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sabato 28 giugno 2008

Omosessualità: Accogliere/Respingere

Frank Worthen

ACCOGLIERE / RESPINGERE

Tratto dal capitolo 13 "SOSTITUZIONE"
del libro "THIS WAY OUT" di Frank worthen



I VUOTI DEVONO ESSERE RIEMPITI
STA A VOI SCEGLIERE OGNI GIORNO CON COSA O CON CHI RIEMPIRLI!  


L'apostolo Paolo ci dice, attraverso i suoi Scritti, di eliminare alcune cose dalla nostra vita e di sostituirli con gli atteggiamenti e le azioni del nuovo stile di vita. Nessun capitolo illustra meglio questo concetto di Colossesi 3:

Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria,

cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono.

Anche voi un tempo eravate così, quando la vostra vita era immersa in questi vizi.

Ora invece deponete anche voi tutte queste
cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca.

Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni

e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena
conoscenza, ad immagine del suo Creatore.

Colossesi 3: 5-10


Nei versi 12 e 13 Dio ci dice che cosa dobbiamo accogliere:

Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza;

[sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.


“Sostituzione” è l’idea che una cosa spinge fuori o scaccia un’altra cosa. È impossibile far uscire qualcosa dalla nostra vita senza che un’altra ne prenda il suo posto. Non esiste un terreno neutrale; 
CI TROVIAMO IN UN CAMPO DI BATTAGLIA TRA DUE FORZE OPPOSTE.

Paolo dice in Romani 12: 2:

“Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male.”


Non è sufficiente dire “non farti sopraffare dal male”. Se esiste un vuoto, il male lo riempirà. E’ un principio di bilico quello secondo il quale i vuoti debbono essere riempiti. Gesù ha parlato di questo in Matteo 12:43-45:

Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova.

Allora dice: Ritornerò alla mia abitazione, da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata e adorna.

Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora; e la nuova condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima.

Ciò dovrebbe farci riflettere sul fatto che ci troviamo in una lotta tra la vita e la morte e non possiamo sperare di vincere la battaglia se rifiutiamo di seguire le indicazioni di Dio.


venerdì 20 giugno 2008

Omosessualità: Si, é Possibile









 SI, E' POSSIBILE!

Testimonianza pubblicata in lingua inglese su PFOX

  Tradotto da Patrizia Battisti per il Blog SI PUO' CAMBIARE




Dopo 29 anni di vita da eterosessuale, mi guardo indietro e mi chiedo come ho potuto essere omosessuale. Due figli, una moglie, tutti gli annessi e connessi di una vita confortevole, e a differenza di ciò che qualcuno afferma, non mi chiedo mai che cosa mi sono perso.

Non penso mai di andare in un bar gay o di avere rapporti sessuali con un uomo. Penso ad altre cose: a togliere le foglie dalla grondaia senza cadere dal tetto, a guadagnare abbastanza denaro da poter pagare le rate del college per il più piccolo dei miei figli e a portare la mia macchina in officina per una messa a punto.

Ammiro tutte quelle persone che cercano di cambiare e mi sento molto vicino ad esse. Ho abbandonato l’omosessualità grazie alla psicoterapia, prima che questa cambiasse tendenza.

A quei tempi non mi trovavo ad affrontare una società nella quale i mass media incoraggiavano lo stile di vita gay come se fosse qualcosa di meraviglioso.  Mia madre pensava che essere gay fosse perfettamente ok e all’età di 17 anni mi mandò a vivere con tre omosessuali. Non ero cristiano, ero una ragazzo che si chiedeva, perché mi sento strano? Che cosa mi rende così? Devo restare così anche se non voglio?



 Adesso invece è cool essere gay. Ci sono clubs nelle scuole secondarie, nei college, e gli omosessuali credono nella loro causa, lottano per essa e cercano di convincere anche tutti gli altri, legiferando, creando luoghi protetti, organizzando parate e raduni, dando vita a un affascinante spettacolo di apparente gioia e libertà dai comportamenti convenzionali. “Visibili e orgogliosi!” Così per coloro che cercano di uscirne, che cercano di cambiare, vi assicuro che non è facile. 

E' vero, di tanto in tanto faccio sogni particolari oppure un pensiero attraversa la mia mente e mi chiedo da dove sia venuto, ma non lo metto in pratica. Poco dopo scompare.

Se non siete cristiani esistono delle persone in grado di aiutarvi. Ma se siete cristiani allora avete Dio che vi ama e vi renderà completi. Vedete, io credo che chi ama Cristo può diventare quella persona completa che era destinata ad essere, e penso anche che il Dr. Alden aveva ragione quando diceva che è più facile aiutare un omosessuale che un alcolista.

Perciò abbiate fiducia. Non sarà una lotta facile, sarà dura. Qualche giorno fa ho parlato apertamente di questo argomento e ciò che è accaduto dopo non è stato piacevole. Ho posto una domanda durante un gay party organizzato nel locale college. Ho chiesto: “Se qualcuno non desidera essere gay, può cambiare?” Ebbene, poco dopo sono stato attaccato nel parcheggio del McDonald's di fronte al college.

Quindi, che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo farci sentire, scrivere lettere, portare la speranza. Dobbiamo condividere con gli altri la nostra storia e dire "Una volta ero omosessuale" e quindi fornire spiegazioni con chiarezza e discernimento.

