca accezione superficiale, di godimento sessuale e dei piaceri consumistici, non di evoluzione della coscienza e di raggiungimento del Bene.
La scusa che danno ai burattini per veicolare queste assurdità è che il mondo è sovrappopolato e quindi è necessario ridurre la popolazione. Pubblicità gay in ogni città, invasione delle scuole da parte dell'ideologia gender, leggi contro la libertà di espressione (omofobia) ecc.

Sarà interessante quanto drammatico vedere sorgere le nuove associazioni che supereranno l'ideologia gay: l'inno all'essere neutro! Non più maschio nè femmina, nè etero nè gay nè trans nè bisex. In un futuro non lontano questi stati saranno considerati dannosi per il bene comune perchè forniscono comunque un'identità. I vari finanziamenti e appoggi vogliono arrivare a passi digeribili al suddito perfetto, perso in sè stesso, tagliare quell'orribile cordone ombelicale con gli istinti biologici che portano poi alla strutturazione di una psiche. Se si taglia quel primordiale collegamento, l'elite ha libero accesso a plasmare l'umanità nella forma più adatta.
Il divide et impera deve raggiungere l'anima, non basta più la falsa divisione politica del destra e sinistra, lo sfaldamento della famiglia accreditato dal divorzio breve, la creazione di diverse religioni, l'obbiettivo è arrivare all'anima dell'individuo. Sconnettere psiche e corpo, isolarlo facendo la guerra alle varie forme di aggregazione (famiglia e chiesa in primis). Quando sarà totalmente solo e perso gli faranno credere di essere Dio, mentre sarà la batteria di satana.

A chi sta bene ok, a me non piace questa cosa! Alla fine l'umanità esploderà, verrà completamente soggiogata alla volontà di una ristretta fascia di coscienza che, tra l'altro, la vuole schiava. Spero solo di non essere travolto da questo inferno.

Anonimo ha detto...

Una volta però appurati tutti questi elementi e analizzati, ovvero rapporto conflittuale con il padre madre apprensiva e tutto ciò che si è detto... come si fa, o meglio, come avete fatto, se ci siete riusciti, ad allontanare l'attrazione fisica nei confronti di altri ragazzi? io ci sto provando, ma sembra molto difficile..

Ramo d'ulivo ha detto...

Carissimo,
non bisogna solo “appurare e analizzare”, bisogna poi lavorarci sopra e lavorare su se stessi. Non t’impegnare a combattere l’attrazione fisica, perché è battaglia persa in partenza. La diminuzione e scomparsa dell’attrazione è conseguenza del lavoro che farai a monte. Verrà da sé, naturalmente. Non ti preoccupare. Le energie, perciò, concentrale tutte là. Ci vuole, però, del tempo. Non scompaiono dall’oggi al domani. Non ti scoraggiare. Ce la puoi fare!

James Wanderer ha detto...

Devi capire da cosa derivano le tue attrazioni... Quando provi attrazione devi chiederti: cosa mi attrae in quella persona? Cosa desidero in quell'uomo che non vedo in me? Quando lo capisci, il passo successivo è comprendere che anche tu sei uomo come quella persona, che siete uguali, che non sei da meno, non sei inferiore. Costruisci delle sincere amicizie eterosessuali ed impara a ricevere e dare affetto "fraterno". Vivi la mascolinità e la virilità con loro, impara a percepirla anche in te stesso. Quando riscopri l'uomo che è in te le attrazioni verranno meno... Questo è in sintesi ciò che ho fatto io... Leggi i diversi articoli di questo blog, troverai tutto quello che ti serve. Il cambiamento è un qualcosa di attivo e non bastano solo le preghiere. Buona fortuna!

Bluekover ha detto...

Ciao ragazzi!
Vi segnalo questo articolo sul rischio AIDS negli omosessuali. Secondo l'OMS il rischio è 19 volte maggiore per gli omosessuali!! Non so a voi, ma a me questa cosa fa accapponare la pelle!
http://www.corriere.it/salute/14_luglio_11/aids-pillola-preventiva-gay-nuove-linee-guida-dell-oms-33136d40-08dc-11e4-89ec-c067e3a232ce.shtml

A. 27 marzo ha detto...

La condizione omosessuale è un mezzo che lo spirito utilizza per tornare a casa, uno degli infiniti. E' come se ad un certo punto della vita il DNA si sintonizzasse sul programma di destrutturazione dell'illusione di questo mondo. E' un percorso che sul piano umano sembra dilaniare l'anima, ma spiritualmente conduce alla libertà. Tutto parte dall'oggettività della constatazione che due peni o due vagine non sono complementari tra loro, che pene-ano danno origine ad una sensazione di sottomissione/dominio e vagina-vagina ad una di frustrazione. Sarà mica che corpo-psiche-anima-spirito sono la stessa cosa su piani diversi?! Non sia mai... Quello che gli psicologi del sistema sono chiamati a fare oggi non ricorda l'1+1=3 di orweliana memoria?! La dissociazione corporea fondamento delle teorie psicologiche più accreditate/diffuse/finanziate è, guarda caso, perfettamente in linea al dominio di big pharma nel settore medico. Farmaci=controllo esterno non presa di coscienza, crescita, evoluzione. Come si collega la diffusione di videogames (di violenza, di guerra) ad un pubblico sempre più piccolo e il dominio del farmaco ritalin nelle scuole statunitensi (e presto europee) per sempre maggiori disturbi di dissociazione e fuga da sè? Qual è il reale fine: distuggere la natura umana per ricostruirla a proprio piacimento?!

