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domenica 26 gennaio 2014

Andrea, un ragazzo "ex-gay", ha inviato la seguente mail all'ordine degli psicologi dell'Emilia-Romagna:

J. Nicolosi - psicologo, psicoterapeuta  fondatore del NARTH


Andrea, un ragazzo "ex-gay", ha inviato la seguente mail all'ordine degli psicologi dell'Emilia-Romagna:

"Buon giorno

Il mio nome è Andrea e vi scrivo in seguito alla lettura del documento emanato da quest'Ordine di Psicologi rispetto alle terapie Riparative. Mi sento in dovere di dissentire da questa presa di posizione in quanto la mia esperienza personale mi ha permesso di approfondire e verificare la tematica sulla mia pelle. Per quanto le premesse del documento siano valide e in linea con l'APA, tuttavia traspare un pregiudizio nei confronti di chi sostiene che tale orientamento possa essere reversibile. Diversi casi e diversi studi hanno dimostrato l'esistenza del fenomeno di ri-orientamento da una condizione omosessuale a una eterosessuale e personalmente posso testimoniarlo.



Ho preso coscienza dei miei desideri per persone dello stesso sesso in giovane età, e ho compiuto coming out con tutta la sfera relazionale, compresa la mia famiglia. Sono stato seguito da una psicologa che mi ha aiutato a elaborare al meglio ciò che vivevo e ha contribuito alla mia affermazione. Ho vissuto una relazione con un uomo per quattro anni eppure ad oggi posso dire di aver ricevuto maggior beneficio da chi mi ha messo in discussione rispetto a coloro che hanno assecondato la mia tendenza. 

Quando ho volontariamente scelto di affrontare determinate ferite che mi portavo dentro, specialmente causati dai miei genitori, e ho compiuto determinati passi, ho visto con sorpresa che è iniziato un processo di ri-orientamento. Tutto ciò non è stato sicuramente facile o privo di sofferenza ma oggi posso affermare di sentirmi una persona davvero realizzata e di aver scoperto la mia vera identità tanto da aver iniziato da quattro anni una relazione con una donna con la quale sono felice.

Specifico che il processo di ri-orientamento è avvenuto senza aver partecipato ad alcun corso, seminario, tantomeno aver frequentato altri psicologi.


Quando si è tenuto qua in Italia un seminario tenuto da J. Nicolosi, ho avuto modo di parteciparvi e assicuro di aver trovato conferma e risposte a tutto ciò che ho personalmente vissuto.
Apprezzo la vostra attenzione nel voler preservare le persone che scoprono avere tale tendenza, da abusi o forzature, e cercate di contrastare la stigmatizzazione della categoria che merita la massima cura; ma allo stesso modo rischiate di rendervi complici di una ideologia che non vuole porre più domande sull'origine dell'omosessualità e nega la possibilità di una risposta alternativa alla terapia affermativa.



Sono davvero numerose le persone che percepiscono la propria tendenza come la conseguenza di una serie di fattori e desiderano poter essere seguiti da uno psicologo che li aiuti ad elaborare le ferite (della sfera psicologica, emotiva e sessuale), le quali hanno prodotto come conseguenza un'attrazione per le persone del proprio sesso. Spesso ottengono come risposta un'accettazione superficiale della propria tendenza e un incoraggiamento a viverla a pieno. Anche questo tipo di risposta risulta essere di violenza e incuranza dell'autodeterminazione del paziente.

Vi invito quindi a non chiudere il dibattito e a prendere in considerazione ciò che la terapia riparativa proposta da J. Nicolosi espone. Apprezzo e condivido il desiderio di eliminare il senso di colpa che affligge le persone con attrazione omosessuale, ma vi assicuro che confermarle in questa identità non è la risposta per la loro piena realizzazione. Anche io ho creduto di essere felice nell'identificarmi come omosessuale ma oggi ne percepisco la netta differenza.

Grazie per la cortese attenzione"

23 gennaio 2014

sabato 25 gennaio 2014

Testimonianza tratta dal FORUM "Uscire dall'omosessualità": Viaggiatore senza dimora ha detto...

 
Nessuno nasce omosessuale
 
Viaggiatore Senza Dimora ha detto...

Parte I
Ciao a tutti! Volevo condividere con voi la mia storia, sperando che possa servire da spunto di riflessione e confronto. Sono un ragazzo di poco più di 20 anni e da un po' di tempo faccio i conti con queste pulsioni omosessuali indesiderate. Sono cresciuto in una famiglia ed in un clima famigliare che potrei definire tranquillo e sereno. Tuttavia a partire dai 10 anni ho avuto un po' di problemi ad integrarmi nel mondo maschile, a sentirmi alla pari con gli altri ragazzini. 
Questo comunque non mi importava e continuavo a vivere tranquillamente la mia vita, nell'affetto della mia famiglia e passando più tempo con le bambine piuttosto che con i bambini.