 

Sosteniamo anche PFOX e altri gruppi, donando il nostro tempo e il nostro talento in modo da permettere loro di portare i loro programmi nelle scuole di tutto il Paese. Alla fine, saranno il coraggio degli ex-omosessuali, la convinzione che Dio è sempre pronto ad aiutarci, il sostegno degli amici e della famiglia, che permetteranno di portare la questione in primo piano. Ma, come ho già detto, non è facile ed io ho imparato tantissimo.

Ma desidero che quelli di voi che lottano con i propri sentimenti omosessuali sappiano che anch’io una volta ho lottato e sofferto e che, con il tempo, sono cambiato.

Dio vi benedica
Steven

domenica 15 giugno 2008

Omosessualità: Perché restiamo in silenzio?



PERCHE' RESTIAMO IN SILENZIO?
di Jeffrey Johnson


Pubblicata nel FORUM di PFOX
nella sezione "Our Stories"



 Tradotto da Patrizia Battisti per il Blog SI PUO' CAMBIARE



Credo che sia molto importante proclamare la verità riguardo la possibilità di cambiamento per gli omosessuali. Quali sono le ragioni per cui noi (come ex gay) restiamo in silenzio?

Per alcuni di noi il motivo è la paura. Che cosa penseranno di me? E si ridessero nella mia storia? Che cosa direbbero di me i mezzi di informazione? E se non mi credessero? Sono cambiato abbastanza? Quali ripercussioni avrà sulla mia famiglia?

Oltre alla paura, penso che nel mio caso la ragione sia stata soprattutto la vergogna. Mi vergognavo della mia condizione e del mio peccato. Avevo lavorato così tanto per inserirmi nella chiesa e nel mondo degli uomini – e adesso avrei dovuto far conoscere a tutti i miei conflitti?

Non soltanto la vergogna ma anche l’orgoglio gioca la sua parte. Il mio orgoglio non mi permetteva di ammettere con gli altri la mia lotta interna. Ciononostante, alla fine, ho raccontato la mia storia dinanzi al comitato dell’Assemblea Generale del Maryland e dinanzi ai membri del congresso dell’U.S. Capitol; ho protestato alla Convenzione Psichiatrica Americana e la mia storia è stata raccontata in un articolo di due pagine nel giornale The Baltimore Sun.

 
Onestamente, non sono andato in cerca di queste opportunità, ma ho scelto di dire di si quando mi si sono presentate. Ogni volta che racconto la mia storia, dò un altro calcio alla paura, alla vergogna e all’orgoglio.

Infine, un altro motivo che ci induce a restare in silenzio è la sensazione di essere sopraffatti. Che cosa posso fare per fronteggiare l’intera cultura?



Per fortuna non devo assumermi da solo la responsabilità di tutto ciò. Ma posso fare piccole cose: scrivere una lettera all’editore, chiamare una rete televisiva irresponsabile oppure dire apertamente ciò che penso, anche sul posto di lavoro, ogni volta che qualcuno denigra la possibilità di cambiare.

Potrei scrivere un’intera colonna su questo, o persino un libro, ma è sufficiente dire che tutti gli elementi depongono a favore della possibilità di cambiamento. Ad ogni livello – fisico, emotivo e spirituale – il comportamento omosessuale è distruttivo. Dire la verità sull’omosessualità salva letteralmente delle vite.

Non tutti sono chiamati o sono dotati della capacità di lavorare nei mass media o in politica ma molti potrebbero parlare francamente, più di quanto non lo abbiano fatto fino ad ora. Credo che Dio stia chiamando sempre più persone ad uscire allo scoperto e a raccontare la propria storia per testimoniare la potenza distruttiva del comportamento omosessuale e per parlare della forza redentrice di Dio – di come Dio ci ha cambiati.

Deve impegnarsi un maggior numero di persone che lottano per uscire dall’omosessualità, un maggior numero di genitori, di parenti. Tutti noi siamo chiamati ad impegnarci nel mondo, a testimoniare la verità con amore in un mondo che soffre. Non c’è nessuno che possa farlo meglio di noi. Se non noi, chi allora?

sabato 14 giugno 2008

Il dilemma dell'omosessualità - Intervista al Dott. J. Nicolosi


Joseph Nicolosi al Convegno di Brescia


IL DILEMMA 
DELL'OMOSESSUALITA'

Intervista
 con il Dott. Joseph Nicolosi

Pubblicato nel sito
www.catholic.net

E' vero che oggi la maggioranza degli psicologi considera normale l'omosessualità?

Tutti i padri della moderna psicologia - Freud, Jung e Adler - consideravano l'omosessualità un disordine dello sviluppo. Nel 1973, in seguito alla forte pressione degli attivisti gay, gli psichiatri hanno ufficialmente cambiato la loro posizione.

Tuttavia non tutti i terapeuti condividono questo cambiamento. Alcuni psicologi, come il sottoscritto, la considerano ancora un disordine. Io tratto quegli uomini che sono insoddisfatti della loro omosessualità e desiderano cambiare.

Sicuramente molti suoi colleghi le avranno suggerito che dovrebbe semplicemente aiutare gli omosessuali ad essere "ciò che realmente sono".

E' così. Ma in realtà è proprio ciò che cerco di fare - aiutare degli uomini che intuitivamente sentono che "ciò che sono realmente" non è essere omosessuali. Io condivido il loro punto di vista perché non credo che qualche uomo sia destinato ad essere omosessuale. Se essi desiderano lavorare per superare il loro indesiderato orientamento sessuale, io posso aiutarli perché rispetto ciò che questi uomini cercano di realizzare, e credo nel valore della loro lotta.