Ma soprattutto, e qui si arriva alla follia, come ci si spiega una Chiesa che da 2000 anni invoca il Regno del Padre sulla Terra e il cui massimo rappresentante non fa una parola sul signoraggio bancario e benedice i semi ogm della Monsanto? I più fedeli dicono che non poteva fare altro dato che lo tenevano in scacco con la questione della pedofilia dilagante nel clero e con lo scandalo dello Ior. Ma ragazzi di cosa stiamo parlando? Cioè se essere cristiano significa essere immischiato in questi compromessi si capisce perchè il Regno del Padre sembra allontanarsi sempre più! E' una truffa, delle più meschine! In questi anni ho frequentato l'ambiente religioso in cerca di aiuto, ero distrutto psicologicamente ed emotivamente, in cerca di una casa, di un popolo orientato al Bene, pensavo si trattasse di questo. Dio ci salvi dalla religione! Luoghi e persone tetri, oscuri, di un mistero demoniaco.

A. 27 marzo ha detto...

Al tempo ero così ingenuo, ero un frammento di coscienza che non aveva vissuto la programmazione del mondo. Il ruolo della bambolina della mamma così come quello dello studente secchione mi avevano sì escluso dalla strutturazione di una mia identità solida, conforme all'ambiente, ma anche protetto dalla programmazione neurologica del sistema. Abbandonando i ruoli sono entrato in me stesso senza che la mia coscienza avesse subito l'indottrinamento base. Alcune persone sanno, ho conosciuto alcuni preti e massoni che erano sorpresi di come non avessi subito le vaccinazioni dello spirito, quelle che rendono ciechi attraverso la scuola, il catechismo e tutte le propaggini del sistema. Pur venendo da una famiglia "normale", non illuminata. E qui si capisce la gerarchizzazione dell'umanità tra chi sa e chi è bestia da chiudere nel recinto. Nonostante fossi nato nel recinto mi interrogavo su questioni proprie dei salotti dell'Elite, quella che gestisce la massa di caproni e che con la truffa della moneta-debito (quella su cui il Papa tacce) sta ampliando sempre più la differenza tra i due mondi.

Ci tengo a dire ad un parroco che ho conosciuto tempo fa, ma che è troppo impegnato per poter mantenere un contatto anche solo epistolare con me (U_u), che la Chiesa non sta per essere distrutta, la Chiesa non è mai esistita. Sta per essere sostituita dai suoi committenti perchè è talmente arretrata che non è più in grado di svolgere bene il suo compito di ingabbiamento e manipolazione della coscienza. La New Age è la stessa cosa del cristianesimo, ebraismo, islamismo, solo che agisce ad un livello di manipolazione molto più profondo e quindi è più adatta al controllo dello spirito, è in linea con i tempi.

Se ero un ragazzino solo, perso, fragile e la società è davvero quell'ente che si prodiga per il Bene comune perchè era disposta a darmi tutto (per programmarmi: psicologi e preti) eccetto ciò che davvero mi avrebbe aiutato? Bastava un uomo dotato di un minimo d'istinto paterno. Come mai è stata disincentivata ogni figura di sano maschile nell'educazione famigliare e sociale? Meglio un maschile violento (e poi da colpevolizzare) che un maschile che vada a formare la Patria (oggi detto paese) ?!
L'omosessualizzazione viene da qui, oggi viene fatta accettare perchè in realtà è stata creata da quello stesso sistema. E' l'illusione di essere adulto (non perenne adolescente), avere un territorio (paese non Patria), parte di un popolo (non gente), di essere aperti alla Vita (semi ogm), di essere liberi (dinastie dei Rockfeller, Rotchild).

E ora, grandi luminari, convincetemi che è solo una questione di pene e ano, paragonabile alle preferenze di gusti alimentari.

A. 27 marzo ha detto...

Vi voglio bene, mamma e papà.
Voglio bene alle vostre difficoltà, così dolorose ma oggi così vere, specchio del mio dolore e di quello del mondo che abito.
Voglio crescere, trasformare quest'energia e farvi dono un domani di un sorriso, simbolo del Bene che vi ho sempre voluto per avermi donato la Vita.

A. 27 marzo ha detto...

La psiche nasce dalla percezione del mondo. Il denaro sarà anche lo sterco del demonio, come definito dal papa, ma l'identità si costituisce da elementi di senso biologico quali possibilità di cibarsi, di avere una casa, di avere una posizione e di far parte di un branco (famiglia, società). Mio nonno paterno non era duro, chiuso e avido per assenza di un buon psicologo, ma perchè aveva vissuto i drammi della guerra e la fame del campo di concentramento. Tutti i suoi 6 figli maschi sono rimasti schiacciati dalla sua autorità, sono rimasti chiusi dentro le sue mura, mio padre l'unico ad avere una sua famiglia ha rigettato il ruolo del padre, definendo il suo comportamento assente "un dono di libertà". Il non occuparsi dei suoi figli era una compensazione all'imbrigliamento all'azienda famigliare che suo padre aveva compiuto su di lui e i suoi fratelli. Il punto è che tutto è profondamente connesso al mondo fisico, al denaro. Un semplice mezzo che rende gli scambi più agevoli è stato trasformato in un mezzo di dominio sui popoli. Quindi non è il denaro in sè ad essere sporco, ma come è stato trasformato dall'elite che veramente decide. Ci sono guerre e crisi continue che non permettono all'umanità di evolvere perchè il valore del denaro non è del popolo che lo riconosce, ma di chi lo emette e lo addebita ai Paesi, privandoli dell'energia che loro stessi hanno generato e schiacciandoli sotto il peso del debito pubblico.

