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venerdì 11 dicembre 2009

Omosessualità: Testimonianza di Marco


Testimonianza di Marco

postata sul forum di questo blog il 21/23 novembre 2009



Anonimo ha detto...
Non si tratta di uscire dall'omosessualità, si tratta di crescere, di evolvere, di appropriarci del nostro corpo, della nostra umanità piena. Anch'io ho un esperienza in questo senso e vorrei aggiungere la mia testimonianza a questo forum perchè si crei cultura e speranza. Anch'io ero prigioniero di pulsioni che all'epoca non erano nemmeno tanto indesiderate, ma provocavano non pochi problemi, come voi tutti certamente sapete.

Grazie a Dio, credo, il mio cammino di Uomo non si è fermato alla mia visione egocentrica della vita, ma è riuscito ad andare oltre, ho visto orizzonti perduti e vi posso dire che li ho finalmente ritrovati! vedo ogni giorno crescere in me l'uomo che sono, vedo il mio futuro con la persona che Dio, mi piace pensare, mi ha messo a fianco, da qualche mese vivo la grazia della castità che non conoscevo prima, anzi non immaginavo nemmeno.

Avrei tante cose belle da dire, non so nemmeno decidere l'ordine... grandi cose si sono comipiute, grandi cose! Che bello vivere da uomini, che bello avere degli amici uomini, degli altri come te con cui condividere una condizione comune, che belle le relazioni con il mondo, che bello avere una persona diversa da te al tuo fianco, una persona da proteggere, di cui prendersi cura, con cui fare progetti, con cui condividere il mondo, che bella la Vita! non voglio dare nessun consiglio, solo voi sapete le ferite del vostro cuore,
NON ABBIATE PAURA!
un abbraccio
Marco

sabato, 21 novembre, 2009


max ha detto...
Ciao Marco.
Grazie della tua bella e serena testimonianza di una libertà lentamente riappropriata.
Lodo Dio il quale è riuscito a farti capire quanto è bello scoprisi pienamente e viversi.
Parlaci ancora di te e se ti va della persona che Dio ti ha messo accanto e con cui stai condividendo i tuoi respiri.
Dona attraverso la tua speranza ritrovata la speranza a chi non ce l'ha e non sa dove trovarla.
Un abbraccio a te e a tutti i fratelli del Blog.
La Pace di Cristo dimori in tutti voi.
Fr Max

sabato, 21 novembre, 2009


marco ha detto...
ciao fr. Max, mi permetto di darti del tu perchè vedo anche dagli altri commenti non è una cosa che mi sembra ti dia problemi.
Hai ragione, Dio mi ha lentamente educato all'umanità e alla vita, quando guardo indietro ho i brividi... Se potessi tornare nel passato e dirmi qualche parola di speranza sicuramente mi abbraccierei e mi direi di non avere paura... io ne ho avuta tanta, le crisi d'identità tipiche di noi ex-omosessuali ( praticanti e non) sono un'esperienza sconvolgente, so cosa vuol dire la paura, il vuoto, il terrore, la solitudine, la vergogna. ma mi abbraccierei e mi direi che mi voglio proprio bene, che non è colpa mia se ho queste pulsioni. Tieni lo sguardo fisso, la promessa di una vita piena è vera, credici, non è una bugia, non è un'invenzione di qualche pazzo... è il vangelo che si fa uomo anche in noi, è la promessa di un Dio che è morto a se stesso, è morto all'egoismo, per rinascere Uomo Nuovo... noi possiamo essere Uomini Nuovi!