La National Association of Research and Therapy (NARTH) di cui sono presidente ha recentemente pubblicato uno studio sulla rivista accademica Psychological Reports. Il nostro obbiettivo era trovare delle persone che avessero raggiunto un grado significativo di cambiamento dell'orientamento sessuale. Abbiamo trovato più di 800 persone che hanno riportato un cambiamento positivo nella loro vita. Come ha detto una di esse,"La verità deve essere proclamata . E' una menzogna che non ci sia speranza di cambiamento per le persone omosessuali. Io ne conosco così tanti senza speranza...che alla fine cedono."

Ma è vero che l'orientamento sessuale non è una scelta?

Un orientamento omosessuale non è mai una scelta. Uno stile di vita omosessuale può essere una scelta, ma non l'orientamento. La condizione sembra svilupparsi come risultato delle relazioni familiari, delle vicissitudini della vita e, in alcuni casi, c'è una predisposizione genetica o un'influenza sullo sviluppo prenatale, che può distorcere la successiva identificazione sessuale della persona.

Ma gli omosessuali non sono così dalla nascita - a dispetto della falsa impressione data dai mass-media con il sostegno degli attivisti gay. In realtà nessun eminente ricercatore sostiene che la biologia faccia di più che preparare la base per lo sviluppo dell'omosessualità. Natura e ambiente lavorano insieme.

Alcuni sostengono che se la società smettesse di colpevolizzare gli omosessuali essi sarebbero perfettamente felici così come sono.

Non è così. I clienti che si impegnano nel trattamento generalmente sono convinti, a livello inconscio, che ciò che cercano nella relazione con un altro uomo non è un'esperienza sessuale; essi cercano una identificazione maschile. Nel corso della loro vita hanno sempre avuto problemi a realizzare un legame emotivo con gli uomini. Si rendono conto che il loro problema è molto di più che una colpa religiosa o sociale, essi hanno nel profondo un problema di identità. Questo problema di identità è in realtà l'essenza dell'omosessualità.

Infatti quando un uomo comprende come si sono sviluppati i suoi sentimenti omosessuali prova un enorme senso di sollievo e libertà. Si rende conto che ha un bisogno sano e perfettamente naturale di affermazione e intimità maschile. Questi bisogni di attenzione, affermazione e affetto da parte di un altro uomo non sono stati soddisfatti durante il periodo del normale sviluppo, così ora vengono espressi sessualmente. Ma i bisogni emotivi in sé stessi sono perfettamente normali e legittimi.

Come disse una volta un ex-omosessuale, "Io credo che siamo stati creati per essere eterosessuali e quindi non potrò mai essere veramente felice in qualche altro modo."

Quando un uomo si rende conto che è essenzialmente eterosessuale e che la sua attrazione omosessuale è un tentativo di riempire un bisogno emotivo naturale, è liberato da un enorme fardello di colpa, angoscia e odio verso sé stesso. A questo punto ha bisogno di cambiare il suo modo di relazionarsi con gli uomini così che possa soddisfare questi bisogni emotivi in modo non erotico.

Un vescovo cattolico scrisse un articolo qualche anno fa sostenendo che dobbiamo accettare le persone omosessuali "per come esse sono". Lei è d'accordo con questa affermazione?

La Chiesa Cattolica è molto confusa su questo argomento. Ufficialmente, come sappiamo, la dottrina della Chiesa ritiene un peccato il comportamento omosessuale e una condizione oggettivamente disordinata la tendenza omosessuale. Tuttavia c'è una grande resistenza - quasi fino ad un vero e proprio sabotaggio - da una parte del clero. Non è raro che questi sacerdoti siano essi stessi degli omosessuali che hanno un forte disaccordo con la Chiesa su questa questione.

Non condivido l'affermazione del vescovo che dobbiamo accettare le persone omosessuali per "quello che sono", se con questo intendeva dire che Dio ha creato così gli omosessuali .

L'affermazione del vescovo implica che in questo mondo ci siano due tipi di persone - eterosessuali e omosessuali. Egli usa la parola "omosessuale" come se fosse una condizione naturale, voluta da Dio. In realtà, la parola "omosessuale" è la descrizione del comportamento di una persona e non della persona.

Quando un cliente viene da me lottando per liberarsi da impulsi omosessuali indesiderati, io gli dico: "Tu non sei omosessuale. Tu sei una persona eterosessuale con un problema omosessuale". Questo non è un gioco di parole, ma un'importante distinzione.

La distinzione è importante per due ragioni: 1) perché c'è stato un dilagare di questo errore nella recente letteratura cristiana; 2) perché quando questa distinzione fra persone "naturalmente eterosessuali" e persone "naturalmente omosessuali" viene accettata come vera, diviene la base per un insieme di istanze e requisiti specifici per i due diversi gruppi di persone.

Dire "questo uomo è un omosessuale - la sua vera natura è di essere omosessuale" è come dire "questo uomo è un alcolista - la sua vera natura è di essere intossicato". Dovremmo dire, "quest'uomo ha un problema con l'alcool - ma la sua vera natura è in realtà la sobrietà."


E' vero che altri psicologi non condividono la sua posizione e dicono "la scienza ha dimostrato che l'omosessualità è normale"?