Anonimo ha detto...

A. 27 marzo,
grazie di cuore per condividere le tue riflessioni.
Sono molto interessanti, dimostrano una grande apertura di coscienza.
Anche per me "l'omosessualità" mi è servita per iniziare un percorso di risveglio interiore.
E' difficile, spesso ho l'impressione di perdermi.
E leggere scritti come quelli che tu posti, mi è molto d'aiuto per ritrovare la via.
Spero che continuerai a scrivere.
Grazie
:)

A.

Anonimo ha detto...

Alberto
Vi prego aiutatemi sono pieno di odio per i miei genitori e fra qualche giorno avrò un colloquio con una psicoterapeuta del NARTH. Vorrei parlare con qualcuno di voi, sono disperato, ho paura di dover vivere tutta la vita in castità oppure diventare uno di quelli che dice che gay si nasce per nascondere a me stesso la mia trsistezza e solitudine. Lasciatemi i vostri contatti.

Ramo d'ulivo ha detto...

Alberto, perché non ti apri un poco qui nel forum?

Anonimo ha detto...

Vi prego ragazzi aiutatemi perché è da un po' di tempo che ho delle ricorrenti fantasie di suicidio.

Anonimo ha detto...

Ragazzi per favore aiutatemi perché ultimamente ho delle ricorrenti fantasie di suicidio

Ramo d'ulivo ha detto...

Alberto, è normale che tu abbia fantasie di suicidio. Ma se non ti apri, come ti si può venire in aiuto?

Anonimo ha detto...

Ciao, apriti in questo spazio senza paura, sfogati senza riserve.. ti ascoltiamo! Se sei credente (e se vuoi, anche se non lo sei) esci di casa e vai da un frate o un sacerdote e non avere paura di chiedere aiuto. Ogni cambiamento nasce da un atto di fede, da un passo verso ciò che non conosciamo e che può farci paura. Coraggio!

Emilio ha detto...

Ciao a tutti!
Ecco ragazzi era un po che non visitavo il blog! Voglio dire questo: che LA VITA è TROPPO BELLA. Soffriamo?piangiamo?ci disperiamo?eppure nel dolore la vita ti sorprende! Parlo a tutti, credenti o non credenti..Ognuno di noi vuole la pace nella sua vita!vuole regolarità,ordine,felicità,profumo,allegria,comprensione,umanità,intelligenza e nel nostro caso virilità,mascolinità,sicurezza,forza!Sappiamo bene cosa significa omosessualità:l'omosessualità è tutto ciò che distrugge le cose che ho appena detto. Ragazzi cos'è il sesso?cos'è il piacere?Cosa significa essere uomo?cosa significa essere maschio? cosa significa appartenere a questo sesso?Ragazzi a tutte queste domande ci sono risposte che si trovano piano ,piano; combattendo,lottando,ma anche sorridendo!Voglio dire che anche io ho impulsi omosessuali,capisco quello che sentite,ciò che provate perchè lo vivo a mia volta.. voglio dire questo: non c è cosa più bella nel riscoprirsi veri!nel conoscersi!che valiamo!che non siamo lo schifo che pensiamo!Fate esplodere il vero che è in voi!il bene che è in voi!Non fatevi schiacciare dall'amarezza!cadete?non fa niente!Rialzatevi!ricadete?non fa niente!Rimettetevi di nuovo in piedi! Siate come dei cavalieri perchè la vita è una lotta!e dobbiamo fare del tutto per vincere!perchè vincere si può!si può!non ascoltate chi vi scoraggia, andate avanti come treni!e nei momenti bui è proprio lì che dovete affilare le vostre armi e tenere ancora piu duro!Tutti!lo ripeto!Credenti e non!L'omosessualità è la strada che distrugge un uomo!lo schianta,lo dilania,lo corrode.Non abbiate paura di lottare le cose che realmente corrodono!Anche i vostri brutti pensieri,domateli!siate voi a prendere in mano la vostra vita!non le passioni!non i vizi!Abbiamo una testa che Dio ci ha donato!usiamola perchè la vera ragione ci libera e ci porta alla verità.Chi crede nel Signore confidi nel Suo amoroso sostegno!Perchè Dio non abbandona mai!Egli non è un bugiardo!Egli è L'Amoroso Signore che brucia di un amore così vivo per noi che se ne fossimo a conoscenza piangeremmo di gioia!Ma anche chi non crede combatta per la sua umanità!per la felicità altrui e propria!Anche il più incallito degli atei è una stella luminosa se si adopera nel bene e nell'Amore!
Dio ci benedica di cuore!
Vi abbraccio tutti!ciao!!

Anonimo ha detto...

Buona giornata a tutti!!!!

Anonimo ha detto...

Buona giornata! Emilio grazie di cuore per le tue parole di forza e incoraggiamento! Credo a tutto ciò che dici..a volte la vita quotidiana ci fa perdere questa prospettiva e ci fa piombare in vecchie prospettive e modi di vivere che passivamente accettiamo, credendo che siano loro a definire la nostra identità. Ma sappiamo che non è così. Vivere secondo ciò che hai detto a me dà gioia vera..e dove c'è gioia vera c'è verità!