Nel mio caso è stata una questione di fede perchè io credo, ma la razionalità e la quotidianità del vangelo sono indiscutibili, ve lo dico perchè l'ho vissuto e vi assicuro con la mia vita che ci sono delle cose che sono molto più concrete di quello che appaiono. Il vangelo è la strada buona per i credenti e non, è la regola di vita perfetta perchè è fatta per l'uomo e tutti gli uomini sono uguali, credenti e non credenti. Il vangelo e la dottrina della Chiesa sono la luce nelle tenebre, l'ancora a cui aggrapparsi quando siamo sbattuti dalle onde, sono la tenerezza contro la violenza. Non abbiate paura non siete soli!

lunedì, 23 novembre, 2009


marco ha detto...
siate sinceri, non mentite, ammettete i vostri errori, rinunciate a qualcosa, apritevi all'altro, mettetevi a nudo con persone di fiducia, create dei rapporti veri e autentici, parlate con i vostri genitori, perdonateli sono come voi, non desiderate quello che non siete, non commettete atti impuri, gli atti puri sono quelli che non lasciano la vergonga al loro passaggio ma la gioia, non fatevi complici della morte degli altri, se volete amarli lasciateli liberi dal peso di un desiderio che non ha futuro. AMATE COME DIO AMA, quello è l'amore vero, quello che genera vita, quello che TUTTO COPRE ,TUTTO CREDE , TUTTO SPERA , TUTTO SOPPORTA .

l'Uomo si completa con la Donna, l'Uomo è uomo con una Donna al suo fianco, è bello essere uomini, vi assicuro che è molto più bello che desiderarli, è una gioia continua perchè FINALMENTE siete voi stessi quello che desideravate, siete VERI!

lunedì, 23 novembre, 2009


marco ha detto...
La persona che Dio mi ha messo a fianco è una persona di altri tempi, una ragazza trasparente, che odia le bugie, che sa perdonare, è accogliente, è una Donna, è casta, è pura, è vera.... Lei sa tutto e la nostra storia ha preso una svolta proprio quando io sono stato sincero con lei, prima non mi ero comportato bene perchè ho aprofittato del fatto che si fosse innamorata di me e di questo mi vergogno tuttora, lei mi ha perdonato, però l'amore che cresceva per lei mi ha portato ad aprirmi, lei doveva avere il mio rispetto con la sincerità, non si meritava di non sapere di me, non potevamo costruire sulla menzogna, non gli potevo fare questo. La nostra storia è cambiata radicalmente, alla base dell'amore c'è la sincerità !!!! Sapete cosa è la cosa che spesso mi fa desiderare fisicamente la mia ragazza (tasto dolente e a volte chiodo fisso per quelli nella nostra situazione)? Il suo essere, la sua verità, la creatura che è... non sono forme sinuose o immagini trasgressive a creare l'amore... l'amore fisico vero si genera dalla stima e dall'affetto, dalla protezione e dalla rinuncia a sè, dalla condivisione e dalla tenerezza. Noi, comunque, aspetteremo la nostra completa unione come Sposi, in Dio... spero...
mi sono limitato a scrivere le cose belle, ma l'amore è anche fatica, non è facile rinunciare alle proprie posizioni e a sè, l'altro è comunque una persona con i suoi difetti e posso elencarveli tutti, sia i suoi che i miei, ci sono, non voglio dare un immagine troppo mulino bianco della cosa, ma è perchè sono veramente fiero e orgoglioso delle meraviglie che che si sono compiute nella mia vita... io, il più peccatore dei peccatori... non mi meritavo tutto questo, e non posso che lodare Dio per le sue opere!

NON DISPERATE, siate FORTI....
marco

lunedì, 23 novembre, 2009

giovedì 10 dicembre 2009

Omosessualità: Quando la rabbia affiora...


QUANDO LA RABBIA AFFIORA...

Alcuni utili consigli
postati nel forum 







Tratto dal Forum dedicato agli uomini (Blog "Si può Cambiare")


MarcoItaly ha detto...
 
Ciao a tutti...
sto continuando a leggere il libro del Dr. Nicolosi e più vado avanti più si tendono ad accumulare due sentimenti diversi: calma e rabbia.
La calma deriva dal fatto di sapere che c'è una uscita, che si può uscire e finalmente sentiti realizzati. A questo sentimento di calma tende a volte ad aggiungersi un pò di angoscia quando si cade nelle tentazioni o quando ci si accorge della difficoltà a percorrere la strada.