Questo è un equivoco piuttosto comune. Ma in realtà la scienza non ha provato niente del genere, e neanche potrebbe farlo. I valori non possono derivare direttamente dai fatti. Questo perché il concetto "chi sono io" - cosa è normale, sano, vero - non è un concetto scientifico ma un concetto filosofico. E come cristiani cattolici non siamo totalmente liberi di definire "chi siamo" da noi stessi, come fanno i laici. Noi crediamo che è Dio che ci rivela chi siamo. Siamo fatti a sua immagine e per fare la sua volontà, "maschio e femmina li creò", con capacità e anatomie complementari, che Dio ha modellato affinché si completassero nella famiglia naturale composta da uomo e donna.

Per molti anni la nostra cultura ha prosperato sotto l'influenza di questa visione giudaico-cristiana, e gli psicologi ritenevano assodato che noi tutti siamo stati creati per un fine e che la normalità doveva essere di conseguenza "ciò che funziona in accordo con questo fine". Ma questa prospettiva è cambiata come risultato di molte nuove influenze sociali.

Naturalmente essere stati creati per un fine non significa essere limitati nelle possibilità. Noi possiamo sacrificare il normale fine di una cosa per un scopo più alto; un prete può offrire la sua sessualità per lo scopo più alto della sua vocazione e scegliere di essere casto, per esempio. Oppure possiamo espandere il normale fine di una cosa - ad esempio usare una calcolatrice invece di fare i conti a mano - finché non sovvertiamo il fine intrinseco di quella cosa.

Ma certamente guarderemmo storto un uomo che insistesse nel bere il suo caffè con una cannuccia nel naso! La situazione è identica con l'omosessualità. Gli atti omosessuali violano il disegno di Dio sovvertendolo in un fine innaturale. Invece di cercare "l'altro" a sé complementare, sia psicologicamente che anatomicamente, gli uomini omosessuali si innamorano della loro immagine riflessa, e così facendo, ostacolano il fine della loro natura. Le conseguenze di questo comportamento credo che siano piuttosto evidenti nei dati scientifici e sociali.


La sua organizzazione, the National Association of Research and Therapy of Homosexuality, più volte ha sostenuto che gli omosessuali non sono così dalla nascita. Ma mettiamo l'ipotesi che venga scoperto il gene dell'omosessualità. Questo cambierebbe la teologia cattolica?

No, molte persone sono nate con predisposizioni o condizioni che noi chiaramente riconosciamo come problemi. Un gene dell'alcolismo, dell'obesità, della timidezza sono sempre stati riconosciuti come condizioni sfortunate. Alcune persone sono nate con un deficit dell'attenzione, cecità o sordità, ritardo mentale, handicap fisici o con il gene della schizofrenia. Ma se anche sono nati in quel modo, noi non diciamo che Dio li ha fatti in quel modo e che devono essere così.

La domanda cruciale non è "sono nato così?", ma "sono stato creato per questo?". E a questa domanda la scienza da sola non può dare una risposta definitiva, come ho detto, ma solo se unita ad una filosofia.


Cos'è questo "percorso riparativo" di cui ha scritto nel suo libro "Reparative Therapy of Homosexuality"?

Questo percorso riparativo è il normale e sano bisogno di realizzare un'unione emotiva con un persona del proprio sesso. Il comportamento omosessuale è quindi un tentativo tardivo di "riparare" l'originario deficit affettivo.

Tuttavia sappiamo che il comportamento sessuale non ripara questi deficit. Essi possono essere riparati solo attraverso una relazione non erotica. L' uomo con orientamento omosessuale ha paura di questa intimità perché i maschi sono visti come una minaccia.

Se un uomo con orientamento omosessuale si sente minacciato dagli altri uomini perché allora si sente attratto da loro?

Perché è l'unico modo che questo uomo conosce per instaurare una relazione. Egli non sa come relazionarsi alla pari con un altro uomo, giorno per giorno. Il suo impulso preponderante è di abbattere la tensione con un intenso e veloce legame sessuale. E' immediato, è eccitante e può rimanere molto impersonale. Ma sviluppare un intima amicizia maschile caratterizzata da uguaglianza e reciprocità è molto più difficile.

Gli uomini omosessuali dicono di percepire questa attrazione come una cosa normale e naturale...

In un certo senso essi la sentono come naturale. Questo perché l'origine dell'omosessualità risiede nella prima infanzia e così hanno l'impressione di essere nati in questa condizione. Per quello che ricordano hanno sempre sentito "eccitazione" riguardo gli altri uomini. Ma questa eccitazione indica un deficit emotivo nelle loro relazioni con i maschi, non un'omosessualità congenita.

Gli uomini omosessuali che cercano di cambiare sono solitamente consapevoli che i loro sentimenti non sono qualcosa di congenito e naturale. Essi credono che sia possibile realizzarsi nella vita vivendo in armonia con il proprio fine. Guardando al di là dei propri sentimenti immediati, essi vedono la ragionevolezza dell'unione eterosessuale. Per i cattolici questa ragionevolezza è confermata dall'insegnamento della Chiesa.


Ma gli omosessuali non hanno relazioni durature?

Si, ma sarebbe meglio classificare queste relazioni come amicizie, perché essi generalmente includono avventure esterne. Molti portavoce gay - compreso l'editore di New Republic Andrew Sullivan, cattolico dichiarato e autore del libro Virtually Normal - dicono che dobbiamo riscrivere il tradizionale codice morale per adattarlo alle realtà del mondo gay.