A. 27 marzo ha detto...

La cosa bella è rendersi conto che non si è esterni al tram tram del mondo, ma che anzi le proprie percezioni in evoluzione sono lo strumento per conoscere e conoscersi.
Ciao!

Ramo d'ulivo ha detto...

Bravo, Emilio!

Anonimo ha detto...

Erano anni che non scrivevo sul blog.dopo un periodo migliore sono caduto di nuovo. Negli ultimi giorni mi affascinava guardare le persone i ragazzi fuori i cinema porno è stato terribile, mi sono masturbato tanto e sono stato vicino a rifare sesso. Mi sento disperato e ho paura non sia possibile cambiare.

Anonimo ha detto...

Scrivo un altro commento in quanto lo scorso non lo avete pubblicato. Sto male sono ricaduto spesso durante questa settimana sono stato fuori a cinema porno a fissare corpo e in particolare in mezzo alle gambe dei marchettari. La masturbazione è stata tantissima !!!! spesso penso che cambiare è impossibile!!!!se volete datemi un incoraggiamento. Perchè poi guardo gli uomini con tanta voglia erotica? mahhhh

Ramo d'ulivo ha detto...

Carissimo,
no, non è vero che cambiare è impossibile. Te lo dice uno che ha creduto tante volte la stessa cosa e che si è dovuto ricredere. Cambiare è possibile, e come! La natura umana ha tante risorse nascoste, tra cui quelle specifiche per lottare le tendenze omosessuali. Immergiti in questo percorso duro, ma stupendo. Vedrai che ti arriveranno a poggiare a terra.
Solo per vincere il presente scoraggiamento, pensa che le tue tendenze attuali, nonostante ti fanno soffrire da matti, sono quelle che ti mantengono in vita. Nelle tue condizioni, senze le suddette tendenze, saresti già morto. Ti porto un paragone.
Non so se ti è capitato di vedere, in alcune zone dove il vento spira fortissimo e solo da un lato, alberi le cui chiome sono estese tutte in una direzione (effetto phono-capelli). Questi alberi si sono semplicemente adattati per non morire. Non ce l’avrebbero fatta a sopravvivere se non prendendo quella piega. E’ uguale! L’omosessualità è una piega storta che la nostra ricca natura umana ha preso per mantenersi in vita. Io di tanto in tanto ringrazio Dio, sai? Nelle condizioni familiari/sociali/psicologiche in cui mi trovavo, senza l’omosessualità oggi non sarei qui a scrivere. Questo solo per vincere l’attuale scoraggiamento. Ringrazia perciò la tua omosessualità e poi lottala perché deve morire. E’ subentrata in te per aiutarti a vivere, ma se permane ti uccide. Prima che ti uccide lei, falla fuori tu. Ha svolto il suo compito e ha fatto il suo tempo, ora deve andare via. E siccome da sola via non va mai, la devi buttar fuori tu. Non ci perdere tempo.

Anonimo ha detto...

Grazie Ramo d ulivo.....................a volte è un istinto che supera la ragione e anche se sai che è sbagliato l'eccitazione diventa il piacere assoluto. E'difficilissimo ma voglio continuare il percorso!!!! spero che sempre più sarò attratto dalla bellezza femminile e sempre meno dal macismo e dalla volgarità di tanti che mi eccita e offende allo stesso tempo. Un abbraccio e una preghiera per tutti

Anonimo ha detto...

Grazie Ramo di ulivo.......purtroppo a volte è l istinto che supera la ragione e la massima eccitazione diventa il massimo piacere. Spero un giorno di provare piacere guardando corpi femminili e non eccitazione con corpi maschili carichi di macismo e volgarità che mi eccitano ma anche offendono!!!! Una preghiera per noi

rossyy ha detto...

io non potevo credere alle parole del signor J.Nicolosi, perchè hanno sempre assicurato il contrario.. ora sono contenta, non sono omosessuale, ma ho avuto qualche piccola attrazione..

Anonimo ha detto...

Volevo chiedere a tutti voi, ci sono particolari preghiere/novene che avete recitato in onore di Santi della Vergine o Gesù e he sentite vi abbiano particolarmente aiutato in questo percorso di guarigione? Ci sono preghiere che consigliereste? io nel mio piccolo se posso consigliarvi delle preghiere, consiglio a tutti la Coroncina alla Sante Piaghe di Nostro Signore, in cui si prega affinchè le Sue piaghe guariscano quelle delle nostre anime, e noi abbiamo molto bisogno di sanare le piaghe della nostra anima. Un' altra devozione e preghiera che mi è stata d'aiuto, oltre la S.Vergine naturalmente,è quella al Bambino Gesù di Praga, e in generale la devozione e le preghiere relative al'infanzia di Gesù. noi tutti, chi più chi meno, abbiamo ricevuto traumi purtroppo durante quel delicato periodo che è l'infnazia, dunque chi meglio di Gesù Bambino, di cui tanti Santi furono devoti, può aiutarci a guarire dai traumi infantili?

Anonimo ha detto...

Ciao, io consiglio l'orazione alla piaga della spalla di nostro Signore e il rosario (potentissimo),magari aggiungendo le preghiere della novena a Maria che scioglie i nodi.

Anonimo ha detto...