 Quando poi sono entrato nella fase di adolescenza, credo che questo distacco dal mondo maschile abbia causato le mie attrazioni omosessuali. Non mi sentivo molto integrato nel mondo maschile, eppure mi sentivo lo stesso un uomo e mi piacevano le ragazzine. Timido ed estremamente sensibile ho continuato sulla mia strada, reputandomi comunque un eterosessuale per quanto avessi sporadicamente pulsioni omosessuali che talvolta realizzavo con l'atto della masturbazione. 

Dopo la realizzazione dell'atto ritornavo in me, pensando che per quanto mi fosse piaciuta quella fantasia non riuscivo ad immaginare la mia vita con un uomo e non mi sono mai innamorato di ragazzi. Quelle pulsioni andavano contro la mia idea di un futuro in cui mi vedevo padre di famiglia, con una moglie e dei figli. Eppure erano lì e ogni tanto riemergevano, ma continuavo ad ignorarle. Non ricordo bene di aver avuto molto accanto mio padre in quel periodo cruciale dello sviluppo sessuale. Lui è sempre stato molto affettuoso nei miei confronti, però crescendo credo si sia distaccato un po'. Non so se per colpa mia, sua o se ci sia stato un motivo particolare. Però non voglio fare di questo una colpa, ha sempre fatto del suo meglio per me.

Per alcuni anni, durante il liceo, fui innamorato di una compagna di scuola, e con lei mi fidanzai anche, nonostante la nostra storia durò poco. Ero davvero innamorato però e soffrii tanto. In quel periodo le pulsioni erano passate in secondo piano e non avevano importanza. 

Il mio declino più grave, la mia caduta (le chiamo così, quei cedimenti alle pulsioni) più grave la ebbi quando a 18 anni mi affacciai al mondo della pornografia. Iniziai a vedere video eterosessuali, ma la curiosità era troppo forte e mi spinse verso quel mondo che mi ero sempre proibito di considerare: l'omosessualità. Partì quindi un circolo vizioso e cominciai a fare uso di quel tipo di pornografia. Non ero mai soddisfatto, sempre alla ricerca dei video più promiscui, più improbabili. Mi feci quindi delle domande e con grande sofferenza dovetti ammettere a me stesso di essere omosessuale. Le attrazioni che avevo avuto fino a quel momento per il sesso femminile erano state sempre lievi, per quanto la mia unica ragazza mi attraesse davvero fisicamente e avrei voluto fare l'amore con lei. 

In quel periodo di buio quelle attrazioni eterosessuali erano pressocchè scomparse e mi rimaneva solo di accettare la mia omosessualità. Fu una cosa difficile ed estremamente dolorosa, avrei dovuto rinunciare a quello che avevo sempre progettato, desiderato, che mi avrebbe reso felice. Ero molto credente ed ovviamente tutto ciò andava contro i principi di Dio e della Chiesa. Cercai di farmene una ragione: ero nato così, Dio mi aveva fatto così e mi avrebbe voluto bene lo stesso. Eppure non ce la facevo, una parte di me era lì a ribellarsi a quella condanna. Per me lo era, una condanna.
Viaggiatore Senza Dimora ha detto...
Parte II
Pregai a lungo e tanto perchè Dio mi liberasse, perchè mi aiutasse e mi rendesse un VERO UOMO, come Lui stesso ci ha creati. "Perchè", pensavo, "Dio non mi trasforma di nuovo in eterosessuale? Sarebbe la sua volontà, sarebbe seguire la sua via!". Non lo faceva. Non rispondeva alle mie preghiere, rimaneva muto, in silenzio. Ero completamente solo e non ero mai sceso così in basso. Quei video mi tormentavano, erano una droga. Mi chiedevo se essere omosessuale significasse proprio quello che stavo vivendo. Pensavo che avrei passato la mia vita così. Cominciai a cercare su internet modi per "guarire dall'omosessualità", quasi fosse una malattia. Lo era, la mia, una malattia. Incappai in siti improbabili e pratiche improbabili, lessi di scuole di riorientamento basate su pratiche quali mostrare foto di donne nude, impedire il contatto interumano tra uomini e cose simili. Mi sembrò una cosa assurda. Poi capitai su questo blog, grazie a Dio! Cominciai a leggere le teorie di Nicolosi e più andavo avanti più mi riconoscevo. Ero quel bambino immaturo, a disagio tra gli uomini, che non si sentiva all'altezza, la cui unica reazione possibile di fronte ad un mondo che non gli apparteneva e che desiderava era l'attrazione sessuale. Questo blog mi aveva fornito un'alternativa, mi aveva fornito una speranza, risposte sensate a quelle pulsioni indesiderate. 

Cominciai il mio percorso di guarigione, era bellissimo! Avevo ritrovato di nuovo me stesso e cominciavo ad amarmi nuovamente, ad amare la vita e chi mi stava attorno. Cominciai poi l'università e mi innamorai di una collega: era di nuovo l'Amore sincero e vero, quello che avevo sperimentato in passato e che mi faceva sentire Uomo. Non fui corrisposto ed ebbi una piccola delusione. Caddi di nuovo, per pochissimo tempo, nella pratica della pornografia. Tuttavia mi rialzai ed andai avanti. Continuo ad andare avanti tutt'ora, sebbene abbia alti e bassi. Non ho sconfitto definitivamente queste attrazioni, ho dei momenti bui in cui mi perdo completamente.