Sullivan descrive il mondo dei gay "sorprendentemente privo di restrizioni morali" e elogia i gay per avere "una maggiore comprensione della necessità di valvole di sfogo extramatrimoniali". La maggioranza degli scrittori gay infatti concorda con Sullivan che il tradizionale concetto di fedeltà sessuale è impraticabile e indesiderabile nelle relazioni gay. Ma come può essere onesta ed intima qualsiasi relazione priva di un impegno alla fedeltà?


La comunità gay è diventata molto più visibile recentemente. Può commentare alcune delle posizioni che essa ha preso sulle questioni sociali?

La comunità gay originariamente domandava tolleranza alla quale gli omosessuali avevano diritto. Ma dopo aver ricevuto una certa tolleranza che era loro dovuta hanno cominciato a pretendere approvazione. Presto hanno cominciato a domandare che un orientamento omosessuale fosse valutato alla pari di un orientamento eterosessuale.

Alcune affermazioni fuorvianti che oggi spesso udiamo dagli omosessuali sono:

"L'amore è l'amore." Implicitamente si sostiene che qualsiasi tipo di amore tra due persone sia sano e buono. Questo vorrebbe dire che non si deve giudicare l'amore di un pedofilo per un bambino, o l'amore di una donna sposata per il marito di un'altra donna. L'amore non è amore, e se anche due uomini omosessuali possono seriamente prendersi cura l'uno dell'altro, l'amore omosessuale - che è fondato su un deficit emotivo - non è così sano e completo come l'amore eterosessuale.

"Non c'è assolutamente niente di sbagliato nelle persone omosessuali". Questa affermazione è stata fatta da un importante vescovo cattolico in un film scritto per educare un pubblico cattolico. Sebbene compassionevole nelle intenzioni tuttavia tale affermazione è fuorviante. Una persona omosessuale non sceglie il suo orientamento, ma ciò non significa che si possa dire che non ci sia "niente di sbagliato" in lei.

"Se non approvi l'omosessualità sei un omofobico e un intollerante." Una disapprovazione di principio della condizione omosessuale, se fatta con amore, non costituisce un'ingiusta discriminazione o intolleranza.

"Sono fatto così". In realtà la nostra identità più profonda non può mai essere omosessuale; allo stesso modo la nostra identità più profonda non può mai essere quella di un alcolista, di un sadomasochista o di un marito violento. Questi sono deficit psicologici, non delle identità.

"Noi tutti dobbiamo imparare a rispettare la diversità". Questa dichiarazione all'inizio si riferiva alla legittima aspettativa che la società rispettasse le minoranze religiose e culturali. Ma successivamente è venuta la richiesta di rispettare ogni forma di diversità, inclusa la diversità sessuale. Questa è una richiesta ridicola. Si dovrebbero rispettare solo quelle diversità sessuali che riteniamo accettabili all'interno del nostro sistema di valori morali.

"La gente ha bisogno di imparare che essere differenti non significa essere cattivi". Un Film della Public Television (PBS) effettivamente si concludeva con questa semplicistica affermazione! Ma essere differenti neanche significa necessariamente essere buoni. Questa affermazione è rivolta a fare sentire in colpa le persone che vedono nella condizione omosessuale un disordine.

In che modo evita di imporre le sue vedute e i suoi valori ad un cliente che intraprende una terapia?

Credevamo che la psicoterapia potesse essere senza valori. Non è così. Infatti una terapia efficace si sviluppa da un sistema di valori condiviso tra cliente e terapista. Nè la psicologia nè qualsiasi altra scienza sociale può affrontare la questione di "cosa è" senza avere la minima percezione di "cosa dovrebbe essere".

Io evito di imporre le mie opinioni rendendole esplicite ad ogni cliente sin dall'inizio. Solo se le nostre vedute e i nostri valori sono compatibili continuiamo con la terapia.

Molto spesso mi accorgo che c'è un affiatamento delle menti quando il cliente è una persona di fede, con la percezione di essere stata modellata da un creatore. Un tale cliente solitamente avverte che la sua fede religiosa lo chiama a vivere non secondo la sua natura caduta, come fa il mondo, ma secondo la natura donata da Dio. E come cattolici dobbiamo sostenere e incoraggiare questi uomini e queste donne nella loro lotta per la completezza e la guarigione.
Intervista pubblicata nel sito www.catholic.net


martedì 10 giugno 2008

Omosessualità: Gli strumenti di Satana




GLI STRUMENTI DI SATANA

Tratto dal libro "THIS WAY OUT"

di Frank Worthen
Presidente di New Hope Ministries





IL LIBRO DI FRANK WORTHEN
NOIA Lo stile di vita gay é uno stile fatto di eccessi. Qualche volta gli omosessuali sperimentano più esperienze traumatiche in un anno di quanto gli altri non ne sperimentano in un’intera vita. Gli alti e i bassi sono innaturali. Alcuni assumono droghe o alcol soltanto per sopravvivere a una vita fatta di confusione e distorsioni. Tuttavia, anche in mezzo a tutta questa attività frenetica, nonostante tutte le sue attrattive e attività, ci sono momenti di noia e il sesso viene spesso utilizzato come risposta ad essa.