Carissimi tutti,

premetto che non voglio sembrare saccente ma questa lotta, benchè possa essere fatta anche da soli, è sicuramente meno difficile quando la si fa con un terapeuta professionista molto competente. Diversi terapeuti che operano negli Stati Uniti offrono terapia via Skype o consulenze via telefono a pazienti in tutto il mondo. Io per esempio sono un paziente di Joseph Nicolosi (e sono orgoglioso di esserlo),e vivo in Lombardia. Richard Cohen e Cristopher Doyle della International Healing Foundation di Washington fanno anche terapia via skype con pazienti in tutto il mondo. Lo stesso Bobby Morgan dal Texas e anche diversi altri. Sul sito People Can Change sono indicati diversi terapeuti che fanno terapia via skype.
Di nuovo, non voglio sembrare saccente o antipatico, ma qualcuno di voi ha pensato di puntare sul miglioramento del proprio inglese, e poi, di entrare in terapia con queste persone? Ripeto, non voglio insegnare niente a nessuno ma forse non tutti sanno che sia possibile fare terapia anche a distanza.
Un in bocca al lupo a tutti!

Anonimo ha detto...

Anonimo che hai scritto il 24 Settembre 2014, io sarei interessato, perché conosco abbastanza bene l'inglese e la modalità via skype mi aggrada dato che trovo un po' imbarazzante parlare con qualcuno di cose intime faccia a faccia. Una curiosità, quanto paghi all'ora con Nicolosi?

Anonimo ha detto...

Non se sono riuscito a pubblicare il commento precedente, ci riprovo, al limite ci sarà un messaggio doppio. Dicevo che io sarei interessato alla modalità via skype sia perché so abbastanza bene l'inglese americano sia perché via pc è meno imbarazzante che dal vivo. Una cosa che mi interessa è quanto costa una seduta di Nicolosi via skype? Quanto dura? Con quale frequenza mensile?

Anonimo ha detto...

Anonimo che hai scritto il 24, 25 settembre. Scusa per il ritardo. Non ero più venuto qui nel sito. Preferisco non parlare di prezzi via computer. Su "People Can Change" sono indicati diversi terapeuti che sono più economici di Nicolosi, ma Nicolosi penso sia il migliore e ha l'esperienza più lunga di tutti. Puoi contattare la Thomas Aquinas Psychological Clinic e chiedere loro questa informazione. Ciao !
P.S : alla faccia dell'ordine degli Psicologi della Lombardia!

A. 27 marzo ha detto...

Vorrei chiedere a Fra Max cosa ne pensa di quella linea di pensiero detta "secessionisti", che credono che il trono papalino sia vacante dal concilo vaticano secondo, ossia da quando la chiesa si sarebbe fusa con la massoneria. La massoneria venera lucifero, il serpente, il portatore di luce, gli angeli caduti, entità che avrebbero creato o comunque illuminato l'uomo, da animale a essere cosciente. La chiesa in teoria considera questi esseri demoni da scacciare affinchè l'umanità si connetta con la piena energia di Dio, mentre la massoneria li considera l'unica possibilità per l'uomo di evolvere. Ora è evidente come tutta la storia recente dell'uomo sia stata portata avanti dalla massoneria, dagli eventi principali (guerre e rivoluzioni) a tutte le ideologie di fondo (comunismo, nazionalsocialismo) che li hanno mossi: è lei che sta accompagnando l'uomo verso un'evoluzione, nel bene e nel male. Quest'ultimo papa appartiene all'ordine dei gesuiti, che è noto essere profondamente connesso agli illuminati di baviera, ossia la branca della massoneria più influente al mondo. Dalla quale hanno studiato anche tutti i principali banchieri internazionali che stanno progettando i nuovi equilibri geo-politici, con Israele centro del mondo.
Ora mi chiedo... la fine della chiesa è veramente così inaspettata come molti preti fanno credere o è una fine programmata, di cui lei stessa era sempre stata a conoscenza? Alla sua origine aveva realmente un progetto differente da quello massonico? Come mai non è mai riuscita a proteggere e a diffondere le grandi scoperte frutto dell'anima umana, quali l'energia libera di Tesla, la moneta libera dall'usura di Auriti e la nuova medicina di Hamer? Scoperte che avrebbero potuto far avvicinare l'umanità al Creatore e svincolarla dai manipolatori?
Chiedo all'amministratore del forum di permettere anche queste discussioni, che stimolano ad una riflessione attiva e smorzano un po' il collasso vittimistico.

Anonimo ha detto...

Pregate, pregate, pregate, confessatevi e fate penitenza, ricevete l'eucarestia, non c'è psicologo al mondo migliore di Gesù. Leggete il passo del Vangelo nel quale Gesù guarisce un paralitico (Marco 2, 1-129, prima di guarirlo gli dice "Ti sono perdonati i tuoi peccati", dunque questa è una condizione essenziale per ricevere la guarigione, e solo i sacerdoti possono rimettere i peccati tramite la confessione. Così anche avere molta fede, al cieco Bartimeo che implora Gesù di ridargli la vista Gesù dice "Va, la tua fede ti ha salvato".

Alessio ha detto...

Per chi non lo avesse letto consiglio di leggere " Confessioni di una maschera " dello scrittore giapponese Yukio Mishima. Questo autore, che è lo scrittore giapponese più letto a tradotto in Occidente, era omosessuale ( o forse sarebbe meglio dire bisessuale, dato che poi si era sposato e aveva avuto dei figli ).Confessioni di una maschera fu il suo primo romanzo, un romanzo autobiografico. Nessun libro che ho letto finora mi h insegnato tanto su me stesso come questo romanzo qua. Buona lettura !