Ho capito di provare attrazione verso quegli uomini sicuri di sè, spavaldi, a proprio agio con la loro sessualità e virilità, che si amano ed amano i propri amici, li trattano come fratelli, li considerano alla pari.
Questo è proprio quello che non vedo in me: virilità, amor proprio, sicurezza e sintonia col proprio corpo e con la sessualità. 

Ho incontrato nel corso di questi anni degli amici fantastici, uomini, eterosessuali. Conoscono molto di me, eccetto questa mia debolezza. Essere trattati alla pari, spronati, gli abbracci sinceri e le attività svolte insieme a loro mi fanno sentire bene. Eppure a volte sento l'attrazione verso alcuni di loro, quando sono un po' giù di morale e magari fanno qualcosa che mi mette a disagio perchè è un'ostentazione della loro virilità ed io mi sento inadatto, uno schifo. 

Volevo dire anche che mi sono allontanto dalla Chiesa e da Dio. Credo che in fondo qualcosa di più esista, in questa vita... Però per motivi personali voglio ritenermi una persona libera e priva di condizionamenti. Voglio sperimentare la vita e capire cosa mi fa bene e cosa mi fa male. E le attrazioni omosessuali, che Dio esista o meno, a me fanno male, non rappresentano quello che voglio essere e mi allontanano dalla mia vera essenza.
Viaggiatore Senza Dimora ha detto...
Parte III
Non giudico le persone omosessuali. Se vivono bene, fanno bene a continuare ad esserlo! Credo che la vita vada vissuta facendo ciò che fa stare bene, è una sola... Per me l'omosessualità, ed evidentemente per tutti quelli che seguono questo blog, è qualcosa di logorante, qualcosa che demolisce il corpo e lo spirito. Per cui facciamoci forza ed andiamo avanti nel nostro percorso... Riprendiamoci la nostra essenza di Uomini, Uomini Veri!
Vorrei essere un Uomo, in tutto quello che la parola significa. Vorrei poter essere a mio agio con me stesso, con gli altri uomini, per sempre. Vorrei ad esempio andare in palestra e non avere paura di fare la doccia lì, caso mai mi venga un'erezione! 

Abbracciare un uomo fraternamente e sentirne l'affetto sincero è una cosa bellissima. Sono riuscito a provare questa sensazione e dà molto di più che un abbraccio impacciato, a disagio, con quel briciolo di attrazione fisica che da fastidio...
Mi rendo conto in maniera evidente, che queste attrazioni per me sono logoranti, quando mando un messaggio ad un amico e nel scrivergli "ti voglio bene" provo un'eccitazione perversa. Si può provare qualcosa di così subdolo per parole così belle? Lo stesso mi capitava con gli abbracci ed i momenti in cui c'era più intimità e confidenza. Fortunatamente mi capita sempre meno. Scrivere "ti voglio bene" sentendolo veramente col cuore e non con il disagio dell'attrazione è una sensazione molto positiva.

Spero di riuscire a sentire sempre più col cuore e meno col disagio e la vergogna. Purtroppo è una cosa non troppo semplice, è più facile abbandonarsi alla reazione di attrazione che non valutare veramente i sentimenti in quel momento. Misti al disagio e alla vergogna mi capita di provare anche odio, per le persone che mi attraggono. Odio perchè sono così sicuri di loro, così virili e naturalmente integrati nella loro natura di Uomini che provo invidia

Chissà se un giorno questo mio cammino finirà definitivamente, se incontrerò la mia Lei, se sarò felice. Porto avanti questo cammino più per me stesso che per perseguire un obiettivo. Che io mi fidanzi, mi sposi, abbia una famiglia non posso darlo per scontato. Magari non succederà mai. Però voglio vivere da Uomo, per lo meno, per me stesso! Perchè mi fa stare bene.
Spero di aver arricchito un po' la vostra vita. Buon cammino a tutti. Non sprechiamo la nostra vita, non nascondiamo dietro l'inadeguatezza, facciamoci coraggio e viviamo da Uomini.
Un abbraccio!

mercoledì 1 gennaio 2014

VIDEO La ragazza nello specchio di Janelle Hallman - Uscire dall'Omosessualità Femminile.

JANELLE HALLMAN, psicoterapeuta
Anteprima del VIDEO
 "La ragazza nello specchio"
di Janelle Hallman


Janelle Hallman - autrice e psicoterapeuta statunitense, si occupa di omosessualità femminile aiutando le donne con tendenze omosessuali indesiderate a ritrovare la propria naturale eterosessualità.
Il video mostra l'anteprima di una lezione tenuta dalla Halmann nell'ambito di una conferenza (composta da 17 lezioni) dal titolo "Hope for Wholeness".