Imparare a vivere una nuova vita significa anche rinunciare al ritmo innaturale che caratterizza lo stile di vita gay e apprendere a vivere in maniera più rilassata.
La nostra sfida è quella di scoprire come impiegare costruttivamente i momenti in cui ci ritroviamo da soli piuttosto che tornare alle facili e corrotte soluzioni del passato. Tutti sono tentati di ritornare ai propri vecchi schemi di comportamento quando non si sentono a proprio agio.


SOLITUDINE Ci sentiamo soli quando non abbiamo buone ed intime relazioni con gli altri. La solitudine è totalmente diversa dal non essere in compagnia. Molti amano i momenti in cui sono soli per potersi dedicare alla lettura della Bibbia e alla preghiera. Davvero non abbiamo alcun diritto di sentirci soli. Ci sono talmente tanti bisogni insoddisfatti intorno a noi che la solitudine può essere in realtà una forma di egoismo.


Spesso dietro la solitudine c’è autocommiserazione, rabbia verso gli altri e desiderio di vendetta. Satana ama sussurrare alla nostra mente pensieri negativi sugli altri: “Dove sono quando ho bisogno di loro? A nessuno importa di me. Perché andare in chiesa visto che nessuno si accorge di me. A loro non importa nulla di me e neanche a Dio importa”. Non avete mai inteso il Nemico sussurrarvi queste parole? La maggior parte di noi si.


Quando ci sentiamo soli possiamo invece scegliere di dare una mano a qualcuno che ha bisogno della nostra amicizia.
Una donna cristiana che conosco provava una grande gioia nel portare i propri cagnolini con sé quando si recava a visitare le case di riposo. Le piaceva vedere come le persone anziane si accendevano di vita mentre interagivano con i suoi cagnolini. È difficile giustificare la solitudine a meno che tu non sia stato rinchiuso a chiave nella tua stanza.


DEPRESSIONE, DISPERAZIONE, PERDITA DELLA SPERANZA 
Sembra esserci un notevole disaccordo sulle cause della depressione. Esse possono essere diverse. Ad ogni modo, abbiamo notato che molte volte la depressione è radicata anche nell’egoismo e nell’autocommiserazione. Non riuscire ad ottenere ciò che vogliamo può condurre alla depressione. Molte persone che sono abituate a fare tutto a loro modo, scivolano nella depressione quando gli viene richiesto di obbedire ad altre persone o di seguire i suggerimenti dello Spirito Santo.


La disperazione pùo semplicemente scaturire dall’impazienza nei confronti di Dio. Nessun uomo può imporre a Dio una tabella di marcia. Dio non si lascerà convincere dalle nostre scadenze prefissate o da condizioni poste in cambio della nostra obbedienza. Lo abbiamo sentito molte volte: “Concederò a Dio un anno di tempo per cambiarmi, non di più; se Lui non agisce allora tornerò al mio stile di vita gay”. L’atteggiamento che Dio richiede si trova in Abacuc 3:17-19 : 

Il fico infatti non germoglierà,
nessun prodotto daranno le viti,
cesserà il raccolto dell'olivo,
i campi non daranno più cibo,
i greggi spariranno dagli ovili
e le stalle rimarranno senza buoi.
Ma io gioirò nel Signore,
esulterò in Dio mio salvatore.



Di certo possiamo essere proprio noi a causare la nostra depressione se andiamo alla ricerca di cose negative. Non esistono limiti al negativismo che possiamo trovare se lo cerchiamo! Ad ogni modo, leggendo le Scritture scopriremo che Dio non ha mai benedetto l’abitudine di criticare gli altri; essa è considerata ribellione a Dio. Se cerchiamo le cose positive nella vita, negli altri - e ci sono - sperimenteremo grande gioia e felicità e ci accorgeremo che Dio ci sta cambiando.


INCREDULI Satana ci sussurra: “Dio in realtà non esiste. I cristiani sono vittime di una fantasia! Dopo la morte non c’è nulla e pensa a tutto il sesso che ti stai perdendo. Questo è il periodo migliore della tua vita e tu lo stai sprecando!” Queste parole ti sembrano familiari? Naturalmente lo sono. Satana dice queste cose a tutti, omosessuali e non.

NOSTALGIA DI CASA Come molti missionari sanno, il Nemico fornisce ingannevoli contrasti tra il luogo in cui ci troviamo e la nostra casa. Gli uomini che vengono da noi per partecipare al programma New Hope ,della durata di un anno, devono far fronte a parecchie distorsioni della verità da parte di Satana. Coloro che lasciano la propria casa e viaggiano per molte miglia per cercare una soluzione al loro problema lo fanno perché a casa vivevano in un circolo vizioso destinato al fallimento. Lì, i vecchi amici e la vicinanza di aree di ritrovo per omosessuali contribuivano a tenerli prigionieri della loro dipendenza. 
Mentre affrontano le difficoltà con onestà ed apertura, Satana cerca di trascinarli via e di separarli dalla guarigione che stanno ricevendo. Il Nemico si sente profondamente minacciato dai loro progressi nello sviluppo di un nuovo stile di vita che non lo include. La propria casa verrà considerata un rifugio, un’evasione dalle esigenze del processo di cambiamento. Qualche volta tendiamo a dimenticare il motivo per cui abbiamo lasciato la nostra casa.


