Post più popolari

martedì 17 giugno 2014

Uscire dall'omosessualità: L'AMANTE PERFETTO


L'AMANTE   PERFETTO


L'immagine idealizzata e erotizzata dello stesso sesso gioca un grosso ruolo nelle relazioni omosessuali. Quando è innamorato, l'omosessuale è in realtà invaghito dell'immagine idealizzata che ha del suo proprio sesso. Il partner dello stesso sesso non fa che corrispondere a quest'immagine idealizzata, come illustrato dall'esempio dei cloni a New York. La relazione dell'omosessuale con il suo partner dello stesso sesso è basata più su una proiezione di un'immagine illusoria sorta dal suo cuore che su un reale amore per un'altra persona.

Parte della mia guarigione dall'omosessualità avvenne soltanto quando rinunciai alla speranza idolatrica di trovare un giorno quel perfetto amante omosessuale che corrispondesse all'immagine idealizzata e erotizzata dello stesso sesso che avevo dentro di me. Anche dopo aver ricevuto una guarigione profonda da parte del Signore, avevo ancora questa speranza idolatrica nel mio cuore. Sapevo che si trattava di un desiderio empio e che bisognava che morissi ad esso. Ma volevo continuare ad esercitare un certo controllo sulla mia vita. 
Nella mia mente credevo ancora che ci poteva essere un uomo da qualche parte nel mondo che avrebbe potuto appagare i miei bisogni. 
A quel punto, la nevrosi omosessuale non era più un'esigenza pressante che rumoreggiava in me. Si trattava piuttosto di un pacato brusio nevrotico. Allora la tentazione di Satana nei miei confronti era di cercare, serbando pure la guarigione che Gesù mi aveva dato fino a quel momento, quell'amante omosessuale perfetto con il quale passare in pace il resto della mia vita.

Quella speranza colpevole era un ostacolo fondamentale che m'impediva di ricevere ulteriore guarigione da Dio. Dopo essermi pentito di questo, presi coscienza del fatto che col mio primo allontanamento dall'omosessualità avevo lasciato qualcosa in cui trovavo un grande piacere. La Bibbia parla dei "piaceri del peccato" (Ebrei 11,25). Una delle ragioni per le quali non riusciamo a restare liberi da certi peccati è il fatto che neghiamo che questi peccati contengono un elemento di piacere. 
Durante questo periodo di lotta per restare libero da ogni attività omosessuale, mi ricordavo quotidianamente che avevo dato a Dio qualcosa che amavo. Gli domandavo quindi di sostituire i miei struggimenti per quei piaceri carnali con una sete sincera di piaceri buoni e santi. Per diverso tempo la mia preghiera a Dio fu: "Apri i miei occhi perché veda le cose buone e sante che hai messo in questo mondo. Apri il mio cuore perché risponda a queste cose con amore, gioia e meraviglia."

Un'altro fattore caratteristico delle relazioni omosessuali è la ricerca dell'identità di genere per mezzo del partner dello stesso sesso. Gli uomini che non sono riusciti a completare la loro identificazione di genere durante l'infanzia cercano di stabilirla in un altro. L'irresistibile sentimento di essere "innamorati" di qualcuno dello stesso sesso è in realtà una ricerca di identificazione di genere che si è erotizzata.

Quando una persona che soffre di nevrosi omosessuale cerca la guarigione, la persona che l'aiuta deve cercare di sapere se è coinvolta in una relazione omosessuale in corso. La separazione dal partner dello stesso sesso può far emergere la sofferenza di un'incompleta identificazione di genere. In una relazione omosessuale tale sofferenza può essere temporaneamente repressa o rimossa.

Per guarire, l'omosessuale deve affrontare il suo vuoto interiore e riconoscere che ha tentato di colmarlo con un'immagine idealizzata e erotizzata dello stesso sesso e che questo vuoto lo ha spinto a mettere la sua identità in un altro dello stesso sesso. Ciò equivale ad aver innalzato il proprio sesso ad idolo nel suo cuore.
Il profeta Ezechiele ci dice che separandoci da Dio noi abbiamo eretto degli idoli (Ezechiele 14,7). In Romani 1,18-23, San Paolo ci dice che la collera di Dio si è abbattuta su tutta l'umanità, e non soltanto sull'omosessuale, a causa dell'idolatria. 
Abbiamo "cambiato la gloria dell'incorruttibile Dio con l'immagine e la figura dell'uomo corruttibile". Nel contesto di Romani 1, l'omosessualità è citata come una delle conseguenze dell'idolatria dell'uomo (Romani 1,26-27). Per essere guarito, l'omosessuale deve pentirsi della sua idolatria. Ma la Chiesa deve pure comprendere che questo peccato è legato al bisogno che l'omosessuale ha di essere profondamente guarito nella sua identità di genere. E' necessario quindi poter trovare nella Chiesa un ambiente di grazia dove il vuoto creato dall'incompleta identificazione di genere possa essere affrontato con grande pazienza e amore sincero.