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,
sono un ragazzo di 26 anni, vorrei conoscere qualcuno che è riuscito a liberarsi da queste pulsioni omosessuali indesiderate, sento il bisogno di confrontarmi con voi..la sola fede non è sufficiente..grazie a tutti

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,
sono un ragazzo di 26 anni, vorrei conoscere qualcuno che è riuscito a liberarsi da queste pulsioni omosessuali indesiderate, sento il bisogno di confrontarmi con voi..la sola fede non è sufficiente..grazie a tutti

Anonimo ha detto...

Caro anonimo del 27 ottobre, va bene confrontarsi con gli altri, ma sappi che tutto è possibile per chi ha fede, mai dubitare della potenza di Dio. certo, se la nostra preghiera diventa "passiva", ovvero una semplice lamentela rivolta a Dio, è ovvio che si vedono pochi risultati. ti consiglio di leggere il libro "Gesù guarisce" di Paolo Curtaz, in cui spiega il giusto atteggiamento che deve assumere il fedele se vuole veramente essere guarito. sii devoto al Sacro Cuore e soprattutto confessati. Dio agisce solo quando l'anima è purificata.

Ramo d'ulivo ha detto...

Carissimo,
hai detto bene: le pulsioni omosessuali sono indesiderate.
Desidero farti gli auguri per il tuo percorso di crescita e di liberazione dalla terribile schiavitù che è l'omosessualità.

Anonimo ha detto...

Per favore, ripeto la richiesta, indicatemi il nominativo di qualcuno, psicologo o psichiatra, con esperienza nel mandare via l'omosessualità e ripristinare l'eterosessualità nella zona di Mordano e Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna: è urgente e l'ansia è alta. Datemi qualunque indicazione, non so più dove cercare.

Anonimo ha detto...

Per favore, ripeto la richiesta, indicatemi il nominativo di qualcuno, psicologo o psichiatra, con esperienza nel mandare via l'omosessualità e ripristinare l'eterosessualità nella zona di Mordano e Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna: è urgente e l'ansia è alta. Datemi qualunque indicazione, non so più dove cercare.

Francesco ha detto...

Ciao a tutti amici del blog!Ormai sono passati 5 mesi da quando ho scritto per la prima volta su questo blog!Vorrei ringraziare sentitamente Bluekover, Fr.Max e cuore di aquila 74 per avermi risposto e consigliato il Dott.Marchesini!L'ho contattato e da settembre ho cominciato la terapia!Mi sto trovando bene con lui e lo consiglio vivamente!Come percorso terapeutico, tra le varie cose, mi ha consigliato di praticare uno sport con determinate caratteristiche ed io ho scelto il rugby!Oggi è stato il mio primo giorno e sono contento di avercela fatta!Giocare insieme ad altri uomini molto più virili e forti (almeno apparentemente)è stata una vera sfida e non nego che prima ero molto agitato, ma giocando l'ansia è subito scesa!Volevo condividere con voi la mia gioia e mando a tutti un abbraccio e un incoraggiamento di cuore!Per qualsiasi necessità ci sono anche io per voi!

Cuore di acquila 74 ha detto...

Caro Francesco sono molto contento di quello che dici e del fatto che il tuo percorso stia proseguendo, anche se con lotte e fatica. Grazie moltissimo della tua condivisione e del tuo incoraggiamento. Abbiamo bisogno tutti anche di te! Ti abbraccio!!

Per anonimo del 31 ottobre: rivolgiti a questo indirizzo: narth.italia@gmail.com Ti daranno le inicazioni di cui hai bisogno. Tieni presente, però, che non esistono molti terapeuti riparativi per cui è possibile che non ce ne siano nella tua zona. Potrebbe essere necessario spostarti. Un abbraccio anche a te

Anonimo ha detto...

Per il ragazzo del 27 ottobre, contatta me uomo.libero.in.rinascita@hotmail.it.
hai detto bene... La sola fede NON BASTA. E' un percorso attivo e di sfida con se stessi. Io non sono credente, ma mi sono messo in gioco e ne sto vedendo i risultati... Saluti

Anonimo ha detto...

Dopo tantissimi giorni dove sembra va tutto meglio..........di nuovo cado nelle dinamiche pulsionali omosessuali, una giornata di stress dei bisogni insoddisfatti i sensi di colpa ed ecco il vecchio mostro a ripresentarsi. Il forte senso della vegogna sentirsi sempre il peggiore provare a stare con una donna ma non sapere come fare . Questo ti riporta a labirintici sintomi di dissociazione. Ieri mi è capitato e la folle compulsione ha superato nuovamente la ragione a rifare come spesso mi capita ancora telefonate dove posso trovare uomini che lavorano e fingermi donna masturbandomi !!!!! è una cosa orrenda . Un delirio!!!! Sono un bell'uomo con una professione interessante!!!! è terribile tutto ciò!!!! Spesso ho voglia ma prima molto più spesso di morire perchè stanco!!!! adesso probabilmente comincerò a far palestra e sperando di non erotizzare per muscolosi, anzi sentirmi uomo come loro e non lo ZERBINO di sempre .........sono stanco ma voglio riprendermi . Urlo il mio aiuto!!!! da oggi si ricomincia! BUON GIORNO

Ramo d'ulivo ha detto...

Ricomincia, bell'uomo! Provale tutte. Il mostro di cui tu parli vedrai che diventerà una formica e, più avanti, neanche quella. E' formidabile!

Anonimo ha detto...