CINISMO Se esiste un tratto prevalente tra gli omosessuali è il cinismo. Ridicolizzati dai genitori, dai coetanei e da un mondo ostile, l’omosessuale ha imparato a non aspettarsi nulla dagli altri. Lo stesso mondo gay rifiuta le persone che non corrispondono a severi standard di età, aspetto e corporatura.
Spirito critico, giudizio e cinismo sono aspetti della personalità del Nemico. Egli condividerà volentieri con voi questi tratti negativi.

Attraverso questi elementi Satana vi porterà all’isolamento, alla perdita della possibilità di partecipare al processo rigenerativo di Dio. Piuttosto che godere della compagnia degli altri ed imparare da loro, vi ritroverete a giudicarli. In ogni interazione positiva con altri cristiani sarete alla continua ricerca di motivi nascosti. Tutti i leaders cristiani saranno sospettati di corruzione. Il cinismo è uno degli strumenti preferiti di Satana. Attraverso questo strumento ci impedisce di ricevere le buone cose del Signore. Sì, lo stile di vita omosessuale é uno stile di vita cinico; siamo rimasti scottati molte volte e abbiamo perduto la nostra fiducia negli altri.


FLASHBACKS Nello stile di vita omosessuale pochissimi incontri sessuali possono essere considerati appaganti. Quasi sempre affiora un senso di insoddisfazione, il desiderio di qualcosa di meglio. Spesso ci si sente usati, imbrogliati e degradati dopo tali incontri. Ma Satana sa come far balenare nella nostra mente flashbacks di esperienze sessuali precedenti. Nei ricordi che egli ci presenta, tutte le connotazioni negative sono cancellate. Ricordiamo soltanto le cose positive. Iniziamo a desiderare di ripetere un’esperienza che in realtà era stata insoddisfacente e umiliante.

Egli ci tenta anche attraverso la nostra naturale tendenza a compiere delle associazioni mentali. Tutti veniamo stimolati da un certo tipo di musica, da odori, suoni e immagini visive che evocano ricordi distinti e vividi di esperienze passate. Questi elementi scatenanti possono essere sostituiti soltanto se sviluppiamo nuove associazioni, un processo che descriverò in un altro capitolo. Quando Satana cerca di utilizzare le nostre associazioni mentali come strumento per farci cadere, noi dobbiamo resistergli e presentare al Signore, con franchezza, i nostri sentimenti e le nostre reazioni. Per quanto queste associazioni possano essere gradevoli ci rendiamo conto della loro capacità di separarci da Dio, facendoci vedere il nostro peccato sotto una luce positiva.


INTERESSI FUORI DAL REGNO Quando un individuo inizia ad impegnarsi seriamente per seguire il Signore è sorprendente quanto spesso gli verrà offerta “l’opportunità di lavoro della sua vita”. Questa potrebbe essere una speciale benedizione di Dio ma potrebbe essere anche uno stratagemma del Nemico per separare la persona dal Corpo di Cristo. Ciò è particolarmente vero se il nuovo lavoro ci impegna anche di sera o di domenica, quando la maggior parte delle cerimonie religiose hanno luogo, oppure se il lavoro richiede il trasferimento in un’altra città, con il conseguente allontanamento da una chiesa dove si erano strette amicizie intime.

Anche gli hobby e i particolari interessi possono produrre questo effetto. Conosco una persona patita per le automobili che un giorno ha acquistato l’auto che aveva sempre desiderato. Quella fu l’ultima volta che lo vidi, poiché iniziò a dedicare ogni ora della giornata all’interminabile ed amorevole cura dell’auto.


Quando ci lasciamo coinvolgere eccessivamente dai nostri interessi, le cose spirituali iniziano a sembrarci distaccate dalla vita reale. La chiesa, i nostri amici, la preghiera e le letture della Bibbia sono considerate poco importanti o addirittura un totale spreco di tempo.

LA REALIZZAZIONE DEL SOGNO DI UNA VITA - L’AMANTE CRISTIANO Interagendo con altri Cristiani, colui che cerca di abbandonare l’omosessualità spesso fa la seguente osservazione: “I Cristiani sono di solito affidabili, maturi, degni di fiducia. In effetti essi hanno tutte le qualità che ho sempre cercato in un amante!” I Cristiani sono profondamente affettuosi , altruisti, onesti, finanziariamente affidabili e generosi. La persona omosessuale pensa quindi che con un cristiano la relazione possa funzionare e nuovi orizzonti si aprono davanti a lui.


Ma può davvero funzionare? E’ accaduto proprio questo ad alcune persone che hanno partecipato al programma New Hope. Di solito Satana colloca pensieri nelle menti di queste due persone. Esse si scoprono reciprocamente, iniziano a comunicare e a condividere i propri desideri e alla fine hanno rapporti sessuali. Il risultato di tutto ciò può essere espresso con una parola: Senso di colpa! Lo Spirito Santo non permette che questa relazione si svolga armoniosamente.


La convinzione di aver sbagliato e il rimorso assillano almeno uno dei due ed entrambi si rendono conto di aver perduto il rispetto reciproco. La pace interiore può essere riconquistata soltanto dopo essersi pentiti ed aver rinunciato al loro coinvolgimento sessuale ed emotivo. Dopo che Dio ha detto “No!” alla relazione, il rapporto può essere gestito soltanto allontanandosi da Dio e da altri Cristiani. Infine, una coscienza intorpidita completerà l’alienazione da Dio causata dal peccato.