Rabbia soprattutto verso i miei genitori... durante la lettura mi saltano alla mente episodi dell'infanzia dove effettivamente trovo che non mi è mai stata valorizzata la mia mascolinità, sono sempre stato il "bravo bambino" di casa. Eppure non posso dare tutte le colpe ai miei genitori, so benissimo che non è colpa loro (cioè non l'hanno certo fatto consciamente, mi hanno sempre voluto bene) eppure provo questo sentimento di amore-odio che si traduce a volte in rabbia.
Spero di riuscire a crescere e superare questa rabbia. Anche a voi capitano questi sentimenti ambivalenti?
mercoledì, 09 dicembre, 2009


Adeodato ha detto...
Per MarcoItaly: anche io leggendo i libri di Nicolosi o van den Aardweg ho provato i tuoi stessi sentimenti. A volte invece di essere più tranquillo mi sono regalato notti insonni. Penso e spero che la rabbia che si prova sia curativa. Infatti il fatto stessa che emerga vuol dire che è gia presente senza che noi ce ne rendiamo conto indirizzando i nostri comportamenti. 

Quando invece la proviamo esplicitamente è come se la estraessimo la guardassimo in faccia e la affrontassimo. E' come combattere con un nemico in pieno campo di battaglia invece che fuggire come un topolino in gabbia sotto un attacco aereo.

Sul come affrontarla non so darti consigli posso solo dirti di non darle sfogo ma neanche di soffocarla: prova a parlarci, a capire le sue ragioni e stai attento a non ricadere nel vittimismo e nell'autocommiserazione. I genitori vanno perdonati (soprattutto psicologicamente) ma nel vero senso della parola dopo un processo lungo e doloroso, bisogna cercare di evitare quel finto perdono superbo che in fondo è un ennesima sottile forma di vendetta. Dobbiamo far pace con il mondo ed in primo luogo con loro.

Un altro punto difficile è la lotta per la virilità che è una vera conquista. Stiamo attenti a non ricadere in quella finta ricerca di stereotipo maschile ma sviluppiamo le vere qualità maschili ovvero il coraggio, la fermezza e la sicurezza in se stessi. Dobbiamo farlo in una lunga e paziente lotta giorno per giorno senza grandi entusiasmi destinati a spegnersi ma con piccole e profonde soddisfazioni.
i
n terzo luogo, superiamo le nostre paure, le conosciamo bene ma non vogliamo riconoscerle: avviciniamoci a quegli uomini che ci sembrano più inaccessibili (consci anche di un possibile rifiuto) facciamoci conoscere per quello che siamo. Mettiamo da parte la superbia, il narcisismo, la rabbia diffusa verso il mondo ed i brutti ricordi. non perdiamoci in un'analisi minuziosa e angosciante del passato, lanciamoci nel futuro con in mente ben chiaro ciò che vogliamo essere. Non scoraggiamoci nelle ricadute ma virilmente rialziamoci e combattiamoci. ricordiamoci che il nostro domani forse ci farà più saggi, più completi, più esperti e forse anche migliori padri e mariti.

Coltiviamo la purezza, prima che per motivi religiosi, per renderci forti nell'affrontare la nostra lotta e non distrarre la nostra mente con tutto ciò che ne consegue: senso di colpa, angoscia, accensione dei soliti desideri nevrotici. Se vogliamo avvicinarci ad una donna evitiamo di usarla come un oggetto per il nostro cambiamento. Facciamolo solo quando veramente e profondamente ci sentiamo trasformati: rischieremmo di vivere la frustrazione del non successo o peggio ancora di cadere in un autoconvincimento fasullo. Pensiamo prima di tutto a noi ed alla nostra identità senza farci troppe domande sul futuro e vivendo la fiducia su noi stessi e sulle nostre possibilità.

mercoledì, 09 dicembre, 2009