Anonimo del 20 Novembre. Questo urlo di aiuto devi rivolgerlo a Dio, A Gesù , suo dilettissimo Figlio, alla sua santissima Madre, che sotto i suoi piedi ha schiacciato la testa di Satana. Prega, confessa quello che hai fatto e che ti reca vergogna, "A chiunque rimetterete i peccati saranno rimessi, a chiunque non li rimetterete resteranno non rimessi" dice il Signore. Purifica la tua anima e vedrai grandi benefici. Recita il rosario delle Sante Piaghe del Signore, oltre a quello tradizionale ovviamente. Pregherò per te, forza e coraggio, nulla è impossibile a Dio, nulla è impossibile all'uomo che ha fede.

Anonimo ha detto...

Ti ringrazio di cuore......anonimo del ventiquattro novembre. Le tentazioni sono tantissime , diventa quasi ossessione una ossessione guardare uomini che erotizzano in me il piacere della loro sessualità che probabilmente vorrei anche io e non riesco ad ottenere. Ieri mi è capitata una cosa per molti normale , ho visto un ragazzo giovane ventenne penso un militare dell esercito che aspettava l'autobus, vicino a lui una ragazza orientale, il giovane gli ha subito chiesto il numero di telefono, come ti chiami e all'improvviso un bacio passionale tra loro. La ragazza molto carina , io sarei rimasto impacciato d'avanti alla bellezza di lei, mentre questo ragazzo con una tale sicurezza e spavalderia ha subito dato un bacio sulle labbra di lei e sono andati via. Il fare sicuro del giovane ha causato in me una tale eccitazione che da tutt'oggi non ho fatto altro che masturbarmi da solo e con telefonate anonime pensando al giovane sicuro che poi, la ragazza era stupenda....solo che io non avrei mai avuto il coraggio a far niente!!!! Eppure le ragazze non mi dispiacciono ma avviene un blocco per quella potente erotizzazione che provo per uomini apparentemente sicuri. Stasera mi hai confortato dopo che ho letto il tuo post Grazie!!!!Lunedì mi confesserò e cercherò me stesso sempre e di nuovo!!!!

A. 27 marzo ha detto...

Le teorie alternative sulla Bibbia, sugli alieni, new age, discipline energetiche ecc. sono tutti mezzi del potere per sradicare le coordinate cristiane, il fondamento per orientarsi della coscienza. Non cascateci, come purtroppo ho fatto io, perchè si perde davvero tanto tempo prima di rendersi conto della menzogna che ci sta dietro e delle intenzioni maligne (di sconvolgimento dell'essere per trarne una conoscenza satanica: dottrina massonica) di chi le finanzia e le diffonde.

Alessio ha detto...

A. 27 marzo sono assolutamente d' accordo con quello che hai scritto. E ti consiglio anche, a questo proposito, di leggere un interessante saggio. Si intitola : " Ufo : la grande parodia ". L' autore è Jean Robin, edizioni all' Insegna del Veltro.Viene dimostrato in modo molto chiaro come le cosiddette " apparizioni aliene ", i " rapimenti " ecc. non siano assolutamente opera di fantomatici 2 extraterrestri ". Né siano ( come vorrebbero gli scientisti e gli scettici di professione, es. il CICAP - scientisti e scettici che poi, si detto per inciso, spesso sono pur i primi sostenitori dell' ideologia " gender " e quelli che dicono che l' omosessualità è " normale " ) solo delle " illusioni ", delle " autosuggestioni " ecc. Ma siano, in realtà, qualcosa di ben diverso ( e di ben più spaventoso ! ) rispetto a delle vere o presunte " vite extraterrestri " o a semplici miraggi o deliri.Si tratta di qualcosa che accompagna l'essere umano dalla notte dei tempi, e contro cui hanno dovuto combattere pure numerosi Santi ( e in alcune occasioni anche lo stesso Gesù ).Per volontà di Dio viviamo in un' epoca e i una parte del mondo ( quello occidentale ) dove la maggior parte degli umani si è allontanata dalla Verità, è schiava dei propri desideri incontrollati e pensa solo a compiacere il proprio corpo, allontanandosi quindi ancora di più dalla Legge divina.Per cui discorsi come quello che sto facendo io sembrano solo assurdità o fantasie.Ma la primordiale lotta tra il Bene e il Male esiste tanto quanto è vero che io e te respiriamo.La Chiesa cattolica è rimasta una delle poche istituzioni, a livello MONDIALE, a indicare ancora agli uomini la retta via. Ma ahimè pure la Chiesa a volte è disorientata e corrotta al proprio interno. E' brutto dirlo, ma non tutti i sacerdoti sono davvero degni del ministero che esercitano.Ad ogni modo dobbiamo mantenere salda la Fede e perseverare nello sforzo, perché solo così, se Dio vorrà, saremo salvati. Ti saluto fraternamente e ti benedico.

A. 27 marzo ha detto...

E' incredibile come le coordinate cristiane descrivano con chiarezza la dimensione in cui la coscienza umana oggi si muove. E quanta energia debbano investire dall'altra parte per celare l'evidenza della sua veridicità. Ormai l'attacco alla Chiesa è talmente sfacciato che ha tratti ridicoli: sempre più persone comprendono dove sta il Bene proprio smascherando i palesi condizionamenti anti-cristiani che attraverso i media cercano d'imporre. E' una lotta impari: la coscienza può essere fatta smarrire per un po', ma oggi sono certo che il Regno dei Cieli verrà. Il sistema di potere satanico è tutto fumo, per quanto possa apparire ben strutturato nella finanza e nella politica. Stanno cercando di velocizzare il tentativo di scomporre/ distruggere l'essere umano in maniera goffa, es. ideologia gender nelle scuole, scie chimiche in pieno giorno, delitti con messaggio esoterico ripetuti alla tv fino all'esaurimento per permeare il subconscio collettivo. Questi comportamenti demenziali rivelano la loro stessa presa d'atto che non ce la faranno. Ignoriamoli e sprigioniamo il Bene: l'umanità ha già vissuto abbastanza questo scontro, passiamo ad altro! Per me l'importante è non fare del Bene una lotta contro il Male, ma diffonderlo come forza in sè stessa così che il Male non serva più e si riveli per ciò che è sempre stato: uno strumento affinchè il Bene facesse esperienza di sè. Spero la svolta avverrà presto così da poter vivere anche in quella dimensione.