DIFESA! Non tutti ne sono consapevoli della nostro potere nei confronti del Nemico. Il potere non è in noi ma è nel Nome e nell’autorità di Gesù. Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza (2 Timoteo 1:7). Satana ci avvicina servendosi di bugie e di mezze verità. Noi abbiamo il diritto e la responsabilità di respingere le sue irruzioni nella nostra mente e nella nostra vita.

Uno dei trucchi di Satana è quello di farci credere che i suoi suggerimenti sono realmente i nostri pensieri. Quindi, ci sussurra che dovremmo sentirci molto in colpa per il fatto di partorire tali pensieri. N
on dobbiamo assumerci la responsabilità per le cose che ci si scaglia contro ma dobbiamo combattere! La nostra carne preferisce lamentarsi e gettare la spugna.

Dobbiamo ricordare che la carne è felice di rispondere a qualsiasi invito al peccato. La carne criticherà anche il nostro tentativo di difenderci, con messaggi del tipo: stai combattendo proprio contro la cosa che desideri di più! È ingiusto che ci si aspetti da te che tu getti via pensieri così piacevoli. E comunque in essi non c’è niente di male. Smetti di lottare e goditi ciò che ti viene offerto”.


Non molliamo! Non arrendiamoci né alla carne né a Satana. Non dobbiamo vivere una vita da sconfitti!

Se resistiamo a Satana egli se ne andrà per un po’. È nostra responsabilità portare davanti a Gesù tutte le nostre tentazioni, i sentimenti e desideri in modo che egli possa purificarli. Dobbiamo assumerci la responsabilità per quelle cose a cui abbiamo voluto restare aggrappati e di cui abbiamo goduto, e ricevere il perdono che Egli gratuitamente ci offre. Non c’è motivo di nascondere alcunché al nostro Signore. Egli ha già sentito tutto ed è pronto a battersi per noi non appena ci rivolgiamo a Lui in fiducioso abbandono. “Il Signore stesso vostro Dio, che vi precede, combatterà per voi…” (Deeuteronomio 1:30). 

Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato.

Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno.
Ebrei 4:15-16

domenica 1 giugno 2008

Omosessualità: Testimonianza di Simon



                        

                                       

Testimonianza di Simon

tratta dal Forum di discussione PFOX

                                                                                                                            



          Come ex gay, sento che lo stile di vita omosessuale stesso è la principale ragione per cambiare. 

È il peggior stile di vita che una persona possa condurre. Si dice, tra gli omosessuali più sperimentati, che i “più adattati “sono quelli che hanno abbandonato ogni speranza di avere un partner per tutta la vita, e che invece si accontentano di ciò che possono realisticamente ottenere: incontri sessuali anonimi. Ci rendiamo conto di cosa significhi?

Lo stile di vita gay riduce la durata media della vita di una persona e anche se non si tiene conto dell’AIDS la percentuale resta impressionante.

 

Innumerevoli studi confermano i terribili livelli di depressione, di suicidi, di abuso droghe e di malattie sessualmente trasmesse. Per non parlare poi della puerilità e dell’autocommiserazione così prevalenti nella sottocultura gay.

Anche chi si autoconvince di poter evitare la depressione, i suicidi, l’abuso di droghe e le malattie sessualmente trasmesse, non può evitare di vedere intorno a sé i propri amici soffrire e morire per questi motivi. Naturalmente, quando dico amici dovrei dire “amici”. Sono tuoi “amici” soltanto finché possono ottenere da te ciò che desiderano.

Poiché il mondo gay è come un mercato delle carni, il suo valore dipende da ciò che possiedi. Una volta invecchiato non sei più desiderato. E la vita di una persona grassa, disabile o con un piccolo pene vale molto meno di quella di una persona magra e atletica. La tua personalità é meno importante del tuo aspetto fisico. Tante volte mi è capitato di vedere due ragazzi omosessuali “profondamente innamorati” separarsi perché avevano trovato una persona fisicamente più attraente.

Ed ora parliamo dell “amore” gay. E’ un mito. Non esiste. 

Qualsiasi persona con un po’ di buon senso può vedere quanto spesso gli uomini gay si lascino e quanti rapporti siano fragili. Sono totalmente immaturi. Praticamente vanno a vivere insieme subito dopo essersi incontrati e si lasciano appena trovano qualcosa di meglio. Ma nessuno di loro vuole riconoscere questo futile ciclo, completamente ciechi alla verità che “l’amore” gay è soltanto una fiaba. L’infedeltà è la norma nel mondo gay. La durata media di una relazione è soltanto di un anno.

 

  Se esiste una costante nel mondo gay, è la depressione. Essa non è causata da “pressioni” o “discriminazioni” nella società. È causata dalla “comunità” gay stessa. È uno stile di vita triste e patetico che danneggia le persone.




SCAPPA VIA. Vattene. Non toccarla.
Non ne hai bisogno. 

Non meriti di essere risucchiato e usato da quel mondo egoista. Persegui una terapia, sentiti meglio, più mascolino. Trova VERI amici di sesso maschile che ti amino davvero per quello che sei e non per ciò che possono ottenere da te.

E il cambiamento non richiede obbligatoriamente una religione. Gran parte del mio è avvenuto senza religione, perciò è possibile. Ad ogni modo, i libri di terapia psicologica non includono la religione, così chiunque è libero di perseguire un trattamento rigorosamente medico.

Cordiali saluti
Simon