Anonimo ha detto...

Noto che si scrive poco su questo spazio .........sono ricaduto nuovamente. Ho sempre tantissime paure e pensieri negativi che non so neanche spiegare. Nelle fantasie masturbatorie mi piace essere picchiato da uomini in divisa. A volte provo ad astenermi da questo ma è difficile. Ho sempre avuto una madre certo morbosa e asfissiante.......ancorA ADESSO HO 40 ANNI E MI SENTO LIMITATO IN TANTISSIMO!!!!!PADRE QUASI ASSENTE ....MI ECCITANO UOMINI ALL APPARENZA FORTI E DISINVOLTI. hO PAURA CERCHERò DI FARCELA MA HO GROSSE PERPLESSITà!!!! aiutatemiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii !!!!!

A. 27 marzo ha detto...

L'articolo in homepage "Quale donna sposa un uomo omosessuale?" fa capire come non si riesca a vedere oltre le pulsioni sessuali. Addirittura analizzare le motivazioni psicologiche che portano una donna a sposare un uomo con pulsioni omosessuali è assurdo! E purtroppo è un atteggiamento che ho notato sempre negli ambienti religiosi che ho frequentato. A volte sono andato per confrontarmi, per proporre dei progetti, per esprimermi e c'era sempre quel sottofondo di commiserazione e di rifiuto, di attacco/giudizio anche quando non parlavo delle mie difficoltà di essere umano (peccatore). Una volta perfino mi è stato chiesto quali impegni pastorali aveva mio padre, prima di poter pensare ad una mia partecipazione all'interno del loro contesto. Altro che aiuto, conferma delle dinamiche che portano all'omosessualità: una sottomissione gerarchizzata patriarchica! La differenza con le logge massoniche considerate il male assoluto?! La dottrina della Chiesa dà coordinate importanti alla coscienza (per questo periodo storico), ma ancora non mi spiego come possa aver partorito una realtà così oscura. Nel concreto crea recinti, in cui la coscienza non riesce ad integrare nessun insight di evoluzione. Un po' come i partiti politici che per aumentare il loro potere devono dividere il più possibile la collettività che poi, smembrata nella sua forza di coesione, dichiarano di voler rappresentare. L'uomo deve trovare il punto d'incontro, in cui non c'è più divisione, ma s'individua il Bene comune. Se l'omosessualità deve diventare un tema con cui si divide ulteriormente l'umanità, il risultato SI' che sarà dannoso per Tutti.

Anonimo ha detto...

Hai ragione 27.........Aiuto mi manca il coraggio di affrontare la vita con virilità!!!!! e vado con gli uomini mi eccita il loro essere sicuro e maschilissimo io sono un povero timido e insicuro. Ora basta . AIUTO

bluekover ha detto...

Caro anonimo del 4 gennaio,
ti scrivo per dirti di non disperare, perchè a qualsiasi età, è sempre possibile cambiare. L'importante, in prima battuta è non avere fretta e non darsi obiettivi esagerati: è fondamentale suddividere il cambiamento in piccolissimi passi!Gradualità deve essere la tua parola d'ordine!
Ti linko un video sulla timidezza che potrebbe esserti utile
http://youtu.be/beRrtfL6yfE
tieni duro e stai sereno!

Anonimo ha detto...

Grazie bluekover......spero di maturare una certa capacità e sicurezza di me stesso.......sono tantissime le cose nelle quali devo ancora lavorare parecchio. Secondo voi perchè sono attratto da uomini tipo autoritari da quelli che sembrerebbero dei virilissimi e spesso volgari.............è quasi anzi lo è diventano perversioni nei miei pensieri. Questo mi spaventa vorrei almeno riuscire ad avere le "palle" ad abbracciare una donna con una mia sana virilità!!!!! se qualcuno di voi simile a me esiste che voglia darmi consigli me li dia lo ringrazio tantissimo!!!!! un abbraccio a tutti e buon anno

Ramo d'ulivo ha detto...

Carissimo, ciò che senti: attrazione per uomini autoritari, forti, volgari, ecc. in te è normale. Ne sei attratto perché in fondo in fondo vorresti essere anche tu così, ma per paura non lo diventi.Tu, immaginandoti di arrivare a provare un grande benessere, ti “aggrappi” a loro, anche con i soli pensieri, ma con quale risultato? Sofferenza e frustrazione. Tira fuori, invece, te stesso e non ti curare di ciò che gli altri pensano di te. Fai distanza tra te e gli altri. Pian piano devi arrivare a dire, perdona il linguaggio volgare: gli altri me la possono solo s……. e starai bene, altrimenti soffrirai a vita. Penso comunque che sei sulla buona strada, perché vedo che ti studi, ti interroghi, lavori insomma. Ciao.

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